E' stata espressa soddisfazione a PONTE tra gli organizzatori, la FONDAZIONE Il PONTE ed il Partitio del Sud Gruppo Sannita, dell'evento "Perché i terroni salveranno l'Italia" dove c'è stata anche la presentazione dell'ultimo libro di Pino Aprile, "Giù al Sud", il cui sesto capitolo è stato dedicato integralmente a PONTE.I presenti - si legge nella nota inviata alla stampa - hanno rivolto la loro attenzione alle tematiche affrontate negli interventi che si sono succeduti anche perché il tema del meridionalismo è particolarmente sentito in questi luoghi della memoria, che hanno visto episodi tragici del Risorgimento Italiano rendendo tristemente famosi territori come Casalduni ePONTElandolfo.
La FONDAZIONE "Il PONTE" si è fatta interprete, dopo mesi di studio, delle aspettative di un popolo che coltiva nel proprio animo sentimenti di amore per le vittime di quegli episodi, anche perché diretto discendente di coloro che furono etichettati come briganti, tempi e modalità del progetto sul sito web della FONDAZIONE.
Lo stesso Pino Aprile, dopo aver ringraziato il Comune di PONTE, in particolare il sindaco Domenico Ventucci, ha dimostrato interesse al progetto di costituzione del museo storico, dedicato alla vicenda dei briganti, offrendo la sua collaborazione.
Incoraggiati da questo successo i soci della FONDAZIONE sono già al lavoro sui progetti presentati al pubblico, convinti che la collaborazione con il Gruppo Sannita del Partito del Sud sia importante per il buon fine del progetto".
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venerdì 27 gennaio 2012
Gazzettabenevento.it - A PONTE potrebbe essere costituito il Museo storico dedicato alla vicenda del brigantaggio
E' stata espressa soddisfazione a PONTE tra gli organizzatori, la FONDAZIONE Il PONTE ed il Partitio del Sud Gruppo Sannita, dell'evento "Perché i terroni salveranno l'Italia" dove c'è stata anche la presentazione dell'ultimo libro di Pino Aprile, "Giù al Sud", il cui sesto capitolo è stato dedicato integralmente a PONTE.I presenti - si legge nella nota inviata alla stampa - hanno rivolto la loro attenzione alle tematiche affrontate negli interventi che si sono succeduti anche perché il tema del meridionalismo è particolarmente sentito in questi luoghi della memoria, che hanno visto episodi tragici del Risorgimento Italiano rendendo tristemente famosi territori come Casalduni ePONTElandolfo.
La FONDAZIONE "Il PONTE" si è fatta interprete, dopo mesi di studio, delle aspettative di un popolo che coltiva nel proprio animo sentimenti di amore per le vittime di quegli episodi, anche perché diretto discendente di coloro che furono etichettati come briganti, tempi e modalità del progetto sul sito web della FONDAZIONE.
Lo stesso Pino Aprile, dopo aver ringraziato il Comune di PONTE, in particolare il sindaco Domenico Ventucci, ha dimostrato interesse al progetto di costituzione del museo storico, dedicato alla vicenda dei briganti, offrendo la sua collaborazione.
Incoraggiati da questo successo i soci della FONDAZIONE sono già al lavoro sui progetti presentati al pubblico, convinti che la collaborazione con il Gruppo Sannita del Partito del Sud sia importante per il buon fine del progetto".
giovedì 26 gennaio 2012
Studenti emigrati, l'esodo dei 40mila
Più consistente il flusso della migrazione intellettuale ante lauream che, peraltro, viene di solito poco approfondita dalla letteratura.
Confrontando i dati Miur e Svimez emerge che, negli ultimi dieci anni, il numero di diplomati emigrati è stato sempre sensibilmente superiore a quello dei migranti post lauream. Infatti, per il 2008, risulta che gli studenti meridionali che si sono immatricolati in atenei del Centro Nord sono stati più di 24.000, a fronte dei circa 18.000 laureati meridionali che si trasferiscono nelle regioni centro-settentrionali.
Insomma, si registra un flusso che in totale supera i 40mila giovani ogni anno, come denuncia lo studio svolto per conto dell'Ipe (Istituto per ricerche ed attività educative) dai ricercatori Gaetano Vecchione dell'Università del Sannio e Serena Affuso della Sapienza di Roma. Una grave perdita di capitale umano che sarebbe di vitale importanza per lo sviluppo del Sud e colmare il divario tra le aree del Paese.
