martedì 7 maggio 2013

ELEZIONI COMUNALI DI VICENZA - FILIPPO ROMEO IN LISTA A SOSTEGNO DEL SINDACO VARIATI

Filippo Romeo. Coord. regionale del nostro Partito è nato a Reggio Calabria, sposato con una figlia vive a Vicenza dal 1999.
Dipendente di Poste Italiane è attivamente impegnato nel sindacato di categoria in difesa dei diritti dei lavoratori.
Meridionalista progressista, di scuola Gramsciana, è appassionato di revisionismo storico - risorgimentale e delle problematiche che hanno causato la cosiddetta Questione Meridionale.


E'n lista a sostegno del Sindaco di Vicenza Variati, con cui è iniziata da tempo un positivo confronto e condivisione di idee soprattutto dopo la visita storica del Sindaco di Vincenza a Pontelendolfo, in occasione della ricorrenza dei 150 anni dell'unità, dove portò le scuse a nome della sua città per il terribile massacro.

Ricordiamo inoltre che in quell'occasione il Sindaco Variati prese l'impegno di intitolare una via di Vicenza alla città di Pontelandolfo, impegno che presto sarà onorato.

Dopo lo scambio di messaggi fra Pino Aprile ed il Sindaco Variati in cui Pino Aprile chiudeva con le parole "Oggi, dopo un secolo e mezzo, gli italiani di Pontelandolfo e di Vicenza sono, per la prima volta, davvero uniti, dopo tanto sangue, tanta incomprensione, tanti risentimenti. Bastavano poche gocce di verità; e delle persone oneste. Come lei. Mi permetta di stringerle la mano", il nostro Partito ha deciso di sostenere concretamente la riconferma di Variati alla carica di Sindaco, schierandosi a suo favore con la candidatura di Filippo Romeo.





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Filippo Romeo. Coord. regionale del nostro Partito è nato a Reggio Calabria, sposato con una figlia vive a Vicenza dal 1999.
Dipendente di Poste Italiane è attivamente impegnato nel sindacato di categoria in difesa dei diritti dei lavoratori.
Meridionalista progressista, di scuola Gramsciana, è appassionato di revisionismo storico - risorgimentale e delle problematiche che hanno causato la cosiddetta Questione Meridionale.


E'n lista a sostegno del Sindaco di Vicenza Variati, con cui è iniziata da tempo un positivo confronto e condivisione di idee soprattutto dopo la visita storica del Sindaco di Vincenza a Pontelendolfo, in occasione della ricorrenza dei 150 anni dell'unità, dove portò le scuse a nome della sua città per il terribile massacro.

Ricordiamo inoltre che in quell'occasione il Sindaco Variati prese l'impegno di intitolare una via di Vicenza alla città di Pontelandolfo, impegno che presto sarà onorato.

Dopo lo scambio di messaggi fra Pino Aprile ed il Sindaco Variati in cui Pino Aprile chiudeva con le parole "Oggi, dopo un secolo e mezzo, gli italiani di Pontelandolfo e di Vicenza sono, per la prima volta, davvero uniti, dopo tanto sangue, tanta incomprensione, tanti risentimenti. Bastavano poche gocce di verità; e delle persone oneste. Come lei. Mi permetta di stringerle la mano", il nostro Partito ha deciso di sostenere concretamente la riconferma di Variati alla carica di Sindaco, schierandosi a suo favore con la candidatura di Filippo Romeo.





Questa sera, in Alta terra di lavoro, il Partito del Sud locale si riunisce per una cena lavorativa.


Questa sera, a San Castrese in alta terra di lavoro il Partito del Sud locale si riunisce per una cena lavorativa. L’incontro non è un punto di partenza, ma il proseguimento di un operare per la crescita e lo sviluppo del Partito del Sud nel sud Pontino.
I punti che esaminerà sono:
-         
     Nuove sezioni da aprire a Gaeta e Formia;
-         Punto di situazione sulle attività svolte;
-         Attività e appuntamenti nel sud pontino con il Partito del Sud;
-         Monitoraggio del territorio. A cosa prestare attenzione. Vecchi e nuovi strumenti;
-         Visibilità del partito sul territorio;
-         Elezioni a Formia;
-         Centrale nucleare, censimento e monitoraggio di associazioni e comitati presenti sul territorio;
-         Varie ed eventuali.

Si ringrazia la sig.ra. Ortensia DE CESARE per il supporto logistico/organizzativo nonchè culinario, che renderà la serata lavorativa anche gioiosa e molto meridionale.

Coord. PdSUD Alta terra di lavoro

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Questa sera, a San Castrese in alta terra di lavoro il Partito del Sud locale si riunisce per una cena lavorativa. L’incontro non è un punto di partenza, ma il proseguimento di un operare per la crescita e lo sviluppo del Partito del Sud nel sud Pontino.
I punti che esaminerà sono:
-         
     Nuove sezioni da aprire a Gaeta e Formia;
-         Punto di situazione sulle attività svolte;
-         Attività e appuntamenti nel sud pontino con il Partito del Sud;
-         Monitoraggio del territorio. A cosa prestare attenzione. Vecchi e nuovi strumenti;
-         Visibilità del partito sul territorio;
-         Elezioni a Formia;
-         Centrale nucleare, censimento e monitoraggio di associazioni e comitati presenti sul territorio;
-         Varie ed eventuali.

Si ringrazia la sig.ra. Ortensia DE CESARE per il supporto logistico/organizzativo nonchè culinario, che renderà la serata lavorativa anche gioiosa e molto meridionale.

Coord. PdSUD Alta terra di lavoro

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"Anima Popolare" ha presento sabato scorso la lista a Formia. Augusto Ciccolella candidato Sindaco e gli altri candidati si presentano sul palco

1 http://www.youtube.com/watch?v=KxsynmeYQWM&feature=youtu.be


2
http://www.youtube.com/watch?v=GKuI-rQzfvA&list=UUNuVLXogfJdyINZ7U4zDbEA&index=2

 I candidati di Anima Popolare si presentano ci cittadini formiani.



