sabato 14 settembre 2013

Lo cunto sbagliato di Gigi Di Fiore

di Gigi Di Fiore

 Lo cunto sbagliato

Quale strano scherzo trasforma un territorio in inferno? Quali menti masochistiche stravolgono terreni, aria, vita? Visitare l'area più violentata della terra dei fuochi è una scommessa con la tolleranza degli occhi e del cuore: Taverna del Re, Resit, Masseria del Pozzo, Cava Giugliano. Sembrano nomi usciti fuori da una delle novelle di Giambattista Basile. Invece sono toponimi da paesaggio lunare.

Raccontai Taverna del Re e il suo cumulo montagnoso e putrido di ecoballe tanti anni fa. Poi sono stato per Il Mattino alle proteste contro le cave, ai sit in frequentati sempre da troppa poca gente. Caivano, Giugliano, Parete, Villa Literno, Acerra. Le storie della degenerazione sono state sin troppo raccontate per ripeterle: i rifuiti tossici in arrivo dal nord, la scelta di insediare da queste parti discariche, luoghi di stoccaggio di ecoballe, aree di compostaggio rifiuti.

Era la patria della mela annurca, è diventata il rifugio privilegiato del consumo avariato che non si sa dove portare. Era la patria delle fiabe di un illustre nativo giuglianese, Gianbattista Basile. E' diventata la città-territorio dove sempre più è vietato sognare. Basile è sepolto nella chiesa di Santa Sofia a Giugliano, chissà cosa scriverebbe oggi. Di certo, non fiabe.

E chissà se Scipione l'Africano avrebbe il coraggio di scegliere questo territorio come suo luogo di ozi. Liternum, vicino al lago Patria, è ricco di reperti archeologici da scoprire. Pochi lo sanno, tanti lo hanno tenuto nascosto per trafugarvi oggetti antichi.

Chissà come venne in mente a Massimo Troisi di girare le scene della disperazione di Lello Arena in "Scusate il ritardo", nella stazione di Giugliano-Qualiano. Allora, i Casalesi erano ancora roba per pochi giornalisti, le discariche e le ecoballe sembravano parole di fantasia.

L'Istituto superiore della sanità dice che la bonifica nell'area che parte da Tre Ponti di Parete e arriva alla Resit è difficile da realizzare. Ma lì si muore di cancro a 40 anni, i bambini nascono con malformazioni e tanti sostengono che è difficile stabilire il rapporto di causa ed effetto tra l'aumento dei tumori e la presenza di diossina e sostanze inquinanti interrate da anni.

Parlano gli alberi neri e rinsecchiti, le mele morte, i cavolfiori di colore innaturale. La camorra, le speculazioni di imprenditori, molti del nord, senza scrupolo, l'assenza di amministratori locali con la vista lunga. Qui si sversa di tutto e da tanti posti. Poi, ci si mette la gente, quella senza volto e nome indefinito. la gente che scarica amianto, carcasse di frigoriferi, vestiti, liquame per le strade. Terra dei fuochi, perchè chi non ne può più di vedere crescere quelle montagne di merda in putrefazione vi dà fuoco,

Forse ci si è incartati, forse sarebbe necessaria un'evacuazione di massa e una bonifica costosissima. Giugliano, altra italia, città terza per popolazione in Campania. Qui è difficile riuscire ancora a pensare a "lo trattenemiento de peccerille". L'arte si è fatta cronaca, la prosa si è inquinata di brutture, male, puzza. Basile non aveva sbagliato il suo cunto. Ma non aveva immaginato che, cinque secoli dopo, la sua terra si sarebbe ridotta in un inferno. Con la mano degli uomini.

Fonte: Il Mattino

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di Gigi Di Fiore

 Lo cunto sbagliato

Quale strano scherzo trasforma un territorio in inferno? Quali menti masochistiche stravolgono terreni, aria, vita? Visitare l'area più violentata della terra dei fuochi è una scommessa con la tolleranza degli occhi e del cuore: Taverna del Re, Resit, Masseria del Pozzo, Cava Giugliano. Sembrano nomi usciti fuori da una delle novelle di Giambattista Basile. Invece sono toponimi da paesaggio lunare.

Raccontai Taverna del Re e il suo cumulo montagnoso e putrido di ecoballe tanti anni fa. Poi sono stato per Il Mattino alle proteste contro le cave, ai sit in frequentati sempre da troppa poca gente. Caivano, Giugliano, Parete, Villa Literno, Acerra. Le storie della degenerazione sono state sin troppo raccontate per ripeterle: i rifuiti tossici in arrivo dal nord, la scelta di insediare da queste parti discariche, luoghi di stoccaggio di ecoballe, aree di compostaggio rifiuti.

Era la patria della mela annurca, è diventata il rifugio privilegiato del consumo avariato che non si sa dove portare. Era la patria delle fiabe di un illustre nativo giuglianese, Gianbattista Basile. E' diventata la città-territorio dove sempre più è vietato sognare. Basile è sepolto nella chiesa di Santa Sofia a Giugliano, chissà cosa scriverebbe oggi. Di certo, non fiabe.

E chissà se Scipione l'Africano avrebbe il coraggio di scegliere questo territorio come suo luogo di ozi. Liternum, vicino al lago Patria, è ricco di reperti archeologici da scoprire. Pochi lo sanno, tanti lo hanno tenuto nascosto per trafugarvi oggetti antichi.

Chissà come venne in mente a Massimo Troisi di girare le scene della disperazione di Lello Arena in "Scusate il ritardo", nella stazione di Giugliano-Qualiano. Allora, i Casalesi erano ancora roba per pochi giornalisti, le discariche e le ecoballe sembravano parole di fantasia.

L'Istituto superiore della sanità dice che la bonifica nell'area che parte da Tre Ponti di Parete e arriva alla Resit è difficile da realizzare. Ma lì si muore di cancro a 40 anni, i bambini nascono con malformazioni e tanti sostengono che è difficile stabilire il rapporto di causa ed effetto tra l'aumento dei tumori e la presenza di diossina e sostanze inquinanti interrate da anni.

Parlano gli alberi neri e rinsecchiti, le mele morte, i cavolfiori di colore innaturale. La camorra, le speculazioni di imprenditori, molti del nord, senza scrupolo, l'assenza di amministratori locali con la vista lunga. Qui si sversa di tutto e da tanti posti. Poi, ci si mette la gente, quella senza volto e nome indefinito. la gente che scarica amianto, carcasse di frigoriferi, vestiti, liquame per le strade. Terra dei fuochi, perchè chi non ne può più di vedere crescere quelle montagne di merda in putrefazione vi dà fuoco,

Forse ci si è incartati, forse sarebbe necessaria un'evacuazione di massa e una bonifica costosissima. Giugliano, altra italia, città terza per popolazione in Campania. Qui è difficile riuscire ancora a pensare a "lo trattenemiento de peccerille". L'arte si è fatta cronaca, la prosa si è inquinata di brutture, male, puzza. Basile non aveva sbagliato il suo cunto. Ma non aveva immaginato che, cinque secoli dopo, la sua terra si sarebbe ridotta in un inferno. Con la mano degli uomini.

