venerdì 17 maggio 2013

ELEZIONI DEL 26 E 27 MAGGIO 2013: VOTA E FAI VOTARE IL PARTITO DEL SUD !



Mancano pochi giorni alla fine della campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013.

Il Partito del Sud e' presente come sempre con propri rappresentanti al sud, al centro e al nord della penisola; nel comune di Formia con il Candidato Sindaco Augusto Ciccolella con la lista "Anima Popolare" e con propri candidati indipendenti  a Melito (NA)  con Gennaro Riccio e alle Comunali di Vicenza con Filippo Romeo.

Per maggiori informazioni al riguardo potete visitare i nostri blog o i nostri gruppi e pagine presenti sui principali Social Network, qui alcuni link per saperne di più:





Diffondete la notizia in rete, contattate i Vs. amici e conoscenti presenti sui territori invitandoli a votare per i candidati del Partito del Sud che anche questa volta, con enorme sacrificio personale e con coraggio, portano la fiaccola dell'ideale meridionalista al voto.

Vota e fai votare per il Partito del Sud ed i suoi candidati!



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Mancano pochi giorni alla fine della campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013.

Il Partito del Sud e' presente come sempre con propri rappresentanti al sud, al centro e al nord della penisola; nel comune di Formia con il Candidato Sindaco Augusto Ciccolella con la lista "Anima Popolare" e con propri candidati indipendenti  a Melito (NA)  con Gennaro Riccio e alle Comunali di Vicenza con Filippo Romeo.

Per maggiori informazioni al riguardo potete visitare i nostri blog o i nostri gruppi e pagine presenti sui principali Social Network, qui alcuni link per saperne di più:





Diffondete la notizia in rete, contattate i Vs. amici e conoscenti presenti sui territori invitandoli a votare per i candidati del Partito del Sud che anche questa volta, con enorme sacrificio personale e con coraggio, portano la fiaccola dell'ideale meridionalista al voto.

Vota e fai votare per il Partito del Sud ed i suoi candidati!



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ELEZIONI COMUNALI DI FORMIA (LT): QUESTA SERA IN TV ANGELA GAGLIARDI PER ANIMA POPOLARE







FORMIA (LT): IL 26 E 27 MAGGIO 2013 VOTA "ANIMA POPOLARE" CON AUGUSTO CICCOLELLA SINDACO



La lista "Anima popolare" si presenta con propri candidati, uomini e donne, che intendono realizzare con una forte determinazione un ampio programma amministrativo capace di dare risposte concrete alle istanze dei cittadini. 
Il nostro programma nasce dall'aver ascoltato ed interpretato le esigenze dei cittadini e le loro piccole e grandi difficoltà nella vita di ogni giorno.
Recuperare il rapporto con la propria comunità è un dovere ormai imprescindibile. Ripensare ad un nuovo rapporto con i cittadini, ritrovare momenti di contatto, di incontro e di scambio è una delle priorità di un buon ente locale. 
Rivolgersi soprattutto alle nuove generazioni usando anche i nuovi mezzi di comunicazione con l'obiettivo di condividere il bilancio comunale per farlo diventare un bilancio partecipativo, un bilancio sociale, è uno degli obiettivi più importanti che ci proponiamo di attuare nell'immediato. O comunque di richiedere fortemente che venga attuato. 

Ai sensi dell’art. 11 del decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 è importante e doveroso che il comune garantisca l`attuazione del principio di trasparenza, “intesa come accessibilità totale (...), delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell'attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità".




SCARICA IL PROGRAMMA CON I CANDIDATI:

http://www.animapopolare.com/programma.pdf


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FORMIA (LT): IL 26 E 27 MAGGIO 2013 VOTA "ANIMA POPOLARE" CON AUGUSTO CICCOLELLA SINDACO



La lista "Anima popolare" si presenta con propri candidati, uomini e donne, che intendono realizzare con una forte determinazione un ampio programma amministrativo capace di dare risposte concrete alle istanze dei cittadini. 
Il nostro programma nasce dall'aver ascoltato ed interpretato le esigenze dei cittadini e le loro piccole e grandi difficoltà nella vita di ogni giorno.
Recuperare il rapporto con la propria comunità è un dovere ormai imprescindibile. Ripensare ad un nuovo rapporto con i cittadini, ritrovare momenti di contatto, di incontro e di scambio è una delle priorità di un buon ente locale. 
Rivolgersi soprattutto alle nuove generazioni usando anche i nuovi mezzi di comunicazione con l'obiettivo di condividere il bilancio comunale per farlo diventare un bilancio partecipativo, un bilancio sociale, è uno degli obiettivi più importanti che ci proponiamo di attuare nell'immediato. O comunque di richiedere fortemente che venga attuato. 

Ai sensi dell’art. 11 del decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 è importante e doveroso che il comune garantisca l`attuazione del principio di trasparenza, “intesa come accessibilità totale (...), delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell'attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità".




