giovedì 14 novembre 2013

NAPOLI 28 NOVEMBRE - LIBRERIA TREVES: PRESENTAZIONE DEL LIBRO " STRAGI ED ECCIDI DEI SAVOIA DURANTE IL RISORGIMENTO"


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Il Partito del Sud presente a #Fiumeinpiena a Napoli il 16 Novembre, per una mobilitazione generale di protesta contro l'avvelenamento dei territori.

Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a Napoli e dintorni a partecipare alla manifestazione Fiumeinpiena del 16 novembre per protestare contro l'avvelenamento dei territori. Esortiamo tutti i nostri simpatizzanti e militanti ad ottemperare a quanto richiesto dagli organizzatori e cioè a partecipare senza bandiere o simboli di partito, distinguendoci anche in questo da altri che cercano di "metter cappello" su tutto per rivendicare una visibilità fine a se stessa, ma portando il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e forti del nostro impegno civile.

Da anni come PdelSUD seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincia di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali. Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e siamo vicini alle Associazioni che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici e l'avvelenamento dei territori.

Ora non e' il momento di cavalcare la protesta o di provare a mettere il "cappello" come certamente accadrà , già accaduto e come succede sempre in questi casi, ma di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno, poi il nostro compito sarà anche quello di dare risposte politiche nel deserto della politica italiana di oggi perché per noi questo e' il compito del meridionalismo.

PdelSUD



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Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a Napoli e dintorni a partecipare alla manifestazione Fiumeinpiena del 16 novembre per protestare contro l'avvelenamento dei territori. Esortiamo tutti i nostri simpatizzanti e militanti ad ottemperare a quanto richiesto dagli organizzatori e cioè a partecipare senza bandiere o simboli di partito, distinguendoci anche in questo da altri che cercano di "metter cappello" su tutto per rivendicare una visibilità fine a se stessa, ma portando il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e forti del nostro impegno civile.

Da anni come PdelSUD seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincia di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali. Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e siamo vicini alle Associazioni che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici e l'avvelenamento dei territori.

Ora non e' il momento di cavalcare la protesta o di provare a mettere il "cappello" come certamente accadrà , già accaduto e come succede sempre in questi casi, ma di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno, poi il nostro compito sarà anche quello di dare risposte politiche nel deserto della politica italiana di oggi perché per noi questo e' il compito del meridionalismo.

PdelSUD



mercoledì 13 novembre 2013

COMUNICATO PdelSUD - VENETO...PRESENTE! IL PARTITO DEL SUD ADERISCE ALLO SCIOPERO GENERALE INDETTO DA CGIL CISL e UIL INDETTO PER IL GIORNO 15 NOVEMBRE

Partito del Sud - Veneto


IL PARTITO DEL SUD ADERISCE ALLO SCIOPERO GENERALE INDETTO DA CGIL CISL e UIL INDETTO PER IL GIORNO 15 NOVEMBRE

Il Partito del Sud accanto a CGIL  CISL e UIL per chiedere la modifica della legge di stabilità che scarica il peso della crisi sul Sud del Paese, sulle fasce deboli e sul pubblico impiego, arrivando ad aggredire anche i diritti costituzionali dei lavoratori.

La Legge di Stabilità presentata dal Governo non dà una svolta alla politica economica del nostro Paese. Per uscire dalla recessione e tornare a crescere serve infatti una significativa riduzione delle tasse per i lavoratori, i pensionati e le imprese che investono. È necessaria anche una nuova politica europea che liberi risorse per finanziare gli investimenti a sostegno dell’occupazione, dell’innovazione e delle politiche sociali. Chiediamo inoltre a Governo e Parlamento di rifinanziare subito gli ammortizzatori in deroga (Cig e mobilità) e di dare certezze a tutti i lavoratori esodati.

Per questi motivi chiediamo una decisa modifica della Legge di Stabilità soprattutto sui seguenti capitoli:

Meno tasse ai lavoratori e pensionati

 lAumento delle detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati; per sostenere il reddito di chi con- tribuisce a gran parte del gettito fiscale per favorire un aumento dei consumi.

 lDetassazione strutturale del salario di produttività che va estesa anche ai lavoratori del settore pub- blico in modo da porre fine ad una ingiusta ed iniqua esclusione.

 La nuova tassazione immobiliare l(TRISE) va resa più equa

Rivalutare le pensioni

 Ripristino della ilndicizzazione delle pensioni esistenti prima dell’entrata in vigore del DL n. 201/2011. Pubblica Amministrazione ed efficienza della spesa pubblica

 lStabilizzazione dei precari delle PP.AA. e riconoscimento, attraverso il contratto nazionale, delle pro- fessionalità dei dipendenti pubblici.

 lRinnovo dei contratti nazionali e spazio alla contrattazione di secondo livello per distribuire gli incrementi di qualità e produttività.

 lNo alla eliminazione dell’indennità di vacanza contrattuale per il 2013 e il 2014. 

Come reperire le risorse

 Potenziamento della llotta all’evasione fiscale con un diverso sistema di sanzioni, facendo dell’evasione un reato penale, rafforzando il ruolo degli enti locali.

 Obbligo dei lcosti standard per le amministrazioni centrali e locali e riduzione del numero di centrali appal- tanti (sono 30.000) estendendo l’esperienza già realizzata con l’istituzione della Consip

 lRiduzione drastica del numero delle società pubbliche, degli enti inutili, dei componenti dei consigli di amministrazione.

 Gestione dei servizi locali va fatta su dimensioni più vaste per realizzare lmaggiori economie di scala.

 
lRiduzione del numero dei componenti gli organi elettivi ed esecutivi a tutti i livelli di governo, degli incarichi di nomina politica, blocco delle consulenze a tutti i livelli dell’amministrazione pubblica.
lValorizzazione del patrimonio dello Stato.

