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venerdì 18 aprile 2008
GLI IGNAVI

La lettura del canto III dell'Inferno ci porta a capire meglio la personalità di Dante, poiché viene messo in evidenza, attraverso un racconto chiaro e semplice, uno fra i più grandi ideali del poeta.Arrivati alle porte dell'Inferno Dante e la sua guida Virgilio si apprestano ad incontrare i primi peccatori, gli ignavi, neppure degni di varcare le porte dell'Inferno.Capiamo subito la gravità del loro peccato, e la spiegazione della pena che essi subiscono non fa che accentuare ancora più drammaticamente la loro situazione: con una descrizione piuttosto cruda Dante ci spiega che essi sono costretti ad inseguire un vessillo bianco, punti in continuazione da insetti ripugnanti.Se in altri passi della Cantica il contrappasso non è molto evidente, qui non c'è dubbio: alla sofferenza psicologica di non poter incontrare Dio, si aggiunge il forte dolore fisico, simbolo della viltà di questi individui. Così, come in vita essi rimasero indifferenti a tutto e non si schierarono mai, ora in morte sono destinati ad inseguire un vessillo bianco, simbolo della loro viltà, e vengono punzecchiati da insetti, loro che furono insensibili ad ogni stimolo.E' evidente il disprezzo che Dante sente per questi individui: non li ritiene neppure degni di entrare nell'Inferno, ed essi non sono voluti dai diavoli né tanto meno dagli angeli, poiché non sono motivo di alcun vanto.Dante non ha sicuramente nulla da spartire con essi, ed affida a Virgilio la dura sentenza che porta i due protagonisti ad ignorare completamente la schiera: "Non ti curar di loro ma guarda e passa". E' chiaro che Dante non li ritiene neppure degni di proferir parola, e non può nemmeno pensare di intrattenersi a discutere con loro.
E io: «Maestro, che è tanto greve a lor, che lamentar li fa sì forte?».
Rispuose: «Dicerolti molto breve. Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto bassa, che 'nvidiosi son d'ogne altra sorte.
Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa».

La lettura del canto III dell'Inferno ci porta a capire meglio la personalità di Dante, poiché viene messo in evidenza, attraverso un racconto chiaro e semplice, uno fra i più grandi ideali del poeta.Arrivati alle porte dell'Inferno Dante e la sua guida Virgilio si apprestano ad incontrare i primi peccatori, gli ignavi, neppure degni di varcare le porte dell'Inferno.Capiamo subito la gravità del loro peccato, e la spiegazione della pena che essi subiscono non fa che accentuare ancora più drammaticamente la loro situazione: con una descrizione piuttosto cruda Dante ci spiega che essi sono costretti ad inseguire un vessillo bianco, punti in continuazione da insetti ripugnanti.Se in altri passi della Cantica il contrappasso non è molto evidente, qui non c'è dubbio: alla sofferenza psicologica di non poter incontrare Dio, si aggiunge il forte dolore fisico, simbolo della viltà di questi individui. Così, come in vita essi rimasero indifferenti a tutto e non si schierarono mai, ora in morte sono destinati ad inseguire un vessillo bianco, simbolo della loro viltà, e vengono punzecchiati da insetti, loro che furono insensibili ad ogni stimolo.E' evidente il disprezzo che Dante sente per questi individui: non li ritiene neppure degni di entrare nell'Inferno, ed essi non sono voluti dai diavoli né tanto meno dagli angeli, poiché non sono motivo di alcun vanto.Dante non ha sicuramente nulla da spartire con essi, ed affida a Virgilio la dura sentenza che porta i due protagonisti ad ignorare completamente la schiera: "Non ti curar di loro ma guarda e passa". E' chiaro che Dante non li ritiene neppure degni di proferir parola, e non può nemmeno pensare di intrattenersi a discutere con loro.
E io: «Maestro, che è tanto greve a lor, che lamentar li fa sì forte?».
Rispuose: «Dicerolti molto breve. Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto bassa, che 'nvidiosi son d'ogne altra sorte.
Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa».
COMUNICATO DAL COORDINATORE NAZIONALE PdSUD ANTONIO CIANO

Le elezioni del 13 e 14 Aprile faranno si che a decidere le sorti del nostro Sud sarà la PDL di Berlusconi e Fini ed il partito di Bossi e Calderoli.L'MPA di Lombardo non è stata legittimata dal consenso dei meridionali e la sua azione politica in Sicilia risulterà fortemente condizionata dalla PDL siciliana e nazionale. Ci vuole, ora più di prima, un PARTITO DEL SUD, libero da inciuci e traccheggiamenti, che operi nel territorio, un partito che difenda la comunità meridionale dallo sfruttamento, che la renda protagonista e non succube di una economia costruita ad arte per dissanguarla. Con le elezioni del 13-14 Aprile in Sicilia avete messo le radici, il nostro simbolo è un giglio, crescerà grazie a tutti voi che vi siete immolati. Ringrazio Angelo Todaro ed Erasmo Vecchio che hanno profuso tanta passione, ringrazia tutti i componenti la lista, per me sono degli eroi, un giorno saranno ricordati tutti dai libri di storia, hanno scritto una pagina meravigliosa. Il Sud si sta svegliando, qualcosa si sta muovendo, l'avanguardia si sta svegliando e da Gaeta, dalla Sicilia sta cominciando una nuova resistenza. Ridaremo al nostro popolo la libertà perduta, la sua autonomia.
Antonio Ciano.

Le elezioni del 13 e 14 Aprile faranno si che a decidere le sorti del nostro Sud sarà la PDL di Berlusconi e Fini ed il partito di Bossi e Calderoli.L'MPA di Lombardo non è stata legittimata dal consenso dei meridionali e la sua azione politica in Sicilia risulterà fortemente condizionata dalla PDL siciliana e nazionale. Ci vuole, ora più di prima, un PARTITO DEL SUD, libero da inciuci e traccheggiamenti, che operi nel territorio, un partito che difenda la comunità meridionale dallo sfruttamento, che la renda protagonista e non succube di una economia costruita ad arte per dissanguarla. Con le elezioni del 13-14 Aprile in Sicilia avete messo le radici, il nostro simbolo è un giglio, crescerà grazie a tutti voi che vi siete immolati. Ringrazio Angelo Todaro ed Erasmo Vecchio che hanno profuso tanta passione, ringrazia tutti i componenti la lista, per me sono degli eroi, un giorno saranno ricordati tutti dai libri di storia, hanno scritto una pagina meravigliosa. Il Sud si sta svegliando, qualcosa si sta muovendo, l'avanguardia si sta svegliando e da Gaeta, dalla Sicilia sta cominciando una nuova resistenza. Ridaremo al nostro popolo la libertà perduta, la sua autonomia.
Antonio Ciano.
giovedì 17 aprile 2008
Nuovo governo,Lega:prossime riunioni solo con Berlusconi

MILANO (Reuters) - Dopo "l'inutile vertice romano" di ieri, la Lega Nord vuole confrontarsi sulla formazione del nuovo governo soltanto con il leader del Pdl, Silvio Berlusconi. Lo dice oggi un comunicato della segreteria politica del partito, che invita il Cavaliere ad avanzare il prima possibile le sue proposte.
"Dopo l'inutile vertice romano, la Segreteria ha deciso che, per quanto riguarda la Lega Nord, le prossime riunioni saranno tenute solo con il leader del Popolo della Libertà, On. Silvio Berlusconi", si legge nella nota.
"E' nell'interesse di tutti, pur nel rispetto delle prerogative del Presidente della Repubblica, che il Presidente del Consiglio in pectore, On. Silvio Berlusconi, proponga, così come vuole la Costituzione, nel più breve tempo possibile la composizione del Governo", prosegue il comunicato.
Ieri Berlusconi, il n.2 del Pdl Gianfranco Fini, il leader leghista Umberto Bossi e quello del Movimento per l'Autonomia, Raffaele Lombardo, si sono riuniti per fare il punto sulla composizione del nuovo governo in un vertice dove, secondo Bossi, "non si è combinato niente".
Berlusconi ha detto stamani che alla riunione non ci sono stati contrasti e che Bossi parla un "linguaggio paradossale, iperbolico e metaforico".
"Dopo l'inutile vertice romano, la Segreteria ha deciso che, per quanto riguarda la Lega Nord, le prossime riunioni saranno tenute solo con il leader del Popolo della Libertà, On. Silvio Berlusconi", si legge nella nota.
"E' nell'interesse di tutti, pur nel rispetto delle prerogative del Presidente della Repubblica, che il Presidente del Consiglio in pectore, On. Silvio Berlusconi, proponga, così come vuole la Costituzione, nel più breve tempo possibile la composizione del Governo", prosegue il comunicato.
Ieri Berlusconi, il n.2 del Pdl Gianfranco Fini, il leader leghista Umberto Bossi e quello del Movimento per l'Autonomia, Raffaele Lombardo, si sono riuniti per fare il punto sulla composizione del nuovo governo in un vertice dove, secondo Bossi, "non si è combinato niente".
Berlusconi ha detto stamani che alla riunione non ci sono stati contrasti e che Bossi parla un "linguaggio paradossale, iperbolico e metaforico".

