venerdì 19 marzo 2010

Corsi e ricorsi...


Strane manovre in occasione della presentazione della borsa di studio Due Sicilie


Di Guglielmo Di Grazia


Ed eccoci di nuovo alle solite.

La maschera di picaresca sofferenza, unitamente ai soliti compagni di merende, tenta di mettere il cappello su una iniziativa che con lui ed i suoi compari nulla ha a che fare, per appropriarsene.

Sto parlando delle due borse di studio sul Regno delle Due Sicilie per le scuole di ogni ordine e grado e per gli studenti universitari delle regioni meridionali sul tema "Storia del Regno delle Due Sicilie" bandite dalla Real Casa Borbone e dall’Ordine Costantiniano, in collaborazione con l’Organizzazione "Passato e Futuro" e con il Comitato per la Verità Storica. Bando apparso prima sulla Rete di Informazione delle Due Sicilie e subito dopo, se non in contemporanea, sul sito dei neoborbonici. Questi ultimi tanto vituperati ed osteggiati da parte del “picaro” (e non solo) che li aveva definiti tempo fa il “male peggiore” e anche “triade del male”. Quando poi incontrai i dirigenti di questo movimento (movimento dato varie volte per morto - sempre dal “picaro”), ricordo ancora che restai un po’ ad osservarli con particolare attenzione per capire chi fossero veramente, memore delle definizioni appena riportate, sino a quando, inevitabilmente, scoppiai in una fragorosa risata. Immaginare il presidente del movimento a complottare per avere la supremazia… - ma su chi poi? non è dato sapere - mi sembrò cosa del tutto ilare. Siamo poi diventati carissimi amici ed insieme a tante altre persone oramai care anch’esse, sono arrivato alla conclusione che il problema (del picaro) è solo quello di voler apparire a tutti i costi, senza curarsi se nel fare ciò debba passare sopra a persone e cose, senza alcun ritegno, senza vergogna (senza scuorno, si direbbe a Napoli), fossero anche gli affetti piú cari. Un vero spettacolo di umano squallore che non si ferma nemmeno davanti alla sofferenza altrui. Oltre a questo poi, c’è anche il problema di sbarcare il lunario, cosa di non poco conto. In questo, a dire la verità, è in buona compagnia, non è il solo purtroppo.

Il picaro insomma fa apparire trionfalmente, con squilli di tromba e rulli di tamburo, la notizia della borsa di studio sul loro sito, come se lui c’entrasse qualcosa. Il primo a prenderne le distanze sarebbe sicuramente S.A.R. al solo vedere il nome del guitto. La commissione giudicatrice poi, non ne parliamo, è formata da personaggi che fanno parte del movimento neoborbonico e a dirigerla c’è proprio il capo della “triade del male”. Tra l’altro si tratta di persone già a suo tempo definite dal soggetto “sepolcri imbiancati” (sia ben chiaro che di quello che dico ho le prove). Ma come già fatto notare, non è certo un problema di stile che può fermarlo, anzi a dire la verità questa è una delle tante cose di cui è privo. L’infingardaggine dei personaggi (lui, i suoi compagni di merende e compagnia bella) è oramai incommensurabile. Tutti, tentando di far cartello, sono pronti a sputare veleno sui soliti personaggi, si creano doppioni di movimenti, costituiti talora da una o due persone, nuove reti legittimiste, tradizionaliste, meridionaliste e chi piú ne ha piú ne metta. Sdoppiamenti di cerimonie, funzioni religiose, etc. in un vortice di cose, facce e personaggi da far venire il mal di testa (a qualcuno anche il vomito). Tutti lí a dimostrare di essere “piú legittimisti” degli altri, sempre e “piú” dell’altro, senza accorgersi che alla fine non si fa altro che scimmiottare quello che hanno sempre fatto quei “poveri invasati” (tra cui mi ci metto pure io) dei neoborbonici. Questa è la nuda e cruda verità. Prima hanno tentato di isolarli non invitandoli a manifestazioni e convegni, tentando poi ipocritamente di far ricadere la colpa su di loro… i soliti spocchiosi individui.

Una carissima amica una volta definí i neoborbonici “mosci” ma io le dissi senza alcuna acredine che non si doveva scambiare la signorilità e l’educazione per sciatteria o peggio ancora per spocchia. Lei mi chiese scusa, io le dissi che non facevo parte del movimento però conoscevo bene le persone di cui parlava e, potendo scegliere, io li preferivo di gran lunga alle alternative, fosse solo per il loro comportamento e modo di fare, per la loro lealtà ed educazione. Da allora è passato del tempo, ma non ho cambiato certo idea. Tante cose sono state fatte e tante se ne dovranno ancora fare per il Sud, ma se non riusciremo a prendere atto di come stanno le cose e si continuerà ad attaccare pretestuosamente, per meri interessi personali o peggio per appagare il proprio io e la propria megalomania, coloro che hanno sempre e coerentemente portato avanti le istanze del Sud, non so proprio dove si andrà a parare.

Certamente non chiedo loro di vergognarsi per tale comportamento poiché, come è stato scritto altre volte, questo sentimento, come tanti altri sentimenti, a certi individui non appartiene.

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Strane manovre in occasione della presentazione della borsa di studio Due Sicilie


Di Guglielmo Di Grazia


Ed eccoci di nuovo alle solite.

La maschera di picaresca sofferenza, unitamente ai soliti compagni di merende, tenta di mettere il cappello su una iniziativa che con lui ed i suoi compari nulla ha a che fare, per appropriarsene.

Sto parlando delle due borse di studio sul Regno delle Due Sicilie per le scuole di ogni ordine e grado e per gli studenti universitari delle regioni meridionali sul tema "Storia del Regno delle Due Sicilie" bandite dalla Real Casa Borbone e dall’Ordine Costantiniano, in collaborazione con l’Organizzazione "Passato e Futuro" e con il Comitato per la Verità Storica. Bando apparso prima sulla Rete di Informazione delle Due Sicilie e subito dopo, se non in contemporanea, sul sito dei neoborbonici. Questi ultimi tanto vituperati ed osteggiati da parte del “picaro” (e non solo) che li aveva definiti tempo fa il “male peggiore” e anche “triade del male”. Quando poi incontrai i dirigenti di questo movimento (movimento dato varie volte per morto - sempre dal “picaro”), ricordo ancora che restai un po’ ad osservarli con particolare attenzione per capire chi fossero veramente, memore delle definizioni appena riportate, sino a quando, inevitabilmente, scoppiai in una fragorosa risata. Immaginare il presidente del movimento a complottare per avere la supremazia… - ma su chi poi? non è dato sapere - mi sembrò cosa del tutto ilare. Siamo poi diventati carissimi amici ed insieme a tante altre persone oramai care anch’esse, sono arrivato alla conclusione che il problema (del picaro) è solo quello di voler apparire a tutti i costi, senza curarsi se nel fare ciò debba passare sopra a persone e cose, senza alcun ritegno, senza vergogna (senza scuorno, si direbbe a Napoli), fossero anche gli affetti piú cari. Un vero spettacolo di umano squallore che non si ferma nemmeno davanti alla sofferenza altrui. Oltre a questo poi, c’è anche il problema di sbarcare il lunario, cosa di non poco conto. In questo, a dire la verità, è in buona compagnia, non è il solo purtroppo.

Il picaro insomma fa apparire trionfalmente, con squilli di tromba e rulli di tamburo, la notizia della borsa di studio sul loro sito, come se lui c’entrasse qualcosa. Il primo a prenderne le distanze sarebbe sicuramente S.A.R. al solo vedere il nome del guitto. La commissione giudicatrice poi, non ne parliamo, è formata da personaggi che fanno parte del movimento neoborbonico e a dirigerla c’è proprio il capo della “triade del male”. Tra l’altro si tratta di persone già a suo tempo definite dal soggetto “sepolcri imbiancati” (sia ben chiaro che di quello che dico ho le prove). Ma come già fatto notare, non è certo un problema di stile che può fermarlo, anzi a dire la verità questa è una delle tante cose di cui è privo. L’infingardaggine dei personaggi (lui, i suoi compagni di merende e compagnia bella) è oramai incommensurabile. Tutti, tentando di far cartello, sono pronti a sputare veleno sui soliti personaggi, si creano doppioni di movimenti, costituiti talora da una o due persone, nuove reti legittimiste, tradizionaliste, meridionaliste e chi piú ne ha piú ne metta. Sdoppiamenti di cerimonie, funzioni religiose, etc. in un vortice di cose, facce e personaggi da far venire il mal di testa (a qualcuno anche il vomito). Tutti lí a dimostrare di essere “piú legittimisti” degli altri, sempre e “piú” dell’altro, senza accorgersi che alla fine non si fa altro che scimmiottare quello che hanno sempre fatto quei “poveri invasati” (tra cui mi ci metto pure io) dei neoborbonici. Questa è la nuda e cruda verità. Prima hanno tentato di isolarli non invitandoli a manifestazioni e convegni, tentando poi ipocritamente di far ricadere la colpa su di loro… i soliti spocchiosi individui.

