sabato 24 gennaio 2009

Alzati (e vai a spegnere la televisione)


L’olimpionico di ginnastica Jury Chechi ha respinto le offerte di alcuni «reality», preferendo ritirarsi nelle Marche a gestire un agriturismo.

In tempi normali questa sarebbe stata una notizia normale, ai confini del «chissenefrega». Ma questi non sono tempi normali.

Questi sono tempi in cui il Grande Fratello italiano ingaggia ex hostess, maggiordomi, non vedenti, tettone. E quello spagnolo una nana, perché per gli addetti al «casting» non conta la persona ma il carattere, inteso come il segno particolare, possibilmente caricaturale, che si porta appresso.

A furia di alzare la dose, è scattata l’assuefazione e i fenomeni da baraccone sono diventati assolutamente banali.

Adesso potrebbero anche ingaggiare una nana tettona non vedente, sposata con un maggiordomo trans che prima di cambiare sesso faceva la hostess (presto lo faranno, non disperate).

Ma neppure una simile trovata avrebbe la forza innovativa di Chechi che rinuncia a un mucchietto di soldi e a venti copertine assicurate per scomparire in silenzio fra le colline di Ascoli Piceno a raccogliere olive.

Ci avevano insegnato che sui giornali bisogna raccontare l’uomo che morde il cane, ma oggi è il cane che morde l’uomo la vera notizia.

Perché in un mondo di esibizionisti violenti e isterici che hanno reso rivoluzionario il buonsenso, essere normali sta diventando qualcosa di eccezionale.


Fonte: La Stampa del 22.01.2009, rubrica Buongiorno di M. Gramellini

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Ieri sera ho visto in televisione l’apertura del Grande Fratello: è sempre interessante e magnetico”.


Fonte: La Stampa del 16.01.2009, dichiarazione di Silvio Berlusconi
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L’olimpionico di ginnastica Jury Chechi ha respinto le offerte di alcuni «reality», preferendo ritirarsi nelle Marche a gestire un agriturismo.

In tempi normali questa sarebbe stata una notizia normale, ai confini del «chissenefrega». Ma questi non sono tempi normali.

Questi sono tempi in cui il Grande Fratello italiano ingaggia ex hostess, maggiordomi, non vedenti, tettone. E quello spagnolo una nana, perché per gli addetti al «casting» non conta la persona ma il carattere, inteso come il segno particolare, possibilmente caricaturale, che si porta appresso.

A furia di alzare la dose, è scattata l’assuefazione e i fenomeni da baraccone sono diventati assolutamente banali.

Adesso potrebbero anche ingaggiare una nana tettona non vedente, sposata con un maggiordomo trans che prima di cambiare sesso faceva la hostess (presto lo faranno, non disperate).

Ma neppure una simile trovata avrebbe la forza innovativa di Chechi che rinuncia a un mucchietto di soldi e a venti copertine assicurate per scomparire in silenzio fra le colline di Ascoli Piceno a raccogliere olive.

Ci avevano insegnato che sui giornali bisogna raccontare l’uomo che morde il cane, ma oggi è il cane che morde l’uomo la vera notizia.

Perché in un mondo di esibizionisti violenti e isterici che hanno reso rivoluzionario il buonsenso, essere normali sta diventando qualcosa di eccezionale.


Fonte: La Stampa del 22.01.2009, rubrica Buongiorno di M. Gramellini

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Ieri sera ho visto in televisione l’apertura del Grande Fratello: è sempre interessante e magnetico”.


Fonte: La Stampa del 16.01.2009, dichiarazione di Silvio Berlusconi

CONSUMA PRODOTTI MERIDIONALI



Sostieni il consumo di prodotti meridionali e il commercio equo e solidale di alimenti provenienti dalle calde e assolate regioni del Sud Italia!
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Sostieni il consumo di prodotti meridionali e il commercio equo e solidale di alimenti provenienti dalle calde e assolate regioni del Sud Italia!

Statuto siciliano a rischio




Il capogruppo dell'Mpa alla Camera, Carmelo Lo Monte, denuncia un errore nel testo sulla semplificazione normativa del ministro Calderoli: "Forse solo una svista, ma bisogna rimediare"


ROMA - "Sarà stata certamente una svista, ma chiediamo al governo di rimediare". Così Carmelo Lo Monte, capogruppo a Montecitorio del Movimento per l'autonomia, in vista dell'esame in aula del decreto Calderoli di semplificazione normativa, denuncia "un errore nel testo" segnalando che "è stato cancellato il decreto legislativo Norme transitorie per l'attuazione dello statuto della Regione siciliana (n.151 del luglio 1947)".

"In queste ore – afferma Lo Monte - stiamo studiando l'impatto che l'abolizione del decreto avrebbe sullo Statuto della Regione perchè – sottolinea - questo decreto è stato ratificato dalla legge n. 561 del 17 aprile 1956, richiamato dalle sentenze della Corte costituzionale n.77/58 e n.83/62, richiamato dal decreto del Presidente della Regione del 5 luglio 1972 ed è citato nella legge regionale n.48 dell'11 dicembre 1991".

"Riteniamo che non ci sia stata malafede – continua l'esponente dell'Mpa – ma l'errore è grave: queste norme sono necessarie alla vita della nostra Regione, devono perciò restare in vigore e per questo – conclude Lo Monte - annunciamo un emendamento ad hoc perchè siano conservate".

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Il capogruppo dell'Mpa alla Camera, Carmelo Lo Monte, denuncia un errore nel testo sulla semplificazione normativa del ministro Calderoli: "Forse solo una svista, ma bisogna rimediare"


ROMA - "Sarà stata certamente una svista, ma chiediamo al governo di rimediare". Così Carmelo Lo Monte, capogruppo a Montecitorio del Movimento per l'autonomia, in vista dell'esame in aula del decreto Calderoli di semplificazione normativa, denuncia "un errore nel testo" segnalando che "è stato cancellato il decreto legislativo Norme transitorie per l'attuazione dello statuto della Regione siciliana (n.151 del luglio 1947)".

