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mercoledì 21 agosto 2013
In Puglia una grande iniziativa in nome di Nick & Bart
Anche quest’anno e precisamente il 23 AGOSTO 2013 alle ore 19:00, a Torremaggiore, sul piazzale PALMA e PIACQUADDIO si terrà il SACCO & VANZETTI MEMORIAL DAY.
Quest’anno il tema è: Associazionismo ed emigrazione : problemi e valori di ieri e di oggi
Durante la manifestazione sarà conferito il Premio Diritti Umani 2013 A Giuliano Montaldo.
Il Partito del Sud di Puglia plaude l’iniziativa dell’Associazione Sacco & Vanzetti di Torremaggiore e invita chi vuole a partecipare, ritenendola di grandissima importanza per i temi trattati e valori trasmessi.
Il Programma:
Introduzione : dott. Matteo Marolla , Presidente Associazione Sacco e Vanzetti Saluti : – ins.Maria Fernanda Sacco , Presidente Onorario Associazione Sacco & Vanzetti – dott . Costanzo Di Iorio , Sindaco di Torremaggiore
INTERVENTI : – prof. Giuseppe Calabrese : ” Il gemellaggio delle scuole Medie di Villafalletto e Torremaggiore per l’educazione ai diritti umani ” – prof. Edoardo Pugliello, docente ” La Mobilitazione in Abruzzo e Molise per Sacco e Vanzetti negli anni 1920-1921″ – dott . Antonio Laronga , Sostituto Procuratore Tribunale di Foggia : ” Giustizia Crocifissa ” ; le ferite mai rimarginate del processo a sacco e Vanzetti – prof. Toni Riccardi , scrittore : Presentazione Libro ” associazione ed emigrazione ” – dott Givanni Mariella , Vice Presidente del consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo : ” Costruire una nuova rete virtuosa di Associazioni ed Istituzioni per la valorizzazione del contributo dei pugliesi nel Mondo ” – dott . Domenico Rodolfo , associazione Pugliesi nel Mondo : ” Esperienze di integrazione vissute – Fernando Villani , presidente dell’Associazione pugliesi nel mondo sez. Specchia ( Le ) : ” Quando gli altri eravamo noi : storia dell’imigrazione Italiana ” – Don Santino Di Biase , vice parroco :” L’accoglienza agli Immigrati”. – prof. Dante Lepore , scrittore : ” La cultura dell’integrazione contro l’odio e il pregiudizio ” – Intervento del Maestro GIUGLIANO MONTALDO – Nazario Vasciarelli , scrittore – attore : Breve monologo tratto dal suo lavoro ” il castello di carte-bisbiglisu Nick & Bart” – Esibizione del cantautore Matteo Iammarrone – Fiaccolata per i Diritti Umani fino al Monumento a sacco e Vanzetti – Cristina D’Arando, studentessa : l’orazione funebre per Sacco e Vanzetti di G.Jackson, Letta dalla poetessa Donovan – Mostra i tre colori dell’Emigrazione a cura dell’Ufficio Pugliesi nel Mondo.
Fonte: Partito del Sud - Puglia
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Anche quest’anno e precisamente il 23 AGOSTO 2013 alle ore 19:00, a Torremaggiore, sul piazzale PALMA e PIACQUADDIO si terrà il SACCO & VANZETTI MEMORIAL DAY.
Quest’anno il tema è: Associazionismo ed emigrazione : problemi e valori di ieri e di oggi
Durante la manifestazione sarà conferito il Premio Diritti Umani 2013 A Giuliano Montaldo.
Il Partito del Sud di Puglia plaude l’iniziativa dell’Associazione Sacco & Vanzetti di Torremaggiore e invita chi vuole a partecipare, ritenendola di grandissima importanza per i temi trattati e valori trasmessi.
