Supporta il Partito del Sud
La campagna di adesione al Partito del Sud è ripresa, con il nuovo tesseramento, da gennaio.
Scopri Perchè sostenerci
Il Partito del sud per tutti i sud
I sud del mondo hanno tutti in comune il medesimo destino, sono stati conquistati, sfruttati depredati e abbandonati a loro stessi. Il partito del sud è convinto che la solidarietà e l'accoglienza siano un dovere perchè ogni essere umano ha diritto a vivere una vita dignitosa
Illuminiamo il futuro dei nostri figli
Solo 6 euro per ogni 100 di spesa restano alle imprese del sud, diamo ai nostri figli la possibilità di restare nella loro terra. Sei tu a fare la scelta. COMPRA PRODOTTI DEL SUD. Prima di acquistare un prodotto guarda etichetta, scegli aziende con sede e stabilimenti nel sud Italia
lunedì 21 maggio 2012
sabato 19 maggio 2012
Pier Paolo Pasolini: Io so
In queste ore drammatiche manifestiamo la nostra solidarietà e vicinanza alle giovani vittime innocenti e alle loro famiglie, vittime di questo attentato quanto mai vile e vergognoso che lascia attoniti, sconcertati ed indignati .
Postiamo un famoso articolo di Pier Paolo Pasolini che ricorda alcune delle stragi avvenute in Italia in quegli anni.Il tempo sembra non passare e immutabilmente ripropone sempre le stesse logiche abiette, vergognose e raccapriccianti.
Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum.
Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista).
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari.
Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.
Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile.
Tale verità - lo si sente con assoluta precisione - sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio.
Pier Paolo Pasolini
Bologna, 5 marzo 1922 - Ostia, Roma, 2 novembre 1975
Testo tratto dal "Corriere della sera" del 14 novembre 1974, con il titolo "Che cos'è questo golpe?"; testo poi confluito in Scritti corsari, Garzanti 1975
.
In queste ore drammatiche manifestiamo la nostra solidarietà e vicinanza alle giovani vittime innocenti e alle loro famiglie, vittime di questo attentato quanto mai vile e vergognoso che lascia attoniti, sconcertati ed indignati .
Postiamo un famoso articolo di Pier Paolo Pasolini che ricorda alcune delle stragi avvenute in Italia in quegli anni.Il tempo sembra non passare e immutabilmente ripropone sempre le stesse logiche abiette, vergognose e raccapriccianti.
Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum.
Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista).
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari.
Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.
Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile.
Tale verità - lo si sente con assoluta precisione - sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio.
Pier Paolo Pasolini
Bologna, 5 marzo 1922 - Ostia, Roma, 2 novembre 1975
Testo tratto dal "Corriere della sera" del 14 novembre 1974, con il titolo "Che cos'è questo golpe?"; testo poi confluito in Scritti corsari, Garzanti 1975
.
venerdì 18 maggio 2012
Accordo raggiunto alle amministrative di S.Giorgio a Cremano (Na)
Ieri 17 Maggio 2012 alle 13 al Goethe cafè in Villa Bruno conferenza stampa Giorgiano-Vella
Il sindaco uscente Mimmo Giorgiano di S. Giorgio a Cremano (Na) ha chiesto l'appoggio, per la sua lista di Centrosinistra al ballottaggio, ad Aldo Vella con la lista "RICOMINCIO DA VELLA - PARTITO DEL SUD".
A conferma del disinteresse a logiche di spartizione politica, l'accordo è stato raggiunto e comunicato ufficialmente, unicamente con l'invito accettato da Aldo Vella e dalla sua lista - a conferma degli intenti, competenze e volontà di perseguire un'impronta culturale - di assumere l'incarico di Presidenza della prestigiosa fondazione del Premio Massimo Troisi.
Ecco il testo della conferenza stampa :
Ballottaggio San Giorgio a Cremano///Dichiarazioni di Mimmo Giorgiano e Aldo Vella
Mimmo Giorgiano, ricandidato sindaco di San Giorgio a Cremano, riceve il sostegno di Aldo Vella al ballottaggio del 20 e 21 maggio
Mimmo Giorgiano: "Faccio mie alcune importanti criticità sollevate, rispetto alle tematiche culturali relative in special modo al Premio Massimo Troisi, dal candidato sindaco Aldo Vella durante la prima fase della campagna elettorale. Ritengo infatti doveroso in questa seconda fase della tornata elettorale accogliere le istanze degli altri candidati che, come Aldo Vella, non sono arrivati al ballottaggio e che però per storia ed autorevolezza rappresentano pezzi importanti della società civile di questa città che la mia candidatura intende unire attorno ad un progetto di amministrazione efficiente, partecipata, trasparente e moderna"
Aldo Vella: "La ragione per la quale ho deciso di candidarmi è legata in gran parte all'idea di dare una svolta al panorama culturale cittadino e in special modo al Premio Massimo Troisi. In un clima di estrema fiducia reciproca, ho deciso di affidare questi importanti temi del mio programma al candidato sindaco Giorgiano impegnandomi a seguirli nel loro sviluppo realizzativo"
ufficio stampa Giorgiano Sindaco2012
Ieri 17 Maggio 2012 alle 13 al Goethe cafè in Villa Bruno conferenza stampa Giorgiano-Vella
Il sindaco uscente Mimmo Giorgiano di S. Giorgio a Cremano (Na) ha chiesto l'appoggio, per la sua lista di Centrosinistra al ballottaggio, ad Aldo Vella con la lista "RICOMINCIO DA VELLA - PARTITO DEL SUD".
A conferma del disinteresse a logiche di spartizione politica, l'accordo è stato raggiunto e comunicato ufficialmente, unicamente con l'invito accettato da Aldo Vella e dalla sua lista - a conferma degli intenti, competenze e volontà di perseguire un'impronta culturale - di assumere l'incarico di Presidenza della prestigiosa fondazione del Premio Massimo Troisi.