"In queste ore – afferma Lo Monte - stiamo studiando l'impatto che l'abolizione del decreto avrebbe sullo Statuto della Regione perchè – sottolinea - questo decreto è stato ratificato dalla legge n. 561 del 17 aprile 1956, richiamato dalle sentenze della Corte costituzionale n.77/58 e n.83/62, richiamato dal decreto del Presidente della Regione del 5 luglio 1972 ed è citato nella legge regionale n.48 dell'11 dicembre 1991".

"Riteniamo che non ci sia stata malafede – continua l'esponente dell'Mpa – ma l'errore è grave: queste norme sono necessarie alla vita della nostra Regione, devono perciò restare in vigore e per questo – conclude Lo Monte - annunciamo un emendamento ad hoc perchè siano conservate".

La vignetta di Staino



Fonte: L'Unità

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Fonte: L'Unità

EUROPA 7: liberisti a spese dei contribuenti.


Di Andrea Bitetto

Il Consiglio di Stato, sesta sezione, si è finalmente pronunciato sulla richiesta di risarcimento avanzata da Europa 7 nei confronti dello Stato, ottenendo un risarcimento di 1 milione di euro che, stante la natura dei debitore, graverà pro quota su ciascun contribuente (sommandosi agli altri debiti da noi contratti per il salvataggio dell’italianità di Alitalia).

Nel disinteresse dell’opinione pubblica, la vicenda per il vero durava da circa dieci anni: Europa 7 nel 1999 aveva vinto la gara per una concessione nazionale, ma non aveva mai avuto le frequenze per trasmettere: di qui una lunga battaglia giudiziaria che ha coinvolto anche la Corte di giustizia europea. Di recente il ministero dello Sviluppo economico ha assegnato all’emittente una frequenza liberatasi grazie alla ricanalizzazione dello spettro chiesta dall’Unione Europea. Restava in piedi la richiesta di risarcimento danni da parte di Europa 7: fino a 3,5 miliardi senza assegnazione di frequenze, fino a 2,160 miliardi con le frequenze.

Nei progetti di Francesco Di Stefano c’ era l’ idea di fare una televisione tutta nuova con «molta informazione, indipendente dalla politica e dai grandi interessi, con programmi intelligenti, molta satira e buoni film».

Nel luglio 1999 partecipò alla gara pubblica per l’ assegnazione delle frequenze televisive nazionali e risultò vincitore di una concessione per Europa 7 (settima in classifica). Allo stesso tempo Rete 4, che già trasmetteva a livello nazionale, perse la concessione. Nonostante avesse vinto Europa 7 il Governo D’Alema non le assegnò le frequenze per iniziare a trasmettere per la mancata applicazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze.

Da allora Rete 4 continua a trasmettere senza concessione.

L’Italia è un paese profondamente malato, e lo si sapeva da tempo. Ma è anche un paese condannato da una politica bugiarda e mistificatrice: delle regole di una moderna democrazia, prima tra queste la libertà di informazione e il pluralismo delle opinioni, non si interessa nessuno davvero. Non questa pseudodestra liberista a chiacchere e profondamente inquinata anche dall’interesse proprio in atti d’ufficio. Non questa pseudosinistra ipotecata dai post(?)comunisti incapace di sintonizzarsi, per deficit culturale, sulle frequenze di una moderna democrazia liberale.

Così, agendo bipartisan e non demonizzando nessuno (sull’assunto – falso - che i contendenti politici sono in linea con gli standard occidentali ), si procede a spron battuto nel mettere assieme i vizi degli uni coi difetti dell’altro. Nasce così un nuovo modello economico: il liberismo di stato, dove il rischio e la concorrenza sono devitalizzati e pantalone continua ad accollarsi i costi delle intraprese economiche altrui.

Cercasi disperatamente una politica sinceramente ed autenticametne liberale e corentemente liberista.

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Di Andrea Bitetto

Il Consiglio di Stato, sesta sezione, si è finalmente pronunciato sulla richiesta di risarcimento avanzata da Europa 7 nei confronti dello Stato, ottenendo un risarcimento di 1 milione di euro che, stante la natura dei debitore, graverà pro quota su ciascun contribuente (sommandosi agli altri debiti da noi contratti per il salvataggio dell’italianità di Alitalia).

Nel disinteresse dell’opinione pubblica, la vicenda per il vero durava da circa dieci anni: Europa 7 nel 1999 aveva vinto la gara per una concessione nazionale, ma non aveva mai avuto le frequenze per trasmettere: di qui una lunga battaglia giudiziaria che ha coinvolto anche la Corte di giustizia europea. Di recente il ministero dello Sviluppo economico ha assegnato all’emittente una frequenza liberatasi grazie alla ricanalizzazione dello spettro chiesta dall’Unione Europea. Restava in piedi la richiesta di risarcimento danni da parte di Europa 7: fino a 3,5 miliardi senza assegnazione di frequenze, fino a 2,160 miliardi con le frequenze.

Nei progetti di Francesco Di Stefano c’ era l’ idea di fare una televisione tutta nuova con «molta informazione, indipendente dalla politica e dai grandi interessi, con programmi intelligenti, molta satira e buoni film».

Nel luglio 1999 partecipò alla gara pubblica per l’ assegnazione delle frequenze televisive nazionali e risultò vincitore di una concessione per Europa 7 (settima in classifica). Allo stesso tempo Rete 4, che già trasmetteva a livello nazionale, perse la concessione. Nonostante avesse vinto Europa 7 il Governo D’Alema non le assegnò le frequenze per iniziare a trasmettere per la mancata applicazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze.

Da allora Rete 4 continua a trasmettere senza concessione.

L’Italia è un paese profondamente malato, e lo si sapeva da tempo. Ma è anche un paese condannato da una politica bugiarda e mistificatrice: delle regole di una moderna democrazia, prima tra queste la libertà di informazione e il pluralismo delle opinioni, non si interessa nessuno davvero. Non questa pseudodestra liberista a chiacchere e profondamente inquinata anche dall’interesse proprio in atti d’ufficio. Non questa pseudosinistra ipotecata dai post(?)comunisti incapace di sintonizzarsi, per deficit culturale, sulle frequenze di una moderna democrazia liberale.

Così, agendo bipartisan e non demonizzando nessuno (sull’assunto – falso - che i contendenti politici sono in linea con gli standard occidentali ), si procede a spron battuto nel mettere assieme i vizi degli uni coi difetti dell’altro. Nasce così un nuovo modello economico: il liberismo di stato, dove il rischio e la concorrenza sono devitalizzati e pantalone continua ad accollarsi i costi delle intraprese economiche altrui.

