domenica 12 gennaio 2014

sabato 11 gennaio 2014

Il Sud deve potersi difendere in TV, venga istituita una par condicio geografica

par_condicioLe continue esternazioni del neo segretario della Lega Nord Salvini, e anche di altri esponenti politici del nord non necessariamente leghisti, contro gli sprechi del Sud, contro un sud che non lavora, che non paga le autostrade, che si fa assistere, che evade praticamente da solo come parte del paese, hanno riportato d’attualità, dal nostro punto di vista, il tema della Par Condicio televisiva e più in generale sui mezzi di comunicazione. Non è possibile, come sta avvenendo in questi giorni nei TG e nei programmi di informazione, sentire sostanzialmente dei monologhi senza contraddittorio, che hann rispolverato tutto il repertorio dei luoghi comuni del carroccio (e non solo del carroccio purtroppo) contro il Sud e i suoi cittadini. Non è possibile che si consenta, sia pure nella libertà di espressione e di pensiero che è garantita nel nostro paese, a personaggi di questo genere di parlare contro un’altra parte del paese e contro un’altra parte dei suoi cittadini che, secondo il leghista pensiero, devono vergognarsi semplicemente per il fatto di essere nati o di vivere al sud.
Qui non si tratta più di garantire par condicio tra opposte fazioni politiche, ma di garantire la possibilità quantomeno di difesa a vere e proprie categorie sociali che in questo caso potremmo individuare nei cittadini italiani nati a sud.
Se c’è qualcuno che può parlare liberamente contro categorie “geografiche” (e non contro schieramenti politici) di cittadini queste categorie geografiche e quindi anche sociali devono essere messe in grado di partecipare al contraddittorio a prescindere dalla loro presenza o meno in parlamento.
Non si possono raccogliere interviste, mandarle su reti a diffusione nazionale dove si denigrano territori e non consentire ad essi una energica difesa. Non si può far parlare, ad esempio, del pedaggio della Salerno Reggio Calabria e non raccontare che tipo di autostrada è (in molti casi senza corsie di emergenza, in altri ad una sola corsia ecc.), in contesto di servizi è presente e cioè assenza di una viabilità ordinaria degna di questo nome e “concorrenziale”, assenza di un trasporto ferroviario degno di questo nome, eccetera eccetera. Se queste cose i politici dei partiti di schieramento non sono in grado di dirle o non se la sentono, bisogna consentire alle forze politiche che hanno a cuore questi territori di dire la loro. In questo caso chiediamo un cambiamento della normativa sulla cosiddetta “par condicio”.
Ogni competizione elettorale punta a rigenerare e a cambiare la rappresentanza politica nell’assemblea politica di riferimento e, per questo, è del tutto sbagliato il principio che garantisce la presenza sui media solo a chi è già presente in quell’assemblea, o solo, a campagna elettorale cominciata e solo a chi ha presentato le liste. Tra una campagna elettorale e un’altra ci sono mesi, anni di non campagna elettorale nei quali ai cittadini italiani, a tutti i cittadini italiani, viene proposto un vero e proprio lavaggio del cervello.
Questa situazione deve cambiare, questi atteggiamenti devono cambiare, queste normative devono cambiare.
Del resto una delle macro aree di intervento e garanzia dell’AGCOM (autorità per la garanzia nelle comunicazioni) rispetto al monitoraggio sui media dice che bisogna garantire:“Pluralismo sociale e politico: verifica dello “spazio” che i soggetti rappresentativi delle diverse articolazioni della società hanno nella programmazione e il tempo che dedicano alla trattazione dei diversi temi oggetto di dibattito pubblico”…
Ora, visto che qualcuno accomuna i cittadini del sud a una categoria da attaccare, è chiaro che questa categoria (sociale) ha diritto a una difesa.
Il Partito del Sud chiede che questo principio venga garantito in primis dall’AGCOM.


.
Leggi tutto »
par_condicioLe continue esternazioni del neo segretario della Lega Nord Salvini, e anche di altri esponenti politici del nord non necessariamente leghisti, contro gli sprechi del Sud, contro un sud che non lavora, che non paga le autostrade, che si fa assistere, che evade praticamente da solo come parte del paese, hanno riportato d’attualità, dal nostro punto di vista, il tema della Par Condicio televisiva e più in generale sui mezzi di comunicazione. Non è possibile, come sta avvenendo in questi giorni nei TG e nei programmi di informazione, sentire sostanzialmente dei monologhi senza contraddittorio, che hann rispolverato tutto il repertorio dei luoghi comuni del carroccio (e non solo del carroccio purtroppo) contro il Sud e i suoi cittadini. Non è possibile che si consenta, sia pure nella libertà di espressione e di pensiero che è garantita nel nostro paese, a personaggi di questo genere di parlare contro un’altra parte del paese e contro un’altra parte dei suoi cittadini che, secondo il leghista pensiero, devono vergognarsi semplicemente per il fatto di essere nati o di vivere al sud.
Qui non si tratta più di garantire par condicio tra opposte fazioni politiche, ma di garantire la possibilità quantomeno di difesa a vere e proprie categorie sociali che in questo caso potremmo individuare nei cittadini italiani nati a sud.
Se c’è qualcuno che può parlare liberamente contro categorie “geografiche” (e non contro schieramenti politici) di cittadini queste categorie geografiche e quindi anche sociali devono essere messe in grado di partecipare al contraddittorio a prescindere dalla loro presenza o meno in parlamento.
Non si possono raccogliere interviste, mandarle su reti a diffusione nazionale dove si denigrano territori e non consentire ad essi una energica difesa. Non si può far parlare, ad esempio, del pedaggio della Salerno Reggio Calabria e non raccontare che tipo di autostrada è (in molti casi senza corsie di emergenza, in altri ad una sola corsia ecc.), in contesto di servizi è presente e cioè assenza di una viabilità ordinaria degna di questo nome e “concorrenziale”, assenza di un trasporto ferroviario degno di questo nome, eccetera eccetera. Se queste cose i politici dei partiti di schieramento non sono in grado di dirle o non se la sentono, bisogna consentire alle forze politiche che hanno a cuore questi territori di dire la loro. In questo caso chiediamo un cambiamento della normativa sulla cosiddetta “par condicio”.
Ogni competizione elettorale punta a rigenerare e a cambiare la rappresentanza politica nell’assemblea politica di riferimento e, per questo, è del tutto sbagliato il principio che garantisce la presenza sui media solo a chi è già presente in quell’assemblea, o solo, a campagna elettorale cominciata e solo a chi ha presentato le liste. Tra una campagna elettorale e un’altra ci sono mesi, anni di non campagna elettorale nei quali ai cittadini italiani, a tutti i cittadini italiani, viene proposto un vero e proprio lavaggio del cervello.
Questa situazione deve cambiare, questi atteggiamenti devono cambiare, queste normative devono cambiare.
Del resto una delle macro aree di intervento e garanzia dell’AGCOM (autorità per la garanzia nelle comunicazioni) rispetto al monitoraggio sui media dice che bisogna garantire:“Pluralismo sociale e politico: verifica dello “spazio” che i soggetti rappresentativi delle diverse articolazioni della società hanno nella programmazione e il tempo che dedicano alla trattazione dei diversi temi oggetto di dibattito pubblico”…
Ora, visto che qualcuno accomuna i cittadini del sud a una categoria da attaccare, è chiaro che questa categoria (sociale) ha diritto a una difesa.
Il Partito del Sud chiede che questo principio venga garantito in primis dall’AGCOM.


