giovedì 15 marzo 2012

Mantova - #occupyMantegna:"Ridateci le piazze" bandiere e striscioni contro il Comune



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Fonte: Gazzetta di Mantova del 12 marzo 2012
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Fonte: Gazzetta di Mantova del 12 marzo 2012

mercoledì 14 marzo 2012

Lo scempio della reggia di Carditello. Oggi all'asta per 15 milioni

l gioiello dell'architettura settecentesca borbonica, depredato e saccheggiato dei suoi marmi e dei suoi gioielli, rischia di finire nelle mani della camorra. O nella "migliore" delle ipotesi trasformarsi in resort turistico di lusso


di Francesco Erbani

Sono ore decisive per il destino della reggia borbonica di Carditello, il gioiello dell'architettura settecentesca che sorge a San Tammaro, nella piana casertana.Abbandonata e saccheggiata la residenza voluta da Ferdinando IV per sé, come casina di caccia e come azienda agricola modello, potrebbe essere venduta all'asta il 15 marzo. Il prezzo è quasi irrisorio: 15 milioni per un capolavoro affrescato da Jakob Philip Hackert e al quale, uno dopo l'altro, hanno rubato tutti i pilastrini di marmo delle balaustre, oltre ai gradini delle scalinate, ai camini e agli stemmi. La zona è presidiata dalla camorra (Casal di Principe è a pochi chilometri) e la reggia potrebbe far gola per ripulire un po' di quattrini.

Circolano però anche altre voci, del tutto diverse e non si sa quanto fondate. Interessata all'acquisto si dice sia Cristiana Coppola, figlia di Cristoforo, uno dei protagonisti della disastrosa avventura del Villaggio Coppola, la città interamente abusiva sorta negli anni Sessanta sul litorale domiziano. Cristiana Coppola, che opera nel settore del turismo e dell'edilizia, è anche vice presidente di Confindustria. Vere o meno che siano le ipotesi, resta che un patrimonio d'arte, di proprietà di un ente regionale oberato dai debiti (il Consorzio di bonifica del Basso Volturno) potrebbe essere ridotto a resort di lusso, quindi sottratto a ogni fruizione pubblica. O diventare una sala per matrimoni. L'asta è stata decisa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha in custodia la reggia e che impedisce a chiunque di entrare (ma i ladri non si son fatti mai problemi). I proventi dovrebbero finire nelle casse di una società di recupero crediti del Banco di Napoli, che ora è Banca Intesa. Fino all'ultimo la Soprintendenza ha cercato di bloccare la procedura, ma il Tribunale ha respinto il suo ricorso.

Nei giorni scorsi il sindaco di San Tammaro, Emiddio Cimmino, ha iniziato uno sciopero della fame negli uffici del Comune, rivolgendo un appello a tutte le forze politiche. "Non mi muovo da qui, fino a che il presidente della Regione Stefano Caldoro non prenderà un provvedimento definitivo", dice il sindaco. Ma Caldoro e la sua giunta non danno segni di vita. Eppure, segnala il consigliere del Pd Nicola Caputo, "3 milioni di euro sono stati stanziati per l'acquisizione della reggia". Ma ne servono almeno altri 6 perché la società di recupero crediti si dichiari soddisfatta, stando a un intesa raggiunta anni fa. "È stata proposta anche l'istituzione di una Fondazione", aggiunge Caputo, "che dovrebbe poi gestire la reggia". Ma la Fondazione è solo sulla carta, senza un euro stanziato.

Intorno alla reggia e alla sua salvaguardia si muovono molte iniziative. Sono impegnate le organizzazioni ambientaliste (nei giorni scorsi è stato lanciato un altro appello da Italia Nostra), i comitati di cittadini. Una petizione promossa su Facebook dall'associazione Orange revolution ha raggiunto quasi seimila firme. La stessa associazione sta cercando di sensibilizzare migliaia fra Comuni, Province e Regioni, soprattutto dell'Italia meridionale, affinché stanzino una cifra anche simbolica per consentire l'acquisizione della reggia, avviando poi un progetto per il suo restauro e la sua fruizione. "Dopo aver inviato il nostro appello alla soprintendente di Caserta e non aver ottenuto neanche una risposta, ci rivolgeremo al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio e al ministro dei Beni Culturali, affinché sia emesso un provvedimento urgente per salvare la reggia", dice Raffaella Forgione di Orange revolution.

