venerdì 31 maggio 2013

Report grande serata al PAN per presentazione nuova associazione....

Ieri sera c/o il PAN (Museo delle Arti di Napoli) grande serata con rilevante partecipazione di pubblico per l'evento/presentazione della nuova associazione cittadina "AMICI DEL PAN".

Presente e partecipe all'iniziativa anche il PARTITO DEL SUD con il Vice Segretario Nazionale Andrea Balìa, i membri del CDN Nazionale Emiddio de Franciscis di Casanova e Bruno Pappalardo (Responsabile della sez. Guido Dorso di Napoli), nonchè Fabio Pascapè (Direttore del PAN) nostro Socio Onorario.


Intervento (applauditissimo) e saluto del sindaco LUIGI DE MAGISTRIS che ha sottolineato l'importanza del grande ed encomiabile lavoro di Fabio Pascapè e dell'iniziativa che avvicina e rende partecipe la cittadinanza alla cultura.

Presente anche il neo assessore alla cultura NINO DANIELE che in un suo sentito intervento ha voluto etichettare l'iniziativa come chiaro esempio di attuazione di "Cultura Democratica".

Serata effervescente che nella fase iniziale ha visto il racconto e le letture degli eredi delle famiglie che abitarono e vissero il Palazzo Roccella oggi PAN, prestigioso Museo della Arti di Napoli.

Un ricco e "identitario" buffet a chiusura della serata.






Colloquio dei nostri dirigenti con l'assessore DANIELE che ha riconosciuto il ruolo del PdelSUD a sostegno leale e concreto al sindaco e alla sua attività sin dalla prim'ora, e sottolineato come ritiene d'estrema importanza il nostro ruolo nella Commissione Toponomastica di cui è cosciente del suo valore, e delle future iniziative in cantiere da parte nostra con il PAN ed il Comune di Napoli.

Colloquio significativo anche con LUIGI DE MAGISTRIS che ha ricordato che Giovedì 7 Giugno la Commissione Toponomastica vedrà il suo varo, e a tal proposito ha anticipato con grande entusiasmo una gradita novità in merito che porterà all'attuazione di uno degli obiettivi di proposta identitaria già inoltrata dal nostro partito, di cui daremo a breve informazioni al riguardo.


Partito del Sud - Napoli

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Ieri sera c/o il PAN (Museo delle Arti di Napoli) grande serata con rilevante partecipazione di pubblico per l'evento/presentazione della nuova associazione cittadina "AMICI DEL PAN".

Presente e partecipe all'iniziativa anche il PARTITO DEL SUD con il Vice Segretario Nazionale Andrea Balìa, i membri del CDN Nazionale Emiddio de Franciscis di Casanova e Bruno Pappalardo (Responsabile della sez. Guido Dorso di Napoli), nonchè Fabio Pascapè (Direttore del PAN) nostro Socio Onorario.


Intervento (applauditissimo) e saluto del sindaco LUIGI DE MAGISTRIS che ha sottolineato l'importanza del grande ed encomiabile lavoro di Fabio Pascapè e dell'iniziativa che avvicina e rende partecipe la cittadinanza alla cultura.

Presente anche il neo assessore alla cultura NINO DANIELE che in un suo sentito intervento ha voluto etichettare l'iniziativa come chiaro esempio di attuazione di "Cultura Democratica".

Serata effervescente che nella fase iniziale ha visto il racconto e le letture degli eredi delle famiglie che abitarono e vissero il Palazzo Roccella oggi PAN, prestigioso Museo della Arti di Napoli.

Un ricco e "identitario" buffet a chiusura della serata.






Colloquio dei nostri dirigenti con l'assessore DANIELE che ha riconosciuto il ruolo del PdelSUD a sostegno leale e concreto al sindaco e alla sua attività sin dalla prim'ora, e sottolineato come ritiene d'estrema importanza il nostro ruolo nella Commissione Toponomastica di cui è cosciente del suo valore, e delle future iniziative in cantiere da parte nostra con il PAN ed il Comune di Napoli.

Colloquio significativo anche con LUIGI DE MAGISTRIS che ha ricordato che Giovedì 7 Giugno la Commissione Toponomastica vedrà il suo varo, e a tal proposito ha anticipato con grande entusiasmo una gradita novità in merito che porterà all'attuazione di uno degli obiettivi di proposta identitaria già inoltrata dal nostro partito, di cui daremo a breve informazioni al riguardo.


Partito del Sud - Napoli

Mezzogiorno, il governatore Visco: Decisivo per lo sviluppo dell'Italia

Sono anni che lo sosteniamo...ora Visco potrebbe spiegarlo ai suoi amici politici che fingono di non capirlo da sempre...


Il progresso del Mezzogiorno è decisivo per lo sviluppo di tutto il Paese. E’ quanto afferma il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, durante le “considerazioni finali dell’assemblea generale”. Per il numero uno di Palazzo Koch è necessario rimuovere “tutti gli ostacoli che bloccano la crescita del Paese”. “Progressi immediati, visibili, nella rimozione di questi gravi ostacoli – spiega Visco –potranno stimolare gli investimenti produttivi, attrarli anche dall’estero, in tutte le regioni del Paese, in particolare nel Mezzogiorno, dove soprattutto è critico il contesto esterno all’attività produttiva e da cui dipende in modo decisivo lo sviluppo equilibrato della nostra economia”.



Fonte: Il Denaro



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Sono anni che lo sosteniamo...ora Visco potrebbe spiegarlo ai suoi amici politici che fingono di non capirlo da sempre...