 Armonizzazione della 
ltassazione delle rendite finanziarie alla media europea rispetto all’attuale aliquota del 20%.

 lDestinazione diretta delle risorse derivate dalla lotta all’evasione e all’elusione fiscale alla riduzione delle tasse per i lavoratori e pensionati. 





























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Partito del Sud - Veneto


IL PARTITO DEL SUD ADERISCE ALLO SCIOPERO GENERALE INDETTO DA CGIL CISL e UIL INDETTO PER IL GIORNO 15 NOVEMBRE

Il Partito del Sud accanto a CGIL  CISL e UIL per chiedere la modifica della legge di stabilità che scarica il peso della crisi sul Sud del Paese, sulle fasce deboli e sul pubblico impiego, arrivando ad aggredire anche i diritti costituzionali dei lavoratori.

La Legge di Stabilità presentata dal Governo non dà una svolta alla politica economica del nostro Paese. Per uscire dalla recessione e tornare a crescere serve infatti una significativa riduzione delle tasse per i lavoratori, i pensionati e le imprese che investono. È necessaria anche una nuova politica europea che liberi risorse per finanziare gli investimenti a sostegno dell’occupazione, dell’innovazione e delle politiche sociali. Chiediamo inoltre a Governo e Parlamento di rifinanziare subito gli ammortizzatori in deroga (Cig e mobilità) e di dare certezze a tutti i lavoratori esodati.

Per questi motivi chiediamo una decisa modifica della Legge di Stabilità soprattutto sui seguenti capitoli:

Meno tasse ai lavoratori e pensionati

 lAumento delle detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati; per sostenere il reddito di chi con- tribuisce a gran parte del gettito fiscale per favorire un aumento dei consumi.

 lDetassazione strutturale del salario di produttività che va estesa anche ai lavoratori del settore pub- blico in modo da porre fine ad una ingiusta ed iniqua esclusione.

 La nuova tassazione immobiliare l(TRISE) va resa più equa

Rivalutare le pensioni

 Ripristino della ilndicizzazione delle pensioni esistenti prima dell’entrata in vigore del DL n. 201/2011. Pubblica Amministrazione ed efficienza della spesa pubblica

 lStabilizzazione dei precari delle PP.AA. e riconoscimento, attraverso il contratto nazionale, delle pro- fessionalità dei dipendenti pubblici.

 lRinnovo dei contratti nazionali e spazio alla contrattazione di secondo livello per distribuire gli incrementi di qualità e produttività.

 lNo alla eliminazione dell’indennità di vacanza contrattuale per il 2013 e il 2014. 

Come reperire le risorse

 Potenziamento della llotta all’evasione fiscale con un diverso sistema di sanzioni, facendo dell’evasione un reato penale, rafforzando il ruolo degli enti locali.

 Obbligo dei lcosti standard per le amministrazioni centrali e locali e riduzione del numero di centrali appal- tanti (sono 30.000) estendendo l’esperienza già realizzata con l’istituzione della Consip

 lRiduzione drastica del numero delle società pubbliche, degli enti inutili, dei componenti dei consigli di amministrazione.

 Gestione dei servizi locali va fatta su dimensioni più vaste per realizzare lmaggiori economie di scala.

 
lRiduzione del numero dei componenti gli organi elettivi ed esecutivi a tutti i livelli di governo, degli incarichi di nomina politica, blocco delle consulenze a tutti i livelli dell’amministrazione pubblica.
lValorizzazione del patrimonio dello Stato.

 Armonizzazione della 
ltassazione delle rendite finanziarie alla media europea rispetto all’attuale aliquota del 20%.

 lDestinazione diretta delle risorse derivate dalla lotta all’evasione e all’elusione fiscale alla riduzione delle tasse per i lavoratori e pensionati. 





























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Comunicato Partito del Sud - Identità Meridionale

Il Partito del Sud continua concretamente sulla strada della ricerca di una seria e concreta collaborazione fra movimenti meridionalisti, così come già avvenuto quest'anno con altri movimenti con cui si è intrapreso un percorso armonico e condiviso che continua tutt'oggi, nel rispetto delle reciproche vedute, opinioni, strategie e identità; al fine di costituire un fronte meridionalista coeso che possa finalmente portare ad un'azione efficace su obiettivi comuni volti al riscatto delle nostre terre ed all'affermazione dei comuni ideali, scevro da patetici tentativi di leadership o peggio ancora di cavalcare a fini elettoralistici personali la sempre maggior richiesta di riscatto che giunge dai territori.

PdelSUD

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C O M U N I C A T O


Il PARTITO DEL SUD e il movimento “IDENTITA’  MERIDIONALE”

 aprono un tavolo di lavoro e collaborazione

Verificate convergenza di programma inerenti la strategia politica per il riscatto, la memoria e la propositività del Sud indirizzate a dare una rappresentatività politica alle nostre terre nell’ambito d’una collocazione progressista, Il Partito del Sud ed il movimento “Identità Meridionale” iniziano una collaborazione su eventi, strategie e eventuali competizioni elettorali che andrà di concerto a svilupparsi.

        Il Partito del Sud                    Identità Meridionale

                                                                                        

  sottoscritto e firmato dai Presidenti 



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Il Partito del Sud continua concretamente sulla strada della ricerca di una seria e concreta collaborazione fra movimenti meridionalisti, così come già avvenuto quest'anno con altri movimenti con cui si è intrapreso un percorso armonico e condiviso che continua tutt'oggi, nel rispetto delle reciproche vedute, opinioni, strategie e identità; al fine di costituire un fronte meridionalista coeso che possa finalmente portare ad un'azione efficace su obiettivi comuni volti al riscatto delle nostre terre ed all'affermazione dei comuni ideali, scevro da patetici tentativi di leadership o peggio ancora di cavalcare a fini elettoralistici personali la sempre maggior richiesta di riscatto che giunge dai territori.