Fonte: Il Mattino

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venerdì 13 settembre 2013

A proposito d'inceneritori....

Non si riesce a comprendere perché in questo benedetto paese i soldi non ci siano per delle cose e ricompaiano per altre. 

In teoria, ma diremmo anche in pratica, le risorse o dovrebbero essere disponibili o meno…delle due l’una! 
Invece per miracolo se si tratta di stanziare fondi ingenti per contratti pluriennali da destinare, ad esempio, all’acquisto dei fantomatici aerei F35 la cosa procede spedita e una volta denunciata diventa pure ormai non ricontrattabile e ridiscutibile. In altri paesi avviene, chissà per quale miracolo e qui da noi resta ormai non più modificabile, annullabile, ecc… 
Idem dicasi sull’argomento inceneritori, vedi ultimo caso di Giugliano, in provincia di Napoli. 

Se parliamo di destinare fondi alla costruzione di questi mostri invasivi e inquinanti, subito si procede, se ne minaccia il prossimo avvio di lavori per la loro costruzione e insediamento. 
Il diritto a stanziare risorse in modo perentorio per le bonifiche di territori devastati dallo sversamento di rifiuti tossici non è ritenuto urgente e necessario, così dicasi per dare forte impulso al porta a porta. 
Il compostaggio, il trattamento a freddo, così come più volte reclamato e proposto dallo stesso sindaco Luigi de Magistris arriva a orecchie non disposte a prestare attenzione a queste argomentazioni. Il dubbio resta là grosso e irrisolto : non è che ci saranno altre ragioni ed interessi per cui risulta più conveniente costruire inceneritori così come acquistare costosi aerei dalla dubbia efficienza?  

Il Partito del Sud si chiede cose che sono nella testa e nel cuore di tanti cittadini del nostro martoriato Meridione, se ne fa interprete e le reclama in modo forte, semplice e diretto. 

Non servono discorsi complicati, serve solo che il popolo del Sud si dia rappresentatività politica per reclamare le sue ragioni, i suoi diritti.

Non servono discorsi retorici, talvolta tendenti troppo al nostalgico, non servono fumose teorie aggregative che vorrebbero unire l’acqua santa e il diavolo, dove il diavolo sono gli stessi che pendono in quell’area di forze che hanno sempre spalleggiato affaristi e opportunisti. 

Serve politicamente, e quanto da più dentro la politica sia possibile, parlare “in nome del popolo del Sud”, sostenendo le azioni d’una magistratura onesta sempre più mal sopportata dai soliti noti così come per quei pochi politici onesti ancora coraggiosamente in essere, spesso sindaci, categoria tra le più vicine alla gente comune, come qualche combattente religioso o qualche illuminato scrittore come Erri De Luca.





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Non si riesce a comprendere perché in questo benedetto paese i soldi non ci siano per delle cose e ricompaiano per altre. 

In teoria, ma diremmo anche in pratica, le risorse o dovrebbero essere disponibili o meno…delle due l’una! 
Invece per miracolo se si tratta di stanziare fondi ingenti per contratti pluriennali da destinare, ad esempio, all’acquisto dei fantomatici aerei F35 la cosa procede spedita e una volta denunciata diventa pure ormai non ricontrattabile e ridiscutibile. In altri paesi avviene, chissà per quale miracolo e qui da noi resta ormai non più modificabile, annullabile, ecc… 
Idem dicasi sull’argomento inceneritori, vedi ultimo caso di Giugliano, in provincia di Napoli. 

Se parliamo di destinare fondi alla costruzione di questi mostri invasivi e inquinanti, subito si procede, se ne minaccia il prossimo avvio di lavori per la loro costruzione e insediamento. 
Il diritto a stanziare risorse in modo perentorio per le bonifiche di territori devastati dallo sversamento di rifiuti tossici non è ritenuto urgente e necessario, così dicasi per dare forte impulso al porta a porta. 
Il compostaggio, il trattamento a freddo, così come più volte reclamato e proposto dallo stesso sindaco Luigi de Magistris arriva a orecchie non disposte a prestare attenzione a queste argomentazioni. Il dubbio resta là grosso e irrisolto : non è che ci saranno altre ragioni ed interessi per cui risulta più conveniente costruire inceneritori così come acquistare costosi aerei dalla dubbia efficienza?  

Il Partito del Sud si chiede cose che sono nella testa e nel cuore di tanti cittadini del nostro martoriato Meridione, se ne fa interprete e le reclama in modo forte, semplice e diretto. 

Non servono discorsi complicati, serve solo che il popolo del Sud si dia rappresentatività politica per reclamare le sue ragioni, i suoi diritti.

Non servono discorsi retorici, talvolta tendenti troppo al nostalgico, non servono fumose teorie aggregative che vorrebbero unire l’acqua santa e il diavolo, dove il diavolo sono gli stessi che pendono in quell’area di forze che hanno sempre spalleggiato affaristi e opportunisti. 

Serve politicamente, e quanto da più dentro la politica sia possibile, parlare “in nome del popolo del Sud”, sostenendo le azioni d’una magistratura onesta sempre più mal sopportata dai soliti noti così come per quei pochi politici onesti ancora coraggiosamente in essere, spesso sindaci, categoria tra le più vicine alla gente comune, come qualche combattente religioso o qualche illuminato scrittore come Erri De Luca.





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giovedì 12 settembre 2013

Lettera aperta al Ministro Bray: Salviamo l’area Belvedere a Taranto

areabelvederetarantoIl Partito del Sud ha inviato una mail al Ministro Massimo Bray per intervenire a salvare un patrimonio archeologico che laCittà di Taranto potrebbe perdere per sempre, sommerso dall’asfalto.
Ecco il testo della nostra mail:
Gentile Ministro,
desideriamo denunciare pubblicamente una situazione sconveniente che si sta verificando a Taranto.
Da qualche tempo sono in corso alcuni scavi esplorativi in un’area denominata Belvedere adiacente al quartiere Tamburi.
In questo luogo molto vasto il Comune di Taranto e La Sovrintendenza ai beni archeologici hanno espresso la volontà di fermare gli scavi esplorativi per poi coprirli in modo da realizzare un mega parcheggio.
Ci auguriamo che Lei voglia approfondire questa vicenda e porre un freno a questo piano scellerato.
La città di Taranto, già martoriata dalle note vicende, meriterebbe maggiore attenzione soprattutto in considerazione del suo glorioso passato come Capitale della Magna Grecia.
Ringraziandola anticipatamente per l’attenzione le inviamo cordiali saluti.

