giovedì 11 luglio 2013

Il Partito del Sud invita a contribuire per ricollocare una nuova targa a Fenestrelle!

La targa, a suo tempo collocata dagli amici dei CDS, come si sa è stata vergognosamente distrutta! Si invitano i meridionalisti e iscritti e simpatizzanti del PdelSUD a contribuire per poter produrre una nuova targa commemorativa dei soldati dell'ex Regno e Stato autonomo delle Due Sicilie, rinchiusi e lasciati morire, nella fortezza di Fenestrelle presso Torino, dai nuovi governanti sabaudi!

NUMERO POSTAPAY 4023600584667630 intestato a Cafiero Alfredo.
Causale : Lapide Fenestrelle.


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La targa, a suo tempo collocata dagli amici dei CDS, come si sa è stata vergognosamente distrutta! Si invitano i meridionalisti e iscritti e simpatizzanti del PdelSUD a contribuire per poter produrre una nuova targa commemorativa dei soldati dell'ex Regno e Stato autonomo delle Due Sicilie, rinchiusi e lasciati morire, nella fortezza di Fenestrelle presso Torino, dai nuovi governanti sabaudi!

NUMERO POSTAPAY 4023600584667630 intestato a Cafiero Alfredo.
Causale : Lapide Fenestrelle.


mercoledì 10 luglio 2013

IL PARTITO DEL SUD CONTRO LA MODIFICA PREVISTA DELL'ATTUALE CARTA COSTITUZIONALE !

Nel silenzio generale sta passando un piano, con poche luci e molte ombre, che sembrerebbe prevedere lo stravolgimento della Costituzione repubblicana nata dalla resistenza.

Il governo Letta, nel procedere a tappe forzate per mantenere l’impegno assunto con il capo dello Stato a farsi motore di propulsione delle modifiche alla Carta Costituzionale, ha infatti nominato una commissione ( l’ennesima) di 40 saggi (20 deputati, 20 senatori) che si accinge a metter mano all’art. 138 della Costituzione, articolo che impedisce che la Costituzione possa essere facilmente e liberamente manomessa al di fuori della complessa procedura costituzionale, che prescrive tempi certi e prevede per ben due volte il voto di ciascuna camera, il tutto seguito da un referendum popolare di approvazione finale.

Invece i 40 saggi inizieranno, sembra seguendo indicazioni precise, proprio dallo stravolgere il dettato dell’art 138 per "ammorbidire" il tutto e rendere plausibile una nuova versione della costituzione, probabilmente più malleabile da chi detiene il potere, per poter poi procedere al opera del governassimo attuale, o dei futuri, nel blindare il potere dell’esecutivo fino ad approdare ad una qualche forma di presidenzialismo, così come pare da indiscrezioni di stampa ;  quel presidenzialismo  tanto caro ad esempio alla P2 , i cui aderenti vedrebbero così realizzarsi a posteriori l’intero programma preparato negli anni ‘70..anno dopo anno..riforma dopo riforma, potere dopo potere.

Operando quindi i "saggi" in una prima fase al di fuori dal controllo del Parlamento, l'impressione è che si voglia procedere per esautorare da scelte condivise al riguardo non solo i parlamentari ma anche i cittadini, che già non hanno potuto esprimere le proprie preferenze alle ultime elezioni e ormai non sono più rappresentati da nessuno, riducendoli pertanto a sudditi e privandoli forse anche della possibilità di esprimersi con il referendum finale su una questione di così vitale importanza. 

In altre parole il potere sembra discendere dal potere e non certo dal voto e in quelle segrete stanze si decide tutto ed il contrario di tutto in base a ragionamenti e calcoli che ignorano la continua vigilanza del cittadino anche nella formazione del nuovo testo e quindi non solo il bene comune ma anche la discussione parlamentare, quasi fosse solo inutile e fastidiosa perdita di tempo da concedersi eventualmente, quale pudibonda foglia di fico, solo a cose fatte e a posteriori. D’altra parte già due anni fa si è visto come del parere del “popolo sovrano” poco o nulla importi a questa classe politica e come dei referendum di allora, e del loro risultato, quasi nessuno ne abbia tenuto conto, tranne poche valide eccezioni a livello locale come ad esempio a Napoli grazie al Sindaco De Magistris .

 Quando perciò sentiamo parlare con piglio deciso di “riforme per il bene del paese”, che non seguano l'iter preciso previsto dalla vigente Costituzione ma che cerchino di perseguire fantasiose scorciatoie,  parliamo solo e sempre di questo progressivo svuotamento di quelle che sono le prerogative del Parlamento e quindi dei diritti dei cittadini che questo dovrebbe rappresentare; riforme in senso verticistico, riforme intese come una sempre maggior perdita di potere e di vigilanza sulla cosa pubblica da parte del cittadino e degli attuali organi di controllo.

 Pertanto il dovere democratico di tutti noi è solo e assolutamente quello di difendere l’attuale Costituzione che è attualissima e va solo e semplicemente applicata in ogni sua parte,  cosa che non è mai stata fatta fino ad oggi con risultati tragici e sotto gli occhi di tutti, e che certamente non è quella “costituzione superata dai tempi” come vorrebbe far apparire la cantilena, in passato prerogativa dei soli berluscones, adesso declinata da tutti grazie a questo vergognoso abbraccio partitocratico.

 Il nostro dovere perciò è quello di batterci democraticamente e da subito affinchè non si verifichi il pernicioso stravolgimento costituzionale che alcuni poteri sembrerebbero voler portare a termine senza seguire l'iter vigente, dopodiché pretendere a gran voce una nuova leggere elettorale che superi l’attuale, antidemocratica, per poi tornare quanto prima al voto nella speranza di mandare a casa quanto prima questi signori.

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud




Articolo 138

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione [cfr. art. 72 c.4].
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.187 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.


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Nel silenzio generale sta passando un piano, con poche luci e molte ombre, che sembrerebbe prevedere lo stravolgimento della Costituzione repubblicana nata dalla resistenza.

