Supporta il Partito del Sud
La campagna di adesione al Partito del Sud è ripresa, con il nuovo tesseramento, da gennaio.
Scopri Perchè sostenerci
Il Partito del sud per tutti i sud
I sud del mondo hanno tutti in comune il medesimo destino, sono stati conquistati, sfruttati depredati e abbandonati a loro stessi. Il partito del sud è convinto che la solidarietà e l'accoglienza siano un dovere perchè ogni essere umano ha diritto a vivere una vita dignitosa
Illuminiamo il futuro dei nostri figli
Solo 6 euro per ogni 100 di spesa restano alle imprese del sud, diamo ai nostri figli la possibilità di restare nella loro terra. Sei tu a fare la scelta. COMPRA PRODOTTI DEL SUD. Prima di acquistare un prodotto guarda etichetta, scegli aziende con sede e stabilimenti nel sud Italia
sabato 11 luglio 2009
martedì 7 luglio 2009
mercoledì 1 luglio 2009
«La differenziata non decolla?È colpa dei napoletani»

«Il lento procedere della raccolta differenziata in Campania è colpa dei cittadini». Il vice commissario ai rifiuti, generale Franco Giannini, durante la cerimonia del suo commiato dal comando logistico Sud a Palazzo Salerno. «I nostri sindaci e gli amministratori - ha aggiunto il generale - cercano di fare quanto possono, sono i cittadini che non vogliono farla».
Cittadini colpevoli, dunque, ha concluso Giannini «di non tenersi in casa il vetro, la plastica, gli umidi sino al giorno in cui è prevista la raccolta. Se questo non cambia la differenziata non si farà mai».
Legambiente non condivide l’«analisi» del generale e replica a stretto giro: «L’alibi che i cittadini campani sono antropologicamente inadatti alla raccolta differenziata non regge più».
A sostenerlo è Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania. «I tanti comuni ricicloni presenti in Campania - spiega - e pensiamo a città come Salerno, Sapri, Mercato S.Severino, Mariglianella, Nola e Grumo Nevano, solo per fare qualche esempio, smentiscono nei fatti le affermazioni del generale Giannini e sono la dimostrazione che la vecchia favola, o l’alibi che i cittadini campani sono antropologicamnete inadatti alla raccolta differenziata non regge più».
«Caro generale, la gente se messa in condizioni con buoni servizi, facilitazioni e incentivi risponde positivamente - conclude - I cittadini campani vogliono risposte ma soprattutto riacquistare fiducia e chiedono che lo Stato in tutte le sue diramazioni creda veramente nel decollo della pratica della raccolta differenziata. Ma nei fatti e non solo nelle parole»

«Il lento procedere della raccolta differenziata in Campania è colpa dei cittadini». Il vice commissario ai rifiuti, generale Franco Giannini, durante la cerimonia del suo commiato dal comando logistico Sud a Palazzo Salerno. «I nostri sindaci e gli amministratori - ha aggiunto il generale - cercano di fare quanto possono, sono i cittadini che non vogliono farla».
Cittadini colpevoli, dunque, ha concluso Giannini «di non tenersi in casa il vetro, la plastica, gli umidi sino al giorno in cui è prevista la raccolta. Se questo non cambia la differenziata non si farà mai».
Legambiente non condivide l’«analisi» del generale e replica a stretto giro: «L’alibi che i cittadini campani sono antropologicamente inadatti alla raccolta differenziata non regge più».
A sostenerlo è Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania. «I tanti comuni ricicloni presenti in Campania - spiega - e pensiamo a città come Salerno, Sapri, Mercato S.Severino, Mariglianella, Nola e Grumo Nevano, solo per fare qualche esempio, smentiscono nei fatti le affermazioni del generale Giannini e sono la dimostrazione che la vecchia favola, o l’alibi che i cittadini campani sono antropologicamnete inadatti alla raccolta differenziata non regge più».
«Caro generale, la gente se messa in condizioni con buoni servizi, facilitazioni e incentivi risponde positivamente - conclude - I cittadini campani vogliono risposte ma soprattutto riacquistare fiducia e chiedono che lo Stato in tutte le sue diramazioni creda veramente nel decollo della pratica della raccolta differenziata. Ma nei fatti e non solo nelle parole»
giovedì 25 giugno 2009
22 Giugno 2009 - La Terra dei Fuochi - Continui roghi di rifiuti nei Campi Rom
http://www.laterradeifuochi.it -
- Scampia: condizioni di vita disumane e continui Roghi di rifiuti al Campo Rom.
In questo video DENUNCIAMO il degrado e i continui Roghi di RIFIUTI SPECIALI e NON in un Campo Rom divenuto un LAGER. Le condizioni igienico sanitarie sono impossibili per gli stessi abitanti del Campo.
Nonostante i numerosi esposti dei cittadini locali, NESSUNO, adotta alcun provvedimento.
Il quartiere di Scampia confina con numerosi comuni:
Mugnano, Melito, Sant'Antimo, Casandrino e Arzano.
Nessuno ha preso provvedimenti in merito, nonostante le numerose denunce fatte e recapitate presso tutte le Autorità competenti.
Procura della Repubblica di Napoli, ASL, Comuni vari, ARPAC, Commissariato all'Emergenza Rifiuti, Presidente della Repubblica etc. etc.
Dov'è la MAGISTRATURA ??? E' MORTA ?!?!
Aspettiamo qualche segno di vita dalla Giustizia, ma sembra essere morta insieme alla prima ....
VERGOGNA.
Avete distrutto l'ITALIA ...
Caro Presidente della Repubblica, non vada solo a Capri. Venga pure dove veniva a prendere i voti elettorali da giovane. La Provincia di Napoli ha bisogno di Lei !!!
Un grazie speciale lo diciamo a Dino Di Palma, Presidente dei VERDI di questa provincia per 5 anni. Grazia Francescato l'ha candidato anche per le Europee. Grazie Presidente per averci regalato una provincia così.
Grazie di cuore veramente a tutti voi.
http://www.laterradeifuochi.it -
- Scampia: condizioni di vita disumane e continui Roghi di rifiuti al Campo Rom.
In questo video DENUNCIAMO il degrado e i continui Roghi di RIFIUTI SPECIALI e NON in un Campo Rom divenuto un LAGER. Le condizioni igienico sanitarie sono impossibili per gli stessi abitanti del Campo.
Nonostante i numerosi esposti dei cittadini locali, NESSUNO, adotta alcun provvedimento.
Il quartiere di Scampia confina con numerosi comuni:
Mugnano, Melito, Sant'Antimo, Casandrino e Arzano.
Nessuno ha preso provvedimenti in merito, nonostante le numerose denunce fatte e recapitate presso tutte le Autorità competenti.
Procura della Repubblica di Napoli, ASL, Comuni vari, ARPAC, Commissariato all'Emergenza Rifiuti, Presidente della Repubblica etc. etc.
Dov'è la MAGISTRATURA ??? E' MORTA ?!?!
Aspettiamo qualche segno di vita dalla Giustizia, ma sembra essere morta insieme alla prima ....
VERGOGNA.
Avete distrutto l'ITALIA ...
Caro Presidente della Repubblica, non vada solo a Capri. Venga pure dove veniva a prendere i voti elettorali da giovane. La Provincia di Napoli ha bisogno di Lei !!!
Un grazie speciale lo diciamo a Dino Di Palma, Presidente dei VERDI di questa provincia per 5 anni. Grazia Francescato l'ha candidato anche per le Europee. Grazie Presidente per averci regalato una provincia così.
Grazie di cuore veramente a tutti voi.
mercoledì 24 giugno 2009
Berlusconi e la monnezza (un anno dopo!)
Ad un anno esatto dallo scandalo rifiuti in Campania ecco come si presentano le vie di Marano, centro nevralgico della nuova discarica a cielo aperto!
Ad un anno esatto dallo scandalo rifiuti in Campania ecco come si presentano le vie di Marano, centro nevralgico della nuova discarica a cielo aperto!
lunedì 22 giugno 2009
Ecomafie, un business da 20 miliardi

MILANO - Venti miliardi e mezzo di euro di fatturato. E una montagna di rifiuti industriali «scomparsi» chissà dove, smaltiti in una miriade di discariche abusive, sparse in tutta Italia. Sono questi i numeri dell'attività delle ecomafie in Italia. Li hanno denunciati, oggi, in un convegno a Milano, Legambiente e l'associazione Libera. Se accatastate, le 134, 7 milioni di tonnellate gestite illegalmente dalla «Mafia Spa», di cui 9 di rifiuti pericolosi, formerebbero una montagna alta come l'Etna: 3.100 metri quadrati.