Il progresso del Mezzogiorno è decisivo per lo sviluppo di tutto il Paese. E’ quanto afferma il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, durante le “considerazioni finali dell’assemblea generale”. Per il numero uno di Palazzo Koch è necessario rimuovere “tutti gli ostacoli che bloccano la crescita del Paese”. “Progressi immediati, visibili, nella rimozione di questi gravi ostacoli – spiega Visco –potranno stimolare gli investimenti produttivi, attrarli anche dall’estero, in tutte le regioni del Paese, in particolare nel Mezzogiorno, dove soprattutto è critico il contesto esterno all’attività produttiva e da cui dipende in modo decisivo lo sviluppo equilibrato della nostra economia”.



Fonte: Il Denaro



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giovedì 30 maggio 2013

Evento presentazione associazione al PAN....




Da Partito del Sud - Napoli: Stasera al PAN (Museo d'Arte Moderna di Napoli) evento/presentazione, cui il Partito del Sud invita ad una sentita partecipazione, sia per la meritoria iniziativa associativa e sia perchè riguardante la storia della città di Napoli  :


"AMICI  DEL  PAN"
Presentazione alla cittadinanza

Giovedì 30 Maggio ore 18:00
Pan - Palazzo delle Arti di Napoli, Palazzo Roccella - Sala De Stefano
Via dei Mille n.60 Napoli

Introduzione di Imma Pempinello

Rileggiamo insieme
"LA CASA DEI SOGNI"
di Francesco Canessa, ed. La Conchiglia, 2006
DIARIO DEGLI ANNI DI GUERRA VISSUTI IN UN APPARTAMENTO E NEL RICOVERO
ANTIAEREO DI PALAZZO ROCCELLA, OGGI PALAZZO DELLE ARTI DI NAPOLI.
Sarà presente l'autore

Letture di Annie Pempinello
Con l'affettuosa partecipazione di Riccardo Canessa, Susanna Canessa e Monica Doglione, 
Brunello Canessa.

Lettura delle cronache del Palazzo a cura di Francesca Sifola

Fonte : Fabio Pascapè
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Da Partito del Sud - Napoli: Stasera al PAN (Museo d'Arte Moderna di Napoli) evento/presentazione, cui il Partito del Sud invita ad una sentita partecipazione, sia per la meritoria iniziativa associativa e sia perchè riguardante la storia della città di Napoli  :


"AMICI  DEL  PAN"
Presentazione alla cittadinanza

Giovedì 30 Maggio ore 18:00
Pan - Palazzo delle Arti di Napoli, Palazzo Roccella - Sala De Stefano
Via dei Mille n.60 Napoli

Introduzione di Imma Pempinello

Rileggiamo insieme
"LA CASA DEI SOGNI"
di Francesco Canessa, ed. La Conchiglia, 2006
DIARIO DEGLI ANNI DI GUERRA VISSUTI IN UN APPARTAMENTO E NEL RICOVERO
ANTIAEREO DI PALAZZO ROCCELLA, OGGI PALAZZO DELLE ARTI DI NAPOLI.
Sarà presente l'autore

Letture di Annie Pempinello
Con l'affettuosa partecipazione di Riccardo Canessa, Susanna Canessa e Monica Doglione, 
Brunello Canessa.

Lettura delle cronache del Palazzo a cura di Francesca Sifola

Fonte : Fabio Pascapè

mercoledì 29 maggio 2013

In memoria di Franca Rame...

Di Marenza De Michele
Partito del Sud - Donne

Il racconto, davanti al pubblico televisivo, dello stupro subito, in tempi in cui le donne subivano in silenzio, denunciare era tabù, trovo che sia stata prova di grande coraggio. Una testimonianza al femminile che non dimenticherò...

  http://video.repubblica.it/dossier/e-morta-franca-rame/franca-rame-quando-racconto-a-celentano-lo-stupro/129922/128439?ref=&ref=fbpr

 Franca Rame, quando raccontò a Celentano ''Lo stupro'' Era il 9 marzo del 1973, giorno in cui Franca Rame fu aggredita da 5 neofascisti: la portarono su un furgoncino e la violentarono, lasciandola poi sulla strada in uno stato di totale confusione mentale. La violenza fu raccontata dall’attrice nel 1975, a teatro, attraverso il monologo “Lo stupro”, senza dichiarare di averla vissuta personalmente. Nel 1987, Franca Rame, chiamata da Celentano, recitò "Lo stupro" in diretta, sulla Rai, il sabato sera, a Fantastico. E sconvolse l'Italia .



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Di Marenza De Michele
Partito del Sud - Donne

Il racconto, davanti al pubblico televisivo, dello stupro subito, in tempi in cui le donne subivano in silenzio, denunciare era tabù, trovo che sia stata prova di grande coraggio. Una testimonianza al femminile che non dimenticherò...

  http://video.repubblica.it/dossier/e-morta-franca-rame/franca-rame-quando-racconto-a-celentano-lo-stupro/129922/128439?ref=&ref=fbpr

 Franca Rame, quando raccontò a Celentano ''Lo stupro'' Era il 9 marzo del 1973, giorno in cui Franca Rame fu aggredita da 5 neofascisti: la portarono su un furgoncino e la violentarono, lasciandola poi sulla strada in uno stato di totale confusione mentale. La violenza fu raccontata dall’attrice nel 1975, a teatro, attraverso il monologo “Lo stupro”, senza dichiarare di averla vissuta personalmente. Nel 1987, Franca Rame, chiamata da Celentano, recitò "Lo stupro" in diretta, sulla Rai, il sabato sera, a Fantastico. E sconvolse l'Italia .



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Le donne di Calabria. La violenza non ha Nord e Sud…


La dirigente di una multinazionale – scappata, a suo dire, dalla Calabria – ha scritto una lettera al Corriere della Sera per denunciare che in Calabria le donne sono atavicamente vittime della cultura maschilista. Lo spunto per tale considerazione le è stato fornito dalla barbara uccisione di Fabiana Luzzi a Corigliano Calabro.



