Supporta il Partito del Sud
La campagna di adesione al Partito del Sud è ripresa, con il nuovo tesseramento, da gennaio.
Scopri Perchè sostenerci
Il Partito del sud per tutti i sud
I sud del mondo hanno tutti in comune il medesimo destino, sono stati conquistati, sfruttati depredati e abbandonati a loro stessi. Il partito del sud è convinto che la solidarietà e l'accoglienza siano un dovere perchè ogni essere umano ha diritto a vivere una vita dignitosa
Illuminiamo il futuro dei nostri figli
Solo 6 euro per ogni 100 di spesa restano alle imprese del sud, diamo ai nostri figli la possibilità di restare nella loro terra. Sei tu a fare la scelta. COMPRA PRODOTTI DEL SUD. Prima di acquistare un prodotto guarda etichetta, scegli aziende con sede e stabilimenti nel sud Italia
lunedì 29 ottobre 2018
IL PARTITO DEL SUD ESCE DA POTERE AL POPOLO, MA RICHIAMA LA NECESSITA’ DI DAR VITA AD UN FRONTE COMUNE ALTERNATIVO, POPOLARE E DI SINISTRA
COMUNICATO STAMPA
In un quadro politico nazionale ormai sempre più deteriorato dall’offensiva delle forze conservatrici, neoliberiste e qualunquiste, ora addirittura al governo, ed in un contesto di crescente razzismo stimolato, quando non ricercato, a fini elettorali dalle stesse forze di governo, il nostro Partito ha da sempre lavorato per costruire e portare all'interno di un ampio un fronte comune progressista le proprie idee meridionaliste progressiste, a difesa di quella parte delle classi lavoratrici e delle popolazioni del Sud che vedono la Macroregione meridionale come la più povera d’Europa, con più di tre milioni di poveri.
A nostro avviso il fronte progressista può ripartire con slancio solo da Sud, soprattutto ora che le tante promesse fatte ai cittadini del Mezzogiorno in campagna elettorale dal M5s risultano disattese. Quanto sopra non certo in contrapposizione al Settentrione, ma anzi cercando di unire da Sud a Nord le lotte comuni degli sfruttati. Per questo abbiamo aderito dall’inizio al percorso di Potere al Popolo insieme a organizzazioni politiche, sociali, sindacali che con coerenza esprimono posizioni antiliberiste, anticapitaliste e antirazziste
In questo quadro generale un anno fa abbiamo dato, dalla prima ora, la nostra convinta adesione al percorso di PaP condividendone il Manifesto, in cui abbiamo rappresentato l’anima meridionalista progressista. Manifesto sulla cui base sono state ricevute le adesioni al progetto e in cui si parla espressamente di unire le lotte comuni e non certo di formare un nuovo partito. Purtroppo le cose non sono andate come da noi auspicato visto che con le vicende dello statuto alcune componenti hanno deciso di procedere celermente a dar il via, nei fatti, alla formazione di un nuovo partito.
Pertanto in linea con l’ultimo comunicato del 19 settembre 2018 il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud ha deciso all’unanimità l’immediata uscita, come Partito, dal percorso di Potere al Popolo, in quanto non vi sono più le condizioni minime per proseguire l’impegno politico diretto in quello che non è più un ampio fronte di forze ma, nei fatti, semplicemente un nuovo partito.
Il passo si è reso obbligatorio e non procrastinabile dopo che il nostro Partito aveva inutilmente richiesto, come altri, di votare gli emendamenti su un unico statuto, sottolineando la necessità di proseguire sulla strada tracciata dal manifesto costitutivo di Pap e come – con la proposta delle maggioranze qualificate – si poneva l’obiettivo di evitare contrapposizioni distruttive dentro Potere al Popolo, come oggi si è verificato.
Purtroppo invece si è andati al voto su due differenti proposte di statuto, in cui abbiamo rimarcato che solo nel secondo statuto, da noi sostenuto, erano presenti richiami al Manifesto iniziale, al meridionalismo e a problematiche nazionali attualissime che riguardavano il Sud. Inoltre l’aver vista rifiutata la pubblicazione sul sito del testo di presentazione allo "Statuto per tutte e tutti", creando così una evidente, antidemocratica e inaccettabile condizione di disparità tra i due statuti di fronte alle/gli aderenti, ci ha costretto a ritirare la proposta e non partecipare al voto.
Va inoltre rimarcato che alcune forze, schierate sulla proposta di Statuto 1, hanno da sempre avuto il monopolio assoluto della comunicazione, senza mai condividerla con gli altri, come pure è stato regolarmente e ripetutamente richiesto all'interno del Coordinamento Nazionale, anche da noi.
Il risultato è stata una scarso partecipazione al voto che non ha raggiunto nemmeno la metà degli aderenti.
A questo si aggiunga che le contrapposizioni nei post in rete tra "vecchi e giovani", tra "organizzazioni", viste come la fonte di tutti i mali, e "militanti senza partito", sono state argomenti di propaganda e di contrasto che, oltre a non apparire nuovi, non han fatto bene a nessuno. Il nostro non è stato il tentativo di arenarci su una questione formale, ma il frutto della convinzione che fretta, modalità sbrigative, omissioni, assenza di trasparenza e di rispetto per storie e persone, hanno segnato un passo falso indelebile, destinato a riproporre quelle stesse caratteristiche nella gestione dell’intero percorso, compromettendone il futuro; affermiamo questo convinti che l'idea e il bisogno che hanno portato a Pap siano ancora, e più che mai, vivi.
Continueremo pertanto a difendere la nostra posizione politica in difesa di un meridionalismo che riesca finalmente ad unire il Paese, da Sud a Nord, tramite l’applicazione puntuale della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e con queste motivazioni ci rendiamo da subito disponibili a proseguire su di una proposta, proprietà di nessuno, ma di tutte/i coloro che si erano sentite/i rappresentate/i da un manifesto che diceva no alle egemonie, no ad un processo verticistico.
Sì pertanto all’unione delle forze, alla connessione delle vertenze, ad una politica che sia partecipazione attiva, rispetto, condivisione di percorsi differenti in un fronte comune plurale, che valorizzi ciò che unisce e non ciò che divide. Ci impegniamo a fare in modo che le parole del manifesto di PaP, quelle alle quali ci siamo inutilmente aggrappati nell’estremo tentativo di rimanere coese/i, possano avere vita e respiro, possano configurare una realtà praticabile per creare, insieme a quelle forze di sinistra alternativa che lo vorranno e che sentono l’urgenza di costruire un’alternativa credibile al Governo Lega-M5S, e agli altri poli oggi esistenti, compreso quello del cosiddetto centro-sinistra, una prospettiva comune sul piano europeo e nazionale. In questo rimarchiamo come la proposta nata dal Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, a cui ci lega un percorso di stima e condivisione iniziato già dal 2011 e che stiamo seguendo insieme ad altre forze di sinistra da giugno, nel corso di successivi incontri, potrebbe rappresentare una alternativa percorribile e credibile per dare una risposta alle necessità di territori e popolazione.
Consiglio Direttivo Nazionale Partito del Sud 29/10/2018
.
.
COMUNICATO STAMPA
In un quadro politico nazionale ormai sempre più deteriorato dall’offensiva delle forze conservatrici, neoliberiste e qualunquiste, ora addirittura al governo, ed in un contesto di crescente razzismo stimolato, quando non ricercato, a fini elettorali dalle stesse forze di governo, il nostro Partito ha da sempre lavorato per costruire e portare all'interno di un ampio un fronte comune progressista le proprie idee meridionaliste progressiste, a difesa di quella parte delle classi lavoratrici e delle popolazioni del Sud che vedono la Macroregione meridionale come la più povera d’Europa, con più di tre milioni di poveri.
A nostro avviso il fronte progressista può ripartire con slancio solo da Sud, soprattutto ora che le tante promesse fatte ai cittadini del Mezzogiorno in campagna elettorale dal M5s risultano disattese. Quanto sopra non certo in contrapposizione al Settentrione, ma anzi cercando di unire da Sud a Nord le lotte comuni degli sfruttati. Per questo abbiamo aderito dall’inizio al percorso di Potere al Popolo insieme a organizzazioni politiche, sociali, sindacali che con coerenza esprimono posizioni antiliberiste, anticapitaliste e antirazziste
In questo quadro generale un anno fa abbiamo dato, dalla prima ora, la nostra convinta adesione al percorso di PaP condividendone il Manifesto, in cui abbiamo rappresentato l’anima meridionalista progressista. Manifesto sulla cui base sono state ricevute le adesioni al progetto e in cui si parla espressamente di unire le lotte comuni e non certo di formare un nuovo partito. Purtroppo le cose non sono andate come da noi auspicato visto che con le vicende dello statuto alcune componenti hanno deciso di procedere celermente a dar il via, nei fatti, alla formazione di un nuovo partito.
Pertanto in linea con l’ultimo comunicato del 19 settembre 2018 il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud ha deciso all’unanimità l’immediata uscita, come Partito, dal percorso di Potere al Popolo, in quanto non vi sono più le condizioni minime per proseguire l’impegno politico diretto in quello che non è più un ampio fronte di forze ma, nei fatti, semplicemente un nuovo partito.
Il passo si è reso obbligatorio e non procrastinabile dopo che il nostro Partito aveva inutilmente richiesto, come altri, di votare gli emendamenti su un unico statuto, sottolineando la necessità di proseguire sulla strada tracciata dal manifesto costitutivo di Pap e come – con la proposta delle maggioranze qualificate – si poneva l’obiettivo di evitare contrapposizioni distruttive dentro Potere al Popolo, come oggi si è verificato.
Purtroppo invece si è andati al voto su due differenti proposte di statuto, in cui abbiamo rimarcato che solo nel secondo statuto, da noi sostenuto, erano presenti richiami al Manifesto iniziale, al meridionalismo e a problematiche nazionali attualissime che riguardavano il Sud. Inoltre l’aver vista rifiutata la pubblicazione sul sito del testo di presentazione allo "Statuto per tutte e tutti", creando così una evidente, antidemocratica e inaccettabile condizione di disparità tra i due statuti di fronte alle/gli aderenti, ci ha costretto a ritirare la proposta e non partecipare al voto.
Va inoltre rimarcato che alcune forze, schierate sulla proposta di Statuto 1, hanno da sempre avuto il monopolio assoluto della comunicazione, senza mai condividerla con gli altri, come pure è stato regolarmente e ripetutamente richiesto all'interno del Coordinamento Nazionale, anche da noi.
Il risultato è stata una scarso partecipazione al voto che non ha raggiunto nemmeno la metà degli aderenti.
A questo si aggiunga che le contrapposizioni nei post in rete tra "vecchi e giovani", tra "organizzazioni", viste come la fonte di tutti i mali, e "militanti senza partito", sono state argomenti di propaganda e di contrasto che, oltre a non apparire nuovi, non han fatto bene a nessuno. Il nostro non è stato il tentativo di arenarci su una questione formale, ma il frutto della convinzione che fretta, modalità sbrigative, omissioni, assenza di trasparenza e di rispetto per storie e persone, hanno segnato un passo falso indelebile, destinato a riproporre quelle stesse caratteristiche nella gestione dell’intero percorso, compromettendone il futuro; affermiamo questo convinti che l'idea e il bisogno che hanno portato a Pap siano ancora, e più che mai, vivi.
Continueremo pertanto a difendere la nostra posizione politica in difesa di un meridionalismo che riesca finalmente ad unire il Paese, da Sud a Nord, tramite l’applicazione puntuale della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e con queste motivazioni ci rendiamo da subito disponibili a proseguire su di una proposta, proprietà di nessuno, ma di tutte/i coloro che si erano sentite/i rappresentate/i da un manifesto che diceva no alle egemonie, no ad un processo verticistico.
Sì pertanto all’unione delle forze, alla connessione delle vertenze, ad una politica che sia partecipazione attiva, rispetto, condivisione di percorsi differenti in un fronte comune plurale, che valorizzi ciò che unisce e non ciò che divide. Ci impegniamo a fare in modo che le parole del manifesto di PaP, quelle alle quali ci siamo inutilmente aggrappati nell’estremo tentativo di rimanere coese/i, possano avere vita e respiro, possano configurare una realtà praticabile per creare, insieme a quelle forze di sinistra alternativa che lo vorranno e che sentono l’urgenza di costruire un’alternativa credibile al Governo Lega-M5S, e agli altri poli oggi esistenti, compreso quello del cosiddetto centro-sinistra, una prospettiva comune sul piano europeo e nazionale. In questo rimarchiamo come la proposta nata dal Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, a cui ci lega un percorso di stima e condivisione iniziato già dal 2011 e che stiamo seguendo insieme ad altre forze di sinistra da giugno, nel corso di successivi incontri, potrebbe rappresentare una alternativa percorribile e credibile per dare una risposta alle necessità di territori e popolazione.
Consiglio Direttivo Nazionale Partito del Sud 29/10/2018
.
.
lunedì 8 ottobre 2018
POTERE AL POPOLO: PERCHE’ RITIRIAMO LO STATUTO E NON PARTECIPIAMO AL VOTO
Come da link al comunicato del nostro CDN, dello scorso 19 settembre, (https://www.partitodelsud.eu/…/continua-con-convinzione-il-… ) il nostro Partito, dopo aver inutilmente richiesto, come altri, di votare gli emendamenti su un unico statuto, invitava a votare lo Statuto n.2 “ Per uno Statuto di tutte e di tutti”. Sottolineando come solo la seconda bozza di Statuto chiedeva di proseguire sulla strada tracciata dal manifesto costitutivo di Pap e come – con la proposta delle maggioranze qualificate – si poneva l’obiettivo di evitare contrapposizioni distruttive dentro Potere al Popolo. Inoltre rimarcavamo come solo in questa seconda proposta erano presenti richiami al meridionalismo e a problematiche nazionali attualissime che riguardavano il Sud.