3 http://www.youtube.com/watch?v=hhQZbUIK1OE&list=UUNuVLXogfJdyINZ7U4zDbEA&index=1

 Anima Popolare: inteviene la Dtt.ssa Frunzio




  4 https://www.youtube.com/watch?v=BQYLw1Za_Hc&feature=youtu.be

 Augusto Ciccolella infiamma la folla di Piazza Vittoria



 

La lista "Anima popolare" si presenta con propri candidati, uomini e donne, che intendono realizzare con una forte determinazione un ampio programma amministrativo capace di dare risposte concrete alle istanze dei cittadini. 
Il nostro programma nasce dall'aver ascoltato ed interpretato le esigenze dei cittadini e le loro piccole e grandi difficoltà nella vita di ogni giorno.
Recuperare il rapporto con la propria comunità è un dovere ormai imprescindibile. Ripensare ad un nuovo rapporto con i cittadini, ritrovare momenti di contatto, di incontro e di scambio è una delle priorità di un buon ente locale. 
Rivolgersi soprattutto alle nuove generazioni usando anche i nuovi mezzi di comunicazione con l'obiettivo di condividere il bilancio comunale per farlo diventare un bilancio partecipativo, un bilancio sociale, è uno degli obiettivi più importanti che ci proponiamo di attuare nell'immediato. O comunque di richiedere fortemente che venga attuato. 

Ai sensi dell’art. 11 del decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 è importante e doveroso che il comune garantisca l`attuazione del principio di trasparenza, “intesa come accessibilità totale (...), delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell'attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità".




SCARICA IL PROGRAMMA CON I CANDIDATI:

http://www.animapopolare.com/programma.pdf



Augusto Ciccolella: Anima Popolare a piazza Vittoria 

Scritto da  
Fonte : Duepuntozero

Augusto Ciccolella: Anima Popolare a piazza Vittoria
Con le elezioni amministrative che si avvicinano -  si voterà, infatti, il 26 ed il 27 maggio - proliferano comizi ed incontri.
E' il turno di Augusto Ciccolella - già consigliere nelle passate amministrazioni -  che ora cambia pagina, tentanto, come altri - ricordiamo che la scelta è tra ben 9 potenziali sindaci - a porsi alla guida delle città di Formia.
L'incontro che si è concluso da poco in piazza Della Vittoria è stato occasione di ricordare i punti di riflessione su cui il candidato sindaco - "Anima Popolare" -  intenderebbe agire: 
- Turismo e Lavoro;
- Commercio;
- Ambiente;
- Sicurezza;
-Servizi Sociali;
- Emergenza Casa;
- Sport, Scuole e Cultura;
- Politiche per i quartieri -  in particolare quello storico di Castellone, al centro di molti dei suoi esempi;
- Servizi al cittadino  - rimbrottando su quelle che sono le mancanze degli attuali impiegati comunali, spesso assenti;
- Politiche giovanili;
- Abbattimento delle barriere architettoniche.
Con il motto "Io ci metto il cuore", la battaglia di Augusto Ciccolella - come le altre - entra nel vivo.

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1 http://www.youtube.com/watch?v=KxsynmeYQWM&feature=youtu.be


2
http://www.youtube.com/watch?v=GKuI-rQzfvA&list=UUNuVLXogfJdyINZ7U4zDbEA&index=2

 I candidati di Anima Popolare si presentano ci cittadini formiani.



3 http://www.youtube.com/watch?v=hhQZbUIK1OE&list=UUNuVLXogfJdyINZ7U4zDbEA&index=1

 Anima Popolare: inteviene la Dtt.ssa Frunzio




  4 https://www.youtube.com/watch?v=BQYLw1Za_Hc&feature=youtu.be

 Augusto Ciccolella infiamma la folla di Piazza Vittoria



 

La lista "Anima popolare" si presenta con propri candidati, uomini e donne, che intendono realizzare con una forte determinazione un ampio programma amministrativo capace di dare risposte concrete alle istanze dei cittadini. 
Il nostro programma nasce dall'aver ascoltato ed interpretato le esigenze dei cittadini e le loro piccole e grandi difficoltà nella vita di ogni giorno.
Recuperare il rapporto con la propria comunità è un dovere ormai imprescindibile. Ripensare ad un nuovo rapporto con i cittadini, ritrovare momenti di contatto, di incontro e di scambio è una delle priorità di un buon ente locale. 
Rivolgersi soprattutto alle nuove generazioni usando anche i nuovi mezzi di comunicazione con l'obiettivo di condividere il bilancio comunale per farlo diventare un bilancio partecipativo, un bilancio sociale, è uno degli obiettivi più importanti che ci proponiamo di attuare nell'immediato. O comunque di richiedere fortemente che venga attuato. 

Ai sensi dell’art. 11 del decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 è importante e doveroso che il comune garantisca l`attuazione del principio di trasparenza, “intesa come accessibilità totale (...), delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell'attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità".




SCARICA IL PROGRAMMA CON I CANDIDATI:

http://www.animapopolare.com/programma.pdf



Augusto Ciccolella: Anima Popolare a piazza Vittoria 

Scritto da  
Fonte : Duepuntozero

Augusto Ciccolella: Anima Popolare a piazza Vittoria
Con le elezioni amministrative che si avvicinano -  si voterà, infatti, il 26 ed il 27 maggio - proliferano comizi ed incontri.
E' il turno di Augusto Ciccolella - già consigliere nelle passate amministrazioni -  che ora cambia pagina, tentanto, come altri - ricordiamo che la scelta è tra ben 9 potenziali sindaci - a porsi alla guida delle città di Formia.
L'incontro che si è concluso da poco in piazza Della Vittoria è stato occasione di ricordare i punti di riflessione su cui il candidato sindaco - "Anima Popolare" -  intenderebbe agire: 
- Turismo e Lavoro;
- Commercio;
- Ambiente;
- Sicurezza;
-Servizi Sociali;
- Emergenza Casa;
- Sport, Scuole e Cultura;
- Politiche per i quartieri -  in particolare quello storico di Castellone, al centro di molti dei suoi esempi;
- Servizi al cittadino  - rimbrottando su quelle che sono le mancanze degli attuali impiegati comunali, spesso assenti;
- Politiche giovanili;
- Abbattimento delle barriere architettoniche.
Con il motto "Io ci metto il cuore", la battaglia di Augusto Ciccolella - come le altre - entra nel vivo.

