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venerdì 24 maggio 2013
Articolo sul meridionalismo e il PdelSUD su "il Giornale del Sud" di Venerdì 24 Maggio 2013
Riportiamo l'editoriale de "il Giornale del Sud" e ringraziamo per l'attenzione ...
L’EDITORIALE/ Rimpasto a Napoli, la guerra del meridionalismo (per ora) è vinta dal Partito del Sud
Il Partito del Sud, con l’uscita dalla giunta di Marco Esposito, resta l’unica formazione identitaria che rappresenta il Sud in una sede istituzionale. Il risultato positivo è frutto della lunga trattativa tra i vertici del partito e il Sindaco di Napoli ma anche delle scelte strategiche del PdSud all’interno del fronte meridionalista. Ma la battaglia è ancora lunga.
NAPOLI - Chapeau agli amici del Partito del Sud. Senza girarci troppo intorno mi sento di dire che i veri vincitori della partita politica che si è giocata tra il fronte meridionalista e il primo cittadino di Napoli, sono proprio i vertici del partito del Sud, in primo luogo Andrea Balia e Enzo Riccio che hanno guidato il partito fino al congresso dello scorso mese. Vincono per aver condotto in modo brillante una sottile trattativa e per essersi mossi nel modo giusto tra l’ex assessore alle Attività Produttive Marco Esposito e Luigi De Magistris. Una sottile trattativa che, ad un certo punto, si è di molto ingarbugliata. Ripercorriamo brevemente la vicenda. Eravamo agli inizi dell’avventura di Unione Mediterranea, la creatura politica meridionalista lanciata dallo stesso Esposito e voluta fortemente da decine di associazioni e movimenti meridionalisti per metterla nelle mani del giornalista Pino Aprile. I presupposti furono ottimi. A Bari, era l’8 settembre 2012, il processo identitario meridionalista godé della benedizione del Sindaco Michele Emiliano. A Napoli, il 23 novembre dello stesso anno, ci fu la nascita ufficiale del movimento e la benedizione di De Magistris. Il Partito del Sud partecipò e fu tra i principali protagonisti di quella stagione ottenendo una vasta rappresentanza nel coordinamento provvisorio che ha gestito il movimento in questi mesi e che porterà il 22 e 23 giugno al I Congresso di Um, quello fondativo che si celebrerà nella simbolica località di Casalduni. Poi, ad un certo punto, le tensioni sotterranee minarono lo stretto legame che si era creato e il PdSud uscì, di fatto, dal fronte meridionalista di Esposito-Aprile-Patruno. Non si comprese bene il perchè anche se i rapporti personali sembrarono, e sembrano tutt’ora (come dimostrano le attestazioni di stima e affetto registrate sui social network a Marco Esposito proprio in queste ore), cordiali. Non si afferravano però, le motivazioni “politiche” di quella scelta di distacco. Non le conosciamo e forse non le conosceremo mai, fatto sta che la scelta di separare i destini del Partito del Sud, da quelli di Unione Mediterranea ha pagato, e qui sta la giustezza delle mosse della dirigenza del partito. Il PdSud rivendicò la propria essenza politica e si spese per le politiche di febbraio, unica formazione politica ad essere presente alla competizione (nella sola regione Lazio per il Senato). Poco si disse. Abbastanza per un mondo, quello meridionalista, abituato al niente. Da quel momento il PdSud riprese a trattare, anche con Luigi De Magistris, da sempre sostenuto per la lotta alla conquista di Palazzo San Giacomo. Da quella “trattativa” è uscita fuori la nomina di Andrea Balia, membro del Consiglio Nazionale del partito, a delegato diretto del Sindaco nella commissione toponomastica di Napoli. Un incarico importante e, soprattutto, significativamente utile per la battaglia identitaria che il PdSud e il fronte meridionalista da anni stanno portando avanti. La nomina risale al 13 aprile. Nel frattempo, come già detto, il percorso di Unione Mediterranea è andato avanti e punta al congresso. Marco Esposito ha rimarcato il suo impegno meridionalista con il libro “Separiamoci” che sta portando in giro smarcando, di fatto, la sua posizione (al vertice di Um) da quella del movimento arancione del primo cittadino che, senza troppi complimenti, profittando della richiesta di “maggiore responsabilità” venuta dai partiti (così De Magistris ha definito la fame di poltrone dei suoi sostenitori in consiglio comunale), l’ha accompagnato fuori dalla giunta sacrificandolo agli “alti interessi” della politica partenopea. Con l’uscita di scena di Esposito il meridionalismo perde il suo rappresentante più istituzionale a vantaggio del Partito del Sud che resta l’unica formazione politica ad avere due piedi ben saldi all’interno della principale amministrazione comunale del sud continentale. Da lì, se la dirigenza uscita dal congresso di aprile saprà ben giocare le sue carte, il PdSud può restare sulla breccia e rafforzare la sua posizione anche nei confronti del resto del meridionalismo politico. Insomma, la sottile guerra (politica) del Sud, per il momento, è vinta dal PdSud ma tutto lascia supporre che siamo solo agli inizi.
