giovedì 24 giugno 2010

BRIGANTI a Gaeta


http://www.youtube.com/watch?v=73xr-2sMd5o

Gaeta 19/06/2010 - Il discorso del rappresentante dei BRIGANTI al 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea

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http://www.youtube.com/watch?v=73xr-2sMd5o

Gaeta 19/06/2010 - Il discorso del rappresentante dei BRIGANTI al 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea

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ll business del cemento sta cancellando il Bel Paese



Di Marco Ferrante


Finire per forza come il “ragazzo della via Gluck”.

L’Italia un tempo aveva i suoi colori. L’azzurro del cielo, dei laghi e delle acque che accarezzano i suoi 7.500 Km di coste; il giallo dei campi di grano da cui si ricava la pasta; il verde di boschi e parchi. Da qualche tempo a questa parte, l’invecchiamento della popolazione, la moda delle seconde case, l’abusivismo edilizio, la smania di guadagno dei costruttori italiani ma anche il piano casa 2009 e i diversi condoni edilizi susseguitisi con regolarità negli ultimi 15 anni, hanno ormai tinto di grigio il caro Bel Paese. Il business edilizio pare inarrestabile.

BUSINESS EDILIZIO, PIANO CASA E CONDONO EDILIZIO
Sancito da una legge del marzo 2009, è sicuramente poco amico dell’ambiente: ilPiano Casa nasce proprio con l’intento di incentivare l’ampliamento, la ristrutturazione, la ricostruzione delle abitazioni esistenti. Il Piano Casa prevede la possibilità di ampliare fino a 300 metri cubi (equivalenti a 100 metri quadrati) ogni “unità abitativa”, di costruire fabbricati più alti di 4 metri. Consente inoltre cambi di destinazione d’uso e soprattutto permette, di ricostruire abitazioni più grandi del 35% nel caso ci sia abbattimento. E tutto questo senza che servano permessi comunali. Oltre a favorire la cementificazione, il Piano Casa è ossigeno per il business edilizio, il settore che più di ogni altro contribuisce alle emissioni di CO2 in atmosfera. Ora dopo ora pare invece allontanarsi l’ipotesi del condono edilizio da 6 miliardi, inizialmente previsto dalla manovra in fase di discussione dal Governo. L’ultimo condono risale al 2003. Se dovesse invece essere inserito nella manovra ci sarebbe poco da sperare che la speculazione edilizia in Italia possa arrendersi alla legalità giuridica e alla tutela dell’ambiente.

IPERSVILUPPO EDIZILIO, IPERSPECULAZIONE
Provate ad immaginarvi 3.5 milioni di ettari scomparsi. Faticate a immaginarveli? La dimensione è quella di una regione come Lazio e Abruzzo, che equivale a quanto è stato inghiottito dalla furia cementificatrice in Italia tra il 1990 e il 2005. Il business edilizio, numeri alla mano, fa paura. Ma inquieta ancora di più se si considera che nemmeno troppo raramente quei 244.000 ettari strappati ogni anno al verde si trovano in aree a rischio idrogeologico: per l’esattezza, secondo parametri ufficiali, in Italia sono più di 1.100 quelli ad altissimo rischio idrogeologico, 2.500 ad alto rischio. Il numero di comuni italiani, circa 8.000, da l’idea delle proporzioni. Il business edilizio ha però un nemico, e si chiama edilizia popolare. In effetti, le case popolari hanno per definizione i prezzi delle case sono all’altezza del loro nome, e rendono molto meno di altri generi di alloggi. Non è un caso che in Italia gli alloggi popolari costituiscano solo il 4% del totale, mentre arriviamo al 18% e nel Regno Unito al 21% (quasi una casa su quattro!).

Fonte: Il Faro Magazine

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Di Marco Ferrante


Finire per forza come il “ragazzo della via Gluck”.

L’Italia un tempo aveva i suoi colori. L’azzurro del cielo, dei laghi e delle acque che accarezzano i suoi 7.500 Km di coste; il giallo dei campi di grano da cui si ricava la pasta; il verde di boschi e parchi. Da qualche tempo a questa parte, l’invecchiamento della popolazione, la moda delle seconde case, l’abusivismo edilizio, la smania di guadagno dei costruttori italiani ma anche il piano casa 2009 e i diversi condoni edilizi susseguitisi con regolarità negli ultimi 15 anni, hanno ormai tinto di grigio il caro Bel Paese. Il business edilizio pare inarrestabile.

