
Fonte: Gazzetta di Mantova del 12 marzo 2012
COMUNICATO STAMPA Dopo un percorso durato alcuni mesi, anche con incontri diretti sempre all'insegna della cordiale collaborazione...
La campagna di adesione al Partito del Sud è ripresa, con il nuovo tesseramento, da gennaio.
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I sud del mondo hanno tutti in comune il medesimo destino, sono stati conquistati, sfruttati depredati e abbandonati a loro stessi. Il partito del sud è convinto che la solidarietà e l'accoglienza siano un dovere perchè ogni essere umano ha diritto a vivere una vita dignitosa
Solo 6 euro per ogni 100 di spesa restano alle imprese del sud, diamo ai nostri figli la possibilità di restare nella loro terra. Sei tu a fare la scelta. COMPRA PRODOTTI DEL SUD. Prima di acquistare un prodotto guarda etichetta, scegli aziende con sede e stabilimenti nel sud Italia
Sono ore decisive per il destino della reggia borbonica di Carditello, il gioiello dell'architettura settecentesca che sorge a San Tammaro, nella piana casertana.Abbandonata e saccheggiata la residenza voluta da Ferdinando IV per sé, come casina di caccia e come azienda agricola modello, potrebbe essere venduta all'asta il 15 marzo. Il prezzo è quasi irrisorio: 15 milioni per un capolavoro affrescato da Jakob Philip Hackert e al quale, uno dopo l'altro, hanno rubato tutti i pilastrini di marmo delle balaustre, oltre ai gradini delle scalinate, ai camini e agli stemmi. La zona è presidiata dalla camorra (Casal di Principe è a pochi chilometri) e la reggia potrebbe far gola per ripulire un po' di quattrini.
Sono ore decisive per il destino della reggia borbonica di Carditello, il gioiello dell'architettura settecentesca che sorge a San Tammaro, nella piana casertana.Abbandonata e saccheggiata la residenza voluta da Ferdinando IV per sé, come casina di caccia e come azienda agricola modello, potrebbe essere venduta all'asta il 15 marzo. Il prezzo è quasi irrisorio: 15 milioni per un capolavoro affrescato da Jakob Philip Hackert e al quale, uno dopo l'altro, hanno rubato tutti i pilastrini di marmo delle balaustre, oltre ai gradini delle scalinate, ai camini e agli stemmi. La zona è presidiata dalla camorra (Casal di Principe è a pochi chilometri) e la reggia potrebbe far gola per ripulire un po' di quattrini.









Istituita la data del 17 Marzo : ora Monti scenda sotto la linea gotica
di Gigi Di Fiore
Alla fine, il governo Monti, è riuscito a partorire anche la << Giornata dell'anniversario dell'Unità d'Italia>>. Dove altri hanno fallito tra le polemiche, è riuscito in sordina il governo dei tecnici. Il 17 Marzo, data in cui nel 1861 Vittorio Emanuele II fu nominato per decreto primo re d'Italia ogni anno saranno organizzate iniziative, convegni, dibattiti, confronti. Tutto bene, se si lascerà fuori la porta la retorica e il già detto. Soprattutto al Sud, dove qualche aspirazione a saperne di più su come diventammo una sola nazione ha molto fondamento. A un anno dal fiume di parole e bacchettate sul valore dell'unità, si è assistito alla scomparsa per consunzione del termine Mezzogiorno dalle agende politiche. Lo stesso governo Monti, preso dalla necessità di uniformare strette e tassazioni al nord, come al sud e al centro, non ha mai annunciato programmi di sviluppo per la parte più debole del paese in crisi. Forse, un segnale potrebbe darlo un viaggio ufficiale, anche brevem del capo del governo tecnico a sud di Roma. Lo fecero tanti primi ministri, in momenti difficili : Giuseppe Zanardelli in Basilicata a inizio Novecento; Ferruccio Parri a Napoli nell'immediato dopoguerra. Vedere Monti nelle regioni meridionali, sentirlo parlare di unità e di storia risorgimentale in questo momento potrebbe essere importante. Sarebbe un segnale : tutte le rinascite partono da valori condivisi e sembra davvero fuori luogo, in un momento in cui si fa fatica a mettere insieme politiche anti-crisi in Europa, qulsiasi ipotesi secessionista. Nei dibattiti, sarebbe ormai miope non parlare di brigantaggio o di divari economici provocati da un'unificazione che 151 anni fa privilegiò lo sviluppo del nord. Anche i modi diversi in cui avvenne la liberazione tra il 1943 e il 1945 nelle due parti d'Italia in quegli anni di nuovo divisa, furono causa di squilibri. E' la nostra storia a raccontarlo : le Am-lire alimentarono più inflazione sotto Roma; le industrie meridionali furono distrutte al 65 per cento dalle bombe mentre quelle del nord rimasero intatte. Chi avrà il coraggio di organizzare dibattiti equilibrati, affrontare argomenti tabù senza urlare? Sempre che una settimana di tempo sia sufficiente. Basta discutere e analizzare, senza timore di poter mettere in forse il valore dell'unità. Solo conoscendo i diversimodi in cui siamo diventati nazione, si possono ritrovare le ragioni dello stare insieme al nord e al sud. Ma è a Roma che si dovrebbe pensare, anche per il futuro, a come rivitalizzare un'identità italiana comune, rileggendo la storia, raccontando i fatti senza chiudersi gli occhi, riconoscere il valore e l'importanza che il Mezzogiorno ha avuto per lo sviluppo del Paese 151 anni fa come nella ricostruzione del dopoguerra. Sarebbe un piccolo risarcimento storico, sul piano politico-culturale. Servirebbe a unire. E non sarebbe male se l'esempio partisse proprio da Monti.