Ecco il testo della conferenza stampa :
Ballottaggio San Giorgio a Cremano///Dichiarazioni di Mimmo Giorgiano e Aldo Vella
Mimmo Giorgiano, ricandidato sindaco di San Giorgio a Cremano, riceve il sostegno di Aldo Vella al ballottaggio del 20 e 21 maggio
Mimmo Giorgiano: "Faccio mie alcune importanti criticità sollevate, rispetto alle tematiche culturali relative in special modo al Premio Massimo Troisi, dal candidato sindaco Aldo Vella durante la prima fase della campagna elettorale. Ritengo infatti doveroso in questa seconda fase della tornata elettorale accogliere le istanze degli altri candidati che, come Aldo Vella, non sono arrivati al ballottaggio e che però per storia ed autorevolezza rappresentano pezzi importanti della società civile di questa città che la mia candidatura intende unire attorno ad un progetto di amministrazione efficiente, partecipata, trasparente e moderna"
Aldo Vella: "La ragione per la quale ho deciso di candidarmi è legata in gran parte all'idea di dare una svolta al panorama culturale cittadino e in special modo al Premio Massimo Troisi. In un clima di estrema fiducia reciproca, ho deciso di affidare questi importanti temi del mio programma al candidato sindaco Giorgiano impegnandomi a seguirli nel loro sviluppo realizzativo"
ufficio stampa Giorgiano Sindaco2012
VOX POPULI VOX DEI? DI A. OROFINO
di Alessandro Orofino
Fonte: Partito del Sud - Roma
Circolano luoghi comuni che resistono come la gramigna. Frasi fatte, per lo più razziste e offensive, che vogliono un Sud truffaldino e pronto a sfilare la borsetta ad un Nord corretto e ligio al dovere. Secondo questi pensieri circolari, che tornano e ritornano alla bisogna, quanto di negativo accade è da imputarsi sempre ai meridionali, tempestati di accuse e ingiurie per colpe che non sempre commettono. Raramente, invece, si riconoscono i meriti di un Mezzogiorno incomprensibilmente odiato per i suoi presunti privilegi.
Il Sud sfaticato. Il Sud che non paga le tasse. Il Sud dove tutto costa meno. “Vox populi, vox dei” potrebbe pensare qualcuno. Ma è davvero così? Proviamo a sfatare qualche mito.
Ad esempio quello delle Assicurazioni automobilistiche. Secondo uno studio di SuperMoney, portale per il confronto dei preventivi RC auto, i cittadini del Sud, alla guida, sono più virtuosi di quelli settentrionali. Negli ultimi 5 anni, infatti, gli incidenti registrati nel Meridione sono stati inferiori a quelli del Centro e del Nord. 11% la percentuale degli automobilisti meridionali che hanno avuto un sinistro nell’ultimo lustro, contro il 12,7% del Nord e il 15,1% del Centro. Bene! Ma cosa scopriamo? Che nonostante questo, al Sud si continuano a sostenere costi assicurativi più onerosi: se al Nord il costo medio di una polizza per chi non ha fatto alcun incidente si aggira intorno ai € 920, la cifra sale al Centro (€1.119), per toccare quasi i 1.500 euro al Sud!
Raccapriccianti le osservazioni conclusive di SuperMoney “Al Sud il costo dell’assicurazione non è tanto determinato dalla sinistrosità del singolo guidatore, quanto piuttosto dal luogo di residenza”.
Che altro aggiungere?
Fonte: Partito del Sud - Roma
di Alessandro Orofino
Fonte: Partito del Sud - Roma
di Alessandro Orofino
Fonte: Partito del Sud - Roma
Circolano luoghi comuni che resistono come la gramigna. Frasi fatte, per lo più razziste e offensive, che vogliono un Sud truffaldino e pronto a sfilare la borsetta ad un Nord corretto e ligio al dovere. Secondo questi pensieri circolari, che tornano e ritornano alla bisogna, quanto di negativo accade è da imputarsi sempre ai meridionali, tempestati di accuse e ingiurie per colpe che non sempre commettono. Raramente, invece, si riconoscono i meriti di un Mezzogiorno incomprensibilmente odiato per i suoi presunti privilegi.
Il Sud sfaticato. Il Sud che non paga le tasse. Il Sud dove tutto costa meno. “Vox populi, vox dei” potrebbe pensare qualcuno. Ma è davvero così? Proviamo a sfatare qualche mito.
Ad esempio quello delle Assicurazioni automobilistiche. Secondo uno studio di SuperMoney, portale per il confronto dei preventivi RC auto, i cittadini del Sud, alla guida, sono più virtuosi di quelli settentrionali. Negli ultimi 5 anni, infatti, gli incidenti registrati nel Meridione sono stati inferiori a quelli del Centro e del Nord. 11% la percentuale degli automobilisti meridionali che hanno avuto un sinistro nell’ultimo lustro, contro il 12,7% del Nord e il 15,1% del Centro. Bene! Ma cosa scopriamo? Che nonostante questo, al Sud si continuano a sostenere costi assicurativi più onerosi: se al Nord il costo medio di una polizza per chi non ha fatto alcun incidente si aggira intorno ai € 920, la cifra sale al Centro (€1.119), per toccare quasi i 1.500 euro al Sud!
Raccapriccianti le osservazioni conclusive di SuperMoney “Al Sud il costo dell’assicurazione non è tanto determinato dalla sinistrosità del singolo guidatore, quanto piuttosto dal luogo di residenza”.
Che altro aggiungere?
Fonte: Partito del Sud - Roma
di Alessandro Orofino
Fonte: Partito del Sud - Roma
giovedì 17 maggio 2012
"Il Mattino" sulle amministrative di S.Giorgio a Cremano (Na)...
"Il Mattino di Napoli" spiega la situazione al ballottaggio per le amministrative di S.Giorgio a Cremano (Na), evidenziando il peso e ruolo vitale della lista "RICOMINCIO DA VELLA - PARTITO DEL SUD" col suo "ottimo" 2.46% !
Per ingrandire fare clik sull'immagine
Fonte: Il Mattino - Napoli Sud del 17 maggio 2012 pag.41
.
Leggi tutto »
Per ingrandire fare clik sull'immagine
Fonte: Il Mattino - Napoli Sud del 17 maggio 2012 pag.41
.