Il tempo stringe per sottrarre la reggia a un destino solo speculativo. Se dovesse andare deserta l'asta di domani, un'altra verrebbe fissata di lì a qualche settimana. Intanto non si arresta il degrado dell'edificio e delle sue decorazioni. L'acqua penetra dai tetti sfondati, impregnando i muri. Dopo i saccheggi degli ultimi mesi è stato istituito un servizio di vigilanza. Ma i controlli sono sporadici. E la residenza borbonica resta alla mercè di chiunque la voglia saccheggiare.



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l gioiello dell'architettura settecentesca borbonica, depredato e saccheggiato dei suoi marmi e dei suoi gioielli, rischia di finire nelle mani della camorra. O nella "migliore" delle ipotesi trasformarsi in resort turistico di lusso


di Francesco Erbani

Sono ore decisive per il destino della reggia borbonica di Carditello, il gioiello dell'architettura settecentesca che sorge a San Tammaro, nella piana casertana.Abbandonata e saccheggiata la residenza voluta da Ferdinando IV per sé, come casina di caccia e come azienda agricola modello, potrebbe essere venduta all'asta il 15 marzo. Il prezzo è quasi irrisorio: 15 milioni per un capolavoro affrescato da Jakob Philip Hackert e al quale, uno dopo l'altro, hanno rubato tutti i pilastrini di marmo delle balaustre, oltre ai gradini delle scalinate, ai camini e agli stemmi. La zona è presidiata dalla camorra (Casal di Principe è a pochi chilometri) e la reggia potrebbe far gola per ripulire un po' di quattrini.

Circolano però anche altre voci, del tutto diverse e non si sa quanto fondate. Interessata all'acquisto si dice sia Cristiana Coppola, figlia di Cristoforo, uno dei protagonisti della disastrosa avventura del Villaggio Coppola, la città interamente abusiva sorta negli anni Sessanta sul litorale domiziano. Cristiana Coppola, che opera nel settore del turismo e dell'edilizia, è anche vice presidente di Confindustria. Vere o meno che siano le ipotesi, resta che un patrimonio d'arte, di proprietà di un ente regionale oberato dai debiti (il Consorzio di bonifica del Basso Volturno) potrebbe essere ridotto a resort di lusso, quindi sottratto a ogni fruizione pubblica. O diventare una sala per matrimoni. L'asta è stata decisa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha in custodia la reggia e che impedisce a chiunque di entrare (ma i ladri non si son fatti mai problemi). I proventi dovrebbero finire nelle casse di una società di recupero crediti del Banco di Napoli, che ora è Banca Intesa. Fino all'ultimo la Soprintendenza ha cercato di bloccare la procedura, ma il Tribunale ha respinto il suo ricorso.

Nei giorni scorsi il sindaco di San Tammaro, Emiddio Cimmino, ha iniziato uno sciopero della fame negli uffici del Comune, rivolgendo un appello a tutte le forze politiche. "Non mi muovo da qui, fino a che il presidente della Regione Stefano Caldoro non prenderà un provvedimento definitivo", dice il sindaco. Ma Caldoro e la sua giunta non danno segni di vita. Eppure, segnala il consigliere del Pd Nicola Caputo, "3 milioni di euro sono stati stanziati per l'acquisizione della reggia". Ma ne servono almeno altri 6 perché la società di recupero crediti si dichiari soddisfatta, stando a un intesa raggiunta anni fa. "È stata proposta anche l'istituzione di una Fondazione", aggiunge Caputo, "che dovrebbe poi gestire la reggia". Ma la Fondazione è solo sulla carta, senza un euro stanziato.

Intorno alla reggia e alla sua salvaguardia si muovono molte iniziative. Sono impegnate le organizzazioni ambientaliste (nei giorni scorsi è stato lanciato un altro appello da Italia Nostra), i comitati di cittadini. Una petizione promossa su Facebook dall'associazione Orange revolution ha raggiunto quasi seimila firme. La stessa associazione sta cercando di sensibilizzare migliaia fra Comuni, Province e Regioni, soprattutto dell'Italia meridionale, affinché stanzino una cifra anche simbolica per consentire l'acquisizione della reggia, avviando poi un progetto per il suo restauro e la sua fruizione. "Dopo aver inviato il nostro appello alla soprintendente di Caserta e non aver ottenuto neanche una risposta, ci rivolgeremo al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio e al ministro dei Beni Culturali, affinché sia emesso un provvedimento urgente per salvare la reggia", dice Raffaella Forgione di Orange revolution.