SCARICA IL PROGRAMMA CON I CANDIDATI:

http://www.animapopolare.com/programma.pdf


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mercoledì 15 maggio 2013

Fabrizio Barca e le sue proposte per il Sud e per un nuovo modo di pensare i "partiti"



Ieri alla storica sede della Villetta alla Garbatella, sede oggi di SEL del popolare quartiere romano, c'è stato
un interessante dibattito con il Professor Barca, ex Ministro della Coesione Territoriale.
Con molta curiosità ci sono andato ed ho capito subito, non ci vuole molto a percepirlo, che la sinistra italiana
(ed il suo popolo...) aspetta nuovi leader con maggior chiarezza e determinazione nelle scelte, specie dopo
le disastrose vicende del PD prima nei tentativi di formare un nuovo governo e poi nella scelta del Presidente
della Repubblica....come ha detto lo stesso Fabrizio Barca si tratta di "ricostruire il campo della sinistra" in
questo paese, in modo nuovo e avvincente, scrollandosi di dosso i settarismi velleitari da un lato e i
compromessi da vecchia DC dall'altro, bisogna dire chiaramente cosa si vuole fare e come per spazzare
via l'orribile centro-destra italiano di oggi e il suo principale deus ex machina, le cui vicende giudiziarie e le
penose scusanti della "persecuzione giudiziaria" ci hanno già ammorbato per 20 anni ed è arrivato il giorno
di voltare definitivamente pagina e di abbandonare per sempre questo ventennio berlusconiano che ci ha
impoveriti e resi tutti più insicuri.

Ho trovato molto interessante alcuni passaggi del suo discorso sul come ripensare la politica, agli antipodi
del populismo grillino che riduce tutta la politica ad un'eliminazione del finanziamento pubblico. A proposito
del finanziamento pubblico, sono assolutamente d'accordo con lui quando dice che va ridotto e
ripensato sicuramente ma non eliminato perché questo significherebbe che solo i ricchi o i volti già
famosi potrebbero impegnarsi in politica....prova ne è il fallimento finora di tutti i movimenti di vera
democrazia partecipata senza un megafono famoso come Grillo, al di là delle chimere della rete che "abbatte
gli ostacoli". Del resto il finanziamento pubblico esiste in tutti i paesi europei, con modalità diverse e
ovviamente con somme ridotte...ma perché in questo caso in cui è benefica non dobbiamo seguire la
lezione europea? Certo ci vuole coraggio per dirlo adesso, in questo periodo di populismo quando alla gente
piace sentire solo la litania "sono tutti ladri...non devono avere un euro" (spesso poi è la stessa gente che
non partecipa per niente alla vita democratica del paese né e' molto incline a seguire le regole minime
di convivenza civile...) ma prima o poi usciremo da questa fase buia di retorica e populismo e capiremo
che la politica va finanziata pubblicamente per il bene di tutti, certo specie in tempi di crisi con pochi
soldi e soprattutto con controlli rigorosi certo ma va fatto per evitare di andare "al tutto peggio tanto meglio".

Altro spunto interessante è che i partiti, che sono fondamentali nella vita democratica di un paese anche qui
contro tutte i populismi demagogici che vorrebbero eliminarli, devono rigenerarsi e separarsi
dall'amministrazione dello Stato, superando l'attuale e deleteria fase dei partiti "Stato-centrici" come descritto
anche dal documento diffuso in rete dal Professor Barca. Questo documento è un'ottima base di partenza e
di discussione anche per noi meridionalisti, insieme secondo me alla proposta di una nuova legge sui partiti
che definisce le regole minime di registrazione, costituzione e funzionamento democratico degli stessi...non è
più possibile non averle e lasciare tutto in balia del kapò di turno, che si chiami Grillo o Berlusconi
o Bersani....questa sarebbe vera democrazia e non la fuffa dei "non-Statuti" o le designazioni dall'alto della
classe dirigente di un movimento.

Tutto questo insieme a spunti interessanti del Professor Barca su come spendere i fondi europei
(oggi non riusciamo a spenderli in Italia e soprattutto al Sud!!!) e su come amministrare con un buon governo sia
a livello nazionale che a livello locale, condito da un sano e rigoroso meridionalismo come può portarlo il
nostro movimento in crescita sui vari territori, può essere davvero la ricetta giusta per una svolta
meridionalista progressista e riformista che apra una nuova stagione per il nostro Sud.


Enzo Riccio
Vice-Presidente Partito del Sud



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Ieri alla storica sede della Villetta alla Garbatella, sede oggi di SEL del popolare quartiere romano, c'è stato
un interessante dibattito con il Professor Barca, ex Ministro della Coesione Territoriale.
Con molta curiosità ci sono andato ed ho capito subito, non ci vuole molto a percepirlo, che la sinistra italiana
(ed il suo popolo...) aspetta nuovi leader con maggior chiarezza e determinazione nelle scelte, specie dopo
le disastrose vicende del PD prima nei tentativi di formare un nuovo governo e poi nella scelta del Presidente
della Repubblica....come ha detto lo stesso Fabrizio Barca si tratta di "ricostruire il campo della sinistra" in
questo paese, in modo nuovo e avvincente, scrollandosi di dosso i settarismi velleitari da un lato e i
compromessi da vecchia DC dall'altro, bisogna dire chiaramente cosa si vuole fare e come per spazzare
via l'orribile centro-destra italiano di oggi e il suo principale deus ex machina, le cui vicende giudiziarie e le
penose scusanti della "persecuzione giudiziaria" ci hanno già ammorbato per 20 anni ed è arrivato il giorno
di voltare definitivamente pagina e di abbandonare per sempre questo ventennio berlusconiano che ci ha
impoveriti e resi tutti più insicuri.

