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mercoledì 23 luglio 2008
ll calvario di Fenestrelle

ASSOCIAZIONE CULTURALE 'DUE SICILIE'
Gioiosa Jonica
ll calvario di Fenestrelle
Comunicato stampa
A distanza di 148 anni dagli eventi, finalmente l'amministrazione del Comune di Fenestrelle ha accolto civilmente e con senso di responsabilità che fosse posta sul muro della fortezza una lapide commemorativa degli ottomila prigionieri napolitani periti fra quelle mura.
Gioiosa Jonica
ll calvario di Fenestrelle
Comunicato stampa
A distanza di 148 anni dagli eventi, finalmente l'amministrazione del Comune di Fenestrelle ha accolto civilmente e con senso di responsabilità che fosse posta sul muro della fortezza una lapide commemorativa degli ottomila prigionieri napolitani periti fra quelle mura.
Dice la lapide:
TRA IL 1860 E IL 1861 VENNERO SEGREGATI NELLA FORTEZZA DI FENESTRELLE MIGLIAIA DI SOLDATI DELLE DUE SICILIE CHE SI ERANO RIFIUTATI DI RINNEGARE IL RE E L'ANTICA PATRIA.
POCHI TORNARONO A CASA.
I PIU' MORIRONO DI STENTI. I POCHI CHE SANNO S'INCHINANO.
Si trattava di prigionieri di guerra, essenzialmente di soldati semplici che in ritirata, dopo la battaglia del Volturno, non avevano potuto trovare rifugio, a causa del numero, nella fortezza di Gaeta, in cui Francesco II aveva cadere non certo per salvare la patria, impresa ormai impossibile, ma l'onore. Ma vi erano anche sbandati calabresi, pugliesi, abruzzesi, molisani, campani appartenenti alla divisioni di linea i cui generali avevano complottato con i piemontesi o erano passati a Garibaldi, nonché renitenti alla leva che Cavour aveva ordinato appena occupato il Regno napolitano nella speranza di spegnere la resistenza contadina già in atto.
Trattati come animali, ammassati nei bastimenti, tenuti senza cibo e acqua per giorni, i duosiciliani, colpevoli soltanto di essere rimasti fedeli al loro Re, vennero sbattuti in terre sconosciute, fredde, in campi di concentramento inospitali e, soprattutto, lontano dalla loro terra e dalla loro famiglia. Molti non riuscivano a sopportare la disperazione e mettevano fine ai loro giorni gettandosi in mare, come viene attestato in un articolo del giornale L'Armonia edito a Genova.
Tanti, anzi, quasi tutti quelli che non morirono nel lungo tragitto a piedi dal Sud fino alle Alpi o per mare fino a Genova preferirono affrontare il duro e disumano regime carcerario, gli stenti, le umiliazioni, i maltrattamenti, i morsi della fame e della sete, le malattie e, persino, la morte, pur di non chinare la testa di fronte a quelli che consideravano solo crudeli usurpatori.
I principali campi di concentramento istituiti dal nuovo Regno d'Italia furono, oltre a Fenesrelle (in Val Chisone, fra le Alpi), San Maurizio Canavese, Alessandria, Milano, Bergamo, le Isole Pontine, l'Elba, le piccole isole del Mar di Sardegna, dove vennero internati più di 12.000 tra ufficiali e veterani che avevano rifiutato di continuare il servizio militare nell'esercito italiano. Festrelle costituisce ancora un sistema difensivo composto da parecchie fortezze poste fra le Alpi.
In una di queste i prigionieri organizzarono una rivolta progettando persino d'occupare Torino. Furono scoperti. La repressione fu durissima. Degli 8000 concentrati in questo lager pochi tornarono a casa. I più morirono di fame, di freddo, di malattie non curate. Furono sepolti in fosse comuni e non si fece memoria dei loro nomi.
Gioiosa Jonica, 17 luglio 2008

ASSOCIAZIONE CULTURALE 'DUE SICILIE'
Gioiosa Jonica
ll calvario di Fenestrelle
Comunicato stampa
A distanza di 148 anni dagli eventi, finalmente l'amministrazione del Comune di Fenestrelle ha accolto civilmente e con senso di responsabilità che fosse posta sul muro della fortezza una lapide commemorativa degli ottomila prigionieri napolitani periti fra quelle mura.
Gioiosa Jonica
ll calvario di Fenestrelle
Comunicato stampa
A distanza di 148 anni dagli eventi, finalmente l'amministrazione del Comune di Fenestrelle ha accolto civilmente e con senso di responsabilità che fosse posta sul muro della fortezza una lapide commemorativa degli ottomila prigionieri napolitani periti fra quelle mura.
Dice la lapide:
TRA IL 1860 E IL 1861 VENNERO SEGREGATI NELLA FORTEZZA DI FENESTRELLE MIGLIAIA DI SOLDATI DELLE DUE SICILIE CHE SI ERANO RIFIUTATI DI RINNEGARE IL RE E L'ANTICA PATRIA.
POCHI TORNARONO A CASA.
I PIU' MORIRONO DI STENTI. I POCHI CHE SANNO S'INCHINANO.
Si trattava di prigionieri di guerra, essenzialmente di soldati semplici che in ritirata, dopo la battaglia del Volturno, non avevano potuto trovare rifugio, a causa del numero, nella fortezza di Gaeta, in cui Francesco II aveva cadere non certo per salvare la patria, impresa ormai impossibile, ma l'onore. Ma vi erano anche sbandati calabresi, pugliesi, abruzzesi, molisani, campani appartenenti alla divisioni di linea i cui generali avevano complottato con i piemontesi o erano passati a Garibaldi, nonché renitenti alla leva che Cavour aveva ordinato appena occupato il Regno napolitano nella speranza di spegnere la resistenza contadina già in atto.
Trattati come animali, ammassati nei bastimenti, tenuti senza cibo e acqua per giorni, i duosiciliani, colpevoli soltanto di essere rimasti fedeli al loro Re, vennero sbattuti in terre sconosciute, fredde, in campi di concentramento inospitali e, soprattutto, lontano dalla loro terra e dalla loro famiglia. Molti non riuscivano a sopportare la disperazione e mettevano fine ai loro giorni gettandosi in mare, come viene attestato in un articolo del giornale L'Armonia edito a Genova.
Tanti, anzi, quasi tutti quelli che non morirono nel lungo tragitto a piedi dal Sud fino alle Alpi o per mare fino a Genova preferirono affrontare il duro e disumano regime carcerario, gli stenti, le umiliazioni, i maltrattamenti, i morsi della fame e della sete, le malattie e, persino, la morte, pur di non chinare la testa di fronte a quelli che consideravano solo crudeli usurpatori.
I principali campi di concentramento istituiti dal nuovo Regno d'Italia furono, oltre a Fenesrelle (in Val Chisone, fra le Alpi), San Maurizio Canavese, Alessandria, Milano, Bergamo, le Isole Pontine, l'Elba, le piccole isole del Mar di Sardegna, dove vennero internati più di 12.000 tra ufficiali e veterani che avevano rifiutato di continuare il servizio militare nell'esercito italiano. Festrelle costituisce ancora un sistema difensivo composto da parecchie fortezze poste fra le Alpi.
In una di queste i prigionieri organizzarono una rivolta progettando persino d'occupare Torino. Furono scoperti. La repressione fu durissima. Degli 8000 concentrati in questo lager pochi tornarono a casa. I più morirono di fame, di freddo, di malattie non curate. Furono sepolti in fosse comuni e non si fece memoria dei loro nomi.
Gioiosa Jonica, 17 luglio 2008
martedì 22 luglio 2008
Una domanda, prego!

