giovedì 25 giugno 2009

22 Giugno 2009 - La Terra dei Fuochi - Continui roghi di rifiuti nei Campi Rom





http://www.laterradeifuochi.it -
- Scampia: condizioni di vita disumane e continui Roghi di rifiuti al Campo Rom.

In questo video DENUNCIAMO il degrado e i continui Roghi di RIFIUTI SPECIALI e NON in un Campo Rom divenuto un LAGER. Le condizioni igienico sanitarie sono impossibili per gli stessi abitanti del Campo.

Nonostante i numerosi esposti dei cittadini locali, NESSUNO, adotta alcun provvedimento.

Il quartiere di Scampia confina con numerosi comuni:

Mugnano, Melito, Sant'Antimo, Casandrino e Arzano.

Nessuno ha preso provvedimenti in merito, nonostante le numerose denunce fatte e recapitate presso tutte le Autorità competenti.

Procura della Repubblica di Napoli, ASL, Comuni vari, ARPAC, Commissariato all'Emergenza Rifiuti, Presidente della Repubblica etc. etc.

Dov'è la MAGISTRATURA ??? E' MORTA ?!?!

Aspettiamo qualche segno di vita dalla Giustizia, ma sembra essere morta insieme alla prima ....

VERGOGNA.

Avete distrutto l'ITALIA ...

Caro Presidente della Repubblica, non vada solo a Capri. Venga pure dove veniva a prendere i voti elettorali da giovane. La Provincia di Napoli ha bisogno di Lei !!!

Un grazie speciale lo diciamo a Dino Di Palma, Presidente dei VERDI di questa provincia per 5 anni. Grazia Francescato l'ha candidato anche per le Europee. Grazie Presidente per averci regalato una provincia così.

Grazie di cuore veramente a tutti voi.
Leggi tutto »




http://www.laterradeifuochi.it -
- Scampia: condizioni di vita disumane e continui Roghi di rifiuti al Campo Rom.

In questo video DENUNCIAMO il degrado e i continui Roghi di RIFIUTI SPECIALI e NON in un Campo Rom divenuto un LAGER. Le condizioni igienico sanitarie sono impossibili per gli stessi abitanti del Campo.

Nonostante i numerosi esposti dei cittadini locali, NESSUNO, adotta alcun provvedimento.

Il quartiere di Scampia confina con numerosi comuni:

Mugnano, Melito, Sant'Antimo, Casandrino e Arzano.

Nessuno ha preso provvedimenti in merito, nonostante le numerose denunce fatte e recapitate presso tutte le Autorità competenti.

Procura della Repubblica di Napoli, ASL, Comuni vari, ARPAC, Commissariato all'Emergenza Rifiuti, Presidente della Repubblica etc. etc.

Dov'è la MAGISTRATURA ??? E' MORTA ?!?!

Aspettiamo qualche segno di vita dalla Giustizia, ma sembra essere morta insieme alla prima ....

VERGOGNA.

Avete distrutto l'ITALIA ...

Caro Presidente della Repubblica, non vada solo a Capri. Venga pure dove veniva a prendere i voti elettorali da giovane. La Provincia di Napoli ha bisogno di Lei !!!

Un grazie speciale lo diciamo a Dino Di Palma, Presidente dei VERDI di questa provincia per 5 anni. Grazia Francescato l'ha candidato anche per le Europee. Grazie Presidente per averci regalato una provincia così.

Grazie di cuore veramente a tutti voi.

Ciucci: "Superata fase di stallo, cantieri all'inizio del prossimo anno"



''Nel corso degli ultimi dodici mesi la Societa' ha posto in essere tutte le condizioni per la ripresa delle attivita' inerenti alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina risolvendo molte delle problematiche dovute alla lunga fase di stallo del progetto''.

Roma, 19 giu. -
(Adnkronos) - ''Nel corso degli ultimi dodici mesi la Societa' ha posto in essere tutte le condizioni per la ripresa delle attivita' inerenti alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina risolvendo molte delle problematiche dovute alla lunga fase di stallo del progetto''. Lo ha sottolineato l'Amministratore delegato della Societa' Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, in occasione dell'assemblea ordinaria tenutasi oggi sotto la presidenza di Giuseppe Zamberletti.

In particolare, all'indomani dell'invito rivolto alla Societa' dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli a riavviare le attivita', ha spiegato Ciucci, ''sono stati effettuati importanti passi avanti che consentono l'accelerazione dell'avvio dei cantieri. Al riguardo e' stato determinante l'accordo che abbiamo firmato con il Contraente generale che prevede l'individuazione fin dall'inizio di opere propedeutiche, gia' previste dal contratto e di grande importanza per la viabilita' locale, cantierabili gia' a partire dall'inizio del prossimo anno''.

In particolare l'Amministratore delegato ha ricordato le importanti delibere assunte dal Cipe su proposta del Ministro Matteoli, che nella seduta del 30 settembre 2008 ha riconfermato la pubblica utilita' del Ponte e il 6 marzo 2009 ha provveduto ad uno stanziamento di 1,3 miliardi di euro. Inoltre, il 17 aprile 2009, e' stato firmato l'accordo tra la Stretto di Messina e il Contraente Generale Eurolink (la societa' di progetto costituita dall'ATI guidata da Impregilo) finalizzato al riavvio delle attivita' per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.

Il 27 maggio 2009 e' stata sottoscritta l'intesa tra la Stretto di Messina e il Project Manager Consultant, la statunitense Parsons Transportation Group, volta a concordare tempistiche e modalita' di ripresa contrattuale. L'efficacia di tali atti e' comunque subordinata all'approvazione da parte del Concedente Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per il terzo contratto, quello con il Monitore Ambientale, e' in corso una verifica puntuale sulle specifiche tecniche applicabili per il monitoraggio ambientale, territoriale e sociale di ''Area Vasta'' (ante operam, in opera e post operam) alla luce della recente riorganizzazione della normativa ambientale - il cosiddetto ''Codice Ambientale'' - nonche' della evoluzione subita negli ultimi anni dalle tecniche di rilevamento e monitoraggio, soprattutto per i sistemi su ampia scala.

Su proposta dell'Amministratore delegato Pietro Ciucci, inoltre, l'Assemblea ha approvato all'unanimita' il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2008. Il risultato economico chiude con un utile di esercizio di 10.933 euro. Data l'assenza di ricavi tipici il risultato economico e' costituito dalla differenza tra la somma dei costi capitalizzati, dei proventi finanziari, dei proventi diversi e la somma dei costi e delle imposte dell'esercizio.
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''Nel corso degli ultimi dodici mesi la Societa' ha posto in essere tutte le condizioni per la ripresa delle attivita' inerenti alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina risolvendo molte delle problematiche dovute alla lunga fase di stallo del progetto''.

Roma, 19 giu. -
(Adnkronos) - ''Nel corso degli ultimi dodici mesi la Societa' ha posto in essere tutte le condizioni per la ripresa delle attivita' inerenti alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina risolvendo molte delle problematiche dovute alla lunga fase di stallo del progetto''. Lo ha sottolineato l'Amministratore delegato della Societa' Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, in occasione dell'assemblea ordinaria tenutasi oggi sotto la presidenza di Giuseppe Zamberletti.

In particolare, all'indomani dell'invito rivolto alla Societa' dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli a riavviare le attivita', ha spiegato Ciucci, ''sono stati effettuati importanti passi avanti che consentono l'accelerazione dell'avvio dei cantieri. Al riguardo e' stato determinante l'accordo che abbiamo firmato con il Contraente generale che prevede l'individuazione fin dall'inizio di opere propedeutiche, gia' previste dal contratto e di grande importanza per la viabilita' locale, cantierabili gia' a partire dall'inizio del prossimo anno''.

In particolare l'Amministratore delegato ha ricordato le importanti delibere assunte dal Cipe su proposta del Ministro Matteoli, che nella seduta del 30 settembre 2008 ha riconfermato la pubblica utilita' del Ponte e il 6 marzo 2009 ha provveduto ad uno stanziamento di 1,3 miliardi di euro. Inoltre, il 17 aprile 2009, e' stato firmato l'accordo tra la Stretto di Messina e il Contraente Generale Eurolink (la societa' di progetto costituita dall'ATI guidata da Impregilo) finalizzato al riavvio delle attivita' per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.

Il 27 maggio 2009 e' stata sottoscritta l'intesa tra la Stretto di Messina e il Project Manager Consultant, la statunitense Parsons Transportation Group, volta a concordare tempistiche e modalita' di ripresa contrattuale. L'efficacia di tali atti e' comunque subordinata all'approvazione da parte del Concedente Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per il terzo contratto, quello con il Monitore Ambientale, e' in corso una verifica puntuale sulle specifiche tecniche applicabili per il monitoraggio ambientale, territoriale e sociale di ''Area Vasta'' (ante operam, in opera e post operam) alla luce della recente riorganizzazione della normativa ambientale - il cosiddetto ''Codice Ambientale'' - nonche' della evoluzione subita negli ultimi anni dalle tecniche di rilevamento e monitoraggio, soprattutto per i sistemi su ampia scala.