Ho trovato molto interessante alcuni passaggi del suo discorso sul come ripensare la politica, agli antipodi
del populismo grillino che riduce tutta la politica ad un'eliminazione del finanziamento pubblico. A proposito
del finanziamento pubblico, sono assolutamente d'accordo con lui quando dice che va ridotto e
ripensato sicuramente ma non eliminato perché questo significherebbe che solo i ricchi o i volti già
famosi potrebbero impegnarsi in politica....prova ne è il fallimento finora di tutti i movimenti di vera
democrazia partecipata senza un megafono famoso come Grillo, al di là delle chimere della rete che "abbatte
gli ostacoli". Del resto il finanziamento pubblico esiste in tutti i paesi europei, con modalità diverse e
ovviamente con somme ridotte...ma perché in questo caso in cui è benefica non dobbiamo seguire la
lezione europea? Certo ci vuole coraggio per dirlo adesso, in questo periodo di populismo quando alla gente
piace sentire solo la litania "sono tutti ladri...non devono avere un euro" (spesso poi è la stessa gente che
non partecipa per niente alla vita democratica del paese né e' molto incline a seguire le regole minime
di convivenza civile...) ma prima o poi usciremo da questa fase buia di retorica e populismo e capiremo
che la politica va finanziata pubblicamente per il bene di tutti, certo specie in tempi di crisi con pochi
soldi e soprattutto con controlli rigorosi certo ma va fatto per evitare di andare "al tutto peggio tanto meglio".

Altro spunto interessante è che i partiti, che sono fondamentali nella vita democratica di un paese anche qui
contro tutte i populismi demagogici che vorrebbero eliminarli, devono rigenerarsi e separarsi
dall'amministrazione dello Stato, superando l'attuale e deleteria fase dei partiti "Stato-centrici" come descritto
anche dal documento diffuso in rete dal Professor Barca. Questo documento è un'ottima base di partenza e
di discussione anche per noi meridionalisti, insieme secondo me alla proposta di una nuova legge sui partiti
che definisce le regole minime di registrazione, costituzione e funzionamento democratico degli stessi...non è
più possibile non averle e lasciare tutto in balia del kapò di turno, che si chiami Grillo o Berlusconi
o Bersani....questa sarebbe vera democrazia e non la fuffa dei "non-Statuti" o le designazioni dall'alto della
classe dirigente di un movimento.

Tutto questo insieme a spunti interessanti del Professor Barca su come spendere i fondi europei
(oggi non riusciamo a spenderli in Italia e soprattutto al Sud!!!) e su come amministrare con un buon governo sia
a livello nazionale che a livello locale, condito da un sano e rigoroso meridionalismo come può portarlo il
nostro movimento in crescita sui vari territori, può essere davvero la ricetta giusta per una svolta
meridionalista progressista e riformista che apra una nuova stagione per il nostro Sud.


Enzo Riccio
Vice-Presidente Partito del Sud



martedì 14 maggio 2013

ELEZIONI COMUNALI DI FORMIA (LT): DOMANI 15 MAGGIO ALLE 11.00 IN DIRETTA SU RADIO FORMIA INTERVISTA CON AUGUSTO CICCOLELLA




DOMANI 15 MAGGIO ALLE 11.00 AUGUSTO CICCOLELLA INTERVISTATO IN DIRETTA  A RADIO FORMIA...SINTONIZZATEVI... ANCHE VIA WEB!!









FORMIA (LT): IL 26 E 27 MAGGIO 2013 VOTA "ANIMA POPOLARE" CON AUGUSTO CICCOLELLA SINDACO



La lista "Anima popolare" si presenta con propri candidati, uomini e donne, che intendono realizzare con una forte determinazione un ampio programma amministrativo capace di dare risposte concrete alle istanze dei cittadini. 
Il nostro programma nasce dall'aver ascoltato ed interpretato le esigenze dei cittadini e le loro piccole e grandi difficoltà nella vita di ogni giorno.
Recuperare il rapporto con la propria comunità è un dovere ormai imprescindibile. Ripensare ad un nuovo rapporto con i cittadini, ritrovare momenti di contatto, di incontro e di scambio è una delle priorità di un buon ente locale. 
Rivolgersi soprattutto alle nuove generazioni usando anche i nuovi mezzi di comunicazione con l'obiettivo di condividere il bilancio comunale per farlo diventare un bilancio partecipativo, un bilancio sociale, è uno degli obiettivi più importanti che ci proponiamo di attuare nell'immediato. O comunque di richiedere fortemente che venga attuato. 

Ai sensi dell’art. 11 del decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 è importante e doveroso che il comune garantisca l`attuazione del principio di trasparenza, “intesa come accessibilità totale (...), delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell'attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità".




SCARICA IL PROGRAMMA CON I CANDIDATI:

http://www.animapopolare.com/programma.pdf



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DOMANI 15 MAGGIO ALLE 11.00 AUGUSTO CICCOLELLA INTERVISTATO IN DIRETTA  A RADIO FORMIA...SINTONIZZATEVI... ANCHE VIA WEB!!