Il Programma:
Introduzione : dott. Matteo Marolla , Presidente Associazione Sacco e Vanzetti Saluti : – ins.Maria Fernanda Sacco , Presidente Onorario Associazione Sacco & Vanzetti – dott . Costanzo Di Iorio , Sindaco di Torremaggiore
INTERVENTI : – prof. Giuseppe Calabrese : ” Il gemellaggio delle scuole Medie di Villafalletto e Torremaggiore per l’educazione ai diritti umani ” – prof. Edoardo Pugliello, docente ” La Mobilitazione in Abruzzo e Molise per Sacco e Vanzetti negli anni 1920-1921″ – dott . Antonio Laronga , Sostituto Procuratore Tribunale di Foggia : ” Giustizia Crocifissa ” ; le ferite mai rimarginate del processo a sacco e Vanzetti – prof. Toni Riccardi , scrittore : Presentazione Libro ” associazione ed emigrazione ” – dott Givanni Mariella , Vice Presidente del consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo : ” Costruire una nuova rete virtuosa di Associazioni ed Istituzioni per la valorizzazione del contributo dei pugliesi nel Mondo ” – dott . Domenico Rodolfo , associazione Pugliesi nel Mondo : ” Esperienze di integrazione vissute – Fernando Villani , presidente dell’Associazione pugliesi nel mondo sez. Specchia ( Le ) : ” Quando gli altri eravamo noi : storia dell’imigrazione Italiana ” – Don Santino Di Biase , vice parroco :” L’accoglienza agli Immigrati”. – prof. Dante Lepore , scrittore : ” La cultura dell’integrazione contro l’odio e il pregiudizio ” – Intervento del Maestro GIUGLIANO MONTALDO – Nazario Vasciarelli , scrittore – attore : Breve monologo tratto dal suo lavoro ” il castello di carte-bisbiglisu Nick & Bart” – Esibizione del cantautore Matteo Iammarrone – Fiaccolata per i Diritti Umani fino al Monumento a sacco e Vanzetti – Cristina D’Arando, studentessa : l’orazione funebre per Sacco e Vanzetti di G.Jackson, Letta dalla poetessa Donovan – Mostra i tre colori dell’Emigrazione a cura dell’Ufficio Pugliesi nel Mondo.
Fonte: Partito del Sud - Puglia
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Angelina Romano martire innocente e dimenticata.
Fonte : Tirreno News
Longobardi. Oggi che i TG ed i giornali sono stracolmi di quanto avviene in Egitto, con foto e filmati degli orrori di una guerra civile e religiosa , pensiamo che anche tutto quello che è successo da noi in Italia sia stato quanto meno noto, risaputo, ricordato.
Niente di meno vero. E ve lo proviamo.
Per esempio sapete chi erano Angelina Romano, di anni 9, Antonio Colucci, di anni 16 , Antonio Orsolino, di anni 12?
No, vero! Ed infatti!
Angelina Romano, di nove anni, fu fucilata a Castellammare del Golfo in provincia di Trapani, per brigantaggio.
Antonio Colucci, di anni 16, fu fucilato anche lui per brigantaggio
Antonio Orsolino, di 12 anni, fu anche lui condannato alla fucilazione per brigantaggio.
Don Paolo Capobianco, prete di Gaeta morto alla veneranda età di 99 anni, ci raccontava di un pastorello fucilato a Monte Sant'Agata, collina di Gaeta. Il ragazzo, pare avesse solo 8 anni, e fu fucilato perchè trovato con scarpe per lui grandi, ma piemontesi. Le aveva tolto dai piedi di qualche soldato morto.
Sono quattro dei tanti martiri della guerra dell’Unità d’Italia.
Ve ne raccontiamo una sola, quella di Angelina
Siamo in Sicilia. E’ Il 1961, l’Italia è unita. Viene emanata la legge sulla leva militare obbligatoria.
Ma i siciliani non volevano arruolarsi a forza e restare nell’esercito per sette anni abbandonando famiglia e campi. E così molti giovani chiamati alle armi si diedero alla macchia, trovando rifugio sulle montagne che sovrastano Castellamare del Golfo, piene di anfratti naturali e grotte.
Peraltro i ricchi pagavano e non prestavano servizio militare. Due pesi e due misure.
E così tanti siciliani si stancarono di questa situazione ed insorsero contro il potere piemontese. Era il due gennaio 1862 quando si radunarono circa 400 giovani, armati come capitava, e verso le ore 14 dello stesso giorno , entrarono senza paura in paese al grido “nuautri avemu na parola sula e un canciamu bannera”, assalendo l’abitazione del commissario di leva Bartolomeo Asaro e del comandante della Guardia Nazionale Francesco Borruso, due emblemi dell’odiato governo che furono trucidati e le loro case bruciate.