Il tempo stringe per sottrarre la reggia a un destino solo speculativo. Se dovesse andare deserta l'asta di domani, un'altra verrebbe fissata di lì a qualche settimana. Intanto non si arresta il degrado dell'edificio e delle sue decorazioni. L'acqua penetra dai tetti sfondati, impregnando i muri. Dopo i saccheggi degli ultimi mesi è stato istituito un servizio di vigilanza. Ma i controlli sono sporadici. E la residenza borbonica resta alla mercè di chiunque la voglia saccheggiare.



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Le armi chimiche affondate al largo della Puglia – VIDEO (amaraterra)



Manfredonia – L’ISPRA ha messo a disposizione di tutti il documentario “RED COD Italia – Un arsenale sommerso”. Sui fondali di mari e oceani sono stati affondati residuati bellici e munizionamento, un pericolo per gli operatori della pesca e una sorgente di molecole nocive per gli ecosistemi marini.


Il progetto
RED COD (Research on Environmental Damage caused by Chemical Ordnance Dumped at sea) ha indagato questi temi per contribuire, con dati e conoscenze, all’esigenza di porre rimedio alle conseguenze “sommerse” dei conflitti e dl rinnovo degli arsenali. Questo documentario di Marco Pisapia è stato realizzato nel 2006. Le aree interessate sono principalmente quelle del basso Adriatico e quindi della Puglia, in particolar modo Isole Tremiti (Pianosa), Vieste, Manfredonia, Molfetta e Bari, tutte località usate come discarica di armi chimiche dopo la seconda guerra mondiale.

Una decina di anni è stata inoltre scoperta una fabbrica tedesca segreta di armi chimiche (camuffata come fabbrica di birra) vicino Foggia. Il documentario cerca di dare un’ulteriore illustrazione della vicenda.

(Fonte: amaraterrablogspot.com, alla quale redazione va il ringraziamento della redazione di Stato)

VIDEO DOCUMENTARIO ISPRA


Fonte:Stato Quotidiano

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Manfredonia – L’ISPRA ha messo a disposizione di tutti il documentario “RED COD Italia – Un arsenale sommerso”. Sui fondali di mari e oceani sono stati affondati residuati bellici e munizionamento, un pericolo per gli operatori della pesca e una sorgente di molecole nocive per gli ecosistemi marini.


Il progetto
RED COD (Research on Environmental Damage caused by Chemical Ordnance Dumped at sea) ha indagato questi temi per contribuire, con dati e conoscenze, all’esigenza di porre rimedio alle conseguenze “sommerse” dei conflitti e dl rinnovo degli arsenali. Questo documentario di Marco Pisapia è stato realizzato nel 2006. Le aree interessate sono principalmente quelle del basso Adriatico e quindi della Puglia, in particolar modo Isole Tremiti (Pianosa), Vieste, Manfredonia, Molfetta e Bari, tutte località usate come discarica di armi chimiche dopo la seconda guerra mondiale.

Una decina di anni è stata inoltre scoperta una fabbrica tedesca segreta di armi chimiche (camuffata come fabbrica di birra) vicino Foggia. Il documentario cerca di dare un’ulteriore illustrazione della vicenda.

(Fonte: amaraterrablogspot.com, alla quale redazione va il ringraziamento della redazione di Stato)

VIDEO DOCUMENTARIO ISPRA


Fonte:Stato Quotidiano

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Bologna: Assemblea organizzativa del Partito del Sud dell'Emilia Romagna


Assemblea organizzativa del Partito del Sud dell'Emilia Romagna


Convocazione a Bologna per gli iscritti e simpatizzanti del Partito del Sud Emilia Romagna, dell'assemblea organizzativa che si terrà sabato 24 Marzo 2012 dalle ore 10:00 alle ore 12:00.


Richiesta massima puntualità.