MILANO (Reuters) - Dopo "l'inutile vertice romano" di ieri, la Lega Nord vuole confrontarsi sulla formazione del nuovo governo soltanto con il leader del Pdl, Silvio Berlusconi. Lo dice oggi un comunicato della segreteria politica del partito, che invita il Cavaliere ad avanzare il prima possibile le sue proposte.
"Dopo l'inutile vertice romano, la Segreteria ha deciso che, per quanto riguarda la Lega Nord, le prossime riunioni saranno tenute solo con il leader del Popolo della Libertà, On. Silvio Berlusconi", si legge nella nota.
"E' nell'interesse di tutti, pur nel rispetto delle prerogative del Presidente della Repubblica, che il Presidente del Consiglio in pectore, On. Silvio Berlusconi, proponga, così come vuole la Costituzione, nel più breve tempo possibile la composizione del Governo", prosegue il comunicato.
Ieri Berlusconi, il n.2 del Pdl Gianfranco Fini, il leader leghista Umberto Bossi e quello del Movimento per l'Autonomia, Raffaele Lombardo, si sono riuniti per fare il punto sulla composizione del nuovo governo in un vertice dove, secondo Bossi, "non si è combinato niente".
Berlusconi ha detto stamani che alla riunione non ci sono stati contrasti e che Bossi parla un "linguaggio paradossale, iperbolico e metaforico".
"Dopo l'inutile vertice romano, la Segreteria ha deciso che, per quanto riguarda la Lega Nord, le prossime riunioni saranno tenute solo con il leader del Popolo della Libertà, On. Silvio Berlusconi", si legge nella nota.
"E' nell'interesse di tutti, pur nel rispetto delle prerogative del Presidente della Repubblica, che il Presidente del Consiglio in pectore, On. Silvio Berlusconi, proponga, così come vuole la Costituzione, nel più breve tempo possibile la composizione del Governo", prosegue il comunicato.
Ieri Berlusconi, il n.2 del Pdl Gianfranco Fini, il leader leghista Umberto Bossi e quello del Movimento per l'Autonomia, Raffaele Lombardo, si sono riuniti per fare il punto sulla composizione del nuovo governo in un vertice dove, secondo Bossi, "non si è combinato niente".
Berlusconi ha detto stamani che alla riunione non ci sono stati contrasti e che Bossi parla un "linguaggio paradossale, iperbolico e metaforico".
Fiaccola olimpica in India, accolta dalle proteste

NUOVA DELHI (Reuters) - La fiaccola olimpica è arrivata a Nuova Delhi oggi dove ha dovuto subito fare i conti con le proteste da parte dei membri della più grande comunità al mondo di tibetani in esilio, che hanno assicurato di disturbare il suo passaggio nella capitale dell'India.
Circa 15.000 agenti di polizia seguiranno il percorso dei tedofori oggi, già ridotto per timore delle proteste, che si snoderà tra i principali viali della città, un tempo colonia britannica.
La fiaccola che sta viaggiando in tutto il mondo prima di raggiungere Pechino per i Giochi olimpici è stata accolta al suo arrivo da Suresh Kalmadi, il capo dell'Associazione olimpica indiana.
La polizia ha arrestato una ventina di manifestanti tibetani lungo il percorso, tra i quali molti sono stati caricati sui furgoncini della polizia mentre gridavano slogan contro la Cina.
Circa 15.000 agenti di polizia seguiranno il percorso dei tedofori oggi, già ridotto per timore delle proteste, che si snoderà tra i principali viali della città, un tempo colonia britannica.
La fiaccola che sta viaggiando in tutto il mondo prima di raggiungere Pechino per i Giochi olimpici è stata accolta al suo arrivo da Suresh Kalmadi, il capo dell'Associazione olimpica indiana.
La polizia ha arrestato una ventina di manifestanti tibetani lungo il percorso, tra i quali molti sono stati caricati sui furgoncini della polizia mentre gridavano slogan contro la Cina.

NUOVA DELHI (Reuters) - La fiaccola olimpica è arrivata a Nuova Delhi oggi dove ha dovuto subito fare i conti con le proteste da parte dei membri della più grande comunità al mondo di tibetani in esilio, che hanno assicurato di disturbare il suo passaggio nella capitale dell'India.
Circa 15.000 agenti di polizia seguiranno il percorso dei tedofori oggi, già ridotto per timore delle proteste, che si snoderà tra i principali viali della città, un tempo colonia britannica.
La fiaccola che sta viaggiando in tutto il mondo prima di raggiungere Pechino per i Giochi olimpici è stata accolta al suo arrivo da Suresh Kalmadi, il capo dell'Associazione olimpica indiana.
La polizia ha arrestato una ventina di manifestanti tibetani lungo il percorso, tra i quali molti sono stati caricati sui furgoncini della polizia mentre gridavano slogan contro la Cina.
Circa 15.000 agenti di polizia seguiranno il percorso dei tedofori oggi, già ridotto per timore delle proteste, che si snoderà tra i principali viali della città, un tempo colonia britannica.
La fiaccola che sta viaggiando in tutto il mondo prima di raggiungere Pechino per i Giochi olimpici è stata accolta al suo arrivo da Suresh Kalmadi, il capo dell'Associazione olimpica indiana.
La polizia ha arrestato una ventina di manifestanti tibetani lungo il percorso, tra i quali molti sono stati caricati sui furgoncini della polizia mentre gridavano slogan contro la Cina.
IN ATTESA DEL PONTE SULLO STRETTO,DEI MEGA INCENERITORI,DELLE CENTRALI NUCLEARI,DEI DEPOSITI DI STOCCAGGIO DELLE SCORIE RADIOATTIVE....

Profezia degli Indiani Cree
Solo dopo che l'ultimo albero sarà stato abbattuto.
Solo dopo che l'ultimo fiume sarà stato avvelenato.
Solo dopo che l'ultimo pesce sarà stato catturato.
Soltanto allora scoprirai che il denaro non si mangia.
mercoledì 16 aprile 2008
L'ALTRA SICILIA per il SUD... in Europa.

Si riporta di seguito il ns. risultato elettorale nella ripartizione Europa con l'avvertenza che esso non è ancora definitivo in senso tecnico poichè mancano ancora i rsultati di pochi seggi. Possiamo comunque ritenerlo vicino al definitivo con un margine di sicurezza del 99 % .
SENATO, voti attribuiti 8.454 pari al 1,822%, risultiamo sopra la Destra di Santanchè e Sinistra Critica.
Camera, voti attribuiti 9.122 pari al 1,794%, risultiamo sopra Sinistra Critica e Valori e Futuro
Un risultato molto importante che conferma praticamente quello ottenuto nel 2006 e che politicamente dimostra la valenza del progetto di alleanza tra la Sicilia ed il resto del Mezzogiorno d'Italia, non solo per gli italiani all'estero, ma anche e soprattutto per quelli residenti all'interno dei confini nazionali.
Un grazie di cuore a tutti i Candidati, agli elettori ed agli innumerevoli simpatizzanti che ci hanno inviato ogni giorno numerose attestazioni di sostegno al nostro Progetto.
A Francesco Paolo Catania capolista, motore instancabile dell'organizzazione all'estero del nostro Gruppo nonchè presidente del L'Altra Sicilia, dobbiamo doverosamente attribuirgli il merito di aver saputo tenere testa ai partiti nazionali di statura parlamentare, consentendo quindi all'ALTRA SICILIA-per il SUD di poter scrivere una pagina politica di importanza storica per il nostro Mezzogiorno continentale ed insulare.
Grazie Francesco!
Domenico Iannantuoni (presidente del partito "per il SUD")
SENATO, voti attribuiti 8.454 pari al 1,822%, risultiamo sopra la Destra di Santanchè e Sinistra Critica.
Camera, voti attribuiti 9.122 pari al 1,794%, risultiamo sopra Sinistra Critica e Valori e Futuro
Un risultato molto importante che conferma praticamente quello ottenuto nel 2006 e che politicamente dimostra la valenza del progetto di alleanza tra la Sicilia ed il resto del Mezzogiorno d'Italia, non solo per gli italiani all'estero, ma anche e soprattutto per quelli residenti all'interno dei confini nazionali.
Un grazie di cuore a tutti i Candidati, agli elettori ed agli innumerevoli simpatizzanti che ci hanno inviato ogni giorno numerose attestazioni di sostegno al nostro Progetto.
A Francesco Paolo Catania capolista, motore instancabile dell'organizzazione all'estero del nostro Gruppo nonchè presidente del L'Altra Sicilia, dobbiamo doverosamente attribuirgli il merito di aver saputo tenere testa ai partiti nazionali di statura parlamentare, consentendo quindi all'ALTRA SICILIA-per il SUD di poter scrivere una pagina politica di importanza storica per il nostro Mezzogiorno continentale ed insulare.
Grazie Francesco!
Domenico Iannantuoni (presidente del partito "per il SUD")
Complimenti sinceri,per l'ottimo risultato, all'unica lista meridionalista presente nella circoscrizione estero.