Purtroppo poi le cose hanno subito una evoluzione non positiva che ha portato al ritiro dello Statuto 2
“Ogni limite ha una pazienza” - 5 settembre 2018
POTERE AL POPOLO: PERCHE’ RITIRIAMO LO STATUTO E NON PARTECIPIAMO AL VOTO
Oggi è stata rifiutata la pubblicazione sul sito del testo di presentazione allo "Statuto per tutte e tutti", creando una evidente e inaccettabile condizione di disparità tra i due statuti di fronte alle/gli aderenti: il primo statuto aveva da tempo pubblicato, abusando ancora una volta del monopolio sulla gestione di sito e pagine social. Inoltre sul sito vi è, poi, una ricostruzione falsa del coordinamento di lunedì scorso, che attribuisce a noi – che abbiamo sempre chiesto di poter votare su un solo statuto emendabile – la responsabilità di andare al voto su due statuti contrapposti. E’ davvero troppo. In qualità di firmatari/e del secondo statuto, pertanto, comunichiamo la nostra decisione di ritirarlo e di non partecipare a una consultazione on line per la quale mancano i requisiti minimi di agibilità democratica. Non bastava aver imposta una votazione assurda su statuti contrapposti, rifiutando di far esprimere le/gli aderenti sulla modalità di voto, come noi avevamo proposto. Non bastava aver rifiutato un breve differimento della data del voto; si procede senza tenere conto che migliaia di persone non riescono ancora a padroneggiare la piattaforma, alcune nemmeno ad entrarci, e che non si conoscono le regole che presidierebbero alla definizione del risultato del voto. La pazienza unitaria ha un limite. Di fronte a questi scelte non possiamo che prendere atto che non vi sono le condizioni per una consultazione informata, seria, autenticamente democratica. Invitiamo le compagne e i compagni di quella che si è configurata come la "maggioranza" del coordinamento a rinviare la consultazione on line e a concordare una convocazione del coordinamento stesso per ristabilire un quadro di regole condivise. Invitiamo le compagne e i compagni che come noi si riconoscono nel Manifesto fondativo di Potere al popolo! a non partecipare alla votazione che inizia domani.
Marina Boscaino, Maurizio Acerbo, Enzo Di Salvatore, Paolo Ferrero, Roberto Morea, Roberto Musacchio, Vincenzo Riccio, Ivan Cazzaniga (Milano), Francesco Campolongo (Cosenza), Dino Greco (Brescia), Pino Rando (Genova).
.
Leggi tutto »
Purtroppo poi le cose hanno subito una evoluzione non positiva che ha portato al ritiro dello Statuto 2
“Ogni limite ha una pazienza” - 5 settembre 2018
POTERE AL POPOLO: PERCHE’ RITIRIAMO LO STATUTO E NON PARTECIPIAMO AL VOTO
Oggi è stata rifiutata la pubblicazione sul sito del testo di presentazione allo "Statuto per tutte e tutti", creando una evidente e inaccettabile condizione di disparità tra i due statuti di fronte alle/gli aderenti: il primo statuto aveva da tempo pubblicato, abusando ancora una volta del monopolio sulla gestione di sito e pagine social. Inoltre sul sito vi è, poi, una ricostruzione falsa del coordinamento di lunedì scorso, che attribuisce a noi – che abbiamo sempre chiesto di poter votare su un solo statuto emendabile – la responsabilità di andare al voto su due statuti contrapposti. E’ davvero troppo. In qualità di firmatari/e del secondo statuto, pertanto, comunichiamo la nostra decisione di ritirarlo e di non partecipare a una consultazione on line per la quale mancano i requisiti minimi di agibilità democratica. Non bastava aver imposta una votazione assurda su statuti contrapposti, rifiutando di far esprimere le/gli aderenti sulla modalità di voto, come noi avevamo proposto. Non bastava aver rifiutato un breve differimento della data del voto; si procede senza tenere conto che migliaia di persone non riescono ancora a padroneggiare la piattaforma, alcune nemmeno ad entrarci, e che non si conoscono le regole che presidierebbero alla definizione del risultato del voto. La pazienza unitaria ha un limite. Di fronte a questi scelte non possiamo che prendere atto che non vi sono le condizioni per una consultazione informata, seria, autenticamente democratica. Invitiamo le compagne e i compagni di quella che si è configurata come la "maggioranza" del coordinamento a rinviare la consultazione on line e a concordare una convocazione del coordinamento stesso per ristabilire un quadro di regole condivise. Invitiamo le compagne e i compagni che come noi si riconoscono nel Manifesto fondativo di Potere al popolo! a non partecipare alla votazione che inizia domani.
Marina Boscaino, Maurizio Acerbo, Enzo Di Salvatore, Paolo Ferrero, Roberto Morea, Roberto Musacchio, Vincenzo Riccio, Ivan Cazzaniga (Milano), Francesco Campolongo (Cosenza), Dino Greco (Brescia), Pino Rando (Genova).
.
Come da link al comunicato del nostro CDN, dello scorso 19 settembre, (https://www.partitodelsud.eu/…/continua-con-convinzione-il-… ) il nostro Partito, dopo aver inutilmente richiesto, come altri, di votare gli emendamenti su un unico statuto, invitava a votare lo Statuto n.2 “ Per uno Statuto di tutte e di tutti”. Sottolineando come solo la seconda bozza di Statuto chiedeva di proseguire sulla strada tracciata dal manifesto costitutivo di Pap e come – con la proposta delle maggioranze qualificate – si poneva l’obiettivo di evitare contrapposizioni distruttive dentro Potere al Popolo. Inoltre rimarcavamo come solo in questa seconda proposta erano presenti richiami al meridionalismo e a problematiche nazionali attualissime che riguardavano il Sud.
Purtroppo poi le cose hanno subito una evoluzione non positiva che ha portato al ritiro dello Statuto 2
“Ogni limite ha una pazienza” - 5 settembre 2018
POTERE AL POPOLO: PERCHE’ RITIRIAMO LO STATUTO E NON PARTECIPIAMO AL VOTO
Oggi è stata rifiutata la pubblicazione sul sito del testo di presentazione allo "Statuto per tutte e tutti", creando una evidente e inaccettabile condizione di disparità tra i due statuti di fronte alle/gli aderenti: il primo statuto aveva da tempo pubblicato, abusando ancora una volta del monopolio sulla gestione di sito e pagine social. Inoltre sul sito vi è, poi, una ricostruzione falsa del coordinamento di lunedì scorso, che attribuisce a noi – che abbiamo sempre chiesto di poter votare su un solo statuto emendabile – la responsabilità di andare al voto su due statuti contrapposti. E’ davvero troppo. In qualità di firmatari/e del secondo statuto, pertanto, comunichiamo la nostra decisione di ritirarlo e di non partecipare a una consultazione on line per la quale mancano i requisiti minimi di agibilità democratica. Non bastava aver imposta una votazione assurda su statuti contrapposti, rifiutando di far esprimere le/gli aderenti sulla modalità di voto, come noi avevamo proposto. Non bastava aver rifiutato un breve differimento della data del voto; si procede senza tenere conto che migliaia di persone non riescono ancora a padroneggiare la piattaforma, alcune nemmeno ad entrarci, e che non si conoscono le regole che presidierebbero alla definizione del risultato del voto. La pazienza unitaria ha un limite. Di fronte a questi scelte non possiamo che prendere atto che non vi sono le condizioni per una consultazione informata, seria, autenticamente democratica. Invitiamo le compagne e i compagni di quella che si è configurata come la "maggioranza" del coordinamento a rinviare la consultazione on line e a concordare una convocazione del coordinamento stesso per ristabilire un quadro di regole condivise. Invitiamo le compagne e i compagni che come noi si riconoscono nel Manifesto fondativo di Potere al popolo! a non partecipare alla votazione che inizia domani.
Marina Boscaino, Maurizio Acerbo, Enzo Di Salvatore, Paolo Ferrero, Roberto Morea, Roberto Musacchio, Vincenzo Riccio, Ivan Cazzaniga (Milano), Francesco Campolongo (Cosenza), Dino Greco (Brescia), Pino Rando (Genova).
.
Purtroppo poi le cose hanno subito una evoluzione non positiva che ha portato al ritiro dello Statuto 2
“Ogni limite ha una pazienza” - 5 settembre 2018
POTERE AL POPOLO: PERCHE’ RITIRIAMO LO STATUTO E NON PARTECIPIAMO AL VOTO
Oggi è stata rifiutata la pubblicazione sul sito del testo di presentazione allo "Statuto per tutte e tutti", creando una evidente e inaccettabile condizione di disparità tra i due statuti di fronte alle/gli aderenti: il primo statuto aveva da tempo pubblicato, abusando ancora una volta del monopolio sulla gestione di sito e pagine social. Inoltre sul sito vi è, poi, una ricostruzione falsa del coordinamento di lunedì scorso, che attribuisce a noi – che abbiamo sempre chiesto di poter votare su un solo statuto emendabile – la responsabilità di andare al voto su due statuti contrapposti. E’ davvero troppo. In qualità di firmatari/e del secondo statuto, pertanto, comunichiamo la nostra decisione di ritirarlo e di non partecipare a una consultazione on line per la quale mancano i requisiti minimi di agibilità democratica. Non bastava aver imposta una votazione assurda su statuti contrapposti, rifiutando di far esprimere le/gli aderenti sulla modalità di voto, come noi avevamo proposto. Non bastava aver rifiutato un breve differimento della data del voto; si procede senza tenere conto che migliaia di persone non riescono ancora a padroneggiare la piattaforma, alcune nemmeno ad entrarci, e che non si conoscono le regole che presidierebbero alla definizione del risultato del voto. La pazienza unitaria ha un limite. Di fronte a questi scelte non possiamo che prendere atto che non vi sono le condizioni per una consultazione informata, seria, autenticamente democratica. Invitiamo le compagne e i compagni di quella che si è configurata come la "maggioranza" del coordinamento a rinviare la consultazione on line e a concordare una convocazione del coordinamento stesso per ristabilire un quadro di regole condivise. Invitiamo le compagne e i compagni che come noi si riconoscono nel Manifesto fondativo di Potere al popolo! a non partecipare alla votazione che inizia domani.
Marina Boscaino, Maurizio Acerbo, Enzo Di Salvatore, Paolo Ferrero, Roberto Morea, Roberto Musacchio, Vincenzo Riccio, Ivan Cazzaniga (Milano), Francesco Campolongo (Cosenza), Dino Greco (Brescia), Pino Rando (Genova).
.
mercoledì 19 settembre 2018
Continua con convinzione il percorso politico del Partito del Sud all’interno di PaP, per l’affermarsi dell’ideale meridionalista progressista
In un quadro politico nazionale ormai sempre più deteriorato
dell’offensiva delle forze conservatrici, neoliberiste e qualunquiste, ora
addirittura al governo, ed in un contesto di crescente razzismo stimolato,
quando non ricercato, a fini elettorali dalle stesse forze di governo, il
nostro Partito ha da sempre lavorato per costruire e portare all’interno di un
ampio un fronte comune progressista le proprie idee meridionaliste
progressiste, a difesa di quella parte delle classi lavoratrici e delle
popolazioni del Sud che vedono la Macroregione meridionale come la più povera
d’Europa, con più di tre milioni di poveri.
A nostro avviso il fronte
progressista può ripartire con slancio solo da Sud, soprattutto ora che le
tante promesse fatte ai cittadini del Mezzogiorno in campagna elettorale dal
M5s risultano disattese. Quanto sopra non certo in contrapposizione al
Settentrione, ma anzi cercando di unire da Sud a Nord le lotte comuni degli
sfruttati.
Per questo abbiamo aderito
dall’inizio al percorso di PaP insieme a organizzazioni politiche, sociali,
sindacali che con coerenza esprimono posizioni antiliberiste, anticapitaliste e
antirazziste.
Come noto all’interno di PaP si
sta lavorando per la prossima messa in votazione sulla piattaforma di due
Statuti contrapposti. Purtroppo non è valsa a nulla la ricerca della mediazione
all’interno del Consiglio Direttivo Nazionale di PaP, per arrivare ad un unico
Statuto condiviso, con soli pochi punti da votare in piattaforma. Noi eravamo
su questa posizione.
In tutto questo c’è ovviamente chi si sta muovendo legittimamente,
noi compresi, per fare aderire i compagni a PaP, dando ovviamente indicazioni
ai propri iscritti o militanti e sostenitori, come nel caso di Partiti,
Movimenti, ecc, su una o l’altra proposta di Statuto in base alle proprie
convinzioni.
Diamo e daremo questa
indicazione di voto perché è la sola proposta di Statuto che nella premessa
richiama una parte del Manifesto iniziale, sulla cui base sono comunque
iniziate e continuano tutt’oggi le adesioni, sia perché parla espressamente del
proseguo del percorso iniziale a cui abbiamo aderito come unione di sigle e non
come nuovo partito. C’è il richiamo al meridionalismo e nella parte finale
c’è lo schierarsi contro ogni ipotesi di separatismo e di regionalismo
differenziato a favore dei più ricchi contro i più poveri, in primis le
popolazioni del Sud.
L’altra proposta di Statuto, la
n. 1 “Potere al Popolo! Indietro non si torna” è, a nostro avviso semplicemente
la nascita di un nuovo partito, per di più assai centralizzato, in un contesto
dove già c’è abbondanza di sigle, e non quell’aggregazione fra realtà ed esperienze
diverse presenti nel mondo progressista per la costituzione di un fronte
alternativo. Nulla di nuovo in altre parole, ma anzi molto di già
visto.
Sulla base di questa posizione,
senza fare l’esegesi dei testi, che trovate in piattaforma facilmente comparabili, proponiamo a tutti i meridionalisti di iscriversi in piattaforma a PaP seguendo le indicazioni e partecipare alle assemblee territoriali di Potere al
Popolo.
In primo luogo per mettere in discussione
la scelta fatta dal Coordinamento Nazionale di contrapporre le diverse bozze di Statuto e di proporre che l’assemblea si schieri per arrivare ad una
consultazione articolata.