Si signora, è vero. Com’è vero che le donne sono sottomesse ad un’atavica cultura maschilista in Europa, negli Stati Uniti d’America e finanche in Sudafrica. Non se n’è accorta? Eppure le donne hanno tenuto ben cinque conferenze mondiali per denunciare la fenomenologia: Città del Messico (1975), Copenaghen (1980), Nairobi (1985), Pechino (1995) e New York (2000).
Il celebre pugile argentino Carlos Monzon ha ucciso Alicia Muñiz, modella uruguaiana, al culmine di un furioso litigio.
La modella sudafricana Reeva Steenkamp è stata assassinata alle quattro di mattina da Oscar Pistorius, l’atleta “diversamente abile” che ha conquistato le simpatie planetarie a suon di vittorie, con quattro colpi di pistola nella sua casa di Pretoria in Sudafrica.
Christian Brando, figlio dell’attore Marlon, ha ammazzato Leebonny Bakley, moglie dell’attore Robert Blake. Brando era stato fidanzato con la donna prima che lei convolasse a nozze, ma probabilmente la relazione non era ancora finita.
L’atleta O.J. Simpson è responsabile dell’omicidio dell’ex moglie Nicole Brown e dell’amico di lei Ronald Goldman.
Quattro storie che hanno fatto il giro del mondo. Quattro posizioni geografiche diverse. Quattro femminicidi che alla dirigente di una multinazionale non credo possano essere sfuggiti. Cosa li distingue dall’omicidio di Fabiana Luzzi a Corigliano Calabro? Quattro soprusi maschili nei confronti delle donne. Quattro vicende che esaltano la cultura maschile – globale, nel senso mondiale – della sopraffazione, della risoluzione dei problemi e degli isterismi a suon di colpi d’arma da fuoco o fendenti.



Da sociologo “cum sudata laude” potrei inoltrarmi in dissertazioni e comparazioni che richiederebbero uno spazio infinito, paragonabile ad un’opera enciclopedica, per dimostrare empiricamente come il maschilismo violento non abbia locazione di sorta, ma sarebbe dispersivo e non centrerei l’obiettivo. Per cui, limito le mie osservazioni – ripeto, osservazioni – a poco accademici rilievi.
Se un omicidio viene perpetrato a Milano si tratta di delinquenza. Se un assassinio avviene a Roma si segue la pista politica. Se succede a Corigliano Calabro è sottocultura, sottosviluppo, sotto del più sotto del sotto degli inferi.
Sa cosa c’è signora? Che concordo con le sue tesi, se lei accetta di estenderle ad una territorialità senza confini. Direi che in ogni latitudine c’è da lottare per sconfiggere la sopraffazione, l’impeto irrefrenabile di uomini che credono di risolvere ogni questione alzando la voce, menando le mani o cliccando un grilletto. C’è da lavorare per far capire, a quanti ancora non lo hanno capito, che la dignità di un essere umano prescinde dal sesso. C’è da opporre alla cultura della violenza il culto della pace.
Ma c’è, infine signora, che sono stanco di ascoltare o leggere critiche – luoghi comuni – rivolte alla Calabria gratuitamente, peggio se provengono da qualcuno dei suoi figli. Anch’io, come lei, sono andato via – non scappato – dalla Calabria, perché non trovavo posto per inserirmi nel mondo del lavoro, ma ci torno sempre e guardo alla mia terra natia con assoluta voglia di fare qualcosa per lei, con assoluto orgoglio di sentirmi e dirmi per quello che sono, un calabrese.
Ho lasciato Taurianova (RC), che ho vissuto e finanche amministrato, 23 anni orsono per raggiungere Milano, che dal canto suo mi ha eletto “figlio” conferendomi l’Ambrogino d’Oro – massima onorificenza cittadina – e alla quale guardo come ad una mamma che mi ha permesso di sviluppare le mie idee e le mie capacità. Ma, non ho trovato il paradiso terrestre. Mi scuso per la banalità: tutto il mondo è paese…
Antonio Marziale (sociologo)
Fonte: Calabriaonweb



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La dirigente di una multinazionale – scappata, a suo dire, dalla Calabria – ha scritto una lettera al Corriere della Sera per denunciare che in Calabria le donne sono atavicamente vittime della cultura maschilista. Lo spunto per tale considerazione le è stato fornito dalla barbara uccisione di Fabiana Luzzi a Corigliano Calabro.



Si signora, è vero. Com’è vero che le donne sono sottomesse ad un’atavica cultura maschilista in Europa, negli Stati Uniti d’America e finanche in Sudafrica. Non se n’è accorta? Eppure le donne hanno tenuto ben cinque conferenze mondiali per denunciare la fenomenologia: Città del Messico (1975), Copenaghen (1980), Nairobi (1985), Pechino (1995) e New York (2000).
Il celebre pugile argentino Carlos Monzon ha ucciso Alicia Muñiz, modella uruguaiana, al culmine di un furioso litigio.
La modella sudafricana Reeva Steenkamp è stata assassinata alle quattro di mattina da Oscar Pistorius, l’atleta “diversamente abile” che ha conquistato le simpatie planetarie a suon di vittorie, con quattro colpi di pistola nella sua casa di Pretoria in Sudafrica.
Christian Brando, figlio dell’attore Marlon, ha ammazzato Leebonny Bakley, moglie dell’attore Robert Blake. Brando era stato fidanzato con la donna prima che lei convolasse a nozze, ma probabilmente la relazione non era ancora finita.
L’atleta O.J. Simpson è responsabile dell’omicidio dell’ex moglie Nicole Brown e dell’amico di lei Ronald Goldman.
Quattro storie che hanno fatto il giro del mondo. Quattro posizioni geografiche diverse. Quattro femminicidi che alla dirigente di una multinazionale non credo possano essere sfuggiti. Cosa li distingue dall’omicidio di Fabiana Luzzi a Corigliano Calabro? Quattro soprusi maschili nei confronti delle donne. Quattro vicende che esaltano la cultura maschile – globale, nel senso mondiale – della sopraffazione, della risoluzione dei problemi e degli isterismi a suon di colpi d’arma da fuoco o fendenti.



