venerdì 7 marzo 2008

Italia Sub-prime


Tassi, titoli italiani ad alta tensione.

Vendite sui BTP di Moyra Longo

«Cosa sta succedendo?».Se questa domanda la ponesse un piccolo risparmiatore non ci sarebbe nulla di strano.Il problema è che ieri erano i grandi fondi internazionali a chiamare le banche italiane per sapere cosa sta accadendo ai BTP e ai CCT. E questo non è affatto consueto. In effetti sui titoli di Stato italiani, che ieri hanno perso un punto pieno, è scoppiata la bufera:per la prima volta da quando esiste l’euro, il rendimento dei BTP decennali supera infatti quellodei titoli di Stato tedeschi di 58 punti base. Questo significa che i titoli di Stato italiani devono offrire un rendimento dello 0,58% in più dei «colleghi» tedeschi per attrarre gli investitori. Livello che, sul mercato, nessuno riesce veramente a motivare: tra le sale operative girano decine di spiegazioni diverse. E anche i grandi fondi internazionali brancolano nel buio. Solo su un punto sono tutti d’accordo: i BTP italiani non sono gli unici titoli di Stato ad essere penalizzati. A perdere quota rispetto alla Germania sono infatti tutti i Paesi europei: dalla Grecia, al Portogallo, fino alla Francia. E questo accade ormai da un paio di mesi: quando il mercato saliva (come è accaduto nelle ultime settimane) i Bund tedeschi salivano più degli altri titoli di Stato europei; e ora che il mercato scende (come è invece accaduto ieri) i Bund scendono meno degli altri. La giornata di ieri è esemplare: i BTP decennali hanno perso un punto pieno facendo salireil rendimento di 13 centesimi, mentre i Bund hanno ceduto lo 0,32% facendo lievitare il tasso d’interesse di soli 4 centesimi. Insomma: entrambi sono scesi, ma i BTP di più. Idem per i titoli degli altri Paesi europei. Questo significa che il problema non va cercato in Italia, ma nei mercati finanziari internazionali.Su questo concordano tutti. Ma poi quando gli operatori cercano di individuare le motivazioni precise, ognuno dice la sua. Qualcuno sostiene che la causa vada cercata nella crisi di liquidità che sta tornando a pesare sulle banche. In effetti in questi giorni i tassi interbancari, quelli che i vari istituti di credito applicano quandosi prestano denaro a vicenda, sono tornati a salire: ieri l’Euribor è cresciuto al 4,398%, massimodal 18 gennaio. Questo significa che, per le banche, sta diventando più difficile (o meglio, più costoso) ottenere liquidità. Per questo - sostiene un operatore - tanti istituti per raccogliere denaro vendono titoli di Stato. E, dovendo scegliere cosa cedere, preferiscono scaricare i titoli dei Paesi più «periferici» come l’Italia e la Grecia, piuttosto che quelli tedeschi che sono gli unici ad avere un contratto future molto liquido. Altri operatori danno una spiegazione più semplice: in un momento di grande incertezza, dicono, tanti fondi pensano di rifugiarsi sui Bund piuttosto che sui BTP. Altri operatori, invece, parlano di riassetto dei portafogli. Altri, infine, legano la situazione attuale al fatto che gli investitori temono che presto o tardi aumentino i fallimenti tra le società. Per cercare di assicurare il proprio portafoglio contro un eventuale aumento delle insolvenze, tanti fondi stanno infatti comprando credit default swap: derivati che funzionano proprio come polizze assicurative contro il default di qualunque obbligazione. Ma dato che i credit default swap sulle singole società sono scarsi e la domanda è elevata, molti investitori hanno iniziato a comprare protezione sui Paesi. La logica è questa: se non puoi assicurarti contro il fallimento della società X italiana, compri protezione sull’Italia intera. E’ per questo che in questi giorni si sono impennati i credit default swap dell’Italia (arrivati a 54 punti base contro i 12 della scorsa estate), ma anche della Francia (a 18 punti base) e della stessa Germania (14). E questo, sostengono alcuni operatori, ha l’effetto indiretto di penalizzare i BTP». Grazie al lettore Josè per il suo occhio attento. In precedenti articoli abbiamo accennato al problema qui raccontato, l’allargarsi della forbice (spread) tra i BOT italiani e quelli tedeschi.In pratica, per convincere gli investitori a comprare i nostri titoli del debito pubblico, il Tesoro deve offrire un tasso d’interesse più alto che sui BOT tedeschi, perché sul nostro Stato indebitatissimo gravano sospetti più forti di insolvenza. Due titoli espressi nella stessa moneta (l’euro), emessi da due Stati sub-sovrani europei, hanno rendimenti diversi. Il fatto grave è che la forbice si allarga: fino al punto di rottura. Si rischia cioè la rottura del sistema monetario europeo, con l’esito finale dell’espulsione dell’Italia dal club moneta-forte, come già avvenne quando l’attacco di George Soros sulla lira, malamente affrontato da un certo Venerato Maestro allora capo di Bankitalia, Ciampi, ci fece saltar fuori dal serpente monetario europeo. Con aggravio degli interessi sul debito pubblico, che salirono alle stelle. Uno dei migliori giornalisti economici, Ambrose Evans-Pritchard del Telegraph , racconta una cosa più grave. Il nostro ministro delle Finanze, Venerato Gran Maestro Padoa Schioppa, ha di fatto ritirato dai mercati i BTP a scadenza decennale. Invitando gli investitori che li detengono a scambiarli con nuovi BTP a cinque anni, ossia a scadenza più ravvicinata. Come spiega l’articolo de Il Sole 24 Ore, infatti, gli speculatori hanno bisogno estremo di liquidità, e stanno facendosi liquidità vendendo, di preferenza, i BOT italiani. Sicchè il governo (Prodi e Padoa Schiopppa) stanno «aiutando» questi capitalisti a «scambiare obbligazioni non-liquide con titoli più liquidi». Lo svantaggio per gli italiani è ovvio: una cosa è contrarre un mutuo a dieci anni, altra contrarlo a cinque. Ma probabilmente, il nostro non-governo non può fare altro. Zitto zitto, invisibile ai media a lui servili, sta affrontando la più grave crisi finanziaria di questa generazione in stato di necessità. In realtà, tutti i titoli visti come rischiosi vengono oggi venduti massicciamente dalla speculazione globale, ansiosa di ridurre le proprie esposizioni sui mercati swap. E rischiosi, per la speculazione, sono anche i BOT greci, belgi, portoghesi. Ma i nostri, sono considerati i più rischiosi d’Europa. e lo dice lo spread (la forbice) rispetto ai BOT tedeschi. Per la Grecia è 0,53%, per il Portogallo 0,44%, per il Belgio 0,38% e per la Spagna 0,36%. Per l’Italia, ripetiamo, la forbice è 0,55%. L’Italia è considerata un debitore peggiore della Grecia. Italia sub-prime. «Questi Paesi non possono più togliersi dai guai svalutando, come facevano», dice Simon Derrick, speculatore sui cambi alla Bank of New York Mellon: «L’Italia è nella peggiore condizione possibile, perché avrebbe bisogno di tassi d’interesse più bassi in questo periodo di recessione, e invece dovrà pagarne di più alti sul suo debito. Si arriva al punto in cui questo diventa il problema politico più importante». Problema politico e sociale: perché l’Italia e gli altri Paesi del Club Med dovranno «controllare i salari» (che sono già i più bassi d’Europa, grazie ai sindacati) e «aumentare la produttività» dei lavoratori. In altre parole: lavorare di più per meno paga. E le detassazioni sugli straordinari promesse dai politici? Addio. Per intanto, Prodi l’invisibile e Padoa Schioppa zitto-zitto se la cavano con l’espediente di dare ai creditori BOT a cinque anni al posto dei BOT a 10. La Banca Centrale Europea chiude un occhio: secondo il trattato europeo Bankitalia ha il divieto di comprare i titoli di debito dello Stato italiano (come faceva ai tempi della lira), perché questo «inflazionerebbe la moneta comune», però è consentito che il Tesoro «aggiusti» le scadenze dei BOT come sta facendo. Fino a un certo punto però: la BCE, dice Evans-Pritchard, «sta osservando molto da vicino tutti i movimenti di Roma a sostegno del mercato dei titoli pubblici».