Cercasi disperatamente una politica sinceramente ed autenticametne liberale e corentemente liberista.

Zitara e il federalismo fiscale... federalizziamo le banche!



Il presidente dell'Associazione Due Sicilie Gioiosa parla della manifestazione a Reggio Calabria contro il "devolution day" !
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Il presidente dell'Associazione Due Sicilie Gioiosa parla della manifestazione a Reggio Calabria contro il "devolution day" !

venerdì 23 gennaio 2009

Giustizia, la Dott.ssa Gabriella Nuzzi esce da A.N.M.


Signor Presidente,Le comunico, con questa mia, l’irrevocabile decisione di lasciare l’Associazione Nazionale Magistrati.


Il plauso da Lei pubblicamente reso all’ingiustizia subita, per mano politica, da noi Magistrati della
Procura della Repubblica di Salerno è per me insopportabilmente oltraggioso.

Oltraggioso per la mia dignità di Persona e di essere Magistrato.


Sono stata, nel generale vile silenzio, pubblicamente ingiuriata; incolpata di ignoranza, negligenza, spregiudicatezza, assenza del senso delle istituzioni; infine, allontanata dalla mia sede e privata delle funzioni inquirenti, così, in un battito di ciglia, sulla base del nulla giuridico e di un processo sommario.


Per bocca sua e dei suoi amici e colleghi, la posizione dell’Associazione era già nota, sin dall’inizio.Quale la colpa?

Avere, contrariamente alla profusa apparenza, doverosamente adottato ed eseguito atti giudiziari legittimi e necessari, tali ritenuti nelle sedi giurisdizionali competenti.Avere risposto ad istanze di verità e di giustizia. Avere accertato una sconcertante realtà che, però, doveva rimanere occultata.

Né lei, né alcuno dei componenti dell’associazione che oggi degnamente rappresenta ha sentito l’esigenza di capire e spiegare ciò che è davvero accaduto, la gravità e drammaticità di una vicenda che chiama a riflessioni profonde l’intera Magistratura, sul suo passato, su ciò che è, sul suo futuro; e non certo nell’interesse personale del singolo o del suo sponsor associativo, ma in forza di una superiore ragione ideale, che è – o dovrebbe essere – costantemente e perennemente viva nella coscienza di ogni Magistrato: la ricerca della verità.

Più facile far finta di credere alla menzogna: il conflitto, la guerra tra Procure, la isolata follia di “schegge impazzite”.

Il disordine desta scandalo: immediatamente va sedato e severamente punito.

Il popolo saprà che è giusto così.E il sacrificio di pochi varrà la Ragion di Stato.L’Associazione non intende entrare nel merito. Chiuso.

Nel dolore di questi giorni, Signor Presidente, il mio pensiero corre alle solenni parole che da Lei (secondo quanto riportato dalla stampa) sarebbero state pubblicamente pronunciate pochi attimi dopo l’esemplare “condanna”:

“Il sistema dimostra di avere gli anticorpi”.Dunque, il sistema, ancora una volta, ha dimostrato di saper funzionare.

Mi chiedo, allora, inquieta, a quale “sistema” Lei faccia riferimento.

Quale il “sistema” di cui si sente così orgogliosamente rappresentante e garante.Un “sistema” che non è in grado di assicurare l’osservanza minima delle regole del vivere civile, l’applicazione e l’esecuzione delle pene?

Un “sistema” in cui vana è resa anche l’affermazione giurisdizionale dei fondamentali diritti dell’essere umano; ove le istanze dei più deboli sono oppresse e calpestato il dolore di chi ancora piange le vittime di sangue?

Un “sistema” in cui l’impegno e il sacrificio silente dei singoli è schiacciato dal peso di una macchina infernale, dagli ingranaggi vetusti ed ormai irrimediabilmente inceppati?

Un “sistema” asservito agli interessi del potere, nel quale è più conveniente rinchiudere la verità in polverosi cassetti e continuare a costellare la carriera di brillanti successi?

Mi dica, Signor Presidente, quali sarebbero gli anticorpi che esso è in grado di generare? Punizioni esemplari a chi è ligio e coraggioso e impunità a chi palesemente delinque?E quali i virus?

E mi spieghi, ancora, quale sarebbe “il modello di magistrato adeguato al ruolo costituzionale e alla rilevanza degli interessi coinvolti dall’esercizio della giurisdizione” che l’Associazione intenderebbe promuovere?

Ora, il “sistema” che io vedo non è affatto in grado di saper funzionare.

Al contrario, esso è malato, moribondo, affetto da un cancro incurabile, che lo condurrà inesorabilmente alla morte.E io non voglio farne parte, perché sono viva e voglio costruire qualcosa di buono per i nostri figli.

Ho giurato fedeltà al solo Ordine Giudiziario e allo Stato della Repubblica Italiana.La repentina violenza con la quale, in risposta ad un gradimento politico, si è sommariamente decisa la privazione delle funzioni inquirenti e l’allontanamento da inchieste in pieno svolgimento nei confronti di Magistrati che hanno solo adempiuto ai propri doveri, rende, francamente, assai sconcertanti i vostri stanchi e vuoti proclami, ormai recitati solo a voi stessi, come in uno specchio spaccato.

Mentre siete distratti dalla visione di qualche accattivante miraggio, faccio un fischio e vi dico che qui sono in gioco i principi dell’autonomia e dell’indipendenza della Giurisdizione.Non gli orticelli privati.Non vale mai la pena calpestare e lasciar calpestare la dignità degli esseri umani.

Per quanto mi riguarda, so che saprò adempiere con la stessa forza, onestà e professionalità anche funzioni diverse da quelle che mi sono state ingiustamente strappate, nel rispetto assoluto, come sempre, dei principi costituzionali, primo tra tutti quello per cui la Legge deve essere eguale per deboli e potenti.

So di avere accanto le coscienze forti e pure di chi ancora oggi, nonostante tutto, crede e combatte quotidianamente per l’affermazione della legalità.

Ed è per essa che continuerò sempre ad amare ed onorare profondamente questo lavoro.
Signor Presidente, continui a rappresentare se stesso e questa Associazione.
Io preferisco rappresentarmi da sola.