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Il rappresentante del PdelSUD GENNARO RICCIO in lista civica al n°13 a Melito (NA)




IL PDSUD presente sui territori!

 Il PARTITO DEL SUD nella lista "MELITO ADESSO" a Melito (Na) per le prossime comunali 
(assieme agli amici Verdi, il PD dei giovani e indipendenti) con il nostro valido iscritto GENNARO RICCIO della sez. Guido Dorso di Napoli. 
GENNARO RICCIO è ricercatore scientifico universitario e giovane e valido iscritto del PdSUD a Napoli della prim'ora!


GENNARO RICCIO, 34 ANNI, BIOLOGO  E RICERCATORE.

Meridionalista convinto, si è candidato alle scorse comunali di Napoli nelle fila del Partito del Sud a sostegno di Luigi De Magistris. Ha sposato il progetto di “Melito ADESSO” per essere partecipe a questo momento di cambiamento.
 
Per Melito, adesso, vorrei???
“Legalità e trasparenza, auspicio per l’intera area a nord di Napoli”.
GENNARO RICCIO, 34 ANNI, BIOLOGO E RICERCATORE.

Meridionalista convinto, si è candidato alle scorse comunali di Napoli nelle fila del Partito del Sud a sostegno di Luigi De Magistris. Ha sposato il progetto di “Melito ADESSO” per essere partecipe a questo momento di cambiamento.

Per Melito, adesso, vorrei???
“Legalità e trasparenza, auspicio per l’intera area a nord di Napoli”.
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IL PDSUD presente sui territori!

 Il PARTITO DEL SUD nella lista "MELITO ADESSO" a Melito (Na) per le prossime comunali 
(assieme agli amici Verdi, il PD dei giovani e indipendenti) con il nostro valido iscritto GENNARO RICCIO della sez. Guido Dorso di Napoli. 
GENNARO RICCIO è ricercatore scientifico universitario e giovane e valido iscritto del PdSUD a Napoli della prim'ora!


GENNARO RICCIO, 34 ANNI, BIOLOGO  E RICERCATORE.

Meridionalista convinto, si è candidato alle scorse comunali di Napoli nelle fila del Partito del Sud a sostegno di Luigi De Magistris. Ha sposato il progetto di “Melito ADESSO” per essere partecipe a questo momento di cambiamento.
 
Per Melito, adesso, vorrei???
“Legalità e trasparenza, auspicio per l’intera area a nord di Napoli”.
GENNARO RICCIO, 34 ANNI, BIOLOGO E RICERCATORE.

Meridionalista convinto, si è candidato alle scorse comunali di Napoli nelle fila del Partito del Sud a sostegno di Luigi De Magistris. Ha sposato il progetto di “Melito ADESSO” per essere partecipe a questo momento di cambiamento.

Per Melito, adesso, vorrei???
“Legalità e trasparenza, auspicio per l’intera area a nord di Napoli”.

lunedì 6 maggio 2013

PIU' A SUD - LA VIGNETTA DI FRANCO GALLO


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…‘a nave cammina e ‘a fava se coce” (quel maledetto modo di dire)