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Tassi, titoli italiani ad alta tensione.

Vendite sui BTP di Moyra Longo

«Cosa sta succedendo?».Se questa domanda la ponesse un piccolo risparmiatore non ci sarebbe nulla di strano.Il problema è che ieri erano i grandi fondi internazionali a chiamare le banche italiane per sapere cosa sta accadendo ai BTP e ai CCT. E questo non è affatto consueto. In effetti sui titoli di Stato italiani, che ieri hanno perso un punto pieno, è scoppiata la bufera:per la prima volta da quando esiste l’euro, il rendimento dei BTP decennali supera infatti quellodei titoli di Stato tedeschi di 58 punti base. Questo significa che i titoli di Stato italiani devono offrire un rendimento dello 0,58% in più dei «colleghi» tedeschi per attrarre gli investitori. Livello che, sul mercato, nessuno riesce veramente a motivare: tra le sale operative girano decine di spiegazioni diverse. E anche i grandi fondi internazionali brancolano nel buio. Solo su un punto sono tutti d’accordo: i BTP italiani non sono gli unici titoli di Stato ad essere penalizzati. A perdere quota rispetto alla Germania sono infatti tutti i Paesi europei: dalla Grecia, al Portogallo, fino alla Francia. E questo accade ormai da un paio di mesi: quando il mercato saliva (come è accaduto nelle ultime settimane) i Bund tedeschi salivano più degli altri titoli di Stato europei; e ora che il mercato scende (come è invece accaduto ieri) i Bund scendono meno degli altri. La giornata di ieri è esemplare: i BTP decennali hanno perso un punto pieno facendo salireil rendimento di 13 centesimi, mentre i Bund hanno ceduto lo 0,32% facendo lievitare il tasso d’interesse di soli 4 centesimi. Insomma: entrambi sono scesi, ma i BTP di più. Idem per i titoli degli altri Paesi europei. Questo significa che il problema non va cercato in Italia, ma nei mercati finanziari internazionali.Su questo concordano tutti. Ma poi quando gli operatori cercano di individuare le motivazioni precise, ognuno dice la sua. Qualcuno sostiene che la causa vada cercata nella crisi di liquidità che sta tornando a pesare sulle banche. In effetti in questi giorni i tassi interbancari, quelli che i vari istituti di credito applicano quandosi prestano denaro a vicenda, sono tornati a salire: ieri l’Euribor è cresciuto al 4,398%, massimodal 18 gennaio. Questo significa che, per le banche, sta diventando più difficile (o meglio, più costoso) ottenere liquidità. Per questo - sostiene un operatore - tanti istituti per raccogliere denaro vendono titoli di Stato. E, dovendo scegliere cosa cedere, preferiscono scaricare i titoli dei Paesi più «periferici» come l’Italia e la Grecia, piuttosto che quelli tedeschi che sono gli unici ad avere un contratto future molto liquido. Altri operatori danno una spiegazione più semplice: in un momento di grande incertezza, dicono, tanti fondi pensano di rifugiarsi sui Bund piuttosto che sui BTP. Altri operatori, invece, parlano di riassetto dei portafogli. Altri, infine, legano la situazione attuale al fatto che gli investitori temono che presto o tardi aumentino i fallimenti tra le società. Per cercare di assicurare il proprio portafoglio contro un eventuale aumento delle insolvenze, tanti fondi stanno infatti comprando credit default swap: derivati che funzionano proprio come polizze assicurative contro il default di qualunque obbligazione. Ma dato che i credit default swap sulle singole società sono scarsi e la domanda è elevata, molti investitori hanno iniziato a comprare protezione sui Paesi. La logica è questa: se non puoi assicurarti contro il fallimento della società X italiana, compri protezione sull’Italia intera. E’ per questo che in questi giorni si sono impennati i credit default swap dell’Italia (arrivati a 54 punti base contro i 12 della scorsa estate), ma anche della Francia (a 18 punti base) e della stessa Germania (14). E questo, sostengono alcuni operatori, ha l’effetto indiretto di penalizzare i BTP». Grazie al lettore Josè per il suo occhio attento. In precedenti articoli abbiamo accennato al problema qui raccontato, l’allargarsi della forbice (spread) tra i BOT italiani e quelli tedeschi.In pratica, per convincere gli investitori a comprare i nostri titoli del debito pubblico, il Tesoro deve offrire un tasso d’interesse più alto che sui BOT tedeschi, perché sul nostro Stato indebitatissimo gravano sospetti più forti di insolvenza. Due titoli espressi nella stessa moneta (l’euro), emessi da due Stati sub-sovrani europei, hanno rendimenti diversi. Il fatto grave è che la forbice si allarga: fino al punto di rottura. Si rischia cioè la rottura del sistema monetario europeo, con l’esito finale dell’espulsione dell’Italia dal club moneta-forte, come già avvenne quando l’attacco di George Soros sulla lira, malamente affrontato da un certo Venerato Maestro allora capo di Bankitalia, Ciampi, ci fece saltar fuori dal serpente monetario europeo. Con aggravio degli interessi sul debito pubblico, che salirono alle stelle. Uno dei migliori giornalisti economici, Ambrose Evans-Pritchard del Telegraph , racconta una cosa più grave. Il nostro ministro delle Finanze, Venerato Gran Maestro Padoa Schioppa, ha di fatto ritirato dai mercati i BTP a scadenza decennale. Invitando gli investitori che li detengono a scambiarli con nuovi BTP a cinque anni, ossia a scadenza più ravvicinata. Come spiega l’articolo de Il Sole 24 Ore, infatti, gli speculatori hanno bisogno estremo di liquidità, e stanno facendosi liquidità vendendo, di preferenza, i BOT italiani. Sicchè il governo (Prodi e Padoa Schiopppa) stanno «aiutando» questi capitalisti a «scambiare obbligazioni non-liquide con titoli più liquidi». Lo svantaggio per gli italiani è ovvio: una cosa è contrarre un mutuo a dieci anni, altra contrarlo a cinque. Ma probabilmente, il nostro non-governo non può fare altro. Zitto zitto, invisibile ai media a lui servili, sta affrontando la più grave crisi finanziaria di questa generazione in stato di necessità. In realtà, tutti i titoli visti come rischiosi vengono oggi venduti massicciamente dalla speculazione globale, ansiosa di ridurre le proprie esposizioni sui mercati swap. E rischiosi, per la speculazione, sono anche i BOT greci, belgi, portoghesi. Ma i nostri, sono considerati i più rischiosi d’Europa. e lo dice lo spread (la forbice) rispetto ai BOT tedeschi. Per la Grecia è 0,53%, per il Portogallo 0,44%, per il Belgio 0,38% e per la Spagna 0,36%. Per l’Italia, ripetiamo, la forbice è 0,55%. L’Italia è considerata un debitore peggiore della Grecia. Italia sub-prime. «Questi Paesi non possono più togliersi dai guai svalutando, come facevano», dice Simon Derrick, speculatore sui cambi alla Bank of New York Mellon: «L’Italia è nella peggiore condizione possibile, perché avrebbe bisogno di tassi d’interesse più bassi in questo periodo di recessione, e invece dovrà pagarne di più alti sul suo debito. Si arriva al punto in cui questo diventa il problema politico più importante». Problema politico e sociale: perché l’Italia e gli altri Paesi del Club Med dovranno «controllare i salari» (che sono già i più bassi d’Europa, grazie ai sindacati) e «aumentare la produttività» dei lavoratori. In altre parole: lavorare di più per meno paga. E le detassazioni sugli straordinari promesse dai politici? Addio. Per intanto, Prodi l’invisibile e Padoa Schioppa zitto-zitto se la cavano con l’espediente di dare ai creditori BOT a cinque anni al posto dei BOT a 10. La Banca Centrale Europea chiude un occhio: secondo il trattato europeo Bankitalia ha il divieto di comprare i titoli di debito dello Stato italiano (come faceva ai tempi della lira), perché questo «inflazionerebbe la moneta comune», però è consentito che il Tesoro «aggiusti» le scadenze dei BOT come sta facendo. Fino a un certo punto però: la BCE, dice Evans-Pritchard, «sta osservando molto da vicino tutti i movimenti di Roma a sostegno del mercato dei titoli pubblici».