Dott.ssa Gabriella NUZZI Magistrato
Alla Associazione Nazionale Magistrati - ROMA -

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Signor Presidente,Le comunico, con questa mia, l’irrevocabile decisione di lasciare l’Associazione Nazionale Magistrati.


Il plauso da Lei pubblicamente reso all’ingiustizia subita, per mano politica, da noi Magistrati della
Procura della Repubblica di Salerno è per me insopportabilmente oltraggioso.

Oltraggioso per la mia dignità di Persona e di essere Magistrato.


Sono stata, nel generale vile silenzio, pubblicamente ingiuriata; incolpata di ignoranza, negligenza, spregiudicatezza, assenza del senso delle istituzioni; infine, allontanata dalla mia sede e privata delle funzioni inquirenti, così, in un battito di ciglia, sulla base del nulla giuridico e di un processo sommario.


Per bocca sua e dei suoi amici e colleghi, la posizione dell’Associazione era già nota, sin dall’inizio.Quale la colpa?

Avere, contrariamente alla profusa apparenza, doverosamente adottato ed eseguito atti giudiziari legittimi e necessari, tali ritenuti nelle sedi giurisdizionali competenti.Avere risposto ad istanze di verità e di giustizia. Avere accertato una sconcertante realtà che, però, doveva rimanere occultata.

Né lei, né alcuno dei componenti dell’associazione che oggi degnamente rappresenta ha sentito l’esigenza di capire e spiegare ciò che è davvero accaduto, la gravità e drammaticità di una vicenda che chiama a riflessioni profonde l’intera Magistratura, sul suo passato, su ciò che è, sul suo futuro; e non certo nell’interesse personale del singolo o del suo sponsor associativo, ma in forza di una superiore ragione ideale, che è – o dovrebbe essere – costantemente e perennemente viva nella coscienza di ogni Magistrato: la ricerca della verità.

Più facile far finta di credere alla menzogna: il conflitto, la guerra tra Procure, la isolata follia di “schegge impazzite”.

Il disordine desta scandalo: immediatamente va sedato e severamente punito.

Il popolo saprà che è giusto così.E il sacrificio di pochi varrà la Ragion di Stato.L’Associazione non intende entrare nel merito. Chiuso.

Nel dolore di questi giorni, Signor Presidente, il mio pensiero corre alle solenni parole che da Lei (secondo quanto riportato dalla stampa) sarebbero state pubblicamente pronunciate pochi attimi dopo l’esemplare “condanna”:

“Il sistema dimostra di avere gli anticorpi”.Dunque, il sistema, ancora una volta, ha dimostrato di saper funzionare.

Mi chiedo, allora, inquieta, a quale “sistema” Lei faccia riferimento.

Quale il “sistema” di cui si sente così orgogliosamente rappresentante e garante.Un “sistema” che non è in grado di assicurare l’osservanza minima delle regole del vivere civile, l’applicazione e l’esecuzione delle pene?

Un “sistema” in cui vana è resa anche l’affermazione giurisdizionale dei fondamentali diritti dell’essere umano; ove le istanze dei più deboli sono oppresse e calpestato il dolore di chi ancora piange le vittime di sangue?

Un “sistema” in cui l’impegno e il sacrificio silente dei singoli è schiacciato dal peso di una macchina infernale, dagli ingranaggi vetusti ed ormai irrimediabilmente inceppati?

Un “sistema” asservito agli interessi del potere, nel quale è più conveniente rinchiudere la verità in polverosi cassetti e continuare a costellare la carriera di brillanti successi?

Mi dica, Signor Presidente, quali sarebbero gli anticorpi che esso è in grado di generare? Punizioni esemplari a chi è ligio e coraggioso e impunità a chi palesemente delinque?E quali i virus?

E mi spieghi, ancora, quale sarebbe “il modello di magistrato adeguato al ruolo costituzionale e alla rilevanza degli interessi coinvolti dall’esercizio della giurisdizione” che l’Associazione intenderebbe promuovere?

Ora, il “sistema” che io vedo non è affatto in grado di saper funzionare.

Al contrario, esso è malato, moribondo, affetto da un cancro incurabile, che lo condurrà inesorabilmente alla morte.E io non voglio farne parte, perché sono viva e voglio costruire qualcosa di buono per i nostri figli.

Ho giurato fedeltà al solo Ordine Giudiziario e allo Stato della Repubblica Italiana.La repentina violenza con la quale, in risposta ad un gradimento politico, si è sommariamente decisa la privazione delle funzioni inquirenti e l’allontanamento da inchieste in pieno svolgimento nei confronti di Magistrati che hanno solo adempiuto ai propri doveri, rende, francamente, assai sconcertanti i vostri stanchi e vuoti proclami, ormai recitati solo a voi stessi, come in uno specchio spaccato.

Mentre siete distratti dalla visione di qualche accattivante miraggio, faccio un fischio e vi dico che qui sono in gioco i principi dell’autonomia e dell’indipendenza della Giurisdizione.Non gli orticelli privati.Non vale mai la pena calpestare e lasciar calpestare la dignità degli esseri umani.

Per quanto mi riguarda, so che saprò adempiere con la stessa forza, onestà e professionalità anche funzioni diverse da quelle che mi sono state ingiustamente strappate, nel rispetto assoluto, come sempre, dei principi costituzionali, primo tra tutti quello per cui la Legge deve essere eguale per deboli e potenti.

So di avere accanto le coscienze forti e pure di chi ancora oggi, nonostante tutto, crede e combatte quotidianamente per l’affermazione della legalità.

Ed è per essa che continuerò sempre ad amare ed onorare profondamente questo lavoro.
Signor Presidente, continui a rappresentare se stesso e questa Associazione.
Io preferisco rappresentarmi da sola.

Dott.ssa Gabriella NUZZI Magistrato
Alla Associazione Nazionale Magistrati - ROMA -

Antonio Ciano: " Bruxelles, il Sud sta arrivando".