FORMIA (LT): IL 26 E 27 MAGGIO 2013 VOTA "ANIMA POPOLARE" CON AUGUSTO CICCOLELLA SINDACO



La lista "Anima popolare" si presenta con propri candidati, uomini e donne, che intendono realizzare con una forte determinazione un ampio programma amministrativo capace di dare risposte concrete alle istanze dei cittadini. 
Il nostro programma nasce dall'aver ascoltato ed interpretato le esigenze dei cittadini e le loro piccole e grandi difficoltà nella vita di ogni giorno.
Recuperare il rapporto con la propria comunità è un dovere ormai imprescindibile. Ripensare ad un nuovo rapporto con i cittadini, ritrovare momenti di contatto, di incontro e di scambio è una delle priorità di un buon ente locale. 
Rivolgersi soprattutto alle nuove generazioni usando anche i nuovi mezzi di comunicazione con l'obiettivo di condividere il bilancio comunale per farlo diventare un bilancio partecipativo, un bilancio sociale, è uno degli obiettivi più importanti che ci proponiamo di attuare nell'immediato. O comunque di richiedere fortemente che venga attuato. 

Ai sensi dell’art. 11 del decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 è importante e doveroso che il comune garantisca l`attuazione del principio di trasparenza, “intesa come accessibilità totale (...), delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell'attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità".




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lunedì 13 maggio 2013

Lo sbarco di Garibaldi a Marsala e l'Italia dei miti e delle false epopee


di Gigi Di Fiore
Fonte:Il Mattino

E chi se lo ricorda più che, a maggio di 153 anni fa, Garibaldi arrivò in Sicilia. Certo, non è più tempo di feste, celebrazioni, ricordi come nel 2010. Solo 3 anni fa, il presidente Giorgio Napolitano inaugurò le grandi kermesse sui 150 anni di unità. Ora, abbiamo altro per la testa.

I 1089 di Giuseppe Garibaldi sbarcarono a Marsala l'11 maggio del 1860. Meno di due ore, con le distrazioni delle navi della Marina delle Due Sicilie e le imbarcazioni inglesi a ostacolare di fatto qualsiasi intervento armato, per l'abbandono dei piroscafi "Lombardo" e "Piemonte". Oltre ai garibaldini, con le loro barche i pescatori marsalesi trasportarono a terra anche 51 colli e 22 ballotti, armi e munizioni. Sette barche di Stefano Parrinello, una dello stabilimento inglese Ingham e due dell'azienda vinicola Florio. I traghettatori furono ricompensati dal Comune, otto mesi dopo, con 20 tarì ciascuno.

Quale spedizione fu più eroica di quella nel nostro Risorgimento? Quale impresa si prestò, più della conquista del Mezzogiorno d'Italia, a farsi epopea dell'unità italiana?. Senza i francesi, cosa sarebbe stata la Seconda guerra d'indipendenza? E la Terza senza i prussiani? Non restava che la spedizione di Garibaldi a dare corpo all'epica del Risorgimento di cui avevamo bisogno, per sentirci orgogliosi.

In quell'impresa, c'erano tutte le caratteristiche belle e pronte per creare un mito: pochi contro molti, barbarie contro civiltà, buoni contro cattivi. Nacque l'incredibile Spedizione dei Mille.

Italiani contro gli stranieri che occupavano il Sud? Con i garibaldini c'erano 800 volontari inglesi, francesi, ungheresi. Nell'esercito di Francesco II di Borbone c'erano 4000 Esteri, in gran parte bavaresi, su 50mila uomini. Ma nelle corrispondenze garibaldine, si parla quasi sempre e solo di "odiati bavari". La storia è così.

E noi avevamo tanto bisogno di un mito, una religione laica che ci unisse in un'identità italiana allora inesistente: epopee, giorni celebrativi, inni, luoghi di culto patriottico. Simbologie, insomma, forme per riempire un sentire limitato a pochi. Lo sostenne anche Francesco Crispi, nel motivare il no alla cremazione del corpo di Garibaldi nel 1882, contro le sue volontà.

Di rituali ci siamo poi cibati molto in 152 anni. L'idea di Nazione, lontana ai più, venne imposta con più convinzione dal fascismo. C'è chi, come il professore inglese Duggan, nega che esista un'unica identità italiana. Siamo diventati Nazione unitaria, per interessi soprattutto inglesi e francesi. Dall'alto e con irripetibili contingenze internazionali. Da Marsala, in quel maggio fatale, cominciò l'annessione più controversa: quella delle regioni meridionali, per 7 secoli regno autonomo.

Tutto iniziò con quei 1089. Anche se, in una lettera affidata al vice console inglese Cossins a Marsala, il 15 maggio 1860 Stefano Turr scriveva: "Abbiamo più di 15mila uomini". Ma a scuola ci hanno sempre detto che i nostri eroi, biondi, alti e belli, erano solo mille contro 50mila. E' la nostra storia.


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di Gigi Di Fiore
Fonte:Il Mattino

E chi se lo ricorda più che, a maggio di 153 anni fa, Garibaldi arrivò in Sicilia. Certo, non è più tempo di feste, celebrazioni, ricordi come nel 2010. Solo 3 anni fa, il presidente Giorgio Napolitano inaugurò le grandi kermesse sui 150 anni di unità. Ora, abbiamo altro per la testa.