Segreteria Politica Nazionale del Partito del Sud

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areabelvederetarantoIl Partito del Sud ha inviato una mail al Ministro Massimo Bray per intervenire a salvare un patrimonio archeologico che laCittà di Taranto potrebbe perdere per sempre, sommerso dall’asfalto.
Ecco il testo della nostra mail:
Gentile Ministro,
desideriamo denunciare pubblicamente una situazione sconveniente che si sta verificando a Taranto.
Da qualche tempo sono in corso alcuni scavi esplorativi in un’area denominata Belvedere adiacente al quartiere Tamburi.
In questo luogo molto vasto il Comune di Taranto e La Sovrintendenza ai beni archeologici hanno espresso la volontà di fermare gli scavi esplorativi per poi coprirli in modo da realizzare un mega parcheggio.
Ci auguriamo che Lei voglia approfondire questa vicenda e porre un freno a questo piano scellerato.
La città di Taranto, già martoriata dalle note vicende, meriterebbe maggiore attenzione soprattutto in considerazione del suo glorioso passato come Capitale della Magna Grecia.
Ringraziandola anticipatamente per l’attenzione le inviamo cordiali saluti.

Segreteria Politica Nazionale del Partito del Sud

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Parte su Web Napoli 24 una rubrica nuova "Riflessioni Meridionaliste" curata da Andrea Balìa

cupola_notoQuando si parla di asessuati ci si rifà come esempio alle bambole o agli angeli. E invece tale caratteristica pare sia diventata condizione insopprimibile per essere un meridionalista (parola grossa e impegnativa!) o un difensore del Sud e della sua storia. Guai a rifarsi a valori o idee che hanno contrassegnato la storia degli uomini e il loro comportamento politico, sociale o più semplicemente di visione della vita. Il Sud, il Sud prima di tutto e al di sopra di tutto! Questo il “mantra”, la “condicio sine qua non”! Errore secondo noi che deriva dal confondere ideologie di sicuro superate, come il fascismo e il comunismo, e i deprecabili comportamenti dei partiti istituzionali, con i valori di riferimento, ovvero progressista e conservatore cui tutto il mondo, ogni essere umano si sente d’appartenere e/o condividere. Per quale balzana ragione solo nel Sud d’Italia, l’amato Meridione, dovrebbe essere diverso (fermo restando le sacrosante ragioni di verità storica e riscatto cui il Sud deve ambire) e i suoi cittadini dovrebbero essere come le bambole o gli angeli? Propositività, idee ed azioni possono e devono essere prodotte. Diffidiamo altresì siano proponibili esempi di “larghe intese” già così tristemente vissute sulla pelle degli italiani, e in particolare dei meridionali.
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cupola_notoQuando si parla di asessuati ci si rifà come esempio alle bambole o agli angeli. E invece tale caratteristica pare sia diventata condizione insopprimibile per essere un meridionalista (parola grossa e impegnativa!) o un difensore del Sud e della sua storia. Guai a rifarsi a valori o idee che hanno contrassegnato la storia degli uomini e il loro comportamento politico, sociale o più semplicemente di visione della vita. Il Sud, il Sud prima di tutto e al di sopra di tutto! Questo il “mantra”, la “condicio sine qua non”! Errore secondo noi che deriva dal confondere ideologie di sicuro superate, come il fascismo e il comunismo, e i deprecabili comportamenti dei partiti istituzionali, con i valori di riferimento, ovvero progressista e conservatore cui tutto il mondo, ogni essere umano si sente d’appartenere e/o condividere. Per quale balzana ragione solo nel Sud d’Italia, l’amato Meridione, dovrebbe essere diverso (fermo restando le sacrosante ragioni di verità storica e riscatto cui il Sud deve ambire) e i suoi cittadini dovrebbero essere come le bambole o gli angeli? Propositività, idee ed azioni possono e devono essere prodotte. Diffidiamo altresì siano proponibili esempi di “larghe intese” già così tristemente vissute sulla pelle degli italiani, e in particolare dei meridionali.
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mercoledì 11 settembre 2013

TORRI, TERRORE E TERRORISMO

11 settembre, ricordiamo tutte le vittime della inumana violenza e ingiustizia, da Salvador Allende, alle vittime di New York, fino ai giorni nostri con le vittime per avvelenamento dei territori della "terra dei fuochi", vittime innocenti col silenzio complice di chi avrebbe dovuto vigilare, informare e denunciare e non l'ha fatto . 

Sempre un 11 di settembre (del 1906) scopriamo che c'è chi aveva proposto come evitare e prevenire tutta questa barbarie. A Johannesburg, in Sud Africa, Mahatma Gandhi completava la sua visione di resistenza e lotta contro le ingiustizie, riunendo, nel nome di un desiderio comune, persone di ogni religione ed etnia. Satyagraha, il nome con il quale verrà chiamata dal gennaio 1907 la resistenza passiva e la disobbedienza civile attraverso la forza della verità, dell’amore e della non-violenza; anni dopo finirà anche lui vittima della violenza bestiale che aveva provato a contrastare.

(PdelSUD)

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di Bruno Pappalardo


Ma dove sono le immagini delle “Torri Gemelle” schiantate l’11 settembre del 2001?
 Dove sono finiti i filmati, i report, dichiarazioni, commemorazioni e tutte quelle bizzarre questioni di negazionisti che dubitavano sulla sincerità di quelle esiziali enormi croci nere che ferivano a morte le enormi vetrate delle torri?
Dove è andata la memoria di quel giorno?

Dell’olocausto, un terribile indicibile orrore che colpi non solo il popolo ebraico ma tutta l’umanità, beh, … c’è un giorno che autorevolmente pretende di ricordare a tutti quel terribile evento !