.

venerdì 10 gennaio 2014

Sebbene astemio, …VEDO DOPPIO, …NON STO BENE!!




Di Bruno Pappalardo

Dalla finestra di casa mia vedo il Vesuvio.
Un alto cono violaceo che, quando è raggiunto dal sole radente dell’ avemaria è perseverantemente ametista e smette per una naturale cortesia.
Dicevo un (n.01 ) cono.
Mi dicono, però siano DUE!
Me lo ha detto uno di Nola.…non ha torto;
da quelle parti il vulcano è un enorme cammellato in cashmere .
Ma, allora è vero che la verità, proprio quella oggettiva, è, in fondo, “questione di punti di vista”?
Noooooo?!!! …Non è proprio così!
Perché vedo ancora due bianchi Papa,... è una mia suggestione o è vero? Sono in confuso…!
Perché vedo ancora uno sputazzante Napolitano. E’ un suo doppione? Ricordavo fossero passati i sette anni. Perché vedo una clonata Destra: Forza Italia e Ncd, …alcuna differenza tra le due. Certo, una va col pilota automatico (invisibile) l’altro ha un autista siciliano;
Perché vedo DUE GOVERNI: il primo Letta-Alfano, ( i due carabinieri) l’altro RENZI:
Pare sia riuscito,…diciamo anche costretto, a spingere il Letta a presentare, per il 27 gennaio di quest’anno, la nuova Legge Elettorale in Parlamento.
Prima di chiunque altro del Pd, ha immediatamente palesato l’errore. …o meglio la straordinaria figuraccia sulla restituzione delle 150 euro ai professori.
Già, .. è fin troppo facile comandare dall’esterno, l’interno.
Inoltre ha dettato l’agenda: primo, le “Riforme sul lavoro” e tanto altro smarcando penta stellati, lettiani, alfaniani, montiani e residui di responsabili indipendenti.
Definirà, addirittura e prestissimo ( ha fatto saltare Alfano dal seggiolone) la normativa sulle “ Coppia di fatto per gli omosessuali e, semmai le Unione civili ”, altresì le varie sfiducie alla Cancellieri e alcuni altri ministri, in primis, Saccomanni, il burocrate e la De Girolamo.
Letta, per questa celerità, sta affannando. Rischia un infarto.
Letta sta nella m…elma e Alfano, sui carboni ardenti, … attende sudante la solita telefonata di B. che, a muso duro, come ha sempre fatto, gli dirà certamente:
“..te lo avevo detto che sarebbe andata così! Dovevi lavorarti il vero premier, il fiorentino maledetto te!!”
Ecco, insomma, riflettendo non siamo noi che stiamo male e neppure siamo entrati in quelle pericolose stupefazioni legate alle “false percezioni”, insomma quelle dell’inesistente crisi e ristoranti pieni.
Davvero pericolose!
Siamo caduti in un duplice tranello generato proprio da coloro che dichiaravano di non volerlo: Il governo Letta nasceva proprio dalla necessità di unirsi per il bene del Paese pur non amando il proprio alleato! Dunque un grosso sacrificio, ma, mentre questi due, Letta-Alfano, “salvano” - in una stabilità cimiteriale - l’Italia, ebbene, gente che non conta e priva di alcun incarico istituzionale: Berlusconi-Renzi, si muovono e spostano i pezzi sulla scacchiera della politica italiana e mentre noi, sciocchi cittadini, s’attende
Un paese frammentato nelle sua integrità morale e politica, particellato, sbrindellato è inefficace e impresentabile.
Si dirà che è un governo malato o già imbalsamato, …certo ma chi morirà veramente saranno i più deboli.
Non vogliamo neppure nominare il maggiore territorio dove si dovranno scavare più fosse ma parrebbe chiaro. Vi sono follie che si propagano come mortali malattie contagiose,
“…certi cattivi sarebbero meno pericolosi se non avessero bontà alcuna”.
Tuttavia credo che ci sia più colpa in coloro che credono in taluni poteri per il non accorgersi quando non è più giusto credere. Allora si capovolge il registro e si guarda ad chi con sacrificio vero rappresenta l’unica alternativa possibile, il SUD,
…senza sarebbe tracollare nella mota per depravata DOPPIEZZA.

.