"Il Mattino di Napoli" spiega la situazione al ballottaggio per le amministrative di S.Giorgio a Cremano (Na), evidenziando il peso e ruolo vitale della lista "RICOMINCIO DA VELLA - PARTITO DEL SUD" col suo "ottimo" 2.46% !
Per ingrandire fare clik sull'immagine
Fonte: Il Mattino - Napoli Sud del 17 maggio 2012 pag.41
.
Per ingrandire fare clik sull'immagine
Fonte: Il Mattino - Napoli Sud del 17 maggio 2012 pag.41
.
Camorra: le occasioni perse dal sindaco di Bologna
Ivan Esposito, Partito del Sud – Napoli
—————————————————————————————-
Secondo il sindaco di Bologna, Virginio Merola, a Napoli “contro Equitalia sono scesi in piazza cittadini e camorra”
Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris gli risponde: “Manifestare insieme alla camorra non è abitudine delle cittadine e dei cittadini di Napoli.“
—————————————————————————————-
Ora, senza fare del campanilismo permaloso, possiamo subito dire che la camorra prova a infilarsi in ogni rivolta o disagio sociale, con un duplice scopo. Il primo è quello di radicare il proprio consenso presso i portatori di bisogni. Il secondo è quello di indurre i decisori pubblici a misure e a politiche utili agli interessi camorristici.
Detto questo, non si capisce perché la protesta sociale napoletana debba esaurirsi in questo unico aspetto, della possibile, e comunque parziale, corruzione camorristica. Le dinamiche di Equitalia sono un problema in territori ben più ricchi, perché non dovrebbero esserlo a Napoli?
Merola però vuol dire – giustamente – non approfittiamo degli abusi di Equitalia per legittimare l’evasione. Legittimazione che in questi ultimi anni è arrivata da fonti istituzionali molto autorevoli e da contesti imprenditoriali molto attivi, ma entrambi ben lontani da Napoli.
D’altra parte l’efficienza di Equitalia – il fine che ne giustifica i discutibilissimi mezzi – è un mito. Ad esempio, gli oneri per le notifiche delle cartelle pazze – cioè emesse per tributi non dovuti o già pagati – rappresentano un incremento delle entrate per Equitalia e per lo Stato, ma non hanno niente a che vedere con un sistema equo e progressivo di tassazione che dovrebbe esistere in un Paese civile.
Il nostro Merola – diventato sindaco a seguito delle dimissioni del predecessore Delbono (PD), accusato di pagarsi le vacanze con la fidanzata coi soldi della Regione Emilia Romagna di cui era vice presidente – ha perso un occasione per dire qualcosa di non scontato su Equitalia.
Se poi il Nostro volesse, in omaggio magari al fatto di essere nato in Campania, occuparsi di lotta alla camorra, avrebbe un bel da fare sul suo territorio, senza avventarsi in proiezioni imprecise a centinaia di km di distanza. Potrebbe ad esempio sostenere esperienze giornalistiche come quelle di Giovanni Tizian. Potrebbe seguire l’appello che il Procuratore Capo di Bologna, Roberto Alfonso, ha fatto anche ai Comuni dell’Emilia Romagna invitandoli a darsi una svegliata in tema di infiltrazioni camorristiche che taglieggiano l’economia della regione. Potrebbe soprattutto spiegare qualcosa di più su Hera la società partecipata del Comune di Bologna, rispondendo all’invito ufficiale che Giovanni Favia ha formalizzato in un ordine del giorno proposto al Consiglio comunale di Bologna e che riporto qui sotto:
Il Consiglio Comunale di Bologna
Premesso
Che HERA S.p.A è una “public utility” controllata, attraverso un patto di sindacato, da numerosi enti locali Emiliano Romagnoli tra cui il comune di Bologna
Che il Comune di Bologna è il maggiore azionista di Hera S.p.A. con una quota di azioni pari al 14,76 %
Che HERA S.p.A detiene il 100% di HERA COMM, la quale si occupa di vendita di gas ed energia elettrica
Che HERA COMM detiene il 50,01% di HERA COMM MEDITERRANEA la quale si occupa di produzione, acquisto, trasporto e vendita di energia.
Che il restante 49,99% di HERA COMM MEDITERRANEA è detenuto dalla società S.C.R. s.r.l. con capitale coperto da segreto fiduciario e scelta senza gara ad evidenza pubblica, in netto contrasto con le norme antimafia e del codice dei contratti pubblici
Che all’interno del C.d.A di HERA COMM MEDITERRANEA siede, come rappresentante della S.C.R. l’imprenditore Giovanni Cosentino
Considerato Che HERA SPA grazie ad HERA COMM MEDITERRANEA vede entrare all’interno delle sue casse decine di milioni di Euro.
Che HERA SPA si è dotata di un codice etico che le proibisce comportamenti opportunistici contrari dell’organizzazione o all’etica sociale
Che nel 1997 la prefettura di Caserta ha negato la certificazione antimafia alle società all’interno delle quali sedeva Giovanni Cosentino
Che la famiglia Cosentino è accusata da diversi pentiti di avere legami con la criminalità organizzata, specie con il clan dei Casalesi
Invita
Il Sindaco, di concerto con gli altri soci all’interno del patto di sindacato, ad adoperarsi affinchè persone delle quali non può essere garantita l’onestà e l’estraneità al mondo della camorra, non siedano all’interno di società partecipate dal comune di Bologna
firmato Giovanni Favia
——————————————————————————————————
La risposta del Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, alla dichiarazione di Merola
“Manifestare insieme alla camorra non è abitudine delle cittadine e dei cittadini di Napoli. Mi auguro che il pensiero del sindaco di Bologna Merola sia stato travisato. Lo dico perchè il momento nazionale è già profondamente delicato ed il clima particolarmente esasperato. Sostengo, invece, la condanna che in queste ore si sta alzando verso ogni forma di violenza. Anche il sano conflitto sociale, che non va criminalizzato, deve sempre esercitarsi nell’orizzonte della democrazia e della non violenza”. Lo afferma in una nota il sindaco di Napoli Luigi de Magistris il 15 maggio 2012 (fonte: Ufficio Stampa del Consiglio Comunale di Napoli)
“Manifestare insieme alla camorra non è abitudine delle cittadine e dei cittadini di Napoli. Mi auguro che il pensiero del sindaco di Bologna Merola sia stato travisato. Lo dico perchè il momento nazionale è già profondamente delicato ed il clima particolarmente esasperato. Sostengo, invece, la condanna che in queste ore si sta alzando verso ogni forma di violenza. Anche il sano conflitto sociale, che non va criminalizzato, deve sempre esercitarsi nell’orizzonte della democrazia e della non violenza”. Lo afferma in una nota il sindaco di Napoli Luigi de Magistris il 15 maggio 2012 (fonte: Ufficio Stampa del Consiglio Comunale di Napoli)
Fonte: Partito del Sud – Napoli
.