I 1089 di Giuseppe Garibaldi sbarcarono a Marsala l'11 maggio del 1860. Meno di due ore, con le distrazioni delle navi della Marina delle Due Sicilie e le imbarcazioni inglesi a ostacolare di fatto qualsiasi intervento armato, per l'abbandono dei piroscafi "Lombardo" e "Piemonte". Oltre ai garibaldini, con le loro barche i pescatori marsalesi trasportarono a terra anche 51 colli e 22 ballotti, armi e munizioni. Sette barche di Stefano Parrinello, una dello stabilimento inglese Ingham e due dell'azienda vinicola Florio. I traghettatori furono ricompensati dal Comune, otto mesi dopo, con 20 tarì ciascuno.

Quale spedizione fu più eroica di quella nel nostro Risorgimento? Quale impresa si prestò, più della conquista del Mezzogiorno d'Italia, a farsi epopea dell'unità italiana?. Senza i francesi, cosa sarebbe stata la Seconda guerra d'indipendenza? E la Terza senza i prussiani? Non restava che la spedizione di Garibaldi a dare corpo all'epica del Risorgimento di cui avevamo bisogno, per sentirci orgogliosi.

In quell'impresa, c'erano tutte le caratteristiche belle e pronte per creare un mito: pochi contro molti, barbarie contro civiltà, buoni contro cattivi. Nacque l'incredibile Spedizione dei Mille.

Italiani contro gli stranieri che occupavano il Sud? Con i garibaldini c'erano 800 volontari inglesi, francesi, ungheresi. Nell'esercito di Francesco II di Borbone c'erano 4000 Esteri, in gran parte bavaresi, su 50mila uomini. Ma nelle corrispondenze garibaldine, si parla quasi sempre e solo di "odiati bavari". La storia è così.

E noi avevamo tanto bisogno di un mito, una religione laica che ci unisse in un'identità italiana allora inesistente: epopee, giorni celebrativi, inni, luoghi di culto patriottico. Simbologie, insomma, forme per riempire un sentire limitato a pochi. Lo sostenne anche Francesco Crispi, nel motivare il no alla cremazione del corpo di Garibaldi nel 1882, contro le sue volontà.

Di rituali ci siamo poi cibati molto in 152 anni. L'idea di Nazione, lontana ai più, venne imposta con più convinzione dal fascismo. C'è chi, come il professore inglese Duggan, nega che esista un'unica identità italiana. Siamo diventati Nazione unitaria, per interessi soprattutto inglesi e francesi. Dall'alto e con irripetibili contingenze internazionali. Da Marsala, in quel maggio fatale, cominciò l'annessione più controversa: quella delle regioni meridionali, per 7 secoli regno autonomo.

Tutto iniziò con quei 1089. Anche se, in una lettera affidata al vice console inglese Cossins a Marsala, il 15 maggio 1860 Stefano Turr scriveva: "Abbiamo più di 15mila uomini". Ma a scuola ci hanno sempre detto che i nostri eroi, biondi, alti e belli, erano solo mille contro 50mila. E' la nostra storia.


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Importante Conferenza 2a Università di Napoli con collaborazione dell'ADI (Delegaz. Campana PdelSUD)

IMPORTANTE CONFERENZA c/o CITTA' DELLA SCIENZA, ORGANIZZATA DALLA 2a UNIVERSITA' di NAPOLI, IN COLLABORAZIONE CON l'ADI CAMPANIA (Presidente Salvatore Cozzolino del Partito del SUD):

Patrocinio del Comune di Napoli.

Intervento e saluto di Luigi de Magistris sindaco di Napoli









Fonte : ADI Campania
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IMPORTANTE CONFERENZA c/o CITTA' DELLA SCIENZA, ORGANIZZATA DALLA 2a UNIVERSITA' di NAPOLI, IN COLLABORAZIONE CON l'ADI CAMPANIA (Presidente Salvatore Cozzolino del Partito del SUD):

Patrocinio del Comune di Napoli.

Intervento e saluto di Luigi de Magistris sindaco di Napoli









Fonte : ADI Campania

15 Maggio 2013 - Festa dell'Autonomia Siciliana

Di Armando Melodia

L’Autonomia Siciliana è un bene che va salvaguardato e riconquistato ogni giorno, perché ogni giorno è rimesso in discussione da una politica nazionale colonialista e da una classe politica siciliana che, nella migliore delle ipotesi è incapace, se non addirittura asservita e collusa con i poteri contrari agli interessi della Sicilia.

Lo Statuto della Regione Siciliana va difeso ed applicato in ogni suo articolo, così come la Costituzione della Repubblica Italiana di cui è parte integrante.
Per questo dobbiamo fare emergere una nuova classe politica fatta di donne e uomini onesti, competenti e capaci, che mettano al centro della loro azione il Lavoro, la Legalità e la Cultura.
La maggior parte di noi Siciliani vive un sentimento di frustrazione, di rabbia e di impotenza che dobbiamo scrollarci di dosso. Non dobbiamo cadere nella trappola di chi ci vuole fare sentire cittadini di serie B, di chi vorrebbe farci vergognare di essere Siciliani. Ci sono siciliani di cui vergognarci, ma c’è un Popolo che ha scritto e continua a scrivere pagine di grande civiltà e cultura.
Per questo io sono orgoglioso di essere Siciliano e chiedo a tutti coloro che la pensano come me di esprimere la loro condivisione e di chiedere ai loro amici di farlo.

