lunedì 26 marzo 2012

ALDO VELLA, SAN GIORGIO E IL SUO RINASCIMENTO

A San Giorgio a Cremano si scaldano i motori per la tornata elettorale di maggio. Tra scissioni e dissidi di centro-destra e centro-sinistra spicca l’immagine pacata e cristallina dell’ex Sindaco della città di Massimo Troisi.

Giovedì scorso s’è tenuta al Club 1946, in Via Cavalli di Bronzo, la conferenza stampa del candidato a sindaco Aldo Vella. È un gradevole pomeriggio di primavera, si attende il candidato nel salottino all’aperto del locale prossimo ai giardini di Villa Vannucchi, nell’attesa, accoccolato al tepore dell’ultimo sole del giorno, attendo. Un po’ mi rincresce la puntualità dell’architetto di Lacedonia che invece non si fa attendere. All’interno del club si apre subito la presentazione del programma, per opera stessa di Aldo Vella, lo affiancano i candidati Francesco Menna e Tommasina La Rocca e il segretario nazionale del Partito del Sud, Andrea Balìa. Senza preamboli precostituiti, l’ex amministratore delinea la sua linea di pensiero. Potendolo sintetizzare: la cultura sopra tutto.

Sì perché per l’attivo Vella, con un intenso curriculum di politico ma anche di scrittore e giornalista, «La cultura è l’asse portante della politica stessa». Nei “sette punti capitali” del suo programma tutto è in funzione della cultura «… che genera gli altri sei …», la trasparenza, la vivibilità, lo sviluppo, la macchina comunale e la Città Vesuviana. Ma tornando alla cultura il candidato meridionalista sostiene: «A San Giorgio, prima e dopo Massimo Troisi, ci sono stati centinaia di operatori culturali che non hanno ritrovato rispondenza nelle loro proposte. Qui si consuma cultura di altri e non si incentiva la produzione culturale autoctona. Incentriamo quindi il nostro progetto culturale, la nostra campagna elettorale su questo tema perché da questo discende tutto il resto. Se vogliamo prendere ad esempio la trasparenza, proprio in questo campo, se non si è convinti di ciò che si dice, non si può convincere gli altri. Se vogliamo prendere poi ad esempio i servizi, non li si possono offrire al cittadino se non si guarda a questo come un essere umano, nello stesso spazio vitale in cui vive chi governa».

Aldo Vella si presenterà alle amministrative del 6-7 maggio con una lista civica, “Ricomincio da Vella” «forse la sola coalizione che non è appoggiata dai partiti tradizionali», appoggiata in primis dal
Partito del Sud che «nasce nel momento in cui gli altri hanno la loro decadenza.»

Segue Aldo Vella nella descrizione della sua compagine «Siamo un corpo, adesso elettorale, ma dopo le elezioni sarà un corpo politico e culturale. Con noi ci sono esponenti della società civile non impegnati mai in politica, la cui età media rasenta i trentatré anni (mi escludo per non alzare la media!). C’è da chiedersi allora perché dei giovani vengono da un settantunenne? Qualcuno di questi mi ha risposto: “perché ho bisogno di un riferimento e di una guida.” Non è vero quindi che i giovani vogliono fare per conto loro, vogliono essere autonomi a tutti i costi e si vogliono scrollare di dosso le vecchie generazioni».

«Noi abbiamo invece la colpa di non aver fatto apprendistato per questi giovani, di non aver dato un esempio, anche morale. Abbiamo fatto crescere una generazione di ventenni e di trentenni che si sono impegnati in politica e hanno preso gli stessi vizi dei padri, che siamo noi! Per cui io non riconosco i giovani esponenti degli attuali partiti, non li riconosco come gli elementi giovanili che servono alla politica e al suo rinnovamento. Preferiamo chi è maggiormente disposto ad accettare chi ha memoria come noi e vuole trasmettere questa memoria, questa esperienza, niente di più. Pensate forse che io possa avere una vita politica decennale? Non lo penso affatto, pensavo infatti di aver chiuso! Ma un intellettuale che è abituato a vedere a trecentosessanta gradi, vede anche i mali della politica, vede anche un disfacimento generazionale, vede che non c’è futuro, non c’è ricambio e quello che c’è è la copia esatta dei padri! Così come anche qualche impegno femminile è recuperato sul maschilismo! Tradotto in termini falsamente femminili!».

Devo dire che non sempre ho sentito parole tanto estranee al lessico dell’attuale politica e decido quindi di approfondire l’argomento.

Architetto, stasera ho ascoltato dei concetti che a mio parere sono in controtendenza rispetto agli stilemi politici normalmente in voga, come ad esempio il suo discorso sulla partecipazione giovanile, tanto decantata ma poi poco applicata. Non ho sentito quegli slogan che normalmente circolano in questi contesti, ma essendo abituati a tanta retorica non pensa che quest’atteggiamento possa crearle delle difficoltà per la sua novità?
«Lo slogan è astrazione, quando invece uno si trova davanti a una persona reale e ha un rapporto diretto con questa …»

Come avviene questo contatto diretto con le persone?
«Le domeniche abbiamo dei gazebo nelle varie piazze cittadine e poi nei giorni infrasettimanali ci muoviamo nel nostro camper, noi abbiamo il comitato elettorale mobile, nel camper! E poi io cammino sempre a piedi e devo per forza incontrare le persone!»

Decido poi di fare una domanda più maliziosa. Su ilmediano.it sono state riportate le seguenti dichiarazioni, di un suo antagonista, Renato Carcatella: “Vogliamo mettere in primo piano il Premio Troisi ” e “Piazza Troisi deve diventare un luogo vivo”. Come suonano queste parole alle orecchie di chi ha creato tale premio e cambiato il nome alla piazza?
«Non è difficile creare un nuovo Premio Troisi migliore di questo, così come non è difficile creare una piazza più pulita dell’attuale Piazza Troisi.»

Tutto sommato, menzionando queste idee, in un certo modo, gliene si da’ atto della loro bontà …
«Non se ne può fare a meno».

Un’ultima cosa. Cos’è mancato per compattare la sinistra?
«Non è in campagna elettorale che si sciolgono nodi tanto ingarbugliati. L’impossibilità di svolgere azione democratica e dibattito all’interno della sinistra, sia quella del PD sia da parte della Federazione delle Sinistre ha fatto sì che ci fosse una trasfusione nella mia lista di piccoli gruppi di scontenti e non sono certo io la causa della crisi dei partiti.»

Era a Renato Carcatella che alludeva a riguardo di una certa baldanza giovanile?
«Là c’è la somma dell’età del padre e del figlio, che è superiore anche alla mia!»

Autore: Ciro Teodonno

Fonte: Il Mediano

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A San Giorgio a Cremano si scaldano i motori per la tornata elettorale di maggio. Tra scissioni e dissidi di centro-destra e centro-sinistra spicca l’immagine pacata e cristallina dell’ex Sindaco della città di Massimo Troisi.

