sabato 27 dicembre 2008

IN MEMORIA DI S.M. RE FRANCESCO II



Sabato 27 dicembre 2008, alle ore 18.00, nel 113° anniversario della morte, sarà officiata presso la Real Chiesa di San Ferdinando in Napoli (adiacenze Palazzo Reale) la SS. Messa solenne in Rito Romano Antico a suffragio dell’anima di S.M. Francesco II di Borbone Re delle due Sicilie.

Il Movimento Neoborbonico, unitamente a tutte le sue componenti rappresentative centrali e periferiche, invita i compatrioti, i Confratelli dell’Ordine Costantiniano e gli amici nella Fede a presenziare la funzione per rendere omaggio al nostro Re.

Sarà presente la Bandiera di Stato.


Cap. Alessandro Romano
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Sabato 27 dicembre 2008, alle ore 18.00, nel 113° anniversario della morte, sarà officiata presso la Real Chiesa di San Ferdinando in Napoli (adiacenze Palazzo Reale) la SS. Messa solenne in Rito Romano Antico a suffragio dell’anima di S.M. Francesco II di Borbone Re delle due Sicilie.

Il Movimento Neoborbonico, unitamente a tutte le sue componenti rappresentative centrali e periferiche, invita i compatrioti, i Confratelli dell’Ordine Costantiniano e gli amici nella Fede a presenziare la funzione per rendere omaggio al nostro Re.

Sarà presente la Bandiera di Stato.


Cap. Alessandro Romano

MESSA PER FRANCESCO II



L'ASSOCIAZIONE CULTURALE "DUE SICILIE"

per il secondo anno consecutivo propone

S. MESSA PER FRANCESCO II DI BORBONE

L'Associazione Culturale Due Sicilie si raccoglie in preghiera e ringrazia coloro che vorranno partecipare al mesto rito.

***

SABATO 27 dicembre alle ore 11, nella Chiesa Madre di Siderno (RC), in Piazza Portosalvo, sarà celebrata una messa in suffragio delle anime di Francesco II, ultimo Re di Napoli e di Sicilia, dei soldati caduti a difesa della nostra terra e delle decine di migliaia di prigionieri di guerra napoletani lasciati morire di fame e di freddo nei campi di concentramento piemontesi.

Francesco II morì il 27 dicembre 1894 ad Arco di Trento, al tempo provincia austriaca. Sebbene fosse cognato dell'imperatore e sebbene appartenesse a una delle più antiche dinastie d'Europa, visse l'esilio e morì in dignitosa povertà.

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L'ASSOCIAZIONE CULTURALE "DUE SICILIE"

per il secondo anno consecutivo propone

S. MESSA PER FRANCESCO II DI BORBONE

L'Associazione Culturale Due Sicilie si raccoglie in preghiera e ringrazia coloro che vorranno partecipare al mesto rito.

***

SABATO 27 dicembre alle ore 11, nella Chiesa Madre di Siderno (RC), in Piazza Portosalvo, sarà celebrata una messa in suffragio delle anime di Francesco II, ultimo Re di Napoli e di Sicilia, dei soldati caduti a difesa della nostra terra e delle decine di migliaia di prigionieri di guerra napoletani lasciati morire di fame e di freddo nei campi di concentramento piemontesi.

Francesco II morì il 27 dicembre 1894 ad Arco di Trento, al tempo provincia austriaca. Sebbene fosse cognato dell'imperatore e sebbene appartenesse a una delle più antiche dinastie d'Europa, visse l'esilio e morì in dignitosa povertà.

il Real Sacrario Borbone in Santa Chiara


Le Reali Sepolture della nobile dinastia, che governò il Regno delle Due Sicilie assai meglio di quanto non tramandatoci dalla storiografia scolastica. Di Pino Marino per l'Associazione Due Sicilie di Troja Fg
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Le Reali Sepolture della nobile dinastia, che governò il Regno delle Due Sicilie assai meglio di quanto non tramandatoci dalla storiografia scolastica. Di Pino Marino per l'Associazione Due Sicilie di Troja Fg