In secondo luogo per sottolineare come solo la seconda bozza di Statuto – per uno Statuto di tutti e
di tutte – chieda di proseguire sulla strada tracciata dal manifesto
costitutivo di Pap e come – con la proposta delle maggioranze qualificate – si
ponga l’obiettivo di evitare contrapposizioni distruttive dentro Potere al Popolo.
Inoltre rimarchiamo ancora come
solo in questa seconda proposta ci siano richiami al meridionalismo e a
problematiche nazionali attualissime che riguardano il Sud.
Va rimarcato che
alcune forze, oggi schierate sulla proposta di Statuto 1, hanno da sempre avuto
il monopolio assoluto della comunicazione, senza mai condividerla con gli
altri, come pure è stato regolarmente e ripetutamente richiesto all'interno del Coordinamento Nazionale anche da noi. Questo ha
portato al verificarsi che alcuni comunicati, soprattutto nell’ultimo periodo
ma non solo, sono stati diffusi in modo per nulla o poco condiviso. Si è andato così ad affermare, oltre la retorica assembleare, un
modello verticistico e plebiscitario, che ora si vuole affermare per
Statuto.
A questo si aggiunga che le contrapposizioni
nei post in rete tra "vecchi e giovani", tra "organizzazioni", viste
come la fonte di tutti i mali, e "militanti senza partito", sono state argomenti
di propaganda e di contrasto che, oltre a non apparire nuovi, non fanno bene a
nessuno.
Continueremo pertanto a difendere
la nostra posizione politica in difesa di un meridionalismo che riesca
finalmente ad unire il Paese, da Sud a Nord, tramite l’applicazione puntuale
della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e con queste motivazioni
parteciperemo alle prossime assemblee, iniziative sul territorio,
manifestazioni e quant’altro perorando con forza le adesioni a PaP , visto che
anche questo è lo scopo di qualsiasi soggetto politico e richiedendo il voto meridionalista allo Statuto n. 2 “ Per uno statuto
di tutte e di tutti.
Consiglio Direttivo Nazionale
Partito del Sud - 19 settembre 2018
.
In un quadro politico nazionale ormai sempre più deteriorato
dell’offensiva delle forze conservatrici, neoliberiste e qualunquiste, ora
addirittura al governo, ed in un contesto di crescente razzismo stimolato,
quando non ricercato, a fini elettorali dalle stesse forze di governo, il
nostro Partito ha da sempre lavorato per costruire e portare all’interno di un
ampio un fronte comune progressista le proprie idee meridionaliste
progressiste, a difesa di quella parte delle classi lavoratrici e delle
popolazioni del Sud che vedono la Macroregione meridionale come la più povera
d’Europa, con più di tre milioni di poveri.
A nostro avviso il fronte
progressista può ripartire con slancio solo da Sud, soprattutto ora che le
tante promesse fatte ai cittadini del Mezzogiorno in campagna elettorale dal
M5s risultano disattese. Quanto sopra non certo in contrapposizione al
Settentrione, ma anzi cercando di unire da Sud a Nord le lotte comuni degli
sfruttati.
Per questo abbiamo aderito
dall’inizio al percorso di PaP insieme a organizzazioni politiche, sociali,
sindacali che con coerenza esprimono posizioni antiliberiste, anticapitaliste e
antirazziste.
Come noto all’interno di PaP si
sta lavorando per la prossima messa in votazione sulla piattaforma di due
Statuti contrapposti. Purtroppo non è valsa a nulla la ricerca della mediazione
all’interno del Consiglio Direttivo Nazionale di PaP, per arrivare ad un unico
Statuto condiviso, con soli pochi punti da votare in piattaforma. Noi eravamo
su questa posizione.
In tutto questo c’è ovviamente chi si sta muovendo legittimamente,
noi compresi, per fare aderire i compagni a PaP, dando ovviamente indicazioni
ai propri iscritti o militanti e sostenitori, come nel caso di Partiti,
Movimenti, ecc, su una o l’altra proposta di Statuto in base alle proprie
convinzioni.
Diamo e daremo questa
indicazione di voto perché è la sola proposta di Statuto che nella premessa
richiama una parte del Manifesto iniziale, sulla cui base sono comunque
iniziate e continuano tutt’oggi le adesioni, sia perché parla espressamente del
proseguo del percorso iniziale a cui abbiamo aderito come unione di sigle e non
come nuovo partito. C’è il richiamo al meridionalismo e nella parte finale
c’è lo schierarsi contro ogni ipotesi di separatismo e di regionalismo
differenziato a favore dei più ricchi contro i più poveri, in primis le
popolazioni del Sud.
L’altra proposta di Statuto, la
n. 1 “Potere al Popolo! Indietro non si torna” è, a nostro avviso semplicemente
la nascita di un nuovo partito, per di più assai centralizzato, in un contesto
dove già c’è abbondanza di sigle, e non quell’aggregazione fra realtà ed esperienze
diverse presenti nel mondo progressista per la costituzione di un fronte
alternativo. Nulla di nuovo in altre parole, ma anzi molto di già
visto.
Sulla base di questa posizione,
senza fare l’esegesi dei testi, che trovate in piattaforma facilmente comparabili, proponiamo a tutti i meridionalisti di iscriversi in piattaforma a PaP seguendo le indicazioni e partecipare alle assemblee territoriali di Potere al
Popolo.
In primo luogo per mettere in discussione
la scelta fatta dal Coordinamento Nazionale di contrapporre le diverse bozze di Statuto e di proporre che l’assemblea si schieri per arrivare ad una
consultazione articolata.
In secondo luogo per sottolineare come solo la seconda bozza di Statuto – per uno Statuto di tutti e
di tutte – chieda di proseguire sulla strada tracciata dal manifesto
costitutivo di Pap e come – con la proposta delle maggioranze qualificate – si
ponga l’obiettivo di evitare contrapposizioni distruttive dentro Potere al Popolo.
Inoltre rimarchiamo ancora come
solo in questa seconda proposta ci siano richiami al meridionalismo e a
problematiche nazionali attualissime che riguardano il Sud.
Va rimarcato che
alcune forze, oggi schierate sulla proposta di Statuto 1, hanno da sempre avuto
il monopolio assoluto della comunicazione, senza mai condividerla con gli
altri, come pure è stato regolarmente e ripetutamente richiesto all'interno del Coordinamento Nazionale anche da noi. Questo ha
portato al verificarsi che alcuni comunicati, soprattutto nell’ultimo periodo
ma non solo, sono stati diffusi in modo per nulla o poco condiviso. Si è andato così ad affermare, oltre la retorica assembleare, un
modello verticistico e plebiscitario, che ora si vuole affermare per
Statuto.
A questo si aggiunga che le contrapposizioni
nei post in rete tra "vecchi e giovani", tra "organizzazioni", viste
come la fonte di tutti i mali, e "militanti senza partito", sono state argomenti
di propaganda e di contrasto che, oltre a non apparire nuovi, non fanno bene a
nessuno.
Continueremo pertanto a difendere
la nostra posizione politica in difesa di un meridionalismo che riesca
finalmente ad unire il Paese, da Sud a Nord, tramite l’applicazione puntuale
della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e con queste motivazioni
parteciperemo alle prossime assemblee, iniziative sul territorio,
manifestazioni e quant’altro perorando con forza le adesioni a PaP , visto che
anche questo è lo scopo di qualsiasi soggetto politico e richiedendo il voto meridionalista allo Statuto n. 2 “ Per uno statuto
di tutte e di tutti.
Consiglio Direttivo Nazionale
Partito del Sud - 19 settembre 2018
.
domenica 27 maggio 2018
#Napoli 27 Maggio 2018-Assemblea di Potere al Popolo - Natale Cuccurese: 3 proposte per il Sud
https://www.youtube.com/watch?v=Ik0uIfN5jVg
#Napoli 27 Maggio 2018-Assemblea Nazionale di Potere al Popolo: l’intervento di Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud. Tre proposte di “primo intervento “ per il Sud...
“Reputo importante in questo momento storico il messaggio di libertà che giunge da Napoli, grazie ad esperienze nazionali “dal basso” come quella di Potere al Popolo di cui siamo parte come Partito del Sud. Senza dimenticare la sindacatura de Magistris, oggi qui con noi gradito ospite, la cui scossa sin dal 2011 ha aiutato questo risveglio.
Siamo infatti ormai in dirittura d’arrivo nella formazione del nuovo governo pentaleghista, un governo che prende il via sulla base di un “contratto” che esprime idee e propone azioni in gran parte di destra, come forse mai prima d’ora nella storia della Repubblica. Un “contratto”che vede anche la Costituzione a rischio, quella Costituzione che tutti qui abbiamo difeso il 4 dicembre . Ora il “contratto” ne viola almeno sei articoli, svuotando i poteri del Parlamento, del Governo, del Quirinale. In più considerare che l’operazione è condotta da un Movimento ostaggio di una società privata che suo tramite potrebbe anche condizionare vita ed azione del nascente governo, non può non far rabbrividire ogni sincero democratico. Non c’è da stare tranquilli, anzi bisognerà vigilare con attenzione.
In questo quadro a tinte fosche non stupiscono le dichiarazione del lepenista padano Salvini,”, che dichiara vantandosi: ”il contratto di governo ha accolto il 90% delle nostre proposte”, semmai stupisce il fatto che i pentastellati non riservino nel “contratto” al Sud ed ai loro tanti elettori del Mezzogiorno altro che un trafiletto a “marchio Sud”, mentre le promesse fatte in campagna elettorale vengono dimenticate…
Il Sud è infatti afflitto da una serie quasi infinite di gravi problematiche che,
come meridionalisti progressisti parte di Potere al Popolo, unica lista presente alle ultima elezioni con un punto di programma dedicato alla "Nuova Questione Meridionale”, pensiamo vadano affrontata con proposte concrete, eque e non demagogiche
come meridionalisti progressisti parte di Potere al Popolo, unica lista presente alle ultima elezioni con un punto di programma dedicato alla "Nuova Questione Meridionale”, pensiamo vadano affrontata con proposte concrete, eque e non demagogiche
Tracciamo perciò CONCRETAMENTE solo tre proposte di “primo intervento”, che possono essere immediatamente operative:
1) Interventi pubblici in deroga al pareggio di bilancio, imposto dall’Europa a trazione tedesca, per far ripartire l’occupazione, arginare povertà ed emigrazione.
2) Politiche di innovazione che guardino al Sud. Industria 4.0 è una seria opportunità per le sole regioni del Centro-Nord (come sempre), ma non c’è traccia del Mezzogiorno. Senza correzioni si corre il rischio che la incombente rivoluzione tecnologica generi un ulteriore aumento del divario nord-sud ed un ulteriore impoverimento del Mezzogiorno
3) Riequilibrio infrastrutturale Nord-Sud. Nel Mezzogiorno vive il 34 % della popolazione a cui viene destinato il 20% circa di risorse, compresi i fondi europei che hanno smesso di essere aggiuntivi. La nostra proposta prevede la clausola 1 metro x 1 metro. In altre parole se lo Stato investe in un metro di strada, ferrovia, aeroporto, ospedale, scuola, asilo e cosi via al Nord, lo stesso deve fare anche al Sud, congelando così, almeno in questa prima fase, la situazione all’attuale diversità di sviluppo infrastrutturale e non permettendo così una ulteriore differenziazione a scapito del Sud.
In alternativa si riparta almeno dalla clausola Ciampi: 45% di investimenti in conto capitale destinati al sud e da una seria riflessione sul ruolo di cassa depositi e prestiti.
In alternativa si riparta almeno dalla clausola Ciampi: 45% di investimenti in conto capitale destinati al sud e da una seria riflessione sul ruolo di cassa depositi e prestiti.
Su questo sfidiamo Di Maio ed i suoi accoliti, visto quanto affermato nel “contratto “.
Nessuna proposta infatti giunge in merito nel “contratto” su come colmare il differenziale fra Nord e Sud che pure viene enunciato. Il M5s ha calato la maschera e si rivela per quello che è sempre stato: l’ennesima trasformazione gattopardesca italica, che dapprima ha imbrigliato e disinnescato la protesta creando un contenitore populista ed ora agisce prioritariamente a vantaggio del grande capitale a trazione padana, ben rappresentato dalla Lega, come nel caso della Flat Tax.
Il rilancio del Paese passa obbligatoriamente dal rilancio del Sud, non certo in contrapposizione al nord, ma come volano economico al fine di far ripartire l’intero Paese, anche in termini di PIL. Solo con il Sud il Paese può ripartire. L'Italia non può pensare di definirsi un grande paese democratico europeo se continuerà a trascurare 7 regioni del sud ed umiliare 21 milioni di cittadini.
Un paese che va rivoltato, pacificamente e democraticamente, per affermare finalmente quegli ideali di Resistenza che reclamano a gran voce l’applicazione della Costituzione che, ad oggi mai applicata, non avrebbe permesso l’affermarsi in un Paese sempre più diseguale ed ingiusto di quella deriva pericolosa, razzista, xenofa, fascista e neoliberista che sta soffocando il paese e rendendo impossibile la vita dei cittadini..
Che il Mezzogiorno fosse da tempo una "polveriera" e che avrebbe giustamente reagito allo stato attuale delle cose l'abbiamo sostenuto più volte e con forza negli ultimi mesi. Peccato che a sinistra i temi Sud non siano stati sempre messi bene a fuoco e tenuti in maggiore evidenza in campagna elettorale, anche per non lasciare mano libera a qualunquisti e destra, così come poi avvenuto. Bisogna concentrarsi su questo dato e da qui ripartire per capire come, da sinistra, si può intercettare questo malcontento e questa richiesta di maggiore attenzione ed equità che giunge forte dai territori.
Così da risolvere la Nuova Questione Meridionale, interpretata nell’ottica meridionalista progressista e gramsciana, come da nostri ideali e riferimenti politici. Lavoriamo a questo da subito con chi a sinistra lo vuole o riesce a capire... E COMUNQUE CON CHI SI SENTE RAPPRESENTATO DA QUEI VALORI DI SOLIDARIETA',TOLLERANZA, UMANITA' IN CUI CI RICONOSCIAMO" ..