NON SOLO RIFIUTI – Sono ben 258 i clan attivi nell'ecomafia. Secondo il rapporto «Ecomafia 2009», l'anno scorso 21 mila persone sono state denunciate per 25 mila reati. 221, invece, gli arresti. E' il business più importante dei reati ambientali, insieme a quello dell'abusivismo edilizio. Gestendo lo smaltimento delle scorie industriali nel 2008 la mafia ha guadagnato 7 miliardi di euro. Ventottomila, invece, le nuove case illegali, senza contare un'infinità di reati urbanistici. Ha fruttato, invece, ben 3 miliardi di euro il racket degli animali, che comprende l'importazione di cuccioli esotici, ma anche i combattimenti dei cani, le corse di cavalli, il bracconaggio. E poi c'è anche l'«archeomafia»: il furto e la vendita clandestina di opere d'arte e di reperti archeologici. Traffici in cui, per la prima vola emerge chiaramente anche il ruolo della Lombardia, accanto alle regioni tradizionalmente ai vertici del fenomeno: Campania, Sicilia.
ALLARME SULL'EXPO – Secondo Legambiente e Libera, anche l'esposizione universale che si terrà a Milano 2015 è nel mirino dei clan. «Quando si parla di appalti pubblici a rischio di infiltrazione criminale, l'Expo di Milano è il più vulnerbile» sottolinea il rapporto, che ricorda le discariche abusive scoperte dalla Procura di Milano nei cantieri Tav della linea Torino–Milano, che oggi sono state bonificate. «Proprio per controllare gli appalti di expo, ma per diffondere la cultura della legalità, Legambiente e Libera propongono la costituzione di una task force» spiega Damiano di Simine, presidente di Legambiente Lombardia.
IL RUOLO DELLA GENTE COMUNE– «L'inchiesta che ha portato al sequestro di alcuni cantieri della Tav in provincia di Milano è nata grazie a due persone, che si sono insospettite ascoltando una conversazione tra due autisti di imprese coinvolte negli appalti della linea Tav che trasportavano scorie» ha raccontato Davide Corbella, comandante dell polizia giudiziaria del Parco del Ticino. I due autisti replicavano a dei residenti della zona che si lamentavano per la polvere sollevata dai camion, dicendo: «Voi pensate alla polvere, vedrete invece fra qualche anno, quando tutta la roba che hanno seppellito qui da voi comincerà a fare il suo effetto». Angela Fioroni, ex sindaco di Pero, nel Milanese, si è trovata a dover firmare lei in persona un atto urbanistico perché nessuno dei dipendenti comunali aveva il coraggio di farlo. Grazie ai suoi sospetti, è stato scoperto un laghetto pieno di scorie, che apparteneva a una società che si occupava del reinserimento di detenuti al lavoro. Inchieste che sono state rese possibili dalle intercettazioni ambientali: «Uno strumento essenziale, senza il quale rischiamo di restare senza armi» ha detto Sergio Cannavò di Legmbiente, riferendosi alla nuova legge in preparazione in Parlamento.
Fonte:Corriere della Sera

MILANO - Venti miliardi e mezzo di euro di fatturato. E una montagna di rifiuti industriali «scomparsi» chissà dove, smaltiti in una miriade di discariche abusive, sparse in tutta Italia. Sono questi i numeri dell'attività delle ecomafie in Italia. Li hanno denunciati, oggi, in un convegno a Milano, Legambiente e l'associazione Libera. Se accatastate, le 134, 7 milioni di tonnellate gestite illegalmente dalla «Mafia Spa», di cui 9 di rifiuti pericolosi, formerebbero una montagna alta come l'Etna: 3.100 metri quadrati.
NON SOLO RIFIUTI – Sono ben 258 i clan attivi nell'ecomafia. Secondo il rapporto «Ecomafia 2009», l'anno scorso 21 mila persone sono state denunciate per 25 mila reati. 221, invece, gli arresti. E' il business più importante dei reati ambientali, insieme a quello dell'abusivismo edilizio. Gestendo lo smaltimento delle scorie industriali nel 2008 la mafia ha guadagnato 7 miliardi di euro. Ventottomila, invece, le nuove case illegali, senza contare un'infinità di reati urbanistici. Ha fruttato, invece, ben 3 miliardi di euro il racket degli animali, che comprende l'importazione di cuccioli esotici, ma anche i combattimenti dei cani, le corse di cavalli, il bracconaggio. E poi c'è anche l'«archeomafia»: il furto e la vendita clandestina di opere d'arte e di reperti archeologici. Traffici in cui, per la prima vola emerge chiaramente anche il ruolo della Lombardia, accanto alle regioni tradizionalmente ai vertici del fenomeno: Campania, Sicilia.
ALLARME SULL'EXPO – Secondo Legambiente e Libera, anche l'esposizione universale che si terrà a Milano 2015 è nel mirino dei clan. «Quando si parla di appalti pubblici a rischio di infiltrazione criminale, l'Expo di Milano è il più vulnerbile» sottolinea il rapporto, che ricorda le discariche abusive scoperte dalla Procura di Milano nei cantieri Tav della linea Torino–Milano, che oggi sono state bonificate. «Proprio per controllare gli appalti di expo, ma per diffondere la cultura della legalità, Legambiente e Libera propongono la costituzione di una task force» spiega Damiano di Simine, presidente di Legambiente Lombardia.
IL RUOLO DELLA GENTE COMUNE– «L'inchiesta che ha portato al sequestro di alcuni cantieri della Tav in provincia di Milano è nata grazie a due persone, che si sono insospettite ascoltando una conversazione tra due autisti di imprese coinvolte negli appalti della linea Tav che trasportavano scorie» ha raccontato Davide Corbella, comandante dell polizia giudiziaria del Parco del Ticino. I due autisti replicavano a dei residenti della zona che si lamentavano per la polvere sollevata dai camion, dicendo: «Voi pensate alla polvere, vedrete invece fra qualche anno, quando tutta la roba che hanno seppellito qui da voi comincerà a fare il suo effetto». Angela Fioroni, ex sindaco di Pero, nel Milanese, si è trovata a dover firmare lei in persona un atto urbanistico perché nessuno dei dipendenti comunali aveva il coraggio di farlo. Grazie ai suoi sospetti, è stato scoperto un laghetto pieno di scorie, che apparteneva a una società che si occupava del reinserimento di detenuti al lavoro. Inchieste che sono state rese possibili dalle intercettazioni ambientali: «Uno strumento essenziale, senza il quale rischiamo di restare senza armi» ha detto Sergio Cannavò di Legmbiente, riferendosi alla nuova legge in preparazione in Parlamento.
Fonte:Corriere della Sera
domenica 14 giugno 2009
Vietato Respirare
Da Milano a Pianura, per vedere da vicino l'emergenza rifiuti in Campania.
Nel documentario Vietato Respirare di Riccardo Farina, Pietro Menditto, Diego Fabricio, affiora la tragedia di una terra stremata, tra cumuli di immondizia non raccolta e discariche abusive altamente tossiche .
A Pianura la diossina e gli altri veleni mietono vittime per malattie tipicamente industriali. A Taverna del Re i contadini coltivano a ridosso dei depositi di ecoballe. A Monteruscello i bambini giocano in mezzo ai topi e sognano di vivere in un paese senza una carta per terra.
Intanto cresce la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni e spesso si trasforma in disperate manifestazioni di protesta, anche nei confronti di Gianni De Gennaro, lultimo di una serie di commissari straordinari. Le voci della società civile come quella di don Alex Zanotelli cercano di scuotere dallindifferenza. E intanto nella terra più gioiosa e feconda di Italia ora si fa fatica a respirare Da Milano a Pianura, per vedere da vicino lemergenza rifiuti in Campania. Nel documentario Vietato Respirare affiora la tragedia di una terra stremata, tra cumuli di immondizia non raccolta e discariche abusive altamente tossiche. A Pianura la diossina e gli altri veleni mietono vittime per malattie tipicamente industriali.
A Taverna del Re i contadini coltivano a ridosso dei depositi di ecoballe. A Monteruscello i bambini giocano in mezzo ai topi e sognano di vivere in un paese senza una carta per terra. Intanto cresce la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni e spesso si trasforma in disperate manifestazioni di protesta, anche nei confronti di Gianni De Gennaro, lultimo di una serie di commissari straordinari.
Le voci della società civile come quella di don Alex Zanotelli cercano di scuotere dallindifferenza. E intanto nella terra più gioiosa e feconda di Italia ora si fa fatica a respirareE intanto nella terra più gioiosa e feconda di Italia ora si fa fatica a respirare questo è il rischio di affidare in mano a poche società in subappalto (fibe, impregilo) l'intero sistema di gestione industriale del rifiuto.