di Bruno Pappalardo


Ci furono tempi in cui si parlava  di “posto fisso”. 
E’ una dolce favola che vale la pena raccontarla ai propri nipoti o figlioli. Iniziava proprio con la canonica locuzione:  “C’era una volta,…
Pensa, tesoro mio,  c’era un volta, un  paese in cui  la gente era contenta, … quasi tutti possedeva una entrata  sicura e fissa mensile per la propria famiglia e per i figli dei figli e per il futuroPoi giunse un esercito di uomini cattivi che tutto distrusse”
Erano gli anni dove molti soffrivano travaso di bile, di rabbia. Molti soffrivano perché esisteva Il Pubblico Impiego, anche quello privato, partecipato,  parificato o statale. Se solo si accennava ad un insegnante, un docente, immediatamente lo si emarginava quasi fosse un appestato; incredibile!. Non era parte della comunità perché non ero uno di loro, ovverosia non appartenenti allo stesso comparto di liberi professionisti o commercianti o altro.  
Tanto era la collera di questi che, pur non avendo una chiara convinzione ideo-politica, votavano a  Destra.  Accadde che gli auspici di costoro giunsero davvero! Venne, infatti, la nana cattiva, scura in volto,… la “brunetta”e che, in un battito d’ala, sbaragliò la vita di tanti e tutto finì,… pure la stabilità del PIL
Il “posto fisso” era il “posto sicuro” da cui attingere denaro per  favolose Finanziarie e tagli. 
Con un intercalare tutto nostro; non un vero e proprio proverbio con  la pertinente predizione, non una pillola di saggezza da seguire  ma, piuttosto una constatazione. Veniva detta, ogni tanto verso chi possedeva quella modestissima sicurezza per i propri figli ma come fossero i veri colpevoli, mi ripeto,  d’ essere, ad esempio,  un insegnante;
Ma a voi che v’importa, lo stipendio va e viene beato voi,… ‘a nave cammina e ‘a fava se coce
Intendevano provocare e detrarre il “beneficio” genesi, secondo loro, solo del miglior profitto con il minimo sforzo. Suscitava in me, tuttavia, sempre un fastidio ma non per i motivi per cui si è  detto.  
Veniva piuttosto in mente una storia che avevo letto e che mi lasciava ferito e un senso di sacrificio e fatica che pareva ch’io stesso mi fossi espulso. Quel senso di colpa di cui spesso si  parla e si racconta per un meridionale emigrato.   Non era così, ovviamente, ma lasciava l’amaro alla gola come una grossa corda.  
Quel dire era un chiodo puntuto che penetrava il fianco mio ma credo d’ogni meridionale.
Un tempo, ancora più indietro della favola, il nostro popolo dovette, tra la fine dell’800 e primi decenni del ‘900 lasciare la propria terra, sui famosi “bastimenti”   
Durante il lungo viaggio di mesi, infatti, (cerco di dirla corta) i nostri lontani padri “espatrianti” conducevano con loro dei sacchetti di fave. Preciso, non fagioli o ceci;… mi pare inutile spiegarne il motivo. Beh, i nostri padri sapevano che, quando è secca, non ha limite di scadenza. Era ed è un alimento straordinario;  sali minerali e proteine,  molte fibre e pochi grassi, zuccheri, acido folico, potassio, magnesio fosforo, zinco, ferro e tant’altro.
La fava è stata da sempre  presente nel bacino del mediterraneo e molto diffusa, dal medioevo in poi e quasi esclusivamente nel nostro Meridione. Ne è stata il principale nutrimento. Proprio per questo veniva chiamata “la carne dei poveri”.
Era già presente nei villaggi neolitici e in tombe egizie e credo di poter facilmente ipotizzare  che proprio quest’ultimi, strutturati in una piccola comunità o colonia, stabilitasi,  dove oggi, nel Centro Storico di Napoli, s’erge la statua del  Nilo, (dal I sec a.C al I sec.d.C)  via del Sole e della Luna, et cetera, le avessero fatte conoscere   
Ebbene, le fave, quando son secche devono essere ben cotte ed il tempo di cottura e relativamente lungo.Era più lungo del solito per quei poveretti che dovevano arrangiarsi con le tubature cocenti per i vapori sul cassero. Ma il tempo per loro non contava. Di tempo ne avevano e, dunque, mentre loro, lentamente e inquieti s’avvicinavano sempre più alla nuova patria, privo di alcun sforzo, le fave si cuocevano senza che nessuno dovesse curarsene.( massimo profitto)
Insomma per quegli emigranti per forza, è ancora un lamento dentro ciascuno di noi di cui neppure avvertiamo più le contenute urla delle donne che partorivano dietro una coperta stesa, i vecchi malati lasciati al mare, l’eterogeneità dei bisogni di donne e uomini e bambini, l’igiene e quel pudore represso che pure urlava ma solo allargando le labbra e che, per ovvi motivi di spazio, veniva compresso tra i corpi come tavole di legno.
Quanta somiglianza, quanta vicinanza a quei fetidi barconi e gommoni neri e a quei  grossi mostruosi colonizzatori che vendettero la nostra carne come parimenti oggi, si fa per quella più scura.


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di Bruno Pappalardo


Ci furono tempi in cui si parlava  di “posto fisso”. 
E’ una dolce favola che vale la pena raccontarla ai propri nipoti o figlioli. Iniziava proprio con la canonica locuzione:  “C’era una volta,…
Pensa, tesoro mio,  c’era un volta, un  paese in cui  la gente era contenta, … quasi tutti possedeva una entrata  sicura e fissa mensile per la propria famiglia e per i figli dei figli e per il futuroPoi giunse un esercito di uomini cattivi che tutto distrusse”
Erano gli anni dove molti soffrivano travaso di bile, di rabbia. Molti soffrivano perché esisteva Il Pubblico Impiego, anche quello privato, partecipato,  parificato o statale. Se solo si accennava ad un insegnante, un docente, immediatamente lo si emarginava quasi fosse un appestato; incredibile!. Non era parte della comunità perché non ero uno di loro, ovverosia non appartenenti allo stesso comparto di liberi professionisti o commercianti o altro.  
Tanto era la collera di questi che, pur non avendo una chiara convinzione ideo-politica, votavano a  Destra.  Accadde che gli auspici di costoro giunsero davvero! Venne, infatti, la nana cattiva, scura in volto,… la “brunetta”e che, in un battito d’ala, sbaragliò la vita di tanti e tutto finì,… pure la stabilità del PIL
Il “posto fisso” era il “posto sicuro” da cui attingere denaro per  favolose Finanziarie e tagli. 
Con un intercalare tutto nostro; non un vero e proprio proverbio con  la pertinente predizione, non una pillola di saggezza da seguire  ma, piuttosto una constatazione. Veniva detta, ogni tanto verso chi possedeva quella modestissima sicurezza per i propri figli ma come fossero i veri colpevoli, mi ripeto,  d’ essere, ad esempio,  un insegnante;
Ma a voi che v’importa, lo stipendio va e viene beato voi,… ‘a nave cammina e ‘a fava se coce
Intendevano provocare e detrarre il “beneficio” genesi, secondo loro, solo del miglior profitto con il minimo sforzo. Suscitava in me, tuttavia, sempre un fastidio ma non per i motivi per cui si è  detto.  
Veniva piuttosto in mente una storia che avevo letto e che mi lasciava ferito e un senso di sacrificio e fatica che pareva ch’io stesso mi fossi espulso. Quel senso di colpa di cui spesso si  parla e si racconta per un meridionale emigrato.   Non era così, ovviamente, ma lasciava l’amaro alla gola come una grossa corda.  
Quel dire era un chiodo puntuto che penetrava il fianco mio ma credo d’ogni meridionale.
Un tempo, ancora più indietro della favola, il nostro popolo dovette, tra la fine dell’800 e primi decenni del ‘900 lasciare la propria terra, sui famosi “bastimenti”   
Durante il lungo viaggio di mesi, infatti, (cerco di dirla corta) i nostri lontani padri “espatrianti” conducevano con loro dei sacchetti di fave. Preciso, non fagioli o ceci;… mi pare inutile spiegarne il motivo. Beh, i nostri padri sapevano che, quando è secca, non ha limite di scadenza. Era ed è un alimento straordinario;  sali minerali e proteine,  molte fibre e pochi grassi, zuccheri, acido folico, potassio, magnesio fosforo, zinco, ferro e tant’altro.
La fava è stata da sempre  presente nel bacino del mediterraneo e molto diffusa, dal medioevo in poi e quasi esclusivamente nel nostro Meridione. Ne è stata il principale nutrimento. Proprio per questo veniva chiamata “la carne dei poveri”.
Era già presente nei villaggi neolitici e in tombe egizie e credo di poter facilmente ipotizzare  che proprio quest’ultimi, strutturati in una piccola comunità o colonia, stabilitasi,  dove oggi, nel Centro Storico di Napoli, s’erge la statua del  Nilo, (dal I sec a.C al I sec.d.C)  via del Sole e della Luna, et cetera, le avessero fatte conoscere   
Ebbene, le fave, quando son secche devono essere ben cotte ed il tempo di cottura e relativamente lungo.Era più lungo del solito per quei poveretti che dovevano arrangiarsi con le tubature cocenti per i vapori sul cassero. Ma il tempo per loro non contava. Di tempo ne avevano e, dunque, mentre loro, lentamente e inquieti s’avvicinavano sempre più alla nuova patria, privo di alcun sforzo, le fave si cuocevano senza che nessuno dovesse curarsene.( massimo profitto)
Insomma per quegli emigranti per forza, è ancora un lamento dentro ciascuno di noi di cui neppure avvertiamo più le contenute urla delle donne che partorivano dietro una coperta stesa, i vecchi malati lasciati al mare, l’eterogeneità dei bisogni di donne e uomini e bambini, l’igiene e quel pudore represso che pure urlava ma solo allargando le labbra e che, per ovvi motivi di spazio, veniva compresso tra i corpi come tavole di legno.
Quanta somiglianza, quanta vicinanza a quei fetidi barconi e gommoni neri e a quei  grossi mostruosi colonizzatori che vendettero la nostra carne come parimenti oggi, si fa per quella più scura.