PdelSUD

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C O M U N I C A T O


Il PARTITO DEL SUD e il movimento “IDENTITA’  MERIDIONALE”

 aprono un tavolo di lavoro e collaborazione

Verificate convergenza di programma inerenti la strategia politica per il riscatto, la memoria e la propositività del Sud indirizzate a dare una rappresentatività politica alle nostre terre nell’ambito d’una collocazione progressista, Il Partito del Sud ed il movimento “Identità Meridionale” iniziano una collaborazione su eventi, strategie e eventuali competizioni elettorali che andrà di concerto a svilupparsi.

        Il Partito del Sud                    Identità Meridionale

                                                                                        

  sottoscritto e firmato dai Presidenti 



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ELLE TV - I Briganti del Sud sugli eccidi dei Savoia nel Risorgimento

http://www.youtube.com/watch?v=kGGkz5DGbIw

  Un incontro dedicato alla storia negata. Presso l'osteria "Terra di Briganti" di Castelforte, in provincia di Latina, si è svolta la presentazione in anteprima nazionale del libro: "Stragi ed eccidi dei Savoia durante il Risorgimento" di Antonio Ciano, Vittoria Longo e Domenico Offi. Dei temi che hanno molto a che fare con il Sannio, soprattutto con i paesi protagonisti della strage e dell'eccidio di cittadini, Casalduni e Pontelandolfo, quando nell'agosto del 1861, a pochi mesi dalla nascita ufficiale dello Stato Unitario, si verificò un evento rimasto quasi del tutto sotto silenzio per circa 150 anni. A conferma della gravità degli eventi, nell'ambito delle manifestazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, Giuliano Amato, presidente del Comitato dei Garanti delle Celebrazioni, dichiarò agli abitanti di Pontelandolfo: "A nome del presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, vi chiedo scusa per quanto qui è successo e che è stato relegato ai margini dei libri di storia".

Si tratta di un riconoscimento ufficiale di quanto avvenuto e, soprattutto, una conferma di quanto sottolineato, in relazione a come nelle scuole sono stati riportati tanti avvenimenti. Era il periodo della guerra contro i "briganti", i combattenti che si opposero pagando con la vita alle truppe del neonato Stato italiano durante il Risorgimento. E' stato raccontato un Sud ribelle contro un 'Italia Savoiarda durante l'incontro moderato da Ortensia De Cesare, forse pronipote della brigantessa Michelina De Cesare. L'attrice Patrizia Stefanelli invece ha recitato una poesia sul tema della serata. Presente anche Gianmatteo Metullo -- archeologo, che ha dato il proprio contributo al discorso. I due coniugi studiosi di storia risorgimentale, Longo e Offi, in maniera chiara ed impeccabile hanno ripercorso con orgoglio questo importante lasso temporale, mettendo in risalto le proprietà positive dei territori del Sud.

Un modo per rimarcare ciò che c'è stato e che è stato relegato ai margini della storia. "Il Libro è il risultato della riflessione, della dignità e dell'indignazione di un uomo che ha riscoperto, nella sua carne, una ferita antica e mai chiusa: il martirio della sua città, Gaeta, per favorire la nascita dell'Italia unita, rivelatasi matrigna e persino ancora nemica di chi, a quella costruzione storica, ha pagato, per tutti, il prezzo più alto, in risorse e sangue." Questa l'introduzione del libro , affidata al giornalista Pino Aprile, che parla dell'amico Antonio Ciano, uno degli autori del volume.

Antonio Ciano di Gaeta scriveva di queste tematiche gia' molti anni fa quando in pochi si occupavano di questo scorcio della storia patria poco approfondita. Il suo primo libro " I Savoia e il Massacro del Sud" apri' gli occhi a tanti che nulla sapevano oltre alla storia ufficiale. Un video, ad inizio conferenza, ha mostrato cosa c'era e cosa hanno saputo realizzare gli uomini del Sud: opifici (Opificio Borbonico di Pietrarsa, era il più grande polo siderurgico della penisola italiana), fabbriche, orfanotrofi e tanto altro.

Un Regno delle Due Sicilie davvero florido dal punto di vista sociale , economico e culturale. E' stata ricordata la figura di Ferdinando II di Borbone contrapposta a quella dei cosiddetti 'macellai garibaldini' al seguito di Vittorio Emanuele di Savoia che durante il Risorgimento, per favorire l'Unità d'Italia, invasero letteralmente il Sud saccheggiandolo e depredandolo. Ciò che ci hanno insegnato a scuola -- hanno detto -- non corrisponde alla verità: l'Unità d'Italia è stata artificiale. Le grandi potenze dell'epoca invogliarono il Piemonte a conquistare il resto della Penisola. In particolar modo, il Regno Unito e la Francia non vedevano di buon occhio uno Stato libero, indipendente e prospero come il Regno delle Due Sicilie, che si affacciava in maniera predominante nel Sud dell'Europa. Lo stesso Antonio Ciano ebbe guai giudiziari per aver raccontato i massacri e le stragi che caratterizzarono quegli anni.

Una serata tanto attesa per i tanti meridionalisti e "briganti" che hanno presenziato. A pubblicare il libro la West Indian di Molinara(BN), casa editrice indipendente. 10 euro il costo del volume che forse sarà presentato anche a Benevento.