Da sociologo “cum sudata laude” potrei inoltrarmi in dissertazioni e comparazioni che richiederebbero uno spazio infinito, paragonabile ad un’opera enciclopedica, per dimostrare empiricamente come il maschilismo violento non abbia locazione di sorta, ma sarebbe dispersivo e non centrerei l’obiettivo. Per cui, limito le mie osservazioni – ripeto, osservazioni – a poco accademici rilievi.
Se un omicidio viene perpetrato a Milano si tratta di delinquenza. Se un assassinio avviene a Roma si segue la pista politica. Se succede a Corigliano Calabro è sottocultura, sottosviluppo, sotto del più sotto del sotto degli inferi.
Sa cosa c’è signora? Che concordo con le sue tesi, se lei accetta di estenderle ad una territorialità senza confini. Direi che in ogni latitudine c’è da lottare per sconfiggere la sopraffazione, l’impeto irrefrenabile di uomini che credono di risolvere ogni questione alzando la voce, menando le mani o cliccando un grilletto. C’è da lavorare per far capire, a quanti ancora non lo hanno capito, che la dignità di un essere umano prescinde dal sesso. C’è da opporre alla cultura della violenza il culto della pace.
Ma c’è, infine signora, che sono stanco di ascoltare o leggere critiche – luoghi comuni – rivolte alla Calabria gratuitamente, peggio se provengono da qualcuno dei suoi figli. Anch’io, come lei, sono andato via – non scappato – dalla Calabria, perché non trovavo posto per inserirmi nel mondo del lavoro, ma ci torno sempre e guardo alla mia terra natia con assoluta voglia di fare qualcosa per lei, con assoluto orgoglio di sentirmi e dirmi per quello che sono, un calabrese.
Ho lasciato Taurianova (RC), che ho vissuto e finanche amministrato, 23 anni orsono per raggiungere Milano, che dal canto suo mi ha eletto “figlio” conferendomi l’Ambrogino d’Oro – massima onorificenza cittadina – e alla quale guardo come ad una mamma che mi ha permesso di sviluppare le mie idee e le mie capacità. Ma, non ho trovato il paradiso terrestre. Mi scuso per la banalità: tutto il mondo è paese…
Antonio Marziale (sociologo)
Fonte: Calabriaonweb



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martedì 28 maggio 2013

IL PARTITO DEL SUD PROSEGUE NEL SUO CAMMINO


Non posso che esprimere soddisfazione nell'analisi dei risultati del nostro Partito in queste ultime elezioni amministrative e ripetermi in alcuni concetti ed evidenze, come nel ribadire che queste elezioni hanno visto il Partito del Sud presente, come unica realtà meridionalista, direttamente o tramite candidati indipendenti, al nord al centro e al sud della penisola. Il grande lavoro che le donne e gli uomini del Partito, dai militanti ai dirigenti locali e nazionali, hanno condotto in questi anni ha portato a risultati più che soddisfacenti anche da un punto di vista percentuale sui territori in cui le locali sezioni hanno deciso di partecipare alla competizione elettorale.

In un panorama desolante dove la disaffezione per la politica ed il voto raggiunge e supera livelli di guardia, il Partito del Sud cresce in visibilità e consensi, espressi concretamente dagli elettori con il voto, verso le nostre idee e per la dignità con cui queste vengono sempre esposte, così come importante sottolineare la consapevolezza raggiunta da ciascuno di noi sul fatto che si possa partecipare alle elezioni a schiena dritta rivendicando liberamente il proprio orgoglio d'appartenenza, basandosi solo sul proprio impegno e sottolineando che il tutto s'accompagna ad una capacità organizzativa ormai sempre più consolidata, rodata e strutturata negli anni e che ora ci permette di percorrere senza timori una lunga strada.

E' perciò d'obbligo un doveroso ringraziamento ai nostri candidati ed ai nostri elettori, oltre che a doverosi complimenti a tutti quanti, dirigenti, candidati e militanti, hanno fattivamente lavorato a supporto dell’imponente lavoro che ha permesso la partecipazione del Partito alle elezioni.

C'eravamo lasciati, a livello di elezioni amministrative, con l'ottimo risultato ottenuto in Calabria a Condofuri nello scorso ottobre ( 4,25%) e ripartiamo dal risultato di Formia dove la lista Anima Popolare con il Partito del Sud, brillantemente guidata da Augusto Ciccolella, ha raggiunto il 2,10%, con 100 voti personali in più della lista, in un comune che andrà al ballottaggio. Segnaliamo il buon risultato per il nostro Partito anche a Vicenza grazie a Filippo Romeo che ha portato il suo contribuito da indipendente a sostegno del Sindaco Variati, direttamente eletto al primo turno in un'elezione che ha visto il crollo della lega. Infine ottimo anche il comportamento del nostro candidato indipendente Gennaro Riccio a Melito nelle lista "Melito Adesso" (al 5,70%) con la coalizione al ballottaggio che ci auguriamo possa portare alla vittoria il candidato Sindaco da noi sostenuto e ad ulteriori soddisfazioni il nostro Partito ed i nostri uomini che sui territori così validamente hanno figurato.