L'abbandono delle regioni meridionali di provenienza è ben più frequente per i giovani diplomati, per motivi di studio o di lavoro, il cui numero è maggiore del 35% di quelli che emigrano dopo essersi laureati. Mentre una rilevante parte dei giovani diplomati meridionali si iscrive presso un ateneo del Centro Nord, una quota quasi irrilevante di giovani settentrionali si iscrive presso un ateneo del Sud Italia: un diplomato meridionale su cinque si trasferisce al Centro Nord, a fare il percorso inverso è solo un diplomato settentrionale su cinquanta.
La ricerca elabora anche una classifica delle regioni, e dunque degli atenei, sulla base di tassi di attrattività, tassi di uscita e saldo migratorio. Ebbene, l'Emilia Romagna attrae diplomati da fuori regione aumentando del 46% circa la propria popolazione universitaria. Viceversa, la Basilicata perde circa 2.400 diplomati all'anno che vanno a studiare in altre regioni e che rappresentano il 61% della propria popolazione universitaria.
Come rispondere ai dati empirici emersi dalla ricerca? «Se l'efficienza delle istituzioni costituisce un fattore fondamentale nelle decisioni di scelta migratoria – osservano i ricercatori – è da qui che è auspicabile iniziare allo scopo di porre in essere una strategia di "brain circulation" da e verso il Mezzogiorno. Forse è proprio attraverso il potenziamento della rete di competenze e professionalità di privati, istituzioni e società civile, che sarà possibile, non solo limitare il flusso di laureati in partenza ma, soprattutto, incrementare quello in entrata».
FONTE: Ilsole24ore.com
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Più consistente il flusso della migrazione intellettuale ante lauream che, peraltro, viene di solito poco approfondita dalla letteratura.
Confrontando i dati Miur e Svimez emerge che, negli ultimi dieci anni, il numero di diplomati emigrati è stato sempre sensibilmente superiore a quello dei migranti post lauream. Infatti, per il 2008, risulta che gli studenti meridionali che si sono immatricolati in atenei del Centro Nord sono stati più di 24.000, a fronte dei circa 18.000 laureati meridionali che si trasferiscono nelle regioni centro-settentrionali.
Insomma, si registra un flusso che in totale supera i 40mila giovani ogni anno, come denuncia lo studio svolto per conto dell'Ipe (Istituto per ricerche ed attività educative) dai ricercatori Gaetano Vecchione dell'Università del Sannio e Serena Affuso della Sapienza di Roma. Una grave perdita di capitale umano che sarebbe di vitale importanza per lo sviluppo del Sud e colmare il divario tra le aree del Paese.
L'abbandono delle regioni meridionali di provenienza è ben più frequente per i giovani diplomati, per motivi di studio o di lavoro, il cui numero è maggiore del 35% di quelli che emigrano dopo essersi laureati. Mentre una rilevante parte dei giovani diplomati meridionali si iscrive presso un ateneo del Centro Nord, una quota quasi irrilevante di giovani settentrionali si iscrive presso un ateneo del Sud Italia: un diplomato meridionale su cinque si trasferisce al Centro Nord, a fare il percorso inverso è solo un diplomato settentrionale su cinquanta.
La ricerca elabora anche una classifica delle regioni, e dunque degli atenei, sulla base di tassi di attrattività, tassi di uscita e saldo migratorio. Ebbene, l'Emilia Romagna attrae diplomati da fuori regione aumentando del 46% circa la propria popolazione universitaria. Viceversa, la Basilicata perde circa 2.400 diplomati all'anno che vanno a studiare in altre regioni e che rappresentano il 61% della propria popolazione universitaria.
Come rispondere ai dati empirici emersi dalla ricerca? «Se l'efficienza delle istituzioni costituisce un fattore fondamentale nelle decisioni di scelta migratoria – osservano i ricercatori – è da qui che è auspicabile iniziare allo scopo di porre in essere una strategia di "brain circulation" da e verso il Mezzogiorno. Forse è proprio attraverso il potenziamento della rete di competenze e professionalità di privati, istituzioni e società civile, che sarà possibile, non solo limitare il flusso di laureati in partenza ma, soprattutto, incrementare quello in entrata».
FONTE: Ilsole24ore.com
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Anche la Gazzetta del Sud e TeleCosenza parlano del Partito del Sud e del suo convegno del 21 gennaio...un bilancio finale
Dopo l'articolo su "Il Corriere della Calabria" e quello su "Il Quotidiano della Calabria", concludiamo la piccola rassegna stampa sull'evento organizzato da Giuseppe Spadafora del Partito del Sud il 21 gennaio 2012, l'incontro sui 50 anni della SA-RC ed i 150 anni di questione meridionale, con l'articolo sopra apparso su "La Gazzetta del Sud", edizione di Cosenza.