Riportiamo l'editoriale de "il Giornale del Sud" e ringraziamo per l'attenzione ...
Il Partito del Sud, con l’uscita dalla giunta di Marco Esposito, resta l’unica formazione identitaria che rappresenta il Sud in una sede istituzionale. Il risultato positivo è frutto della lunga trattativa tra i vertici del partito e il Sindaco di Napoli ma anche delle scelte strategiche del PdSud all’interno del fronte meridionalista. Ma la battaglia è ancora lunga.
NAPOLI - Chapeau agli amici del Partito del Sud. Senza girarci troppo intorno mi sento di dire che i veri vincitori della partita politica che si è giocata tra il fronte meridionalista e il primo cittadino di Napoli, sono proprio i vertici del partito del Sud, in primo luogo Andrea Balia e Enzo Riccio che hanno guidato il partito fino al congresso dello scorso mese. Vincono per aver condotto in modo brillante una sottile trattativa e per essersi mossi nel modo giusto tra l’ex assessore alle Attività Produttive Marco Esposito e Luigi De Magistris. Una sottile trattativa che, ad un certo punto, si è di molto ingarbugliata. Ripercorriamo brevemente la vicenda. Eravamo agli inizi dell’avventura di Unione Mediterranea, la creatura politica meridionalista lanciata dallo stesso Esposito e voluta fortemente da decine di associazioni e movimenti meridionalisti per metterla nelle mani del giornalista Pino Aprile. I presupposti furono ottimi. A Bari, era l’8 settembre 2012, il processo identitario meridionalista godé della benedizione del Sindaco Michele Emiliano. A Napoli, il 23 novembre dello stesso anno, ci fu la nascita ufficiale del movimento e la benedizione di De Magistris. Il Partito del Sud partecipò e fu tra i principali protagonisti di quella stagione ottenendo una vasta rappresentanza nel coordinamento provvisorio che ha gestito il movimento in questi mesi e che porterà il 22 e 23 giugno al I Congresso di Um, quello fondativo che si celebrerà nella simbolica località di Casalduni. Poi, ad un certo punto, le tensioni sotterranee minarono lo stretto legame che si era creato e il PdSud uscì, di fatto, dal fronte meridionalista di Esposito-Aprile-Patruno. Non si comprese bene il perchè anche se i rapporti personali sembrarono, e sembrano tutt’ora (come dimostrano le attestazioni di stima e affetto registrate sui social network a Marco Esposito proprio in queste ore), cordiali. Non si afferravano però, le motivazioni “politiche” di quella scelta di distacco. Non le conosciamo e forse non le conosceremo mai, fatto sta che la scelta di separare i destini del Partito del Sud, da quelli di Unione Mediterranea ha pagato, e qui sta la giustezza delle mosse della dirigenza del partito. Il PdSud rivendicò la propria essenza politica e si spese per le politiche di febbraio, unica formazione politica ad essere presente alla competizione (nella sola regione Lazio per il Senato). Poco si disse. Abbastanza per un mondo, quello meridionalista, abituato al niente. Da quel momento il PdSud riprese a trattare, anche con Luigi De Magistris, da sempre sostenuto per la lotta alla conquista di Palazzo San Giacomo. Da quella “trattativa” è uscita fuori la nomina di Andrea Balia, membro del Consiglio Nazionale del partito, a delegato diretto del Sindaco nella commissione toponomastica di Napoli. Un incarico importante e, soprattutto, significativamente utile per la battaglia identitaria