Indirizzo:

Via Martiri delle Foibe, S. Lazzaro di Savena (incrocio con Via Emilia Levante, di fronte la coop)
tel. per ulteriori informazioni 347/9250256

Odg:
  • Coinvolgimento degli iscritti nelle iniziative del partito
  • Iniziative dall'Emilia Romagna per il Terrone Day di Mantova
  • Analisi politica in vista delle prossime elezioni amministrative
  • Consegna tessere 2012 e materiale di propaganda
  • Varie ed eventuali
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Assemblea organizzativa del Partito del Sud dell'Emilia Romagna


Convocazione a Bologna per gli iscritti e simpatizzanti del Partito del Sud Emilia Romagna, dell'assemblea organizzativa che si terrà sabato 24 Marzo 2012 dalle ore 10:00 alle ore 12:00.


Richiesta massima puntualità.


Indirizzo:

Via Martiri delle Foibe, S. Lazzaro di Savena (incrocio con Via Emilia Levante, di fronte la coop)
tel. per ulteriori informazioni 347/9250256

Odg:
  • Coinvolgimento degli iscritti nelle iniziative del partito
  • Iniziative dall'Emilia Romagna per il Terrone Day di Mantova
  • Analisi politica in vista delle prossime elezioni amministrative
  • Consegna tessere 2012 e materiale di propaganda
  • Varie ed eventuali
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martedì 13 marzo 2012

La Fedelissima Gaeta - 2012 - commemorazione dei caduti della Nunziatella



http://www.youtube.com/watch?v=oYxppQ25IYY&feature=player_embedded


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http://www.youtube.com/watch?v=oYxppQ25IYY&feature=player_embedded


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Mantova - #occupyMantegna: i cittadini si riprendono la piazza



#OccupyMantegna ha raggiunto l’obbiettivo: i cittadini si sono ripresi piazza Mantegna.
Tra le 150-200 persone oggi pomeriggio hanno rivendicato il loro diritto di manifestare ed esprimere il loro pensiero, le loro idee, i loro valori; il tutto con un atto di per se semplice, ma allo stesso tempo efficace: la riappropiazione diretta dei propri diritti.
E’ bastato presentare la richiesta di occupazione di suolo pubblico sottoscritta da una lunga lista di comitati, associazioni e partiti, per far cadere in un sol colpo il divieto di fruizione di piazza Mantegna.
Tale divieto infatti si è basato in questi cinque mesi solamente su una comunicazione verbale fatta dal Sindaco ai dirigenti dello sportello unico, l’ufficio che si occupa di rilasciare i permessi. Nessuna deliberazione, nessu nuovo regolamento, nulla.
L’autorizzazione per la manifestazione di oggi (tecnicamente un semplice “permesso di occupazione di suolo pubblico”) ha dimostrato come le motiviazioni poste alla base del divieto fossero fittizie e inconsistenti. Nonostante questo importante risultato, tutte le sigle che hanno aderito all’iniziativa hanno lanciato durante il pomeriggio una raccolta firme per far desistere la giunta dal perseverare, in futuro, in questa direzione. Probabilmente già da domani, quando le associazioni politiche torneranno a chiedere piazza Mantegna per le proprie inziziative vedremo i risultati di #occupyMantegna.

Oggi a Mantova qualcosa è sicuramente cambiato.
Non si tratta però solo di un divieto in meno, caduto sotto i colpi delle rivendicazioni dei cittadini. E’ qualcosa di più profondo.
A memoria d’uomo non si ricorda una manifestazione alla quale abbiano aderito la quasi totalità di associazioni, comitati, partiti, gruppi della città di Mantova. Mai come in questi ultimi tempi la nostra città è afflitta da molti e numerosi problemi: inquinamento, casse vuote, disocupazione, settore turistico in affanno, etc. L’attuale amministrazione (di certo le precedenti non hanno fatto di meglio) sta dimostrando ogni giorno di più la propria incompetenza e impreparazione nel risolvere o per lo meno affrontare le questioni che via via le si presentavano davanti. Manca un progetto per il presente e per il futuro, manca una pianificazione degli interventi: l’impressione è che si stia navigando a vista.

Oggi però in piazza Mantegna, forse per la prima volta da molto tempo, ha preso corpo l’idea che un cambiamento è possibile. Ha preso corpo la consapevolezza che esistono obbiettivi comuni che si possono affrontare insieme, unendo le forze e mettendo in comune le proprie esperienze per risollevare le sorti di questa città. Il nostro è un auspicio, ci auguriamo che diventi realtà. Nel frattempo piazza Mantegna si è dimostrata ancora una volta il cuore pulsante della città.