Inoltre da segnalare anche un interessante video con una mia breve intervista a TeleCosenza:
Ne approfitto per fare un piccolo bilancio di quest'evento che rappresenta anche il battesimo del nostro movimento in Calabria dove quest'anno speriamo di crescere ed aprire nuove sezioni, magari ripetendo l'exploit del 2011 avuto a Napoli ed in Campania.
Importante che, come notato anche da qualche giornalista, il Partito del Sud sia stato l'unico movimento che si è ricordato di questa ricorrenza per un'opera che è diventata, purtroppo nostro malgrado, un simbolo della minorità e del deficit di infrastrutture del Sud e quindi anche un simbolo di 150 anni di questione meridionale. Ritengo importante l'interesse della platea e dei relatori per il nostro movimento, dimostrando che quando si parla di storia e di attualità insieme si può essere più efficaci su entrambi i versanti. Infine è importante dimostrare che oltre la giusta protesta e la sacrosanta rabbia, per una situazione che in massima parte ci vede vittime piuttosto che colpevoli, siamo in grado di informare correttamente, citando sempre dati che spesso ribaltano stereotipi, e soprattutto di elaborare proposte per il futuro.
Speriamo che l'interesse dimostrato dalla stampa e dalla platea si estenda anche a tanti calabresi che vogliono unirsi a noi in questa "rivoluzione meridionale", una rivoluzione democratica e pacifica, con quell'orgoglio, voglia di legalità e giustizia, in una parola quella dignità che ho intravisto nei fratelli calabresi e con la passione e l'organizzazione del mio amico Giuseppe Spadafora che, ne sono sicuro, contribuirà alla crescita del nostro movimento anche nella bella terra calabrese.
Per chi è interessato ad aderire al nostro movimento ed aprire nuove sezioni in Calabria, può scrivere a calabria@partitodelsud.eu
Enzo Riccio
Segr. Org, Nazionale
Partito del Sud
Dopo l'articolo su "Il Corriere della Calabria" e quello su "Il Quotidiano della Calabria", concludiamo la piccola rassegna stampa sull'evento organizzato da Giuseppe Spadafora del Partito del Sud il 21 gennaio 2012, l'incontro sui 50 anni della SA-RC ed i 150 anni di questione meridionale, con l'articolo sopra apparso su "La Gazzetta del Sud", edizione di Cosenza.
Inoltre da segnalare anche un interessante video con una mia breve intervista a TeleCosenza:
Ne approfitto per fare un piccolo bilancio di quest'evento che rappresenta anche il battesimo del nostro movimento in Calabria dove quest'anno speriamo di crescere ed aprire nuove sezioni, magari ripetendo l'exploit del 2011 avuto a Napoli ed in Campania.
Importante che, come notato anche da qualche giornalista, il Partito del Sud sia stato l'unico movimento che si è ricordato di questa ricorrenza per un'opera che è diventata, purtroppo nostro malgrado, un simbolo della minorità e del deficit di infrastrutture del Sud e quindi anche un simbolo di 150 anni di questione meridionale. Ritengo importante l'interesse della platea e dei relatori per il nostro movimento, dimostrando che quando si parla di storia e di attualità insieme si può essere più efficaci su entrambi i versanti. Infine è importante dimostrare che oltre la giusta protesta e la sacrosanta rabbia, per una situazione che in massima parte ci vede vittime piuttosto che colpevoli, siamo in grado di informare correttamente, citando sempre dati che spesso ribaltano stereotipi, e soprattutto di elaborare proposte per il futuro.
Speriamo che l'interesse dimostrato dalla stampa e dalla platea si estenda anche a tanti calabresi che vogliono unirsi a noi in questa "rivoluzione meridionale", una rivoluzione democratica e pacifica, con quell'orgoglio, voglia di legalità e giustizia, in una parola quella dignità che ho intravisto nei fratelli calabresi e con la passione e l'organizzazione del mio amico Giuseppe Spadafora che, ne sono sicuro, contribuirà alla crescita del nostro movimento anche nella bella terra calabrese.
Per chi è interessato ad aderire al nostro movimento ed aprire nuove sezioni in Calabria, può scrivere a calabria@partitodelsud.eu
Enzo Riccio
Segr. Org, Nazionale
Partito del Sud