La furia vendicativa dei piemontesi non si fece attendere e l’indomani da Palermo furono inviati interi battaglioni di soldati, sia via terra quanto via mare. Nel porto di Castellamare ben due navi da guerra sbarcarono sin dall’alba centinaia di bersaglieri al comando dell’oscuro generale Quintini, già garibaldino della prima ora e che aveva fatto rapida carriera grazie alla sua crudeltà.
I bersaglieri diedero subito la caccia agli insorti, mentre la gente abbandonava in gran fretta il centro abitato e i giovani disertori si dileguavano. Le truppe regie, nei loro frenetici rastrellamenti riuscirono a trovare in contrada Villa Falconeria, un gruppetto di gente, che forse si era ritirato in quella campagna per evitare qualsiasi coinvolgimento negli scontri.
E qui il generale Quintini in persona ed una compagnia di bravi bersaglieri piemontesi, non avendo altri prigionieri e dopo un sommario interrogatorio, adempirono in nome e per conto di Sua Maestà il Re d’Italia Vittorio Emanuele II di Savoja al loro compito di giustizia, fucilando tutta quella gente, senza processo e con la scusa che erano parenti dei disertori.
Furono uccise sette persone: Don Benedetto Palermo, di anni 43, sacerdote; Mariano Crociata, di anni 30; Marco Randisi, di anni 45; Anna Catalano, di anni 50; Antonino Corona, di anni 70; Angelo Calamia, di anni 70.
E poi il loro capolavoro, davanti al plotone d’esecuzione venne portata e fucilata la bambina Angelina Romano, di appena 9 anni accusata come gli altri di brigantaggio. Erano le ore 13 di venerdì 3 gennaio 1862.
Oggi 151 anni dopo Angelina Romano viene ricordata a Longobardi grazie al Consigliere comunale di minoranza Franco Gaudio ed al sindaco Giacinto Mannarino.
Il Comune di Longobardi le ha titolato una strada!
Fonte : Tirreno News
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Fonte : Tirreno News
Longobardi. Oggi che i TG ed i giornali sono stracolmi di quanto avviene in Egitto, con foto e filmati degli orrori di una guerra civile e religiosa , pensiamo che anche tutto quello che è successo da noi in Italia sia stato quanto meno noto, risaputo, ricordato.
Niente di meno vero. E ve lo proviamo.
Per esempio sapete chi erano Angelina Romano, di anni 9, Antonio Colucci, di anni 16 , Antonio Orsolino, di anni 12?
No, vero! Ed infatti!
Angelina Romano, di nove anni, fu fucilata a Castellammare del Golfo in provincia di Trapani, per brigantaggio.
Antonio Colucci, di anni 16, fu fucilato anche lui per brigantaggio
Antonio Orsolino, di 12 anni, fu anche lui condannato alla fucilazione per brigantaggio.
Don Paolo Capobianco, prete di Gaeta morto alla veneranda età di 99 anni, ci raccontava di un pastorello fucilato a Monte Sant'Agata, collina di Gaeta. Il ragazzo, pare avesse solo 8 anni, e fu fucilato perchè trovato con scarpe per lui grandi, ma piemontesi. Le aveva tolto dai piedi di qualche soldato morto.
Sono quattro dei tanti martiri della guerra dell’Unità d’Italia.
Ve ne raccontiamo una sola, quella di Angelina
Siamo in Sicilia. E’ Il 1961, l’Italia è unita. Viene emanata la legge sulla leva militare obbligatoria.
Ma i siciliani non volevano arruolarsi a forza e restare nell’esercito per sette anni abbandonando famiglia e campi. E così molti giovani chiamati alle armi si diedero alla macchia, trovando rifugio sulle montagne che sovrastano Castellamare del Golfo, piene di anfratti naturali e grotte.
Peraltro i ricchi pagavano e non prestavano servizio militare. Due pesi e due misure.
E così tanti siciliani si stancarono di questa situazione ed insorsero contro il potere piemontese. Era il due gennaio 1862 quando si radunarono circa 400 giovani, armati come capitava, e verso le ore 14 dello stesso giorno , entrarono senza paura in paese al grido “nuautri avemu na parola sula e un canciamu bannera”, assalendo l’abitazione del commissario di leva Bartolomeo Asaro e del comandante della Guardia Nazionale Francesco Borruso, due emblemi dell’odiato governo che furono trucidati e le loro case bruciate.
