mercoledì 22 gennaio 2014

De Magistris ringrazia le forze politiche a suo sostegno ( e lo invia anche al PdelSUD...)



Riceviamo dalla segreteria del sindaco di Napoli Luigi de Magistris e, ringraziando per l'attenzione postiamo :

SINDACO: GRAZIE A FORZE POLITICHE E SOCIALI PER SOSTEGNO


"Ringrazio i parlamentari, i consiglieri comunali ed i segretari cittadini e regionali delle forze politiche del centro-sinistra per le dichiarazioni di sostegno nei confronti della nostra città.

E' importante, adesso, un impegno di tutti, a livello locale e nazionale, per evitare prospettive economico-finanziarie che sarebbero devastanti per la capitale del Mezzogiorno. 

A questo scopo, fin dalle prossime ore, questa amministrazione si attiverà per organizzare gli opportuni momenti di confronto con i parlamentari, le soggettività politiche e le forze sociali della nostra città". 

Lo afferma in una nota il sindaco di Napoli Luigi de Magistris.
--
Marzia Bonacci
portavoce Luigi de Magistris


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Riceviamo dalla segreteria del sindaco di Napoli Luigi de Magistris e, ringraziando per l'attenzione postiamo :

SINDACO: GRAZIE A FORZE POLITICHE E SOCIALI PER SOSTEGNO


"Ringrazio i parlamentari, i consiglieri comunali ed i segretari cittadini e regionali delle forze politiche del centro-sinistra per le dichiarazioni di sostegno nei confronti della nostra città.

E' importante, adesso, un impegno di tutti, a livello locale e nazionale, per evitare prospettive economico-finanziarie che sarebbero devastanti per la capitale del Mezzogiorno. 

A questo scopo, fin dalle prossime ore, questa amministrazione si attiverà per organizzare gli opportuni momenti di confronto con i parlamentari, le soggettività politiche e le forze sociali della nostra città". 

Lo afferma in una nota il sindaco di Napoli Luigi de Magistris.
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Marzia Bonacci
portavoce Luigi de Magistris


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NAPOLI: L'incredibile vicenda della bocciatura della Corte dei Conti...



"Ieri sera è stato il momento più difficile da sindaco. Ho avvertito quanto sia complicata la sfida e quanto grande il lavoro che stiamo facendo. Metteremo in campo tutte le iniziative per sensibilizzare la comunità nazionale e il Governo."
Luigi de Magistris




Lunedì 20 Gennaio 2014, la città di Napoli ha vissuto una tristissima giornata dovuta alla sentenza della Corte dei Conti che ha bocciato il piano di riequilibrio presentato dal Comune di Napoli, unitamente alle specifiche richieste presentate. Nei fatti la città verrebbe condannata al dissesto economico e ad un commissariamento con le inevitabili negative ricadute del caso. Il Comune, tramite il suo sindaco e la sua giunta, s'opporrà con ricorso la cui definitiva sentenza si avrà nell'arco di circa 3 mesi. Verranno, collateralmente, avviate tutte le iniziative con il governo ed il capo dello Stato, di sensibilizzazione perchè la politica si faccia carico di fare la sua parte (vedi Roma salvata per analoghi problemi).

Il Partito del Sud, da sempre vicino al sindaco de Magistris, sin dalla sua elezione di cui fieramente s'è fatto partecipe sostenendo la sua candidatura come attore nell' alleanza della coalizione vincente, e continuando la collaborazione ed il leale sostegno con tutti i suoi uomini e strumenti, chiama a raccolta le sue forze perchè vengano messe in atto tutte le iniziative in quell'unità d'intenti che Luigi de Magistris chiede. Nella conferenza stampa di oggi il sindaco ha richiesto che tutte le forze politiche e gli organi di stampa diano una mano in questi 3 mesi per dimostrare la volontà di perseguire in quel processo virtuoso in cui, tramite il lavoro fatto, s'è avviata la città di Napoli. Facile sarebbe stato dichiarare alla giunta, dal suo insediamento, il dissesto visto la situazione economica disastrata ereditata. Migliaia di lavoratori sarebbero stati licenziati, cosa che non è avvenuta, lavorando ad un'ottimizzazione dei conti che ha già clamorosamente invertito la tendenza delle precedenti amministrazioni. 

E' giunto il momento, come detto da de Magistris, in cui verificare chi lavora per il bene della città (capitale del Sud e terza d'Italia per importanza) e chi ha invece scopi strumentalmente indirizzati a personali interessi e non a quelli della collettività!

Il Partito del Sud è presente!
Forza de Magistris e la sua giunta, forza Napoli e forza Sud!


PARTITO DEL SUD - Napoli.




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"Ieri sera è stato il momento più difficile da sindaco. Ho avvertito quanto sia complicata la sfida e quanto grande il lavoro che stiamo facendo. Metteremo in campo tutte le iniziative per sensibilizzare la comunità nazionale e il Governo."
Luigi de Magistris




Lunedì 20 Gennaio 2014, la città di Napoli ha vissuto una tristissima giornata dovuta alla sentenza della Corte dei Conti che ha bocciato il piano di riequilibrio presentato dal Comune di Napoli, unitamente alle specifiche richieste presentate. Nei fatti la città verrebbe condannata al dissesto economico e ad un commissariamento con le inevitabili negative ricadute del caso. Il Comune, tramite il suo sindaco e la sua giunta, s'opporrà con ricorso la cui definitiva sentenza si avrà nell'arco di circa 3 mesi. Verranno, collateralmente, avviate tutte le iniziative con il governo ed il capo dello Stato, di sensibilizzazione perchè la politica si faccia carico di fare la sua parte (vedi Roma salvata per analoghi problemi).

Il Partito del Sud, da sempre vicino al sindaco de Magistris, sin dalla sua elezione di cui fieramente s'è fatto partecipe sostenendo la sua candidatura come attore nell' alleanza della coalizione vincente, e continuando la collaborazione ed il leale sostegno con tutti i suoi uomini e strumenti, chiama a raccolta le sue forze perchè vengano messe in atto tutte le iniziative in quell'unità d'intenti che Luigi de Magistris chiede. Nella conferenza stampa di oggi il sindaco ha richiesto che tutte le forze politiche e gli organi di stampa diano una mano in questi 3 mesi per dimostrare la volontà di perseguire in quel processo virtuoso in cui, tramite il lavoro fatto, s'è avviata la città di Napoli. Facile sarebbe stato dichiarare alla giunta, dal suo insediamento, il dissesto visto la situazione economica disastrata ereditata. Migliaia di lavoratori sarebbero stati licenziati, cosa che non è avvenuta, lavorando ad un'ottimizzazione dei conti che ha già clamorosamente invertito la tendenza delle precedenti amministrazioni. 

E' giunto il momento, come detto da de Magistris, in cui verificare chi lavora per il bene della città (capitale del Sud e terza d'Italia per importanza) e chi ha invece scopi strumentalmente indirizzati a personali interessi e non a quelli della collettività!

