domenica 26 giugno 2011

Comunicato Stampa Presidio Democratico del Partito del Sud - Napoli




IL PARTITO DEL SUD


Napoli

COMUNICATO STAMPA


IL PARTITO DEL SUD INVITA IL SINDACO A CONVOCARE URGENTEMENTE UN TAVOLO CON SINDACATI E RAPPRENSENTANTI DELLE IMPRESE PER DIVULGARE LE ORDINANZE SUI RIFIUTI E UNIRE LA CITTA’ PER USCIRE DALLA CRISI


Presidio democratico per la città di Napoli


La città di Napoli sta vivendo un momento cruciale della sua storia moderna. A poche settimane dalla vittoria di Luigi de Magistris Sindaco per Napoli e della coalizione politica che lo ha sostenuto, è in atto un attacco asimmetrico e non lineare da parte di forze interessante a bloccare la rivoluzione democratica, legalitaria e solidale in atto. Il governo della Lega Nord, attraverso il suo alleato Silvio Berlusconi, ostacola la risoluzione della crisi dei rifiuti attraverso pretestuose obiezioni riguardanti il trasferimento fuori regione dei rifiuti campani. Il crimine organizzato, attraverso la sua lunga mano all’interno e all’esterno del processo che riguarda il ciclo dei rifiuti, scatena disordini e cerca di esasperare la popolazione contro il Sindaco appena eletto. La strana alleanza che si è formata sul campo fra Lega Nord e criminalità organizzata trova un fertile terreno nei guasti provocati sia dalle collusioni già esistenti fra politica e malaffare, sia attraverso la poca responsabilità istituzionale nei confronti della propria terra manifestata da quei parlamentari eletti sia nel PD sia nel PDL, propriamente chiamati ascari da molti meridionalisti. Il Partito del Sud invita il Sindaco Luigi de Magistris a continuare nella sua lotta per rendere Napoli libera dai rifiuti, sia da quelli che si trovano annidati nelle istituzioni, sia da quello che si trovano ancora per strada.
Per quanto riguarda le due ordinanze che la giunta ha varato negli scorsi giorni, il Partito del Sud invita il Sindaco a convocare con urgenza una riunione delle confederazioni delle maggiori sigle sindacali (CGIL, CISL, UIL, FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL) e padronali (Confcommercio, Confindustria, Confesercenti e Federturismo) per creare un Presidio Democratico della città di Napoli. E’ necessario ottenere il sostegno diretto e fattivo della società civile, e in particolare quello del mondo dell’industria, del commercio e del turismo, per sensibilizzare la popolazione intera sugli obiettivi delle due ordinanze sui rifiluti. Solo attraverso un lavoro capillare, con i sindacati e i rappresentanti delle imprese, sarà possibile far arrivare la voce del Sindaco, lì dove i media e la vecchia politica non vogliono che arrivi.
Il Partito del Sud invita altresì il Sindaco a chiedere l’aiuto di Sua Eminenza il Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe a sostenerlo nel divulgare le ordinanze, e in particolare di usare il capillare sistema di informazione di cui la Chiesa dispone sul territorio.
Napoli ha bisogno dell’unità di tutta la sua parte sana per uscire dalla crisi dei rifiuti seguendo le indicazioni del Sindaco e della sua giunta. Il Partito del Sud farà la sua parte.


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IL PARTITO DEL SUD


Napoli

COMUNICATO STAMPA


IL PARTITO DEL SUD INVITA IL SINDACO A CONVOCARE URGENTEMENTE UN TAVOLO CON SINDACATI E RAPPRENSENTANTI DELLE IMPRESE PER DIVULGARE LE ORDINANZE SUI RIFIUTI E UNIRE LA CITTA’ PER USCIRE DALLA CRISI


Presidio democratico per la città di Napoli


La città di Napoli sta vivendo un momento cruciale della sua storia moderna. A poche settimane dalla vittoria di Luigi de Magistris Sindaco per Napoli e della coalizione politica che lo ha sostenuto, è in atto un attacco asimmetrico e non lineare da parte di forze interessante a bloccare la rivoluzione democratica, legalitaria e solidale in atto. Il governo della Lega Nord, attraverso il suo alleato Silvio Berlusconi, ostacola la risoluzione della crisi dei rifiuti attraverso pretestuose obiezioni riguardanti il trasferimento fuori regione dei rifiuti campani. Il crimine organizzato, attraverso la sua lunga mano all’interno e all’esterno del processo che riguarda il ciclo dei rifiuti, scatena disordini e cerca di esasperare la popolazione contro il Sindaco appena eletto. La strana alleanza che si è formata sul campo fra Lega Nord e criminalità organizzata trova un fertile terreno nei guasti provocati sia dalle collusioni già esistenti fra politica e malaffare, sia attraverso la poca responsabilità istituzionale nei confronti della propria terra manifestata da quei parlamentari eletti sia nel PD sia nel PDL, propriamente chiamati ascari da molti meridionalisti. Il Partito del Sud invita il Sindaco Luigi de Magistris a continuare nella sua lotta per rendere Napoli libera dai rifiuti, sia da quelli che si trovano annidati nelle istituzioni, sia da quello che si trovano ancora per strada.
Per quanto riguarda le due ordinanze che la giunta ha varato negli scorsi giorni, il Partito del Sud invita il Sindaco a convocare con urgenza una riunione delle confederazioni delle maggiori sigle sindacali (CGIL, CISL, UIL, FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL) e padronali (Confcommercio, Confindustria, Confesercenti e Federturismo) per creare un Presidio Democratico della città di Napoli. E’ necessario ottenere il sostegno diretto e fattivo della società civile, e in particolare quello del mondo dell’industria, del commercio e del turismo, per sensibilizzare la popolazione intera sugli obiettivi delle due ordinanze sui rifiluti. Solo attraverso un lavoro capillare, con i sindacati e i rappresentanti delle imprese, sarà possibile far arrivare la voce del Sindaco, lì dove i media e la vecchia politica non vogliono che arrivi.
Il Partito del Sud invita altresì il Sindaco a chiedere l’aiuto di Sua Eminenza il Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe a sostenerlo nel divulgare le ordinanze, e in particolare di usare il capillare sistema di informazione di cui la Chiesa dispone sul territorio.
Napoli ha bisogno dell’unità di tutta la sua parte sana per uscire dalla crisi dei rifiuti seguendo le indicazioni del Sindaco e della sua giunta. Il Partito del Sud farà la sua parte.


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Napoli, i cittadini si auto-regolano e raccolgono la monnezza


http://www.youtube.com/watch?v=jtATl0cUFpM&feature=feedu

http://www.ilfattoquotidiano.it/ Nei giorni scorsi avevano trascinato montagne di sacchetti a via Roma. Ora, per liberare i vicoli, gli abitanti dei Quartieri Spagnoli hanno scelto una tattica diversa: i sacchetti se li tengono in casa fino a sera, poi, quando arriva il camion dell'Asìa, li gettano direttamente nel compattatore. E' E' l'autoregolamentazione 'a la napoletana, quella che ha permesso ai Quartieri Spagnoli di tornare puliti dopo settimane, senza cassonetti stracolmi nè montagne di monnezza.

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http://www.youtube.com/watch?v=jtATl0cUFpM&feature=feedu

http://www.ilfattoquotidiano.it/ Nei giorni scorsi avevano trascinato montagne di sacchetti a via Roma. Ora, per liberare i vicoli, gli abitanti dei Quartieri Spagnoli hanno scelto una tattica diversa: i sacchetti se li tengono in casa fino a sera, poi, quando arriva il camion dell'Asìa, li gettano direttamente nel compattatore. E' E' l'autoregolamentazione 'a la napoletana, quella che ha permesso ai Quartieri Spagnoli di tornare puliti dopo settimane, senza cassonetti stracolmi nè montagne di monnezza.