BUSINESS EDILIZIO, PIANO CASA E CONDONO EDILIZIO
Sancito da una legge del marzo 2009, è sicuramente poco amico dell’ambiente: ilPiano Casa nasce proprio con l’intento di incentivare l’ampliamento, la ristrutturazione, la ricostruzione delle abitazioni esistenti. Il Piano Casa prevede la possibilità di ampliare fino a 300 metri cubi (equivalenti a 100 metri quadrati) ogni “unità abitativa”, di costruire fabbricati più alti di 4 metri. Consente inoltre cambi di destinazione d’uso e soprattutto permette, di ricostruire abitazioni più grandi del 35% nel caso ci sia abbattimento. E tutto questo senza che servano permessi comunali. Oltre a favorire la cementificazione, il Piano Casa è ossigeno per il business edilizio, il settore che più di ogni altro contribuisce alle emissioni di CO2 in atmosfera. Ora dopo ora pare invece allontanarsi l’ipotesi del condono edilizio da 6 miliardi, inizialmente previsto dalla manovra in fase di discussione dal Governo. L’ultimo condono risale al 2003. Se dovesse invece essere inserito nella manovra ci sarebbe poco da sperare che la speculazione edilizia in Italia possa arrendersi alla legalità giuridica e alla tutela dell’ambiente.

IPERSVILUPPO EDIZILIO, IPERSPECULAZIONE
Provate ad immaginarvi 3.5 milioni di ettari scomparsi. Faticate a immaginarveli? La dimensione è quella di una regione come Lazio e Abruzzo, che equivale a quanto è stato inghiottito dalla furia cementificatrice in Italia tra il 1990 e il 2005. Il business edilizio, numeri alla mano, fa paura. Ma inquieta ancora di più se si considera che nemmeno troppo raramente quei 244.000 ettari strappati ogni anno al verde si trovano in aree a rischio idrogeologico: per l’esattezza, secondo parametri ufficiali, in Italia sono più di 1.100 quelli ad altissimo rischio idrogeologico, 2.500 ad alto rischio. Il numero di comuni italiani, circa 8.000, da l’idea delle proporzioni. Il business edilizio ha però un nemico, e si chiama edilizia popolare. In effetti, le case popolari hanno per definizione i prezzi delle case sono all’altezza del loro nome, e rendono molto meno di altri generi di alloggi. Non è un caso che in Italia gli alloggi popolari costituiscano solo il 4% del totale, mentre arriviamo al 18% e nel Regno Unito al 21% (quasi una casa su quattro!).

Fonte: Il Faro Magazine

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mercoledì 23 giugno 2010

Il discorso di Antonio Ciano al 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea 6/6


http://www.youtube.com/watch?v=dfSiHxQx1c0

Gaeta 19/06/2010 - Antonio Ciano apre i lavori del 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea

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http://www.youtube.com/watch?v=dfSiHxQx1c0

Gaeta 19/06/2010 - Antonio Ciano apre i lavori del 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea

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Il discorso di Antonio Ciano al 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea 5/6


http://www.youtube.com/watch?v=BN3BAvAN0Rc

Gaeta 19/06/2010 - Antonio Ciano apre i lavori del 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea

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http://www.youtube.com/watch?v=BN3BAvAN0Rc

Gaeta 19/06/2010 - Antonio Ciano apre i lavori del 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea

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Il discorso di Antonio Ciano al 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea 4/6


http://www.youtube.com/watch?v=ohuV7dWMEGg

Gaeta 19/06/2010 - Antonio Ciano apre i lavori del 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea

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http://www.youtube.com/watch?v=ohuV7dWMEGg

Gaeta 19/06/2010 - Antonio Ciano apre i lavori del 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea

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Il discorso di Antonio Ciano al 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea 3/6


http://www.youtube.com/watch?v=CkVm9W5zZDo

Gaeta 19/06/2010 - Antonio Ciano apre i lavori del 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea

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http://www.youtube.com/watch?v=CkVm9W5zZDo

Gaeta 19/06/2010 - Antonio Ciano apre i lavori del 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea

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Il discorso di Antonio Ciano al 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea 2/6


http://www.youtube.com/watch?v=dwa0XSJoX_M

Gaeta 19/06/2010 - Antonio Ciano apre i lavori del 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea

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Gaeta 19/06/2010 - Antonio Ciano apre i lavori del 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea

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“Dopo gli ultimi insulti contro i napoletani, i leghisti non sono più graditi in questo locale. Firmato: la direzione”

Perché non ricordare quell’estate del 2009? Matteo Salvini,europarlamentare leghista, bicchiere di birra in mano, militanti intorno a lui che lo accolgono con il coro “Matteo capogruppo” e poi parte il ritornello, noto negli stadi, contro i napoletani “colerosi e terremotati”.