domenica 5 maggio 2013

#FateQualcosadiMeridionale l’Italia non è tutta uguale


Palazzo_Chigi
Non capita di rado, ed è forse difficile che accada diversamente, sentire politici di primo piano raccontare i difetti o i problemi dell’Italia ed eventualmente le ricette per venirne fuori.
Allora si racconta del PIL che secondo le stime avrà una crescita negativa (nella lingua italiana normale si chiama decrescita o diminuzione) per il 2013 di – tot percentuale, della disoccupazione giovanile che è arrivata a un certo livello record, che quelle femminile è arrivata a un altro determinato record, che c’è un problema anche delle generazioni diciamo più in là con gli anni non solo per i giovani e così via dicendo.
Si sente anche qualcuno dire ogni tanto che se in Italia il dato generale è “questo”… nel Sud è molto peggio… 
Poi senti le ricette e ti accorgi che esse, nella migliore delle ipotesi, sono generaliste, cioè pensate per far salire di un certo tot percentuale un dato in maniera da rientrare, o meglio, galleggiare, nella normalità(cioè messi male, ma vivi).
Ma se un momento prima si è detto che il Sud è messo male e va aiutato (messo nelle condizioni di) a riprendere la marcia, come si può pensare di farlo con una ricetta uguale per tutti ?
Semplicemente non si pensa e non si programma nulla per il sud se non qualche cura palliativa. E si sa che le cure palliative servono ad arrivare (passatemi il termine poco rispettoso) “contenti” alla mortee non a salvarsi.
Allora il Sud ha bisogno di altro. Ha bisogno di investimenti e politiche che lo aiutino a portarsi alla pari con il resto del Paese. Una zona depressa economicamente, lo sanno pure i sassi, è quella che ha le potenzialità maggiori per crescere economicamente di far crescere pesantemente il PIL e, successivamente, di riprendere a consumare.
Non è che basti dire “bisogna riprendere i consumi” per vedere i negozi pieni. Bisogna aiutare i redditi e i salari a crescere e per fare ciò deve aumentare la produzione favorendo politiche per il lavoro, politiche fiscali, politiche scolastiche e politiche di aiuto a chi vuole intraprendere o vuole esercitare la propria professione a sud.
C’è bisogno di un “Governo del Sud”. Macroregione ? Federazione delle regioni ? Senato delle Regioni ? I nomi delle ricette sono tanti bisognerebbe approfondire meglio gli ingredienti.
Intanto un dato incontrovertibile c’è: il Governo Letta.
Un grande giornale scrisse qualche mese fa “Fate Presto !”.. Noi diciamo: #FateQualcosadiMeridionale
Cari lettori… perché non lo dite anche voi al Governo ?
Fonte: Sud24

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Palazzo_Chigi
Non capita di rado, ed è forse difficile che accada diversamente, sentire politici di primo piano raccontare i difetti o i problemi dell’Italia ed eventualmente le ricette per venirne fuori.
Allora si racconta del PIL che secondo le stime avrà una crescita negativa (nella lingua italiana normale si chiama decrescita o diminuzione) per il 2013 di – tot percentuale, della disoccupazione giovanile che è arrivata a un certo livello record, che quelle femminile è arrivata a un altro determinato record, che c’è un problema anche delle generazioni diciamo più in là con gli anni non solo per i giovani e così via dicendo.
Si sente anche qualcuno dire ogni tanto che se in Italia il dato generale è “questo”… nel Sud è molto peggio… 
Poi senti le ricette e ti accorgi che esse, nella migliore delle ipotesi, sono generaliste, cioè pensate per far salire di un certo tot percentuale un dato in maniera da rientrare, o meglio, galleggiare, nella normalità(cioè messi male, ma vivi).
Ma se un momento prima si è detto che il Sud è messo male e va aiutato (messo nelle condizioni di) a riprendere la marcia, come si può pensare di farlo con una ricetta uguale per tutti ?
Semplicemente non si pensa e non si programma nulla per il sud se non qualche cura palliativa. E si sa che le cure palliative servono ad arrivare (passatemi il termine poco rispettoso) “contenti” alla mortee non a salvarsi.
Allora il Sud ha bisogno di altro. Ha bisogno di investimenti e politiche che lo aiutino a portarsi alla pari con il resto del Paese. Una zona depressa economicamente, lo sanno pure i sassi, è quella che ha le potenzialità maggiori per crescere economicamente di far crescere pesantemente il PIL e, successivamente, di riprendere a consumare.
Non è che basti dire “bisogna riprendere i consumi” per vedere i negozi pieni. Bisogna aiutare i redditi e i salari a crescere e per fare ciò deve aumentare la produzione favorendo politiche per il lavoro, politiche fiscali, politiche scolastiche e politiche di aiuto a chi vuole intraprendere o vuole esercitare la propria professione a sud.
C’è bisogno di un “Governo del Sud”. Macroregione ? Federazione delle regioni ? Senato delle Regioni ? I nomi delle ricette sono tanti bisognerebbe approfondire meglio gli ingredienti.
Intanto un dato incontrovertibile c’è: il Governo Letta.
Un grande giornale scrisse qualche mese fa “Fate Presto !”.. Noi diciamo: #FateQualcosadiMeridionale
Cari lettori… perché non lo dite anche voi al Governo ?
Fonte: Sud24