Su proposta dell'Amministratore delegato Pietro Ciucci, inoltre, l'Assemblea ha approvato all'unanimita' il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2008. Il risultato economico chiude con un utile di esercizio di 10.933 euro. Data l'assenza di ricavi tipici il risultato economico e' costituito dalla differenza tra la somma dei costi capitalizzati, dei proventi finanziari, dei proventi diversi e la somma dei costi e delle imposte dell'esercizio.

mercoledì 24 giugno 2009

Dopo Gaeta è la volta di Aprilia.5 liste civiche al governo della città. Destra e sinistra anche lì, sono solo indicazioni stradali


Di Antonio Ciano

A Gaeta è successo due anni fa: due liste civiche batterono 11 partiti di sinistra e di destra. Nacque allora lo slogan “Destra e sinistra sono solo indicazioni stradali, votate per i rappresentanti della società civile, mandiamo a casa i mandanti dello sfascio italiano che rappresentano interessi di altre regioni”.
Gaeta era l’unica città in Italia, al di sopra dei 20 mila abitanti, ad essere governata da due liste ciche, di cui una meridionalista. Gaeta ha fatto lezione.
Ad Aprilia si è rinnovato il miracolo. Cinque liste civiche hanno battuto prima la sinistra e poi la destra di Cusani e Fazzone, proprio come a Gaeta due anni fa. Aprilia è la seconda città del Lazio per popolazione, ha una economia industriale ed agricola di primaria importanza e si è votato in anticipo perchè la giunta passata è affogata in Acqualatina e nell’intemperanza della destra.
La sinistra da queste parti è praticamente un vuoto a perdere, con un segretario del Pd dimissionario perchè incapace di quantificare la protesta. S
i pensa solo ai posti da coprire in accordo la la destra, ma questi ultimi occupano il potere ormai da 15 anni, e hanno consolidato una rete di clientes da utilizzare come gladiatori alle elezioni. Un sistema di potere intoccabile.
Si pensi ai 380 dipendenti di Acqualatina, società del Nord ( Questa è francese) con i suoi 380 impiegati tra i quali parenti, amici e compagni di provata fede, con paghe invidiabili e quasi intoccabili.
Domenico D’Alessio come Antonio Raimondi, avanti tutta, seguiranno altre realtà nel lazio e in Italia.
Il partito del Sud, con il suo piccolo nucleo di rappresentanti, con Arianna D’Arpino, nostra candidata alle provinciali ha appoggiato le liste civiche, specie quando la Bencivenni affermò che Aprilia non doveva fare la fine di Gaeta ove vi è una giunta civica.
La gente non va più a votare, ha perso il contatto con la politica partitica. Non esistono più i partiti di un tempo, esistono i personaggi, i problemi non vengono più discussi dalla base, e la società civile viene estromessa.
Ecco perchè vincono le liste civiche. Destra e sinistra coprono interessi che non sono i nostri. La gente si sta accorgendo di essere stata colonizzata.
I supermercati della provincia? sono tutti di società padane ( coop, Outlet, Panorama, Standa, Upim, Conad ecc ecc). Chi sono gli azionistii delle varie Turbogas, delle banche, delle discariche? chi gestisce il MOF di Fondi?
Il nostro territorio è stato colonizzato e devastato dai partiti di destra e di sinistra che coprono gli interessi capitalistici del Nord.La Camorra non sta a guardare, se trova complicità tra i feudatari dei partiti si insinua nel territorio, lo gestisce creando un consenso artificiale.
Il primo nucleo mafioso si insediò proprio ad Aprila con Frank tre dita, poi si allargò in tutta la provincia. Dobbiamo respingere questo attacco mortale.
Fondi è una città operosa da sempre, i suoi abitanti sono stati sempre industriosi, la sua agricoltura opulenta. Oggi sembra essere strozzata da forze mafiose.
Lo ha appurato una commissione di accesso voluta dal Prefetto Frattasi, confermata da altri tre prefetti spediti nella città dal ministro degli interni Maroni. Si è votato per le provinciali e il Popolo delle libertà ha avuto colà un grosso consenso, ma quest’ultimo non va d’accordo con la mafia.
Il governo Berlusconi ha altri pensieri per la testa, Escort a parte, ma deve decidere, la malattia può diventare contagiosa.

Diciamo alla Bencivenni che a Gaeta, finalmente, qualcosa sta cambiando: Non più marciapiedi fatiscenti, finalmente giardini pubblici vivibili, con giochi per bambini che sono la gioia delle mamme: la invitiamo a farsi una passeggiata sul Lungomare di Serapo, sulla piazzetta di Monte Tortone, in Via degli Eucalipti. Siamo stati ad Aprilia in campagna elettorale, le strade erano piene di buche, sembravano voragini, nè abbiamo notato giochi per bambini, villette sistemate. Siamo sicuri che D’Alessio penserà al benessere dei propri cittadini.A Gaeta son partiti i piani di zona, non si costruiva una casa da 20 anni.
A gennaio saranno consegnati i primi appartamenti ai cooperatori del luogo. Per andare da Aprilia a Gaeta ci si impiega un paio di ore, tra atovelox, traffico.
Vi sono solo due strade,l’Appia e la Flacca, entrambe costruite dai romani duemila anni fa,a Gaeta sta nascendo l’unica grande opera della Provincia, la ferrovia Gaeta-Formia, voluta dal Sindaco Raimondi, dall’allora sindaco di Formia Bartolomeo e soprattutto dal Governatore della regione Lazio Piero Marrazzo, che ha inaugurato anche il Polo internazionale della Nautica nell’area del Consorzio industriale, fino ad allora inoperoso sul nostro territorio.
Una simbiosi tra il nostro sindaco e l’avv. Salvatore Forte ha messo in atto la sinergia necessaria per l’attuazione di questo progetto.
La regione Lazio governata da Marrazzo ha sempre sostenuto progetti validi, e non ha mai guardato al colore,o se una giunta fosse di destra, di sinistra o civica. Chiedere conferma di ciò al sindaco di Priverno Umberto Macci. Gaeta con la sua giunta civica, ha trovato in Regione sempre porte aperte. Ultimamente, grazie all’assessore Astorre si sono trovati i finanziamenti per la riattazione della Cattedrale, arriveranno alla città ben 2.970.000 euro, e il Dott. Raniero De Filippis, nominato commissario dell’Ipab da Marrazzo, sta mettendo fine al letargo del santuario dell’Annunziata.
Sono arrivati ad oggi 450 mila euro per la sistemazione della Sorresca, della facciata esterna della Chiesa di cui sopra e per la sua pavimentazione storica.Altri 350 mila euro sono arrivati per la chiesa di santa Lucia.
Fra qualche giorno inizieranno i lavori per l’illuminazione dei bastioni della cinta di terra della città,soldi arrivati grazie ad un bando regionale per” le città con servitù militari”. Gli uffici si stanno adoperando per mettere in esecuzioni i lavori ad un manufatto insistente su uno dei terreni della camorra acquisiti alle proprietà comunali. Sono centomila euro assegnati alla nostra città graziead un altro bando voluto dall’Assessore Daniele Fichera a cui la giunta Raimodi ha partecipato, la mafia si combatte anche così. Diamo i nostri migliori auguri a Domenico D’Alessio, sindaco civico di Aprilia, come noi, troverà la regione Lazio disponibilissima.
Il Governatore Marrazzo era a capo della Lista civica Marrazzo, grazie ai voti della quale, oggi governa la nostra regione, nonostante le difficoltà economiche e i tagli del governo centrale. Quando Prodi era al governo, regalò mille miliardi al Piemonte per riattare i beni savoiardi.
Berlusconi sta regalando 150 milioni di euro alle città amiche. Un governo repubblicano dovrebbe celebrare, nel 2011, i 150 anni della nefasta invasione del Sud da parte della monarchia sabaura.
Questi governanti non amano il sud se festeggiano i fasti di una monarchia che ha dato all’Italia morti a milioni e dolori, che ha fatto emigrare 30 milioni di meridionali. Gaeta fu distrutta da 160 mila bombe piemontesi, vi sono ancora le macerie di quel bombardamento, se non arrivano i soldi alla nostra città, come sono arrivati ad altre che con il risorgimento non c’entrano niente, penseremo ad andarcene con la Spagna.Siamo stati confederati con gli spagnoli per duecento anni, e mai han fatto emigrare nostri concittadini.Oggi 150 mila giovani sono costretti ad emigrare ogni anno.
Il Sud ribolle, in Sicilia il movimento autonomista ha il 16% di consensi, a Lecce con la Poli Bortone, “IO SUD” è arrivata al 21 per cento.
Destra e sinistra sono avvertiti, e anche il governo attuale.
Nel 1860 e dintorni nel sud cento città sono state bombardate e massacrate, i morti furono oltre un milione, e fummo chiamati Briganti.
Oggi ci chiamano terroni, e vogliono anche i nostri voti?
Gaeta e Aprilia sono gli apripista di una nuova era, ma lassù, non se ne sono ancora accorti.

