È risibile quello che ci ha detto D’Ambrosio e cioè che sia una prassi per il consigliere giuridico del Capo dello Stato ascoltare i cittadini che si lamentano dei pm e intervenire sulle autorità giudiziarie dopo i loro sfoghi. Soprattutto quando sono ex presidenti del Senato, aggiungiamo noi. Quasi che il Quirinale fosse diventato uno sportello reclami per politici trombati o in pensione. Risibile, ma anche inquietante, è la lettera scritta su input di Napolitano, a suo dire, dal segretario generale Donato Marra al Pg della Cassazione. Non si è mai visto un Capo dello Stato che si abbassa a smistare al capo dell’accusa la lettera di un testimone reticente, com’è Mancino secondo i pm, chiedendogli di intervenire, per di più, “prontamente”.
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lunedì 18 giugno 2012
Caro Napolitano, che cos’è risibile
Di Marco Lillo
Risibile. È questa la parola chiave del comunicato con cui la Presidenza della Repubblica, finalmente, ammette quello che non può più negare dopo le rivelazioni del Fatto di ieri: il Capo dello Stato è intervenuto, dopo la richiesta dell’ex senatore Nicola Mancino, sul Procuratore generale della Cassazione con una lettera nella quale chiedeva alla massima autorità dell’accusa in Italia di intervenire “prontamente” sulle inchieste che preoccupavano l’amico Mancino sulla trattativa Stato-mafia.
Risibile però non è – come afferma il comunicato del Colle – il titolo della prima pagina di ieri del Fatto Quotidiano, su “I misteri del Quirinale”. Quel titolo racconta semplicemente un fatto, imbarazzante per il potere e quindi ignorato dalla stampa italiana, come al solito. Risibile è invece il comportamento dello staff del Presidente in questa vicenda delicata. Per il rispetto che si deve all’Istituzione, ci auguriamo che Giorgio Napolitano sconfessi nell’ordine: le affermazioni del suo consigliere giuridico Loris D’Ambrosio nell’intervista pubblicata ieri; il comunicato del suo portavoce; e la lettera del suo segretario generale.
( nella foto il Presidente Napolitano al Pantheon il 17 marzo 2011 omaggia i savoia)
È risibile quello che ci ha detto D’Ambrosio e cioè che sia una prassi per il consigliere giuridico del Capo dello Stato ascoltare i cittadini che si lamentano dei pm e intervenire sulle autorità giudiziarie dopo i loro sfoghi. Soprattutto quando sono ex presidenti del Senato, aggiungiamo noi. Quasi che il Quirinale fosse diventato uno sportello reclami per politici trombati o in pensione. Risibile, ma anche inquietante, è la lettera scritta su input di Napolitano, a suo dire, dal segretario generale Donato Marra al Pg della Cassazione. Non si è mai visto un Capo dello Stato che si abbassa a smistare al capo dell’accusa la lettera di un testimone reticente, com’è Mancino secondo i pm, chiedendogli di intervenire, per di più, “prontamente”.
E non si è mai visto nemmeno un Presidente costretto a tirare fuori dal suo cassetto una lettera simile solo perché un giornale ne ha rivelato l’esistenza. Anche questo sarebbe risibile se non fosse per un piccolo particolare: qualcuno, 20 anni fa, su questa storia della trattativa tra Stato e mafia, ci ha rimesso la pelle. E noi vorremmo capire perché. “Prontamente” e non risibilmente, signor Presidente.
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Di Marco Lillo
Risibile. È questa la parola chiave del comunicato con cui la Presidenza della Repubblica, finalmente, ammette quello che non può più negare dopo le rivelazioni del Fatto di ieri: il Capo dello Stato è intervenuto, dopo la richiesta dell’ex senatore Nicola Mancino, sul Procuratore generale della Cassazione con una lettera nella quale chiedeva alla massima autorità dell’accusa in Italia di intervenire “prontamente” sulle inchieste che preoccupavano l’amico Mancino sulla trattativa Stato-mafia.
Risibile però non è – come afferma il comunicato del Colle – il titolo della prima pagina di ieri del Fatto Quotidiano, su “I misteri del Quirinale”. Quel titolo racconta semplicemente un fatto, imbarazzante per il potere e quindi ignorato dalla stampa italiana, come al solito. Risibile è invece il comportamento dello staff del Presidente in questa vicenda delicata. Per il rispetto che si deve all’Istituzione, ci auguriamo che Giorgio Napolitano sconfessi nell’ordine: le affermazioni del suo consigliere giuridico Loris D’Ambrosio nell’intervista pubblicata ieri; il comunicato del suo portavoce; e la lettera del suo segretario generale.
( nella foto il Presidente Napolitano al Pantheon il 17 marzo 2011 omaggia i savoia)
È risibile quello che ci ha detto D’Ambrosio e cioè che sia una prassi per il consigliere giuridico del Capo dello Stato ascoltare i cittadini che si lamentano dei pm e intervenire sulle autorità giudiziarie dopo i loro sfoghi. Soprattutto quando sono ex presidenti del Senato, aggiungiamo noi. Quasi che il Quirinale fosse diventato uno sportello reclami per politici trombati o in pensione. Risibile, ma anche inquietante, è la lettera scritta su input di Napolitano, a suo dire, dal segretario generale Donato Marra al Pg della Cassazione. Non si è mai visto un Capo dello Stato che si abbassa a smistare al capo dell’accusa la lettera di un testimone reticente, com’è Mancino secondo i pm, chiedendogli di intervenire, per di più, “prontamente”.