Una carissima amica una volta definí i neoborbonici “mosci” ma io le dissi senza alcuna acredine che non si doveva scambiare la signorilità e l’educazione per sciatteria o peggio ancora per spocchia. Lei mi chiese scusa, io le dissi che non facevo parte del movimento però conoscevo bene le persone di cui parlava e, potendo scegliere, io li preferivo di gran lunga alle alternative, fosse solo per il loro comportamento e modo di fare, per la loro lealtà ed educazione. Da allora è passato del tempo, ma non ho cambiato certo idea. Tante cose sono state fatte e tante se ne dovranno ancora fare per il Sud, ma se non riusciremo a prendere atto di come stanno le cose e si continuerà ad attaccare pretestuosamente, per meri interessi personali o peggio per appagare il proprio io e la propria megalomania, coloro che hanno sempre e coerentemente portato avanti le istanze del Sud, non so proprio dove si andrà a parare.

Certamente non chiedo loro di vergognarsi per tale comportamento poiché, come è stato scritto altre volte, questo sentimento, come tanti altri sentimenti, a certi individui non appartiene.

giovedì 18 marzo 2010

Ici, Fas e poteri straordinari. Ma non erano federalisti?



di Felicia Masocco

Centralista oggi, federalista più in là. Con buona pace della Lega e del fumo gettato negli occhi di un Nord col mal di pancia, la politica dell’attuale governo è stata finora connotata da un forte centralismo. L’esempio più lampante è quello dell’Ici: abolita a livello nazionale anche a coloro che potevano permettersi di pagarla, ha tolto risorse ai Comuni. Ma per evitare che le municipalità dichiarassero bancarotta, il governo centrale ha dovuto «compensarle» con 3 miliardi e 300 milioni di euro. Si pensi poi al proliferare di società private a capitale pubblico che svolgono a livello centrale funzioni un tempo locali. Oppure alla nascita degli organismi straordinari: vedi Protezione Civile spa. A fare le pulci a federalismo de noantri è uno studio del gruppo parlamentare del Pd, un Libro bianco intitolato «Federalismo a parole».

L’esenzione della prima casa dal pagamento dell’Ici ha portato una perdita di gettito pari al 23,35% nel 2008, cioè poco meno di un quarto delle entrate da questa voce che per moltissimi comuni era determinante. «E un esito davvero paradossale, per un governo egemonizzato dalla Lega, è che il calo maggiore di gettito si è avuto nei comuni del Nord», si legge. Distorsioni a parte, resta il fatto che il governo centrale ha dovuto metterci una toppa che per il 2008 è stata di 3.364 milioni. E dovrà «compensare» anche il 2009 anche se il «risarcimento» non potrà essere totale, quindi i Comuni dovranno o stringere la cinghia o tassare a loro volta. «È la beffa che si aggiunge al danno - è il commento dei parlamentari Pd - perché in ballo non c’è solo la perdita di risorse da parte dei Comuni, ma anche il vulnus alla loro autonomia finanziaria. Si vedono sottrarre le entrate per loro più importanti salvo poi essere “compensati” secondo discrezionalità statale».

Un capitolo è dedicato allo scippo, ai danni del Sud, dei fondi per lo sviluppo (Fas). Il governo Prodi aveva stanziato oltre 64 miliardi per il periodo 2007-2013, l’85% destinato al Sud secondo una tradizionale ripartizione. Dovevano servire a promuovere lo sviluppo nelle aree più in difficoltà. Invece prelievo dopo prelievo, il governo Berlusconi ha attinto dal Fas come da un bancomat, per le spese più diverse. Solo nel 2008, 13 miliardi sono stati stornati per ripianare il disavanzo del comune di Catania (140 milioni), per le agevolazioni ai terremotati di Umbria e Marche (55 milioni) per i rifiuti in Campania (690 milioni) e via dicendo.

Rifinanziato e riprogrammato, il Fas subisce un’ulteriore centralizzazione di risorse nel marzo 2009: un’operazione che in teoria avrebbe dovuto finanziare interventi anti-crisi; in pratica ha sospeso una serie di interventi già programmati dal ministero per lo Sviluppo. «Siamo di fronte al gioco delle tre carte - si legge nel Libro bianco - non ci sono risorse aggiuntive ma solo una diversa ripartizione di risorse pubbliche già stanziate e investimenti privati già risolti». In pratica il governo Berlusconi ha ridotto drasticamente le risorse stanziate dal governo Prodi e ha utilizzato la quota nazionale (25,4 miliardi) per scopi differenti rispetto agli obiettivi originari. Semplificando, sono state colpite fortemente le politiche regionali di sviluppo, in particolare nel Mezzogiorno. Sempre in nome del federalismo.

«È uno stato parallelo e nascosto: in house non va bene per i comuni, ma va benissimo per i ministeri». Con questa sintesi il dossier introduce un fenomeno che, riveduto e corretto, ha un forte sapore di Prima Repubblica. A furia di emergenze ecco avanzare soggetti a cui vengono conferiti poteri straordinari, centralizzando funzioni che prima erano esercitate a livello locale. Una tendenza che fa il paio con l’altra di ricorrere a società private a prevalente capitale pubblico (facenti capo al ministero dell’Economia) alle quali vengono affidati compiti sempre più ampi «serventi» le amministrazioni.

La «Protezione civile Spa» stava mettendo insieme l’una e l’altra cosa. Ma si può citare anche la società Arcus del ministero per i Beni culturali, capofila di quelle che programmano e gestiscono il trasferimento, a soggetti pubblici o a enti territoriali, di risorse per sostenere le loro attività. È «un federalismo al contrario - si legge -. Le amministrazioni centrali non solo non si riducono o assottigliano, ma si espandono». Commissioni e Autorità nascono come funghi «mentre tutto il malfunzionamento della macchina pubblica viene rigettato su comuni, province e regioni».

Fonte:L'Unità
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di Felicia Masocco

Centralista oggi, federalista più in là. Con buona pace della Lega e del fumo gettato negli occhi di un Nord col mal di pancia, la politica dell’attuale governo è stata finora connotata da un forte centralismo. L’esempio più lampante è quello dell’Ici: abolita a livello nazionale anche a coloro che potevano permettersi di pagarla, ha tolto risorse ai Comuni. Ma per evitare che le municipalità dichiarassero bancarotta, il governo centrale ha dovuto «compensarle» con 3 miliardi e 300 milioni di euro. Si pensi poi al proliferare di società private a capitale pubblico che svolgono a livello centrale funzioni un tempo locali. Oppure alla nascita degli organismi straordinari: vedi Protezione Civile spa. A fare le pulci a federalismo de noantri è uno studio del gruppo parlamentare del Pd, un Libro bianco intitolato «Federalismo a parole».

L’esenzione della prima casa dal pagamento dell’Ici ha portato una perdita di gettito pari al 23,35% nel 2008, cioè poco meno di un quarto delle entrate da questa voce che per moltissimi comuni era determinante. «E un esito davvero paradossale, per un governo egemonizzato dalla Lega, è che il calo maggiore di gettito si è avuto nei comuni del Nord», si legge. Distorsioni a parte, resta il fatto che il governo centrale ha dovuto metterci una toppa che per il 2008 è stata di 3.364 milioni. E dovrà «compensare» anche il 2009 anche se il «risarcimento» non potrà essere totale, quindi i Comuni dovranno o stringere la cinghia o tassare a loro volta. «È la beffa che si aggiunge al danno - è il commento dei parlamentari Pd - perché in ballo non c’è solo la perdita di risorse da parte dei Comuni, ma anche il vulnus alla loro autonomia finanziaria. Si vedono sottrarre le entrate per loro più importanti salvo poi essere “compensati” secondo discrezionalità statale».