Il governo Letta, nel procedere a tappe forzate per mantenere l’impegno assunto con il capo dello Stato a farsi motore di propulsione delle modifiche alla Carta Costituzionale, ha infatti nominato una commissione ( l’ennesima) di 40 saggi (20 deputati, 20 senatori) che si accinge a metter mano all’art. 138 della Costituzione, articolo che impedisce che la Costituzione possa essere facilmente e liberamente manomessa al di fuori della complessa procedura costituzionale, che prescrive tempi certi e prevede per ben due volte il voto di ciascuna camera, il tutto seguito da un referendum popolare di approvazione finale.

Invece i 40 saggi inizieranno, sembra seguendo indicazioni precise, proprio dallo stravolgere il dettato dell’art 138 per "ammorbidire" il tutto e rendere plausibile una nuova versione della costituzione, probabilmente più malleabile da chi detiene il potere, per poter poi procedere al opera del governassimo attuale, o dei futuri, nel blindare il potere dell’esecutivo fino ad approdare ad una qualche forma di presidenzialismo, così come pare da indiscrezioni di stampa ;  quel presidenzialismo  tanto caro ad esempio alla P2 , i cui aderenti vedrebbero così realizzarsi a posteriori l’intero programma preparato negli anni ‘70..anno dopo anno..riforma dopo riforma, potere dopo potere.

Operando quindi i "saggi" in una prima fase al di fuori dal controllo del Parlamento, l'impressione è che si voglia procedere per esautorare da scelte condivise al riguardo non solo i parlamentari ma anche i cittadini, che già non hanno potuto esprimere le proprie preferenze alle ultime elezioni e ormai non sono più rappresentati da nessuno, riducendoli pertanto a sudditi e privandoli forse anche della possibilità di esprimersi con il referendum finale su una questione di così vitale importanza. 

In altre parole il potere sembra discendere dal potere e non certo dal voto e in quelle segrete stanze si decide tutto ed il contrario di tutto in base a ragionamenti e calcoli che ignorano la continua vigilanza del cittadino anche nella formazione del nuovo testo e quindi non solo il bene comune ma anche la discussione parlamentare, quasi fosse solo inutile e fastidiosa perdita di tempo da concedersi eventualmente, quale pudibonda foglia di fico, solo a cose fatte e a posteriori. D’altra parte già due anni fa si è visto come del parere del “popolo sovrano” poco o nulla importi a questa classe politica e come dei referendum di allora, e del loro risultato, quasi nessuno ne abbia tenuto conto, tranne poche valide eccezioni a livello locale come ad esempio a Napoli grazie al Sindaco De Magistris .

 Quando perciò sentiamo parlare con piglio deciso di “riforme per il bene del paese”, che non seguano l'iter preciso previsto dalla vigente Costituzione ma che cerchino di perseguire fantasiose scorciatoie,  parliamo solo e sempre di questo progressivo svuotamento di quelle che sono le prerogative del Parlamento e quindi dei diritti dei cittadini che questo dovrebbe rappresentare; riforme in senso verticistico, riforme intese come una sempre maggior perdita di potere e di vigilanza sulla cosa pubblica da parte del cittadino e degli attuali organi di controllo.

 Pertanto il dovere democratico di tutti noi è solo e assolutamente quello di difendere l’attuale Costituzione che è attualissima e va solo e semplicemente applicata in ogni sua parte,  cosa che non è mai stata fatta fino ad oggi con risultati tragici e sotto gli occhi di tutti, e che certamente non è quella “costituzione superata dai tempi” come vorrebbe far apparire la cantilena, in passato prerogativa dei soli berluscones, adesso declinata da tutti grazie a questo vergognoso abbraccio partitocratico.

 Il nostro dovere perciò è quello di batterci democraticamente e da subito affinchè non si verifichi il pernicioso stravolgimento costituzionale che alcuni poteri sembrerebbero voler portare a termine senza seguire l'iter vigente, dopodiché pretendere a gran voce una nuova leggere elettorale che superi l’attuale, antidemocratica, per poi tornare quanto prima al voto nella speranza di mandare a casa quanto prima questi signori.

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud




Articolo 138

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione [cfr. art. 72 c.4].
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.187 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.


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lunedì 8 luglio 2013

Fortezza di Fenestrelle, basta con la lapide! Distrutto il ricordo dei prigionieri meridionali - di Gigi Di Fiore

A proposito di questa vicenda vergognosa una condivisibile considerazione del nostro responsabile Puglia, il giornalista Michele Dell'Edera, a cui segue l'articolo, altrettanto condivisibile, dell'amico giornalista e scrittore Gigi Di Fiore sul Mattino di oggi. 

 "Un po' come successe negli anni scorsi in Francia e in altre parti del mondo con la distruzione delle lapidi di alcuni ebrei, anche a Fenestrelle è stata distrutta la lapide che ricordava l'uccisione nel lager dei Savoia dei soldati delle Due Sicilie. Evidentemente il razzismo non ha altre armi che la violenza e l'odio per la verità." 


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CONTROSTORIE
di Gigi Di Fiore

Fonte: Il Mattino 

"Anche se ne fosse morto solo uno di quei prigionieri, sarebbe giusto ricordarlo". Fui chiaro, a Torino, con il professore Alessandro Barbero. Mi chiese cosa ne pensavo della lapide sistemata nel 2008 all'interno della fortezza-carcere di Fenestrelle. Fui chiaro mentre si dibatteva su un suo lavoro, nato da una ricerca impostata, in maniera limitata, quasi esclusivamente su documenti dell'Archivio storico di Torino. Limitava il numero dei morti tra i prigionieri dell'ex esercito delle Due Sicilie e dello Stato pontificio, rinchiusi dopo gli scontri con i garibaldini e le truppe piemontesi. Poche decine, ho più volte scritto, non certo migliaia. Ma pur sempre morti lontano dalle loro terre e in stato di prigionia.

Voglia di revisionismo delle controstorie. Voglia di strizzare l'occhio ad un mercato che si era rilevato incuriosito dalle controstorie, senza che il mercato rispondesse a Barbero come sperava: il libro è rimasto lì, con il suo 2 per cento di documenti consultati tra quelli disponibili sulle prigionie risorgimentali tra il 1860 e il 1862. Senza aver chiuso la ricerca sul tema dei prigionieri di una guerra non dichiarata tra italiani.