Giovedì scorso s’è tenuta al Club 1946, in Via Cavalli di Bronzo, la conferenza stampa del candidato a sindaco Aldo Vella. È un gradevole pomeriggio di primavera, si attende il candidato nel salottino all’aperto del locale prossimo ai giardini di Villa Vannucchi, nell’attesa, accoccolato al tepore dell’ultimo sole del giorno, attendo. Un po’ mi rincresce la puntualità dell’architetto di Lacedonia che invece non si fa attendere. All’interno del club si apre subito la presentazione del programma, per opera stessa di Aldo Vella, lo affiancano i candidati Francesco Menna e Tommasina La Rocca e il segretario nazionale del Partito del Sud, Andrea Balìa. Senza preamboli precostituiti, l’ex amministratore delinea la sua linea di pensiero. Potendolo sintetizzare: la cultura sopra tutto.

Sì perché per l’attivo Vella, con un intenso curriculum di politico ma anche di scrittore e giornalista, «La cultura è l’asse portante della politica stessa». Nei “sette punti capitali” del suo programma tutto è in funzione della cultura «… che genera gli altri sei …», la trasparenza, la vivibilità, lo sviluppo, la macchina comunale e la Città Vesuviana. Ma tornando alla cultura il candidato meridionalista sostiene: «A San Giorgio, prima e dopo Massimo Troisi, ci sono stati centinaia di operatori culturali che non hanno ritrovato rispondenza nelle loro proposte. Qui si consuma cultura di altri e non si incentiva la produzione culturale autoctona. Incentriamo quindi il nostro progetto culturale, la nostra campagna elettorale su questo tema perché da questo discende tutto il resto. Se vogliamo prendere ad esempio la trasparenza, proprio in questo campo, se non si è convinti di ciò che si dice, non si può convincere gli altri. Se vogliamo prendere poi ad esempio i servizi, non li si possono offrire al cittadino se non si guarda a questo come un essere umano, nello stesso spazio vitale in cui vive chi governa».

Aldo Vella si presenterà alle amministrative del 6-7 maggio con una lista civica, “Ricomincio da Vella” «forse la sola coalizione che non è appoggiata dai partiti tradizionali», appoggiata in primis dal
Partito del Sud che «nasce nel momento in cui gli altri hanno la loro decadenza.»

Segue Aldo Vella nella descrizione della sua compagine «Siamo un corpo, adesso elettorale, ma dopo le elezioni sarà un corpo politico e culturale. Con noi ci sono esponenti della società civile non impegnati mai in politica, la cui età media rasenta i trentatré anni (mi escludo per non alzare la media!). C’è da chiedersi allora perché dei giovani vengono da un settantunenne? Qualcuno di questi mi ha risposto: “perché ho bisogno di un riferimento e di una guida.” Non è vero quindi che i giovani vogliono fare per conto loro, vogliono essere autonomi a tutti i costi e si vogliono scrollare di dosso le vecchie generazioni».

«Noi abbiamo invece la colpa di non aver fatto apprendistato per questi giovani, di non aver dato un esempio, anche morale. Abbiamo fatto crescere una generazione di ventenni e di trentenni che si sono impegnati in politica e hanno preso gli stessi vizi dei padri, che siamo noi! Per cui io non riconosco i giovani esponenti degli attuali partiti, non li riconosco come gli elementi giovanili che servono alla politica e al suo rinnovamento. Preferiamo chi è maggiormente disposto ad accettare chi ha memoria come noi e vuole trasmettere questa memoria, questa esperienza, niente di più. Pensate forse che io possa avere una vita politica decennale? Non lo penso affatto, pensavo infatti di aver chiuso! Ma un intellettuale che è abituato a vedere a trecentosessanta gradi, vede anche i mali della politica, vede anche un disfacimento generazionale, vede che non c’è futuro, non c’è ricambio e quello che c’è è la copia esatta dei padri! Così come anche qualche impegno femminile è recuperato sul maschilismo! Tradotto in termini falsamente femminili!».

Devo dire che non sempre ho sentito parole tanto estranee al lessico dell’attuale politica e decido quindi di approfondire l’argomento.

Architetto, stasera ho ascoltato dei concetti che a mio parere sono in controtendenza rispetto agli stilemi politici normalmente in voga, come ad esempio il suo discorso sulla partecipazione giovanile, tanto decantata ma poi poco applicata. Non ho sentito quegli slogan che normalmente circolano in questi contesti, ma essendo abituati a tanta retorica non pensa che quest’atteggiamento possa crearle delle difficoltà per la sua novità?
«Lo slogan è astrazione, quando invece uno si trova davanti a una persona reale e ha un rapporto diretto con questa …»

Come avviene questo contatto diretto con le persone?
«Le domeniche abbiamo dei gazebo nelle varie piazze cittadine e poi nei giorni infrasettimanali ci muoviamo nel nostro camper, noi abbiamo il comitato elettorale mobile, nel camper! E poi io cammino sempre a piedi e devo per forza incontrare le persone!»

Decido poi di fare una domanda più maliziosa. Su ilmediano.it sono state riportate le seguenti dichiarazioni, di un suo antagonista, Renato Carcatella: “Vogliamo mettere in primo piano il Premio Troisi ” e “Piazza Troisi deve diventare un luogo vivo”. Come suonano queste parole alle orecchie di chi ha creato tale premio e cambiato il nome alla piazza?
«Non è difficile creare un nuovo Premio Troisi migliore di questo, così come non è difficile creare una piazza più pulita dell’attuale Piazza Troisi.»

Tutto sommato, menzionando queste idee, in un certo modo, gliene si da’ atto della loro bontà …
«Non se ne può fare a meno».

Un’ultima cosa. Cos’è mancato per compattare la sinistra?
«Non è in campagna elettorale che si sciolgono nodi tanto ingarbugliati. L’impossibilità di svolgere azione democratica e dibattito all’interno della sinistra, sia quella del PD sia da parte della Federazione delle Sinistre ha fatto sì che ci fosse una trasfusione nella mia lista di piccoli gruppi di scontenti e non sono certo io la causa della crisi dei partiti.»

Era a Renato Carcatella che alludeva a riguardo di una certa baldanza giovanile?
«Là c’è la somma dell’età del padre e del figlio, che è superiore anche alla mia!»

Autore: Ciro Teodonno

Fonte: Il Mediano

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TG 23.03.12 Emiliano ad Antenna Sud parla di sè, dei Degennaro e della sua "città legale"


Michele Emiliano fa il punto della situazione in cui si è trovato :



http://youtu.be/Z9GNEoobJBo


"Adesso tutta la macchina del fango si è sgonfiata come un palloncino usato, tutti gli inviati dei giornali nazionali che hanno sparato stupidaggini a più non posso sono ripartiti e noi dobbiamo riprendere a lavorare con serenità. Se qualcuno ha commesso reati pagherà, ma nessun componente della mia giunta è indagato. Dopo quattro anni e mezzo di indagini serratissime, il fatto che la politica sia del tutto esente da censure mi pare un punto importante. Si poteva evitare che imprenditori militanti del PD fossero coinvolti nelle indagini? Non lo so, ma se davvero hanno commesso questi reati (e questo non è ancora dimostrato) potevano accorgersene solo i magistrati con le migliaia e migliaia di intercettazioni telefoniche ed ambientali che hanno effettuato. Certo io non ho questi poteri e non ho la Guardia di Finanza a mia disposizione. Se si dimostrerà che sono stato tradito da compagni del mio partito, mi costituirò parte civile contro di loro perchè il danno che mi hanno arrecato è grandissimo."

