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sabato 12 ottobre 2013
Il Sud Project Camp al TechnologyBiz, qualche anticipazione
Nelle due giornate saranno presentati prodotti, eventi e progetti che parlano di talenti e innovazioni rigorosamente Made in Sud.
All’interno dell’area Sud Project Camp ci sarà la presenza diassociazioni, aziende, startup, incubatori d’impresa del sud che lavorano ad iniziative, prodotti e/o servizi innovativi e di utilità per il Sud e non solo.
I convegni saranno dedicati, anche alla presentazione di tematiche, casi di successo e progettiper un significativo miglioramento della qualità della vita dei cittadini nelle regioni meridionali.
All’interno del Sud Project Camp sarà dato spazio alle voci delle associazioni e consorzi che vogliano far conoscere la propria attività sul territorio.
Nelle prossime settimane saranno segnalati ospiti, contenuti definitivi, orari e luoghi.
Ecco, di seguito, alcune anticipazioni con l’elenco indicativo dei temi che saranno trattati:
“Sud e Innovazione, il ruolo delle città e delle istituzioni, quale spazio al sud per giovani e imprese innovative, quale ruolo in Europa e nel Mediterraneo”.
- Invitati i sindaci delle grandi Città del Sud
- Agenzia e attori dell’innovazione
La Bottega delle idee – il Sud Project Camp dell’innovazione
In pochi minuti sarà possibile raccontare la propria idea o il proprio progetto innovativo da sud o per il sud (possibili ambiti: Ambiente, Patrimonio culturale e artistico, Riscoperta storica del Sud, Information Technology, Agroalimentare e innovazione, Tutela della salute, Smart Cities – le città intelligenti, applicazioni per il Turismo, Internazionalizzazione e Mediterraneo, Sistemi di imprese, Crowdfounding, Finanza – Assicurazioni – Credito, Ricerca).
Internet e nuove tecnologie per un Sud competitivo, Casi di Studio (possibili relatori):
- Esperti del settore
- Aziende che hanno innovato grazie all’introduzione di internet e/o di nuove tecnologie
- Aziende regionali per l’Innovazione / incubatori d’impresa
Crowdfounding e Fundraising, come finanziare un’attività o un progetto chiedendo aiuto alle persone e al mondo privato
Nuove migrazioni: le nuove professioni come opportunità di sviluppo per il sud.
Ladri di Ambiente: come la monocultura industriale influisce negativamente sullo sviluppo, quali alternative
Cittadini del Sud, il ruolo delle associazioni per un rilancio possibile, racconto di esperienze e iniziative concrete:
Agroalimentare, per il Sud, quali strategie innovative e quali scelte per competere:
- Le iniziative del compra sud
- Come organizzarsi per competere: Intervengono alcuni consorzi di valorizzazione della filiera agroalimentare
- Intervengono alcuni esperti…
Il Sud, quello buono, quello di successo, quello innovativo, quello solidale, non fa notizia, come migliorare il rapporto con i media, come avere un’informazione libera innamorata del Sud.
- Incontro con attori dell’informazione libera al sud
- Giornalisti
- Associazioni e Cooperative che svolgono attività informativa
La Bottega delle idee Formula LAB – il Sud Project Camp dell’innovazione
In questa seconda sezione gli intervenuti iscritti alla Bottega delle Idee si incontreranno per gruppi di interesse raccontandosi esperienze, progetti, possibili sviluppi. Si lavorerà per fare rete per creare nuove sinergie.
Reti di imprese, reti di competenze. (Possibili ambiti: Ambiente, Patrimonio culturale e artistico, Riscoperta storica del Sud, Information Technology, Agroalimentare e innovazione, Tutela della salute, Smart Cities – le città intelligenti, applicazioni per il Turismo, Internazionalizzazione e Mediterraneo, Sistemi di imprese, Crowdfounding, Finanza – Assicurazioni – Credito, Ricerca).
Continua... su : http://sudprojectcamp.wordpress.com/2013/10/12/il-sud-project-camp-al-technologybiz-qualche-anticipazione/
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Nelle due giornate saranno presentati prodotti, eventi e progetti che parlano di talenti e innovazioni rigorosamente Made in Sud.
All’interno dell’area Sud Project Camp ci sarà la presenza diassociazioni, aziende, startup, incubatori d’impresa del sud che lavorano ad iniziative, prodotti e/o servizi innovativi e di utilità per il Sud e non solo.
I convegni saranno dedicati, anche alla presentazione di tematiche, casi di successo e progettiper un significativo miglioramento della qualità della vita dei cittadini nelle regioni meridionali.
All’interno del Sud Project Camp sarà dato spazio alle voci delle associazioni e consorzi che vogliano far conoscere la propria attività sul territorio.
Nelle prossime settimane saranno segnalati ospiti, contenuti definitivi, orari e luoghi.
Ecco, di seguito, alcune anticipazioni con l’elenco indicativo dei temi che saranno trattati:
“Sud e Innovazione, il ruolo delle città e delle istituzioni, quale spazio al sud per giovani e imprese innovative, quale ruolo in Europa e nel Mediterraneo”.
- Invitati i sindaci delle grandi Città del Sud
- Agenzia e attori dell’innovazione
La Bottega delle idee – il Sud Project Camp dell’innovazione
In pochi minuti sarà possibile raccontare la propria idea o il proprio progetto innovativo da sud o per il sud (possibili ambiti: Ambiente, Patrimonio culturale e artistico, Riscoperta storica del Sud, Information Technology, Agroalimentare e innovazione, Tutela della salute, Smart Cities – le città intelligenti, applicazioni per il Turismo, Internazionalizzazione e Mediterraneo, Sistemi di imprese, Crowdfounding, Finanza – Assicurazioni – Credito, Ricerca).
Internet e nuove tecnologie per un Sud competitivo, Casi di Studio (possibili relatori):
- Esperti del settore
- Aziende che hanno innovato grazie all’introduzione di internet e/o di nuove tecnologie
- Aziende regionali per l’Innovazione / incubatori d’impresa
Crowdfounding e Fundraising, come finanziare un’attività o un progetto chiedendo aiuto alle persone e al mondo privato
Nuove migrazioni: le nuove professioni come opportunità di sviluppo per il sud.