Si riporta di seguito il ns. risultato elettorale nella ripartizione Europa con l'avvertenza che esso non è ancora definitivo in senso tecnico poichè mancano ancora i rsultati di pochi seggi. Possiamo comunque ritenerlo vicino al definitivo con un margine di sicurezza del 99 % .
SENATO, voti attribuiti 8.454 pari al 1,822%, risultiamo sopra la Destra di Santanchè e Sinistra Critica.
Camera, voti attribuiti 9.122 pari al 1,794%, risultiamo sopra Sinistra Critica e Valori e Futuro
Un risultato molto importante che conferma praticamente quello ottenuto nel 2006 e che politicamente dimostra la valenza del progetto di alleanza tra la Sicilia ed il resto del Mezzogiorno d'Italia, non solo per gli italiani all'estero, ma anche e soprattutto per quelli residenti all'interno dei confini nazionali.
Un grazie di cuore a tutti i Candidati, agli elettori ed agli innumerevoli simpatizzanti che ci hanno inviato ogni giorno numerose attestazioni di sostegno al nostro Progetto.
A Francesco Paolo Catania capolista, motore instancabile dell'organizzazione all'estero del nostro Gruppo nonchè presidente del L'Altra Sicilia, dobbiamo doverosamente attribuirgli il merito di aver saputo tenere testa ai partiti nazionali di statura parlamentare, consentendo quindi all'ALTRA SICILIA-per il SUD di poter scrivere una pagina politica di importanza storica per il nostro Mezzogiorno continentale ed insulare.
Grazie Francesco!
Domenico Iannantuoni (presidente del partito "per il SUD")
SENATO, voti attribuiti 8.454 pari al 1,822%, risultiamo sopra la Destra di Santanchè e Sinistra Critica.
Camera, voti attribuiti 9.122 pari al 1,794%, risultiamo sopra Sinistra Critica e Valori e Futuro
Un risultato molto importante che conferma praticamente quello ottenuto nel 2006 e che politicamente dimostra la valenza del progetto di alleanza tra la Sicilia ed il resto del Mezzogiorno d'Italia, non solo per gli italiani all'estero, ma anche e soprattutto per quelli residenti all'interno dei confini nazionali.
Un grazie di cuore a tutti i Candidati, agli elettori ed agli innumerevoli simpatizzanti che ci hanno inviato ogni giorno numerose attestazioni di sostegno al nostro Progetto.
A Francesco Paolo Catania capolista, motore instancabile dell'organizzazione all'estero del nostro Gruppo nonchè presidente del L'Altra Sicilia, dobbiamo doverosamente attribuirgli il merito di aver saputo tenere testa ai partiti nazionali di statura parlamentare, consentendo quindi all'ALTRA SICILIA-per il SUD di poter scrivere una pagina politica di importanza storica per il nostro Mezzogiorno continentale ed insulare.
Grazie Francesco!
Domenico Iannantuoni (presidente del partito "per il SUD")
Complimenti sinceri,per l'ottimo risultato, all'unica lista meridionalista presente nella circoscrizione estero.
Presentazione del libro IL COLIBRI'

Sabato 19 aprile 2008 ore 16,30
in corso Vittorio Emanuele 448
Presentazione del libro
IL COLIBRI'
di Rullo Emanuela
a cura di
www.insorgenza.it
www.iocolibri.it
Interverranno:
Il dott. Antonio Parente,
l'arch. Nanco Dice', l'autrice Emanuela Rullo
Conduce la serata:
Il giornalista del mensile 'Il Brigante' Gino Giammarino
in corso Vittorio Emanuele 448
Presentazione del libro
IL COLIBRI'
di Rullo Emanuela
a cura di
www.insorgenza.it
www.iocolibri.it
Interverranno:
Il dott. Antonio Parente,
l'arch. Nanco Dice', l'autrice Emanuela Rullo
Conduce la serata:
Il giornalista del mensile 'Il Brigante' Gino Giammarino
Nando Dicè
Quando un uomo si trova in estrema difficoltà, quello è il momento in cui cerca davvero se stesso. Ma cosa succede quando al posto di “un uomo” è un intero popolo ad essere in “estrema difficoltà”? Ecco cos’è “Il colibrì”. La risposta che il nostro popolo cerca per uscire dalle difficoltà ed è questa: non ci sono altre risposte se non trovare noi stessi.
Marina Salvatore
Lessi tutto d'un fiato, accucciata nel letto, quei pensieri, quelle invocazioni, quelle evocazioni che parevano essere sgorgate dalla mia anima. Sì, quelle parole avrei voluto saperle esprimere io, che pure mi diletto di belle lettere e di pucundrìa. Erano pagine di poesia e bellezza che la troppo mia lunga 'napolitudine' lombarda, aveva finito col pietrificare nel cuore ormai ammalato della certezza del non-ritorno al mio nido
Rullo Emanuela
Per amore di una Terra e dei suoi uomini, per la necessità di dire delle cose vere, di esprimere dei sentimenti veri di uomini veri, di una Terra forte e viva, la testimonianza chiara e sincera di una esperienza di vita, come un libro di storia accaduta, un libro di denuncia di un fenomeno, l'emigrazione giovanile meridionale, di cui nessuno parla, come fosse nel corso normale delle cose, e che invece è ormai una valvola di sfogo fuori controllo che svilisce quella Terra e incatena il futuro del suo popolo.
Ti aspetto!

Sabato 19 aprile 2008 ore 16,30
in corso Vittorio Emanuele 448
Presentazione del libro
IL COLIBRI'
di Rullo Emanuela
a cura di
www.insorgenza.it
www.iocolibri.it
Interverranno:
Il dott. Antonio Parente,
l'arch. Nanco Dice', l'autrice Emanuela Rullo
Conduce la serata:
Il giornalista del mensile 'Il Brigante' Gino Giammarino
in corso Vittorio Emanuele 448
Presentazione del libro
IL COLIBRI'
di Rullo Emanuela
a cura di
www.insorgenza.it
www.iocolibri.it
Interverranno:
Il dott. Antonio Parente,
l'arch. Nanco Dice', l'autrice Emanuela Rullo
Conduce la serata:
Il giornalista del mensile 'Il Brigante' Gino Giammarino
Nando Dicè
Quando un uomo si trova in estrema difficoltà, quello è il momento in cui cerca davvero se stesso. Ma cosa succede quando al posto di “un uomo” è un intero popolo ad essere in “estrema difficoltà”? Ecco cos’è “Il colibrì”. La risposta che il nostro popolo cerca per uscire dalle difficoltà ed è questa: non ci sono altre risposte se non trovare noi stessi.
Marina Salvatore
Lessi tutto d'un fiato, accucciata nel letto, quei pensieri, quelle invocazioni, quelle evocazioni che parevano essere sgorgate dalla mia anima. Sì, quelle parole avrei voluto saperle esprimere io, che pure mi diletto di belle lettere e di pucundrìa. Erano pagine di poesia e bellezza che la troppo mia lunga 'napolitudine' lombarda, aveva finito col pietrificare nel cuore ormai ammalato della certezza del non-ritorno al mio nido
Rullo Emanuela
Per amore di una Terra e dei suoi uomini, per la necessità di dire delle cose vere, di esprimere dei sentimenti veri di uomini veri, di una Terra forte e viva, la testimonianza chiara e sincera di una esperienza di vita, come un libro di storia accaduta, un libro di denuncia di un fenomeno, l'emigrazione giovanile meridionale, di cui nessuno parla, come fosse nel corso normale delle cose, e che invece è ormai una valvola di sfogo fuori controllo che svilisce quella Terra e incatena il futuro del suo popolo.
Ti aspetto!
Cercando di capire : Angela Maraventano

IL PERSONAGGIO La neo senatrice Angela Maraventano è tesserata a Guastalla: «Le vostre città sono in preda al degrado»
La passionaria della Lega è vicesindaco di Lampedusa
«I primi clandestini annegati li ho seppelliti io: non può esserci accoglienza senza dignità»
E' vicesindaco della località
più a sud dell’Italia ma è
leghista da anni e sotto il vessillo
della rosa delle Alpi è stata
eletta al Senato.Angela Maraventano,
vicesindaco di Lampedusa,
è una donna autoironica,
dallo sguardo vivace,che si
esprime con un gradevole accento
siciliano.«Ho iniziato a
fare politica una decina di anni
fa come rappresentante del comitato
mamme dell’isola - ci
spiega - Non avevamo un pediatra,
un ginecologo,un servizio
di emergenza urgenza...
Dopo la morte di un nostro
concittadino,scrissi lettere a
tutti i parlamentari:mi rispose
solo il leghista Giacomo Stucchi
di Bergamo.E così mi avvicinai
al partito».La passionaria
di Lampedusa è tesserata alla
sezione del Carroccio di
Guastalla,per la grande amicizia
con l’onorevole Angelo
Alessandri e con il consigliere
Marco Lusetti.«Con Reggio -
sottolinea - c’è un rapporto
speciale.Ben 36 anni fa i pri
mi turisti che arrivarono sull’isola
erano Athos e Wanda,
due fidanzati reggiani.Tornarono
l’anno dopo,sposati,con altri
amici della vostra città».
Per Angela,che odia profondamente
le inefficienze e le
mafiosità del sistema Sicilia
(«volevo fare la secessione»),
essere candidata in Emilia-Romagna
ha comportato conoscerci
meglio:«Ho girato in incognito
a Bologna e a Reggio,
anche in via Turri...Il centrosinistra
ha rovinato le vostre città.
Clandestini,spacciatori,degrado
ovunque.Io non sono
contro l’accoglienza: noi a
Lampedusa ne sappiamo qualcosa,
abbiamo un centro per
clandestini da mille posti,costato
16 milioni di euro.Ogni
anno 50 bimbi di Chernobyl
vengono ospitati da noi:diamo
cibo,casa,stanno nelle nostre
famiglie con i nostri figli.Ma
io non voglio gente disperata,
che arriva in Italia portata dagli
scafisti,alla quale noi non possiamo
offrire una esistenza dignitosa
e un lavoro.Questa è la
mia battaglia». E aggiunge: «I
primi 13 morti del mare li ho
seppelliti io,con il prete,sotto
dieci centimetri di terra,nei
sacchi perché non avevamo
camere mortuarie.Questo sei
anni fa.Da Lampedusa,sono
passati centinaia di politici in
visita al Cpt:hanno speso parole
su parole,ma quei clandestini
sono ancora là, sotto sequestro,
nei sacchi,sotto due
spanne di terra,a denunciare la
vergogna dell’Italia».
(f. c.)
più a sud dell’Italia ma è
leghista da anni e sotto il vessillo
della rosa delle Alpi è stata
eletta al Senato.Angela Maraventano,
vicesindaco di Lampedusa,
è una donna autoironica,
dallo sguardo vivace,che si
esprime con un gradevole accento
siciliano.«Ho iniziato a
fare politica una decina di anni
fa come rappresentante del comitato
mamme dell’isola - ci
spiega - Non avevamo un pediatra,
un ginecologo,un servizio
di emergenza urgenza...
Dopo la morte di un nostro
concittadino,scrissi lettere a
tutti i parlamentari:mi rispose
solo il leghista Giacomo Stucchi
di Bergamo.E così mi avvicinai
al partito».La passionaria
di Lampedusa è tesserata alla
sezione del Carroccio di
Guastalla,per la grande amicizia
con l’onorevole Angelo
Alessandri e con il consigliere
Marco Lusetti.«Con Reggio -
sottolinea - c’è un rapporto
speciale.Ben 36 anni fa i pri
mi turisti che arrivarono sull’isola
erano Athos e Wanda,
due fidanzati reggiani.Tornarono
l’anno dopo,sposati,con altri
amici della vostra città».
Per Angela,che odia profondamente
le inefficienze e le
mafiosità del sistema Sicilia
(«volevo fare la secessione»),
essere candidata in Emilia-Romagna
ha comportato conoscerci
meglio:«Ho girato in incognito
a Bologna e a Reggio,
anche in via Turri...Il centrosinistra
ha rovinato le vostre città.
Clandestini,spacciatori,degrado
ovunque.Io non sono
contro l’accoglienza: noi a
Lampedusa ne sappiamo qualcosa,
abbiamo un centro per
clandestini da mille posti,costato
16 milioni di euro.Ogni
anno 50 bimbi di Chernobyl
vengono ospitati da noi:diamo
cibo,casa,stanno nelle nostre
famiglie con i nostri figli.Ma
io non voglio gente disperata,
che arriva in Italia portata dagli
scafisti,alla quale noi non possiamo
offrire una esistenza dignitosa
e un lavoro.Questa è la
mia battaglia». E aggiunge: «I
primi 13 morti del mare li ho
seppelliti io,con il prete,sotto
dieci centimetri di terra,nei
sacchi perché non avevamo
camere mortuarie.Questo sei
anni fa.Da Lampedusa,sono
passati centinaia di politici in
visita al Cpt:hanno speso parole
su parole,ma quei clandestini
sono ancora là, sotto sequestro,
nei sacchi,sotto due
spanne di terra,a denunciare la
vergogna dell’Italia».
(f. c.)