L'effetto violento di quel testo è stata, invece, la distruzione della lapide che non dava fastidio a nessuno. Era stata affissa dai Comitati presieduti da Fiore Marro e diceva: "Tra il 1860 e il 1861 vennero segregati nella fortezza di Fenestrelle migliaia di soldati dell'esercito delle Due Sicilie che si erano rifiutati di rinnegare il re e l'antica patria. Pochi tornarono a casa, i più morirono di stenti. I pochi che sanno s'inchinano".

Nulla di esplosivo, di "secessionista", di violento. Un ricordo, come in migliaia di lapidi che inneggiano alle case e alle casette dove ha dormito o è solo passato (ma sarà poi sempre vero?) Giuseppe Garibaldi in Italia.

Tra bar e spettacoli ameni, la fortezza di Fenestrelle, carcere duro del regno sardo-piemontese e poi dei primi anni dell'Italia unita, viene visitata dai turisti. Niente ricordo degli italiani che vennero rinchiusi tra quelle mura, dopo una guerra di conquista che portò all'annessione di territori dello Stato pontificio e dell'intero Mezzogiorno.

Gli accademici che hanno ricordato quelle prigionie, come Roberto Martucci o Eugenio Di Rienzo, sono a volte guardati con diffidenza dai loro colleghi. Mentre monta la voglia accademica di avviare finalmente ricerche su temi sollevati anche da storici non di professione.

Temi della nostra storia di 152 anni fa, su cui l'accademia si era seduta. E per anni ci si poteva chiedere a cosa servissero le cattedre di storia del Risorgimento se tutto era stato scritto, esplorato, interpretato. Molto invece era rimasto nel buio. E ci volle un non storico-accademico, come Franco Molfese, per fare finalmente luce per intero sulla storia del brigantraggio post-unitario, con documenti inediti.

Misteri dell'Italia, che non sa davvero fare i conti con la propria storia. E, in questo clima, ci sta anche la distruzione della lapide a Fenestrelle, anticipata dalle parole di Barbero. Parlò di "lapide menzognera che l'amministrazione del forte ha incredibilmente acconsentito di collocare, su falsità che hanno influenzato un'opinione pubblica particolarmente incattivita e frustrata".

Così parlò il docente di storia medievale. Con toni di insolita violenza che contestava ad altri. L'effetto è stata la rimozione della lapide a Fenestrelle. Ridotta a pezzi. E non ritrovata da chi era tornato nel forte per rivederla.

Fonte: Il Mattino 


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A proposito di questa vicenda vergognosa una condivisibile considerazione del nostro responsabile Puglia, il giornalista Michele Dell'Edera, a cui segue l'articolo, altrettanto condivisibile, dell'amico giornalista e scrittore Gigi Di Fiore sul Mattino di oggi. 

 "Un po' come successe negli anni scorsi in Francia e in altre parti del mondo con la distruzione delle lapidi di alcuni ebrei, anche a Fenestrelle è stata distrutta la lapide che ricordava l'uccisione nel lager dei Savoia dei soldati delle Due Sicilie. Evidentemente il razzismo non ha altre armi che la violenza e l'odio per la verità." 


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CONTROSTORIE
di Gigi Di Fiore

Fonte: Il Mattino 

"Anche se ne fosse morto solo uno di quei prigionieri, sarebbe giusto ricordarlo". Fui chiaro, a Torino, con il professore Alessandro Barbero. Mi chiese cosa ne pensavo della lapide sistemata nel 2008 all'interno della fortezza-carcere di Fenestrelle. Fui chiaro mentre si dibatteva su un suo lavoro, nato da una ricerca impostata, in maniera limitata, quasi esclusivamente su documenti dell'Archivio storico di Torino. Limitava il numero dei morti tra i prigionieri dell'ex esercito delle Due Sicilie e dello Stato pontificio, rinchiusi dopo gli scontri con i garibaldini e le truppe piemontesi. Poche decine, ho più volte scritto, non certo migliaia. Ma pur sempre morti lontano dalle loro terre e in stato di prigionia.

Voglia di revisionismo delle controstorie. Voglia di strizzare l'occhio ad un mercato che si era rilevato incuriosito dalle controstorie, senza che il mercato rispondesse a Barbero come sperava: il libro è rimasto lì, con il suo 2 per cento di documenti consultati tra quelli disponibili sulle prigionie risorgimentali tra il 1860 e il 1862. Senza aver chiuso la ricerca sul tema dei prigionieri di una guerra non dichiarata tra italiani.

L'effetto violento di quel testo è stata, invece, la distruzione della lapide che non dava fastidio a nessuno. Era stata affissa dai Comitati presieduti da Fiore Marro e diceva: "Tra il 1860 e il 1861 vennero segregati nella fortezza di Fenestrelle migliaia di soldati dell'esercito delle Due Sicilie che si erano rifiutati di rinnegare il re e l'antica patria. Pochi tornarono a casa, i più morirono di stenti. I pochi che sanno s'inchinano".

Nulla di esplosivo, di "secessionista", di violento. Un ricordo, come in migliaia di lapidi che inneggiano alle case e alle casette dove ha dormito o è solo passato (ma sarà poi sempre vero?) Giuseppe Garibaldi in Italia.

Tra bar e spettacoli ameni, la fortezza di Fenestrelle, carcere duro del regno sardo-piemontese e poi dei primi anni dell'Italia unita, viene visitata dai turisti. Niente ricordo degli italiani che vennero rinchiusi tra quelle mura, dopo una guerra di conquista che portò all'annessione di territori dello Stato pontificio e dell'intero Mezzogiorno.

Gli accademici che hanno ricordato quelle prigionie, come Roberto Martucci o Eugenio Di Rienzo, sono a volte guardati con diffidenza dai loro colleghi. Mentre monta la voglia accademica di avviare finalmente ricerche su temi sollevati anche da storici non di professione.