Ladri di Ambiente: come la monocultura industriale influisce negativamente sullo sviluppo, quali alternative
Cittadini del Sud, il ruolo delle associazioni per un rilancio possibile, racconto di esperienze e iniziative concrete:
Agroalimentare, per il Sud, quali strategie innovative e quali scelte per competere:
- Le iniziative del compra sud
- Come organizzarsi per competere: Intervengono alcuni consorzi di valorizzazione della filiera agroalimentare
- Intervengono alcuni esperti…
Il Sud, quello buono, quello di successo, quello innovativo, quello solidale, non fa notizia, come migliorare il rapporto con i media, come avere un’informazione libera innamorata del Sud.
- Incontro con attori dell’informazione libera al sud
- Giornalisti
- Associazioni e Cooperative che svolgono attività informativa
La Bottega delle idee Formula LAB – il Sud Project Camp dell’innovazione
In questa seconda sezione gli intervenuti iscritti alla Bottega delle Idee si incontreranno per gruppi di interesse raccontandosi esperienze, progetti, possibili sviluppi. Si lavorerà per fare rete per creare nuove sinergie.
Reti di imprese, reti di competenze. (Possibili ambiti: Ambiente, Patrimonio culturale e artistico, Riscoperta storica del Sud, Information Technology, Agroalimentare e innovazione, Tutela della salute, Smart Cities – le città intelligenti, applicazioni per il Turismo, Internazionalizzazione e Mediterraneo, Sistemi di imprese, Crowdfounding, Finanza – Assicurazioni – Credito, Ricerca).
Continua... su : http://sudprojectcamp.wordpress.com/2013/10/12/il-sud-project-camp-al-technologybiz-qualche-anticipazione/
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venerdì 11 ottobre 2013
Da oggi in vendita nelle edicole di tutt’Italia, per le edizioni di Focus Storia il libro “1861, Pontelandolfo e Casalduni un massacro dimenticato”. di Gigi di Fiore
A 15 anni dalla prima edizione, ormai introvabile, viene ripubblicato “1861, Pontelandolfo e Casalduni un massacro dimenticato”. Sarà da oggi in vendita nelle EDICOLE di tutt’Italia, per le edizioni di Focus storia. Potrà essere acquistato con la rivista o senza.
Un libro, assai citato nelle bibliografie, tra i primi a raccontare nel dettaglio il primo eccidio, il 14 agosto 1861, nell’Italia unita, con taglio narrativo di romanzo.
La prima edizione di Grimaldi & C. risale al 1998, l’affollata presentazione si tenne al Circolo della stampa di Napoli nel marzo 1999, con il regista Pasquale Squitieri e Riccardo Pazzaglia.
Ora la nuova edizione di Focus storia, con copertina rivista e qualche lieve modifica nel testo.
L’avevo promesso ai tanti che mi avevano scritto per poterlo leggere: eccolo, con prezzo accessibile davvero a tutti.
Gigi Di Fiore
Leggi tutto »
Un libro, assai citato nelle bibliografie, tra i primi a raccontare nel dettaglio il primo eccidio, il 14 agosto 1861, nell’Italia unita, con taglio narrativo di romanzo.
La prima edizione di Grimaldi & C. risale al 1998, l’affollata presentazione si tenne al Circolo della stampa di Napoli nel marzo 1999, con il regista Pasquale Squitieri e Riccardo Pazzaglia.
Ora la nuova edizione di Focus storia, con copertina rivista e qualche lieve modifica nel testo.
L’avevo promesso ai tanti che mi avevano scritto per poterlo leggere: eccolo, con prezzo accessibile davvero a tutti.
Gigi Di Fiore
A 15 anni dalla prima edizione, ormai introvabile, viene ripubblicato “1861, Pontelandolfo e Casalduni un massacro dimenticato”. Sarà da oggi in vendita nelle EDICOLE di tutt’Italia, per le edizioni di Focus storia. Potrà essere acquistato con la rivista o senza.
Un libro, assai citato nelle bibliografie, tra i primi a raccontare nel dettaglio il primo eccidio, il 14 agosto 1861, nell’Italia unita, con taglio narrativo di romanzo.
La prima edizione di Grimaldi & C. risale al 1998, l’affollata presentazione si tenne al Circolo della stampa di Napoli nel marzo 1999, con il regista Pasquale Squitieri e Riccardo Pazzaglia.
Ora la nuova edizione di Focus storia, con copertina rivista e qualche lieve modifica nel testo.
L’avevo promesso ai tanti che mi avevano scritto per poterlo leggere: eccolo, con prezzo accessibile davvero a tutti.
Gigi Di Fiore
Un libro, assai citato nelle bibliografie, tra i primi a raccontare nel dettaglio il primo eccidio, il 14 agosto 1861, nell’Italia unita, con taglio narrativo di romanzo.
La prima edizione di Grimaldi & C. risale al 1998, l’affollata presentazione si tenne al Circolo della stampa di Napoli nel marzo 1999, con il regista Pasquale Squitieri e Riccardo Pazzaglia.
Ora la nuova edizione di Focus storia, con copertina rivista e qualche lieve modifica nel testo.
L’avevo promesso ai tanti che mi avevano scritto per poterlo leggere: eccolo, con prezzo accessibile davvero a tutti.
Gigi Di Fiore
Indulto,…o INSULTO!
di Bruno Pappalardo
Ma non basta ancora!
Siamo disperati!
Quanti fino a ieri altri sostenevano che i reati (Cancellieri, giornali di B. anche la Repubblica et cetera) del Cavaliere non erano previsti ne dalla norma d’amnistia e neppure dall’indulto, ebbene scrissi, tra le righe ( non son laureato in giurisprudenza ) che non era credibile! Come un incauto Pasolini mi dissi, “io lo so”!
Dicevo che non solo la politica è l’arte dell’ impossibile ma anche quella che, per quanto realizzi cose impossibili, non sarà mai abbastanza o esausta!
Tutto lasciava credere che il Parlamento, - oggi rappresentato solo da una maggioranza di burro di “Larghe Attese” - ed il Colle, così come si erano mossi negli ultimi due mesi, fossero pronti ad un inciucio e in procinto di sollevare Berlusconi dai suoi guai! Ebbene, si scopre che nell’indulto-amnistia del 2006, voluta da Mastella, gli stessi reati di B erano stati inclusi e previsti.