IL PERSONAGGIO La neo senatrice Angela Maraventano è tesserata a Guastalla: «Le vostre città sono in preda al degrado»
La passionaria della Lega è vicesindaco di Lampedusa
«I primi clandestini annegati li ho seppelliti io: non può esserci accoglienza senza dignità»
E' vicesindaco della località
più a sud dell’Italia ma è
leghista da anni e sotto il vessillo
della rosa delle Alpi è stata
eletta al Senato.Angela Maraventano,
vicesindaco di Lampedusa,
è una donna autoironica,
dallo sguardo vivace,che si
esprime con un gradevole accento
siciliano.«Ho iniziato a
fare politica una decina di anni
fa come rappresentante del comitato
mamme dell’isola - ci
spiega - Non avevamo un pediatra,
un ginecologo,un servizio
di emergenza urgenza...
Dopo la morte di un nostro
concittadino,scrissi lettere a
tutti i parlamentari:mi rispose
solo il leghista Giacomo Stucchi
di Bergamo.E così mi avvicinai
al partito».La passionaria
di Lampedusa è tesserata alla
sezione del Carroccio di
Guastalla,per la grande amicizia
con l’onorevole Angelo
Alessandri e con il consigliere
Marco Lusetti.«Con Reggio -
sottolinea - c’è un rapporto
speciale.Ben 36 anni fa i pri
mi turisti che arrivarono sull’isola
erano Athos e Wanda,
due fidanzati reggiani.Tornarono
l’anno dopo,sposati,con altri
amici della vostra città».
Per Angela,che odia profondamente
le inefficienze e le
mafiosità del sistema Sicilia
(«volevo fare la secessione»),
essere candidata in Emilia-Romagna
ha comportato conoscerci
meglio:«Ho girato in incognito
a Bologna e a Reggio,
anche in via Turri...Il centrosinistra
ha rovinato le vostre città.
Clandestini,spacciatori,degrado
ovunque.Io non sono
contro l’accoglienza: noi a
Lampedusa ne sappiamo qualcosa,
abbiamo un centro per
clandestini da mille posti,costato
16 milioni di euro.Ogni
anno 50 bimbi di Chernobyl
vengono ospitati da noi:diamo
cibo,casa,stanno nelle nostre
famiglie con i nostri figli.Ma
io non voglio gente disperata,
che arriva in Italia portata dagli
scafisti,alla quale noi non possiamo
offrire una esistenza dignitosa
e un lavoro.Questa è la
mia battaglia». E aggiunge: «I
primi 13 morti del mare li ho
seppelliti io,con il prete,sotto
dieci centimetri di terra,nei
sacchi perché non avevamo
camere mortuarie.Questo sei
anni fa.Da Lampedusa,sono
passati centinaia di politici in
visita al Cpt:hanno speso parole
su parole,ma quei clandestini
sono ancora là, sotto sequestro,
nei sacchi,sotto due
spanne di terra,a denunciare la
vergogna dell’Italia».
(f. c.)
più a sud dell’Italia ma è
leghista da anni e sotto il vessillo
della rosa delle Alpi è stata
eletta al Senato.Angela Maraventano,
vicesindaco di Lampedusa,
è una donna autoironica,
dallo sguardo vivace,che si
esprime con un gradevole accento
siciliano.«Ho iniziato a
fare politica una decina di anni
fa come rappresentante del comitato
mamme dell’isola - ci
spiega - Non avevamo un pediatra,
un ginecologo,un servizio
di emergenza urgenza...
Dopo la morte di un nostro
concittadino,scrissi lettere a
tutti i parlamentari:mi rispose
solo il leghista Giacomo Stucchi
di Bergamo.E così mi avvicinai
al partito».La passionaria
di Lampedusa è tesserata alla
sezione del Carroccio di
Guastalla,per la grande amicizia
con l’onorevole Angelo
Alessandri e con il consigliere
Marco Lusetti.«Con Reggio -
sottolinea - c’è un rapporto
speciale.Ben 36 anni fa i pri
mi turisti che arrivarono sull’isola
erano Athos e Wanda,
due fidanzati reggiani.Tornarono
l’anno dopo,sposati,con altri
amici della vostra città».
Per Angela,che odia profondamente
le inefficienze e le
mafiosità del sistema Sicilia
(«volevo fare la secessione»),
essere candidata in Emilia-Romagna
ha comportato conoscerci
meglio:«Ho girato in incognito
a Bologna e a Reggio,
anche in via Turri...Il centrosinistra
ha rovinato le vostre città.
Clandestini,spacciatori,degrado
ovunque.Io non sono
contro l’accoglienza: noi a
Lampedusa ne sappiamo qualcosa,
abbiamo un centro per
clandestini da mille posti,costato
16 milioni di euro.Ogni
anno 50 bimbi di Chernobyl
vengono ospitati da noi:diamo
cibo,casa,stanno nelle nostre
famiglie con i nostri figli.Ma
io non voglio gente disperata,
che arriva in Italia portata dagli
scafisti,alla quale noi non possiamo
offrire una esistenza dignitosa
e un lavoro.Questa è la
mia battaglia». E aggiunge: «I
primi 13 morti del mare li ho
seppelliti io,con il prete,sotto
dieci centimetri di terra,nei
sacchi perché non avevamo
camere mortuarie.Questo sei
anni fa.Da Lampedusa,sono
passati centinaia di politici in
visita al Cpt:hanno speso parole
su parole,ma quei clandestini
sono ancora là, sotto sequestro,
nei sacchi,sotto due
spanne di terra,a denunciare la
vergogna dell’Italia».
(f. c.)
IL PARTITO DEL SUD A CASAMASSIMA FERMA LE ARMATE DEI PARTITI STATALI