Temi della nostra storia di 152 anni fa, su cui l'accademia si era seduta. E per anni ci si poteva chiedere a cosa servissero le cattedre di storia del Risorgimento se tutto era stato scritto, esplorato, interpretato. Molto invece era rimasto nel buio. E ci volle un non storico-accademico, come Franco Molfese, per fare finalmente luce per intero sulla storia del brigantraggio post-unitario, con documenti inediti.

Misteri dell'Italia, che non sa davvero fare i conti con la propria storia. E, in questo clima, ci sta anche la distruzione della lapide a Fenestrelle, anticipata dalle parole di Barbero. Parlò di "lapide menzognera che l'amministrazione del forte ha incredibilmente acconsentito di collocare, su falsità che hanno influenzato un'opinione pubblica particolarmente incattivita e frustrata".

Così parlò il docente di storia medievale. Con toni di insolita violenza che contestava ad altri. L'effetto è stata la rimozione della lapide a Fenestrelle. Ridotta a pezzi. E non ritrovata da chi era tornato nel forte per rivederla.

Fonte: Il Mattino 


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IL PARTITO DEL SUD CONTRO L'ACQUISTO DEGLI F 35 !

"Il CSD esamina i problemi generali relativi alla difesa nazionale, sulla base delle direttive generali determinate dal Governo e dal Parlamento; da questa analisi scaturiscono delle direttive vincolanti per il Presidente della Repubblica, il Consiglio dei ministri (e di conseguenza i singoli ministeri) e il comandante delle forze armate, secondo le diverse aree di competenza. Le sue funzioni sono in gran parte delineate in negativo, cioè perché la maggior parte dei compiti concretamente decisionali, rientranti nella generale dizione della L. n. 624/50, rientrano in realtà nelle competenze di altri organi. In particolar modo l'indirizzo politico in materia di politica estera e militare spetta al Governo, e la determinazione dei piani strategici e di difesa dei confini sono di competenza del Capo di stato maggiore. Di conseguenza il CSD si limita a svolgere attività consultive e istruttorie per le decisioni del Consiglio dei ministri, al pari di un Comitato interministeriale, fenomeno con il quale è molto affine."

 Queste sono le funzioni del Consiglio Superiore di Difesa che esamina i problemi generali operativi rispetto a quanto determinato da Governo e Parlamento. Quindi tale organo per quanto determinato dalla Costituzione non può Sostituirsi al Parlamento. Quindi per gli F35 bluffano ! O commettono un abuso ! Fate voi !

 In un momento storico come quello attuale, con milioni di disoccupati, con lo smantellamento del welfare, con la scuola e la sanità allo sbando, con musei e siti culturali all'abbandono, con enormi territori inquinati da bonificare e decine di altre drammatiche emergenze causate principalmente dalla mancanza di fondi e da un impoverimento generale, anche solo il pensare di acquistare degli aerei da caccia con un costo di 14 miliardi di euro è abietto ed irresponsabile.

 Il PdelSUD è per la sospensione immediata all'acquisto degli F35 in quanto scelta scellerata ed anticostituzionale, se è vero che l'Italia "ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

 *"L'Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai, sorgente di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire."

 *Dal giuramento e messaggio del Presidente della Repubblica Sandro Pertini
   Seduta comune di Camera e Senato del 9 luglio 1978

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"Il CSD esamina i problemi generali relativi alla difesa nazionale, sulla base delle direttive generali determinate dal Governo e dal Parlamento; da questa analisi scaturiscono delle direttive vincolanti per il Presidente della Repubblica, il Consiglio dei ministri (e di conseguenza i singoli ministeri) e il comandante delle forze armate, secondo le diverse aree di competenza. Le sue funzioni sono in gran parte delineate in negativo, cioè perché la maggior parte dei compiti concretamente decisionali, rientranti nella generale dizione della L. n. 624/50, rientrano in realtà nelle competenze di altri organi. In particolar modo l'indirizzo politico in materia di politica estera e militare spetta al Governo, e la determinazione dei piani strategici e di difesa dei confini sono di competenza del Capo di stato maggiore. Di conseguenza il CSD si limita a svolgere attività consultive e istruttorie per le decisioni del Consiglio dei ministri, al pari di un Comitato interministeriale, fenomeno con il quale è molto affine."

 Queste sono le funzioni del Consiglio Superiore di Difesa che esamina i problemi generali operativi rispetto a quanto determinato da Governo e Parlamento. Quindi tale organo per quanto determinato dalla Costituzione non può Sostituirsi al Parlamento. Quindi per gli F35 bluffano ! O commettono un abuso ! Fate voi !

 In un momento storico come quello attuale, con milioni di disoccupati, con lo smantellamento del welfare, con la scuola e la sanità allo sbando, con musei e siti culturali all'abbandono, con enormi territori inquinati da bonificare e decine di altre drammatiche emergenze causate principalmente dalla mancanza di fondi e da un impoverimento generale, anche solo il pensare di acquistare degli aerei da caccia con un costo di 14 miliardi di euro è abietto ed irresponsabile.

 Il PdelSUD è per la sospensione immediata all'acquisto degli F35 in quanto scelta scellerata ed anticostituzionale, se è vero che l'Italia "ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

 *"L'Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai, sorgente di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire."