Nessuno sapeva?
Dunque è giusto chiudere al Presidente conto? E dire,” … qualcosa non mi quadra”
Dichiarazioni, un movimentismo pentastellare, visite agli istituti di pena, necessità di una dichiarazione del capo del Colle offeso per il fraintendimento strumentale delle proprie affermazioni e la richiesta di una Riforma della Giustizia ( sempre veramente urgente come la legge elettorale o il conflitto di interesse) e già programmata, a cui però, si vuole dare una straordinaria accelerata (entro e meno degli ultimi sei mesi di libertà di B.) per inserire tutte quelle norme che il Pdl vorrà come Salva-Silvio?
Questo è solo un esempio che una classe politica che deve veramente andare via nonostante parte di essa, forse ingenuamente pensa, da deputato, di salvare l’Italia.
Potremmo scrivere biblioteche di esempi vergognosi ma questo indulto non è diverso dall’insulto che si reitera da centinaia di anni contro il SUD.
L’indulto non è diverso dall’insulto per quell’ ignobile patto-ricatto, lavoro-morte, lavoro-vita dell’ILVA
L’indulto non è diverso dall’insulto che subiamo per i rifiuti tossici in Campania in 25 anni di silenzio.
L’indulto non è diverso dall’insulto per i governi Berlusconi che, in difformità con tutte le normative in materia, comprese quelle europee, concessero lo smaltimento in nuove discariche anche di rifiuti pericolosi, militarizzando le zone per svuotare la ribellione popolare. I nuovi siti per discariche, vennero definiti ingannando la richiesta di partecipazione delle comunità locali. Istituzioni e media che accuseranno le persone di camorrismo mentre vivevano già il dramma dei propri morti per quell’infame strage della politica accusate perfino di incoraggiare la delinquenza. Funzionari pubblici che in accordo con gestori di impianti di depurazione (Impregilo, la stessa dell’accordo d’appalto del Ponte sullo Stretto) sversavano per anni in mare il percolato.
L’indulto non è diverso dall’insulto di un Ente Regione che affida ad aziende private,…proprio la Impregilo, che negli anni in cui operò, generò il più grande disastro ambientale di tutti i tempi (mai sopraggiunto in un così vasto territorio) e che tutti videro e che ci offese, ebbene corrispose a quella della maggiore attività della camorra e aziende del nord di trasferimento di rifiuti e tutto accadeva sotto i controlli delle imprese appaltanti sempre del nord che avevamo in casa e che i campani pagavano esigendo col ricatto dello sciopero continui flussi di denaro.
L’indulto è lo stesso dell’insulto che opera una Bossi-Fini in Sicilia; L’indulto e l’insulto che si fa al SUD che detiene il 68% di massimo affollamento carcerario e il 75% di percentuale di recidività carceraria di tutta l’Italia.
L’indulto e l’insulto che si fa al SUD per accordi Stato-Mafia che l’affossano disumanamente e con profitto;
L’indulto non è diverso dall’insulto ma non per onomatopea, allitterazione, assonanza, consonanza, figura retorica è, invece, per la delinquenza sempre presente della politica e nel parlamento?

di Bruno Pappalardo
Ma non basta ancora!
Siamo disperati!
Quanti fino a ieri altri sostenevano che i reati (Cancellieri, giornali di B. anche la Repubblica et cetera) del Cavaliere non erano previsti ne dalla norma d’amnistia e neppure dall’indulto, ebbene scrissi, tra le righe ( non son laureato in giurisprudenza ) che non era credibile! Come un incauto Pasolini mi dissi, “io lo so”!
Dicevo che non solo la politica è l’arte dell’ impossibile ma anche quella che, per quanto realizzi cose impossibili, non sarà mai abbastanza o esausta!
Tutto lasciava credere che il Parlamento, - oggi rappresentato solo da una maggioranza di burro di “Larghe Attese” - ed il Colle, così come si erano mossi negli ultimi due mesi, fossero pronti ad un inciucio e in procinto di sollevare Berlusconi dai suoi guai! Ebbene, si scopre che nell’indulto-amnistia del 2006, voluta da Mastella, gli stessi reati di B erano stati inclusi e previsti.
Nessuno sapeva?
Dunque è giusto chiudere al Presidente conto? E dire,” … qualcosa non mi quadra”
Dichiarazioni, un movimentismo pentastellare, visite agli istituti di pena, necessità di una dichiarazione del capo del Colle offeso per il fraintendimento strumentale delle proprie affermazioni e la richiesta di una Riforma della Giustizia ( sempre veramente urgente come la legge elettorale o il conflitto di interesse) e già programmata, a cui però, si vuole dare una straordinaria accelerata (entro e meno degli ultimi sei mesi di libertà di B.) per inserire tutte quelle norme che il Pdl vorrà come Salva-Silvio?
Questo è solo un esempio che una classe politica che deve veramente andare via nonostante parte di essa, forse ingenuamente pensa, da deputato, di salvare l’Italia.
Potremmo scrivere biblioteche di esempi vergognosi ma questo indulto non è diverso dall’insulto che si reitera da centinaia di anni contro il SUD.
L’indulto non è diverso dall’insulto per quell’ ignobile patto-ricatto, lavoro-morte, lavoro-vita dell’ILVA
L’indulto non è diverso dall’insulto che subiamo per i rifiuti tossici in Campania in 25 anni di silenzio.
L’indulto non è diverso dall’insulto per i governi Berlusconi che, in difformità con tutte le normative in materia, comprese quelle europee, concessero lo smaltimento in nuove discariche anche di rifiuti pericolosi, militarizzando le zone per svuotare la ribellione popolare. I nuovi siti per discariche, vennero definiti ingannando la richiesta di partecipazione delle comunità locali. Istituzioni e media che accuseranno le persone di camorrismo mentre vivevano già il dramma dei propri morti per quell’infame strage della politica accusate perfino di incoraggiare la delinquenza. Funzionari pubblici che in accordo con gestori di impianti di depurazione (Impregilo, la stessa dell’accordo d’appalto del Ponte sullo Stretto) sversavano per anni in mare il percolato.