Volantino Partito del Sud - Sez. Roma

IL SUD CONTRO LA MONNEZZA DELLO STATO ITALIANO

Sono passati quasi 150 anni dalla nascita dello Stato Italiano che
decretò la fine del Regno delle due Sicilie, stato libero, pacifico ed
indipendente con secoli di Storia, avviato sulla strada dello sviluppo
industriale, equilibrato e sostenibile.
Dal 1861 c’e’ stato l’inesorabile declino del Sud ed i nemici del popolo meridionale sono sempre gli stessi:mafia, camorra, massonerie e ascari al servizio degli interessi del Nord.

Come Garibaldi “libera” la Sicilia affiancato dai picciotti mafiosi e poi entra
a Napoli scortato dalla Camorra di Tore ‘e Crescienzo, così oggi dalla
Campania, alla Calabria, alla Sicilia la criminalità organizzata fiancheggia
le politiche dello Stato Italiano, impoverendo ed inquinando sempre di più
le nostre terre.
I massoni finanziarono la spedizione di Garibaldi e oggi,
spesso insieme alla criminalità organizzata e sempre grazie a politici meridionali
collusi e corrotti, gestiscono il potere economico in molte zone del
Sud. E quando sono scoperti, come nel caso delle indagini di De Magistris,
riescono a bloccare le indagini a loro carico. L’avidità di denaro delle industrie
del Nord e delle lobby economiche fanno il resto, tutto quest’intreccio
criminale tra politica, affari e massoneria, insieme ad un’incapacità
amministrativa abnorme, è all’origine anche della “questione rifiuti” in
Campania.
Tutto è ben spiegato dal bel libro di Alessandro Iacuelli, disponibile
gratuitamente in rete, basta cercare “Iacuelli Le vie infinite dei rifiuti”
su: http://www.portadimassa.net/

Tutto questo sfacelo con la compiacenza degli attuali servi del potere,
Rastrelli o Bassolino il risultato finale non cambia, i servi sciocchi di oggi
non sono molti diversi dai Liborio Romano del 1860, ai giovani meridionali
non si lasciano altre alternative che precariato o emigrazione.

Destra e sinistra dell’Italia risorgimentale non fanno altro che difendere i
loro interessi di casta, non hanno mai difeso gli interessi del Sud e del
popolo meridionale. La verità è che hanno trasformato il Sud in colonia del
Nord, per rialzare la testa non si può più avere fiducia in questi partiti; tutti
questi partiti, da La Destra di Storace ai Comunisti Italiani di Diliberto, sono
alla mercè degli interessi del Nord.

Lotta con noi per un futuro diverso per il popolo del Sud, stiamo
costruendo un’alternativa meridionalista per mandare a casa i politicanti
corrotti di destra e di sinistra;
se sei a Roma contattaci:
cell. 3392155831

PARTITO DEL SUD – SEZ. ROMA
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IL SUD CONTRO LA MONNEZZA DELLO STATO ITALIANO

Sono passati quasi 150 anni dalla nascita dello Stato Italiano che
decretò la fine del Regno delle due Sicilie, stato libero, pacifico ed
indipendente con secoli di Storia, avviato sulla strada dello sviluppo
industriale, equilibrato e sostenibile.
Dal 1861 c’e’ stato l’inesorabile declino del Sud ed i nemici del popolo meridionale sono sempre gli stessi:mafia, camorra, massonerie e ascari al servizio degli interessi del Nord.

Come Garibaldi “libera” la Sicilia affiancato dai picciotti mafiosi e poi entra
a Napoli scortato dalla Camorra di Tore ‘e Crescienzo, così oggi dalla
Campania, alla Calabria, alla Sicilia la criminalità organizzata fiancheggia
le politiche dello Stato Italiano, impoverendo ed inquinando sempre di più
le nostre terre.
I massoni finanziarono la spedizione di Garibaldi e oggi,
spesso insieme alla criminalità organizzata e sempre grazie a politici meridionali
collusi e corrotti, gestiscono il potere economico in molte zone del
Sud. E quando sono scoperti, come nel caso delle indagini di De Magistris,
riescono a bloccare le indagini a loro carico. L’avidità di denaro delle industrie
del Nord e delle lobby economiche fanno il resto, tutto quest’intreccio
criminale tra politica, affari e massoneria, insieme ad un’incapacità
amministrativa abnorme, è all’origine anche della “questione rifiuti” in
Campania.
Tutto è ben spiegato dal bel libro di Alessandro Iacuelli, disponibile
gratuitamente in rete, basta cercare “Iacuelli Le vie infinite dei rifiuti”
su: http://www.portadimassa.net/

Tutto questo sfacelo con la compiacenza degli attuali servi del potere,
Rastrelli o Bassolino il risultato finale non cambia, i servi sciocchi di oggi
non sono molti diversi dai Liborio Romano del 1860, ai giovani meridionali
non si lasciano altre alternative che precariato o emigrazione.

Destra e sinistra dell’Italia risorgimentale non fanno altro che difendere i
loro interessi di casta, non hanno mai difeso gli interessi del Sud e del
popolo meridionale. La verità è che hanno trasformato il Sud in colonia del
Nord, per rialzare la testa non si può più avere fiducia in questi partiti; tutti
questi partiti, da La Destra di Storace ai Comunisti Italiani di Diliberto, sono
alla mercè degli interessi del Nord.

Lotta con noi per un futuro diverso per il popolo del Sud, stiamo
costruendo un’alternativa meridionalista per mandare a casa i politicanti
corrotti di destra e di sinistra;
se sei a Roma contattaci:
cell. 3392155831

PARTITO DEL SUD – SEZ. ROMA

mercoledì 5 marzo 2008

Terrone di Padania



La Stampa
5/3/2008


Nel commentare la sconvolgente notizia che non tutti i candidati del centrosinistra in Lombardia sono nati in Lombardia (pare che uno risieda a Parma Sud, pur avendo la nonna a Busto Arsizio) il senatore Calderoli della corrente illuminata della Lega ha dichiarato che il partito democratico non è «la forza dei meridionali, sostenuti dal Mpa di Lombardo, ma la forza dei terùn, ovvero di quelli che si fanno mantenere dagli altri a Roma». Si tratta di una rottura con il passato, quando per la Lega tutte le popolazioni situate al di là del confine morale di Abbiategrasso erano una massa indistinta di parassiti dediti a procreare figli dalla carnagione olivastra e ad appendere agli e caciotte sui davanzali. Con il coraggio dei visionari, il Calderoli si libera dello stereotipo. Continua, è vero, a situare Roma nel Corno d’Africa. Però ammette che persino fra i terùn esistano degli esseri umani e li promuove al rango di «meridionali». Elettori del partito autonomista di Lombardo. Il quale è siculo, ma un siculo alleato di Calderoli, che in un afflato di bontà deve avergli cambiato il cognome (quello originale era Montalbano-Sono) come si faceva con gli schiavi nelle piantagioni di cotone. La storica svolta ci costringe a rivedere la logora definizione di terùn: è ancora tale solo il meridionale che non lavora. Resta da trovare un nome per il suo omologo del Nord: il settentrionale che non ha mai combinato un tubo in vita sua, se si esclude una legge elettorale scriteriata e uno spogliarello di canottiere maomettane in tv. Che ne dite di «calderulùn»?