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COMUNICATO DIRETTIVO NAZIONALE PdSUD

COMUNICATO DIRETTIVO NAZIONALE PdSUD

Dopo avere analizzato le indicazioni emerse dalle ultime elezioni amministrative 2011, in cui il nostro Partito ha partecipato con proprio simbolo alle Comunali di Napoli, Caserta e Grosseto e con candidati indipendenti alle comunali di Bologna e alle provinciali di Mantova, il Consiglio Direttivo Nazionale, rivolge un doveroso ringraziamento ai nostri candidati ed ai nostri elettori e prende atto dell’ottimo comportamento di tutti i dirigenti e quadri del Partito sui diversi territori, degli importanti accordi sottoscritti con Partiti e Movimenti alleati, a tutela e salvaguardia delle proprie idee e strategie. Inoltre si complimenta con tutti quanti, dirigenti, candidati e militanti, hanno fattivamente lavorato a supporto dell’imponente lavoro che ha permesso la partecipazione del Partito alle elezioni che, a prescindere dai risultati, hanno aumentato la nostra visibilità e riconoscibilità.

Particolare risalto per il risultato delle elezioni di Napoli, dove il nostro Partito ha ricoperto un ruolo strategico di particolare importanza, anche mediatica, grazie alla scelta fatta dalla sezione napoletana del PdSUD di scendere in alleanza con Luigi de Magistris, in seguito, come risaputo, eletto nuovo sindaco nella Capitale del Sud, anche grazie al supporto del nostro Partito. I risultati tangibili in termini di crescita, di moltiplicazione dei contatti spontanei e di aumento della base degli iscritti e degli attivisti del PdSUD a Napoli già sono evidenti e saranno ancora piu’ chiari nel corso dei prossimi mesi (vedi l’apertura di una nuova sede a Napoli).

Altrettanto dicasi per i referendum, dove il nostro Partito si è in tempi non sospetti da subito espresso in modo forte e chiaro, anche con ripetuti volantinaggi fra la gente sui diversi territori dal Sud al Nord del territorio nazionale, a sostegno del voto a favore del Si a tutti e 4 i quesiti referendari; la vittoria referendaria rappresenta un freno alle manie predatorie, ai danni delle presenti e future generazioni, di questo rapace governo a trazione nord-centrica.

Purtroppo, a fronte di un lavoro incessante e faticoso portato avanti spesso da poche ma motivate persone pur con scarsi mezzi economici, visto che il nostro movimento è giovane e totalmente autofinanziato, dobbiamo prendere atto che evidenti attacchi alla nostra azione sono stati portati proditoriamente e alle spalle, da persone che pensavamo avremmo potuto trovare al nostro fianco nella lotta politica a sostegno delle nostre tesi meridionaliste identitarie e a difesa del nostro Sud, colonizzato e martoriato da 150 anni.

Ancora più vergognoso vedere ora alcune di quelle stesse persone inneggiare all’unità dei movimenti meridionalisti, o presunti tali, al fine di poter trovare solo una tribuna dove trovar sfogo alle proprie velleità oratorie.

Pertanto prendiamo da subito, per serietà verso i nostri iscritti ed i tanti simpatizzanti, che non vogliamo ingannare e nemmeno deludere, la distanza da quelle riunioni dove si tenta di unire partiti, movimenti, associazioni e singoli che spesso propongono idee totalmente differenti e antitetiche fra di loro, tentativi che, non da oggi, ma da anni si susseguono sempre con un unica sconsolante conclusione fallimentare e che da sempre mortificano, esasperano e frenano ad arte ogni serio tentativo di riscatto del Sud e dei suoi abitanti, lasciando così campo liberi ai tanti “ascari” che da 150 anni sfruttano a vantaggio dell’economia padana e delle mafie, in un ruolo di sudditanza ben pagata, l’inganno propalato ad arte alle nostre genti.

Di conseguenza dichiariamo l’indisponibilità del nostro Partito a partecipare a riunioni e convegni che abbiano lo scopo di costituire ipotetici nuovi “contenitori” (il problema per noi non e’ creare nuovi contenitori ma far crescere quelli che già ci sono) o fumose confederazioni e aggregazioni politiche o calderoni in cui siano presenti:

- Associazioni culturali, che non si capisce a che scopo partecipino a tentativi di aggregazionepolitica (non si può continuare a fare confusione, le iniziative culturali si creino pure in sinergia fra associazioni culturali ma le alleanze politiche si fanno tra movimenti politici), giova poi ricordare che alcune di queste associazioni culturali spesso in passato, anche recentissimo, hanno osteggiato la nascita di partiti politici meridionalisti e/o ne hanno sempre preso le distanze.;

- movimenti a cui non ci lega nessun tipo di pensiero politico e che anzi esprimono ideali spesso antitetici ai nostri, come si è potuto notare anche recentemente, proponendo un meridionalismo “cavalcato” per evidenti fini strumentali e comunque d’accatto e velleitario, spesso alleati dei partiti facenti parte di questo governo nord-centrico;

- partiti, associazioni e movimenti che esistono solo sulla carta, formati da pochi singoli, che non hanno iscritti, spesso nemmeno uno statuto ma solo il loro “distintivo” e che comunque non hanno mai partecipato a competizioni elettorali non dimostrando mai un’esistenza reale ma solo virtuale.

Confermiamo inoltre, come da direttiva dell’ultimo Congresso Nazionale del Partito, che il Partito del Sud sarà SEMPRE e in tutta Italia avversario della Lega Nord e dei suoi alleati, chiunque essi siano, e non entrerà MAI in alleanza sui diversi territori con questi partiti e movimenti, ma anzi contrasterà, come realizzato nelle ultime amministrative, con tutti i mezzi democratici possibili le loro teorie e proposte che noi dichiariamo essere, a prescindere e subdolamente, sempre e solo a danno delle popolazioni meridionali.

Dichiariamo invece la nostra convinta disponibilità a collaborare da subito alla ricerca di un percorso comune, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, al fine di creare un fronte popolare meridionalista coeso, serio e credibile, con quei partiti, movimenti e associazioni civiche che si ispirano al meridionalismo identitario, al federalismo cattaneano e all’ area progressista, per questo siamo disposti a continuare il dialogo, già in corso, con movimenti e Partiti rispondenti a queste caratteristiche e che già più volte in passato hanno dimostrato serietà e coerenza.

Affermiamo altresì che bisogna continuare il radicamento sui territori ed accellerare con il tesseramento 2011 per passare dalle diverse centinaia di adesioni di oggi alle migliaia di domani, in un percorso di crescita che si concretizzi nel numeri degli iscritti, delle sedi, degli attivisti e dell’ azione politica sui territori. A questo fine il Direttivo Nazionale decide di nominare come nuovo Coordinatore pro tempore per la Calabria il Dott. Giuseppe Spadafora, in modo da continuare il dialogo con le forze sane del meridionalismo, quello non ascaro e non alleato dei nemici del Sud, come il governo attuale di Berlusconi e Bossi, e in particolare prendendo contatti con i movimenti e liste civiche calabresi, per proseguire nella costituzione del fronte meridionalista, alternativo ai soliti gattopardi col cuore sempre a destra e crescere sempre di più,come Partito del Sud, anche nella regione calabrese.

Napoli, 18 giugno 2011

Il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud



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COMUNICATO DIRETTIVO NAZIONALE PdSUD

Dopo avere analizzato le indicazioni emerse dalle ultime elezioni amministrative 2011, in cui il nostro Partito ha partecipato con proprio simbolo alle Comunali di Napoli, Caserta e Grosseto e con candidati indipendenti alle comunali di Bologna e alle provinciali di Mantova, il Consiglio Direttivo Nazionale, rivolge un doveroso ringraziamento ai nostri candidati ed ai nostri elettori e prende atto dell’ottimo comportamento di tutti i dirigenti e quadri del Partito sui diversi territori, degli importanti accordi sottoscritti con Partiti e Movimenti alleati, a tutela e salvaguardia delle proprie idee e strategie. Inoltre si complimenta con tutti quanti, dirigenti, candidati e militanti, hanno fattivamente lavorato a supporto dell’imponente lavoro che ha permesso la partecipazione del Partito alle elezioni che, a prescindere dai risultati, hanno aumentato la nostra visibilità e riconoscibilità.