E non si è mai visto nemmeno un Presidente costretto a tirare fuori dal suo cassetto una lettera simile solo perché un giornale ne ha rivelato l’esistenza. Anche questo sarebbe risibile se non fosse per un piccolo particolare: qualcuno, 20 anni fa, su questa storia della trattativa tra Stato e mafia, ci ha rimesso la pelle. E noi vorremmo capire perché. “Prontamente” e non risibilmente, signor Presidente.
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domenica 17 giugno 2012
IMPORTANTE RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE PER LA NAZIONALE DUE SICILIE DI CALCIO: LE DUE SICILIE AL 19° POSTO NEL MONDO - Ranking delle squadre Non-FIFA
i NOSTRI COMPLIMENTI ALLA SQUADRA E ALLA DIRIGENZA PER L'OTTIMO LAVORO PORTATO AVANTI, PUR FRA TANTE DIFFICOLTA', IN QUESTI ULTIMI ANNI
DAL SITO ROONBA.COM
Fonte duesicilie
Non-FIFA Ranking
RoonBa.com è un sito che si occupa di calcio (a altri sport), incluso le squadre non_FIFA, e riporta, per esempio, i risultati della VIVA Cup dell’NF-Board, e di altri tornei (come per es. il Trofeo del Mediterraneo), vedi link
Vedi on line : Link all’articolo originale
i NOSTRI COMPLIMENTI ALLA SQUADRA E ALLA DIRIGENZA PER L'OTTIMO LAVORO PORTATO AVANTI, PUR FRA TANTE DIFFICOLTA', IN QUESTI ULTIMI ANNI
DAL SITO ROONBA.COM
Fonte duesicilie
Non-FIFA Ranking
RoonBa.com è un sito che si occupa di calcio (a altri sport), incluso le squadre non_FIFA, e riporta, per esempio, i risultati della VIVA Cup dell’NF-Board, e di altri tornei (come per es. il Trofeo del Mediterraneo), vedi link
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Terremoto Abruzzo, i soldi degli Sms imboscati dalle banche
I circa cinque milioni di euro donati dagli italiani per "dare una mano" alla ricostruzione dei luoghi colpiti dal sisma del 2009, sono fermi nei forzieri degli istituti di credito. La Etimos, accusata nei giorni scorsi su alcuni blog di aver gestito direttamente il patrimonio, ci ha sì guadagnato e spiega come li ha spesi
Gira e rigira sono finiti alle banche i 5 milioni di euro arrivati via sms dopo il terremoto dell’Aquila sotto forma di donazione. E la loro gestione è stata quella prevista da qualsiasi rapporto bancario: non è bastata la condizione di “terremotato” per ricevere un prestito con cui rimettere in piedi casa o riprendere un’attività commerciale distrutta dal sisma. Per ottenerlo occorreva – occorre ancora oggi – soddisfare anche criteri di “solvibilità”, come ogni prestito. Criteri che, se giudicati abbastanza solidi, hanno consentito l’accesso al credito, da restituire con annessi interessi. I presunti insolvibili sono rimasti solo terremotati. Anche se quei soldi erano stati donati a loro. Il metodo Bertolasocomprendeva anche questo. È accaduto in Abruzzo, appunto, all’indomani del sisma del 2009. Mentre Silvio Berlusconi prometteva casette e “new town”, l’ex numero uno della Protezione civile aveva già deciso che i soldi arrivati attraverso i messaggini dal cellulare non sarebbero stati destinati a chi aveva subito danni, ma a un consorzio finanziario di Padova, l’Etimos, che avrebbe poi usato i fondi per garantire le banche qualora i terremotati avessero chiesto piccoli prestiti. E così è stato. Le donazioni sono confluite in un fondo di garanzia bloccato per 9 anni. Un fondo che dalla Protezione civile, due mesi fa, è stato trasferito alla ragioneria dello Stato. La quale, a sua volta, lo girerà alla Regione Abruzzo. E di quei 5 milioni i terremotati non hanno visto neanche uno spicciolo. Qualcuno ha ottenuto prestiti grazie a quel fondo utilizzato come garanzia, ma ha pagato fior di interessi e continuerà a pagarne. Altri il credito se lo sono visto rifiutare.
L’emergenza
Bertolaso, allora, aveva pieni poteri. Come capo della Protezione civile, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma soprattutto nella veste di uomo di fiducia del premier Silvio Berlusconi. I primi soldi che Bertolaso si trovò a gestire furono proprio i quasi 5 milioni donati dagli italiani con un semplice messaggio del cellulare. Ma lui, “moderno” nella sua concezione di Protezione civile, decise che i milioni arrivati da tutta la penisola sarebbero stati destinati al post emergenza e alle banche, non all’emergenza. Questo aspetto non venne specificato al momento della raccolta, ma Bertolaso avevailpoteredidecidere a prescindere. Spedì poi un suo emissario alla Etimos di Padova, consorzio finanziario specializzato nel microcredito, che raccoglie al suo interno, attraverso una fondazione, molti soggetti di tutti i colori, da Caritas a Unipol.
Bertolaso, allora, aveva pieni poteri. Come capo della Protezione civile, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma soprattutto nella veste di uomo di fiducia del premier Silvio Berlusconi. I primi soldi che Bertolaso si trovò a gestire furono proprio i quasi 5 milioni donati dagli italiani con un semplice messaggio del cellulare. Ma lui, “moderno” nella sua concezione di Protezione civile, decise che i milioni arrivati da tutta la penisola sarebbero stati destinati al post emergenza e alle banche, non all’emergenza. Questo aspetto non venne specificato al momento della raccolta, ma Bertolaso avevailpoteredidecidere a prescindere. Spedì poi un suo emissario alla Etimos di Padova, consorzio finanziario specializzato nel microcredito, che raccoglie al suo interno, attraverso una fondazione, molti soggetti di tutti i colori, da Caritas a Unipol.
