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martedì 21 giugno 2011
Luigi De Magistris - Bisignani e la cupola dei massoni (L'Infedele 20 giugno 2011)
http://www.youtube.com/watch?v=EamnONrBNhk
Letta, Geronzi, Bisignani, furono la trinità del vero potere romano passato indenne dall'andreottismo al berlusconismo, orchestravano nomine, denaro dossier. Luigi de Magistri, ospite di Gad Lerner all'Infedele, osserva con molta attenzione e con grande interesse quest'inchiesta; nel luglio del 2007, la perquisizione a Luigi Bisignani per le indagini sulla loggia massonica, gli costò la toga di pubblico ministero e fu trasferito a Catanzaro.
http://www.youtube.com/watch?v=EamnONrBNhk
Letta, Geronzi, Bisignani, furono la trinità del vero potere romano passato indenne dall'andreottismo al berlusconismo, orchestravano nomine, denaro dossier. Luigi de Magistri, ospite di Gad Lerner all'Infedele, osserva con molta attenzione e con grande interesse quest'inchiesta; nel luglio del 2007, la perquisizione a Luigi Bisignani per le indagini sulla loggia massonica, gli costò la toga di pubblico ministero e fu trasferito a Catanzaro.
lunedì 20 giugno 2011
Ministeri Nord, Cei: dalla Lega gesto di disprezzo verso il Sud
domenica 19 giugno 2011
L'acqua di Napoli, «modello Parigi»
«Napoli sarà il primo comune italiano, dopo il referendum, a procedere verso la ripubblicizzazione dell'acqua». Il neoassessore ai Beni comuni, Alberto Lucarelli (tra gli estensori dei due quesiti sulle risorse idriche) si è presentato ieri in sala Giunta con la delibera approvata ad appena cinque giorni dallo spoglio delle schede. Nelle premesse si cita il Forum mondiale dell'acqua del 2006 con il richiamo alla «gestione partecipativa», gli utenti coinvolti «nella definizione delle politiche» e poi il Parlamento europeo: «La gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme di mercato interne». L'orizzonte dell'amministrazione diventa quello del Forum dei movimenti dell'acqua, e così l'Arin spa, ente in house del comune che gestisce il servizio idrico integrato, da società di capitali tornerà a essere soggetto giuridico di diritto pubblico «con le caratteristiche di azienda improntata a criteri di economicità, efficienza, trasparenza e partecipazione».
L'Arin era già un'azienda speciale, prima che l'innamoramento per il mercato diventasse una fede assoluta. Ma la novità sta nel punto che anticipa Lucarelli: «Introdurremo il modello pubblico che si sta seguendo anche a Parigi, i movimenti entreranno nella governance e anche nei comitati di controllo. Il percorso giuridico verrà costruito con il Forum dell'acqua» ma anche con la consultazione di esperti, a partire però dall'assunto che si tratta di un diritto umano universale, da sfruttare secondo i criteri di «solidarietà e nel rispetto degli equilibri ecologici». Consultazione e condivisione si struttureranno anche attraverso l'utilizzo del web. A dare maggior peso alle affermazioni la presenta in sala di padre Alex Zanotelli, come rappresentante dei comitati che in anni di lotte hanno costruito la vittoria referendaria, e dell'assessore Riccardo Realfonzo, a cui spetterà costruire il bilancio. Al tavolo anche il sindaco per introdurre altri aspetti legati al tema: apertura di almeno 10 beverini di acqua, refrigerata e addizionata di anidride carbonica, per disincentivarne l'acquisto in bottiglia, politica di riduzione dei bicchieri in plastica negli esercizi pubblici a favore di quelli in vetro.
Niente bicchieri usa e getta, perché il problema più grande resta quello dei rifiuti.