che il PdSud e il fronte meridionalista da anni stanno portando avanti. La nomina risale al 13 aprile. Nel frattempo, come già detto, il percorso di Unione Mediterranea è andato avanti e punta al congresso. Marco Esposito ha rimarcato il suo impegno meridionalista con il libro “Separiamoci” che sta portando in giro smarcando, di fatto, la sua posizione (al vertice di Um) da quella del movimento arancione del primo cittadino che, senza troppi complimenti, profittando della richiesta di “maggiore responsabilità” venuta dai partiti (così De Magistris ha definito la fame di poltrone dei suoi sostenitori in consiglio comunale), l’ha accompagnato fuori dalla giunta sacrificandolo agli “alti interessi” della politica partenopea. Con l’uscita di scena di Esposito il meridionalismo perde il suo rappresentante più istituzionale a vantaggio del Partito del Sud che resta l’unica formazione politica ad avere due piedi ben saldi all’interno della principale amministrazione comunale del sud continentale. Da lì, se la dirigenza uscita dal congresso di aprile saprà ben giocare le sue carte, il PdSud può restare sulla breccia e rafforzare la sua posizione anche nei confronti del resto del meridionalismo politico. Insomma, la sottile guerra (politica) del Sud, per il momento, è vinta dal PdSud ma tutto lascia supporre che siamo solo agli inizi.
Formia (LT): Itri Tv - Countdown - Confronto tra i candidati a Sindaco alle prossime elezioni amministrative
Online la puntata dedicata al confronto tra i candidati a sindaco alle prossime elezioni amministrative.
In studio: Erasmo Picano, Augusto Ciccolella, Sandro Bartolomeo, Paola Senza Bavaglio Villa, Gennaro Varriale .

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In studio: Erasmo Picano, Augusto Ciccolella, Sandro Bartolomeo, Paola Senza Bavaglio Villa, Gennaro Varriale .

Online la puntata dedicata al confronto tra i candidati a sindaco alle prossime elezioni amministrative.
In studio: Erasmo Picano, Augusto Ciccolella, Sandro Bartolomeo, Paola Senza Bavaglio Villa, Gennaro Varriale .
In studio: Erasmo Picano, Augusto Ciccolella, Sandro Bartolomeo, Paola Senza Bavaglio Villa, Gennaro Varriale .
La Locomotiva, il Carbone che non c’è e i vagoni con il freno tirato – #fatequalcosadimerionale
Questa mattina in un “accorato” intervento il presidente di Confindustria Squinzi ha detto che l’Italia è sull’orlo del baratro, anzi che il nord, la locomotiva è sull’orlo del baratro.
Ora su temi “ferroviari” ci siamo soffermati più volte e quasi sempre parlando, o dei trasporti che al sud non sono contemplati come opzione, oppure con le regioni del sud nella veste di vagoni riottosi e vecchi difficili da trainare anche per la potente locomotiva settentrionale… “Il nord senza il sud sarebbe la Baviera”… dicono.
Non sono mai stato macchinista o ferroviere, ma la mia casa (di mio padre) al mare in Abruzzo si affaccia sulla ferrovia e da piccolo (e un po’ anche da grande) ho sempre avuto la passione per i treni e ho notato che quanto più il treno è moderno ed efficiente in tutte le sue parti tanto più i treni passavano spediti e senza troppi stridori sulle rotaie.
Ecco, forse Squinzi, e la stragrande maggioranza dei nostri politici non hanno casa su una ferrovia e immaginano una locomotiva che, fortissima, a prescindere dai vagoni, tira questo treno che corre nelle praterie sconfinate.