Ivan Esposito, Partito del Sud – Napoli
—————————————————————————————-
Secondo il sindaco di Bologna, Virginio Merola, a Napoli “contro Equitalia sono scesi in piazza cittadini e camorra”
Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris gli risponde: “Manifestare insieme alla camorra non è abitudine delle cittadine e dei cittadini di Napoli.“
—————————————————————————————-
Ora, senza fare del campanilismo permaloso, possiamo subito dire che la camorra prova a infilarsi in ogni rivolta o disagio sociale, con un duplice scopo. Il primo è quello di radicare il proprio consenso presso i portatori di bisogni. Il secondo è quello di indurre i decisori pubblici a misure e a politiche utili agli interessi camorristici.
Detto questo, non si capisce perché la protesta sociale napoletana debba esaurirsi in questo unico aspetto, della possibile, e comunque parziale, corruzione camorristica. Le dinamiche di Equitalia sono un problema in territori ben più ricchi, perché non dovrebbero esserlo a Napoli?
Merola però vuol dire – giustamente – non approfittiamo degli abusi di Equitalia per legittimare l’evasione. Legittimazione che in questi ultimi anni è arrivata da fonti istituzionali molto autorevoli e da contesti imprenditoriali molto attivi, ma entrambi ben lontani da Napoli.
D’altra parte l’efficienza di Equitalia – il fine che ne giustifica i discutibilissimi mezzi – è un mito. Ad esempio, gli oneri per le notifiche delle cartelle pazze – cioè emesse per tributi non dovuti o già pagati – rappresentano un incremento delle entrate per Equitalia e per lo Stato, ma non hanno niente a che vedere con un sistema equo e progressivo di tassazione che dovrebbe esistere in un Paese civile.
Il nostro Merola – diventato sindaco a seguito delle dimissioni del predecessore Delbono (PD), accusato di pagarsi le vacanze con la fidanzata coi soldi della Regione Emilia Romagna di cui era vice presidente – ha perso un occasione per dire qualcosa di non scontato su Equitalia.
Se poi il Nostro volesse, in omaggio magari al fatto di essere nato in Campania, occuparsi di lotta alla camorra, avrebbe un bel da fare sul suo territorio, senza avventarsi in proiezioni imprecise a centinaia di km di distanza. Potrebbe ad esempio sostenere esperienze giornalistiche come quelle di Giovanni Tizian. Potrebbe seguire l’appello che il Procuratore Capo di Bologna, Roberto Alfonso, ha fatto anche ai Comuni dell’Emilia Romagna invitandoli a darsi una svegliata in tema di infiltrazioni camorristiche che taglieggiano l’economia della regione. Potrebbe soprattutto spiegare qualcosa di più su Hera la società partecipata del Comune di Bologna, rispondendo all’invito ufficiale che Giovanni Favia ha formalizzato in un ordine del giorno proposto al Consiglio comunale di Bologna e che riporto qui sotto:
Il Consiglio Comunale di Bologna
Premesso
Che HERA S.p.A è una “public utility” controllata, attraverso un patto di sindacato, da numerosi enti locali Emiliano Romagnoli tra cui il comune di Bologna
Che il Comune di Bologna è il maggiore azionista di Hera S.p.A. con una quota di azioni pari al 14,76 %
Che HERA S.p.A detiene il 100% di HERA COMM, la quale si occupa di vendita di gas ed energia elettrica
Che HERA COMM detiene il 50,01% di HERA COMM MEDITERRANEA la quale si occupa di produzione, acquisto, trasporto e vendita di energia.
Che il restante 49,99% di HERA COMM MEDITERRANEA è detenuto dalla società S.C.R. s.r.l. con capitale coperto da segreto fiduciario e scelta senza gara ad evidenza pubblica, in netto contrasto con le norme antimafia e del codice dei contratti pubblici
Che all’interno del C.d.A di HERA COMM MEDITERRANEA siede, come rappresentante della S.C.R. l’imprenditore Giovanni Cosentino
Considerato Che HERA SPA grazie ad HERA COMM MEDITERRANEA vede entrare all’interno delle sue casse decine di milioni di Euro.
Che HERA SPA si è dotata di un codice etico che le proibisce comportamenti opportunistici contrari dell’organizzazione o all’etica sociale
Che nel 1997 la prefettura di Caserta ha negato la certificazione antimafia alle società all’interno delle quali sedeva Giovanni Cosentino
Che la famiglia Cosentino è accusata da diversi pentiti di avere legami con la criminalità organizzata, specie con il clan dei Casalesi
Invita
Il Sindaco, di concerto con gli altri soci all’interno del patto di sindacato, ad adoperarsi affinchè persone delle quali non può essere garantita l’onestà e l’estraneità al mondo della camorra, non siedano all’interno di società partecipate dal comune di Bologna
firmato Giovanni Favia
——————————————————————————————————
La risposta del Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, alla dichiarazione di Merola
“Manifestare insieme alla camorra non è abitudine delle cittadine e dei cittadini di Napoli. Mi auguro che il pensiero del sindaco di Bologna Merola sia stato travisato. Lo dico perchè il momento nazionale è già profondamente delicato ed il clima particolarmente esasperato. Sostengo, invece, la condanna che in queste ore si sta alzando verso ogni forma di violenza. Anche il sano conflitto sociale, che non va criminalizzato, deve sempre esercitarsi nell’orizzonte della democrazia e della non violenza”. Lo afferma in una nota il sindaco di Napoli Luigi de Magistris il 15 maggio 2012 (fonte: Ufficio Stampa del Consiglio Comunale di Napoli)
“Manifestare insieme alla camorra non è abitudine delle cittadine e dei cittadini di Napoli. Mi auguro che il pensiero del sindaco di Bologna Merola sia stato travisato. Lo dico perchè il momento nazionale è già profondamente delicato ed il clima particolarmente esasperato. Sostengo, invece, la condanna che in queste ore si sta alzando verso ogni forma di violenza. Anche il sano conflitto sociale, che non va criminalizzato, deve sempre esercitarsi nell’orizzonte della democrazia e della non violenza”. Lo afferma in una nota il sindaco di Napoli Luigi de Magistris il 15 maggio 2012 (fonte: Ufficio Stampa del Consiglio Comunale di Napoli)
Fonte: Partito del Sud – Napoli
.