Michele Emiliano

Fonte : Fb Michele Emiliano

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Michele Emiliano fa il punto della situazione in cui si è trovato :



http://youtu.be/Z9GNEoobJBo


"Adesso tutta la macchina del fango si è sgonfiata come un palloncino usato, tutti gli inviati dei giornali nazionali che hanno sparato stupidaggini a più non posso sono ripartiti e noi dobbiamo riprendere a lavorare con serenità. Se qualcuno ha commesso reati pagherà, ma nessun componente della mia giunta è indagato. Dopo quattro anni e mezzo di indagini serratissime, il fatto che la politica sia del tutto esente da censure mi pare un punto importante. Si poteva evitare che imprenditori militanti del PD fossero coinvolti nelle indagini? Non lo so, ma se davvero hanno commesso questi reati (e questo non è ancora dimostrato) potevano accorgersene solo i magistrati con le migliaia e migliaia di intercettazioni telefoniche ed ambientali che hanno effettuato. Certo io non ho questi poteri e non ho la Guardia di Finanza a mia disposizione. Se si dimostrerà che sono stato tradito da compagni del mio partito, mi costituirò parte civile contro di loro perchè il danno che mi hanno arrecato è grandissimo."

Michele Emiliano

Fonte : Fb Michele Emiliano

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Il Partito del Sud e l'articolo 18....


di Andrea Balìa


Il Partito del Sud è un partito identitario che si batte perché si valorizzi l’orgoglio d’appartenenza territoriale, la riscoperta delle radici, la rilettura della storia in un’ottica più veritiera e non strumentale ai vincitori, e per dare un futuro di rappresentatività politica al meridione d’Italia. Il tutto in un concetto di Sud inteso in modo più universale, dei valori comuni che accomunano tutti i Sud del mondo anche nelle sofferenze. Ma il Partito del Sud è anche un partito progressista, non nostalgico, unitario e repubblicano con un’idea di un futuro federale che garantisca la più ampia autonomia e gestione diretta da parte dei cittadini dei territori del Sud.
In quanto tale non può non dire la sua su progetti e riforme che incidono, forse in modo anche più grave rispetto ad altre zone del paese, sul futuro dei meridionali. E veniamo alla ormai famosa riforma del lavoro in discussione in questi giorni, preparata dall’attuale governo tecnico di Monti e dei professori. Orbene, per dirla tutta, la riforma in questione può contenere anche elementi interessanti sotto l’aspetto delle regolamentazioni sulla precarietà, pur affrontando non in toto la questione e lasciando inspiegabilmente sacche non risolte di figure ritenute alla stregua di non più che degli ectoplasmi. L’asino casca però drammaticamente sulla ridefinizione delle regole riguardanti il famigerato articolo 18.
Un po’ di domande e riflessioni sorgono spontanee:
1) non crediamo, come sostiene il governo tecnico, che gli investimenti stranieri siano legati a ciò, e che manipolandone le regole questi verranno attirati magicamente ed in modo considerevole. Tutti sanno, e poi basta chiederlo ad un po’ d’imprenditori non italiani, che i problemi sono ben altri : la criminalità diffusa e mal controllata, l’esosità del sistema fiscale e dei costi elevati per la contribuzione, al di là degli stipendi, delle maestranze; e il tutto attraverso una burocrazia lenta e articolata in modo farraginoso e complicato.
2) “ non ci sarà una valanga di licenziamenti” dichiara il Presidente Napolitano, e con lui la “ministra” Fornero ed il buon Monti. Forse potrà essere vero, ma di certo in più ve ne saranno, visto la semplificazione a liberarsi di dipendenti, in un momento di difficoltà economica e del mercato. Anche pochi, fossero decine o centinaia, licenziamenti in più non sono da auspicare in questo momento, e quindi invece di portare linfa facilitiamo la sottrazione d’ossigeno all’occupazione.
3) perché il mercato dovrebbe avere un sussulto positivo con meno operai, dipendenti? Meno forze lavoro vuol dire meno capacità di produrre. E’ elementare ma sembra un arcano…
4) così si fa in altre parti d’Europa, vedi Germania, e dobbiamo adeguarci. Anche qui l’esempio è al limite del ridicolo ed improponibile. Innanzitutto se facessimo come i tedeschi ci sarebbe la doppia opzione reintegro/risarcimento anche nel caso di licenziamento per ragioni economiche. Poi prendiamo ad esempio una partita di calcio : il terreno di gioco è condiviso per tutte e due le squadre, undici contro undici, e regole stabilite identiche per i duellanti. A queste condizioni se una delle squadre perde o gioca male, l’altra può essere portata ad esempio per copiarne sistema di gioco e organizzazione. Ma il tutto con le premesse dette. Quindi è risibile paragonarci alla Germania, ovvero applicare regole similari (e manco ciò si vuol fare) in condizioni ampiamente diverse. Gli operai tedeschi guadagnano il doppio dei nostri, la disoccupazione è su livelli fortemente meno preoccupanti, l’economia cresce ed i servizi civili sono di ben altra natura. E allora di cosa stiamo parlando? Che cavolo di paragone è?
Riteniamo quindi, senza il timore d’essere tacciati per vetero filocomunisti, che l’argomento sia pieno di non giustificazioni plausibili. Del resto se Confindustria e tutta la destra, PDL in testa, condivide la riforma, qualcosa vorrà pur dire; ovvero che i loro interessi non sono minacciati, e che notoriamente non coincidono con quelli degli operai. Ultima considerazione riguarda il concetto di dire : “parlatene pure in Parlamento, ma tanto non la modifichiamo”. Ebbene allora il Parlamento che ruolo ha? Se è un qualcosa che somiglia ad una dittatura possono anche dircelo chiaramente. E poiché il Sud vive tutto ciò in condizioni notoriamente più gravi, difficili e complicate, se permettete non condividiamo e ci preoccupiamo molto.