Un capitolo è dedicato allo scippo, ai danni del Sud, dei fondi per lo sviluppo (Fas). Il governo Prodi aveva stanziato oltre 64 miliardi per il periodo 2007-2013, l’85% destinato al Sud secondo una tradizionale ripartizione. Dovevano servire a promuovere lo sviluppo nelle aree più in difficoltà. Invece prelievo dopo prelievo, il governo Berlusconi ha attinto dal Fas come da un bancomat, per le spese più diverse. Solo nel 2008, 13 miliardi sono stati stornati per ripianare il disavanzo del comune di Catania (140 milioni), per le agevolazioni ai terremotati di Umbria e Marche (55 milioni) per i rifiuti in Campania (690 milioni) e via dicendo.

Rifinanziato e riprogrammato, il Fas subisce un’ulteriore centralizzazione di risorse nel marzo 2009: un’operazione che in teoria avrebbe dovuto finanziare interventi anti-crisi; in pratica ha sospeso una serie di interventi già programmati dal ministero per lo Sviluppo. «Siamo di fronte al gioco delle tre carte - si legge nel Libro bianco - non ci sono risorse aggiuntive ma solo una diversa ripartizione di risorse pubbliche già stanziate e investimenti privati già risolti». In pratica il governo Berlusconi ha ridotto drasticamente le risorse stanziate dal governo Prodi e ha utilizzato la quota nazionale (25,4 miliardi) per scopi differenti rispetto agli obiettivi originari. Semplificando, sono state colpite fortemente le politiche regionali di sviluppo, in particolare nel Mezzogiorno. Sempre in nome del federalismo.

«È uno stato parallelo e nascosto: in house non va bene per i comuni, ma va benissimo per i ministeri». Con questa sintesi il dossier introduce un fenomeno che, riveduto e corretto, ha un forte sapore di Prima Repubblica. A furia di emergenze ecco avanzare soggetti a cui vengono conferiti poteri straordinari, centralizzando funzioni che prima erano esercitate a livello locale. Una tendenza che fa il paio con l’altra di ricorrere a società private a prevalente capitale pubblico (facenti capo al ministero dell’Economia) alle quali vengono affidati compiti sempre più ampi «serventi» le amministrazioni.

La «Protezione civile Spa» stava mettendo insieme l’una e l’altra cosa. Ma si può citare anche la società Arcus del ministero per i Beni culturali, capofila di quelle che programmano e gestiscono il trasferimento, a soggetti pubblici o a enti territoriali, di risorse per sostenere le loro attività. È «un federalismo al contrario - si legge -. Le amministrazioni centrali non solo non si riducono o assottigliano, ma si espandono». Commissioni e Autorità nascono come funghi «mentre tutto il malfunzionamento della macchina pubblica viene rigettato su comuni, province e regioni».

Fonte:L'Unità
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La Verità di un Cittadino


http://www.youtube.com/watch?v=1kj9CDZhyUk

Un giorno trascorso al Senato della Repubblica Italiana svela una verità dolorosa e inquietante: Il Senato non esiste. Si tratta di una convenzione, di un'istituzione vuota. La discussione e il confronto che dovrebbero essere il fulcro del progresso civile di un paese sono banditi da quest'aula: ciò che resta è la lettura autoreferenziale e annoiata di discorsi che non vengono ascoltati da nessuno.
Mentre un Senatore parla tutti gli altri fanno altro: parlano al cellulare, leggono il giornale, lavorano al computer. Quello che resta è il voto: la maggioranza vince; l'opposizione perde. E tutto questo accade senza il minimo rispetto delle parole altrui, senza la minima attenzione: uomini che non sanno ascoltare.
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http://www.youtube.com/watch?v=1kj9CDZhyUk

Un giorno trascorso al Senato della Repubblica Italiana svela una verità dolorosa e inquietante: Il Senato non esiste. Si tratta di una convenzione, di un'istituzione vuota. La discussione e il confronto che dovrebbero essere il fulcro del progresso civile di un paese sono banditi da quest'aula: ciò che resta è la lettura autoreferenziale e annoiata di discorsi che non vengono ascoltati da nessuno.
Mentre un Senatore parla tutti gli altri fanno altro: parlano al cellulare, leggono il giornale, lavorano al computer. Quello che resta è il voto: la maggioranza vince; l'opposizione perde. E tutto questo accade senza il minimo rispetto delle parole altrui, senza la minima attenzione: uomini che non sanno ascoltare.
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Imposta/canone Rai ultrasettantacinquenni. Come recuperare il maltolto di quanto non doveva essere pagato e chiedere interessi e danni. Facsimile


L'”affaire” del canone/imposta della Rai che per gli ultrasettancinquenni non doveva essere pagato e che invece la Rai ha imposto illegalmente di pagare, non sembra che abbia provocato una qualche reazione in chi di dovere (la Rai latita).

Le disposizioni approvate col milleproroghe del 2008 erano molto chiare: chi aveva 75 o piu' anni e un reddito non superiore a 516,46 euro per tredici mensilita' non doveva pagare l'imposta. Averla invece pretesa, come ha fatto la Rai, prefigura non solo un illecito ma anche un reato (truffa).

L'autorita' fiscale (la Rai in quanto esattore d'imposta) non puo' non sapere cosa prevedono le leggi, e aver preteso il pagamento con minaccia -e non solo- di azioni esecutive in caso contrario, estende le responsabilita' anche in ambito penale. Sulla questione penale stiamo provvedendo a interessare la magistratura.
La questione e' grave e non puo' essere affidata ad un'ipotetica richiesta di rimborso che i contribuenti dovrebbero fare all'esattore d'imposta.

L'imposta non era dovuta e va non solo rimborsata con gli interessi ma anche coi relativi danni che ogni contribuente ha subito per l'illegale sottrazione di quelle somme dal proprio reddito e dal proprio budget.

E siccome stiamo parlando di contribuenti con poco piu' di 500 euro al mese, averli costretti a versare quel centinaio di euro l'anno non e' solo foriero di riprovazione morale per l'azione compiuta verso soggetti cosi' deboli, ma un vero e proprio danno economico.
Per questo abbiamo predisposto un facsimile da inviare alla Rai in cui, in forma di raccomandata A/R di messa in mora, si intima il rimborso:
- delle imposte pagate e non dovute,
- gli interessi legali maturati sulle stesse,
- i danni subiti (da quantizzare al centesimo).
L'importo da pretendere va chiesto ricordandosi che questi sono gli importi pagati:
109 euro nel 2010
107,5 euro nel 2009
106 euro nel 2008
e che il non-dovuto scatta dal momento in cui, essendo nella fascia di reddito, si compiono 75 anni.

Qui il facsimile


Fonte:ADUC.it

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L'”affaire” del canone/imposta della Rai che per gli ultrasettancinquenni non doveva essere pagato e che invece la Rai ha imposto illegalmente di pagare, non sembra che abbia provocato una qualche reazione in chi di dovere (la Rai latita).

Le disposizioni approvate col milleproroghe del 2008 erano molto chiare: chi aveva 75 o piu' anni e un reddito non superiore a 516,46 euro per tredici mensilita' non doveva pagare l'imposta. Averla invece pretesa, come ha fatto la Rai, prefigura non solo un illecito ma anche un reato (truffa).

L'autorita' fiscale (la Rai in quanto esattore d'imposta) non puo' non sapere cosa prevedono le leggi, e aver preteso il pagamento con minaccia -e non solo- di azioni esecutive in caso contrario, estende le responsabilita' anche in ambito penale. Sulla questione penale stiamo provvedendo a interessare la magistratura.
La questione e' grave e non puo' essere affidata ad un'ipotetica richiesta di rimborso che i contribuenti dovrebbero fare all'esattore d'imposta.

L'imposta non era dovuta e va non solo rimborsata con gli interessi ma anche coi relativi danni che ogni contribuente ha subito per l'illegale sottrazione di quelle somme dal proprio reddito e dal proprio budget.

