domenica 11 maggio 2008

Reggio Emilia: la 'ndrangheta respinta dagli stessi Calabresi


Accesa discussione ieri al centro sociale Buco Magico dopo la relazione sulla criminalità del professor Ciconte «La ’ndrangheta è stata respinta dagli stessi calabresi»
Il consigliere Olivo viene frainteso, bagarre con gli spettatori sugli extracomunitari e la “mala”


Criminalità organizzata:l’esperienza di una città che reagisce”è il titolo del convegno che si è aperto ieri alle 17 al circolo “Buco magico”,organizzato dall’assessorato alla Coesione sociale e alla sicurezza.Ospite il professor Enzo Ciconte,da tempo è in primafila nello studio della’ndrangheta”.La sua relazione si riallacciavaalla ricerca pubblicatain gennaio,che aveva provocato molto rumore e,a parer dei relatori,era stata anche fraintesa.
«La ’ndrangheta ha cercato di incunearsi nel tessuto di questa città,
ma ha trovato una forte resistenza- afferma Ciconte - I cittadini di Cutro per primi hanno consentito l’indebolimentodell’associazione criminale,allontanandosi dalla loro assoggettazione e quindi salvaguardando Reggio».La risposta positiva dei cutresi insieme alle forze dell’ordine e all’amministrazione comunale per Ciconte ha consentito un’indebolimento
dell’organizzazione mafiosa,che sembrerebbe oggi aver allentatola presa sulla zona di
Reggio.Il professore è stato sostenuto in più battute dall’assessore comunale Franco Corradini,
il quale ha sottolineatol’importanza di approfondire le conoscenze sui danni che lamafia provoca:«Sento l’esigenza di un progetto continuativo che possa portare a stringere i
rapporti anche con i giornali e i media,e grazie al grande forza dell’informazione poter trasmettere una coscienza civica per tutti»,evidenzia l’assessore.L’obiettivo è quello di allestire un Osservatorio permanente,che si occupi di ricerche sulla mafia,allargando il suo campo
di interesse anche in altri ambiti della criminalità come lo spaccio di droga o alle
mafie straniere.Al tavolo con lui anche il presidente dell’associazione culturale
“La Calabria nel Mondo”Salvatore Salerno e il consigliere comunale
Antonio Olivo.Proprio con il suo intervento si accendono gli animi nella sala centrale del
circolo:«La stampa non deve calcare su notizie ingiuste.I curtesi non sono associati alla criminalità che insidia Reggio.Qui c’è lo stesso tipo di malavita che si ritrova in tutte
le altre città italiane,e non solo nel settore edilizio -ha detto il consigliere del
Pd, prendendo le parti dei suoi compaesani e della categoria imprenditoriale
- Non sono i calabresi a dover essere tenuti d’occhio,ma tutti gli extracomunitari».Questa l’affermazione,travisata dai presenti in sala,che ha poi generato un lungo dibattito,
colorito da esperienze di vita di alcuni reggiani ex emigranti,ormai non più giovanissimi,
ma sempre molto coinvolti emotivamente.Si è poi discusso del fenomeno
’ndrangheta,dalla sua nascitaal suo espatrio dai “confini naturali”insieme ai calabresi
mandati al confino,fino ad averla come vicina di casa.Diversele opinioni dei partecipanti a
quest’incontro:chi scuote la testa,convinto che sia ormai storia vecchia,e chi,invece,si prodiga
come attivo sostenitore di questa guerra all’illegalità,che a volte sembra non finire mai.
(Benedetta Consorti)

http://www.linformazione.com/archivio/20080511/10_RE1105.pdf
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Accesa discussione ieri al centro sociale Buco Magico dopo la relazione sulla criminalità del professor Ciconte «La ’ndrangheta è stata respinta dagli stessi calabresi»
Il consigliere Olivo viene frainteso, bagarre con gli spettatori sugli extracomunitari e la “mala”