Il Partito del Sud è presente!
Forza de Magistris e la sua giunta, forza Napoli e forza Sud!


PARTITO DEL SUD - Napoli.




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martedì 21 gennaio 2014

Italicum o Chiavicum? L'ipocrisia all'italiana e l'inutilità del vagheggiare a Sud...


In questi giorni non si fa altro che parlare della nuova legge elettorale e dell'incontro/accordo tra Renzi e Berlusconi...un po' di considerazioni bisogna farle anche sul fronte meridionalista del PdSUD.

Personalmente ritengo inutili e ipocrite le polemiche di chi dice che Renzi non doveva parlare con Berlusconi, visto che oggi Renzi o Berlusconi rappresentano le due forze politiche in Italia più consistenti (purtroppo è così, oggi ci sono tre poli dominanti, con l'altalena a seconda dei sondaggi tra Forza Italia e M5S al secondo posto e poi altri partitini che si dividono gli spiccioli...) e l'altro terzo polo del M5Stelle chiuso in uno sterile e assurdo atteggiamento autistico di chi non parla con nessuno (che ci stanno a fare in Parlamento se "dialogano" solo con i quattro sfigati registrati al blog del loro dux?). Ancora più paradossali sono le critiche da sinistra, spesso portate avanti da chi con Berlusconi, già condannato ed anche conosciuto per la sua nefandezza da un ventennio oramai, ha pensato di fare un governo che è cosa ben più impegnativa che trovare un accordo per la riforma della legge elettorale o ha fatto una serie di veri "inciuci" in passato, bicamerale di D'Alema o mancata legge sul conflitto di interessi docet.

Premesso questo, nel merito della proposta invece, a parte il superamento del bicameralismo perfetto che potrebbe essere positivo, sul meccanismo elettorale non posso che considerarla negativamente...visto che non risponde ne' alle esigenze di maggiore partecipazione dei cittadini che non scelgono direttamente il loro rappresentante e ne' risponde alle critiche al "Porcellum" della Corte Costituzionale, sull'esagerato premio di maggioranza ad esempio, inoltre cosa ancor più grave restringe ancor di più gli spazi di democrazia con l'innalzamento delle soglie di sbarramento. Questo significherebbe per un partito meridionalista come il nostro un compito ancora più difficile per far sentire la propria voce, una vera e propria "mission impossible"...non basterebbe più nemmeno il 4% a livello nazionale o l'8% a livello locale per avere un rappresentante.

Il paese è frammentato politicamente, lo è sempre stato storicamente tra l'altro, e non ha la tradizione del sistema bipartitico all'anglosassone e senza false illusioni non lo avrà mai, inutile forzare troppo la situazione reale con costruzioni artificiose visto l'esempio del finto bipolarismo degli ultimi 20 anni, piuttosto dovremmo imparare (ovunque, sia in Parlamento che nei singoli partiti) a sintetizzare posizioni leggermente diverse e a dividerci solo su questioni sostanziali, altrimenti si rimane impantanati in innumerevoli riunioni di condominio. Per garantire la governabilità ci sono tanti metodi, basterebbe prendere l'esempio del voto per i Sindaci delle grandi città a doppio turno, ma non si può sacrificare tutto per questo ragionevole obiettivo ed avere altre nefandezze come il "listino" al posto del "listone" o soglie di sbarramento che bloccherebbero per anni il Parlamento a 3 movimenti in lotta o con due sempre alle larghe (finte) intese ed il terzo che aspetta di fare qualcosa solo quando avrà il 51%!!!

Una proposta come PdSUD la faremo nel Direttivo nazionale e sono abbastanza fiducioso che contenga i punti che ho espresso, no a listini e listoni e no ad alte soglie di sbarramento, sia a livello locale che nazionale, e alti premi di maggioranza....si alle scelte dirette del popolo sugli eletti che andranno in Parlamento.

In tutto questo scenario, è davvero deprimente osservare il vagheggiare di alcuni "Grilli del Sud" che tornano alle armate brancaleone, senza una linea politica e senza un vero progetto per la nostra terra, si accontentano di un paio di slogan, spesso riciclati dal grillismo o da altri demagoghi che esistono solo come avatar in rete, per pensare di muovere masse di meridionali e poi si accorgono di non avere la minima organizzazione finanche per la raccolta firme come già successo l'anno scorso, figuriamoci per il resto con la necessità di fondi per la campagna elettorale e noi ci siamo già passati nell'eroico tentativo da soli alle Politiche nazionali dell'anno scorso...o ci sono i maccartisti tipici del nostro mondo del revisionismo storico sul risorgimento, che va tutto bene fin quando restiamo contro i "comunisti", insomma zavorra cioè gente che ha fatto già parecchi danni ed ha contribuito non poco all'ulteriore affossamento del Sud negli ultimi anni schierandosi a fianco del leghismo e del berlusconismo, nostri nemici "naturali". Infine c'è pure chi vagheggia di "indipendenza", senza specificare il cosa (non può essere un ritorno nostalgico alle Due Sicilie con la questione dell'autonomismo siciliano che ha una sua storia peculiare pur recente nel 1943-45...) e soprattutto il come ovviamente...il tutto, senza passare per un movimento politico meridionalista autonomista o indipendentista di massa come avvenuto in Spagna, sia in Catalogna che nei Paesi Baschi, ed in tutti i paesi con forti identità nazionali che reclamano indipendenza alla fine di un percorso di forte autonomia e di forte azione politica da parte appunto di un movimento di massa, ultimo esempio quello dello Scottish Party in Scozia. I nostri "indipendentisti" e rivoluzionari da tastiera invece credono di continuare a crescere con le petizioni su facebook e i movimenti con più troll che persone...mah beati loro, noi non contrastiamo nessuno e crediamo che ognuno debba perseguire la sua strada...in bocca al lupo a tutti!

Il PdSUD si è allontanato da questa palude con il suo dichiararsi "federalista" e "progressista", quest'ultimo aspetto non significa appiattirsi sulle proposte del PD come anche quest'articolo dimostra, ma significa allontanarsi da questo mondo asfittico che per anni non ha combinato niente di concreto per portare una voce del Sud in Parlamento, nel duplice atteggiamento perdente dell' "Aspettando Godot" di chi aspetta il "risveglio del nostro popolo" oppure di chi ci prova solo con bluff e trucchetti, raggruppando sigle inesistenti con operazioni di facciata, senza scelte di linea politica o pensando di unire tutti da rifondazione comunista a forza nuova, cosa che è già fallita innumerevoli volte e l'ultimo tentativo è stato solo l'anno scorso.

Il tempo delle chiacchiere è finito, resterà solo uno o al massimo due movimenti meridionalisti con caratteristiche precise sulle scelte autonomismo/indipendentismo o progressista/conservatore, sarà o saranno quelli che nei prossimi anni saranno giudicati dai fatti e non dai proclami in rete, chi crescerà come forza in qualità e quantità dei suoi uomini e con idee, progetti, programmi ed organizzazione, puntando non solo ai trafiletti sui giornali o restando in attesa dell'apparizione da 3 minuti in TV.