 *Dal giuramento e messaggio del Presidente della Repubblica Sandro Pertini
   Seduta comune di Camera e Senato del 9 luglio 1978

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F-35, …L’USA CI USA, (domani in parlamento le riprese col primo ciak) di Bruno Pappalardo

Di Bruno Pappalardo


INCREDIBILE!!
Oltre alla dichiarazione del Pentagono che dichiara “in uno scontro aereo, l’F35 sarebbe facile di abbattere” anche quella di competenti autorità che indicano apparecchi molto meno cari, - anche per il tipo di armamento ossia dei caccia bombardieri, che l’Italia non dovrebbe scegliere in ragione delle tanto conclamate e acclamate sue missioni di “pace”- dei Sukhoi 30 russi, o, anche dei Eurofighter Typhoon anglo-tedeschi oppure, il Saab JAS 39 Gripen svedese e perfino lo J-10 ‘dragone possente’ cinese, ma…
INCREDIBILE!! Oltre a ciò, gli F-35, su cui si potrebbero elencare numerosi e tragicomici difetti, - ma solo un paio su tutti vanno assolutamente descritti - ci sono quelli particolarissimi, …primo, la ripartizione del carburante distribuito tutto intorno al veicolo, dunque, indubbiamente abbattibile in un istante pure da una briciola di proiettile. Sarebbe come comprarsi una bomba e mettercela sotto il letto e dormire sogni tranquilli ma soprattutto, …secondo, il fatto che posteriormente non si vede nulla!
E’ come viaggiare sulla Napoli-Salerno avendo il lunotto posteriore occupato dagli assorbenti da neonati dei figlioli o nipotini. Se se ne accorge la “stradale” ti straccia la patente e manda il tuo bel SUV in un burrone.
Ma non finisce qui;
INCREDIBILE!!! E’ che gli USA possono fermare l’aereo in volo, in quel momento usato dall’esercito aereonautico italiano e semmai anche distruggerlo, …non è straordinario!
Non è veramente italiano?
Monicelli, Rosi, Nanni Loy, Salce c’avrebbero fatto un film. E’ come darti martellate sugli zebedei, come avere un invasore in casa, come impedirmi di difendere la mia nazione da un’altra nemica però amica degli Usa, come perdere la sovranità nazionale!
Infatti, con gli F-35 acquisiremo sì, certo, tutte o parte delle tecnologie, ma non l’hardware!
Saremo totalmente nelle mani degli Usa, della casa Bianca. Facciamo un esempio banale e ipotizziamo ma solo per un impensabile situazione che tra 10 anni, ci passa in mente di usare questi aerei, contro un paese alleato degli USA in una missione di pace per l’Europa o per fatti nostri, ebbene, ci troveremmo, si fa per dire, contro gli USA, ossia in una missione sgradita a Washington. L’hardware dell’aereo è accessibile esclusivamente agli statunitensi. Significa che l’F-35 o lo usi affianco agli americani o ti fotti!
Significa che gli Usa vendendoci gli F-35 comprano anche la nostra assoluta fedeltà anche se un giorno volessimo rinunciarvi.
Gli States of Usa ci fermerebbero gli aerei o forse magnanimi e capaci, anche di farci atterrare senza farci esplodere in volo.
Della stessa ipotesi che tra qualche anno potremmo anche non essere più alleati di Washington, perché i rispettivi interessi nazionali si stanno differenziando in maniera sempre più evidente già oggi, lo dice anche il dott. Gianandrea Gaiani, analista militare, direttore di “Analisi Difesa” e collaboratore di “Panorama” e de “Il Sole 24 Ore”, Infatti Consiglio Supremo di Difesa italiano ha ribadito la “ineludibile necessità” d’integrare i sistemi difensivi dell’Unione Europea. Si parla tanto d’integrazione europea e forse stranamente l’intesa potrebbe veramente essere pretesa
Che ne dite? Che ne direbbero i De Sica, i Luigi Zampa, Steno, Germi, Comencini, Pasquale Festa Campanile, una Lina Wertmuller, Scola, Dino Risi o Corbucci e per finire un bel De Filippo??, insomma tutto da ridere!
Dite la verità, …vi ho rallegrato l’animo? Noooooo?
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Di Bruno Pappalardo


INCREDIBILE!!
Oltre alla dichiarazione del Pentagono che dichiara “in uno scontro aereo, l’F35 sarebbe facile di abbattere” anche quella di competenti autorità che indicano apparecchi molto meno cari, - anche per il tipo di armamento ossia dei caccia bombardieri, che l’Italia non dovrebbe scegliere in ragione delle tanto conclamate e acclamate sue missioni di “pace”- dei Sukhoi 30 russi, o, anche dei Eurofighter Typhoon anglo-tedeschi oppure, il Saab JAS 39 Gripen svedese e perfino lo J-10 ‘dragone possente’ cinese, ma…
INCREDIBILE!! Oltre a ciò, gli F-35, su cui si potrebbero elencare numerosi e tragicomici difetti, - ma solo un paio su tutti vanno assolutamente descritti - ci sono quelli particolarissimi, …primo, la ripartizione del carburante distribuito tutto intorno al veicolo, dunque, indubbiamente abbattibile in un istante pure da una briciola di proiettile. Sarebbe come comprarsi una bomba e mettercela sotto il letto e dormire sogni tranquilli ma soprattutto, …secondo, il fatto che posteriormente non si vede nulla!
E’ come viaggiare sulla Napoli-Salerno avendo il lunotto posteriore occupato dagli assorbenti da neonati dei figlioli o nipotini. Se se ne accorge la “stradale” ti straccia la patente e manda il tuo bel SUV in un burrone.
Ma non finisce qui;
INCREDIBILE!!! E’ che gli USA possono fermare l’aereo in volo, in quel momento usato dall’esercito aereonautico italiano e semmai anche distruggerlo, …non è straordinario!
Non è veramente italiano?
Monicelli, Rosi, Nanni Loy, Salce c’avrebbero fatto un film. E’ come darti martellate sugli zebedei, come avere un invasore in casa, come impedirmi di difendere la mia nazione da un’altra nemica però amica degli Usa, come perdere la sovranità nazionale!
Infatti, con gli F-35 acquisiremo sì, certo, tutte o parte delle tecnologie, ma non l’hardware!
Saremo totalmente nelle mani degli Usa, della casa Bianca. Facciamo un esempio banale e ipotizziamo ma solo per un impensabile situazione che tra 10 anni, ci passa in mente di usare questi aerei, contro un paese alleato degli USA in una missione di pace per l’Europa o per fatti nostri, ebbene, ci troveremmo, si fa per dire, contro gli USA, ossia in una missione sgradita a Washington. L’hardware dell’aereo è accessibile esclusivamente agli statunitensi. Significa che l’F-35 o lo usi affianco agli americani o ti fotti!
Significa che gli Usa vendendoci gli F-35 comprano anche la nostra assoluta fedeltà anche se un giorno volessimo rinunciarvi.
Gli States of Usa ci fermerebbero gli aerei o forse magnanimi e capaci, anche di farci atterrare senza farci esplodere in volo.
Della stessa ipotesi che tra qualche anno potremmo anche non essere più alleati di Washington, perché i rispettivi interessi nazionali si stanno differenziando in maniera sempre più evidente già oggi, lo dice anche il dott. Gianandrea Gaiani, analista militare, direttore di “Analisi Difesa” e collaboratore di “Panorama” e de “Il Sole 24 Ore”, Infatti Consiglio Supremo di Difesa italiano ha ribadito la “ineludibile necessità” d’integrare i sistemi difensivi dell’Unione Europea. Si parla tanto d’integrazione europea e forse stranamente l’intesa potrebbe veramente essere pretesa
Che ne dite? Che ne direbbero i De Sica, i Luigi Zampa, Steno, Germi, Comencini, Pasquale Festa Campanile, una Lina Wertmuller, Scola, Dino Risi o Corbucci e per finire un bel De Filippo??, insomma tutto da ridere!
Dite la verità, …vi ho rallegrato l’animo? Noooooo?