L’indulto non è diverso dall’insulto di un Ente Regione che affida ad aziende private,…proprio la Impregilo, che negli anni in cui operò, generò il più grande disastro ambientale di tutti i tempi (mai sopraggiunto in un così vasto territorio) e che tutti videro e che ci offese, ebbene corrispose a quella della maggiore attività della camorra e aziende del nord di trasferimento di rifiuti e tutto accadeva sotto i controlli delle imprese appaltanti sempre del nord che avevamo in casa e che i campani pagavano esigendo col ricatto dello sciopero continui flussi di denaro.
L’indulto è lo stesso dell’insulto che opera una Bossi-Fini in Sicilia; L’indulto e l’insulto che si fa al SUD che detiene il 68% di massimo affollamento carcerario e il 75% di percentuale di recidività carceraria di tutta l’Italia.
L’indulto e l’insulto che si fa al SUD per accordi Stato-Mafia che l’affossano disumanamente e con profitto;
L’indulto non è diverso dall’insulto ma non per onomatopea, allitterazione, assonanza, consonanza, figura retorica è, invece, per la delinquenza sempre presente della politica e nel parlamento?

giovedì 10 ottobre 2013
Proseguono, con la seconda seduta, i lavori della Commissione Toponomastica del Comune di Napoli...
Ieri, Giovedì 9 Ottobre 2013 alle ore 17,00 in Sala Giunta di Palazzo S. Giacomo a Napoli, s'è riunita in seconda seduta la Commissione Toponomastica del Comune di Napoli con i vari componenti tra cui Andrea Balìa come Delegato Diretto del Sindaco. Coordinata dal dott. Alessio Postiglione e la presenza in veste di Presidente del sindaco Luigi de Magistris.
Sono state rigettate alcune richieste di nominazione di toponimi ad una serie di nominativi che non risultavano portatori di meriti così degni di nota da essere presi in considerazione.
Tra le nuove istanze è stata data approvazione :
- alla titolazione d'una strada o piazza ad Enrico Berlinguer per essere stato, in un percorso politico senza macchie che ne offuscassero l'integrità della figura, portatore della "Questione Morale", oggi più che mai attuale;
- è stato, su richiesta della redazione della rivista scientifica "Focus" deciso d'intitolare un luogo, possibilmente un viale in zone sedi d'università, ai "ricercatori e al sapere" per porre l'attenzione sul problema dei tagli alla ricerca così grave. Operazione che sarà sinergica con iniziative similari in altre città e con altri sindaci.
E' stata data comunicazione d'aver individuato un percorso stradale, al momento sprovvisto di toponimo, per la titolazione approvata in prima seduta ai "Martiri di Pietrarsa" proprio in zona di prossimità all'ex opificio. Verrà, come da regolamento, effettuata richiesta alla Prefettura, e ricevutane accettazione sarà calendarizzata affissione e relativa cerimonia.
Sono state stabilite come necessarie di ricerche d'approfondimento un'altra serie di richieste.
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Ieri, Giovedì 9 Ottobre 2013 alle ore 17,00 in Sala Giunta di Palazzo S. Giacomo a Napoli, s'è riunita in seconda seduta la Commissione Toponomastica del Comune di Napoli con i vari componenti tra cui Andrea Balìa come Delegato Diretto del Sindaco. Coordinata dal dott. Alessio Postiglione e la presenza in veste di Presidente del sindaco Luigi de Magistris.
Sono state rigettate alcune richieste di nominazione di toponimi ad una serie di nominativi che non risultavano portatori di meriti così degni di nota da essere presi in considerazione.
Tra le nuove istanze è stata data approvazione :
- alla titolazione d'una strada o piazza ad Enrico Berlinguer per essere stato, in un percorso politico senza macchie che ne offuscassero l'integrità della figura, portatore della "Questione Morale", oggi più che mai attuale;
- è stato, su richiesta della redazione della rivista scientifica "Focus" deciso d'intitolare un luogo, possibilmente un viale in zone sedi d'università, ai "ricercatori e al sapere" per porre l'attenzione sul problema dei tagli alla ricerca così grave. Operazione che sarà sinergica con iniziative similari in altre città e con altri sindaci.
E' stata data comunicazione d'aver individuato un percorso stradale, al momento sprovvisto di toponimo, per la titolazione approvata in prima seduta ai "Martiri di Pietrarsa" proprio in zona di prossimità all'ex opificio. Verrà, come da regolamento, effettuata richiesta alla Prefettura, e ricevutane accettazione sarà calendarizzata affissione e relativa cerimonia.
Sono state stabilite come necessarie di ricerche d'approfondimento un'altra serie di richieste.
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Convegno per le bonifiche e contro tutte le mafie a Formia il 12 ottobre
Ricevo e posto la locandina di un convegno che si terrà a Formia il prossimo 12 ottobre alle 9.30, parteciperanno per il Partito del Sud Antonio Ciano, Presidente Onorario del nostro movimento, e Ortensia De Cesare.
Come sempre il Partito del Sud è in prima fila quando si tratta di difendere il nostro territorio con le migliori forze progressiste, per avviare bonifiche ambientali e politiche, distruggendo il nefasto connubio tra mafie e mala politica.
Invitiamo a partecipare al Convegno tutti gli iscritti e simpatizzanti del nostro Partito nella zona dell'Alta Terra di Lavoro!
Fonte: Partito del Sud -Roma
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Ricevo e posto la locandina di un convegno che si terrà a Formia il prossimo 12 ottobre alle 9.30, parteciperanno per il Partito del Sud Antonio Ciano, Presidente Onorario del nostro movimento, e Ortensia De Cesare.
Come sempre il Partito del Sud è in prima fila quando si tratta di difendere il nostro territorio con le migliori forze progressiste, per avviare bonifiche ambientali e politiche, distruggendo il nefasto connubio tra mafie e mala politica.
Invitiamo a partecipare al Convegno tutti gli iscritti e simpatizzanti del nostro Partito nella zona dell'Alta Terra di Lavoro!
Fonte: Partito del Sud -Roma
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mercoledì 9 ottobre 2013
SINGULTI, … sono geniali per i cretini,…
Di Bruno Pappalardo
Lasciamo da parte la faccenda Berlusconi che pare non entri nelle manovre sconsiderate di questo governo avviato già alle procedure di “ amnistia e indulto” e che non riguarderebbero condanne di frode fiscale, ossia quella del nostro senatore della repubblica Berlusconi.