I napoletani hanno i loro pregi e i loro difetti come tuttti gli altri italiani,
questo disastro non l'hanno commesso loro, ma la politica connivente
con la camorra e le aziende private del nord prive di scrupoli. Il
pugno duro del governo andrebbe usato soprattutto contro di loro, non
contro gli abitanti di Chiaiano.
Da Milano a Pianura, per vedere da vicino l'emergenza rifiuti in Campania.
Nel documentario Vietato Respirare di Riccardo Farina, Pietro Menditto, Diego Fabricio, affiora la tragedia di una terra stremata, tra cumuli di immondizia non raccolta e discariche abusive altamente tossiche .
A Pianura la diossina e gli altri veleni mietono vittime per malattie tipicamente industriali. A Taverna del Re i contadini coltivano a ridosso dei depositi di ecoballe. A Monteruscello i bambini giocano in mezzo ai topi e sognano di vivere in un paese senza una carta per terra.
Intanto cresce la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni e spesso si trasforma in disperate manifestazioni di protesta, anche nei confronti di Gianni De Gennaro, lultimo di una serie di commissari straordinari. Le voci della società civile come quella di don Alex Zanotelli cercano di scuotere dallindifferenza. E intanto nella terra più gioiosa e feconda di Italia ora si fa fatica a respirare Da Milano a Pianura, per vedere da vicino lemergenza rifiuti in Campania. Nel documentario Vietato Respirare affiora la tragedia di una terra stremata, tra cumuli di immondizia non raccolta e discariche abusive altamente tossiche. A Pianura la diossina e gli altri veleni mietono vittime per malattie tipicamente industriali.
A Taverna del Re i contadini coltivano a ridosso dei depositi di ecoballe. A Monteruscello i bambini giocano in mezzo ai topi e sognano di vivere in un paese senza una carta per terra. Intanto cresce la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni e spesso si trasforma in disperate manifestazioni di protesta, anche nei confronti di Gianni De Gennaro, lultimo di una serie di commissari straordinari.
Le voci della società civile come quella di don Alex Zanotelli cercano di scuotere dallindifferenza. E intanto nella terra più gioiosa e feconda di Italia ora si fa fatica a respirareE intanto nella terra più gioiosa e feconda di Italia ora si fa fatica a respirare questo è il rischio di affidare in mano a poche società in subappalto (fibe, impregilo) l'intero sistema di gestione industriale del rifiuto.
I napoletani hanno i loro pregi e i loro difetti come tuttti gli altri italiani,
questo disastro non l'hanno commesso loro, ma la politica connivente
con la camorra e le aziende private del nord prive di scrupoli. Il
pugno duro del governo andrebbe usato soprattutto contro di loro, non
contro gli abitanti di Chiaiano.
mercoledì 3 giugno 2009
Rifiuti Napoli: 15 arresti tra politici, professori e funzionari

Lo riferiscono le forze dell'ordine, il tribunale e fonti giudiziarie precisando che -- secondo l'inchiesta condotta dal pm Giuseppe Noviello, Paolo Sirleo e Alessandro Milita -- i collaudatori avrebbero attestato il falso poiché sostenevano la funzionalità degli impianti e quindi la capacità di produrre cdr e fos (frazione organica stabilizzata) a norma.
"L'oggetto della investigazione, che non ha toccato aspetti di criminalità organizzata, ha riguardato i lavori delle commissioni di collaudo degli impianti di produzione di Cdr realizzati dalla Fibe e Fibe Campania su appalti banditi dal commissariato di governo per l'emergenza rifiuti in Campania nel 1999", si legge nella nota della procura partenopea, in cui si precisa che i reati ipotizzati sono "diverse fattispecie di falsità ideologiche in atto pubblico".
Fibe e Fibe Campania sono controllate del gruppo Impregilo.
Secondo quanto scrive inoltre la procura, ai membri delle commissioni di collaudo sono stati contestati certificati in cui "si attesta falsamente" che Fibe e Fisia -- anche quest'ultima controllata del gruppo Impregilo -- avrebbero mantenuto gli impegni previsti dai contratti di appalto.
MACCHINARI MODIFICATI
"Le indagini hanno dimostrato come taluni macchinari essenziali, diversi dai progetti approvati, siano stati modificati dall'appaltatore senza autorizzazione della stazione appaltante e senza che i collaudatori abbiano constatato la accertata difformità", si legge ancora nella nota della procura.
Secondo quanto riferito da una fonte giudiziaria, tra i destinatari delle ordinanze ci sono anche l'attuale presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, all'epoca dei fatti contestati docente membro della commissione collaudo, Claudio De Biasio -- ex-subcommissario del sottosegretario Guido Bertolaso, più volte impiegato nel commissariato per i rifiuti e attualmente alla Protezione civile -- Giuseppe Vacca, direttore dei lavori del termovalizzatore di Acerra, in funzione dal 26 marzo scorso, e all'epoca dei fatti direttore dei lavori nei Cdr.
Le attività dei Crd, dal 2005 fino a circa un anno fa, ha prodotto diversi milioni di ecoballe che restano stoccate in Campania e per le quali ancora non si è trovata una soluzione di smaltimento, poiché non essendo a norma non possono essere bruciate nei termovalorizzatori all'avanguardia.
Attualmente i cdr continuano a trattare i rifiuti ma in modo diverso da quanto previsto.
Fonte:Reuters

Lo riferiscono le forze dell'ordine, il tribunale e fonti giudiziarie precisando che -- secondo l'inchiesta condotta dal pm Giuseppe Noviello, Paolo Sirleo e Alessandro Milita -- i collaudatori avrebbero attestato il falso poiché sostenevano la funzionalità degli impianti e quindi la capacità di produrre cdr e fos (frazione organica stabilizzata) a norma.
"L'oggetto della investigazione, che non ha toccato aspetti di criminalità organizzata, ha riguardato i lavori delle commissioni di collaudo degli impianti di produzione di Cdr realizzati dalla Fibe e Fibe Campania su appalti banditi dal commissariato di governo per l'emergenza rifiuti in Campania nel 1999", si legge nella nota della procura partenopea, in cui si precisa che i reati ipotizzati sono "diverse fattispecie di falsità ideologiche in atto pubblico".
Fibe e Fibe Campania sono controllate del gruppo Impregilo.
Secondo quanto scrive inoltre la procura, ai membri delle commissioni di collaudo sono stati contestati certificati in cui "si attesta falsamente" che Fibe e Fisia -- anche quest'ultima controllata del gruppo Impregilo -- avrebbero mantenuto gli impegni previsti dai contratti di appalto.
MACCHINARI MODIFICATI
"Le indagini hanno dimostrato come taluni macchinari essenziali, diversi dai progetti approvati, siano stati modificati dall'appaltatore senza autorizzazione della stazione appaltante e senza che i collaudatori abbiano constatato la accertata difformità", si legge ancora nella nota della procura.
Secondo quanto riferito da una fonte giudiziaria, tra i destinatari delle ordinanze ci sono anche l'attuale presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, all'epoca dei fatti contestati docente membro della commissione collaudo, Claudio De Biasio -- ex-subcommissario del sottosegretario Guido Bertolaso, più volte impiegato nel commissariato per i rifiuti e attualmente alla Protezione civile -- Giuseppe Vacca, direttore dei lavori del termovalizzatore di Acerra, in funzione dal 26 marzo scorso, e all'epoca dei fatti direttore dei lavori nei Cdr.
Le attività dei Crd, dal 2005 fino a circa un anno fa, ha prodotto diversi milioni di ecoballe che restano stoccate in Campania e per le quali ancora non si è trovata una soluzione di smaltimento, poiché non essendo a norma non possono essere bruciate nei termovalorizzatori all'avanguardia.
Attualmente i cdr continuano a trattare i rifiuti ma in modo diverso da quanto previsto.
Fonte:Reuters
lunedì 1 giugno 2009
Acerra, l'inceneritore e gli "eroi" dell' Impregilo
Berlusconi definisce " eroici" i manager di Impregilo inquisita, e loro subito minacciano di ricusare i PM che li accusano. Intervista con Linda D'Ancona, giudice del distretto di Napoli
di Giulio Gargia - riprese di Luca Munza.
Fonte:Pandoratv
Berlusconi definisce " eroici" i manager di Impregilo inquisita, e loro subito minacciano di ricusare i PM che li accusano. Intervista con Linda D'Ancona, giudice del distretto di Napoli
di Giulio Gargia - riprese di Luca Munza.