EMILIO SPINIELLO

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http://www.youtube.com/watch?v=kGGkz5DGbIw

  Un incontro dedicato alla storia negata. Presso l'osteria "Terra di Briganti" di Castelforte, in provincia di Latina, si è svolta la presentazione in anteprima nazionale del libro: "Stragi ed eccidi dei Savoia durante il Risorgimento" di Antonio Ciano, Vittoria Longo e Domenico Offi. Dei temi che hanno molto a che fare con il Sannio, soprattutto con i paesi protagonisti della strage e dell'eccidio di cittadini, Casalduni e Pontelandolfo, quando nell'agosto del 1861, a pochi mesi dalla nascita ufficiale dello Stato Unitario, si verificò un evento rimasto quasi del tutto sotto silenzio per circa 150 anni. A conferma della gravità degli eventi, nell'ambito delle manifestazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, Giuliano Amato, presidente del Comitato dei Garanti delle Celebrazioni, dichiarò agli abitanti di Pontelandolfo: "A nome del presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, vi chiedo scusa per quanto qui è successo e che è stato relegato ai margini dei libri di storia".

Si tratta di un riconoscimento ufficiale di quanto avvenuto e, soprattutto, una conferma di quanto sottolineato, in relazione a come nelle scuole sono stati riportati tanti avvenimenti. Era il periodo della guerra contro i "briganti", i combattenti che si opposero pagando con la vita alle truppe del neonato Stato italiano durante il Risorgimento. E' stato raccontato un Sud ribelle contro un 'Italia Savoiarda durante l'incontro moderato da Ortensia De Cesare, forse pronipote della brigantessa Michelina De Cesare. L'attrice Patrizia Stefanelli invece ha recitato una poesia sul tema della serata. Presente anche Gianmatteo Metullo -- archeologo, che ha dato il proprio contributo al discorso. I due coniugi studiosi di storia risorgimentale, Longo e Offi, in maniera chiara ed impeccabile hanno ripercorso con orgoglio questo importante lasso temporale, mettendo in risalto le proprietà positive dei territori del Sud.

Un modo per rimarcare ciò che c'è stato e che è stato relegato ai margini della storia. "Il Libro è il risultato della riflessione, della dignità e dell'indignazione di un uomo che ha riscoperto, nella sua carne, una ferita antica e mai chiusa: il martirio della sua città, Gaeta, per favorire la nascita dell'Italia unita, rivelatasi matrigna e persino ancora nemica di chi, a quella costruzione storica, ha pagato, per tutti, il prezzo più alto, in risorse e sangue." Questa l'introduzione del libro , affidata al giornalista Pino Aprile, che parla dell'amico Antonio Ciano, uno degli autori del volume.

Antonio Ciano di Gaeta scriveva di queste tematiche gia' molti anni fa quando in pochi si occupavano di questo scorcio della storia patria poco approfondita. Il suo primo libro " I Savoia e il Massacro del Sud" apri' gli occhi a tanti che nulla sapevano oltre alla storia ufficiale. Un video, ad inizio conferenza, ha mostrato cosa c'era e cosa hanno saputo realizzare gli uomini del Sud: opifici (Opificio Borbonico di Pietrarsa, era il più grande polo siderurgico della penisola italiana), fabbriche, orfanotrofi e tanto altro.

Un Regno delle Due Sicilie davvero florido dal punto di vista sociale , economico e culturale. E' stata ricordata la figura di Ferdinando II di Borbone contrapposta a quella dei cosiddetti 'macellai garibaldini' al seguito di Vittorio Emanuele di Savoia che durante il Risorgimento, per favorire l'Unità d'Italia, invasero letteralmente il Sud saccheggiandolo e depredandolo. Ciò che ci hanno insegnato a scuola -- hanno detto -- non corrisponde alla verità: l'Unità d'Italia è stata artificiale. Le grandi potenze dell'epoca invogliarono il Piemonte a conquistare il resto della Penisola. In particolar modo, il Regno Unito e la Francia non vedevano di buon occhio uno Stato libero, indipendente e prospero come il Regno delle Due Sicilie, che si affacciava in maniera predominante nel Sud dell'Europa. Lo stesso Antonio Ciano ebbe guai giudiziari per aver raccontato i massacri e le stragi che caratterizzarono quegli anni.

Una serata tanto attesa per i tanti meridionalisti e "briganti" che hanno presenziato. A pubblicare il libro la West Indian di Molinara(BN), casa editrice indipendente. 10 euro il costo del volume che forse sarà presentato anche a Benevento.

EMILIO SPINIELLO

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martedì 12 novembre 2013

MEMENTO, ... per i napoletani smemorati e austroungarici

Di Bruno Pappalardo

luoghi comuni prendono il sopravvento della  “ragion pura”; Nulla da fare, il pregiudizio è forte, ma tanto forte che annebbia la mente dei soliti detrattori del Sud e primariamente di Napoli.
Siamo alle solite, Napoli non serve tanto ai camorristi quanto alla politica! Più si affossa il Meridione e Napoli, maggiore è la possibilità che facciano sorgere una emergenza per, “secondo il metodo Boffo-Bertolasi” sui cui spingere del denaro.   
Il Patto per Roma prevede per la differenziata e raccolta rifiuti nella città eterna, un appannaggio di 52,8 milioni di euro, per Napoli solo 5;  Significherà che il Comune troverà immense difficoltà col rischio che il dramma del 2009/10 ritorni prepotente. Ecco che riNasce l’emergenza! La cassa del Mezzogiorno non esiste più per arricchire la politica italiana. Ci si inventerà un’ltro giocattolo per lo stesso giuoco.
Ecco che il LUOGO COMUNE diventa il COMUNE LUOGO  raccolta di  “ non si rifiuta”     
lunedì 11 novembre 2013
Napoli premiata ma per "il Sole 24 Ore" non va bene....
Ufficio stampa del consiglio comunale di napoli

NAPOLI PREMIATA SUL PATTO DI STABILITA' E IL "SOLE" SI SORPRENDE....  