Il nostro buon Presidente della Repubblica, veniva colto, come spesso gli accade, da singulti di pianto davanti alle condizioni, a Napoli, dei detenuti dell’Istituto di Pena (perché fa veramente pena) di Poggioreale.
Riconosceva ( come se da anni non si sapesse) lo stato disumano inaccettabile di vivibilità dei soggiornanti in detenzione. La finalità di questa è la riabilitazione, la nascita di una nuova coscienza individuale, umana e sociale che deve essere somministrata attraverso una serie di iniziative propositive di crescita formativa ed etica ma soprattutto creando una rete di associazioni di promozione sociale e di lavoro con l'aiuto di ditte esterne e associazioni di volontariato; Oggi solo repressione!
Eppure la Sua/nostra Costituzione recita all’art. 27, al terzo comma, "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità" bandendo ogni “trattamento disumano e crudele che non sia inscindibilmente connesso alla restrizione della libertà personale.”
Come mai Lei Presidente doveva accertarsene giorni prima? Non conosce la Costituzione e i numeri dei carcerati fino ad oggi? Da diversi anni, ormai, le richieste e i digiuni di uomini noti alla politica e della società civile, sostenevano un immediato intervento.
Come mai Presidente, Lei che ha chiesto ripetutamente ai suoi due governi tecnici di muoversi celermente per le riforme ha dimenticato quella detta Smuraglia?
Come mai Presidente caccia fuori detenuti e non ha predisposto, con quella riforma vuole, una società che possa accoglierli?
Ho capito quanto siano necessari certi sopralluoghi, …uno, due, poi dichiarazioni, interviste, discorsi et cetera per creare una logica conseguenza e preparare un atto legislativo. L’opinione pubblica è già dunque preparata; in questo caso del Capo dello Stato e di due/terzi del Parlamento.
Sembrano fatti apposta!
Sono sufficientemente adulto da essere stato testimone di trasformismi acrobatici straordinari giocando, proprio, con le leggi e la pelle della gente e il tutto giustificato dal “Buon Senso o Ragion di Stato” .
Svuoteremo le carceri e molto probabilmente la società condannerà ”fuori” comunque gli ex-carcerati.
Così aumenta la percentuale di “recidiva”. In Norvegia, ad esempio, nessuno più torna a delinquere o in misura impercettibile. In Italia invece oltre la metà di ex detenuti tornano in cella sempre dopo aver commesso reato contro la collettività e, questo costa!
Perché non si arrivato mai ad una riforma? Problemi di consensi elettoralistici? Occorre unsistema che crei una rete sociale nazionale per sostenere i detenuti che escono ed incrementare incentivi per aziende che assumono detenuti ed ex senza che paghino contributi estendendo la copertura di tutela sociale su tutto il territorio nazionale. Economicamente è conveniente per lo Stato e per tutta la collettività. Se si riduce la recidiva si guadagna in risparmio, dunque, guadagno! Ogni punto di percentuale di recidiva, corrisponde a 51 milioni di euro all'anno. Quegli Istituti con una recidiva del 10% hanno un risparmio di 3 miliardi.
Si potrebbero, con questi guadagni, costruire altre carceri con nuovi concetti umanizzanti! Ma gli istituti nuovi già ci sono, ben 38 ! Oppure programmare una seria rieducazione e reinserimento e soprattutto attivare e rendere funzionanti quelli vuoti perfettamente arredati e attrezzati, capaci di ricevere il doppio di quelli che, domani usciranno. Come mai vuoti?
Perché sono stati costruiti e abbandonati rischiando il deterioramento per incuria? O tutto è voluto? Caro Presidente, troppe cose non mi quadrano!
PS: Bufalini, 50 anni fa, negli anni Sessanta, rispondendo ad un'intervista disse: “La devianza si vince solo con gli strumenti del lavoro, lavoro, lavoro, e più libri, libri, libri”.

Di Bruno Pappalardo
Lasciamo da parte la faccenda Berlusconi che pare non entri nelle manovre sconsiderate di questo governo avviato già alle procedure di “ amnistia e indulto” e che non riguarderebbero condanne di frode fiscale, ossia quella del nostro senatore della repubblica Berlusconi.
Il nostro buon Presidente della Repubblica, veniva colto, come spesso gli accade, da singulti di pianto davanti alle condizioni, a Napoli, dei detenuti dell’Istituto di Pena (perché fa veramente pena) di Poggioreale.
Riconosceva ( come se da anni non si sapesse) lo stato disumano inaccettabile di vivibilità dei soggiornanti in detenzione. La finalità di questa è la riabilitazione, la nascita di una nuova coscienza individuale, umana e sociale che deve essere somministrata attraverso una serie di iniziative propositive di crescita formativa ed etica ma soprattutto creando una rete di associazioni di promozione sociale e di lavoro con l'aiuto di ditte esterne e associazioni di volontariato; Oggi solo repressione!
Eppure la Sua/nostra Costituzione recita all’art. 27, al terzo comma, "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità" bandendo ogni “trattamento disumano e crudele che non sia inscindibilmente connesso alla restrizione della libertà personale.”
Come mai Lei Presidente doveva accertarsene giorni prima? Non conosce la Costituzione e i numeri dei carcerati fino ad oggi? Da diversi anni, ormai, le richieste e i digiuni di uomini noti alla politica e della società civile, sostenevano un immediato intervento.
Come mai Presidente, Lei che ha chiesto ripetutamente ai suoi due governi tecnici di muoversi celermente per le riforme ha dimenticato quella detta Smuraglia?
Come mai Presidente caccia fuori detenuti e non ha predisposto, con quella riforma vuole, una società che possa accoglierli?
Ho capito quanto siano necessari certi sopralluoghi, …uno, due, poi dichiarazioni, interviste, discorsi et cetera per creare una logica conseguenza e preparare un atto legislativo. L’opinione pubblica è già dunque preparata; in questo caso del Capo dello Stato e di due/terzi del Parlamento.
Sembrano fatti apposta!
Sono sufficientemente adulto da essere stato testimone di trasformismi acrobatici straordinari giocando, proprio, con le leggi e la pelle della gente e il tutto giustificato dal “Buon Senso o Ragion di Stato” .