Dalla locomotiva padana...alla locomotiva tedesca!
Di Enzo Riccio
Fonte: Partito del Sud - Roma
Trovo abbastanza paradossale la situazione italiana oggi, all'epoca del governo tecnico e della rincorsa ai parametri che "ce li chiede l'Europa". Il Premier Monti ultimamente ha detto che non è che ce lo chiede l'Europa ma a noi conviene la disciplina del rigore e quindi dobbiamo rimanere agganciati alla "locomotiva tedesca", obbedendo ai diktat della Merkel. Conviene a chi???
Ricordo l'eco di discorsi di non molti anni fa, qualcuno ancora ha il coraggio di farli oggi, che al Sud conveniva rimanere agganciati alla locomotiva del Nord ed accontentarsi dello sviluppo prima al Centro-Nord che poi avrebbe "trainato" il resto del paese. Questo il motivo di decenni di politiche economiche sbagliate per il Mezzogiorno, prima del Regno d'Italia e poi della Repubblica con il mito o meglio il dogma che se il benessere arrivava prima al Nord poi arrivava, prima o poi, anche al Sud. Questo fu uno dei motivi, o almeno una delle scusanti, per il quale si decise il decollo dell'industria italiana al Nord con la nascita del famoso triangolo industriale TO-GE-MI alla fine dell' '800 a costo del sacrificio anche dell'agricoltura del Sud con la famosa guerra doganale con la Francia, e questo dopo aver massacrato la nascente industria meridionale, con casi emblematici come Pietrarsa (che al momento dell'unità o meglio della "malaunità" del 1861) era molto più grande ed importante dell'Ansaldo di Genova.
Fu per questo che si continuò a foraggiare l'industria settentrionale nel '900 e solo qualche meridionalista come Nitti o Salvemini denunciò la creazione della "questione meridionale" e dell'inizio del divario Nord-Sud (che prima della malaunità non esisteva e fino al 1880 era rimasto trascurabile vedi il famoso articolo del CNR a cura di Malanima-Daniele sul PIL pro capite del Centro-Nord e del Sud) come inevitabile conseguenza dello sviluppo industriale al Nord e della necessità di un mercato coloniale al Sud. Anche il fascismo non fece nulla per riequilibrare il divario creatosi anzi lo aumentò, nonostante la politica delle grandi opere con alcuni esempi anche al Sud, bonifiche agro pontino e acquedotto pugliese compresi.
Altra beffa nel dopoguerra con i soldi del Piano Marshall spesi al 90% al Nord. con il Sud rimasto quasi all'asciutto nonostante avesse subito i danni più ingenti dai bombardamenti prima degli alleati e poi dei tedeschi in ritirata verso il ....
Solo negli anni '50-'60 e nella prima fase della famigerata Cassa del Mezzogiorno ci fu una diminuizione del divario, con una crescita di cui beneficiò soprattutto il centro-nord, erano gli anni del boom economico italiano, ma anche il Sud che uscì finalmente dalla miseria del dopoguerra. La crisi petrolifera degli anni '70 e la degenerazione della spesa al Sud che divenne in prevalenza clientelare, coi noti meccanismi di frammentazione, di spesa "a pioggia" ed a beneficio assoluto delle aziende settentrionali che venivano a prendere i contributi al Sud, interrompe questa breve parentesi positiva e da allora si ricomincia a parlare di "Sud palla al piede".
Dopo tutti questi anni, quasi a riprova dei corsi e ricorsi di vichiana memoria, la storia sembra ripetersi con l'Italia calata nel ruolo del Sud ed il Nord che assume le sembianze della Germania, con il suo mito di efficienza, etica del lavoro luterana ed il suo dettar legge all'intera Europa, costruzione economica ma non politica...unico paese con un'unica moneta ma con con diverse politiche fiscali e sociali, senza sovranità monetaria e quindi ovviamente destinato a fallire nel medio termine se non si cambia decisamente rotta.
Al Sud non conviene più guardare al Nord commettendo lo stesso errore del passato che lo ha fatto diventare "nord mancato" e "palla al piede", bisogna tornare a guardare al Mediterraneo con le sue sponde africane e mediorientali, lì dov'e' nata la civiltà europea e dove deve per forza rinascere per motivi demografici e di affinità culturali. Basta con il modello capitalista imposto dal Nord, che sia un nord padano o sassone, riprendiamoci la nostra cultura, il nostro tempo, la nostra economia sostenibile ed i nostri modelli.
Concludo quindi con una citazione del "pensiero meridiano" di Franco Cassano che per me è una perfetta sintesi di quello che dovrebbe essere il nuovo pensiero meridionalista che, per il riscatto del Sud, deve proporre un modo di difendere le nostre tradizioni, un nuovo modello di società e di sviluppo, agli antipodi del modello leghista:
"Occorre ridare al Sud l'antica dignità di soggetto di pensiero, interrompendo una lunga sequenza in cui esso è stato pensato solo da altri....Pensiero meridiano è quel pensiero che si inizia a sentir dentro laddove inizia il mare, quando la riva interrompe gli integralismi della terra (in primis quello dell'economia e dello sviluppo), quando si scopre che il confine non è un luogo dove il mondo finisce, ma quello dove i diversi si toccano e la partita del rapporto con l'altro diventa difficile e vera. Il pensiero meridiano infatti è nato proprio nel Mediterraneo, sulle coste della Grecia, con l'apertura della cultura greca ai discorsi in contrasto, ai dissoi logoi".