Il vicesindaco Tommaso Sodano è l'ultimo a prendere la parola, nella giornata in cui i parlamentari campani del Pdl hanno provato a fare la voce grossa contro la Lega, che si mette di traverso all'invio dei rifiuti napoletani in altre regioni. Ennesimo paradosso italiano: la regione preme per uscire dalla crisi con la costruzione di megatermovalorizzatori, mentre le amministrazioni venete preferiscono acquistare legname da bruciare nei loro impianti piuttosto che guadagnare con i rifiuti campani. Dal summit in prefettura è venuta fuori una lista di siti in cui sistemare momentaneamente la spazzatura per liberare gli impianti Stir di tritovagliatura e, passato il vento di Pontida, rimandare fuori i rifiuti. Per l'ultima volta, si spera: a breve verranno sbloccati da Palazzo Santa Lucia gli 8.250 milioni di euro per estendere entro 90 giorni la differenziata. La prossima settimana governo, regione e comune saranno a Bruxelles per cercare di sbloccare anche i 150 milioni di euro, fermi per la procedura di infrazione. Il governatore si presenterà con la sua idea sull'impiantistica e la necessità di altre discariche (quelle esistenti hanno appena 6 mesi di vita), l'assessore Sodano con idee opposte: niente sversatoi, differenziata spinta e impianti di compostaggio.
Braccio operativo l'Asìa, municipalizzata addetta al servizio, al centro però di una nuova polemica a causa della riconferma come ad di Daniele Fortini, convinto inceneritorista. Dal comune rassicurano: sarà il garante solo della parte gestionale. Ma i movimenti ormai sui rifiuti hanno un know how che hanno imparato a mettere a valore anche da soli: «Al corso Vittorio Emanuele - spiega Gianni Morra - è già operativo un progetto costato 3 euro a famiglia per l'acquisto di una compostiera da 120 euro, che sta dando grandi risultati visto che il materiale conferito è circa il 40% dei rifiuti prodotti. Basta estendere questa buona pratica al maxi condominio della città di Napoli».
Fonte:Il Manifesto
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«Napoli sarà il primo comune italiano, dopo il referendum, a procedere verso la ripubblicizzazione dell'acqua». Il neoassessore ai Beni comuni, Alberto Lucarelli (tra gli estensori dei due quesiti sulle risorse idriche) si è presentato ieri in sala Giunta con la delibera approvata ad appena cinque giorni dallo spoglio delle schede. Nelle premesse si cita il Forum mondiale dell'acqua del 2006 con il richiamo alla «gestione partecipativa», gli utenti coinvolti «nella definizione delle politiche» e poi il Parlamento europeo: «La gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme di mercato interne». L'orizzonte dell'amministrazione diventa quello del Forum dei movimenti dell'acqua, e così l'Arin spa, ente in house del comune che gestisce il servizio idrico integrato, da società di capitali tornerà a essere soggetto giuridico di diritto pubblico «con le caratteristiche di azienda improntata a criteri di economicità, efficienza, trasparenza e partecipazione».
L'Arin era già un'azienda speciale, prima che l'innamoramento per il mercato diventasse una fede assoluta. Ma la novità sta nel punto che anticipa Lucarelli: «Introdurremo il modello pubblico che si sta seguendo anche a Parigi, i movimenti entreranno nella governance e anche nei comitati di controllo. Il percorso giuridico verrà costruito con il Forum dell'acqua» ma anche con la consultazione di esperti, a partire però dall'assunto che si tratta di un diritto umano universale, da sfruttare secondo i criteri di «solidarietà e nel rispetto degli equilibri ecologici». Consultazione e condivisione si struttureranno anche attraverso l'utilizzo del web. A dare maggior peso alle affermazioni la presenta in sala di padre Alex Zanotelli, come rappresentante dei comitati che in anni di lotte hanno costruito la vittoria referendaria, e dell'assessore Riccardo Realfonzo, a cui spetterà costruire il bilancio. Al tavolo anche il sindaco per introdurre altri aspetti legati al tema: apertura di almeno 10 beverini di acqua, refrigerata e addizionata di anidride carbonica, per disincentivarne l'acquisto in bottiglia, politica di riduzione dei bicchieri in plastica negli esercizi pubblici a favore di quelli in vetro.