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sabato 4 maggio 2013

IN CIO’ CHE SCRIVIAMO,… IN CIO’ CHE CREDIAMO!


di Bruno Pappalardo


Sono giorni concitati e difficili.
La formazione del nuovo governo, di cui pure bisognerà s’attendi un qualche esito, già racconta male, malissimo per la nostra terra, per il Sud. Il leghista Gianni Fava dichiara, riferendosi alla De Girolamo "Una giovane ragazza beneventana", ministro delle Politiche agricole, non può rappresentare "al meglio" gli interessi della Lombardia”  Significa le quote latte e il terrore di restituire quanto estorto dai “Fas” o di sperderne i buoni risultati ricavati dall’esproprio al Meridione. Nulla è mai giunto come sanzione o obbligo  di restituzione perché coperto dalle politiche “Salva Italia” di Monti.
Quello che temo veramente sono certe infide, inavvertibili, eteree politiche che passano inosservate come l’abbassamento dei tassi dello 0,5 effettuato da Draghi e che già i mercati indicano come destinatario il Nord. Ecco di cosa ho paura!
Ho,  allora, veramente terrore per la mia terra, …la nostra madre terra, la nostra terra ci ha dato alla vita e la vita alla terra che allevato col sacrificio pianticelle perché fossero alti arbusti ma che mai ebbero la giusta acqua e  s’addolora solo per i proprio figli.
Perché si possa essere, appagati e fieri, orgogliosi e impavidi, basterà amarla!  

Dalla lettera alla propria madre di Antonio Gramsci del  10 maggio 1928, in cella e in attesa della definitiva condanna a 20 anni, 4 mesi e 5 giorni di reclusione, emessa dal Tribunale Speciale Fascista:
…………    
Carissima mamma, non ti vorrei ripetere ciò che ti ho spesso scritto per rassicurarti sulle mie condizioni fisiche e morali. Vorrei, per essere proprio tranquillo, che tu non ti spaventassi o ti turbassi troppo qualunque condanna siano per darmi. 
Che tu comprendessi bene, anche col sentimento, che io sono un detenuto politico e sarò un condannatopolitico, che non ho e non avrò mai da vergognarmi di questa situazione. 
Che, in fondo, la detenzione e la condanna le ho volute io stesso, in certo modo, perché non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione. Che perciò io non posso che essere tranquillo e contento di me stesso.
Cara mamma, vorrei proprio abbracciarti stretta, stretta perché sentissi quanto ti voglio bene e come vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. 
La vita è cosi, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini.......

Ecco forse cosa ci aspetta, ecco cosa abbiamo davanti. Dovranno forse credere anche  ad un abbandono, per indebolimento, la rinuncia per deperimento, consuzione della nostra fede, …bene! Quello sarà il momento.
Il pubblico ministero Isgrò dichiarò concludendo la sua requisitoria: “Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare”.

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di Bruno Pappalardo


Sono giorni concitati e difficili.
La formazione del nuovo governo, di cui pure bisognerà s’attendi un qualche esito, già racconta male, malissimo per la nostra terra, per il Sud. Il leghista Gianni Fava dichiara, riferendosi alla De Girolamo "Una giovane ragazza beneventana", ministro delle Politiche agricole, non può rappresentare "al meglio" gli interessi della Lombardia”  Significa le quote latte e il terrore di restituire quanto estorto dai “Fas” o di sperderne i buoni risultati ricavati dall’esproprio al Meridione. Nulla è mai giunto come sanzione o obbligo  di restituzione perché coperto dalle politiche “Salva Italia” di Monti.
Quello che temo veramente sono certe infide, inavvertibili, eteree politiche che passano inosservate come l’abbassamento dei tassi dello 0,5 effettuato da Draghi e che già i mercati indicano come destinatario il Nord. Ecco di cosa ho paura!
Ho,  allora, veramente terrore per la mia terra, …la nostra madre terra, la nostra terra ci ha dato alla vita e la vita alla terra che allevato col sacrificio pianticelle perché fossero alti arbusti ma che mai ebbero la giusta acqua e  s’addolora solo per i proprio figli.
Perché si possa essere, appagati e fieri, orgogliosi e impavidi, basterà amarla!  

Dalla lettera alla propria madre di Antonio Gramsci del  10 maggio 1928, in cella e in attesa della definitiva condanna a 20 anni, 4 mesi e 5 giorni di reclusione, emessa dal Tribunale Speciale Fascista:
…………    
Carissima mamma, non ti vorrei ripetere ciò che ti ho spesso scritto per rassicurarti sulle mie condizioni fisiche e morali. Vorrei, per essere proprio tranquillo, che tu non ti spaventassi o ti turbassi troppo qualunque condanna siano per darmi. 
Che tu comprendessi bene, anche col sentimento, che io sono un detenuto politico e sarò un condannatopolitico, che non ho e non avrò mai da vergognarmi di questa situazione. 
Che, in fondo, la detenzione e la condanna le ho volute io stesso, in certo modo, perché non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione. Che perciò io non posso che essere tranquillo e contento di me stesso.
Cara mamma, vorrei proprio abbracciarti stretta, stretta perché sentissi quanto ti voglio bene e come vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. 
La vita è cosi, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini.......