Enzo Riccio
Vice-Presidente Partito del Sud

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In questi giorni non si fa altro che parlare della nuova legge elettorale e dell'incontro/accordo tra Renzi e Berlusconi...un po' di considerazioni bisogna farle anche sul fronte meridionalista del PdSUD.

Personalmente ritengo inutili e ipocrite le polemiche di chi dice che Renzi non doveva parlare con Berlusconi, visto che oggi Renzi o Berlusconi rappresentano le due forze politiche in Italia più consistenti (purtroppo è così, oggi ci sono tre poli dominanti, con l'altalena a seconda dei sondaggi tra Forza Italia e M5S al secondo posto e poi altri partitini che si dividono gli spiccioli...) e l'altro terzo polo del M5Stelle chiuso in uno sterile e assurdo atteggiamento autistico di chi non parla con nessuno (che ci stanno a fare in Parlamento se "dialogano" solo con i quattro sfigati registrati al blog del loro dux?). Ancora più paradossali sono le critiche da sinistra, spesso portate avanti da chi con Berlusconi, già condannato ed anche conosciuto per la sua nefandezza da un ventennio oramai, ha pensato di fare un governo che è cosa ben più impegnativa che trovare un accordo per la riforma della legge elettorale o ha fatto una serie di veri "inciuci" in passato, bicamerale di D'Alema o mancata legge sul conflitto di interessi docet.

Premesso questo, nel merito della proposta invece, a parte il superamento del bicameralismo perfetto che potrebbe essere positivo, sul meccanismo elettorale non posso che considerarla negativamente...visto che non risponde ne' alle esigenze di maggiore partecipazione dei cittadini che non scelgono direttamente il loro rappresentante e ne' risponde alle critiche al "Porcellum" della Corte Costituzionale, sull'esagerato premio di maggioranza ad esempio, inoltre cosa ancor più grave restringe ancor di più gli spazi di democrazia con l'innalzamento delle soglie di sbarramento. Questo significherebbe per un partito meridionalista come il nostro un compito ancora più difficile per far sentire la propria voce, una vera e propria "mission impossible"...non basterebbe più nemmeno il 4% a livello nazionale o l'8% a livello locale per avere un rappresentante.

Il paese è frammentato politicamente, lo è sempre stato storicamente tra l'altro, e non ha la tradizione del sistema bipartitico all'anglosassone e senza false illusioni non lo avrà mai, inutile forzare troppo la situazione reale con costruzioni artificiose visto l'esempio del finto bipolarismo degli ultimi 20 anni, piuttosto dovremmo imparare (ovunque, sia in Parlamento che nei singoli partiti) a sintetizzare posizioni leggermente diverse e a dividerci solo su questioni sostanziali, altrimenti si rimane impantanati in innumerevoli riunioni di condominio. Per garantire la governabilità ci sono tanti metodi, basterebbe prendere l'esempio del voto per i Sindaci delle grandi città a doppio turno, ma non si può sacrificare tutto per questo ragionevole obiettivo ed avere altre nefandezze come il "listino" al posto del "listone" o soglie di sbarramento che bloccherebbero per anni il Parlamento a 3 movimenti in lotta o con due sempre alle larghe (finte) intese ed il terzo che aspetta di fare qualcosa solo quando avrà il 51%!!!

Una proposta come PdSUD la faremo nel Direttivo nazionale e sono abbastanza fiducioso che contenga i punti che ho espresso, no a listini e listoni e no ad alte soglie di sbarramento, sia a livello locale che nazionale, e alti premi di maggioranza....si alle scelte dirette del popolo sugli eletti che andranno in Parlamento.

In tutto questo scenario, è davvero deprimente osservare il vagheggiare di alcuni "Grilli del Sud" che tornano alle armate brancaleone, senza una linea politica e senza un vero progetto per la nostra terra, si accontentano di un paio di slogan, spesso riciclati dal grillismo o da altri demagoghi che esistono solo come avatar in rete, per pensare di muovere masse di meridionali e poi si accorgono di non avere la minima organizzazione finanche per la raccolta firme come già successo l'anno scorso, figuriamoci per il resto con la necessità di fondi per la campagna elettorale e noi ci siamo già passati nell'eroico tentativo da soli alle Politiche nazionali dell'anno scorso...o ci sono i maccartisti tipici del nostro mondo del revisionismo storico sul risorgimento, che va tutto bene fin quando restiamo contro i "comunisti", insomma zavorra cioè gente che ha fatto già parecchi danni ed ha contribuito non poco all'ulteriore affossamento del Sud negli ultimi anni schierandosi a fianco del leghismo e del berlusconismo, nostri nemici "naturali". Infine c'è pure chi vagheggia di "indipendenza", senza specificare il cosa (non può essere un ritorno nostalgico alle Due Sicilie con la questione dell'autonomismo siciliano che ha una sua storia peculiare pur recente nel 1943-45...) e soprattutto il come ovviamente...il tutto, senza passare per un movimento politico meridionalista autonomista o indipendentista di massa come avvenuto in Spagna, sia in Catalogna che nei Paesi Baschi, ed in tutti i paesi con forti identità nazionali che reclamano indipendenza alla fine di un percorso di forte autonomia e di forte azione politica da parte appunto di un movimento di massa, ultimo esempio quello dello Scottish Party in Scozia. I nostri "indipendentisti" e rivoluzionari da tastiera invece credono di continuare a crescere con le petizioni su facebook e i movimenti con più troll che persone...mah beati loro, noi non contrastiamo nessuno e crediamo che ognuno debba perseguire la sua strada...in bocca al lupo a tutti!

Il PdSUD si è allontanato da questa palude con il suo dichiararsi "federalista" e "progressista", quest'ultimo aspetto non significa appiattirsi sulle proposte del PD come anche quest'articolo dimostra, ma significa allontanarsi da questo mondo asfittico che per anni non ha combinato niente di concreto per portare una voce del Sud in Parlamento, nel duplice atteggiamento perdente dell' "Aspettando Godot" di chi aspetta il "risveglio del nostro popolo" oppure di chi ci prova solo con bluff e trucchetti, raggruppando sigle inesistenti con operazioni di facciata, senza scelte di linea politica o pensando di unire tutti da rifondazione comunista a forza nuova, cosa che è già fallita innumerevoli volte e l'ultimo tentativo è stato solo l'anno scorso.

Il tempo delle chiacchiere è finito, resterà solo uno o al massimo due movimenti meridionalisti con caratteristiche precise sulle scelte autonomismo/indipendentismo o progressista/conservatore, sarà o saranno quelli che nei prossimi anni saranno giudicati dai fatti e non dai proclami in rete, chi crescerà come forza in qualità e quantità dei suoi uomini e con idee, progetti, programmi ed organizzazione, puntando non solo ai trafiletti sui giornali o restando in attesa dell'apparizione da 3 minuti in TV.