sabato 6 luglio 2013

Sempre in direzione SUD ! De Magistris vara "La rete dei Sindaci del Sud" !

de Magistris : "Il Sud deve contare di più! "



A Ottobre parte "la rete dei sindaci del Sud"


Una "rete dei sindaci delle città del Sud" che avrà come battesimo una "prima iniziativa che si terrà ad ottobre a Napoli". Ad annunciarlo il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, spiegando che la decisione è stata presa in occasione dell’assemblea dell’Anci, conclusa con l’elezione del nuovo presidente Piero Fassino.

"Con i sindaci del Sud abbiamo deciso di creare una rete che unisca i primi cittadini di Napoli, Bari, Catania, Palermo, Cagliari - spiega de Magistris - perché il Sud deve contare di più. Abbiamo visto ancora negli ultimi tempi che gli investimenti più importanti e le attenzioni maggiori sono sempre rivolte altrove".

De Magistris lancia quindi un appello al presidente del Consiglio Enrico Letta: "Il Paese riparta da Sud. Con l’unità d’Italia, ma riparta da Sud". "Ci siamo stancati di non avere la giusta attenzione e il rispetto per quello che stiamo facendo con tanto coraggio e tanta voglia di riscatto", conclude.

Fonte : Luigi de Magistris


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de Magistris : "Il Sud deve contare di più! "



A Ottobre parte "la rete dei sindaci del Sud"


Una "rete dei sindaci delle città del Sud" che avrà come battesimo una "prima iniziativa che si terrà ad ottobre a Napoli". Ad annunciarlo il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, spiegando che la decisione è stata presa in occasione dell’assemblea dell’Anci, conclusa con l’elezione del nuovo presidente Piero Fassino.

"Con i sindaci del Sud abbiamo deciso di creare una rete che unisca i primi cittadini di Napoli, Bari, Catania, Palermo, Cagliari - spiega de Magistris - perché il Sud deve contare di più. Abbiamo visto ancora negli ultimi tempi che gli investimenti più importanti e le attenzioni maggiori sono sempre rivolte altrove".

De Magistris lancia quindi un appello al presidente del Consiglio Enrico Letta: "Il Paese riparta da Sud. Con l’unità d’Italia, ma riparta da Sud". "Ci siamo stancati di non avere la giusta attenzione e il rispetto per quello che stiamo facendo con tanto coraggio e tanta voglia di riscatto", conclude.

Fonte : Luigi de Magistris


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LA VIGNETTA DI FRANCO GALLO,


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A Longobardi il 3 agosto il prossimo appuntamento Sud Project Camp

longobardipanoramaSi terrà a Longobardi in provincia di Cosenza il 3 agosto il prossimo appuntamento del Sud Project Camp. La manifestazione, ovviamente aperta al pubblico sarà ospitata nell’area comunale denominata “Atlantis Park”  e prevede l’esibizione di gruppi di artisti locali, lo svolgimento di alcuni convegni e seminari (di cui in seguito daremo notizie più dettagliate), l’allestimento di stand legati alla gastronomia locale.
Il Sud, e in questo caso la Calabria tornano protagonisti grazie al Sud Project Camp. Man mano che si aggiungeranno associazioni, movimenti, singoli cittadini, persone impegnate nel sociale, imprese, mondo del lavoro e del volontariato saranno ospitati all’interno delle manifestazioni del Sud Project Camp su tutto il territorio nazionale.


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longobardipanoramaSi terrà a Longobardi in provincia di Cosenza il 3 agosto il prossimo appuntamento del Sud Project Camp. La manifestazione, ovviamente aperta al pubblico sarà ospitata nell’area comunale denominata “Atlantis Park”  e prevede l’esibizione di gruppi di artisti locali, lo svolgimento di alcuni convegni e seminari (di cui in seguito daremo notizie più dettagliate), l’allestimento di stand legati alla gastronomia locale.
Il Sud, e in questo caso la Calabria tornano protagonisti grazie al Sud Project Camp. Man mano che si aggiungeranno associazioni, movimenti, singoli cittadini, persone impegnate nel sociale, imprese, mondo del lavoro e del volontariato saranno ospitati all’interno delle manifestazioni del Sud Project Camp su tutto il territorio nazionale.