Si era detto che l’attacco terroristico alle Torri gemelle, le “Twin Towers” oggi, Groud Zero, di New York, avrebbe sconvolto, trasformato il mondo nei valori, nella esistenza quotidiana, nella storia e futuro dell’umanità, facile similitudine con la shoah ma nella semiotica etica e simbolica del consorzio umano, anzi anche più distruggente e annientante della prima.
 Come mai stamani a stento qualcuno ha espulso solo un miserevole accenno alle torri?
In uno forse due giornali o in un TG. ma soprattutto al baretto, “le Magnolie” sotto casa, non ne hanno o non ne volevano parlare?
Il bar Le Magnolie” possiede in plasma enorme e le notizie stamani, erano quelle stesse da mesi ma soprabbondando in enfasi: Berlusconi e i suoi tentativi di svicolare mentre si preparano altre tre processi; Obama che forse rinuncia ad un attacco in Siria; la Siria senza più primavere, la voglia di stabilità politica altrimenti nessun crescita nonostante “timidi segnali” di incremento; calcio, il solito Balotelli ritenuto, chissà perché, divino, che su dieci tentativi ne azzecca uno al massimo e imbuca, miracolo, la rete dei Cechi scalzando la non meno angosciante popolarità di Garibaldi, et cetera,… mentre Sky, sulle Twin Tower” ne fa un servizio di 1 minuto e 40 secondi.
Sia della PRIMA che della SECONDA, innegabili e strabocchevoli eventi che avrebbero cambiato l’umanità, mi chiedo cosa veramente è mutato, cosa ha snaturato?
Non voglio fare lunghi esempi me ne guarderei ma, secondo me, NIENTE, …neppure una bazzecola, (tentato l’allucinazione del terrore) solo la morte di poveri innocenti!
Il giorno della Memoria sull’Olocausto, se ingenuamente ha pensato di restare una inesorabile lezione contro le atrocità e la guerra, ebbene, fate le vostre deduzioni.
Se l’attacco alle Torri gemelle, dovevano mutare le abitudini e la stessa esistenza del mondo specialmente per gi aspetti sulla sicurezza internazionale dell’Occidente o le grandi metropoli d’esso, rendendo più esteso il rischio terrorismo e dimostrando che nessuno più può ritenersi sicuro, bene, ditemi, per caso è calato l’afflusso turistico di lusso a Chamois o lo shopping in Via Montenapoleone?
Credo una leggera flessione causata dalla crisi ma null’altro. Insomma ZERO!
Quello che invece ritengo sia al di sopra di tutto questo e che è veramente, tra tutte, il più normale e ordinario e scontato fatto ma diventato subito straordinario nella sua irrazionalità, ebbene, è la lettera di Papa Francesco in risposta al “NON CREDENTE” ex direttore Scafari. Francesco sostiene:
“ Come mai si è voluto la Chiesa nel buio della superstizione che si oppone alla luce della ragione, (…) Come mai la cultura d'ispirazione cristiana, è da una parte e la cultura moderna d'impronta illuminista, dall'altra?
Come , si è giunti all'incomunicabilità. E’ giunto il tempo il tempo di un dialogo aperto e senza preconcetti che riapra le porte per un serio e fecondo incontro….
La parola greca è "exousia", che alla lettera rimanda a ciò che "proviene dall'essere" che si è e da sé.
Non si tratta di qualcosa di esteriore, dunque, ma di qualcosa da dentro e che si impone da sé. Insomma dice: …se il BENE è dalla parte del cristianesimo e del cattolicesimo e se tu, non credente, sei dalla stessa parte, onesto, leale, rispettoso delle leggi, corretto e tollerante e solidale col prossimo a cui destini parte della tua vita, allora, non c’è bisogno di altra catalogazione, stiamo percorrendo la stessa strada.

 QueI due eventi di cui sopra non furono l’effetto di questa logica ma dell’ odio, della illiceità, della miseria dell’anima e nulla sarebbe mai accaduto se avessero seguito questo semplice pensiero che non ha nulla di veramente religioso e nulla di veramente laico ma è solo la vera Rivoluzione d’aver Memoria!

 E’ accaduto al Sud che quel cammino di luce della ragione insieme non è mai stato percorso ma ha viaggiato nel buio del pregiudizio e in uno strumentale e mirato assistenzialismo evangelico- illuminista


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11 settembre, ricordiamo tutte le vittime della inumana violenza e ingiustizia, da Salvador Allende, alle vittime di New York, fino ai giorni nostri con le vittime per avvelenamento dei territori della "terra dei fuochi", vittime innocenti col silenzio complice di chi avrebbe dovuto vigilare, informare e denunciare e non l'ha fatto . 

Sempre un 11 di settembre (del 1906) scopriamo che c'è chi aveva proposto come evitare e prevenire tutta questa barbarie. A Johannesburg, in Sud Africa, Mahatma Gandhi completava la sua visione di resistenza e lotta contro le ingiustizie, riunendo, nel nome di un desiderio comune, persone di ogni religione ed etnia. Satyagraha, il nome con il quale verrà chiamata dal gennaio 1907 la resistenza passiva e la disobbedienza civile attraverso la forza della verità, dell’amore e della non-violenza; anni dopo finirà anche lui vittima della violenza bestiale che aveva provato a contrastare.

(PdelSUD)

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di Bruno Pappalardo


Ma dove sono le immagini delle “Torri Gemelle” schiantate l’11 settembre del 2001?
 Dove sono finiti i filmati, i report, dichiarazioni, commemorazioni e tutte quelle bizzarre questioni di negazionisti che dubitavano sulla sincerità di quelle esiziali enormi croci nere che ferivano a morte le enormi vetrate delle torri?
Dove è andata la memoria di quel giorno?

Dell’olocausto, un terribile indicibile orrore che colpi non solo il popolo ebraico ma tutta l’umanità, beh, … c’è un giorno che autorevolmente pretende di ricordare a tutti quel terribile evento !

