giovedì 6 dicembre 2012

II Circolo Mediterraneo di Roma invita tutti i meridionalisti a teatro il 10/12



Il Circolo Mediterraneo di Roma, dopo la prima riunione del 9/11 all'Hotel Golden Tulip Bellambrianainvita tutti i meridionali e meridionalisti di Roma e dintorni allo spettacolo teatrale "Terroni", basato sull'omonimo best seller di Pino Aprile, adattato e diretto da Roberto D'Alessandro.
Lo spettacolo si terrà al Teatro Arcobaleno in via Redi 1/A (zona Nomentana - Villa Torlonia) lunedì 10 dicembre alle ore 21.

Sarà un'occasione per chi vuole passare all'azione e non rimanere solo su Facebook, infatti Unione Mediterranea,l'aggregazione meridionalista nata a Napoli lo scorso 24/11, vuole presentare una lista meridionalista autonoma alle prossime elezioni politiche nazionali, aspettiamo quindi di conoscere briganti e brigantesse disponibili a candidarsi e/o a dare una mano per l'organizzazione della lista.

Per info sullo spettacolo e costo del biglietto oppure su Unione Mediterranea scrivere a:

partitodelsud.roma@gmail.com

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Il Circolo Mediterraneo di Roma, dopo la prima riunione del 9/11 all'Hotel Golden Tulip Bellambrianainvita tutti i meridionali e meridionalisti di Roma e dintorni allo spettacolo teatrale "Terroni", basato sull'omonimo best seller di Pino Aprile, adattato e diretto da Roberto D'Alessandro.
Lo spettacolo si terrà al Teatro Arcobaleno in via Redi 1/A (zona Nomentana - Villa Torlonia) lunedì 10 dicembre alle ore 21.

Sarà un'occasione per chi vuole passare all'azione e non rimanere solo su Facebook, infatti Unione Mediterranea,l'aggregazione meridionalista nata a Napoli lo scorso 24/11, vuole presentare una lista meridionalista autonoma alle prossime elezioni politiche nazionali, aspettiamo quindi di conoscere briganti e brigantesse disponibili a candidarsi e/o a dare una mano per l'organizzazione della lista.

Per info sullo spettacolo e costo del biglietto oppure su Unione Mediterranea scrivere a:

partitodelsud.roma@gmail.com

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mercoledì 5 dicembre 2012

COMUNICATO CDN PARTITO DEL SUD 5/12/2012


Il Partito del Sud, che ha aderito all'aggregazione meridionalista Unione Mediterranea nata con l'assemblea del 24/11 a Napoli, continua il suo lavoro di radicamento sui territori ed apre il pre-tesseramento 2013, con le stesse modalità e quote stabilite per il 2012, il rinnovo per chi è già socio dovrà essere fatto obbligatoriamente entro il 31 marzo 2013 (per ulteriori info sul Tesseramento: Partito del Sud (sito nazionale) - sezione Tesseramento)

Inoltre si comunica che Giovanni Maniscalco viene nominato Coordinatore pro-tempore per la Sicilia ed ha il compito di riorganizzare ruoli ed attività del movimento in Sicilia.


Il CDN del Partito del Sud



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Il Partito del Sud, che ha aderito all'aggregazione meridionalista Unione Mediterranea nata con l'assemblea del 24/11 a Napoli, continua il suo lavoro di radicamento sui territori ed apre il pre-tesseramento 2013, con le stesse modalità e quote stabilite per il 2012, il rinnovo per chi è già socio dovrà essere fatto obbligatoriamente entro il 31 marzo 2013 (per ulteriori info sul Tesseramento: Partito del Sud (sito nazionale) - sezione Tesseramento)

Inoltre si comunica che Giovanni Maniscalco viene nominato Coordinatore pro-tempore per la Sicilia ed ha il compito di riorganizzare ruoli ed attività del movimento in Sicilia.


Il CDN del Partito del Sud



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martedì 4 dicembre 2012

Lino Patruno - Ricomincio dal Sud


https://www.youtube.com/watch?v=ggAw6apxPrc&feature=youtu.be

 PRESENTAZIONE A TITOLO GRATUITO KIDVIDEOPRESS TORREMAGGIORE RICOMINCIO DAL SUD DI LINO PATRUNO. SI RINGRAZIANO I COLLABORATORI DI KIDVIDEOPRESSS CHE FANNO SI CHE CHE IL SAPERE SIA ALLA PORTATA DI TUTTI GRAZIE AL WEB.
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https://www.youtube.com/watch?v=ggAw6apxPrc&feature=youtu.be

 PRESENTAZIONE A TITOLO GRATUITO KIDVIDEOPRESS TORREMAGGIORE RICOMINCIO DAL SUD DI LINO PATRUNO. SI RINGRAZIANO I COLLABORATORI DI KIDVIDEOPRESSS CHE FANNO SI CHE CHE IL SAPERE SIA ALLA PORTATA DI TUTTI GRAZIE AL WEB.

domenica 2 dicembre 2012

Comunicato Partito del Sud Napoli


C O M U N I C A T O



Oggi Sabato 1 Dicembre 2012, alle ore 10,30 c/o l'Hotel Palazzo Caracciolo in via S. Giovanni a Carbonara, 112 - Napoli, si è tenuta una riunione degli iscritti napoletani della sezione napoletana Guido Dorso del Partito del Sud.