Chiaccherata con il leader del Partito del Sud che annuncia l'assemblea per i primi di marzo


Di Franco Schiano

Gaeta 23 gennaio 2009 - Di Antonio Ciano, assessore al demanio della giunta Raimondi, tutto si può dire meno che non sia un lavoratore instancabile. Nonostante non sia proprio anagraficamente un ragazzino, avendo superato, sia pure da poco, la soglia dei 60 anni, corre tutto il giorno come una trottola.

Un giorno a Roma in Regione a perorare le cause di Gaeta, nei vari assessorati, con una presenza più assidua in quello retto da Daniele Fichera (Affari Istituzionali, Enti Locali e Sicurezza), un po’ per le competenze specifiche collegate con le deleghe di Ciano, ma forse sopratutto per la vicinanza politica con il suo titolare.
Alle ultime Regionali intatti, Ciano fu candidato, raccogliendo lusinghieri consensi, nella lista di Marrazzo, il cui animatore principale è stato Fichera. Un’altro giorno a Gaeta per curare le varie problematiche del suo assessorato. Ultimamente il PUA, sembra l’argomento principale, essendo annunciati per i prossimi giorni i primi passi ufficiali del suo complesso e lungo iter amministrativo.

Un’altro giorno ancora il “Brigante del sud”, come Antonio Ciano si fa chiamare da suoi amici, corre a Napoli o in Calabria oppure in Sicilia o in qualche landa della Puglia o Basilicata, nella sua qualità di segretario nazionale del Partito del Sud, da lui fondato - naturalmente insieme ad altri - proprio a Gaeta alle fine del 2007.
Proprio su questo aspetto del suo impegno politico verte la nostra chiacchierata con Ciano, fresco reduce da un incontro con l’europarlamentare Beniamino Donnici, eletto nelle liste di Di Pietro, ma che ha ormai abbracciato la battaglia meridionalista..
“Sembra che questa sia la volta buona per avere finalmente un soggetto politico capace di raccogliere le istanze del popolo del Sud - esordisce Ciano - sono già 25 i gruppi e movimenti meridionalisti che hanno aderito al patto di unità per il Sud che si presenterà in tutta Italia alle prossime europee. Altri stanno arrivando. Saremo tantissimi, ben oltre lo 0,7% che occorre per un deputato europeo.”

“Lo spazio per una “lega” meridionale non solo esiste, ma è potenzialmente in grado di ridisegnare gli attuali rapporti tra le forze politiche. - prosegue il Segretario del Partito del Sud - Superate le divisioni interne, che finora avevano impedito la formazione di un forte movimento sudista, non vedo più ostacoli per una grande forza politica del sud e per il Sud.”
“Il momento è buono - aggiunge il Brigante del Sud - per l’implosione del sistema partitico.L’unica forza organizzata rappresentativa di interessi territoriali è la Lega di Bossi. La gente non crede più ai partiti. Basta guardare il caso delle ultime elezioni in Abruzzo.
L’ultimo colpo inferto al Sud dal cosi detto Decreto Anticrisi, con il quale sono stati tolti al sud per darli al nord ben 10 miliardi di euro, con l’acquiescenza dei gruppi dirigenti del PDL e del PD, di Confindustria e persino dei sindacati, grida vendetta. Il Sud deve scendere in campo per non essere definitivamente cancellato.”

“A marzo ci sarà l’Assemblea fondativa di questo grande partito della gente del Sud e poi andremo a riprenderci il sud partendo da Bruxelles.
A proposito di Bruxelles - conclude Ciano -l’On Beniamino Donnici, mi ha detto di aver formalizzato, al presidente dell’Alde (liberaldemocratici) Graham Watson, la costituzione di un gruppo denominato “Costituente meridionalista”, all’interno del Parlamento europeo.”

Prima di lasciarci per correre in Comune a partecipare ai lavori di una Commissione, fa in tempo a confessarci che spera tanto di convincere il Sindaco Raimondi a candidarsi nelle liste del suo partito. Chissa!

Fonte:Il Nuovo Territorio del 23 gennaio 2009 pag. 14

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Chiaccherata con il leader del Partito del Sud che annuncia l'assemblea per i primi di marzo


Di Franco Schiano

Gaeta 23 gennaio 2009 - Di Antonio Ciano, assessore al demanio della giunta Raimondi, tutto si può dire meno che non sia un lavoratore instancabile. Nonostante non sia proprio anagraficamente un ragazzino, avendo superato, sia pure da poco, la soglia dei 60 anni, corre tutto il giorno come una trottola.

Un giorno a Roma in Regione a perorare le cause di Gaeta, nei vari assessorati, con una presenza più assidua in quello retto da Daniele Fichera (Affari Istituzionali, Enti Locali e Sicurezza), un po’ per le competenze specifiche collegate con le deleghe di Ciano, ma forse sopratutto per la vicinanza politica con il suo titolare.
Alle ultime Regionali intatti, Ciano fu candidato, raccogliendo lusinghieri consensi, nella lista di Marrazzo, il cui animatore principale è stato Fichera. Un’altro giorno a Gaeta per curare le varie problematiche del suo assessorato. Ultimamente il PUA, sembra l’argomento principale, essendo annunciati per i prossimi giorni i primi passi ufficiali del suo complesso e lungo iter amministrativo.

Un’altro giorno ancora il “Brigante del sud”, come Antonio Ciano si fa chiamare da suoi amici, corre a Napoli o in Calabria oppure in Sicilia o in qualche landa della Puglia o Basilicata, nella sua qualità di segretario nazionale del Partito del Sud, da lui fondato - naturalmente insieme ad altri - proprio a Gaeta alle fine del 2007.
Proprio su questo aspetto del suo impegno politico verte la nostra chiacchierata con Ciano, fresco reduce da un incontro con l’europarlamentare Beniamino Donnici, eletto nelle liste di Di Pietro, ma che ha ormai abbracciato la battaglia meridionalista..
“Sembra che questa sia la volta buona per avere finalmente un soggetto politico capace di raccogliere le istanze del popolo del Sud - esordisce Ciano - sono già 25 i gruppi e movimenti meridionalisti che hanno aderito al patto di unità per il Sud che si presenterà in tutta Italia alle prossime europee. Altri stanno arrivando. Saremo tantissimi, ben oltre lo 0,7% che occorre per un deputato europeo.”