I numeriQuello che è successo in questi 3 anni è molto trasparente, al contrario della richiesta di donazione via sms che non precisò a nessuno dove sarebbero finiti i soldi. Nemmeno a un ente, la Regione Abruzzo che, paradossalmente, domani potrebbe usare quei soldi per elicotteri o auto blu. La Etimos, accusata nei giorni scorsi su alcuni blog di aver gestito direttamente il patrimonio, ci ha sì guadagnato, ma non fatica ad ammettere come sono stati usati i soldi: dei 5 milioni di fondi pubblici messi a disposizione del progetto dal dipartimento della Protezione civile, 470 mila euro sono stati destinati alle spese di start-up e di gestione del progetto, per un periodo di almeno 9 anni; 4 milioni e 530 mila euro invece la cifra utilizzata come fondo patrimoniale e progressivamente impiegata a garanzia dell’erogazione dei finanziamenti da parte degli istituti di credito aderenti. Intanto sono state 606 le domande di credito ricevute (206 famiglie, 385 imprese, 15 cooperative). Di queste 246 sono state respinte (85 famiglie, 158 imprese, 3 cooperative) mentre 251 sono i crediti erogati da gennaio 2011 a oggi per un totale di 5.126.500 euro (famiglie 89/551mila euro, imprese 153/4 milioni 233mila e 500 euro, cooperative 9/342mila euro). Infine 99 domande sono in valutazione (68 famiglie, 28 imprese, 3 coop).
Gli aiuti e le bancheAl termine dell’operazione quello che è successo è semplice: i soldi che le persone hanno donato sono serviti a poco o a niente. Non sono stati un aiuto per l’emergenza, ma – per decisione diBertolaso – la fase cosiddetta della post emergenza. Che vuol dire aiuti sì, ma pagati a caro prezzo. Le persone si sono rivolte alle banche (consigliate da Etimos, ovviamente) e qui hanno contrattato il credito. Ma chi con il terremoto è rimasto senza un introito di quei soldi non ha visto un centesimo. Non è stato in grado neppure di prendere il prestito perché giudicato persona a rischio, non in grado di restituire il danaro.
Che fine han fatto gli sms?I terremotati sono stati praticamente esclusi. Se qualcosa hanno avuto lo hanno restituito con un tasso d’interesse inferiore rispetto agli altri, ma pur sempre pagando gli interessi. Chi ha guadagnato sono le banche, sicuramente, e la Regione Abruzzo che, al termine dei 9 anni stabiliti, si troverà nelle casse 5 milioni di euro in più. Vincolati? Questo non lo sappiamo. Ne disporrà come meglio crede, sono soldi che entreranno nel bilancio.
La posizione di EtimosFino a oggi, scoperto il metodo Bertolaso, il consorzio finanziario Etimos si è preso le accuse. Ma il presidente dell’azienda padovana al Fatto Quotidiano spiega che il loro è stato un lavoro pulito e trasparente. “Se qualcuno ha mancato nell’informazione”, dice il presidente Marco Santori, “è stata la Protezione civile che doveva precisare che i soldi erano destinati al post emergenza e non all’aiuto diretto. Noi abbiamo fatto con serietà e il risultato è quello che ci era stato chiesto”.
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I circa cinque milioni di euro donati dagli italiani per "dare una mano" alla ricostruzione dei luoghi colpiti dal sisma del 2009, sono fermi nei forzieri degli istituti di credito. La Etimos, accusata nei giorni scorsi su alcuni blog di aver gestito direttamente il patrimonio, ci ha sì guadagnato e spiega come li ha spesi
Gira e rigira sono finiti alle banche i 5 milioni di euro arrivati via sms dopo il terremoto dell’Aquila sotto forma di donazione. E la loro gestione è stata quella prevista da qualsiasi rapporto bancario: non è bastata la condizione di “terremotato” per ricevere un prestito con cui rimettere in piedi casa o riprendere un’attività commerciale distrutta dal sisma. Per ottenerlo occorreva – occorre ancora oggi – soddisfare anche criteri di “solvibilità”, come ogni prestito. Criteri che, se giudicati abbastanza solidi, hanno consentito l’accesso al credito, da restituire con annessi interessi. I presunti insolvibili sono rimasti solo terremotati. Anche se quei soldi erano stati donati a loro. Il metodo Bertolasocomprendeva anche questo. È accaduto in Abruzzo, appunto, all’indomani del sisma del 2009. Mentre Silvio Berlusconi prometteva casette e “new town”, l’ex numero uno della Protezione civile aveva già deciso che i soldi arrivati attraverso i messaggini dal cellulare non sarebbero stati destinati a chi aveva subito danni, ma a un consorzio finanziario di Padova, l’Etimos, che avrebbe poi usato i fondi per garantire le banche qualora i terremotati avessero chiesto piccoli prestiti. E così è stato. Le donazioni sono confluite in un fondo di garanzia bloccato per 9 anni. Un fondo che dalla Protezione civile, due mesi fa, è stato trasferito alla ragioneria dello Stato. La quale, a sua volta, lo girerà alla Regione Abruzzo. E di quei 5 milioni i terremotati non hanno visto neanche uno spicciolo. Qualcuno ha ottenuto prestiti grazie a quel fondo utilizzato come garanzia, ma ha pagato fior di interessi e continuerà a pagarne. Altri il credito se lo sono visto rifiutare.