Fonte:ReteSud
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Di Antonio Ciano

A Gaeta è successo due anni fa: due liste civiche batterono 11 partiti di sinistra e di destra. Nacque allora lo slogan “Destra e sinistra sono solo indicazioni stradali, votate per i rappresentanti della società civile, mandiamo a casa i mandanti dello sfascio italiano che rappresentano interessi di altre regioni”.
Gaeta era l’unica città in Italia, al di sopra dei 20 mila abitanti, ad essere governata da due liste ciche, di cui una meridionalista. Gaeta ha fatto lezione.
Ad Aprilia si è rinnovato il miracolo. Cinque liste civiche hanno battuto prima la sinistra e poi la destra di Cusani e Fazzone, proprio come a Gaeta due anni fa. Aprilia è la seconda città del Lazio per popolazione, ha una economia industriale ed agricola di primaria importanza e si è votato in anticipo perchè la giunta passata è affogata in Acqualatina e nell’intemperanza della destra.
La sinistra da queste parti è praticamente un vuoto a perdere, con un segretario del Pd dimissionario perchè incapace di quantificare la protesta. S
i pensa solo ai posti da coprire in accordo la la destra, ma questi ultimi occupano il potere ormai da 15 anni, e hanno consolidato una rete di clientes da utilizzare come gladiatori alle elezioni. Un sistema di potere intoccabile.
Si pensi ai 380 dipendenti di Acqualatina, società del Nord ( Questa è francese) con i suoi 380 impiegati tra i quali parenti, amici e compagni di provata fede, con paghe invidiabili e quasi intoccabili.
Domenico D’Alessio come Antonio Raimondi, avanti tutta, seguiranno altre realtà nel lazio e in Italia.
Il partito del Sud, con il suo piccolo nucleo di rappresentanti, con Arianna D’Arpino, nostra candidata alle provinciali ha appoggiato le liste civiche, specie quando la Bencivenni affermò che Aprilia non doveva fare la fine di Gaeta ove vi è una giunta civica.
La gente non va più a votare, ha perso il contatto con la politica partitica. Non esistono più i partiti di un tempo, esistono i personaggi, i problemi non vengono più discussi dalla base, e la società civile viene estromessa.
Ecco perchè vincono le liste civiche. Destra e sinistra coprono interessi che non sono i nostri. La gente si sta accorgendo di essere stata colonizzata.
I supermercati della provincia? sono tutti di società padane ( coop, Outlet, Panorama, Standa, Upim, Conad ecc ecc). Chi sono gli azionistii delle varie Turbogas, delle banche, delle discariche? chi gestisce il MOF di Fondi?
Il nostro territorio è stato colonizzato e devastato dai partiti di destra e di sinistra che coprono gli interessi capitalistici del Nord.La Camorra non sta a guardare, se trova complicità tra i feudatari dei partiti si insinua nel territorio, lo gestisce creando un consenso artificiale.
Il primo nucleo mafioso si insediò proprio ad Aprila con Frank tre dita, poi si allargò in tutta la provincia. Dobbiamo respingere questo attacco mortale.
Fondi è una città operosa da sempre, i suoi abitanti sono stati sempre industriosi, la sua agricoltura opulenta. Oggi sembra essere strozzata da forze mafiose.
Lo ha appurato una commissione di accesso voluta dal Prefetto Frattasi, confermata da altri tre prefetti spediti nella città dal ministro degli interni Maroni. Si è votato per le provinciali e il Popolo delle libertà ha avuto colà un grosso consenso, ma quest’ultimo non va d’accordo con la mafia.
Il governo Berlusconi ha altri pensieri per la testa, Escort a parte, ma deve decidere, la malattia può diventare contagiosa.

Diciamo alla Bencivenni che a Gaeta, finalmente, qualcosa sta cambiando: Non più marciapiedi fatiscenti, finalmente giardini pubblici vivibili, con giochi per bambini che sono la gioia delle mamme: la invitiamo a farsi una passeggiata sul Lungomare di Serapo, sulla piazzetta di Monte Tortone, in Via degli Eucalipti. Siamo stati ad Aprilia in campagna elettorale, le strade erano piene di buche, sembravano voragini, nè abbiamo notato giochi per bambini, villette sistemate. Siamo sicuri che D’Alessio penserà al benessere dei propri cittadini.A Gaeta son partiti i piani di zona, non si costruiva una casa da 20 anni.
A gennaio saranno consegnati i primi appartamenti ai cooperatori del luogo. Per andare da Aprilia a Gaeta ci si impiega un paio di ore, tra atovelox, traffico.
Vi sono solo due strade,l’Appia e la Flacca, entrambe costruite dai romani duemila anni fa,a Gaeta sta nascendo l’unica grande opera della Provincia, la ferrovia Gaeta-Formia, voluta dal Sindaco Raimondi, dall’allora sindaco di Formia Bartolomeo e soprattutto dal Governatore della regione Lazio Piero Marrazzo, che ha inaugurato anche il Polo internazionale della Nautica nell’area del Consorzio industriale, fino ad allora inoperoso sul nostro territorio.
Una simbiosi tra il nostro sindaco e l’avv. Salvatore Forte ha messo in atto la sinergia necessaria per l’attuazione di questo progetto.
La regione Lazio governata da Marrazzo ha sempre sostenuto progetti validi, e non ha mai guardato al colore,o se una giunta fosse di destra, di sinistra o civica. Chiedere conferma di ciò al sindaco di Priverno Umberto Macci. Gaeta con la sua giunta civica, ha trovato in Regione sempre porte aperte. Ultimamente, grazie all’assessore Astorre si sono trovati i finanziamenti per la riattazione della Cattedrale, arriveranno alla città ben 2.970.000 euro, e il Dott. Raniero De Filippis, nominato commissario dell’Ipab da Marrazzo, sta mettendo fine al letargo del santuario dell’Annunziata.
Sono arrivati ad oggi 450 mila euro per la sistemazione della Sorresca, della facciata esterna della Chiesa di cui sopra e per la sua pavimentazione storica.Altri 350 mila euro sono arrivati per la chiesa di santa Lucia.
Fra qualche giorno inizieranno i lavori per l’illuminazione dei bastioni della cinta di terra della città,soldi arrivati grazie ad un bando regionale per” le città con servitù militari”. Gli uffici si stanno adoperando per mettere in esecuzioni i lavori ad un manufatto insistente su uno dei terreni della camorra acquisiti alle proprietà comunali. Sono centomila euro assegnati alla nostra città graziead un altro bando voluto dall’Assessore Daniele Fichera a cui la giunta Raimodi ha partecipato, la mafia si combatte anche così. Diamo i nostri migliori auguri a Domenico D’Alessio, sindaco civico di Aprilia, come noi, troverà la regione Lazio disponibilissima.
Il Governatore Marrazzo era a capo della Lista civica Marrazzo, grazie ai voti della quale, oggi governa la nostra regione, nonostante le difficoltà economiche e i tagli del governo centrale. Quando Prodi era al governo, regalò mille miliardi al Piemonte per riattare i beni savoiardi.
Berlusconi sta regalando 150 milioni di euro alle città amiche. Un governo repubblicano dovrebbe celebrare, nel 2011, i 150 anni della nefasta invasione del Sud da parte della monarchia sabaura.
Questi governanti non amano il sud se festeggiano i fasti di una monarchia che ha dato all’Italia morti a milioni e dolori, che ha fatto emigrare 30 milioni di meridionali. Gaeta fu distrutta da 160 mila bombe piemontesi, vi sono ancora le macerie di quel bombardamento, se non arrivano i soldi alla nostra città, come sono arrivati ad altre che con il risorgimento non c’entrano niente, penseremo ad andarcene con la Spagna.Siamo stati confederati con gli spagnoli per duecento anni, e mai han fatto emigrare nostri concittadini.Oggi 150 mila giovani sono costretti ad emigrare ogni anno.
Il Sud ribolle, in Sicilia il movimento autonomista ha il 16% di consensi, a Lecce con la Poli Bortone, “IO SUD” è arrivata al 21 per cento.
Destra e sinistra sono avvertiti, e anche il governo attuale.
Nel 1860 e dintorni nel sud cento città sono state bombardate e massacrate, i morti furono oltre un milione, e fummo chiamati Briganti.
Oggi ci chiamano terroni, e vogliono anche i nostri voti?
Gaeta e Aprilia sono gli apripista di una nuova era, ma lassù, non se ne sono ancora accorti.