Andrea Balìa co/Presidente Nazionale del Partito del Sud

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di Andrea Balìa


Il Partito del Sud è un partito identitario che si batte perché si valorizzi l’orgoglio d’appartenenza territoriale, la riscoperta delle radici, la rilettura della storia in un’ottica più veritiera e non strumentale ai vincitori, e per dare un futuro di rappresentatività politica al meridione d’Italia. Il tutto in un concetto di Sud inteso in modo più universale, dei valori comuni che accomunano tutti i Sud del mondo anche nelle sofferenze. Ma il Partito del Sud è anche un partito progressista, non nostalgico, unitario e repubblicano con un’idea di un futuro federale che garantisca la più ampia autonomia e gestione diretta da parte dei cittadini dei territori del Sud.
In quanto tale non può non dire la sua su progetti e riforme che incidono, forse in modo anche più grave rispetto ad altre zone del paese, sul futuro dei meridionali. E veniamo alla ormai famosa riforma del lavoro in discussione in questi giorni, preparata dall’attuale governo tecnico di Monti e dei professori. Orbene, per dirla tutta, la riforma in questione può contenere anche elementi interessanti sotto l’aspetto delle regolamentazioni sulla precarietà, pur affrontando non in toto la questione e lasciando inspiegabilmente sacche non risolte di figure ritenute alla stregua di non più che degli ectoplasmi. L’asino casca però drammaticamente sulla ridefinizione delle regole riguardanti il famigerato articolo 18.
Un po’ di domande e riflessioni sorgono spontanee:
1) non crediamo, come sostiene il governo tecnico, che gli investimenti stranieri siano legati a ciò, e che manipolandone le regole questi verranno attirati magicamente ed in modo considerevole. Tutti sanno, e poi basta chiederlo ad un po’ d’imprenditori non italiani, che i problemi sono ben altri : la criminalità diffusa e mal controllata, l’esosità del sistema fiscale e dei costi elevati per la contribuzione, al di là degli stipendi, delle maestranze; e il tutto attraverso una burocrazia lenta e articolata in modo farraginoso e complicato.
2) “ non ci sarà una valanga di licenziamenti” dichiara il Presidente Napolitano, e con lui la “ministra” Fornero ed il buon Monti. Forse potrà essere vero, ma di certo in più ve ne saranno, visto la semplificazione a liberarsi di dipendenti, in un momento di difficoltà economica e del mercato. Anche pochi, fossero decine o centinaia, licenziamenti in più non sono da auspicare in questo momento, e quindi invece di portare linfa facilitiamo la sottrazione d’ossigeno all’occupazione.
3) perché il mercato dovrebbe avere un sussulto positivo con meno operai, dipendenti? Meno forze lavoro vuol dire meno capacità di produrre. E’ elementare ma sembra un arcano…
4) così si fa in altre parti d’Europa, vedi Germania, e dobbiamo adeguarci. Anche qui l’esempio è al limite del ridicolo ed improponibile. Innanzitutto se facessimo come i tedeschi ci sarebbe la doppia opzione reintegro/risarcimento anche nel caso di licenziamento per ragioni economiche. Poi prendiamo ad esempio una partita di calcio : il terreno di gioco è condiviso per tutte e due le squadre, undici contro undici, e regole stabilite identiche per i duellanti. A queste condizioni se una delle squadre perde o gioca male, l’altra può essere portata ad esempio per copiarne sistema di gioco e organizzazione. Ma il tutto con le premesse dette. Quindi è risibile paragonarci alla Germania, ovvero applicare regole similari (e manco ciò si vuol fare) in condizioni ampiamente diverse. Gli operai tedeschi guadagnano il doppio dei nostri, la disoccupazione è su livelli fortemente meno preoccupanti, l’economia cresce ed i servizi civili sono di ben altra natura. E allora di cosa stiamo parlando? Che cavolo di paragone è?
Riteniamo quindi, senza il timore d’essere tacciati per vetero filocomunisti, che l’argomento sia pieno di non giustificazioni plausibili. Del resto se Confindustria e tutta la destra, PDL in testa, condivide la riforma, qualcosa vorrà pur dire; ovvero che i loro interessi non sono minacciati, e che notoriamente non coincidono con quelli degli operai. Ultima considerazione riguarda il concetto di dire : “parlatene pure in Parlamento, ma tanto non la modifichiamo”. Ebbene allora il Parlamento che ruolo ha? Se è un qualcosa che somiglia ad una dittatura possono anche dircelo chiaramente. E poiché il Sud vive tutto ciò in condizioni notoriamente più gravi, difficili e complicate, se permettete non condividiamo e ci preoccupiamo molto.


Andrea Balìa co/Presidente Nazionale del Partito del Sud

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domenica 25 marzo 2012

Sabato 24 Marzo 2012, conferenza di de Magistris a Napoli su Ambiente, America's Cup, Ztl, bici. Presente anche il PdSUD.

... a Napoli con de Magistris e gli amici Verdi....


Ieri alle 10,30 c/o il Caffè Rosati in via Chiaia a Napoli, è intervenuto il Sindaco Luigi de Magistris in un incontro organizzato dai Verdi su Ambiente, America's Cup, Ztl, bici eletrrica, ecc... Invitato anche il Partito del Sud, presente con il co/Presidente Nazionale Andrea Balìa ed il Coordinatore alla Segreteria Regionale Campana Francesco Menna.

L'incontro è iniziato con una relazione di Francesco Borrelli dei Verdi che ha ringraziato i presenti, ed in particolare il Sindaco, il Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Napoli Carmine Attanasio del IDV, e (letterale) "gli amici del Partito del Sud, con i quali abbiamo stretto un accordo di patto federativo ed avremo candidati in liste comuni in alcune città".

Il Sindaco ha effettuato un lungo intervento dichiarando l'estrema attenzione della sua giunta ai temi ambientali che lo ha portato a rilevare la bellezza di 6.500 ulivi dalla regione Puglia (che andavano sacrificati per la costruzione d'una superstrada) che verranno ripiantati nel napoletano. Ha illustrato l'importanza dell'ormai prossimo evento della America's Cup per la risonanza mondiale d'attenzione su Napoli e quella delle ZTL, presenti nelle maggiori capitali europee. In merito ai due argomenti s'è simpaticamente soffermato sul "polemificio" (come lo ha con ironia chiamato) in atto da parte di forze politiche e movimenti che invece d'una critica costruttiva - che sarebbe ben accetta - alimentano uno stillicidio pregiudiziale di dissenso a prescindere, teso solo al modesto tentativo di reclutare qualche voto in più. Ha poi accennato all'importanza di dotare la città d'una mobilità alternativa, vedi bici, che porterà (se la società che sta effettuando i lavori rispetterà gli impegni) a terminare entro l'estate la pista ciclabile di 20km. E' stata presentata all'incontro unìesempio di bici elettrica di ottimale uso cittadino.

Al termine dell'incontro il Sindaco ha salutato gli esponenti del Partito del Sud, facendo loro i complimenti per le attività svolte.


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... a Napoli con de Magistris e gli amici Verdi....


Ieri alle 10,30 c/o il Caffè Rosati in via Chiaia a Napoli, è intervenuto il Sindaco Luigi de Magistris in un incontro organizzato dai Verdi su Ambiente, America's Cup, Ztl, bici eletrrica, ecc... Invitato anche il Partito del Sud, presente con il co/Presidente Nazionale Andrea Balìa ed il Coordinatore alla Segreteria Regionale Campana Francesco Menna.

L'incontro è iniziato con una relazione di Francesco Borrelli dei Verdi che ha ringraziato i presenti, ed in particolare il Sindaco, il Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Napoli Carmine Attanasio del IDV, e (letterale) "gli amici del Partito del Sud, con i quali abbiamo stretto un accordo di patto federativo ed avremo candidati in liste comuni in alcune città".