L’emergenza
Bertolaso, allora, aveva pieni poteri. Come capo della Protezione civile, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma soprattutto nella veste di uomo di fiducia del premier Silvio Berlusconi. I primi soldi che Bertolaso si trovò a gestire furono proprio i quasi 5 milioni donati dagli italiani con un semplice messaggio del cellulare. Ma lui, “moderno” nella sua concezione di Protezione civile, decise che i milioni arrivati da tutta la penisola sarebbero stati destinati al post emergenza e alle banche, non all’emergenza. Questo aspetto non venne specificato al momento della raccolta, ma Bertolaso avevailpoteredidecidere a prescindere. Spedì poi un suo emissario alla Etimos di Padova, consorzio finanziario specializzato nel microcredito, che raccoglie al suo interno, attraverso una fondazione, molti soggetti di tutti i colori, da Caritas a Unipol.
Bertolaso, allora, aveva pieni poteri. Come capo della Protezione civile, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma soprattutto nella veste di uomo di fiducia del premier Silvio Berlusconi. I primi soldi che Bertolaso si trovò a gestire furono proprio i quasi 5 milioni donati dagli italiani con un semplice messaggio del cellulare. Ma lui, “moderno” nella sua concezione di Protezione civile, decise che i milioni arrivati da tutta la penisola sarebbero stati destinati al post emergenza e alle banche, non all’emergenza. Questo aspetto non venne specificato al momento della raccolta, ma Bertolaso avevailpoteredidecidere a prescindere. Spedì poi un suo emissario alla Etimos di Padova, consorzio finanziario specializzato nel microcredito, che raccoglie al suo interno, attraverso una fondazione, molti soggetti di tutti i colori, da Caritas a Unipol.
I numeriQuello che è successo in questi 3 anni è molto trasparente, al contrario della richiesta di donazione via sms che non precisò a nessuno dove sarebbero finiti i soldi. Nemmeno a un ente, la Regione Abruzzo che, paradossalmente, domani potrebbe usare quei soldi per elicotteri o auto blu. La Etimos, accusata nei giorni scorsi su alcuni blog di aver gestito direttamente il patrimonio, ci ha sì guadagnato, ma non fatica ad ammettere come sono stati usati i soldi: dei 5 milioni di fondi pubblici messi a disposizione del progetto dal dipartimento della Protezione civile, 470 mila euro sono stati destinati alle spese di start-up e di gestione del progetto, per un periodo di almeno 9 anni; 4 milioni e 530 mila euro invece la cifra utilizzata come fondo patrimoniale e progressivamente impiegata a garanzia dell’erogazione dei finanziamenti da parte degli istituti di credito aderenti. Intanto sono state 606 le domande di credito ricevute (206 famiglie, 385 imprese, 15 cooperative). Di queste 246 sono state respinte (85 famiglie, 158 imprese, 3 cooperative) mentre 251 sono i crediti erogati da gennaio 2011 a oggi per un totale di 5.126.500 euro (famiglie 89/551mila euro, imprese 153/4 milioni 233mila e 500 euro, cooperative 9/342mila euro). Infine 99 domande sono in valutazione (68 famiglie, 28 imprese, 3 coop).
Gli aiuti e le bancheAl termine dell’operazione quello che è successo è semplice: i soldi che le persone hanno donato sono serviti a poco o a niente. Non sono stati un aiuto per l’emergenza, ma – per decisione diBertolaso – la fase cosiddetta della post emergenza. Che vuol dire aiuti sì, ma pagati a caro prezzo. Le persone si sono rivolte alle banche (consigliate da Etimos, ovviamente) e qui hanno contrattato il credito. Ma chi con il terremoto è rimasto senza un introito di quei soldi non ha visto un centesimo. Non è stato in grado neppure di prendere il prestito perché giudicato persona a rischio, non in grado di restituire il danaro.
Che fine han fatto gli sms?I terremotati sono stati praticamente esclusi. Se qualcosa hanno avuto lo hanno restituito con un tasso d’interesse inferiore rispetto agli altri, ma pur sempre pagando gli interessi. Chi ha guadagnato sono le banche, sicuramente, e la Regione Abruzzo che, al termine dei 9 anni stabiliti, si troverà nelle casse 5 milioni di euro in più. Vincolati? Questo non lo sappiamo. Ne disporrà come meglio crede, sono soldi che entreranno nel bilancio.
La posizione di EtimosFino a oggi, scoperto il metodo Bertolaso, il consorzio finanziario Etimos si è preso le accuse. Ma il presidente dell’azienda padovana al Fatto Quotidiano spiega che il loro è stato un lavoro pulito e trasparente. “Se qualcuno ha mancato nell’informazione”, dice il presidente Marco Santori, “è stata la Protezione civile che doveva precisare che i soldi erano destinati al post emergenza e non all’aiuto diretto. Noi abbiamo fatto con serietà e il risultato è quello che ci era stato chiesto”.
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Delinquere è reato da divenire, delinquente è un’altra cosa!