Criminalità organizzata:l’esperienza di una città che reagisce”è il titolo del convegno che si è aperto ieri alle 17 al circolo “Buco magico”,organizzato dall’assessorato alla Coesione sociale e alla sicurezza.Ospite il professor Enzo Ciconte,da tempo è in primafila nello studio della’ndrangheta”.La sua relazione si riallacciavaalla ricerca pubblicatain gennaio,che aveva provocato molto rumore e,a parer dei relatori,era stata anche fraintesa.
«La ’ndrangheta ha cercato di incunearsi nel tessuto di questa città,
ma ha trovato una forte resistenza- afferma Ciconte - I cittadini di Cutro per primi hanno consentito l’indebolimentodell’associazione criminale,allontanandosi dalla loro assoggettazione e quindi salvaguardando Reggio».La risposta positiva dei cutresi insieme alle forze dell’ordine e all’amministrazione comunale per Ciconte ha consentito un’indebolimento
dell’organizzazione mafiosa,che sembrerebbe oggi aver allentatola presa sulla zona di
Reggio.Il professore è stato sostenuto in più battute dall’assessore comunale Franco Corradini,
il quale ha sottolineatol’importanza di approfondire le conoscenze sui danni che lamafia provoca:«Sento l’esigenza di un progetto continuativo che possa portare a stringere i
rapporti anche con i giornali e i media,e grazie al grande forza dell’informazione poter trasmettere una coscienza civica per tutti»,evidenzia l’assessore.L’obiettivo è quello di allestire un Osservatorio permanente,che si occupi di ricerche sulla mafia,allargando il suo campo
di interesse anche in altri ambiti della criminalità come lo spaccio di droga o alle
mafie straniere.Al tavolo con lui anche il presidente dell’associazione culturale
“La Calabria nel Mondo”Salvatore Salerno e il consigliere comunale
Antonio Olivo.Proprio con il suo intervento si accendono gli animi nella sala centrale del
circolo:«La stampa non deve calcare su notizie ingiuste.I curtesi non sono associati alla criminalità che insidia Reggio.Qui c’è lo stesso tipo di malavita che si ritrova in tutte
le altre città italiane,e non solo nel settore edilizio -ha detto il consigliere del
Pd, prendendo le parti dei suoi compaesani e della categoria imprenditoriale
- Non sono i calabresi a dover essere tenuti d’occhio,ma tutti gli extracomunitari».Questa l’affermazione,travisata dai presenti in sala,che ha poi generato un lungo dibattito,
colorito da esperienze di vita di alcuni reggiani ex emigranti,ormai non più giovanissimi,
ma sempre molto coinvolti emotivamente.Si è poi discusso del fenomeno
’ndrangheta,dalla sua nascitaal suo espatrio dai “confini naturali”insieme ai calabresi
mandati al confino,fino ad averla come vicina di casa.Diversele opinioni dei partecipanti a
quest’incontro:chi scuote la testa,convinto che sia ormai storia vecchia,e chi,invece,si prodiga
come attivo sostenitore di questa guerra all’illegalità,che a volte sembra non finire mai.
(Benedetta Consorti)

http://www.linformazione.com/archivio/20080511/10_RE1105.pdf

sabato 10 maggio 2008

IL FATTORE INCOMPETENZA


di GIOVANNI SARTORI

Parecchi italiani tornano a sperare. I partitini sono stati spazzati via, la squadra di governo è stata messa assieme in pochi giorni, e il cosiddetto Berlusconi IV durerà, si prevede, cinque anni. Tutto bello e bene. Ma ci sono anche cose che non vanno bene. E l'aspetto che mi colpisce di più del nuovo governo è la quasi totale e abissale incompetenza (impreparazione, inesperienza) dei suoi componenti. Salvo pochissime eccezioni (Tremonti, Sacconi, Brunetta) l'incompetenza regna sovrana. Si dirà che è sempre stato così sin da quando la Dc inventò il manuale Cencelli per la spartizione dei posti di governo.Però proprio così no. Ai tempi del dominio Dc non c'era alternanza. Inoltre vigeva la convenzione dei governi «brevi». Pertanto il potere veniva spartito in rapida rotazione pescando sempre nella stessa nomenklatura. Il che consentiva a tutti di tornare più volte al potere, e così finiva che molti tornassero a ministeri che avevano già guidato. La competenza valeva poco anche allora; ma la prassi finiva per produrre ministri che si erano man mano addestrati. Oggi non è più così. E il manuale Cancelli è testé stato perfezionato dal manuale Verdini (un sistema di punteggio per le posizioni di potere che determina i posti assegnati a Fi, An e Lega). Senza contare che se uno sbaglia una volta e poi continua a malfare cento volte, alla fine il danno è centuplicato. Difatti è per questo che oggi siamo, nell'Occidente, quasi in fondo in quasi tutte le graduatorie.Facciamo qualche esempio. I ministeri particolarmente importanti e difficili sono oggi Interni (Maroni), Riforme (Bossi), Giustizia (Angelino Alfano), Istruzione (Mariastella Gelmini), Ambiente (Prestigiacomo). Mi soffermo su quest'ultimo.Il ministero dell'Ambiente esiste da tempo, ma nessuno se ne è accorto. Pecoraro Scanio, il ministro uscente, verrà ricordato per aver bloccato i termovalorizzatori a Napoli; e il suo predecessore Altero Matteoli (oggi alle Infrastrutture) non lascia alcun ricordo: è un eolico, va dove il vento lo porta. Il fatto è che i nostri ambientalisti difendono soltanto il territorio (e neanche tanto: i nostri boschi bruciano ogni anno senza che i Verdi si scuotano granché), bellamente ignorando i problemi globali dell'ecologia: inquinamento di terra e cielo, riscaldamento della terra, modificazione del clima, eccetera. Anche se abbiamo sottoscritto gli accordi di Kyoto, le nostre emissioni di gas inquinanti continuano a crescere. Ed ecco che all'Ambiente va Stefania Prestigiacomo, senza dubbio qualificata in bellezza ma non in ecologia.Sono anche a qualificazione zero il ministro della Giustizia Alfano e il Ministro dell'Istruzione, una leggiadra ma ignotissima Mariastella Gelmini (34 anni, coordinatrice regionale di FI in Lombardia). E così via. Non mi posso dilungare. Ma sono pronto a scommettere che se all'attuale squadra del governo Berlusconi venissero affidate Mediaset, Fiat, Eni, Luxottica e simili, in pochissimo tempo diventerebbero altrettante Alitalia. Il Cavaliere si vanta di essere un imprenditore. Perché non ci spiega, allora, come mai applica all'azienda Italia criteri di reclutamento che certo non applicherebbe alle sue aziende?`