 Guardando avanti crediamo che importanti sfide siano presto all'orizzonte, come già ribadito all'ultimo congresso di Roma il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergia con quei soggetti che per visione di strategia politica possono essere più vicini ai nostri ideali progressisti e perciò confermiamo la nostra convinta disponibilità a collaborare, così come stiamo già facendo con alcuni movimenti, al fine di creare un fronte popolare meridionalista coeso, serio e credibile, con quei partiti, movimenti e associazioni civiche che si ispirano al meridionalismo identitario, al federalismo cattaneano e all’area progressista, ovviamente insieme alla difesa della legalità, alla lotta senza quartiere a tutte le mafie ed all'opposizione netta allo smantellamento del welfare, richiesto dall'Europa della finanza e delle banche, condotto dall'attuale e dai due precedenti governi.

 Affermiamo altresì che bisogna continuare il radicamento sui territori  in un percorso di crescita che si concretizzi nel numeri degli iscritti, delle sedi, degli attivisti e dell’ azione politica sui territori, in modo da continuare il dialogo con le forze sane del meridionalismo, quello non ascaro, non velleitario e non alleato dei nemici del Sud. A questo proposito il CDN, eletto un mese fa al IV Congresso, sta strutturando una serie di iniziative politiche che sicuramente ci permetteranno di aumentare  la visibilità del Partito sui territori, iniziative che entro breve renderemo pubbliche.

 Natale Cuccurese


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Non posso che esprimere soddisfazione nell'analisi dei risultati del nostro Partito in queste ultime elezioni amministrative e ripetermi in alcuni concetti ed evidenze, come nel ribadire che queste elezioni hanno visto il Partito del Sud presente, come unica realtà meridionalista, direttamente o tramite candidati indipendenti, al nord al centro e al sud della penisola. Il grande lavoro che le donne e gli uomini del Partito, dai militanti ai dirigenti locali e nazionali, hanno condotto in questi anni ha portato a risultati più che soddisfacenti anche da un punto di vista percentuale sui territori in cui le locali sezioni hanno deciso di partecipare alla competizione elettorale.

In un panorama desolante dove la disaffezione per la politica ed il voto raggiunge e supera livelli di guardia, il Partito del Sud cresce in visibilità e consensi, espressi concretamente dagli elettori con il voto, verso le nostre idee e per la dignità con cui queste vengono sempre esposte, così come importante sottolineare la consapevolezza raggiunta da ciascuno di noi sul fatto che si possa partecipare alle elezioni a schiena dritta rivendicando liberamente il proprio orgoglio d'appartenenza, basandosi solo sul proprio impegno e sottolineando che il tutto s'accompagna ad una capacità organizzativa ormai sempre più consolidata, rodata e strutturata negli anni e che ora ci permette di percorrere senza timori una lunga strada.

E' perciò d'obbligo un doveroso ringraziamento ai nostri candidati ed ai nostri elettori, oltre che a doverosi complimenti a tutti quanti, dirigenti, candidati e militanti, hanno fattivamente lavorato a supporto dell’imponente lavoro che ha permesso la partecipazione del Partito alle elezioni.

C'eravamo lasciati, a livello di elezioni amministrative, con l'ottimo risultato ottenuto in Calabria a Condofuri nello scorso ottobre ( 4,25%) e ripartiamo dal risultato di Formia dove la lista Anima Popolare con il Partito del Sud, brillantemente guidata da Augusto Ciccolella, ha raggiunto il 2,10%, con 100 voti personali in più della lista, in un comune che andrà al ballottaggio. Segnaliamo il buon risultato per il nostro Partito anche a Vicenza grazie a Filippo Romeo che ha portato il suo contribuito da indipendente a sostegno del Sindaco Variati, direttamente eletto al primo turno in un'elezione che ha visto il crollo della lega. Infine ottimo anche il comportamento del nostro candidato indipendente Gennaro Riccio a Melito nelle lista "Melito Adesso" (al 5,70%) con la coalizione al ballottaggio che ci auguriamo possa portare alla vittoria il candidato Sindaco da noi sostenuto e ad ulteriori soddisfazioni il nostro Partito ed i nostri uomini che sui territori così validamente hanno figurato.

 Guardando avanti crediamo che importanti sfide siano presto all'orizzonte, come già ribadito all'ultimo congresso di Roma il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergia con quei soggetti che per visione di strategia politica possono essere più vicini ai nostri ideali progressisti e perciò confermiamo la nostra convinta disponibilità a collaborare, così come stiamo già facendo con alcuni movimenti, al fine di creare un fronte popolare meridionalista coeso, serio e credibile, con quei partiti, movimenti e associazioni civiche che si ispirano al meridionalismo identitario, al federalismo cattaneano e all’area progressista, ovviamente insieme alla difesa della legalità, alla lotta senza quartiere a tutte le mafie ed all'opposizione netta allo smantellamento del welfare, richiesto dall'Europa della finanza e delle banche, condotto dall'attuale e dai due precedenti governi.

 Affermiamo altresì che bisogna continuare il radicamento sui territori  in un percorso di crescita che si concretizzi nel numeri degli iscritti, delle sedi, degli attivisti e dell’ azione politica sui territori, in modo da continuare il dialogo con le forze sane del meridionalismo, quello non ascaro, non velleitario e non alleato dei nemici del Sud. A questo proposito il CDN, eletto un mese fa al IV Congresso, sta strutturando una serie di iniziative politiche che sicuramente ci permetteranno di aumentare  la visibilità del Partito sui territori, iniziative che entro breve renderemo pubbliche.

 Natale Cuccurese


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La Corte dei Conti da ragione a de Magistris....


Da Partito del Sud - Napoli:  Riceviamo dall'Ufficio Comunicazione di Luigi de Magistris, e con enorme soddisfazione postiamo, nell'assordante silenzio dei "demolitori quotidiani" ....