Leggi tutto »



Di Bruno Pappalardo

Dalla finestra di casa mia vedo il Vesuvio.
Un alto cono violaceo che, quando è raggiunto dal sole radente dell’ avemaria è perseverantemente ametista e smette per una naturale cortesia.
Dicevo un (n.01 ) cono.
Mi dicono, però siano DUE!
Me lo ha detto uno di Nola.…non ha torto;
da quelle parti il vulcano è un enorme cammellato in cashmere .
Ma, allora è vero che la verità, proprio quella oggettiva, è, in fondo, “questione di punti di vista”?
Noooooo?!!! …Non è proprio così!
Perché vedo ancora due bianchi Papa,... è una mia suggestione o è vero? Sono in confuso…!
Perché vedo ancora uno sputazzante Napolitano. E’ un suo doppione? Ricordavo fossero passati i sette anni. Perché vedo una clonata Destra: Forza Italia e Ncd, …alcuna differenza tra le due. Certo, una va col pilota automatico (invisibile) l’altro ha un autista siciliano;
Perché vedo DUE GOVERNI: il primo Letta-Alfano, ( i due carabinieri) l’altro RENZI:
Pare sia riuscito,…diciamo anche costretto, a spingere il Letta a presentare, per il 27 gennaio di quest’anno, la nuova Legge Elettorale in Parlamento.
Prima di chiunque altro del Pd, ha immediatamente palesato l’errore. …o meglio la straordinaria figuraccia sulla restituzione delle 150 euro ai professori.
Già, .. è fin troppo facile comandare dall’esterno, l’interno.
Inoltre ha dettato l’agenda: primo, le “Riforme sul lavoro” e tanto altro smarcando penta stellati, lettiani, alfaniani, montiani e residui di responsabili indipendenti.
Definirà, addirittura e prestissimo ( ha fatto saltare Alfano dal seggiolone) la normativa sulle “ Coppia di fatto per gli omosessuali e, semmai le Unione civili ”, altresì le varie sfiducie alla Cancellieri e alcuni altri ministri, in primis, Saccomanni, il burocrate e la De Girolamo.
Letta, per questa celerità, sta affannando. Rischia un infarto.
Letta sta nella m…elma e Alfano, sui carboni ardenti, … attende sudante la solita telefonata di B. che, a muso duro, come ha sempre fatto, gli dirà certamente:
“..te lo avevo detto che sarebbe andata così! Dovevi lavorarti il vero premier, il fiorentino maledetto te!!”
Ecco, insomma, riflettendo non siamo noi che stiamo male e neppure siamo entrati in quelle pericolose stupefazioni legate alle “false percezioni”, insomma quelle dell’inesistente crisi e ristoranti pieni.
Davvero pericolose!
Siamo caduti in un duplice tranello generato proprio da coloro che dichiaravano di non volerlo: Il governo Letta nasceva proprio dalla necessità di unirsi per il bene del Paese pur non amando il proprio alleato! Dunque un grosso sacrificio, ma, mentre questi due, Letta-Alfano, “salvano” - in una stabilità cimiteriale - l’Italia, ebbene, gente che non conta e priva di alcun incarico istituzionale: Berlusconi-Renzi, si muovono e spostano i pezzi sulla scacchiera della politica italiana e mentre noi, sciocchi cittadini, s’attende
Un paese frammentato nelle sua integrità morale e politica, particellato, sbrindellato è inefficace e impresentabile.
Si dirà che è un governo malato o già imbalsamato, …certo ma chi morirà veramente saranno i più deboli.
Non vogliamo neppure nominare il maggiore territorio dove si dovranno scavare più fosse ma parrebbe chiaro. Vi sono follie che si propagano come mortali malattie contagiose,
“…certi cattivi sarebbero meno pericolosi se non avessero bontà alcuna”.
Tuttavia credo che ci sia più colpa in coloro che credono in taluni poteri per il non accorgersi quando non è più giusto credere. Allora si capovolge il registro e si guarda ad chi con sacrificio vero rappresenta l’unica alternativa possibile, il SUD,
…senza sarebbe tracollare nella mota per depravata DOPPIEZZA.

.

giovedì 9 gennaio 2014

Il ministro Bray ha mantenuto la promessa, ma ora che destinazione avrà la reggia di Carditello?

di Gigi Di Fiore
Fonte: Il Mattino


L'angelo di Carditello non c'è più dalla vigilia di Natale. Ma ora potrà sorridere, dovunque si trovi serena la sua anima. Finalmente la reggia è salva, finalmente le mani depredatrici sono state allontanate. Tommaso Cestrone ne gioirebbe.

Dunque, il ministro Massimo Bray ha mantenuto la promessa. E dobbiamo riconoscerglielo. Lo aspettavamo tutti al varco, l'occasione era la dodicesima asta per la vendita dell'immobile storico in stato deprecabile, un casino di caccia voluto da Carlo III di Borbone e ampliato dal figlio Ferdinando IV poi I delle Due Sicilie.

Una partita di giro societario ha reso possibile un miracolo atteso da tempo, su cui si sono spesi associazioni e comitati: da Agenda 21 al Comitato delle Due Sicilie fino a gruppi che amano questa terra, che sanno come il disprezzo per le radici e la storia è anche calpestio selvaggio della natura che le ricorda.

Al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere la svolta: la Sga, società creditrice dal Consorzio di bacino del Basso Volturno proprietario dell'immobile, si è aggiudicata l'asta per undici milioni e mezzo di euro. Uno e mezzo in più della base di vendita da mettere al rialzo. Poi, il giro: la Sga passerà la proprietà della reggia al ministero dei Beni ambientali e culturali.

Naturalmente, poi, il ministero dovrà restituire i soldi spesi nell'asta. Formule tecnico-commerciali e dettagli, per ora, sono poco noti. Ma è noto il commento, cinguettato in Rete dal ministro Bray: "Sono davvero felice di aver mantenuto la promessa fatta a Tommaso. Ora Carditello appartiene a tutti i cittadini". E poi, subito dopo, ha aggiunto: "Tommaso e la voglia di cambiare il Mezzogiorno".