Particolare risalto per il risultato delle elezioni di Napoli, dove il nostro Partito ha ricoperto un ruolo strategico di particolare importanza, anche mediatica, grazie alla scelta fatta dalla sezione napoletana del PdSUD di scendere in alleanza con Luigi de Magistris, in seguito, come risaputo, eletto nuovo sindaco nella Capitale del Sud, anche grazie al supporto del nostro Partito. I risultati tangibili in termini di crescita, di moltiplicazione dei contatti spontanei e di aumento della base degli iscritti e degli attivisti del PdSUD a Napoli già sono evidenti e saranno ancora piu’ chiari nel corso dei prossimi mesi (vedi l’apertura di una nuova sede a Napoli).

Altrettanto dicasi per i referendum, dove il nostro Partito si è in tempi non sospetti da subito espresso in modo forte e chiaro, anche con ripetuti volantinaggi fra la gente sui diversi territori dal Sud al Nord del territorio nazionale, a sostegno del voto a favore del Si a tutti e 4 i quesiti referendari; la vittoria referendaria rappresenta un freno alle manie predatorie, ai danni delle presenti e future generazioni, di questo rapace governo a trazione nord-centrica.

Purtroppo, a fronte di un lavoro incessante e faticoso portato avanti spesso da poche ma motivate persone pur con scarsi mezzi economici, visto che il nostro movimento è giovane e totalmente autofinanziato, dobbiamo prendere atto che evidenti attacchi alla nostra azione sono stati portati proditoriamente e alle spalle, da persone che pensavamo avremmo potuto trovare al nostro fianco nella lotta politica a sostegno delle nostre tesi meridionaliste identitarie e a difesa del nostro Sud, colonizzato e martoriato da 150 anni.

Ancora più vergognoso vedere ora alcune di quelle stesse persone inneggiare all’unità dei movimenti meridionalisti, o presunti tali, al fine di poter trovare solo una tribuna dove trovar sfogo alle proprie velleità oratorie.

Pertanto prendiamo da subito, per serietà verso i nostri iscritti ed i tanti simpatizzanti, che non vogliamo ingannare e nemmeno deludere, la distanza da quelle riunioni dove si tenta di unire partiti, movimenti, associazioni e singoli che spesso propongono idee totalmente differenti e antitetiche fra di loro, tentativi che, non da oggi, ma da anni si susseguono sempre con un unica sconsolante conclusione fallimentare e che da sempre mortificano, esasperano e frenano ad arte ogni serio tentativo di riscatto del Sud e dei suoi abitanti, lasciando così campo liberi ai tanti “ascari” che da 150 anni sfruttano a vantaggio dell’economia padana e delle mafie, in un ruolo di sudditanza ben pagata, l’inganno propalato ad arte alle nostre genti.

Di conseguenza dichiariamo l’indisponibilità del nostro Partito a partecipare a riunioni e convegni che abbiano lo scopo di costituire ipotetici nuovi “contenitori” (il problema per noi non e’ creare nuovi contenitori ma far crescere quelli che già ci sono) o fumose confederazioni e aggregazioni politiche o calderoni in cui siano presenti:

- Associazioni culturali, che non si capisce a che scopo partecipino a tentativi di aggregazionepolitica (non si può continuare a fare confusione, le iniziative culturali si creino pure in sinergia fra associazioni culturali ma le alleanze politiche si fanno tra movimenti politici), giova poi ricordare che alcune di queste associazioni culturali spesso in passato, anche recentissimo, hanno osteggiato la nascita di partiti politici meridionalisti e/o ne hanno sempre preso le distanze.;

- movimenti a cui non ci lega nessun tipo di pensiero politico e che anzi esprimono ideali spesso antitetici ai nostri, come si è potuto notare anche recentemente, proponendo un meridionalismo “cavalcato” per evidenti fini strumentali e comunque d’accatto e velleitario, spesso alleati dei partiti facenti parte di questo governo nord-centrico;

- partiti, associazioni e movimenti che esistono solo sulla carta, formati da pochi singoli, che non hanno iscritti, spesso nemmeno uno statuto ma solo il loro “distintivo” e che comunque non hanno mai partecipato a competizioni elettorali non dimostrando mai un’esistenza reale ma solo virtuale.

Confermiamo inoltre, come da direttiva dell’ultimo Congresso Nazionale del Partito, che il Partito del Sud sarà SEMPRE e in tutta Italia avversario della Lega Nord e dei suoi alleati, chiunque essi siano, e non entrerà MAI in alleanza sui diversi territori con questi partiti e movimenti, ma anzi contrasterà, come realizzato nelle ultime amministrative, con tutti i mezzi democratici possibili le loro teorie e proposte che noi dichiariamo essere, a prescindere e subdolamente, sempre e solo a danno delle popolazioni meridionali.

Dichiariamo invece la nostra convinta disponibilità a collaborare da subito alla ricerca di un percorso comune, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, al fine di creare un fronte popolare meridionalista coeso, serio e credibile, con quei partiti, movimenti e associazioni civiche che si ispirano al meridionalismo identitario, al federalismo cattaneano e all’ area progressista, per questo siamo disposti a continuare il dialogo, già in corso, con movimenti e Partiti rispondenti a queste caratteristiche e che già più volte in passato hanno dimostrato serietà e coerenza.

Affermiamo altresì che bisogna continuare il radicamento sui territori ed accellerare con il tesseramento 2011 per passare dalle diverse centinaia di adesioni di oggi alle migliaia di domani, in un percorso di crescita che si concretizzi nel numeri degli iscritti, delle sedi, degli attivisti e dell’ azione politica sui territori. A questo fine il Direttivo Nazionale decide di nominare come nuovo Coordinatore pro tempore per la Calabria il Dott. Giuseppe Spadafora, in modo da continuare il dialogo con le forze sane del meridionalismo, quello non ascaro e non alleato dei nemici del Sud, come il governo attuale di Berlusconi e Bossi, e in particolare prendendo contatti con i movimenti e liste civiche calabresi, per proseguire nella costituzione del fronte meridionalista, alternativo ai soliti gattopardi col cuore sempre a destra e crescere sempre di più,come Partito del Sud, anche nella regione calabrese.

Napoli, 18 giugno 2011

Il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud



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sabato 25 giugno 2011

Il meridionalismo leghista di Cazzullo - di N.Salerno


Il 15 giugno 2011 sul Corriere A. Cazzullo critica le dichiarazioni di De Laurentis e il meridionalismo. Il seguente contributo vuole chiarire alcuni aspetti concernenti il tentativo di apostrofare come negativo e dannoso il vento del sud che inizia a quanto pare a farsi sentire.

Malgrado TV e giornali nazionali, troppo impegnati dal Bunga Bunga, e negli ultimi giorni dall’ampolla di Pontida, non se ne accorgono, una rivoluzione silenziosa sta avvenendo a Sud all’ombra appunto dell’indifferenza dei nostri media. Sempre pronti quando si tratta di confermare l’immagine negativa e prevenuta del meridione, ma completamente impreparati di fronte a quanto c’è di buono dal Garigliano in giù.

Quando poi, tranne rarissime occasioni se ne occupano, a guidarli è l’ ignoranza (quanto vera o presunta non lo sappiamo) sul tema e/o la loro miopia frutto del pregiudizio. Non è di certo l’attitudine di chi vuole veramente capire, ma l’atteggiamento di chi cerca e vede solo ciò che conferma la loro visione già formata e pregiudiziale appunto. Cazzullo tra l’altro scrive:

“È il mito di un immaginario regno felice, che aveva la prima ferrovia d' Italia (per quanto la Napoli-Portici fosse lunga una manciata di chilometri) e più oro degli altri Stati preunitari messi insieme (il che è vero, ma non era l' oro del popolo o anche solo dello Stato, ma del re; che infatti non lo spendeva, e non a caso mancavano strade e scuole).”