Il Sindaco ha effettuato un lungo intervento dichiarando l'estrema attenzione della sua giunta ai temi ambientali che lo ha portato a rilevare la bellezza di 6.500 ulivi dalla regione Puglia (che andavano sacrificati per la costruzione d'una superstrada) che verranno ripiantati nel napoletano. Ha illustrato l'importanza dell'ormai prossimo evento della America's Cup per la risonanza mondiale d'attenzione su Napoli e quella delle ZTL, presenti nelle maggiori capitali europee. In merito ai due argomenti s'è simpaticamente soffermato sul "polemificio" (come lo ha con ironia chiamato) in atto da parte di forze politiche e movimenti che invece d'una critica costruttiva - che sarebbe ben accetta - alimentano uno stillicidio pregiudiziale di dissenso a prescindere, teso solo al modesto tentativo di reclutare qualche voto in più. Ha poi accennato all'importanza di dotare la città d'una mobilità alternativa, vedi bici, che porterà (se la società che sta effettuando i lavori rispetterà gli impegni) a terminare entro l'estate la pista ciclabile di 20km. E' stata presentata all'incontro unìesempio di bici elettrica di ottimale uso cittadino.

Al termine dell'incontro il Sindaco ha salutato gli esponenti del Partito del Sud, facendo loro i complimenti per le attività svolte.


sabato 24 marzo 2012

"Lombroso è morto ma non il razzismo" intervista a Renato Curcio di Lino Patruno

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno, propongo e pubblico quest'interessante intervista di Lino Patruno a Renato Curcio, da notare soprattutto le risposte sul razzismo antimeridionale al Nord, nato con le teorie lombrosiane nell'800 e che continua oggi con le tesi leghiste...


Fonte:http://partitodelsud-roma.blogspot.it/

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Intervista con Renato Curcio di Lino Patruno



Renato Curcio ha oggi 70 anni, vive in un casolare a Carrù (Cuneo), si è risposato, ha una figlia, è direttore editoriale della casa editrice «Sensibili alle foglie» per la quale ha pubblicato il libro "Razzismo e indifferenza" che presenta in questi giorni in Puglia. È tra i fondatori delle Brigate Rosse. Nel libro, così si definisce: «montanaro, valdese, cristiano, comunista, anarchico, cittadino, sessantottino, brigatista, carcerario». Per la sua lotta armata, ha scontato più di 20 anni di carcere. Alla domanda su cosa sia oggi, risponde: «Uno che fa il suo lavoro cercando di capire cosa succede attorno a lui e dentro di lui». E aggiunge di voler parlare solo di razzismo, cioè del libro.

Ma nel libro parla anche di un mondo del lavoro «sferzato dalla precarietà» che colpisce ciò che si ottenne con le lotte degli anní’60 e’70. Cosa pensa allora della riforma dell’art. 18?
«Penso che si stia mettendo a dura prova una conquista che ritengo essenziale per garantire diritto e dignità del lavoro».
Don Andrea Gallo, nella prefazione, parla di avanzare In Italia di «un lento e strisciante colpo di Stato» e auspica una «democrazia insorgente»: è d’accordo?
«Mah, quella di don Andrea è una metafora. Io mi limito al recupero di alcune mappe culturali che dal 1861 a oggi sono rimaste sotto pelle in Italia».
A proposito di 1861, lei (figlio di una madre di Orsara di Puglia emigrata) parla di una sottomissione del Sud e di un razzismo verso i meridionali che cominciò allora. Continua ancora oggi?
«Certo. È uno schema culturale inventato dagli studiosi alla Lombroso e utilizzato dai Savoia. Disastroso per l’Italia. E che il razzismo verso il Sud persista, lo si vede al Nord grazie alla Lega xenofoba e antimeridionale».
Il Sud ha sempre dovuto emigrare. E ancora oggi 80 mila giovani meridionali vanno via ogni anno.
«Andar via è anche una forma di resistenza e di lotta. Quando non c’è sopravvivenza e si parte, si critica il Paese che costringe a farlo, è uno stigma delle politiche finora adottate nei confronti del Sud».
Ha citato Lombroso. A Torino c’è un museo a lui dedicato che si vorrebbe far chiudere.
«Sì, so bene, una cosa orrenda. Quegli esseri umani i cui teschi sono lì dovrebbero avere una volta per tutte la degna sepoltura che gli spetta».
C’è stato l’attentato di Tolosa. Ritiene che l’antisemitismo sia un pericolo ancora grave in Europa?
«Assolutamente sì. Ovunque si riproducono logiche razzistiche, grazie anche a una crisi che crea insicurezza e paura, sulle quali c’è chi specula e fomenta».
Lei parla di «affare del razzismo». E cita chi si arricchisce sui Cie (Centri identificazione ed espulsione). Qual è questo affare?
«C’è una industria che ha vari stadi con un vero e proprio interesse affaristico, per dire, nel mantenimento dei Cie. Uno scandalo che andrebbe rivelato. Anche per questo si trattengono lì persone che non hanno commesso alcun reato e che solo la stupidità e la malvagità tratta da pericolo e non da fonte di cultura e di ricchezza».
Qual è la forma più pericolosa di razzismo oggi?
«E quella che non si vede, è la non reazione di chi fa finta di non esserci, di chi giralo sguardo».
Lei anche per questo parla di odierne «folle fredde» rispetto alle «folle calde» del passato. Come ritiene che si possa tornare alla partecipazione?
«Credo che bisogna tornare ad aver fiducia nella parola, nella narrazione, raccontare e ascoltare. Essere cittadini che incontrano gli altri cittadini, rifuggendo dal Web senza territorio né storia, nel quale ognuno va all’appuntamento portando la sua solitudine».
Lei nel libro dice che una delle tecniche del potere è dimenticare per aver mano libera. Si riferisce in Italia anche al terrorismo?
«Sicuramente. Quella stagione è stata una stagione importante per questo Paese. Ma ora è come se nulla fosse, non la si ripercorre per parlarne. Ma non per parlare solo di una parte, ma di ciò che hanno fatto tutti coloro i quali allora c’erano».
Come evitare che si ripeta?
«Bisognerebbe capire cosa avvenne. Ma il silenzio delle istituzioni lo impedisce».
Renato Curcio non si è mai pentito né dissociato. E però non cessa il sordo dolore di chi dice che, se nessuno deve toccare Caino, il carnefice, nessuno si preoccupa anche di Abele, la vittima.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno del 23 marzo 2012

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Dalla Gazzetta del Mezzogiorno, propongo e pubblico quest'interessante intervista di Lino Patruno a Renato Curcio, da notare soprattutto le risposte sul razzismo antimeridionale al Nord, nato con le teorie lombrosiane nell'800 e che continua oggi con le tesi leghiste...


Fonte:http://partitodelsud-roma.blogspot.it/

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Intervista con Renato Curcio di Lino Patruno



Renato Curcio ha oggi 70 anni, vive in un casolare a Carrù (Cuneo), si è risposato, ha una figlia, è direttore editoriale della casa editrice «Sensibili alle foglie» per la quale ha pubblicato il libro "Razzismo e indifferenza" che presenta in questi giorni in Puglia. È tra i fondatori delle Brigate Rosse. Nel libro, così si definisce: «montanaro, valdese, cristiano, comunista, anarchico, cittadino, sessantottino, brigatista, carcerario». Per la sua lotta armata, ha scontato più di 20 anni di carcere. Alla domanda su cosa sia oggi, risponde: «Uno che fa il suo lavoro cercando di capire cosa succede attorno a lui e dentro di lui». E aggiunge di voler parlare solo di razzismo, cioè del libro.