Fonte:ReteSud

CREIAMO IL NOSTRO HYDE PARK


Ricevo e posto:


Di Massimo Calabrese


Il 20 giugno 2009 ero anch’io in Largo di Palazzo già Piazza del falso plebiscito e nei giorni scorsi ho raccolto varie impressioni sul raduno, spesso negative, ma voglio essere di controcorrente.

Effettivamente non vi era la folla giovanile che internet annunciava, non vi erano gli ottocento e passa “patrioti”, che online avevano promesso battaglia per un referendum per la ricostituzione del Regno delle Due Sicilie, ma già il fatto di averlo pensato è positivo.

Lo scrivente ha caldeggiato alcune associazioni e movimenti maggiormente rappresentativi ad esserci per non deludere quei giovani spiriti, che potevano essere spaesati nell’immensa piazza.

Ero certo che non sarebbero venuti in tanti, ma bisognava aggregare quei fedelissimi presenti, alimentare le loro speranze, che rappresentano il futuro della nostra Patria.

Dall’insuccesso manifestatosi per buona parte della serata, caratterizzata dal piacevole sventolio delle bandiere Gigliate in quel Largo, che le videro protagoniste 150 anni fa e che hanno catalizzato la curiosità di passanti e fotografi, si è passati ad un importante risultato, secondo il mio modestissimo parere.

L’azione di questi giovani ha portato a far incontrare i rappresentanti delle maggiori associazioni per il SUD intorno ad un virtuale tavolo rotondo.

I giovani di facebook sono stati quantificati in quasi un centinaio e credo che l’adunata con i curiosi abbia raggiunto anche le 180 unità.

Molti diranno pochissima cosa, ma si è sviluppato un lungo dibattito degno del londinese Hyde Park coinvolgendo addetti ai lavori e cittadini curiosi, che hanno discusso sullo stato della nostra Patria sudista e di Napoli, tanto che un autorevole esponente meridionalista ha auspicato con foga che incontri del genere possano avvenire più spesso in piazze più raccolte.

Prima di redigere bilanci negatici invito tutti a guardare al passato per guardare al futuro.

Ricordo il primo semestre del 2007 vissuto nella pesante angoscia di assistere alle celebrazioni del bicentenario della nascita del bandito garibaldi.

Eppure, possiamo dire che quella sfida è stata vinta, tutti insieme con la nostra determinazione e con il cuore patriottico abbiamo rovinato i festeggiamenti.

Poi sono seguiti altri appuntamenti, altre battaglie di stampa, mediatiche e possiamo dire di averle vinte.

Prima, se parlare della Verità Storica, del glorioso passato dei nostri padri, dei nostri Sovrani, della nostra Patria, dei crimini subiti si temeva di esposi al ridicolo e ci intimoriva, ORA sono loro gli unitaristi, i filo risorgimentali a nascondersi, a tacere, a temere che qualcuno denunci la Verità in un convegno o mostra.

Quanta acqua è passata in due anni ed avremmo mai pensato che le maggiori organizzazioni duosiciliane si sarebbero ritrovate oggi in Largo di Palazzo in Napoli con palesi invocazioni per l’unità dei movimenti meridionali?

Direte che sono le solite dichiarazioni di rito, ma importante è pronunciarle, non dobbiamo perderci di vista.

Importanti avvenimenti ci saranno nel 2010 a Salemi, a Marsala, a Teano e più importanti nel 2011.

Appuntamenti a cui noi TUTTI dovremmo esserci, senza divisioni, per colpire in modo organizzato i nostri nemici storici tricolorati.

Creiamo un Comitato per le Contro Celebrazioni, che ci organizzi per pur marciando divisi colpiremo compatti, in attesa del giorno della proclamazione dell’indipendenza della nostra Patria.
.
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Ricevo e posto:


Di Massimo Calabrese


Il 20 giugno 2009 ero anch’io in Largo di Palazzo già Piazza del falso plebiscito e nei giorni scorsi ho raccolto varie impressioni sul raduno, spesso negative, ma voglio essere di controcorrente.

Effettivamente non vi era la folla giovanile che internet annunciava, non vi erano gli ottocento e passa “patrioti”, che online avevano promesso battaglia per un referendum per la ricostituzione del Regno delle Due Sicilie, ma già il fatto di averlo pensato è positivo.

Lo scrivente ha caldeggiato alcune associazioni e movimenti maggiormente rappresentativi ad esserci per non deludere quei giovani spiriti, che potevano essere spaesati nell’immensa piazza.

Ero certo che non sarebbero venuti in tanti, ma bisognava aggregare quei fedelissimi presenti, alimentare le loro speranze, che rappresentano il futuro della nostra Patria.

Dall’insuccesso manifestatosi per buona parte della serata, caratterizzata dal piacevole sventolio delle bandiere Gigliate in quel Largo, che le videro protagoniste 150 anni fa e che hanno catalizzato la curiosità di passanti e fotografi, si è passati ad un importante risultato, secondo il mio modestissimo parere.

L’azione di questi giovani ha portato a far incontrare i rappresentanti delle maggiori associazioni per il SUD intorno ad un virtuale tavolo rotondo.

I giovani di facebook sono stati quantificati in quasi un centinaio e credo che l’adunata con i curiosi abbia raggiunto anche le 180 unità.

Molti diranno pochissima cosa, ma si è sviluppato un lungo dibattito degno del londinese Hyde Park coinvolgendo addetti ai lavori e cittadini curiosi, che hanno discusso sullo stato della nostra Patria sudista e di Napoli, tanto che un autorevole esponente meridionalista ha auspicato con foga che incontri del genere possano avvenire più spesso in piazze più raccolte.

Prima di redigere bilanci negatici invito tutti a guardare al passato per guardare al futuro.

Ricordo il primo semestre del 2007 vissuto nella pesante angoscia di assistere alle celebrazioni del bicentenario della nascita del bandito garibaldi.

Eppure, possiamo dire che quella sfida è stata vinta, tutti insieme con la nostra determinazione e con il cuore patriottico abbiamo rovinato i festeggiamenti.

Poi sono seguiti altri appuntamenti, altre battaglie di stampa, mediatiche e possiamo dire di averle vinte.

Prima, se parlare della Verità Storica, del glorioso passato dei nostri padri, dei nostri Sovrani, della nostra Patria, dei crimini subiti si temeva di esposi al ridicolo e ci intimoriva, ORA sono loro gli unitaristi, i filo risorgimentali a nascondersi, a tacere, a temere che qualcuno denunci la Verità in un convegno o mostra.

Quanta acqua è passata in due anni ed avremmo mai pensato che le maggiori organizzazioni duosiciliane si sarebbero ritrovate oggi in Largo di Palazzo in Napoli con palesi invocazioni per l’unità dei movimenti meridionali?

Direte che sono le solite dichiarazioni di rito, ma importante è pronunciarle, non dobbiamo perderci di vista.

Importanti avvenimenti ci saranno nel 2010 a Salemi, a Marsala, a Teano e più importanti nel 2011.

Appuntamenti a cui noi TUTTI dovremmo esserci, senza divisioni, per colpire in modo organizzato i nostri nemici storici tricolorati.

Creiamo un Comitato per le Contro Celebrazioni, che ci organizzi per pur marciando divisi colpiremo compatti, in attesa del giorno della proclamazione dell’indipendenza della nostra Patria.
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Berlusconi e la monnezza (un anno dopo!)



Ad un anno esatto dallo scandalo rifiuti in Campania ecco come si presentano le vie di Marano, centro nevralgico della nuova discarica a cielo aperto!
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Ad un anno esatto dallo scandalo rifiuti in Campania ecco come si presentano le vie di Marano, centro nevralgico della nuova discarica a cielo aperto!

Papi Opportunità

1

Il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna preferisce rinchiudersi in una libreria romana piuttosto che rispondere ad una domanda chiarissima: che cosa lega le Pari Opportunità con i calendari scosciati venduti in edicola? Che messaggio è per le donne e per la loro dignità?

2


Milano, 18 giugno 2009 - Un casuale incontro con la ministra Carfagna in piazza Duomo dà la possibilità a Qui Milano Libera di esprimere la propria opinione sulla fulminea carriera politica delle belle ragazze che piacciono al sultano, in tempi di "ciarpame senza pudore".
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Il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna preferisce rinchiudersi in una libreria romana piuttosto che rispondere ad una domanda chiarissima: che cosa lega le Pari Opportunità con i calendari scosciati venduti in edicola? Che messaggio è per le donne e per la loro dignità?