La furia vendicativa dei piemontesi non si fece attendere e l’indomani da Palermo furono inviati interi battaglioni di soldati, sia via terra quanto via mare. Nel porto di Castellamare ben due navi da guerra sbarcarono sin dall’alba centinaia di bersaglieri al comando dell’oscuro generale Quintini, già garibaldino della prima ora e che aveva fatto rapida carriera grazie alla sua crudeltà.
I bersaglieri diedero subito la caccia agli insorti, mentre la gente abbandonava in gran fretta il centro abitato e i giovani disertori si dileguavano. Le truppe regie, nei loro frenetici rastrellamenti riuscirono a trovare in contrada Villa Falconeria, un gruppetto di gente, che forse si era ritirato in quella campagna per evitare qualsiasi coinvolgimento negli scontri.
E qui il generale Quintini in persona ed una compagnia di bravi bersaglieri piemontesi, non avendo altri prigionieri e dopo un sommario interrogatorio, adempirono in nome e per conto di Sua Maestà il Re d’Italia Vittorio Emanuele II di Savoja al loro compito di giustizia, fucilando tutta quella gente, senza processo e con la scusa che erano parenti dei disertori.
Furono uccise sette persone: Don Benedetto Palermo, di anni 43, sacerdote; Mariano Crociata, di anni 30; Marco Randisi, di anni 45; Anna Catalano, di anni 50; Antonino Corona, di anni 70; Angelo Calamia, di anni 70.
E poi il loro capolavoro, davanti al plotone d’esecuzione venne portata e fucilata la bambina Angelina Romano, di appena 9 anni accusata come gli altri di brigantaggio. Erano le ore 13 di venerdì 3 gennaio 1862.
Oggi 151 anni dopo Angelina Romano viene ricordata a Longobardi grazie al Consigliere comunale di minoranza Franco Gaudio ed al sindaco Giacinto Mannarino.
Il Comune di Longobardi le ha titolato una strada!
Fonte : Tirreno News
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martedì 20 agosto 2013
Riflessioni sui fatti del 3 Agosto 2013 a Longobardi (CS) - Report del 18 08 13
Grazie al Sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino che ha anche in questa occasione usato parole lusinghiere verso il nostro Partito, grazie a Spadafora Giuseppe per l'organizzazione e l'ottima realizzazione del SPC, grazie a Franco Gaudio per l'impegno in Consiglio Comunale a favore del Sud, del nostro Partito, della verità storica e per le belle parole, grazie a Franco Gallo per l'impegno profuso, per l'organizzazione della serata del 4/8 a Platania (CZ) e per l'ottimo servizio video, grazie a tutti gli amici Calabresi e non che hanno supportato l'evento e permesso la realizzazione di queste bellissime giornate calabresi, complimenti a tutti !!.( PdelSUD)
http://www.youtube.com/watch?v=kEItSeRELes&feature=youtu.be I
l 3 agosto 2013 segna una data indelebile. Longobardi (CS) è il primo comune in Italia ad intitolare un luogo ai Briganti del risorgimento. Nella stessa giornata viene intitolata una strada ad Angelina Romano, bimba di otto anni fucilata il 3 gennaio 1962 a Castellammare del Golfo dai bersaglieri. Nello stesso giorno si realizza a Longobardi una tappa importante del Sud Project Camp SPC) evento format ideato e proposto dal Partito del Sud.
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Grazie al Sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino che ha anche in questa occasione usato parole lusinghiere verso il nostro Partito, grazie a Spadafora Giuseppe per l'organizzazione e l'ottima realizzazione del SPC, grazie a Franco Gaudio per l'impegno in Consiglio Comunale a favore del Sud, del nostro Partito, della verità storica e per le belle parole, grazie a Franco Gallo per l'impegno profuso, per l'organizzazione della serata del 4/8 a Platania (CZ) e per l'ottimo servizio video, grazie a tutti gli amici Calabresi e non che hanno supportato l'evento e permesso la realizzazione di queste bellissime giornate calabresi, complimenti a tutti !!.( PdelSUD)
http://www.youtube.com/watch?v=kEItSeRELes&feature=youtu.be I
l 3 agosto 2013 segna una data indelebile. Longobardi (CS) è il primo comune in Italia ad intitolare un luogo ai Briganti del risorgimento. Nella stessa giornata viene intitolata una strada ad Angelina Romano, bimba di otto anni fucilata il 3 gennaio 1962 a Castellammare del Golfo dai bersaglieri. Nello stesso giorno si realizza a Longobardi una tappa importante del Sud Project Camp SPC) evento format ideato e proposto dal Partito del Sud.