venerdì 26 dicembre 2008

ADESTE FIDELES PAVAROTTI, DOMINGO,CARRERAS

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Le Origini del Presepe


Se pensiamo alle origini del presepe il nostro primo pensiero va a quella lontana notte del 1223 in cui San Francesco d'Assisi volle rappresentare la nascita di Gesù Bambino, riproponendo ai fedeli riuniti per ascoltare la sua parola, la scena della grotta di Betlemme, in una piccola chiesetta a Greccio.
Fu il primo presepe vivente e la tradizione si è ripetuta nei secoli arrivando fino ai giorni nostri: numerosissime sono infatti in Italia e nel mondo le rievocazioni della Notte Santa. La raffigurazione della natività ha però origini ben più antiche, infatti i primi cristiani usavano dipingere

o scolpire le scene della nascita di Cristo nei loro punti di incontro (ad es. le Catacombe romane); poi quando il Cristianesimo potè essere professato fuori dalla clandestinità, tale usanza continuò e scene con Giuseppe, Maria e il Bambino andaronno ad arricchire le pareti delle prime chiese. Si trattava di affreschi, rilievi e graffiti: per vedere le prime statue dobbiamo attendere la fine del 1200 e per lungo tempo ancora tale tradizione è rimasta prerogativa delle chiese e delle comunità religiose.
origini del presepe
origini dle presepe Fino a quando bisogna attendere perchè le statue vengano prodotte in scale più piccole e conoscano la propria diffusione in tutte le case?
origini del presepe

Dobbiamo attendere fino al 1700: è Napoli (allora facente parte dei domini borbonici e al centro di fitti scambi commerciali con la Spagna ed il resto d'Europa) ad essere considerata la culla della diffusione dell'attuale presepio. Il tradizionale presepe napoletano era ed è costituito da statuine con un'anima in ferro imbottita, la loro testa è in terracotta ed i vestiti sono in stoffa. Prendendo spunto e ispirazione da qui dunque, ogni popolo, ogni artista hanno utilizzato i materiali più disparati, più congeniali o più facilmente reperibili; basti pensare che nella stessa Italia incontriamo tante
tipologie di presepe: da quello napoletano alla cartapesta leccese, alla terracotta in altre zone della Puglia, alla cartapesta e al gesso della Toscana, al legno del Trentino solo per citarne alcune. Per non parlare poi dell'ambientazione che solitamente rispecchia il territorio e la cultura di chi li realizza, o meglio un mix tra questo e quanto si legge nei Vangeli, soprattutto nei cosiddetti vangeli apocrifi. Per intuire l'importanza dell'ambientazione e della scenografia basti guardare in ogni casa, in ogni presepe la trasformazione che ha interessato la rappresentazione della nascita del Bambin Gesù.... la natività risulta ormai sommersa da una serie infinita di personaggi e figure... pastori, zampognari, commercianti, e venditrici, viandanti. Ma la cosa che lo rende affascinante e bello è quest'insieme di personaggi che ognuno di essi ha un proprio significato, e da non dimenticare è la fase della progettazione e della costruzione. Alla fine ognuno che ha partecipato alla realizzazione del presepe è fiero del lavoro svolto e pronto a far vedere al propria opera d'arte a tutti gli ospiti....

presepe e le sue originiFonte:Il Presepe Napoletano
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Se pensiamo alle origini del presepe il nostro primo pensiero va a quella lontana notte del 1223 in cui San Francesco d'Assisi volle rappresentare la nascita di Gesù Bambino, riproponendo ai fedeli riuniti per ascoltare la sua parola, la scena della grotta di Betlemme, in una piccola chiesetta a Greccio.
Fu il primo presepe vivente e la tradizione si è ripetuta nei secoli arrivando fino ai giorni nostri: numerosissime sono infatti in Italia e nel mondo le rievocazioni della Notte Santa. La raffigurazione della natività ha però origini ben più antiche, infatti i primi cristiani usavano dipingere

o scolpire le scene della nascita di Cristo nei loro punti di incontro (ad es. le Catacombe romane); poi quando il Cristianesimo potè essere professato fuori dalla clandestinità, tale usanza continuò e scene con Giuseppe, Maria e il Bambino andaronno ad arricchire le pareti delle prime chiese. Si trattava di affreschi, rilievi e graffiti: per vedere le prime statue dobbiamo attendere la fine del 1200 e per lungo tempo ancora tale tradizione è rimasta prerogativa delle chiese e delle comunità religiose.
origini del presepe
origini dle presepe Fino a quando bisogna attendere perchè le statue vengano prodotte in scale più piccole e conoscano la propria diffusione in tutte le case?
origini del presepe