Penso sia sufficiente come prova della grossolana superficialità e anche irresponsabilità con cui vengono affrontati questi temi.

Per quanto riguarda le ferrovie, solo per fare un esempio, quando il Piemonte iniziò con i debiti a costruirle, comprava le locomotive a Napoli. Segno che, data anche la solidità delle finanze, i Borbone potevano, ma probabilmente scelsero scientemente di ritardarne la costruzione. Ricordiamo che la folta marina mercantile oltre ad asservire il floridi commerci con il resto del mondo, garantiva i collegamenti via mare all’interno del regno. La presenza del mare e di una flotta così consistente rendeva meno ansioso l’avvio della costruzione di ferrovie e strade.

Per la questione dell’oro, se fosse come dice Cazzullo, non ci sarebbe stato bisogno di imporre la legge sul corso forzoso e una tassazione esosa sul macinato oltre ad altre gabelle. Sarebbe bastato allo scopo Garibaldi con i suoi fantastici mille che come è noto si impadronivano della cassa di ogni nuovo stato annesso (si fa per dire) al nuovo regno. Inoltre viste le condizioni in cui vessava il popolo nel resto degli stati pre-unitari, ma anche in Francia e Inghilterra, se anche la ricchezza non era propriamente distribuita, non si può certo sostenere che tale stato di cose fosse peculiare del Regno delle Due Sicilie. Ricordo anche che nell’ Italia disunita di oggi, come rilevato da uno studio della Banca d’Italia (non da fanatici neo borbonici), più del 45% della ricchezza complessiva nel 2009 risultava nelle mani del 10% delle famiglie italiane.

D'altronde siamo d’accordo con Cazzullo e con quanti come lui criticano quel meridionalismo che è solo rancorosa e strumentale reazione alla Lega Nord e che, appunto, potrebbe definirsi Lega Sud. Da questo meridionalismo credo si dovrebbe essere guardinghi. Anche se bisogna sempre aspettare di valutare i fatti, a giudicare dalle mani che ne tengono le fila c’è poco di cui essere fiduciosi.

Il fatto è, ahimè, che noi umilmente leggiamo Cazzullo, ma lui sembra proprio non volerne sapere di informarsi. Se lo facesse capirebbe che oltre a quella che definisce Lega Sud (espressa dai noti gattopardi e ascari dei potentati del nord), esiste anche un meridionalismo altro che non si confà alla sua immagine preconcetta e che è espressione di un qualcosa di più profondo e autentico. E’, si potrebbe dire, l’espressione della consapevolezza di un popolo che sta prendendo coscienza del suo stato di sottomissione e si prepara a mettere in atto la sola azione pacifica che può scaturire da una tale consapevolezza: liberazione.

Se si prendesse il disturbo di approfondire, il caro Cazzullo scoprirebbe con sua sorpresa che viene sempre puntualmente apostrofato come negativo il tentativo di mettere sullo stesso piano, non sappiamo se subdolamente, il Meridionalismo e la Lega Nord. In genere lo scimmiottare e l’imitazione attengono alla mediocrità e il vero Meridionalismo è cosa seria e non mediocre. Solo per citare il più prossimo dei meridionalisti da cui trae ispirazione, già 40 anni orsono Nicola Zitara aveva le idee abbastanza chiare in merito. I vari Cazzullo, tra un libro di retorica risorgimentale e l ‘altro, dovrebbero prendersi la briga di conoscerne il pensiero. Allora forse capirebbero che le rivendicazioni meridionaliste e le accuse al nord non sono quello che loro vorrebbero far credere, e cioè l’altra faccia della medaglia degli insulti ai meridionali da parte dei leghisti. Troppo semplice e comodo.

Capirebbero anche che, semmai, a minare l’unità di questa Italia disunita è proprio questo falso cortocircuito, che si vorrebbe far passare come verità; è’ il non voler andare oltre il dualismo Lega Nord - Lega Sud; è l’ostinazione di chi troppo innamorato della retorica risorgimentale, non riesce o non ha interesse a metterla in discussione anche solo come esercizio, come ipotesi di lavoro per provare a capire; è il pensare che i meridionali non vedono nell’unità d’ Italia (non quella attuale, ma quella vera che deve ancora venire) un vantaggio per tutti.

Con questo non si intende che la politica colonial-leghista non vada combattuta. Quello che deve essere chiaro è che le rivendicazioni del meridionalismo (serio non quello a cui si riferisce Cazzullo) rimarrebbero legittime a prescindere dall’esistenza della Lega Nord. Rimarrebbero valide perché le vere cause del sottosviluppo meridionale non vanno cercate negli ultimi 20 anni. Vanno cercate in prossimità del risorgimento e nei decenni a seguire. Non solo la Lega Nord, ma tutta la politica italiana degli ultimi anni si è limitata e si limita solo a perpetuarne gli effetti.

Altro che Lega Sud e secessione, l’universo meridionalista serio rivendica non elemosina, ma rispetto e parità di condizioni. Rivendica l’avvento, si potrebbe dire, di un nuovo Risorgimento, anzi del vero Risorgimento. Rivendica la nascita di una nuova Italia, anzi della vera Italia. Un’ Italia che sia anche per i meridionali, non fatta solo sulla pelle dei meridionali. Un’Italia in cui anche ai meridionali venga data concretamente la possibilità di prendersi carico del proprio destino.

E’ questo meridionalismo che i vari Cazzullo dovrebbero avere l’umiltà di iniziare a conoscere, a esaminare da vicino. Capirebbero forse che sono loro a non voler guardare in faccia la realtà e non i meridionali che quella realtà la vivono ogni giorno e di cui adesso stanno iniziando a comprenderne anche la genesi. Capirebbero anche che, mentre è vero che la Lega Nord usa i meridionali come alibi per le loro proprie inefficienze, per i meridionali seri comprendere le cause del sottosviluppo non significa addossare ad altri le responsabilità per non farsene carico. La soluzione di un problema parte dall’analisi, e quanto più è accurata la diagnosi tanto più è alta la probabilità di riuscire a risolverlo. E se le responsabilità del sottosviluppo meridionale sono anche e soprattutto di una politica a trazione nord-centrica che ha amministrato il meridione a mo di colonia, questo non lo si può tacere solo per non far storcere il naso a Cazzullo. E chi lo denuncia non lo fa per scaricare sugli altri le proprie responsabilità che pure ci sono e vanno capite, lo fa perché se quelle cause non vengono ben comprese, sarà difficile rimuoverle e sarà difficile per il meridione riprendersi dal suo stato di sottosviluppo. I milioni di meridionali che hanno preso e che ancora oggi prendono la via dell’emigrazione sono la prova più limpida dello spirito intraprendente e non parassitario dei meridionali. Ma bisogna anche volerla vedere.

Un antico saggio sosteneva che ci sono tre cose che veramente misurano la statura di un uomo: la prima è saper aspettare (i meridionali aspettano da 150 anni); la seconda è saper pensare; la terza è ammettere di aver torto (ai meridionali glielo hanno fatto credere per 150 anni). Sulle prime due ci riserviamo il beneficio del dubbio, sulla terza forse stiamo chiedendo un po’ troppo ai nostri cari Cazzullo e mi verrebbe da dirvi: non ragioniam di lor, ma guarda e passa…

Nicola Salerno

Link articolo Cazzullo:
http://archiviostorico.corriere.it/2011/giugno/15/Sud_Laurentiis_Regno_Felice_Illusorio_co_9_110615045.shtml


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Il 15 giugno 2011 sul Corriere A. Cazzullo critica le dichiarazioni di De Laurentis e il meridionalismo. Il seguente contributo vuole chiarire alcuni aspetti concernenti il tentativo di apostrofare come negativo e dannoso il vento del sud che inizia a quanto pare a farsi sentire.