Niente bicchieri usa e getta, perché il problema più grande resta quello dei rifiuti.
Il vicesindaco Tommaso Sodano è l'ultimo a prendere la parola, nella giornata in cui i parlamentari campani del Pdl hanno provato a fare la voce grossa contro la Lega, che si mette di traverso all'invio dei rifiuti napoletani in altre regioni. Ennesimo paradosso italiano: la regione preme per uscire dalla crisi con la costruzione di megatermovalorizzatori, mentre le amministrazioni venete preferiscono acquistare legname da bruciare nei loro impianti piuttosto che guadagnare con i rifiuti campani. Dal summit in prefettura è venuta fuori una lista di siti in cui sistemare momentaneamente la spazzatura per liberare gli impianti Stir di tritovagliatura e, passato il vento di Pontida, rimandare fuori i rifiuti. Per l'ultima volta, si spera: a breve verranno sbloccati da Palazzo Santa Lucia gli 8.250 milioni di euro per estendere entro 90 giorni la differenziata. La prossima settimana governo, regione e comune saranno a Bruxelles per cercare di sbloccare anche i 150 milioni di euro, fermi per la procedura di infrazione. Il governatore si presenterà con la sua idea sull'impiantistica e la necessità di altre discariche (quelle esistenti hanno appena 6 mesi di vita), l'assessore Sodano con idee opposte: niente sversatoi, differenziata spinta e impianti di compostaggio.
Braccio operativo l'Asìa, municipalizzata addetta al servizio, al centro però di una nuova polemica a causa della riconferma come ad di Daniele Fortini, convinto inceneritorista. Dal comune rassicurano: sarà il garante solo della parte gestionale. Ma i movimenti ormai sui rifiuti hanno un know how che hanno imparato a mettere a valore anche da soli: «Al corso Vittorio Emanuele - spiega Gianni Morra - è già operativo un progetto costato 3 euro a famiglia per l'acquisto di una compostiera da 120 euro, che sta dando grandi risultati visto che il materiale conferito è circa il 40% dei rifiuti prodotti. Basta estendere questa buona pratica al maxi condominio della città di Napoli».
Fonte:Il Manifesto
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Esperienze di una calda estate,le speranze....

Di Francesca Amato
Mi ritrovo a scrivere a tutti miei compagni di viaggio del Partito del Sud,per raccontarvi quello che provo e per condividere con voi idee ed esperienze...il mio percorso continua ed è un percorso di lavoro duro,in cui il nostro Segretario ha speso anima e corpo, incontri,studio,crescita...preparazione intensiva, scambi vivaci, mi sento parte di una politica viva,sento crescere questo partito giorno per giorno.
La gente è stanca...delle alleanze sporche,della politica vecchio stile, a me non interessano i risultati dei grandi numeri,se devo raggiungerli puzzando di marcio come un qualunque riciclato...a me interessa ascoltare il popolo,ma avete visto i risultati dei referendum?Non è la politica antica e di partito che ha vinto,è la voglia di riscatto della gente.
Sono stufa di un sud che fa le cose alla carlona, non saranno i risultati frettolosi a dare frutti,io lavoro perchè le cose cambino,perchè nel futuro altri giovani non siano costretti a chiedere aiuto alla Parrocchia per mangiare come capita me!
Io sto vedendo che piano piano il terreno si smuove,che le persone mi ascoltano,che non siamo i soliti quattro gatti,che stiamo vincendo sul serio...una squadra di gente per bene,spesso con gravi difficoltà e disagi come me,che cerca un riscatto senza volere in cambio nulla....la carica,l'alleanza da solotto,il gossip da quattro soldi lasciamoli ad altri,io sono fiera di quello che stiamo facendo.