Una volta nelle stazioni c’era il ferroviere addetto al controllo delle carrozze che, nelle soste, andava a controllare l’efficienza dei freni, se ci fossero problemi e tanti altri piccoli accorgimenti facendo in modo che poi la locomotiva potesse di nuovo sfrecciare libera e veloce.
Se paragoniamo l’Italia a un convoglio ferroviario la pubblicistica vuole sempre il nord locomotiva e il sud vagone… Tutti però dimenticano il carbone.
Si il carbone (i soldi, per capirci) manca, come corre la locomotiva ? Ebbene se i consumi, specialmente a sud sono crollati, come la locomotiva nord può correre ?… E non è solo una questione di carbone (soldi) è una questione di freni. La mancanza di interventi positivi al sud, anzi una continua politica della discriminazione economica e di sviluppo, hanno fatto sì che i “vagoni” sud abbiano in blocco anche i freni. E la locomotiva nord resta al palo, anzi si lascia trascinare nel baratro dove in qualche modo ha fatto già cadere i suoi vagoni.
Eppure nei treni moderni la locomotiva non è detto che sia in testa. Se non ci si convince che non è spingendo sull’acceleratore della locomotiva nord che si riparte, ma rimuovendo i blocchi ai freni del sud che si può avere qualche possibilità di ripartire, non si andrà da nessuna parte.
Il problema è che il coro delle associazioni di categoria e dei politici è sempre lo stesso: la locomotiva deve tirare. Così anche lei andrà nel baratro come i vagoni… E poi sarà seguita dall’amata Baviera…
di Michele Dell’Edera
Fonte: Sud24
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Questa mattina in un “accorato” intervento il presidente di Confindustria Squinzi ha detto che l’Italia è sull’orlo del baratro, anzi che il nord, la locomotiva è sull’orlo del baratro.
Ora su temi “ferroviari” ci siamo soffermati più volte e quasi sempre parlando, o dei trasporti che al sud non sono contemplati come opzione, oppure con le regioni del sud nella veste di vagoni riottosi e vecchi difficili da trainare anche per la potente locomotiva settentrionale… “Il nord senza il sud sarebbe la Baviera”… dicono.
Non sono mai stato macchinista o ferroviere, ma la mia casa (di mio padre) al mare in Abruzzo si affaccia sulla ferrovia e da piccolo (e un po’ anche da grande) ho sempre avuto la passione per i treni e ho notato che quanto più il treno è moderno ed efficiente in tutte le sue parti tanto più i treni passavano spediti e senza troppi stridori sulle rotaie.
Ecco, forse Squinzi, e la stragrande maggioranza dei nostri politici non hanno casa su una ferrovia e immaginano una locomotiva che, fortissima, a prescindere dai vagoni, tira questo treno che corre nelle praterie sconfinate.
Una volta nelle stazioni c’era il ferroviere addetto al controllo delle carrozze che, nelle soste, andava a controllare l’efficienza dei freni, se ci fossero problemi e tanti altri piccoli accorgimenti facendo in modo che poi la locomotiva potesse di nuovo sfrecciare libera e veloce.
Se paragoniamo l’Italia a un convoglio ferroviario la pubblicistica vuole sempre il nord locomotiva e il sud vagone… Tutti però dimenticano il carbone.
Si il carbone (i soldi, per capirci) manca, come corre la locomotiva ? Ebbene se i consumi, specialmente a sud sono crollati, come la locomotiva nord può correre ?… E non è solo una questione di carbone (soldi) è una questione di freni. La mancanza di interventi positivi al sud, anzi una continua politica della discriminazione economica e di sviluppo, hanno fatto sì che i “vagoni” sud abbiano in blocco anche i freni. E la locomotiva nord resta al palo, anzi si lascia trascinare nel baratro dove in qualche modo ha fatto già cadere i suoi vagoni.
Eppure nei treni moderni la locomotiva non è detto che sia in testa. Se non ci si convince che non è spingendo sull’acceleratore della locomotiva nord che si riparte, ma rimuovendo i blocchi ai freni del sud che si può avere qualche possibilità di ripartire, non si andrà da nessuna parte.