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Di Armando Melodia

L’Autonomia Siciliana è un bene che va salvaguardato e riconquistato ogni giorno, perché ogni giorno è rimesso in discussione da una politica nazionale colonialista e da una classe politica siciliana che, nella migliore delle ipotesi è incapace, se non addirittura asservita e collusa con i poteri contrari agli interessi della Sicilia.

Lo Statuto della Regione Siciliana va difeso ed applicato in ogni suo articolo, così come la Costituzione della Repubblica Italiana di cui è parte integrante.
Per questo dobbiamo fare emergere una nuova classe politica fatta di donne e uomini onesti, competenti e capaci, che mettano al centro della loro azione il Lavoro, la Legalità e la Cultura.
La maggior parte di noi Siciliani vive un sentimento di frustrazione, di rabbia e di impotenza che dobbiamo scrollarci di dosso. Non dobbiamo cadere nella trappola di chi ci vuole fare sentire cittadini di serie B, di chi vorrebbe farci vergognare di essere Siciliani. Ci sono siciliani di cui vergognarci, ma c’è un Popolo che ha scritto e continua a scrivere pagine di grande civiltà e cultura.
Per questo io sono orgoglioso di essere Siciliano e chiedo a tutti coloro che la pensano come me di esprimere la loro condivisione e di chiedere ai loro amici di farlo.

domenica 12 maggio 2013

...Il rischio dell'amore...



Di Marenza De Michele


"Se si toglie il rischio dalla vita non resta poi molto."
Sigmund Freud.

...Il rischio dell'amore...
Gli auguri per la festa della mamma si rincorrono sulla mia home, e arrivano a ricordarmi una festa che io non sento molto visto che non sono madre nè ho mai anelato ad esserlo.
Ma credo molto nel senso di appartenenza, che non necessariamente deriva però dai legami di sangue, credo nell'investimento affettivo e nel senso di responsabilità, anche se non è un ruolo sociale a definirlo.
Credo nell'amore, sentimento di accoglienza, fiducia e abbandono, che lega gli esseri umani tra di loro e si esprime in varie forme, credo che sia un sentimento sublime e terrificante, perchè qualunque legame umano è temporaneo come temporanea è la nostra vita, e anche solo il pensiero di perdere l'amato ci fa tremare di paura.
L'amore comporta il rischio della felicità e della sofferenza, l'amore è fatto per chi ha coraggio da vendere, l'amore mi stupisce perchè è così simile e così diverso nelle sue varie manifestazioni.
E allora voglio ringraziare proprio chi, perchè ha avuto il coraggio di amare, ha messo al mondo la vita: mia madre innanzitutto, e con lei le sue mamme, e tutte le donne che figli o no spesso abbondano di amore e lo riversano su chiunque, i figli degli altri, gli animali, la natura...in ogni caso è il dono della vita che si perpetua, perchè vita è seminare e germogliare ma anche prendersene cura...tutte le pianticelle, bambine giovani adulte anziane, hanno bisogno di essere innaffiate di amore.
E' questa la festa che sento mia, quella del sentimento materno, quella di chi ha il coraggio di accettare il rischio dell'amore.

Auguri donne...e "mamme".

"Se si toglie il rischio dalla vita non resta poi molto."

Sigmund Freud.

...Il rischio dell'amore...
Gli auguri per la festa della mamma si rincorrono sulla mia home, e arrivano a ricordarmi una festa che io non sento molto visto che non sono madre nè ho mai anelato ad esserlo.
Ma credo molto nel senso di appartenenza, che non necessariamente deriva però dai legami di sangue, credo nell'investimento affettivo e nel senso di responsabilità, anche se non è un ruolo sociale a definirlo.
Credo nell'amore, sentimento di accoglienza, fiducia e abbandono, che lega gli esseri umani tra di loro e si esprime in varie forme, credo che sia un sentimento sublime e terrificante, perchè qualunque legame umano è temporaneo come temporanea è la nostra vita, e anche solo il pensiero di perdere l'amato ci fa tremare di paura.
L'amore comporta il rischio della felicità e della sofferenza, l'amore è fatto per chi ha coraggio da vendere, l'amore mi stupisce perchè è così simile e così diverso nelle sue varie manifestazioni.
E allora voglio ringraziare proprio chi, perchè ha avuto il coraggio di amare, ha messo al mondo la vita: mia madre innanzitutto, e con lei le sue mamme, e tutte le donne che figli o no spesso abbondano di amore e lo riversano su chiunque, i figli degli altri, gli animali, la natura...in ogni caso è il dono della vita che si perpetua, perchè vita è seminare e germogliare ma anche prendersene cura...tutte le pianticelle, bambine giovani adulte anziane, hanno bisogno di essere innaffiate di amore.
E' questa la festa che sento mia, quella del sentimento materno, quella di chi ha il coraggio di accettare il rischio dell'amore.

Auguri donne...e "mamme".
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Di Marenza De Michele


"Se si toglie il rischio dalla vita non resta poi molto."
Sigmund Freud.