Ma nel libro parla anche di un mondo del lavoro «sferzato dalla precarietà» che colpisce ciò che si ottenne con le lotte degli anní’60 e’70. Cosa pensa allora della riforma dell’art. 18?
«Penso che si stia mettendo a dura prova una conquista che ritengo essenziale per garantire diritto e dignità del lavoro».
Don Andrea Gallo, nella prefazione, parla di avanzare In Italia di «un lento e strisciante colpo di Stato» e auspica una «democrazia insorgente»: è d’accordo?
«Mah, quella di don Andrea è una metafora. Io mi limito al recupero di alcune mappe culturali che dal 1861 a oggi sono rimaste sotto pelle in Italia».
A proposito di 1861, lei (figlio di una madre di Orsara di Puglia emigrata) parla di una sottomissione del Sud e di un razzismo verso i meridionali che cominciò allora. Continua ancora oggi?
«Certo. È uno schema culturale inventato dagli studiosi alla Lombroso e utilizzato dai Savoia. Disastroso per l’Italia. E che il razzismo verso il Sud persista, lo si vede al Nord grazie alla Lega xenofoba e antimeridionale».
Il Sud ha sempre dovuto emigrare. E ancora oggi 80 mila giovani meridionali vanno via ogni anno.
«Andar via è anche una forma di resistenza e di lotta. Quando non c’è sopravvivenza e si parte, si critica il Paese che costringe a farlo, è uno stigma delle politiche finora adottate nei confronti del Sud».
Ha citato Lombroso. A Torino c’è un museo a lui dedicato che si vorrebbe far chiudere.
«Sì, so bene, una cosa orrenda. Quegli esseri umani i cui teschi sono lì dovrebbero avere una volta per tutte la degna sepoltura che gli spetta».
C’è stato l’attentato di Tolosa. Ritiene che l’antisemitismo sia un pericolo ancora grave in Europa?
«Assolutamente sì. Ovunque si riproducono logiche razzistiche, grazie anche a una crisi che crea insicurezza e paura, sulle quali c’è chi specula e fomenta».
Lei parla di «affare del razzismo». E cita chi si arricchisce sui Cie (Centri identificazione ed espulsione). Qual è questo affare?
«C’è una industria che ha vari stadi con un vero e proprio interesse affaristico, per dire, nel mantenimento dei Cie. Uno scandalo che andrebbe rivelato. Anche per questo si trattengono lì persone che non hanno commesso alcun reato e che solo la stupidità e la malvagità tratta da pericolo e non da fonte di cultura e di ricchezza».
Qual è la forma più pericolosa di razzismo oggi?
«E quella che non si vede, è la non reazione di chi fa finta di non esserci, di chi giralo sguardo».
Lei anche per questo parla di odierne «folle fredde» rispetto alle «folle calde» del passato. Come ritiene che si possa tornare alla partecipazione?
«Credo che bisogna tornare ad aver fiducia nella parola, nella narrazione, raccontare e ascoltare. Essere cittadini che incontrano gli altri cittadini, rifuggendo dal Web senza territorio né storia, nel quale ognuno va all’appuntamento portando la sua solitudine».
Lei nel libro dice che una delle tecniche del potere è dimenticare per aver mano libera. Si riferisce in Italia anche al terrorismo?
«Sicuramente. Quella stagione è stata una stagione importante per questo Paese. Ma ora è come se nulla fosse, non la si ripercorre per parlarne. Ma non per parlare solo di una parte, ma di ciò che hanno fatto tutti coloro i quali allora c’erano».
Come evitare che si ripeta?
«Bisognerebbe capire cosa avvenne. Ma il silenzio delle istituzioni lo impedisce».
Renato Curcio non si è mai pentito né dissociato. E però non cessa il sordo dolore di chi dice che, se nessuno deve toccare Caino, il carnefice, nessuno si preoccupa anche di Abele, la vittima.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno del 23 marzo 2012

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Trattativa mafia Stato: de Magistris, da Caltanissetta passi verso la verità



http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=oL5DvJgv298

Napoli, 24.3.2012

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http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=oL5DvJgv298

Napoli, 24.3.2012

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Vi presentiamo i nostri candidati per il Comune di Palermo a sostegno di Fabrizio Ferrandelli

Presentiamo i primi tre candidati del Partito del Sud per le prossime comunali di Palermo; nei prossimi giorni ovviamente posteremo anche il profilo di Morana Barbara e Cannioto Stefano che sono gli altri due candidati del Partito del Sud per le prossime elezioni comunali.

Ricordiamoli tutti con anche l'indicazione della lista civica di riferimento:

CARBONE Laura (lista ORA PALERMO)
MORANA Barbara (lista ORA PALERMO)

AMATO Francesca (lista PALERMO PIU')
MELODIA Armando (lista PALERMO PIU')
CANNIOTO Stefano (lista PALERMO PIU')

Tutti i dati sono tratti dal blog Sicilia del nostro Partito
http://partitodelsudsicilia.blogspot.it/


Vi presentiamo i nostri candidati-Francesca Amato



Poche parole, perché so quanto la gente sia stanca, esasperata e poco fiduciosa nella politica e nei Partiti, ho scelto di candidarmi al Consiglio Comunale di Palermo,al fianco di Fabrizio Ferrandelli, perché ero stanca di grigi consiglieri in giacca e cravatta, senza sogni né cuore, non posso promettervi e non voglio promettervi nulla, ho la nausea per coloro che ancora pensano di prendere in giro la gente col miraggio del lavoro, che si riduce solo a mostruosi posti precari sottopagati che a tre mesi dalle elezioni svaniscono lasciando l'individuo ancora più frustrato, io voglio darvi i mezzi perché quel cambiamento siate voi!La cultura,la consapevolezza, ci hanno insegnato per secoli che siamo "terroni" sporchi, brutti, cattivi e noi ci abbiamo creduto e abbiamo piegato la schiena,ma adesso no, è tempo di recuperare l'orgoglio e la dignità, di affilare le armi per creare qualcosa di buono per i nostri figli, per chi verrà domani....io voglio essere la voce di quella gente dimenticata,di quelli che io definisco e chiamo con rispetto EROI SILENZIOSI!