Avanti, uniti, insieme!!”
https://www.youtube.com/watch?v=Ik0uIfN5jVg
#Napoli 27 Maggio 2018-Assemblea Nazionale di Potere al Popolo: l’intervento di Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud. Tre proposte di “primo intervento “ per il Sud...
“Reputo importante in questo momento storico il messaggio di libertà che giunge da Napoli, grazie ad esperienze nazionali “dal basso” come quella di Potere al Popolo di cui siamo parte come Partito del Sud. Senza dimenticare la sindacatura de Magistris, oggi qui con noi gradito ospite, la cui scossa sin dal 2011 ha aiutato questo risveglio.
Siamo infatti ormai in dirittura d’arrivo nella formazione del nuovo governo pentaleghista, un governo che prende il via sulla base di un “contratto” che esprime idee e propone azioni in gran parte di destra, come forse mai prima d’ora nella storia della Repubblica. Un “contratto”che vede anche la Costituzione a rischio, quella Costituzione che tutti qui abbiamo difeso il 4 dicembre . Ora il “contratto” ne viola almeno sei articoli, svuotando i poteri del Parlamento, del Governo, del Quirinale. In più considerare che l’operazione è condotta da un Movimento ostaggio di una società privata che suo tramite potrebbe anche condizionare vita ed azione del nascente governo, non può non far rabbrividire ogni sincero democratico. Non c’è da stare tranquilli, anzi bisognerà vigilare con attenzione.
In questo quadro a tinte fosche non stupiscono le dichiarazione del lepenista padano Salvini,”, che dichiara vantandosi: ”il contratto di governo ha accolto il 90% delle nostre proposte”, semmai stupisce il fatto che i pentastellati non riservino nel “contratto” al Sud ed ai loro tanti elettori del Mezzogiorno altro che un trafiletto a “marchio Sud”, mentre le promesse fatte in campagna elettorale vengono dimenticate…
Il Sud è infatti afflitto da una serie quasi infinite di gravi problematiche che,
come meridionalisti progressisti parte di Potere al Popolo, unica lista presente alle ultima elezioni con un punto di programma dedicato alla "Nuova Questione Meridionale”, pensiamo vadano affrontata con proposte concrete, eque e non demagogiche
come meridionalisti progressisti parte di Potere al Popolo, unica lista presente alle ultima elezioni con un punto di programma dedicato alla "Nuova Questione Meridionale”, pensiamo vadano affrontata con proposte concrete, eque e non demagogiche
Tracciamo perciò CONCRETAMENTE solo tre proposte di “primo intervento”, che possono essere immediatamente operative:
1) Interventi pubblici in deroga al pareggio di bilancio, imposto dall’Europa a trazione tedesca, per far ripartire l’occupazione, arginare povertà ed emigrazione.
2) Politiche di innovazione che guardino al Sud. Industria 4.0 è una seria opportunità per le sole regioni del Centro-Nord (come sempre), ma non c’è traccia del Mezzogiorno. Senza correzioni si corre il rischio che la incombente rivoluzione tecnologica generi un ulteriore aumento del divario nord-sud ed un ulteriore impoverimento del Mezzogiorno
3) Riequilibrio infrastrutturale Nord-Sud. Nel Mezzogiorno vive il 34 % della popolazione a cui viene destinato il 20% circa di risorse, compresi i fondi europei che hanno smesso di essere aggiuntivi. La nostra proposta prevede la clausola 1 metro x 1 metro. In altre parole se lo Stato investe in un metro di strada, ferrovia, aeroporto, ospedale, scuola, asilo e cosi via al Nord, lo stesso deve fare anche al Sud, congelando così, almeno in questa prima fase, la situazione all’attuale diversità di sviluppo infrastrutturale e non permettendo così una ulteriore differenziazione a scapito del Sud.
In alternativa si riparta almeno dalla clausola Ciampi: 45% di investimenti in conto capitale destinati al sud e da una seria riflessione sul ruolo di cassa depositi e prestiti.
In alternativa si riparta almeno dalla clausola Ciampi: 45% di investimenti in conto capitale destinati al sud e da una seria riflessione sul ruolo di cassa depositi e prestiti.
Su questo sfidiamo Di Maio ed i suoi accoliti, visto quanto affermato nel “contratto “.
Nessuna proposta infatti giunge in merito nel “contratto” su come colmare il differenziale fra Nord e Sud che pure viene enunciato. Il M5s ha calato la maschera e si rivela per quello che è sempre stato: l’ennesima trasformazione gattopardesca italica, che dapprima ha imbrigliato e disinnescato la protesta creando un contenitore populista ed ora agisce prioritariamente a vantaggio del grande capitale a trazione padana, ben rappresentato dalla Lega, come nel caso della Flat Tax.
Il rilancio del Paese passa obbligatoriamente dal rilancio del Sud, non certo in contrapposizione al nord, ma come volano economico al fine di far ripartire l’intero Paese, anche in termini di PIL. Solo con il Sud il Paese può ripartire. L'Italia non può pensare di definirsi un grande paese democratico europeo se continuerà a trascurare 7 regioni del sud ed umiliare 21 milioni di cittadini.
Un paese che va rivoltato, pacificamente e democraticamente, per affermare finalmente quegli ideali di Resistenza che reclamano a gran voce l’applicazione della Costituzione che, ad oggi mai applicata, non avrebbe permesso l’affermarsi in un Paese sempre più diseguale ed ingiusto di quella deriva pericolosa, razzista, xenofa, fascista e neoliberista che sta soffocando il paese e rendendo impossibile la vita dei cittadini..
Che il Mezzogiorno fosse da tempo una "polveriera" e che avrebbe giustamente reagito allo stato attuale delle cose l'abbiamo sostenuto più volte e con forza negli ultimi mesi. Peccato che a sinistra i temi Sud non siano stati sempre messi bene a fuoco e tenuti in maggiore evidenza in campagna elettorale, anche per non lasciare mano libera a qualunquisti e destra, così come poi avvenuto. Bisogna concentrarsi su questo dato e da qui ripartire per capire come, da sinistra, si può intercettare questo malcontento e questa richiesta di maggiore attenzione ed equità che giunge forte dai territori.
Così da risolvere la Nuova Questione Meridionale, interpretata nell’ottica meridionalista progressista e gramsciana, come da nostri ideali e riferimenti politici. Lavoriamo a questo da subito con chi a sinistra lo vuole o riesce a capire... E COMUNQUE CON CHI SI SENTE RAPPRESENTATO DA QUEI VALORI DI SOLIDARIETA',TOLLERANZA, UMANITA' IN CUI CI RICONOSCIAMO" ..
Avanti, uniti, insieme!!”
sabato 26 maggio 2018
Potere al Popolo: intervento di Natale Cuccurese "Quali modelli organizzativi quale Statuto"
https://www.youtube.com/watch?v=m6RLga0lwq0
Assemblea Nazionale di Potere al Popolo: intervento di Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, al tavolo "Quali modelli organizzativi quale Statuto"
https://www.youtube.com/watch?v=m6RLga0lwq0
Assemblea Nazionale di Potere al Popolo: intervento di Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, al tavolo "Quali modelli organizzativi quale Statuto"
giovedì 3 maggio 2018
TU CHIAMALA, SE VUOI, LOTTA DI CLASSE...
Di Natale Cuccurese
A ormai due mesi dalle elezioni, Lega e 5 stelle, che hanno vinto le elezioni, con i loro inutili minuetti mantengono nei fatti in carica il governo Gentiloni, che continua nelle politiche precedenti, come se nulla fosse, mentre già si profila la nascita di un governo di garanzia (per i poteri forti transnazionali) per superare l'estate.
In particolare il governo ancora in carica ha approvato quest'anno il DEF che conferma e sublima le politiche del passato, recepisce il taglio di 7 miliardi di € chiesto dalla Ue sui fondi al #Sud e prevede l’aumento dell’Iva per fine anno.
Delle promesse fatte in campagna elettorale, da Lega e 5 stelle, come la cancellazione della legge Fornero e il reddito di Cittadinanza non si ha più traccia...
Continuiamo a lavorare, come Partito del Sud e Potere al Popolo, affinché le istanze sociali richieste con forza dalla maggioranza dei cittadini, soprattutto del Sud, possano avere voce nel Paese e nel Parlamento, visto che leghisti e grillini si sono fermati solo alle promesse.
Inizieremo con l'abolizione immediata della legge Fornero e la tassa sulle grandi ricchezze, fra cui una tassazione adeguata per le multinazionali visto che attualmente pagano meno tasse del più povero dei contribuenti, per dar forza e vita ad quel Reddito minimo garantito per tutti coloro a cui non sono rimasti nemmeno gli occhi per piangere...
.
Leggi tutto »
A ormai due mesi dalle elezioni, Lega e 5 stelle, che hanno vinto le elezioni, con i loro inutili minuetti mantengono nei fatti in carica il governo Gentiloni, che continua nelle politiche precedenti, come se nulla fosse, mentre già si profila la nascita di un governo di garanzia (per i poteri forti transnazionali) per superare l'estate.
In particolare il governo ancora in carica ha approvato quest'anno il DEF che conferma e sublima le politiche del passato, recepisce il taglio di 7 miliardi di € chiesto dalla Ue sui fondi al #Sud e prevede l’aumento dell’Iva per fine anno.
Delle promesse fatte in campagna elettorale, da Lega e 5 stelle, come la cancellazione della legge Fornero e il reddito di Cittadinanza non si ha più traccia...
Continuiamo a lavorare, come Partito del Sud e Potere al Popolo, affinché le istanze sociali richieste con forza dalla maggioranza dei cittadini, soprattutto del Sud, possano avere voce nel Paese e nel Parlamento, visto che leghisti e grillini si sono fermati solo alle promesse.
Inizieremo con l'abolizione immediata della legge Fornero e la tassa sulle grandi ricchezze, fra cui una tassazione adeguata per le multinazionali visto che attualmente pagano meno tasse del più povero dei contribuenti, per dar forza e vita ad quel Reddito minimo garantito per tutti coloro a cui non sono rimasti nemmeno gli occhi per piangere...
.
Di Natale Cuccurese
A ormai due mesi dalle elezioni, Lega e 5 stelle, che hanno vinto le elezioni, con i loro inutili minuetti mantengono nei fatti in carica il governo Gentiloni, che continua nelle politiche precedenti, come se nulla fosse, mentre già si profila la nascita di un governo di garanzia (per i poteri forti transnazionali) per superare l'estate.
In particolare il governo ancora in carica ha approvato quest'anno il DEF che conferma e sublima le politiche del passato, recepisce il taglio di 7 miliardi di € chiesto dalla Ue sui fondi al #Sud e prevede l’aumento dell’Iva per fine anno.
Delle promesse fatte in campagna elettorale, da Lega e 5 stelle, come la cancellazione della legge Fornero e il reddito di Cittadinanza non si ha più traccia...
Continuiamo a lavorare, come Partito del Sud e Potere al Popolo, affinché le istanze sociali richieste con forza dalla maggioranza dei cittadini, soprattutto del Sud, possano avere voce nel Paese e nel Parlamento, visto che leghisti e grillini si sono fermati solo alle promesse.
Inizieremo con l'abolizione immediata della legge Fornero e la tassa sulle grandi ricchezze, fra cui una tassazione adeguata per le multinazionali visto che attualmente pagano meno tasse del più povero dei contribuenti, per dar forza e vita ad quel Reddito minimo garantito per tutti coloro a cui non sono rimasti nemmeno gli occhi per piangere...
.
A ormai due mesi dalle elezioni, Lega e 5 stelle, che hanno vinto le elezioni, con i loro inutili minuetti mantengono nei fatti in carica il governo Gentiloni, che continua nelle politiche precedenti, come se nulla fosse, mentre già si profila la nascita di un governo di garanzia (per i poteri forti transnazionali) per superare l'estate.
In particolare il governo ancora in carica ha approvato quest'anno il DEF che conferma e sublima le politiche del passato, recepisce il taglio di 7 miliardi di € chiesto dalla Ue sui fondi al #Sud e prevede l’aumento dell’Iva per fine anno.
Delle promesse fatte in campagna elettorale, da Lega e 5 stelle, come la cancellazione della legge Fornero e il reddito di Cittadinanza non si ha più traccia...
Continuiamo a lavorare, come Partito del Sud e Potere al Popolo, affinché le istanze sociali richieste con forza dalla maggioranza dei cittadini, soprattutto del Sud, possano avere voce nel Paese e nel Parlamento, visto che leghisti e grillini si sono fermati solo alle promesse.
Inizieremo con l'abolizione immediata della legge Fornero e la tassa sulle grandi ricchezze, fra cui una tassazione adeguata per le multinazionali visto che attualmente pagano meno tasse del più povero dei contribuenti, per dar forza e vita ad quel Reddito minimo garantito per tutti coloro a cui non sono rimasti nemmeno gli occhi per piangere...
.
lunedì 19 marzo 2018
Roma 18 Marzo, Intervento di Natale Cuccurese all’Assemblea Nazionale di Potere al Popolo
Pur alla presenza di un risultato elettorale non utile ad entrare in Parlamento, Potere al Popolo non si sfalda, anzi da ieri rilancia la sua presenza nel panorama politico italiano. Potere al Popolo, grazie alla presenza del Partito del Sud, ha anche un’anima meridionalista come si evince dal Manifesto politico del movimento e dal programma politico che vede un intero capitolo (il 14) dedicato al Sud.
Ieri a Roma l’Assemblea di lancio di questo lavoro. Nel video l’intervento di Natale Cuccurese, Presidente nazionale del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti.
https://www.youtube.com/watch?v=SSOMf1B7VeE&feature=youtu.be
Natale Cuccurese: Il mio intervento di oggi a Roma all’Assemblea Nazionale di Potere al Popolo.