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di GIOVANNI SARTORI

Parecchi italiani tornano a sperare. I partitini sono stati spazzati via, la squadra di governo è stata messa assieme in pochi giorni, e il cosiddetto Berlusconi IV durerà, si prevede, cinque anni. Tutto bello e bene. Ma ci sono anche cose che non vanno bene. E l'aspetto che mi colpisce di più del nuovo governo è la quasi totale e abissale incompetenza (impreparazione, inesperienza) dei suoi componenti. Salvo pochissime eccezioni (Tremonti, Sacconi, Brunetta) l'incompetenza regna sovrana. Si dirà che è sempre stato così sin da quando la Dc inventò il manuale Cencelli per la spartizione dei posti di governo.Però proprio così no. Ai tempi del dominio Dc non c'era alternanza. Inoltre vigeva la convenzione dei governi «brevi». Pertanto il potere veniva spartito in rapida rotazione pescando sempre nella stessa nomenklatura. Il che consentiva a tutti di tornare più volte al potere, e così finiva che molti tornassero a ministeri che avevano già guidato. La competenza valeva poco anche allora; ma la prassi finiva per produrre ministri che si erano man mano addestrati. Oggi non è più così. E il manuale Cancelli è testé stato perfezionato dal manuale Verdini (un sistema di punteggio per le posizioni di potere che determina i posti assegnati a Fi, An e Lega). Senza contare che se uno sbaglia una volta e poi continua a malfare cento volte, alla fine il danno è centuplicato. Difatti è per questo che oggi siamo, nell'Occidente, quasi in fondo in quasi tutte le graduatorie.Facciamo qualche esempio. I ministeri particolarmente importanti e difficili sono oggi Interni (Maroni), Riforme (Bossi), Giustizia (Angelino Alfano), Istruzione (Mariastella Gelmini), Ambiente (Prestigiacomo). Mi soffermo su quest'ultimo.Il ministero dell'Ambiente esiste da tempo, ma nessuno se ne è accorto. Pecoraro Scanio, il ministro uscente, verrà ricordato per aver bloccato i termovalorizzatori a Napoli; e il suo predecessore Altero Matteoli (oggi alle Infrastrutture) non lascia alcun ricordo: è un eolico, va dove il vento lo porta. Il fatto è che i nostri ambientalisti difendono soltanto il territorio (e neanche tanto: i nostri boschi bruciano ogni anno senza che i Verdi si scuotano granché), bellamente ignorando i problemi globali dell'ecologia: inquinamento di terra e cielo, riscaldamento della terra, modificazione del clima, eccetera. Anche se abbiamo sottoscritto gli accordi di Kyoto, le nostre emissioni di gas inquinanti continuano a crescere. Ed ecco che all'Ambiente va Stefania Prestigiacomo, senza dubbio qualificata in bellezza ma non in ecologia.Sono anche a qualificazione zero il ministro della Giustizia Alfano e il Ministro dell'Istruzione, una leggiadra ma ignotissima Mariastella Gelmini (34 anni, coordinatrice regionale di FI in Lombardia). E così via. Non mi posso dilungare. Ma sono pronto a scommettere che se all'attuale squadra del governo Berlusconi venissero affidate Mediaset, Fiat, Eni, Luxottica e simili, in pochissimo tempo diventerebbero altrettante Alitalia. Il Cavaliere si vanta di essere un imprenditore. Perché non ci spiega, allora, come mai applica all'azienda Italia criteri di reclutamento che certo non applicherebbe alle sue aziende?`

DA OGGI ANCHE SU SKYPE


Da oggi siamo rintracciabili anche su Skype all'indirizzo : non.mi.arrendo

Per poterci scambiare opinioni , per conoscerci meglio e vederci tramite webcam.
Vi aspettiamo.