E siccome stiamo parlando di contribuenti con poco piu' di 500 euro al mese, averli costretti a versare quel centinaio di euro l'anno non e' solo foriero di riprovazione morale per l'azione compiuta verso soggetti cosi' deboli, ma un vero e proprio danno economico.
Per questo abbiamo predisposto un facsimile da inviare alla Rai in cui, in forma di raccomandata A/R di messa in mora, si intima il rimborso:
- delle imposte pagate e non dovute,
- gli interessi legali maturati sulle stesse,
- i danni subiti (da quantizzare al centesimo).
L'importo da pretendere va chiesto ricordandosi che questi sono gli importi pagati:
109 euro nel 2010
107,5 euro nel 2009
106 euro nel 2008
e che il non-dovuto scatta dal momento in cui, essendo nella fascia di reddito, si compiono 75 anni.

Qui il facsimile


Fonte:ADUC.it

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Regionali Lazio: Iniziative Rete dei Cittadini


Oggi olle ore 11,30-12 circa ci troverete a Colle Oppio - Roma per girare degli spot elettorali.
Da li partirà il nostro camper dopo aver concordato le prime tappe
http://www.facebook.com/event.php?eid=367054598002&index=1

nel pomeriggio incontreremo i cittadini durante un volantinaggio ed in serata verso le 20 faremo un sit-in sotto gli studi RAI di Via Teulada per protestare verso la scandalosa censura nei nostri confronti.
TUTTI SONO INVITATI A SOSTENERE QUESTA LOTTA CONTRO L'ILLEGALITA'
http://www.facebook.com/event.php?eid=374548518010&index=1

Vi ricordiamo che è disponibile il materiale di propaganda ed occorre l'aiuto di TUTTI per recuperare la censura dei mass-media.


ELEZIONI REGIONALI LAZIO: VOTA I CANDIDATI DEL PARTITO DEL SUD NELLA LISTA RETE DEI CITTADINI




ELEZIONI REGIONALI LAZIO - I CANDIDATI DEL PARTITO DEL SUD PRESENTI NELLA LISTA "RETE DEI CITTADINI" :


Candidato consigliere: Gigli Alessandro

LISTA PROVINCIALE ROMA

Alessandro Gigli nato a Roma il 01/02/1953, coniugato con un figlio;
Dipendente Regione Lazio.

Docente in Centri di Formazione Professionali della Regione Lazio dal 1980 al 1994.

Responsabile Consegnatario dei beni immobili di Centri di Formazione Professionale Regionali dal 1994 al 2002.

Attualmente dipendente della Provincia di Roma, Assessorato alla Formazione Professionale, incarico di Istruttore Amministrativo addetto all’autorizzazione di avvio corsi di Formazione Professionale;

Membro del Partito del Sud;

Molto interessato alle problematiche anbientalistiche, partecipe a molte iniziative di primo soccorso medico ed antincendio.

Hobby- Meccanica di precisione.


Candidato consigliere: Iammella Roberto

LISTA PROVINCIALE VITERBO


Data di nascita: 22/04/1973

Luogo di nascita: Civita Castellana (VT)

Residenza: Via Corsica 33 – 01033 Civita Castellana (VT)

Nazionalita’: Italiana

Stato civile: Celibe

Membro del Partito del Sud

Tel/fax: 0761 541001

Cell.: 320 0832534

E-mail: robertoiam@hotmail.it

Formazione: Scienze sociali

Professione: Agente di commercio settore ceramiche arredo bagno


Candidato consigliere: Pannella Ferdinando

LISTA REGIONALE MARZIA MARZOLI


Nato a Roma 2 Febbraio 1963

Tesoriere Nazionale Partito del Sud

Imprenditore

f.pannella@alice.it





Candidato consigliere: Viciconte Enrico

LISTA PROVINCIALE LATINA E ROMA


Enrico Viciconte, Nato a Roma il 11/12/1948

coniugato con 5 figli.
Attualmente Funzionario Direttivo della Provincia di Roma;

Giornalista Pubblicista,

Guardia Ecologica Onoraria Regione Lazio;

Gia’ consigliere circoscrizionale( 4° Municipio) per due mandati;

Membro eletto al 2° mandato della R.S.U. della Provincia di Roma in quota U.I.L.

Segretario Regionale Lazio del Partito del Sud;

Dirigente Nazionale del Partito del Sud;

Hobby: Archeologia e Storia
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Oggi olle ore 11,30-12 circa ci troverete a Colle Oppio - Roma per girare degli spot elettorali.
Da li partirà il nostro camper dopo aver concordato le prime tappe
http://www.facebook.com/event.php?eid=367054598002&index=1

nel pomeriggio incontreremo i cittadini durante un volantinaggio ed in serata verso le 20 faremo un sit-in sotto gli studi RAI di Via Teulada per protestare verso la scandalosa censura nei nostri confronti.
TUTTI SONO INVITATI A SOSTENERE QUESTA LOTTA CONTRO L'ILLEGALITA'
http://www.facebook.com/event.php?eid=374548518010&index=1

Vi ricordiamo che è disponibile il materiale di propaganda ed occorre l'aiuto di TUTTI per recuperare la censura dei mass-media.


ELEZIONI REGIONALI LAZIO: VOTA I CANDIDATI DEL PARTITO DEL SUD NELLA LISTA RETE DEI CITTADINI




ELEZIONI REGIONALI LAZIO - I CANDIDATI DEL PARTITO DEL SUD PRESENTI NELLA LISTA "RETE DEI CITTADINI" :


Candidato consigliere: Gigli Alessandro

LISTA PROVINCIALE ROMA

Alessandro Gigli nato a Roma il 01/02/1953, coniugato con un figlio;
Dipendente Regione Lazio.

Docente in Centri di Formazione Professionali della Regione Lazio dal 1980 al 1994.

Responsabile Consegnatario dei beni immobili di Centri di Formazione Professionale Regionali dal 1994 al 2002.

Attualmente dipendente della Provincia di Roma, Assessorato alla Formazione Professionale, incarico di Istruttore Amministrativo addetto all’autorizzazione di avvio corsi di Formazione Professionale;

Membro del Partito del Sud;

Molto interessato alle problematiche anbientalistiche, partecipe a molte iniziative di primo soccorso medico ed antincendio.

Hobby- Meccanica di precisione.


Candidato consigliere: Iammella Roberto

LISTA PROVINCIALE VITERBO


Data di nascita: 22/04/1973

Luogo di nascita: Civita Castellana (VT)

Residenza: Via Corsica 33 – 01033 Civita Castellana (VT)

Nazionalita’: Italiana

Stato civile: Celibe

Membro del Partito del Sud

Tel/fax: 0761 541001

Cell.: 320 0832534

E-mail: robertoiam@hotmail.it

Formazione: Scienze sociali

Professione: Agente di commercio settore ceramiche arredo bagno


Candidato consigliere: Pannella Ferdinando

LISTA REGIONALE MARZIA MARZOLI


Nato a Roma 2 Febbraio 1963

Tesoriere Nazionale Partito del Sud

Imprenditore

f.pannella@alice.it





Candidato consigliere: Viciconte Enrico

LISTA PROVINCIALE LATINA E ROMA


Enrico Viciconte, Nato a Roma il 11/12/1948

coniugato con 5 figli.
Attualmente Funzionario Direttivo della Provincia di Roma;

Giornalista Pubblicista,

Guardia Ecologica Onoraria Regione Lazio;

Gia’ consigliere circoscrizionale( 4° Municipio) per due mandati;

Membro eletto al 2° mandato della R.S.U. della Provincia di Roma in quota U.I.L.

Segretario Regionale Lazio del Partito del Sud;

Dirigente Nazionale del Partito del Sud;

Hobby: Archeologia e Storia
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La Rete di Cittadini ha denunciato la RAI e l’AGCOM. La disinformazione in campagna elettorale è un reato!



Il giorno 15 marzo ore 13:40 è stata depositata la prima denuncia contro i direttori della Rai e l’AGCOM per violazione della legge sulla “par condicio” presso il comando dei carabinieri “La Storta”. La RAI ignora nei suoi Tg la presenza della candidata alla presidenza della regione Lazio, Marzia Marzoli e della lista RETE DEI CITTADINI. Nei prossimi giorni seguiranno altre denuncie contro questa gravissima censura e violazione della legge che di fatto falsa i risultati elettorali delle prossime regionali.
Si stanno studiando gli estremi per le denunce anche contro la carta stampata.