Malgrado TV e giornali nazionali, troppo impegnati dal Bunga Bunga, e negli ultimi giorni dall’ampolla di Pontida, non se ne accorgono, una rivoluzione silenziosa sta avvenendo a Sud all’ombra appunto dell’indifferenza dei nostri media. Sempre pronti quando si tratta di confermare l’immagine negativa e prevenuta del meridione, ma completamente impreparati di fronte a quanto c’è di buono dal Garigliano in giù.

Quando poi, tranne rarissime occasioni se ne occupano, a guidarli è l’ ignoranza (quanto vera o presunta non lo sappiamo) sul tema e/o la loro miopia frutto del pregiudizio. Non è di certo l’attitudine di chi vuole veramente capire, ma l’atteggiamento di chi cerca e vede solo ciò che conferma la loro visione già formata e pregiudiziale appunto. Cazzullo tra l’altro scrive:

“È il mito di un immaginario regno felice, che aveva la prima ferrovia d' Italia (per quanto la Napoli-Portici fosse lunga una manciata di chilometri) e più oro degli altri Stati preunitari messi insieme (il che è vero, ma non era l' oro del popolo o anche solo dello Stato, ma del re; che infatti non lo spendeva, e non a caso mancavano strade e scuole).”

Penso sia sufficiente come prova della grossolana superficialità e anche irresponsabilità con cui vengono affrontati questi temi.

Per quanto riguarda le ferrovie, solo per fare un esempio, quando il Piemonte iniziò con i debiti a costruirle, comprava le locomotive a Napoli. Segno che, data anche la solidità delle finanze, i Borbone potevano, ma probabilmente scelsero scientemente di ritardarne la costruzione. Ricordiamo che la folta marina mercantile oltre ad asservire il floridi commerci con il resto del mondo, garantiva i collegamenti via mare all’interno del regno. La presenza del mare e di una flotta così consistente rendeva meno ansioso l’avvio della costruzione di ferrovie e strade.

Per la questione dell’oro, se fosse come dice Cazzullo, non ci sarebbe stato bisogno di imporre la legge sul corso forzoso e una tassazione esosa sul macinato oltre ad altre gabelle. Sarebbe bastato allo scopo Garibaldi con i suoi fantastici mille che come è noto si impadronivano della cassa di ogni nuovo stato annesso (si fa per dire) al nuovo regno. Inoltre viste le condizioni in cui vessava il popolo nel resto degli stati pre-unitari, ma anche in Francia e Inghilterra, se anche la ricchezza non era propriamente distribuita, non si può certo sostenere che tale stato di cose fosse peculiare del Regno delle Due Sicilie. Ricordo anche che nell’ Italia disunita di oggi, come rilevato da uno studio della Banca d’Italia (non da fanatici neo borbonici), più del 45% della ricchezza complessiva nel 2009 risultava nelle mani del 10% delle famiglie italiane.

D'altronde siamo d’accordo con Cazzullo e con quanti come lui criticano quel meridionalismo che è solo rancorosa e strumentale reazione alla Lega Nord e che, appunto, potrebbe definirsi Lega Sud. Da questo meridionalismo credo si dovrebbe essere guardinghi. Anche se bisogna sempre aspettare di valutare i fatti, a giudicare dalle mani che ne tengono le fila c’è poco di cui essere fiduciosi.

Il fatto è, ahimè, che noi umilmente leggiamo Cazzullo, ma lui sembra proprio non volerne sapere di informarsi. Se lo facesse capirebbe che oltre a quella che definisce Lega Sud (espressa dai noti gattopardi e ascari dei potentati del nord), esiste anche un meridionalismo altro che non si confà alla sua immagine preconcetta e che è espressione di un qualcosa di più profondo e autentico. E’, si potrebbe dire, l’espressione della consapevolezza di un popolo che sta prendendo coscienza del suo stato di sottomissione e si prepara a mettere in atto la sola azione pacifica che può scaturire da una tale consapevolezza: liberazione.

Se si prendesse il disturbo di approfondire, il caro Cazzullo scoprirebbe con sua sorpresa che viene sempre puntualmente apostrofato come negativo il tentativo di mettere sullo stesso piano, non sappiamo se subdolamente, il Meridionalismo e la Lega Nord. In genere lo scimmiottare e l’imitazione attengono alla mediocrità e il vero Meridionalismo è cosa seria e non mediocre. Solo per citare il più prossimo dei meridionalisti da cui trae ispirazione, già 40 anni orsono Nicola Zitara aveva le idee abbastanza chiare in merito. I vari Cazzullo, tra un libro di retorica risorgimentale e l ‘altro, dovrebbero prendersi la briga di conoscerne il pensiero. Allora forse capirebbero che le rivendicazioni meridionaliste e le accuse al nord non sono quello che loro vorrebbero far credere, e cioè l’altra faccia della medaglia degli insulti ai meridionali da parte dei leghisti. Troppo semplice e comodo.

Capirebbero anche che, semmai, a minare l’unità di questa Italia disunita è proprio questo falso cortocircuito, che si vorrebbe far passare come verità; è’ il non voler andare oltre il dualismo Lega Nord - Lega Sud; è l’ostinazione di chi troppo innamorato della retorica risorgimentale, non riesce o non ha interesse a metterla in discussione anche solo come esercizio, come ipotesi di lavoro per provare a capire; è il pensare che i meridionali non vedono nell’unità d’ Italia (non quella attuale, ma quella vera che deve ancora venire) un vantaggio per tutti.

Con questo non si intende che la politica colonial-leghista non vada combattuta. Quello che deve essere chiaro è che le rivendicazioni del meridionalismo (serio non quello a cui si riferisce Cazzullo) rimarrebbero legittime a prescindere dall’esistenza della Lega Nord. Rimarrebbero valide perché le vere cause del sottosviluppo meridionale non vanno cercate negli ultimi 20 anni. Vanno cercate in prossimità del risorgimento e nei decenni a seguire. Non solo la Lega Nord, ma tutta la politica italiana degli ultimi anni si è limitata e si limita solo a perpetuarne gli effetti.

Altro che Lega Sud e secessione, l’universo meridionalista serio rivendica non elemosina, ma rispetto e parità di condizioni. Rivendica l’avvento, si potrebbe dire, di un nuovo Risorgimento, anzi del vero Risorgimento. Rivendica la nascita di una nuova Italia, anzi della vera Italia. Un’ Italia che sia anche per i meridionali, non fatta solo sulla pelle dei meridionali. Un’Italia in cui anche ai meridionali venga data concretamente la possibilità di prendersi carico del proprio destino.

E’ questo meridionalismo che i vari Cazzullo dovrebbero avere l’umiltà di iniziare a conoscere, a esaminare da vicino. Capirebbero forse che sono loro a non voler guardare in faccia la realtà e non i meridionali che quella realtà la vivono ogni giorno e di cui adesso stanno iniziando a comprenderne anche la genesi. Capirebbero anche che, mentre è vero che la Lega Nord usa i meridionali come alibi per le loro proprie inefficienze, per i meridionali seri comprendere le cause del sottosviluppo non significa addossare ad altri le responsabilità per non farsene carico. La soluzione di un problema parte dall’analisi, e quanto più è accurata la diagnosi tanto più è alta la probabilità di riuscire a risolverlo. E se le responsabilità del sottosviluppo meridionale sono anche e soprattutto di una politica a trazione nord-centrica che ha amministrato il meridione a mo di colonia, questo non lo si può tacere solo per non far storcere il naso a Cazzullo. E chi lo denuncia non lo fa per scaricare sugli altri le proprie responsabilità che pure ci sono e vanno capite, lo fa perché se quelle cause non vengono ben comprese, sarà difficile rimuoverle e sarà difficile per il meridione riprendersi dal suo stato di sottosviluppo. I milioni di meridionali che hanno preso e che ancora oggi prendono la via dell’emigrazione sono la prova più limpida dello spirito intraprendente e non parassitario dei meridionali. Ma bisogna anche volerla vedere.