Vedo la gioia e l'intelligenza con cui Alfonso propone le sue idee,la follia meravigliosa di Massimo,l'esperienza di Giovanni...non ve li cito tutti,ma questa è la mia famiglia politica e Beppe?Ascolta tutti,con umiltà ed energia,lontano da uno squallore politico che in sicilia è normalità...sigaretta in bocca,montagne di libri,è il motore propulsivo di quest'onda nascente...voglio credere che almeno nel Partito del Sud non vinca la mediocrità,non passino le bugie,non si facciano largo gli arrivisti e gli spocchiosi!Sto da un anno nel Psud...finalmente ecco i direttivi,seri,pianificati,ecco lo scambio di opinioni,la crescita,ecco la gente...artisti come me,agricoltori,pescatori,sindaci,architetti...non perdiamo quest'opportunità di crescita,la via è quella giusta...buon lavoro a tutti!
Fonte:Partito del Sud - Ganci
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Di Francesca Amato
Mi ritrovo a scrivere a tutti miei compagni di viaggio del Partito del Sud,per raccontarvi quello che provo e per condividere con voi idee ed esperienze...il mio percorso continua ed è un percorso di lavoro duro,in cui il nostro Segretario ha speso anima e corpo, incontri,studio,crescita...preparazione intensiva, scambi vivaci, mi sento parte di una politica viva,sento crescere questo partito giorno per giorno.
La gente è stanca...delle alleanze sporche,della politica vecchio stile, a me non interessano i risultati dei grandi numeri,se devo raggiungerli puzzando di marcio come un qualunque riciclato...a me interessa ascoltare il popolo,ma avete visto i risultati dei referendum?Non è la politica antica e di partito che ha vinto,è la voglia di riscatto della gente.
Sono stufa di un sud che fa le cose alla carlona, non saranno i risultati frettolosi a dare frutti,io lavoro perchè le cose cambino,perchè nel futuro altri giovani non siano costretti a chiedere aiuto alla Parrocchia per mangiare come capita me!
Io sto vedendo che piano piano il terreno si smuove,che le persone mi ascoltano,che non siamo i soliti quattro gatti,che stiamo vincendo sul serio...una squadra di gente per bene,spesso con gravi difficoltà e disagi come me,che cerca un riscatto senza volere in cambio nulla....la carica,l'alleanza da solotto,il gossip da quattro soldi lasciamoli ad altri,io sono fiera di quello che stiamo facendo.
Vedo la gioia e l'intelligenza con cui Alfonso propone le sue idee,la follia meravigliosa di Massimo,l'esperienza di Giovanni...non ve li cito tutti,ma questa è la mia famiglia politica e Beppe?Ascolta tutti,con umiltà ed energia,lontano da uno squallore politico che in sicilia è normalità...sigaretta in bocca,montagne di libri,è il motore propulsivo di quest'onda nascente...voglio credere che almeno nel Partito del Sud non vinca la mediocrità,non passino le bugie,non si facciano largo gli arrivisti e gli spocchiosi!Sto da un anno nel Psud...finalmente ecco i direttivi,seri,pianificati,ecco lo scambio di opinioni,la crescita,ecco la gente...artisti come me,agricoltori,pescatori,sindaci,architetti...non perdiamo quest'opportunità di crescita,la via è quella giusta...buon lavoro a tutti!
Fonte:Partito del Sud - Ganci
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In memoria d'un mio avo

di Andrea Balìa
E contraddistingue il mio attuale impegno politico, la mia passione, conferendole una ragione in più, e tenendo vivo un senso di continuità che giustifica fino in fondo il perché di questo omaggio, di queste parole in questo giorno.
Ero un bambino, ahimè molti anni fa, e in casa della famiglia di mia madre, dei miei nonni materni, ho ascoltato a più riprese in quei momenti particolari come il fine pranzo (quando si è portati a raccontarsi vecchie storie), o in serate dove la televisione non c’era ancora a farla da padrona, o ancora vicino al letto di mio nonno (che ricordo ormai sempre malato nei suoi ultimi anni di vita), delle storie che m’apparivano come leggende, fantastiche e tenebrose, affascinanti come il racconto di eroi, d’uomini dal coraggio indomito d’altri tempi.