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Il giorno 15 marzo ore 13:40 è stata depositata la prima denuncia contro i direttori della Rai e l’AGCOM per violazione della legge sulla “par condicio” presso il comando dei carabinieri “La Storta”. La RAI ignora nei suoi Tg la presenza della candidata alla presidenza della regione Lazio, Marzia Marzoli e della lista RETE DEI CITTADINI. Nei prossimi giorni seguiranno altre denuncie contro questa gravissima censura e violazione della legge che di fatto falsa i risultati elettorali delle prossime regionali.
Si stanno studiando gli estremi per le denunce anche contro la carta stampata.





mercoledì 17 marzo 2010

March 17th, 1861: Anniversary of Shame

On my way to work today I made a detour to the Italian Council General’s office in NYC. In a small but symbolic gesture I unfurled the Bourbon flag of the Kingdom of the Two Sicilies at the front gate to display my displeasure with the Italian state's plans to celebrate, over the course of the next year, the 150th anniversary of Italian unification, which will be on March 17, 2011.

My friend and I observed a moment of silence to reflect on the tragic historical event and pay our respects to those who fought, suffered and died in defense of their homeland. In a final act of defiance, before leaving, we saluted the heroic memory of King Francis II and Queen Maria Sophia and read the proposed national anthem for the future independent Southern Italian nation, Ritornati dal passato ("Back from the past"), attributed to Riccardo Pazzaglia.

Let God save you, dear homeland
that stretches out in this ancient sea of heroes,
cradle of thought
that, born in Greece,
in this land flourished anew.
Erased from history,
we are once again flying your flags.
On the sacred towers of Gaeta
we write again the word: Dignity.
Soldier of the Volturno,
you that fell here,
no one for a hundred years
has engraved your name.
The children you never knew
will return honor to you.
Back from the past,
those who believe in us this time will win.
Go ahead, drummer,
beat like you once did:
without luck
but not without courage.
Fate that betrayed us
now reunites us.
Back from the past
those who believe in us
this time will win.

As a descendant of the Southern Italian Diaspora community in the United States I find it difficult not to feel revulsion over the planned state-sponsored festivities in honor of Italy's coming anniversary. They are a reminder of why my ancestors (and those of millions of others) left our ancestral homeland to come to America. They glorify the events and personages that caused incalculable hardships on the Mezzogiorno and the loss of our distinct ethnic identity. They reinforce the myths of Italian unification, which by nature require the wholesale vilification of Southern Italy.

Everyone knows that the victors write history, and the history of the South is no exception; it is written from the conquerors perspective. Despite the subjugation, colonization and legacy of oppression, the conquest of the Kingdom of the Two Sicilies by Piedmont has been made out to be a boon, instead of a bane. With the limited space available it's impossible to recount the whole story here, but I would like to give a few examples of what I mean.

For starters, it is generally accepted that the nineteenth century political and social movement for Italian unification called the Risorgimento ("Resurgence") was fought to liberate Italy from foreign (i.e. Austrian) domination. If this was the case then why was King Francis II of the Two Sicilies considered "foreign" but his cousin, King Umberto of Savoy, was not? If, as some people claim, it was to save a backward and oppressed people from a corrupt and abusive despot than how do they explain the fact that Sardinia, a possession of Piedmont for 150 years, was actually poorer and worse off than the regions of the Two Sicilies? Considering the large numbers of Southerners killed, and many more disenfranchised and scattered by the war and subsequent occupation, it is difficult to see how the rule of Piedmont was superior to that of the Bourbons.

What's also conveniently forgotten is the fact that Charles of Bourbon drove the Austrians out of Southern Italy more than a hundred years before their Northern neighbors did, therefore restoring the sovereignty of the ancient Regno, first established in 1130 by Roger II. Unlike the South, Northern Italy was never a unified nation, even after the touted battle of Legnano (1176) during the War of the Communes. Sure some towns joined forces and rebelled against Emperor Frederick I ("Barbarossa") but they never formed a nation. Also, we mustn't forget that certain towns, Lodi for example, remained loyal to the Empire.

As the Sicilian Traditionalist Baron Giulio Cesare Andrea Evola pointed out in his Men Among the Ruins:
"The League of Communes was not followed by a national unification, not even of the purely political, schismatic, and anti-aristocratic type that was first exemplified in France by Philip the Fair. The Communes were followed by the Seignories, with their suspicious figures of petty, tyrannical princes and condottieri–while in Florence we could witness the unprecedented case of the elevation of a money-lending family to the status of a princely dynasty: thus, the Medici were entrusted with the political government of the city. Generally speaking, what ensues is political chaos, struggle, and turmoil–in the name not of the nation, but rather the faction and the most extreme particularism." [Men Among the Ruins, Inner Traditions, 2002, p. 185]
The truth of the matter is the Risorgimento was a war against Tradition and religion by subversive forces consumed with false notions of progress and humanism. Much like their later communist brethren, who had no problem with murdering millions of kulaks to create their “workers paradise,” the Mazzinians, Jacobins, Carbonari, etc. had no problem with murdering thousands of so-called "brigands" (some estimates put the figure as high as one million dead) for a unified Italy.

The more we examine the Risorgimento, the less romantic it becomes, and the more it appears to be a period of bloody conquest hidden behind the facade of social progress. Like them or not, the Bourbons of the Two Sicilies were a major part of Southern Italian history. In order to get a better idea of who we are, we need to know our history.

Consider these words from a recent correspondence:
“For better or for worse, the truth is that unlike other dynasties, the Bourbons lawfully ascended to the throne by recognized rules of succession (even if we argue about international law, war and the law of noble succession) and heavily invested in the betterment of the kingdom, its infrastructure and its trade and commerce. Once the Bourbons came on the scene positive results came about. Naples was an Enlightenment city with academic ties to England and France and became the third largest economy and power after London and Paris. I can tell you that proof is in the fact that I myself have seen English and French publications of the period that praised the country for its wide access to education for all classes and the government’s willingness and ability to build and foster industrialization through both native efforts and through attracting competent foreign investors who brought new emerging technologies…The Bourbons certainly endowed more departments for research and development in the universities in Naples and Palermo than the next hundred years of governments did. Our ancestors had the first train and tracks in Italy, the first gas lights and exported more cotton, silk and wine and minted double the amount of coins than all of northern Italy combined. If you point that out today many people are shocked because they have been fed the image of our people as illiterate cafoni, cammorristi and mafiosi and they are used to images of a post 1865 underdeveloped country. What is interesting is that after the 1850’s when the geopolitics of Europe changed the anti-Naples propaganda began and British in particular began seeking to create incidents with the government and to accuse the government of corruption and excessive violence against dissidents. The Bourbons spoke Neapolitan and ate Neapolitan food. Several queens made presepio figurines and their own Christmas decorations. They had a real and visceral rapport with the people because they were born there and were linked to many ancient Southern families. This was and is maddening for their detractors because unlike other ruling families imposed from the outside they did not simply overtax the people and separate themselves from the people. For this reason the House of Bourbon remains a great symbol of a proud native Southern tradition. Since they were the last lawful rulers of an independent country, in a way a large part of our history stops with them. I guess that’s why in the 1960’s the Neoborbonici focused on them to build a consensus to reclaim a tangible identity. So for a lot of us, it is not just that we liked the dynasty itself, but we’re inspired by that entire lost world of our ancestors.”
My views concerning the Risorgimento and Italian unification may cause people to think that I despise Northern Italians, but that is untrue. Like most people, many Northerners know only what they were taught. Northerners who are honest about the past, or who have no ill will toward the South, I would be happy to befriend. As for Northerners who want to be separated from us, I can understand that, I feel the same way. The problem is with those who wish to dominate and exploit us, and they are as active today as they were in the past.

Anti-Southern sentiment continues to be kept alive in modern Italy in order to falsely justify the invasion and to counter any possible claims for restitution. Today Italy is willing to spend Billions in reparations and aid to hostile nations like Lybia, but has done precious little to acknowledge its actions against Southern Italians, who are supposed to be part of the Italian nation.

The culture of greed and exploitation imposed by the Risorgimento has not only oppressed the South, but has finally eaten away at the native communities of the North as well. Not satisfied with exploiting Southerners, cheap labor has been imported in such excess that foreigners have formed political blocks that compete with native Italians for resources. Concessions are given to outsiders at the expense of Italians themselves, especially the poor.