“Lo spazio per una “lega” meridionale non solo esiste, ma è potenzialmente in grado di ridisegnare gli attuali rapporti tra le forze politiche. - prosegue il Segretario del Partito del Sud - Superate le divisioni interne, che finora avevano impedito la formazione di un forte movimento sudista, non vedo più ostacoli per una grande forza politica del sud e per il Sud.”
“Il momento è buono - aggiunge il Brigante del Sud - per l’implosione del sistema partitico.L’unica forza organizzata rappresentativa di interessi territoriali è la Lega di Bossi. La gente non crede più ai partiti. Basta guardare il caso delle ultime elezioni in Abruzzo.
L’ultimo colpo inferto al Sud dal cosi detto Decreto Anticrisi, con il quale sono stati tolti al sud per darli al nord ben 10 miliardi di euro, con l’acquiescenza dei gruppi dirigenti del PDL e del PD, di Confindustria e persino dei sindacati, grida vendetta. Il Sud deve scendere in campo per non essere definitivamente cancellato.”

“A marzo ci sarà l’Assemblea fondativa di questo grande partito della gente del Sud e poi andremo a riprenderci il sud partendo da Bruxelles.
A proposito di Bruxelles - conclude Ciano -l’On Beniamino Donnici, mi ha detto di aver formalizzato, al presidente dell’Alde (liberaldemocratici) Graham Watson, la costituzione di un gruppo denominato “Costituente meridionalista”, all’interno del Parlamento europeo.”

Prima di lasciarci per correre in Comune a partecipare ai lavori di una Commissione, fa in tempo a confessarci che spera tanto di convincere il Sindaco Raimondi a candidarsi nelle liste del suo partito. Chissa!

Fonte:Il Nuovo Territorio del 23 gennaio 2009 pag. 14

28 GENNAIO H 9.00 TUTTI A ROMA A MANIFESTARE IN SOSTEGNO DI LUIGI APICELLA.


Ricevo e posto:


Vi comunico che il luogo della manifestazione sarà Piazza Farnese (e non più P.zza della Repubblica a causa di ritardi e dinieghi del Comune di Roma).

Vi pregherei di voler diffondere il nuovo luogo della manifestazione e di correggere le informazioni eventualmente inserite su siti e blog.

Allego di seguito il comunicato stampa del comitato promotore della manifestazione:


"E' inconcepibile che in un sistema democratico una procura (Salerno), il cui operato è stato ritenuto legittimo dal Tribunale del Riesame, venga smantellata.
Ed altrettanto assurdo è che non ci siano state misure disciplinari verso i giudici di Catanzaro, indagati per corruzione in atti giudiziari proprio dalla procura smembrata".

Sono state queste le parole diffuse in una nota dal Comitato promotore della manifestazione "Difendiamo la democrazia e la legalità costituzionale", alla quale hanno aderito, tra gli altri, Beppe Grillo, Marco Travaglio, Carlo Vulpio, Pancio Pardi, Gianni Vattimo ed Antonio Di Pietro.

"E' chiaro a tutti - proseguono nella nota i componenti del Comitato Promotore della manifestazione formato da singoli cittadini - che il Procuratore Luigi Apicella e i Sostituti Verasani e Nuzzi siano stati puniti per aver proseguito, in piena legittimità, come ha stabilito il Tribunale del Riesame, le indagini già avocate al Pm Luigi De Magistris.

E' necessario che in Italia si riaffermino i principi fondamentali dello Stato di diritto e che nessuno si sottragga all' imperatività della legge.

Il 28 di gennaio saremo in Piazza Farnese, alle ore 9, per difendere la Costituzione da chi vorrebbe scardinarne i principi tramite leggi e provvedimenti ad personam che sottraggono all'autorità della legge amministratori e politici corrotti".

Durante la manifestazione, parleranno quanti hanno aderito e, in rappresentanza della società civile, Sonia Alfano, Serenetta Monti, Saverio Alessio, Salvatore Borsellino, Benny Calasanzio, Emiliano Morrone.
L' Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, membro del comitato promotore della manifestazione "Difendiamo la democrazia e la legalità costituzionale" che si svolgerà a Roma, in Piazza Farnese, alle ore 9, annuncia la partecipazione di una propria delegazione che prenderà la parola nel corso della manifestazione.
"Punire dei magistrati per aver tentato di fare rispettare la legge a politici, magistrati ed imprenditori corrotti, rienra in una logica dittatoriale alal quale noi, come familiari degli uomini e delle donne morti in difesa della democrazia e della legalità costituzionale, abbiamo il dovere di ribellarci".
Ad affermarlo è Sonia Alfano, presidente dell' associazione che riunisce oltre ottanta familiari di vittime innocenti della mafia, che ha aggiunto:
"L' aver rimosso dai propri incarichi e dalla procura di appartenenza dei magistrati il cui operato era già stato ritenuto legittimo dal Tribunale del Riesame è il segno che la democrazia di questo paese è fortemente danneggiata e quasi inesistente e senza una reazione forte e decisa da parte della società civile l'oligarchia dalla quale è di fatto retta l' Italia continuerà a perpretare i propri abominii in spegio al sangue degli eroi morti a difesa della nostra democrazia"
Infine il presidente ha rivolto un sincero ringraziamento a "Beppe Grillo, Marco Travaglio, Carlo Vulpio, Gianni Vattimo, Pancio Pardi ed a tutte le persone libera che con coraggio ed impegno hanno aderito alla nostra manifestazione e saranno presenti il 28 gennaio in Piazza Farnese.
Ma l'appello più accorato - ha aggiunto il presidente - oggi deve essere rivolto ai tanti magistrati liberi che, voglio credere, non possono assecondare la complicità di sistema assunta in modo bieco e protervo dall' ANM.
Da quella ANM devono oggi distanziarsi, pena la perdita di ogni credibilità".
Leggi tutto »

Ricevo e posto:


Vi comunico che il luogo della manifestazione sarà Piazza Farnese (e non più P.zza della Repubblica a causa di ritardi e dinieghi del Comune di Roma).

Vi pregherei di voler diffondere il nuovo luogo della manifestazione e di correggere le informazioni eventualmente inserite su siti e blog.

Allego di seguito il comunicato stampa del comitato promotore della manifestazione:


"E' inconcepibile che in un sistema democratico una procura (Salerno), il cui operato è stato ritenuto legittimo dal Tribunale del Riesame, venga smantellata.
Ed altrettanto assurdo è che non ci siano state misure disciplinari verso i giudici di Catanzaro, indagati per corruzione in atti giudiziari proprio dalla procura smembrata".