Mario Gramellini

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La Stampa
5/3/2008


Nel commentare la sconvolgente notizia che non tutti i candidati del centrosinistra in Lombardia sono nati in Lombardia (pare che uno risieda a Parma Sud, pur avendo la nonna a Busto Arsizio) il senatore Calderoli della corrente illuminata della Lega ha dichiarato che il partito democratico non è «la forza dei meridionali, sostenuti dal Mpa di Lombardo, ma la forza dei terùn, ovvero di quelli che si fanno mantenere dagli altri a Roma». Si tratta di una rottura con il passato, quando per la Lega tutte le popolazioni situate al di là del confine morale di Abbiategrasso erano una massa indistinta di parassiti dediti a procreare figli dalla carnagione olivastra e ad appendere agli e caciotte sui davanzali. Con il coraggio dei visionari, il Calderoli si libera dello stereotipo. Continua, è vero, a situare Roma nel Corno d’Africa. Però ammette che persino fra i terùn esistano degli esseri umani e li promuove al rango di «meridionali». Elettori del partito autonomista di Lombardo. Il quale è siculo, ma un siculo alleato di Calderoli, che in un afflato di bontà deve avergli cambiato il cognome (quello originale era Montalbano-Sono) come si faceva con gli schiavi nelle piantagioni di cotone. La storica svolta ci costringe a rivedere la logora definizione di terùn: è ancora tale solo il meridionale che non lavora. Resta da trovare un nome per il suo omologo del Nord: il settentrionale che non ha mai combinato un tubo in vita sua, se si esclude una legge elettorale scriteriata e uno spogliarello di canottiere maomettane in tv. Che ne dite di «calderulùn»?

Mario Gramellini

Errori


In merito all'articolo apparso su IL GIORNALE del 04/03/2008


Subject: richiesta di rettifica:


Egregio Direttore,sul numero di quest'oggi 4 marzo del quotidiano da Lei Diretto è stata pubblicato, a firma di Luca Telese, un ampio articolo dal titolo ambiguo: "D'Alema s'inventa il partito del Sud".
Orbene in qualità di Coordinatore Nazionale del Partito del Sud, del quale si allega il contrassegno depositato presso il Ministero degli Interni per la partecipazione alle prossime Elezioni Politiche, affermo che il nostro Partito non ha tra i propri iscritti l'On. D'Alema.
Il Partito del Sud si è costituito per la convergenza operativa di numerosi movimenti meridionalisti del Sud Italia e della Sicilia,distinti e distanti dalla destra e dalla sinistra che, in 147 anni digoverno dello Stato, delle Regioni e delle Amministrazioni Locali,hanno affossato il Sud facendo emigrare 25 milioni di meridionali eriempiendo la Campania di "monnezza".
Gli obiettivi del nostro Partito sono il riscatto del Sud, diventato una colonia di consumo del nord e la restituzione di quello che ci èstato preso in termini di, industrie, assicurazioni, finanza, cultura,dignità e orgoglio ma, soprattutto di banche, che devono essere del Sud per servire a finanziare le imprese meridionali.
Da quanto precisato, pertanto, poiché il titolo del detto articolo induce, nei lettori e nei cittadini (che in tanti ci hanno chiesto spiegazioni a riguardo), senza dubbio gravissimi sospetti di appartenenza del nostro Partito ad un'area politica con la quale non abbiamo alcun legame, chiediamo, ai sensi della normativa vigente, la pubblicazione sul Suo Giornale della presente (dando risalto al fatto che il Partito del Sud non ha legami con D'Alema), unitamente al logo del nostro raggruppamento, che ha valore di rettifica in relazione a quanto titolato nel già citato articolo.
Restiamo a Sua disposizioneper ogni ulteriore approfondimento.
Distinti saluti Antonio Ciano
Coordinatore Nazionale Partito del Sud
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In merito all'articolo apparso su IL GIORNALE del 04/03/2008


Subject: richiesta di rettifica:


Egregio Direttore,sul numero di quest'oggi 4 marzo del quotidiano da Lei Diretto è stata pubblicato, a firma di Luca Telese, un ampio articolo dal titolo ambiguo: "D'Alema s'inventa il partito del Sud".
Orbene in qualità di Coordinatore Nazionale del Partito del Sud, del quale si allega il contrassegno depositato presso il Ministero degli Interni per la partecipazione alle prossime Elezioni Politiche, affermo che il nostro Partito non ha tra i propri iscritti l'On. D'Alema.
Il Partito del Sud si è costituito per la convergenza operativa di numerosi movimenti meridionalisti del Sud Italia e della Sicilia,distinti e distanti dalla destra e dalla sinistra che, in 147 anni digoverno dello Stato, delle Regioni e delle Amministrazioni Locali,hanno affossato il Sud facendo emigrare 25 milioni di meridionali eriempiendo la Campania di "monnezza".
Gli obiettivi del nostro Partito sono il riscatto del Sud, diventato una colonia di consumo del nord e la restituzione di quello che ci èstato preso in termini di, industrie, assicurazioni, finanza, cultura,dignità e orgoglio ma, soprattutto di banche, che devono essere del Sud per servire a finanziare le imprese meridionali.
Da quanto precisato, pertanto, poiché il titolo del detto articolo induce, nei lettori e nei cittadini (che in tanti ci hanno chiesto spiegazioni a riguardo), senza dubbio gravissimi sospetti di appartenenza del nostro Partito ad un'area politica con la quale non abbiamo alcun legame, chiediamo, ai sensi della normativa vigente, la pubblicazione sul Suo Giornale della presente (dando risalto al fatto che il Partito del Sud non ha legami con D'Alema), unitamente al logo del nostro raggruppamento, che ha valore di rettifica in relazione a quanto titolato nel già citato articolo.
Restiamo a Sua disposizioneper ogni ulteriore approfondimento.
Distinti saluti Antonio Ciano
Coordinatore Nazionale Partito del Sud

martedì 4 marzo 2008

Il ritorno dei briganti


Nonostante la giovane età (poco più di un mese),con tutto ciò che questo fatto comporta dal punto di vista organizzativo, il Partito del Sud ha depositato il proprio contrassegno presso il Ministero dell'Interno.

Il Candidato Premier (da indicarsi per legge) è Antonio Ciano, Coordinatore Nazionale del Partito.
Il logo, che speriamo i meridionali potranno trovare sulle schede elettorali e che, comunque, speriamo essi possano imparare a conoscere ed apprezzare è quello che vi allego e che, per chi conosce le origini dei fondatori del Partito, è facilmente "spiegabile".


Nel nome dell'Orgoglio e della Storia della nostra Terra, quindi, un manipolo di briganti (certamente tali in considerazione dei presìdi di burocrati e leggi a stampo piemontese) ha per il momento superato il fronte esterno per inserire, nel cuore della burocrazia discendente dallo stato sabaudo, la "mina" gigliata con spoletta trinariciuta a scoppio programmato.


Quest'azione, insieme alle altre attività che non saranno certamente solo di tipo "politico", hanno l'unico scopo di potenziare gli interventi culturali che in tanti e da tempo stanno sviluppando sul territorio.

Solo, infatti, dall'azione sinergica tra attività "politica" ed iniziativa culturale, alla fine, siamo certi, le genti meridionali potranno recuperare l'orgoglio e la dignità che sono loro proprie da secoli.


Come affermò Papa Giovanni Paolo II, anche noi diciamo: non abbiate paura di avere coraggio. Temete solo la malafede e l'incertezza.


Il Sud è...partito: IL GIGLIO SIAMO NOI!


Francesco Laricchia
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Nonostante la giovane età (poco più di un mese),con tutto ciò che questo fatto comporta dal punto di vista organizzativo, il Partito del Sud ha depositato il proprio contrassegno presso il Ministero dell'Interno.

Il Candidato Premier (da indicarsi per legge) è Antonio Ciano, Coordinatore Nazionale del Partito.
Il logo, che speriamo i meridionali potranno trovare sulle schede elettorali e che, comunque, speriamo essi possano imparare a conoscere ed apprezzare è quello che vi allego e che, per chi conosce le origini dei fondatori del Partito, è facilmente "spiegabile".


Nel nome dell'Orgoglio e della Storia della nostra Terra, quindi, un manipolo di briganti (certamente tali in considerazione dei presìdi di burocrati e leggi a stampo piemontese) ha per il momento superato il fronte esterno per inserire, nel cuore della burocrazia discendente dallo stato sabaudo, la "mina" gigliata con spoletta trinariciuta a scoppio programmato.


Quest'azione, insieme alle altre attività che non saranno certamente solo di tipo "politico", hanno l'unico scopo di potenziare gli interventi culturali che in tanti e da tempo stanno sviluppando sul territorio.