Ordine del giorno :
Riassetto e ridefinizione delle cariche del Direttivo di sezione;
Attività future;
Commento e, discussione e valutazione complessiva e politica dell'evento di Sabato, 24/11 ;

E' stato eletto, a maggioranza il nuovo Direttivo della  sezione Guido Dorso nei termini seguenti :

Presidente : Marcello Caronte
Vice Presidente : Cataldo Godano
Tesoriere/Consigliere : Bruno Pappalardo
Consigliere : Margherita d'Ambrosio
Consigliere : Gennaro Riccio
E' stato nominato Referente territoriale per l'area flegrea/puteolana il sig. Duilio Marolda.

E' stato ribadito il prosieguo dell'attività del Partito del Sud, a sostegno dei recenti sviluppi, e comunque.
Si è dato il via al tesseramento di rinnovo e per i nuovi soci per il 2013 al Partito del Sud, dandosi come termine di scadenza ultimo per le registrazioni e la raccolta quote il 31 Gennaio 2012.
Presente anche il co/Segretario Nazionale Andrea Balìa.

Partito del Sud - Napoli


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C O M U N I C A T O



Oggi Sabato 1 Dicembre 2012, alle ore 10,30 c/o l'Hotel Palazzo Caracciolo in via S. Giovanni a Carbonara, 112 - Napoli, si è tenuta una riunione degli iscritti napoletani della sezione napoletana Guido Dorso del Partito del Sud.

Ordine del giorno :
Riassetto e ridefinizione delle cariche del Direttivo di sezione;
Attività future;
Commento e, discussione e valutazione complessiva e politica dell'evento di Sabato, 24/11 ;

E' stato eletto, a maggioranza il nuovo Direttivo della  sezione Guido Dorso nei termini seguenti :

Presidente : Marcello Caronte
Vice Presidente : Cataldo Godano
Tesoriere/Consigliere : Bruno Pappalardo
Consigliere : Margherita d'Ambrosio
Consigliere : Gennaro Riccio
E' stato nominato Referente territoriale per l'area flegrea/puteolana il sig. Duilio Marolda.

E' stato ribadito il prosieguo dell'attività del Partito del Sud, a sostegno dei recenti sviluppi, e comunque.
Si è dato il via al tesseramento di rinnovo e per i nuovi soci per il 2013 al Partito del Sud, dandosi come termine di scadenza ultimo per le registrazioni e la raccolta quote il 31 Gennaio 2012.
Presente anche il co/Segretario Nazionale Andrea Balìa.

Partito del Sud - Napoli


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sabato 1 dicembre 2012

C’è Batman in Italia ma con la coda fra le gambe

di LINO PATRUNO
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

È come se ci fosse un tizio con un braccio più robusto dell’altro. Per farlo diventare Batman, la scelta più logica sarebbe irrobustire il braccio più debole e non dire: puntiamo su quello buono, che provvederà anche all’altro. Ma se hai due braccia, perché rinunciarci? Così il tizio non sarebbe mai il Batman che potrebbe, ne sarebbe una serie B. E’ ciò che avviene col Sud e il resto d’Italia. Sud vagone appresso della locomotiva del Nord, se va la locomotiva va anche il vagone. Ma se puoi avere due locomotive, perché no? 

Se ne torna a parlare a proposito delle elezioni primarie fra Bersani e Renzi. Nella «Carta d’intenti» del Pd firmata dai due, il Sud è il paragrafo di un capitoletto. Il paragrafo di un capitoletto. 

Si sta parlando di un terzo del territorio, di un terzo della popolazione, di un quarto del reddito nazionale. Sud che non cresce come potrebbe non solo per sé ma per far diventare Batman l’Italia, altro che crisi e bacchettate dell’Europa. Sud miniera di ricchezza capace di portare l’Italia al livello di Francia e Germania. Ma Sud considerato (e solo per scandalizzarsene) problema nazionale quando è la soluzione al problema nazionale. Sud considerato la malattia nazionale quando è la cura della malattia nazionale. 

E Sud, tanto per capirci, dove si vincono o perdono le elezioni. Anche Bersani ha vinto il primo turno con i voti del Sud. Ed è al Sud che Renzi ha l’unica possibilità di recuperare. Del resto avviene da 150 anni: Sud serbatoio elettorale per mantenere in piedi un Paese che lo considera una zavorra. Senza che mai il Sud sia stato in grado di farli pesare, quei voti. Anzi con i suoi mitici politici (e la sua gente, perché no) che troppo a lungo hanno accettato la condanna di concederli in cambio di ciò che storia e storie nazionali gli avevano assegnato: non sviluppo ma assistenza. 