Si era detto che l’attacco terroristico alle Torri gemelle, le “Twin Towers” oggi, Groud Zero, di New York, avrebbe sconvolto, trasformato il mondo nei valori, nella esistenza quotidiana, nella storia e futuro dell’umanità, facile similitudine con la shoah ma nella semiotica etica e simbolica del consorzio umano, anzi anche più distruggente e annientante della prima.
 Come mai stamani a stento qualcuno ha espulso solo un miserevole accenno alle torri?
In uno forse due giornali o in un TG. ma soprattutto al baretto, “le Magnolie” sotto casa, non ne hanno o non ne volevano parlare?
Il bar Le Magnolie” possiede in plasma enorme e le notizie stamani, erano quelle stesse da mesi ma soprabbondando in enfasi: Berlusconi e i suoi tentativi di svicolare mentre si preparano altre tre processi; Obama che forse rinuncia ad un attacco in Siria; la Siria senza più primavere, la voglia di stabilità politica altrimenti nessun crescita nonostante “timidi segnali” di incremento; calcio, il solito Balotelli ritenuto, chissà perché, divino, che su dieci tentativi ne azzecca uno al massimo e imbuca, miracolo, la rete dei Cechi scalzando la non meno angosciante popolarità di Garibaldi, et cetera,… mentre Sky, sulle Twin Tower” ne fa un servizio di 1 minuto e 40 secondi.
Sia della PRIMA che della SECONDA, innegabili e strabocchevoli eventi che avrebbero cambiato l’umanità, mi chiedo cosa veramente è mutato, cosa ha snaturato?
Non voglio fare lunghi esempi me ne guarderei ma, secondo me, NIENTE, …neppure una bazzecola, (tentato l’allucinazione del terrore) solo la morte di poveri innocenti!
Il giorno della Memoria sull’Olocausto, se ingenuamente ha pensato di restare una inesorabile lezione contro le atrocità e la guerra, ebbene, fate le vostre deduzioni.
Se l’attacco alle Torri gemelle, dovevano mutare le abitudini e la stessa esistenza del mondo specialmente per gi aspetti sulla sicurezza internazionale dell’Occidente o le grandi metropoli d’esso, rendendo più esteso il rischio terrorismo e dimostrando che nessuno più può ritenersi sicuro, bene, ditemi, per caso è calato l’afflusso turistico di lusso a Chamois o lo shopping in Via Montenapoleone?
Credo una leggera flessione causata dalla crisi ma null’altro. Insomma ZERO!
Quello che invece ritengo sia al di sopra di tutto questo e che è veramente, tra tutte, il più normale e ordinario e scontato fatto ma diventato subito straordinario nella sua irrazionalità, ebbene, è la lettera di Papa Francesco in risposta al “NON CREDENTE” ex direttore Scafari. Francesco sostiene:
“ Come mai si è voluto la Chiesa nel buio della superstizione che si oppone alla luce della ragione, (…) Come mai la cultura d'ispirazione cristiana, è da una parte e la cultura moderna d'impronta illuminista, dall'altra?
Come , si è giunti all'incomunicabilità. E’ giunto il tempo il tempo di un dialogo aperto e senza preconcetti che riapra le porte per un serio e fecondo incontro….
La parola greca è "exousia", che alla lettera rimanda a ciò che "proviene dall'essere" che si è e da sé.
Non si tratta di qualcosa di esteriore, dunque, ma di qualcosa da dentro e che si impone da sé. Insomma dice: …se il BENE è dalla parte del cristianesimo e del cattolicesimo e se tu, non credente, sei dalla stessa parte, onesto, leale, rispettoso delle leggi, corretto e tollerante e solidale col prossimo a cui destini parte della tua vita, allora, non c’è bisogno di altra catalogazione, stiamo percorrendo la stessa strada.

 QueI due eventi di cui sopra non furono l’effetto di questa logica ma dell’ odio, della illiceità, della miseria dell’anima e nulla sarebbe mai accaduto se avessero seguito questo semplice pensiero che non ha nulla di veramente religioso e nulla di veramente laico ma è solo la vera Rivoluzione d’aver Memoria!

 E’ accaduto al Sud che quel cammino di luce della ragione insieme non è mai stato percorso ma ha viaggiato nel buio del pregiudizio e in uno strumentale e mirato assistenzialismo evangelico- illuminista


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Una rete tra città metropolitane, le Olimpiadi 2024 siano occasione anche per le città del Sud

COMUNICATO STAMPA

Fare rete tra le grandi città metropolitane d’Italia e, ancor di più tra le grandi città metropolitane del sud, può essere sicuramente uno dei modi per rilanciare il nostro Paese valorizzando le tantissime risorse in strutture e in know-how che queste città hanno.

Ogni volta che si immagina un evento, un’iniziativa, una nuova sfida nel nostro Paese si immagina sempre di dover creare qualcosa di nuovo in infrastrutture, di coinvolgere nuove professionalità e attivare nuove consulenze, insomma, si immagina sempre qualcosa di nuovo e di costoso.

Le grandi città metropolitane, in Italia, nel bene e nel male dispongono già di buone se non ottime infrastrutture che magari necessitano solo di dover essere messe a punto di nuovo, posseggono ottime Università, alle volte più di una e ottimi Politecnici, senza contare i grandi centri di ricerca e incubatori di impresa che, alle volte ospitano Startup di altissimo livello.

La proposta del Governo Letta di candidare l’Italia allo svolgimento delle prossime Olimpiadi del 2024 potrebbe essere la prima occasione per favorire questa rete tra città metropolitane. Un evento realizzato non in maniera diffusa sulla città di Roma o sulle solo città di Roma e Milano oltre che concentrare ancora una volta sforzi, costi e risorse sulle sole città che ad ogni evento sopportano questo tipo di stress infrastrutturale, escluderebbe ancora una volta dalla ribalta nazionale e internazionale città importanti e in grado di supportare l’evento con le loro strutture già esistenti.

In particolare città del Sud come Napoli, Palermo, Bari, Catania potrebbero essere anche esse protagoniste, con impianti, università, ricerca di un evento planetario come le Olimpiadi.

Una scelta del genere consentirebbe all’Italia di risparmiare sui costi e redistribuire gli investimenti su tutto il territorio nazionale e in tutte le città metropolitane anche quelle che di solito non sono oggetto di queste attenzioni, favorendo comunque l’ammodernamento infrastrutturale e soprattutto una immagine turistica che possa sinergicamente vedere coinvolta e rilanciare, attraverso i luoghi simbolo e le eccellenze di queste città, l’immagine stessa dell’Italia all’estero.

Ecco perché il Partito del Sud è favorevole ad un evento olimpico distribuito su tutto il territorio nazionale, che comprenda anche le città metropolitane del Sud ancora una volta inopinatamente escluse in questa ipotesi iniziale del Governo, e sostiene e rilancia quando proposto ieri a tal propositi dal Sindaco di Bari Michele Emiliano.



SEGRETERIA POLITICA NAZIONALE DEL PARTITO DEL SUD


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COMUNICATO STAMPA

Fare rete tra le grandi città metropolitane d’Italia e, ancor di più tra le grandi città metropolitane del sud, può essere sicuramente uno dei modi per rilanciare il nostro Paese valorizzando le tantissime risorse in strutture e in know-how che queste città hanno.

Ogni volta che si immagina un evento, un’iniziativa, una nuova sfida nel nostro Paese si immagina sempre di dover creare qualcosa di nuovo in infrastrutture, di coinvolgere nuove professionalità e attivare nuove consulenze, insomma, si immagina sempre qualcosa di nuovo e di costoso.

Le grandi città metropolitane, in Italia, nel bene e nel male dispongono già di buone se non ottime infrastrutture che magari necessitano solo di dover essere messe a punto di nuovo, posseggono ottime Università, alle volte più di una e ottimi Politecnici, senza contare i grandi centri di ricerca e incubatori di impresa che, alle volte ospitano Startup di altissimo livello.

La proposta del Governo Letta di candidare l’Italia allo svolgimento delle prossime Olimpiadi del 2024 potrebbe essere la prima occasione per favorire questa rete tra città metropolitane. Un evento realizzato non in maniera diffusa sulla città di Roma o sulle solo città di Roma e Milano oltre che concentrare ancora una volta sforzi, costi e risorse sulle sole città che ad ogni evento sopportano questo tipo di stress infrastrutturale, escluderebbe ancora una volta dalla ribalta nazionale e internazionale città importanti e in grado di supportare l’evento con le loro strutture già esistenti.