Gigi Di Fiore

Istituita la data del 17 Marzo : ora Monti scenda sotto la linea gotica
di Gigi Di Fiore
Alla fine, il governo Monti, è riuscito a partorire anche la << Giornata dell'anniversario dell'Unità d'Italia>>. Dove altri hanno fallito tra le polemiche, è riuscito in sordina il governo dei tecnici. Il 17 Marzo, data in cui nel 1861 Vittorio Emanuele II fu nominato per decreto primo re d'Italia ogni anno saranno organizzate iniziative, convegni, dibattiti, confronti. Tutto bene, se si lascerà fuori la porta la retorica e il già detto. Soprattutto al Sud, dove qualche aspirazione a saperne di più su come diventammo una sola nazione ha molto fondamento. A un anno dal fiume di parole e bacchettate sul valore dell'unità, si è assistito alla scomparsa per consunzione del termine Mezzogiorno dalle agende politiche. Lo stesso governo Monti, preso dalla necessità di uniformare strette e tassazioni al nord, come al sud e al centro, non ha mai annunciato programmi di sviluppo per la parte più debole del paese in crisi. Forse, un segnale potrebbe darlo un viaggio ufficiale, anche brevem del capo del governo tecnico a sud di Roma. Lo fecero tanti primi ministri, in momenti difficili : Giuseppe Zanardelli in Basilicata a inizio Novecento; Ferruccio Parri a Napoli nell'immediato dopoguerra. Vedere Monti nelle regioni meridionali, sentirlo parlare di unità e di storia risorgimentale in questo momento potrebbe essere importante. Sarebbe un segnale : tutte le rinascite partono da valori condivisi e sembra davvero fuori luogo, in un momento in cui si fa fatica a mettere insieme politiche anti-crisi in Europa, qulsiasi ipotesi secessionista. Nei dibattiti, sarebbe ormai miope non parlare di brigantaggio o di divari economici provocati da un'unificazione che 151 anni fa privilegiò lo sviluppo del nord. Anche i modi diversi in cui avvenne la liberazione tra il 1943 e il 1945 nelle due parti d'Italia in quegli anni di nuovo divisa, furono causa di squilibri. E' la nostra storia a raccontarlo : le Am-lire alimentarono più inflazione sotto Roma; le industrie meridionali furono distrutte al 65 per cento dalle bombe mentre quelle del nord rimasero intatte. Chi avrà il coraggio di organizzare dibattiti equilibrati, affrontare argomenti tabù senza urlare? Sempre che una settimana di tempo sia sufficiente. Basta discutere e analizzare, senza timore di poter mettere in forse il valore dell'unità. Solo conoscendo i diversimodi in cui siamo diventati nazione, si possono ritrovare le ragioni dello stare insieme al nord e al sud. Ma è a Roma che si dovrebbe pensare, anche per il futuro, a come rivitalizzare un'identità italiana comune, rileggendo la storia, raccontando i fatti senza chiudersi gli occhi, riconoscere il valore e l'importanza che il Mezzogiorno ha avuto per lo sviluppo del Paese 151 anni fa come nella ricostruzione del dopoguerra. Sarebbe un piccolo risarcimento storico, sul piano politico-culturale. Servirebbe a unire. E non sarebbe male se l'esempio partisse proprio da Monti.
Gigi Di Fiore
Mentre al Nord si parla di TAV, a Napoli i treni della Cumana e della Circumflegrea se ne vengono a pezzi . . .
Il segretario provinciale del Partito del Sud, Alessandro Citarella, si appella ai sindaci dei Campi Flegrei e al commissario prefettizio di Pozzuoli affinché coordinino una forte azione di pressione sulle autorità regionali per far intraprendere tutte le necessarie azioni urgenti per mettere in sicurezza i treni della SEPSA sulle linee della Cumana e della Circumflegrea. Secondo Citarella, “non è tollerabile che mentre il Paese discute sul TAV in Val di Susa, con l’assegnazione di milioni di Euro per i lavori da svolgere, e che alcuni specialisti considerano inutili, nella zona Flegrea milioni di cittadini ogni anno devono viaggiare in condizioni miserevoli”.