Svuoteremo le carceri e molto probabilmente la società condannerà ”fuori” comunque gli ex-carcerati.
Così aumenta la percentuale di “recidiva”. In Norvegia, ad esempio, nessuno più torna a delinquere o in misura impercettibile. In Italia invece oltre la metà di ex detenuti tornano in cella sempre dopo aver commesso reato contro la collettività e, questo costa!
Perché non si arrivato mai ad una riforma? Problemi di consensi elettoralistici? Occorre unsistema che crei una rete sociale nazionale per sostenere i detenuti che escono ed incrementare incentivi per aziende che assumono detenuti ed ex senza che paghino contributi estendendo la copertura di tutela sociale su tutto il territorio nazionale. Economicamente è conveniente per lo Stato e per tutta la collettività. Se si riduce la recidiva si guadagna in risparmio, dunque, guadagno! Ogni punto di percentuale di recidiva, corrisponde a 51 milioni di euro all'anno. Quegli Istituti con una recidiva del 10% hanno un risparmio di 3 miliardi.
Si potrebbero, con questi guadagni, costruire altre carceri con nuovi concetti umanizzanti! Ma gli istituti nuovi già ci sono, ben 38 ! Oppure programmare una seria rieducazione e reinserimento e soprattutto attivare e rendere funzionanti quelli vuoti perfettamente arredati e attrezzati, capaci di ricevere il doppio di quelli che, domani usciranno. Come mai vuoti?
Perché sono stati costruiti e abbandonati rischiando il deterioramento per incuria? O tutto è voluto? Caro Presidente, troppe cose non mi quadrano!
PS: Bufalini, 50 anni fa, negli anni Sessanta, rispondendo ad un'intervista disse: “La devianza si vince solo con gli strumenti del lavoro, lavoro, lavoro, e più libri, libri, libri”.

martedì 8 ottobre 2013
Servizio del TG 3 Regione sul convegno al PAN Di Napoli "Mezzogiorno fra crisi e sviluppo"
Il servizio del TG 3 Regione Campania del 5 Ottobre 2013 sul convegno del PdelSud al PAN Di Napoli "Mezzogiorno fra crisi e sviluppo".Al dibattito hanno partecipato il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il presidente della Fondazione ADI e membro del direttivo nazionale del Partito del Sud Giovanni Cutolo, Il commissario delle ACLI e responsabile nazionale ACLI del Dipartimento Coesione Territoriale Antonio Russo e il Presidente del Sud Project Camp Michele Dell'Edera. Il dibattito è stato moderato dal giornalista Alessio Postiglione dello staff del Sindaco del comune di Napoli.
Ancora una volta il Partito del Sud pone l'accento sulle politiche, più che sulla politica. C'è bisogno di partire dalla crisi per costruire lo sviluppo. In cinese la parola crisi è scritta con due ideogrammi, uno indica la crisi, l'altro indica l'opportunità.
Ecco il Sud deve prendere coscienza di sé stesso, delle proprie potenzialità e passare a leggere la parola crisi come un'opportunità. Le Istituzioni, la Politica devono rendersi conto che il Sud non è una scomoda appendice del Paese, ma la sua vera scommessa di rilancio.
Il servizio del TG 3 Regione Campania del 5 Ottobre 2013 sul convegno del PdelSud al PAN Di Napoli "Mezzogiorno fra crisi e sviluppo".Al dibattito hanno partecipato il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il presidente della Fondazione ADI e membro del direttivo nazionale del Partito del Sud Giovanni Cutolo, Il commissario delle ACLI e responsabile nazionale ACLI del Dipartimento Coesione Territoriale Antonio Russo e il Presidente del Sud Project Camp Michele Dell'Edera. Il dibattito è stato moderato dal giornalista Alessio Postiglione dello staff del Sindaco del comune di Napoli.
Ancora una volta il Partito del Sud pone l'accento sulle politiche, più che sulla politica. C'è bisogno di partire dalla crisi per costruire lo sviluppo. In cinese la parola crisi è scritta con due ideogrammi, uno indica la crisi, l'altro indica l'opportunità.
Ecco il Sud deve prendere coscienza di sé stesso, delle proprie potenzialità e passare a leggere la parola crisi come un'opportunità. Le Istituzioni, la Politica devono rendersi conto che il Sud non è una scomoda appendice del Paese, ma la sua vera scommessa di rilancio.
Meno vincoli sulle grandi opere. Il governo prenda una posizione forte
Di Gianfranco Viesti
Fonte : Il Mattino, 7 ottobre 2013
In Italia è altissima l’attenzione per le politiche europee che sono in vigore. Tutta l’azione di governo è condizionata dalle nuove norme sulla finanza pubblica, e dal controllo che gli Stati Membri hanno concesso a Bruxelles: “non si può fare perché l’Europa non ce lo permette”. Un’Europa come un’entità oscura, disattenta al benessere dei cittadini, inflessibile: non ci si può sorprendere che cresca nel nostro paese (per la verità come in altri) una profonda disaffezione verso le istituzioni comunitarie, e la simpatia e il sostegno verso movimenti esplicitamente antieuropei.
Però in Italia è bassissima l’attenzione – anche nel mondo della politica e della comunicazione di massa -
per la costruzione delle nuove regole europee. Certo, questi processi sono, oltre che terribilmente
complessi tecnicamente, molto difficili politicamente. L’Europa è dominata dalla Germania e dai suoi
alleati; predomina un’impostazione di austerità assoluta (tanto da essere contestata persino dal Fondo
Monetario Internazionale), anche perché favorisce l’economia dei paesi del Nord, che godono della moneta
unica e di tassi di interesse molto contenuti, ponendo tutti i problemi dell’aggiustamento a carico dei
Mediterranei.
Ma spazi ci sono. Consiglio Europeo, Commissione e Parlamento sono un cantiere continuo: a cominciare
dal fatto che stanno ancora definendo il bilancio comunitario dei prossimi 7 anni. E dal loro lavorio posso
scaturire innovazioni significative. A patto di seguirli con attenzione e soprattutto saperli condizionare. Un
tema è della massima importanza. Le più importanti regole europee, quelle sui limiti al deficit del bilancio
pubblico, sono “stupide”, come disse l’allora Presidente della Commissione Romano Prodi. Come ben
sappiamo a nostre spese, obbligano a politiche restrittive anche paesi in recessione, aggravandola. Non
distinguono fra spese pubbliche correnti (che si ripetono ogni anno) e di investimento (che sono una
tantum). E’ come fossimo obbligati a comprare un’auto o una casa solo e integralmente con il reddito di un
anno, senza poter fare un mutuo e quindi calcolare solo le rate. Ma se i paesi europei non investono – in
innovazione, in infrastrutture, nei trasporti, nelle città – la loro crescita rimane stentata.