Un antico saggio sosteneva che ci sono tre cose che veramente misurano la statura di un uomo: la prima è saper aspettare (i meridionali aspettano da 150 anni); la seconda è saper pensare; la terza è ammettere di aver torto (ai meridionali glielo hanno fatto credere per 150 anni). Sulle prime due ci riserviamo il beneficio del dubbio, sulla terza forse stiamo chiedendo un po’ troppo ai nostri cari Cazzullo e mi verrebbe da dirvi: non ragioniam di lor, ma guarda e passa…

Nicola Salerno

Link articolo Cazzullo:
http://archiviostorico.corriere.it/2011/giugno/15/Sud_Laurentiis_Regno_Felice_Illusorio_co_9_110615045.shtml


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Chi boicotta De Magistris? Affari milionari e appalti dietro l' apocalisse rifiuti di Napoli


https://www.youtube.com/watch?v=eis22aPsK0c

Chi boicotta De Magistris? Affari milionari e appalti dietro l' apocalisse rifiuti di Napoli (INCHIESTA VIDEO)
Proteste, blocchi stradali, roghi e scioperi: una settimana di guerra della monnezza a Napoli che brucia sotto il sole dell' estate e si tura il naso per il fetore delle migliaia di tonnellate di rifiuti accatastate in strada. Uno scenario dietro il quale si allungano le mani delle lobby economiche e della camorra.

"Boicottaggio" è la parola più usata per descrivere l' incredibile emergenza rifiuti scoppiata a Napoli subito dopo l' elezione di Luigi De Magistris come nuovo sindaco. Ma chi sta boicottando cosa? L'ex-pm ne è convinto, così anche il vice-sindaco Tommaso Sodano: roghi, proteste, cumuli per strada sotto il sole estivo. Tutto calcolato, tutto preparato a tavolino per screditare il lavoro della nuova giunta e far fallire la sua prima delibera che prevede la raccolta differenziata spinta in gran parte della città. Sul piatto ci sono appalti e sub-appalti che fanno gola alla camorra, soprattutto per la raccolta e il trasporto della spazzatura, ma anche un affare da 335 milioni di euro: il termovalorizzatore di Napoli Est.

continua su: http://www.fanpage.it/chi-boicotta-de-magistris-affari-milionari-e-appalti-di...
http://www.fanpage.it

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Chi boicotta De Magistris? Affari milionari e appalti dietro l' apocalisse rifiuti di Napoli (INCHIESTA VIDEO)
Proteste, blocchi stradali, roghi e scioperi: una settimana di guerra della monnezza a Napoli che brucia sotto il sole dell' estate e si tura il naso per il fetore delle migliaia di tonnellate di rifiuti accatastate in strada. Uno scenario dietro il quale si allungano le mani delle lobby economiche e della camorra.

"Boicottaggio" è la parola più usata per descrivere l' incredibile emergenza rifiuti scoppiata a Napoli subito dopo l' elezione di Luigi De Magistris come nuovo sindaco. Ma chi sta boicottando cosa? L'ex-pm ne è convinto, così anche il vice-sindaco Tommaso Sodano: roghi, proteste, cumuli per strada sotto il sole estivo. Tutto calcolato, tutto preparato a tavolino per screditare il lavoro della nuova giunta e far fallire la sua prima delibera che prevede la raccolta differenziata spinta in gran parte della città. Sul piatto ci sono appalti e sub-appalti che fanno gola alla camorra, soprattutto per la raccolta e il trasporto della spazzatura, ma anche un affare da 335 milioni di euro: il termovalorizzatore di Napoli Est.

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I rischi dalla spazzatura - Fonte Ansa

I rischi dai rifiutiI rischi dai rifiuti
GRAFICO: I rischi dalla spazzatura
© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati


Fonte: Ansa

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I rischi dai rifiutiI rischi dai rifiuti
GRAFICO: I rischi dalla spazzatura
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Fonte: Ansa

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venerdì 24 giugno 2011

Ultimo comunicato di de Magistris delle 18,06 di oggi 24/06/2011 - DE MAGISTRIS: DECRETO? NAPOLI NON PUO' ATTENDERE ANCORA !

Riceviamo e riportiamo dalla comunicazione di de Magistris il suo ultimo comunicato :


DE MAGISTRIS: DECRETO? NAPOLI NON PUO' ATTENDERE ANCORA !


“L'unica speranza è che il Consiglio dei Ministri sia convocato il prima possibile. La città di Napoli sta vivendo una situazione drammatica e non può attendere ancora. La sicurezza igienico-sanitaria e la dignità della terza città d'Italia non possono essere subordinate ai giochi di equilibrismo politico interni alla maggioranza e al Governo, al braccio di ferro fra il presidente del Consiglio e la Lega Nord, all'intento di usare a fine propagandistico il dramma vissuto da Napoli e dalla Campania. Il decreto per garantire la transizione dei rifiuti verso le altre regioni è infatti una priorità per poter scongiurare un rischio epidemiologico e difendere la credibilità delle istituzioni e della democrazia. L'amministrazione comunale ha messo in atto il massimo sforzo ed ha investito tutte le risorse disponibili per fronteggiare la situazione, andando ben oltre i suoi obblighi istituzionali e cercando l'intesa con la Regione e la Provincia. L'ordinanza varata dal sindaco nasce con tale scopo, tanto che in queste ore il Comune sta procedendo alla raccolta dei rifiuti 24 ore su 24, mettendo in campo tutti i mezzi e il personale disponibili. La responsabilità adesso -e ancora più di ieri- pesa però sulle spalle del presidente del Consiglio e del Governo, perchè la disponibilità delle Regioni è dato acquisito e perchè senza decreto si vanifica il nostro sforzo, impedendo così anche la possibilità di procedere al meglio con la raccolta differenziata spinta, come previsto dalla delibera approvata la scorsa settimana dalla Giunta”. Lo afferma in una nota il sindaco di Napoli Luigi de Magistris.


Fonte : Marzia Bonacci
portavoce Luigi de Magistris comunicazione.demagistris


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Riceviamo e riportiamo dalla comunicazione di de Magistris il suo ultimo comunicato :


DE MAGISTRIS: DECRETO? NAPOLI NON PUO' ATTENDERE ANCORA !


“L'unica speranza è che il Consiglio dei Ministri sia convocato il prima possibile. La città di Napoli sta vivendo una situazione drammatica e non può attendere ancora. La sicurezza igienico-sanitaria e la dignità della terza città d'Italia non possono essere subordinate ai giochi di equilibrismo politico interni alla maggioranza e al Governo, al braccio di ferro fra il presidente del Consiglio e la Lega Nord, all'intento di usare a fine propagandistico il dramma vissuto da Napoli e dalla Campania. Il decreto per garantire la transizione dei rifiuti verso le altre regioni è infatti una priorità per poter scongiurare un rischio epidemiologico e difendere la credibilità delle istituzioni e della democrazia. L'amministrazione comunale ha messo in atto il massimo sforzo ed ha investito tutte le risorse disponibili per fronteggiare la situazione, andando ben oltre i suoi obblighi istituzionali e cercando l'intesa con la Regione e la Provincia. L'ordinanza varata dal sindaco nasce con tale scopo, tanto che in queste ore il Comune sta procedendo alla raccolta dei rifiuti 24 ore su 24, mettendo in campo tutti i mezzi e il personale disponibili. La responsabilità adesso -e ancora più di ieri- pesa però sulle spalle del presidente del Consiglio e del Governo, perchè la disponibilità delle Regioni è dato acquisito e perchè senza decreto si vanifica il nostro sforzo, impedendo così anche la possibilità di procedere al meglio con la raccolta differenziata spinta, come previsto dalla delibera approvata la scorsa settimana dalla Giunta”. Lo afferma in una nota il sindaco di Napoli Luigi de Magistris.