Ecco forse cosa ci aspetta, ecco cosa abbiamo davanti. Dovranno forse credere anche  ad un abbandono, per indebolimento, la rinuncia per deperimento, consuzione della nostra fede, …bene! Quello sarà il momento.
Il pubblico ministero Isgrò dichiarò concludendo la sua requisitoria: “Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare”.

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POST DEL SINDACO DI NAPOLI SU INDAGINE BUCHE


Riceviamo dall'Ufficio Comunicazione di Luigi de Magistris e, condividendo e apprezzando appieno le sue parole, postiamo :


“Questa mattina, quando mi hanno notificato l'informazione di garanzia, con un contestuale invito a rendere interrogatorio davanti al pm, la prima reazione è stata quella della sorpresa: chiamare un sindaco come indagato per le buche mi sembrava e mi sembra un fatto inverosimile.
Ho letto l'atto ed, ovviamente, mi difenderò in sede giudiziaria, avendo piena fiducia nella magistratura. L'ho fatto anche in passato, nel corso della mia attività di pm, durante la quale ho ricevuto 60-70 procedimenti di varia natura, per aver fatto solo il mio dovere, rispetto a cui mi sono sempre difeso e da cui sono sempre uscito vincitore.
Accanto alla difesa in sede giudiziaria che condurrò, voglio però rispondere pubblicamente e da subito: è infatti un mio dovere primario parlare alla città e ai cittadini. Accanto allo stupore, questa mattina, ho provato anche rabbia. Un sindaco senza risorse, a cui hanno consegnato un ente in dissesto finanziario, strozzato dai tagli statali e regionali, soffocato dal patto di stabilità e dalla spending review, costretto ad aderire ad un piano di predissesto per evitare il collasso e il crac finanziario dell'ente e dell'intera economia cittadina, cosa avrebbe dovuto fare? Questa amministrazione ha investito tutte le poche risorse disponibili nella manutenzione del manto stradale e nel trasporto pubblico, sempre di più lo faremo perchè crediamo in questa missione che è il governare, anche il governare in condizioni drammatiche, senza soldi e senza aiuti, ma con la sola forza del convincimento e della passione, nell'interesse dei beni comuni e del pubblico.
Tenendo conto del quadro finanziario in cui operiamo, voglio però chiarire che è mia intenzione, a questo punto, autodenunciarmi: il problema delle buche oggetto della indagine, infatti, domani potrà riguardare anche il sistema fognario, le scuole e tutti i servizi cittadini.
Ecco, mi autodenuncerò preventivamente, magari anche di un possibile futuro esproprio di una banca, a cui ci costringeranno per poter continuare ad amministrare garantendo ai cittadini i loro diritti. Forse mi autodenuncerò anche per l'aria che respiro poiché, per sopravvivere al duro lavoro, probabilmente ne ho respirata in eccesso.
Del resto, anche nei mesi scorsi, abbiamo scelto un'altra strada, quella della obbedienza costituzionale, adottando delibere e atti che andavano in direzione della violazione del patto di stabilità, ma che hanno il solo scopo di garantire i diritti dei cittadini secondo Costituzione e senza paura della clava di un formalismo burocratico cieco e ingiusto.
Nonostante le molteplici avversità e gli ostacoli, oggi mi sento ancora più determinato nell'andare avanti, convinto che la nostra azione vada nella direzione giusta: liberare Napoli dalle ingiustizie diffuse e dal malaffare, renderla più vivibile e più bella, darle quella dimensione di capitale del Mezzogiorno che essa merita, dove servizi e diritti sono garantiti a tutte e a tutti senza distinzione.
Che si facciano tutte le indagini possibili: scopriranno che dedico tutta la mia vita alla città nell'interesse pubblico e per il bene comune”.

Luigi de Magistris

Fonte : Marzia Bonacci
portavoce Luigi de Magistris

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Riceviamo dall'Ufficio Comunicazione di Luigi de Magistris e, condividendo e apprezzando appieno le sue parole, postiamo :