Riceviamo e postiamo:
di Bruno Pappalardo
Beh, chi aveva dei dubbi su quanti delinquenti sono presenti in Italia, che specie di reati prevalgono in quella determinata regione e, soprattutto, la quantità (d’ogni tipologia) di reati, ebbene, saranno accontentati e ogni equivoco dissolto. Da questa tabella sui reati totali, … e altre che conservo gelosamente, si ha una chiara rappresentazione ( grafica) dello stato della situazione della criminalità nel Paese ma soprattutto disgrega ogni tenace resistenza del Nord a ritenere i territori del Sud quelli maggiormente o unicamente infestati da esseri terrificanti e tagliagole. Qualcuno pensa ( anche qualche meridionale che crede d’aver trovato l’Eldorado e un pezzuola verde, ficcata da qualche parte, dimenticando le proprie radici e preso l’accento del luogo, così possono esprimersi meglio e meglio mescolarsi tra la folla per camuffarsi in quella schiatta ) La ricerca è di un paio d’anni fa. Venne decretata ed effettuata dal Ministero dell’Interno per dimostrare agli italiani l’incisività degli interventi del ministro Maroni e del governo B., di annientamento della criminalità che in quel periodo guadagnava, tutti i santi giorni, le prime pagine per l’arresto di latitanti della camorra o ‘ndranghete et cetera. Questi signori della criminalità organizzata sono la feccia che ci disonora ma fu anche uno dei principali motivi che tenne su quel governo. (primo semestre del 2009) Con un articolo del 02/03/2010 di Michela Stentella su “Il sole 24h” furono editati tutte le più significative tipologie. Nessuno s’aspettava la “bella sorpresa” di trovarsi tutto il Nord, da Est a Nord e da Roma in su, avvelenata e corrotta, stuprata e borseggiata, rapinata e invasa da reati informatici et cetera. Napoli in questa classifica totale/nazionale, l’ antica capitale del regno duosiciliano si perde negli ultimi posti e, meraviglia delle meraviglia anche Catanzaro ancora più giù,…la maledetta Calabria. Insomma hanno cercato di tenerla imbavagliata come, volontariamente, tutta la stampa ancora tace. Non dimentichiamo che c’è sempre lo sport di scaricare le colpe su gli altri. Semmai, si dirà che ciò era causa di infiltrazioni mafiose al Nord. Assurdo e paradossale per talune provincie in elenco e, poi, allora si negava che quelle asserzioni (Saviano) fossero false.
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di Bruno Pappalardo
Beh, chi aveva dei dubbi su quanti delinquenti sono presenti in Italia, che specie di reati prevalgono in quella determinata regione e, soprattutto, la quantità (d’ogni tipologia) di reati, ebbene, saranno accontentati e ogni equivoco dissolto. Da questa tabella sui reati totali, … e altre che conservo gelosamente, si ha una chiara rappresentazione ( grafica) dello stato della situazione della criminalità nel Paese ma soprattutto disgrega ogni tenace resistenza del Nord a ritenere i territori del Sud quelli maggiormente o unicamente infestati da esseri terrificanti e tagliagole. Qualcuno pensa ( anche qualche meridionale che crede d’aver trovato l’Eldorado e un pezzuola verde, ficcata da qualche parte, dimenticando le proprie radici e preso l’accento del luogo, così possono esprimersi meglio e meglio mescolarsi tra la folla per camuffarsi in quella schiatta ) La ricerca è di un paio d’anni fa. Venne decretata ed effettuata dal Ministero dell’Interno per dimostrare agli italiani l’incisività degli interventi del ministro Maroni e del governo B., di annientamento della criminalità che in quel periodo guadagnava, tutti i santi giorni, le prime pagine per l’arresto di latitanti della camorra o ‘ndranghete et cetera. Questi signori della criminalità organizzata sono la feccia che ci disonora ma fu anche uno dei principali motivi che tenne su quel governo. (primo semestre del 2009) Con un articolo del 02/03/2010 di Michela Stentella su “Il sole 24h” furono editati tutte le più significative tipologie. Nessuno s’aspettava la “bella sorpresa” di trovarsi tutto il Nord, da Est a Nord e da Roma in su, avvelenata e corrotta, stuprata e borseggiata, rapinata e invasa da reati informatici et cetera. Napoli in questa classifica totale/nazionale, l’ antica capitale del regno duosiciliano si perde negli ultimi posti e, meraviglia delle meraviglia anche Catanzaro ancora più giù,…la maledetta Calabria. Insomma hanno cercato di tenerla imbavagliata come, volontariamente, tutta la stampa ancora tace. Non dimentichiamo che c’è sempre lo sport di scaricare le colpe su gli altri. Semmai, si dirà che ciò era causa di infiltrazioni mafiose al Nord. Assurdo e paradossale per talune provincie in elenco e, poi, allora si negava che quelle asserzioni (Saviano) fossero false.