Ricevo da Mario Moccia e posto:
Amici carissimi, perchè tali considero, anche quelli che non conosco, magari solo perchè attivi sulla rete, meridionalisti. Mentre facevo il mio ultimo sforzo per chiedere al Presidente della repubblica italiana di intervenire con la sua indiscutibile autorità ed autorevolezza, di aiutarci a realizzare un Sacrario nella reggia di Caserta, scrivevo:
" di un costituendo COMITATO VERITA' E GIUSTIZIA PER IL SUD"...
ho pensato che per realizzare un Comitato, ci vogliono più persone, e non è sufficiente la mia volontà e quella di qualcun altro (i soliti amici che già mi hanno risposto); ho pensato - dicevo - che noi meridionali siamo tra Sud e Italia (senza considerare quei 20 milioni sparsi per il mondo, 35 milioni ovvero più della metà degli italiani), Ecco mi chiedevo, ma dove cazzo sono tutti costoro che si esaltano per una partita di calcio, esultano alle parole bugiarde, del politico di turno, pure partecipano ai cortei contro le varie mafie o riempiono le piazze per ascoltare un concerto o il discorso di un comico... Ecco tutta questa banda di imbecilli della domenica e spesso di tutta la settimana, molti pure internettiani (il solo mezzo a nostra disposizione), questa banda di imbecilli (o meno), dove sono? Possibile che nessuno di loro avverta il sentimento patriottico di appartenere ad un'altra Patria che non sia l'Italia che li sta fregando con ogni mezzo, e per sapere questo non dovevano di certo aspettare di leggere me
(ammesso che qualcuno si soffermi a leggere le nostre cose).
(ammesso che qualcuno si soffermi a leggere le nostre cose).
Cribbio, molti di loro hanno pure già l'età per votare e quindi - teoricamente - l'età per capire che cosa significhi votare...
Possibile che non vogliano capire che le cose stanno come noi da tempo andiamo spiegando ( e lo ha ben detto persino il loro amico Grillo), cercando di avvicinarsi ai nostri "movimenti"; molti di loro, vanno anche a pregare sui differenti monumenti ai caduti, anche quelli degli ebrei ( contro i quali - sia chiaro - non ho nulla), mi serviva solo per fare un esempio.
E se non vogliono prendere parte ad un sovvertimento istituzionale per il ripristino dei nostri confini e diritti (come io vado paventando da tempo), almeno aderire ad un Comitato per la realizzazione di un Sacrario dedicato ai nostri morti.
Certo, forse non aderiscono perché queste notizie, non passano attraverso la televisione che non può inquadrare le loro facce da... Ma se aspettano la televisione, per sapere delle nostre cose, potranno continuare a farsi spolpare dai loro padroni, ancora per un lungo pezzo.
Poveri schiavi! Tutta qua la riflessione e la relativa domanda: "Dove sono tutte queste persone" Questi imbecilli della domenica? E nessuno venga a parlarmi di "chiunque ha diritto a pensarla come vuole..." che mi fate incazzare ancora di più. Meglio stare zitti. Come forse farei bene a fare io per primo. Ma se sperate che io mi arrenda, beh, è una pia illusione.
Ma tanto per voi illusione in più illusione in meno che vi frega?
Mario il "brigante-bastardo"
Ecco, mi sono sfogato. Ma ci sarà qualcuno tra quei 35 milioni di meridionali che si sarà offeso al punto tale da mettersi in contatto con me per chiedermi il motivo del perchè li offendo, visto che siamo in una democrazia... perchè loro ci credono ancora.
Attenzione!
volevo pubblicare questo testo ( a pagamento), su un giornale di questo Stato, ma me lo hanno rifiutato! E già, perchè il denaro che passa loro lo Stato, è ben maggiore dei pochi spiccioli del costo di un'inserzione!

Ricevo da Mario Moccia e posto:
Amici carissimi, perchè tali considero, anche quelli che non conosco, magari solo perchè attivi sulla rete, meridionalisti. Mentre facevo il mio ultimo sforzo per chiedere al Presidente della repubblica italiana di intervenire con la sua indiscutibile autorità ed autorevolezza, di aiutarci a realizzare un Sacrario nella reggia di Caserta, scrivevo:
" di un costituendo COMITATO VERITA' E GIUSTIZIA PER IL SUD"...
ho pensato che per realizzare un Comitato, ci vogliono più persone, e non è sufficiente la mia volontà e quella di qualcun altro (i soliti amici che già mi hanno risposto); ho pensato - dicevo - che noi meridionali siamo tra Sud e Italia (senza considerare quei 20 milioni sparsi per il mondo, 35 milioni ovvero più della metà degli italiani), Ecco mi chiedevo, ma dove cazzo sono tutti costoro che si esaltano per una partita di calcio, esultano alle parole bugiarde, del politico di turno, pure partecipano ai cortei contro le varie mafie o riempiono le piazze per ascoltare un concerto o il discorso di un comico... Ecco tutta questa banda di imbecilli della domenica e spesso di tutta la settimana, molti pure internettiani (il solo mezzo a nostra disposizione), questa banda di imbecilli (o meno), dove sono? Possibile che nessuno di loro avverta il sentimento patriottico di appartenere ad un'altra Patria che non sia l'Italia che li sta fregando con ogni mezzo, e per sapere questo non dovevano di certo aspettare di leggere me
(ammesso che qualcuno si soffermi a leggere le nostre cose).
(ammesso che qualcuno si soffermi a leggere le nostre cose).
Cribbio, molti di loro hanno pure già l'età per votare e quindi - teoricamente - l'età per capire che cosa significhi votare...
Possibile che non vogliano capire che le cose stanno come noi da tempo andiamo spiegando ( e lo ha ben detto persino il loro amico Grillo), cercando di avvicinarsi ai nostri "movimenti"; molti di loro, vanno anche a pregare sui differenti monumenti ai caduti, anche quelli degli ebrei ( contro i quali - sia chiaro - non ho nulla), mi serviva solo per fare un esempio.
E se non vogliono prendere parte ad un sovvertimento istituzionale per il ripristino dei nostri confini e diritti (come io vado paventando da tempo), almeno aderire ad un Comitato per la realizzazione di un Sacrario dedicato ai nostri morti.
Certo, forse non aderiscono perché queste notizie, non passano attraverso la televisione che non può inquadrare le loro facce da... Ma se aspettano la televisione, per sapere delle nostre cose, potranno continuare a farsi spolpare dai loro padroni, ancora per un lungo pezzo.
Poveri schiavi! Tutta qua la riflessione e la relativa domanda: "Dove sono tutte queste persone" Questi imbecilli della domenica? E nessuno venga a parlarmi di "chiunque ha diritto a pensarla come vuole..." che mi fate incazzare ancora di più. Meglio stare zitti. Come forse farei bene a fare io per primo. Ma se sperate che io mi arrenda, beh, è una pia illusione.
Ma tanto per voi illusione in più illusione in meno che vi frega?
Mario il "brigante-bastardo"
Ecco, mi sono sfogato. Ma ci sarà qualcuno tra quei 35 milioni di meridionali che si sarà offeso al punto tale da mettersi in contatto con me per chiedermi il motivo del perchè li offendo, visto che siamo in una democrazia... perchè loro ci credono ancora.
Attenzione!
volevo pubblicare questo testo ( a pagamento), su un giornale di questo Stato, ma me lo hanno rifiutato! E già, perchè il denaro che passa loro lo Stato, è ben maggiore dei pochi spiccioli del costo di un'inserzione!
L'esercito di Bossi