Questa mattina Il Sole 24 Ore riporta con la consueta perizia le novità sul cosiddetto Patto di stabilità dei Comuni da applicare nel 2014. Ovvero la somma che i Comuni sono tenuti a risparmiare non per la loro stabilità, ma per garantire quella dello Stato. In pratica ogni Comune è costretto a rinunciare a una parte della somma spendibile cioè a chiudere in conti in attivo. La novità per il 2014 è che cambia il periodo di riferimento della spesa media, sulla quale si calcola il Patto, che scorre dal 2007-2009 al 2009-2011. In pratica si tolgono dal conteggio i bilanci del 2007 e 2008 e si inseriscono quelli del 2010 e 2011. Ebbene, Napoli è la città d'Italia che ne riceve il vantaggio maggiore sia in termini assoluti sia percentuali, visto che il suo obbligo al surplus scende da 88,1 a 64,8 milioni, con un recupero del 26%. I napoletani non se ne stupiscono perché è stato evidente in città che il Comune fine mandato Iervolino e inizio de Magistris ha frenato fortemente la spesa, per tutti i tagli che ci sono stati (ancor più nel 2012, anno ancora fuori dai calcoli). Se ne stupisce però Il Sole che scrive: "E' difficile scorgere la 'meritocrazia', a meno di non voler annoverare Napoli (in pre-dissesto) come il capoluogo più 'virtuoso' d'Italia". Si fa gran confusione. Non c'è un merito nel premio che riceve Napoli ma solo la certificazione che è stata la città d'Italia costretta a ridurre di più la spesa per l'applicazione di un federalismo fiscale che premia i ricchi e azzoppa chi ha già meno. E' vero che i tagli hanno colpito tutti i Comuni, ma dove la capacità fiscale è elevata è stato sufficiente qualche ritocco di aliquota per compensare il mancato gettito. Altrimenti non si spiegherebbe il +45,4% di impegno richiesto a Roma che grazie alla peculiarità di esser capitale è al riparo dalle strette finanziarie o il +20% tondo chiesto a Milano. Detto ciò, è chiaro che il meccanismo del Patto è troppo meccanico e imporrebbe per esempio all'Aquila di aumentare di tre volte l'obiettivo solo perché - ovviamente - la spesa del Comune è cresciuta per gli interventi del dopo-terremoto. Ma almeno si riconosca a Napoli quel che è di Napoli: ci avete impoverito, non sorprendetevi se abbiamo smesso di spendere. Fonte : comune di napoli 

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Di Bruno Pappalardo

luoghi comuni prendono il sopravvento della  “ragion pura”; Nulla da fare, il pregiudizio è forte, ma tanto forte che annebbia la mente dei soliti detrattori del Sud e primariamente di Napoli.
Siamo alle solite, Napoli non serve tanto ai camorristi quanto alla politica! Più si affossa il Meridione e Napoli, maggiore è la possibilità che facciano sorgere una emergenza per, “secondo il metodo Boffo-Bertolasi” sui cui spingere del denaro.   
Il Patto per Roma prevede per la differenziata e raccolta rifiuti nella città eterna, un appannaggio di 52,8 milioni di euro, per Napoli solo 5;  Significherà che il Comune troverà immense difficoltà col rischio che il dramma del 2009/10 ritorni prepotente. Ecco che riNasce l’emergenza! La cassa del Mezzogiorno non esiste più per arricchire la politica italiana. Ci si inventerà un’ltro giocattolo per lo stesso giuoco.
Ecco che il LUOGO COMUNE diventa il COMUNE LUOGO  raccolta di  “ non si rifiuta”     
lunedì 11 novembre 2013
Napoli premiata ma per "il Sole 24 Ore" non va bene....
Ufficio stampa del consiglio comunale di napoli

NAPOLI PREMIATA SUL PATTO DI STABILITA' E IL "SOLE" SI SORPRENDE....  

Questa mattina Il Sole 24 Ore riporta con la consueta perizia le novità sul cosiddetto Patto di stabilità dei Comuni da applicare nel 2014. Ovvero la somma che i Comuni sono tenuti a risparmiare non per la loro stabilità, ma per garantire quella dello Stato. In pratica ogni Comune è costretto a rinunciare a una parte della somma spendibile cioè a chiudere in conti in attivo. La novità per il 2014 è che cambia il periodo di riferimento della spesa media, sulla quale si calcola il Patto, che scorre dal 2007-2009 al 2009-2011. In pratica si tolgono dal conteggio i bilanci del 2007 e 2008 e si inseriscono quelli del 2010 e 2011. Ebbene, Napoli è la città d'Italia che ne riceve il vantaggio maggiore sia in termini assoluti sia percentuali, visto che il suo obbligo al surplus scende da 88,1 a 64,8 milioni, con un recupero del 26%. I napoletani non se ne stupiscono perché è stato evidente in città che il Comune fine mandato Iervolino e inizio de Magistris ha frenato fortemente la spesa, per tutti i tagli che ci sono stati (ancor più nel 2012, anno ancora fuori dai calcoli). Se ne stupisce però Il Sole che scrive: "E' difficile scorgere la 'meritocrazia', a meno di non voler annoverare Napoli (in pre-dissesto) come il capoluogo più 'virtuoso' d'Italia". Si fa gran confusione. Non c'è un merito nel premio che riceve Napoli ma solo la certificazione che è stata la città d'Italia costretta a ridurre di più la spesa per l'applicazione di un federalismo fiscale che premia i ricchi e azzoppa chi ha già meno. E' vero che i tagli hanno colpito tutti i Comuni, ma dove la capacità fiscale è elevata è stato sufficiente qualche ritocco di aliquota per compensare il mancato gettito. Altrimenti non si spiegherebbe il +45,4% di impegno richiesto a Roma che grazie alla peculiarità di esser capitale è al riparo dalle strette finanziarie o il +20% tondo chiesto a Milano. Detto ciò, è chiaro che il meccanismo del Patto è troppo meccanico e imporrebbe per esempio all'Aquila di aumentare di tre volte l'obiettivo solo perché - ovviamente - la spesa del Comune è cresciuta per gli interventi del dopo-terremoto. Ma almeno si riconosca a Napoli quel che è di Napoli: ci avete impoverito, non sorprendetevi se abbiamo smesso di spendere. Fonte : comune di napoli 

lunedì 11 novembre 2013

Napoli premiata ma per "il Sole 24 Ore" non va bene....