In particolare città del Sud come Napoli, Palermo, Bari, Catania potrebbero essere anche esse protagoniste, con impianti, università, ricerca di un evento planetario come le Olimpiadi.

Una scelta del genere consentirebbe all’Italia di risparmiare sui costi e redistribuire gli investimenti su tutto il territorio nazionale e in tutte le città metropolitane anche quelle che di solito non sono oggetto di queste attenzioni, favorendo comunque l’ammodernamento infrastrutturale e soprattutto una immagine turistica che possa sinergicamente vedere coinvolta e rilanciare, attraverso i luoghi simbolo e le eccellenze di queste città, l’immagine stessa dell’Italia all’estero.

Ecco perché il Partito del Sud è favorevole ad un evento olimpico distribuito su tutto il territorio nazionale, che comprenda anche le città metropolitane del Sud ancora una volta inopinatamente escluse in questa ipotesi iniziale del Governo, e sostiene e rilancia quando proposto ieri a tal propositi dal Sindaco di Bari Michele Emiliano.



SEGRETERIA POLITICA NAZIONALE DEL PARTITO DEL SUD


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martedì 10 settembre 2013

LONGOBARDI 3 AGOSTO 2013 - SUD PROJECT CAMP, AI BRIGANTI, PER LA PRIMA VOLTA, DEDICATA UNA STRADA


https://www.youtube.com/watch?v=NPF2vdkn9hY&feature=youtu.be

 Il secondo "Sud Project Camp", dopo quello di Bologna, si è tenuto a Longobardi. Si tratta di un momento d'incontro itinerante, promosso dal Partito del Sud, per parlare delle tematiche che riguardano il Mezzogiorno, a cominciare dalla rivisitazione di una storiografia che spesso non ha detto la verità sui fatti dell'Unità d'Italia. Longobardi è stata scelta perchè l'amministrazione del centro del tirreno cosentino ha intitolato un largo ai Briganti, considerati veri patrioti, e una strada ad Angelina Romano, una bimba di soli otto anni che fu uccisa, nel 1862, dai piemontesi a Castellammare del Golfo, in Sicilia, a seguito di una rappresaglia contro i parenti dei renitenti alla leva. 

La serata ha visto la degustazione di prodotti tipici del Meridione, l'ascolto di canzoni popolari a tema ed esibizioni di pizzica e tarantella. Ma c'è stato anche un momento di dibattito. Molto apprezzato dal pubblico l'intervento del Sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino, del Presidente Nazionale del Partito del Sud Natale Cuccurese e dello storico, e ispiratore del Partito del Sud, Antonio Ciano, che ha raccontato delle stragi che furono perpetrate a danno delle popolazioni del Meridione e che sono state cancellate dalla storia. 

Il Partito del Sud, lontano da ottiche nostalgiche, sta puntando molto alla rivisitazione storica.Per la prima volta in Italia, un'amministrazione comunale ha dedicato ai "Briganti" un piazzale della città. Il piazzale si intitola "Largo dei Briganti -- (patrioti calabresi)". In pratica si accoglie a livello istituzionale, e per la prima volta, la tesi che non fossero delinquenti, ma persone, cittadini, che combattevano per la propria terra. 

Da sabato, grazie al coraggio di un consigliere comunale, Franco Gaudio del Partito del Sud, e di un intero Consiglio Comunale, quello di Longobardi, con il Sindaco in testa, un nostro comune, un comune italiano, un comune della Calabria ha un Largo intitolato a questi nostri avi, per i quali, a scuola, ci avevano insegnato ad avere solo odio e disprezzo.Adesso non è più così.

Come non dimenticare, quello che è avvenuto anche a Napoli, nei mesi scorsi, dove il Consiglio Comunale ha deliberato, su proposta di Andrea Balia presidente della Commissione toponomastica della città e sempre del Partito del Sud, la cancellazione di una strada dedicata a Liborio Romano, collaborazionista e colluso con la Camorra post unitaria, e la dedicazione di una strada ai Martiri di Pietrarsa.






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https://www.youtube.com/watch?v=NPF2vdkn9hY&feature=youtu.be

 Il secondo "Sud Project Camp", dopo quello di Bologna, si è tenuto a Longobardi. Si tratta di un momento d'incontro itinerante, promosso dal Partito del Sud, per parlare delle tematiche che riguardano il Mezzogiorno, a cominciare dalla rivisitazione di una storiografia che spesso non ha detto la verità sui fatti dell'Unità d'Italia. Longobardi è stata scelta perchè l'amministrazione del centro del tirreno cosentino ha intitolato un largo ai Briganti, considerati veri patrioti, e una strada ad Angelina Romano, una bimba di soli otto anni che fu uccisa, nel 1862, dai piemontesi a Castellammare del Golfo, in Sicilia, a seguito di una rappresaglia contro i parenti dei renitenti alla leva. 

La serata ha visto la degustazione di prodotti tipici del Meridione, l'ascolto di canzoni popolari a tema ed esibizioni di pizzica e tarantella. Ma c'è stato anche un momento di dibattito. Molto apprezzato dal pubblico l'intervento del Sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino, del Presidente Nazionale del Partito del Sud Natale Cuccurese e dello storico, e ispiratore del Partito del Sud, Antonio Ciano, che ha raccontato delle stragi che furono perpetrate a danno delle popolazioni del Meridione e che sono state cancellate dalla storia. 

Il Partito del Sud, lontano da ottiche nostalgiche, sta puntando molto alla rivisitazione storica.Per la prima volta in Italia, un'amministrazione comunale ha dedicato ai "Briganti" un piazzale della città. Il piazzale si intitola "Largo dei Briganti -- (patrioti calabresi)". In pratica si accoglie a livello istituzionale, e per la prima volta, la tesi che non fossero delinquenti, ma persone, cittadini, che combattevano per la propria terra. 

Da sabato, grazie al coraggio di un consigliere comunale, Franco Gaudio del Partito del Sud, e di un intero Consiglio Comunale, quello di Longobardi, con il Sindaco in testa, un nostro comune, un comune italiano, un comune della Calabria ha un Largo intitolato a questi nostri avi, per i quali, a scuola, ci avevano insegnato ad avere solo odio e disprezzo.Adesso non è più così.

Come non dimenticare, quello che è avvenuto anche a Napoli, nei mesi scorsi, dove il Consiglio Comunale ha deliberato, su proposta di Andrea Balia presidente della Commissione toponomastica della città e sempre del Partito del Sud, la cancellazione di una strada dedicata a Liborio Romano, collaborazionista e colluso con la Camorra post unitaria, e la dedicazione di una strada ai Martiri di Pietrarsa.