Fonte:Pandoratv
domenica 31 maggio 2009
sabato 30 maggio 2009
RITORNA L'EMERGENZA RIFIUTI A NAPOLI
Altro che emergenza rifiuti finita. Ho fatto un giretto sul web scoprendo che, con il caldo, sono tornati i rifiuti sulle strade di Napoli e della Campania. Eccome se sono tornati!
Eppure di monnezza in strada ce n’è in abbondanza, anche se questo non impedisce al commissario Bertolaso di smentire che l’emergenza stia tornando in Campania.
Secondo Blitzquotidiano l’immondizia si accumula non solo a Napoli, ma anche ad Ercolano, Marano, Giugliano e Quarto: sessanta tonnellate al giorno nella sola Ercolano, dove prima di accedere ai famosi scavi archeologici i turisti costeggiano, scavalcano e ammirano l’immondizia. La situazione è particolarmente seria nelle zone di Quarto e Marano: ogni genere di scarto, carta, mobili, plastica eccetera sono accatastati sui bordi delle strade o in vere e proprie discariche a cielo aperto.
Carta riferisce di cumuli che crescono tra Giugliano, Quarto, Marano, Villaricca e Qualiano e di rifiuti che bruciano agli angoli delle strade mentre quelli rimossi ingolfano l’ex Cdr della zona Asi, ora diven tato impianto di tritovagliatura
Aversa ripiomba nell’emergenza rifiuti, riferisce 9online: secondo il sindaco la responsabilità è del Consorzio rifiuti che non riesce a star dietro ai bisogni della città a causa della scarsità di automezzi. Una di quelle cose di cui, personalmente, non riuscirò mai a capacitarmi. Il Comune di Maddaloni, ancora, è debitore nei confronti della ditta incaricata dei rifiuti. La quale ha conseguentemente ridotto i servizi: e dunque i rifiuti si accumulano anche lì.
Da Asca Bertolaso smentisce che ricominci l’emergenza rifiuti in Campania
Da Blitzquotidiano lcumuli di rifiuti ad Ercolano
Da Blitzquotidiano l’immondizia si accumula a Napoli e in altri Comuni della Campania
da 9online Aversa rimpiomba nell’emergenza rifiuti
Da Carta cumuli di monnezza a Napoli e in Campania
credits: MARINA,
Fonte:Sale del mondo
Altro che emergenza rifiuti finita. Ho fatto un giretto sul web scoprendo che, con il caldo, sono tornati i rifiuti sulle strade di Napoli e della Campania. Eccome se sono tornati!
Eppure di monnezza in strada ce n’è in abbondanza, anche se questo non impedisce al commissario Bertolaso di smentire che l’emergenza stia tornando in Campania.
Secondo Blitzquotidiano l’immondizia si accumula non solo a Napoli, ma anche ad Ercolano, Marano, Giugliano e Quarto: sessanta tonnellate al giorno nella sola Ercolano, dove prima di accedere ai famosi scavi archeologici i turisti costeggiano, scavalcano e ammirano l’immondizia. La situazione è particolarmente seria nelle zone di Quarto e Marano: ogni genere di scarto, carta, mobili, plastica eccetera sono accatastati sui bordi delle strade o in vere e proprie discariche a cielo aperto.
Carta riferisce di cumuli che crescono tra Giugliano, Quarto, Marano, Villaricca e Qualiano e di rifiuti che bruciano agli angoli delle strade mentre quelli rimossi ingolfano l’ex Cdr della zona Asi, ora diven tato impianto di tritovagliatura
Aversa ripiomba nell’emergenza rifiuti, riferisce 9online: secondo il sindaco la responsabilità è del Consorzio rifiuti che non riesce a star dietro ai bisogni della città a causa della scarsità di automezzi. Una di quelle cose di cui, personalmente, non riuscirò mai a capacitarmi. Il Comune di Maddaloni, ancora, è debitore nei confronti della ditta incaricata dei rifiuti. La quale ha conseguentemente ridotto i servizi: e dunque i rifiuti si accumulano anche lì.
Da Asca Bertolaso smentisce che ricominci l’emergenza rifiuti in Campania
Da Blitzquotidiano lcumuli di rifiuti ad Ercolano
Da Blitzquotidiano l’immondizia si accumula a Napoli e in altri Comuni della Campania
da 9online Aversa rimpiomba nell’emergenza rifiuti
Da Carta cumuli di monnezza a Napoli e in Campania
credits: MARINA,
Fonte:Sale del mondo
giovedì 28 maggio 2009
18 Maggio 2009 - La Terra dei Fuochi - Fuga dalla Campania, ennesimo megarogo
http://www.laterradeifuochi.it -- DENUNCIAMO continui Roghi di RIFIUTI SPECIALI, TOSSICI e NOCIVI.CI STANNO AVVELENANDO !!
Questo video testimonia un fatto che dovrebbe far riflettere gli organi giudiziari. La Magistratura. Infatti ogni anno verso l'estate si moltiplicano incendi di: Capannoni dismessi, Scassi abusivi (autodemolizioni), vecchie discariche, terreni adibiti a depositi temporanei... insomma, tutti luoghi che custodiscono materiali in attesa di smaltimento o inutilizzabili. Eccone un altro accaduto il 12 Maggio a Marcianise. Appena 6 giorni fa !!!
Al deposito abusivo ex-Ecorec, decine di migliaia di copertoni misti ad altri rifiuti, bruciarono per oltre 5 giorni: http://www.youtube.com/watch?v=gEZEeZ...Come per magia ogni estate cominciano i roghi. Non bastavano quelli nelle campagne. Com'è possibile che nessuno mette in relazione quanto accade da anni su questo territorio ??
Come può essere che ci preoccupiamo solo delle stronzate ?Come può essere che si fanno delle ordinanze per vietare il fumo nei locali pubblici, le domeniche ecologiche, ... mentre si consente tutto ciò ?!
Se vi ammalerete di TUMORE, non prendetevela col Padreterno, ma con la vostra ignoranza !!! Abbandoniamo queste terre malate! Oramai non c'è alcuna speranza. E' inutile lottare per chi non merita. L'indifferenza e l'ignoranza del resto della popolazione non merita il nostro impegno. Altroché romanzo, questa è una vera Gomorra! ... Tra qualche anno, forse, qualcuno ci ricorderà. Cominceranno a notare che i tumori sono più ricorrenti dell'influenza !!! .... ma sarà troppo tardi. VERGOGNA !-------------------
*** Non lasciarci soli. Aiutaci a diffondere quanto accade, indisturbato, proprio sotto i nostri occhi. Da anni. Troppi anni.VI PREGO FACCIAMO GIRARE QUESTI VIDEO.PER CAPIRE, TUTTI DEVONO VEDERE .Per diffondere l'informazione su quanto sta accadendo inoltrate emails collettive invitandoli tutti a vedere collegandosi al sito http://www.laterradeifuochi.it
Lo scempio ... giorno per giorno ...
http://www.laterradeifuochi.it -- DENUNCIAMO continui Roghi di RIFIUTI SPECIALI, TOSSICI e NOCIVI.CI STANNO AVVELENANDO !!
Questo video testimonia un fatto che dovrebbe far riflettere gli organi giudiziari. La Magistratura. Infatti ogni anno verso l'estate si moltiplicano incendi di: Capannoni dismessi, Scassi abusivi (autodemolizioni), vecchie discariche, terreni adibiti a depositi temporanei... insomma, tutti luoghi che custodiscono materiali in attesa di smaltimento o inutilizzabili. Eccone un altro accaduto il 12 Maggio a Marcianise. Appena 6 giorni fa !!!
Al deposito abusivo ex-Ecorec, decine di migliaia di copertoni misti ad altri rifiuti, bruciarono per oltre 5 giorni: http://www.youtube.com/watch?v=gEZEeZ...Come per magia ogni estate cominciano i roghi. Non bastavano quelli nelle campagne. Com'è possibile che nessuno mette in relazione quanto accade da anni su questo territorio ??
Come può essere che ci preoccupiamo solo delle stronzate ?Come può essere che si fanno delle ordinanze per vietare il fumo nei locali pubblici, le domeniche ecologiche, ... mentre si consente tutto ciò ?!