Posto anche il testo completo perché i tempi degli interventi erano limitati e ho purtroppo sforato l’ultima parte, visto che ho aggiunto un paio di passaggi “a braccio”, in modo particolare con considerazioni sul 17 marzo e sulla necessità di mantenere ben viva la memoria storica, e sono stato giustamente interrotto. Me ne scuso. Lo riporto integralmente qui così chi è interessato può, soprattutto, leggere interamente il breve comunicato degli operai della Manfredonia Vetro e la mia conclusione.
——————————————————————-
Siamo qui come meridionalisti progressisti, perché vogliamo continuare il cammino intrapreso in questi ultimi mesi, già dal Brancaccio, per la costruzione di una nuova sinistra alternativa che lasci presto e per sempre alle spalle vecchie e obsolete politiche che hanno portato al ripiegamento drammatico di un centro sinistra senza futuro. Per questo abbiamo aderito a Pap dalla prima ora e siamo favorevoli ad una ipotesi che sia inclusiva anche verso quelle realtà, associazioni, movimenti, partiti, singoli cittadini , con storie ed idee amalgamabili alle nostre, senza inutili settarismi, al fine di allargare a tutte le realtà realmente progressiste italiane il perimetro delle lotte. Gramsci non diceva solo di essere partigiani, e qui tutti lo siamo, ma affermava anche di dedicasi allo studio e all’organizzazione senza perdersi d’animo "Mi sono convinto che, anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all'opera, ricominciando dall'inizio... Occorre armarsi di una pazienza illimitata, “ così da andare tutti insieme, arricchendo ognuno con le proprie idee, le esperienze di lotte e specificità, per contribuire insieme a costituire quel movimento popolare autenticamente di sinistra che manca da troppi anni in questo disgraziato Paese, un Paese diseguale, ingiusto che vede la sua metà , Il Mezzogiorno, gestito da sempre con logiche da colonia interna e dove infatti cova da tempo, come abbiamo ripetuto più volte negli ultimi due anni, e come in una polveriera, un sentimento di rivolta che dapprima si è manifestato con percentuali regionali del 70% di NO al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 e da ultimo, il 4 marzo scorso, con un voto di protesta che ha pochi riscontri nella storia unitaria. Peccato che a sinistra questo sentimento di rivolta non sempre sia stato percepito per tempo malgrado gli allarmi. Vedremo se alla prova dei fatti le promesse più demagogiche fatte da chi ha vinto le ultime elezioni non saranno mantenute, come io credo, dove e come si andrà a ripercuotere questo sentimento di rabbia, frustrazione e rivolta. Un sentimento che dobbiamo prepararci ad intercettare. Abbiamo davanti praterie di consenso se sapremo rispondere alle esigenze territoriali della parte più martoriata del Paese, colpita dalla crisi e dalla austerità europea.
Il rilancio del Paese passa obbligatoriamente dal rilancio del Sud, con il sud si può ripartire, non in contrapposizione al nord, ma come volano prezioso per lo sviluppo di tutti, non è più tollerabile per noi meridionalisti progressisti che ci siano situazione che vedono:
- Emigrazione, verso il nord e l’estero, che coinvolge gli studenti e i giovani laureati DA DATI DEL SOLE24ORE di pochi giorni fa dal 2000 al 2015 fuga di 200mila laureati al Nord, così il Sud ha perso 30 miliardi
-
- Desertificazione demografica, causa emigrazione giovanile che vede nelle Regioni del Sud la più bassa natalità d’Europa
-
- Disoccupazione, maggiore di tre volte rispetto al nord, causa prima dell’emigrazione con quella giovanile oltre il 50%, con la Calabria, prima in Europa, al 58,7%
-
- Record europeo di NEET cioè giovani che non studiano e non cercano più lavoro
-
- Povertà, con il 10% della popolazione in povertà assoluta e 40% in povertà relativa
-
- Discriminazioni, fra i paesi OCSE l’Italia è prima per le discriminazione interne. Al primo posto figurano le discriminazione verso i meridionali, al secondo le donne
-
- Inquinamento ambientale, con vere e proprie emergenze ambientali ai danni della popolazione a partire come si diceva dalla “La Terra dei Fuochi, Taranto, la Basilicata, Niscemi…
-
- Sempre minori, contro ogni proclama, gli investimenti dello Stato Centrale al Sud
Voglio portare all’attenzione dell’assemblea un caso emblematico, quello della Manfredonia Vetro, di come lo sfruttamento delle masse operaie del sud segua invariabilmente da decenni le stesse logiche predatorie a vantaggio di pochi capitalisti , un esempio pratico di come ti finanzio il capitalismo del nord affamando il sud.
Una vertenza lunga, uno stabilimento moderno eppure chiuso. Con i lavoratori abbandonati da politici e Istituzioni, scrivono gli operai:
“Nonostante lo straordinario sforzo fatto dai parlamentari per l’approvazione dell’emendamento che concedeva un anno di cassa integrazione in proroga ai lavoratori della Manfredonia vetro a 90 giorni dalla firma della CIGD per la Sangalli Vetro Manfredonia e i lavoratori e le loro famiglie sono ancora senza ammortizzatori sociali, da 3 lunghi mesi senza reddito.
Ci hanno raccontato di tutto, manca questo, manca quello, abbiamo fatto, il Ministero, l’Inps, il Decreto Regionale tutte chiacchiere che non riempiono la pancia ma non fanno altro che aumentare quel distacco tra le istituzioni e il popolo in difficoltà.
Siamo un Popolo Senza speranza!!!!”
Gli Operai della Sangalli Vetro”
E’ per risolvere queste situazioni di sfruttamento ed abbandono, affinchè non possano più accadere che deve necessariamente proseguire il percorso di Potere al Popolo, che non a caso era l’unica lista alle ultime politiche con un punto di programma , il 14, dedicato alla Nuova Questione Meridionale. Al fine di affrontare finalmente in Italia e in Europa le lotte necessarie per porre un fine allo sfruttamento e alle discriminazioni che ammorbano da sempre la vita dei cittadini di questo Paese. Un paese che va rivoltato, pacificamente e democraticamente, come un calzino, per affermare finalmente gli ideali di Resistenza che reclamano a gran voce l’applicazione della Costituzione che ad oggi mai applicata, non avrebbe permesso l’affermarsi in un Paese sempre più diseguale di quella deriva pericolosa, razzista, xenofa, fascista , neoliberista e ordocapitalista che sta soffocando il paese e rendendo impossibile la vita dei cittadini.
Avanti, insieme, ricordando che il Sud chiede giustizia e pari dignità. Uniamo le lotte fra Sud e Nord!
Leggi tutto »
Ieri a Roma l’Assemblea di lancio di questo lavoro. Nel video l’intervento di Natale Cuccurese, Presidente nazionale del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti.
https://www.youtube.com/watch?v=SSOMf1B7VeE&feature=youtu.be
Natale Cuccurese: Il mio intervento di oggi a Roma all’Assemblea Nazionale di Potere al Popolo.
Posto anche il testo completo perché i tempi degli interventi erano limitati e ho purtroppo sforato l’ultima parte, visto che ho aggiunto un paio di passaggi “a braccio”, in modo particolare con considerazioni sul 17 marzo e sulla necessità di mantenere ben viva la memoria storica, e sono stato giustamente interrotto. Me ne scuso. Lo riporto integralmente qui così chi è interessato può, soprattutto, leggere interamente il breve comunicato degli operai della Manfredonia Vetro e la mia conclusione.
——————————————————————-
Siamo qui come meridionalisti progressisti, perché vogliamo continuare il cammino intrapreso in questi ultimi mesi, già dal Brancaccio, per la costruzione di una nuova sinistra alternativa che lasci presto e per sempre alle spalle vecchie e obsolete politiche che hanno portato al ripiegamento drammatico di un centro sinistra senza futuro. Per questo abbiamo aderito a Pap dalla prima ora e siamo favorevoli ad una ipotesi che sia inclusiva anche verso quelle realtà, associazioni, movimenti, partiti, singoli cittadini , con storie ed idee amalgamabili alle nostre, senza inutili settarismi, al fine di allargare a tutte le realtà realmente progressiste italiane il perimetro delle lotte. Gramsci non diceva solo di essere partigiani, e qui tutti lo siamo, ma affermava anche di dedicasi allo studio e all’organizzazione senza perdersi d’animo "Mi sono convinto che, anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all'opera, ricominciando dall'inizio... Occorre armarsi di una pazienza illimitata, “ così da andare tutti insieme, arricchendo ognuno con le proprie idee, le esperienze di lotte e specificità, per contribuire insieme a costituire quel movimento popolare autenticamente di sinistra che manca da troppi anni in questo disgraziato Paese, un Paese diseguale, ingiusto che vede la sua metà , Il Mezzogiorno, gestito da sempre con logiche da colonia interna e dove infatti cova da tempo, come abbiamo ripetuto più volte negli ultimi due anni, e come in una polveriera, un sentimento di rivolta che dapprima si è manifestato con percentuali regionali del 70% di NO al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 e da ultimo, il 4 marzo scorso, con un voto di protesta che ha pochi riscontri nella storia unitaria. Peccato che a sinistra questo sentimento di rivolta non sempre sia stato percepito per tempo malgrado gli allarmi. Vedremo se alla prova dei fatti le promesse più demagogiche fatte da chi ha vinto le ultime elezioni non saranno mantenute, come io credo, dove e come si andrà a ripercuotere questo sentimento di rabbia, frustrazione e rivolta. Un sentimento che dobbiamo prepararci ad intercettare. Abbiamo davanti praterie di consenso se sapremo rispondere alle esigenze territoriali della parte più martoriata del Paese, colpita dalla crisi e dalla austerità europea.
Il rilancio del Paese passa obbligatoriamente dal rilancio del Sud, con il sud si può ripartire, non in contrapposizione al nord, ma come volano prezioso per lo sviluppo di tutti, non è più tollerabile per noi meridionalisti progressisti che ci siano situazione che vedono:
- Emigrazione, verso il nord e l’estero, che coinvolge gli studenti e i giovani laureati DA DATI DEL SOLE24ORE di pochi giorni fa dal 2000 al 2015 fuga di 200mila laureati al Nord, così il Sud ha perso 30 miliardi
-
- Desertificazione demografica, causa emigrazione giovanile che vede nelle Regioni del Sud la più bassa natalità d’Europa
-
- Disoccupazione, maggiore di tre volte rispetto al nord, causa prima dell’emigrazione con quella giovanile oltre il 50%, con la Calabria, prima in Europa, al 58,7%
-
- Record europeo di NEET cioè giovani che non studiano e non cercano più lavoro
-
- Povertà, con il 10% della popolazione in povertà assoluta e 40% in povertà relativa
-
- Discriminazioni, fra i paesi OCSE l’Italia è prima per le discriminazione interne. Al primo posto figurano le discriminazione verso i meridionali, al secondo le donne
-
- Inquinamento ambientale, con vere e proprie emergenze ambientali ai danni della popolazione a partire come si diceva dalla “La Terra dei Fuochi, Taranto, la Basilicata, Niscemi…
-
- Sempre minori, contro ogni proclama, gli investimenti dello Stato Centrale al Sud
Voglio portare all’attenzione dell’assemblea un caso emblematico, quello della Manfredonia Vetro, di come lo sfruttamento delle masse operaie del sud segua invariabilmente da decenni le stesse logiche predatorie a vantaggio di pochi capitalisti , un esempio pratico di come ti finanzio il capitalismo del nord affamando il sud.
Una vertenza lunga, uno stabilimento moderno eppure chiuso. Con i lavoratori abbandonati da politici e Istituzioni, scrivono gli operai:
“Nonostante lo straordinario sforzo fatto dai parlamentari per l’approvazione dell’emendamento che concedeva un anno di cassa integrazione in proroga ai lavoratori della Manfredonia vetro a 90 giorni dalla firma della CIGD per la Sangalli Vetro Manfredonia e i lavoratori e le loro famiglie sono ancora senza ammortizzatori sociali, da 3 lunghi mesi senza reddito.
Ci hanno raccontato di tutto, manca questo, manca quello, abbiamo fatto, il Ministero, l’Inps, il Decreto Regionale tutte chiacchiere che non riempiono la pancia ma non fanno altro che aumentare quel distacco tra le istituzioni e il popolo in difficoltà.
Siamo un Popolo Senza speranza!!!!”
Gli Operai della Sangalli Vetro”
E’ per risolvere queste situazioni di sfruttamento ed abbandono, affinchè non possano più accadere che deve necessariamente proseguire il percorso di Potere al Popolo, che non a caso era l’unica lista alle ultime politiche con un punto di programma , il 14, dedicato alla Nuova Questione Meridionale. Al fine di affrontare finalmente in Italia e in Europa le lotte necessarie per porre un fine allo sfruttamento e alle discriminazioni che ammorbano da sempre la vita dei cittadini di questo Paese. Un paese che va rivoltato, pacificamente e democraticamente, come un calzino, per affermare finalmente gli ideali di Resistenza che reclamano a gran voce l’applicazione della Costituzione che ad oggi mai applicata, non avrebbe permesso l’affermarsi in un Paese sempre più diseguale di quella deriva pericolosa, razzista, xenofa, fascista , neoliberista e ordocapitalista che sta soffocando il paese e rendendo impossibile la vita dei cittadini.
Avanti, insieme, ricordando che il Sud chiede giustizia e pari dignità. Uniamo le lotte fra Sud e Nord!
Pur alla presenza di un risultato elettorale non utile ad entrare in Parlamento, Potere al Popolo non si sfalda, anzi da ieri rilancia la sua presenza nel panorama politico italiano. Potere al Popolo, grazie alla presenza del Partito del Sud, ha anche un’anima meridionalista come si evince dal Manifesto politico del movimento e dal programma politico che vede un intero capitolo (il 14) dedicato al Sud.
Ieri a Roma l’Assemblea di lancio di questo lavoro. Nel video l’intervento di Natale Cuccurese, Presidente nazionale del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti.
https://www.youtube.com/watch?v=SSOMf1B7VeE&feature=youtu.be
Natale Cuccurese: Il mio intervento di oggi a Roma all’Assemblea Nazionale di Potere al Popolo.