Enzo Riccio
Vice-Presidente Partito del Sud

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lunedì 20 gennaio 2014

SAGGI,…geni che offrono idee ai cretini solo dopo gli accadimenti…


di Bruno Pappalardo

Siamo tutti presi, in questi maledetti giorni, dalle storie di accordi  tra Renzi e Berlusconi, sulle uova cadute sull’auto dell’ex Cav. prima di entrare al Nazareno ( un po di colore aumenta del 20% la vendita) …poi Letta, Alfano e i bersaniani come Fassina.
Mentre ci incolliamo con la lingua per effetto di elettromagnetismo al televisore e sbaviamo su questi fatti,    invisibilmente ci stanno fottendo! Ci raggirano sempre quando qualcosa sui media va gonfiandosi. Qualcuno, da qualche altra parte, sta sodomizzandoci.
Perdonatemi la scurrilità ma quando una cosa è sozza, va chiamata con  parole equivalenti a quella volgarità.
Penso a quanto sta succedendo in Calabria. A cosa dovrà ancora subire questa Regione.
Si parla spesso degli amministratori pubblici, …sindaci, consiglieri, assessori, presidenti … che pensando ai propri sporchi interessi, distruggono il proprio territorio rubando a man bassa, insieme alle mafie, mentre dovrebbero, al contrario, proteggere e sanare. E’ tutto vero, come negarlo? E, tutto avviene dalle Alpi alla Sicilia. Negli ultimi anni, però,abbiamo assistito ad una progressione verso il basso nelle Regioni del centro-nord.
Il caso del Porto di Gioia Tauro e della cosiddetta “isola ecolgica Battaglina” sono due casi di questi giorni assai emblematici.
Il Primo, riguarda il trasbordo delle armi chimiche di Assad.  Le autorità, OSSIA LO STATO, senza alcun confronto o avviso con la popolazione o col semplice personale operante del porto e istituzioni, hanno agito, senza alcun piano di sicurezza ambientale e evacuazione delle circa 100 mila persone.  Il Ministro Lupi,  per sminuire la cosa, ha dichiarato:  “ Tra il 2012 e il 2013 lo scalo ha trattato prodotti analoghi movimentando 3000 container,…ora perché vi lamentate? ” Ma la Bonino, più ingenua, confessa ma con lo stesso scopo di Lupi: “ Voi sindaci non avete tutte le informazioni, nel 2013, nel porto sono state trattati 29.802 tonnellate, su 1508 container di sostanze tossiche…”
I sindacati, i caposquadra, operai e amministratori locali, come potevano sapere del contenuto?   Tutto è stato stabilito dall’alto! Solo la Regione Calabria sapeva e il suo Governatore Scopelliti che prima firma e poi, falso, si affianca alle proteste dei cittadini.    
Le vere propaggine dello Stato, il largo palmo della mano d’esso, sul territorio, sono proprio le Regioni, ecco perché in questi enti nascono i grandi scandali, il magna-magna! E’dalla loro nascita che la nazione è andata verso la corruzione e dissolutezza morale generale delle istituzioni. E’ dalla nascita di esse che la Cassa del Mezzogiorno non funzionò mai più, dissolvendo tutti i benefici dei primi dieci anni nello spreco vigliacco dei loro amministratori perché, ripeto, doctu docem, ossia lo Stato.  
Il Secondo, la falsa “ isola ecologica” presso una bella zona di uliveti e aranceti, detta Battaglina, sempre di Gioia Tauro,  sarà completamente distrutta e diventerà la più grande discarica d'Europa su cui  nessuno degli amministratori locali ne sapeva nulla tranne la Regione pur trattandosi di una vera bomba ecologica. Verrà realizzato l’ecomostro che potrebbe inquinare due falde acquifere poste proprio tra l’enorme discarica e il nuovo impianto di pirolisi. Bisognerà diboscare centinaia di ettari quando un piano precedente delle autorità locali, stava rimboschendoli da qualche anno. Si tratteranno anche rifiuti di amianto le cui polveri, per ragioni di correnti meteoriche diventerebbero sicuramente pericolose per la via verso i centri abitati.
ORA VORREI PARLARE A QUEI SAPIENTONI CHE SI DICHIARANO DALLA PARTE DEL SUD (taluni si dicono anche di origine meridionale Merlo, Stella, Rizzo, Massimo Panebianco o il defunto Bocca et cetera) CHE CHIEDONO COME MAI LA GENTE E LE ISTITUZIONI  NON FANNO NULLA?
Che fare? Lottare? Come lottare contro lo Stato? Con un monumentino che ricorda la sconfitta davanti ad esso e mostrarsi superiori? Ma quali  e quanti sono i tipi di LOTTA?
1)      Scendere in strada e spingere la popolazione per una rivoluzione e assaltare il Quirinale? Chi sarebbe disposto?
2)      Affidarsi ad una corrente politica e portare lo scandalo in parlamento. Va bene Scilipoti?
3)      Manifestare pacificamente per sensibilizzare le autorità, già molto avanti con i progetti come la TAV?
4)      Manifestare come un esemplare gandhiano, ovvero con la “resistenza civile nonviolenta” facendoci passare i carri armati sui nostri corpi?
Scegliessero allora i Saggi ma senza rifilarci la storia delle infiltrazione mafiose - oppure "...peccato avremmo potuto far meglio"  - tra le manifestazioni cittadine perché quella vera è negli appalti occulti regionali e dello Stato...e mal che vada festeggeremo a Gaeta le nostre sconfitte!    