Solo, infatti, dall'azione sinergica tra attività "politica" ed iniziativa culturale, alla fine, siamo certi, le genti meridionali potranno recuperare l'orgoglio e la dignità che sono loro proprie da secoli.


Come affermò Papa Giovanni Paolo II, anche noi diciamo: non abbiate paura di avere coraggio. Temete solo la malafede e l'incertezza.


Il Sud è...partito: IL GIGLIO SIAMO NOI!


Francesco Laricchia

lunedì 3 marzo 2008

Il Blocco Del Nord


Di Antonio Ciano

150 anni fa le cupole francesi e inglesi della massoneria internazionale decretarono l'assetto da dare all'Europa e al mondo. Col pretesto della "Rivoluzione Liberale" sancirono per la penisola italica il cosiddetto Risorgimento che avrebbe portato all'accentramento del potere politico ed economico sfruttando l'idealismo di qualche benpensante. Riuscirono nell'operazione.All'interno di questo disegno individuarono, come nemico da distruggere, la Chiesa Cattolica, l'Impero Asburgico e il Regno delle Due Sicilie.

Il Mezzogiorno d'Italia, soprattutto sotto i Borbone, era il felice contenitore geografico in cui cresceva e si moltiplicava un popolo che storicamente non ha mai prodotto sudditi ma uomini liberi per via delle benefiche influenze filosofiche originarie della Magna Grecia, di stampo epicureo, in cui risaltava l'importanza della persona umana e del suo pensiero assolutamente irreprimibile.
Il Pensare, l'Estro, la Fantasia del Napoletano, del Siciliano, del Meridionale viene dal centro del sapere, a cui, oggi si rifà, dopo Roma, tutta la cultura occidentale. Ben se ne erano accorti i Borbone, i quali diedero al popolo maggior importanza di quanto non se ne potesse dare alle aristocrazie e alto-borghesie pur presenti nel territorio, da cui sarebbe venuto il tradimento della Patria durante l'invasione massonica. A maggior ragione andava soppresso il "Regno Felice", in quanto, per la prima volta al mondo, si sperimentava la grande idea di San Leucio, pericoloso meccanismo statuale che avrebbe potuto determinare un diverso assetto politico ed economico dell'Europa.
Per la prima volta, dopo duemila anni, venivano codificate le basi filosofiche dei Vangeli e le stesse parole di Cristo fondate sull'uguaglianza:
Ama il prossimo tuo come te stesso.


L'affermazione di questa realtà sarebbe stata non solo nefasta ma mortale per l'assetto politico-ideologico liberal-massonico, in quanto, essa, per via dell'Imprimatur Cristiano, sarebbe stata meno estirpabile di esperienze fondate su visioni meramente terrene, come sarebbe accaduto poi col marxismo. Del resto le molteplici comunità monacali presenti nel meridione d'Italia avevano spianato il terreno a tale mirabile e non certo utopistica sperimentazione.
Di fronte a tali fatti, reputati fatali per le ideologie liberali, la massoneria europea scatenò tutta la sua potenza distruttrice contro il Regno Due Sicilie e la Chiesa, assoldando mercenari di ogni risma e di ogni nazione.

I massoni liguri " infrancesati" Garibaldi e Bixio, fatti passare dalla setta mondiale per socialisti, con i Mille, longobardi, e l'appoggio delle grandi potenze massoniche di allora ( l'Inghilterra e la Francia) e le quinte colonne dei residui borghesi e feudatari sopravvissuti nel Sud ( Poerio, Scialoja, De Virgili, Pilo, De Santis, Crispi, De Pretis, Liborio Romano ecc. ecc.) misero a ferro e fuoco il Mezzogiorno d'Italia massacrando le sue genti pacifiche per via della propria cultura, retaggio della sua storia millenaria.

Compiuta la colonizzazione e la conquista del Sud, dopo aver massacrato oltre un milione di liberi cittadini che si erano opposti da eroi alla calata dei barbari, dopo aver bollato i nostri patrioti, i nostri partigiani col marchio di briganti e dopo aver posto serti trionfali ed aureole sulle teste bacate degli avventurieri, dei mercenari, dei delinquenti comuni e dei criminali di guerra immortalandoli nei nostri libri di storia, la massoneria diede inizio alla spoliazione di tutti i beni e le ricchezze accumulati nel Sud, culturali, bancari, finanziari o religiosi.

Iniziò quindi l'immane diaspora che doveva vedere nell'arco di un secolo le genti del Sud disperse in tutto il pianeta. Esse con le sudate rimesse di migliaia di miliardi hanno arricchito le tasche della massoneria europea e dei barbari longobardi che, con la colonizzazione dell'ex "Regno Felice", arrestarono la loro emigrazione, la loro fame secolare.

Quella Massoneria, sempre più potente, è riuscita in questo secolo ad infiltrarsi e dominare, prima con i Savoia e con il fascismo, poi a introdurre una Costituzione repubblicana che, accanto ad alcuni affermati principi di libertà salvaguardava la centralizzazione ad essa cara per dominare comunque, anche in chiave cosiddetta "democratica", i destini del popolo.

Allora, è lecito interrogarsi sulle ragioni che hanno portato una parte dell'Italia, un tempo ricca e prospera, a diventare la cenerentola dell'Europa?

Allora in che misura questa Repubblica è democratica, se in tutti i gangli importanti della vita istituzionale, finanziaria, bancaria, politica, economica, militare, giudiziaria e professionale affiorano massoni di ogni risma?

Dal costituzionalista Labriola al Presidente del Consiglio Berlusconi la lunga pletora di tessere massoniche si è susseguita senza soluzione di continuità.
Le "sette" segrete continuano a dominare servendosi anche del braccio armato della "MANDRACA"( mafia-'ndrangheta-camorra), togliendo il respiro all'immobilizzato Sud, alla libera gente della Magna Grecia sotterraneamente manipolando storia, cultura, vita politica e sociale.

Se è vero come è vero che peggio dell'AIDS c'è solo la Massoneria, ce la dobbiamo aspettare anche pronta ad infiltrarsi nelle fila di qualsiasi movimento di riscatto del Sud, proprio come fece nell'ex Regno delle Due Sicilie 142 anni fa.Bisogna vigilare giorno e notte se vogliamo dare inizio ad una battaglia di libertà e di bonifica in tutta l'area Meridionale, e perché no, nazionale ed internazionale.

Tale bonifica sarà possibile con una chiesa razionale, moderna ed evangelica, sposando il postulato cristiano dell' "Ama il prossimo tuo come te stesso", sulle orme di quanto iniziato a San Leucio, si muoverà contro la bestia massonica oggi come ieri, vestita col manto di falsa "RIVOLUZIONE LIBERALE" che produce sfruttamento dell'uomo sull'uomo, enormi ricchezze contrapposte ad abissali povertà, a schiavitù sempre più scientificamente aberranti.
Non è possibile che 400 famiglie detengano l'80% della ricchezza mondiale: è immorale, è indecoroso, è indegno di una civiltà umana chiamata tale.

Berlusconi appartiene ad una di quelle famiglie, appartiene alla massoneria nazionale ed internazionale, è figlio politico di quel Partito Liberale e massonico che ha distrutto e massacrato il Sud e lo ha reso colonia del Nord, dei Savoia, di Cavour e Garibaldi.

A noi il compito di destare le genti del Sud, a noi il compito di svegliare le coscienze sopite da 147 anni di vergognose mistificazioni storiche; a noi il compito difficile e gravoso di ridestare la memoria storica, di affondare la nostra coscienza nelle radici culturali, nelle tradizioni delle nostre popolazioni, nella religione dei nostri padri.
Solo così possiamo sconfiggere una volta per sempre il Blocco del Nord costituito ieri da Cavour, portatore malefico della rivoluzione liberale e da quella sinistra garibaldina altrettanto malefica che in un modo o nell'altro ha appoggiato quella rivoluzione che era solo reazione".
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Di Antonio Ciano

150 anni fa le cupole francesi e inglesi della massoneria internazionale decretarono l'assetto da dare all'Europa e al mondo. Col pretesto della "Rivoluzione Liberale" sancirono per la penisola italica il cosiddetto Risorgimento che avrebbe portato all'accentramento del potere politico ed economico sfruttando l'idealismo di qualche benpensante. Riuscirono nell'operazione.All'interno di questo disegno individuarono, come nemico da distruggere, la Chiesa Cattolica, l'Impero Asburgico e il Regno delle Due Sicilie.