Il problema è che il coro delle associazioni di categoria e dei politici è sempre lo stesso: la locomotiva deve tirare. Così anche lei andrà nel baratro come i vagoni… E poi sarà seguita dall’amata Baviera…
di Michele Dell’Edera
Fonte: Sud24
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giovedì 23 maggio 2013
Sicilia, cerimonia per ricordare i centoventi anni del congresso dei Fasci dei lavoratori e del Partito Socialista isolano - E’ nato il Partito Socialista dei Siciliani
Il Partito del Sud saluta con piacere la nascita del Partito Socialista dei Siciliani, Partito con cui abbiamo aperto un tavolo politico in vista di eventuale futura collaborazione sui territori e che ha partecipato, portando un saluto, alla nostra ultima riunione regionale. In bocca al lupo !!
Hanno partecipato un centinaio di persone al sit-in organizzato dalla Fondazione socialista antimafia “Carmelo Battaglia” e dal Comitato promotore del Partito Socialista dei Siciliani, svoltosi in via Alloro 97, nel pomeriggio di martedì 21 maggio, per ricordare i centoventi anni del congresso dei Fasci dei lavoratori e del Partito Socialista isolano. Sono intervenuti Antonio Matasso, Fabio Cannizzaro, Franco Gioia, Ignazio Coppola, Nino Gennaro e Turi Lombardo, trai promotori dell’evento, ma anche l’ex presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia Piero Fagone, Placido Rizzotto (nipote omonimo del sindacalista socialista ucciso dalla mafia a Corleone), Armando Melodia del Partito del Sud ed il segretario del Fronte Nazionale Siciliano Giuseppe Scianò. Al termine della manifestazione, è stato costituito un comitato per gestire il processo costituente del rifondato Partito Socialista dei Siciliani, che intende riattivare l’esperienza politica del soggetto politico costituito dai Fasci Siciliani e dai circoli socialisti di tutta la Sicilia nel 1893.
Fonte: Strettoweb
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Il nuovo Partito ha assunto quale simbolo un quadrato rosso entro il quale spicca in bianco la scritta Psd e l’aggiunta finale in giallo della ‘S’. Sotto la scritta sei pallini bianchi a forma di grappolo d’uva a significare l’aggregato unitario dei suoi componenti.
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Leggi tutto »
Fonte: Strettoweb
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E’ nato il Partito Socialista dei Siciliani
Di Riccardo Gueci
Dopo un intervallo storico di 120 anni, è rinato il Partito Socialista dei Siciliani. Ieri sera, a Palermo, nella sala “Mauro Rostagno” del Palazzo delle Aquile ha visto la luce il nuovo Partito socialista per iniziativa di un gruppo di promotori, tra i quali spiccano i nomi di Antonio Matasso, Ignazio Coppola, Turi Lombardo, Fabio Cannizzaro ed altri.
Il comitato eletto è composto da nove membri, in rappresentanza dei territori delle Province di Catania, Messina, Palermo e Trapani. Sono in corso contatti con altri ambienti della sinistra diffusa nei restanti territori siciliani.
Entro l’anno il neo Partito celebrerà il suo congresso costituente che avrà come riferimento strategico l’Autonomia siciliana. I componenti che provvisoriamente gestiranno tutto il processo costituente sono Antonio Matasso, Fabio Cannizzaro, Ignazio Coppola, Ignazio Buttitta, Turi Lombardo, Giuseppe Coniglione, Nino Gennaro, Franco Gioia e Leonardo D’Angelo.
L’assemblea costituente ha avuto luogo a seguito della celebrazione, davanti al portone, al numero civico 97 di via Alloro, Palazzo Cefalà, dove il 21 e 22 maggio del 1893 si tenne il congresso fondativo del Partito Socialista Siciliano il cui comitato centrale vide la presenza di nove membri composto da Giacomo Montalto, Nicola Petrina, Giuseppe De Felice Giuffrida, Luigi Leone, Antonio Licata, Agostino Lo Piano Pomar, Rosario Garibaldi Bosco, Nicola Barbato e socialismo 2Bernardino Verro.