Vi presentiamo i nostri candidati-Laura Carbone

Ho accolto con grande entusiasmo la possibilità offerta a tutti i palermitani di partecipare ai lavori del Partito del Sud, il partito-movimento libero che supporta e supporterà il Dott. Fabrizio Ferrandelli a Sindaco di Palermo. Ho cercato negli anni di professione di apportare il mio piccolo contributo sulla tematica a me più vicina, quello dello sviluppo locale e dello sfruttamento dei fondi comunitari per la nascita di nuove economia e rilancio dell’esistente.
Il passo successivo, cioè impegnarsi con la propria faccia, il proprio nome, nella lista dei candidati al Consiglio Comunale di Palermo è stata per me una scelta maturata per la mia grande passione per Palermo, città che mi ha accolto ai tempi dell’università e in cui da ormai un decennio vivo e lavoro. Sono una donna d’impegno e di parola che odia gli sprechi ma esalta la concretezza e la lungimiranza di chi può come il nostro gruppo fare grande e nuova Palermo. Palermo al Centro dell’Euromediterraneo, terra splendida che attrae investimenti, che crea posti di lavoro che guarda alla costa come all’entroterra che valorizza ogni suo angolo e punta a potenziare e rilanciare l’agricoltura, la pesca, il turismo e il suo immenso patrimonio storico-architettonico culturale, nonché i servizi.
Ho deciso di candidami perché mi sono sempre innamorata delle rivoluzioni, quelle lente, non violente, quelle fatte a piccoli passi, come le maree che, calme ed inesorabili, coprono ma fanno vedere un altro lato meraviglioso di una realtà e città vera quale quella di Palermo.
Personalmente sono convita che i tentativi di cambiamento proposti per palermo dalla nostra coalizione, sono elemento valido per la costruzione di un senso di appartenenza alla comunità ed al territorio in tutti i palermitani.
Oggi grazie al lavoro che ho fatto in questi anni, pervade l’orgoglio di appartenere a Palermo, di viverla e di essere impegnati in prima persona nel processo di sviluppo e di evoluzione della città ed è proprio da questo convincimento che ho deciso di portare il mio contributo attivo, di Candidarmi al massimo consesso civico; perché l’entusiasmo di una donna non potrà mai essere scalfito, perchè la sensibilità di chi porta dentro il cuore il bene della propria regione, provincia e città è il bene in comune per cui lotterà.
Grazie per la tua attenzione.

Dammi fiducia con il tuo voto: “IO CI CREDO E TU?”.

LAURA CARBONE

Vi presentiamo i nostri candidati-Armando Melodia

Armando Melodia candidato al Consiglio Comunale di Palermo.
Scegliendo di candidarmi a sostegno di Fabrizio, ho scelto in piena consapevolezza di aderire al suo programma, che invito tutti a leggere. Un programma da attuare con la consapevolezza di partire dal dissesto amministrativo creato dal sindaco Cammarata e dalle forze che lo hanno sostenuto per ben due mandati.
Un programma per rendere Palermo più pulita, più accogliente, più libera, più europea, più riciclabile, più mediterranea, più operosa. Un programma che attraverso la partecipazione attiva dei cittadini e attraverso una politica ispirata ad un preciso codice etico, riconduca Palermo ad una condizione di normalità e la renda la città del sole, la città del mare, la città pulita, la città della storia dell’arte e della cultura, la città della convivenza e della pace, la città dei bambini e dei talenti, la città delle religiosità, della giustizia e del bene comune.
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Presentiamo i primi tre candidati del Partito del Sud per le prossime comunali di Palermo; nei prossimi giorni ovviamente posteremo anche il profilo di Morana Barbara e Cannioto Stefano che sono gli altri due candidati del Partito del Sud per le prossime elezioni comunali.

Ricordiamoli tutti con anche l'indicazione della lista civica di riferimento:

CARBONE Laura (lista ORA PALERMO)
MORANA Barbara (lista ORA PALERMO)

AMATO Francesca (lista PALERMO PIU')
MELODIA Armando (lista PALERMO PIU')
CANNIOTO Stefano (lista PALERMO PIU')

Tutti i dati sono tratti dal blog Sicilia del nostro Partito
http://partitodelsudsicilia.blogspot.it/


Vi presentiamo i nostri candidati-Francesca Amato



Poche parole, perché so quanto la gente sia stanca, esasperata e poco fiduciosa nella politica e nei Partiti, ho scelto di candidarmi al Consiglio Comunale di Palermo,al fianco di Fabrizio Ferrandelli, perché ero stanca di grigi consiglieri in giacca e cravatta, senza sogni né cuore, non posso promettervi e non voglio promettervi nulla, ho la nausea per coloro che ancora pensano di prendere in giro la gente col miraggio del lavoro, che si riduce solo a mostruosi posti precari sottopagati che a tre mesi dalle elezioni svaniscono lasciando l'individuo ancora più frustrato, io voglio darvi i mezzi perché quel cambiamento siate voi!La cultura,la consapevolezza, ci hanno insegnato per secoli che siamo "terroni" sporchi, brutti, cattivi e noi ci abbiamo creduto e abbiamo piegato la schiena,ma adesso no, è tempo di recuperare l'orgoglio e la dignità, di affilare le armi per creare qualcosa di buono per i nostri figli, per chi verrà domani....io voglio essere la voce di quella gente dimenticata,di quelli che io definisco e chiamo con rispetto EROI SILENZIOSI!


Vi presentiamo i nostri candidati-Laura Carbone

Ho accolto con grande entusiasmo la possibilità offerta a tutti i palermitani di partecipare ai lavori del Partito del Sud, il partito-movimento libero che supporta e supporterà il Dott. Fabrizio Ferrandelli a Sindaco di Palermo. Ho cercato negli anni di professione di apportare il mio piccolo contributo sulla tematica a me più vicina, quello dello sviluppo locale e dello sfruttamento dei fondi comunitari per la nascita di nuove economia e rilancio dell’esistente.
Il passo successivo, cioè impegnarsi con la propria faccia, il proprio nome, nella lista dei candidati al Consiglio Comunale di Palermo è stata per me una scelta maturata per la mia grande passione per Palermo, città che mi ha accolto ai tempi dell’università e in cui da ormai un decennio vivo e lavoro. Sono una donna d’impegno e di parola che odia gli sprechi ma esalta la concretezza e la lungimiranza di chi può come il nostro gruppo fare grande e nuova Palermo. Palermo al Centro dell’Euromediterraneo, terra splendida che attrae investimenti, che crea posti di lavoro che guarda alla costa come all’entroterra che valorizza ogni suo angolo e punta a potenziare e rilanciare l’agricoltura, la pesca, il turismo e il suo immenso patrimonio storico-architettonico culturale, nonché i servizi.
Ho deciso di candidami perché mi sono sempre innamorata delle rivoluzioni, quelle lente, non violente, quelle fatte a piccoli passi, come le maree che, calme ed inesorabili, coprono ma fanno vedere un altro lato meraviglioso di una realtà e città vera quale quella di Palermo.
Personalmente sono convita che i tentativi di cambiamento proposti per palermo dalla nostra coalizione, sono elemento valido per la costruzione di un senso di appartenenza alla comunità ed al territorio in tutti i palermitani.
Oggi grazie al lavoro che ho fatto in questi anni, pervade l’orgoglio di appartenere a Palermo, di viverla e di essere impegnati in prima persona nel processo di sviluppo e di evoluzione della città ed è proprio da questo convincimento che ho deciso di portare il mio contributo attivo, di Candidarmi al massimo consesso civico; perché l’entusiasmo di una donna non potrà mai essere scalfito, perchè la sensibilità di chi porta dentro il cuore il bene della propria regione, provincia e città è il bene in comune per cui lotterà.
Grazie per la tua attenzione.

Dammi fiducia con il tuo voto: “IO CI CREDO E TU?”.