Tali mi apparivano e non mi era ben chiaro dove finisse la verità ed iniziasse il favoleggiare di quei racconti, di quelle memorie. Ricordo ancora che quando cercavo di capirne di più, e mi ripetevo in domande dettate dalla curiosità, venivo zittito e c’era un’aria tra i presenti del tipo : “va bene, ma meglio non approfondire, meglio non parlarne troppo, sono storie vecchie…” , quasi come qualcosa da rimuovere, di cui è bene forse ricordarsi, ma poi non più di tanto, come se un qualcosa di pericoloso, tra il mistero e l’ineluttabile faceva propendere per non entrarvi dentro più di tanto, storie per una malcelata opportunità quasi da rimuovere…
Il senso malefico inculcato del minoritarismo!
Per quelli che non conoscono questa storia della mia famiglia, vado a svelare il cognome di mia madre : CROCCO!
Ebbene, si, solo circa 22/23 anni fa, iniziando ad interessarmi della storia del nostro Sud, ho ricollegato : il famoso, forse quello più famoso, brigante Carmine Crocco, era un mio avo diretto.
Nei fatti, mio nonno materno Giovanni Crocco, era un nipote – diciamo di 2° grado – di Carmine Crocco. Nei fatti suo padre era un cugino del famoso brigante. Infatti i miei nonni erano originari di Rionero in Vulture in Basilicata, il paese dove c’è ancora la casa originaria del nostro personaggio, e dove i miei genitori erano andati “sfollati” (come si usava dire) ai tempi dell’ultima guerra, rifugiandosi dai parenti ancora là residenti.
Quando ho ricollegato il tutto per me s’è risvegliato il mondo dei ricordi d’infanzia, di quelle storie ascoltate rapito come può esserlo un bambino tra i 6 e i 7 anni; ho chiesto ad un mio cugino più grande che fa proprio Crocco di cognome, che m’ha confermato il tutto, dandomi ulteriori ragguagli.
Che dire? Anche se può sembrare eccessivo, esagerato, avverto come un senso di grande responsabilità, di dovere, il portare rispetto negli atti e nei fatti dei miei impegni politici al proseguimento di ideali cui il mio avo ha donato i suoi anni, la sua gioventù, la sua vita. La difesa della propria terra, la dignità della difesa dell’appartenenza ad un mondo e a dei costumi millenari di cui il nostro Sud è portatore. La difesa della libertà contro l’espropriazione dei beni e delle leggi che uno Stato s’era dato in sette secoli d’autonomia.
Alto va il mio ricordo, fiero di cotanta progenie, nel giorno in cui (18 Giugno) 106 anni fa Carmine Crocco, brigante, partigiano e capo fino di 5.000 uomini circa organizzati in bande, terminò la sua incredibile, avventurosa e gloriosa vita nelle carceri di Livorno.
Andrea Balìa

di Andrea Balìa
E contraddistingue il mio attuale impegno politico, la mia passione, conferendole una ragione in più, e tenendo vivo un senso di continuità che giustifica fino in fondo il perché di questo omaggio, di queste parole in questo giorno.
Ero un bambino, ahimè molti anni fa, e in casa della famiglia di mia madre, dei miei nonni materni, ho ascoltato a più riprese in quei momenti particolari come il fine pranzo (quando si è portati a raccontarsi vecchie storie), o in serate dove la televisione non c’era ancora a farla da padrona, o ancora vicino al letto di mio nonno (che ricordo ormai sempre malato nei suoi ultimi anni di vita), delle storie che m’apparivano come leggende, fantastiche e tenebrose, affascinanti come il racconto di eroi, d’uomini dal coraggio indomito d’altri tempi.