Già, una voglia che eventi e persone a volte fanno passare anche ai più tenaci. E' solo l'inizio. Ora si tratterà di rimettere a nuovo, recuperare un bene che Tommaso custodiva da volontario, ma che dei selvaggi hanno depredato nel tempo, sottraendo scale, marmi, pezzi di camini.

La reggia-casino di caccia va recuperata. Va rimesso in sesto il parco, sorvegliata per bene tutta l'area. Carditello potrebbe essere inserito in un progetto di itinerari borbonici delle province di Napoli e Caserta. Potrebbe diventare sito di un museo multimediale sul regno delle Due Sicilie, potrebbe fare da sede di convegni e iniziative di divulgazioni storiche.

Carditello, insomma, potrebbe diventare tante cose. Per ora è un segnale: giù le mani dalla storia del Sud e dai suoi simboli. Via gli avvoltoi, gli speculatori, i senza memoria. La palla passa al ministero. Sarebbe bello che bandisse un concorso per l'utilizzo finalizzato di Carditello.

Sarebbe bello, in fondo Bray ha dimostrato di essere uomo di parola. E Tommaso sarà soddisfatto di non aver sbagliato il suo giudizio quando a ottobre conobbe il ministro. Speriamo che la favola, già intristita dalla morte prematura dell'angelo di Carditello, abbia un lieto fine. E la reggia diventi emblema di rinascita. Grazie ministro Bray e grazie, lassù, a te,Tommaso. Angelo di Carditello.

Fonte: Il Mattino


.
Leggi tutto »
di Gigi Di Fiore
Fonte: Il Mattino


L'angelo di Carditello non c'è più dalla vigilia di Natale. Ma ora potrà sorridere, dovunque si trovi serena la sua anima. Finalmente la reggia è salva, finalmente le mani depredatrici sono state allontanate. Tommaso Cestrone ne gioirebbe.

Dunque, il ministro Massimo Bray ha mantenuto la promessa. E dobbiamo riconoscerglielo. Lo aspettavamo tutti al varco, l'occasione era la dodicesima asta per la vendita dell'immobile storico in stato deprecabile, un casino di caccia voluto da Carlo III di Borbone e ampliato dal figlio Ferdinando IV poi I delle Due Sicilie.

Una partita di giro societario ha reso possibile un miracolo atteso da tempo, su cui si sono spesi associazioni e comitati: da Agenda 21 al Comitato delle Due Sicilie fino a gruppi che amano questa terra, che sanno come il disprezzo per le radici e la storia è anche calpestio selvaggio della natura che le ricorda.

Al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere la svolta: la Sga, società creditrice dal Consorzio di bacino del Basso Volturno proprietario dell'immobile, si è aggiudicata l'asta per undici milioni e mezzo di euro. Uno e mezzo in più della base di vendita da mettere al rialzo. Poi, il giro: la Sga passerà la proprietà della reggia al ministero dei Beni ambientali e culturali.

Naturalmente, poi, il ministero dovrà restituire i soldi spesi nell'asta. Formule tecnico-commerciali e dettagli, per ora, sono poco noti. Ma è noto il commento, cinguettato in Rete dal ministro Bray: "Sono davvero felice di aver mantenuto la promessa fatta a Tommaso. Ora Carditello appartiene a tutti i cittadini". E poi, subito dopo, ha aggiunto: "Tommaso e la voglia di cambiare il Mezzogiorno".

Già, una voglia che eventi e persone a volte fanno passare anche ai più tenaci. E' solo l'inizio. Ora si tratterà di rimettere a nuovo, recuperare un bene che Tommaso custodiva da volontario, ma che dei selvaggi hanno depredato nel tempo, sottraendo scale, marmi, pezzi di camini.

La reggia-casino di caccia va recuperata. Va rimesso in sesto il parco, sorvegliata per bene tutta l'area. Carditello potrebbe essere inserito in un progetto di itinerari borbonici delle province di Napoli e Caserta. Potrebbe diventare sito di un museo multimediale sul regno delle Due Sicilie, potrebbe fare da sede di convegni e iniziative di divulgazioni storiche.

Carditello, insomma, potrebbe diventare tante cose. Per ora è un segnale: giù le mani dalla storia del Sud e dai suoi simboli. Via gli avvoltoi, gli speculatori, i senza memoria. La palla passa al ministero. Sarebbe bello che bandisse un concorso per l'utilizzo finalizzato di Carditello.

Sarebbe bello, in fondo Bray ha dimostrato di essere uomo di parola. E Tommaso sarà soddisfatto di non aver sbagliato il suo giudizio quando a ottobre conobbe il ministro. Speriamo che la favola, già intristita dalla morte prematura dell'angelo di Carditello, abbia un lieto fine. E la reggia diventi emblema di rinascita. Grazie ministro Bray e grazie, lassù, a te,Tommaso. Angelo di Carditello.

Fonte: Il Mattino


.

mercoledì 8 gennaio 2014

Report Mostra "Briganti" al Museo PAN di Napoli....

Stasera s'è inaugurata la Mostra "Briganti" al Museo PAN di Napoli. 8 stendardi con le immagini scendevano all'esterno sulle finestre della facciata del palazzo più il grande banner dell'evento. All'interno della sala detta "pianoforte" altre opere singole degli artisti. Folta e interessata presenza di pubblico. 

Abbiamo incontrato e ringraziato l'organizzatore Beppe Palomba e il direttore e nostro socio onorario Fabio Pascapè, che con l'autorizzazione e condivisione dell'assessore alla cultura del Comune di Napoli Nino Daniele, hanno curato e permesso questa meritoria e significativa iniziativa.

Andrea Balìa

PARTITO DEL SUD PRESENTE ! ! !



















Leggi tutto »
Stasera s'è inaugurata la Mostra "Briganti" al Museo PAN di Napoli. 8 stendardi con le immagini scendevano all'esterno sulle finestre della facciata del palazzo più il grande banner dell'evento. All'interno della sala detta "pianoforte" altre opere singole degli artisti. Folta e interessata presenza di pubblico. 