Sono state queste le parole diffuse in una nota dal Comitato promotore della manifestazione "Difendiamo la democrazia e la legalità costituzionale", alla quale hanno aderito, tra gli altri, Beppe Grillo, Marco Travaglio, Carlo Vulpio, Pancio Pardi, Gianni Vattimo ed Antonio Di Pietro.

"E' chiaro a tutti - proseguono nella nota i componenti del Comitato Promotore della manifestazione formato da singoli cittadini - che il Procuratore Luigi Apicella e i Sostituti Verasani e Nuzzi siano stati puniti per aver proseguito, in piena legittimità, come ha stabilito il Tribunale del Riesame, le indagini già avocate al Pm Luigi De Magistris.

E' necessario che in Italia si riaffermino i principi fondamentali dello Stato di diritto e che nessuno si sottragga all' imperatività della legge.

Il 28 di gennaio saremo in Piazza Farnese, alle ore 9, per difendere la Costituzione da chi vorrebbe scardinarne i principi tramite leggi e provvedimenti ad personam che sottraggono all'autorità della legge amministratori e politici corrotti".

Durante la manifestazione, parleranno quanti hanno aderito e, in rappresentanza della società civile, Sonia Alfano, Serenetta Monti, Saverio Alessio, Salvatore Borsellino, Benny Calasanzio, Emiliano Morrone.
L' Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, membro del comitato promotore della manifestazione "Difendiamo la democrazia e la legalità costituzionale" che si svolgerà a Roma, in Piazza Farnese, alle ore 9, annuncia la partecipazione di una propria delegazione che prenderà la parola nel corso della manifestazione.
"Punire dei magistrati per aver tentato di fare rispettare la legge a politici, magistrati ed imprenditori corrotti, rienra in una logica dittatoriale alal quale noi, come familiari degli uomini e delle donne morti in difesa della democrazia e della legalità costituzionale, abbiamo il dovere di ribellarci".
Ad affermarlo è Sonia Alfano, presidente dell' associazione che riunisce oltre ottanta familiari di vittime innocenti della mafia, che ha aggiunto:
"L' aver rimosso dai propri incarichi e dalla procura di appartenenza dei magistrati il cui operato era già stato ritenuto legittimo dal Tribunale del Riesame è il segno che la democrazia di questo paese è fortemente danneggiata e quasi inesistente e senza una reazione forte e decisa da parte della società civile l'oligarchia dalla quale è di fatto retta l' Italia continuerà a perpretare i propri abominii in spegio al sangue degli eroi morti a difesa della nostra democrazia"
Infine il presidente ha rivolto un sincero ringraziamento a "Beppe Grillo, Marco Travaglio, Carlo Vulpio, Gianni Vattimo, Pancio Pardi ed a tutte le persone libera che con coraggio ed impegno hanno aderito alla nostra manifestazione e saranno presenti il 28 gennaio in Piazza Farnese.
Ma l'appello più accorato - ha aggiunto il presidente - oggi deve essere rivolto ai tanti magistrati liberi che, voglio credere, non possono assecondare la complicità di sistema assunta in modo bieco e protervo dall' ANM.
Da quella ANM devono oggi distanziarsi, pena la perdita di ogni credibilità".

Rinnova con il voto il primo, unico e originale Parlamento del popolo

Ricevo e posto:

Il 25 gennaio 2009 verrà rinnovato il Parlamento del Popolo Veneto , l' "Asenblea dei Membri". Il più votato dei Membri diventerà Capo del Governo del Popolo Veneto. Con questo parlamento il Governo sarà il primo ad andare in una Corte Internazionale a farsi restituire la SOVRANITA' INTERNAZIONALE DEL POPOLO VENETO.

Ci verrà restituita la terra di San Marco, terra di libertà, non il ristretto "veneto" che hanno definito gli stati occupanti.

Già nel 2008, ben 1250 veneti hanno chiesto alla Corte dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo di condannare l'Italia per violazione dei diritti umani, specie del diritto ad un giudice imparziale. E il tribunale di Strasburgo ha accolto le motivazioni, e farà sentenza.

Infatti abbiamo già tutti gli elementi giuridici internazionali per dimostrare che il LOMBARDO VENETO E' UNA COLONIA ILLEGALMENTE POSSEDUTA DALL'ITALIA. E come fa un giudice italiano abusivo ad essere imparziale ? Questo nuovo governo e parlamento invece potranno fare richiesta alla Corte internazionale RISERVATA AGLI STATI di riconoscere la sovranità del popolo veneto, ridandogli il proprio territorio come ha gia' fatto per le altre COLONIE. Non potra' che dire SI' perche' ci sono i precedenti.

SOLO UN GOVERNO ELETTO E VOTATO DAI SOLI VENETI, secondo le comuni procedure internazionali, puo' presentare il ricorso, senza questo non si è legittimati Il tuo voto di domenica a queste istituzioni CREATE E VOTATE SECONDO REGOLE VENETE è importante per rafforzare il Governo. Ecco perché l'Italia ha IMPOSTO UN TOTALE SILENZIO SU QUESTO EVENTO. 1993 sindaci sono stati notificati con un fax, nemmeno 1 ha fatto una parola su questo, o perde la poltrona.

Ma non ha nessuna importanza l'omertà di coloro che sono stati eletti nelle amministrazioni italiane dai cittadini italiani con le loro regole italiane, sono regole che non valgono perché sono le regole dello STATO ABUSIVO.

Solo i discendenti di veneti e i residenti da almeno 5 anni che parlano veneto possono votare le istituzioni venete. Eleggere sovranamente il proprio parlamento è un importante passo dei cittadini del popolo veneto, rinunciare a dire "IO C'ERO" dimostra l'essere malati di paura, soggiogati al bastone italiano, vili e meschini servi dello sprecone e dell'intrallazzo occupante. Non rinunciare a dare corpo alla tua libertà. Basta presentarsi a uno dei seggi indicati, e votare, eventualmente registrandosi al momento. Si può votare uno dei candidati o uno qualunque dei tanti cittadini del popolo veneto registrato alla unica e autentica anagrafe ufficiale. Si può votare a parlamentare un altro cittadino veneto che conosci se è registrato o si registra. Ovviamente, come per tutte le elezioni del mondo, nessuno è costretto a votare, ma l'assenza di votanti non renderà invalide le elezioni nazionali, dimostrerà solo la paura di votare prodotta dall'OCCUPAZIONE ITALIANA.