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Milano, 18 giugno 2009 - Un casuale incontro con la ministra Carfagna in piazza Duomo dà la possibilità a Qui Milano Libera di esprimere la propria opinione sulla fulminea carriera politica delle belle ragazze che piacciono al sultano, in tempi di "ciarpame senza pudore".

martedì 23 giugno 2009

Il Sud e la questione morale


Ricevo e posto con condivisione:


Di Enzo Riccio


Gli ultimi scandali di Berlusconi colpiscono più per il disinteresse generale della gran parte del popolo italiano, oramai convinto che "tanto tutti sono ladroni", "anch'io al suo posto ne farei di cotte e di crude"....oramai quasi anestetizzato dalla teledemocrazia vigente.
Più della curiosità morbosa di sapere quante e chi sono le escort che frequentano le varie residenze dell'imperatore, a me colpisce il fatto che alcune di loro vanno in lista della PDL, alcuni lenoni ci guadagnano favori in cambio della "merce procurata", insomma piano piano ci stanno abituando all'idea che dopotutto visto che ha avuto la maggioranza dei voti puo' fare questo ed altro, si puo' governare il paese con un gruppo di manutengoli e avvocaticchi, mignotte e ricottari devono avere la loro ricompensa per gli spettacoli di corte.

E la politica meridionale? Patetiche dichiarazioni di necessità di Partito del Sud, dall'araba fenice di Ceppaloni ai vari D'Alema folgorati sulla via di Damasco...dopo anni la sinistra si accorge della questione meridionale?
E Lombardo che piange per i FAS, ma non ha il coraggio di tagliare il cordone ombelicale con i suoi alleati che i FAS li hanno tagliati, che credibilità puo' avere? Quando diventerà realmente "autonomo" come si proclama?

Spesso si parla di "realpolitik"...forse invece e' arrivato il momento di considerare una via diversa per una politica meridionalista visto che il barcamenarsi, non prendere posizioni nette, dare la possibilità anche ad individui imprensentabili, solo perchè hanno vasti bacini elettorali clientelari, di intrufolarsi o addirittura di appoggiarli o arruolarli...insomma visto che finora tutto questo non ha portato a nessun risultato, vedi l'alleanza dell'MPA con PDL e Lega ed il destino dei FAS, che dovevano essere spesi all'85% al Mezzogiorno su indicazione della UE ed invece sono di fatto spariti.

E se invece rilanciamo noi dal Sud la questione morale, la trasparenza, la sfida per la legalità?
Se siamo noi in prima fila a combattere il cancro delle mafie, camorre, 'ndranghete non puo' essere una via maggiormente credibile per la riscossa? Se ci dotiamo noi di un codice etico a prova di Bassolino, Cuffaro, Cesaro, Scotti e compagnia...non siamo un pochino piu' credibili per chi ci guarda con speranza dall'esterno in cerca di novità e di pulizia?

Se come spero ci sarà una costituente meridionalista a breve con tutti i movimenti e associazioni, questa questione morale dovrà essere al centro del dibattito sul programma così come la verità storica, per me la lotta per la giustizia e la legalità deve necessariamente far parte delle nostre azioni, giustizia vuol dire riprenderci quello che ci e' stato rubato in 150 anni di colonizzazione e vuol dire pure mandare a casa una classe di politici corrotti e servi del potere toscopadano, ed in molti casi anche in combutta con la criminalità organizzata..."il Mezzogiorno non ha bisogno di carità ma di giustizia" diceva Dorso!
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Ricevo e posto con condivisione:


Di Enzo Riccio


Gli ultimi scandali di Berlusconi colpiscono più per il disinteresse generale della gran parte del popolo italiano, oramai convinto che "tanto tutti sono ladroni", "anch'io al suo posto ne farei di cotte e di crude"....oramai quasi anestetizzato dalla teledemocrazia vigente.
Più della curiosità morbosa di sapere quante e chi sono le escort che frequentano le varie residenze dell'imperatore, a me colpisce il fatto che alcune di loro vanno in lista della PDL, alcuni lenoni ci guadagnano favori in cambio della "merce procurata", insomma piano piano ci stanno abituando all'idea che dopotutto visto che ha avuto la maggioranza dei voti puo' fare questo ed altro, si puo' governare il paese con un gruppo di manutengoli e avvocaticchi, mignotte e ricottari devono avere la loro ricompensa per gli spettacoli di corte.

E la politica meridionale? Patetiche dichiarazioni di necessità di Partito del Sud, dall'araba fenice di Ceppaloni ai vari D'Alema folgorati sulla via di Damasco...dopo anni la sinistra si accorge della questione meridionale?
E Lombardo che piange per i FAS, ma non ha il coraggio di tagliare il cordone ombelicale con i suoi alleati che i FAS li hanno tagliati, che credibilità puo' avere? Quando diventerà realmente "autonomo" come si proclama?

Spesso si parla di "realpolitik"...forse invece e' arrivato il momento di considerare una via diversa per una politica meridionalista visto che il barcamenarsi, non prendere posizioni nette, dare la possibilità anche ad individui imprensentabili, solo perchè hanno vasti bacini elettorali clientelari, di intrufolarsi o addirittura di appoggiarli o arruolarli...insomma visto che finora tutto questo non ha portato a nessun risultato, vedi l'alleanza dell'MPA con PDL e Lega ed il destino dei FAS, che dovevano essere spesi all'85% al Mezzogiorno su indicazione della UE ed invece sono di fatto spariti.

E se invece rilanciamo noi dal Sud la questione morale, la trasparenza, la sfida per la legalità?
Se siamo noi in prima fila a combattere il cancro delle mafie, camorre, 'ndranghete non puo' essere una via maggiormente credibile per la riscossa? Se ci dotiamo noi di un codice etico a prova di Bassolino, Cuffaro, Cesaro, Scotti e compagnia...non siamo un pochino piu' credibili per chi ci guarda con speranza dall'esterno in cerca di novità e di pulizia?

Se come spero ci sarà una costituente meridionalista a breve con tutti i movimenti e associazioni, questa questione morale dovrà essere al centro del dibattito sul programma così come la verità storica, per me la lotta per la giustizia e la legalità deve necessariamente far parte delle nostre azioni, giustizia vuol dire riprenderci quello che ci e' stato rubato in 150 anni di colonizzazione e vuol dire pure mandare a casa una classe di politici corrotti e servi del potere toscopadano, ed in molti casi anche in combutta con la criminalità organizzata..."il Mezzogiorno non ha bisogno di carità ma di giustizia" diceva Dorso!

Brothers in arms (lettera ad un amico)


Ricevo e posto, ricordando che destra e sinistra sono solo indicazioni stradali:


Di Giuseppe Lipari


Maurizio, con noi ci sono persone che in un'altra vita sono stati estremisti di destra o di sinistra ma che alla scoperta della verità storica si ..ci siamo uniti sotto l'ideale DUE SICILIE come se fosse un CLN ...dopo si potrà tornare ad essere di dx o sx ma ora serve la coesione, la sx ha da sempre sponsorizzato le regioni rosse e con la coop riuscivano a vendere alla nostra gente nella nostra terra prodotti come agrumi olio ed altro provenienti appunto dalle regioni rosse e così si mantenevano la loro economia colonialista di sx la dx faceva accordi con i paesi del mediterraneo per lo scambio di merci l'italia dava macchine trattori prodotti nel nord e loro davano prodotti agricoli affondando ancor di più l'economia meridionale............entrambi sx e dx sono state nostri BOIA coloniali ci hanno affossato economicamente e moralmente permettendo alle mafie di espandersi.
Ti faccio un esempio: se io da Roma vado a trovare mia sorella a Viterbo incontro almeno due posti di controllo delle varie polizie se vado al mio paese Gioia Tauro non incontro nessuno.Lo stesso dispiegamento ... dell'esercito italiano prevedeva che 3 quarti delle caserme fossero oltre il PO , creando così un'economia fatta sulla pelle di noi "terroni" che con la decade ci spendevamo i VAGLIA che i nostri genitori con sacrifici ci mandavano,e noi spendevamo in paesi assurdi dai nomi ancora più assurdi..............noi stavamo lontano da casa loro vicino casa noi eravamo i terroni ma i soldi erano buoni.
Maurizio questo stato è criminale è colpevole di una diaspora di 30 milioni di Meridionali,io ho parenti che non vedo da anni ......7 anni fa ho conosciuto un fratello di mia nonna (zi Pascali)emigrato in Australia che dopo 50 anni venne in italia per vedere i parenti prima di morire, ha lasciato mio padre che era un ragazzo lo ha rivisto nonno e invecchiato.
I morti deportati in FENESTRELLE e SAN MAURIZIO, gli stenti della nostra gente per sopravvivere ,"l'emigrazione", Maurizio mi conosci stavamo insieme in Libano nel'83 ho la stessa medaglia tua, la conservo e nutro sentimenti di stima per le "PERSONE" che li conobbi ma la bandiera tricolore non e la mia.......
.......io la vedo come un'Ebreo vede la svastica.
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Ricevo e posto, ricordando che destra e sinistra sono solo indicazioni stradali:


Di Giuseppe Lipari


Maurizio, con noi ci sono persone che in un'altra vita sono stati estremisti di destra o di sinistra ma che alla scoperta della verità storica si ..ci siamo uniti sotto l'ideale DUE SICILIE come se fosse un CLN ...dopo si potrà tornare ad essere di dx o sx ma ora serve la coesione, la sx ha da sempre sponsorizzato le regioni rosse e con la coop riuscivano a vendere alla nostra gente nella nostra terra prodotti come agrumi olio ed altro provenienti appunto dalle regioni rosse e così si mantenevano la loro economia colonialista di sx la dx faceva accordi con i paesi del mediterraneo per lo scambio di merci l'italia dava macchine trattori prodotti nel nord e loro davano prodotti agricoli affondando ancor di più l'economia meridionale............entrambi sx e dx sono state nostri BOIA coloniali ci hanno affossato economicamente e moralmente permettendo alle mafie di espandersi.
Ti faccio un esempio: se io da Roma vado a trovare mia sorella a Viterbo incontro almeno due posti di controllo delle varie polizie se vado al mio paese Gioia Tauro non incontro nessuno.Lo stesso dispiegamento ... dell'esercito italiano prevedeva che 3 quarti delle caserme fossero oltre il PO , creando così un'economia fatta sulla pelle di noi "terroni" che con la decade ci spendevamo i VAGLIA che i nostri genitori con sacrifici ci mandavano,e noi spendevamo in paesi assurdi dai nomi ancora più assurdi..............noi stavamo lontano da casa loro vicino casa noi eravamo i terroni ma i soldi erano buoni.
Maurizio questo stato è criminale è colpevole di una diaspora di 30 milioni di Meridionali,io ho parenti che non vedo da anni ......7 anni fa ho conosciuto un fratello di mia nonna (zi Pascali)emigrato in Australia che dopo 50 anni venne in italia per vedere i parenti prima di morire, ha lasciato mio padre che era un ragazzo lo ha rivisto nonno e invecchiato.
I morti deportati in FENESTRELLE e SAN MAURIZIO, gli stenti della nostra gente per sopravvivere ,"l'emigrazione", Maurizio mi conosci stavamo insieme in Libano nel'83 ho la stessa medaglia tua, la conservo e nutro sentimenti di stima per le "PERSONE" che li conobbi ma la bandiera tricolore non e la mia.......
.......io la vedo come un'Ebreo vede la svastica.
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Fiat: ecco come cambierà l'assetto produttivo



ANSA) - PALERMO, 22 GIU - Due ore di sciopero stamattina nello stabilimento della Fiat a Termini Imerese contro l'annuncio del cambio di linea produttiva. Lo ha deciso l'assemblea convocata all'inizio del primo turno di lavoro. Dalle 7.30 alle 9.30 un centinaio di dipendenti dell'azienda torinese e quelli dell'indotto e' rimasto fuori dalla fabbrica che produrra' la Lancia Ypsilon fino al 2011. Per protesta gli operai hanno anche bloccato per mezz'ora la ferrovia nella stazione di Termini Imerese.
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ANSA) - PALERMO, 22 GIU - Due ore di sciopero stamattina nello stabilimento della Fiat a Termini Imerese contro l'annuncio del cambio di linea produttiva. Lo ha deciso l'assemblea convocata all'inizio del primo turno di lavoro. Dalle 7.30 alle 9.30 un centinaio di dipendenti dell'azienda torinese e quelli dell'indotto e' rimasto fuori dalla fabbrica che produrra' la Lancia Ypsilon fino al 2011. Per protesta gli operai hanno anche bloccato per mezz'ora la ferrovia nella stazione di Termini Imerese.

L'altra Thyssen

Di Stefania Maurizi

Polveri nell'aria. Rifiuti che finiscono in un affluente del Tevere. Laghetti di veleni. L'acciaieria di Terni nel mirino delle inchieste
Stabilimento della Thyssen a Terni

È una patina grigia, chiarissima, che si deposita ovunque: la noti accumulata ai margini della strada, ma soprattutto sulla chioma degli alberi, sui tetti delle case, sui cartelli stradali, nei giardini. Ovunque.

In passato, raccontano, ne pioveva molta di più: in un giorno del 2002 tutto si ricoprì di bianco, come se all'improvviso fosse caduta la neve. Tutti sanno da dove viene quella polvere. Vola via dai recinti della Thyssen Krupp di Terni, il polmone d'acciaio del cuore verde d'Italia: nasce dalle montagne di scorie sfornate dalla fabbrica metallurgica più importante d'Italia.

L'impianto di Torino, quello dove sette operai hanno trovato la morte tra le fiamme, è solo una filiale del colosso umbro. Qui la Thyssen è l'industria: dà lavoro a 5 mila persone, ne mantiene complessivamente 20 mila in una città che ne conta 112 mila, consuma da sola un quarto di tutta l'energia elettrica della regione. Inevitabile che tutta la vita del capoluogo ne sia condizionata, nel pubblico e nel privato.

Ma da due anni anche Terni si interroga sul suo rapporto con la 'fabbrica dei tedeschi'. Perché sul tavolo del procuratore capo Fausto Cardella, protagonista in passato delle indagini su Giulio Andreotti e sulle toghe sporche romane, si accumulano fascicoli di inchiesta sui pericoli ambientali che il gigante d'acciaio avrebbe provocato. Indagini sulle polveri che si disperdono sulle case del quartiere di Prisciano; sui rifiuti liquidi che finiscono nel fiume Nera, un affluente del Tevere che fino alla cittadina umbra appare aulico; sulla gestione della misteriosa discarica di Vocabolo Valle dove sono stati sepolti anche veleni che non dovevano trovarsi lì e dove il percolato sarebbe stato smaltito in impianti della Thyssen privi delle autorizzazioni.

E sull'ultimo inquietante episodio: la scoperta di un laghetto sotterraneo denso di cromo esavalente, agente cancerogeno pericolosissimo in concentrazioni cento volte superiori al limite. Il tutto a pochi chilometri dalla cascata delle Marmore e dai suoi paesaggi incantevoli, incastonato nella regione delle colline verdi che generano ogni anno un miliardo di litri di acqua minerale.

Offensiva giudiziaria Al centro di queste indagini c'è sempre lo stesso personaggio: Daniele Moroni, il plenipotenziario italiano della Thyssen Krupp. È il top manager sotto processo a Torino per la strage degli operai: imputato di omicidio colposo, incendio colposo e di non avere preso le cautele contro gli infortuni sul lavoro. Secondo la procura piemontese, la casa madre tedesca dopo un rogo gravissimo che nel 2006 aveva colpito un impianto in Germania, aveva consigliato una serie di investimenti antincendio.

Sarebbe stato Moroni, però, a omettere la pianificazione di quelle misure, che avrebbero potuto salvare gli operai torinesi. A Terni, Moroni, 61 anni, è considerato una potenza. Il processo di Torino e l'orrore per il rogo non hanno minato il suo prestigio. Tanto meno è accaduto con le indagini della Procura di Terni, che cercano di fare luce sulla situazione ambientale di una città dove, secondo la denuncia dell'ex presidente umbro del Wwf Sauro Presenzini davanti alla Commissione parlamentare dei rifiuti, si registrava un quinto di tumori e leucemie in più della media nazionale, dovuta proprio "all'altissima concentrazione di industrie inquinanti".

Adesso i carabinieri del Nucleo tutela ecologica, la squadra specializzata della polizia provinciale, il nucleo investigativo della Forestale cercano di capire fino a che punto il territorio sia stato contaminato. Un'offensiva giudiziaria che non preoccupa l'azienda tedesca: "Ci risulta che solo alcune delle vicende sono confluite in fascicoli di indagine", replicano a 'L'espresso', "e pertanto doverosamente coperte dal relativo segreto.

Rimane costume della nostra società non commentare le attività dell'autorità giudiziaria, vista la fiducia che la società stessa ha sempre riposto e ripone nella serenità di giudizio della magistratura".
La montagna delle scorie L'ultima inchiesta è un inno ai paradossi italiani. Il tracciato della Terni-Rieti, un'autostrada strategica per lo sviluppo dell'Italia centrale, viene fatto passare dentro la discarica di Vocabolo Valle che da trent'anni inghiotte ogni risma di rifiuti, urbani e industriali. Si progetta di attraversarla con un tunnel, scavato in mezzo alla montagna delle scorie che da dieci anni si è deciso di bonificare, invano.

Quella che l'ex dirigente dell'Agenzia regionale per l'ambiente Filippo Emiliani ha descritto come "una situazione macroscopica", parlando di "questione delicata per la genesi della discarica inizialmente realizzata a norma di legge ma poi cresciuta un po' alla giornata e in verticale anche in virtù del fatto che operava in sinergia con la discarica delle acciaierie".