Abbiamo incontrato e ringraziato l'organizzatore Beppe Palomba e il direttore e nostro socio onorario Fabio Pascapè, che con l'autorizzazione e condivisione dell'assessore alla cultura del Comune di Napoli Nino Daniele, hanno curato e permesso questa meritoria e significativa iniziativa.

Andrea Balìa

PARTITO DEL SUD PRESENTE ! ! !



















martedì 7 gennaio 2014

LA VIGNETTA DI FRANCO GALLO


Leggi tutto »

La questione meridionale è ancora una "questione"? Report Integrale Parte 1/7


La questione meridionale è ancora una "questione"?

Riarde il dibattito sulla "questione meridionale" al Museo della Memoria di Sambiase di Lamezia Terme lo scorso sabato 14 Dicembre 2013. Il federalismo dei rifiuti tossici accende gli animi della gente del sud presente al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud Calabria e dalla Associazione SS Pietro e Paolo rappresentata dal presidente Antonio Mangiafave.

 Presenti per il Partito del Sud Giuseppe Spadafora Coordinatore Regionale, Franco Gallo e Franco Gaudio rispettivamente coordinatori CZ e CS. Graditissimi e molto ascoltati i relatori Giacinto Mannarino , Sindaco di Longobardi (CS), e Mario Talarico, Sindaco di Carlopoli (CZ) che hanno esaminato in modo puntuale e preciso le storture generate dal federalismo toscopadano a livello di amministrazione locale.

 Si è spaziato dal pasticcio IMU ai costi elevatissimi dello smaltimento dei rifiuti, all'imperversare della casta nazionale e regionale ricchissima di privilegi e di arroganza ma del tutto incapace di risolvere i problemi reali dei cittadini. Gravissima anche la situazione del credito bancario del tutto inesistente a queste latitudini.

Anche dopo la recente convenzione regionale con una banca nazionale i vantaggi si quantificano, come riferisce Mannarino, "in poche decine di euro del tutto trascurabili a fronte della mole di burocrazia da superare"; "lo stesso trattamento si otterrebbe", così come sperimentato da Mannarino, "in qualunque banca anche senza l'intervento regionale".

 Molta attenzione da parte di Mario Talarico alla soppressione delle guardie mediche nelle zone montane con grave pregiudizio per la salute dei cittadini. L'attacco nordista liberalmassone al sud si manifesta colpendo i meridionali nella salute (rifiuti tossici) e nei luoghi.

 Propongono infatti la vendita delle spiagge, la distruzione di boschi per le centrali a biomassa, lo smaltimento abusivo e criminale dei rifiuti tossici e nucleari sulle nostre terre. Insomma la questione meridionale, come ricordano i rappresentanti del Partito del Sud, anche se cancellata dalle agende politiche di tutti i partiti, esiste e come! Il Sud è da 152 anni una colonia del Nord.

 Il Partito del Sud chiede a gran voce il rispetto dell'art.3 della Costituzione da Aosta a Lampedusa.
 Anche il Sud ha diritto all'alta velocità ferroviaria, alla salute, all'istruzione, alla ricerca, alla produzione.

 Forte è l'appello alla creazione di una Macroregione Sud e ad un consapevole Comprasud, mirato a rafforzare l'acquisto di beni e prodotti delle regioni meridionali. Così come è vitale per la consapevolezza storica meridionale il riappropriarsi del proprio passato dimenticato intitolando i luoghi alla gente del Sud e non ai massacratori invasori piemontesi.

Obiettivi questi largamente condivisi dal presidente Mangiafave della SS Pietro e Paolo che annuncia altri incontri per parlare di Sud, da Sud.

Franco Gallo (Coordinatore Pr. CZ del Partito del Sud)




.
Leggi tutto »

La questione meridionale è ancora una "questione"?

Riarde il dibattito sulla "questione meridionale" al Museo della Memoria di Sambiase di Lamezia Terme lo scorso sabato 14 Dicembre 2013. Il federalismo dei rifiuti tossici accende gli animi della gente del sud presente al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud Calabria e dalla Associazione SS Pietro e Paolo rappresentata dal presidente Antonio Mangiafave.

 Presenti per il Partito del Sud Giuseppe Spadafora Coordinatore Regionale, Franco Gallo e Franco Gaudio rispettivamente coordinatori CZ e CS. Graditissimi e molto ascoltati i relatori Giacinto Mannarino , Sindaco di Longobardi (CS), e Mario Talarico, Sindaco di Carlopoli (CZ) che hanno esaminato in modo puntuale e preciso le storture generate dal federalismo toscopadano a livello di amministrazione locale.

 Si è spaziato dal pasticcio IMU ai costi elevatissimi dello smaltimento dei rifiuti, all'imperversare della casta nazionale e regionale ricchissima di privilegi e di arroganza ma del tutto incapace di risolvere i problemi reali dei cittadini. Gravissima anche la situazione del credito bancario del tutto inesistente a queste latitudini.

Anche dopo la recente convenzione regionale con una banca nazionale i vantaggi si quantificano, come riferisce Mannarino, "in poche decine di euro del tutto trascurabili a fronte della mole di burocrazia da superare"; "lo stesso trattamento si otterrebbe", così come sperimentato da Mannarino, "in qualunque banca anche senza l'intervento regionale".

 Molta attenzione da parte di Mario Talarico alla soppressione delle guardie mediche nelle zone montane con grave pregiudizio per la salute dei cittadini. L'attacco nordista liberalmassone al sud si manifesta colpendo i meridionali nella salute (rifiuti tossici) e nei luoghi.

 Propongono infatti la vendita delle spiagge, la distruzione di boschi per le centrali a biomassa, lo smaltimento abusivo e criminale dei rifiuti tossici e nucleari sulle nostre terre. Insomma la questione meridionale, come ricordano i rappresentanti del Partito del Sud, anche se cancellata dalle agende politiche di tutti i partiti, esiste e come! Il Sud è da 152 anni una colonia del Nord.