Di Enzo Riccio
Fonte: Partito del Sud - Roma
Trovo abbastanza paradossale la situazione italiana oggi, all'epoca del governo tecnico e della rincorsa ai parametri che "ce li chiede l'Europa". Il Premier Monti ultimamente ha detto che non è che ce lo chiede l'Europa ma a noi conviene la disciplina del rigore e quindi dobbiamo rimanere agganciati alla "locomotiva tedesca", obbedendo ai diktat della Merkel. Conviene a chi???
Ricordo l'eco di discorsi di non molti anni fa, qualcuno ancora ha il coraggio di farli oggi, che al Sud conveniva rimanere agganciati alla locomotiva del Nord ed accontentarsi dello sviluppo prima al Centro-Nord che poi avrebbe "trainato" il resto del paese. Questo il motivo di decenni di politiche economiche sbagliate per il Mezzogiorno, prima del Regno d'Italia e poi della Repubblica con il mito o meglio il dogma che se il benessere arrivava prima al Nord poi arrivava, prima o poi, anche al Sud. Questo fu uno dei motivi, o almeno una delle scusanti, per il quale si decise il decollo dell'industria italiana al Nord con la nascita del famoso triangolo industriale TO-GE-MI alla fine dell' '800 a costo del sacrificio anche dell'agricoltura del Sud con la famosa guerra doganale con la Francia, e questo dopo aver massacrato la nascente industria meridionale, con casi emblematici come Pietrarsa (che al momento dell'unità o meglio della "malaunità" del 1861) era molto più grande ed importante dell'Ansaldo di Genova.
Fu per questo che si continuò a foraggiare l'industria settentrionale nel '900 e solo qualche meridionalista come Nitti o Salvemini denunciò la creazione della "questione meridionale" e dell'inizio del divario Nord-Sud (che prima della malaunità non esisteva e fino al 1880 era rimasto trascurabile vedi il famoso articolo del CNR a cura di Malanima-Daniele sul PIL pro capite del Centro-Nord e del Sud) come inevitabile conseguenza dello sviluppo industriale al Nord e della necessità di un mercato coloniale al Sud. Anche il fascismo non fece nulla per riequilibrare il divario creatosi anzi lo aumentò, nonostante la politica delle grandi opere con alcuni esempi anche al Sud, bonifiche agro pontino e acquedotto pugliese compresi.
Altra beffa nel dopoguerra con i soldi del Piano Marshall spesi al 90% al Nord. con il Sud rimasto quasi all'asciutto nonostante avesse subito i danni più ingenti dai bombardamenti prima degli alleati e poi dei tedeschi in ritirata verso il ....
Solo negli anni '50-'60 e nella prima fase della famigerata Cassa del Mezzogiorno ci fu una diminuizione del divario, con una crescita di cui beneficiò soprattutto il centro-nord, erano gli anni del boom economico italiano, ma anche il Sud che uscì finalmente dalla miseria del dopoguerra. La crisi petrolifera degli anni '70 e la degenerazione della spesa al Sud che divenne in prevalenza clientelare, coi noti meccanismi di frammentazione, di spesa "a pioggia" ed a beneficio assoluto delle aziende settentrionali che venivano a prendere i contributi al Sud, interrompe questa breve parentesi positiva e da allora si ricomincia a parlare di "Sud palla al piede".
Dopo tutti questi anni, quasi a riprova dei corsi e ricorsi di vichiana memoria, la storia sembra ripetersi con l'Italia calata nel ruolo del Sud ed il Nord che assume le sembianze della Germania, con il suo mito di efficienza, etica del lavoro luterana ed il suo dettar legge all'intera Europa, costruzione economica ma non politica...unico paese con un'unica moneta ma con con diverse politiche fiscali e sociali, senza sovranità monetaria e quindi ovviamente destinato a fallire nel medio termine se non si cambia decisamente rotta.
Al Sud non conviene più guardare al Nord commettendo lo stesso errore del passato che lo ha fatto diventare "nord mancato" e "palla al piede", bisogna tornare a guardare al Mediterraneo con le sue sponde africane e mediorientali, lì dov'e' nata la civiltà europea e dove deve per forza rinascere per motivi demografici e di affinità culturali. Basta con il modello capitalista imposto dal Nord, che sia un nord padano o sassone, riprendiamoci la nostra cultura, il nostro tempo, la nostra economia sostenibile ed i nostri modelli.
Concludo quindi con una citazione del "pensiero meridiano" di Franco Cassano che per me è una perfetta sintesi di quello che dovrebbe essere il nuovo pensiero meridionalista che, per il riscatto del Sud, deve proporre un modo di difendere le nostre tradizioni, un nuovo modello di società e di sviluppo, agli antipodi del modello leghista:
"Occorre ridare al Sud l'antica dignità di soggetto di pensiero, interrompendo una lunga sequenza in cui esso è stato pensato solo da altri....Pensiero meridiano è quel pensiero che si inizia a sentir dentro laddove inizia il mare, quando la riva interrompe gli integralismi della terra (in primis quello dell'economia e dello sviluppo), quando si scopre che il confine non è un luogo dove il mondo finisce, ma quello dove i diversi si toccano e la partita del rapporto con l'altro diventa difficile e vera. Il pensiero meridiano infatti è nato proprio nel Mediterraneo, sulle coste della Grecia, con l'apertura della cultura greca ai discorsi in contrasto, ai dissoi logoi".
Abboniamoci a "Cronache Meridionali" !
Un invito forte a tutti gli iscritti del Partito del Sud e ai meridionalisti onesti intellettualmente che si rifanno alle lezioni di Gramsci, Salvemini, Dorso per contribuire al sostegno e rilancio d'una rivista prestigiosa con grandi firme, riportata in vita da Aldo Vella e utile come strumento d'analisi, critica e propositività per il riscatto del Sud!
per abbonarsi : carlo capezzuto
tel 333 960 34 93
periodico trimestrale
abbonamento 6 numeri euro 50
costo a copia euro 10
.