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lunedì 19 agosto 2013
LONGOBARDI (CS) - SABATO 24 AGOSTO ORE 21,30: "ONOREVOLE SARA' LEI" - PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI M. TALARICO E F.DIONESALVI
NE DISCUTONO CON GLI AUTORI:
GIACINTO MANNARINO - SINDACO DEL COMUNE DI LONGOBARDI
FRANCO GAUDIO - COORDINATORE PROV. COSENZA DEL PdelSUD E CONSIGLIERE COMUNALE PdelSUD DI LONGOBARDI (CS)
FRANCO GALLO - COORDINATORE PROV. CATANZARO DEL PdelSUD
INTERVIENE:
GIANLUCA PASSARELLI - DOCENTE DI SCIENZA POLITICA UNIVERSITA' LA SAPIENZA DI ROMA
Importante evento nel corso del quale la "politica" sarà messa in discussione.
Molte le domande che girano tra la gente comune.
Eccone alcune:
Come si vive il disprezzo della gente verso la politica attuale?
Esiste una politica “buona”, in cui il rapporto stretto e diretto tra rappresentanti ed elettori non sia per sua natura “clientelare”?
Com’è possibile che il flusso di risorse di cui la Calabria ha goduto abbia prodotto così scarsi risultati?
Cosa c’è alle radici della crisi del centrosinistra calabrese e, soprattutto: esiste una via d’uscita?
Com’è possibile che lo sperpero di risorse da parte di gruppi e strutture regionali abbia iniziato ad avere un limite solo dopo l’intervento della magistratura?
Di questo e di altro ancora si parlerà sabato 24 agosto 2013 a Longobardi ed è una buona occasione per "cantargliene quattro".....
NE DISCUTONO CON GLI AUTORI:
GIACINTO MANNARINO - SINDACO DEL COMUNE DI LONGOBARDI
FRANCO GAUDIO - COORDINATORE PROV. COSENZA DEL PdelSUD E CONSIGLIERE COMUNALE PdelSUD DI LONGOBARDI (CS)
FRANCO GALLO - COORDINATORE PROV. CATANZARO DEL PdelSUD
INTERVIENE:
GIANLUCA PASSARELLI - DOCENTE DI SCIENZA POLITICA UNIVERSITA' LA SAPIENZA DI ROMA
Importante evento nel corso del quale la "politica" sarà messa in discussione.
Molte le domande che girano tra la gente comune.
Eccone alcune:
Come si vive il disprezzo della gente verso la politica attuale?
Esiste una politica “buona”, in cui il rapporto stretto e diretto tra rappresentanti ed elettori non sia per sua natura “clientelare”?
Com’è possibile che il flusso di risorse di cui la Calabria ha goduto abbia prodotto così scarsi risultati?
Cosa c’è alle radici della crisi del centrosinistra calabrese e, soprattutto: esiste una via d’uscita?
Com’è possibile che lo sperpero di risorse da parte di gruppi e strutture regionali abbia iniziato ad avere un limite solo dopo l’intervento della magistratura?
Di questo e di altro ancora si parlerà sabato 24 agosto 2013 a Longobardi ed è una buona occasione per "cantargliene quattro".....
domenica 18 agosto 2013
INONDIAMO DI EMAIL DI PROTESTA LA RAI: BASTA CON L'INFORMAZIONE "STRABICA" CONTRO IL SUD, I BRONZI DI RIACE SONO E DEVONO RESTARE A REGGIO CALABRIA !!
Come Partito del Sud ci chiediamo come sia possibile che la Rai permetta simili esternazioni , anche ingiuriose, contro una parte del paese , il Sud, visto che il canone Rai è pagato anche dai cittadini di questa parte del paese che ormai ne hanno le tasche piene di sentirsi ancora una volta discriminati da frasi offensive e senza senso, tese a giustificare le solite ansie predatorie di una parte del paese sull’altra, peraltro già abbondantemente e storicamente penalizzata e sfruttata in tutti i modi; ancora una volta una trasmissione Rai è usata come megafono per propalare la solita insalata in chiave padana.