 Il Partito del Sud chiede a gran voce il rispetto dell'art.3 della Costituzione da Aosta a Lampedusa.
 Anche il Sud ha diritto all'alta velocità ferroviaria, alla salute, all'istruzione, alla ricerca, alla produzione.

 Forte è l'appello alla creazione di una Macroregione Sud e ad un consapevole Comprasud, mirato a rafforzare l'acquisto di beni e prodotti delle regioni meridionali. Così come è vitale per la consapevolezza storica meridionale il riappropriarsi del proprio passato dimenticato intitolando i luoghi alla gente del Sud e non ai massacratori invasori piemontesi.

Obiettivi questi largamente condivisi dal presidente Mangiafave della SS Pietro e Paolo che annuncia altri incontri per parlare di Sud, da Sud.

Franco Gallo (Coordinatore Pr. CZ del Partito del Sud)




.

Sei borghese se non appartieni alla mia parrocchia, se no….non mi ricordo!


Brutta bestia l’invidia! Se poi il nemico (perché tale lo si ritiene, altro che avversario…) dice cose che s’avvicinano alle idee del mondo meridionalista, allora apriti cielo! E come si permette? Oltre che ad essere su un carro che non è il mio ora annuncia idee e soluzioni che dovrebbero inorgoglirmi se solo facesse parte della mia parrocchia? E ora che faccio? Che dico? C’è il rischio di restare spiazzati…. leggo commenti interlocutori, d’attesa, di condivisione parziale…. può essere pericoloso….. Qualcuno sospetta “chi sa cosa ci sarà dietro… ma è credibile?” Già, ma non basta…. meglio andar giù duro e costruire, con un tempismo che va riconosciuto, un teorema su provenienze e appartenenze che ristabilisca le distanze! Meglio premunirsi… il terreno è il mio e non si desiderano intrusioni… Questa insomma è la pochezza che rivela le posizioni strumentali dei duri e puri dell’universo meridionalista, più vicino a un piccolo mondo antico che ad un’auspicabile onestà intellettuale. Innanzitutto andrebbe una volta e per sempre chiarito l’improprio uso ed abuso del termine “meridionalista”. Basta parlare di Sud, risvegliare la memoria storica, adagiarsi in nostalgie e propugnare fantomatiche restaurazioni monarchiche, strumentalizzare case regnanti attualmente in stand by, rifarsi a posizioni ultracattoliche e addirittura vandeane, favoleggiare su indipendenze (ma solo e rigorosamente da dietro un pc o a propugnarle in convegni che vanno dai 10 ai 20 partecipanti) per fregiarsi impropriamente della casacca e l’appellativo di meridionalista! E no! Il meridionalismo è un’idea legalitaria di difesa delle ragioni e del riscatto del Sud nata in un’Italia unita male e che partendo da grandi personaggi come Gramsci si riaffaccia nel dopoguerra in un’Italia repubblicana con altre figure come Dorso. S’addormenta dagli anni del boom economico fino a circa una ventina d’anni fa e riprende vigore da qualche anno fino ai nostri giorni. Piaccia o meno parla e richiede dignità perché il Sud sia a pari condizioni e titoli delle altre zone e territori della penisola italica. Tutto quello sopra citato c’entra come il cosiddetto “fico secco” con ciò, ovvero con il meridionalismo. E’altra roba…. è un’altra parrocchia.

E a tal proposito verrebbe da chiedersi : ma se sindaci o qualsivoglia figura istituzionale e/o politica vengono, a mò d’attacco strumentale con l’obiettivo di screditare in assenza d’argomentazioni serie, tacciate d’appartenere ad una borghesia vomerese e/o posillipina (visto che è Napoli il luogo del contendere) ….i Lettieri, o ad esempio i Di Monda, a cosa appartenevano? Erano anche loro borghesi o appartenevano e provenivano dalle suore di Maria?

Andrea Balìa


.
Leggi tutto »

Brutta bestia l’invidia! Se poi il nemico (perché tale lo si ritiene, altro che avversario…) dice cose che s’avvicinano alle idee del mondo meridionalista, allora apriti cielo! E come si permette? Oltre che ad essere su un carro che non è il mio ora annuncia idee e soluzioni che dovrebbero inorgoglirmi se solo facesse parte della mia parrocchia? E ora che faccio? Che dico? C’è il rischio di restare spiazzati…. leggo commenti interlocutori, d’attesa, di condivisione parziale…. può essere pericoloso….. Qualcuno sospetta “chi sa cosa ci sarà dietro… ma è credibile?” Già, ma non basta…. meglio andar giù duro e costruire, con un tempismo che va riconosciuto, un teorema su provenienze e appartenenze che ristabilisca le distanze! Meglio premunirsi… il terreno è il mio e non si desiderano intrusioni… Questa insomma è la pochezza che rivela le posizioni strumentali dei duri e puri dell’universo meridionalista, più vicino a un piccolo mondo antico che ad un’auspicabile onestà intellettuale. Innanzitutto andrebbe una volta e per sempre chiarito l’improprio uso ed abuso del termine “meridionalista”. Basta parlare di Sud, risvegliare la memoria storica, adagiarsi in nostalgie e propugnare fantomatiche restaurazioni monarchiche, strumentalizzare case regnanti attualmente in stand by, rifarsi a posizioni ultracattoliche e addirittura vandeane, favoleggiare su indipendenze (ma solo e rigorosamente da dietro un pc o a propugnarle in convegni che vanno dai 10 ai 20 partecipanti) per fregiarsi impropriamente della casacca e l’appellativo di meridionalista! E no! Il meridionalismo è un’idea legalitaria di difesa delle ragioni e del riscatto del Sud nata in un’Italia unita male e che partendo da grandi personaggi come Gramsci si riaffaccia nel dopoguerra in un’Italia repubblicana con altre figure come Dorso. S’addormenta dagli anni del boom economico fino a circa una ventina d’anni fa e riprende vigore da qualche anno fino ai nostri giorni. Piaccia o meno parla e richiede dignità perché il Sud sia a pari condizioni e titoli delle altre zone e territori della penisola italica. Tutto quello sopra citato c’entra come il cosiddetto “fico secco” con ciò, ovvero con il meridionalismo. E’altra roba…. è un’altra parrocchia.