| Delitti totali | |||
| Province | Numero totale | Var. %2009/08 | Ogni 10mila abitanti |
| Milano | 144.477 | -2,4 | 367,6 |
| Torino | 79.450 | -3,4 | 346,8 |
| Genova | 28.600 | -4,1 | 323,3 |
| Bologna | 31.532 | -13,4 | 323,0 |
| Rimini | 9.338 | -6,8 | 307,9 |
| Firenze | 28.355 | -6,0 | 288,0 |
| Prato | 6.796 | 0,1 | 276,2 |
| Modena | 18.712 | -2,9 | 271,9 |
| Roma | 111.511 | -10,3 | 271,3 |
| Imperia | 5.841 | -5,5 | 264,6 |
| Savona | 7.246 | 4,1 | 252,8 |
| Brescia | 30.703 | -6,6 | 249,6 |
| Pisa | 10.236 | -3,4 | 249,5 |
| Ravenna | 9.404 | -6,0 | 243,8 |
| Pescara | 7.633 | -12,1 | 239,1 |
| Padova | 21.865 | 0,9 | 237,4 |
| Pavia | 12.741 | -5,8 | 236,3 |
| Lucca | 9.093 | 2,5 | 233,0 |
| Pistoia | 6.770 | -9,5 | 233,0 |
| Parma | 10.027 | -1,4 | 231,5 |
| La Spezia | 5.157 | -1,7 | 231,2 |
| Reggio Emilia | 11.875 | 1,4 | 228,6 |
| Livorno | 7687 | -0,7 | 225,6 |
| Catania | 24.410 | -13,9 | 225,0 |
| Ferrara | 7.979 | -1,6 | 222,9 |
| Venezia | 18.860 | -7,2 | 220,9 |
| Napoli | 67.515 | -6,9 | 219,6 |
| Asti | 4.710 | 3,4 | 213,9 |
| Novara | 7.813 | -1,7 | 213,2 |
| Verona | 19.018 | -8,4 | 209,3 |
| Bergamo | 22.441 | -2,9 | 208,6 |
| Alessandria | 9.035 | -9,1 | 205,9 |
| Bari | 32.061 | -4,3 | 200,2 |
| Trieste | 4.726 | -10,1 | 199,9 |
| Grosseto | 4.489 | -8,2 | 198,8 |
| Forli' | 7.681 | -6,1 | 198,0 |
| Foggia | 13.248 | -7,1 | 194,2 |
| Perugia | 12.722 | -6,8 | 192,3 |
| Vercelli | 3.414 | 4,4 | 189,5 |
| Varese | 16.503 | -8,4 | 189,4 |
| Biella | 3.534 | -3,2 | 188,7 |
| Latina | 10.210 | -10,0 | 187,3 |
| Catanzaro | 6.879 | -6,8 | 186,9 |
| Caltanissetta | 5.065 | -4,5 | 186,0 |
| Cremona | 6.700 | 3,5 | 186,0 |
| Brindisi | 7.439 | -3,2 | 184,6 |
| Palermo | 22.943 | -16,4 | 184,3 |
| Aosta | 2.342 | -5,9 | 184,3 |
| Piacenza | 5.263 | 1,6 | 184,1 |
| Massa Carrara | 3.733 | -10,5 | 183,3 |
| Teramo | 5.647 | 0,1 | 182,3 |
| Vibo Valentia | 3.017 | 3,5 | 180,3 |
| Arezzo | 6.161 | -4,4 | 177,9 |
| Mantova | 7.256 | 1,1 | 177,1 |
| Ancona | 8.364 | -9,6 | 175,7 |
| Siena | 4.670 | 2,9 | 173,3 |
| Trapani | 7.527 | -10,7 | 172,7 |
| Ragusa | 5.406 | 1,5 | 172,2 |
| Lecco | 5.684 | 2,0 | 169,5 |
| Terni | 3.932 | -9,9 | 169,1 |
| Macerata | 5.432 | -0,3 | 168,4 |
| Siracusa | 6.658 | -6,8 | 165,3 |
| Caserta | 14.932 | -12,8 | 165,1 |
| Reggio Calabria | 9.353 | -5,7 | 165,1 |
| Vicenza | 14.209 | -1,6 | 164,9 |
| Sassari | 8.090 | -5,3 | 164,8 |
| Viterbo | 5.135 | -11,5 | 162,7 |
| Rovigo | 4.010 | -10,5 | 162,2 |
| Lodi | 3.588 | -2,8 | 160,4 |
| Ascoli Piceno | 6.210 | -1,3 | 159,5 |
| Verbania | 2.572 | -9,2 | 158,0 |
| Trento | 8.170 | -6,2 | 157,2 |
| Rieti | 2.478 | 10,3 | 155,8 |
| Isernia | 1.377 | 4,2 | 154,9 |
| Nuoro | 3.368 | -4,5 | 153,4 |
| Messina | 10.019 | -12,5 | 153,1 |
| Cagliari | 12.108 | -5,5 | 152,6 |
| Como | 8.922 | -9,4 | 152,6 |
| Gorizia | 2.135 | -10,5 | 149,9 |
| Pordenone | 4.668 | -3,6 | 149,4 |
| Chieti | 5.917 | -5,3 | 149,2 |
| Salerno | 16.497 | -3,6 | 149,1 |
| Cosenza | 10.931 | -9,7 | 149,0 |
| Taranto | 8.593 | -12,8 | 148,0 |
| Sondrio | 2.675 | -1,3 | 146,9 |
| Cuneo | 8.483 | -7,6 | 144,8 |
| Agrigento | 6.456 | -6,3 | 141,9 |
| Treviso | 12.311 | 2,8 | 140,0 |
| Pesaro | 5.292 | -4,5 | 138,6 |
| Lecce | 11.058 | -9,4 | 136,1 |
| Udine | 7.310 | -5,2 | 135,4 |
| Frosinone | 6.676 | -4,7 | 134,3 |
| Bolzano | 6.570 | -6,9 | 131,7 |
| Crotone | 2.226 | -21,5 | 128,4 |
| Belluno | 2.676 | -6,8 | 125,0 |
| Enna | 2.118 | 1,2 | 122,1 |
| Avellino | 5.334 | -10,6 | 121,3 |
| Campobasso | 2.777 | -8,1 | 119,7 |
| Benevento | 3.422 | -6,7 | 118,5 |
| L'aquila | 3.619 | -20,8 | 117,1 |
| Potenza | 4.151 | -11,3 | 107,3 |
| Matera | 1.961 | -11,2 | 96,2 |
| Oristano | 1.534 | -17,9 | 91,7 |
| Totale | 1.296.890 | -6,06% | 216 |
Riceviamo e postiamo:
di Bruno Pappalardo