Punto 1)
"Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L'Inno dice che 'l'Italia è schiava di Roma...', toh! dico io". E' la frase che Umberto Bossi ha pronunciato oggi a Padova, con il dito medio levato, parlando ai delegati della Liga Veneta-Lega Nord riuniti a congresso. "Ci sono quindici milioni di uomini disposti a battersi per la loro libertà. O otterremo le riforme, oppure sarà battaglia e la conquisteremo, la nostra libertà. Dobbiamo lottare contro questo stato fascista. E' arrivato il momento, fratelli, di farla finita".
Commento: onestamente, come è noto, nemmeno io mi commuovo davanti all'inno composto dal genovese Goffredo Mameli, ma io non ho ancora giurato - da ministro - fedeltà alla repubblica italiana e, qualora lo facessi, non mi sognerei mai di non seguire il premier a Milano come ha fatto Bossi con Napoli. Ma tant'è, io ho rispetto per tutti i simboli, anche per quelli che non mi appartengono. Tra l'altro io quest'esercito di guerrieri celti che ogni tanto viene evocato e che, nel frattempo, è passato da 1 milione a 15, non l'ho ancora mai visto. Quel che rileva è che Berlusconi fece approvare una legge ad personam per depenalizzare il reato di oltraggio al tricolore.
Punto 2)
STOP A PROFESSORI CHE NON SONO DEL NORD "Dopo il federalismo bisogna passare anche alla riforma della scuola. Non possiamo lasciare martoriare i nostri figli - ha aggiunto - da gente (i professori ndr) che non viene dal nord. Il problema della scuola è molto sentito perché tocca tutta la famiglia". E qui Bossi ha voluto citare un esempio: "E' la verità - ha spiegato - un nostro ragazzo (IL FIGLIO, NDR)è stato 'bastonato' agli esami perché aveva presentato una tesina sul federalista Carlo Cattaneo". "La Padania - ha aggiunto Bossi - ormai è nel cuore di tutti. Noi ai bambini insegniamo fin da quando nascono che non siamo schiavi e non lo siamo mai stati".
COMMENTO: naturale, il figlio di Bossi è stato bocciato, per la seconda voltà alla maturità, non in quanto somaro ma per l'accanimento di professori ostili in quanto meridionali. Nasce, a tal proposito, spontanea la considerazione che, se un progetto del genere fosse realizzato, 2/3 delle scuole del Nord - in assenza di professori che emigrano per insegnare ai figli somari di padri somari - dovrebbero solo chiudere.
Dipendesse da me, lo farei subito...come dice spesso Nando Dicè, un meridionale che va a lavorare in Settentrione è come un orfano che va dagli assassini di suoi padre.

Punto 1)
"Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L'Inno dice che 'l'Italia è schiava di Roma...', toh! dico io". E' la frase che Umberto Bossi ha pronunciato oggi a Padova, con il dito medio levato, parlando ai delegati della Liga Veneta-Lega Nord riuniti a congresso. "Ci sono quindici milioni di uomini disposti a battersi per la loro libertà. O otterremo le riforme, oppure sarà battaglia e la conquisteremo, la nostra libertà. Dobbiamo lottare contro questo stato fascista. E' arrivato il momento, fratelli, di farla finita".
Commento: onestamente, come è noto, nemmeno io mi commuovo davanti all'inno composto dal genovese Goffredo Mameli, ma io non ho ancora giurato - da ministro - fedeltà alla repubblica italiana e, qualora lo facessi, non mi sognerei mai di non seguire il premier a Milano come ha fatto Bossi con Napoli. Ma tant'è, io ho rispetto per tutti i simboli, anche per quelli che non mi appartengono. Tra l'altro io quest'esercito di guerrieri celti che ogni tanto viene evocato e che, nel frattempo, è passato da 1 milione a 15, non l'ho ancora mai visto. Quel che rileva è che Berlusconi fece approvare una legge ad personam per depenalizzare il reato di oltraggio al tricolore.
Punto 2)
STOP A PROFESSORI CHE NON SONO DEL NORD "Dopo il federalismo bisogna passare anche alla riforma della scuola. Non possiamo lasciare martoriare i nostri figli - ha aggiunto - da gente (i professori ndr) che non viene dal nord. Il problema della scuola è molto sentito perché tocca tutta la famiglia". E qui Bossi ha voluto citare un esempio: "E' la verità - ha spiegato - un nostro ragazzo (IL FIGLIO, NDR)è stato 'bastonato' agli esami perché aveva presentato una tesina sul federalista Carlo Cattaneo". "La Padania - ha aggiunto Bossi - ormai è nel cuore di tutti. Noi ai bambini insegniamo fin da quando nascono che non siamo schiavi e non lo siamo mai stati".
COMMENTO: naturale, il figlio di Bossi è stato bocciato, per la seconda voltà alla maturità, non in quanto somaro ma per l'accanimento di professori ostili in quanto meridionali. Nasce, a tal proposito, spontanea la considerazione che, se un progetto del genere fosse realizzato, 2/3 delle scuole del Nord - in assenza di professori che emigrano per insegnare ai figli somari di padri somari - dovrebbero solo chiudere.
Dipendesse da me, lo farei subito...come dice spesso Nando Dicè, un meridionale che va a lavorare in Settentrione è come un orfano che va dagli assassini di suoi padre.
Ma è solo folklore.....non succederà niente ...pensa per te....

Prima vennero a prendere gli zingari,
Io restai in silenzio.
Rubacchiavano.
Quando vennero a prendere gli ebrei
Io restai in silenzio.
Mi stavano antipatici.
Quando vennero a prendere gli omosessuali
Io restai in silenzio.
Mi erano fastidiosi.
Quando vennero a prendere i comunisti
Io restai in silenzio.
Non ero comunista.
Quando vennero per me,
Non era più rimasto nessuno
che potesse far sentire la mia voce.
Martin Niemöller
Pastore antinazista

Prima vennero a prendere gli zingari,
Io restai in silenzio.
Rubacchiavano.
Quando vennero a prendere gli ebrei
Io restai in silenzio.
Mi stavano antipatici.
Quando vennero a prendere gli omosessuali
Io restai in silenzio.
Mi erano fastidiosi.
Quando vennero a prendere i comunisti
Io restai in silenzio.
Non ero comunista.
Quando vennero per me,
Non era più rimasto nessuno
che potesse far sentire la mia voce.
Martin Niemöller
Pastore antinazista
Berlusconi: l’emergenza è finita. Allanema da’ pall!

L’emergenza rifiuti secondo il premier Silvio Berlusconi si è conclusa felicemente. Pacche sulla spalla da destra e sinistra (si anche da sinistra, dall’amico Bassolino che si è tolto di mano la patata bollente), qualche bacchettata al governo della regione Campania e al sindaco di Napoli che, in questi ultimi 14 anni e dopo 4 miliardi di Euro buttati al vento, non si sono comportati tanto bene. Ma che importa, ora è tempo di festeggiare (magari anche con la promessa fatta di nuovi fondi alla regione).
Guardate le foto di Ponticelli. Ponticcelli è un quartiere popolare e popoloso di Napoli, lì l’emergenza (come la chiamano loro) non è finita e forse non finirà mai.Purtroppo noi siamo cittadini di periferia, cittadini di serie B, persone tutto sommato sacrificabili.Idem per Chiaiano, dove si stà costruendo una megadiscarica da 700.000 tonnellate di rifiuti, ma tanto chissenefrega!
Tanto per ricordare:
Guardate le foto di Ponticelli. Ponticcelli è un quartiere popolare e popoloso di Napoli, lì l’emergenza (come la chiamano loro) non è finita e forse non finirà mai.Purtroppo noi siamo cittadini di periferia, cittadini di serie B, persone tutto sommato sacrificabili.Idem per Chiaiano, dove si stà costruendo una megadiscarica da 700.000 tonnellate di rifiuti, ma tanto chissenefrega!
Tanto per ricordare:
° la discarica sorgerà vicino a 6 ospedali, il MONALDI DISTA SOLO 1,5 kM (andate su Google Earth). Chissenefrega !
° la discarica sorgerà nel Parco Metropolitano delle Colline di Napoli, risorsa ambientale e polmone verde della città. Chissenefrega!
° la discarica sorgerà in un’area densamente abitata, con più di 200.000 cittadini. Embè, siamo in periferia. Chissenefrega !
° la discarica dovrà ospitare per legge (famigerato DL 90 passato al Senato senza alcuna modifica del testo) rifiuti pericolosi come scorie leggere e pesanti prodotte da inceneritori (e qui il cerchio si chiude) ed altre amenità (documentatevi). Chissenefrega!
° la discarica ci costerà ben 400 Euro a tonnellata rispetto alle 280 / 300 Euro spese per i treni in Germania (secondo uno studio fatto dal Prof. Ennio Forte)I prof.ri Ortolani e De Medici dicono ormai da anni che la cava tufacea di Chiaiano non è idonea. Altro denaro pubblico sprecato? Chissenefrega!
° se poi ci aggiungiamo misure straordinarie come il presidio dell’esercito, l’arresto immediato dei manifestanti ed altre novità pseudo-democratiche legate alla legge di frescha approvazione, il gioco è fatto.
° la discarica sorgerà nel Parco Metropolitano delle Colline di Napoli, risorsa ambientale e polmone verde della città. Chissenefrega!
° la discarica sorgerà in un’area densamente abitata, con più di 200.000 cittadini. Embè, siamo in periferia. Chissenefrega !
° la discarica dovrà ospitare per legge (famigerato DL 90 passato al Senato senza alcuna modifica del testo) rifiuti pericolosi come scorie leggere e pesanti prodotte da inceneritori (e qui il cerchio si chiude) ed altre amenità (documentatevi). Chissenefrega!
° la discarica ci costerà ben 400 Euro a tonnellata rispetto alle 280 / 300 Euro spese per i treni in Germania (secondo uno studio fatto dal Prof. Ennio Forte)I prof.ri Ortolani e De Medici dicono ormai da anni che la cava tufacea di Chiaiano non è idonea. Altro denaro pubblico sprecato? Chissenefrega!
° se poi ci aggiungiamo misure straordinarie come il presidio dell’esercito, l’arresto immediato dei manifestanti ed altre novità pseudo-democratiche legate alla legge di frescha approvazione, il gioco è fatto.
A suon di chissenefrega si stà perpetuando un disastro ambientale e democratico di proporzioni bibliche.
I cittadini di Chiaiano civilmente, pacificamente e democraticamente stanno cercando di far capire le loro ragioni e le possibili alternative perchè discariche e inceneritori (chiamiamoli pure con il loro nome) non sono scelte giuste, sono veri e propri cancri da cui tenersi alla larga.
Per quanto riguarda la differenziata il governo non ha ancora messo in atto alcun programma serio di raccolta. Il prof. Aldo Loris Rossi, docente di Urbanistica della Federico II di Napoli, sostiene che l’emergenza rifiuti in Campania vada risolta partendo a monte, cioè producendo meno rifiuti.Se il modello Campania, come lo chiama Berlusconi, dovesse attuarsi si costruirebbero nuovi inceneritori e megadiscariche in tutta Italia: tutto questo grazie al Cip6 (provvedimento del Comitato Interministeriale Prezzi) che si traduce nel finanziamento di fonti rinnovabili ed assimilabili attraverso il 6% della bolletta Enel. Chissenefrega!
Il muro di chissenefrega è ancora troppo alto. Se ci sporgiamo, riusciamo a vedere il nostro futuro: è cchiù nir dà mezzanotte.
Il muro di chissenefrega è ancora troppo alto. Se ci sporgiamo, riusciamo a vedere il nostro futuro: è cchiù nir dà mezzanotte.
Ciccio