E a tal proposito verrebbe da chiedersi : ma se sindaci o qualsivoglia figura istituzionale e/o politica vengono, a mò d’attacco strumentale con l’obiettivo di screditare in assenza d’argomentazioni serie, tacciate d’appartenere ad una borghesia vomerese e/o posillipina (visto che è Napoli il luogo del contendere) ….i Lettieri, o ad esempio i Di Monda, a cosa appartenevano? Erano anche loro borghesi o appartenevano e provenivano dalle suore di Maria?

Andrea Balìa


.

lunedì 6 gennaio 2014

De Magistris : Napoli città autonoma !


“Farò un progetto costituzionale e legislativo per Napoli città autonoma”, l’annuncio del sindaco di Napoli in conferenza stampa oggi a Palazzo San Giacomo risveglia l’antico autonomismo napoletano. ”L’Italia è forte e unita, non c’è più Bossi e il suo separatismo. Dateci possibilità di essere autonomi: non vogliamo più subire ingiustizie, vogliamo avere capacità di spesa e autonomia di imposizione. Lo Stato oggi ci impone di mettere le tasse e poi si prende i soldi e cittadini se la prendono con i sindaci”, dice Luigi De Magistris

"IL GOVERNO SPREME I COMUNI COME BANCOMAT E POI IL CITTADINO SE LA PRENDE CON IL SINDACO. ORA BASTA, LE NOSTRE TASSE NON ANDRANNO PIU' A ROMA"

«Avrei potuto dichiarare il dissesto ma non l’ho fatto, perché abbiamo senso della continuità istituzionale e rispetto per i cittadini. Oggi possiamo dire che, alla fine del 2014, il bilancio del Comune di Napoli sarà addirittura in attivo». 
«Con le precedenti giunte il Comune di Napoli pagava a quattro anni di distanza i propri creditori – afferma de Magistris – oggi con un anno e mezzo di ritardo. Alla fine di quest’anno pagheremo secondo le direttive europee a 60-90 giorni».
E ANCORA: «Il governo spreme i Comuni come bancomat, poi il cittadino se la prende col sindaco. Napoli città autonoma: non daremo più i nostri soldi a Roma».
«Il governo ci dice che dobbiamo mettere tasse come Imu e Tares, poi si prende le maggiori percentuali lasciando ai Comuni le briciole. Il cittadino, però, con chi se la prende? Col sindaco, visto come un esattore. Noi siamo schiacciati da uno Stato centralista e burocratico, che ha prodotto il debito pubblico di cui paghiamo tuttora le conseguenze. Il Sud non deve più essere terra di conquista per affaristi del Nord e criminali locali». I soldi delle tasse, nel progetto pensato dalla giunta comunale, restano a Napoli, «non andranno più a Roma. Le imposte ce le teniamo qua, dando impulso all’autonomia delle aree locali a partire dai sindaci delle città metropolitane». 

Luigi de Magistris
Leggi tutto »

“Farò un progetto costituzionale e legislativo per Napoli città autonoma”, l’annuncio del sindaco di Napoli in conferenza stampa oggi a Palazzo San Giacomo risveglia l’antico autonomismo napoletano. ”L’Italia è forte e unita, non c’è più Bossi e il suo separatismo. Dateci possibilità di essere autonomi: non vogliamo più subire ingiustizie, vogliamo avere capacità di spesa e autonomia di imposizione. Lo Stato oggi ci impone di mettere le tasse e poi si prende i soldi e cittadini se la prendono con i sindaci”, dice Luigi De Magistris

"IL GOVERNO SPREME I COMUNI COME BANCOMAT E POI IL CITTADINO SE LA PRENDE CON IL SINDACO. ORA BASTA, LE NOSTRE TASSE NON ANDRANNO PIU' A ROMA"

«Avrei potuto dichiarare il dissesto ma non l’ho fatto, perché abbiamo senso della continuità istituzionale e rispetto per i cittadini. Oggi possiamo dire che, alla fine del 2014, il bilancio del Comune di Napoli sarà addirittura in attivo». 
«Con le precedenti giunte il Comune di Napoli pagava a quattro anni di distanza i propri creditori – afferma de Magistris – oggi con un anno e mezzo di ritardo. Alla fine di quest’anno pagheremo secondo le direttive europee a 60-90 giorni».
E ANCORA: «Il governo spreme i Comuni come bancomat, poi il cittadino se la prende col sindaco. Napoli città autonoma: non daremo più i nostri soldi a Roma».
«Il governo ci dice che dobbiamo mettere tasse come Imu e Tares, poi si prende le maggiori percentuali lasciando ai Comuni le briciole. Il cittadino, però, con chi se la prende? Col sindaco, visto come un esattore. Noi siamo schiacciati da uno Stato centralista e burocratico, che ha prodotto il debito pubblico di cui paghiamo tuttora le conseguenze. Il Sud non deve più essere terra di conquista per affaristi del Nord e criminali locali». I soldi delle tasse, nel progetto pensato dalla giunta comunale, restano a Napoli, «non andranno più a Roma. Le imposte ce le teniamo qua, dando impulso all’autonomia delle aree locali a partire dai sindaci delle città metropolitane». 