Su questo si è aperto uno spiraglio. I Consigli Europei (i summit dei capi di governo) del giugno 2012 e del
marzo 2013 hanno affermato la possibilità di “bilanciare le necessità di investimenti pubblici produttivi con
gli obiettivi della disciplina fiscale”; hanno cioè aperto alla possibilità di non conteggiare nei limiti imposti al
deficit pubblici (il famoso 3%) alcune spese infrastrutturali.
Il 3 luglio il Presidente della Commissione
Barroso ha annunciato che si sarebbe lavorato per questo già sui bilanci del 2014. E’ una possibilità assai
minore di ciò che servirebbe. Riguarda solo gli stati che hanno i conti in ordine, per ammontari che poi
dovranno essere recuperati negli anni successivi, per tipologie precise di spesa. Ma è una possibilità
importante per l’Italia: perché è ormai è uno dei paesi europei con i conti maggiormente in ordine (mai
dimenticare che nel 2013 abbiamo un avanzo pubblico primario, cioè al netto degli interessi, migliore di
quello tedesco: 2,4 contro 2,3!); perché le tipologie di spese previste sono le grandi reti infrastrutturali
europee e i fondi strutturali. In sintesi ciò che è principalmente in discussione è la possibilità, a partire
dall’anno prossimo, di escludere dal Patto di Stabilità il cofinanziamento nazionale dei fondi strutturali.
Per noi sarebbe fondamentale: perché abbiamo ancora moltissimo da spendere delle risorse del vecchio
ciclo 2007-13 e questo accelererebbe la spesa; perché abbiamo pochissimi altri margini per spesa di
investimento (che in infatti in Italia si è paurosamente ristretta: non manuteniamo e aumentiamo quasi più
il nostro patrimonio pubblico); perché si concentrerebbe molto al Sud: dove la crisi economica è ancora
gravissima. Consentirebbe di realizzare opere importanti, di sostenere al tempo stesso domanda e occupazione, e di creare un volano di sviluppo anche per il Centro Nord: sia perché una parte dei Fondi
Europei sono anche lì, sia perché ogni euro speso al Sud crea domanda aggiuntiva per circa 30 centesimi al
Centro-Nord.
Tutto bene? Neanche per idea. La Germania e altri stati rigoristi stanno facendo di tutto, fin da quando si è
iniziato a discutere concretamente, per annullare nei fatti questa opzione, ponendo tali e tante condizioni
da renderla irrilevante. All’interno della Commissione si discute molto. Il Parlamento Europeo è mobilitato.
Martedì voterà un’importante risoluzione proposta dall’eurodeputata campana Erminia Mazzoni (PPE) che
prova a contrastare queste manovre. Vi sono ancora margini per un’interpretazione delle norme più
ragionevole e ampia. Si decide a breve.
Questo fa nascere alcune domande di fondo: perché il Governo italiano non fa di questo tema una priorità
politica assoluta, con il sostegno del Parlamento? Perché PD e PDL, sull’onda della fiducia votata l’altro
giorno, non trovano su questo una forte posizione comune? L’attenzione al Mezzogiorno non può stare
solo in futuribili grande opere immancabilmente presenti in ogni discorso: ma anche in azioni e obiettivi
concreti, precisi, immediati.
Perché il Presidente Letta non vola a Berlino e a Bruxelles provando, una volta tanto, a prendere una
posizione forte con la Cancelliera Merkel: a spiegarle che l’economia italiana è ancora allo stremo, che i
rischi sociali e politici sono ancora enormi, che abbiamo fatto enormi, straordinari, sacrifici, che su questi
temi il Consiglio si è già espresso e che le regole europee non possono essere sempre a senso unico?
A spiegarle che il rilancio dell’economia italiana è interesse anche tedesco, e che, se non proviamo a costruire un’Europa più ragionevole e attenta al benessere di tutti i suoi cittadini, l’ondata populista e nazionalista alla lunga potrebbe travolgerci.
Fonte : Il Mattino, 7 ottobre 2013
.
Di Gianfranco Viesti
Fonte : Il Mattino, 7 ottobre 2013
In Italia è altissima l’attenzione per le politiche europee che sono in vigore. Tutta l’azione di governo è condizionata dalle nuove norme sulla finanza pubblica, e dal controllo che gli Stati Membri hanno concesso a Bruxelles: “non si può fare perché l’Europa non ce lo permette”. Un’Europa come un’entità oscura, disattenta al benessere dei cittadini, inflessibile: non ci si può sorprendere che cresca nel nostro paese (per la verità come in altri) una profonda disaffezione verso le istituzioni comunitarie, e la simpatia e il sostegno verso movimenti esplicitamente antieuropei.
Però in Italia è bassissima l’attenzione – anche nel mondo della politica e della comunicazione di massa -
per la costruzione delle nuove regole europee. Certo, questi processi sono, oltre che terribilmente
complessi tecnicamente, molto difficili politicamente. L’Europa è dominata dalla Germania e dai suoi
alleati; predomina un’impostazione di austerità assoluta (tanto da essere contestata persino dal Fondo
Monetario Internazionale), anche perché favorisce l’economia dei paesi del Nord, che godono della moneta
unica e di tassi di interesse molto contenuti, ponendo tutti i problemi dell’aggiustamento a carico dei
Mediterranei.