L’emergenza rifiuti secondo il premier Silvio Berlusconi si è conclusa felicemente. Pacche sulla spalla da destra e sinistra (si anche da sinistra, dall’amico Bassolino che si è tolto di mano la patata bollente), qualche bacchettata al governo della regione Campania e al sindaco di Napoli che, in questi ultimi 14 anni e dopo 4 miliardi di Euro buttati al vento, non si sono comportati tanto bene. Ma che importa, ora è tempo di festeggiare (magari anche con la promessa fatta di nuovi fondi alla regione).
Guardate le foto di Ponticelli. Ponticcelli è un quartiere popolare e popoloso di Napoli, lì l’emergenza (come la chiamano loro) non è finita e forse non finirà mai.Purtroppo noi siamo cittadini di periferia, cittadini di serie B, persone tutto sommato sacrificabili.Idem per Chiaiano, dove si stà costruendo una megadiscarica da 700.000 tonnellate di rifiuti, ma tanto chissenefrega!
Tanto per ricordare:
Guardate le foto di Ponticelli. Ponticcelli è un quartiere popolare e popoloso di Napoli, lì l’emergenza (come la chiamano loro) non è finita e forse non finirà mai.Purtroppo noi siamo cittadini di periferia, cittadini di serie B, persone tutto sommato sacrificabili.Idem per Chiaiano, dove si stà costruendo una megadiscarica da 700.000 tonnellate di rifiuti, ma tanto chissenefrega!
Tanto per ricordare:
° la discarica sorgerà vicino a 6 ospedali, il MONALDI DISTA SOLO 1,5 kM (andate su Google Earth). Chissenefrega !
° la discarica sorgerà nel Parco Metropolitano delle Colline di Napoli, risorsa ambientale e polmone verde della città. Chissenefrega!
° la discarica sorgerà in un’area densamente abitata, con più di 200.000 cittadini. Embè, siamo in periferia. Chissenefrega !
° la discarica dovrà ospitare per legge (famigerato DL 90 passato al Senato senza alcuna modifica del testo) rifiuti pericolosi come scorie leggere e pesanti prodotte da inceneritori (e qui il cerchio si chiude) ed altre amenità (documentatevi). Chissenefrega!
° la discarica ci costerà ben 400 Euro a tonnellata rispetto alle 280 / 300 Euro spese per i treni in Germania (secondo uno studio fatto dal Prof. Ennio Forte)I prof.ri Ortolani e De Medici dicono ormai da anni che la cava tufacea di Chiaiano non è idonea. Altro denaro pubblico sprecato? Chissenefrega!
° se poi ci aggiungiamo misure straordinarie come il presidio dell’esercito, l’arresto immediato dei manifestanti ed altre novità pseudo-democratiche legate alla legge di frescha approvazione, il gioco è fatto.
° la discarica sorgerà nel Parco Metropolitano delle Colline di Napoli, risorsa ambientale e polmone verde della città. Chissenefrega!
° la discarica sorgerà in un’area densamente abitata, con più di 200.000 cittadini. Embè, siamo in periferia. Chissenefrega !
° la discarica dovrà ospitare per legge (famigerato DL 90 passato al Senato senza alcuna modifica del testo) rifiuti pericolosi come scorie leggere e pesanti prodotte da inceneritori (e qui il cerchio si chiude) ed altre amenità (documentatevi). Chissenefrega!
° la discarica ci costerà ben 400 Euro a tonnellata rispetto alle 280 / 300 Euro spese per i treni in Germania (secondo uno studio fatto dal Prof. Ennio Forte)I prof.ri Ortolani e De Medici dicono ormai da anni che la cava tufacea di Chiaiano non è idonea. Altro denaro pubblico sprecato? Chissenefrega!
° se poi ci aggiungiamo misure straordinarie come il presidio dell’esercito, l’arresto immediato dei manifestanti ed altre novità pseudo-democratiche legate alla legge di frescha approvazione, il gioco è fatto.
A suon di chissenefrega si stà perpetuando un disastro ambientale e democratico di proporzioni bibliche.
I cittadini di Chiaiano civilmente, pacificamente e democraticamente stanno cercando di far capire le loro ragioni e le possibili alternative perchè discariche e inceneritori (chiamiamoli pure con il loro nome) non sono scelte giuste, sono veri e propri cancri da cui tenersi alla larga.
Per quanto riguarda la differenziata il governo non ha ancora messo in atto alcun programma serio di raccolta. Il prof. Aldo Loris Rossi, docente di Urbanistica della Federico II di Napoli, sostiene che l’emergenza rifiuti in Campania vada risolta partendo a monte, cioè producendo meno rifiuti.Se il modello Campania, come lo chiama Berlusconi, dovesse attuarsi si costruirebbero nuovi inceneritori e megadiscariche in tutta Italia: tutto questo grazie al Cip6 (provvedimento del Comitato Interministeriale Prezzi) che si traduce nel finanziamento di fonti rinnovabili ed assimilabili attraverso il 6% della bolletta Enel. Chissenefrega!
Il muro di chissenefrega è ancora troppo alto. Se ci sporgiamo, riusciamo a vedere il nostro futuro: è cchiù nir dà mezzanotte.
Il muro di chissenefrega è ancora troppo alto. Se ci sporgiamo, riusciamo a vedere il nostro futuro: è cchiù nir dà mezzanotte.
Ciccio
Scuola, emendamento cancella obbligo scolastico fino a 16 anni