Porta gli amici e fai una scampagnata di libertà E se non puoi esserci, basta che scarichi il modulo da:http://palmerini.net/utenti/lt.php?id=NRoEAFFSVwlfGQkGBU0EVFQABA%3D%3D> , lo compili e lo invii via fax, email o posta.

Se vuoi, da domenica e nei giorni successivi potrai votare via internet con il voto elettronico in maniera più riservata. Insomma, per te che sai del voto , è una scelta restare italiani e non votare . Per quelli che non lo sanno, liberali, supera la censura italiana e manda questa email ai tuoi contatti.

Siamo già sovrani e in questo video capisci perché http://palmerini.net/utenti/lt.php?id=NRoEAFFSVwpXGQkGBU0EVFQABA%3D%3D

Su http://palmerini.net/utenti/lt.php?id=NRoEAFFSVwpUGQkGBU0EVFQABA%3D%3D trovi tutte le Istruzioni per votare

Ma non dimenticare che la libertà si può conquistare senza fucile ma non senza coraggio.

W il popolo veneto sovrano nella sua terra

Sito con indicazioni seggi (da Sabato 24):http://palmerini.net/utenti/lt.php?id=NRoEAFFSVwpWGQkGBU0EVFQABA%3D%3D

Modulo per votare via posta o email o fax:http://palmerini.net/utenti/lt.php?id=NRoEAFFSVwlfGQkGBU0EVFQABA%3D%3D>

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Ricevo e posto:

Il 25 gennaio 2009 verrà rinnovato il Parlamento del Popolo Veneto , l' "Asenblea dei Membri". Il più votato dei Membri diventerà Capo del Governo del Popolo Veneto. Con questo parlamento il Governo sarà il primo ad andare in una Corte Internazionale a farsi restituire la SOVRANITA' INTERNAZIONALE DEL POPOLO VENETO.

Ci verrà restituita la terra di San Marco, terra di libertà, non il ristretto "veneto" che hanno definito gli stati occupanti.

Già nel 2008, ben 1250 veneti hanno chiesto alla Corte dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo di condannare l'Italia per violazione dei diritti umani, specie del diritto ad un giudice imparziale. E il tribunale di Strasburgo ha accolto le motivazioni, e farà sentenza.

Infatti abbiamo già tutti gli elementi giuridici internazionali per dimostrare che il LOMBARDO VENETO E' UNA COLONIA ILLEGALMENTE POSSEDUTA DALL'ITALIA. E come fa un giudice italiano abusivo ad essere imparziale ? Questo nuovo governo e parlamento invece potranno fare richiesta alla Corte internazionale RISERVATA AGLI STATI di riconoscere la sovranità del popolo veneto, ridandogli il proprio territorio come ha gia' fatto per le altre COLONIE. Non potra' che dire SI' perche' ci sono i precedenti.

SOLO UN GOVERNO ELETTO E VOTATO DAI SOLI VENETI, secondo le comuni procedure internazionali, puo' presentare il ricorso, senza questo non si è legittimati Il tuo voto di domenica a queste istituzioni CREATE E VOTATE SECONDO REGOLE VENETE è importante per rafforzare il Governo. Ecco perché l'Italia ha IMPOSTO UN TOTALE SILENZIO SU QUESTO EVENTO. 1993 sindaci sono stati notificati con un fax, nemmeno 1 ha fatto una parola su questo, o perde la poltrona.

Ma non ha nessuna importanza l'omertà di coloro che sono stati eletti nelle amministrazioni italiane dai cittadini italiani con le loro regole italiane, sono regole che non valgono perché sono le regole dello STATO ABUSIVO.

Solo i discendenti di veneti e i residenti da almeno 5 anni che parlano veneto possono votare le istituzioni venete. Eleggere sovranamente il proprio parlamento è un importante passo dei cittadini del popolo veneto, rinunciare a dire "IO C'ERO" dimostra l'essere malati di paura, soggiogati al bastone italiano, vili e meschini servi dello sprecone e dell'intrallazzo occupante. Non rinunciare a dare corpo alla tua libertà. Basta presentarsi a uno dei seggi indicati, e votare, eventualmente registrandosi al momento. Si può votare uno dei candidati o uno qualunque dei tanti cittadini del popolo veneto registrato alla unica e autentica anagrafe ufficiale. Si può votare a parlamentare un altro cittadino veneto che conosci se è registrato o si registra. Ovviamente, come per tutte le elezioni del mondo, nessuno è costretto a votare, ma l'assenza di votanti non renderà invalide le elezioni nazionali, dimostrerà solo la paura di votare prodotta dall'OCCUPAZIONE ITALIANA.

Porta gli amici e fai una scampagnata di libertà E se non puoi esserci, basta che scarichi il modulo da:http://palmerini.net/utenti/lt.php?id=NRoEAFFSVwlfGQkGBU0EVFQABA%3D%3D> , lo compili e lo invii via fax, email o posta.

Se vuoi, da domenica e nei giorni successivi potrai votare via internet con il voto elettronico in maniera più riservata. Insomma, per te che sai del voto , è una scelta restare italiani e non votare . Per quelli che non lo sanno, liberali, supera la censura italiana e manda questa email ai tuoi contatti.

Siamo già sovrani e in questo video capisci perché http://palmerini.net/utenti/lt.php?id=NRoEAFFSVwpXGQkGBU0EVFQABA%3D%3D

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Ma non dimenticare che la libertà si può conquistare senza fucile ma non senza coraggio.

W il popolo veneto sovrano nella sua terra

Sito con indicazioni seggi (da Sabato 24):http://palmerini.net/utenti/lt.php?id=NRoEAFFSVwpWGQkGBU0EVFQABA%3D%3D

Modulo per votare via posta o email o fax:http://palmerini.net/utenti/lt.php?id=NRoEAFFSVwlfGQkGBU0EVFQABA%3D%3D>

 
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