Tali mi apparivano e non mi era ben chiaro dove finisse la verità ed iniziasse il favoleggiare di quei racconti, di quelle memorie. Ricordo ancora che quando cercavo di capirne di più, e mi ripetevo in domande dettate dalla curiosità, venivo zittito e c’era un’aria tra i presenti del tipo : “va bene, ma meglio non approfondire, meglio non parlarne troppo, sono storie vecchie…” , quasi come qualcosa da rimuovere, di cui è bene forse ricordarsi, ma poi non più di tanto, come se un qualcosa di pericoloso, tra il mistero e l’ineluttabile faceva propendere per non entrarvi dentro più di tanto, storie per una malcelata opportunità quasi da rimuovere…
Il senso malefico inculcato del minoritarismo!
Per quelli che non conoscono questa storia della mia famiglia, vado a svelare il cognome di mia madre : CROCCO!
Ebbene, si, solo circa 22/23 anni fa, iniziando ad interessarmi della storia del nostro Sud, ho ricollegato : il famoso, forse quello più famoso, brigante Carmine Crocco, era un mio avo diretto.
Nei fatti, mio nonno materno Giovanni Crocco, era un nipote – diciamo di 2° grado – di Carmine Crocco. Nei fatti suo padre era un cugino del famoso brigante. Infatti i miei nonni erano originari di Rionero in Vulture in Basilicata, il paese dove c’è ancora la casa originaria del nostro personaggio, e dove i miei genitori erano andati “sfollati” (come si usava dire) ai tempi dell’ultima guerra, rifugiandosi dai parenti ancora là residenti.
Quando ho ricollegato il tutto per me s’è risvegliato il mondo dei ricordi d’infanzia, di quelle storie ascoltate rapito come può esserlo un bambino tra i 6 e i 7 anni; ho chiesto ad un mio cugino più grande che fa proprio Crocco di cognome, che m’ha confermato il tutto, dandomi ulteriori ragguagli.
Che dire? Anche se può sembrare eccessivo, esagerato, avverto come un senso di grande responsabilità, di dovere, il portare rispetto negli atti e nei fatti dei miei impegni politici al proseguimento di ideali cui il mio avo ha donato i suoi anni, la sua gioventù, la sua vita. La difesa della propria terra, la dignità della difesa dell’appartenenza ad un mondo e a dei costumi millenari di cui il nostro Sud è portatore. La difesa della libertà contro l’espropriazione dei beni e delle leggi che uno Stato s’era dato in sette secoli d’autonomia.
Alto va il mio ricordo, fiero di cotanta progenie, nel giorno in cui (18 Giugno) 106 anni fa Carmine Crocco, brigante, partigiano e capo fino di 5.000 uomini circa organizzati in bande, terminò la sua incredibile, avventurosa e gloriosa vita nelle carceri di Livorno.
Andrea Balìa
De Magistris, annuncio coraggioso : ripulisco Napoli in 5 giorni!
" RIPULISCO NAPOLI IN 5 GIORNI ! "
" RIPULISCO NAPOLI IN 5 GIORNI ! "
sabato 18 giugno 2011
Fotovoltaico: in Italia vale già come 5 centrali nucleari

L’Italia raggiunge i 5.560 MW di potenza fotovoltaica connessi alla rete; cinque centrali nucleari avrebbero una potenza di 5.000 MW
Il Gse, gestore servizi energetici, ha pubblicato i dati raccolti dal proprio Contatore fotovoltaico: la potenza cumulata degli impianti fotovoltaici connessi alla rete in Italia ha raggiunto i 5.560 megawatt.

L’Italia raggiunge i 5.560 MW di potenza fotovoltaica connessi alla rete; cinque centrali nucleari avrebbero una potenza di 5.000 MW
Il Gse, gestore servizi energetici, ha pubblicato i dati raccolti dal proprio Contatore fotovoltaico: la potenza cumulata degli impianti fotovoltaici connessi alla rete in Italia ha raggiunto i 5.560 megawatt.