Ricevo e posto,con i più vivi complimenti all'amico Francesco Laricchia per il risultato particolarmente significativo ottenuto:
Come a piazza Tienamen uno studente armato di un semplice secchio, riuscì a fermare una colonna di enormi carri armati che potevano fare di lui una poltiglia, così a Casamassima la lista del Partito del Sud guidata da Francesco Laricchia, in qualità di candidato sindaco, ha costretto al ballottaggio le armate dei partiti di centro destra e centro sinistra.
Una piccola lista di alcuni uomini decisi, come gli spartani alle Termopili, ha bloccato l'esercito di 160 "candidati" (con un rapporto reale di 1 a 50) nonostante il soverchiante risultato delle contemporanee politiche. Questa è la prova migliore che non facendosi avvilire da coloro i quali si piangono addosso nell'attesa del condottiero e degli eserciti che porteranno il Sud verso "il sole dell'avvenire" è possibile ottenere, nel piccolo delle realtà locali, risultati che possono incoraggiare e, soprattutto avvicinare la gente alla nostra Storia e ai problemi reali del Meridione. Infatti il lato vincente di questa operazione è dato dal fatto che nelle televisioni locali presso le quali siamo stati intervistati, per la prima volta, i telespettatori hanno potuto ascoltare, accanto ai programmi politici, i fatti della vera Storia del Sud. Basterebbe questo a darci legittima soddisfazione. Purtroppo, però, non possiamo riposare dopo questa autoappagante battaglia. Perché adesso per il Partito del Sud che, con i suoi voti è determinante per la formazione delle prossima Amministrazione locale, è necessario individuare il soggetto politico con il quale definire un programma condivisibile fondato su atti e programmi confacenti con quella Storia e quell'impegno sociale che sono alla base della lotta politica del nostro Movimento. Un grande cammino inizia con un piccolo passo. In Sicilia, a Casamassima e nelle altre realtà dove il Partito del Sud si è presentato, ma anche dove gli altri movimenti meridionalisti sono stati presenti (movimenti con i quali speriamo di interagire quanto prima, sotto una unica bandiera), quel passo, in tanti, l'abbiamo fatto. Indipendentemente dal risultato ottenuto (senza gli stessi mezzi poderosi) Speriamo solo di essere sempre di più a camminare insieme. Faremo di tutto per riuscirci. Il futuro del Sud, che lo si capisca o no, che lo si voglia o no, è nelle mani di tutti noi.
Un compatriottico saluto
Francesco Laricchia
Una piccola lista di alcuni uomini decisi, come gli spartani alle Termopili, ha bloccato l'esercito di 160 "candidati" (con un rapporto reale di 1 a 50) nonostante il soverchiante risultato delle contemporanee politiche. Questa è la prova migliore che non facendosi avvilire da coloro i quali si piangono addosso nell'attesa del condottiero e degli eserciti che porteranno il Sud verso "il sole dell'avvenire" è possibile ottenere, nel piccolo delle realtà locali, risultati che possono incoraggiare e, soprattutto avvicinare la gente alla nostra Storia e ai problemi reali del Meridione. Infatti il lato vincente di questa operazione è dato dal fatto che nelle televisioni locali presso le quali siamo stati intervistati, per la prima volta, i telespettatori hanno potuto ascoltare, accanto ai programmi politici, i fatti della vera Storia del Sud. Basterebbe questo a darci legittima soddisfazione. Purtroppo, però, non possiamo riposare dopo questa autoappagante battaglia. Perché adesso per il Partito del Sud che, con i suoi voti è determinante per la formazione delle prossima Amministrazione locale, è necessario individuare il soggetto politico con il quale definire un programma condivisibile fondato su atti e programmi confacenti con quella Storia e quell'impegno sociale che sono alla base della lotta politica del nostro Movimento. Un grande cammino inizia con un piccolo passo. In Sicilia, a Casamassima e nelle altre realtà dove il Partito del Sud si è presentato, ma anche dove gli altri movimenti meridionalisti sono stati presenti (movimenti con i quali speriamo di interagire quanto prima, sotto una unica bandiera), quel passo, in tanti, l'abbiamo fatto. Indipendentemente dal risultato ottenuto (senza gli stessi mezzi poderosi) Speriamo solo di essere sempre di più a camminare insieme. Faremo di tutto per riuscirci. Il futuro del Sud, che lo si capisca o no, che lo si voglia o no, è nelle mani di tutti noi.
Un compatriottico saluto
Francesco Laricchia
Per vedere i risultati di Casamassima:
Particolarmente significativo il dato numerico:
Alla lista PdSud l'1,4% dei voti,a Laricchia-Sindaco ben il 2,7 cioè il doppio che alla lista.
A ulteriore conferma ,se mai ce ne fosse bisogno,della stima che il nostro compatriota riscuote presso i propri concittadini.


Ricevo e posto,con i più vivi complimenti all'amico Francesco Laricchia per il risultato particolarmente significativo ottenuto:
Come a piazza Tienamen uno studente armato di un semplice secchio, riuscì a fermare una colonna di enormi carri armati che potevano fare di lui una poltiglia, così a Casamassima la lista del Partito del Sud guidata da Francesco Laricchia, in qualità di candidato sindaco, ha costretto al ballottaggio le armate dei partiti di centro destra e centro sinistra.
Una piccola lista di alcuni uomini decisi, come gli spartani alle Termopili, ha bloccato l'esercito di 160 "candidati" (con un rapporto reale di 1 a 50) nonostante il soverchiante risultato delle contemporanee politiche. Questa è la prova migliore che non facendosi avvilire da coloro i quali si piangono addosso nell'attesa del condottiero e degli eserciti che porteranno il Sud verso "il sole dell'avvenire" è possibile ottenere, nel piccolo delle realtà locali, risultati che possono incoraggiare e, soprattutto avvicinare la gente alla nostra Storia e ai problemi reali del Meridione. Infatti il lato vincente di questa operazione è dato dal fatto che nelle televisioni locali presso le quali siamo stati intervistati, per la prima volta, i telespettatori hanno potuto ascoltare, accanto ai programmi politici, i fatti della vera Storia del Sud. Basterebbe questo a darci legittima soddisfazione. Purtroppo, però, non possiamo riposare dopo questa autoappagante battaglia. Perché adesso per il Partito del Sud che, con i suoi voti è determinante per la formazione delle prossima Amministrazione locale, è necessario individuare il soggetto politico con il quale definire un programma condivisibile fondato su atti e programmi confacenti con quella Storia e quell'impegno sociale che sono alla base della lotta politica del nostro Movimento. Un grande cammino inizia con un piccolo passo. In Sicilia, a Casamassima e nelle altre realtà dove il Partito del Sud si è presentato, ma anche dove gli altri movimenti meridionalisti sono stati presenti (movimenti con i quali speriamo di interagire quanto prima, sotto una unica bandiera), quel passo, in tanti, l'abbiamo fatto. Indipendentemente dal risultato ottenuto (senza gli stessi mezzi poderosi) Speriamo solo di essere sempre di più a camminare insieme. Faremo di tutto per riuscirci. Il futuro del Sud, che lo si capisca o no, che lo si voglia o no, è nelle mani di tutti noi.
Un compatriottico saluto
Francesco Laricchia
Una piccola lista di alcuni uomini decisi, come gli spartani alle Termopili, ha bloccato l'esercito di 160 "candidati" (con un rapporto reale di 1 a 50) nonostante il soverchiante risultato delle contemporanee politiche. Questa è la prova migliore che non facendosi avvilire da coloro i quali si piangono addosso nell'attesa del condottiero e degli eserciti che porteranno il Sud verso "il sole dell'avvenire" è possibile ottenere, nel piccolo delle realtà locali, risultati che possono incoraggiare e, soprattutto avvicinare la gente alla nostra Storia e ai problemi reali del Meridione. Infatti il lato vincente di questa operazione è dato dal fatto che nelle televisioni locali presso le quali siamo stati intervistati, per la prima volta, i telespettatori hanno potuto ascoltare, accanto ai programmi politici, i fatti della vera Storia del Sud. Basterebbe questo a darci legittima soddisfazione. Purtroppo, però, non possiamo riposare dopo questa autoappagante battaglia. Perché adesso per il Partito del Sud che, con i suoi voti è determinante per la formazione delle prossima Amministrazione locale, è necessario individuare il soggetto politico con il quale definire un programma condivisibile fondato su atti e programmi confacenti con quella Storia e quell'impegno sociale che sono alla base della lotta politica del nostro Movimento. Un grande cammino inizia con un piccolo passo. In Sicilia, a Casamassima e nelle altre realtà dove il Partito del Sud si è presentato, ma anche dove gli altri movimenti meridionalisti sono stati presenti (movimenti con i quali speriamo di interagire quanto prima, sotto una unica bandiera), quel passo, in tanti, l'abbiamo fatto. Indipendentemente dal risultato ottenuto (senza gli stessi mezzi poderosi) Speriamo solo di essere sempre di più a camminare insieme. Faremo di tutto per riuscirci. Il futuro del Sud, che lo si capisca o no, che lo si voglia o no, è nelle mani di tutti noi.
Un compatriottico saluto
Francesco Laricchia
Per vedere i risultati di Casamassima:
Particolarmente significativo il dato numerico:
Alla lista PdSud l'1,4% dei voti,a Laricchia-Sindaco ben il 2,7 cioè il doppio che alla lista.
A ulteriore conferma ,se mai ce ne fosse bisogno,della stima che il nostro compatriota riscuote presso i propri concittadini.
martedì 15 aprile 2008
Un giorno tristissimo per il Sud