Ma spazi ci sono. Consiglio Europeo, Commissione e Parlamento sono un cantiere continuo: a cominciare
dal fatto che stanno ancora definendo il bilancio comunitario dei prossimi 7 anni. E dal loro lavorio posso
scaturire innovazioni significative. A patto di seguirli con attenzione e soprattutto saperli condizionare. Un
tema è della massima importanza. Le più importanti regole europee, quelle sui limiti al deficit del bilancio
pubblico, sono “stupide”, come disse l’allora Presidente della Commissione Romano Prodi. Come ben
sappiamo a nostre spese, obbligano a politiche restrittive anche paesi in recessione, aggravandola. Non
distinguono fra spese pubbliche correnti (che si ripetono ogni anno) e di investimento (che sono una
tantum). E’ come fossimo obbligati a comprare un’auto o una casa solo e integralmente con il reddito di un
anno, senza poter fare un mutuo e quindi calcolare solo le rate. Ma se i paesi europei non investono – in
innovazione, in infrastrutture, nei trasporti, nelle città – la loro crescita rimane stentata.
Su questo si è aperto uno spiraglio. I Consigli Europei (i summit dei capi di governo) del giugno 2012 e del
marzo 2013 hanno affermato la possibilità di “bilanciare le necessità di investimenti pubblici produttivi con
gli obiettivi della disciplina fiscale”; hanno cioè aperto alla possibilità di non conteggiare nei limiti imposti al
deficit pubblici (il famoso 3%) alcune spese infrastrutturali.
Il 3 luglio il Presidente della Commissione
Barroso ha annunciato che si sarebbe lavorato per questo già sui bilanci del 2014. E’ una possibilità assai
minore di ciò che servirebbe. Riguarda solo gli stati che hanno i conti in ordine, per ammontari che poi
dovranno essere recuperati negli anni successivi, per tipologie precise di spesa. Ma è una possibilità
importante per l’Italia: perché è ormai è uno dei paesi europei con i conti maggiormente in ordine (mai
dimenticare che nel 2013 abbiamo un avanzo pubblico primario, cioè al netto degli interessi, migliore di
quello tedesco: 2,4 contro 2,3!); perché le tipologie di spese previste sono le grandi reti infrastrutturali
europee e i fondi strutturali. In sintesi ciò che è principalmente in discussione è la possibilità, a partire
dall’anno prossimo, di escludere dal Patto di Stabilità il cofinanziamento nazionale dei fondi strutturali.
Per noi sarebbe fondamentale: perché abbiamo ancora moltissimo da spendere delle risorse del vecchio
ciclo 2007-13 e questo accelererebbe la spesa; perché abbiamo pochissimi altri margini per spesa di
investimento (che in infatti in Italia si è paurosamente ristretta: non manuteniamo e aumentiamo quasi più
il nostro patrimonio pubblico); perché si concentrerebbe molto al Sud: dove la crisi economica è ancora
gravissima. Consentirebbe di realizzare opere importanti, di sostenere al tempo stesso domanda e occupazione, e di creare un volano di sviluppo anche per il Centro Nord: sia perché una parte dei Fondi
Europei sono anche lì, sia perché ogni euro speso al Sud crea domanda aggiuntiva per circa 30 centesimi al
Centro-Nord.
Tutto bene? Neanche per idea. La Germania e altri stati rigoristi stanno facendo di tutto, fin da quando si è
iniziato a discutere concretamente, per annullare nei fatti questa opzione, ponendo tali e tante condizioni
da renderla irrilevante. All’interno della Commissione si discute molto. Il Parlamento Europeo è mobilitato.
Martedì voterà un’importante risoluzione proposta dall’eurodeputata campana Erminia Mazzoni (PPE) che
prova a contrastare queste manovre. Vi sono ancora margini per un’interpretazione delle norme più
ragionevole e ampia. Si decide a breve.
Questo fa nascere alcune domande di fondo: perché il Governo italiano non fa di questo tema una priorità
politica assoluta, con il sostegno del Parlamento? Perché PD e PDL, sull’onda della fiducia votata l’altro
giorno, non trovano su questo una forte posizione comune? L’attenzione al Mezzogiorno non può stare
solo in futuribili grande opere immancabilmente presenti in ogni discorso: ma anche in azioni e obiettivi
concreti, precisi, immediati.
Perché il Presidente Letta non vola a Berlino e a Bruxelles provando, una volta tanto, a prendere una
posizione forte con la Cancelliera Merkel: a spiegarle che l’economia italiana è ancora allo stremo, che i
rischi sociali e politici sono ancora enormi, che abbiamo fatto enormi, straordinari, sacrifici, che su questi
temi il Consiglio si è già espresso e che le regole europee non possono essere sempre a senso unico?
A spiegarle che il rilancio dell’economia italiana è interesse anche tedesco, e che, se non proviamo a costruire un’Europa più ragionevole e attenta al benessere di tutti i suoi cittadini, l’ondata populista e nazionalista alla lunga potrebbe travolgerci.
Fonte : Il Mattino, 7 ottobre 2013
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Erri De Luca e de Magistris per Siani al PAN di Napoli...PdelSUD presente !
Da Partito del Sud - Napoli: Grande e affollatissima serata, ieri 07/10/2013, al PAN di Napoli con lo scrittore ERRI DE LUCA ed il sindaco di Napoli LUIGI de MAGISTRIS in occasione della serie d'eventi "In viaggio con la Mehari" dedicati a Giancarlo Siani con la presenza dell'auto in cui fu assassinato lo scrittore dalla camorra. Presente il PARTITO DEL SUD con Fabio Pascapè (Direttore del PAN e Socio Onorario del PdelSUD), Andrea Balìa (Vice Presidente Nazionale) e Giovanni Cutolo (Direttivo Nazionale).
Applauditissimi interventi dello scrittore Erri De Luca e di Luigi de Magistris.


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Applauditissimi interventi dello scrittore Erri De Luca e di Luigi de Magistris.
Da Partito del Sud - Napoli: Grande e affollatissima serata, ieri 07/10/2013, al PAN di Napoli con lo scrittore ERRI DE LUCA ed il sindaco di Napoli LUIGI de MAGISTRIS in occasione della serie d'eventi "In viaggio con la Mehari" dedicati a Giancarlo Siani con la presenza dell'auto in cui fu assassinato lo scrittore dalla camorra. Presente il PARTITO DEL SUD con Fabio Pascapè (Direttore del PAN e Socio Onorario del PdelSUD), Andrea Balìa (Vice Presidente Nazionale) e Giovanni Cutolo (Direttivo Nazionale).
Applauditissimi interventi dello scrittore Erri De Luca e di Luigi de Magistris.


Applauditissimi interventi dello scrittore Erri De Luca e di Luigi de Magistris.
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