Fonte:Informatimantova.com

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#OccupyMantegna ha raggiunto l’obbiettivo: i cittadini si sono ripresi piazza Mantegna.
Tra le 150-200 persone oggi pomeriggio hanno rivendicato il loro diritto di manifestare ed esprimere il loro pensiero, le loro idee, i loro valori; il tutto con un atto di per se semplice, ma allo stesso tempo efficace: la riappropiazione diretta dei propri diritti.
E’ bastato presentare la richiesta di occupazione di suolo pubblico sottoscritta da una lunga lista di comitati, associazioni e partiti, per far cadere in un sol colpo il divieto di fruizione di piazza Mantegna.
Tale divieto infatti si è basato in questi cinque mesi solamente su una comunicazione verbale fatta dal Sindaco ai dirigenti dello sportello unico, l’ufficio che si occupa di rilasciare i permessi. Nessuna deliberazione, nessu nuovo regolamento, nulla.
L’autorizzazione per la manifestazione di oggi (tecnicamente un semplice “permesso di occupazione di suolo pubblico”) ha dimostrato come le motiviazioni poste alla base del divieto fossero fittizie e inconsistenti. Nonostante questo importante risultato, tutte le sigle che hanno aderito all’iniziativa hanno lanciato durante il pomeriggio una raccolta firme per far desistere la giunta dal perseverare, in futuro, in questa direzione. Probabilmente già da domani, quando le associazioni politiche torneranno a chiedere piazza Mantegna per le proprie inziziative vedremo i risultati di #occupyMantegna.

Oggi a Mantova qualcosa è sicuramente cambiato.
Non si tratta però solo di un divieto in meno, caduto sotto i colpi delle rivendicazioni dei cittadini. E’ qualcosa di più profondo.
A memoria d’uomo non si ricorda una manifestazione alla quale abbiano aderito la quasi totalità di associazioni, comitati, partiti, gruppi della città di Mantova. Mai come in questi ultimi tempi la nostra città è afflitta da molti e numerosi problemi: inquinamento, casse vuote, disocupazione, settore turistico in affanno, etc. L’attuale amministrazione (di certo le precedenti non hanno fatto di meglio) sta dimostrando ogni giorno di più la propria incompetenza e impreparazione nel risolvere o per lo meno affrontare le questioni che via via le si presentavano davanti. Manca un progetto per il presente e per il futuro, manca una pianificazione degli interventi: l’impressione è che si stia navigando a vista.

Oggi però in piazza Mantegna, forse per la prima volta da molto tempo, ha preso corpo l’idea che un cambiamento è possibile. Ha preso corpo la consapevolezza che esistono obbiettivi comuni che si possono affrontare insieme, unendo le forze e mettendo in comune le proprie esperienze per risollevare le sorti di questa città. Il nostro è un auspicio, ci auguriamo che diventi realtà. Nel frattempo piazza Mantegna si è dimostrata ancora una volta il cuore pulsante della città.

Fonte:Informatimantova.com

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lunedì 12 marzo 2012

Il Partito del Sud rappresentato anche in Portogallo e Turchia!



Continuano ad arrivare richieste d'adesione al nostro movimento non solo dall'Italia ma anche dall'estero, siamo lieti di annunciare che, oltre ad avere già referenti in Spagna, UK , Francia e USA, da quest'anno abbiamo referenti del Partito del Sud in
Portogallo e Turchia.

Ringraziamo i nostri nuovi amici per la loro adesione, il loro supporto economico e soprattutto per il loro entusiasmo e la loro volontà di sostenerci anche da lontano.

Ricordiamo che il tesseramento 2012 è in corso e ci si può rivolgere ai nostri contatti sul territorio oppure seguire le regole del tesseramento online, per chi è interessato ad aprire nuove sezioni può inviare un' email a info@partitodelsud.eu

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud

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Continuano ad arrivare richieste d'adesione al nostro movimento non solo dall'Italia ma anche dall'estero, siamo lieti di annunciare che, oltre ad avere già referenti in Spagna, UK , Francia e USA, da quest'anno abbiamo referenti del Partito del Sud in
Portogallo e Turchia.

Ringraziamo i nostri nuovi amici per la loro adesione, il loro supporto economico e soprattutto per il loro entusiasmo e la loro volontà di sostenerci anche da lontano.