Sotto il vulcano

Altro che grande riforma fiscale, altro che scossa all'economia, altro che allargamento dei cordoni della borsa per rimediare alla doppia sberla delle amministrative e del referendum. La verifica reale non la faranno la prossima settimana gli "improponibili" o i "responsabili" di questa maggioranza in disarmo: hanno già cominciato a farla quei ragazzi "terribili" che ogni giorno, da dietro un computer, decidono le sorti dei Paesi e dei mercati. L'allegra brigata berlusconiana, cieca e sorda di fronte alla realtà, danza sotto il vulcano. L'Italia non può permettersi il lusso di ridurre le tasse o di aumentare la spesa. Il nostro bilancio pubblico non offre margini. Il nostro debito non diminuisce. La nostra crescita é pressoché inesistente. In queste condizioni, qualunque passo falso sarebbe fatale, ed esporrebbe il Paese al pericolo di un downgrading, e quindi di una deriva greca. Aumento immediato degli spread dei nostri titoli e del premio di rischio richiesto dai mercati per sottoscriverli, impennata del costo del debito, necessità di aumentare ancora di più le tasse per finanziare l'aumento dei tassi. È la spirale temuta da settimane da Giulio Tremonti, che il presidente del consiglio non ha voluto vedere né capire, illuso com'è di poter riconquistare gli italiani con l'ennesimo gioco di prestigio, e di poter "fregare" l'Europa con l'ennesima truffa contabile.
Ora il premier è servito. Il siluro armato da Moody's è un argomento decisivo, nelle mani del ministro dell'Economia. Conferma che la sua non è un'impuntatura tardiva o autolesionistica, ma una necessità oggettiva a difesa dell'interesse nazionale. Non possiamo tradire il patto di stabilità, non possiamo sciogliere il vincolo esterno che ci lega all'Europa. Non possiamo rinunciare all'impegno del pareggio di bilancio. Al contrario: se vogliamo evitare la bancarotta, dobbiamo accelerare sul sentiero del risanamento e del rigore finanziario, anticipando a prima dell'estate la manovra da 40 miliardi che ci chiede la Ue e che si aspettano i mercati. Non c'è altra via.
È finito il tempo delle televendite propagandistiche e delle scorciatoie demagogiche. Prima ancora dei druidi padani e del sacro rito pagano di Pontida, la fine della ricreazione la suona la campana di Moody's. È una novità devastante per il Cavaliere. Ma è anche una pessima notizia per l'Italia. Dopo tre anni di lassismo berlusconiano e di cadornismo tremontiano, ci ritroviamo ancora una volta nel girone infernale del Club Med di Eurolandia. Tornare alla crescita, ha invocato Mario Draghi il 31 maggio, nelle sue ultime considerazioni finali da governatore della Banca d'Italia. È già tanto se non ci cacceranno dall'euro, grazie a questo governo di nani e ballerine, di faccendieri e di apprendisti stregoni.
m.giannini@repubblica.it
Fonte: La Repubblica

Altro che grande riforma fiscale, altro che scossa all'economia, altro che allargamento dei cordoni della borsa per rimediare alla doppia sberla delle amministrative e del referendum. La verifica reale non la faranno la prossima settimana gli "improponibili" o i "responsabili" di questa maggioranza in disarmo: hanno già cominciato a farla quei ragazzi "terribili" che ogni giorno, da dietro un computer, decidono le sorti dei Paesi e dei mercati. L'allegra brigata berlusconiana, cieca e sorda di fronte alla realtà, danza sotto il vulcano. L'Italia non può permettersi il lusso di ridurre le tasse o di aumentare la spesa. Il nostro bilancio pubblico non offre margini. Il nostro debito non diminuisce. La nostra crescita é pressoché inesistente. In queste condizioni, qualunque passo falso sarebbe fatale, ed esporrebbe il Paese al pericolo di un downgrading, e quindi di una deriva greca. Aumento immediato degli spread dei nostri titoli e del premio di rischio richiesto dai mercati per sottoscriverli, impennata del costo del debito, necessità di aumentare ancora di più le tasse per finanziare l'aumento dei tassi. È la spirale temuta da settimane da Giulio Tremonti, che il presidente del consiglio non ha voluto vedere né capire, illuso com'è di poter riconquistare gli italiani con l'ennesimo gioco di prestigio, e di poter "fregare" l'Europa con l'ennesima truffa contabile.