Così per Bersani il Sud è un problema di , per rendere più giusto un Paese dalle mille diseguaglianze. Per Renzi è il posto dove rottamare cattive mentalità e cattivi dirigenti. Pochino, onestamente. Ma non va certo meglio dalla parte del centrodestra: dominato da una Lega Nord e da ministri che a turno hanno cortesemente definito il Sud «cancro» o «topaia» (abitata da topi) da derattizzare. 

Di tanto in tanto, bisogna riconoscerlo, qualcuno si ricorda di dire che il Sud è una : ma tutt’al più nei convegni. E invece è la Banca d’Italia a ricordare, tanto per fare un esempio, che un euro di investimenti pubblici al Sud rende 1,4 euro all’intero Paese, mentre un euro investito al Nord rende 1,1 euro. Uno 0,30 in più che moltiplicato per le grosse cifre fa capire quanto il Sud possa essere la moltiplicazione d’Italia, non la sottrazione. 

Altro esempio, il tasso di occupazione: quanta gente lavora rispetto alla popolazione complessiva. Al Sud il 20 per cento in meno rispetto al Centro Nord. Facendo questa volta capire cosa potrebbe significare quella iniezione di 20 per cento di reddito prodotto se solo l’economia meridionale fosse nella condizione di creare quella occupazione. Avviene però il contrario: il Sud è stato disegnato lungo e lontano ma invece di dargli i treni per collegarlo, glieli tolgono. Le banche raccolgono al Sud ma le Fondazioni bancarie distribuiscono i loro utili al Nord. Per decisione di tutti i governi da Amato in poi il 45 per cento della spesa (quella per gli investimenti, non per stipendi e pensioni) doveva andare al Sud ma non è mai stato sfiorato il 40 per cento. 

Cosicché ci sono le cifre per capire che ci sarebbe bisogno di più Sud, non meno. Della sua riserva di energia. E ci sono le cifre per capire che finora c’è stato spreco «di» Sud, mentre si parla solo e sempre di sprechi «del» Sud (pur veri e brucianti). Però il Sud è un argomento molesto, i non meridionali ne parlano con fastidio e i meridionali con vergogna. Precludendosi il Superbingo di un pezzo d’Italia pieno di orrori ma anche di opportunità uniche per tutti. 

Di tanto in tanto, bisognerebbe non andare a vedere solo quelle inette regioni meridionali che non riescono a spendere i fondi europei. Ma bisognerebbe andare a visitare, tanto per stare sulla notizia, quella azienda di Modugno (Bari) produttrice del sensore montato sul robot che su Marte sta scoprendo la vita. Se il Sud è capace di queste eccellenze, sarebbe il caso di capire cosa impedisce che spuntino anche altrove, invece di tranciare sentenze inappellabili. 

Il fatto è che pullulano dotte diagnosi ma non terapie. Meno che mai da quei pensosi meridionali con la coda fra le gambe bravi a sparare sulla loro amara terra (sia pure con tante ragioni, sia chiaro) ma a non andare al di là del «dobbiamo rimboccarci le maniche» e del «futuro nelle nostre mani». Bravi a dire che cercano alibi quelli che non si auto-fustigano. Così facendo, il Sud si è ritrovato a oggi. E così persistendo, si ritroverà (sempre peggio) a domani.


Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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di LINO PATRUNO
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

È come se ci fosse un tizio con un braccio più robusto dell’altro. Per farlo diventare Batman, la scelta più logica sarebbe irrobustire il braccio più debole e non dire: puntiamo su quello buono, che provvederà anche all’altro. Ma se hai due braccia, perché rinunciarci? Così il tizio non sarebbe mai il Batman che potrebbe, ne sarebbe una serie B. E’ ciò che avviene col Sud e il resto d’Italia. Sud vagone appresso della locomotiva del Nord, se va la locomotiva va anche il vagone. Ma se puoi avere due locomotive, perché no? 

Se ne torna a parlare a proposito delle elezioni primarie fra Bersani e Renzi. Nella «Carta d’intenti» del Pd firmata dai due, il Sud è il paragrafo di un capitoletto. Il paragrafo di un capitoletto. 

Si sta parlando di un terzo del territorio, di un terzo della popolazione, di un quarto del reddito nazionale. Sud che non cresce come potrebbe non solo per sé ma per far diventare Batman l’Italia, altro che crisi e bacchettate dell’Europa. Sud miniera di ricchezza capace di portare l’Italia al livello di Francia e Germania. Ma Sud considerato (e solo per scandalizzarsene) problema nazionale quando è la soluzione al problema nazionale. Sud considerato la malattia nazionale quando è la cura della malattia nazionale. 

E Sud, tanto per capirci, dove si vincono o perdono le elezioni. Anche Bersani ha vinto il primo turno con i voti del Sud. Ed è al Sud che Renzi ha l’unica possibilità di recuperare. Del resto avviene da 150 anni: Sud serbatoio elettorale per mantenere in piedi un Paese che lo considera una zavorra. Senza che mai il Sud sia stato in grado di farli pesare, quei voti. Anzi con i suoi mitici politici (e la sua gente, perché no) che troppo a lungo hanno accettato la condanna di concederli in cambio di ciò che storia e storie nazionali gli avevano assegnato: non sviluppo ma assistenza. 