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Vi aspettiamo.

venerdì 9 maggio 2008

274° ANNIVERSARIO della VITTORIA DI CARLO DI BORBONE




CELEBRAZIONI a BITONTO (Ba)
PER IL 274° ANNIVERSARIO della
VITTORIA DI CARLO DI BORBONE
Domenica 18 maggio 2008

Come precedentemente annunciato, domenica 18 maggio 2008, a Bitonto, si svolgeranno le tradizionali Celebrazioni per il 274° anniversario della Vittoria delle truppe di Carlo di Borbone nella battaglia che sancì l'Indipendenza del Regno delle Due Sicilie.
Il programma delle Celebrazioni è il seguente:

Ore 17,00 - raduno dei partecipanti presso il Santuario dei SS. Medici di Bitonto
Ore 17,30 - partenza del Corteo Storico
Ore 18,00 - Cerimonia della "Elevazione della Corona" all'Obelisco Carolino
da parte del Comitato per la Vittoria alla presenza delle Autorità Civili e Militari
Ore 19,30 - Consegna delle Chiavi della Città al Duca di Montemar

A seguito del rinnovo dell'Amministrazione Comunale di Bitonto che si insedierà a partire dal 12 maggio, quest'anno, eccezionalmente, il convegno storico e la 3^ edizione del Premio di Arte, Letteratura e Società "L'Alfiere del Sud" sono state posticipate per farle coincidere con la data dei festeggiamenti per il Gemellaggio tra le Città di Bitonto e Gaeta.
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CELEBRAZIONI a BITONTO (Ba)
PER IL 274° ANNIVERSARIO della
VITTORIA DI CARLO DI BORBONE
Domenica 18 maggio 2008

Come precedentemente annunciato, domenica 18 maggio 2008, a Bitonto, si svolgeranno le tradizionali Celebrazioni per il 274° anniversario della Vittoria delle truppe di Carlo di Borbone nella battaglia che sancì l'Indipendenza del Regno delle Due Sicilie.
Il programma delle Celebrazioni è il seguente:

Ore 17,00 - raduno dei partecipanti presso il Santuario dei SS. Medici di Bitonto
Ore 17,30 - partenza del Corteo Storico
Ore 18,00 - Cerimonia della "Elevazione della Corona" all'Obelisco Carolino
da parte del Comitato per la Vittoria alla presenza delle Autorità Civili e Militari
Ore 19,30 - Consegna delle Chiavi della Città al Duca di Montemar

A seguito del rinnovo dell'Amministrazione Comunale di Bitonto che si insedierà a partire dal 12 maggio, quest'anno, eccezionalmente, il convegno storico e la 3^ edizione del Premio di Arte, Letteratura e Società "L'Alfiere del Sud" sono state posticipate per farle coincidere con la data dei festeggiamenti per il Gemellaggio tra le Città di Bitonto e Gaeta.