Caro Erasmo Vecchio,
oggi è una giorno triste per l'Italia e tristissimo per il Sud.
L'11 maggio del 1860 sbarcò in Sicilia un massone, tale Giuseppe Garibaldi e da allora la nostra ex patria è sprofondata nel baratro dei massacri savoiardi e dell'estrapolazione della nostra gente dalle nostre terre; una diaspora senza soluzione di continuità, nemmeno gli ebrei hanno conosciuto tale intensità di fuga. Oggi il fuoco mediatico di un altro massone, il sig. Silvio Berlusconi in compagnie delle quinte colonne bossiane nel sud, è stata compiuta un'altra operazione di asservimento. Il Partito del Sud, grazie a te e ai componenti la lista al Senato, grazie a decine di volontari, a gettato il seme, tanti gigli cresceranno nell'Isola che ha dato al mondo la civiltà. Quel fiore si propagherà in tutto il Sud e in tutta Italia. Noi siamo nati nelle contrade dell'ex Regno delle Due Sicilie. A sud di esso nacque la prima civiltà occidentale. Pitagora, Archita,Timeo,Ocello, Alesside, Zaleuco,Caronda,Ibico,Stesicore,Milone,Alcmeone,Archimede,Damea,Learco,Zeusi scrissero di poesia,di filosofia,di storia,di fisica,di matematica,di pittura,di scultura,di architettura.In Sicilia andarono ad inebriarsi di cultura Numa e Platone;la Grecia illuminò il mondo e Roma gli diede leggi ed ordine. Nelle nostre contrade nacquero Cicerone, Cesare, Ottaviano,Orazio e Mario, vincitoredei Cimbri.Qui si sviluppò in tutta la sua potenza la mente umana,e con essa arti e mestieri, ed il tutto modellò territori e città.Qui nel Sud,dopo l'età barbaric,risorgevano le prime faville dell'italico ingegno:Giovanni Caboto ed il Tarcagnota da Gaeta, Flavio Gioia da Amalfi, Federico II, San Tommaso d'Aquino,Pier delle Vigne, Ruggiero di Laria, Giovanni da Procida, il Sannazzaro, il Pontano, il Tasso, Poi Ettore Fieramosca da Capua,Bruno Giordano da Nola, Tommaso Campanella. Nella nostra terra baciata dal sole e bagnata di ingegno nacquero Telesio, Giambattista Vico, il Genovese, il Pagano, il Filangieri.Il Vesuvio spriginò dalle sue viscere la musica di Paisiello e l'Etna la dolcezza delle note di Vincenzo Bellini. Napoli, opera di tremila anni, terza città d'Europa nel 1860, dopo 150 anni di finta unità d'Italia è diventata capitale della monnezza de sistema partitico liberal- massonico-risorgimentale-piemontese-lombardo.Fino al 1860 l'ex Regno delle Due Sicilie era ricco di pace, di memorie, di costumi, di commercio, di pesca, di industrie, di agricoltura e di artigianato, era l'invidia delle genti: dappertutto scuole gratis, teatri, opere di ingegneria, meravigliosi musei, strade ferrate, opere di carità,bacinicantieri navali, arsenali davano lavoro a tutto il popolo. Non c'era disoccupazione. Oggi i nostri figli sono senza lavoro, senza casa e costretti a lasciare la propria terra, forse il più grande crimine dell'umanità dopo gli eccidi perpretati dai savoia e dai giacobini nelle nostre terre.Oggi applaudiamo i nuovi liberatori, e li votiamo, questi portertanno al sud ancora sangue, dolori ed emigrazione, ciò è nel DNA del partito liberale che ha avuto consensi oltre ogni previsione. Oggi il Sud è nelle mani dei vari Dell'Utri, di Bossi che ha strombazzato ai quattro venti la secessione padana, vogliamo metterlo alla prova, vogliamo vedere se è capace di andarsene. Non lo farà, sa che siamo il suo mercato, la sua colonia.
oggi è una giorno triste per l'Italia e tristissimo per il Sud.
L'11 maggio del 1860 sbarcò in Sicilia un massone, tale Giuseppe Garibaldi e da allora la nostra ex patria è sprofondata nel baratro dei massacri savoiardi e dell'estrapolazione della nostra gente dalle nostre terre; una diaspora senza soluzione di continuità, nemmeno gli ebrei hanno conosciuto tale intensità di fuga. Oggi il fuoco mediatico di un altro massone, il sig. Silvio Berlusconi in compagnie delle quinte colonne bossiane nel sud, è stata compiuta un'altra operazione di asservimento. Il Partito del Sud, grazie a te e ai componenti la lista al Senato, grazie a decine di volontari, a gettato il seme, tanti gigli cresceranno nell'Isola che ha dato al mondo la civiltà. Quel fiore si propagherà in tutto il Sud e in tutta Italia. Noi siamo nati nelle contrade dell'ex Regno delle Due Sicilie. A sud di esso nacque la prima civiltà occidentale. Pitagora, Archita,Timeo,Ocello, Alesside, Zaleuco,Caronda,Ibico,Stesicore,Milone,Alcmeone,Archimede,Damea,Learco,Zeusi scrissero di poesia,di filosofia,di storia,di fisica,di matematica,di pittura,di scultura,di architettura.In Sicilia andarono ad inebriarsi di cultura Numa e Platone;la Grecia illuminò il mondo e Roma gli diede leggi ed ordine. Nelle nostre contrade nacquero Cicerone, Cesare, Ottaviano,Orazio e Mario, vincitoredei Cimbri.Qui si sviluppò in tutta la sua potenza la mente umana,e con essa arti e mestieri, ed il tutto modellò territori e città.Qui nel Sud,dopo l'età barbaric,risorgevano le prime faville dell'italico ingegno:Giovanni Caboto ed il Tarcagnota da Gaeta, Flavio Gioia da Amalfi, Federico II, San Tommaso d'Aquino,Pier delle Vigne, Ruggiero di Laria, Giovanni da Procida, il Sannazzaro, il Pontano, il Tasso, Poi Ettore Fieramosca da Capua,Bruno Giordano da Nola, Tommaso Campanella. Nella nostra terra baciata dal sole e bagnata di ingegno nacquero Telesio, Giambattista Vico, il Genovese, il Pagano, il Filangieri.Il Vesuvio spriginò dalle sue viscere la musica di Paisiello e l'Etna la dolcezza delle note di Vincenzo Bellini. Napoli, opera di tremila anni, terza città d'Europa nel 1860, dopo 150 anni di finta unità d'Italia è diventata capitale della monnezza de sistema partitico liberal- massonico-risorgimentale-piemontese-lombardo.Fino al 1860 l'ex Regno delle Due Sicilie era ricco di pace, di memorie, di costumi, di commercio, di pesca, di industrie, di agricoltura e di artigianato, era l'invidia delle genti: dappertutto scuole gratis, teatri, opere di ingegneria, meravigliosi musei, strade ferrate, opere di carità,bacinicantieri navali, arsenali davano lavoro a tutto il popolo. Non c'era disoccupazione. Oggi i nostri figli sono senza lavoro, senza casa e costretti a lasciare la propria terra, forse il più grande crimine dell'umanità dopo gli eccidi perpretati dai savoia e dai giacobini nelle nostre terre.Oggi applaudiamo i nuovi liberatori, e li votiamo, questi portertanno al sud ancora sangue, dolori ed emigrazione, ciò è nel DNA del partito liberale che ha avuto consensi oltre ogni previsione. Oggi il Sud è nelle mani dei vari Dell'Utri, di Bossi che ha strombazzato ai quattro venti la secessione padana, vogliamo metterlo alla prova, vogliamo vedere se è capace di andarsene. Non lo farà, sa che siamo il suo mercato, la sua colonia.
Battere i nuovi latifondisti
Nel 1860 il Sud è stato invaso dai piemontesi savoiardi, i morti furono un milione, la sua economia distrutta, chiuse le sue scuole, incendiati i raccolti, distrutto il suo apparato industriale, la sua economia eliminata dal mercato. Nel 1861 il tesoro italiano ammontava a 668 milioni di lire di cui 443 appartenevano al Regno delle Due Sicilie, 90 agli stati papalini, 27 al Piemonte, e solo 8 alla Lombardia. Il Piemonte era indebitatisismo e nella padania di Bossi si moriva di pellagra e di carbonchio. Gli emigranti, fino a quel tempo erano lombardi, veneti, friulani e piemontesi. Dal Sud non era mai emigrato nessuno. Gli addetti nell'industria nel Sud ammontavano ad un milione ed ottocentomila addetti e nel centro Nord vi erano 1.100 000 operai. Dal 1861 ad oggi gli emigranti meridionali ammontano a 25 milioni, una emigrazione biblica, una vera diaspora. Il Sud reagì contro l'invasione piemontese e i suoi partigiani, chiamati briganti dagli scrittori salariati dal regime. Da allora son nati nella padania i nuovi latifondisti, quelli che per 140 anni hanno munto risorse e profitti dallo Stato e dai privati cittadini. In 140 anni il sud è stato desertificato ed il nord padano ha ingrassato i latifondi economici, il Meridione è solo mercato.Chi sono i nuovi latifondisti che affamano il Sud?Le compagnie di assicurazioni, tutte padane.Le compagnie distributrici alimentari e non, tutte o quasi padane.Le compagnie telefoniche, quasi tutte a capitale nordista.Le compagnie petrolifere, tutte del Nord.I supermercati, tutti del Nord.I maggiori gruppi industriali, tutti del Nord.Le banche , tutte del nord ( anche il Banco di Sicilia e il Banco di Napoli oggi è stato inglobato dal San Paolo di Torino).I natwork televisivi, tutti milanesi. Mediaset e La7.Quasi tutte le case editrici che contano.Ecco cosa è stata l'Italia voluta da Cavour e dai Savoia. Ecco cosa è stato il liberismo stalinista voluto dalla casta padana. Il liberismo fasullo che vorrebbero farci digerire ha affamato e mortificato il Sud, ha desertificato il suo territorio, ha fatto emigrare milioni di Meridionali.Bisogna abbattere questi nuovi latifondisti se vogliamo vivere dignitosamente, bisogna aprire i mercati con una concorrenza leale. Chi non vuole aprire il Mercato? E' tutto il sistema dei poteri forti. Potete aprire una fabbrica di automobili in Italia? No.Potete creare un network televisivo? No, nemmeno una tv di quartiere, nonostanteTMO Gaeta, tv del Partito del Sud, trasmette da 5 anni. Ma dicono che siamo abusivi, questo ditelo ai gaetani che ci ascoltano in massa! Il potere ha paura del nuovo, ha paura della concorrenza e si studiano leggi ad personam o che limitino al massimo lo spazio di impresa a chi vuole fare impresa. Il liberismo padano, che osano chiamare italiano, è stalinista come stalinista è il primo ministro padano Berlusconi.
La FIAT? dicono essere italiana, no, è padana e della famiglia Agnelli.
Mediaset? non è italiana, è padana e della famiglia Berlusconi e così la Pirelli, la Piaggio, la Telecom, e mille altre imprese.
I supermercati ? non sono italiani, sono tutti del Nord, Le coop sono emiliane e romagnole; la Standa, Panorama, La Rinascente, e tutte la grandi catene distributive sono padane.
A noi del sud hanno lasciato solo la MANDRACA ( mafia-'drangheta-camorra) una multinazionale che serve al regime massonico per imbavagliare qualsiasi movimento di riscossa.
Insomma è il loro braccio armato.
Che fare per abbattere il nuovo latifondo? chi deve farlo? Robin Hood per gli inglesi è un eroe, Fra' Diavolo è stato dipinto come un bandito. Michele Pezza ha combattuto contro i francesi, un grandisismo eroe, un vero partigiano; ha combattuto contro il capitalismo giacobino e così il milione di briganti morti nel 1860 e dintorni.
Oggi tutti i partiti, da destra a sinistra, legittimamente difendono gli interessi del Nord o del centro-nord, e così i sindacati che difendono gli operai, che stanno quasi tutti al nord.
Chi difende le piccole imprese del Sud? chi i commercianti assaliti dalla concorrenza dei grandi supermercati? chi difende l'agricoltura del Sud? chi la sua pesca? chi difende i nostri salari dimezzati? chi ci difende dal sistema bancario strozzino del Nord? chi ci difende dalle bollette salate che ci arrivano ogni mese?Ecco, se l'economia del nord, con le sue mille sfaccettature, viene difesa dai partiti di questa finta destra e da questa finta sinistra, dobbiamo scendere in campo per difendere i meridionali dall'assalto concentrico di queste aziende poco liberiste e che non fanno mercato.
Ci vuole un PARTITO DEL SUD che operi nel territorio, un partito che ci difenda dallo sfruttamento, che ci renda protagonista e non succubi di una economia costruita ad arte per dissanguarci. In Sicilia avete messo le radici, il nostro simbolo è un giglio, crescerà grazie a tutti voi che vi siete immolati. Ringrazia Angelo Todaro che ha messo passione, ringrazia tutti i componenti la lista, per me sono degli eroi, un giorno saranno ricordati tutti dai libri di storia, hanno scritto una pagina meravigliosa. Il Sud si sta svegliando, qualcosa si sta muovendo, l'avanguardia si sta svegliando e da Gaeta, dalla Sicilia sta cominciando una nuova resistenza. Ridaremo al nostro popolo la libertà perduta, la sua autonomia. prodi nel 1999, sotto l'egida di Ciampi allora presidente della Repubblica regalò al Piemonte 500 milioni di euro per riattare i siti savoiardi, è nel programma elettorale di Berlusconi la vendita del nostro patrimonio demaniale, come fecero i suoi predecessori massoni e liberali nel 1800, vogliono vendere le nostre ricchezze e la nostra storia, non dobbiamo permetterlo. Metteremo alla prova Lombardo, vedremo se vuole l'autonomia della Sicilia, vogliamo vedere se applicherà lo statuto speciale che è costato centinaia di morti ai siciliani, vogliamo vedere se sono federalisti veri o federalisti finti dei ricchi. E' giunto il momento di dire basta e di chiamare a raccolta tutti i meridionali sensibili ed orgogliosi. I servi e i lacchè della feccia nordista, un giorno, saranno additati al ludibrio della gente e della storia. E' il momento di compattarci, di rivalutare la nostra storia, di processare l'invasione piemonte di ieri e quella lombardo veneta di oggi, di processare coloro che fucilarono un milione di nostri compatrioti nel 1860 e dintornii nostri contadini chiamandoli briganti. Meridionali, compatrioti, uniamoci!!!
Venite da destra e da sinistra.
La nostra ideologia è molto semplice.
Ridare libertà e dignità al Sud.
Noi siamo del Sud; noi definiti barbari e primitivi dai piemontesi del liberale Cavour e terroni dai leghisti prima maniera.
Antonio Ciano,coordinatore nazionale del PdSud