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di Bruno Pappalardo

Siamo tutti presi, in questi maledetti giorni, dalle storie di accordi  tra Renzi e Berlusconi, sulle uova cadute sull’auto dell’ex Cav. prima di entrare al Nazareno ( un po di colore aumenta del 20% la vendita) …poi Letta, Alfano e i bersaniani come Fassina.
Mentre ci incolliamo con la lingua per effetto di elettromagnetismo al televisore e sbaviamo su questi fatti,    invisibilmente ci stanno fottendo! Ci raggirano sempre quando qualcosa sui media va gonfiandosi. Qualcuno, da qualche altra parte, sta sodomizzandoci.
Perdonatemi la scurrilità ma quando una cosa è sozza, va chiamata con  parole equivalenti a quella volgarità.
Penso a quanto sta succedendo in Calabria. A cosa dovrà ancora subire questa Regione.
Si parla spesso degli amministratori pubblici, …sindaci, consiglieri, assessori, presidenti … che pensando ai propri sporchi interessi, distruggono il proprio territorio rubando a man bassa, insieme alle mafie, mentre dovrebbero, al contrario, proteggere e sanare. E’ tutto vero, come negarlo? E, tutto avviene dalle Alpi alla Sicilia. Negli ultimi anni, però,abbiamo assistito ad una progressione verso il basso nelle Regioni del centro-nord.
Il caso del Porto di Gioia Tauro e della cosiddetta “isola ecolgica Battaglina” sono due casi di questi giorni assai emblematici.
Il Primo, riguarda il trasbordo delle armi chimiche di Assad.  Le autorità, OSSIA LO STATO, senza alcun confronto o avviso con la popolazione o col semplice personale operante del porto e istituzioni, hanno agito, senza alcun piano di sicurezza ambientale e evacuazione delle circa 100 mila persone.  Il Ministro Lupi,  per sminuire la cosa, ha dichiarato:  “ Tra il 2012 e il 2013 lo scalo ha trattato prodotti analoghi movimentando 3000 container,…ora perché vi lamentate? ” Ma la Bonino, più ingenua, confessa ma con lo stesso scopo di Lupi: “ Voi sindaci non avete tutte le informazioni, nel 2013, nel porto sono state trattati 29.802 tonnellate, su 1508 container di sostanze tossiche…”
I sindacati, i caposquadra, operai e amministratori locali, come potevano sapere del contenuto?   Tutto è stato stabilito dall’alto! Solo la Regione Calabria sapeva e il suo Governatore Scopelliti che prima firma e poi, falso, si affianca alle proteste dei cittadini.    
Le vere propaggine dello Stato, il largo palmo della mano d’esso, sul territorio, sono proprio le Regioni, ecco perché in questi enti nascono i grandi scandali, il magna-magna! E’dalla loro nascita che la nazione è andata verso la corruzione e dissolutezza morale generale delle istituzioni. E’ dalla nascita di esse che la Cassa del Mezzogiorno non funzionò mai più, dissolvendo tutti i benefici dei primi dieci anni nello spreco vigliacco dei loro amministratori perché, ripeto, doctu docem, ossia lo Stato.  
Il Secondo, la falsa “ isola ecologica” presso una bella zona di uliveti e aranceti, detta Battaglina, sempre di Gioia Tauro,  sarà completamente distrutta e diventerà la più grande discarica d'Europa su cui  nessuno degli amministratori locali ne sapeva nulla tranne la Regione pur trattandosi di una vera bomba ecologica. Verrà realizzato l’ecomostro che potrebbe inquinare due falde acquifere poste proprio tra l’enorme discarica e il nuovo impianto di pirolisi. Bisognerà diboscare centinaia di ettari quando un piano precedente delle autorità locali, stava rimboschendoli da qualche anno. Si tratteranno anche rifiuti di amianto le cui polveri, per ragioni di correnti meteoriche diventerebbero sicuramente pericolose per la via verso i centri abitati.
ORA VORREI PARLARE A QUEI SAPIENTONI CHE SI DICHIARANO DALLA PARTE DEL SUD (taluni si dicono anche di origine meridionale Merlo, Stella, Rizzo, Massimo Panebianco o il defunto Bocca et cetera) CHE CHIEDONO COME MAI LA GENTE E LE ISTITUZIONI  NON FANNO NULLA?
Che fare? Lottare? Come lottare contro lo Stato? Con un monumentino che ricorda la sconfitta davanti ad esso e mostrarsi superiori? Ma quali  e quanti sono i tipi di LOTTA?
1)      Scendere in strada e spingere la popolazione per una rivoluzione e assaltare il Quirinale? Chi sarebbe disposto?
2)      Affidarsi ad una corrente politica e portare lo scandalo in parlamento. Va bene Scilipoti?
3)      Manifestare pacificamente per sensibilizzare le autorità, già molto avanti con i progetti come la TAV?
4)      Manifestare come un esemplare gandhiano, ovvero con la “resistenza civile nonviolenta” facendoci passare i carri armati sui nostri corpi?
Scegliessero allora i Saggi ma senza rifilarci la storia delle infiltrazione mafiose - oppure "...peccato avremmo potuto far meglio"  - tra le manifestazioni cittadine perché quella vera è negli appalti occulti regionali e dello Stato...e mal che vada festeggeremo a Gaeta le nostre sconfitte!    


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domenica 19 gennaio 2014

sabato 18 gennaio 2014

Con il SUD si riparte! Idee, progetti, programmi per il rilancio del Paese. Il 15 febbraio tutti a Bari

palazzodicittabariIl prossimo 15 febbraio a Bari, il Partito del Sud, invita gli uomini e le donne, i cittadini, i giovani, le associazioni, il mondo del lavoro e tutti coloro i quali hanno a cuore questa terra, a un momento nazionale di confronto e discussione: “Con il SUD si riparte: idee, progetti e programmi per una visione strategica di sviluppo del Paese”
In fondo si sono sempre pensate politiche per il Sud e mai politiche da Sud, c’è sempre stato qualcun altro a indicare la ricetta e mai un progetto ideato, promosso e realizzato da Sud. Il Sud è sempre stato visto comeincapace di pensare e di progettarsi, si è sempre pensato che avesse bisogno di qualcuno che creasse meccanismi per cui il Sud andava sfamato, ma mai si è pensato di lavorare per metterlo nelle condizioni di equipararsi e competere con il resto del Paese. E il Sud in tutto questo si è adagiato, si è quasi convinto di non essere, per DNA, in grado di competere con il Paese e in Europa. La storia, la cultura le economie, le enormi ricchezze di diverso genere che il sud dispone dimostrano che non è cosìE’ anzi da qui, dal cuore del Mediterraneo che si riparte.
E’ questa la sfida che si vuole lanciare da Bari a tutto il Paese con la presentazione del documento “Con il SUD si riparteIdee, progetti, programmi per il rilancio del Paese”.
Ci confronteremo con: cittadini, amministratori, politici, studiosi, rappresentanti del mondo del lavoro e dell’innovazione.  
L’appuntamento è con tutti i cittadini, meridionalisti e non, che vedono, nell’impegno politico chiaro e lontano da politiche discriminatorie, razziste e liberiste di qualsiasi genere,una chance per il SUD.
Sarà un incontro contro ogni stereotipo o piagnisteo, sarà un primo passo verso una decisa inversione di tendenza.
L’appuntamento è a Bari a Palazzo di città il prossimo 15 febbraio alle ore 17,00. 
NEI PROSSIMI GIORNI IL PROGRAMMA E I RELATORI…
Se vuoi dicci la tua!
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palazzodicittabariIl prossimo 15 febbraio a Bari, il Partito del Sud, invita gli uomini e le donne, i cittadini, i giovani, le associazioni, il mondo del lavoro e tutti coloro i quali hanno a cuore questa terra, a un momento nazionale di confronto e discussione: “Con il SUD si riparte: idee, progetti e programmi per una visione strategica di sviluppo del Paese”
In fondo si sono sempre pensate politiche per il Sud e mai politiche da Sud, c’è sempre stato qualcun altro a indicare la ricetta e mai un progetto ideato, promosso e realizzato da Sud. Il Sud è sempre stato visto comeincapace di pensare e di progettarsi, si è sempre pensato che avesse bisogno di qualcuno che creasse meccanismi per cui il Sud andava sfamato, ma mai si è pensato di lavorare per metterlo nelle condizioni di equipararsi e competere con il resto del Paese. E il Sud in tutto questo si è adagiato, si è quasi convinto di non essere, per DNA, in grado di competere con il Paese e in Europa. La storia, la cultura le economie, le enormi ricchezze di diverso genere che il sud dispone dimostrano che non è cosìE’ anzi da qui, dal cuore del Mediterraneo che si riparte.
E’ questa la sfida che si vuole lanciare da Bari a tutto il Paese con la presentazione del documento “Con il SUD si riparteIdee, progetti, programmi per il rilancio del Paese”.
Ci confronteremo con: cittadini, amministratori, politici, studiosi, rappresentanti del mondo del lavoro e dell’innovazione.  
L’appuntamento è con tutti i cittadini, meridionalisti e non, che vedono, nell’impegno politico chiaro e lontano da politiche discriminatorie, razziste e liberiste di qualsiasi genere,una chance per il SUD.
Sarà un incontro contro ogni stereotipo o piagnisteo, sarà un primo passo verso una decisa inversione di tendenza.
L’appuntamento è a Bari a Palazzo di città il prossimo 15 febbraio alle ore 17,00. 
NEI PROSSIMI GIORNI IL PROGRAMMA E I RELATORI…
Se vuoi dicci la tua!