Come Partito del Sud ci chiediamo come sia possibile, bellamente e senza nessun valido contraddittorio, continuare a diffondere queste tesi sul Sud e pertanto chiediamo a tutti i nostri militanti e simpatizzanti di protestare contro questo ennesimo esempio di giornalismo strabico inviando alla mail ufficiostampa@rai.it la propria protesta , come sempre da nostra tradizione in forma civile e non offensiva, specificando la propria eventuale appartenenza o sostegno al Partito del Sud e chiedendo contemporaneamente una trasmissione di “riparazione” sullo stesso tema in cui siano presenti o intervistati anche esponenti del Partito del Sud, per avere finalmente un contraddittorio valido che possa smontare le solite esternazioni stereotipate sul Sud, i suoi cittadini ed i suoi tesori; tesori che vanno conservati, custoditi e valorizzati al Sud, nella propria sede d’appartenenza e che possono essere volano di sviluppo di questi territori che da 152 anni assistono ad episodi di predazione e saccheggio a cui occorre da subito e per sempre porre fine.
COMUNICATO STAMPA
SEGRETERIA POLITICA NAZIONALE PARTITO DEL SUD
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Come Partito del Sud ci chiediamo come sia possibile che la Rai permetta simili esternazioni , anche ingiuriose, contro una parte del paese , il Sud, visto che il canone Rai è pagato anche dai cittadini di questa parte del paese che ormai ne hanno le tasche piene di sentirsi ancora una volta discriminati da frasi offensive e senza senso, tese a giustificare le solite ansie predatorie di una parte del paese sull’altra, peraltro già abbondantemente e storicamente penalizzata e sfruttata in tutti i modi; ancora una volta una trasmissione Rai è usata come megafono per propalare la solita insalata in chiave padana.
Come Partito del Sud ci chiediamo come sia possibile, bellamente e senza nessun valido contraddittorio, continuare a diffondere queste tesi sul Sud e pertanto chiediamo a tutti i nostri militanti e simpatizzanti di protestare contro questo ennesimo esempio di giornalismo strabico inviando alla mail ufficiostampa@rai.it la propria protesta , come sempre da nostra tradizione in forma civile e non offensiva, specificando la propria eventuale appartenenza o sostegno al Partito del Sud e chiedendo contemporaneamente una trasmissione di “riparazione” sullo stesso tema in cui siano presenti o intervistati anche esponenti del Partito del Sud, per avere finalmente un contraddittorio valido che possa smontare le solite esternazioni stereotipate sul Sud, i suoi cittadini ed i suoi tesori; tesori che vanno conservati, custoditi e valorizzati al Sud, nella propria sede d’appartenenza e che possono essere volano di sviluppo di questi territori che da 152 anni assistono ad episodi di predazione e saccheggio a cui occorre da subito e per sempre porre fine.
COMUNICATO STAMPA
SEGRETERIA POLITICA NAZIONALE PARTITO DEL SUD
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giovedì 15 agosto 2013
mercoledì 14 agosto 2013
14 Agosto....non dimentichiamo!
Antonio Ciano
152 anni fa,Cialdini fece bruciare Pontelandolfo e Casalduni. I morti furono più di Mille. Una preghiera per loro. L'eccidio è stato tremendo. Morirono vecchi, bambini, donne, anche violentate dai bersaglieri del col. Negri.
PONTELANDOLFO 14 agosto 1861 «Fenesta ca lucive e mò nun luce!» Erano le 03,30 del 14 agosto e Rosina, la donna di Martummé, s’era alzata presto per lavare la biancheria. Mentre lavava i panni e le lenzuola, cantava sottovoce la bella aria napoletana attribuita a Vincenzo Bellini. A quell’ora dormivano quasi tutti, solo qualche contadino era in piedi per pulire la stalla. Rosina era felice, amava Martummé e pensava che l’antico ordine stava per ristabilirsi. Finalmente avrebbe potuto rifarsi una vita sposando il suo amato. A Pontelandolfo come in quasi tutti i paesi del Molise, degli Abruzzi, della Ciociaria, del Matese, del Chietino, degli Ausoni, la bandiera gigliata sventolava sui pennoni più alti. Tutto un popolo era insorto contro il Piemonte, contro Vittorio Emanuele II. Solo pochi volevano essere servi di uno Stato ritenuto il più retrivo e reazionario d’Europa. Qualcuno propendeva per la repubblica che Mazzini sognava, ma tutto il popolo contadino stava dalla parte dei Borbone.