Il Comune di Napoli come esempio di azioni giuste e legali tese al bene pubblico, tra "buche" e agguati...

Il Partito del Sud, come sempre, è vicino al sindaco nelle giuste politiche che col tempo trovano i dovuti riconoscimenti!

AVEVAMO RAGIONE: DIRITTI PRIMA DEL PATTO


La Procura Regionale della Corte dei Conti della Campania ha ritenuto che non sussistono i presupposti per l'esercizio dell'azione di responsabilità e ha disposto l'archiviazione della vertenza riguardante l'assunzione, effettuata l'anno scorso dal Comune di Napoli, di oltre 300 maestre a tempo determinato, non avendo provocato nessun danno di tipo erariale alle casse pubbliche. 
Si tratta di una decisione che ci conforta e che conforta tutti gli amministratori che, imbrigliati dai vincoli imposti dal Patto di stabilità e dalla spending review, quotidianamente vivono la difficoltà di garantire i servizi e dunque i diritti ai loro cittadini. 
Quegli amministratori sospesi tra la scelta di seguire i parametri del formalismo burocratico contabile e la Costituzione. 
Quegli amministratori che si trovano in una condizione paradossale che vede i diritti compressi dalla morsa dell'attenzione al contenimento della spesa, legittima quando non contrasta con la garanzia dei servizi essenziali che spettano, come democrazia stabilisce, alle persone. 
Questa amministrazione, coraggiosamente, l'anno scorso ha scelto la strada della Costituzione, dei diritti, delle persone decidendo di assumere le insegnanti precarie, per garantire l'apertura delle scuole comunali e i servizi educativi da esse svolti, ed indicando nell'istruzione un diritto infungibile e fondamentale, dunque non sacrificabile su nessun altare di bilancio. 
Noi sapevamo di avere ragione, perchè sapevamo di muoverci entro i confini della Costituzione, così come spiegato alla stessa Procura della Corte dei Conti. 

Oggi questa ragione, la ragione della democrazia, ha trovato una sua conferma importante da parte della magistratura contabile, anche nei riferimenti giurisprudenziali che abbiamo indicato come nostro riferimento e che la Procura della Corte dei Conti ci riconosce come legittimi. 

Sembra aprirsi, finalmente, in modo consapevole e proficuo, una nuova stagione politica che speriamo non venga arrestata e che produca l'apertura di un confronto, fra amministratori locali e Governo, in merito alla necessità di rivedere i vincoli del Patto di stabilità; che faccia emergere la consapevolezza che anche la legge di natura finanziaria, volta giustamente al contenimento della spesa pubblica, deve trovare però un limite invalicabile nella Costituzione e dunque nei diritti da garantire ai cittadini; che riconosca un primato all'azione di governo locale quando questa, oltre le regole finanziarie, agisce in modo trasparente per garantire i servizi della collettività dunque il bene comune, scegliendo le persone e i loro bisogni concreti in settori vitali come la scuola, la sicurezza, l'ambiente. 

Luigi de Magistris

Fonte : Marzia Bonacci


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Da Partito del Sud - Napoli:  Riceviamo dall'Ufficio Comunicazione di Luigi de Magistris, e con enorme soddisfazione postiamo, nell'assordante silenzio dei "demolitori quotidiani" ....

Il Comune di Napoli come esempio di azioni giuste e legali tese al bene pubblico, tra "buche" e agguati...

Il Partito del Sud, come sempre, è vicino al sindaco nelle giuste politiche che col tempo trovano i dovuti riconoscimenti!

AVEVAMO RAGIONE: DIRITTI PRIMA DEL PATTO


La Procura Regionale della Corte dei Conti della Campania ha ritenuto che non sussistono i presupposti per l'esercizio dell'azione di responsabilità e ha disposto l'archiviazione della vertenza riguardante l'assunzione, effettuata l'anno scorso dal Comune di Napoli, di oltre 300 maestre a tempo determinato, non avendo provocato nessun danno di tipo erariale alle casse pubbliche. 
Si tratta di una decisione che ci conforta e che conforta tutti gli amministratori che, imbrigliati dai vincoli imposti dal Patto di stabilità e dalla spending review, quotidianamente vivono la difficoltà di garantire i servizi e dunque i diritti ai loro cittadini. 
Quegli amministratori sospesi tra la scelta di seguire i parametri del formalismo burocratico contabile e la Costituzione. 
Quegli amministratori che si trovano in una condizione paradossale che vede i diritti compressi dalla morsa dell'attenzione al contenimento della spesa, legittima quando non contrasta con la garanzia dei servizi essenziali che spettano, come democrazia stabilisce, alle persone. 
Questa amministrazione, coraggiosamente, l'anno scorso ha scelto la strada della Costituzione, dei diritti, delle persone decidendo di assumere le insegnanti precarie, per garantire l'apertura delle scuole comunali e i servizi educativi da esse svolti, ed indicando nell'istruzione un diritto infungibile e fondamentale, dunque non sacrificabile su nessun altare di bilancio. 
Noi sapevamo di avere ragione, perchè sapevamo di muoverci entro i confini della Costituzione, così come spiegato alla stessa Procura della Corte dei Conti. 

Oggi questa ragione, la ragione della democrazia, ha trovato una sua conferma importante da parte della magistratura contabile, anche nei riferimenti giurisprudenziali che abbiamo indicato come nostro riferimento e che la Procura della Corte dei Conti ci riconosce come legittimi. 