Ricordiamo che il tesseramento 2012 è in corso e ci si può rivolgere ai nostri contatti sul territorio oppure seguire le regole del tesseramento online, per chi è interessato ad aprire nuove sezioni può inviare un' email a info@partitodelsud.eu

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud

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domenica 11 marzo 2012

Terroni a Gaeta. Spettacolo al Cinema Teatro Ariston.









Una superba interpretazione di Roberto D'Alessandro al teatro Ariston di Gaeta. Lo spettacolo a cura della Camera di Commercio di Latina, voluto fortemente dal presidente Zottola è stato visionato dai ragazzi delle scuole.
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Una superba interpretazione di Roberto D'Alessandro al teatro Ariston di Gaeta. Lo spettacolo a cura della Camera di Commercio di Latina, voluto fortemente dal presidente Zottola è stato visionato dai ragazzi delle scuole.

Unità d'Italia, la festa cominci dal Sud

interessante articolo del nostro amico di Gigi Di Fiore in prima pagina su "il Mattino" di Napoli di oggi 10 Marzo 2012



Istituita la data del 17 Marzo : ora Monti scenda sotto la linea gotica


di Gigi Di Fiore


Alla fine, il governo Monti, è riuscito a partorire anche la << Giornata dell'anniversario dell'Unità d'Italia>>. Dove altri hanno fallito tra le polemiche, è riuscito in sordina il governo dei tecnici. Il 17 Marzo, data in cui nel 1861 Vittorio Emanuele II fu nominato per decreto primo re d'Italia ogni anno saranno organizzate iniziative, convegni, dibattiti, confronti. Tutto bene, se si lascerà fuori la porta la retorica e il già detto. Soprattutto al Sud, dove qualche aspirazione a saperne di più su come diventammo una sola nazione ha molto fondamento. A un anno dal fiume di parole e bacchettate sul valore dell'unità, si è assistito alla scomparsa per consunzione del termine Mezzogiorno dalle agende politiche. Lo stesso governo Monti, preso dalla necessità di uniformare strette e tassazioni al nord, come al sud e al centro, non ha mai annunciato programmi di sviluppo per la parte più debole del paese in crisi. Forse, un segnale potrebbe darlo un viaggio ufficiale, anche brevem del capo del governo tecnico a sud di Roma. Lo fecero tanti primi ministri, in momenti difficili : Giuseppe Zanardelli in Basilicata a inizio Novecento; Ferruccio Parri a Napoli nell'immediato dopoguerra. Vedere Monti nelle regioni meridionali, sentirlo parlare di unità e di storia risorgimentale in questo momento potrebbe essere importante. Sarebbe un segnale : tutte le rinascite partono da valori condivisi e sembra davvero fuori luogo, in un momento in cui si fa fatica a mettere insieme politiche anti-crisi in Europa, qulsiasi ipotesi secessionista. Nei dibattiti, sarebbe ormai miope non parlare di brigantaggio o di divari economici provocati da un'unificazione che 151 anni fa privilegiò lo sviluppo del nord. Anche i modi diversi in cui avvenne la liberazione tra il 1943 e il 1945 nelle due parti d'Italia in quegli anni di nuovo divisa, furono causa di squilibri. E' la nostra storia a raccontarlo : le Am-lire alimentarono più inflazione sotto Roma; le industrie meridionali furono distrutte al 65 per cento dalle bombe mentre quelle del nord rimasero intatte. Chi avrà il coraggio di organizzare dibattiti equilibrati, affrontare argomenti tabù senza urlare? Sempre che una settimana di tempo sia sufficiente. Basta discutere e analizzare, senza timore di poter mettere in forse il valore dell'unità. Solo conoscendo i diversimodi in cui siamo diventati nazione, si possono ritrovare le ragioni dello stare insieme al nord e al sud. Ma è a Roma che si dovrebbe pensare, anche per il futuro, a come rivitalizzare un'identità italiana comune, rileggendo la storia, raccontando i fatti senza chiudersi gli occhi, riconoscere il valore e l'importanza che il Mezzogiorno ha avuto per lo sviluppo del Paese 151 anni fa come nella ricostruzione del dopoguerra. Sarebbe un piccolo risarcimento storico, sul piano politico-culturale. Servirebbe a unire. E non sarebbe male se l'esempio partisse proprio da Monti.