Posto anche il testo completo perché i tempi degli interventi erano limitati e ho purtroppo sforato l’ultima parte, visto che ho aggiunto un paio di passaggi “a braccio”, in modo particolare con considerazioni sul 17 marzo e sulla necessità di mantenere ben viva la memoria storica, e sono stato giustamente interrotto. Me ne scuso. Lo riporto integralmente qui così chi è interessato può, soprattutto, leggere interamente il breve comunicato degli operai della Manfredonia Vetro e la mia conclusione.
——————————————————————-
Siamo qui come meridionalisti progressisti, perché vogliamo continuare il cammino intrapreso in questi ultimi mesi, già dal Brancaccio, per la costruzione di una nuova sinistra alternativa che lasci presto e per sempre alle spalle vecchie e obsolete politiche che hanno portato al ripiegamento drammatico di un centro sinistra senza futuro. Per questo abbiamo aderito a Pap dalla prima ora e siamo favorevoli ad una ipotesi che sia inclusiva anche verso quelle realtà, associazioni, movimenti, partiti, singoli cittadini , con storie ed idee amalgamabili alle nostre, senza inutili settarismi, al fine di allargare a tutte le realtà realmente progressiste italiane il perimetro delle lotte. Gramsci non diceva solo di essere partigiani, e qui tutti lo siamo, ma affermava anche di dedicasi allo studio e all’organizzazione senza perdersi d’animo "Mi sono convinto che, anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all'opera, ricominciando dall'inizio... Occorre armarsi di una pazienza illimitata, “ così da andare tutti insieme, arricchendo ognuno con le proprie idee, le esperienze di lotte e specificità, per contribuire insieme a costituire quel movimento popolare autenticamente di sinistra che manca da troppi anni in questo disgraziato Paese, un Paese diseguale, ingiusto che vede la sua metà , Il Mezzogiorno, gestito da sempre con logiche da colonia interna e dove infatti cova da tempo, come abbiamo ripetuto più volte negli ultimi due anni, e come in una polveriera, un sentimento di rivolta che dapprima si è manifestato con percentuali regionali del 70% di NO al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 e da ultimo, il 4 marzo scorso, con un voto di protesta che ha pochi riscontri nella storia unitaria. Peccato che a sinistra questo sentimento di rivolta non sempre sia stato percepito per tempo malgrado gli allarmi. Vedremo se alla prova dei fatti le promesse più demagogiche fatte da chi ha vinto le ultime elezioni non saranno mantenute, come io credo, dove e come si andrà a ripercuotere questo sentimento di rabbia, frustrazione e rivolta. Un sentimento che dobbiamo prepararci ad intercettare. Abbiamo davanti praterie di consenso se sapremo rispondere alle esigenze territoriali della parte più martoriata del Paese, colpita dalla crisi e dalla austerità europea.
Il rilancio del Paese passa obbligatoriamente dal rilancio del Sud, con il sud si può ripartire, non in contrapposizione al nord, ma come volano prezioso per lo sviluppo di tutti, non è più tollerabile per noi meridionalisti progressisti che ci siano situazione che vedono:
- Emigrazione, verso il nord e l’estero, che coinvolge gli studenti e i giovani laureati DA DATI DEL SOLE24ORE di pochi giorni fa dal 2000 al 2015 fuga di 200mila laureati al Nord, così il Sud ha perso 30 miliardi
-
- Desertificazione demografica, causa emigrazione giovanile che vede nelle Regioni del Sud la più bassa natalità d’Europa
-
- Disoccupazione, maggiore di tre volte rispetto al nord, causa prima dell’emigrazione con quella giovanile oltre il 50%, con la Calabria, prima in Europa, al 58,7%
-
- Record europeo di NEET cioè giovani che non studiano e non cercano più lavoro
-
- Povertà, con il 10% della popolazione in povertà assoluta e 40% in povertà relativa
-
- Discriminazioni, fra i paesi OCSE l’Italia è prima per le discriminazione interne. Al primo posto figurano le discriminazione verso i meridionali, al secondo le donne
-
- Inquinamento ambientale, con vere e proprie emergenze ambientali ai danni della popolazione a partire come si diceva dalla “La Terra dei Fuochi, Taranto, la Basilicata, Niscemi…
-
- Sempre minori, contro ogni proclama, gli investimenti dello Stato Centrale al Sud
Voglio portare all’attenzione dell’assemblea un caso emblematico, quello della Manfredonia Vetro, di come lo sfruttamento delle masse operaie del sud segua invariabilmente da decenni le stesse logiche predatorie a vantaggio di pochi capitalisti , un esempio pratico di come ti finanzio il capitalismo del nord affamando il sud.
Una vertenza lunga, uno stabilimento moderno eppure chiuso. Con i lavoratori abbandonati da politici e Istituzioni, scrivono gli operai:
“Nonostante lo straordinario sforzo fatto dai parlamentari per l’approvazione dell’emendamento che concedeva un anno di cassa integrazione in proroga ai lavoratori della Manfredonia vetro a 90 giorni dalla firma della CIGD per la Sangalli Vetro Manfredonia e i lavoratori e le loro famiglie sono ancora senza ammortizzatori sociali, da 3 lunghi mesi senza reddito.
Ci hanno raccontato di tutto, manca questo, manca quello, abbiamo fatto, il Ministero, l’Inps, il Decreto Regionale tutte chiacchiere che non riempiono la pancia ma non fanno altro che aumentare quel distacco tra le istituzioni e il popolo in difficoltà.
Siamo un Popolo Senza speranza!!!!”
Gli Operai della Sangalli Vetro”
E’ per risolvere queste situazioni di sfruttamento ed abbandono, affinchè non possano più accadere che deve necessariamente proseguire il percorso di Potere al Popolo, che non a caso era l’unica lista alle ultime politiche con un punto di programma , il 14, dedicato alla Nuova Questione Meridionale. Al fine di affrontare finalmente in Italia e in Europa le lotte necessarie per porre un fine allo sfruttamento e alle discriminazioni che ammorbano da sempre la vita dei cittadini di questo Paese. Un paese che va rivoltato, pacificamente e democraticamente, come un calzino, per affermare finalmente gli ideali di Resistenza che reclamano a gran voce l’applicazione della Costituzione che ad oggi mai applicata, non avrebbe permesso l’affermarsi in un Paese sempre più diseguale di quella deriva pericolosa, razzista, xenofa, fascista , neoliberista e ordocapitalista che sta soffocando il paese e rendendo impossibile la vita dei cittadini.
Avanti, insieme, ricordando che il Sud chiede giustizia e pari dignità. Uniamo le lotte fra Sud e Nord!
Ieri a Roma l’Assemblea di lancio di questo lavoro. Nel video l’intervento di Natale Cuccurese, Presidente nazionale del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti.
https://www.youtube.com/watch?v=SSOMf1B7VeE&feature=youtu.be
Natale Cuccurese: Il mio intervento di oggi a Roma all’Assemblea Nazionale di Potere al Popolo.
Posto anche il testo completo perché i tempi degli interventi erano limitati e ho purtroppo sforato l’ultima parte, visto che ho aggiunto un paio di passaggi “a braccio”, in modo particolare con considerazioni sul 17 marzo e sulla necessità di mantenere ben viva la memoria storica, e sono stato giustamente interrotto. Me ne scuso. Lo riporto integralmente qui così chi è interessato può, soprattutto, leggere interamente il breve comunicato degli operai della Manfredonia Vetro e la mia conclusione.
——————————————————————-
Siamo qui come meridionalisti progressisti, perché vogliamo continuare il cammino intrapreso in questi ultimi mesi, già dal Brancaccio, per la costruzione di una nuova sinistra alternativa che lasci presto e per sempre alle spalle vecchie e obsolete politiche che hanno portato al ripiegamento drammatico di un centro sinistra senza futuro. Per questo abbiamo aderito a Pap dalla prima ora e siamo favorevoli ad una ipotesi che sia inclusiva anche verso quelle realtà, associazioni, movimenti, partiti, singoli cittadini , con storie ed idee amalgamabili alle nostre, senza inutili settarismi, al fine di allargare a tutte le realtà realmente progressiste italiane il perimetro delle lotte. Gramsci non diceva solo di essere partigiani, e qui tutti lo siamo, ma affermava anche di dedicasi allo studio e all’organizzazione senza perdersi d’animo "Mi sono convinto che, anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all'opera, ricominciando dall'inizio... Occorre armarsi di una pazienza illimitata, “ così da andare tutti insieme, arricchendo ognuno con le proprie idee, le esperienze di lotte e specificità, per contribuire insieme a costituire quel movimento popolare autenticamente di sinistra che manca da troppi anni in questo disgraziato Paese, un Paese diseguale, ingiusto che vede la sua metà , Il Mezzogiorno, gestito da sempre con logiche da colonia interna e dove infatti cova da tempo, come abbiamo ripetuto più volte negli ultimi due anni, e come in una polveriera, un sentimento di rivolta che dapprima si è manifestato con percentuali regionali del 70% di NO al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 e da ultimo, il 4 marzo scorso, con un voto di protesta che ha pochi riscontri nella storia unitaria. Peccato che a sinistra questo sentimento di rivolta non sempre sia stato percepito per tempo malgrado gli allarmi. Vedremo se alla prova dei fatti le promesse più demagogiche fatte da chi ha vinto le ultime elezioni non saranno mantenute, come io credo, dove e come si andrà a ripercuotere questo sentimento di rabbia, frustrazione e rivolta. Un sentimento che dobbiamo prepararci ad intercettare. Abbiamo davanti praterie di consenso se sapremo rispondere alle esigenze territoriali della parte più martoriata del Paese, colpita dalla crisi e dalla austerità europea.
Il rilancio del Paese passa obbligatoriamente dal rilancio del Sud, con il sud si può ripartire, non in contrapposizione al nord, ma come volano prezioso per lo sviluppo di tutti, non è più tollerabile per noi meridionalisti progressisti che ci siano situazione che vedono:
- Emigrazione, verso il nord e l’estero, che coinvolge gli studenti e i giovani laureati DA DATI DEL SOLE24ORE di pochi giorni fa dal 2000 al 2015 fuga di 200mila laureati al Nord, così il Sud ha perso 30 miliardi
-
- Desertificazione demografica, causa emigrazione giovanile che vede nelle Regioni del Sud la più bassa natalità d’Europa
-
- Disoccupazione, maggiore di tre volte rispetto al nord, causa prima dell’emigrazione con quella giovanile oltre il 50%, con la Calabria, prima in Europa, al 58,7%
-
- Record europeo di NEET cioè giovani che non studiano e non cercano più lavoro
-
- Povertà, con il 10% della popolazione in povertà assoluta e 40% in povertà relativa
-
- Discriminazioni, fra i paesi OCSE l’Italia è prima per le discriminazione interne. Al primo posto figurano le discriminazione verso i meridionali, al secondo le donne
-
- Inquinamento ambientale, con vere e proprie emergenze ambientali ai danni della popolazione a partire come si diceva dalla “La Terra dei Fuochi, Taranto, la Basilicata, Niscemi…
-
- Sempre minori, contro ogni proclama, gli investimenti dello Stato Centrale al Sud
Voglio portare all’attenzione dell’assemblea un caso emblematico, quello della Manfredonia Vetro, di come lo sfruttamento delle masse operaie del sud segua invariabilmente da decenni le stesse logiche predatorie a vantaggio di pochi capitalisti , un esempio pratico di come ti finanzio il capitalismo del nord affamando il sud.
Una vertenza lunga, uno stabilimento moderno eppure chiuso. Con i lavoratori abbandonati da politici e Istituzioni, scrivono gli operai:
“Nonostante lo straordinario sforzo fatto dai parlamentari per l’approvazione dell’emendamento che concedeva un anno di cassa integrazione in proroga ai lavoratori della Manfredonia vetro a 90 giorni dalla firma della CIGD per la Sangalli Vetro Manfredonia e i lavoratori e le loro famiglie sono ancora senza ammortizzatori sociali, da 3 lunghi mesi senza reddito.
Ci hanno raccontato di tutto, manca questo, manca quello, abbiamo fatto, il Ministero, l’Inps, il Decreto Regionale tutte chiacchiere che non riempiono la pancia ma non fanno altro che aumentare quel distacco tra le istituzioni e il popolo in difficoltà.
Siamo un Popolo Senza speranza!!!!”
Gli Operai della Sangalli Vetro”
E’ per risolvere queste situazioni di sfruttamento ed abbandono, affinchè non possano più accadere che deve necessariamente proseguire il percorso di Potere al Popolo, che non a caso era l’unica lista alle ultime politiche con un punto di programma , il 14, dedicato alla Nuova Questione Meridionale. Al fine di affrontare finalmente in Italia e in Europa le lotte necessarie per porre un fine allo sfruttamento e alle discriminazioni che ammorbano da sempre la vita dei cittadini di questo Paese. Un paese che va rivoltato, pacificamente e democraticamente, come un calzino, per affermare finalmente gli ideali di Resistenza che reclamano a gran voce l’applicazione della Costituzione che ad oggi mai applicata, non avrebbe permesso l’affermarsi in un Paese sempre più diseguale di quella deriva pericolosa, razzista, xenofa, fascista , neoliberista e ordocapitalista che sta soffocando il paese e rendendo impossibile la vita dei cittadini.
Avanti, insieme, ricordando che il Sud chiede giustizia e pari dignità. Uniamo le lotte fra Sud e Nord!
venerdì 2 marzo 2018
PERCHE' VOTARE "POTERE AL POPOLO" - 10 BUONI MOTIVI...di A. Balia
1) Perchè è l'unica e vera lista di Sinistra, che si rifà ai veri valori come la redistribuzione della ricchezza, una giusta patrimoniale,la difesa per il lavoro e i diritti di tutti,in particolare gli ultimi,e non si presta al gioco delle "promesse", con cui anche forze di "pseudo Sinistra" hanno caratterizzato la campagna elettorale.