Beh, chi aveva dei dubbi su quanti delinquenti sono presenti in Italia, che specie di reati prevalgono in quella determinata regione e, soprattutto, la quantità (d’ogni tipologia) di reati, ebbene, saranno accontentati e ogni equivoco dissolto. Da questa tabella sui reati totali, … e altre che conservo gelosamente, si ha una chiara rappresentazione ( grafica) dello stato della situazione della criminalità nel Paese ma soprattutto disgrega ogni tenace resistenza del Nord a ritenere i territori del Sud quelli maggiormente o unicamente infestati da esseri terrificanti e tagliagole. Qualcuno pensa ( anche qualche meridionale che crede d’aver trovato l’Eldorado e un pezzuola verde, ficcata da qualche parte, dimenticando le proprie radici e preso l’accento del luogo, così possono esprimersi meglio e meglio mescolarsi tra la folla per camuffarsi in quella schiatta ) La ricerca è di un paio d’anni fa. Venne decretata ed effettuata dal Ministero dell’Interno per dimostrare agli italiani l’incisività degli interventi del ministro Maroni e del governo B., di annientamento della criminalità che in quel periodo guadagnava, tutti i santi giorni, le prime pagine per l’arresto di latitanti della camorra o ‘ndranghete et cetera. Questi signori della criminalità organizzata sono la feccia che ci disonora ma fu anche uno dei principali motivi che tenne su quel governo. (primo semestre del 2009) Con un articolo del 02/03/2010 di Michela Stentella su “Il sole 24h” furono editati tutte le più significative tipologie. Nessuno s’aspettava la “bella sorpresa” di trovarsi tutto il Nord, da Est a Nord e da Roma in su, avvelenata e corrotta, stuprata e borseggiata, rapinata e invasa da reati informatici et cetera. Napoli in questa classifica totale/nazionale, l’ antica capitale del regno duosiciliano si perde negli ultimi posti e, meraviglia delle meraviglia anche Catanzaro ancora più giù,…la maledetta Calabria. Insomma hanno cercato di tenerla imbavagliata come, volontariamente, tutta la stampa ancora tace. Non dimentichiamo che c’è sempre lo sport di scaricare le colpe su gli altri. Semmai, si dirà che ciò era causa di infiltrazioni mafiose al Nord. Assurdo e paradossale per talune provincie in elenco e, poi, allora si negava che quelle asserzioni (Saviano) fossero false.
di Bruno Pappalardo
Beh, chi aveva dei dubbi su quanti delinquenti sono presenti in Italia, che specie di reati prevalgono in quella determinata regione e, soprattutto, la quantità (d’ogni tipologia) di reati, ebbene, saranno accontentati e ogni equivoco dissolto. Da questa tabella sui reati totali, … e altre che conservo gelosamente, si ha una chiara rappresentazione ( grafica) dello stato della situazione della criminalità nel Paese ma soprattutto disgrega ogni tenace resistenza del Nord a ritenere i territori del Sud quelli maggiormente o unicamente infestati da esseri terrificanti e tagliagole. Qualcuno pensa ( anche qualche meridionale che crede d’aver trovato l’Eldorado e un pezzuola verde, ficcata da qualche parte, dimenticando le proprie radici e preso l’accento del luogo, così possono esprimersi meglio e meglio mescolarsi tra la folla per camuffarsi in quella schiatta ) La ricerca è di un paio d’anni fa. Venne decretata ed effettuata dal Ministero dell’Interno per dimostrare agli italiani l’incisività degli interventi del ministro Maroni e del governo B., di annientamento della criminalità che in quel periodo guadagnava, tutti i santi giorni, le prime pagine per l’arresto di latitanti della camorra o ‘ndranghete et cetera. Questi signori della criminalità organizzata sono la feccia che ci disonora ma fu anche uno dei principali motivi che tenne su quel governo. (primo semestre del 2009) Con un articolo del 02/03/2010 di Michela Stentella su “Il sole 24h” furono editati tutte le più significative tipologie. Nessuno s’aspettava la “bella sorpresa” di trovarsi tutto il Nord, da Est a Nord e da Roma in su, avvelenata e corrotta, stuprata e borseggiata, rapinata e invasa da reati informatici et cetera. Napoli in questa classifica totale/nazionale, l’ antica capitale del regno duosiciliano si perde negli ultimi posti e, meraviglia delle meraviglia anche Catanzaro ancora più giù,…la maledetta Calabria. Insomma hanno cercato di tenerla imbavagliata come, volontariamente, tutta la stampa ancora tace. Non dimentichiamo che c’è sempre lo sport di scaricare le colpe su gli altri. Semmai, si dirà che ciò era causa di infiltrazioni mafiose al Nord. Assurdo e paradossale per talune provincie in elenco e, poi, allora si negava che quelle asserzioni (Saviano) fossero false.