Sembra aprirsi, finalmente, in modo consapevole e proficuo, una nuova stagione politica che speriamo non venga arrestata e che produca l'apertura di un confronto, fra amministratori locali e Governo, in merito alla necessità di rivedere i vincoli del Patto di stabilità; che faccia emergere la consapevolezza che anche la legge di natura finanziaria, volta giustamente al contenimento della spesa pubblica, deve trovare però un limite invalicabile nella Costituzione e dunque nei diritti da garantire ai cittadini; che riconosca un primato all'azione di governo locale quando questa, oltre le regole finanziarie, agisce in modo trasparente per garantire i servizi della collettività dunque il bene comune, scegliendo le persone e i loro bisogni concreti in settori vitali come la scuola, la sicurezza, l'ambiente. 

Luigi de Magistris

Fonte : Marzia Bonacci


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lunedì 27 maggio 2013

Ilva, la bufala dei 40 mila posti a rischio


Di Alessandro Marescotti

Nella vicenda Ilva troppi giornalisti hanno accettato e rilanciato un numero misterioso: 40 mila. Uno per tutti il Corriere della Sera: “Ilva nel caos: 40 mila a rischio”. E’ un numero non verificato, da nessuna parte c’è uno straccio di documentazione, di disaggregazione attendibile dei dati.Ma alloraquanti sono i posti di lavoro nell’Ilva Spa?
Sono 16.343 in 15 siti produttivi in Italia, Europa e Tunisia.  Di questi a Taranto sono 12.859, a Genova 1.600, a Novi Ligure 800, a Racconigi 80, a Marghera 120, a Patrica 70.
L’indotto a Taranto oggi conta circa 3 mila lavoratori.
Tutto il Gruppo Riva nel mondo ammonta a 21.711 dipendenti.
Alcuni specificano che sono a rischio “24 mila posti di lavoro diretti, 40 mila con l’indotto”. Ma se sommiamo tutti i dipendenti del Gruppo Riva nel mondo ai tremila dell’indotto di Taranto oscilliamo tra i 24 e i 25 mila.Con quali calcoli si arrivi invece ai fatidici 40 mila nessuno lo spiega. Mistero. Eppure 40 mila è la cifra che appare nei titoloni.
Tuttavia la bufala non è solo questo fantomatico numero di 40 mila.
La vera bufala è far credere che i lavoratori siano meglio tutelati lasciando ai Riva la piena libertà di spostamento dei profitti accumulati in anni e anni di produzione che i magistrati ritengono frutto di attività altamente inquinanti e per la qual cosa da tempo è partita una poderosa inchiesta dal nome emblematico: Ambiente Svenduto
L’accusa della magistratura è pesante: ammonterebbe a oltre 8 miliardi il profitto di un’attività ritenuta illecita penalmente.
“La ratio del sequestro – ha spiegato il procuratore Franco Sebastio – è quella di bloccare le somme sottratte agli investimenti per abbattere l’impatto ambientale della fabbrica”.
Sarebbe interessante capire come mai, invece di gioire per la mossa dei magistrati, stuoli di politici e giornalisti si preoccupino ora e non prima. 
Era meglio promettere la realizzazione di un’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) senza un piano industriale e senza quattrini? Che garanzia dava e dà un cronoprogramma di interventi promessi e non mantenuti, dato che le casse dell’Ilva risultavano stranamente vuote?
A Taranto il dubbio che inquietava prima (e non ora) era invece che tutta la storia dell’Ilva finisse con il fallimento dell’azienda e la dichiarazione fatale: non abbiamo più un euro in cassa, arrangiatevi. Avremmo avuto i lavoratori sul lastrico senza paracadute. E in più un deserto pieno di veleni e di rottami.
Questo scenario apocalittico, grazie alla magistratura, non c’è più.
Ora a Taranto lavoratori e cittadini hanno un paracadute, una polizza per il futuro. E una speranza di rinascita basata sulle bonifiche.
Al posto dell’incubo di un futuro non garantito da niente e nessuno, c’è ora la Guardia di Finanza che sta setacciando operosamente conti correnti, titoli e proprietà riconducibili al gruppo Riva e ai protagonisti di questa vicenda.
Perché allora fare allarmismo e parlare di 40 mila persone messe in pericolo se i magistrati stanno cercando proprio ciò che servirà ai lavoratori e ai cittadini, per garantire le bonifiche, il lavoro e un futuro possibile risarcimento?
La storia dell’Ilva di Taranto è contornata da politici e sindacalisti che non si sono preoccupati quando si dovevano preoccupare e che si preoccupano invece ora che dovrebbero al contrario gioire e ringraziare la magistratura. La magistratura ha saputo dimostrare che la legalità paga.
Utilizzando il grimaldello legale del “sequestro per equivalente”, il Gip Patrizia Todisco ha fatto come Robin Hood: toglie ai Riva per dare ai poveri.
Nessuno sembra apprezzare che questa volta Robin Hood agisce nella legalità. Come confondere allora le idee? Facile: capovolgendo tutto e inventando 40 mila persone in preda al panico. Perché solo un’ondata di panico può contrastare l’ondata di giubilo con cui a Taranto è stato accolto il “sequestro per equivalente” di oltre otto miliardi di beni e capitali dell’impero economico dei Riva.