NAPOLI PREMIATA SUL PATTO DI STABILITA' E IL "SOLE" SI SORPRENDE.... 

Questa mattina Il Sole 24 Ore riporta con la consueta perizia le novità sul cosiddetto Patto di stabilità dei Comuni da applicare nel 2014. Ovvero la somma che i Comuni sono tenuti a risparmiare non per la loro stabilità, ma per garantire quella dello Stato. 

In pratica ogni Comune è costretto a rinunciare a una parte della somma spendibile cioè a chiudere in conti in attivo. La novità per il 2014 è che cambia il periodo di riferimento della spesa media, sulla quale si calcola il Patto, che scorre dal 2007-2009 al 2009-2011. 

In pratica si tolgono dal conteggio i bilanci del 2007 e 2008 e si inseriscono quelli del 2010 e 2011. Ebbene, Napoli è la città d'Italia che ne riceve il vantaggio maggiore sia in termini assoluti sia percentuali, visto che il suo obbligo al surplus scende da 88,1 a 64,8 milioni, con un recupero del 26%. 
I napoletani non se ne stupiscono perché è stato evidente in città che il Comune fine mandato Iervolino e inizio de Magistris ha frenato fortemente la spesa, per tutti i tagli che ci sono stati (ancor più nel 2012, anno ancora fuori dai calcoli). Se ne stupisce però Il Sole che scrive: "E' difficile scorgere la 'meritocrazia', a meno di non voler annoverare Napoli (in pre-dissesto) come il capoluogo più 'virtuoso' d'Italia". Si fa gran confusione. 

Non c'è un merito nel premio che riceve Napoli ma solo la certificazione che è stata la città d'Italia costretta a ridurre di più la spesa per l'applicazione di un federalismo fiscale che premia i ricchi e azzoppa chi ha già meno. E' vero che i tagli hanno colpito tutti i Comuni, ma dove la capacità fiscale è elevata è stato sufficiente qualche ritocco di aliquota per compensare il mancato gettito. Altrimenti non si spiegherebbe il +45,4% di impegno richiesto a Roma che grazie alla peculiarità di esser capitale è al riparo dalle strette finanziarie o il +20% tondo chiesto a Milano. Detto ciò, è chiaro che il meccanismo del Patto è troppo meccanico e imporrebbe per esempio all'Aquila di aumentare di tre volte l'obiettivo solo perché - ovviamente - la spesa del Comune è cresciuta per gli interventi del dopo-terremoto. Ma almeno si riconosca a Napoli quel che è di Napoli: ci avete impoverito, non sorprendetevi se abbiamo smesso di spendere.

Fonte : Comune di Napoli


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NAPOLI PREMIATA SUL PATTO DI STABILITA' E IL "SOLE" SI SORPRENDE.... 

Questa mattina Il Sole 24 Ore riporta con la consueta perizia le novità sul cosiddetto Patto di stabilità dei Comuni da applicare nel 2014. Ovvero la somma che i Comuni sono tenuti a risparmiare non per la loro stabilità, ma per garantire quella dello Stato. 

In pratica ogni Comune è costretto a rinunciare a una parte della somma spendibile cioè a chiudere in conti in attivo. La novità per il 2014 è che cambia il periodo di riferimento della spesa media, sulla quale si calcola il Patto, che scorre dal 2007-2009 al 2009-2011. 

In pratica si tolgono dal conteggio i bilanci del 2007 e 2008 e si inseriscono quelli del 2010 e 2011. Ebbene, Napoli è la città d'Italia che ne riceve il vantaggio maggiore sia in termini assoluti sia percentuali, visto che il suo obbligo al surplus scende da 88,1 a 64,8 milioni, con un recupero del 26%. 
I napoletani non se ne stupiscono perché è stato evidente in città che il Comune fine mandato Iervolino e inizio de Magistris ha frenato fortemente la spesa, per tutti i tagli che ci sono stati (ancor più nel 2012, anno ancora fuori dai calcoli). Se ne stupisce però Il Sole che scrive: "E' difficile scorgere la 'meritocrazia', a meno di non voler annoverare Napoli (in pre-dissesto) come il capoluogo più 'virtuoso' d'Italia". Si fa gran confusione. 

Non c'è un merito nel premio che riceve Napoli ma solo la certificazione che è stata la città d'Italia costretta a ridurre di più la spesa per l'applicazione di un federalismo fiscale che premia i ricchi e azzoppa chi ha già meno. E' vero che i tagli hanno colpito tutti i Comuni, ma dove la capacità fiscale è elevata è stato sufficiente qualche ritocco di aliquota per compensare il mancato gettito. Altrimenti non si spiegherebbe il +45,4% di impegno richiesto a Roma che grazie alla peculiarità di esser capitale è al riparo dalle strette finanziarie o il +20% tondo chiesto a Milano. Detto ciò, è chiaro che il meccanismo del Patto è troppo meccanico e imporrebbe per esempio all'Aquila di aumentare di tre volte l'obiettivo solo perché - ovviamente - la spesa del Comune è cresciuta per gli interventi del dopo-terremoto. Ma almeno si riconosca a Napoli quel che è di Napoli: ci avete impoverito, non sorprendetevi se abbiamo smesso di spendere.