Gigi Di Fiore


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interessante articolo del nostro amico di Gigi Di Fiore in prima pagina su "il Mattino" di Napoli di oggi 10 Marzo 2012



Istituita la data del 17 Marzo : ora Monti scenda sotto la linea gotica


di Gigi Di Fiore


Alla fine, il governo Monti, è riuscito a partorire anche la << Giornata dell'anniversario dell'Unità d'Italia>>. Dove altri hanno fallito tra le polemiche, è riuscito in sordina il governo dei tecnici. Il 17 Marzo, data in cui nel 1861 Vittorio Emanuele II fu nominato per decreto primo re d'Italia ogni anno saranno organizzate iniziative, convegni, dibattiti, confronti. Tutto bene, se si lascerà fuori la porta la retorica e il già detto. Soprattutto al Sud, dove qualche aspirazione a saperne di più su come diventammo una sola nazione ha molto fondamento. A un anno dal fiume di parole e bacchettate sul valore dell'unità, si è assistito alla scomparsa per consunzione del termine Mezzogiorno dalle agende politiche. Lo stesso governo Monti, preso dalla necessità di uniformare strette e tassazioni al nord, come al sud e al centro, non ha mai annunciato programmi di sviluppo per la parte più debole del paese in crisi. Forse, un segnale potrebbe darlo un viaggio ufficiale, anche brevem del capo del governo tecnico a sud di Roma. Lo fecero tanti primi ministri, in momenti difficili : Giuseppe Zanardelli in Basilicata a inizio Novecento; Ferruccio Parri a Napoli nell'immediato dopoguerra. Vedere Monti nelle regioni meridionali, sentirlo parlare di unità e di storia risorgimentale in questo momento potrebbe essere importante. Sarebbe un segnale : tutte le rinascite partono da valori condivisi e sembra davvero fuori luogo, in un momento in cui si fa fatica a mettere insieme politiche anti-crisi in Europa, qulsiasi ipotesi secessionista. Nei dibattiti, sarebbe ormai miope non parlare di brigantaggio o di divari economici provocati da un'unificazione che 151 anni fa privilegiò lo sviluppo del nord. Anche i modi diversi in cui avvenne la liberazione tra il 1943 e il 1945 nelle due parti d'Italia in quegli anni di nuovo divisa, furono causa di squilibri. E' la nostra storia a raccontarlo : le Am-lire alimentarono più inflazione sotto Roma; le industrie meridionali furono distrutte al 65 per cento dalle bombe mentre quelle del nord rimasero intatte. Chi avrà il coraggio di organizzare dibattiti equilibrati, affrontare argomenti tabù senza urlare? Sempre che una settimana di tempo sia sufficiente. Basta discutere e analizzare, senza timore di poter mettere in forse il valore dell'unità. Solo conoscendo i diversimodi in cui siamo diventati nazione, si possono ritrovare le ragioni dello stare insieme al nord e al sud. Ma è a Roma che si dovrebbe pensare, anche per il futuro, a come rivitalizzare un'identità italiana comune, rileggendo la storia, raccontando i fatti senza chiudersi gli occhi, riconoscere il valore e l'importanza che il Mezzogiorno ha avuto per lo sviluppo del Paese 151 anni fa come nella ricostruzione del dopoguerra. Sarebbe un piccolo risarcimento storico, sul piano politico-culturale. Servirebbe a unire. E non sarebbe male se l'esempio partisse proprio da Monti.


Gigi Di Fiore


sabato 10 marzo 2012

Il sistema SEPSA è giunto al capolinea

Mentre al Nord si parla di TAV, a Napoli i treni della Cumana e della Circumflegrea se ne vengono a pezzi . . .

Il segretario provinciale del Partito del Sud, Alessandro Citarella, si appella ai sindaci dei Campi Flegrei e al commissario prefettizio di Pozzuoli affinché coordinino una forte azione di pressione sulle autorità regionali per far intraprendere tutte le necessarie azioni urgenti per mettere in sicurezza i treni della SEPSA sulle linee della Cumana e della Circumflegrea. Secondo Citarella, “non è tollerabile che mentre il Paese discute sul TAV in Val di Susa, con l’assegnazione di milioni di Euro per i lavori da svolgere, e che alcuni specialisti considerano inutili, nella zona Flegrea milioni di cittadini ogni anno devono viaggiare in condizioni miserevoli”.