Così per Bersani il Sud è un problema di , per rendere più giusto un Paese dalle mille diseguaglianze. Per Renzi è il posto dove rottamare cattive mentalità e cattivi dirigenti. Pochino, onestamente. Ma non va certo meglio dalla parte del centrodestra: dominato da una Lega Nord e da ministri che a turno hanno cortesemente definito il Sud «cancro» o «topaia» (abitata da topi) da derattizzare. 

Di tanto in tanto, bisogna riconoscerlo, qualcuno si ricorda di dire che il Sud è una : ma tutt’al più nei convegni. E invece è la Banca d’Italia a ricordare, tanto per fare un esempio, che un euro di investimenti pubblici al Sud rende 1,4 euro all’intero Paese, mentre un euro investito al Nord rende 1,1 euro. Uno 0,30 in più che moltiplicato per le grosse cifre fa capire quanto il Sud possa essere la moltiplicazione d’Italia, non la sottrazione. 

Altro esempio, il tasso di occupazione: quanta gente lavora rispetto alla popolazione complessiva. Al Sud il 20 per cento in meno rispetto al Centro Nord. Facendo questa volta capire cosa potrebbe significare quella iniezione di 20 per cento di reddito prodotto se solo l’economia meridionale fosse nella condizione di creare quella occupazione. Avviene però il contrario: il Sud è stato disegnato lungo e lontano ma invece di dargli i treni per collegarlo, glieli tolgono. Le banche raccolgono al Sud ma le Fondazioni bancarie distribuiscono i loro utili al Nord. Per decisione di tutti i governi da Amato in poi il 45 per cento della spesa (quella per gli investimenti, non per stipendi e pensioni) doveva andare al Sud ma non è mai stato sfiorato il 40 per cento. 

Cosicché ci sono le cifre per capire che ci sarebbe bisogno di più Sud, non meno. Della sua riserva di energia. E ci sono le cifre per capire che finora c’è stato spreco «di» Sud, mentre si parla solo e sempre di sprechi «del» Sud (pur veri e brucianti). Però il Sud è un argomento molesto, i non meridionali ne parlano con fastidio e i meridionali con vergogna. Precludendosi il Superbingo di un pezzo d’Italia pieno di orrori ma anche di opportunità uniche per tutti. 

Di tanto in tanto, bisognerebbe non andare a vedere solo quelle inette regioni meridionali che non riescono a spendere i fondi europei. Ma bisognerebbe andare a visitare, tanto per stare sulla notizia, quella azienda di Modugno (Bari) produttrice del sensore montato sul robot che su Marte sta scoprendo la vita. Se il Sud è capace di queste eccellenze, sarebbe il caso di capire cosa impedisce che spuntino anche altrove, invece di tranciare sentenze inappellabili. 

Il fatto è che pullulano dotte diagnosi ma non terapie. Meno che mai da quei pensosi meridionali con la coda fra le gambe bravi a sparare sulla loro amara terra (sia pure con tante ragioni, sia chiaro) ma a non andare al di là del «dobbiamo rimboccarci le maniche» e del «futuro nelle nostre mani». Bravi a dire che cercano alibi quelli che non si auto-fustigano. Così facendo, il Sud si è ritrovato a oggi. E così persistendo, si ritroverà (sempre peggio) a domani.


Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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giovedì 29 novembre 2012

Lunedì 3 a Torremaggiore (Fg) ore 19 Lino Patruno presenta "Ricomincio da Sud".

Lunedì 3 a Torremaggiore (Fg) ore 19 Lino Patruno presenta Ricomincio da Sud. 
Guardiamo al nostro sud con occhi diversi. 

La Bottega dei Miracoli - Via Magenta, 51



 
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Lunedì 3 a Torremaggiore (Fg) ore 19 Lino Patruno presenta Ricomincio da Sud. 
Guardiamo al nostro sud con occhi diversi. 

La Bottega dei Miracoli - Via Magenta, 51



 

martedì 20 novembre 2012

Torino e Milano le città più indebitate! Non ne parla nessuno?


Secondo un recente articolo de "Il Sole 24 ore", notoriamente un giornale non tenero con i commenti verso il Sud e le sue amministrazioni e da sempre vicino agli ambienti bancari e finanziari milanesi, le città più indebitate d'Italia sono Torino e Milano.
Davvero strano che questa notizia non venga riportata da nessuno in TV...strano per modo di dire, visto che siamo abituati a vedere le notizie peggiori su Napoli ed il Sud in generale sempre amplificate mente le notizie sui problemi del nord e delle sue amministrazioni vengono quasi censurate, talvolta quasi sussurrate ma mai strillate come avviene per "migliaia di forestali alla Regione Sicilia" o per gli "sprechi della sanità della regione Campania con la siringa che costa il doppio che al nord" solo per citare due dei tormentoni dei media nazionali o meglio italian-padani.
Pochi giorni fa a PiazzaPulita su La7 facevano vedere immagini di un ospedale piemontese che davvero era poco invidiabile perfino per alcune fatiscenti strutture sanitarie meridionali, alla fine di ottobre un altro articolo su "Il Mondo" citava uno studio di Banca Italia che nella graduatoria delle regioni più indebitate metteva in fila prima il Lazio, poi il Piemonte e poi la Campania solo terza, in questa si poco invidiabile, classifica.