Fonte : Comune di Napoli


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I Briganti del Sud riuniti per la presentazione del volume sugli eccidi dei Savoia nel Risorgimento


Un incontro dedicato alla storia negata. Presso l’osteria “Terra di Briganti” di Castelforte,  in provincia di Latina, si è svolta la presentazione in anteprima nazionale del libro: ”Stragi ed eccidi dei Savoia durante il Risorgimento” di Antonio Ciano, Vittoria Longo e Domenico Offi. Dei temi che hanno molto a che fare con il Sannio, soprattutto con i paesi protagonisti della strage e dell’eccidio di  cittadini, Casalduni e Pontelandolfo, quando nell’agosto del 1861, a pochi mesi dalla nascita ufficiale dello Stato Unitario, si verificò un evento rimasto quasi del tutto sotto silenzio per circa 150 anni. A conferma della gravità degli eventi, nell’ambito delle manifestazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, Giuliano Amato, presidente del Comitato dei Garanti delle Celebrazioni, dichiarò agli abitanti di Pontelandolfo: “A nome del presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, vi chiedo scusa per quanto qui è successo e che è stato relegato ai margini dei libri di storia”.

Si tratta di un riconoscimento ufficiale di quanto avvenuto e, soprattutto, una conferma di quanto  sottolineato, in relazione a come nelle scuole sono stati riportati tanti avvenimenti. Era il periodo della guerra contro i “briganti”,  i combattenti che si opposero pagando con la vita alle truppe del neonato Stato italiano durante il Risorgimento. E’ stato raccontato un Sud ribelle contro un ‘Italia Savoiarda durante l’incontro moderato da  Ortensia De Cesare, forse pronipote della brigantessa Michelina De Cesare. L’attrice Patrizia Stefanelli invece ha recitato una poesia sul tema della serata. Presente anche Gianmatteo Metullo – archeologo, che ha dato il proprio contributo al discorso. I due coniugi studiosi di storia risorgimentale, Longo e Offi, in maniera chiara  ed impeccabile hanno ripercorso con orgoglio questo importante lasso temporale, mettendo in risalto le proprietà positive dei territori del Sud.
Un modo per rimarcare ciò che c’è stato e che è stato relegato ai margini della storia. “Il Libro è il risultato della riflessione, della dignità e dell’indignazione di un uomo che ha riscoperto, nella sua carne, una ferita antica e mai chiusa: il martirio della sua città, Gaeta, per favorire la nascita dell’Italia unita, rivelatasi matrigna e persino ancora nemica di chi, a quella costruzione storica, ha pagato, per tutti, il prezzo più alto, in risorse e sangue.” Questa l’introduzione del libro , affidata al giornalista Pino Aprile, che parla dell’amico Antonio Ciano, uno degli autori del volume.

Antonio Ciano di Gaeta scriveva di queste tematiche gia’ molti anni fa quando in pochi si occupavano di questo scorcio della storia patria poco approfondita. Il suo primo libro “ I Savoia e il Massacro del Sud” apri’ gli occhi a tanti che nulla sapevano oltre alla storia ufficiale. Un video, ad inizio conferenza, ha mostrato cosa c’era e cosa hanno saputo realizzare gli uomini del Sud:  opifici (Opificio Borbonico di Pietrarsa, era il più grande polo siderurgico della penisola italiana), fabbriche, orfanotrofi e tanto altro.
Un Regno delle Due Sicilie davvero  florido dal punto di vista sociale , economico e culturale. E’ stata ricordata la figura di Ferdinando II di Borbone contrapposta a quella dei cosiddetti ‘macellai garibaldini’ al seguito di Vittorio Emanuele di Savoia che durante il Risorgimento, per favorire l’Unità d’Italia, invasero letteralmente il Sud saccheggiandolo e depredandolo. Ciò che ci hanno insegnato a scuola – hanno detto – non corrisponde alla verità: l’Unità d’Italia è stata artificiale. Le grandi potenze dell’epoca invogliarono il Piemonte a conquistare il resto della Penisola. In particolar modo, il Regno Unito e la Francia non vedevano di buon occhio uno Stato libero, indipendente e prospero come il Regno delle Due Sicilie, che si affacciava in maniera predominante nel Sud dell’Europa. Lo stesso Antonio Ciano ebbe guai giudiziari per aver raccontato i massacri e le stragi che caratterizzarono quegli anni.

Una serata tanto attesa per i tanti meridionalisti e “briganti” che hanno presenziato. A pubblicare il libro la West Indian di Molinara(BN), casa editrice indipendente. 10 euro il costo del volume che forse sarà presentato anche a Benevento.

EMILIO SPINIELLO
- See more at: http://www.informatoresannita.it/archives/50641#sthash.NCO6J6VE.dpuf

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Un incontro dedicato alla storia negata. Presso l’osteria “Terra di Briganti” di Castelforte,  in provincia di Latina, si è svolta la presentazione in anteprima nazionale del libro: ”Stragi ed eccidi dei Savoia durante il Risorgimento” di Antonio Ciano, Vittoria Longo e Domenico Offi. Dei temi che hanno molto a che fare con il Sannio, soprattutto con i paesi protagonisti della strage e dell’eccidio di  cittadini, Casalduni e Pontelandolfo, quando nell’agosto del 1861, a pochi mesi dalla nascita ufficiale dello Stato Unitario, si verificò un evento rimasto quasi del tutto sotto silenzio per circa 150 anni. A conferma della gravità degli eventi, nell’ambito delle manifestazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, Giuliano Amato, presidente del Comitato dei Garanti delle Celebrazioni, dichiarò agli abitanti di Pontelandolfo: “A nome del presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, vi chiedo scusa per quanto qui è successo e che è stato relegato ai margini dei libri di storia”.