L'allarme lanciato dal segretario della Flc-Cgil, Enrico Panini: "Nel testo in discussione alla Camera l'obbligo scende a 14 anni"
ROMA - Un emendamento al decreto 112 relativo alla manovra economica del governo, in discussione in queste ore alla Camera, cancella l'innalzamento dell'obbligo scolastico a 16 anni di età, introdotto dal governo Prodi con la precedente Finanziaria e attualmente in vigore. Lo rende noto il segretario generale della Flc-Cgil, Enrico Panini, secondo il quale in questo modo "si riporta l'orologio della storia agli anni 50". "L'emendamento infatti - spiega - prevede che si possa assolvere l'obbligo scolastico anche nel sistema regionale della formazione professionale e nei percorsi triennali istituiti dal ministro Moratti, che escono così dalla sperimentalità per diventare definitivi e che già prevedono a loro volta un massiccio ricorso alla formazione professionale. Ben diversa - osserva - la situazione attuale che prevede, in coerenza con il dettato costituzionale, l'assolvimento dell'obbligo scolastico nel solo sistema di istruzione che comprende le scuole statali e paritarie". Secondo il sindacalista si tratta di "un ennesimo colpo di mano per via legislativa contro la scuola pubblica e una sconfessione degli impegni assunti dal ministro Gelmini". Così, afferma il leader della Flc, "si torna a separare sulla base del reddito, per chi ha mezzi e opportunità sociali la scuola vera, per chi parte da qualche svantaggio sociale, il canale di serie C. Si spacca l'unitarietà del sistema creando per i meno fortunati un canale parallelo discriminatorio, si regionalizza e si privatizza un pezzo di formazione".
Tagli indiscriminati, revisione totale di ordinamenti, organizzazione e didattica, continui "stop and go" ai processi di riforma, "testimoniano l'alta considerazione che questo governo ha per i delicati meccanismi di funzionamento della scuola e svela, se ce ne fosse ancora bisogno, come tutto il discredito gettato sul sistema e i docenti fosse finalizzato a far passare nella società l'opera di smantellamento della scuola pubblica".
Tagli indiscriminati, revisione totale di ordinamenti, organizzazione e didattica, continui "stop and go" ai processi di riforma, "testimoniano l'alta considerazione che questo governo ha per i delicati meccanismi di funzionamento della scuola e svela, se ce ne fosse ancora bisogno, come tutto il discredito gettato sul sistema e i docenti fosse finalizzato a far passare nella società l'opera di smantellamento della scuola pubblica".

L'allarme lanciato dal segretario della Flc-Cgil, Enrico Panini: "Nel testo in discussione alla Camera l'obbligo scende a 14 anni"
ROMA - Un emendamento al decreto 112 relativo alla manovra economica del governo, in discussione in queste ore alla Camera, cancella l'innalzamento dell'obbligo scolastico a 16 anni di età, introdotto dal governo Prodi con la precedente Finanziaria e attualmente in vigore. Lo rende noto il segretario generale della Flc-Cgil, Enrico Panini, secondo il quale in questo modo "si riporta l'orologio della storia agli anni 50". "L'emendamento infatti - spiega - prevede che si possa assolvere l'obbligo scolastico anche nel sistema regionale della formazione professionale e nei percorsi triennali istituiti dal ministro Moratti, che escono così dalla sperimentalità per diventare definitivi e che già prevedono a loro volta un massiccio ricorso alla formazione professionale. Ben diversa - osserva - la situazione attuale che prevede, in coerenza con il dettato costituzionale, l'assolvimento dell'obbligo scolastico nel solo sistema di istruzione che comprende le scuole statali e paritarie". Secondo il sindacalista si tratta di "un ennesimo colpo di mano per via legislativa contro la scuola pubblica e una sconfessione degli impegni assunti dal ministro Gelmini". Così, afferma il leader della Flc, "si torna a separare sulla base del reddito, per chi ha mezzi e opportunità sociali la scuola vera, per chi parte da qualche svantaggio sociale, il canale di serie C. Si spacca l'unitarietà del sistema creando per i meno fortunati un canale parallelo discriminatorio, si regionalizza e si privatizza un pezzo di formazione".
Tagli indiscriminati, revisione totale di ordinamenti, organizzazione e didattica, continui "stop and go" ai processi di riforma, "testimoniano l'alta considerazione che questo governo ha per i delicati meccanismi di funzionamento della scuola e svela, se ce ne fosse ancora bisogno, come tutto il discredito gettato sul sistema e i docenti fosse finalizzato a far passare nella società l'opera di smantellamento della scuola pubblica".
Tagli indiscriminati, revisione totale di ordinamenti, organizzazione e didattica, continui "stop and go" ai processi di riforma, "testimoniano l'alta considerazione che questo governo ha per i delicati meccanismi di funzionamento della scuola e svela, se ce ne fosse ancora bisogno, come tutto il discredito gettato sul sistema e i docenti fosse finalizzato a far passare nella società l'opera di smantellamento della scuola pubblica".
lunedì 21 luglio 2008
Lettera A Giorgio Bocca