E allora, perché non è stata fermata e ripulita? La risposta è nella stessa equazione che domina tutta la vita di Terni: la Thyssen è il lavoro. "Se la discarica di Terni dovesse chiudere, le acciaierie subirebbero un duro colpo sul piano economico".

In questa discarica "alla giornata" si va a infilare la grande opera che deve creare un'alternativa all'autostrada del Sole, unendo Civitavecchia a Mestre via Orte. La Terni-Rieti viene proposta, come recita il sito dell'Anas, "da un raggruppamento di società composto dalla Gefip Holding": è la holding belga della famiglia di Vito Bonsignore, europarlamentare del Pdl, candidato in un collegio sicuro nelle elezioni della scorsa settimana e più volte coinvolto nelle inchieste giudiziarie sugli appalti più ricchi, da Mani pulite ai furbetti delle scalate bancarie.

Il piano della nuova strada è di grande effetto scenico: uscendo dalle cascate delle Marmore ci si immetterà in un ponte in stile Calatrava, tra i boschi e le acque dell'Umbria. Il tutto però infilandosi in un'area dichiarata zona da bonificare. Come è stato possibile? L'ingegnerRaffaele Spota dell'Anas spiega che tutte le autorizzazioni sono state concesse, mentre il ministero dell'Ambiente non ha risposto alle domande de 'L'espresso'.

È proprio scavando l'imbocco sud della galleria che nello scorso aprile è spuntato 'il drago': una piscina colma di liquido verde brillante, quasi fantascientifico, lunga 30 metri, larga 15 e profonda più di tre. Millequattrocento metri cubi di veleno, come hanno dimostrato le analisi: acque dense di cromo esavalente, agente cancerogeno ad altissima pericolosità.

La concentrazione, dichiara Adriano Rossi dell'Arpa, arrivava "anche a 500 microgrammi al litro", mentre il limite massimo tollerato per le acque di falda è di soli 5 microgrammi: cento volte più alta del tetto imposto dalla legge.

Immediato il blocco dell'opera e la necessità di una costosa variante per aggirare la collina avvelenata. La scoperta infatti ha spiazzato tutti: nessuno pensava che ci fossero veleni a quella profondità, perché i calcoli sulla struttura geologica erano sbagliati: "Noi ritenevamo che ci fossero le scorie e l'argilla che è notoriamente un grande isolante", spiega Rossi , "e solo sotto, a cento metri, l'acqua della falda. Invece non era vero".

Dunque le perizie idrogeologiche erano sbagliate o, addirittura, false? Ci sono altre falde d'acqua meno profonde che non si conoscevano prima e che potrebbero essere state contaminate? Su questa vicenda stanno indagando i carabinieri del Noe di Perugia e i magistrati ternani, che stanno valutando gli esiti della perizia di Alessandro Iacucci, il consulente che ha indagato sullo scandalo di rifiuti in Campania.

Tempesta di polveri Delle conclusioni del perito non filtra nulla e tutti conoscono la posta in gioco: quella discarica è vitale per le operazioni della Thyssen Krupp. L'unica cosa certa è che, se prima il cromo esavalente era stato trovato all'imbocco sud della galleriaTescino, ora è spuntato in quello nord, nella zona di Prisciano, un quartiere di poco meno di mille abitanti, schiacciato tra l'acciaieria e la nuova superstrada.

Da 15 anni a Prisciano si lotta contro le polveri che si liberano dalle lavorazioni dell'acciaio, moltiplicando esposti sui problemi respiratori dei residenti. Dopo un decennio di proteste, l'azienda ha provveduto a coprire il deposito delle scorie per limitare la tempesta di sabbia chimica. Il problema è ridimensionato, ma tutt'altro che risolto. La centralina di rilevamento del polveri sottili (PM10) di Prisciano supera sistematicamente i limiti fissati dalla legge: nel 2007 si sono registrati ben 123 sforamenti e lo scorso anno 93. "Un dato allarmante, indicatore del fatto che c'è un grosso problema", conferma a 'L'espresso' Valerio Gennaro, epidemiologo dell'Istituto per la ricerca sul cancro di Genova e consulente in inchieste di primo piano, dal caso delle acciaierie di Cornigliano all'uranio impoverito. La neve grigia di Prisciano adesso è oggetto di un processo contro Bruno Franco, responsabile della Ilserv, la società partecipata dalla Thyssen che tratta polveri e fanghi risultanti dalla produzione metallurgica. Agli atti c'è la perizia dell'università di Ancona, che definisce quelle polveri "potenzialmente patogene per la salute dell'uomo". Ma per Gennaro, se dopo tanti anni siamo ancora al "potenzialmente patogene" e non ci sono certezze sugli effetti, è perché si deve fare di più: "Bisogna incoraggiare questa gente a fare studi approfonditi, confrontando sistematicamente la popolazione esposta alle polveri con quella non esposta e, soprattutto, studiando tutte le malattie".

Investimenti ambientali Anche in questo caso la Thyssen spiega la sua posizione: "Dal marzo 2008 opera il 'tavolo ambientale', che coinvolge la Regione, la Provincia e il Comune, nonché l'Arpa e la stessa nostra società; ha come obiettivi il controllo, il monitoraggio e conseguentemente l'adozione, se necessaria, di azioni per il miglioramento dell'ambiente. Sottolineiamo che la Thyssen Krupp Acciai Speciali Terni soltanto nell'ultimo triennio ha investito sull'ambiente oltre 35 milioni di euro, sostenendo comunque su base annua, in tutti i siti italiani, costi pari a 30 milioni per la gestione degli impianti ecologici e di tutela ambientale".

Ma a Terni il drago verde e cancerogeno spuntato dal cantiere dimostra che mancano informazioni attendibili. Dove finisce quel fiotto verde trovato nelle falde ? "La falda può andare al massimo giù al fiume, lì c'è il Nera", ha dichiarato a 'L'espresso' l'ingegnere Rossi dell'Arpa. Dunque entra nel Nera e di lì dritto nel Tevere, verso Roma? Tutti gli atti delle inchieste sono sul tavolo del procuratore Cardella.

Prima di formalizzare le contestazioni, il pm attende le perizie. Lunghe e spesso controverse, come accade sempre in questi casi. Intanto però la polvere grigia continua a cadere e la collina dei veleni continua a covare altri draghi, in attesa che si decida di trovare i fondi per bonificarla.
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Di Stefania Maurizi

Polveri nell'aria. Rifiuti che finiscono in un affluente del Tevere. Laghetti di veleni. L'acciaieria di Terni nel mirino delle inchieste
Stabilimento della Thyssen a Terni

È una patina grigia, chiarissima, che si deposita ovunque: la noti accumulata ai margini della strada, ma soprattutto sulla chioma degli alberi, sui tetti delle case, sui cartelli stradali, nei giardini. Ovunque.

In passato, raccontano, ne pioveva molta di più: in un giorno del 2002 tutto si ricoprì di bianco, come se all'improvviso fosse caduta la neve. Tutti sanno da dove viene quella polvere. Vola via dai recinti della Thyssen Krupp di Terni, il polmone d'acciaio del cuore verde d'Italia: nasce dalle montagne di scorie sfornate dalla fabbrica metallurgica più importante d'Italia.

L'impianto di Torino, quello dove sette operai hanno trovato la morte tra le fiamme, è solo una filiale del colosso umbro. Qui la Thyssen è l'industria: dà lavoro a 5 mila persone, ne mantiene complessivamente 20 mila in una città che ne conta 112 mila, consuma da sola un quarto di tutta l'energia elettrica della regione. Inevitabile che tutta la vita del capoluogo ne sia condizionata, nel pubblico e nel privato.

Ma da due anni anche Terni si interroga sul suo rapporto con la 'fabbrica dei tedeschi'. Perché sul tavolo del procuratore capo Fausto Cardella, protagonista in passato delle indagini su Giulio Andreotti e sulle toghe sporche romane, si accumulano fascicoli di inchiesta sui pericoli ambientali che il gigante d'acciaio avrebbe provocato. Indagini sulle polveri che si disperdono sulle case del quartiere di Prisciano; sui rifiuti liquidi che finiscono nel fiume Nera, un affluente del Tevere che fino alla cittadina umbra appare aulico; sulla gestione della misteriosa discarica di Vocabolo Valle dove sono stati sepolti anche veleni che non dovevano trovarsi lì e dove il percolato sarebbe stato smaltito in impianti della Thyssen privi delle autorizzazioni.

E sull'ultimo inquietante episodio: la scoperta di un laghetto sotterraneo denso di cromo esavalente, agente cancerogeno pericolosissimo in concentrazioni cento volte superiori al limite. Il tutto a pochi chilometri dalla cascata delle Marmore e dai suoi paesaggi incantevoli, incastonato nella regione delle colline verdi che generano ogni anno un miliardo di litri di acqua minerale.