Si tratta di un riconoscimento ufficiale di quanto avvenuto e, soprattutto, una conferma di quanto  sottolineato, in relazione a come nelle scuole sono stati riportati tanti avvenimenti. Era il periodo della guerra contro i “briganti”,  i combattenti che si opposero pagando con la vita alle truppe del neonato Stato italiano durante il Risorgimento. E’ stato raccontato un Sud ribelle contro un ‘Italia Savoiarda durante l’incontro moderato da  Ortensia De Cesare, forse pronipote della brigantessa Michelina De Cesare. L’attrice Patrizia Stefanelli invece ha recitato una poesia sul tema della serata. Presente anche Gianmatteo Metullo – archeologo, che ha dato il proprio contributo al discorso. I due coniugi studiosi di storia risorgimentale, Longo e Offi, in maniera chiara  ed impeccabile hanno ripercorso con orgoglio questo importante lasso temporale, mettendo in risalto le proprietà positive dei territori del Sud.
Un modo per rimarcare ciò che c’è stato e che è stato relegato ai margini della storia. “Il Libro è il risultato della riflessione, della dignità e dell’indignazione di un uomo che ha riscoperto, nella sua carne, una ferita antica e mai chiusa: il martirio della sua città, Gaeta, per favorire la nascita dell’Italia unita, rivelatasi matrigna e persino ancora nemica di chi, a quella costruzione storica, ha pagato, per tutti, il prezzo più alto, in risorse e sangue.” Questa l’introduzione del libro , affidata al giornalista Pino Aprile, che parla dell’amico Antonio Ciano, uno degli autori del volume.

Antonio Ciano di Gaeta scriveva di queste tematiche gia’ molti anni fa quando in pochi si occupavano di questo scorcio della storia patria poco approfondita. Il suo primo libro “ I Savoia e il Massacro del Sud” apri’ gli occhi a tanti che nulla sapevano oltre alla storia ufficiale. Un video, ad inizio conferenza, ha mostrato cosa c’era e cosa hanno saputo realizzare gli uomini del Sud:  opifici (Opificio Borbonico di Pietrarsa, era il più grande polo siderurgico della penisola italiana), fabbriche, orfanotrofi e tanto altro.
Un Regno delle Due Sicilie davvero  florido dal punto di vista sociale , economico e culturale. E’ stata ricordata la figura di Ferdinando II di Borbone contrapposta a quella dei cosiddetti ‘macellai garibaldini’ al seguito di Vittorio Emanuele di Savoia che durante il Risorgimento, per favorire l’Unità d’Italia, invasero letteralmente il Sud saccheggiandolo e depredandolo. Ciò che ci hanno insegnato a scuola – hanno detto – non corrisponde alla verità: l’Unità d’Italia è stata artificiale. Le grandi potenze dell’epoca invogliarono il Piemonte a conquistare il resto della Penisola. In particolar modo, il Regno Unito e la Francia non vedevano di buon occhio uno Stato libero, indipendente e prospero come il Regno delle Due Sicilie, che si affacciava in maniera predominante nel Sud dell’Europa. Lo stesso Antonio Ciano ebbe guai giudiziari per aver raccontato i massacri e le stragi che caratterizzarono quegli anni.

Una serata tanto attesa per i tanti meridionalisti e “briganti” che hanno presenziato. A pubblicare il libro la West Indian di Molinara(BN), casa editrice indipendente. 10 euro il costo del volume che forse sarà presentato anche a Benevento.

EMILIO SPINIELLO
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domenica 10 novembre 2013

Sul Corriere del Mezzogiorno: "Un libro racconta gli eccidi delle truppe dei Savoia durante il Risorgimento".

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

CASERTA - Un libro che getta nuove ombre su un pezzo della nostra storia, quella del Risorgimento. Eccidi commessi dalle truppe dei Savoia nei confronti del popolo locale. Gli autori del libro sono tre: Antonio Ciano, ex ufficiale di marina, già autore del best seller “I Savoia e il massacro del Sud” e vincitore del premio internazionale “Radici”; Vittoria Longo, docente, ed esperta in tecniche educative e didattiche; Domenico Offi, studioso di scienze cognitive e filosofia. Con l’introduzione di Pino Aprile, giornalista e scrittore, autore di libri di successo.
I tre si sono ritrovati accomunati dalla passione per la ricerca storica e della verità nascosta, frugando tra archivi e biblioteche, alla ricerca di documenti e testi, rari o dimenticati

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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Fonte: Corriere del Mezzogiorno

CASERTA - Un libro che getta nuove ombre su un pezzo della nostra storia, quella del Risorgimento. Eccidi commessi dalle truppe dei Savoia nei confronti del popolo locale. Gli autori del libro sono tre: Antonio Ciano, ex ufficiale di marina, già autore del best seller “I Savoia e il massacro del Sud” e vincitore del premio internazionale “Radici”; Vittoria Longo, docente, ed esperta in tecniche educative e didattiche; Domenico Offi, studioso di scienze cognitive e filosofia. Con l’introduzione di Pino Aprile, giornalista e scrittore, autore di libri di successo.
I tre si sono ritrovati accomunati dalla passione per la ricerca storica e della verità nascosta, frugando tra archivi e biblioteche, alla ricerca di documenti e testi, rari o dimenticati

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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LA VIGNETTA DI FRANCO GALLO


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