Ora il premier è servito. Il siluro armato da Moody's è un argomento decisivo, nelle mani del ministro dell'Economia. Conferma che la sua non è un'impuntatura tardiva o autolesionistica, ma una necessità oggettiva a difesa dell'interesse nazionale. Non possiamo tradire il patto di stabilità, non possiamo sciogliere il vincolo esterno che ci lega all'Europa. Non possiamo rinunciare all'impegno del pareggio di bilancio. Al contrario: se vogliamo evitare la bancarotta, dobbiamo accelerare sul sentiero del risanamento e del rigore finanziario, anticipando a prima dell'estate la manovra da 40 miliardi che ci chiede la Ue e che si aspettano i mercati. Non c'è altra via.
È finito il tempo delle televendite propagandistiche e delle scorciatoie demagogiche. Prima ancora dei druidi padani e del sacro rito pagano di Pontida, la fine della ricreazione la suona la campana di Moody's. È una novità devastante per il Cavaliere. Ma è anche una pessima notizia per l'Italia. Dopo tre anni di lassismo berlusconiano e di cadornismo tremontiano, ci ritroviamo ancora una volta nel girone infernale del Club Med di Eurolandia. Tornare alla crescita, ha invocato Mario Draghi il 31 maggio, nelle sue ultime considerazioni finali da governatore della Banca d'Italia. È già tanto se non ci cacceranno dall'euro, grazie a questo governo di nani e ballerine, di faccendieri e di apprendisti stregoni.
m.giannini@repubblica.it
Fonte: La Repubblica
De Magistris: Fui trasferito dopo perquisizione Bisignani (16 giugno 2011)
http://www.youtube.com/watch?v=UGwgsYJpt74
"Sono saltato professionalmente perchè, tra i vari motivi, nel 2007 feci una perquisizione a Luigi Bisignani". Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, all'epoca magistrato, commentando l'inchiesta sulla P4. Subito dopo ha aggiunto: "Pochi giorni dopo l'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella accelerò la procedura ispettiva, condotta da magistrati che sono nell'inchiesta P4. Nel giro di pochissimi giorni fu chiesto il trasferimento d'ufficio e in altrettanti pochissimi giorni fui trasferito". "Da cittadino - ha concluso - da sindaco di Napoli e da ex pm osservo con grande attenzione e con grande interesse quest'inchiesta che coinvolge personaggi che già negli anni scorsi, compreso l'onorevole Papa, hanno lavorato per cercare di ostacolarmi". (di anna laura de rosa)
L'INFEDELE 20/06/11 - L'Infedele e la cupola dei faccendieri
http://www.youtube.com/watch?v=JwlNkVRA49k
http://www.youtube.com/watch?v=UGwgsYJpt74
"Sono saltato professionalmente perchè, tra i vari motivi, nel 2007 feci una perquisizione a Luigi Bisignani". Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, all'epoca magistrato, commentando l'inchiesta sulla P4. Subito dopo ha aggiunto: "Pochi giorni dopo l'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella accelerò la procedura ispettiva, condotta da magistrati che sono nell'inchiesta P4. Nel giro di pochissimi giorni fu chiesto il trasferimento d'ufficio e in altrettanti pochissimi giorni fui trasferito". "Da cittadino - ha concluso - da sindaco di Napoli e da ex pm osservo con grande attenzione e con grande interesse quest'inchiesta che coinvolge personaggi che già negli anni scorsi, compreso l'onorevole Papa, hanno lavorato per cercare di ostacolarmi". (di anna laura de rosa)
L'INFEDELE 20/06/11 - L'Infedele e la cupola dei faccendieri
http://www.youtube.com/watch?v=JwlNkVRA49k