Un invito forte a tutti gli iscritti del Partito del Sud e ai meridionalisti onesti intellettualmente che si rifanno alle lezioni di Gramsci, Salvemini, Dorso per contribuire al sostegno e rilancio d'una rivista prestigiosa con grandi firme, riportata in vita da Aldo Vella e utile come strumento d'analisi, critica e propositività per il riscatto del Sud!
per abbonarsi : carlo capezzuto
tel 333 960 34 93
periodico trimestrale
abbonamento 6 numeri euro 50
costo a copia euro 10
.
mercoledì 16 maggio 2012
GAETA BALLOTTAGGIO: lL 20-21 MAGGIO TUTTI PER RAIMONDI
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=xtlflHadkB8
Raimondi è uno dei migliori sindaci d'Italia. In cinque anni ha portato il bilancio a pareggio;Ha firmato il protocollo Eni, ritorneranno alla giurisdizione cittadina 25 ettari di terreno occupato oggi dai serbatoi inutilizzati dell'Agip, vi nasceranno una cinquantina di aziende produttive e la città dello sport; sono stati approvati dal consiglio comunale l'ampliamento della base nautica di ben 25 mila mq; la nascita del secondo porto turistico della città, il Marina di Gaeta. Si stanno mettendo a posto la Darsena di Montesecco e il Molo di Santa Maria; si sono stabilizzati i canbtieri navali, prima abusivi; si sono stabilizzati 61 precari; sono stati rifatti 84 marciapiedi, ville, villette con arredo urbano. Ecc ecc ecc....
.
Leggi tutto »
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=xtlflHadkB8
Raimondi è uno dei migliori sindaci d'Italia. In cinque anni ha portato il bilancio a pareggio;Ha firmato il protocollo Eni, ritorneranno alla giurisdizione cittadina 25 ettari di terreno occupato oggi dai serbatoi inutilizzati dell'Agip, vi nasceranno una cinquantina di aziende produttive e la città dello sport; sono stati approvati dal consiglio comunale l'ampliamento della base nautica di ben 25 mila mq; la nascita del secondo porto turistico della città, il Marina di Gaeta. Si stanno mettendo a posto la Darsena di Montesecco e il Molo di Santa Maria; si sono stabilizzati i canbtieri navali, prima abusivi; si sono stabilizzati 61 precari; sono stati rifatti 84 marciapiedi, ville, villette con arredo urbano. Ecc ecc ecc....
.
Le risorse del Piano Sud? Barca: Tutte vincolate. Erano già del Meridione
I fondi utilizzati per il Piano Sud sono vincolati. E’ quanto rivela il ministro della coesione territoriale Fabrizio Barca (nella foto) a margine di un incontro istituzionale organizzato ieri a Gorizia. “Chi in queste ore polemizza – dice il membro dell’Esecutivo – non ha letto i numeri, i soldi utilizzati appartenevano già alle regioni meridionali”. A detta di Barca i soldi investiti, 2,3 miliardi di euro, “fanno parte di una quota delle risorse comunitarie che Bruxelles ha destinato al Mezzogiorno e che gli enti Regione di quest’area del Paese non stavano utilizzando”. L’azione del Governo, di conseguenza, ha evitato il disimpegno delle risorse. “Le abbiamo riassegnate ad altre destinazioni – chiosa Barca – evitando così di perderli, però vorrei fosse chiaro il fatto che questi soldi potevano essere utilizzati solo per interventi a beneficio del Mezzogiorno”. Il ministro va anche oltre, annunciando che il Piano Sud “toglie fondi alle consulenze, ai grandi eventi e alle destinazioni oscure per assegnarli alla cura dei bambini e degli anziani”.
POLEMICHE DAL NORD
Eppure in queste ore si leva più di una voce polemica dal Nord, dove il refrain populista ripropone lo schema dei soldi tolti alla parte considerata virtuosa del Paese e indirizzati a politiche di assistenzialismo. “Se fossi un cittadino del Nord – dice Barca – andrei a guardarmi i conti delle Regioni di quest’area, visto che usano male i fondi comunitari”. Il ministro della coesione territoriale, parlando di risorse pubbliche e Sud, affronta pure l’argomento dell’Imu e della tassazione sulla prima casa. “E’ stata reintrodotta un’imposta che già esisteva e che esiste in tutto il mondo, eliminando di fatto un’anomalia tutta italiana”. Quella stessa anomalia che sta nelle centinaia di tasse presenti solo in questo Paese e in nessun’altra parte del globo. “L’alternativa all’Imu – conclude Barca – sarebbe stata tassare il lavoro o aumentare l’Irap”. E tagliare gli sprechi no?
En. Sen.
Eppure in queste ore si leva più di una voce polemica dal Nord, dove il refrain populista ripropone lo schema dei soldi tolti alla parte considerata virtuosa del Paese e indirizzati a politiche di assistenzialismo. “Se fossi un cittadino del Nord – dice Barca – andrei a guardarmi i conti delle Regioni di quest’area, visto che usano male i fondi comunitari”. Il ministro della coesione territoriale, parlando di risorse pubbliche e Sud, affronta pure l’argomento dell’Imu e della tassazione sulla prima casa. “E’ stata reintrodotta un’imposta che già esisteva e che esiste in tutto il mondo, eliminando di fatto un’anomalia tutta italiana”. Quella stessa anomalia che sta nelle centinaia di tasse presenti solo in questo Paese e in nessun’altra parte del globo. “L’alternativa all’Imu – conclude Barca – sarebbe stata tassare il lavoro o aumentare l’Irap”. E tagliare gli sprechi no?
En. Sen.