...Il rischio dell'amore...
Gli auguri per la festa della mamma si rincorrono sulla mia home, e arrivano a ricordarmi una festa che io non sento molto visto che non sono madre nè ho mai anelato ad esserlo.
Ma credo molto nel senso di appartenenza, che non necessariamente deriva però dai legami di sangue, credo nell'investimento affettivo e nel senso di responsabilità, anche se non è un ruolo sociale a definirlo.
Credo nell'amore, sentimento di accoglienza, fiducia e abbandono, che lega gli esseri umani tra di loro e si esprime in varie forme, credo che sia un sentimento sublime e terrificante, perchè qualunque legame umano è temporaneo come temporanea è la nostra vita, e anche solo il pensiero di perdere l'amato ci fa tremare di paura.
L'amore comporta il rischio della felicità e della sofferenza, l'amore è fatto per chi ha coraggio da vendere, l'amore mi stupisce perchè è così simile e così diverso nelle sue varie manifestazioni.
E allora voglio ringraziare proprio chi, perchè ha avuto il coraggio di amare, ha messo al mondo la vita: mia madre innanzitutto, e con lei le sue mamme, e tutte le donne che figli o no spesso abbondano di amore e lo riversano su chiunque, i figli degli altri, gli animali, la natura...in ogni caso è il dono della vita che si perpetua, perchè vita è seminare e germogliare ma anche prendersene cura...tutte le pianticelle, bambine giovani adulte anziane, hanno bisogno di essere innaffiate di amore.
E' questa la festa che sento mia, quella del sentimento materno, quella di chi ha il coraggio di accettare il rischio dell'amore.

Auguri donne...e "mamme".

"Se si toglie il rischio dalla vita non resta poi molto."

Sigmund Freud.

...Il rischio dell'amore...
Gli auguri per la festa della mamma si rincorrono sulla mia home, e arrivano a ricordarmi una festa che io non sento molto visto che non sono madre nè ho mai anelato ad esserlo.
Ma credo molto nel senso di appartenenza, che non necessariamente deriva però dai legami di sangue, credo nell'investimento affettivo e nel senso di responsabilità, anche se non è un ruolo sociale a definirlo.
Credo nell'amore, sentimento di accoglienza, fiducia e abbandono, che lega gli esseri umani tra di loro e si esprime in varie forme, credo che sia un sentimento sublime e terrificante, perchè qualunque legame umano è temporaneo come temporanea è la nostra vita, e anche solo il pensiero di perdere l'amato ci fa tremare di paura.
L'amore comporta il rischio della felicità e della sofferenza, l'amore è fatto per chi ha coraggio da vendere, l'amore mi stupisce perchè è così simile e così diverso nelle sue varie manifestazioni.
E allora voglio ringraziare proprio chi, perchè ha avuto il coraggio di amare, ha messo al mondo la vita: mia madre innanzitutto, e con lei le sue mamme, e tutte le donne che figli o no spesso abbondano di amore e lo riversano su chiunque, i figli degli altri, gli animali, la natura...in ogni caso è il dono della vita che si perpetua, perchè vita è seminare e germogliare ma anche prendersene cura...tutte le pianticelle, bambine giovani adulte anziane, hanno bisogno di essere innaffiate di amore.
E' questa la festa che sento mia, quella del sentimento materno, quella di chi ha il coraggio di accettare il rischio dell'amore.

Auguri donne...e "mamme".

Formia (LT) - Teatro Remigio Paone: Candidati a Sindaco a confronto (2013)

http://www.youtube.com/watch?v=6xMNb7_w6r0&list=UUTeSTQFj8XMY3h50cv5RfpA&index=1


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http://www.youtube.com/watch?v=6xMNb7_w6r0&list=UUTeSTQFj8XMY3h50cv5RfpA&index=1


AUGURI A TUTTE LE MAMME



Di Bruno Pappalardo
La festa assordante di fiori, pupazzetti e cioccolatini ci allontana dall'arso umile vivere presso celle volgenti al sole sorgente, volgenti a certi volti, nel sacrilego scordar quelli che osarono.
Fu bella e grande quella Madre.

Foto: La festa assordante di fiori, pupazzetti e cioccolatini ci allontana dall'arso umile vivere presso celle volgenti al sole sorgente, volgenti a certi volti, nel sacrilego scordar quelli che osarono.
Fu bella e grande quella Madre.

Carissima mamma,

sto per partire per Roma. Oramai è certo. Questa lettera mi è stata data appunto per annunziarti il trasloco. Perciò scrivimi a Roma d’ora innanzi e finché io non ti abbia avvertito di un altro trasloco.
Ieri ho ricevuto un’assicurata di Carlo del 5 maggio. Mi scrive che mi manderà la tua fotografia: sarò molto contento. A quest’ora ti deve essere giunta la fotografia di Delio che ti ho spedito una decina di giorni fa, raccomandata.
Carissima mamma, non ti vorrei ripetere ciò che ti ho spesso scritto per rassicurarti sulle mie condizioni fisiche e morali. Vorrei, per essere proprio tranquillo, che tu non ti spaventassi o ti turbassi troppo qualunque condanna siano per darmi.
Che tu comprendessi bene, anche col sentimento, che io sono un detenuto politico e sarò un condannato politico, che non ho e non avrò mai da vergognarmi di questa situazione.
Che, in fondo, la detenzione e la condanna le ho volute io stesso, in certo modo, perché non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione. Che perciò io non posso che essere tranquillo e contento di me stesso. Cara mamma, vorrei proprio abbracciarti stretta, stretta perché sentissi quanto ti voglio bene e come vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente.
La vita è cosí, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini.
Ti abbraccio teneramente.