Ricevo e posto:
Di Andrea Balìa
Egregio Bocca,
volevo evitare di scriverLe, ma devo dire che Lei ce la mette davvero tutta per provocare reazioni. Anni fa Le scrissi perché (tra le sue tante “perle” sul Sud!), parlando sulla tragedia del disastro ambientale di Sarno, Lei sostenne la singolare tesi che se la montagna franava era colpa dei contadini del luogo che avevano costruito case abusive. La sua tesi saltava a piè pari un problema geologico ben conosciuto ai Borbone, che vi avevano provveduto parzialmente con i Regi Lagni (ancora oggi in piedi) a differenza dell’incuria ed inefficienza di 150 anni di governi sabaudi, fascismi, e governicchi repubblicani. Ovviamente non mi rispose, aggiungendomi all’elenco – presumo folto – di meridionali cattivi che ce l’hanno impropriamente con Lei. Qualche settimana fa ha dichiarato che getta la spugna con i meridionali, che non ne può più, che va accantonato per sempre ogni riferimento anche a Gramsci ed alla fantomatica “Questione Meridionale”, ecc…ecc…ed io ho preferito commentare la cosa su giornali meridionalisti, permettendomi d’associarla ad un altro campione di solidarietà, suo collega pur se di parte avversa, come Feltri che appella i nostri luoghi come “terra maledetta!”. Ma non è così…la spugna l’avrà pure gettata ma non mancano i suoi articoli di contenere la battutina, il rimprovero, l’ammiccamento all’argomento Sud, e perseguendo quest’atteggiamento lamentoso, di vittima dei cattivi meridionali che lo odiano e lo tacciano di razzismo. Strano che si siano ribaltate le cose ed ora sia Lei ad avere quell’atteggiamento di cui ci ha sempre – unitamente ad una consolidata teoria nordista – sempre accusato : il vittimismo. Ho letto però il suo ultimo pezzo su “il Venerdì” di Repubblica circa il voto siciliano, la mafia, ecc…, e qui credo Lei abbia raggiunto il massimo. Snocciolando un’analisi non peregrina sull’argomento è stato, anche stavolta, capace d’infilarci la frecciatina antinapoletana.
Incredibilmente e gratuitamente associa i lettori napoletani che l’accusano di razzismo a quelli siciliani che hanno votato pro mafia. Ma come si permette? Cosa Le passa per il cervello? Noi siamo gente perbene, eredi d’una cultura millenaria che tanto La infastidisce e che tanto mal sopporta Le venga ricordata. Ma tant’è e non è di certo colpa nostra se documenti, monumenti, leggi, primati e conquiste sociali connotano i nostri secoli passati rispetto a debiti, cialtronerie, livelli di vita decisamente inferiori che hanno connotato i nordici trascorsi sino quasi all’ultima guerra con le vostre dignitose ma povere cameriere intente a girare l’Italia. Cosa crede che tutti i meridionali che la criticano siano imparentati con camorristi e mafiosi o siano tutti berlusconiani e/o di destra? Come succede a Lei e a Feltri, anche tra chi l’accusa di gratuito e pervicace razzismo c’è gente di sinistra e di destra! Il problema Sud ed un’attenta e più onesta analisi sono state evidenziati, anche se Le parrà strano, anche da gente di sinistra : oltre a Gramsci s’è espresso Pasolini, ci si è infilato anche il Presidente Napoletano negli anni del dopoguerra se non l’avesse poi fermato Togliatti, ha scritto qualcosa di molto interessante Erri De Luca. Ma niente …Lei ed una buona parte della sinistra anzicchè cavalcare il problema Sud, coerenti e distratti, continuate a sottovalutare la cosa o a criticarla : forse per voi è ancora presto, i meridionali e questa benedetta Questione possono attendere…secolo più, secolo meno!
Ma il punto non è questo : La pensi come vuole, solo progetti divini (per chi ci crede) o il naturale corso dell’incedere del tempo possono essere risolutivi rispetto anche a sclerotiche posizioni, ma stia attento e sia più cauto e rispettoso nell’accomunare chi ama, stima e difende le proprie radici meridionali, con aderenti o foraggiatori d’associazioni malavitose.
volevo evitare di scriverLe, ma devo dire che Lei ce la mette davvero tutta per provocare reazioni. Anni fa Le scrissi perché (tra le sue tante “perle” sul Sud!), parlando sulla tragedia del disastro ambientale di Sarno, Lei sostenne la singolare tesi che se la montagna franava era colpa dei contadini del luogo che avevano costruito case abusive. La sua tesi saltava a piè pari un problema geologico ben conosciuto ai Borbone, che vi avevano provveduto parzialmente con i Regi Lagni (ancora oggi in piedi) a differenza dell’incuria ed inefficienza di 150 anni di governi sabaudi, fascismi, e governicchi repubblicani. Ovviamente non mi rispose, aggiungendomi all’elenco – presumo folto – di meridionali cattivi che ce l’hanno impropriamente con Lei. Qualche settimana fa ha dichiarato che getta la spugna con i meridionali, che non ne può più, che va accantonato per sempre ogni riferimento anche a Gramsci ed alla fantomatica “Questione Meridionale”, ecc…ecc…ed io ho preferito commentare la cosa su giornali meridionalisti, permettendomi d’associarla ad un altro campione di solidarietà, suo collega pur se di parte avversa, come Feltri che appella i nostri luoghi come “terra maledetta!”. Ma non è così…la spugna l’avrà pure gettata ma non mancano i suoi articoli di contenere la battutina, il rimprovero, l’ammiccamento all’argomento Sud, e perseguendo quest’atteggiamento lamentoso, di vittima dei cattivi meridionali che lo odiano e lo tacciano di razzismo. Strano che si siano ribaltate le cose ed ora sia Lei ad avere quell’atteggiamento di cui ci ha sempre – unitamente ad una consolidata teoria nordista – sempre accusato : il vittimismo. Ho letto però il suo ultimo pezzo su “il Venerdì” di Repubblica circa il voto siciliano, la mafia, ecc…, e qui credo Lei abbia raggiunto il massimo. Snocciolando un’analisi non peregrina sull’argomento è stato, anche stavolta, capace d’infilarci la frecciatina antinapoletana.
Incredibilmente e gratuitamente associa i lettori napoletani che l’accusano di razzismo a quelli siciliani che hanno votato pro mafia. Ma come si permette? Cosa Le passa per il cervello? Noi siamo gente perbene, eredi d’una cultura millenaria che tanto La infastidisce e che tanto mal sopporta Le venga ricordata. Ma tant’è e non è di certo colpa nostra se documenti, monumenti, leggi, primati e conquiste sociali connotano i nostri secoli passati rispetto a debiti, cialtronerie, livelli di vita decisamente inferiori che hanno connotato i nordici trascorsi sino quasi all’ultima guerra con le vostre dignitose ma povere cameriere intente a girare l’Italia. Cosa crede che tutti i meridionali che la criticano siano imparentati con camorristi e mafiosi o siano tutti berlusconiani e/o di destra? Come succede a Lei e a Feltri, anche tra chi l’accusa di gratuito e pervicace razzismo c’è gente di sinistra e di destra! Il problema Sud ed un’attenta e più onesta analisi sono state evidenziati, anche se Le parrà strano, anche da gente di sinistra : oltre a Gramsci s’è espresso Pasolini, ci si è infilato anche il Presidente Napoletano negli anni del dopoguerra se non l’avesse poi fermato Togliatti, ha scritto qualcosa di molto interessante Erri De Luca. Ma niente …Lei ed una buona parte della sinistra anzicchè cavalcare il problema Sud, coerenti e distratti, continuate a sottovalutare la cosa o a criticarla : forse per voi è ancora presto, i meridionali e questa benedetta Questione possono attendere…secolo più, secolo meno!
Ma il punto non è questo : La pensi come vuole, solo progetti divini (per chi ci crede) o il naturale corso dell’incedere del tempo possono essere risolutivi rispetto anche a sclerotiche posizioni, ma stia attento e sia più cauto e rispettoso nell’accomunare chi ama, stima e difende le proprie radici meridionali, con aderenti o foraggiatori d’associazioni malavitose.