Citarella denuncia che “i pochissimi vagoni della SEPSA ancora funzionanti non raggiungono nemmeno il livello adatto per il trasporto del bestiame. I finestrini che non si chiudono, le porte che non si aprono se non con l’ausilio di un calcio da parte dei passeggeri, la generale sporcizia dei vetri e dei vagoni sono solo l’aspetto esteriore di un sistema ormai al capolinea”. Per il segretario Citarella, “l’intero sistema di trasporto della SEPSA è in uno stato di grave sofferenza, con treni superaffollati specialmente nelle ore di punta. E’ un vero miracolo che non siano scoppiati disordini a Bagnoli e Fuorigrotta dove centinaia di persone spingono per entrare nei treni che arrivano da Torregaveta e Pozzuoli già stracolmi. E’ con grande merito dei lavoratori SEPSA, che ogni giorno devono affrontare l’emergenza, se il sistema è ancora in piedi.”
La situazione di disagio, evidenziato anche dai giornali cittadini e dalle testate flegree, deve essere portata all’attenzione del Prefetto, perché l’emergenza potrebbe diventare pericolosa nell’arco di pochi giorni, se, come denuncia un articolo pubblicato da ‘Il Mattino’ on line di ieri (8 marzo 2012), siamo arrivati alla cannibalizzazione dei treni, perché mancano i pezzi di ricambio, con locomotive elettriche che hanno superato i 50 anni di età”.
Il Partito del Sud, nel denunciare la generale grave condizione dell’intero sistema del trasporto pubblico nella provincia di Napoli, auspicando che le amministrazioni Regionali, Provinciali e Comunali prendano tutte le misure necessarie per favorire il trasporto pubblico, chiede anche l’intervento immediato da parte del Prefetto di Napoli e delle altre autorità competenti per la messa in sicurezza del sistema SEPSA.
Mentre al Nord si parla di TAV, a Napoli i treni della Cumana e della Circumflegrea se ne vengono a pezzi . . .
Il segretario provinciale del Partito del Sud, Alessandro Citarella, si appella ai sindaci dei Campi Flegrei e al commissario prefettizio di Pozzuoli affinché coordinino una forte azione di pressione sulle autorità regionali per far intraprendere tutte le necessarie azioni urgenti per mettere in sicurezza i treni della SEPSA sulle linee della Cumana e della Circumflegrea. Secondo Citarella, “non è tollerabile che mentre il Paese discute sul TAV in Val di Susa, con l’assegnazione di milioni di Euro per i lavori da svolgere, e che alcuni specialisti considerano inutili, nella zona Flegrea milioni di cittadini ogni anno devono viaggiare in condizioni miserevoli”.
Citarella denuncia che “i pochissimi vagoni della SEPSA ancora funzionanti non raggiungono nemmeno il livello adatto per il trasporto del bestiame. I finestrini che non si chiudono, le porte che non si aprono se non con l’ausilio di un calcio da parte dei passeggeri, la generale sporcizia dei vetri e dei vagoni sono solo l’aspetto esteriore di un sistema ormai al capolinea”. Per il segretario Citarella, “l’intero sistema di trasporto della SEPSA è in uno stato di grave sofferenza, con treni superaffollati specialmente nelle ore di punta. E’ un vero miracolo che non siano scoppiati disordini a Bagnoli e Fuorigrotta dove centinaia di persone spingono per entrare nei treni che arrivano da Torregaveta e Pozzuoli già stracolmi. E’ con grande merito dei lavoratori SEPSA, che ogni giorno devono affrontare l’emergenza, se il sistema è ancora in piedi.”
La situazione di disagio, evidenziato anche dai giornali cittadini e dalle testate flegree, deve essere portata all’attenzione del Prefetto, perché l’emergenza potrebbe diventare pericolosa nell’arco di pochi giorni, se, come denuncia un articolo pubblicato da ‘Il Mattino’ on line di ieri (8 marzo 2012), siamo arrivati alla cannibalizzazione dei treni, perché mancano i pezzi di ricambio, con locomotive elettriche che hanno superato i 50 anni di età”.
Il Partito del Sud, nel denunciare la generale grave condizione dell’intero sistema del trasporto pubblico nella provincia di Napoli, auspicando che le amministrazioni Regionali, Provinciali e Comunali prendano tutte le misure necessarie per favorire il trasporto pubblico, chiede anche l’intervento immediato da parte del Prefetto di Napoli e delle altre autorità competenti per la messa in sicurezza del sistema SEPSA.