Caro Erasmo Vecchio,
oggi è una giorno triste per l'Italia e tristissimo per il Sud.
L'11 maggio del 1860 sbarcò in Sicilia un massone, tale Giuseppe Garibaldi e da allora la nostra ex patria è sprofondata nel baratro dei massacri savoiardi e dell'estrapolazione della nostra gente dalle nostre terre; una diaspora senza soluzione di continuità, nemmeno gli ebrei hanno conosciuto tale intensità di fuga. Oggi il fuoco mediatico di un altro massone, il sig. Silvio Berlusconi in compagnie delle quinte colonne bossiane nel sud, è stata compiuta un'altra operazione di asservimento. Il Partito del Sud, grazie a te e ai componenti la lista al Senato, grazie a decine di volontari, a gettato il seme, tanti gigli cresceranno nell'Isola che ha dato al mondo la civiltà. Quel fiore si propagherà in tutto il Sud e in tutta Italia. Noi siamo nati nelle contrade dell'ex Regno delle Due Sicilie. A sud di esso nacque la prima civiltà occidentale. Pitagora, Archita,Timeo,Ocello, Alesside, Zaleuco,Caronda,Ibico,Stesicore,Milone,Alcmeone,Archimede,Damea,Learco,Zeusi scrissero di poesia,di filosofia,di storia,di fisica,di matematica,di pittura,di scultura,di architettura.In Sicilia andarono ad inebriarsi di cultura Numa e Platone;la Grecia illuminò il mondo e Roma gli diede leggi ed ordine. Nelle nostre contrade nacquero Cicerone, Cesare, Ottaviano,Orazio e Mario, vincitoredei Cimbri.Qui si sviluppò in tutta la sua potenza la mente umana,e con essa arti e mestieri, ed il tutto modellò territori e città.Qui nel Sud,dopo l'età barbaric,risorgevano le prime faville dell'italico ingegno:Giovanni Caboto ed il Tarcagnota da Gaeta, Flavio Gioia da Amalfi, Federico II, San Tommaso d'Aquino,Pier delle Vigne, Ruggiero di Laria, Giovanni da Procida, il Sannazzaro, il Pontano, il Tasso, Poi Ettore Fieramosca da Capua,Bruno Giordano da Nola, Tommaso Campanella. Nella nostra terra baciata dal sole e bagnata di ingegno nacquero Telesio, Giambattista Vico, il Genovese, il Pagano, il Filangieri.Il Vesuvio spriginò dalle sue viscere la musica di Paisiello e l'Etna la dolcezza delle note di Vincenzo Bellini. Napoli, opera di tremila anni, terza città d'Europa nel 1860, dopo 150 anni di finta unità d'Italia è diventata capitale della monnezza de sistema partitico liberal- massonico-risorgimentale-piemontese-lombardo.Fino al 1860 l'ex Regno delle Due Sicilie era ricco di pace, di memorie, di costumi, di commercio, di pesca, di industrie, di agricoltura e di artigianato, era l'invidia delle genti: dappertutto scuole gratis, teatri, opere di ingegneria, meravigliosi musei, strade ferrate, opere di carità,bacinicantieri navali, arsenali davano lavoro a tutto il popolo. Non c'era disoccupazione. Oggi i nostri figli sono senza lavoro, senza casa e costretti a lasciare la propria terra, forse il più grande crimine dell'umanità dopo gli eccidi perpretati dai savoia e dai giacobini nelle nostre terre.Oggi applaudiamo i nuovi liberatori, e li votiamo, questi portertanno al sud ancora sangue, dolori ed emigrazione, ciò è nel DNA del partito liberale che ha avuto consensi oltre ogni previsione. Oggi il Sud è nelle mani dei vari Dell'Utri, di Bossi che ha strombazzato ai quattro venti la secessione padana, vogliamo metterlo alla prova, vogliamo vedere se è capace di andarsene. Non lo farà, sa che siamo il suo mercato, la sua colonia.
oggi è una giorno triste per l'Italia e tristissimo per il Sud.
L'11 maggio del 1860 sbarcò in Sicilia un massone, tale Giuseppe Garibaldi e da allora la nostra ex patria è sprofondata nel baratro dei massacri savoiardi e dell'estrapolazione della nostra gente dalle nostre terre; una diaspora senza soluzione di continuità, nemmeno gli ebrei hanno conosciuto tale intensità di fuga. Oggi il fuoco mediatico di un altro massone, il sig. Silvio Berlusconi in compagnie delle quinte colonne bossiane nel sud, è stata compiuta un'altra operazione di asservimento. Il Partito del Sud, grazie a te e ai componenti la lista al Senato, grazie a decine di volontari, a gettato il seme, tanti gigli cresceranno nell'Isola che ha dato al mondo la civiltà. Quel fiore si propagherà in tutto il Sud e in tutta Italia. Noi siamo nati nelle contrade dell'ex Regno delle Due Sicilie. A sud di esso nacque la prima civiltà occidentale. Pitagora, Archita,Timeo,Ocello, Alesside, Zaleuco,Caronda,Ibico,Stesicore,Milone,Alcmeone,Archimede,Damea,Learco,Zeusi scrissero di poesia,di filosofia,di storia,di fisica,di matematica,di pittura,di scultura,di architettura.In Sicilia andarono ad inebriarsi di cultura Numa e Platone;la Grecia illuminò il mondo e Roma gli diede leggi ed ordine. Nelle nostre contrade nacquero Cicerone, Cesare, Ottaviano,Orazio e Mario, vincitoredei Cimbri.Qui si sviluppò in tutta la sua potenza la mente umana,e con essa arti e mestieri, ed il tutto modellò territori e città.Qui nel Sud,dopo l'età barbaric,risorgevano le prime faville dell'italico ingegno:Giovanni Caboto ed il Tarcagnota da Gaeta, Flavio Gioia da Amalfi, Federico II, San Tommaso d'Aquino,Pier delle Vigne, Ruggiero di Laria, Giovanni da Procida, il Sannazzaro, il Pontano, il Tasso, Poi Ettore Fieramosca da Capua,Bruno Giordano da Nola, Tommaso Campanella. Nella nostra terra baciata dal sole e bagnata di ingegno nacquero Telesio, Giambattista Vico, il Genovese, il Pagano, il Filangieri.Il Vesuvio spriginò dalle sue viscere la musica di Paisiello e l'Etna la dolcezza delle note di Vincenzo Bellini. Napoli, opera di tremila anni, terza città d'Europa nel 1860, dopo 150 anni di finta unità d'Italia è diventata capitale della monnezza de sistema partitico liberal- massonico-risorgimentale-piemontese-lombardo.Fino al 1860 l'ex Regno delle Due Sicilie era ricco di pace, di memorie, di costumi, di commercio, di pesca, di industrie, di agricoltura e di artigianato, era l'invidia delle genti: dappertutto scuole gratis, teatri, opere di ingegneria, meravigliosi musei, strade ferrate, opere di carità,bacinicantieri navali, arsenali davano lavoro a tutto il popolo. Non c'era disoccupazione. Oggi i nostri figli sono senza lavoro, senza casa e costretti a lasciare la propria terra, forse il più grande crimine dell'umanità dopo gli eccidi perpretati dai savoia e dai giacobini nelle nostre terre.Oggi applaudiamo i nuovi liberatori, e li votiamo, questi portertanno al sud ancora sangue, dolori ed emigrazione, ciò è nel DNA del partito liberale che ha avuto consensi oltre ogni previsione. Oggi il Sud è nelle mani dei vari Dell'Utri, di Bossi che ha strombazzato ai quattro venti la secessione padana, vogliamo metterlo alla prova, vogliamo vedere se è capace di andarsene. Non lo farà, sa che siamo il suo mercato, la sua colonia.
Battere i nuovi latifondisti