La libertà, la gente del Sud, l’ha sempre conquistata col sangue. Su ordine del generale Cialdini il 13 agosto partì da Benevento una colonna di bersaglieri, tutti tiratori scelti. La colonna era comandata dal generale Maurizio De Sonnaz, detto Requiescant per le fucilazioni facili da lui ordinate e per il massacro di parecchi preti e l’attacco ad abbazie e chiese. 157 Eccellenza, Quarantacinque soldati, tra i più valorosi figli d’Italia, il giorno 11 agosto 1861 furono trucidati in Pontelandolfo.
Arrivati sul luogo vennero tenuti a bada dai cittadini fino al sopraggiungere dei briganti. Giunti costoro, i soldati avevano subito attaccato, ma il popolo tutto accorse costringendoli a fuggire. Inseguiti si difesero strenuamente, sempre combattendo, fino a ritirarsi nell’abitato di Casalduni ove si arresero e passati per le armi. Invocò la magnanimità di sua eccellenza affinché i due paesi citati soffrano un tremendo castigo che sia d’esempio alle altre popolazioni del Sud. Iacobelli Ecco i servi del Piemonte, ecco i lacchè, ecco la malvagità umana diventare barbarie, ecco chi ha fatto l’Italia una.
Questo signore invoca il ferro e il fuoco; questo signore per farsi grande nei confronti del criminale di guerra Cialdini chiede a quest’ultimo di arrostire tutti gli abitanti dei due paesi sanniti! Viva l’Italia una e indivisibile! Viva i liberali! Viva Vittorio Emanuele II, Viva la democrazia liberale che per bocca di Iacobelli ammette che il popolo tutto accorse ad accoppare i soldati piemontesi e per questo motivo doveva essere castigato! Ma la democrazia non è consenso? Per i piemontesi no, quei signori non hanno mai conosciuto la parola democrazia nella loro storia. I
ntanto Cosimo Giordano e Angelo Pica furono chiamati a Pontelandolfo per prendere nuovi ordini dal generale Filippo Tommaselli e per stabilire un piano per respingere eventuali attacchi. Infatti al Tommaselli erano arrivate notizie circa duecento bersaglieri che stavano marciando verso Pontelandolfo con alla testa il garibaldino De Marco. I soldati si erano fermati a Solopaca in attesa di ordini; a San Lupo stazionavano altre duecento guardie nazionali. Ciò allarmava Tommaselli.
Da "I Savoia e il massacro del Sud"
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Antonio Ciano
152 anni fa,Cialdini fece bruciare Pontelandolfo e Casalduni. I morti furono più di Mille. Una preghiera per loro. L'eccidio è stato tremendo. Morirono vecchi, bambini, donne, anche violentate dai bersaglieri del col. Negri.
PONTELANDOLFO 14 agosto 1861 «Fenesta ca lucive e mò nun luce!» Erano le 03,30 del 14 agosto e Rosina, la donna di Martummé, s’era alzata presto per lavare la biancheria. Mentre lavava i panni e le lenzuola, cantava sottovoce la bella aria napoletana attribuita a Vincenzo Bellini. A quell’ora dormivano quasi tutti, solo qualche contadino era in piedi per pulire la stalla. Rosina era felice, amava Martummé e pensava che l’antico ordine stava per ristabilirsi. Finalmente avrebbe potuto rifarsi una vita sposando il suo amato. A Pontelandolfo come in quasi tutti i paesi del Molise, degli Abruzzi, della Ciociaria, del Matese, del Chietino, degli Ausoni, la bandiera gigliata sventolava sui pennoni più alti. Tutto un popolo era insorto contro il Piemonte, contro Vittorio Emanuele II. Solo pochi volevano essere servi di uno Stato ritenuto il più retrivo e reazionario d’Europa. Qualcuno propendeva per la repubblica che Mazzini sognava, ma tutto il popolo contadino stava dalla parte dei Borbone.