Luigi de Magistris

L'articolo di Gennaio 2014 per WebNapoli24.com di Andrea Balìa per la rubrica "Riflessioni Meridionaliste"


La lezione di Dorso…..qualità e/o quantità…

dorso
Uno dei problemi dei movimenti meridionalisti risiede indubbiamente nei numeri. Ovvero nella faticosa, e ormai anche annosa, opera di adesione e reclutamento iscritti per dare una corposità degna di tal nome ad ognuno di essi e una crescita consistente. Le ragioni del meridionalismo, o più semplicemente del riscatto del Sud rispetto ad una verità storica contraffatta e volutamente mal raccontata, rappresentano comunque una scoperta sconvolgente (causa il protrarsi per oltre 150 anni) per coloro i quali ad essa si avvicinano. C’è inizialmente incredulità, quasi timore frutto d’un minoritarismo ormai radicato che si tramuta in un senso di colpevolezza non semplice da sradicare ed in una difficoltà d’accettazione rispetto a una verità rivelata. Ci si rende conto d’avere a che fare con qualcosa che scotta e in cui metterci le mani potrebbe essere non conveniente farsi coinvolgere e comunque difficile. Questo è il primo muro d’abbattere per fare adepti. Poi va aggiunto il frazionamento in tanti gruppi che rende non semplice scegliere. I programmi vertono tutti sulla memoria storica, e risultano simili fra loro e districarsi e identificarsi non è affatto lineare e sempre leggibile. Se poi si cerca una pro positività in proposte e strategie politiche la cosa si complica addirittura. La gran parte di questi gruppi non ne hanno e né ne vogliono sapere. O solo un attivismo culturale o confuse richieste d’indipendentismo e teorie rivoluzionarie fatte d’intenti non supportati da linee progettuali e programmatiche. Qualche velleitarismo destrorso insinuatosi in questo mondo e bene o mal camuffato ed il puzzle di difficile soluzione è completo dei suoi pezzi ma non facilmente risolvibile. Allora i primi ad avvicinarsi spesso sono personaggi non del tutto equilibrati, gente in cerca di protagonismo, e l’affannosa ricerca di una rincorsa quantità porta ad un qualità carente e a numeri improbabili. Ma con la quantità (ammesso sia tale) la qualità non è consequenziale e va a gran fatica identificata e ricercata. Altresì, seguendo l’insegnamento di Guido Dorso, meridionalista irpino dell’immediato dopoguerra che sosteneva : “ “No, il Mezzogiorno non ha bisogno di carità, ma di giustizia; non chiede aiuto, ma libertà. Se il mezzogiorno non distruggerà le cause della sua inferiorità da se stesso, con la sua libera iniziativa e seguendo l’esempio dei suoi figli migliori, tutto sarà inutile… “. “Cento uomini d’acciaio…la Questione Italiana è la Questione Meridionale”…. con la qualità è possibile costruire la quantità. Lui la esemplificava in 100 uomini d’acciaio….per dire, provocatoriamente che cento meridionalisti di qualità possono provocare quel seguito necessario a raggiungere lo scopo. Improbabili e auspicate unioni del nulla difficile provochino più del nulla!

Fonte: WebNapoli24

.
Leggi tutto »

La lezione di Dorso…..qualità e/o quantità…

dorso
Uno dei problemi dei movimenti meridionalisti risiede indubbiamente nei numeri. Ovvero nella faticosa, e ormai anche annosa, opera di adesione e reclutamento iscritti per dare una corposità degna di tal nome ad ognuno di essi e una crescita consistente. Le ragioni del meridionalismo, o più semplicemente del riscatto del Sud rispetto ad una verità storica contraffatta e volutamente mal raccontata, rappresentano comunque una scoperta sconvolgente (causa il protrarsi per oltre 150 anni) per coloro i quali ad essa si avvicinano. C’è inizialmente incredulità, quasi timore frutto d’un minoritarismo ormai radicato che si tramuta in un senso di colpevolezza non semplice da sradicare ed in una difficoltà d’accettazione rispetto a una verità rivelata. Ci si rende conto d’avere a che fare con qualcosa che scotta e in cui metterci le mani potrebbe essere non conveniente farsi coinvolgere e comunque difficile. Questo è il primo muro d’abbattere per fare adepti. Poi va aggiunto il frazionamento in tanti gruppi che rende non semplice scegliere. I programmi vertono tutti sulla memoria storica, e risultano simili fra loro e districarsi e identificarsi non è affatto lineare e sempre leggibile. Se poi si cerca una pro positività in proposte e strategie politiche la cosa si complica addirittura. La gran parte di questi gruppi non ne hanno e né ne vogliono sapere. O solo un attivismo culturale o confuse richieste d’indipendentismo e teorie rivoluzionarie fatte d’intenti non supportati da linee progettuali e programmatiche. Qualche velleitarismo destrorso insinuatosi in questo mondo e bene o mal camuffato ed il puzzle di difficile soluzione è completo dei suoi pezzi ma non facilmente risolvibile. Allora i primi ad avvicinarsi spesso sono personaggi non del tutto equilibrati, gente in cerca di protagonismo, e l’affannosa ricerca di una rincorsa quantità porta ad un qualità carente e a numeri improbabili. Ma con la quantità (ammesso sia tale) la qualità non è consequenziale e va a gran fatica identificata e ricercata. Altresì, seguendo l’insegnamento di Guido Dorso, meridionalista irpino dell’immediato dopoguerra che sosteneva : “ “No, il Mezzogiorno non ha bisogno di carità, ma di giustizia; non chiede aiuto, ma libertà. Se il mezzogiorno non distruggerà le cause della sua inferiorità da se stesso, con la sua libera iniziativa e seguendo l’esempio dei suoi figli migliori, tutto sarà inutile… “. “Cento uomini d’acciaio…la Questione Italiana è la Questione Meridionale”…. con la qualità è possibile costruire la quantità. Lui la esemplificava in 100 uomini d’acciaio….per dire, provocatoriamente che cento meridionalisti di qualità possono provocare quel seguito necessario a raggiungere lo scopo. Improbabili e auspicate unioni del nulla difficile provochino più del nulla!

Fonte: WebNapoli24

.

 
[Privacy]
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Hot Sonakshi Sinha, Car Price in India