Dobbiamo attendere fino al 1700: è Napoli (allora facente parte dei domini borbonici e al centro di fitti scambi commerciali con la Spagna ed il resto d'Europa) ad essere considerata la culla della diffusione dell'attuale presepio. Il tradizionale presepe napoletano era ed è costituito da statuine con un'anima in ferro imbottita, la loro testa è in terracotta ed i vestiti sono in stoffa. Prendendo spunto e ispirazione da qui dunque, ogni popolo, ogni artista hanno utilizzato i materiali più disparati, più congeniali o più facilmente reperibili; basti pensare che nella stessa Italia incontriamo tante
tipologie di presepe: da quello napoletano alla cartapesta leccese, alla terracotta in altre zone della Puglia, alla cartapesta e al gesso della Toscana, al legno del Trentino solo per citarne alcune. Per non parlare poi dell'ambientazione che solitamente rispecchia il territorio e la cultura di chi li realizza, o meglio un mix tra questo e quanto si legge nei Vangeli, soprattutto nei cosiddetti vangeli apocrifi. Per intuire l'importanza dell'ambientazione e della scenografia basti guardare in ogni casa, in ogni presepe la trasformazione che ha interessato la rappresentazione della nascita del Bambin Gesù.... la natività risulta ormai sommersa da una serie infinita di personaggi e figure... pastori, zampognari, commercianti, e venditrici, viandanti. Ma la cosa che lo rende affascinante e bello è quest'insieme di personaggi che ognuno di essi ha un proprio significato, e da non dimenticare è la fase della progettazione e della costruzione. Alla fine ognuno che ha partecipato alla realizzazione del presepe è fiero del lavoro svolto e pronto a far vedere al propria opera d'arte a tutti gli ospiti....

presepe e le sue originiFonte:Il Presepe Napoletano

zampognari di calabria

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giovedì 25 dicembre 2008

SAN GREGORIO ARMENO

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Magnifica Gente di Natale


Di Antonio Iannaccone



Questi giorni sono giorni diversi, che non hanno nulla a che vedere con gli altri giorni dell’anno, con un aria di giubilo che non si può paragonare a quella degli altri giorni, sono particolari, unici, nei quali si svolge il più grande senso di distensione tra le persone, tra le famiglie, tra i popoli, nelle più diverse realtà sociali, politiche e di credi religiosi differenti, un groviglio di entità variegate che formano quella meravigliosa e spettacolare creazione che è l’Umanità.
E’ questa l’occasione del
Natale e del Capodanno, nei cui giorni miliardi di persone si scambiano auguri a più non posso, ma cosa descrivono questi auguri? Ho provato a scrutare all’interno di tale messaggio e la mia conclusione è questa: auguri può significare “Che tu possa passare delle magnifiche giornate”, “Hai fatto bene quest’anno e vedrai che l’anno prossimo farai ancora meglio”, “Grazie di esserci anche questa volta”, “Lascia stare il passato che il futuro ti sorride”.
Ma la cosa più caratteristica che accompagna questo periodo sono le tradizioni che localmente esprimono la propria cultura nei vari rituali festosi.

A questo proposito vorrei spendere due paroline sul mio popolo che è quello che conosco. L’aria natalizia ti spinge a comprare regalini per strappare qualche sorriso ai propri familiari e amici, così si riempiono le strade di gente, gente normale, gente meraviglosa che affanna a tirare avanti fino alla fine, che prepara per mangiare in modo speciale e per festeggiare anche con la pancia e non solo con il cuore, e a questo proposito riprendendo un articolo passato vorrei ricordare che non c’è Natale senza Struffoli, Mustacciuoli, Roccocò, Susamielli, ed anche la Pastiera, il panettone lasciamolo a chi non ha queste leccornie, un napoletano su dieci magari lo mangia inzuppandolo nel latte la mattina, un altro lo addenta dopo averlo liberato dal cedro e dall’uva passa, ma il restante passa la mano preferendo una Cassatina, un Cannolo o un Raffiuolo.

Eh sì, anche questo è Natale.

C’è chi prepara l’albero, ma non c’è niente di meglio che avere un presepe in casa e come fanno moltissimi napoletani, si prodigano nella costruzione di una rappresentazione della Sacra Famiglia o in un proprio e vero presepe con tanto di progetto.