2) Perchè è l'unica lista con la parola "meridionalista" nel suo manifesto e con diverse pagine (curate dal Partito del Sud) al punto 14 del programma sul Sud e laQuestione Meridionale con analisi e proposte risolutrici.
3) Perchè "Potere al Popolo" nasce a Napoli,testimoniando la potenzialità, propositività ed esigenza di riscatto della città capitale del Sud.
4) Perchè è una lista connotata da un portavoce politico donna e tanti giovani, come nessun'altra lista,capaci in breve tempo di convocare decine di assemblee in tutta Italia con una grande partecipazione.
5) Perchè tanti personaggi dell'arte,della cultura,del giornalismo in un numero sorprendentemente notevole,stanno comunicando la loro adesione.
6) Perchè gli stessi giovani sono quelli che hanno già dimostrato l'esemplare attenzione agli ultimi ed agli emarginati nei centri sociali da loro gestiti.
7) Perchè è l'unica lista composta da partiti,movimenti e diverse associazioni che non avrebbero avuto voce in nessun'altra lista.
8) Perchè è una lista autosovvenzionata e non sponsorizzata o finanziata da personaggi di varia estrazione.
9) Perchè non è una lista con il profilo e le proposte figlie d'un facile e generico populismo di facile presa e di autoreferenziale supponenza.
10) Perchè oltre ai giovani accoglie e presenta figure d'alto spessore storico ed umano mai prestatesi in precedenza alla politica rappresentativa.
Andrea Balìa
Vice-Presidente Nazionale Partito del Sud
1) Perchè è l'unica e vera lista di Sinistra, che si rifà ai veri valori come la redistribuzione della ricchezza, una giusta patrimoniale,la difesa per il lavoro e i diritti di tutti,in particolare gli ultimi,e non si presta al gioco delle "promesse", con cui anche forze di "pseudo Sinistra" hanno caratterizzato la campagna elettorale.
2) Perchè è l'unica lista con la parola "meridionalista" nel suo manifesto e con diverse pagine (curate dal Partito del Sud) al punto 14 del programma sul Sud e laQuestione Meridionale con analisi e proposte risolutrici.
3) Perchè "Potere al Popolo" nasce a Napoli,testimoniando la potenzialità, propositività ed esigenza di riscatto della città capitale del Sud.
4) Perchè è una lista connotata da un portavoce politico donna e tanti giovani, come nessun'altra lista,capaci in breve tempo di convocare decine di assemblee in tutta Italia con una grande partecipazione.
5) Perchè tanti personaggi dell'arte,della cultura,del giornalismo in un numero sorprendentemente notevole,stanno comunicando la loro adesione.
6) Perchè gli stessi giovani sono quelli che hanno già dimostrato l'esemplare attenzione agli ultimi ed agli emarginati nei centri sociali da loro gestiti.
7) Perchè è l'unica lista composta da partiti,movimenti e diverse associazioni che non avrebbero avuto voce in nessun'altra lista.
8) Perchè è una lista autosovvenzionata e non sponsorizzata o finanziata da personaggi di varia estrazione.
9) Perchè non è una lista con il profilo e le proposte figlie d'un facile e generico populismo di facile presa e di autoreferenziale supponenza.
10) Perchè oltre ai giovani accoglie e presenta figure d'alto spessore storico ed umano mai prestatesi in precedenza alla politica rappresentativa.
Andrea Balìa
Vice-Presidente Nazionale Partito del Sud
giovedì 1 marzo 2018
Natale Cuccurese all’incontro di Reggio Emilia “Riflessioni sul Programma di Potere al Popolo - Una Nuova Questione Meridionale” [Video]
Reggio Emilia. L’intervento di Natale Cuccurese all’incontro “Riflessioni sul Programma di Potere al Popolo - Una Nuova Questione Meridionale”
28 Febbraio 2018 al Circolo Arci Tunnel di Reggio Emilia con:
-Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, componente di Potere al Popolo
- Andrea Del Monaco, esperto fondi Ue, opinionista televisivo, giornalista, autore del libro "Sud colonia tedesca"
-Vincenzo Tosti, Portavoce della "Rete di Cittadinanza e Comunità", ambientalista, storico attivista in Terra dei Fuochi. Il #Sud alle prossime elezioni non c'è? Non è vero, nel programma di #PoterealPopolo è ben presente. Se vi dicono il contrario è una fake news...
Reggio Emilia. L’intervento di Natale Cuccurese all’incontro “Riflessioni sul Programma di Potere al Popolo - Una Nuova Questione Meridionale”
28 Febbraio 2018 al Circolo Arci Tunnel di Reggio Emilia con:
-Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, componente di Potere al Popolo
- Andrea Del Monaco, esperto fondi Ue, opinionista televisivo, giornalista, autore del libro "Sud colonia tedesca"
-Vincenzo Tosti, Portavoce della "Rete di Cittadinanza e Comunità", ambientalista, storico attivista in Terra dei Fuochi. Il #Sud alle prossime elezioni non c'è? Non è vero, nel programma di #PoterealPopolo è ben presente. Se vi dicono il contrario è una fake news...
sabato 24 febbraio 2018
Incontro con i candidati di Potere al Popolo di Palermo-Bagheria - Domenica 25 Febbraio a Palermo
I candidati della lista Potere al Popolo Giovanni Maniscalco, Pietro Milazzo e Francesca Tuminello, candidati rispettivamente nei collegi uninominali di Senato e Camera, e nel plurinominale Camera incontrano la cittadinanza illustrando i punti salienti del programma con il quale si presentano alle elezioni nazionali del 4 marzo.
Modererà l'incontro Marco Provenzano.
Modererà l'incontro Marco Provenzano.
"I liberatori non esistono: sono i popoli che si liberano da sè" (Ernesto Guevara De la Serna)
I candidati della lista Potere al Popolo Giovanni Maniscalco, Pietro Milazzo e Francesca Tuminello, candidati rispettivamente nei collegi uninominali di Senato e Camera, e nel plurinominale Camera incontrano la cittadinanza illustrando i punti salienti del programma con il quale si presentano alle elezioni nazionali del 4 marzo.
Modererà l'incontro Marco Provenzano.
Modererà l'incontro Marco Provenzano.
"I liberatori non esistono: sono i popoli che si liberano da sè" (Ernesto Guevara De la Serna)
Riflessioni sul Programma di Potere al Popolo - Una Nuova Questione Meridionale - Domenica 25 Febbraio a Castelforte (LT)
Riflessioni sul Programma di Potere al Popolo - Una Nuova Questione Meridionale
Ne parliamo domenica 25 Febbraio a Castelforte (LT) in via Roma 2 dalle ore 11,30 con:
-Antonio Rosato, Candidato uninominale per Potere al Popolo circoscrizione Latina 2 , Coord. Regionale Lazio del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
-Andrea Del Monaco, esperto fondi Ue, opinionista televisivo, giornalista, autore del libro "Sud colonia tedesca"
-Enzo Riccio, Coord. Organizzativo nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
Il #Sud alle prossime elezioni non c'è? Non è vero, nel programma di #PoterealPopolo è ben presente. Se vi dicono il contrario è una fake news...
Potere al Popolo è infatti l'unica lista a parlare di #Sud nel programma, l'unica ad avere la presenza fra le proprie file (e la citazione nel Manifesto politico) dei meridionalisti, ovviamente non è un caso, sono i Meridionalisti Progressisti.
Potere al Popolo, caso unico nel panorama politico, propone (al punto 14 dei 15 previsti nel programma) una «Nuova Questione Meridionale». Da affrontare con «investimenti pubblici nei settori produttivi, che siano mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati per contrastare il ricatto inaccettabile che vorrebbe barattare l’occupazione con la salute e la tutela dell’ambiente, e per permettere alle ragazze e ai ragazzi del Mezzogiorno di avere il pieno diritto allo studio e al lavoro nella propria terra».
Potere al Popolo è infatti l'unica lista a parlare di #Sud nel programma, l'unica ad avere la presenza fra le proprie file (e la citazione nel Manifesto politico) dei meridionalisti, ovviamente non è un caso, sono i Meridionalisti Progressisti.
Potere al Popolo, caso unico nel panorama politico, propone (al punto 14 dei 15 previsti nel programma) una «Nuova Questione Meridionale». Da affrontare con «investimenti pubblici nei settori produttivi, che siano mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati per contrastare il ricatto inaccettabile che vorrebbe barattare l’occupazione con la salute e la tutela dell’ambiente, e per permettere alle ragazze e ai ragazzi del Mezzogiorno di avere il pieno diritto allo studio e al lavoro nella propria terra».
“Il problema meridionale non si risolve dentro lo Stato attuale, né dentro quelli che, senza contraddirlo radicalmente, lo seguiranno”
Carlo Levi
Carlo Levi
Il Programma completo di Potere al popolo : https://poterealpopolo.org/potere-al-popolo/programma/
Riflessioni sul Programma di Potere al Popolo - Una Nuova Questione Meridionale
Ne parliamo domenica 25 Febbraio a Castelforte (LT) in via Roma 2 dalle ore 11,30 con:
-Antonio Rosato, Candidato uninominale per Potere al Popolo circoscrizione Latina 2 , Coord. Regionale Lazio del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
-Andrea Del Monaco, esperto fondi Ue, opinionista televisivo, giornalista, autore del libro "Sud colonia tedesca"
-Enzo Riccio, Coord. Organizzativo nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
Il #Sud alle prossime elezioni non c'è? Non è vero, nel programma di #PoterealPopolo è ben presente. Se vi dicono il contrario è una fake news...
Potere al Popolo è infatti l'unica lista a parlare di #Sud nel programma, l'unica ad avere la presenza fra le proprie file (e la citazione nel Manifesto politico) dei meridionalisti, ovviamente non è un caso, sono i Meridionalisti Progressisti.
Potere al Popolo, caso unico nel panorama politico, propone (al punto 14 dei 15 previsti nel programma) una «Nuova Questione Meridionale». Da affrontare con «investimenti pubblici nei settori produttivi, che siano mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati per contrastare il ricatto inaccettabile che vorrebbe barattare l’occupazione con la salute e la tutela dell’ambiente, e per permettere alle ragazze e ai ragazzi del Mezzogiorno di avere il pieno diritto allo studio e al lavoro nella propria terra».
Potere al Popolo è infatti l'unica lista a parlare di #Sud nel programma, l'unica ad avere la presenza fra le proprie file (e la citazione nel Manifesto politico) dei meridionalisti, ovviamente non è un caso, sono i Meridionalisti Progressisti.
Potere al Popolo, caso unico nel panorama politico, propone (al punto 14 dei 15 previsti nel programma) una «Nuova Questione Meridionale». Da affrontare con «investimenti pubblici nei settori produttivi, che siano mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati per contrastare il ricatto inaccettabile che vorrebbe barattare l’occupazione con la salute e la tutela dell’ambiente, e per permettere alle ragazze e ai ragazzi del Mezzogiorno di avere il pieno diritto allo studio e al lavoro nella propria terra».
“Il problema meridionale non si risolve dentro lo Stato attuale, né dentro quelli che, senza contraddirlo radicalmente, lo seguiranno”
Carlo Levi
Carlo Levi
Il Programma completo di Potere al popolo : https://poterealpopolo.org/potere-al-popolo/programma/
venerdì 9 febbraio 2018
Macerata: Cuccurese, doverosa e giusta la presenza di Potere al Popolo in piazza a Macerata il 10 febbraio contro la deriva razzista in atto nel Paese.
Macerata: Cuccurese, doverosa e giusta la presenza di Potere al
Popolo in piazza a Macerata il 10 febbraio contro la deriva razzista in atto
nel Paese.
“Sbagliato ed incostituzionale equiparare
manifestazioni fasciste ed antifasciste da parte di chiunque.
Sbagliato e antidemocratico impedire manifestazioni antifasciste dopo un
attentato terroristico a scopi razziali. Saremo a Macerata domani per
manifestare pacificamente, come ci impone un dovere democratico di
partecipazione a cui non è possibile rinunciare. Non è tollerabile per noi
meridionalisti progressisti continuare a subire passivamente
continui attacchi alla civile convivenza anche da parte di
quelle forze che, in barba a decenza e dettato costituzionale,
continuano da anni a propalare idee d’odio, razzismo e discriminazione,
dapprima ai danni dei cittadini del Sud ed ora ai danni dei migranti. Il tutto
nella passività di chi dovrebbe vigilare ed impedire la diffusione
di aberranti teoremi razziali di cui oggi subiamo le tragiche
conseguenze. E’ giunta l’ora di applicare finalmente la Costituzione
nata dalla Resistenza, fino ad oggi in larga parte e
colpevolmente inattesa. Condividiamo la scelta di “Potere al Popolo”
di scendere domani in piazza. Nessuna retromarcia è possibile di fronte al
dilagare del razzismo e della violenza. Dirigenti, militanti e sostenitori del
Partito del Sud saranno pertanto presenti alla manifestazione di domani in
adesione all’iniziativa che è pacifica, democratica e costituzionale!”
Lo dichiara Natale Cuccurese, Presidente del “Partito del
Sud-Meridionalisti Progressisti”, aderente alla lista “Potere al Popolo”.
COMUNICATO STAMPA 9 FEBBRAIO 2018
Macerata: Cuccurese, doverosa e giusta la presenza di Potere al
Popolo in piazza a Macerata il 10 febbraio contro la deriva razzista in atto
nel Paese.
“Sbagliato ed incostituzionale equiparare
manifestazioni fasciste ed antifasciste da parte di chiunque.