Fonte : Marzia Bonacci
portavoce Luigi de Magistris comunicazione.demagistris


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Rifiuti, la rabbia di de Magistris pronti ad andare avanti anche da soli

"A rischio la salute della gente c'è chi specula sulla monnezza ma alla fine vincerò la battaglia". Capisco l'esasperazione ma le persone perbene non appiccano roghi né vanno in giro incappucciate. Sono al lavoro da due settimane ed eredito 15 anni di disastri Non mi farò schiacciare dall'emergenza

di GIUSTINO FABRIZIO

NAPOLI - Sindaco de Magistris, se potesse tornare indietro ripeterebbe la frase "Pulirò Napoli in cinque giorni" o ha imparato che sotto il vulcano è meglio non esporsi?
"Siamo onesti: quel piano, che derivava da un accordo verbale con prefettura, Provincia e Regione, avrebbe ripulito la città non in cinque, ma in quattro giorni. Me ne presi uno in più per prudenza. Se poi un sindaco, quello di Caivano, si mette contro la legge e promuove la rivolta... Non poteva farlo, e il Tar gli ha infatti dato torto".

Ora la città è sommersa dai rifiuti. Come si esce da questa crisi?

"Quello che temo di più è il rischio sanitario. Bisogna raccogliere la spazzatura senza interruzione, 24 ore su 24, e avere un sito dove scaricarla. Il Comune fa la sua parte fino in fondo, tutte le nostre risorse economiche e umane sono impiegate nella battaglia dei rifiuti. Ma chiediamo al prefetto di garantire la scorta armata ai mezzi di raccolta con polizia e carabinieri, perché i vigili urbani non bastano. E chiediamo un sito, sia esso Caivano o un altro".

Questo è il piano per tamponare l'ennesima emergenza. In attesa della prossima?
"Ecco, questo è il punto. Ereditiamo 15 anni di disastri. Ma non vogliamo restare schiacciati dall'emergenza. La mia prima delibera è stata una rivoluzione ambientale, con l'estensione della differenziata, con le isole ecologiche, con la riduzione a monte dei rifiuti. Però se non togliamo queste 2300 tonnellate che giacciono per strada, non possiamo partire con il ciclo ordinario".

A proposito di annunci, pensa sia stato realistico promettere il settanta per cento di raccolta differenziata entro fine anno? Ora Napoli è sotto il venti per cento e la differenziata, soprattutto quella "porta a porta", ha un costo elevato. Dove prenderete i soldi?
"I conti del Comune sono disastrosi. Ma i soldi per la differenziata li abbiamo trovati, grazie anche al presidente della Regione Caldoro abbiamo sbloccato dieci milioni di euro immediatamente spendibili. Oggi vedo il ministro Prestigiacomo per ulteriori finanziamenti. Dobbiamo solo partire".

Sembra più facile che il Napoli vinca scudetto e Champions piuttosto che la differenziata arrivi al 70 per cento. Perché correre di nuovo il rischio di una promessa difficile da mantenere?
"Questa è una città che ha bisogno di messaggi di grande speranza. Dopo la nostra delibera sulla differenziata siamo stati sommersi da migliaia di mail entusiaste dei cittadini. Sono ultra pronti per la differenziata. E per le isole ecologiche. E per la riduzione della plastica e degli imballaggi".

Ma la realtà è che intanto Berlusconi non ha ancora approvato il decreto per trasportare i rifiuti fuori regione. Perché?
"Diversi ambienti vogliono che Napoli resti sotto la spazzatura. Mi sembra evidente guardando quel che il governo non ha fatto. Perché? O vogliono la vera e propria emergenza per specularci sopra politicamente, o rispondono ad altri interessi poco leciti. Un ciclo corretto dei rifiuti porta occupazione, risparmio, soluzione del problema. A qualcuno non piace".

Alla Lega Nord?
"La Lega c'entra fino a un certo punto. Se il governo approva il decreto, la spazzatura di Napoli va nelle regioni del Centro e del Sud, che si sono già dichiarate disponibili ad accettarla, non in quelle del Nord".

Pensa che la Regione e la Provincia abbiano fatto tutto quanto era in loro potere?
"Io sono sindaco da due settimane e ho registrato la loro leale collaborazione. Però hanno tardato a prendere decisioni. In Campania ci sono siti già attrezzati per ricevere centomila tonnellate, non capisco perché chiedano di portare la spazzatura fuori regione e respingano l'idea di portarla semplicemente fuori provincia. Naturalmente ora ci aspettiamo che questi siti vengano utilizzati".

E se ancora una volta la situazione non si sbloccasse?
"Adotteremo misure per garantirci l'autosufficienza. Non posso dire quali, ma assicuro che non avranno impatto negativo né sulla salute dei cittadini né sull'ambiente. Dobbiamo prevedere siti provvisori per non più di 72 ore che sono però fondamentali perché il ciclo dei rifiuti non s'interrompa al primo stuzzicadenti nell'ingranaggio. E poi Napoli deve attrezzarsi a trattenere per qualche mese la spazzatura in luoghi lontani dagli abitati. Meglio lì che per le vie del centro".

Le stesse vie dove i cittadini esasperati rovesciano i cumuli di rifiuti e/o li incendiano. Lei dice che c'è una regia?
"Guardi, del vivere tra i rifiuti sono esasperato anch'io e comprendo benissimo il disagio dei miei concittadini. Ma i napoletani non sono così stupidi da appiccare i roghi che sprigionano pericolosissima diossina e trasformano i rifiuti normali in rifiuti speciali, allungando i tempi di raccolta. Soprattutto non scendono in strada incappucciati alle 6 del mattino quando c'è il cambio del turno di vigilanza. C'è chi in questi anni ha lucrato su assegnazioni di lavori, trasporti e disorganizzazione sistematica. Con il ciclo dei rifiuti che abbiamo impostato così come richiesto dall'Europa, tutto questo sparisce".

In quanti giorni?
"Ah no, numeri non ne do più. Però a un messaggio di ottimismo e di fiducia non rinuncio. Dico che vinceremo la battaglia. Abbiamo la volontà e la determinazione di andare fino in fondo. E non arretreremo di fronte a nulla".


Fonte:La Repubblica


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"A rischio la salute della gente c'è chi specula sulla monnezza ma alla fine vincerò la battaglia". Capisco l'esasperazione ma le persone perbene non appiccano roghi né vanno in giro incappucciate. Sono al lavoro da due settimane ed eredito 15 anni di disastri Non mi farò schiacciare dall'emergenza

di GIUSTINO FABRIZIO

NAPOLI - Sindaco de Magistris, se potesse tornare indietro ripeterebbe la frase "Pulirò Napoli in cinque giorni" o ha imparato che sotto il vulcano è meglio non esporsi?
"Siamo onesti: quel piano, che derivava da un accordo verbale con prefettura, Provincia e Regione, avrebbe ripulito la città non in cinque, ma in quattro giorni. Me ne presi uno in più per prudenza. Se poi un sindaco, quello di Caivano, si mette contro la legge e promuove la rivolta... Non poteva farlo, e il Tar gli ha infatti dato torto".

Ora la città è sommersa dai rifiuti. Come si esce da questa crisi?

"Quello che temo di più è il rischio sanitario. Bisogna raccogliere la spazzatura senza interruzione, 24 ore su 24, e avere un sito dove scaricarla. Il Comune fa la sua parte fino in fondo, tutte le nostre risorse economiche e umane sono impiegate nella battaglia dei rifiuti. Ma chiediamo al prefetto di garantire la scorta armata ai mezzi di raccolta con polizia e carabinieri, perché i vigili urbani non bastano. E chiediamo un sito, sia esso Caivano o un altro".