Insomma il mito della buona amministrazione del nord vacilla sempre più, dopo aver perso con gli scandali della Lega Nord e della Regione Lombardia un primato etico di una maggiore onestà, primato che era totalmente inventato fin dall'unità d'Italia e cioè da quando iniziarono le ruberie del nord ai danni del Sud. Mi chiedo cosa dobbiamo aspettarci ancora per evitare le insulse chiacchiere dei vari legaioli alla Salvini o i vaneggiamenti di altri giornalisti "padani", sarebbe meglio che stessero zitti ed evitassero di continuare con la propaganda alla Goebbels che diceva "ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità".





Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud





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Secondo un recente articolo de "Il Sole 24 ore", notoriamente un giornale non tenero con i commenti verso il Sud e le sue amministrazioni e da sempre vicino agli ambienti bancari e finanziari milanesi, le città più indebitate d'Italia sono Torino e Milano.
Davvero strano che questa notizia non venga riportata da nessuno in TV...strano per modo di dire, visto che siamo abituati a vedere le notizie peggiori su Napoli ed il Sud in generale sempre amplificate mente le notizie sui problemi del nord e delle sue amministrazioni vengono quasi censurate, talvolta quasi sussurrate ma mai strillate come avviene per "migliaia di forestali alla Regione Sicilia" o per gli "sprechi della sanità della regione Campania con la siringa che costa il doppio che al nord" solo per citare due dei tormentoni dei media nazionali o meglio italian-padani.
Pochi giorni fa a PiazzaPulita su La7 facevano vedere immagini di un ospedale piemontese che davvero era poco invidiabile perfino per alcune fatiscenti strutture sanitarie meridionali, alla fine di ottobre un altro articolo su "Il Mondo" citava uno studio di Banca Italia che nella graduatoria delle regioni più indebitate metteva in fila prima il Lazio, poi il Piemonte e poi la Campania solo terza, in questa si poco invidiabile, classifica.


Insomma il mito della buona amministrazione del nord vacilla sempre più, dopo aver perso con gli scandali della Lega Nord e della Regione Lombardia un primato etico di una maggiore onestà, primato che era totalmente inventato fin dall'unità d'Italia e cioè da quando iniziarono le ruberie del nord ai danni del Sud. Mi chiedo cosa dobbiamo aspettarci ancora per evitare le insulse chiacchiere dei vari legaioli alla Salvini o i vaneggiamenti di altri giornalisti "padani", sarebbe meglio che stessero zitti ed evitassero di continuare con la propaganda alla Goebbels che diceva "ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità".





Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud





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lunedì 19 novembre 2012

COMUNICATO STAMPA RIUNIONE CIRCOLO MEDITERRANEO CALABRIA


Fonte Partito del Sud - Roma: Ricevo dall'amico Giuseppe Spadafora, Coordinatore calabrese del PdSUD e tra gli organizzatori del Circolo Mediterraneo Calabria
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Sabato 17 c.m., a Sambiase di Lamezia Terme , dalle ore 18 alle ore 21 si è riunito per la prima volta il Circolo Mediterraneo Calabria. Raggruppamento di vari partiti, associazioni culturali e di singoli cittadini che hanno fatto del Meridionalismo la loro bandiera e che sono vicini al movimento “Con Pino Aprile sotto un’unica Bandiera”. Una nutrita presenza di persone accomunate da forti sentimenti meridionalisti desiderose di ripristinare la verità storica e determinate a capire le cause dell’attuale situazione del Meridione. Dopo la proiezione di slides e di interessanti filmati sulla storia pre e post-unitaria è seguito un interessante e partecipato dibattito sul cosa fare per uscire dallo stato di subalternità delle popolazioni Meridionali, il tutto ci fa ben sperare in vista dell'Assemblea Costituente di Napoli del 24 novembre (www.Assembleafondativa.tk).                                                                                   
Considerata la partecipazione saranno programmati altri incontri.


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Fonte Partito del Sud - Roma: Ricevo dall'amico Giuseppe Spadafora, Coordinatore calabrese del PdSUD e tra gli organizzatori del Circolo Mediterraneo Calabria
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Sabato 17 c.m., a Sambiase di Lamezia Terme , dalle ore 18 alle ore 21 si è riunito per la prima volta il Circolo Mediterraneo Calabria. Raggruppamento di vari partiti, associazioni culturali e di singoli cittadini che hanno fatto del Meridionalismo la loro bandiera e che sono vicini al movimento “Con Pino Aprile sotto un’unica Bandiera”. Una nutrita presenza di persone accomunate da forti sentimenti meridionalisti desiderose di ripristinare la verità storica e determinate a capire le cause dell’attuale situazione del Meridione. Dopo la proiezione di slides e di interessanti filmati sulla storia pre e post-unitaria è seguito un interessante e partecipato dibattito sul cosa fare per uscire dallo stato di subalternità delle popolazioni Meridionali, il tutto ci fa ben sperare in vista dell'Assemblea Costituente di Napoli del 24 novembre (www.Assembleafondativa.tk).                                                                                   
Considerata la partecipazione saranno programmati altri incontri.