giovedì 16 gennaio 2014

Armi chimiche siriane verso il porto di Gioia Tauro.Nessuna consultazione con le autorità e la popolazione locale.La protesta del Partito del Sud.




Di Natale Cuccurese


Confermate le peggiori previsioni, sarà il porto calabrese di Gioia Tauro quello nel quale transiteranno le armi chimiche provenienti dalla Siria che si trovano a bordo di quattro navi danesi e norvegesi. Annunciato dal capo dell'Opac (l'Organizzazione per la proibizione delle Armi Chimiche), Ahmet Uzumcu, la conferma è stata data dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi alle Commissioni riunite Affari esteri e Difesa di Camera e Senato. Il transito di circa 560 tonnellate di sostanze chimiche letali dovrebbe avvenire tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio e in non più che 48 ore. Il diplomatico turco ha assicurato che "è stata presa ogni misura possibile per un trasferimento sicuro: i rischi sono molto evidenti e abbiamo preso tutte le misure per ridurli al minimo".

 Ma il sindaco di Gioia Tauro non ne sapeva nulla. "Non mi avevano informato. Mettono a repentaglio la mia vita. Se succede qualcosa la popolazione mi viene a prendere con un forcone", ha affermato il sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore. "E' gravissimo, forse il ministro Bonino non sa cos'è la democrazia. E' la solita scelta calata dall'alto. Siamo considerati una popolazione di serie B. Tra l'altro, qui non c'è un'ospedale attrezzato". Preoccupato anche Domenico Madaffari, sindaco di San Ferdinando, il comune in cui ricade il 75% del porto, tutte le banchine: "Stiamo valutando di emettere un'ordinanza per chiudere il porto", ha detto.

Si apprende da fonti militari che la scelta sarebbe caduta su Gioia Tauro in quanto ritenuta una location particolarmente “tranquilla” sotto il profilo dell’ordine pubblico. Pare infatti che la principale preoccupazione delle autorità militari riguarderebbe il pericolo di contestazioni ed eventuali azioni di disturbo delle operazioni da parte dei movimenti pacifisti. Il porto reggino infatti sarebbe stato preferito ad altre località definite più “calde” come Livorno o Taranto. Per ogni evenienza le autorità militari sembrano aver individuato anche una soluzione alternativa a Gioia Tauro che dovrebbe essere il porto siciliano di Augusta, in provincia di Siracusa. Per le autorità invece sono pochi i timori legati ad incidenti nelle operazioni di trasbordo delle armi chimiche. Non è chiaro se domani, dopo l’annuncio ufficiale da parte del Ministro degli Esteri Emma Bonino, si conosceranno anche le eventuali misure di sicurezza che saranno adottate dalle autorità italiane in materia di tutela dell’ambiente e sicurezza dei cittadini. L’operazione resta infatti senza precedenti nel bacino del Mediterraneo e per ritrovare un carico di armi di questo tipo in transito dai porti italiani bisogna andare indietro alla guerra del Vietnam ed all’agente orange.

Questi i fatti riportati dalla stampa nazionale in questo concitato pomeriggio, resta evidente a tutti una realtà incontrovertibile, ancora una volta un'operazione ad alto rischio, come ammesso dal capo dell'Opac, sia per l'ambiente che per la popolazione locale, viene bellamente indirizzata verso Sud, cioè verso la colonia interna già usata infatti per l'incontrastato sversamento di miriadi di sostanze inquinanti negli ultimi vent'anni, come sta a dimostrare la vicenda della "Terra dei Fuochi" con le accuse nei confronti di organi dello stato e le dichiarazioni , ancora oggi senza nessuna smentita, del pentito Schiavone.
Addirittura fonti militari dicono apertamente che siamo considerati pecore ormai addomesticate e impossibilitate a reagire da 153 anni di repressione.

In tutto questo i parlamentari meridionali e calabresi presenti in parlamento non hanno nulla da obiettare, si adeguano vergognosamente, come sempre, accettando a capo chino e senza proferire parola i rischi per la popolazione.

Ci  auguriamo solo che le parole delle autorità locali non siano solo di prammatica ma che venga messo in atto, con  ogni possibile strumento democratico, un piano volto ad impedire questa ennesima imposizione dall'alto Mai come oggi risulta evidente la necessità di una presa di coscienza delle popolazioni dei propri diritti e della propria storia, nonchè  della crescita rapida del nostro Partito su quei comuni, cioè un partito territoriale nato esclusivamente per fare gli interessi della propria gente non dovendo rispondere a logiche romane o del nord, al fine di far cessare al più presto questo stato di cose ed ogni tipo di prevaricazione.

Ci credono pecore, torneremo lupi!!


SEGRETERIA NAZIONALE PARTITO DEL SUD 
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Di Natale Cuccurese


Confermate le peggiori previsioni, sarà il porto calabrese di Gioia Tauro quello nel quale transiteranno le armi chimiche provenienti dalla Siria che si trovano a bordo di quattro navi danesi e norvegesi. Annunciato dal capo dell'Opac (l'Organizzazione per la proibizione delle Armi Chimiche), Ahmet Uzumcu, la conferma è stata data dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi alle Commissioni riunite Affari esteri e Difesa di Camera e Senato. Il transito di circa 560 tonnellate di sostanze chimiche letali dovrebbe avvenire tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio e in non più che 48 ore. Il diplomatico turco ha assicurato che "è stata presa ogni misura possibile per un trasferimento sicuro: i rischi sono molto evidenti e abbiamo preso tutte le misure per ridurli al minimo".

 Ma il sindaco di Gioia Tauro non ne sapeva nulla. "Non mi avevano informato. Mettono a repentaglio la mia vita. Se succede qualcosa la popolazione mi viene a prendere con un forcone", ha affermato il sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore. "E' gravissimo, forse il ministro Bonino non sa cos'è la democrazia. E' la solita scelta calata dall'alto. Siamo considerati una popolazione di serie B. Tra l'altro, qui non c'è un'ospedale attrezzato". Preoccupato anche Domenico Madaffari, sindaco di San Ferdinando, il comune in cui ricade il 75% del porto, tutte le banchine: "Stiamo valutando di emettere un'ordinanza per chiudere il porto", ha detto.