Se vi ammalerete di TUMORE, non prendetevela col Padreterno, ma con la vostra ignoranza !!! Abbandoniamo queste terre malate! Oramai non c'è alcuna speranza. E' inutile lottare per chi non merita. L'indifferenza e l'ignoranza del resto della popolazione non merita il nostro impegno. Altroché romanzo, questa è una vera Gomorra! ... Tra qualche anno, forse, qualcuno ci ricorderà. Cominceranno a notare che i tumori sono più ricorrenti dell'influenza !!! .... ma sarà troppo tardi. VERGOGNA !-------------------
*** Non lasciarci soli. Aiutaci a diffondere quanto accade, indisturbato, proprio sotto i nostri occhi. Da anni. Troppi anni.VI PREGO FACCIAMO GIRARE QUESTI VIDEO.PER CAPIRE, TUTTI DEVONO VEDERE .Per diffondere l'informazione su quanto sta accadendo inoltrate emails collettive invitandoli tutti a vedere collegandosi al sito http://www.laterradeifuochi.it
Lo scempio ... giorno per giorno ...
giovedì 21 maggio 2009
Inceneritori e nanopolveri, intervista al dott. Montanari

Un potenziale gassificatore nel quadrante sud-ovest dei Castelli Romani (Albano Laziale) instilla, com’è ovvio che sia, una qualche riflessione. Data la “caratura” invasiva del possibile impianto è giusto considerare le ulteriori esternalità negative di un comprensorio già di per sè altamente gravato. Risorse idriche, vicinanza con i numerosi paesi limitrofi e con quel che sarà il futuro Policlinico dei Castelli Romani. Il tema porta fisiologicamente alla questione delle nanopolveri.
Per saperne di più abbiamo intervistato il dott. Stefano Montanari, nanopatologo di fama internazionale, dal 2004 direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena.
Dott. Montanari spesso in Italia sentiamo parlare di termovalorizzatori, gassificatori e inceneritori. In termini pratici vi sono differenze strutturali atte a motivare questa diversa terminologia?
“L’inceneritore si limita a bruciare i rifiuti, il ‘termovalorizzatore’ ricava un minimo di energia dalla combustione dei rifiuti e il gassificatore ne ricava gas combustibili”.
Gli impianti che bruciano Cdr sono visti con sospetto da una parte della comunità scientifica per via delle loro emissioni gassose: le nanoparticelle. Cosa sono esattamente e che differenze ci sono con le altre polveri emesse dalla combustione?
“Sono polveri inorganiche di diametro inferiore al micron e con un volume che può arrivare ad essere anche centinaia di milioni di volte più piccolo di quello delle particelle da 10 micron che costituiscono il grosso delle PM10. La composizione è estremamente varia perché tra i rifiuti si trovano in pratica tutti gli elementi chimici e, dunque, ciò che ne esce sono entità quasi impossibili da pronosticare. La combustione dei rifiuti genera anche altre particelle sia più grossolane sia di natura organica, ma, quanto a computo numerico, sono le nanoparticelle ad essere soverchianti”.
C’è una relazione tra la dimensione delle nanopolveri e la temperatura di combustione nell’impianto?
”A grandi linee, più alta è la temperatura di combustione, più piccole sono le particelle generate. Gli inceneritori moderni funzionano a temperature relativamente elevate per produrre meno diossine ma, d’altro canto, le polveri che ne escono sono più sottili e più aggressive."
Dott. Montanari esistono ‘filtri’ in grado di poterle bloccare?
”No, i filtri non hanno attività sulle nanopolveri. Quando ci dicono che un filtro cattura il 99,9% delle polveri che escono da un camino, non ci viene detto che si tratta solo di una quota chiamata ‘polveri primarie filtrabili’ e che ciò che è catturato si valuta in peso e non per numero di particelle. Dunque, dal filtro sfuggiranno migliaia di volte più particelle di quanto non vengano bloccate. Ma l’altro problema è: che ne faremo di queste polveri che stanno sul filtro? Nei fatti tutta questa roba finisce nell’ambiente. Ma, poi, c’è il problema delle ceneri che costituiscono circa un terzo in massa del rifiuto che viene bruciato. Queste, classificate bizzarramente come ‘inerti’ sono in realtà quanto mai aggressive e finiscono nelle discariche che, dunque, non solo non spariscono con l’incenerimento dei rifiuti, ma diventano molto più pericolose di quelle ‘che puzzano’.
Queste nanopolveri si degradano poi in natura?
“Queste polveri sono eterne e, generate, restano per sempre nell’ambiente. Anzi, le nanopolveri possono galleggiare in aria per decenni e viaggiare su percorsi lunghissimi. Dunque, impossibile confinarle sul serio da qualche parte”.
A lungo termine possono causare effetti sull’uomo?
“Più piccola è la particella, più facilmente questa riesce a penetrare nell’organismo, passando rapidamente dal polmone o dall’apparato digerente al sangue e da qui a tutti gli organi. Le più piccole sanno entrare fin nel nucleo delle cellule disturbando il DNA. Le malattie che produce sono una lista pressoché infinita: ictus, infarto, tromboembolia polmonare, varie forme di cancro, malattie neurologiche che vanno dall’insonnia alla perdita di memoria a breve, dal morbo di Parkinson a quello di Alzheimer. Poi c’è la cosiddetta stanchezza cronica, ci sono malattie del sistema endocrino come alcune della tiroide o come il diabete. Drammatiche, poi, sono le malformazioni fetali che vediamo sempre più spesso”.
Qual è secondo lei la via da seguire in tema di rifiuti e in che direzione si muove l’Europa?
Il problema dei rifiuti ha un’origine antica ed è ridicolo pensare di risolverlo con la bacchetta magica. Figurarsi con gli inceneritori che sono una vera e propria follia. L’educazione è il primo rimedio: produrre molti meno rifiuti, per esempio eliminando sacchetti di plastica e imballi che sono metà abbondante del nostro pattume, trasformare in terriccio fertile tutto ciò che è biodegradabile, riusare, riciclare e non sprecare materiali. L’industria fabbricherà solo prodotti compatibili con l’ambiente, cosa tecnologicamente più che possibile, e i politici dovranno rassegnarsi a non speculare sulla malagestione dei rifiuti.
Fonte:Controluce

Un potenziale gassificatore nel quadrante sud-ovest dei Castelli Romani (Albano Laziale) instilla, com’è ovvio che sia, una qualche riflessione. Data la “caratura” invasiva del possibile impianto è giusto considerare le ulteriori esternalità negative di un comprensorio già di per sè altamente gravato. Risorse idriche, vicinanza con i numerosi paesi limitrofi e con quel che sarà il futuro Policlinico dei Castelli Romani. Il tema porta fisiologicamente alla questione delle nanopolveri.
Per saperne di più abbiamo intervistato il dott. Stefano Montanari, nanopatologo di fama internazionale, dal 2004 direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena.
Dott. Montanari spesso in Italia sentiamo parlare di termovalorizzatori, gassificatori e inceneritori. In termini pratici vi sono differenze strutturali atte a motivare questa diversa terminologia?
“L’inceneritore si limita a bruciare i rifiuti, il ‘termovalorizzatore’ ricava un minimo di energia dalla combustione dei rifiuti e il gassificatore ne ricava gas combustibili”.
Gli impianti che bruciano Cdr sono visti con sospetto da una parte della comunità scientifica per via delle loro emissioni gassose: le nanoparticelle. Cosa sono esattamente e che differenze ci sono con le altre polveri emesse dalla combustione?
“Sono polveri inorganiche di diametro inferiore al micron e con un volume che può arrivare ad essere anche centinaia di milioni di volte più piccolo di quello delle particelle da 10 micron che costituiscono il grosso delle PM10. La composizione è estremamente varia perché tra i rifiuti si trovano in pratica tutti gli elementi chimici e, dunque, ciò che ne esce sono entità quasi impossibili da pronosticare. La combustione dei rifiuti genera anche altre particelle sia più grossolane sia di natura organica, ma, quanto a computo numerico, sono le nanoparticelle ad essere soverchianti”.
C’è una relazione tra la dimensione delle nanopolveri e la temperatura di combustione nell’impianto?
”A grandi linee, più alta è la temperatura di combustione, più piccole sono le particelle generate. Gli inceneritori moderni funzionano a temperature relativamente elevate per produrre meno diossine ma, d’altro canto, le polveri che ne escono sono più sottili e più aggressive."
Dott. Montanari esistono ‘filtri’ in grado di poterle bloccare?
”No, i filtri non hanno attività sulle nanopolveri. Quando ci dicono che un filtro cattura il 99,9% delle polveri che escono da un camino, non ci viene detto che si tratta solo di una quota chiamata ‘polveri primarie filtrabili’ e che ciò che è catturato si valuta in peso e non per numero di particelle. Dunque, dal filtro sfuggiranno migliaia di volte più particelle di quanto non vengano bloccate. Ma l’altro problema è: che ne faremo di queste polveri che stanno sul filtro? Nei fatti tutta questa roba finisce nell’ambiente. Ma, poi, c’è il problema delle ceneri che costituiscono circa un terzo in massa del rifiuto che viene bruciato. Queste, classificate bizzarramente come ‘inerti’ sono in realtà quanto mai aggressive e finiscono nelle discariche che, dunque, non solo non spariscono con l’incenerimento dei rifiuti, ma diventano molto più pericolose di quelle ‘che puzzano’.