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venerdì 5 luglio 2013

I BRONZI di RIACE, abbandonati, in attesa dell’ennesima ristrutturazione…il Partito del Sud chiama alla mobilitazione!

di  Andrea Balìa

Se potessero arrossirebbero loro dalla vergogna e dalla mortificazione, se non fossero di bronzo! Già, di bronzo come la faccia dei politici italiani. “La cultura non da da mangiare…” è la dotta considerazione regalataci tempo fa, se la memoria non ci inganna, da quella gran mente di Giulio Tremonti! Ma a tutto c’è un limite. Un articolo di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera rifà la storia di questa ennesima vergogna, figlia dell’inedia del Ministero della Cultura e dei politici calabresi, cattiva espressione d’una meravigliosa terra del Sud dell’Italia. Furono ritrovati il 16 Agosto del 1972, vennero esposti a Firenze con ragguardevoli numero di visite e poi in Calabria, nella loro terra presso il Museo della Magna Grecia, dove per insufficiente gestione della comunicazione ebbero un numero ben più modesto di visitatori (almeno nell’ultimo triennio d’esposizione dal 2006 al 2009). Ebbene, dal 23 Dicembre del 2009, causa necessità di ristrutturare il Museo, giacciono supini in una sala di Palazzo Campanella sempre a Reggio Calabria. Sono stati stanziati dai Fondi europei ben 10 milioni di euro per questi lavori che, se malauguratamente s’arrivasse al 2015, non sarebbero più usufruibili. Diatribe d’ogni genere, tra il sindaco che oppone fantasiosi problemi di viabilità e le opposizioni ai lavori dell’associazione Amici del Museo che si preoccupa d’una necropoli sottostante al Museo che potrebbe ricevere danni dall’avanzamento dei lavori. Insomma la Salerno – Reggio Calabria fa da esempio sulla tempistica. Pochi sanno come individuare la sala che accoglie i  Bronzi, e questa è solo la prima delle difficoltà che la dice lunga sull’attenzione riservata a tutta la faccenda. Il Partito del Sud denuncia quanto sopra come stato delle cose insopportabile per la disattenzione ministeriale e la pervicace inettitudine e lassismo burocratico d’una classe politica locale di cui il Sud non ne regge più la presenza e ne avverte l’impellente necessità di ricambio. Stendiamo poi un velo pietoso sulla malsana e ventilata ipotesi di scippare i Bronzi al Sud per ricollocarli magari in un sito centro/nordico! Classico esempio di risoluzione a proprio uso e consumo. Ringraziamo ma I Bronzi di Riace sono esempio di grandezza e memoria d’un Sud aulico e della sua millenaria storia e cultura, e la loro casa risiede in Calabria. Il Sud va difeso con le unghie dai suoi figli e da chi ne ha cuore le sorti, non potendo, in primis, permettersi l’oblio sciatto e immemore su uno degli argomenti, come la cultura e la conservazione e valorizzazione dei suoi beni artistici e architettonici, che è rispetto della memoria e potenziale volano di sviluppo economico.

Andrea Balìa

Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud 


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di  Andrea Balìa

Se potessero arrossirebbero loro dalla vergogna e dalla mortificazione, se non fossero di bronzo! Già, di bronzo come la faccia dei politici italiani. “La cultura non da da mangiare…” è la dotta considerazione regalataci tempo fa, se la memoria non ci inganna, da quella gran mente di Giulio Tremonti! Ma a tutto c’è un limite. Un articolo di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera rifà la storia di questa ennesima vergogna, figlia dell’inedia del Ministero della Cultura e dei politici calabresi, cattiva espressione d’una meravigliosa terra del Sud dell’Italia. Furono ritrovati il 16 Agosto del 1972, vennero esposti a Firenze con ragguardevoli numero di visite e poi in Calabria, nella loro terra presso il Museo della Magna Grecia, dove per insufficiente gestione della comunicazione ebbero un numero ben più modesto di visitatori (almeno nell’ultimo triennio d’esposizione dal 2006 al 2009). Ebbene, dal 23 Dicembre del 2009, causa necessità di ristrutturare il Museo, giacciono supini in una sala di Palazzo Campanella sempre a Reggio Calabria. Sono stati stanziati dai Fondi europei ben 10 milioni di euro per questi lavori che, se malauguratamente s’arrivasse al 2015, non sarebbero più usufruibili. Diatribe d’ogni genere, tra il sindaco che oppone fantasiosi problemi di viabilità e le opposizioni ai lavori dell’associazione Amici del Museo che si preoccupa d’una necropoli sottostante al Museo che potrebbe ricevere danni dall’avanzamento dei lavori. Insomma la Salerno – Reggio Calabria fa da esempio sulla tempistica. Pochi sanno come individuare la sala che accoglie i  Bronzi, e questa è solo la prima delle difficoltà che la dice lunga sull’attenzione riservata a tutta la faccenda. Il Partito del Sud denuncia quanto sopra come stato delle cose insopportabile per la disattenzione ministeriale e la pervicace inettitudine e lassismo burocratico d’una classe politica locale di cui il Sud non ne regge più la presenza e ne avverte l’impellente necessità di ricambio. Stendiamo poi un velo pietoso sulla malsana e ventilata ipotesi di scippare i Bronzi al Sud per ricollocarli magari in un sito centro/nordico! Classico esempio di risoluzione a proprio uso e consumo. Ringraziamo ma I Bronzi di Riace sono esempio di grandezza e memoria d’un Sud aulico e della sua millenaria storia e cultura, e la loro casa risiede in Calabria. Il Sud va difeso con le unghie dai suoi figli e da chi ne ha cuore le sorti, non potendo, in primis, permettersi l’oblio sciatto e immemore su uno degli argomenti, come la cultura e la conservazione e valorizzazione dei suoi beni artistici e architettonici, che è rispetto della memoria e potenziale volano di sviluppo economico.

Andrea Balìa

Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud 


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ASSICURAZIONI, RC-AUTO, FLESSIBILITA' ZERO


Riceviamo e postiamo:

Di Bruno Pappalardo


Anche a me viene di dirla così come un qualsiasi argomento d’una chiacchierata, ...
Una di quelle al bar tra amici, insomma una idea che rimbalza folle nel vuoto compresso del mio piccolo cranietto .
Ovviamente non ha ne i presupposti di competenza e ne quella di una facile fattualità rispetto alla bella proposta della Gabriella Gambardella, …semmai potrebbe essere considerata una singolare aggiunta.
Quella di Gabriella tenta (meglio) di abbassare proprio i costi delle polizze e renderle eque.
Beh,…leggete!