Si apprende da fonti militari che la scelta sarebbe caduta su Gioia Tauro in quanto ritenuta una location particolarmente “tranquilla” sotto il profilo dell’ordine pubblico. Pare infatti che la principale preoccupazione delle autorità militari riguarderebbe il pericolo di contestazioni ed eventuali azioni di disturbo delle operazioni da parte dei movimenti pacifisti. Il porto reggino infatti sarebbe stato preferito ad altre località definite più “calde” come Livorno o Taranto. Per ogni evenienza le autorità militari sembrano aver individuato anche una soluzione alternativa a Gioia Tauro che dovrebbe essere il porto siciliano di Augusta, in provincia di Siracusa. Per le autorità invece sono pochi i timori legati ad incidenti nelle operazioni di trasbordo delle armi chimiche. Non è chiaro se domani, dopo l’annuncio ufficiale da parte del Ministro degli Esteri Emma Bonino, si conosceranno anche le eventuali misure di sicurezza che saranno adottate dalle autorità italiane in materia di tutela dell’ambiente e sicurezza dei cittadini. L’operazione resta infatti senza precedenti nel bacino del Mediterraneo e per ritrovare un carico di armi di questo tipo in transito dai porti italiani bisogna andare indietro alla guerra del Vietnam ed all’agente orange.

Questi i fatti riportati dalla stampa nazionale in questo concitato pomeriggio, resta evidente a tutti una realtà incontrovertibile, ancora una volta un'operazione ad alto rischio, come ammesso dal capo dell'Opac, sia per l'ambiente che per la popolazione locale, viene bellamente indirizzata verso Sud, cioè verso la colonia interna già usata infatti per l'incontrastato sversamento di miriadi di sostanze inquinanti negli ultimi vent'anni, come sta a dimostrare la vicenda della "Terra dei Fuochi" con le accuse nei confronti di organi dello stato e le dichiarazioni , ancora oggi senza nessuna smentita, del pentito Schiavone.
Addirittura fonti militari dicono apertamente che siamo considerati pecore ormai addomesticate e impossibilitate a reagire da 153 anni di repressione.

In tutto questo i parlamentari meridionali e calabresi presenti in parlamento non hanno nulla da obiettare, si adeguano vergognosamente, come sempre, accettando a capo chino e senza proferire parola i rischi per la popolazione.

Ci  auguriamo solo che le parole delle autorità locali non siano solo di prammatica ma che venga messo in atto, con  ogni possibile strumento democratico, un piano volto ad impedire questa ennesima imposizione dall'alto Mai come oggi risulta evidente la necessità di una presa di coscienza delle popolazioni dei propri diritti e della propria storia, nonchè  della crescita rapida del nostro Partito su quei comuni, cioè un partito territoriale nato esclusivamente per fare gli interessi della propria gente non dovendo rispondere a logiche romane o del nord, al fine di far cessare al più presto questo stato di cose ed ogni tipo di prevaricazione.

Ci credono pecore, torneremo lupi!!


SEGRETERIA NAZIONALE PARTITO DEL SUD 

L’aumento dei biglietti in Calabria: la presa di posizione del Partito del Sud.


Fonte: Tirreno News


Dal primo gennaio i biglietti ferroviari (abbiamo verificato i treni regionali) sono aumentati più del 15%.

Un biglietto Amantea-Gioia Tauro costava € 6,30 oggi costa € 7,40. Fra le motivazioni di tali aumenti vi è quella che i prezzi non erano conformi agli standard europei quindi di conseguenza è stato necessario adeguarli, almeno così è stato detto.

Chi viaggia sui treni regionali in Calabria verifica quotidianamente le condizioni di degrado nelle quali è costretto a viaggiare, su treni che nel migliore dei casi sono pezzi da museo, dismessi in qualche località del Nord Italia e naturalmente inviati nel sud Italia, in questo caso in Calabria, come rifiuti da smaltire.

Tutto questo avviene sistematicamente ormai da anni, nel silenzio assoluto e con la complicità dei politici nominati e della Regione Calabria, che nel caso dei treni regionali finanzia il servizio e di conseguenza dovrebbe pretendere per i cittadini calabresi uguali diritti rispetto al resto del paese.

In una terra dove i dati della crisi sono più rimarcati rispetto al resto del paese l'aumento considerevole dei trasporti (i treni regionali vengono utilizzati principalmente da lavoratori e studenti) non fa altro che aggravare la situazione, soprattutto quando si ha la consapevolezza che nonostante si faccia il proprio dovere (pagare gli aumenti ecc.) non si riceve in cambio alcun diritto, come ormai è prassi consolidata.

Partito del Sud Calabria

Fonte: Tirreno News

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Fonte: Tirreno News


Dal primo gennaio i biglietti ferroviari (abbiamo verificato i treni regionali) sono aumentati più del 15%.

Un biglietto Amantea-Gioia Tauro costava € 6,30 oggi costa € 7,40. Fra le motivazioni di tali aumenti vi è quella che i prezzi non erano conformi agli standard europei quindi di conseguenza è stato necessario adeguarli, almeno così è stato detto.

Chi viaggia sui treni regionali in Calabria verifica quotidianamente le condizioni di degrado nelle quali è costretto a viaggiare, su treni che nel migliore dei casi sono pezzi da museo, dismessi in qualche località del Nord Italia e naturalmente inviati nel sud Italia, in questo caso in Calabria, come rifiuti da smaltire.

Tutto questo avviene sistematicamente ormai da anni, nel silenzio assoluto e con la complicità dei politici nominati e della Regione Calabria, che nel caso dei treni regionali finanzia il servizio e di conseguenza dovrebbe pretendere per i cittadini calabresi uguali diritti rispetto al resto del paese.

In una terra dove i dati della crisi sono più rimarcati rispetto al resto del paese l'aumento considerevole dei trasporti (i treni regionali vengono utilizzati principalmente da lavoratori e studenti) non fa altro che aggravare la situazione, soprattutto quando si ha la consapevolezza che nonostante si faccia il proprio dovere (pagare gli aumenti ecc.) non si riceve in cambio alcun diritto, come ormai è prassi consolidata.

Partito del Sud Calabria

Fonte: Tirreno News

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mercoledì 15 gennaio 2014

Convegno: Città antiche della Magna Grecia, presente anche il Partito del Sud

Il convegno si terrà a Nicotera il prossimo 25 gennaio
E' organizzato dai Comitati due Sicilie, tra i relatori anche il nostro coordinatore regionale calabrese Giuseppe Spadafora

Tutte le informazioni nella locandina



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Il convegno si terrà a Nicotera il prossimo 25 gennaio
E' organizzato dai Comitati due Sicilie, tra i relatori anche il nostro coordinatore regionale calabrese Giuseppe Spadafora

Tutte le informazioni nella locandina



martedì 14 gennaio 2014

Le loro colpe e le nostre responsabilità

Parte la collaborazione mensile di Giovanni Cutolo con Webnapoli24 per la rubrica "Riflessioni meridionaliste"...





catalognaNella vita, in quella degli uomini come in quella dei popoli, alle volte si vince e altre invece si perde. Occorre però sottolineare che si può vincere bene o male, così come si può perdere bene o male. 