The Kingdom of the Two Sicilies was doing well enough before Garibaldi and the House of Savoy chose to interfere with them and didn’t need to be “rescued” by bullets or cannon balls. The egalitarian promises made by the invaders were as empty as such promises usually are, and now they have the gall to celebrate 150 years of occupation and socioeconomic failure.

I refuse to celebrate what Piedmont and their allies did to my ancestral homeland, and will not ignore the troubled legacy their false promises have left us today.
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On my way to work today I made a detour to the Italian Council General’s office in NYC. In a small but symbolic gesture I unfurled the Bourbon flag of the Kingdom of the Two Sicilies at the front gate to display my displeasure with the Italian state's plans to celebrate, over the course of the next year, the 150th anniversary of Italian unification, which will be on March 17, 2011.

My friend and I observed a moment of silence to reflect on the tragic historical event and pay our respects to those who fought, suffered and died in defense of their homeland. In a final act of defiance, before leaving, we saluted the heroic memory of King Francis II and Queen Maria Sophia and read the proposed national anthem for the future independent Southern Italian nation, Ritornati dal passato ("Back from the past"), attributed to Riccardo Pazzaglia.

Let God save you, dear homeland
that stretches out in this ancient sea of heroes,
cradle of thought
that, born in Greece,
in this land flourished anew.
Erased from history,
we are once again flying your flags.
On the sacred towers of Gaeta
we write again the word: Dignity.
Soldier of the Volturno,
you that fell here,
no one for a hundred years
has engraved your name.
The children you never knew
will return honor to you.
Back from the past,
those who believe in us this time will win.
Go ahead, drummer,
beat like you once did:
without luck
but not without courage.
Fate that betrayed us
now reunites us.
Back from the past
those who believe in us
this time will win.

As a descendant of the Southern Italian Diaspora community in the United States I find it difficult not to feel revulsion over the planned state-sponsored festivities in honor of Italy's coming anniversary. They are a reminder of why my ancestors (and those of millions of others) left our ancestral homeland to come to America. They glorify the events and personages that caused incalculable hardships on the Mezzogiorno and the loss of our distinct ethnic identity. They reinforce the myths of Italian unification, which by nature require the wholesale vilification of Southern Italy.

Everyone knows that the victors write history, and the history of the South is no exception; it is written from the conquerors perspective. Despite the subjugation, colonization and legacy of oppression, the conquest of the Kingdom of the Two Sicilies by Piedmont has been made out to be a boon, instead of a bane. With the limited space available it's impossible to recount the whole story here, but I would like to give a few examples of what I mean.

For starters, it is generally accepted that the nineteenth century political and social movement for Italian unification called the Risorgimento ("Resurgence") was fought to liberate Italy from foreign (i.e. Austrian) domination. If this was the case then why was King Francis II of the Two Sicilies considered "foreign" but his cousin, King Umberto of Savoy, was not? If, as some people claim, it was to save a backward and oppressed people from a corrupt and abusive despot than how do they explain the fact that Sardinia, a possession of Piedmont for 150 years, was actually poorer and worse off than the regions of the Two Sicilies? Considering the large numbers of Southerners killed, and many more disenfranchised and scattered by the war and subsequent occupation, it is difficult to see how the rule of Piedmont was superior to that of the Bourbons.

What's also conveniently forgotten is the fact that Charles of Bourbon drove the Austrians out of Southern Italy more than a hundred years before their Northern neighbors did, therefore restoring the sovereignty of the ancient Regno, first established in 1130 by Roger II. Unlike the South, Northern Italy was never a unified nation, even after the touted battle of Legnano (1176) during the War of the Communes. Sure some towns joined forces and rebelled against Emperor Frederick I ("Barbarossa") but they never formed a nation. Also, we mustn't forget that certain towns, Lodi for example, remained loyal to the Empire.

As the Sicilian Traditionalist Baron Giulio Cesare Andrea Evola pointed out in his Men Among the Ruins:
"The League of Communes was not followed by a national unification, not even of the purely political, schismatic, and anti-aristocratic type that was first exemplified in France by Philip the Fair. The Communes were followed by the Seignories, with their suspicious figures of petty, tyrannical princes and condottieri–while in Florence we could witness the unprecedented case of the elevation of a money-lending family to the status of a princely dynasty: thus, the Medici were entrusted with the political government of the city. Generally speaking, what ensues is political chaos, struggle, and turmoil–in the name not of the nation, but rather the faction and the most extreme particularism." [Men Among the Ruins, Inner Traditions, 2002, p. 185]
The truth of the matter is the Risorgimento was a war against Tradition and religion by subversive forces consumed with false notions of progress and humanism. Much like their later communist brethren, who had no problem with murdering millions of kulaks to create their “workers paradise,” the Mazzinians, Jacobins, Carbonari, etc. had no problem with murdering thousands of so-called "brigands" (some estimates put the figure as high as one million dead) for a unified Italy.

The more we examine the Risorgimento, the less romantic it becomes, and the more it appears to be a period of bloody conquest hidden behind the facade of social progress. Like them or not, the Bourbons of the Two Sicilies were a major part of Southern Italian history. In order to get a better idea of who we are, we need to know our history.

Consider these words from a recent correspondence:
“For better or for worse, the truth is that unlike other dynasties, the Bourbons lawfully ascended to the throne by recognized rules of succession (even if we argue about international law, war and the law of noble succession) and heavily invested in the betterment of the kingdom, its infrastructure and its trade and commerce. Once the Bourbons came on the scene positive results came about. Naples was an Enlightenment city with academic ties to England and France and became the third largest economy and power after London and Paris. I can tell you that proof is in the fact that I myself have seen English and French publications of the period that praised the country for its wide access to education for all classes and the government’s willingness and ability to build and foster industrialization through both native efforts and through attracting competent foreign investors who brought new emerging technologies…The Bourbons certainly endowed more departments for research and development in the universities in Naples and Palermo than the next hundred years of governments did. Our ancestors had the first train and tracks in Italy, the first gas lights and exported more cotton, silk and wine and minted double the amount of coins than all of northern Italy combined. If you point that out today many people are shocked because they have been fed the image of our people as illiterate cafoni, cammorristi and mafiosi and they are used to images of a post 1865 underdeveloped country. What is interesting is that after the 1850’s when the geopolitics of Europe changed the anti-Naples propaganda began and British in particular began seeking to create incidents with the government and to accuse the government of corruption and excessive violence against dissidents. The Bourbons spoke Neapolitan and ate Neapolitan food. Several queens made presepio figurines and their own Christmas decorations. They had a real and visceral rapport with the people because they were born there and were linked to many ancient Southern families. This was and is maddening for their detractors because unlike other ruling families imposed from the outside they did not simply overtax the people and separate themselves from the people. For this reason the House of Bourbon remains a great symbol of a proud native Southern tradition. Since they were the last lawful rulers of an independent country, in a way a large part of our history stops with them. I guess that’s why in the 1960’s the Neoborbonici focused on them to build a consensus to reclaim a tangible identity. So for a lot of us, it is not just that we liked the dynasty itself, but we’re inspired by that entire lost world of our ancestors.”
My views concerning the Risorgimento and Italian unification may cause people to think that I despise Northern Italians, but that is untrue. Like most people, many Northerners know only what they were taught. Northerners who are honest about the past, or who have no ill will toward the South, I would be happy to befriend. As for Northerners who want to be separated from us, I can understand that, I feel the same way. The problem is with those who wish to dominate and exploit us, and they are as active today as they were in the past.

Anti-Southern sentiment continues to be kept alive in modern Italy in order to falsely justify the invasion and to counter any possible claims for restitution. Today Italy is willing to spend Billions in reparations and aid to hostile nations like Lybia, but has done precious little to acknowledge its actions against Southern Italians, who are supposed to be part of the Italian nation.

The culture of greed and exploitation imposed by the Risorgimento has not only oppressed the South, but has finally eaten away at the native communities of the North as well. Not satisfied with exploiting Southerners, cheap labor has been imported in such excess that foreigners have formed political blocks that compete with native Italians for resources. Concessions are given to outsiders at the expense of Italians themselves, especially the poor.

The Kingdom of the Two Sicilies was doing well enough before Garibaldi and the House of Savoy chose to interfere with them and didn’t need to be “rescued” by bullets or cannon balls. The egalitarian promises made by the invaders were as empty as such promises usually are, and now they have the gall to celebrate 150 years of occupation and socioeconomic failure.