Nino  
Ti scriverò subito da Roma. Di’ a Carlo che stia allegro e che lo ringrazio infinitamente.
Baci a tutti.

Antonio Gramsci

Carissima mamma,

sto per partire per Roma. Oramai è certo. Questa lettera mi è stata data appunto per annunziarti il trasloco. Perciò scrivimi a Roma d’ora innanzi e finché io non ti abbia avvertito di un altro trasloco.
Ieri ho ricevuto un’assicurata di Carlo del 5 maggio. Mi scrive che mi manderà la tua fotografia: sarò molto contento. A quest’ora ti deve essere giunta la fotografia di Delio che ti ho spedito una decina di giorni fa, raccomandata.
Carissima mamma, non ti vorrei ripetere ciò che ti ho spesso scritto per rassicurarti sulle mie condizioni fisiche e morali. Vorrei, per essere proprio tranquillo, che tu non ti spaventassi o ti turbassi troppo qualunque condanna siano per darmi.
Che tu comprendessi bene, anche col sentimento, che io sono un detenuto politico e sarò un condannato politico, che non ho e non avrò mai da vergognarmi di questa situazione.
Che, in fondo, la detenzione e la condanna le ho volute io stesso, in certo modo, perché non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione. Che perciò io non posso che essere tranquillo e contento di me stesso. Cara mamma, vorrei proprio abbracciarti stretta, stretta perché sentissi quanto ti voglio bene e come vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente.
La vita è cosí, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini.
Ti abbraccio teneramente.

Nino
Ti scriverò subito da Roma. Di’ a Carlo che stia allegro e che lo ringrazio infinitamente.
Baci a tutti.

Antonio Gramsci


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Di Bruno Pappalardo
La festa assordante di fiori, pupazzetti e cioccolatini ci allontana dall'arso umile vivere presso celle volgenti al sole sorgente, volgenti a certi volti, nel sacrilego scordar quelli che osarono.
Fu bella e grande quella Madre.

Foto: La festa assordante di fiori, pupazzetti e cioccolatini ci allontana dall'arso umile vivere presso celle volgenti al sole sorgente, volgenti a certi volti, nel sacrilego scordar quelli che osarono.
Fu bella e grande quella Madre.

Carissima mamma,

sto per partire per Roma. Oramai è certo. Questa lettera mi è stata data appunto per annunziarti il trasloco. Perciò scrivimi a Roma d’ora innanzi e finché io non ti abbia avvertito di un altro trasloco.
Ieri ho ricevuto un’assicurata di Carlo del 5 maggio. Mi scrive che mi manderà la tua fotografia: sarò molto contento. A quest’ora ti deve essere giunta la fotografia di Delio che ti ho spedito una decina di giorni fa, raccomandata.
Carissima mamma, non ti vorrei ripetere ciò che ti ho spesso scritto per rassicurarti sulle mie condizioni fisiche e morali. Vorrei, per essere proprio tranquillo, che tu non ti spaventassi o ti turbassi troppo qualunque condanna siano per darmi.
Che tu comprendessi bene, anche col sentimento, che io sono un detenuto politico e sarò un condannato politico, che non ho e non avrò mai da vergognarmi di questa situazione.
Che, in fondo, la detenzione e la condanna le ho volute io stesso, in certo modo, perché non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione. Che perciò io non posso che essere tranquillo e contento di me stesso. Cara mamma, vorrei proprio abbracciarti stretta, stretta perché sentissi quanto ti voglio bene e come vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente.
La vita è cosí, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini.
Ti abbraccio teneramente.

Nino  
Ti scriverò subito da Roma. Di’ a Carlo che stia allegro e che lo ringrazio infinitamente.
Baci a tutti.

Antonio Gramsci

Carissima mamma,

sto per partire per Roma. Oramai è certo. Questa lettera mi è stata data appunto per annunziarti il trasloco. Perciò scrivimi a Roma d’ora innanzi e finché io non ti abbia avvertito di un altro trasloco.
Ieri ho ricevuto un’assicurata di Carlo del 5 maggio. Mi scrive che mi manderà la tua fotografia: sarò molto contento. A quest’ora ti deve essere giunta la fotografia di Delio che ti ho spedito una decina di giorni fa, raccomandata.
Carissima mamma, non ti vorrei ripetere ciò che ti ho spesso scritto per rassicurarti sulle mie condizioni fisiche e morali. Vorrei, per essere proprio tranquillo, che tu non ti spaventassi o ti turbassi troppo qualunque condanna siano per darmi.
Che tu comprendessi bene, anche col sentimento, che io sono un detenuto politico e sarò un condannato politico, che non ho e non avrò mai da vergognarmi di questa situazione.
Che, in fondo, la detenzione e la condanna le ho volute io stesso, in certo modo, perché non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione. Che perciò io non posso che essere tranquillo e contento di me stesso. Cara mamma, vorrei proprio abbracciarti stretta, stretta perché sentissi quanto ti voglio bene e come vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente.
La vita è cosí, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini.
Ti abbraccio teneramente.

Nino
Ti scriverò subito da Roma. Di’ a Carlo che stia allegro e che lo ringrazio infinitamente.
Baci a tutti.

Antonio Gramsci


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