Si parla tanto e da tantissimo di “flessibilità” in particolare per l’universo-lavoro ma non solo.
Ora è curioso che alcuni pezzi dello Stato si sono resi elastici al punto di accettare contratti di lavoro inimmaginabili una volta (tempo determinato o interminato) promiscui, provvisori, precari ma assolti sia dalla politica complice che da una parte dell’opinione pubblica.
Resta, tuttavia, il principio e la nozione che il lavoro può essere contrattato (nei suoi oggi 108 modalità) anche con e dalle istituzioni.
La RC-auto è obbligatoria … Bene!
Chi gestisce però questo servizio sono società private e presenti anche in Borsa.
(suscettibili quindi di variazioni di capitali, …i nostri)
Ora a maggior ragione le Assicurazioni Auto dovrebbero essere i custodi e promotori della massima espressione della flessibilità!
Se vado dal verduraio compro a seconda delle mie esigenze e della mia tasca!
In fondo è questo il principio!
A seconda della necessità di una azienda, ossia quelle del costo del lavoro e dei costi di produzione al netto degli oneri salariali, si assumono i dipendenti applicando, ad hoc, un tipo di contratto adatto all’impresa.

Ora sei posseggo una macchina ma che non uso, ossia la tengo veramente e letteralmente ferma, allora posso non pagare la polizza assicurativa. Qualora, però, dovessi usarla per un sol giorno, sarei costretto a stipulare un contratto almeno di sei mesi con tutte le applicazioni gravanti e afferenti agli aumenti e stipula del nuovo contratto!
Perché se mi occorre per un sol giorno?
E se fossero due o tre mesi?
Se fossi costretto a raggiungere un posto di lavoro, lontano da casa e irraggiungibile con altri mezzi ma per soli tre mesi per “apprendistato formazione” al lavoro, ebbene, per riattivare l’auto e la relativa RC-auto, sarei costretto, qualora quell’apprendistato mi fosse remunerato, a restituirlo o rimborsarlo forse rifondendoci, alla Assicurazione o rinunciare a quella occasione!
E la flessibilità dove cavolo va a finire?
Certo il manico del coltello e dalla parte degli istituti assicurativi e son loro che decidono non la povera utenza.
Conclusione: premesso che occorre studiare la materia e avere il parere di esperti del settore, pensavo potesse essere interessante ragionare sulla cosa e farne una proposta!
Perché non pensare a frantumare la grossa impresa assicurativa in tante piccole agenzie che governino e seguano solo un modesto numero di auto, curare meglio i propri clienti.
Sarebbe anche più facile e di maggiore interesse per l’agenzia (Paper-Car) appurare la veridicità dei sinistri. Semmai dopo un lungo periodo di collaudo del cliente passare anche ad una assicurazione a chilometri et cetera…!
Beh, l’ho detta,…è ovvio che parliamo di Davide e Golia
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Riceviamo e postiamo:

Di Bruno Pappalardo


Anche a me viene di dirla così come un qualsiasi argomento d’una chiacchierata, ...
Una di quelle al bar tra amici, insomma una idea che rimbalza folle nel vuoto compresso del mio piccolo cranietto .
Ovviamente non ha ne i presupposti di competenza e ne quella di una facile fattualità rispetto alla bella proposta della Gabriella Gambardella, …semmai potrebbe essere considerata una singolare aggiunta.
Quella di Gabriella tenta (meglio) di abbassare proprio i costi delle polizze e renderle eque.
Beh,…leggete!

Si parla tanto e da tantissimo di “flessibilità” in particolare per l’universo-lavoro ma non solo.
Ora è curioso che alcuni pezzi dello Stato si sono resi elastici al punto di accettare contratti di lavoro inimmaginabili una volta (tempo determinato o interminato) promiscui, provvisori, precari ma assolti sia dalla politica complice che da una parte dell’opinione pubblica.
Resta, tuttavia, il principio e la nozione che il lavoro può essere contrattato (nei suoi oggi 108 modalità) anche con e dalle istituzioni.
La RC-auto è obbligatoria … Bene!
Chi gestisce però questo servizio sono società private e presenti anche in Borsa.
(suscettibili quindi di variazioni di capitali, …i nostri)
Ora a maggior ragione le Assicurazioni Auto dovrebbero essere i custodi e promotori della massima espressione della flessibilità!
Se vado dal verduraio compro a seconda delle mie esigenze e della mia tasca!
In fondo è questo il principio!
A seconda della necessità di una azienda, ossia quelle del costo del lavoro e dei costi di produzione al netto degli oneri salariali, si assumono i dipendenti applicando, ad hoc, un tipo di contratto adatto all’impresa.

Ora sei posseggo una macchina ma che non uso, ossia la tengo veramente e letteralmente ferma, allora posso non pagare la polizza assicurativa. Qualora, però, dovessi usarla per un sol giorno, sarei costretto a stipulare un contratto almeno di sei mesi con tutte le applicazioni gravanti e afferenti agli aumenti e stipula del nuovo contratto!
Perché se mi occorre per un sol giorno?
E se fossero due o tre mesi?
Se fossi costretto a raggiungere un posto di lavoro, lontano da casa e irraggiungibile con altri mezzi ma per soli tre mesi per “apprendistato formazione” al lavoro, ebbene, per riattivare l’auto e la relativa RC-auto, sarei costretto, qualora quell’apprendistato mi fosse remunerato, a restituirlo o rimborsarlo forse rifondendoci, alla Assicurazione o rinunciare a quella occasione!
E la flessibilità dove cavolo va a finire?
Certo il manico del coltello e dalla parte degli istituti assicurativi e son loro che decidono non la povera utenza.
Conclusione: premesso che occorre studiare la materia e avere il parere di esperti del settore, pensavo potesse essere interessante ragionare sulla cosa e farne una proposta!
Perché non pensare a frantumare la grossa impresa assicurativa in tante piccole agenzie che governino e seguano solo un modesto numero di auto, curare meglio i propri clienti.
Sarebbe anche più facile e di maggiore interesse per l’agenzia (Paper-Car) appurare la veridicità dei sinistri. Semmai dopo un lungo periodo di collaudo del cliente passare anche ad una assicurazione a chilometri et cetera…!
Beh, l’ho detta,…è ovvio che parliamo di Davide e Golia

 
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