La commemorazione del 120° anniversario di quello storico evento è stata tenuta dal professore Antonio Matasso che,
oltre a ricordare la storica alleanza tra i socialisti del tempo e le associazioni dei Fasci dei Lavoratori, ha avanzato la proposta di impegnare l’amministrazione comunale di Palermo a recuperare i locali dove si svolse quel congresso ed a mettere in sito una targa a ricordo di quell’evento. (a destra, foto tratta da altomolise.net)
Alle celebrazioni hanno aderito numerose associazioni autonomiste ed hanno preso la parola e portato la loro formale partecipazione i rappresentanti del Partito del Sud, per il quale ha preso la parola Armando Melodia, nonché Pippo Scianò, per il Fronte Siciliano.
La manifestazione ha visto una larga partecipazione di militanti dell’ex Partito socialista e tanti militanti della sinistra che non trovano più alcun riferimento dei loro valori politici e culturali nelle attuali forze che in qualche misura provengono dalla sinistra che fu.
Fonte: Link Sicilia
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Il Partito del Sud saluta con piacere la nascita del Partito Socialista dei Siciliani, Partito con cui abbiamo aperto un tavolo politico in vista di eventuale futura collaborazione sui territori e che ha partecipato, portando un saluto, alla nostra ultima riunione regionale. In bocca al lupo !!
Hanno partecipato un centinaio di persone al sit-in organizzato dalla Fondazione socialista antimafia “Carmelo Battaglia” e dal Comitato promotore del Partito Socialista dei Siciliani, svoltosi in via Alloro 97, nel pomeriggio di martedì 21 maggio, per ricordare i centoventi anni del congresso dei Fasci dei lavoratori e del Partito Socialista isolano. Sono intervenuti Antonio Matasso, Fabio Cannizzaro, Franco Gioia, Ignazio Coppola, Nino Gennaro e Turi Lombardo, trai promotori dell’evento, ma anche l’ex presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia Piero Fagone, Placido Rizzotto (nipote omonimo del sindacalista socialista ucciso dalla mafia a Corleone), Armando Melodia del Partito del Sud ed il segretario del Fronte Nazionale Siciliano Giuseppe Scianò. Al termine della manifestazione, è stato costituito un comitato per gestire il processo costituente del rifondato Partito Socialista dei Siciliani, che intende riattivare l’esperienza politica del soggetto politico costituito dai Fasci Siciliani e dai circoli socialisti di tutta la Sicilia nel 1893.
Fonte: Strettoweb
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Il nuovo Partito ha assunto quale simbolo un quadrato rosso entro il quale spicca in bianco la scritta Psd e l’aggiunta finale in giallo della ‘S’. Sotto la scritta sei pallini bianchi a forma di grappolo d’uva a significare l’aggregato unitario dei suoi componenti.
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Fonte: Strettoweb
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E’ nato il Partito Socialista dei Siciliani
Di Riccardo Gueci
Dopo un intervallo storico di 120 anni, è rinato il Partito Socialista dei Siciliani. Ieri sera, a Palermo, nella sala “Mauro Rostagno” del Palazzo delle Aquile ha visto la luce il nuovo Partito socialista per iniziativa di un gruppo di promotori, tra i quali spiccano i nomi di Antonio Matasso, Ignazio Coppola, Turi Lombardo, Fabio Cannizzaro ed altri.
Il comitato eletto è composto da nove membri, in rappresentanza dei territori delle Province di Catania, Messina, Palermo e Trapani. Sono in corso contatti con altri ambienti della sinistra diffusa nei restanti territori siciliani.
Entro l’anno il neo Partito celebrerà il suo congresso costituente che avrà come riferimento strategico l’Autonomia siciliana. I componenti che provvisoriamente gestiranno tutto il processo costituente sono Antonio Matasso, Fabio Cannizzaro, Ignazio Coppola, Ignazio Buttitta, Turi Lombardo, Giuseppe Coniglione, Nino Gennaro, Franco Gioia e Leonardo D’Angelo.