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lunedì 9 settembre 2013

L’innovazione del Sud, a novembre parte da Napoli

tbizanostri ragazzi con le loro idee e le loro startup, le tante aziende che pur tra mille difficoltà innovano e si propongono al mercato, le tante associazioni che si impegnano per un Sud più giusto e competitivo, le politiche da attuare e iprogetti da mettere in campo per favorire losviluppo e l’innovazione, saranno questi i protagonisti che il Sud Project Camp porterà al TechnologyBiz di Napoli giunto alla sua quinta edizione.
Workshop, luoghi di incontro“la Bottega delle Idee”, tavoli informativi, modi nuovi per conoscere un Sud assolutamente innovativoUn laboratorio aperto nelle piazze del Sud, anche a Napoli presso Expo Napoli il centro congressi della Stazione Marittima della città “capitale” del Sud.
TechnologyBiz è la più importante iniziativa multidisciplinare del Sud su Tecnologia e Innovazione con una community di oltre tremila tra imprenditori, ricercatori, professionisti, rappresentanti delle istituzioni.
La due giorni sarà utile per approfondire argomenti e contenuti selezionati per essere utili alle aziende del Mezzogiorno .
L’edizione 2013 si svolgerà in questa nuova location, dove si alterneranno cinquanta keynote speakers del mondo dell’industria, dell’economia, dell’università, della politica, delle associazioni.
Le giuste relazioni sono la chiave del business, al TBIZ il visitatore può agevolmente costruirsi un’agenda di incontri e partecipazioni per due giorni intensi e ben spesi.
Nell’area Sud Project Camp proveremo a fare rete ad essere linfa vitale per relazioni che possano aiutare a far ripartire il Sud come importante punto di riferimento in Europa e nel Mediterraneo.


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tbizanostri ragazzi con le loro idee e le loro startup, le tante aziende che pur tra mille difficoltà innovano e si propongono al mercato, le tante associazioni che si impegnano per un Sud più giusto e competitivo, le politiche da attuare e iprogetti da mettere in campo per favorire losviluppo e l’innovazione, saranno questi i protagonisti che il Sud Project Camp porterà al TechnologyBiz di Napoli giunto alla sua quinta edizione.
Workshop, luoghi di incontro“la Bottega delle Idee”, tavoli informativi, modi nuovi per conoscere un Sud assolutamente innovativoUn laboratorio aperto nelle piazze del Sud, anche a Napoli presso Expo Napoli il centro congressi della Stazione Marittima della città “capitale” del Sud.
TechnologyBiz è la più importante iniziativa multidisciplinare del Sud su Tecnologia e Innovazione con una community di oltre tremila tra imprenditori, ricercatori, professionisti, rappresentanti delle istituzioni.
La due giorni sarà utile per approfondire argomenti e contenuti selezionati per essere utili alle aziende del Mezzogiorno .
L’edizione 2013 si svolgerà in questa nuova location, dove si alterneranno cinquanta keynote speakers del mondo dell’industria, dell’economia, dell’università, della politica, delle associazioni.
Le giuste relazioni sono la chiave del business, al TBIZ il visitatore può agevolmente costruirsi un’agenda di incontri e partecipazioni per due giorni intensi e ben spesi.
Nell’area Sud Project Camp proveremo a fare rete ad essere linfa vitale per relazioni che possano aiutare a far ripartire il Sud come importante punto di riferimento in Europa e nel Mediterraneo.


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domenica 8 settembre 2013

8 SETTEMBRE 1943, … il palco di una vergognosa commedia.

Di Bruno Pappalardo. 8. Settembre 2013

E’ l’8 settembre del ’43 quando il Maresciallo Badoglio annuncia alla radio italiana, alle ore 19.45, che il governo italiano chiede l’armistizio al generale Eisenhower, e che costui, comandante in capo delle forze alleate, ne accettava la richiesta. L’8 Settembre di quell’anno inizia il dramma dell’esercito italiano, una vera tragedia per migliaia e migliaia di soldati abbandonati a se stessi, ovverossia circa 2 milioni di uomini in divisa, sparsi per la penisola, dal nord al Sud alle isole e 900 mila all’estero. Una sovrastante forza militare italiana contro solo circa 400.000 soldati delle unità tedesche. Incredibile!
La differenza stava che, quest’ultime erano assolutamente funzionanti ben armate e approvvigionate e che
all’inaffidabile enorme esercito italiano si aggiungeva anche l’assoluta assenza di ordini, da Badoglio al gen. Ambrosio, dal generale Roatta all’ultimo ufficiale di brigata.
Non viene calcolato ( certamente si dal re e da Badoglio) la reazione alle firme dell’armistizio del comando generale nazista. I comandanti nei propri reparti erano senza ordini. Nonostante mille atti di eroismo contro il nuovo nemico, tutto fu inutile e mezzo milione di prigionieri italiani venne deportato nei campi lager in Germania. Incalcolabili i morti soprattutto tra le forze della Marina italiana che continuerà, poi, la guerra accanto agli alleati. Intanto “Dal 10 giugno del 1940 l’Italia ha perduto (nel Mediterraneo) circa 3 milioni di naviglio mercantile (vale a dire più dell’80 per cento di tutta la flotta mercantile) e quasi 300 mila tonnellate di naviglio da guerra con 28.937 marinai”
Ma perché?
Perché, immaginando la reazione tedesca i capo in testa, ovvero il re, il principe Umberto, Badoglio, Ambrosio, Roatta, sono tutti in fuga, tutti insieme coraggiosamente verso Pescara.

Gi italiani vennero letteralmente abbandonati alla vendetta dei primi alleati. Fu una patetica, penosa grande allucinazione collettiva ( mentre l’alto comando militare italiano già aveva prefigurato tutto) di quel desiderio di pace e di recupero della dignità smarrita che si conquista solo con la libertà.
All’annuncio dell’armistizio la gente volle invadere le piazze e divenne uno tsunami.
Le case si illuminarono, si rincontrarono i sorrisi di giovani denti scuri ma che quel giorno brillarono.
L'euforia, purtroppo, si trasformò, già dal giorno dopo, in una smorfia dolorosa. Gli italiani vennero puntati dalle armi tedesche. Iniziò una infame rappresaglia di sangue in ogni luogo della penisola.
Ebbero ordine di colpire ogni cosa si muovesse. Hitler ci definì un "popolo di zingari".
L’Italia era ormai sfaldata e la sua ’umanità tra borghesi e militari fu allo sbando. Pare che trecentomila si svestirono delle divise e maledicendole scappavano.
L’Italia era in una tenaglia maledetta; da un lato sotto i colpi dei panzer tedeschi al nord e dall’altra sotto il controllo degli alleati che risalivano la penisola, al Sud. Tutti volemmo credere fossero veramente alleati.