Un vero signore il capogruppo del Carroccio al comune di Milano, e autore di numerose dichiarazioni controverse, come la proposta di vagoni della metro riservati ai milanesi e off limits per gli extracomunitari.

Questo è semplicemente un esempio, pescato tra tanti altri volendo, peggiori, più stupidi e desolanti. E così succede che un popolo a torto, più spesso a ragione, causa del malessere paranoide di troppi risponde.

Ed anche che “Dopo gli ultimi insulti contro i napoletani, i leghisti non sono più graditi in questo locale. Firmato: la direzione”.

Questo cartello, da oggi è possibile leggerlo sulle vetrine di alcuni negozi di Napoli, dopo l’ultimo raduno della lega Nord di Umberto Bossi a Pontida, dove sono stati cantati a squarciagola veri cori da stadio contro la cittadinanza partenopea.

E sono in tanti ad aderire: da ‘Napolimania’ di Enrico Durazzo alla pizzeria ‘Sorbillo’ a via dei Tribunali. Siamo stanchi di subire cori contro i napoletani” – spiega uno dei promotori, il coordinatore campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli -. “Gli insulti e le volgarità dei leghisti non ci fanno più ridere. Ha ragione il presidente della Camera Fini quando dice che la Padania non esiste e che i leghisti minano l’unità nazionale. L’unica cosa che possiamo fare noi napoletani è reagire con forza contro i barbari leghisti”.

Gino Sorbillo, titolare della pizzeria E che ha esposto il cartello, ha sostenuto con veemenza: “Oggi tanti turisti del nord ci hanno abbracciato, ci facevano i complimenti addirittura qualcuno ci ha detto che affiggerà il cartellone nel suo comune in Piemonte e in Lombardia. Altri ci hanno chiesto scusa affermando che non tutti gli abitanti del nord la pensano e si esprimono come i leghisti

Chiara Pannullo



Fonte:New notizie.it
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Perché non ricordare quell’estate del 2009? Matteo Salvini,europarlamentare leghista, bicchiere di birra in mano, militanti intorno a lui che lo accolgono con il coro “Matteo capogruppo” e poi parte il ritornello, noto negli stadi, contro i napoletani “colerosi e terremotati”.

Un vero signore il capogruppo del Carroccio al comune di Milano, e autore di numerose dichiarazioni controverse, come la proposta di vagoni della metro riservati ai milanesi e off limits per gli extracomunitari.

Questo è semplicemente un esempio, pescato tra tanti altri volendo, peggiori, più stupidi e desolanti. E così succede che un popolo a torto, più spesso a ragione, causa del malessere paranoide di troppi risponde.

Ed anche che “Dopo gli ultimi insulti contro i napoletani, i leghisti non sono più graditi in questo locale. Firmato: la direzione”.

Questo cartello, da oggi è possibile leggerlo sulle vetrine di alcuni negozi di Napoli, dopo l’ultimo raduno della lega Nord di Umberto Bossi a Pontida, dove sono stati cantati a squarciagola veri cori da stadio contro la cittadinanza partenopea.

E sono in tanti ad aderire: da ‘Napolimania’ di Enrico Durazzo alla pizzeria ‘Sorbillo’ a via dei Tribunali. Siamo stanchi di subire cori contro i napoletani” – spiega uno dei promotori, il coordinatore campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli -. “Gli insulti e le volgarità dei leghisti non ci fanno più ridere. Ha ragione il presidente della Camera Fini quando dice che la Padania non esiste e che i leghisti minano l’unità nazionale. L’unica cosa che possiamo fare noi napoletani è reagire con forza contro i barbari leghisti”.

Gino Sorbillo, titolare della pizzeria E che ha esposto il cartello, ha sostenuto con veemenza: “Oggi tanti turisti del nord ci hanno abbracciato, ci facevano i complimenti addirittura qualcuno ci ha detto che affiggerà il cartellone nel suo comune in Piemonte e in Lombardia. Altri ci hanno chiesto scusa affermando che non tutti gli abitanti del nord la pensano e si esprimono come i leghisti

Chiara Pannullo



Fonte:New notizie.it

Il discorso di Antonio Ciano al 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea 1/6


http://www.youtube.com/watch?v=cCkJx8q2_5o

Gaeta 19/06/2010 - Antonio Ciano apre i lavori del 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea
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http://www.youtube.com/watch?v=cCkJx8q2_5o

Gaeta 19/06/2010 - Antonio Ciano apre i lavori del 1^ Congresso della Confederazione Sud Euromediterranea
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I big dei giornali all'Aquila "I riflettori non si spegneranno" Contestati Tg1, Tg2 e Mediaset