Ricevo e posto:
Di Andrea Balìa
Egregio Bocca,
volevo evitare di scriverLe, ma devo dire che Lei ce la mette davvero tutta per provocare reazioni. Anni fa Le scrissi perché (tra le sue tante “perle” sul Sud!), parlando sulla tragedia del disastro ambientale di Sarno, Lei sostenne la singolare tesi che se la montagna franava era colpa dei contadini del luogo che avevano costruito case abusive. La sua tesi saltava a piè pari un problema geologico ben conosciuto ai Borbone, che vi avevano provveduto parzialmente con i Regi Lagni (ancora oggi in piedi) a differenza dell’incuria ed inefficienza di 150 anni di governi sabaudi, fascismi, e governicchi repubblicani. Ovviamente non mi rispose, aggiungendomi all’elenco – presumo folto – di meridionali cattivi che ce l’hanno impropriamente con Lei. Qualche settimana fa ha dichiarato che getta la spugna con i meridionali, che non ne può più, che va accantonato per sempre ogni riferimento anche a Gramsci ed alla fantomatica “Questione Meridionale”, ecc…ecc…ed io ho preferito commentare la cosa su giornali meridionalisti, permettendomi d’associarla ad un altro campione di solidarietà, suo collega pur se di parte avversa, come Feltri che appella i nostri luoghi come “terra maledetta!”. Ma non è così…la spugna l’avrà pure gettata ma non mancano i suoi articoli di contenere la battutina, il rimprovero, l’ammiccamento all’argomento Sud, e perseguendo quest’atteggiamento lamentoso, di vittima dei cattivi meridionali che lo odiano e lo tacciano di razzismo. Strano che si siano ribaltate le cose ed ora sia Lei ad avere quell’atteggiamento di cui ci ha sempre – unitamente ad una consolidata teoria nordista – sempre accusato : il vittimismo. Ho letto però il suo ultimo pezzo su “il Venerdì” di Repubblica circa il voto siciliano, la mafia, ecc…, e qui credo Lei abbia raggiunto il massimo. Snocciolando un’analisi non peregrina sull’argomento è stato, anche stavolta, capace d’infilarci la frecciatina antinapoletana.
Incredibilmente e gratuitamente associa i lettori napoletani che l’accusano di razzismo a quelli siciliani che hanno votato pro mafia. Ma come si permette? Cosa Le passa per il cervello? Noi siamo gente perbene, eredi d’una cultura millenaria che tanto La infastidisce e che tanto mal sopporta Le venga ricordata. Ma tant’è e non è di certo colpa nostra se documenti, monumenti, leggi, primati e conquiste sociali connotano i nostri secoli passati rispetto a debiti, cialtronerie, livelli di vita decisamente inferiori che hanno connotato i nordici trascorsi sino quasi all’ultima guerra con le vostre dignitose ma povere cameriere intente a girare l’Italia. Cosa crede che tutti i meridionali che la criticano siano imparentati con camorristi e mafiosi o siano tutti berlusconiani e/o di destra? Come succede a Lei e a Feltri, anche tra chi l’accusa di gratuito e pervicace razzismo c’è gente di sinistra e di destra! Il problema Sud ed un’attenta e più onesta analisi sono state evidenziati, anche se Le parrà strano, anche da gente di sinistra : oltre a Gramsci s’è espresso Pasolini, ci si è infilato anche il Presidente Napoletano negli anni del dopoguerra se non l’avesse poi fermato Togliatti, ha scritto qualcosa di molto interessante Erri De Luca. Ma niente …Lei ed una buona parte della sinistra anzicchè cavalcare il problema Sud, coerenti e distratti, continuate a sottovalutare la cosa o a criticarla : forse per voi è ancora presto, i meridionali e questa benedetta Questione possono attendere…secolo più, secolo meno!
Ma il punto non è questo : La pensi come vuole, solo progetti divini (per chi ci crede) o il naturale corso dell’incedere del tempo possono essere risolutivi rispetto anche a sclerotiche posizioni, ma stia attento e sia più cauto e rispettoso nell’accomunare chi ama, stima e difende le proprie radici meridionali, con aderenti o foraggiatori d’associazioni malavitose.
volevo evitare di scriverLe, ma devo dire che Lei ce la mette davvero tutta per provocare reazioni. Anni fa Le scrissi perché (tra le sue tante “perle” sul Sud!), parlando sulla tragedia del disastro ambientale di Sarno, Lei sostenne la singolare tesi che se la montagna franava era colpa dei contadini del luogo che avevano costruito case abusive. La sua tesi saltava a piè pari un problema geologico ben conosciuto ai Borbone, che vi avevano provveduto parzialmente con i Regi Lagni (ancora oggi in piedi) a differenza dell’incuria ed inefficienza di 150 anni di governi sabaudi, fascismi, e governicchi repubblicani. Ovviamente non mi rispose, aggiungendomi all’elenco – presumo folto – di meridionali cattivi che ce l’hanno impropriamente con Lei. Qualche settimana fa ha dichiarato che getta la spugna con i meridionali, che non ne può più, che va accantonato per sempre ogni riferimento anche a Gramsci ed alla fantomatica “Questione Meridionale”, ecc…ecc…ed io ho preferito commentare la cosa su giornali meridionalisti, permettendomi d’associarla ad un altro campione di solidarietà, suo collega pur se di parte avversa, come Feltri che appella i nostri luoghi come “terra maledetta!”. Ma non è così…la spugna l’avrà pure gettata ma non mancano i suoi articoli di contenere la battutina, il rimprovero, l’ammiccamento all’argomento Sud, e perseguendo quest’atteggiamento lamentoso, di vittima dei cattivi meridionali che lo odiano e lo tacciano di razzismo. Strano che si siano ribaltate le cose ed ora sia Lei ad avere quell’atteggiamento di cui ci ha sempre – unitamente ad una consolidata teoria nordista – sempre accusato : il vittimismo. Ho letto però il suo ultimo pezzo su “il Venerdì” di Repubblica circa il voto siciliano, la mafia, ecc…, e qui credo Lei abbia raggiunto il massimo. Snocciolando un’analisi non peregrina sull’argomento è stato, anche stavolta, capace d’infilarci la frecciatina antinapoletana.
Incredibilmente e gratuitamente associa i lettori napoletani che l’accusano di razzismo a quelli siciliani che hanno votato pro mafia. Ma come si permette? Cosa Le passa per il cervello? Noi siamo gente perbene, eredi d’una cultura millenaria che tanto La infastidisce e che tanto mal sopporta Le venga ricordata. Ma tant’è e non è di certo colpa nostra se documenti, monumenti, leggi, primati e conquiste sociali connotano i nostri secoli passati rispetto a debiti, cialtronerie, livelli di vita decisamente inferiori che hanno connotato i nordici trascorsi sino quasi all’ultima guerra con le vostre dignitose ma povere cameriere intente a girare l’Italia. Cosa crede che tutti i meridionali che la criticano siano imparentati con camorristi e mafiosi o siano tutti berlusconiani e/o di destra? Come succede a Lei e a Feltri, anche tra chi l’accusa di gratuito e pervicace razzismo c’è gente di sinistra e di destra! Il problema Sud ed un’attenta e più onesta analisi sono state evidenziati, anche se Le parrà strano, anche da gente di sinistra : oltre a Gramsci s’è espresso Pasolini, ci si è infilato anche il Presidente Napoletano negli anni del dopoguerra se non l’avesse poi fermato Togliatti, ha scritto qualcosa di molto interessante Erri De Luca. Ma niente …Lei ed una buona parte della sinistra anzicchè cavalcare il problema Sud, coerenti e distratti, continuate a sottovalutare la cosa o a criticarla : forse per voi è ancora presto, i meridionali e questa benedetta Questione possono attendere…secolo più, secolo meno!
Ma il punto non è questo : La pensi come vuole, solo progetti divini (per chi ci crede) o il naturale corso dell’incedere del tempo possono essere risolutivi rispetto anche a sclerotiche posizioni, ma stia attento e sia più cauto e rispettoso nell’accomunare chi ama, stima e difende le proprie radici meridionali, con aderenti o foraggiatori d’associazioni malavitose.
IMPRONTE...LO SAPEVATE DOVE VANNO A FINIRE ?

DI STEFANO SERAFINI
Arianna editrice
Che bella scusa, i Rom, in piena estate, quando la maggior parte degli italiani pensa all'ombrellone, per fare ingoiare la schedatura di tutti i cittadini con le impronte digitali, come una volta si faceva solo per i delinquenti. "Razzisti" di destra e "corretti" di sinistra hanno offerto spettacolo per far passare una norma in aria da tempo, e voluta con forza e comunque da chi comanda quell'apparato misterioso chiamato Unione Europea, che non si capisce bene di chi curi gli interessi, ufficialmente almeno già dal 2004 (http://www.eupolitix.com/latestnews/news-article/newsarticle/fingerprinting-eu/)
Lo sapevate che le impronte digitalizzate di tutti i cittadini europei (quindi dal 2010 anche le nostre e quelle dei nostri figli) verranno di fatto alla fine archiviate e gestite da un centro mondiale che si trova a Washington, USA, sotto il controllo della FBI? E' naturale che ufficialmente il progetto Server in the Sky, discusso da gennaio secondo il daily Telegraph (Sophie Borland, FBI and British police plan global database, 16/01/2008) da USA e Gran Bretagna, servirebbe unicamente a controllare "potenziali terroristi". Da noi, a controllare gli zingarelli.
A nessuno si rivolta lo stomaco, sentendo un'altra oscura figura strapagata dai contribuenti, e di cui non è chiara nemmeno la funzione, tale Garante della Privacy, commentare tale enormità con un flebile: "Il Garante non può che ripetere un fermo e chiaro invito alla moderazione nell'uso di questi strumenti, in quanto potenzialmente lesivi della dignità delle persone"?
Stefano Serafini
Fonte: www.ariannaeditrice.it/
Link: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=20371

DI STEFANO SERAFINI
Arianna editrice
Che bella scusa, i Rom, in piena estate, quando la maggior parte degli italiani pensa all'ombrellone, per fare ingoiare la schedatura di tutti i cittadini con le impronte digitali, come una volta si faceva solo per i delinquenti. "Razzisti" di destra e "corretti" di sinistra hanno offerto spettacolo per far passare una norma in aria da tempo, e voluta con forza e comunque da chi comanda quell'apparato misterioso chiamato Unione Europea, che non si capisce bene di chi curi gli interessi, ufficialmente almeno già dal 2004 (http://www.eupolitix.com/latestnews/news-article/newsarticle/fingerprinting-eu/)
Lo sapevate che le impronte digitalizzate di tutti i cittadini europei (quindi dal 2010 anche le nostre e quelle dei nostri figli) verranno di fatto alla fine archiviate e gestite da un centro mondiale che si trova a Washington, USA, sotto il controllo della FBI? E' naturale che ufficialmente il progetto Server in the Sky, discusso da gennaio secondo il daily Telegraph (Sophie Borland, FBI and British police plan global database, 16/01/2008) da USA e Gran Bretagna, servirebbe unicamente a controllare "potenziali terroristi". Da noi, a controllare gli zingarelli.
A nessuno si rivolta lo stomaco, sentendo un'altra oscura figura strapagata dai contribuenti, e di cui non è chiara nemmeno la funzione, tale Garante della Privacy, commentare tale enormità con un flebile: "Il Garante non può che ripetere un fermo e chiaro invito alla moderazione nell'uso di questi strumenti, in quanto potenzialmente lesivi della dignità delle persone"?
Stefano Serafini
Fonte: www.ariannaeditrice.it/
Link: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=20371
SUD: FAMIGLIE MONOREDDITO A RISCHIO POVERTA'