Inutile riaprire il capitolo delle degenerazioni, del decadimento morale e del declinare dei valori fondanti dell’ umanità che si fa indulgenza, fratellanza che, però, non giunse da quella amalgama di razze di culture diverse e che nulla avevano tra loro che si riversò sul sud. Ne abbiamo parlato tante volte! Qualcuno ha voluto fare della putrida ironia. Ci resero macerie ma sotto di esse ruggivamo come leoni. Fu lo stesso come ricorda Gigi Di Fiore “Napoli occupata. Quando nel settembre del 1860 andò via Francesco II di Borbone e arrivò Garibaldi, seguito da Vittorio Emanuele II…” Il Sud capitolò e ancora parlando di Napoli come di tutto il meridione “ La città … in cui americani e inglesi la fecero da padroni assoluti. Nuovi potenti. Gli ultimi, dopo svevi, normanni, angioini, aragonesi spagnoli, austriaci…”
Napoli, il Sud forse non seppe ben riscattarsi ma Curzio Malaparte scrisse: “ Gli italiani sono un popolo semplice, buono, cordiale: specialmente i napoletani. Ma spero che l’Europa non sia tutta come Napoli, disse il generale Cork. Tutta l’Europa è come Napoli, risposi. E’ il destino dell’Europa di diventare Napoli. Se rimarrete un po’ di tempo in Europa diverreste anche voi napoletani” (dalla “Pelle” 1949)
Buona parte di quello che divenne il Sud e quello che d’esso, oggi va rappresentandosi fu la conseguenza anche di quello stramaledetto 8 e scuro settembre di quello scandaloso 1943
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Di Bruno Pappalardo. 8. Settembre 2013

E’ l’8 settembre del ’43 quando il Maresciallo Badoglio annuncia alla radio italiana, alle ore 19.45, che il governo italiano chiede l’armistizio al generale Eisenhower, e che costui, comandante in capo delle forze alleate, ne accettava la richiesta. L’8 Settembre di quell’anno inizia il dramma dell’esercito italiano, una vera tragedia per migliaia e migliaia di soldati abbandonati a se stessi, ovverossia circa 2 milioni di uomini in divisa, sparsi per la penisola, dal nord al Sud alle isole e 900 mila all’estero. Una sovrastante forza militare italiana contro solo circa 400.000 soldati delle unità tedesche. Incredibile!
La differenza stava che, quest’ultime erano assolutamente funzionanti ben armate e approvvigionate e che
all’inaffidabile enorme esercito italiano si aggiungeva anche l’assoluta assenza di ordini, da Badoglio al gen. Ambrosio, dal generale Roatta all’ultimo ufficiale di brigata.
Non viene calcolato ( certamente si dal re e da Badoglio) la reazione alle firme dell’armistizio del comando generale nazista. I comandanti nei propri reparti erano senza ordini. Nonostante mille atti di eroismo contro il nuovo nemico, tutto fu inutile e mezzo milione di prigionieri italiani venne deportato nei campi lager in Germania. Incalcolabili i morti soprattutto tra le forze della Marina italiana che continuerà, poi, la guerra accanto agli alleati. Intanto “Dal 10 giugno del 1940 l’Italia ha perduto (nel Mediterraneo) circa 3 milioni di naviglio mercantile (vale a dire più dell’80 per cento di tutta la flotta mercantile) e quasi 300 mila tonnellate di naviglio da guerra con 28.937 marinai”
Ma perché?
Perché, immaginando la reazione tedesca i capo in testa, ovvero il re, il principe Umberto, Badoglio, Ambrosio, Roatta, sono tutti in fuga, tutti insieme coraggiosamente verso Pescara.

Gi italiani vennero letteralmente abbandonati alla vendetta dei primi alleati. Fu una patetica, penosa grande allucinazione collettiva ( mentre l’alto comando militare italiano già aveva prefigurato tutto) di quel desiderio di pace e di recupero della dignità smarrita che si conquista solo con la libertà.
All’annuncio dell’armistizio la gente volle invadere le piazze e divenne uno tsunami.
Le case si illuminarono, si rincontrarono i sorrisi di giovani denti scuri ma che quel giorno brillarono.
L'euforia, purtroppo, si trasformò, già dal giorno dopo, in una smorfia dolorosa. Gli italiani vennero puntati dalle armi tedesche. Iniziò una infame rappresaglia di sangue in ogni luogo della penisola.
Ebbero ordine di colpire ogni cosa si muovesse. Hitler ci definì un "popolo di zingari".
L’Italia era ormai sfaldata e la sua ’umanità tra borghesi e militari fu allo sbando. Pare che trecentomila si svestirono delle divise e maledicendole scappavano.
L’Italia era in una tenaglia maledetta; da un lato sotto i colpi dei panzer tedeschi al nord e dall’altra sotto il controllo degli alleati che risalivano la penisola, al Sud. Tutti volemmo credere fossero veramente alleati.

Inutile riaprire il capitolo delle degenerazioni, del decadimento morale e del declinare dei valori fondanti dell’ umanità che si fa indulgenza, fratellanza che, però, non giunse da quella amalgama di razze di culture diverse e che nulla avevano tra loro che si riversò sul sud. Ne abbiamo parlato tante volte! Qualcuno ha voluto fare della putrida ironia. Ci resero macerie ma sotto di esse ruggivamo come leoni. Fu lo stesso come ricorda Gigi Di Fiore “Napoli occupata. Quando nel settembre del 1860 andò via Francesco II di Borbone e arrivò Garibaldi, seguito da Vittorio Emanuele II…” Il Sud capitolò e ancora parlando di Napoli come di tutto il meridione “ La città … in cui americani e inglesi la fecero da padroni assoluti. Nuovi potenti. Gli ultimi, dopo svevi, normanni, angioini, aragonesi spagnoli, austriaci…”
Napoli, il Sud forse non seppe ben riscattarsi ma Curzio Malaparte scrisse: “ Gli italiani sono un popolo semplice, buono, cordiale: specialmente i napoletani. Ma spero che l’Europa non sia tutta come Napoli, disse il generale Cork. Tutta l’Europa è come Napoli, risposi. E’ il destino dell’Europa di diventare Napoli. Se rimarrete un po’ di tempo in Europa diverreste anche voi napoletani” (dalla “Pelle” 1949)
Buona parte di quello che divenne il Sud e quello che d’esso, oggi va rappresentandosi fu la conseguenza anche di quello stramaledetto 8 e scuro settembre di quello scandaloso 1943

LA VIGNETTA DI FRANCO GALLO


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