I refuse to celebrate what Piedmont and their allies did to my ancestral homeland, and will not ignore the troubled legacy their false promises have left us today.

L’Arpac va in tribunale e i cittadini protestano nella discarica

FOTO (Si ringrazia il sig. Ferdinando)

L'Arpac va in tribunale e i cittadini protestano nella discarica


E’ cominciato oggi presso il Tribunale di Napoli il processo Arpac che vede imputati con diversi capi di imputazione, dalla concussione all’abuso in atti d’ufficio, tutto l’assetto dirigenziale che ha guidato l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Campania fino a pochi mesi fa. Dall’ingegner Capobianco fino ai padrini politici come la signora Sandra Lonardo Mastella.

Una vicenda che ci ricorda come l’Arpac era esclusivamente un carrozzone per sistemare amici di politici attraverso le consulenze, mentre le analisi ed i rilievi relativi ai siti di smaltimento dei rifiuti venivano “aggiustati” per rientrare nelle grazie della struttura commissariale guidata da Bertolaso.

I cittadini del Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano hanno voluto ricordare oggi le immense lacune dell’Arpac come ad esempio tutti i rilievi e le analisi periodiche su acqua, aria, falde, e viabilità che la struttura regionale doveva effettuare nella zona della discarica di Chiaiano e che non sono mai stati effettuati. Impegni precisi, sanciti dalla conferenza dei servizi del 9 agosto 2008, centraline per controllare la discarica e salvaguardare la salute dei cittadini che non sono mai state installa tre. I cittadini hanno aperto due “cantieri dal basso” il primo in Via Cupa dei Cani ed il secondo proprio all’interno della discarica. Nel pomeriggio infatti una cinquantina di attivisti sorprendendo la vigilanza delle forze del’ordine sono entrati nel perimetro della discarica di Chiaiano installando simbolicamente delle “centraline” di rilevamento di aria, acqua e vibrazioni, ciò che l’Arpac avrebbe dovuto fare da due anni!

I cittadini sono stati alcune ore nella discarica, nella zona erano sopraggiunte le forze dell’ordine in gran numero ed in assetto antisommossa.

Il Presidio permanente, che da alcune settimane ha aperto un tavolo di confronto e monitoraggio con il prefetto Pansa chiede risposte immediate da parte dell’Agenzia regionale per l’ambiente della Campania rispetto alle centraline mai installate che dovrebbero garantire la salute dei cittadini.

Inoltre i cittadini del Presidio hanno annunciato che si costituiranno parte civile nel processo Arpac sin dalla prossima seduta.

Inoltre nei prossimi giorni verranno inoltrare a Prefettura e Questura dossier con le immagini degli sversamenti abusivi nella zona della Selva di Chiaiano.

Ci chiediamo come mai la Protezione Civile e la Polizia che pattugliano con elicotteri l’area nord di Napoli con cadenza quotidiana, non abbiano mai notato l’aumento degli sversamenti abusivi nella zona della Selva di Chiaiano.

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano.

Fonte:Agoravox

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FOTO (Si ringrazia il sig. Ferdinando)

L'Arpac va in tribunale e i cittadini protestano nella discarica


E’ cominciato oggi presso il Tribunale di Napoli il processo Arpac che vede imputati con diversi capi di imputazione, dalla concussione all’abuso in atti d’ufficio, tutto l’assetto dirigenziale che ha guidato l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Campania fino a pochi mesi fa. Dall’ingegner Capobianco fino ai padrini politici come la signora Sandra Lonardo Mastella.

Una vicenda che ci ricorda come l’Arpac era esclusivamente un carrozzone per sistemare amici di politici attraverso le consulenze, mentre le analisi ed i rilievi relativi ai siti di smaltimento dei rifiuti venivano “aggiustati” per rientrare nelle grazie della struttura commissariale guidata da Bertolaso.

I cittadini del Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano hanno voluto ricordare oggi le immense lacune dell’Arpac come ad esempio tutti i rilievi e le analisi periodiche su acqua, aria, falde, e viabilità che la struttura regionale doveva effettuare nella zona della discarica di Chiaiano e che non sono mai stati effettuati. Impegni precisi, sanciti dalla conferenza dei servizi del 9 agosto 2008, centraline per controllare la discarica e salvaguardare la salute dei cittadini che non sono mai state installa tre. I cittadini hanno aperto due “cantieri dal basso” il primo in Via Cupa dei Cani ed il secondo proprio all’interno della discarica. Nel pomeriggio infatti una cinquantina di attivisti sorprendendo la vigilanza delle forze del’ordine sono entrati nel perimetro della discarica di Chiaiano installando simbolicamente delle “centraline” di rilevamento di aria, acqua e vibrazioni, ciò che l’Arpac avrebbe dovuto fare da due anni!

I cittadini sono stati alcune ore nella discarica, nella zona erano sopraggiunte le forze dell’ordine in gran numero ed in assetto antisommossa.

Il Presidio permanente, che da alcune settimane ha aperto un tavolo di confronto e monitoraggio con il prefetto Pansa chiede risposte immediate da parte dell’Agenzia regionale per l’ambiente della Campania rispetto alle centraline mai installate che dovrebbero garantire la salute dei cittadini.

Inoltre i cittadini del Presidio hanno annunciato che si costituiranno parte civile nel processo Arpac sin dalla prossima seduta.

Inoltre nei prossimi giorni verranno inoltrare a Prefettura e Questura dossier con le immagini degli sversamenti abusivi nella zona della Selva di Chiaiano.

Ci chiediamo come mai la Protezione Civile e la Polizia che pattugliano con elicotteri l’area nord di Napoli con cadenza quotidiana, non abbiano mai notato l’aumento degli sversamenti abusivi nella zona della Selva di Chiaiano.

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano.

Fonte:Agoravox

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Antonio Ciano scrive alla redazione di Palermo di "La Repubblica"



A: a.lauria@repubblica.it,

Ogg: Partito del Sud


Dott. Lauria,
avendo letto l'articolo da Lei pubblicato su Repubblica, abbiamo deciso di diffidare il sig. Miccichè e il sig. Lombardo, prima ufficiosamente, e se continuano ad usare il nome del Partito del Sud impropriamente, adiremo le vie legali.

Il motivo è molto semplice, per noi I DUE RAPPRESENTANTI SICILIANI, COME ALTRI DEPUTATI DEL SUD SONO SOLO ASCARI AL SERVIZIO DEI PARTITI DEL NORD, CHE DA 149 ANNI HANNO RESO COLONIA IL MERIDIONE D'ITALIA E NON DEVONO PERMETTERSI DI INQUINARE IL BUON NOME DEL PARTITO DI CUI SONO ONORATO DI RAPPRESENTARE.

Il Partito del Sud è nato a Gaeta ( Latina) nel 2001 e ha partecipato alle elezioni amministrative del 2002, prendendo il 3% dei voti.
Nel 2007, con un'altra lista civica abbiamo mandato all'opposizione destra e sinistra, governiamo la città. Al ballottaggio contro la destra abbiamo ottenuto il 57% dei consensi, e da allora abbiamo sentito la necessità di coinvolgere i meridionali.

Sono nate così sezioni a Catania, a Palermo, a Roma, a Napoli, a Salerno, a Caserta,a Reggio Emilia, a Modena, a Virgilio e a Suzzara ( Mantova), a Bari, a Potenza, a Pisticci, a San Giovanni in Fiore in Calabria, a Isernia, a Genova, a Torino, a Milano, a Sacile (UD), a Verona, a Terracina( Latina) a Roccaravindola ( Isernia) a Pisa, a New York (USA) e in tanti altri paesi della penisola oltre a moltissime adesioni su Facebook, quindi sezioni on line.

In Sicilia stiamo operando economicamente grazie all'Ing. Erasmo Vecchio che tramite una sua struttura ha aperto un supermercato "Comprasud " e il 25 marzo ne inaugura un altro a Catania, a Palermo abbiamo una sezione molto attiva, condotta dalla Sig.ra Linda Cottone. Queste strutture commerciali sono una nicchia di mercato molto importante, perchè in quei siti si vendono solo prodotti meridionali, e speriamo di aprirne una trentina in tutta italia durante il 2010. Il prossimo aprirà a Udine.

Ci siamo presentati alle elezioni sempre da soli, contro Destra e Sinistra, che per noi sono solo INDICAZIONI STRADALI.