Il Mezzogiorno d'Italia, soprattutto sotto i Borbone, era il felice contenitore geografico in cui cresceva e si moltiplicava un popolo che storicamente non ha mai prodotto sudditi ma uomini liberi per via delle benefiche influenze filosofiche originarie della Magna Grecia, di stampo epicureo, in cui risaltava l'importanza della persona umana e del suo pensiero assolutamente irreprimibile.
Il Pensare, l'Estro, la Fantasia del Napoletano, del Siciliano, del Meridionale viene dal centro del sapere, a cui, oggi si rifà, dopo Roma, tutta la cultura occidentale. Ben se ne erano accorti i Borbone, i quali diedero al popolo maggior importanza di quanto non se ne potesse dare alle aristocrazie e alto-borghesie pur presenti nel territorio, da cui sarebbe venuto il tradimento della Patria durante l'invasione massonica. A maggior ragione andava soppresso il "Regno Felice", in quanto, per la prima volta al mondo, si sperimentava la grande idea di San Leucio, pericoloso meccanismo statuale che avrebbe potuto determinare un diverso assetto politico ed economico dell'Europa.
Per la prima volta, dopo duemila anni, venivano codificate le basi filosofiche dei Vangeli e le stesse parole di Cristo fondate sull'uguaglianza:
Ama il prossimo tuo come te stesso.


L'affermazione di questa realtà sarebbe stata non solo nefasta ma mortale per l'assetto politico-ideologico liberal-massonico, in quanto, essa, per via dell'Imprimatur Cristiano, sarebbe stata meno estirpabile di esperienze fondate su visioni meramente terrene, come sarebbe accaduto poi col marxismo. Del resto le molteplici comunità monacali presenti nel meridione d'Italia avevano spianato il terreno a tale mirabile e non certo utopistica sperimentazione.
Di fronte a tali fatti, reputati fatali per le ideologie liberali, la massoneria europea scatenò tutta la sua potenza distruttrice contro il Regno Due Sicilie e la Chiesa, assoldando mercenari di ogni risma e di ogni nazione.

I massoni liguri " infrancesati" Garibaldi e Bixio, fatti passare dalla setta mondiale per socialisti, con i Mille, longobardi, e l'appoggio delle grandi potenze massoniche di allora ( l'Inghilterra e la Francia) e le quinte colonne dei residui borghesi e feudatari sopravvissuti nel Sud ( Poerio, Scialoja, De Virgili, Pilo, De Santis, Crispi, De Pretis, Liborio Romano ecc. ecc.) misero a ferro e fuoco il Mezzogiorno d'Italia massacrando le sue genti pacifiche per via della propria cultura, retaggio della sua storia millenaria.

Compiuta la colonizzazione e la conquista del Sud, dopo aver massacrato oltre un milione di liberi cittadini che si erano opposti da eroi alla calata dei barbari, dopo aver bollato i nostri patrioti, i nostri partigiani col marchio di briganti e dopo aver posto serti trionfali ed aureole sulle teste bacate degli avventurieri, dei mercenari, dei delinquenti comuni e dei criminali di guerra immortalandoli nei nostri libri di storia, la massoneria diede inizio alla spoliazione di tutti i beni e le ricchezze accumulati nel Sud, culturali, bancari, finanziari o religiosi.

Iniziò quindi l'immane diaspora che doveva vedere nell'arco di un secolo le genti del Sud disperse in tutto il pianeta. Esse con le sudate rimesse di migliaia di miliardi hanno arricchito le tasche della massoneria europea e dei barbari longobardi che, con la colonizzazione dell'ex "Regno Felice", arrestarono la loro emigrazione, la loro fame secolare.

Quella Massoneria, sempre più potente, è riuscita in questo secolo ad infiltrarsi e dominare, prima con i Savoia e con il fascismo, poi a introdurre una Costituzione repubblicana che, accanto ad alcuni affermati principi di libertà salvaguardava la centralizzazione ad essa cara per dominare comunque, anche in chiave cosiddetta "democratica", i destini del popolo.

Allora, è lecito interrogarsi sulle ragioni che hanno portato una parte dell'Italia, un tempo ricca e prospera, a diventare la cenerentola dell'Europa?

Allora in che misura questa Repubblica è democratica, se in tutti i gangli importanti della vita istituzionale, finanziaria, bancaria, politica, economica, militare, giudiziaria e professionale affiorano massoni di ogni risma?

Dal costituzionalista Labriola al Presidente del Consiglio Berlusconi la lunga pletora di tessere massoniche si è susseguita senza soluzione di continuità.
Le "sette" segrete continuano a dominare servendosi anche del braccio armato della "MANDRACA"( mafia-'ndrangheta-camorra), togliendo il respiro all'immobilizzato Sud, alla libera gente della Magna Grecia sotterraneamente manipolando storia, cultura, vita politica e sociale.

Se è vero come è vero che peggio dell'AIDS c'è solo la Massoneria, ce la dobbiamo aspettare anche pronta ad infiltrarsi nelle fila di qualsiasi movimento di riscatto del Sud, proprio come fece nell'ex Regno delle Due Sicilie 142 anni fa.Bisogna vigilare giorno e notte se vogliamo dare inizio ad una battaglia di libertà e di bonifica in tutta l'area Meridionale, e perché no, nazionale ed internazionale.

Tale bonifica sarà possibile con una chiesa razionale, moderna ed evangelica, sposando il postulato cristiano dell' "Ama il prossimo tuo come te stesso", sulle orme di quanto iniziato a San Leucio, si muoverà contro la bestia massonica oggi come ieri, vestita col manto di falsa "RIVOLUZIONE LIBERALE" che produce sfruttamento dell'uomo sull'uomo, enormi ricchezze contrapposte ad abissali povertà, a schiavitù sempre più scientificamente aberranti.
Non è possibile che 400 famiglie detengano l'80% della ricchezza mondiale: è immorale, è indecoroso, è indegno di una civiltà umana chiamata tale.

Berlusconi appartiene ad una di quelle famiglie, appartiene alla massoneria nazionale ed internazionale, è figlio politico di quel Partito Liberale e massonico che ha distrutto e massacrato il Sud e lo ha reso colonia del Nord, dei Savoia, di Cavour e Garibaldi.

A noi il compito di destare le genti del Sud, a noi il compito di svegliare le coscienze sopite da 147 anni di vergognose mistificazioni storiche; a noi il compito difficile e gravoso di ridestare la memoria storica, di affondare la nostra coscienza nelle radici culturali, nelle tradizioni delle nostre popolazioni, nella religione dei nostri padri.
Solo così possiamo sconfiggere una volta per sempre il Blocco del Nord costituito ieri da Cavour, portatore malefico della rivoluzione liberale e da quella sinistra garibaldina altrettanto malefica che in un modo o nell'altro ha appoggiato quella rivoluzione che era solo reazione".

La nuova sfida di Antonio Ciano


Antonio Ciano lancia un'altra delle sue sfide impossibili.

Lo scrittore meridionalista, fondatore di telestreet, promuove dal golfo di Gaeta la sua ennesima crociata. La notizia è che il Partito del Sud sarà presente, in alcune regioni italiane, alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile. Candidato premier è stato scelto Antonio Ciano, presidente pro tempore della formazione politica, fondata proprio a Gaeta l'8 dicembre 2007.
Attualmente Ciano ricopre l'incarico di assessore al Demanio della giunta Raimondi, che aveva appoggiato alle scorse comunali con la sua lista "Riprendiamoci Gaeta". Lista che ha eletto nel consiglio comunale di Gaeta due consiglieri, che successivamente hanno aderito al Partito del Sud. Da lui partì nei mesi scorsi la proposta, favorevolmente accolta anche dal sindaco, di portare in Tribunale i discendenti dell'ex famiglia reale Savoia per i danni di guerra inflitti alla città di Gaeta nell'assedio che portò all'unità d'Italia.