Queste nanopolveri si degradano poi in natura?
“Queste polveri sono eterne e, generate, restano per sempre nell’ambiente. Anzi, le nanopolveri possono galleggiare in aria per decenni e viaggiare su percorsi lunghissimi. Dunque, impossibile confinarle sul serio da qualche parte”.
A lungo termine possono causare effetti sull’uomo?
“Più piccola è la particella, più facilmente questa riesce a penetrare nell’organismo, passando rapidamente dal polmone o dall’apparato digerente al sangue e da qui a tutti gli organi. Le più piccole sanno entrare fin nel nucleo delle cellule disturbando il DNA. Le malattie che produce sono una lista pressoché infinita: ictus, infarto, tromboembolia polmonare, varie forme di cancro, malattie neurologiche che vanno dall’insonnia alla perdita di memoria a breve, dal morbo di Parkinson a quello di Alzheimer. Poi c’è la cosiddetta stanchezza cronica, ci sono malattie del sistema endocrino come alcune della tiroide o come il diabete. Drammatiche, poi, sono le malformazioni fetali che vediamo sempre più spesso”.
Qual è secondo lei la via da seguire in tema di rifiuti e in che direzione si muove l’Europa?
Il problema dei rifiuti ha un’origine antica ed è ridicolo pensare di risolverlo con la bacchetta magica. Figurarsi con gli inceneritori che sono una vera e propria follia. L’educazione è il primo rimedio: produrre molti meno rifiuti, per esempio eliminando sacchetti di plastica e imballi che sono metà abbondante del nostro pattume, trasformare in terriccio fertile tutto ciò che è biodegradabile, riusare, riciclare e non sprecare materiali. L’industria fabbricherà solo prodotti compatibili con l’ambiente, cosa tecnologicamente più che possibile, e i politici dovranno rassegnarsi a non speculare sulla malagestione dei rifiuti.
Fonte:Controluce
mercoledì 20 maggio 2009
FERRANDELLE l' inizio della fine.
«Se io fossi la camorra e avessi una decina di cave sparse sul territorio, come farei fruttare questa risorsa? Semplice. Ne farei delle discariche per rifiuti speciali o tossici. Arriva il camion, versa il suo carico illegale, paga e se ne va.Ma se i rifiuti stanno lì su tutte le pagine dei giornali e affollano le strade delle città? In questo caso, la logica sarà diversa. Una ditta controllata dalla camorra potrebbe partecipare ad una gara d'appalto per lo smaltimento dei rifiuti, garantendo ottime prestazioni e ottimi profitti. Avrebbe infatti a sua disposizione tutte le discariche che vorrebbe.» (A, Cavaliere, Il mucchio selvaggio, Napoli 2006, p 75)
«Se io fossi la camorra e avessi una decina di cave sparse sul territorio, come farei fruttare questa risorsa? Semplice. Ne farei delle discariche per rifiuti speciali o tossici. Arriva il camion, versa il suo carico illegale, paga e se ne va.Ma se i rifiuti stanno lì su tutte le pagine dei giornali e affollano le strade delle città? In questo caso, la logica sarà diversa. Una ditta controllata dalla camorra potrebbe partecipare ad una gara d'appalto per lo smaltimento dei rifiuti, garantendo ottime prestazioni e ottimi profitti. Avrebbe infatti a sua disposizione tutte le discariche che vorrebbe.» (A, Cavaliere, Il mucchio selvaggio, Napoli 2006, p 75)
mercoledì 13 maggio 2009
La monnezza scomparsa della Campania? E' finita nella discarica di Ferrandelle

di Raffaele Sardo

di Raffaele Sardo
sabato 9 maggio 2009
RIFIUTI: ASIA NAPOLI, BUONI RISULTATI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
Evidentemente è possibile una strada alternativa a quella della costruzione di nuovi inceneritori...
Napoli, 27 apr. - (Adnkronos) - "Condividiamo la sollecitazione del presidente Berlusconi sulla massima attenzione per la raccolta differenziata. S
iamo gia' sulla buona strada e i risultati in quest'ultimo anno sono frutto di un lavoro senza precedenti messo in piedi dall'amministrazione comunale e dall'Azienda per i servizi di igiene ambientale".
Lo ha detto Pasquale Losa, presidente di Asia Napoli Spa, Azienda per i servizi di igiene ambientale.
"Passare dall'11,2% del dicembre 2007 al 19% attuale - ha aggiunto Losa - ci fa prevedere che l'obiettivo del 25% al 31 Dicembre 2009, cosi' come previsto dal decreto, sia alla nostra portata. Al 31/12/2008, il sistema 'porta a porta' ha servito 100mila cittadini. Al 31/12/2009 sara' esteso ad altri 100mila abitanti. E' in fase di ampliamento la raccolta differenziata stradale e quella presso gli esercizi commerciali per quanto riguarda la frazione dell'umido e cosi' come cresce la raccolta del cartone e di tutte le altre frazioni".
"Bisogna continuare - ha concluso Losa - su questa strada con un sempre maggior coinvolgimento dei cittadini, a partire dalle scuole, per raggiungere gli obiettivi prefissati e, se possibile, andare oltre migliorando i servizi offerti agli utenti".
(Vep/Pn/Adnkronos)
Evidentemente è possibile una strada alternativa a quella della costruzione di nuovi inceneritori...
Napoli, 27 apr. - (Adnkronos) - "Condividiamo la sollecitazione del presidente Berlusconi sulla massima attenzione per la raccolta differenziata. S
iamo gia' sulla buona strada e i risultati in quest'ultimo anno sono frutto di un lavoro senza precedenti messo in piedi dall'amministrazione comunale e dall'Azienda per i servizi di igiene ambientale".
Lo ha detto Pasquale Losa, presidente di Asia Napoli Spa, Azienda per i servizi di igiene ambientale.
"Passare dall'11,2% del dicembre 2007 al 19% attuale - ha aggiunto Losa - ci fa prevedere che l'obiettivo del 25% al 31 Dicembre 2009, cosi' come previsto dal decreto, sia alla nostra portata. Al 31/12/2008, il sistema 'porta a porta' ha servito 100mila cittadini. Al 31/12/2009 sara' esteso ad altri 100mila abitanti. E' in fase di ampliamento la raccolta differenziata stradale e quella presso gli esercizi commerciali per quanto riguarda la frazione dell'umido e cosi' come cresce la raccolta del cartone e di tutte le altre frazioni".
"Bisogna continuare - ha concluso Losa - su questa strada con un sempre maggior coinvolgimento dei cittadini, a partire dalle scuole, per raggiungere gli obiettivi prefissati e, se possibile, andare oltre migliorando i servizi offerti agli utenti".
(Vep/Pn/Adnkronos)
mercoledì 6 maggio 2009
rapporto ecomafie 2009 - Campania pattumiera d'Italia: in tre anni sversati 520 mila tir con rifiuti illegali

NAPOLI - Solito brivido lungo la schiena quando si presenta, puntualmente, ogni anno, il rapporto sulla monnezza«pericolosa» sotterrata nell'ex Campania felix, ora Biùtiful cauntri.
Negli ultimi tre anni - secondo il dossier 2009 di Legambiente - si ipotizza che in tutta la regione siano stati smaltiti illegalmente circa 13 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. Il dossier è stato presentato oggi a Roma.
In particolare, riferisce il rapporto, tradotti in camion, questi 13 milioni di tonnellate significano «520 mila tir che hanno attraversato mezza Italia per concludere i rispettivi tragitti nelle campagne napoletane, nell’entroterra salernitano, nelle discariche abusive del Casertano o ancora, più recentemente, nei terreni scavati nel Beneventano e nell’Avellinese».
E citando i dati dell’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa), Legambiente sottolinea che sono 2.551 i siti da bonificare tra discariche, zone di abbandono incontrollato di rifiuti o sversamenti di residui industriali.
ABUSIVISMO - Dopo anni di costante flessione, nel corso del 2008, in tutta Italia l’abusivismo sembra aver rialzato la testa con 28 mila nuove unità (dati Cresme). Stabile e solida al primo posto la Campania anche per quanto riguarda il ciclo illegale del cemento (oltre che dei rifiuti): 1.267 infrazioni accertate, 1.685 persone denunciate e 625 sequestri.