PdSUD E F.N.S. CONTINUANO UNITI LA LOTTA PER LA RINASCITA DELLA SICILIA E DEL SUD







Erasmo Vecchio, coordinatore regionale del PdSUD ,esprime piena condivisione con la posizione del FNS (Fronte Nazionale Siciliano-Sicilia Indipendente), in merito alla proposta del PdSud di promuovere una Provincia Autonoma di Catania. La proposta era nata dalla necessità di dare maggiore valore al grande patrimonio di risorse che il territorio provinciale esprime ma che, purtroppo, non si trasforma in benessere per la comunità. Tuttavia la posizione contraria dell'FNS merita attenzione e rispetto e perciò sarà successivamente oggetto di un confronto più approfondito. Erasmo Vecchio conferma che il PdSUD e il FNS hanno intrapreso un comune percorso politico, già a partire dalle elezioni del Senato del 13 e 14 Aprile, per promuovere la rinascita culturale, economica, sociale ed identitaria della Sicilia e per dare alla nostra Terra la dignità di Nazione all'interno di una Europa federalista di Stati-Regione.
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Erasmo Vecchio, coordinatore regionale del PdSUD ,esprime piena condivisione con la posizione del FNS (Fronte Nazionale Siciliano-Sicilia Indipendente), in merito alla proposta del PdSud di promuovere una Provincia Autonoma di Catania. La proposta era nata dalla necessità di dare maggiore valore al grande patrimonio di risorse che il territorio provinciale esprime ma che, purtroppo, non si trasforma in benessere per la comunità. Tuttavia la posizione contraria dell'FNS merita attenzione e rispetto e perciò sarà successivamente oggetto di un confronto più approfondito. Erasmo Vecchio conferma che il PdSUD e il FNS hanno intrapreso un comune percorso politico, già a partire dalle elezioni del Senato del 13 e 14 Aprile, per promuovere la rinascita culturale, economica, sociale ed identitaria della Sicilia e per dare alla nostra Terra la dignità di Nazione all'interno di una Europa federalista di Stati-Regione.

PEPPINO IMPASTATO UNA VITA CONTRO LA MAFIA

Giuseppe Impastato (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978) è stato un attivista e giornalista italiano per le sue lotte è stato assassinato dalla mafia .





« Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio,negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare,aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato,si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore. »
(Dalla canzone I Cento Passi dei Modena City Ramblers)




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Giuseppe Impastato (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978) è stato un attivista e giornalista italiano per le sue lotte è stato assassinato dalla mafia .





« Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio,negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare,aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato,si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore. »
(Dalla canzone I Cento Passi dei Modena City Ramblers)




giovedì 8 maggio 2008

MPA : NON PERVENUTO !!


GOVERNO BERLUSCONI

I 12 ministri con portafoglio sono:

Franco Frattini agli Esteri,
Roberto Maroni all'Interno,
Angelino Alfano alla Giustizia,
Ignazio La Russa alla Difesa,
Giulio Tremonti all'Economia e finanze,
Claudio Scajola allo Sviluppo economico,
Luca Zaia all'Agricoltura,
Stefania Prestigiacomo all'Ambiente,
Altero Matteoli alle Infrastrutture,
Maurizio Sacconi al Welfare,
Sandro Bondi ai Beni culturali,
Maria Stella Gelmini alla Istruzione e università.

Gli altri nove membri dell'esecutivo senza portafoglio sono:

Giorgia Meloni alle Politiche giovanili.
Elio Vito ai Rapporti con il Parlamento,
Umberto Bossi alla Riforma federale,
Roberto Calderoli alla Semplificazione,
Raffaele Fitto ai Rapporti con le Regioni,
Mara Carfagna alle Pari Opportunità,
Renato Brunetta alla Funzione pubblica,
Gianfranco Rotondi all'Attuazione del programma,
Andrea Ronchi alle Politiche comunitarie.
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GOVERNO BERLUSCONI

I 12 ministri con portafoglio sono:

Franco Frattini agli Esteri,
Roberto Maroni all'Interno,
Angelino Alfano alla Giustizia,
Ignazio La Russa alla Difesa,
Giulio Tremonti all'Economia e finanze,
Claudio Scajola allo Sviluppo economico,
Luca Zaia all'Agricoltura,
Stefania Prestigiacomo all'Ambiente,
Altero Matteoli alle Infrastrutture,
Maurizio Sacconi al Welfare,
Sandro Bondi ai Beni culturali,
Maria Stella Gelmini alla Istruzione e università.

Gli altri nove membri dell'esecutivo senza portafoglio sono:

Giorgia Meloni alle Politiche giovanili.
Elio Vito ai Rapporti con il Parlamento,
Umberto Bossi alla Riforma federale,
Roberto Calderoli alla Semplificazione,
Raffaele Fitto ai Rapporti con le Regioni,
Mara Carfagna alle Pari Opportunità,
Renato Brunetta alla Funzione pubblica,
Gianfranco Rotondi all'Attuazione del programma,
Andrea Ronchi alle Politiche comunitarie.