Ciano ha deposito ieri al Viminale il simbolo della sua lista. E' la prima volta che si presenta alle elezioni nazionali con un programma e un simbolo.


"Il Sud è una colonia padana dal 1861 - dice Ciano - e cercheremo di riscattarci da questa colonizzazione che prima i Savoia ed oggi i partiti di destra e di sinistra ci hanno imposto".


Il programma con cui Ciano si propone, ricalca i suoi storici cavalli di battaglia.


"L'economia che chiamano italiana in realtà è tosco-padana, e i partiti di destra e di sinistra difendono, legittimamente, quegli interessi. La grande e piccola industria, i supermercati, gli ipermercati, le grandi catene alberghiere, turistiche, le assicurazioni, i gruppi editoriali, quelli mediatici, e specialmente le banche appartengono al sistema tosco-padano. I Savoia hanno fatto emigrare 25 milioni di meridionali verso le Americhe e i paesi europei, oggi quella diaspora non si è fermata, continua senza fine".


Perfino l'inno musicale è già pronto,infatti il nostro Ciano ha pronta la sua canzone di battaglia: "Brigante se more".


"Al Sud destra e sinistra hanno dato solo fame ed emigrazione, e da domani, oltre alla Campania, la monnezza rischierà di invadere tutto il Sud se continueremo a votare coloro che ci hanno affamati ed infognati".


Come se non bastasse, i limiti della legge elettorale sono ardui da superare. "Dobbiamo raccogliere duemila firme in nove giorni per ogni circoscrizione, una cosa aberrante e abominevole, mentre loro fanno già campagna elettorale sui maggiori network nazionali".


E se anche il partitito sudista riuscisse a comparire sulle schede elettorali il 13 aprile sarà assai dura, per non dire impossibile, superare la soglia di sbarramento del 4%. Ciano non ha dubbi:

"Il sistema partitico tosco-padano ha imposto una dittatura, mettono bavagli insopportabili per una vera democrazia".


Brani tratti da : TF
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Antonio Ciano lancia un'altra delle sue sfide impossibili.

Lo scrittore meridionalista, fondatore di telestreet, promuove dal golfo di Gaeta la sua ennesima crociata. La notizia è che il Partito del Sud sarà presente, in alcune regioni italiane, alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile. Candidato premier è stato scelto Antonio Ciano, presidente pro tempore della formazione politica, fondata proprio a Gaeta l'8 dicembre 2007.
Attualmente Ciano ricopre l'incarico di assessore al Demanio della giunta Raimondi, che aveva appoggiato alle scorse comunali con la sua lista "Riprendiamoci Gaeta". Lista che ha eletto nel consiglio comunale di Gaeta due consiglieri, che successivamente hanno aderito al Partito del Sud. Da lui partì nei mesi scorsi la proposta, favorevolmente accolta anche dal sindaco, di portare in Tribunale i discendenti dell'ex famiglia reale Savoia per i danni di guerra inflitti alla città di Gaeta nell'assedio che portò all'unità d'Italia.


Ciano ha deposito ieri al Viminale il simbolo della sua lista. E' la prima volta che si presenta alle elezioni nazionali con un programma e un simbolo.


"Il Sud è una colonia padana dal 1861 - dice Ciano - e cercheremo di riscattarci da questa colonizzazione che prima i Savoia ed oggi i partiti di destra e di sinistra ci hanno imposto".


Il programma con cui Ciano si propone, ricalca i suoi storici cavalli di battaglia.


"L'economia che chiamano italiana in realtà è tosco-padana, e i partiti di destra e di sinistra difendono, legittimamente, quegli interessi. La grande e piccola industria, i supermercati, gli ipermercati, le grandi catene alberghiere, turistiche, le assicurazioni, i gruppi editoriali, quelli mediatici, e specialmente le banche appartengono al sistema tosco-padano. I Savoia hanno fatto emigrare 25 milioni di meridionali verso le Americhe e i paesi europei, oggi quella diaspora non si è fermata, continua senza fine".


Perfino l'inno musicale è già pronto,infatti il nostro Ciano ha pronta la sua canzone di battaglia: "Brigante se more".


"Al Sud destra e sinistra hanno dato solo fame ed emigrazione, e da domani, oltre alla Campania, la monnezza rischierà di invadere tutto il Sud se continueremo a votare coloro che ci hanno affamati ed infognati".


Come se non bastasse, i limiti della legge elettorale sono ardui da superare. "Dobbiamo raccogliere duemila firme in nove giorni per ogni circoscrizione, una cosa aberrante e abominevole, mentre loro fanno già campagna elettorale sui maggiori network nazionali".


E se anche il partitito sudista riuscisse a comparire sulle schede elettorali il 13 aprile sarà assai dura, per non dire impossibile, superare la soglia di sbarramento del 4%. Ciano non ha dubbi:

"Il sistema partitico tosco-padano ha imposto una dittatura, mettono bavagli insopportabili per una vera democrazia".


Brani tratti da : TF

domenica 2 marzo 2008

come faranno....cosa ne pensa......


1)Dichiarazione di Pina Picierno, capolista Partito Democratico in Campania.

"Quella di oggi è l’ennesima conferma che il sistema di alleanze del Pdl, al nord con la Lega e al sud con il Mpa di Lombardo, è sconclusionato e può creare solo danni a tutti gli italiani, del nord, del centro e del sud.
Il Carroccio presenta un programma esclusivamente per il nord, non concordato con il Pdl, e fa sapere che parteciperà per l’ultima volta al gioco democratico. Insomma, siamo tornati al partito secessionista di quindici anni fa. Come faranno Pdl e Lombardo, con un alleato simile, a chiedere il voto al Mezzogiorno?"

2)“Apprendiamo oggi da Maroni che il programma del Pdl è ancora in alto mare, considerando che la Lega Nord ha questa mattina dato il via libera ad una serie di misure che riguardano esclusivamente il settentrione e che le stesse misure non hanno ancora avuto l’ok degli altri esponenti del Pdl”: lo dichiara, in una nota, Ermete Realacci, Responsabile Comunicazione del Pd.

“Tutto ciò, non fa che alimentare le contraddizioni e le differenze programmatiche interne alle forze di centrodestra e confermare l’anomalia di un partito, la Lega Nord, che continua a difendere particolari interessi territoriali, piuttosto che lavorare per il miglioramento dell’intero Paese”.

“Ci chiediamo, oltretutto, cosa ne pensa il Movimento di Lombardo del programma approvato oggi dal Parlamento del Nord?”.


Interessante....già........come faranno.....e cosa ne pensa............
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1)Dichiarazione di Pina Picierno, capolista Partito Democratico in Campania.

"Quella di oggi è l’ennesima conferma che il sistema di alleanze del Pdl, al nord con la Lega e al sud con il Mpa di Lombardo, è sconclusionato e può creare solo danni a tutti gli italiani, del nord, del centro e del sud.
Il Carroccio presenta un programma esclusivamente per il nord, non concordato con il Pdl, e fa sapere che parteciperà per l’ultima volta al gioco democratico. Insomma, siamo tornati al partito secessionista di quindici anni fa. Come faranno Pdl e Lombardo, con un alleato simile, a chiedere il voto al Mezzogiorno?"

2)“Apprendiamo oggi da Maroni che il programma del Pdl è ancora in alto mare, considerando che la Lega Nord ha questa mattina dato il via libera ad una serie di misure che riguardano esclusivamente il settentrione e che le stesse misure non hanno ancora avuto l’ok degli altri esponenti del Pdl”: lo dichiara, in una nota, Ermete Realacci, Responsabile Comunicazione del Pd.

“Tutto ciò, non fa che alimentare le contraddizioni e le differenze programmatiche interne alle forze di centrodestra e confermare l’anomalia di un partito, la Lega Nord, che continua a difendere particolari interessi territoriali, piuttosto che lavorare per il miglioramento dell’intero Paese”.

“Ci chiediamo, oltretutto, cosa ne pensa il Movimento di Lombardo del programma approvato oggi dal Parlamento del Nord?”.