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domenica 18 novembre 2012

È il Sud a finanziare il Nord attraverso il risparmio privato

di Patrizia Penna
Fonte:  Quotidiano di Sicilia

Uno studio elaborato dal prof. Gioacchino Amato dell’Università degli Studi di Firenze sfata il luogo comune dell’assistenzialismo ai meridionali. La Sicilia non ha nessuna società locale quotata alla Borsa di Milano. Capitali in fuga dalla nostra Isola


PALERMO - Uno studio, di prossima pubblicazione, elaborato dal Professor Gioacchino Amato, docente di Diritto dei Mercati Finanziari presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Firenze, sfata il luogo comune secondo cui il Meridione d’Italia sarebbe finanziariamente assistito dall’Italia centrosettentrionale.
In realtà, secondo quanto emerge da questo studio, il Sud Italia finanzierebbe massicciamente, attraverso il risparmio privato, le regioni settentrionali.

Prof. Amato, questa tesi potrebbe liberarci definitivamente da quell’odiosa etichetta di “assistiti” di cui noi siciliani sinceramente ci siamo un po’ stancati. Ce la dimostri in concreto.“Basti pensare al risparmio privato che affluisce quotidianamente sui mercati finanziari. Da siciliano, ho esaminato il caso della Regione Sicilia la quale, pur essendo una regione molto vasta (la sua popolazione equivale a più dell’8% della popolazione nazionale), non ha nessuna società locale quotata presso la Borsa di Milano. Ciò comporta, oltre a un deficit di capitalizzazione delle imprese siciliane, che il risparmio privato che le famiglie siciliane decidono di destinare all’investimento finanziario, affluisce nel capitale delle aziende centro-settentrionali, rafforzandone la struttura patrimoniale e consentendone la crescita sui mercati. In breve, sarebbe il Sud a finanziare il Nord, attraverso il risparmio delle famiglie meridionali, e non viceversa”.

La Sicilia sta vivendo una campagna elettorale molto intensa ed è sotto i riflettori nazionali. Ma a parte i soliti giochi di alleanze, le proposte “vere” e concrete latitano. Cosa dovrebbe fare il futuro presidente della Regione? “Un Regione come la Sicilia, dovrebbe impegnarsi a realizzare una politica industriale volta ad incoraggiare la quotazione in borsa di alcune aziende siciliane pubbliche ma anche private. In tal modo, il risparmio delle famiglie siciliane, che oggi affluisce in maniera consistente nel capitale sociale di aziende del centro nord, sarebbe dirottato nel finanziamento delle imprese siciliane, notoriamente sottocapitalizzate. In tal modo il risparmio dei siciliani rimarrebbe in Sicilia e finanzierebbe le imprese locali anziché quelle settentrionali. A ciò si aggiunga che, la quotazione in Borsa di alcune aziende locali consentirebbe di attrarre anche capitali non locali che altrimenti verrebbero destinati a finanziare la crescita di altre società.

Ciò implicherebbe una svolta culturale da parte dell’investitore siciliano.
“Certo, perché l’investitore siciliano è sempre stato ben lieto di acquistare azioni di società del centro nord mentre tende a non fidarsi di finanziare le società siciliane. A ciò aggiunga che anche se si fidasse non avrebbe materialmente la possibilità di acquistare azioni di società siciliane visto che nessuna di queste è quotate in borsa. Non esistendo quindi un mercato pubblico delle azioni non saprebbe a chi rivolgersi.
Sul piano culturale occorre sfatare il mito secondo cui le società del centro nord Italia sono meglio amministrate di quelle siciliane. Basti vedere come sono crollati gli indici di borsa degli ultimi cinque anni. Tanti investitori siciliani hanno perso un mucchio di soldi comprando azioni del Monte dei Paschi di Siena o di Generali o di tanti altri big dell’industria italiana. Sotto altro punto di vista occorre iniziare ad inculcare nella testa degli investitori siciliani il concetto che se proprio devono assumersi un rischio nell’investimento azionario, tanto vale assumerlo nei confronti di un’azienda siciliana la quale, peraltro, essendo quotata sarebbe soggetta a molti controlli da parte delle autorità pubbliche di vigilanza che tenderanno in parte a ridurre i rischi di cattiva gestione”.