Il crimine fatto Istituzione


Di Giovanni Palmieri:


Chi governerà l’Italia nel corso dei prossimi anni? Chi rappresenterà talune Istituzioni del Bel Paese? Chi avrà il difficile compito di garantire e di affermare i valori e i principi sanciti dalla nostra Carta Costituzionale? La criminalità organizzata: la mafia, la ‘ndrangheta.
La penetrazione della criminalità nelle Istituzioni è, oggi, ancor più forte e incisiva di ieri. Ieri avevamo dei condannati e dei pregiudicati in Parlamento. Oggi abbiamo Istituzioni sporcate, macchiate da personaggi che non hanno senso dello Stato, personaggi dal passato e dalle amicizie inaccettabili per chi riveste una delle più alte cariche dello Stato. Personaggi siffatti rappresentano l’incarnazione perfetta di una mafia che entra nelle viscere delle Istituzioni, le rivolta e ne fa quel che vuole. Costoro rappresentano la mafia che si fa antimafia ed esalta nel proprio discorso di insediamento Falcone e Borsellino. Senza vergognarsi. Senza affliggersi.
Uomini senza dignità e senza morale dovrebbero avere almeno il coraggio di tacere e di inchinarsi dinanzi all’operato dei giudici del pool antimafia di Palermo degli anni ‘80 e ’90.
Eppure non hanno la dignità di star zitti e di lasciare che Paolo, Giovanni e gli altri martiri riposino in pace. Continuano ad ammazzarli ogni giorno e lo fanno dalle loro poltrone. Da quelle stesse poltrone sulle quali adagiavano e tacevano quando sarebbe stato necessario agire per salvare la vita di quei grandi uomini e per dare il colpo finale e mortale alla mafia.
Mentre la criminalità di ieri si infiltrava nelle Istituzioni, la criminalità di oggi dimora in esse. E se oggi un personaggio sospetto riesce ad imporsi ai vertici dello Stato, a farsi Istituzione, domani sicuramente riuscirà a sopraffare e a devastare quelle garanzie costituzionali e quella impalcatura democratica dell’Italia che dovrebbero rendere il nostro Paese libero. Speriamo non sia mai così!

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Di Giovanni Palmieri:


Chi governerà l’Italia nel corso dei prossimi anni? Chi rappresenterà talune Istituzioni del Bel Paese? Chi avrà il difficile compito di garantire e di affermare i valori e i principi sanciti dalla nostra Carta Costituzionale? La criminalità organizzata: la mafia, la ‘ndrangheta.
La penetrazione della criminalità nelle Istituzioni è, oggi, ancor più forte e incisiva di ieri. Ieri avevamo dei condannati e dei pregiudicati in Parlamento. Oggi abbiamo Istituzioni sporcate, macchiate da personaggi che non hanno senso dello Stato, personaggi dal passato e dalle amicizie inaccettabili per chi riveste una delle più alte cariche dello Stato. Personaggi siffatti rappresentano l’incarnazione perfetta di una mafia che entra nelle viscere delle Istituzioni, le rivolta e ne fa quel che vuole. Costoro rappresentano la mafia che si fa antimafia ed esalta nel proprio discorso di insediamento Falcone e Borsellino. Senza vergognarsi. Senza affliggersi.
Uomini senza dignità e senza morale dovrebbero avere almeno il coraggio di tacere e di inchinarsi dinanzi all’operato dei giudici del pool antimafia di Palermo degli anni ‘80 e ’90.
Eppure non hanno la dignità di star zitti e di lasciare che Paolo, Giovanni e gli altri martiri riposino in pace. Continuano ad ammazzarli ogni giorno e lo fanno dalle loro poltrone. Da quelle stesse poltrone sulle quali adagiavano e tacevano quando sarebbe stato necessario agire per salvare la vita di quei grandi uomini e per dare il colpo finale e mortale alla mafia.
Mentre la criminalità di ieri si infiltrava nelle Istituzioni, la criminalità di oggi dimora in esse. E se oggi un personaggio sospetto riesce ad imporsi ai vertici dello Stato, a farsi Istituzione, domani sicuramente riuscirà a sopraffare e a devastare quelle garanzie costituzionali e quella impalcatura democratica dell’Italia che dovrebbero rendere il nostro Paese libero. Speriamo non sia mai così!