Direttori e vicedirettori di testate nazionali e locali tra le macerie della città devastata. Gli aquilani: "Continuate a raccontare il nostro dramma". Slogan contro il Tg1, Tg2 e reti Mediaset, assenti all'iniziativa del sindaco Cialente

di Enrico Nardecchia



L'AQUILA. "La città non deve essere abbandonata". Bianca Berlinguer (Tg3), Corradino Mineo (Rainews24), Gregorio Botta (la Repubblica), Giovanni Maria Bellu (L'Unità), Luigi Vicinanza (il Centro), Paolo Corallo (Ansa), Alessandro Barbano (Il Messaggero). Direttori e vicedirettori di testate nazionali e locali visitano il centro storico della città devastata. Quattordici mesi dopo il terremoto operai ancora al lavoro sui puntellamenti, ma macerie ferme al palo dopo i crolli del sisma.

Ai Quattro Cantoni contestazione da parte di un gruppo di cittadini all'indirizzo del Tg1, Tg2 e reti Mediaset, accusate di aver oscurato il corteo dei 20mila per l'Sos per L'Aquila. I cittadini hanno chiesto ai giornalisti di continuare a raccontare la realtà di una ricostruzione che non parte e alle istituzioni di accelerare le procedure per rientrare nelle abitazioni e per progettare la ricostruzione del centro storico. Il sindaco Massimo Cialente scorta le troupe nelle principali strade della zona rossa.

La delegazione ha raggiunto anche la cattedrale di San Massimo, ancora piena di macerie. Poi un passaggio in piazza della Prefettura, piazza San Pietro, piazza dei Gesuiti. I big dei giornali hanno anche risposto all'invito del capo della Protezione civlie Guido Bertolaso, che li ha invitati a "non visitare solo il centro storico, ma anche le opere fatte", e hanno vistato l'insediaento del progetto C.A.S.E. di Sant'Antonio.

Insieme alla delegazione un folto gruppo di cittadini accompagna i giornalisti e ciascuno sollecita un interessamento per i temi che stanno più a cuore alla gente: tasse, ricostruzione e sostegno alle attività economiche paralizzate dal terremoto.

I direttori assicurano che i riflettori non si spegneranno.

Fonte: http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2010/06/22/news/i-big-dei-giornali-all-aquila-i-riflettori-non-si-spegneranno-contestati-tg1-tg2-e-mediaset-2109166
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Direttori e vicedirettori di testate nazionali e locali tra le macerie della città devastata. Gli aquilani: "Continuate a raccontare il nostro dramma". Slogan contro il Tg1, Tg2 e reti Mediaset, assenti all'iniziativa del sindaco Cialente

di Enrico Nardecchia



L'AQUILA. "La città non deve essere abbandonata". Bianca Berlinguer (Tg3), Corradino Mineo (Rainews24), Gregorio Botta (la Repubblica), Giovanni Maria Bellu (L'Unità), Luigi Vicinanza (il Centro), Paolo Corallo (Ansa), Alessandro Barbano (Il Messaggero). Direttori e vicedirettori di testate nazionali e locali visitano il centro storico della città devastata. Quattordici mesi dopo il terremoto operai ancora al lavoro sui puntellamenti, ma macerie ferme al palo dopo i crolli del sisma.

Ai Quattro Cantoni contestazione da parte di un gruppo di cittadini all'indirizzo del Tg1, Tg2 e reti Mediaset, accusate di aver oscurato il corteo dei 20mila per l'Sos per L'Aquila. I cittadini hanno chiesto ai giornalisti di continuare a raccontare la realtà di una ricostruzione che non parte e alle istituzioni di accelerare le procedure per rientrare nelle abitazioni e per progettare la ricostruzione del centro storico. Il sindaco Massimo Cialente scorta le troupe nelle principali strade della zona rossa.

La delegazione ha raggiunto anche la cattedrale di San Massimo, ancora piena di macerie. Poi un passaggio in piazza della Prefettura, piazza San Pietro, piazza dei Gesuiti. I big dei giornali hanno anche risposto all'invito del capo della Protezione civlie Guido Bertolaso, che li ha invitati a "non visitare solo il centro storico, ma anche le opere fatte", e hanno vistato l'insediaento del progetto C.A.S.E. di Sant'Antonio.

Insieme alla delegazione un folto gruppo di cittadini accompagna i giornalisti e ciascuno sollecita un interessamento per i temi che stanno più a cuore alla gente: tasse, ricostruzione e sostegno alle attività economiche paralizzate dal terremoto.

I direttori assicurano che i riflettori non si spegneranno.

Fonte: http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2010/06/22/news/i-big-dei-giornali-all-aquila-i-riflettori-non-si-spegneranno-contestati-tg1-tg2-e-mediaset-2109166
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