Ma se i soldi sono finiti, come si potrà finanziare il rilancio dell’economia e delle infrastrutture?
“La più grande sfida della classe politica del XXI secolo sarà rappresentata, in un contesto di scarsità e depauperamento delle risorse pubbliche, dal reperimento dei capitali necessari per il finanziamento delle infrastrutture. Detti capitali non potranno che essere privati. Occorrerà pertanto elaborare forme di reperimento di risorse private e la quotazione in borsa delle società che costituiscono il tessuto produttivo dell’economia siciliana sarebbe un primo punto di partenza. La Sicilia dovrebbe ripetere esperienze positive, come quello rappresentato dal Porto Turistico di Licata, in provincia di Agrigento, dove è stata realizzata un’importante infrastruttura di notevole rilevanza pubblicistica senza l’utilizzo di uno solo euro proveniente dalle casse pubbliche. La parte imprenditoriale privata ha messo a disposizione le risorse finanziarie, le idee, la creatività e l’efficienza tipica del settore privato e la parte pubblica ha messo a disposizione l’area demaniale, così consentendo la trasformazione di quella che in passato era una spiaggia derelitta e abbandonata, nella più grande sorpresa turistica di quest’estate 2012 in Sicilia. Attraverso la quotazione in borsa di ambiziosi progetti imprenditoriali pubblici o privati o, tramite la messa a disposizione di progetti imprenditoriali privati di aree demaniali pubbliche, si potranno finanziare le infrastrutture necessarie per il rilancio della Sicilia, come porti, aeroporti, tratte autostradali, tratte ferroviarie, autostrade del mare e via dicendo”.

Patrizia Penna
Twitter: @PatriziaPenna



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di Patrizia Penna
Fonte:  Quotidiano di Sicilia

Uno studio elaborato dal prof. Gioacchino Amato dell’Università degli Studi di Firenze sfata il luogo comune dell’assistenzialismo ai meridionali. La Sicilia non ha nessuna società locale quotata alla Borsa di Milano. Capitali in fuga dalla nostra Isola


PALERMO - Uno studio, di prossima pubblicazione, elaborato dal Professor Gioacchino Amato, docente di Diritto dei Mercati Finanziari presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Firenze, sfata il luogo comune secondo cui il Meridione d’Italia sarebbe finanziariamente assistito dall’Italia centrosettentrionale.
In realtà, secondo quanto emerge da questo studio, il Sud Italia finanzierebbe massicciamente, attraverso il risparmio privato, le regioni settentrionali.

Prof. Amato, questa tesi potrebbe liberarci definitivamente da quell’odiosa etichetta di “assistiti” di cui noi siciliani sinceramente ci siamo un po’ stancati. Ce la dimostri in concreto.“Basti pensare al risparmio privato che affluisce quotidianamente sui mercati finanziari. Da siciliano, ho esaminato il caso della Regione Sicilia la quale, pur essendo una regione molto vasta (la sua popolazione equivale a più dell’8% della popolazione nazionale), non ha nessuna società locale quotata presso la Borsa di Milano. Ciò comporta, oltre a un deficit di capitalizzazione delle imprese siciliane, che il risparmio privato che le famiglie siciliane decidono di destinare all’investimento finanziario, affluisce nel capitale delle aziende centro-settentrionali, rafforzandone la struttura patrimoniale e consentendone la crescita sui mercati. In breve, sarebbe il Sud a finanziare il Nord, attraverso il risparmio delle famiglie meridionali, e non viceversa”.

La Sicilia sta vivendo una campagna elettorale molto intensa ed è sotto i riflettori nazionali. Ma a parte i soliti giochi di alleanze, le proposte “vere” e concrete latitano. Cosa dovrebbe fare il futuro presidente della Regione? “Un Regione come la Sicilia, dovrebbe impegnarsi a realizzare una politica industriale volta ad incoraggiare la quotazione in borsa di alcune aziende siciliane pubbliche ma anche private. In tal modo, il risparmio delle famiglie siciliane, che oggi affluisce in maniera consistente nel capitale sociale di aziende del centro nord, sarebbe dirottato nel finanziamento delle imprese siciliane, notoriamente sottocapitalizzate. In tal modo il risparmio dei siciliani rimarrebbe in Sicilia e finanzierebbe le imprese locali anziché quelle settentrionali. A ciò si aggiunga che, la quotazione in Borsa di alcune aziende locali consentirebbe di attrarre anche capitali non locali che altrimenti verrebbero destinati a finanziare la crescita di altre società.

Ciò implicherebbe una svolta culturale da parte dell’investitore siciliano.
“Certo, perché l’investitore siciliano è sempre stato ben lieto di acquistare azioni di società del centro nord mentre tende a non fidarsi di finanziare le società siciliane. A ciò aggiunga che anche se si fidasse non avrebbe materialmente la possibilità di acquistare azioni di società siciliane visto che nessuna di queste è quotate in borsa. Non esistendo quindi un mercato pubblico delle azioni non saprebbe a chi rivolgersi.
Sul piano culturale occorre sfatare il mito secondo cui le società del centro nord Italia sono meglio amministrate di quelle siciliane. Basti vedere come sono crollati gli indici di borsa degli ultimi cinque anni. Tanti investitori siciliani hanno perso un mucchio di soldi comprando azioni del Monte dei Paschi di Siena o di Generali o di tanti altri big dell’industria italiana. Sotto altro punto di vista occorre iniziare ad inculcare nella testa degli investitori siciliani il concetto che se proprio devono assumersi un rischio nell’investimento azionario, tanto vale assumerlo nei confronti di un’azienda siciliana la quale, peraltro, essendo quotata sarebbe soggetta a molti controlli da parte delle autorità pubbliche di vigilanza che tenderanno in parte a ridurre i rischi di cattiva gestione”.