TRADIZIONE: LA SPAGNA RICORDA IL SUO 1799


LETTERA NAPOLETANA
Numero n. 09, maggio 2008



(Lettera Napoletana) – Una sfilata militare alla presenza di migliaia di spagnoli ha ricordato il 2 maggio scorso alla Puerta del Sol di Madrid, il bicentenario della rivolta anti-francese del 2 maggio 1808. Da quegli avvenimenti – ha dichiarato il re di Spagna Juan Carlos di Borbone - “nacque una Spagna cosciente della propria identità nazionale” (cfr. Diario de Noticias, 3.5.2008).
Nel 1808 l’esercito rivoluzionario francese, forte di 100 mila uomini, invase la Spagna. Napoleone Bonaparte collocò sul trono il proprio fratello Giuseppe. Ma il Paese reale spagnolo reagì con grande forza. A Madrid esplose la rivolta, che fu sedata dai francesi a colpi di baionetta e con fucilazioni di massa.
Molti degli insorti furono uccisi immediatamente per dare un esempio alla popolazione.
Nella notte del 3 maggio 1808, sul Monte del Principe Pio, nei pressi della capitale spagnola, furono fucilati centinaia di rivoltosi. Il pittore Francisco Goya (1746-1828) rappresentò l’orrore del massacro in un celebre quadro, che ha lasciato una profonda impronta nella storia dell’arte.
La Spagna dunque considera eroi gli insorti del 1808, che dopo cinque anni riuscirono a liberare il Paese ed a cacciare gli invasori, e pone questa pagina di storia alle fondamenta della propria identità nazionale.
A Napoli ed in Italia, invece, si continua a celebrare, anche se sempre più stancamente, la cosiddetta Repubblica Partenopea, imposta nel 1799 dagli stessi francesi che invasero la Spagna e con la medesima violenza sanguinaria.
La storiografia dominante e le istituzioni culturali pubbliche continuano a negare il grande valore della controrivoluzione condotta alla vittoria dal Cardinale Fabrizio Ruffo, che rovesciò la repubblica giacobina riaffermando l’identità nazionale delle Due Sicilie. (LN9/2008)


Editoriale Il Giglio" : www.editorialeilgiglio.it/index.php
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LETTERA NAPOLETANA
Numero n. 09, maggio 2008



(Lettera Napoletana) – Una sfilata militare alla presenza di migliaia di spagnoli ha ricordato il 2 maggio scorso alla Puerta del Sol di Madrid, il bicentenario della rivolta anti-francese del 2 maggio 1808. Da quegli avvenimenti – ha dichiarato il re di Spagna Juan Carlos di Borbone - “nacque una Spagna cosciente della propria identità nazionale” (cfr. Diario de Noticias, 3.5.2008).
Nel 1808 l’esercito rivoluzionario francese, forte di 100 mila uomini, invase la Spagna. Napoleone Bonaparte collocò sul trono il proprio fratello Giuseppe. Ma il Paese reale spagnolo reagì con grande forza. A Madrid esplose la rivolta, che fu sedata dai francesi a colpi di baionetta e con fucilazioni di massa.
Molti degli insorti furono uccisi immediatamente per dare un esempio alla popolazione.
Nella notte del 3 maggio 1808, sul Monte del Principe Pio, nei pressi della capitale spagnola, furono fucilati centinaia di rivoltosi. Il pittore Francisco Goya (1746-1828) rappresentò l’orrore del massacro in un celebre quadro, che ha lasciato una profonda impronta nella storia dell’arte.
La Spagna dunque considera eroi gli insorti del 1808, che dopo cinque anni riuscirono a liberare il Paese ed a cacciare gli invasori, e pone questa pagina di storia alle fondamenta della propria identità nazionale.
A Napoli ed in Italia, invece, si continua a celebrare, anche se sempre più stancamente, la cosiddetta Repubblica Partenopea, imposta nel 1799 dagli stessi francesi che invasero la Spagna e con la medesima violenza sanguinaria.
La storiografia dominante e le istituzioni culturali pubbliche continuano a negare il grande valore della controrivoluzione condotta alla vittoria dal Cardinale Fabrizio Ruffo, che rovesciò la repubblica giacobina riaffermando l’identità nazionale delle Due Sicilie. (LN9/2008)


Editoriale Il Giglio" : www.editorialeilgiglio.it/index.php

mercoledì 7 maggio 2008

De Gennaro e Berlusconi pronti ad inquinare uno dei bacini acquiferi più grandi d'Europa, SOS dei piccoli comuni all'Unione Europea