“Questa mattina, quando mi hanno notificato l'informazione di garanzia, con un contestuale invito a rendere interrogatorio davanti al pm, la prima reazione è stata quella della sorpresa: chiamare un sindaco come indagato per le buche mi sembrava e mi sembra un fatto inverosimile.
Ho letto l'atto ed, ovviamente, mi difenderò in sede giudiziaria, avendo piena fiducia nella magistratura. L'ho fatto anche in passato, nel corso della mia attività di pm, durante la quale ho ricevuto 60-70 procedimenti di varia natura, per aver fatto solo il mio dovere, rispetto a cui mi sono sempre difeso e da cui sono sempre uscito vincitore.
Accanto alla difesa in sede giudiziaria che condurrò, voglio però rispondere pubblicamente e da subito: è infatti un mio dovere primario parlare alla città e ai cittadini. Accanto allo stupore, questa mattina, ho provato anche rabbia. Un sindaco senza risorse, a cui hanno consegnato un ente in dissesto finanziario, strozzato dai tagli statali e regionali, soffocato dal patto di stabilità e dalla spending review, costretto ad aderire ad un piano di predissesto per evitare il collasso e il crac finanziario dell'ente e dell'intera economia cittadina, cosa avrebbe dovuto fare? Questa amministrazione ha investito tutte le poche risorse disponibili nella manutenzione del manto stradale e nel trasporto pubblico, sempre di più lo faremo perchè crediamo in questa missione che è il governare, anche il governare in condizioni drammatiche, senza soldi e senza aiuti, ma con la sola forza del convincimento e della passione, nell'interesse dei beni comuni e del pubblico.
Tenendo conto del quadro finanziario in cui operiamo, voglio però chiarire che è mia intenzione, a questo punto, autodenunciarmi: il problema delle buche oggetto della indagine, infatti, domani potrà riguardare anche il sistema fognario, le scuole e tutti i servizi cittadini.
Ecco, mi autodenuncerò preventivamente, magari anche di un possibile futuro esproprio di una banca, a cui ci costringeranno per poter continuare ad amministrare garantendo ai cittadini i loro diritti. Forse mi autodenuncerò anche per l'aria che respiro poiché, per sopravvivere al duro lavoro, probabilmente ne ho respirata in eccesso.
Del resto, anche nei mesi scorsi, abbiamo scelto un'altra strada, quella della obbedienza costituzionale, adottando delibere e atti che andavano in direzione della violazione del patto di stabilità, ma che hanno il solo scopo di garantire i diritti dei cittadini secondo Costituzione e senza paura della clava di un formalismo burocratico cieco e ingiusto.
Nonostante le molteplici avversità e gli ostacoli, oggi mi sento ancora più determinato nell'andare avanti, convinto che la nostra azione vada nella direzione giusta: liberare Napoli dalle ingiustizie diffuse e dal malaffare, renderla più vivibile e più bella, darle quella dimensione di capitale del Mezzogiorno che essa merita, dove servizi e diritti sono garantiti a tutte e a tutti senza distinzione.
Che si facciano tutte le indagini possibili: scopriranno che dedico tutta la mia vita alla città nell'interesse pubblico e per il bene comune”.

Luigi de Magistris

Fonte : Marzia Bonacci
portavoce Luigi de Magistris

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venerdì 3 maggio 2013

#FateQualcosadiMeridionale è il nostro e speriamo il vostro invito al Governo, l’idea del PdelSUD


#FateQualcosadiMeridionale

twitter1Quando si vara un Governo una delle prime cose che fanno gli organi di stampa è guardare superficialmente alle “note anagrafiche” e alla storia personale di ciascun ministro, vice ministro o sottosegretario.
Una sorta di gossip governativo nel quale non si va a verificare competenze, posizioni politiche, eventuali responsabilità politiche negative o positive che siano, ma una serie di aspetti che proviamo ad elencare:
Quanti e di quali partiti, di quale corrente all’interno di ciascun partito, quanti anni, mogli, mariti, amanti, figli a carico e non, sesso, eventuali notizie o immagini un po’ scabrose, da dove vengono, da quale città, se ce ne sono più del nord o del sud, se qualche regione ne è rimasta fuori o meno, ecc. ecc.
Ebbene noi vorremmo soffermarci un sulle questioni, per dirla come il Presidente del Consiglio Letta, vorremmo soffermarci sulle “politiche” e non sul gossip…
Vorremmo che, stabilito che da più parti (vari organi internazionali e nazionali) si dice che l’unico luogo dove l’Italia può crescere e può ingranare una marcia in più verso una crescita del suo PIL e più in generale per una crescita economica considerevole sia IL SUD, allora vorremmo molto semplicemente invitare il Governo “a fare sul serio qualcosa di Meridionale”.
Per questo motivo il Partito del Sud lancia su Twitter e più in generale on line a tutti coloro che vorranno partecipare la campagna invito al Governo e ai suoi componenti (soprattutto a quelli meridionali):

#FateQualcosadiMeridionale

Con questo hashtag su Twitter proviamo a proporre soluzioni, chiedere interventi, protestare su politiche sbagliate per il sud, suggerire provvedimenti, chiedere servizi ecc. ecc.
Nessuna offesa, niente di volgare… Tutti i cittadini che vorranno potranno partecipare, comprese associazioni, movimenti, partiti, liste civiche… Insomma

#FateQualcosadiMeridionale

Proveremo nel tempo a pubblicare e a catalagore tutti gli input e le richieste che arriveranno…

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#FateQualcosadiMeridionale

twitter1Quando si vara un Governo una delle prime cose che fanno gli organi di stampa è guardare superficialmente alle “note anagrafiche” e alla storia personale di ciascun ministro, vice ministro o sottosegretario.
Una sorta di gossip governativo nel quale non si va a verificare competenze, posizioni politiche, eventuali responsabilità politiche negative o positive che siano, ma una serie di aspetti che proviamo ad elencare:
Quanti e di quali partiti, di quale corrente all’interno di ciascun partito, quanti anni, mogli, mariti, amanti, figli a carico e non, sesso, eventuali notizie o immagini un po’ scabrose, da dove vengono, da quale città, se ce ne sono più del nord o del sud, se qualche regione ne è rimasta fuori o meno, ecc. ecc.
Ebbene noi vorremmo soffermarci un sulle questioni, per dirla come il Presidente del Consiglio Letta, vorremmo soffermarci sulle “politiche” e non sul gossip…
Vorremmo che, stabilito che da più parti (vari organi internazionali e nazionali) si dice che l’unico luogo dove l’Italia può crescere e può ingranare una marcia in più verso una crescita del suo PIL e più in generale per una crescita economica considerevole sia IL SUD, allora vorremmo molto semplicemente invitare il Governo “a fare sul serio qualcosa di Meridionale”.
Per questo motivo il Partito del Sud lancia su Twitter e più in generale on line a tutti coloro che vorranno partecipare la campagna invito al Governo e ai suoi componenti (soprattutto a quelli meridionali):

#FateQualcosadiMeridionale

Con questo hashtag su Twitter proviamo a proporre soluzioni, chiedere interventi, protestare su politiche sbagliate per il sud, suggerire provvedimenti, chiedere servizi ecc. ecc.
Nessuna offesa, niente di volgare… Tutti i cittadini che vorranno potranno partecipare, comprese associazioni, movimenti, partiti, liste civiche… Insomma

#FateQualcosadiMeridionale

Proveremo nel tempo a pubblicare e a catalagore tutti gli input e le richieste che arriveranno…

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