Alla luce di questa premessa dovremmo convenire sul fatto che la vicenda storica che condusse all’unità d’Italia soffrì, ha molto sofferto e ancora molto soffre, del mediocre comportamento di entrambe i contendenti. Andrebbe da parte nostra onestamente riconosciuto con autocritico coraggio il fatto incontrovertibile che, se da un lato i piemontesi si comportarono come dei pessimi vincitori, dall’altro noi napoletani fummo dei pessimi perdenti, che si comportarono in maniera forse ancora peggiore. 

Resisto alla tentazione di ritornare sulle malefatte e sulle innumerevoli prove dell’inopportuna crudeltà dell’esercito piemontese in quella che fu a tutti gli effetti una guerra civile e sulle ancora più numerose prove della ottusità politica dei piemontesi come vincitori. Sono tutte cose documentate, ampiamente descritte e variamente raccontate da autori come Ciano, Di Fiore, Aprile, Patruno e tanti altri, meritori protagonisti della stagione di quel nuovo revisionismo storico venuto alla ribalta da una decina di anni a questa parte. 

Vorrei invece fare una riflessione rispetto al comportamento tenuto da noi perdenti, napoletani e altre genti del Sud, a partire dal momento in cui, centocinquantaquattro anni fa, perdemmo la guerra e con essa un’indipendenza (?) durata oltre settecento anni. 

Poco meno di centocinquanta anni prima, per l’esattezza l’11 Settembre 1714, i catalani perdevano la loro indipendenza, sconfitti militarmente dalle truppe spagnole guidate da Filippo V di Borbone (sic!). 
Trecento anni fa i catalani persero la guerra contro gli spagnoli e furono espropriati di quasi tutto; persero il diritto all’autogoverno e con esso dovettero rinunciare all’utilizzo dei simboli caratteristici della propria autonomia. Per oltre quarant’anni, essendosi macchiati della colpa di aver combattuto contro la dittatura franchista come catalani, ma anche e soprattutto come anarchici, comunisti e socialisti, furono privati persino della bandiera, della lingua e del diritto di riunione in numero superiore a cinque individui e addirittura di danzare la sardana all’uscita dalla chiesa la domenica. 

Trecento anni fa i catalani persero militarmente ma non civilmente, essendo riusciti a conservare sino a oggi un diffuso e orgoglioso senso di appartenenza che li ha aiutati a rimanere catalani. Da oltre cento anni in Catalogna l’11 Settembre è giornata di festa (sic!) per ricordare la sconfitta, ripeto, la sconfitta subita nel 1714! Nelle scuole di Barcellona, dalle materne all’Università si parla e si studia in catalano e lo spagnolo è obbligatorio, ma è la seconda lingua soltanto. 

Oggi la Catalogna gode di una notevole autonomia ma ancora si batte per ottenere il riconoscimento di nazione e l’indipendenza e poi, chissà, riunirsi alla Spagna all’interno di un nuovo patto federale. Sono passati trecento anni e i catalani continuano a lottare politicamente e, per conservare la propria memoria storica, continuano a celebrare una sconfitta!!! E noi?

Giovanni Cutolo



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Parte la collaborazione mensile di Giovanni Cutolo con Webnapoli24 per la rubrica "Riflessioni meridionaliste"...





catalognaNella vita, in quella degli uomini come in quella dei popoli, alle volte si vince e altre invece si perde. Occorre però sottolineare che si può vincere bene o male, così come si può perdere bene o male. 

Alla luce di questa premessa dovremmo convenire sul fatto che la vicenda storica che condusse all’unità d’Italia soffrì, ha molto sofferto e ancora molto soffre, del mediocre comportamento di entrambe i contendenti. Andrebbe da parte nostra onestamente riconosciuto con autocritico coraggio il fatto incontrovertibile che, se da un lato i piemontesi si comportarono come dei pessimi vincitori, dall’altro noi napoletani fummo dei pessimi perdenti, che si comportarono in maniera forse ancora peggiore. 

Resisto alla tentazione di ritornare sulle malefatte e sulle innumerevoli prove dell’inopportuna crudeltà dell’esercito piemontese in quella che fu a tutti gli effetti una guerra civile e sulle ancora più numerose prove della ottusità politica dei piemontesi come vincitori. Sono tutte cose documentate, ampiamente descritte e variamente raccontate da autori come Ciano, Di Fiore, Aprile, Patruno e tanti altri, meritori protagonisti della stagione di quel nuovo revisionismo storico venuto alla ribalta da una decina di anni a questa parte. 

Vorrei invece fare una riflessione rispetto al comportamento tenuto da noi perdenti, napoletani e altre genti del Sud, a partire dal momento in cui, centocinquantaquattro anni fa, perdemmo la guerra e con essa un’indipendenza (?) durata oltre settecento anni. 

Poco meno di centocinquanta anni prima, per l’esattezza l’11 Settembre 1714, i catalani perdevano la loro indipendenza, sconfitti militarmente dalle truppe spagnole guidate da Filippo V di Borbone (sic!). 
Trecento anni fa i catalani persero la guerra contro gli spagnoli e furono espropriati di quasi tutto; persero il diritto all’autogoverno e con esso dovettero rinunciare all’utilizzo dei simboli caratteristici della propria autonomia. Per oltre quarant’anni, essendosi macchiati della colpa di aver combattuto contro la dittatura franchista come catalani, ma anche e soprattutto come anarchici, comunisti e socialisti, furono privati persino della bandiera, della lingua e del diritto di riunione in numero superiore a cinque individui e addirittura di danzare la sardana all’uscita dalla chiesa la domenica. 

Trecento anni fa i catalani persero militarmente ma non civilmente, essendo riusciti a conservare sino a oggi un diffuso e orgoglioso senso di appartenenza che li ha aiutati a rimanere catalani. Da oltre cento anni in Catalogna l’11 Settembre è giornata di festa (sic!) per ricordare la sconfitta, ripeto, la sconfitta subita nel 1714! Nelle scuole di Barcellona, dalle materne all’Università si parla e si studia in catalano e lo spagnolo è obbligatorio, ma è la seconda lingua soltanto. 

Oggi la Catalogna gode di una notevole autonomia ma ancora si batte per ottenere il riconoscimento di nazione e l’indipendenza e poi, chissà, riunirsi alla Spagna all’interno di un nuovo patto federale. Sono passati trecento anni e i catalani continuano a lottare politicamente e, per conservare la propria memoria storica, continuano a celebrare una sconfitta!!! E noi?

Giovanni Cutolo



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