Interessante....già........come faranno.....e cosa ne pensa............

sabato 1 marzo 2008

Napolitani , Bonzi del 2000 nell'indifferenza generale..

Da La Stampa del 01/03/2008
E' accaduto a Giugliano dove una signora di 49 anni si è cosparsa di benzina e poi si è data alle fiamme. Soccorsa, guarirà in venti giorni
Lucia De Cicco, 49 anni, la donna che si è cosparsa di benzina e si è data fuoco per protestare contro la riapertura della discarica a Giugliano in località Taverna del Re, guarirà in venti giorni dalle ustioni al viso riportate. È questa la prognosi dei sanitari dell’ospedale di Pozzuoli dove la contestatrice è stata ricoverata e poi dimessa. Lucia De Cicco, che ha problemi di deambulazione e usa una stampella, si era incatenata insieme a Carla Ruggiero, animatrice di una associazione anti-discariche, a un cancello laterale dello sversatoio. Ambedue si erano cosparse di benzina, ma poi solo la prima si è data fuoco, forse per una sottolineatura da parte di qualcuno dei presenti della inutilità del gesto di protesta. La donna è stata subito soccorsa, le fiamme sono state spente con un estintore e il ricovero è stato immediato anche grazie agli agenti presenti sul posto.
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Ciò che colpisce di più in questa notizia è la disperazione che inizia a portare la popolazione a gesti estremi,accadde già l'11 giugno 1965 a Saigon, il Bonzo Thich Quang Duc, proveniente da Hue, si cosparse di benzina per poi darsi fuoco contro l'invasione statunitense in Vietnam. Il suo esempio fu poi seguito da altri bonzi.
Altra cosa che sconvolge è l'indifferenza generale che ha circondato il gesto estremo di questa nostra compatriota ,come se se trattasse di un fatto che non ci riguardasse ,non ci toccasse.
I Napolitani sono prima stati depredati, poi sfruttati, poi criminalizzati ,poi derisi e ora definitivamente abbandonati da uno stato centrale sempre più lontano ed indifferente al destino dei propri "sudditi".
LIBERTA' VO CERCANDO
CH'E' SI CARA
COME SA' CHI PER COLEI VITA RIFIUTA.
Dante Alighieri



-->
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Da La Stampa del 01/03/2008
E' accaduto a Giugliano dove una signora di 49 anni si è cosparsa di benzina e poi si è data alle fiamme. Soccorsa, guarirà in venti giorni
Lucia De Cicco, 49 anni, la donna che si è cosparsa di benzina e si è data fuoco per protestare contro la riapertura della discarica a Giugliano in località Taverna del Re, guarirà in venti giorni dalle ustioni al viso riportate. È questa la prognosi dei sanitari dell’ospedale di Pozzuoli dove la contestatrice è stata ricoverata e poi dimessa. Lucia De Cicco, che ha problemi di deambulazione e usa una stampella, si era incatenata insieme a Carla Ruggiero, animatrice di una associazione anti-discariche, a un cancello laterale dello sversatoio. Ambedue si erano cosparse di benzina, ma poi solo la prima si è data fuoco, forse per una sottolineatura da parte di qualcuno dei presenti della inutilità del gesto di protesta. La donna è stata subito soccorsa, le fiamme sono state spente con un estintore e il ricovero è stato immediato anche grazie agli agenti presenti sul posto.
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Ciò che colpisce di più in questa notizia è la disperazione che inizia a portare la popolazione a gesti estremi,accadde già l'11 giugno 1965 a Saigon, il Bonzo Thich Quang Duc, proveniente da Hue, si cosparse di benzina per poi darsi fuoco contro l'invasione statunitense in Vietnam. Il suo esempio fu poi seguito da altri bonzi.
Altra cosa che sconvolge è l'indifferenza generale che ha circondato il gesto estremo di questa nostra compatriota ,come se se trattasse di un fatto che non ci riguardasse ,non ci toccasse.
I Napolitani sono prima stati depredati, poi sfruttati, poi criminalizzati ,poi derisi e ora definitivamente abbandonati da uno stato centrale sempre più lontano ed indifferente al destino dei propri "sudditi".
LIBERTA' VO CERCANDO
CH'E' SI CARA
COME SA' CHI PER COLEI VITA RIFIUTA.
Dante Alighieri



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venerdì 29 febbraio 2008

DEPOSITATO IL SIMBOLO DEL PARTITO DEL SUD


Dopo varie fatiche e peripezie, tra cui un incontro tra le (insolite) nebbie pontine tra Roma e Gaeta, oggi abbiamo depositato il nostro contrassegno che da oggi porterò nell'avatar (giglio borbonico, richiamo ed omaggio al grande Lucio Barone con l'aggiunta di Alleanza Meridionale al nome del Partito e l'inserimento del logo della Trinacria che rappresenta il gruppo degli amici siciliani che sono con noi) ...sono anche orgoglioso del fatto che il contributo del gruppetto romano e' stato determinante!

Fatiche, riunioni, corse, file interminabili iniziate in staffetta a mezzanotte...ma alla fine ce l'abbiamo fatta!

Ora inizia il passo ancor piu' difficile, con la raccolta firme nelle circoscrizioni e regioni dove ci proveremo...speriamo che il giglio borbonico e alcuni nomi in lista, in primis ovviamente il nostro grande brigante e segretario, Antonio Ciano, ci garantiranno il supporto di altri compatrioti.

Speriamo che alcuni giornali riprendano le dichiarazione fatte da me, Enrico e Nando (gli altri staffettisti romani con me...), già la soddisfazione di dire che noi parliamo di "questione meridionale nata nel 1860" e di "napoletani non colpevoli ma vittime del disastro ambientale dei rifiuti"...per me e' 'na bella cosa...come la soddisfazione di dire a Giuliano Ferrara "Quandò tornerà in TV a 8 e 1/2 avrà mai il coraggio di infrangere il tabù del Risorgimento?"

Molto cordiale anche l'incontro con Iannantuoni di Per il Sud e Catania di "L'Altra Sicilia" con lo scambio dei numeri di cell, email e la promessa di risentirci dopo le elezioni di aprile e provare ad organizzarci meglio insieme per le prossime tornate.

W la Patria Napolitana!

Enzo Riccio -Brigante 65- Lazio
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Dopo varie fatiche e peripezie, tra cui un incontro tra le (insolite) nebbie pontine tra Roma e Gaeta, oggi abbiamo depositato il nostro contrassegno che da oggi porterò nell'avatar (giglio borbonico, richiamo ed omaggio al grande Lucio Barone con l'aggiunta di Alleanza Meridionale al nome del Partito e l'inserimento del logo della Trinacria che rappresenta il gruppo degli amici siciliani che sono con noi) ...sono anche orgoglioso del fatto che il contributo del gruppetto romano e' stato determinante!

Fatiche, riunioni, corse, file interminabili iniziate in staffetta a mezzanotte...ma alla fine ce l'abbiamo fatta!

Ora inizia il passo ancor piu' difficile, con la raccolta firme nelle circoscrizioni e regioni dove ci proveremo...speriamo che il giglio borbonico e alcuni nomi in lista, in primis ovviamente il nostro grande brigante e segretario, Antonio Ciano, ci garantiranno il supporto di altri compatrioti.

Speriamo che alcuni giornali riprendano le dichiarazione fatte da me, Enrico e Nando (gli altri staffettisti romani con me...), già la soddisfazione di dire che noi parliamo di "questione meridionale nata nel 1860" e di "napoletani non colpevoli ma vittime del disastro ambientale dei rifiuti"...per me e' 'na bella cosa...come la soddisfazione di dire a Giuliano Ferrara "Quandò tornerà in TV a 8 e 1/2 avrà mai il coraggio di infrangere il tabù del Risorgimento?"

Molto cordiale anche l'incontro con Iannantuoni di Per il Sud e Catania di "L'Altra Sicilia" con lo scambio dei numeri di cell, email e la promessa di risentirci dopo le elezioni di aprile e provare ad organizzarci meglio insieme per le prossime tornate.

W la Patria Napolitana!

Enzo Riccio -Brigante 65- Lazio

 
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