L’assemblea costituente ha avuto luogo a seguito della celebrazione, davanti al portone, al numero civico 97 di via Alloro, Palazzo Cefalà, dove il 21 e 22 maggio del 1893 si tenne il congresso fondativo del Partito Socialista Siciliano il cui comitato centrale vide la presenza di nove membri composto da Giacomo Montalto, Nicola Petrina, Giuseppe De Felice Giuffrida, Luigi Leone, Antonio Licata, Agostino Lo Piano Pomar, Rosario Garibaldi Bosco, Nicola Barbato e socialismo 2Bernardino Verro.
La commemorazione del 120° anniversario di quello storico evento è stata tenuta dal professore Antonio Matasso che,
oltre a ricordare la storica alleanza tra i socialisti del tempo e le associazioni dei Fasci dei Lavoratori, ha avanzato la proposta di impegnare l’amministrazione comunale di Palermo a recuperare i locali dove si svolse quel congresso ed a mettere in sito una targa a ricordo di quell’evento. (a destra, foto tratta da altomolise.net)
Alle celebrazioni hanno aderito numerose associazioni autonomiste ed hanno preso la parola e portato la loro formale partecipazione i rappresentanti del Partito del Sud, per il quale ha preso la parola Armando Melodia, nonché Pippo Scianò, per il Fronte Siciliano.
La manifestazione ha visto una larga partecipazione di militanti dell’ex Partito socialista e tanti militanti della sinistra che non trovano più alcun riferimento dei loro valori politici e culturali nelle attuali forze che in qualche misura provengono dalla sinistra che fu.
Fonte: Link Sicilia
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mercoledì 22 maggio 2013
FORMIA (LT) : QUESTA SERA PER "ANIMA POPOLARE" COMIZIO IN PIAZZA E PRESENZA IN TV

oggi alle 18.30 comizio in piazza sant'erasmo
...se non piove alle 20.45 diretta Lazio TV
..domani alle 16.00 vi aspetto al comune sala ribaud
.. orte 16.00 ospiti di Latina Oggi

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oggi alle 18.30 comizio in piazza sant'erasmo
...se non piove alle 20.45 diretta Lazio TV
..domani alle 16.00 vi aspetto al comune sala ribaud
.. orte 16.00 ospiti di Latina Oggi

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martedì 21 maggio 2013
Antonio Lento (Partito del Sud) sul Ponte pericolante sulla SS 106 a Villapiana
Ponte-di-trebisacce
Fonte: NtàCalabria
“Si continuano a inaugurare tratti dell’ A3 Salerno Reggio Calabria, come se si trattasse di un evento speciale, il solito piatto di lenticchie a una terra in cui tutti gli atti dovuti diventano casi eccezionali”. A sostenerlo è il portavoce del Partito del Sud Antonio Lento in una nota in cui si legge: “ Festeggiamenti e tagli di nastro non curanti delle vere pericolosità che invece da anni presenta l’attraversamento della Stata Ionica 106.
L’ 8 maggio il Giro d’Italia è passato da Trebisacce – continua il rappresentante di Patto del Sud – I ciclisti non si saranno accorti, concentrati sulle ruote dei colleghi (o magari distratti dallo spettacolo prodigioso offerto quel giorno dal mare) di aver attraversato un ponte in precario stato di manutenzione.
E’ l’ultimo dei ponti a capriata rovescia che si attraversano provenendo da Villapiana sul vecchio tracciato della S.S. 106. Il “copri ferro” è saltato quasi interamente e in alcuni punti si può notare la mancanza di un’idonea staffatura”.
E’ necessario intervenire al più presto prosegue Lento: “Occorre che questo ponte venga al più presto sostituito integralmente con un ponte di carreggiata normale, considerato l’elevato numero di persone che hanno perso la vita a causa del restringimento della carreggiata di un ponte risalente a prima della seconda guerra mondiale, non ultimo il vigile del fuoco di Villapiana Cosimo Antonio Amoroso, di cui il 18 maggio è ricorso il secondo anniversario della morte avvenuta durante lo svolgimento del proprio servizio. Quanti lutti ancora dovranno sopportare le comunità locali prima che qualcuno prenda gli idonei provvedimenti?” . L’allarme lanciato dal Portavoce del Partito del Sud Antonio Lento, è chiaro è preciso, la politica locale intervenga, là dove ne ha competenza senza tentennamenti e con lo spirito di assicurare la salvaguardia dei cittadini che utilizzano quella importante arteria di collegamento.