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Di Alessandro Marescotti

Nella vicenda Ilva troppi giornalisti hanno accettato e rilanciato un numero misterioso: 40 mila. Uno per tutti il Corriere della Sera: “Ilva nel caos: 40 mila a rischio”. E’ un numero non verificato, da nessuna parte c’è uno straccio di documentazione, di disaggregazione attendibile dei dati.Ma alloraquanti sono i posti di lavoro nell’Ilva Spa?
Sono 16.343 in 15 siti produttivi in Italia, Europa e Tunisia.  Di questi a Taranto sono 12.859, a Genova 1.600, a Novi Ligure 800, a Racconigi 80, a Marghera 120, a Patrica 70.
L’indotto a Taranto oggi conta circa 3 mila lavoratori.
Tutto il Gruppo Riva nel mondo ammonta a 21.711 dipendenti.
Alcuni specificano che sono a rischio “24 mila posti di lavoro diretti, 40 mila con l’indotto”. Ma se sommiamo tutti i dipendenti del Gruppo Riva nel mondo ai tremila dell’indotto di Taranto oscilliamo tra i 24 e i 25 mila.Con quali calcoli si arrivi invece ai fatidici 40 mila nessuno lo spiega. Mistero. Eppure 40 mila è la cifra che appare nei titoloni.
Tuttavia la bufala non è solo questo fantomatico numero di 40 mila.
La vera bufala è far credere che i lavoratori siano meglio tutelati lasciando ai Riva la piena libertà di spostamento dei profitti accumulati in anni e anni di produzione che i magistrati ritengono frutto di attività altamente inquinanti e per la qual cosa da tempo è partita una poderosa inchiesta dal nome emblematico: Ambiente Svenduto
L’accusa della magistratura è pesante: ammonterebbe a oltre 8 miliardi il profitto di un’attività ritenuta illecita penalmente.
“La ratio del sequestro – ha spiegato il procuratore Franco Sebastio – è quella di bloccare le somme sottratte agli investimenti per abbattere l’impatto ambientale della fabbrica”.
Sarebbe interessante capire come mai, invece di gioire per la mossa dei magistrati, stuoli di politici e giornalisti si preoccupino ora e non prima. 
Era meglio promettere la realizzazione di un’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) senza un piano industriale e senza quattrini? Che garanzia dava e dà un cronoprogramma di interventi promessi e non mantenuti, dato che le casse dell’Ilva risultavano stranamente vuote?
A Taranto il dubbio che inquietava prima (e non ora) era invece che tutta la storia dell’Ilva finisse con il fallimento dell’azienda e la dichiarazione fatale: non abbiamo più un euro in cassa, arrangiatevi. Avremmo avuto i lavoratori sul lastrico senza paracadute. E in più un deserto pieno di veleni e di rottami.
Questo scenario apocalittico, grazie alla magistratura, non c’è più.
Ora a Taranto lavoratori e cittadini hanno un paracadute, una polizza per il futuro. E una speranza di rinascita basata sulle bonifiche.
Al posto dell’incubo di un futuro non garantito da niente e nessuno, c’è ora la Guardia di Finanza che sta setacciando operosamente conti correnti, titoli e proprietà riconducibili al gruppo Riva e ai protagonisti di questa vicenda.
Perché allora fare allarmismo e parlare di 40 mila persone messe in pericolo se i magistrati stanno cercando proprio ciò che servirà ai lavoratori e ai cittadini, per garantire le bonifiche, il lavoro e un futuro possibile risarcimento?
La storia dell’Ilva di Taranto è contornata da politici e sindacalisti che non si sono preoccupati quando si dovevano preoccupare e che si preoccupano invece ora che dovrebbero al contrario gioire e ringraziare la magistratura. La magistratura ha saputo dimostrare che la legalità paga.
Utilizzando il grimaldello legale del “sequestro per equivalente”, il Gip Patrizia Todisco ha fatto come Robin Hood: toglie ai Riva per dare ai poveri.
Nessuno sembra apprezzare che questa volta Robin Hood agisce nella legalità. Come confondere allora le idee? Facile: capovolgendo tutto e inventando 40 mila persone in preda al panico. Perché solo un’ondata di panico può contrastare l’ondata di giubilo con cui a Taranto è stato accolto il “sequestro per equivalente” di oltre otto miliardi di beni e capitali dell’impero economico dei Riva.




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PIU' A SUD - LA VIGNETTA DI FRANCO GALLO


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venerdì 24 maggio 2013

ELEZIONI DEL 26 E 27 MAGGIO 2013: VOTA E FAI VOTARE IL PARTITO DEL SUD !




Mancano pochi giorni alla fine della campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013.

Il Partito del Sud e' presente come sempre con propri rappresentanti al sud, al centro e al nord della penisola; nel comune di Formia con il Candidato Sindaco Augusto Ciccolella con la lista "Anima Popolare" e con propri candidati indipendenti  a Melito (NA)  con Gennaro Riccio e alle Comunali di Vicenza con Filippo Romeo.

Per maggiori informazioni al riguardo potete visitare i nostri blog o i nostri gruppi e pagine presenti sui principali Social Network, qui alcuni link per saperne di più:





Diffondete la notizia in rete, contattate i Vs. amici e conoscenti presenti sui territori invitandoli a votare per i candidati del Partito del Sud che anche questa volta, con enorme sacrificio personale e con coraggio, portano la fiaccola dell'ideale meridionalista al voto.

Vota e fai votare per il Partito del Sud ed i suoi candidati!


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Mancano pochi giorni alla fine della campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013.

Il Partito del Sud e' presente come sempre con propri rappresentanti al sud, al centro e al nord della penisola; nel comune di Formia con il Candidato Sindaco Augusto Ciccolella con la lista "Anima Popolare" e con propri candidati indipendenti  a Melito (NA)  con Gennaro Riccio e alle Comunali di Vicenza con Filippo Romeo.

Per maggiori informazioni al riguardo potete visitare i nostri blog o i nostri gruppi e pagine presenti sui principali Social Network, qui alcuni link per saperne di più:





Diffondete la notizia in rete, contattate i Vs. amici e conoscenti presenti sui territori invitandoli a votare per i candidati del Partito del Sud che anche questa volta, con enorme sacrificio personale e con coraggio, portano la fiaccola dell'ideale meridionalista al voto.

Vota e fai votare per il Partito del Sud ed i suoi candidati!


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