Non si scrive mai abbastanza su queste feste, ma mi fermo qui dando un augurio a tutti e che ognuno lo raccolga secondo le proprie aspettative, perché ognuno è una persona magnifica.

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Di Antonio Iannaccone



Questi giorni sono giorni diversi, che non hanno nulla a che vedere con gli altri giorni dell’anno, con un aria di giubilo che non si può paragonare a quella degli altri giorni, sono particolari, unici, nei quali si svolge il più grande senso di distensione tra le persone, tra le famiglie, tra i popoli, nelle più diverse realtà sociali, politiche e di credi religiosi differenti, un groviglio di entità variegate che formano quella meravigliosa e spettacolare creazione che è l’Umanità.
E’ questa l’occasione del
Natale e del Capodanno, nei cui giorni miliardi di persone si scambiano auguri a più non posso, ma cosa descrivono questi auguri? Ho provato a scrutare all’interno di tale messaggio e la mia conclusione è questa: auguri può significare “Che tu possa passare delle magnifiche giornate”, “Hai fatto bene quest’anno e vedrai che l’anno prossimo farai ancora meglio”, “Grazie di esserci anche questa volta”, “Lascia stare il passato che il futuro ti sorride”.
Ma la cosa più caratteristica che accompagna questo periodo sono le tradizioni che localmente esprimono la propria cultura nei vari rituali festosi.

A questo proposito vorrei spendere due paroline sul mio popolo che è quello che conosco. L’aria natalizia ti spinge a comprare regalini per strappare qualche sorriso ai propri familiari e amici, così si riempiono le strade di gente, gente normale, gente meraviglosa che affanna a tirare avanti fino alla fine, che prepara per mangiare in modo speciale e per festeggiare anche con la pancia e non solo con il cuore, e a questo proposito riprendendo un articolo passato vorrei ricordare che non c’è Natale senza Struffoli, Mustacciuoli, Roccocò, Susamielli, ed anche la Pastiera, il panettone lasciamolo a chi non ha queste leccornie, un napoletano su dieci magari lo mangia inzuppandolo nel latte la mattina, un altro lo addenta dopo averlo liberato dal cedro e dall’uva passa, ma il restante passa la mano preferendo una Cassatina, un Cannolo o un Raffiuolo.

Eh sì, anche questo è Natale.

C’è chi prepara l’albero, ma non c’è niente di meglio che avere un presepe in casa e come fanno moltissimi napoletani, si prodigano nella costruzione di una rappresentazione della Sacra Famiglia o in un proprio e vero presepe con tanto di progetto.

Non si scrive mai abbastanza su queste feste, ma mi fermo qui dando un augurio a tutti e che ognuno lo raccolga secondo le proprie aspettative, perché ognuno è una persona magnifica.

BUON NATALE


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25 Dicembre 2008


Di Aurelio Zucchi



In questa notte di Comete finte, di stelle fatte di cartone, di freddo ed attesa lunga, di palle colorate e argentei nastri, di succulenti cibi da smaltire, di dolci ancora da sbranare, di noccioline e frutti secchi, di numero che aspetti già dall'ambo, di nuova era che ci inghiotte, di conti sempre da far quadrare, di cassaintegrati e delinquenti, di affetti che siedono ai miei fianchi, di vivi che non devono morire, di morti che non sono morti, io vorrei essere un pastore.


Vorrei seguir la lenta processione che poi finisce ai piedi di una culla.

Solo un minuto io vorrei sostare, farmi accecare dalla Luce, cambiare gli occhi in grandi fari e seguitare a camminare dopo aver visto Tutto.


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Di Aurelio Zucchi



In questa notte di Comete finte, di stelle fatte di cartone, di freddo ed attesa lunga, di palle colorate e argentei nastri, di succulenti cibi da smaltire, di dolci ancora da sbranare, di noccioline e frutti secchi, di numero che aspetti già dall'ambo, di nuova era che ci inghiotte, di conti sempre da far quadrare, di cassaintegrati e delinquenti, di affetti che siedono ai miei fianchi, di vivi che non devono morire, di morti che non sono morti, io vorrei essere un pastore.


Vorrei seguir la lenta processione che poi finisce ai piedi di una culla.

Solo un minuto io vorrei sostare, farmi accecare dalla Luce, cambiare gli occhi in grandi fari e seguitare a camminare dopo aver visto Tutto.


 
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