La libertà, la gente del Sud, l’ha sempre conquistata col sangue. Su ordine del generale Cialdini il 13 agosto partì da Benevento una colonna di bersaglieri, tutti tiratori scelti. La colonna era comandata dal generale Maurizio De Sonnaz, detto Requiescant per le fucilazioni facili da lui ordinate e per il massacro di parecchi preti e l’attacco ad abbazie e chiese. 157 Eccellenza, Quarantacinque soldati, tra i più valorosi figli d’Italia, il giorno 11 agosto 1861 furono trucidati in Pontelandolfo.
Arrivati sul luogo vennero tenuti a bada dai cittadini fino al sopraggiungere dei briganti. Giunti costoro, i soldati avevano subito attaccato, ma il popolo tutto accorse costringendoli a fuggire. Inseguiti si difesero strenuamente, sempre combattendo, fino a ritirarsi nell’abitato di Casalduni ove si arresero e passati per le armi. Invocò la magnanimità di sua eccellenza affinché i due paesi citati soffrano un tremendo castigo che sia d’esempio alle altre popolazioni del Sud. Iacobelli Ecco i servi del Piemonte, ecco i lacchè, ecco la malvagità umana diventare barbarie, ecco chi ha fatto l’Italia una.
Questo signore invoca il ferro e il fuoco; questo signore per farsi grande nei confronti del criminale di guerra Cialdini chiede a quest’ultimo di arrostire tutti gli abitanti dei due paesi sanniti! Viva l’Italia una e indivisibile! Viva i liberali! Viva Vittorio Emanuele II, Viva la democrazia liberale che per bocca di Iacobelli ammette che il popolo tutto accorse ad accoppare i soldati piemontesi e per questo motivo doveva essere castigato! Ma la democrazia non è consenso? Per i piemontesi no, quei signori non hanno mai conosciuto la parola democrazia nella loro storia. I
ntanto Cosimo Giordano e Angelo Pica furono chiamati a Pontelandolfo per prendere nuovi ordini dal generale Filippo Tommaselli e per stabilire un piano per respingere eventuali attacchi. Infatti al Tommaselli erano arrivate notizie circa duecento bersaglieri che stavano marciando verso Pontelandolfo con alla testa il garibaldino De Marco. I soldati si erano fermati a Solopaca in attesa di ordini; a San Lupo stazionavano altre duecento guardie nazionali. Ciò allarmava Tommaselli.
Da "I Savoia e il massacro del Sud"
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Longobardi 3 agosto 2013: Rinominare le strade per ritrovare e ricordare la nostra identità.
https://www.facebook.com/photo.php?v=603559992999150&set=o.46614561377&type=2&theater
Rinominare le strade per ritrovare e ricordare la nostra identità.
Un'iniziativa del Partito del Sud, come ricorda il Sindaco di Longobardi (che non ci stancheremo mai di ringraziare).
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https://www.facebook.com/photo.php?v=603559992999150&set=o.46614561377&type=2&theater
Rinominare le strade per ritrovare e ricordare la nostra identità.
Un'iniziativa del Partito del Sud, come ricorda il Sindaco di Longobardi (che non ci stancheremo mai di ringraziare).
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martedì 13 agosto 2013
23 Agosto, il Sacco & Vanzetti Day a Torremaggiore - Sud Project Camp sostiene questo evento
Sud Project Camp sostiene questo evento organizzato dall’Associazione Sacco & Vanzetti.
Documentario in onore della nipote di Nicola Ferdinando Sacco , e all'associazione Sacco e Vanzetti di Torremaggiore ( Fg ) creata dal dott.Marolla Matteo con presidente onorario Fernanda Sacco , in occasione della commemorazione annuale che viene festeggiata ogni 23 Agosto di ogni anno.
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Sud Project Camp sostiene questo evento organizzato dall’Associazione Sacco & Vanzetti.
Documentario in onore della nipote di Nicola Ferdinando Sacco , e all'associazione Sacco e Vanzetti di Torremaggiore ( Fg ) creata dal dott.Marolla Matteo con presidente onorario Fernanda Sacco , in occasione della commemorazione annuale che viene festeggiata ogni 23 Agosto di ogni anno.
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