Citarella denuncia che “i pochissimi vagoni della SEPSA ancora funzionanti non raggiungono nemmeno il livello adatto per il trasporto del bestiame. I finestrini che non si chiudono, le porte che non si aprono se non con l’ausilio di un calcio da parte dei passeggeri, la generale sporcizia dei vetri e dei vagoni sono solo l’aspetto esteriore di un sistema ormai al capolinea”. Per il segretario Citarella, “l’intero sistema di trasporto della SEPSA è in uno stato di grave sofferenza, con treni superaffollati specialmente nelle ore di punta. E’ un vero miracolo che non siano scoppiati disordini a Bagnoli e Fuorigrotta dove centinaia di persone spingono per entrare nei treni che arrivano da Torregaveta e Pozzuoli già stracolmi. E’ con grande merito dei lavoratori SEPSA, che ogni giorno devono affrontare l’emergenza, se il sistema è ancora in piedi.”

La situazione di disagio, evidenziato anche dai giornali cittadini e dalle testate flegree, deve essere portata all’attenzione del Prefetto, perché l’emergenza potrebbe diventare pericolosa nell’arco di pochi giorni, se, come denuncia un articolo pubblicato da ‘Il Mattino’ on line di ieri (8 marzo 2012), siamo arrivati alla cannibalizzazione dei treni, perché mancano i pezzi di ricambio, con locomotive elettriche che hanno superato i 50 anni di età”.

Il Partito del Sud, nel denunciare la generale grave condizione dell’intero sistema del trasporto pubblico nella provincia di Napoli, auspicando che le amministrazioni Regionali, Provinciali e Comunali prendano tutte le misure necessarie per favorire il trasporto pubblico, chiede anche l’intervento immediato da parte del Prefetto di Napoli e delle altre autorità competenti per la messa in sicurezza del sistema SEPSA.



Fonte: Partito del Sud - Napoli

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Mentre al Nord si parla di TAV, a Napoli i treni della Cumana e della Circumflegrea se ne vengono a pezzi . . .

Il segretario provinciale del Partito del Sud, Alessandro Citarella, si appella ai sindaci dei Campi Flegrei e al commissario prefettizio di Pozzuoli affinché coordinino una forte azione di pressione sulle autorità regionali per far intraprendere tutte le necessarie azioni urgenti per mettere in sicurezza i treni della SEPSA sulle linee della Cumana e della Circumflegrea. Secondo Citarella, “non è tollerabile che mentre il Paese discute sul TAV in Val di Susa, con l’assegnazione di milioni di Euro per i lavori da svolgere, e che alcuni specialisti considerano inutili, nella zona Flegrea milioni di cittadini ogni anno devono viaggiare in condizioni miserevoli”.

Citarella denuncia che “i pochissimi vagoni della SEPSA ancora funzionanti non raggiungono nemmeno il livello adatto per il trasporto del bestiame. I finestrini che non si chiudono, le porte che non si aprono se non con l’ausilio di un calcio da parte dei passeggeri, la generale sporcizia dei vetri e dei vagoni sono solo l’aspetto esteriore di un sistema ormai al capolinea”. Per il segretario Citarella, “l’intero sistema di trasporto della SEPSA è in uno stato di grave sofferenza, con treni superaffollati specialmente nelle ore di punta. E’ un vero miracolo che non siano scoppiati disordini a Bagnoli e Fuorigrotta dove centinaia di persone spingono per entrare nei treni che arrivano da Torregaveta e Pozzuoli già stracolmi. E’ con grande merito dei lavoratori SEPSA, che ogni giorno devono affrontare l’emergenza, se il sistema è ancora in piedi.”

La situazione di disagio, evidenziato anche dai giornali cittadini e dalle testate flegree, deve essere portata all’attenzione del Prefetto, perché l’emergenza potrebbe diventare pericolosa nell’arco di pochi giorni, se, come denuncia un articolo pubblicato da ‘Il Mattino’ on line di ieri (8 marzo 2012), siamo arrivati alla cannibalizzazione dei treni, perché mancano i pezzi di ricambio, con locomotive elettriche che hanno superato i 50 anni di età”.

Il Partito del Sud, nel denunciare la generale grave condizione dell’intero sistema del trasporto pubblico nella provincia di Napoli, auspicando che le amministrazioni Regionali, Provinciali e Comunali prendano tutte le misure necessarie per favorire il trasporto pubblico, chiede anche l’intervento immediato da parte del Prefetto di Napoli e delle altre autorità competenti per la messa in sicurezza del sistema SEPSA.



Fonte: Partito del Sud - Napoli

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