Più di 740 milioni per lo sviluppo delle imprese
Inclusione sociale 845 milioni
• Cura dell’infanzia 400 milioni
• Cura degli anziani non auto-sufficienti 330 milioni
• Dispersione scolastica 77 milioni
• Progetti promossi da giovani del privato sociale 38 milioni
Sviluppo 1.4 miliardi
• Autoimpiego e autoimprenditorialita 50 milioni
• Apprendistato e uscita da neet 50 milioni
• Promozione studio/ricerca nelle Università 5,3 milioni
• Promozione sviluppo imprese, e ricerca 740,7 milioni
• Promozione innovazione via domanda pubblica 150 milioni
• Valorizzazione aree di attrazione culturale 330 milioni
• Riduzione tempi giustizia civile 4,4 milioni
• Interventi efficienza energetica aree urbane e naturali 168 milioni
• Cura dell’infanzia 400 milioni
• Cura degli anziani non auto-sufficienti 330 milioni
• Dispersione scolastica 77 milioni
• Progetti promossi da giovani del privato sociale 38 milioni
Sviluppo 1.4 miliardi
• Autoimpiego e autoimprenditorialita 50 milioni
• Apprendistato e uscita da neet 50 milioni
• Promozione studio/ricerca nelle Università 5,3 milioni
• Promozione sviluppo imprese, e ricerca 740,7 milioni
• Promozione innovazione via domanda pubblica 150 milioni
• Valorizzazione aree di attrazione culturale 330 milioni
• Riduzione tempi giustizia civile 4,4 milioni
• Interventi efficienza energetica aree urbane e naturali 168 milioni
Fonte: Il Denaro
.
I fondi utilizzati per il Piano Sud sono vincolati. E’ quanto rivela il ministro della coesione territoriale Fabrizio Barca (nella foto) a margine di un incontro istituzionale organizzato ieri a Gorizia. “Chi in queste ore polemizza – dice il membro dell’Esecutivo – non ha letto i numeri, i soldi utilizzati appartenevano già alle regioni meridionali”. A detta di Barca i soldi investiti, 2,3 miliardi di euro, “fanno parte di una quota delle risorse comunitarie che Bruxelles ha destinato al Mezzogiorno e che gli enti Regione di quest’area del Paese non stavano utilizzando”. L’azione del Governo, di conseguenza, ha evitato il disimpegno delle risorse. “Le abbiamo riassegnate ad altre destinazioni – chiosa Barca – evitando così di perderli, però vorrei fosse chiaro il fatto che questi soldi potevano essere utilizzati solo per interventi a beneficio del Mezzogiorno”. Il ministro va anche oltre, annunciando che il Piano Sud “toglie fondi alle consulenze, ai grandi eventi e alle destinazioni oscure per assegnarli alla cura dei bambini e degli anziani”.
POLEMICHE DAL NORD
Eppure in queste ore si leva più di una voce polemica dal Nord, dove il refrain populista ripropone lo schema dei soldi tolti alla parte considerata virtuosa del Paese e indirizzati a politiche di assistenzialismo. “Se fossi un cittadino del Nord – dice Barca – andrei a guardarmi i conti delle Regioni di quest’area, visto che usano male i fondi comunitari”. Il ministro della coesione territoriale, parlando di risorse pubbliche e Sud, affronta pure l’argomento dell’Imu e della tassazione sulla prima casa. “E’ stata reintrodotta un’imposta che già esisteva e che esiste in tutto il mondo, eliminando di fatto un’anomalia tutta italiana”. Quella stessa anomalia che sta nelle centinaia di tasse presenti solo in questo Paese e in nessun’altra parte del globo. “L’alternativa all’Imu – conclude Barca – sarebbe stata tassare il lavoro o aumentare l’Irap”. E tagliare gli sprechi no?
En. Sen.
Eppure in queste ore si leva più di una voce polemica dal Nord, dove il refrain populista ripropone lo schema dei soldi tolti alla parte considerata virtuosa del Paese e indirizzati a politiche di assistenzialismo. “Se fossi un cittadino del Nord – dice Barca – andrei a guardarmi i conti delle Regioni di quest’area, visto che usano male i fondi comunitari”. Il ministro della coesione territoriale, parlando di risorse pubbliche e Sud, affronta pure l’argomento dell’Imu e della tassazione sulla prima casa. “E’ stata reintrodotta un’imposta che già esisteva e che esiste in tutto il mondo, eliminando di fatto un’anomalia tutta italiana”. Quella stessa anomalia che sta nelle centinaia di tasse presenti solo in questo Paese e in nessun’altra parte del globo. “L’alternativa all’Imu – conclude Barca – sarebbe stata tassare il lavoro o aumentare l’Irap”. E tagliare gli sprechi no?
En. Sen.
Più di 740 milioni per lo sviluppo delle imprese
Inclusione sociale 845 milioni
• Cura dell’infanzia 400 milioni
• Cura degli anziani non auto-sufficienti 330 milioni
• Dispersione scolastica 77 milioni
• Progetti promossi da giovani del privato sociale 38 milioni
Sviluppo 1.4 miliardi
• Autoimpiego e autoimprenditorialita 50 milioni
• Apprendistato e uscita da neet 50 milioni
• Promozione studio/ricerca nelle Università 5,3 milioni
• Promozione sviluppo imprese, e ricerca 740,7 milioni
• Promozione innovazione via domanda pubblica 150 milioni
• Valorizzazione aree di attrazione culturale 330 milioni
• Riduzione tempi giustizia civile 4,4 milioni
• Interventi efficienza energetica aree urbane e naturali 168 milioni
• Cura dell’infanzia 400 milioni
• Cura degli anziani non auto-sufficienti 330 milioni
• Dispersione scolastica 77 milioni
• Progetti promossi da giovani del privato sociale 38 milioni
Sviluppo 1.4 miliardi
• Autoimpiego e autoimprenditorialita 50 milioni
• Apprendistato e uscita da neet 50 milioni
• Promozione studio/ricerca nelle Università 5,3 milioni
• Promozione sviluppo imprese, e ricerca 740,7 milioni
• Promozione innovazione via domanda pubblica 150 milioni
• Valorizzazione aree di attrazione culturale 330 milioni
• Riduzione tempi giustizia civile 4,4 milioni
• Interventi efficienza energetica aree urbane e naturali 168 milioni
Fonte: Il Denaro
.
Iscriviti a:
Post (Atom)