Il nostro sud dal 1861 ad oggi è stato devastato da quelle formazioni politiche e gli attuali deputati meridionali non hanno alcun merito se non quello di essere complici e servi del potere nordista.
Siamo nati per dare all'Italia il senso repubblicano che la costituzione ha dettato. Siamo costretti a subire l'assalto economico del Nord, siamo diventati colonia commerciale, industriale e finanziaria delle multinazionali padane, e hanno costretto i nostri figli ad una emigrazione senza soluzione di continuità.
Durante il regno sabaudo massacrarono oltre un milione di contadini, professionisti, comemrcianti e li chiamarono Briganti, poi fecero emigrare 20 milioni di nostri compatrioti, una emigrazione biblica che nemmeno gli ebrei hanno subito, noi la chiamiamo semplicemente Pulizia Etnica.
Siamo costretti a camminare su strade intitolate ai nostri massacratori, siamo costretti a subire una legislazione, in alcune parti, sabaude.
Il sistema fiscale è sabaudo, il sistema burocratico omicida è piemontese. Siamo costretti a consumare padano, 18.900 supermercati del Nord, divisi tra destra e sinistra, stanno mortificando l'agricoltura e le imprese meridionali. Coop, Conad o Monte dei paschi di Siena,Unipol sono strutture che fanno riferimento al centro sinistra, tutte le altre compagnie al centro destra, e i partiti di riferimento sono dunque il partito del Nord, quasi tutti, da destra a sinistra..
Compagnie telefoniche, compagnie assicuratrici, gruppi industrialie finanziari appartengono al nord, compreso i gruppi bancari.
Anche il Banco di Sicilia e il Banco di Napoli sono del Nord, a noi han fatto rimanere solo le bancarelle, anzi, nemmeno quelle, da qualche tempo sono gli extracomunitari a governarle.

Come popolo non contiamo niente,e stiamo reagendo.

Fra qualche hanno ci sarà la sorpresa Sud, stiamo lavorando, ci stiamo riprendendo la dignità che il Nord ci ha tolto, l'economia che ci hanno massacrato.
Quasi 500 produttori hanno aderito ai Comprasud, ma arriveremo a 50 mila nel tempo, e attorno all'economia territoriale crescerà il Partito.
Intanto molti intellettuali, anche del Nord, stanno lavorando per noi.
Ormai molti cantanti cantano canzoni del Sud, molti intellettuali si stanno cimentando nella revisione storica, ultimo il Dott. Pino Aprile con il suo libro "Terroni", da leggere e diffondere.

Siamo qui, nati per stroncare la protervia nordista e quella del Partito del Nord oggi al potere.
Sicuro di un Suo interessamento, Le porgo i migliori saluti. Buon lavoro.

Antonio Ciano
Segretario Nazionale del Partito del Sud
Assessore al demanio e Patrimonio del Comune di Gaeta
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A: a.lauria@repubblica.it,

Ogg: Partito del Sud


Dott. Lauria,
avendo letto l'articolo da Lei pubblicato su Repubblica, abbiamo deciso di diffidare il sig. Miccichè e il sig. Lombardo, prima ufficiosamente, e se continuano ad usare il nome del Partito del Sud impropriamente, adiremo le vie legali.

Il motivo è molto semplice, per noi I DUE RAPPRESENTANTI SICILIANI, COME ALTRI DEPUTATI DEL SUD SONO SOLO ASCARI AL SERVIZIO DEI PARTITI DEL NORD, CHE DA 149 ANNI HANNO RESO COLONIA IL MERIDIONE D'ITALIA E NON DEVONO PERMETTERSI DI INQUINARE IL BUON NOME DEL PARTITO DI CUI SONO ONORATO DI RAPPRESENTARE.

Il Partito del Sud è nato a Gaeta ( Latina) nel 2001 e ha partecipato alle elezioni amministrative del 2002, prendendo il 3% dei voti.
Nel 2007, con un'altra lista civica abbiamo mandato all'opposizione destra e sinistra, governiamo la città. Al ballottaggio contro la destra abbiamo ottenuto il 57% dei consensi, e da allora abbiamo sentito la necessità di coinvolgere i meridionali.

Sono nate così sezioni a Catania, a Palermo, a Roma, a Napoli, a Salerno, a Caserta,a Reggio Emilia, a Modena, a Virgilio e a Suzzara ( Mantova), a Bari, a Potenza, a Pisticci, a San Giovanni in Fiore in Calabria, a Isernia, a Genova, a Torino, a Milano, a Sacile (UD), a Verona, a Terracina( Latina) a Roccaravindola ( Isernia) a Pisa, a New York (USA) e in tanti altri paesi della penisola oltre a moltissime adesioni su Facebook, quindi sezioni on line.

In Sicilia stiamo operando economicamente grazie all'Ing. Erasmo Vecchio che tramite una sua struttura ha aperto un supermercato "Comprasud " e il 25 marzo ne inaugura un altro a Catania, a Palermo abbiamo una sezione molto attiva, condotta dalla Sig.ra Linda Cottone. Queste strutture commerciali sono una nicchia di mercato molto importante, perchè in quei siti si vendono solo prodotti meridionali, e speriamo di aprirne una trentina in tutta italia durante il 2010. Il prossimo aprirà a Udine.

Ci siamo presentati alle elezioni sempre da soli, contro Destra e Sinistra, che per noi sono solo INDICAZIONI STRADALI.

Il nostro sud dal 1861 ad oggi è stato devastato da quelle formazioni politiche e gli attuali deputati meridionali non hanno alcun merito se non quello di essere complici e servi del potere nordista.
Siamo nati per dare all'Italia il senso repubblicano che la costituzione ha dettato. Siamo costretti a subire l'assalto economico del Nord, siamo diventati colonia commerciale, industriale e finanziaria delle multinazionali padane, e hanno costretto i nostri figli ad una emigrazione senza soluzione di continuità.
Durante il regno sabaudo massacrarono oltre un milione di contadini, professionisti, comemrcianti e li chiamarono Briganti, poi fecero emigrare 20 milioni di nostri compatrioti, una emigrazione biblica che nemmeno gli ebrei hanno subito, noi la chiamiamo semplicemente Pulizia Etnica.
Siamo costretti a camminare su strade intitolate ai nostri massacratori, siamo costretti a subire una legislazione, in alcune parti, sabaude.
Il sistema fiscale è sabaudo, il sistema burocratico omicida è piemontese. Siamo costretti a consumare padano, 18.900 supermercati del Nord, divisi tra destra e sinistra, stanno mortificando l'agricoltura e le imprese meridionali. Coop, Conad o Monte dei paschi di Siena,Unipol sono strutture che fanno riferimento al centro sinistra, tutte le altre compagnie al centro destra, e i partiti di riferimento sono dunque il partito del Nord, quasi tutti, da destra a sinistra..
Compagnie telefoniche, compagnie assicuratrici, gruppi industrialie finanziari appartengono al nord, compreso i gruppi bancari.
Anche il Banco di Sicilia e il Banco di Napoli sono del Nord, a noi han fatto rimanere solo le bancarelle, anzi, nemmeno quelle, da qualche tempo sono gli extracomunitari a governarle.

Come popolo non contiamo niente,e stiamo reagendo.

Fra qualche hanno ci sarà la sorpresa Sud, stiamo lavorando, ci stiamo riprendendo la dignità che il Nord ci ha tolto, l'economia che ci hanno massacrato.
Quasi 500 produttori hanno aderito ai Comprasud, ma arriveremo a 50 mila nel tempo, e attorno all'economia territoriale crescerà il Partito.
Intanto molti intellettuali, anche del Nord, stanno lavorando per noi.
Ormai molti cantanti cantano canzoni del Sud, molti intellettuali si stanno cimentando nella revisione storica, ultimo il Dott. Pino Aprile con il suo libro "Terroni", da leggere e diffondere.

Siamo qui, nati per stroncare la protervia nordista e quella del Partito del Nord oggi al potere.
Sicuro di un Suo interessamento, Le porgo i migliori saluti. Buon lavoro.

Antonio Ciano
Segretario Nazionale del Partito del Sud
Assessore al demanio e Patrimonio del Comune di Gaeta
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Il capo dei briganti



http://www.youtube.com/watch?v=J9h70foenaU
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