Nel 1860 il Sud è stato invaso dai piemontesi savoiardi, i morti furono un milione, la sua economia distrutta, chiuse le sue scuole, incendiati i raccolti, distrutto il suo apparato industriale, la sua economia eliminata dal mercato. Nel 1861 il tesoro italiano ammontava a 668 milioni di lire di cui 443 appartenevano al Regno delle Due Sicilie, 90 agli stati papalini, 27 al Piemonte, e solo 8 alla Lombardia. Il Piemonte era indebitatisismo e nella padania di Bossi si moriva di pellagra e di carbonchio. Gli emigranti, fino a quel tempo erano lombardi, veneti, friulani e piemontesi. Dal Sud non era mai emigrato nessuno. Gli addetti nell'industria nel Sud ammontavano ad un milione ed ottocentomila addetti e nel centro Nord vi erano 1.100 000 operai. Dal 1861 ad oggi gli emigranti meridionali ammontano a 25 milioni, una emigrazione biblica, una vera diaspora. Il Sud reagì contro l'invasione piemontese e i suoi partigiani, chiamati briganti dagli scrittori salariati dal regime. Da allora son nati nella padania i nuovi latifondisti, quelli che per 140 anni hanno munto risorse e profitti dallo Stato e dai privati cittadini. In 140 anni il sud è stato desertificato ed il nord padano ha ingrassato i latifondi economici, il Meridione è solo mercato.Chi sono i nuovi latifondisti che affamano il Sud?Le compagnie di assicurazioni, tutte padane.Le compagnie distributrici alimentari e non, tutte o quasi padane.Le compagnie telefoniche, quasi tutte a capitale nordista.Le compagnie petrolifere, tutte del Nord.I supermercati, tutti del Nord.I maggiori gruppi industriali, tutti del Nord.Le banche , tutte del nord ( anche il Banco di Sicilia e il Banco di Napoli oggi è stato inglobato dal San Paolo di Torino).I natwork televisivi, tutti milanesi. Mediaset e La7.Quasi tutte le case editrici che contano.Ecco cosa è stata l'Italia voluta da Cavour e dai Savoia. Ecco cosa è stato il liberismo stalinista voluto dalla casta padana. Il liberismo fasullo che vorrebbero farci digerire ha affamato e mortificato il Sud, ha desertificato il suo territorio, ha fatto emigrare milioni di Meridionali.Bisogna abbattere questi nuovi latifondisti se vogliamo vivere dignitosamente, bisogna aprire i mercati con una concorrenza leale. Chi non vuole aprire il Mercato? E' tutto il sistema dei poteri forti. Potete aprire una fabbrica di automobili in Italia? No.Potete creare un network televisivo? No, nemmeno una tv di quartiere, nonostanteTMO Gaeta, tv del Partito del Sud, trasmette da 5 anni. Ma dicono che siamo abusivi, questo ditelo ai gaetani che ci ascoltano in massa! Il potere ha paura del nuovo, ha paura della concorrenza e si studiano leggi ad personam o che limitino al massimo lo spazio di impresa a chi vuole fare impresa. Il liberismo padano, che osano chiamare italiano, è stalinista come stalinista è il primo ministro padano Berlusconi.
La FIAT? dicono essere italiana, no, è padana e della famiglia Agnelli.
Mediaset? non è italiana, è padana e della famiglia Berlusconi e così la Pirelli, la Piaggio, la Telecom, e mille altre imprese.
I supermercati ? non sono italiani, sono tutti del Nord, Le coop sono emiliane e romagnole; la Standa, Panorama, La Rinascente, e tutte la grandi catene distributive sono padane.
A noi del sud hanno lasciato solo la MANDRACA ( mafia-'drangheta-camorra) una multinazionale che serve al regime massonico per imbavagliare qualsiasi movimento di riscossa.
Insomma è il loro braccio armato.
Che fare per abbattere il nuovo latifondo? chi deve farlo? Robin Hood per gli inglesi è un eroe, Fra' Diavolo è stato dipinto come un bandito. Michele Pezza ha combattuto contro i francesi, un grandisismo eroe, un vero partigiano; ha combattuto contro il capitalismo giacobino e così il milione di briganti morti nel 1860 e dintorni.
Oggi tutti i partiti, da destra a sinistra, legittimamente difendono gli interessi del Nord o del centro-nord, e così i sindacati che difendono gli operai, che stanno quasi tutti al nord.
Chi difende le piccole imprese del Sud? chi i commercianti assaliti dalla concorrenza dei grandi supermercati? chi difende l'agricoltura del Sud? chi la sua pesca? chi difende i nostri salari dimezzati? chi ci difende dal sistema bancario strozzino del Nord? chi ci difende dalle bollette salate che ci arrivano ogni mese?Ecco, se l'economia del nord, con le sue mille sfaccettature, viene difesa dai partiti di questa finta destra e da questa finta sinistra, dobbiamo scendere in campo per difendere i meridionali dall'assalto concentrico di queste aziende poco liberiste e che non fanno mercato.
Ci vuole un PARTITO DEL SUD che operi nel territorio, un partito che ci difenda dallo sfruttamento, che ci renda protagonista e non succubi di una economia costruita ad arte per dissanguarci. In Sicilia avete messo le radici, il nostro simbolo è un giglio, crescerà grazie a tutti voi che vi siete immolati. Ringrazia Angelo Todaro che ha messo passione, ringrazia tutti i componenti la lista, per me sono degli eroi, un giorno saranno ricordati tutti dai libri di storia, hanno scritto una pagina meravigliosa. Il Sud si sta svegliando, qualcosa si sta muovendo, l'avanguardia si sta svegliando e da Gaeta, dalla Sicilia sta cominciando una nuova resistenza. Ridaremo al nostro popolo la libertà perduta, la sua autonomia. prodi nel 1999, sotto l'egida di Ciampi allora presidente della Repubblica regalò al Piemonte 500 milioni di euro per riattare i siti savoiardi, è nel programma elettorale di Berlusconi la vendita del nostro patrimonio demaniale, come fecero i suoi predecessori massoni e liberali nel 1800, vogliono vendere le nostre ricchezze e la nostra storia, non dobbiamo permetterlo. Metteremo alla prova Lombardo, vedremo se vuole l'autonomia della Sicilia, vogliamo vedere se applicherà lo statuto speciale che è costato centinaia di morti ai siciliani, vogliamo vedere se sono federalisti veri o federalisti finti dei ricchi. E' giunto il momento di dire basta e di chiamare a raccolta tutti i meridionali sensibili ed orgogliosi. I servi e i lacchè della feccia nordista, un giorno, saranno additati al ludibrio della gente e della storia. E' il momento di compattarci, di rivalutare la nostra storia, di processare l'invasione piemonte di ieri e quella lombardo veneta di oggi, di processare coloro che fucilarono un milione di nostri compatrioti nel 1860 e dintornii nostri contadini chiamandoli briganti. Meridionali, compatrioti, uniamoci!!!
Venite da destra e da sinistra.
La nostra ideologia è molto semplice.
Ridare libertà e dignità al Sud.
Noi siamo del Sud; noi definiti barbari e primitivi dai piemontesi del liberale Cavour e terroni dai leghisti prima maniera.
Antonio Ciano,coordinatore nazionale del PdSud
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