Questo è il piano per tamponare l'ennesima emergenza. In attesa della prossima?
"Ecco, questo è il punto. Ereditiamo 15 anni di disastri. Ma non vogliamo restare schiacciati dall'emergenza. La mia prima delibera è stata una rivoluzione ambientale, con l'estensione della differenziata, con le isole ecologiche, con la riduzione a monte dei rifiuti. Però se non togliamo queste 2300 tonnellate che giacciono per strada, non possiamo partire con il ciclo ordinario".

A proposito di annunci, pensa sia stato realistico promettere il settanta per cento di raccolta differenziata entro fine anno? Ora Napoli è sotto il venti per cento e la differenziata, soprattutto quella "porta a porta", ha un costo elevato. Dove prenderete i soldi?
"I conti del Comune sono disastrosi. Ma i soldi per la differenziata li abbiamo trovati, grazie anche al presidente della Regione Caldoro abbiamo sbloccato dieci milioni di euro immediatamente spendibili. Oggi vedo il ministro Prestigiacomo per ulteriori finanziamenti. Dobbiamo solo partire".

Sembra più facile che il Napoli vinca scudetto e Champions piuttosto che la differenziata arrivi al 70 per cento. Perché correre di nuovo il rischio di una promessa difficile da mantenere?
"Questa è una città che ha bisogno di messaggi di grande speranza. Dopo la nostra delibera sulla differenziata siamo stati sommersi da migliaia di mail entusiaste dei cittadini. Sono ultra pronti per la differenziata. E per le isole ecologiche. E per la riduzione della plastica e degli imballaggi".

Ma la realtà è che intanto Berlusconi non ha ancora approvato il decreto per trasportare i rifiuti fuori regione. Perché?
"Diversi ambienti vogliono che Napoli resti sotto la spazzatura. Mi sembra evidente guardando quel che il governo non ha fatto. Perché? O vogliono la vera e propria emergenza per specularci sopra politicamente, o rispondono ad altri interessi poco leciti. Un ciclo corretto dei rifiuti porta occupazione, risparmio, soluzione del problema. A qualcuno non piace".

Alla Lega Nord?
"La Lega c'entra fino a un certo punto. Se il governo approva il decreto, la spazzatura di Napoli va nelle regioni del Centro e del Sud, che si sono già dichiarate disponibili ad accettarla, non in quelle del Nord".

Pensa che la Regione e la Provincia abbiano fatto tutto quanto era in loro potere?
"Io sono sindaco da due settimane e ho registrato la loro leale collaborazione. Però hanno tardato a prendere decisioni. In Campania ci sono siti già attrezzati per ricevere centomila tonnellate, non capisco perché chiedano di portare la spazzatura fuori regione e respingano l'idea di portarla semplicemente fuori provincia. Naturalmente ora ci aspettiamo che questi siti vengano utilizzati".

E se ancora una volta la situazione non si sbloccasse?
"Adotteremo misure per garantirci l'autosufficienza. Non posso dire quali, ma assicuro che non avranno impatto negativo né sulla salute dei cittadini né sull'ambiente. Dobbiamo prevedere siti provvisori per non più di 72 ore che sono però fondamentali perché il ciclo dei rifiuti non s'interrompa al primo stuzzicadenti nell'ingranaggio. E poi Napoli deve attrezzarsi a trattenere per qualche mese la spazzatura in luoghi lontani dagli abitati. Meglio lì che per le vie del centro".

Le stesse vie dove i cittadini esasperati rovesciano i cumuli di rifiuti e/o li incendiano. Lei dice che c'è una regia?
"Guardi, del vivere tra i rifiuti sono esasperato anch'io e comprendo benissimo il disagio dei miei concittadini. Ma i napoletani non sono così stupidi da appiccare i roghi che sprigionano pericolosissima diossina e trasformano i rifiuti normali in rifiuti speciali, allungando i tempi di raccolta. Soprattutto non scendono in strada incappucciati alle 6 del mattino quando c'è il cambio del turno di vigilanza. C'è chi in questi anni ha lucrato su assegnazioni di lavori, trasporti e disorganizzazione sistematica. Con il ciclo dei rifiuti che abbiamo impostato così come richiesto dall'Europa, tutto questo sparisce".

In quanti giorni?
"Ah no, numeri non ne do più. Però a un messaggio di ottimismo e di fiducia non rinuncio. Dico che vinceremo la battaglia. Abbiamo la volontà e la determinazione di andare fino in fondo. E non arretreremo di fronte a nulla".


Fonte:La Repubblica


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Luigi de Magistris, Un'ordinanza per tutelare la salute dei napoletani


https://www.youtube.com/watch?v=Ys8ogoFJdGA&feature=player_embedded


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Ospedale Gaeta: la Polverini chiude i reparti. Raimondi " Di nuovo in piazza con nuove e più aspre forme di protesta "

Ha promesso di «spaccare in due l'Italia» occupando addirittura l'autostrada con l'aiuto di Pontecorvo. A parlare così è il sindaco di Gaeta, Antonio Raimondi «A rischio c'è la chiusura dei reparti del Di Liegro entro la fine del mese e dunque tra pochi giorni».

Nel vertice intersindacale tenutosi proprio a Gaeta lunedì scorso, tutti i sindaci presenti, nonostante le rinnovate polemiche per la collocazione del policlinico del Golfo, hanno convenuto sulla necessità che nessun presidio può essere chiuso senza che prima non si faccia l'ospedale nuovo.

«Il day surgery che doveva essere riaperto a metà mese è ancora chiuso, malattie infettive se ne va dalla provincia di Latina e dunque per curarsi bisognerà traslocare a Roma, la riabilitazione va a Sezze, il pronto soccorso si chiude, medicina post acuzie va a Formia così come il laboratorio analisi. E poi mi devo ancora spiegare perchè non avviene questo trasferimento del distretto sanitario. Capisco le esigenze del governatore Polverini, ma sulla sanità non si puo risparmiare perchè chi risparmia spreca». E il rischio, in base a questo quadro, secondo il sindaco «è che ci sarà la cosiddetta mobilità passiva, ovvero andremo tutti a farci curare tra il Molise e la Campania o se va bene in provincia di Frosinone».

«Così come abbiamo fatto lo scorso anno - annuncia Raimondi - se non ci ascolteranno e se non ci daranno garanzie scenderemo in piazza con nuove e più aspre forme di protesta».

Il Sindaco Antonio Raimondi durante la prima manifestazione a difesa del Di Liegro del 24/09/2010


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Ha promesso di «spaccare in due l'Italia» occupando addirittura l'autostrada con l'aiuto di Pontecorvo. A parlare così è il sindaco di Gaeta, Antonio Raimondi «A rischio c'è la chiusura dei reparti del Di Liegro entro la fine del mese e dunque tra pochi giorni».

Nel vertice intersindacale tenutosi proprio a Gaeta lunedì scorso, tutti i sindaci presenti, nonostante le rinnovate polemiche per la collocazione del policlinico del Golfo, hanno convenuto sulla necessità che nessun presidio può essere chiuso senza che prima non si faccia l'ospedale nuovo.

«Il day surgery che doveva essere riaperto a metà mese è ancora chiuso, malattie infettive se ne va dalla provincia di Latina e dunque per curarsi bisognerà traslocare a Roma, la riabilitazione va a Sezze, il pronto soccorso si chiude, medicina post acuzie va a Formia così come il laboratorio analisi. E poi mi devo ancora spiegare perchè non avviene questo trasferimento del distretto sanitario. Capisco le esigenze del governatore Polverini, ma sulla sanità non si puo risparmiare perchè chi risparmia spreca». E il rischio, in base a questo quadro, secondo il sindaco «è che ci sarà la cosiddetta mobilità passiva, ovvero andremo tutti a farci curare tra il Molise e la Campania o se va bene in provincia di Frosinone».

«Così come abbiamo fatto lo scorso anno - annuncia Raimondi - se non ci ascolteranno e se non ci daranno garanzie scenderemo in piazza con nuove e più aspre forme di protesta».

Il Sindaco Antonio Raimondi durante la prima manifestazione a difesa del Di Liegro del 24/09/2010


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