di Andrea Gisoldi - Coordinamento nazionale piccoli Comuni


La possibilità che si voglia dare una risposta all'emergenza rifiuti in Campania attraverso la realizzazione di alcune discariche regionali in Irpinia (AV) Formicoso o in aree limitrofe come Vallata e Savignano Irpino, trova la netta contrarietà del Coordinamento dei Piccoli Comuni. Una scelta che non tiene conto di una particolarità straordinaria del territorio irpino: uno dei più grandi bacini acquiferi d'Europa, il vero distributore di acqua per milioni di residenti anche di Regioni limitrofe come la Puglia, servita attraverso le condotte del Sele, del Calore e del Serino.
“Il Coordinamento nazionale dei Piccoli Comuni - lancia l'allarme il Portavoce, Virgilio Caivano - chiede all'Unione Europea una commissione di verifica tecnica sulla possibilità che falde acquifere possano contaminarsi con l'insediamento di discariche e quindi creare seri problemi alla salute di migliaia di cittadini, anche di realtà diverse come Bari, Taranto e Brindisi. “L'acqua – ricorda il regista e neo 'advisor alla comunicazione dell'American University, Pino Tordiglione, è un bene comune, un diritto inalienabile, garantito dalla Costituzione e pertanto anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha il dovere di verificare la possibilità di reale inquinamento delle falde a causa delle discariche di rifiuti. L'Irpinia è una terra straordinaria, ricca di bellezze ambientali e culturali che rischia di essere sfregiata definitivamente da scelte fatte a tavolino e lontane dai reali bisogni della gente”. “L'eventuale ipotesi di realizzare – ha rimarcato il Portavoce delle piccole comunità locali, Virgilio Caivano – tre siti da adibire a discarica posti sul confine con la Regione Puglia rappresentano una scelta sbagliata ed il Presidente della Giunta Regionale pugliese, l'On. Nichi Vendola, ha il dovere di avviare tutte le misure istituzionali previste dalla legge a tutela della sicurezze e della salute dei cittadini pugliesi. Il controllo delle acque e della falde è strategico nella prevenzione di problemi e danni irreparabili alla salute dei cittadini. Lo stesso ragionamento vale per il fiume Cervaro che sfocia nel Golfo di Manfredonia in Puglia dopo aver attraversato per intero la discarica di Difesa Grande nel Comune di Ariano Irpino e costeggiato il terreno adiacente alla costruenda discarica di Savignano Irpino. La nostra sollecitazione agli europarlamentari eletti nel collegio meridionale è stringente affinchè l'Unione Europea convochi rapidamente una commissione tecnico-scientifica per le verifiche del caso e dia risposte e certezze ai cittadini”- le conclusioni del leader di Piccoli Comuni.
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di Andrea Gisoldi - Coordinamento nazionale piccoli Comuni


La possibilità che si voglia dare una risposta all'emergenza rifiuti in Campania attraverso la realizzazione di alcune discariche regionali in Irpinia (AV) Formicoso o in aree limitrofe come Vallata e Savignano Irpino, trova la netta contrarietà del Coordinamento dei Piccoli Comuni. Una scelta che non tiene conto di una particolarità straordinaria del territorio irpino: uno dei più grandi bacini acquiferi d'Europa, il vero distributore di acqua per milioni di residenti anche di Regioni limitrofe come la Puglia, servita attraverso le condotte del Sele, del Calore e del Serino.
“Il Coordinamento nazionale dei Piccoli Comuni - lancia l'allarme il Portavoce, Virgilio Caivano - chiede all'Unione Europea una commissione di verifica tecnica sulla possibilità che falde acquifere possano contaminarsi con l'insediamento di discariche e quindi creare seri problemi alla salute di migliaia di cittadini, anche di realtà diverse come Bari, Taranto e Brindisi. “L'acqua – ricorda il regista e neo 'advisor alla comunicazione dell'American University, Pino Tordiglione, è un bene comune, un diritto inalienabile, garantito dalla Costituzione e pertanto anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha il dovere di verificare la possibilità di reale inquinamento delle falde a causa delle discariche di rifiuti. L'Irpinia è una terra straordinaria, ricca di bellezze ambientali e culturali che rischia di essere sfregiata definitivamente da scelte fatte a tavolino e lontane dai reali bisogni della gente”. “L'eventuale ipotesi di realizzare – ha rimarcato il Portavoce delle piccole comunità locali, Virgilio Caivano – tre siti da adibire a discarica posti sul confine con la Regione Puglia rappresentano una scelta sbagliata ed il Presidente della Giunta Regionale pugliese, l'On. Nichi Vendola, ha il dovere di avviare tutte le misure istituzionali previste dalla legge a tutela della sicurezze e della salute dei cittadini pugliesi. Il controllo delle acque e della falde è strategico nella prevenzione di problemi e danni irreparabili alla salute dei cittadini. Lo stesso ragionamento vale per il fiume Cervaro che sfocia nel Golfo di Manfredonia in Puglia dopo aver attraversato per intero la discarica di Difesa Grande nel Comune di Ariano Irpino e costeggiato il terreno adiacente alla costruenda discarica di Savignano Irpino. La nostra sollecitazione agli europarlamentari eletti nel collegio meridionale è stringente affinchè l'Unione Europea convochi rapidamente una commissione tecnico-scientifica per le verifiche del caso e dia risposte e certezze ai cittadini”- le conclusioni del leader di Piccoli Comuni.

 
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