Oltre la metà (51%) delle famiglie monoreddito dell’Italia meridionale è a rischio povertà, mentre nel centro-nord la percentuale si attesta al 28%. E’ quanto emerge dal rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno 2008. Secondo l’indagine, la condizione di disagio in molti casi si traduce in una difficoltà concreta a far fronte anche ai bisogni più essenziali come fare la spesa, acquistare medicinali, vestirsi e riscaldarsi. Neppure raggiungere un buon livello di istruzione tutela dall'esposizione allo stesso rischio di povertà: si trova in questa situazione il 9,4% dei laureati residenti al sud.
Al sud, nel 2005, il 18% delle famiglie ha percepito meno di 1.000 euro al mese (il 7% nel centro nord); ad esse si aggiunge un ulteriore 20% circa che ha guadagnato tra i 1.000 e i 1.500 euro mensili. Con differenze da regione a regione: nel 2005 più di una famiglia su cinque in Sicilia ha guadagnato meno di 1.000 euro al mese. Inoltre quasi 14 famiglie su 100 al sud hanno più di tre persone a carico (4,1% al centro nord), con punte del 18% in Campania. Vi sono famiglie, sottolinea il rapporto, in cui non ci si può permettere un pasto adeguato almeno tre volte a settimana (10% sul totale meridionale), né riscaldare adeguatamente l'abitazione (20%) o comprare vestiti necessari (28%). Quasi il 20% delle famiglie meridionali, inoltre, nel 2005 ha avuto periodi in cui non poteva acquistare medicinali. Vasca e doccia in casa, rileva infine lo Svimez, mancano ancora al 2% delle famiglie pugliesi, all'1,5% di quelle calabresi e all'1,4% delle siciliane.
Il rapporto evidenzia anche che negli ultimi dieci anni, dal 1997 al 2007, oltre 600 mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno per trasferire la propria residenza al centro nord. Nel solo 2007 si sono contati 120 mila trasferimenti di residenza ai quali si aggiungono 150 mila pendolari di lungo raggio, che si spostano temporaneamente al centro nord per lavorare. Questi flussi di mobilità unidirezionale sud-nord, evidenzia il rapporto Svimez 2008 ''sono un caso unico in Europa e testimoniano la distanza economica tra le due aree''. I nuovi emigranti sono in larga parte pendolari: soprattutto uomini, giovani (l'80% ha meno di 45 anni), single o figli che vivono in famiglia, con un titolo di studio medio alto e che svolgono mansioni di livello elevato nel 50% dei casi, ''a conferma - rileva lo Svimez - dell'incapacità del sistema produttivo meridionale di assorbire mano d'opera qualificata. Alti costi delle abitazioni e contratti a termine spingono a trasferire definitivamente la residenza''. Lombardia, Emilia Romagna e Lazio restano le tre regioni preferite dai nuovi emigranti. Le regioni invece più soggette al pendolarismo di lunga distanza verso il nord sono la Campania (50 mila unita'), Sicilia (28 mila) e Puglia (21 mila).
Altro dato negativo riguarda il Pil: nel 2007 è cresciuto meno della metà rispetto a quello del resto del Paese. Lo scorso anno al Sud la crescita si è attestata allo 0,7% a fronte dell'1,5% dell'Italia. In termini di crescita, evidenzia il rapporto Svimez , tutte le regioni meridionali hanno registrato segni positivi, tranne la Calabria. In testa alle regioni del sud c’è la Puglia (+2%), seguita dal Molise (+1,7%), dalla Basilicata (+1,5%) e dalla Sardegna (+1,3%). Quasi ferme invece la Campania (+0,5%) e la Sicilia (+0,1%). Secondo l’indagine, sono due le cause principali del fenomeno: gli investimenti che rallentano e le famiglie che non consumano.

Oltre la metà (51%) delle famiglie monoreddito dell’Italia meridionale è a rischio povertà, mentre nel centro-nord la percentuale si attesta al 28%. E’ quanto emerge dal rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno 2008. Secondo l’indagine, la condizione di disagio in molti casi si traduce in una difficoltà concreta a far fronte anche ai bisogni più essenziali come fare la spesa, acquistare medicinali, vestirsi e riscaldarsi. Neppure raggiungere un buon livello di istruzione tutela dall'esposizione allo stesso rischio di povertà: si trova in questa situazione il 9,4% dei laureati residenti al sud.
Al sud, nel 2005, il 18% delle famiglie ha percepito meno di 1.000 euro al mese (il 7% nel centro nord); ad esse si aggiunge un ulteriore 20% circa che ha guadagnato tra i 1.000 e i 1.500 euro mensili. Con differenze da regione a regione: nel 2005 più di una famiglia su cinque in Sicilia ha guadagnato meno di 1.000 euro al mese. Inoltre quasi 14 famiglie su 100 al sud hanno più di tre persone a carico (4,1% al centro nord), con punte del 18% in Campania. Vi sono famiglie, sottolinea il rapporto, in cui non ci si può permettere un pasto adeguato almeno tre volte a settimana (10% sul totale meridionale), né riscaldare adeguatamente l'abitazione (20%) o comprare vestiti necessari (28%). Quasi il 20% delle famiglie meridionali, inoltre, nel 2005 ha avuto periodi in cui non poteva acquistare medicinali. Vasca e doccia in casa, rileva infine lo Svimez, mancano ancora al 2% delle famiglie pugliesi, all'1,5% di quelle calabresi e all'1,4% delle siciliane.
Il rapporto evidenzia anche che negli ultimi dieci anni, dal 1997 al 2007, oltre 600 mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno per trasferire la propria residenza al centro nord. Nel solo 2007 si sono contati 120 mila trasferimenti di residenza ai quali si aggiungono 150 mila pendolari di lungo raggio, che si spostano temporaneamente al centro nord per lavorare. Questi flussi di mobilità unidirezionale sud-nord, evidenzia il rapporto Svimez 2008 ''sono un caso unico in Europa e testimoniano la distanza economica tra le due aree''. I nuovi emigranti sono in larga parte pendolari: soprattutto uomini, giovani (l'80% ha meno di 45 anni), single o figli che vivono in famiglia, con un titolo di studio medio alto e che svolgono mansioni di livello elevato nel 50% dei casi, ''a conferma - rileva lo Svimez - dell'incapacità del sistema produttivo meridionale di assorbire mano d'opera qualificata. Alti costi delle abitazioni e contratti a termine spingono a trasferire definitivamente la residenza''. Lombardia, Emilia Romagna e Lazio restano le tre regioni preferite dai nuovi emigranti. Le regioni invece più soggette al pendolarismo di lunga distanza verso il nord sono la Campania (50 mila unita'), Sicilia (28 mila) e Puglia (21 mila).
Altro dato negativo riguarda il Pil: nel 2007 è cresciuto meno della metà rispetto a quello del resto del Paese. Lo scorso anno al Sud la crescita si è attestata allo 0,7% a fronte dell'1,5% dell'Italia. In termini di crescita, evidenzia il rapporto Svimez , tutte le regioni meridionali hanno registrato segni positivi, tranne la Calabria. In testa alle regioni del sud c’è la Puglia (+2%), seguita dal Molise (+1,7%), dalla Basilicata (+1,5%) e dalla Sardegna (+1,3%). Quasi ferme invece la Campania (+0,5%) e la Sicilia (+0,1%). Secondo l’indagine, sono due le cause principali del fenomeno: gli investimenti che rallentano e le famiglie che non consumano.
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