Offensiva giudiziaria Al centro di queste indagini c'è sempre lo stesso personaggio: Daniele Moroni, il plenipotenziario italiano della Thyssen Krupp. È il top manager sotto processo a Torino per la strage degli operai: imputato di omicidio colposo, incendio colposo e di non avere preso le cautele contro gli infortuni sul lavoro. Secondo la procura piemontese, la casa madre tedesca dopo un rogo gravissimo che nel 2006 aveva colpito un impianto in Germania, aveva consigliato una serie di investimenti antincendio.

Sarebbe stato Moroni, però, a omettere la pianificazione di quelle misure, che avrebbero potuto salvare gli operai torinesi. A Terni, Moroni, 61 anni, è considerato una potenza. Il processo di Torino e l'orrore per il rogo non hanno minato il suo prestigio. Tanto meno è accaduto con le indagini della Procura di Terni, che cercano di fare luce sulla situazione ambientale di una città dove, secondo la denuncia dell'ex presidente umbro del Wwf Sauro Presenzini davanti alla Commissione parlamentare dei rifiuti, si registrava un quinto di tumori e leucemie in più della media nazionale, dovuta proprio "all'altissima concentrazione di industrie inquinanti".

Adesso i carabinieri del Nucleo tutela ecologica, la squadra specializzata della polizia provinciale, il nucleo investigativo della Forestale cercano di capire fino a che punto il territorio sia stato contaminato. Un'offensiva giudiziaria che non preoccupa l'azienda tedesca: "Ci risulta che solo alcune delle vicende sono confluite in fascicoli di indagine", replicano a 'L'espresso', "e pertanto doverosamente coperte dal relativo segreto.

Rimane costume della nostra società non commentare le attività dell'autorità giudiziaria, vista la fiducia che la società stessa ha sempre riposto e ripone nella serenità di giudizio della magistratura".
La montagna delle scorie L'ultima inchiesta è un inno ai paradossi italiani. Il tracciato della Terni-Rieti, un'autostrada strategica per lo sviluppo dell'Italia centrale, viene fatto passare dentro la discarica di Vocabolo Valle che da trent'anni inghiotte ogni risma di rifiuti, urbani e industriali. Si progetta di attraversarla con un tunnel, scavato in mezzo alla montagna delle scorie che da dieci anni si è deciso di bonificare, invano.

Quella che l'ex dirigente dell'Agenzia regionale per l'ambiente Filippo Emiliani ha descritto come "una situazione macroscopica", parlando di "questione delicata per la genesi della discarica inizialmente realizzata a norma di legge ma poi cresciuta un po' alla giornata e in verticale anche in virtù del fatto che operava in sinergia con la discarica delle acciaierie".

E allora, perché non è stata fermata e ripulita? La risposta è nella stessa equazione che domina tutta la vita di Terni: la Thyssen è il lavoro. "Se la discarica di Terni dovesse chiudere, le acciaierie subirebbero un duro colpo sul piano economico".

In questa discarica "alla giornata" si va a infilare la grande opera che deve creare un'alternativa all'autostrada del Sole, unendo Civitavecchia a Mestre via Orte. La Terni-Rieti viene proposta, come recita il sito dell'Anas, "da un raggruppamento di società composto dalla Gefip Holding": è la holding belga della famiglia di Vito Bonsignore, europarlamentare del Pdl, candidato in un collegio sicuro nelle elezioni della scorsa settimana e più volte coinvolto nelle inchieste giudiziarie sugli appalti più ricchi, da Mani pulite ai furbetti delle scalate bancarie.

Il piano della nuova strada è di grande effetto scenico: uscendo dalle cascate delle Marmore ci si immetterà in un ponte in stile Calatrava, tra i boschi e le acque dell'Umbria. Il tutto però infilandosi in un'area dichiarata zona da bonificare. Come è stato possibile? L'ingegnerRaffaele Spota dell'Anas spiega che tutte le autorizzazioni sono state concesse, mentre il ministero dell'Ambiente non ha risposto alle domande de 'L'espresso'.

È proprio scavando l'imbocco sud della galleria che nello scorso aprile è spuntato 'il drago': una piscina colma di liquido verde brillante, quasi fantascientifico, lunga 30 metri, larga 15 e profonda più di tre. Millequattrocento metri cubi di veleno, come hanno dimostrato le analisi: acque dense di cromo esavalente, agente cancerogeno ad altissima pericolosità.

La concentrazione, dichiara Adriano Rossi dell'Arpa, arrivava "anche a 500 microgrammi al litro", mentre il limite massimo tollerato per le acque di falda è di soli 5 microgrammi: cento volte più alta del tetto imposto dalla legge.

Immediato il blocco dell'opera e la necessità di una costosa variante per aggirare la collina avvelenata. La scoperta infatti ha spiazzato tutti: nessuno pensava che ci fossero veleni a quella profondità, perché i calcoli sulla struttura geologica erano sbagliati: "Noi ritenevamo che ci fossero le scorie e l'argilla che è notoriamente un grande isolante", spiega Rossi , "e solo sotto, a cento metri, l'acqua della falda. Invece non era vero".

Dunque le perizie idrogeologiche erano sbagliate o, addirittura, false? Ci sono altre falde d'acqua meno profonde che non si conoscevano prima e che potrebbero essere state contaminate? Su questa vicenda stanno indagando i carabinieri del Noe di Perugia e i magistrati ternani, che stanno valutando gli esiti della perizia di Alessandro Iacucci, il consulente che ha indagato sullo scandalo di rifiuti in Campania.

Tempesta di polveri Delle conclusioni del perito non filtra nulla e tutti conoscono la posta in gioco: quella discarica è vitale per le operazioni della Thyssen Krupp. L'unica cosa certa è che, se prima il cromo esavalente era stato trovato all'imbocco sud della galleriaTescino, ora è spuntato in quello nord, nella zona di Prisciano, un quartiere di poco meno di mille abitanti, schiacciato tra l'acciaieria e la nuova superstrada.

Da 15 anni a Prisciano si lotta contro le polveri che si liberano dalle lavorazioni dell'acciaio, moltiplicando esposti sui problemi respiratori dei residenti. Dopo un decennio di proteste, l'azienda ha provveduto a coprire il deposito delle scorie per limitare la tempesta di sabbia chimica. Il problema è ridimensionato, ma tutt'altro che risolto. La centralina di rilevamento del polveri sottili (PM10) di Prisciano supera sistematicamente i limiti fissati dalla legge: nel 2007 si sono registrati ben 123 sforamenti e lo scorso anno 93. "Un dato allarmante, indicatore del fatto che c'è un grosso problema", conferma a 'L'espresso' Valerio Gennaro, epidemiologo dell'Istituto per la ricerca sul cancro di Genova e consulente in inchieste di primo piano, dal caso delle acciaierie di Cornigliano all'uranio impoverito. La neve grigia di Prisciano adesso è oggetto di un processo contro Bruno Franco, responsabile della Ilserv, la società partecipata dalla Thyssen che tratta polveri e fanghi risultanti dalla produzione metallurgica. Agli atti c'è la perizia dell'università di Ancona, che definisce quelle polveri "potenzialmente patogene per la salute dell'uomo". Ma per Gennaro, se dopo tanti anni siamo ancora al "potenzialmente patogene" e non ci sono certezze sugli effetti, è perché si deve fare di più: "Bisogna incoraggiare questa gente a fare studi approfonditi, confrontando sistematicamente la popolazione esposta alle polveri con quella non esposta e, soprattutto, studiando tutte le malattie".

Investimenti ambientali Anche in questo caso la Thyssen spiega la sua posizione: "Dal marzo 2008 opera il 'tavolo ambientale', che coinvolge la Regione, la Provincia e il Comune, nonché l'Arpa e la stessa nostra società; ha come obiettivi il controllo, il monitoraggio e conseguentemente l'adozione, se necessaria, di azioni per il miglioramento dell'ambiente. Sottolineiamo che la Thyssen Krupp Acciai Speciali Terni soltanto nell'ultimo triennio ha investito sull'ambiente oltre 35 milioni di euro, sostenendo comunque su base annua, in tutti i siti italiani, costi pari a 30 milioni per la gestione degli impianti ecologici e di tutela ambientale".

Ma a Terni il drago verde e cancerogeno spuntato dal cantiere dimostra che mancano informazioni attendibili. Dove finisce quel fiotto verde trovato nelle falde ? "La falda può andare al massimo giù al fiume, lì c'è il Nera", ha dichiarato a 'L'espresso' l'ingegnere Rossi dell'Arpa. Dunque entra nel Nera e di lì dritto nel Tevere, verso Roma? Tutti gli atti delle inchieste sono sul tavolo del procuratore Cardella.

Prima di formalizzare le contestazioni, il pm attende le perizie. Lunghe e spesso controverse, come accade sempre in questi casi. Intanto però la polvere grigia continua a cadere e la collina dei veleni continua a covare altri draghi, in attesa che si decida di trovare i fondi per bonificarla.

 
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