«Il cemento - si legge nel rapporto - è il luogo ideale per riciclare i proventi dalle attività criminose e nel caso campano si tratta di proventi ingenti che si traducono in interi quartieri abusivi. Basti pensare che il 67% dei comuni campani sciolti per infiltrazione mafiosa, dal 1991 a oggi, lo sono stati proprio per abusivismo edilizio».
E l’abusivismo non risparmia neppure le località di pregio, a cominciare dalle costiere (amalfitana e cilentana) e dall’area dei templi di Paestum, come a Ischia.
Fonte:Corriere del Mezzogiorno 05 maggio 2009

NAPOLI - Solito brivido lungo la schiena quando si presenta, puntualmente, ogni anno, il rapporto sulla monnezza«pericolosa» sotterrata nell'ex Campania felix, ora Biùtiful cauntri.
Negli ultimi tre anni - secondo il dossier 2009 di Legambiente - si ipotizza che in tutta la regione siano stati smaltiti illegalmente circa 13 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. Il dossier è stato presentato oggi a Roma.
In particolare, riferisce il rapporto, tradotti in camion, questi 13 milioni di tonnellate significano «520 mila tir che hanno attraversato mezza Italia per concludere i rispettivi tragitti nelle campagne napoletane, nell’entroterra salernitano, nelle discariche abusive del Casertano o ancora, più recentemente, nei terreni scavati nel Beneventano e nell’Avellinese».
E citando i dati dell’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa), Legambiente sottolinea che sono 2.551 i siti da bonificare tra discariche, zone di abbandono incontrollato di rifiuti o sversamenti di residui industriali.
ABUSIVISMO - Dopo anni di costante flessione, nel corso del 2008, in tutta Italia l’abusivismo sembra aver rialzato la testa con 28 mila nuove unità (dati Cresme). Stabile e solida al primo posto la Campania anche per quanto riguarda il ciclo illegale del cemento (oltre che dei rifiuti): 1.267 infrazioni accertate, 1.685 persone denunciate e 625 sequestri.
«Il cemento - si legge nel rapporto - è il luogo ideale per riciclare i proventi dalle attività criminose e nel caso campano si tratta di proventi ingenti che si traducono in interi quartieri abusivi. Basti pensare che il 67% dei comuni campani sciolti per infiltrazione mafiosa, dal 1991 a oggi, lo sono stati proprio per abusivismo edilizio».
E l’abusivismo non risparmia neppure le località di pregio, a cominciare dalle costiere (amalfitana e cilentana) e dall’area dei templi di Paestum, come a Ischia.
Fonte:Corriere del Mezzogiorno 05 maggio 2009
giovedì 30 aprile 2009
Acerra: il cancrovalorizzatore inquina come 116.000 auto
Non tre auto di media cilindrata, come dichiarò allegramente Silvio Berlusconi ma molte, molte di più: il termovalorizzatore acerrano (realizzato da Impregilo) produce l'inquinamento di 116mila auto. Per intenderci è come se da Acerra transitassero tutte le auto di Firenze. A rivelare questa verità agghiacciante, supportata da una serie di cifre contenute in una lettera inviata al sito http://www.iustitia.it/. è stato Pio Russo Krauss dell'Asl 1 di Napoli. Ovviamente, nessuno ha mai creduto all'affermazione di Berlusconi ma il risultato dello studio va oltre ogni preoccupazione.
Non tre auto di media cilindrata, come dichiarò allegramente Silvio Berlusconi ma molte, molte di più: il termovalorizzatore acerrano (realizzato da Impregilo) produce l'inquinamento di 116mila auto. Per intenderci è come se da Acerra transitassero tutte le auto di Firenze. A rivelare questa verità agghiacciante, supportata da una serie di cifre contenute in una lettera inviata al sito http://www.iustitia.it/. è stato Pio Russo Krauss dell'Asl 1 di Napoli. Ovviamente, nessuno ha mai creduto all'affermazione di Berlusconi ma il risultato dello studio va oltre ogni preoccupazione.
lunedì 27 aprile 2009
RIFIUTI: BERLUSCONI A NAPOLI, VERTICE SU IMPIANTO ACERRA - LA CONFERMA UFFICIALE CHE L'IMPIANTO NON E' IN FUNZIONE....FRA UNA PANZANA E L'ALTRA...
NAPOLI - Torna a Napoli il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Lo fa ancora una volta per i rifiuti, ad un mese dall'inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra che, dice, "funziona benissimo". Ribadisce che "non bisogna avere ritardi" e che è ritornato "per continuare nel lavoro che deve portare all'appalto di altri quattro termovalorizzatori in Campania".
Fa il punto, Berlusconi, in un briefing nella sede della Prefettura alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario all'Emergenza rifiuti Guido Bertolaso, del generale Franco Giannini, vice del sottosegretario Bertolaso, del prefetto di Napoli Alessandro Pansa e del questore Santi Giuffré. Circa un'ora di confronto i cui esiti Berlusconi voleva rendere noti ai giornalisti al termine dell'incontro. Ma urla di proteste di due cittadini abruzzesi, alla sua uscita dalla Prefettura, hanno bloccato tutto.
Il premier ha fatto appena in tempo a pronunciare poche parole "siamo al quattordicesimo briefing", quando due trentenni dell'Abruzzo - identificati dalla Digos - hanno urlato 'vai a casa, non tornare in Abruzzo, ci stai rovinando'. E poi ancora, qualcun altro ha tirato in ballo il turismo, i posti di lavoro. Proteste che hanno convinto il premier ad andare via. Di Acerra e dei prossimi termovalorizzatori, Berlusconi aveva parlato poco prima del vertice: "Acerra funziona benissimo, l'inquinamento è vicino allo zero. Abbiamo lì un prototipo che é molto utile, che dovremo riedificare in tante altre regioni d'Italia". "Sono a Napoli per continuare nel lavoro che deve portare all'appalto di altri quattro termovalorizzatori in Campania e a discutere sul fatto se non sia il caso di varare una legge che impedisca di lordare i luoghi pubblici e fare scritte sui muri", ha sottolineato.
"Non dobbiamo avere ritardi. Siccome è un po' di tempo che non riesco ad avere conferme sulle date - ha aggiunto - ho ritenuto di far venire qui Bertolaso, occupatissimo come me per la gestione del dopo terremoto che non ci deve far dimenticare le vicende e le necessità della Campania". "Dobbiamo intervenire ancora per la promozione della raccolta differenziata attraverso le scuole, gli oratori, i giornali, le televisioni - ha auspicato - Siamo molto lontani dal rush finale: la differenziata non deve rimanere a questi numeri, deve arrivare molto più su". Un passaggio, poi, lo riserva anche al Milan ("A fine stagione parleremo con Ancelotti") e al Napoli ("Un giocatore che mi piace? Un calciatore no, il presidente sì...").
A fare il punto sull'incontro anche il generale Franco Giannini: ha confermato che a fine maggio aprirà la discarica di Terzigno (Napoli) e ha ribadito che a Chiaiano c'é una "buona discarica". Poi, il termovalorizzatore di Acerra per il quale occorrono "mesi di collaudo" visto che "é un impianto molto complesso che ha bisogno del suo rodaggio".
NAPOLI - Torna a Napoli il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Lo fa ancora una volta per i rifiuti, ad un mese dall'inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra che, dice, "funziona benissimo". Ribadisce che "non bisogna avere ritardi" e che è ritornato "per continuare nel lavoro che deve portare all'appalto di altri quattro termovalorizzatori in Campania".
Fa il punto, Berlusconi, in un briefing nella sede della Prefettura alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario all'Emergenza rifiuti Guido Bertolaso, del generale Franco Giannini, vice del sottosegretario Bertolaso, del prefetto di Napoli Alessandro Pansa e del questore Santi Giuffré. Circa un'ora di confronto i cui esiti Berlusconi voleva rendere noti ai giornalisti al termine dell'incontro. Ma urla di proteste di due cittadini abruzzesi, alla sua uscita dalla Prefettura, hanno bloccato tutto.
Il premier ha fatto appena in tempo a pronunciare poche parole "siamo al quattordicesimo briefing", quando due trentenni dell'Abruzzo - identificati dalla Digos - hanno urlato 'vai a casa, non tornare in Abruzzo, ci stai rovinando'. E poi ancora, qualcun altro ha tirato in ballo il turismo, i posti di lavoro. Proteste che hanno convinto il premier ad andare via. Di Acerra e dei prossimi termovalorizzatori, Berlusconi aveva parlato poco prima del vertice: "Acerra funziona benissimo, l'inquinamento è vicino allo zero. Abbiamo lì un prototipo che é molto utile, che dovremo riedificare in tante altre regioni d'Italia". "Sono a Napoli per continuare nel lavoro che deve portare all'appalto di altri quattro termovalorizzatori in Campania e a discutere sul fatto se non sia il caso di varare una legge che impedisca di lordare i luoghi pubblici e fare scritte sui muri", ha sottolineato.