| Delitti totali | |||
| Province | Numero totale | Var. %2009/08 | Ogni 10mila abitanti |
| Milano | 144.477 | -2,4 | 367,6 |
| Torino | 79.450 | -3,4 | 346,8 |
| Genova | 28.600 | -4,1 | 323,3 |
| Bologna | 31.532 | -13,4 | 323,0 |
| Rimini | 9.338 | -6,8 | 307,9 |
| Firenze | 28.355 | -6,0 | 288,0 |
| Prato | 6.796 | 0,1 | 276,2 |
| Modena | 18.712 | -2,9 | 271,9 |
| Roma | 111.511 | -10,3 | 271,3 |
| Imperia | 5.841 | -5,5 | 264,6 |
| Savona | 7.246 | 4,1 | 252,8 |
| Brescia | 30.703 | -6,6 | 249,6 |
| Pisa | 10.236 | -3,4 | 249,5 |
| Ravenna | 9.404 | -6,0 | 243,8 |
| Pescara | 7.633 | -12,1 | 239,1 |
| Padova | 21.865 | 0,9 | 237,4 |
| Pavia | 12.741 | -5,8 | 236,3 |
| Lucca | 9.093 | 2,5 | 233,0 |
| Pistoia | 6.770 | -9,5 | 233,0 |
| Parma | 10.027 | -1,4 | 231,5 |
| La Spezia | 5.157 | -1,7 | 231,2 |
| Reggio Emilia | 11.875 | 1,4 | 228,6 |
| Livorno | 7687 | -0,7 | 225,6 |
| Catania | 24.410 | -13,9 | 225,0 |
| Ferrara | 7.979 | -1,6 | 222,9 |
| Venezia | 18.860 | -7,2 | 220,9 |
| Napoli | 67.515 | -6,9 | 219,6 |
| Asti | 4.710 | 3,4 | 213,9 |
| Novara | 7.813 | -1,7 | 213,2 |
| Verona | 19.018 | -8,4 | 209,3 |
| Bergamo | 22.441 | -2,9 | 208,6 |
| Alessandria | 9.035 | -9,1 | 205,9 |
| Bari | 32.061 | -4,3 | 200,2 |
| Trieste | 4.726 | -10,1 | 199,9 |
| Grosseto | 4.489 | -8,2 | 198,8 |
| Forli' | 7.681 | -6,1 | 198,0 |
| Foggia | 13.248 | -7,1 | 194,2 |
| Perugia | 12.722 | -6,8 | 192,3 |
| Vercelli | 3.414 | 4,4 | 189,5 |
| Varese | 16.503 | -8,4 | 189,4 |
| Biella | 3.534 | -3,2 | 188,7 |
| Latina | 10.210 | -10,0 | 187,3 |
| Catanzaro | 6.879 | -6,8 | 186,9 |
| Caltanissetta | 5.065 | -4,5 | 186,0 |
| Cremona | 6.700 | 3,5 | 186,0 |
| Brindisi | 7.439 | -3,2 | 184,6 |
| Palermo | 22.943 | -16,4 | 184,3 |
| Aosta | 2.342 | -5,9 | 184,3 |
| Piacenza | 5.263 | 1,6 | 184,1 |
| Massa Carrara | 3.733 | -10,5 | 183,3 |
| Teramo | 5.647 | 0,1 | 182,3 |
| Vibo Valentia | 3.017 | 3,5 | 180,3 |
| Arezzo | 6.161 | -4,4 | 177,9 |
| Mantova | 7.256 | 1,1 | 177,1 |
| Ancona | 8.364 | -9,6 | 175,7 |
| Siena | 4.670 | 2,9 | 173,3 |
| Trapani | 7.527 | -10,7 | 172,7 |
| Ragusa | 5.406 | 1,5 | 172,2 |
| Lecco | 5.684 | 2,0 | 169,5 |
| Terni | 3.932 | -9,9 | 169,1 |
| Macerata | 5.432 | -0,3 | 168,4 |
| Siracusa | 6.658 | -6,8 | 165,3 |
| Caserta | 14.932 | -12,8 | 165,1 |
| Reggio Calabria | 9.353 | -5,7 | 165,1 |
| Vicenza | 14.209 | -1,6 | 164,9 |
| Sassari | 8.090 | -5,3 | 164,8 |
| Viterbo | 5.135 | -11,5 | 162,7 |
| Rovigo | 4.010 | -10,5 | 162,2 |
| Lodi | 3.588 | -2,8 | 160,4 |
| Ascoli Piceno | 6.210 | -1,3 | 159,5 |
| Verbania | 2.572 | -9,2 | 158,0 |
| Trento | 8.170 | -6,2 | 157,2 |
| Rieti | 2.478 | 10,3 | 155,8 |
| Isernia | 1.377 | 4,2 | 154,9 |
| Nuoro | 3.368 | -4,5 | 153,4 |
| Messina | 10.019 | -12,5 | 153,1 |
| Cagliari | 12.108 | -5,5 | 152,6 |
| Como | 8.922 | -9,4 | 152,6 |
| Gorizia | 2.135 | -10,5 | 149,9 |
| Pordenone | 4.668 | -3,6 | 149,4 |
| Chieti | 5.917 | -5,3 | 149,2 |
| Salerno | 16.497 | -3,6 | 149,1 |
| Cosenza | 10.931 | -9,7 | 149,0 |
| Taranto | 8.593 | -12,8 | 148,0 |
| Sondrio | 2.675 | -1,3 | 146,9 |
| Cuneo | 8.483 | -7,6 | 144,8 |
| Agrigento | 6.456 | -6,3 | 141,9 |
| Treviso | 12.311 | 2,8 | 140,0 |
| Pesaro | 5.292 | -4,5 | 138,6 |
| Lecce | 11.058 | -9,4 | 136,1 |
| Udine | 7.310 | -5,2 | 135,4 |
| Frosinone | 6.676 | -4,7 | 134,3 |
| Bolzano | 6.570 | -6,9 | 131,7 |
| Crotone | 2.226 | -21,5 | 128,4 |
| Belluno | 2.676 | -6,8 | 125,0 |
| Enna | 2.118 | 1,2 | 122,1 |
| Avellino | 5.334 | -10,6 | 121,3 |
| Campobasso | 2.777 | -8,1 | 119,7 |
| Benevento | 3.422 | -6,7 | 118,5 |
| L'aquila | 3.619 | -20,8 | 117,1 |
| Potenza | 4.151 | -11,3 | 107,3 |
| Matera | 1.961 | -11,2 | 96,2 |
| Oristano | 1.534 | -17,9 | 91,7 |
| Totale | 1.296.890 | -6,06% | 216 |
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