Ma se i soldi sono finiti, come si potrà finanziare il rilancio dell’economia e delle infrastrutture?
“La più grande sfida della classe politica del XXI secolo sarà rappresentata, in un contesto di scarsità e depauperamento delle risorse pubbliche, dal reperimento dei capitali necessari per il finanziamento delle infrastrutture. Detti capitali non potranno che essere privati. Occorrerà pertanto elaborare forme di reperimento di risorse private e la quotazione in borsa delle società che costituiscono il tessuto produttivo dell’economia siciliana sarebbe un primo punto di partenza. La Sicilia dovrebbe ripetere esperienze positive, come quello rappresentato dal Porto Turistico di Licata, in provincia di Agrigento, dove è stata realizzata un’importante infrastruttura di notevole rilevanza pubblicistica senza l’utilizzo di uno solo euro proveniente dalle casse pubbliche. La parte imprenditoriale privata ha messo a disposizione le risorse finanziarie, le idee, la creatività e l’efficienza tipica del settore privato e la parte pubblica ha messo a disposizione l’area demaniale, così consentendo la trasformazione di quella che in passato era una spiaggia derelitta e abbandonata, nella più grande sorpresa turistica di quest’estate 2012 in Sicilia. Attraverso la quotazione in borsa di ambiziosi progetti imprenditoriali pubblici o privati o, tramite la messa a disposizione di progetti imprenditoriali privati di aree demaniali pubbliche, si potranno finanziare le infrastrutture necessarie per il rilancio della Sicilia, come porti, aeroporti, tratte autostradali, tratte ferroviarie, autostrade del mare e via dicendo”.

Patrizia Penna
Twitter: @PatriziaPenna



Report presentazione 2° numero di "Cronache Meridionali"


Venerdì 16 Novembre, si è tenuta la presentazione del secondo numero di "Cronache Meridionali" in quel di S.Giorgio a Cremano c/o il club "1946". Un folto e attento uditorio ha ascoltato con estrema attenzione gli interventi di Paolo Postiglione (Capo Gabinetto Politico dello staff di Luigi de Magistris), di Marco Esposito (meridionalista ed Assessore al Commercio del Comune di Napoli), del prof. Vincenzo Gulì (Presidente del Parlamento delle Due Sicilie) e del direttore e responsabile della rivista arch. Aldo Vella. Ha svolto funzioni di moderatore l'ing. Francesco Menna.
Un ricco buffet di prodotti meridionali ha alleviato la serata organizzato da Ivan Esposito e Cataldo Godano del Partito del Sud. Presenta una folta rappresentanza del nostro partito fra cui Andrea Balìa (co/segretario nazionale), Emiddio de Franciscis (Responsabile Regionale Campania), Bruno Pappalardo, Duilio Marolda, Carlo Capezzuto, Vincenzo Guarino e Carlo Troncone, oltre a tanti altri.
Molto articolato l'intervento di Alessio Postiglione e molto veemente e centrato sull'evento del 24 Novembre p.v. quello di Marco Esposito, a cui la platea ha dedicato svariati minuti di applausi partecipi.


 














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Venerdì 16 Novembre, si è tenuta la presentazione del secondo numero di "Cronache Meridionali" in quel di S.Giorgio a Cremano c/o il club "1946". Un folto e attento uditorio ha ascoltato con estrema attenzione gli interventi di Paolo Postiglione (Capo Gabinetto Politico dello staff di Luigi de Magistris), di Marco Esposito (meridionalista ed Assessore al Commercio del Comune di Napoli), del prof. Vincenzo Gulì (Presidente del Parlamento delle Due Sicilie) e del direttore e responsabile della rivista arch. Aldo Vella. Ha svolto funzioni di moderatore l'ing. Francesco Menna.
Un ricco buffet di prodotti meridionali ha alleviato la serata organizzato da Ivan Esposito e Cataldo Godano del Partito del Sud. Presenta una folta rappresentanza del nostro partito fra cui Andrea Balìa (co/segretario nazionale), Emiddio de Franciscis (Responsabile Regionale Campania), Bruno Pappalardo, Duilio Marolda, Carlo Capezzuto, Vincenzo Guarino e Carlo Troncone, oltre a tanti altri.
Molto articolato l'intervento di Alessio Postiglione e molto veemente e centrato sull'evento del 24 Novembre p.v. quello di Marco Esposito, a cui la platea ha dedicato svariati minuti di applausi partecipi.


 














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