"Non dobbiamo avere ritardi. Siccome è un po' di tempo che non riesco ad avere conferme sulle date - ha aggiunto - ho ritenuto di far venire qui Bertolaso, occupatissimo come me per la gestione del dopo terremoto che non ci deve far dimenticare le vicende e le necessità della Campania". "Dobbiamo intervenire ancora per la promozione della raccolta differenziata attraverso le scuole, gli oratori, i giornali, le televisioni - ha auspicato - Siamo molto lontani dal rush finale: la differenziata non deve rimanere a questi numeri, deve arrivare molto più su". Un passaggio, poi, lo riserva anche al Milan ("A fine stagione parleremo con Ancelotti") e al Napoli ("Un giocatore che mi piace? Un calciatore no, il presidente sì...").
A fare il punto sull'incontro anche il generale Franco Giannini: ha confermato che a fine maggio aprirà la discarica di Terzigno (Napoli) e ha ribadito che a Chiaiano c'é una "buona discarica". Poi, il termovalorizzatore di Acerra per il quale occorrono "mesi di collaudo" visto che "é un impianto molto complesso che ha bisogno del suo rodaggio".
mercoledì 22 aprile 2009
Il pm: rischio prescrizione. L’ inchiesta “Cassiopea” fu battezzata come la madre di tutte le inchieste sull’ecomafia.

Traffico rifiuti: imputati 98 imprenditori di tutt’Italia.
Processo fermo da 6 anni. Saltata l’ennesima udienza.
Il pm: rischio prescrizione. L’ inchiesta “Cassiopea” fu battezzata come la madre di tutte le inchieste sull’ecomafia.
20 Aprile 2009 - Il passo da lumaca della Giustizia oscura Cassiopea. Tra conflitti di competenze e udienze rinviate, inesorabilmente e beffardamente, svanisce in una bolla d’aria quella che nel 2001 fu battezzata come la madre di tutte le inchieste sulle ecomafie. Un’ operazione giudiziaria che fu raccontata con grande clamore da tutti i giornali ed alla quale Roberto Saviano ha dedicato più di una pagina, nel romanzo Gomorra. Venerdì al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, invece, taccuini assenti e telecamere spente. Si sarebbe dovuta celebrare l’udienza preliminare.
Il gup Antonio Pepe avrebbe dovuto pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio che è stata formulata ormai sei anni fa dal pubblico ministero Donato Ceglie a carico di 98 imputati. Associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, realizzazione e gestione di discariche abusive, getto pericoloso di cose, truffa ed abuso di ufficio i reati contestati. Gli imputati, secondo la Procura, avrebbero sversato tra il 1999 e il 2000 un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi, soprattutto nelle province di Napoli e di Caserta, trasportati a bordo di centinaia di tir che provenivano dal nord. (…) Tutto seppellito nelle campagne della nostra regione, vicino ai campi coltivati, nelle cave, a un passo dai corsi d’acqua.
L’udienza preliminare ancora una volta è stata rinviata. Se ne riparlerà ad ottobre, perché una ventina di notifiche agli imputati non sono state effettuate correttamente. Inesorabile, la prescrizione ha già cancellato le ipotesi di reato meno gravi: truffa e abuso di ufficio, getto pericoloso di cose, realizzazione e gestione di discariche abusive. Resta in piedi l’associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, ma non per molto. «Se non arriveremo al terzo grado di giudizio entro il 2013 - ammette Ceglie - sarà cancellato con un colpo di spugna anche questo reato » (…)
Il 13 aprile 2005, a conclusione dell’udienza preliminare, il gup Silvio Marco Guarriello si dichiarò incompetente a conoscere del processo e trasmise gli atti al Tribunale di Napoli. Da dove, nel 2007, sono stati restituiti a Santa Maria, non ritenendo le toghe partenopee che fossero di loro pertinenza.
ll 18 ottobre 2008 è stata fissata di nuovo l’udienza preliminare a Santa Maria. Un altro flop. E’ stata aggiornata a 6 mesi dopo per omesse o difettose notifiche. Copione puntualmente ripetutosi ieri mattina. Masticano amaro le parti civili. «Quel che avevamo già denunciato tre anni fa si sta puntualmente verificando», sbotta Maurizio Montalto, l’avvocato che rappresenta nel giudizio Legambiente. Pino d’Ardo, il legale del Comune di Napoli, non è meno demoralizzato: «Dietro questa inchiesta ci sono due anni di intercettazioni ambientali, di verifiche del Noe e della Finanza, di appostamenti. Finiranno nel nulla». Ceglie, ieri assente in aula perché impegnato in contemporanea nell’udienza preliminare per l’inchiesta Chernobyl - fanghi tossici sversati nei campi - promette battaglia: «A ottobre seguirò passo dopo passo le notifiche, nonostante non siano di competenza del mio ufficio». Potrebbe essere troppo tardi.
(fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it)

Traffico rifiuti: imputati 98 imprenditori di tutt’Italia.
Processo fermo da 6 anni. Saltata l’ennesima udienza.
Il pm: rischio prescrizione. L’ inchiesta “Cassiopea” fu battezzata come la madre di tutte le inchieste sull’ecomafia.
20 Aprile 2009 - Il passo da lumaca della Giustizia oscura Cassiopea. Tra conflitti di competenze e udienze rinviate, inesorabilmente e beffardamente, svanisce in una bolla d’aria quella che nel 2001 fu battezzata come la madre di tutte le inchieste sulle ecomafie. Un’ operazione giudiziaria che fu raccontata con grande clamore da tutti i giornali ed alla quale Roberto Saviano ha dedicato più di una pagina, nel romanzo Gomorra. Venerdì al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, invece, taccuini assenti e telecamere spente. Si sarebbe dovuta celebrare l’udienza preliminare.
Il gup Antonio Pepe avrebbe dovuto pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio che è stata formulata ormai sei anni fa dal pubblico ministero Donato Ceglie a carico di 98 imputati. Associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, realizzazione e gestione di discariche abusive, getto pericoloso di cose, truffa ed abuso di ufficio i reati contestati. Gli imputati, secondo la Procura, avrebbero sversato tra il 1999 e il 2000 un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi, soprattutto nelle province di Napoli e di Caserta, trasportati a bordo di centinaia di tir che provenivano dal nord. (…) Tutto seppellito nelle campagne della nostra regione, vicino ai campi coltivati, nelle cave, a un passo dai corsi d’acqua.
L’udienza preliminare ancora una volta è stata rinviata. Se ne riparlerà ad ottobre, perché una ventina di notifiche agli imputati non sono state effettuate correttamente. Inesorabile, la prescrizione ha già cancellato le ipotesi di reato meno gravi: truffa e abuso di ufficio, getto pericoloso di cose, realizzazione e gestione di discariche abusive. Resta in piedi l’associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, ma non per molto. «Se non arriveremo al terzo grado di giudizio entro il 2013 - ammette Ceglie - sarà cancellato con un colpo di spugna anche questo reato » (…)
Il 13 aprile 2005, a conclusione dell’udienza preliminare, il gup Silvio Marco Guarriello si dichiarò incompetente a conoscere del processo e trasmise gli atti al Tribunale di Napoli. Da dove, nel 2007, sono stati restituiti a Santa Maria, non ritenendo le toghe partenopee che fossero di loro pertinenza.
ll 18 ottobre 2008 è stata fissata di nuovo l’udienza preliminare a Santa Maria. Un altro flop. E’ stata aggiornata a 6 mesi dopo per omesse o difettose notifiche. Copione puntualmente ripetutosi ieri mattina. Masticano amaro le parti civili. «Quel che avevamo già denunciato tre anni fa si sta puntualmente verificando», sbotta Maurizio Montalto, l’avvocato che rappresenta nel giudizio Legambiente. Pino d’Ardo, il legale del Comune di Napoli, non è meno demoralizzato: «Dietro questa inchiesta ci sono due anni di intercettazioni ambientali, di verifiche del Noe e della Finanza, di appostamenti. Finiranno nel nulla». Ceglie, ieri assente in aula perché impegnato in contemporanea nell’udienza preliminare per l’inchiesta Chernobyl - fanghi tossici sversati nei campi - promette battaglia: «A ottobre seguirò passo dopo passo le notifiche, nonostante non siano di competenza del mio ufficio». Potrebbe essere troppo tardi.
(fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it)