Fonte: NtàCalabria
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Ponte-di-trebisacce
Fonte: NtàCalabria
“Si continuano a inaugurare tratti dell’ A3 Salerno Reggio Calabria, come se si trattasse di un evento speciale, il solito piatto di lenticchie a una terra in cui tutti gli atti dovuti diventano casi eccezionali”. A sostenerlo è il portavoce del Partito del Sud Antonio Lento in una nota in cui si legge: “ Festeggiamenti e tagli di nastro non curanti delle vere pericolosità che invece da anni presenta l’attraversamento della Stata Ionica 106.
L’ 8 maggio il Giro d’Italia è passato da Trebisacce – continua il rappresentante di Patto del Sud – I ciclisti non si saranno accorti, concentrati sulle ruote dei colleghi (o magari distratti dallo spettacolo prodigioso offerto quel giorno dal mare) di aver attraversato un ponte in precario stato di manutenzione.
E’ l’ultimo dei ponti a capriata rovescia che si attraversano provenendo da Villapiana sul vecchio tracciato della S.S. 106. Il “copri ferro” è saltato quasi interamente e in alcuni punti si può notare la mancanza di un’idonea staffatura”.
E’ necessario intervenire al più presto prosegue Lento: “Occorre che questo ponte venga al più presto sostituito integralmente con un ponte di carreggiata normale, considerato l’elevato numero di persone che hanno perso la vita a causa del restringimento della carreggiata di un ponte risalente a prima della seconda guerra mondiale, non ultimo il vigile del fuoco di Villapiana Cosimo Antonio Amoroso, di cui il 18 maggio è ricorso il secondo anniversario della morte avvenuta durante lo svolgimento del proprio servizio. Quanti lutti ancora dovranno sopportare le comunità locali prima che qualcuno prenda gli idonei provvedimenti?” . L’allarme lanciato dal Portavoce del Partito del Sud Antonio Lento, è chiaro è preciso, la politica locale intervenga, là dove ne ha competenza senza tentennamenti e con lo spirito di assicurare la salvaguardia dei cittadini che utilizzano quella importante arteria di collegamento.
Fonte: NtàCalabria
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lunedì 20 maggio 2013
domenica 19 maggio 2013
Napoli - Giovedì 23 Maggio: Riunione iscritti Sezione G. Dorso
L’incontro si terrà per il giorno Giovedì 23 Maggio, alle ore 18.15 presso Caffetteria “Chez mo’” Via del Parco Margherita n.13 (piazzetta funicolare) 081- 407526 – Napoli
ritenendo di facile raggiungimento per i partecipanti. O.d. G.:
1. Evento giugno
2. Attività Associazione Onlus e altre;
3. Incremento Iscritti
4. SEDE del partito;
5. Varie
PS: Per motivi logistici delle attività e di organizzazione, si invitano tutti ad essere presenti; tuttavia. è assolutamente necessario inviare conferma della partecipazione.
Bruno Pappalordo
Sezione G. Dorso - Napoli
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L’incontro si terrà per il giorno Giovedì 23 Maggio, alle ore 18.15 presso Caffetteria “Chez mo’” Via del Parco Margherita n.13 (piazzetta funicolare) 081- 407526 – Napoli
ritenendo di facile raggiungimento per i partecipanti. O.d. G.:
1. Evento giugno
2. Attività Associazione Onlus e altre;
3. Incremento Iscritti
4. SEDE del partito;
5. Varie
PS: Per motivi logistici delle attività e di organizzazione, si invitano tutti ad essere presenti; tuttavia. è assolutamente necessario inviare conferma della partecipazione.
Bruno Pappalordo
Sezione G. Dorso - Napoli
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