LAURA CARBONE

Vi presentiamo i nostri candidati-Armando Melodia

Armando Melodia candidato al Consiglio Comunale di Palermo.
Scegliendo di candidarmi a sostegno di Fabrizio, ho scelto in piena consapevolezza di aderire al suo programma, che invito tutti a leggere. Un programma da attuare con la consapevolezza di partire dal dissesto amministrativo creato dal sindaco Cammarata e dalle forze che lo hanno sostenuto per ben due mandati.
Un programma per rendere Palermo più pulita, più accogliente, più libera, più europea, più riciclabile, più mediterranea, più operosa. Un programma che attraverso la partecipazione attiva dei cittadini e attraverso una politica ispirata ad un preciso codice etico, riconduca Palermo ad una condizione di normalità e la renda la città del sole, la città del mare, la città pulita, la città della storia dell’arte e della cultura, la città della convivenza e della pace, la città dei bambini e dei talenti, la città delle religiosità, della giustizia e del bene comune.

venerdì 23 marzo 2012

ViviMoglia a Bondanello discute di etica e legalità


MOGLIA ( MN). Questa sera alle 21, al teatro Italia di Bondanello, la lista "ViviMoglia e Bondanello" organizza un incontro pubblico al quale saranno presenti Marco Boschini, coordinatore "Comuni Virtuosi" e assessore all'Urbanistica del Comune di Colorno (Parma), e Marco Rossi di "Salviamo il Paiolo" e attivista di No Tav.

Etica, legalità, sviluppo sostenibile e democrazia diretta sono i punti chiave della lista "Vivimoglia e Bondanello" sostenuta da Idv, Prc, Acm, Pensionati, Partito del Sud ed Ecologisti Civici. (m.p.)


Fonte: Gazzetta di Mantova

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MOGLIA ( MN). Questa sera alle 21, al teatro Italia di Bondanello, la lista "ViviMoglia e Bondanello" organizza un incontro pubblico al quale saranno presenti Marco Boschini, coordinatore "Comuni Virtuosi" e assessore all'Urbanistica del Comune di Colorno (Parma), e Marco Rossi di "Salviamo il Paiolo" e attivista di No Tav.

Etica, legalità, sviluppo sostenibile e democrazia diretta sono i punti chiave della lista "Vivimoglia e Bondanello" sostenuta da Idv, Prc, Acm, Pensionati, Partito del Sud ed Ecologisti Civici. (m.p.)


Fonte: Gazzetta di Mantova

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Comunicato: il PdSUD si riorganizza in Sicilia e partecipa alle prossime elezioni comunali a Palermo!



Anche a seguito di tali dimissioni e con l'uscita di Beppe De Santis dal nostro movimento, Il Partito del Sud si è riorganizzato in Sicilia ed in una riunione degli iscritti siciliani, tutti gli altri iscritti e membri del precedente Direttivo hanno confermato la loro volontà di continuare a lavorare come Partito del Sud ed in piena armonia con il Direttivo nazionale del nostro movimento. Quindi in riunione e con modalità assolutamente democratiche, sono state votate le nuove cariche ed il nuovo organigramma pro-tempore in Sicilia, così come richiesto anche dal Direttivo nazionale.

Ecco il nuovo organigramma del PdSUD per la Sicilia:

Segretario Regionale Sicilia: Renzo Martinelli
Vice-segretario Regionale: Pina Adamo

Segretario Prov. Palermo: Giovanni Maniscalco
Vice-segretario Prov. Palermo:
Francesca Amato

Si conferma il sostegno alla candidatura di Fabrizio Ferrandelli a sindaco di Palermo e sono state scelte le candidature del PdSUD all'interno delle liste che appoggiano Ferrandelli:

CARBONE Laura (lista ORA PALERMO)
MORANA Barbara (lista ORA PALERMO)
AMATO Francesca (lista PALERMO PIU')
MELODIA Armando (lista PALERMO PIU')
CANNIOTO Stefano (lista PALERMO PIU')

Si ricorda che le altre comunicazioni ufficiali sulle attività del PdSUD in Sicilia saranno sul sito nazionale, sui nostri blog compreso il nuovo blog del PdSUD Sicilia e continueremo il nostro lavoro insieme agli amici siciliani per la riscossa di Palermo, della Sicilia e del Sud intero.



Enzo Riccio
Partito del Sud
Segr. Org. nazionale

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Anche a seguito di tali dimissioni e con l'uscita di Beppe De Santis dal nostro movimento, Il Partito del Sud si è riorganizzato in Sicilia ed in una riunione degli iscritti siciliani, tutti gli altri iscritti e membri del precedente Direttivo hanno confermato la loro volontà di continuare a lavorare come Partito del Sud ed in piena armonia con il Direttivo nazionale del nostro movimento. Quindi in riunione e con modalità assolutamente democratiche, sono state votate le nuove cariche ed il nuovo organigramma pro-tempore in Sicilia, così come richiesto anche dal Direttivo nazionale.

Ecco il nuovo organigramma del PdSUD per la Sicilia:

Segretario Regionale Sicilia: Renzo Martinelli
Vice-segretario Regionale: Pina Adamo

Segretario Prov. Palermo: Giovanni Maniscalco
Vice-segretario Prov. Palermo:
Francesca Amato

Si conferma il sostegno alla candidatura di Fabrizio Ferrandelli a sindaco di Palermo e sono state scelte le candidature del PdSUD all'interno delle liste che appoggiano Ferrandelli:

CARBONE Laura (lista ORA PALERMO)
MORANA Barbara (lista ORA PALERMO)
AMATO Francesca (lista PALERMO PIU')
MELODIA Armando (lista PALERMO PIU')
CANNIOTO Stefano (lista PALERMO PIU')

Si ricorda che le altre comunicazioni ufficiali sulle attività del PdSUD in Sicilia saranno sul sito nazionale, sui nostri blog compreso il nuovo blog del PdSUD Sicilia e continueremo il nostro lavoro insieme agli amici siciliani per la riscossa di Palermo, della Sicilia e del Sud intero.



Enzo Riccio
Partito del Sud
Segr. Org. nazionale

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Le iniziative per VELLA Sindaco di San Giorgio a Cremano (Na)


grandi iniziative, nomi d'eccellenza, intervengono per

ALDO VELLA Sindaco di San Giorgio a Cremano (Na)

con il PARTITO DEL SUD

- 23 Marzo "San Giorgio città del Teatro" con RENATO CARPENTIERI (regista e attore)


- data da stabilire "Incontro in ricordo di Massimo Troisi " con ENZO DE CARO (attore)


- 14 Maggio "Presentazione del n°1 di Cronache Meridionali" con LUIGI de MAGISTRIS



sempre alle 17,30


c/o "CLUB 46" via Cavalli di Bronzo,35 - S.Giorgio a Cremano (Na)



Partito del Sud - Sez. Miglio d'Oro San Giorgio a Cremano (Na)


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grandi iniziative, nomi d'eccellenza, intervengono per

ALDO VELLA Sindaco di San Giorgio a Cremano (Na)

con il PARTITO DEL SUD

- 23 Marzo "San Giorgio città del Teatro" con RENATO CARPENTIERI (regista e attore)


- data da stabilire "Incontro in ricordo di Massimo Troisi " con ENZO DE CARO (attore)


- 14 Maggio "Presentazione del n°1 di Cronache Meridionali" con LUIGI de MAGISTRIS



sempre alle 17,30


c/o "CLUB 46" via Cavalli di Bronzo,35 - S.Giorgio a Cremano (Na)



Partito del Sud - Sez. Miglio d'Oro San Giorgio a Cremano (Na)


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