Sbagliato e antidemocratico impedire manifestazioni antifasciste dopo un
attentato terroristico a scopi razziali. Saremo a Macerata domani per
manifestare pacificamente, come ci impone un dovere democratico di
partecipazione a cui non è possibile rinunciare. Non è tollerabile per noi
meridionalisti progressisti continuare a subire passivamente
continui attacchi alla civile convivenza anche da parte di
quelle forze che, in barba a decenza e dettato costituzionale,
continuano da anni a propalare idee d’odio, razzismo e discriminazione,
dapprima ai danni dei cittadini del Sud ed ora ai danni dei migranti. Il tutto
nella passività di chi dovrebbe vigilare ed impedire la diffusione
di aberranti teoremi razziali di cui oggi subiamo le tragiche
conseguenze. E’ giunta l’ora di applicare finalmente la Costituzione
nata dalla Resistenza, fino ad oggi in larga parte e
colpevolmente inattesa. Condividiamo la scelta di “Potere al Popolo”
di scendere domani in piazza. Nessuna retromarcia è possibile di fronte al
dilagare del razzismo e della violenza. Dirigenti, militanti e sostenitori del
Partito del Sud saranno pertanto presenti alla manifestazione di domani in
adesione all’iniziativa che è pacifica, democratica e costituzionale!”
Lo dichiara Natale Cuccurese, Presidente del “Partito del
Sud-Meridionalisti Progressisti”, aderente alla lista “Potere al Popolo”.
COMUNICATO STAMPA 9 FEBBRAIO 2018
giovedì 8 febbraio 2018
Brutte notizie per Renzi, Grasso e D’Alema: Potere Al Popolo ha raccolto le firme e sarà presente ovunque
In Sicilia la notizia che Potere Al Popolo sarà presente alle elezioni arriva proprio nel momento in cui tanti dirigenti e tanti militanti del PD sono in rotta di collisione con il partito. Per non parlare di Liberi e Uguali, formazione politica che sta provando a fare eleggere personaggi che nulla hanno a che vedere con la nostra Isola. La notizia è che chi in Sicilia vuole votare a sinistra ha a disposizione un vero partito di sinistra
Brutte notizie per il PD di Matteo Renzi e per Liberi e Uguali di Piero Grasso, Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani. I rappresentanti di Potere Al Popolo – l’unica, vera formazione politica di sinistra – annunciano di aver raccolto e presentato le firme per presentare la lista. Morale: questa compagine politica che unisce tutto il mondo dei centri sociali e del volontariato a sinistra alle elezioni politiche del 4 marzo presenterà candidati in tutto il territorio nazionale.
Di seguito il comunicato stampa della nuova formazione politica:
“Si è chiusa con la consegna – conclusa nella serata di oggi 28 gennaio delle oltre 2700 sottoscrizioni – la Campagna di raccolta firme per la presentazione delle Liste dei candidati dei collegi della Camera Sicilia 1-01 e Sicilia 1-02 e del collegio del Senato Sicilia 1”.
“Per Potere Al Popolo – prosegue il comunicato – è stata una domenica importantissima, in tutti i capoluoghi di regione sono state consegnate decine di migliaia di firme. Anche Palermo ha fatto la sua parte. L’atto burocratico si è trasformato in partecipazione, decine di attivisti di Potere Al Popolo si sono dati appuntamento non solo per accompagnare i ‘presentatori’ nella consegna, ma per testimoniare la voglia di cambiamento.
Adesso è ufficiale, POTERE AL POPOLO non solo #accettalasfida ma vince la prima e sarà in campo nella campagna elettorale e nel voto del 4 marzo in tutto il territorio nazionale”.
Adesso è ufficiale, POTERE AL POPOLO non solo #accettalasfida ma vince la prima e sarà in campo nella campagna elettorale e nel voto del 4 marzo in tutto il territorio nazionale”.
La lista, che è stata votata dall’assemblea del 12 gennaio, vede nei due collegi plurinominali per il proporzionale i capilista Francesca Tumminello, lavoratrice di call center e delegata CGIL, e Frank Ferlisi, dirigente di Rifondazione Comunista.
Nei collegi uninominali per la Camera dei deputati la scelta è ricaduta invece su Maruzza Battaglia, presidente di LabZen2, Pietro Milazzo, attivista delle lotte sociali, Mario Minarda, insegnante e nel gruppo dirigente di PRC.
La lista del Senato invece vede nei collegi uninominali Davide Ficarra, attivista sociale e proprietario del Bar Garibaldi, Maria La Bianca, insegnante cresciuta nel volontariato cristiano che ha operato nel quartiere di Ballarò e Giovanni Maniscalco del partito del Sud e dirigente della CGIL.
Farà parte della lista plurinominale per il proporzionale al Senato Nilde Russo,attivista della zona madonita.
La notizia che Liberi E Uguali sarà presente alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo è molto importante in Sicilia, dove Renzi ha sostanzialmente buttato fuori dalle liste tutti gli esponenti di provenienza post comunista per fare posto ai propri sodali (in realtà, la stessa operazione è stata fatta in tutta l’Italia).
Chi oggi, nel PD siciliano, vuole votare a sinistra, per mettere in difficoltà Renzi – senza cadere nelle braccia di D’Alema, altro esponente del PD che è il vero leader di Liberi e Uguali – può farlo votando Potere Al Popolo.
Lo stesso discorso vale per i tanti dirigenti ed elettori di Liberi e Uguali delusi dalle scelte di Grasso e D’Alema, che hanno candidato in Sicilia soggetti che nulla hanno a che spartire con la Sicilia (eclatante il caso dell’ex segretario della CGIL candidato come capolista nella Sicilia orientale!): anche questi ultimi possono votare Potere Al Popolo.
Fonte: I Nuovi Vespri
.
In Sicilia la notizia che Potere Al Popolo sarà presente alle elezioni arriva proprio nel momento in cui tanti dirigenti e tanti militanti del PD sono in rotta di collisione con il partito. Per non parlare di Liberi e Uguali, formazione politica che sta provando a fare eleggere personaggi che nulla hanno a che vedere con la nostra Isola. La notizia è che chi in Sicilia vuole votare a sinistra ha a disposizione un vero partito di sinistra
Brutte notizie per il PD di Matteo Renzi e per Liberi e Uguali di Piero Grasso, Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani. I rappresentanti di Potere Al Popolo – l’unica, vera formazione politica di sinistra – annunciano di aver raccolto e presentato le firme per presentare la lista. Morale: questa compagine politica che unisce tutto il mondo dei centri sociali e del volontariato a sinistra alle elezioni politiche del 4 marzo presenterà candidati in tutto il territorio nazionale.
Di seguito il comunicato stampa della nuova formazione politica:
“Si è chiusa con la consegna – conclusa nella serata di oggi 28 gennaio delle oltre 2700 sottoscrizioni – la Campagna di raccolta firme per la presentazione delle Liste dei candidati dei collegi della Camera Sicilia 1-01 e Sicilia 1-02 e del collegio del Senato Sicilia 1”.
“Per Potere Al Popolo – prosegue il comunicato – è stata una domenica importantissima, in tutti i capoluoghi di regione sono state consegnate decine di migliaia di firme. Anche Palermo ha fatto la sua parte. L’atto burocratico si è trasformato in partecipazione, decine di attivisti di Potere Al Popolo si sono dati appuntamento non solo per accompagnare i ‘presentatori’ nella consegna, ma per testimoniare la voglia di cambiamento.
Adesso è ufficiale, POTERE AL POPOLO non solo #accettalasfida ma vince la prima e sarà in campo nella campagna elettorale e nel voto del 4 marzo in tutto il territorio nazionale”.
Adesso è ufficiale, POTERE AL POPOLO non solo #accettalasfida ma vince la prima e sarà in campo nella campagna elettorale e nel voto del 4 marzo in tutto il territorio nazionale”.
La lista, che è stata votata dall’assemblea del 12 gennaio, vede nei due collegi plurinominali per il proporzionale i capilista Francesca Tumminello, lavoratrice di call center e delegata CGIL, e Frank Ferlisi, dirigente di Rifondazione Comunista.
Nei collegi uninominali per la Camera dei deputati la scelta è ricaduta invece su Maruzza Battaglia, presidente di LabZen2, Pietro Milazzo, attivista delle lotte sociali, Mario Minarda, insegnante e nel gruppo dirigente di PRC.
La lista del Senato invece vede nei collegi uninominali Davide Ficarra, attivista sociale e proprietario del Bar Garibaldi, Maria La Bianca, insegnante cresciuta nel volontariato cristiano che ha operato nel quartiere di Ballarò e Giovanni Maniscalco del partito del Sud e dirigente della CGIL.
Farà parte della lista plurinominale per il proporzionale al Senato Nilde Russo,attivista della zona madonita.
La notizia che Liberi E Uguali sarà presente alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo è molto importante in Sicilia, dove Renzi ha sostanzialmente buttato fuori dalle liste tutti gli esponenti di provenienza post comunista per fare posto ai propri sodali (in realtà, la stessa operazione è stata fatta in tutta l’Italia).
Chi oggi, nel PD siciliano, vuole votare a sinistra, per mettere in difficoltà Renzi – senza cadere nelle braccia di D’Alema, altro esponente del PD che è il vero leader di Liberi e Uguali – può farlo votando Potere Al Popolo.
Lo stesso discorso vale per i tanti dirigenti ed elettori di Liberi e Uguali delusi dalle scelte di Grasso e D’Alema, che hanno candidato in Sicilia soggetti che nulla hanno a che spartire con la Sicilia (eclatante il caso dell’ex segretario della CGIL candidato come capolista nella Sicilia orientale!): anche questi ultimi possono votare Potere Al Popolo.
Fonte: I Nuovi Vespri
.
domenica 4 febbraio 2018
Il #Sud alle prossime elezioni non c'è ? Non è vero, nel programma di #PoterealPopolo è ben presente. Se vi dicono il contrario è una fake news...
Nei giorni scorsi si è fatto un gran parlare del fatto che il sud come tema fondamentale per un Paese che vuole ripartire, non è sostanzialmente presente nelle discussioni e nei programmi delle coalizioni e dei partiti che si presentano alle elezioni politiche del 4 marzo. Quindi, alcuni concludono, niente per niente tanto vale votare 5 stelle perché almeno sono una novità e qualche apertura al sud l’hanno fatta.
Diciamo pure che, se anche la vulgata è questa, anche questa può finire tranquillamente tra le tante “fake news” di cui tanto ci si scandalizza sui media nell’ultimo periodo.
Innanzitutto possiamo dire tranquillamente che non è vero perché “Potere la Popolo” ha un intero paragrafo, il numero 14, dedicato al SUD e a una questione meridionale da vedersi non come problema, ma come opportunità per il Paese. Il manifesto di questa lista, che sempre più pare diventare formazione politica, addirittura al suo interno dice che ci sono tante anime, quella comunista, quella progressista, quella ambientalista, quella socialista, quella euroscettica, ma anche quella “meridionalista”. Eh si ! E’ scritto proprio così: “Meridionalista”.
E’ stata mai scritta questa parola in un programma e in un manifesto politico di una forza che si presenta in tutto il territorio nazionale alle elezioni politiche ? Ve lo diciamo noi: NO ! Un po’ è merito del Partito del Sud – meridionalisti progressisti che è nella compagine di Potere al Popolo, un po’ tanto è dovuto al fatto che gli uomini e le donne di “Potere al Popolo” combatteranno per applicare la Costituzione e per abbattere tutte le disuguaglianze, comprese quelle territoriali.
E allora perché a sud non tenerne conto e non continuare quella rivoluzione elettorale nata il 4 dicembre 2016 con i NO che da sud arrivarono a valanga e ad oggi sono quelli che hanno salvato la Costituzione repubblicana.
Perché quel NO, non lo facciamo diventare un SI a politiche diverse e in grado di rendere uguale questo Paese e gli uomini e le donne che lo abitano.
Perché non votare “Potere al Popolo” che, contro ogni pronostico ha raccolto le firme mentre altri più blasonati andavano a cercare il Tabacci di turno per non raccoglierle? Perché non dare fiducia a candidati e candidate scelti in centinaia di assemblee senza i dubbi delle piattaforme on line e senza essere soggetti alle catapulte romane… Sono state 52000 circa le firme raccolte in pochi giorni a fronte delle necessarie 25.000. Potere al Popolo sarà presente in tutta Italia… un miracolo di impegno ed entusiasmo….
Noi sappiamo chi votare il 4 marzo… Potere al Popolo è la vera novità di queste elezioni, nel merito e nel metodo…
Fonte: Con il Sud si Riparte
.
Nei giorni scorsi si è fatto un gran parlare del fatto che il sud come tema fondamentale per un Paese che vuole ripartire, non è sostanzialmente presente nelle discussioni e nei programmi delle coalizioni e dei partiti che si presentano alle elezioni politiche del 4 marzo. Quindi, alcuni concludono, niente per niente tanto vale votare 5 stelle perché almeno sono una novità e qualche apertura al sud l’hanno fatta.
Diciamo pure che, se anche la vulgata è questa, anche questa può finire tranquillamente tra le tante “fake news” di cui tanto ci si scandalizza sui media nell’ultimo periodo.
Innanzitutto possiamo dire tranquillamente che non è vero perché “Potere la Popolo” ha un intero paragrafo, il numero 14, dedicato al SUD e a una questione meridionale da vedersi non come problema, ma come opportunità per il Paese. Il manifesto di questa lista, che sempre più pare diventare formazione politica, addirittura al suo interno dice che ci sono tante anime, quella comunista, quella progressista, quella ambientalista, quella socialista, quella euroscettica, ma anche quella “meridionalista”. Eh si ! E’ scritto proprio così: “Meridionalista”.
E’ stata mai scritta questa parola in un programma e in un manifesto politico di una forza che si presenta in tutto il territorio nazionale alle elezioni politiche ? Ve lo diciamo noi: NO ! Un po’ è merito del Partito del Sud – meridionalisti progressisti che è nella compagine di Potere al Popolo, un po’ tanto è dovuto al fatto che gli uomini e le donne di “Potere al Popolo” combatteranno per applicare la Costituzione e per abbattere tutte le disuguaglianze, comprese quelle territoriali.
E allora perché a sud non tenerne conto e non continuare quella rivoluzione elettorale nata il 4 dicembre 2016 con i NO che da sud arrivarono a valanga e ad oggi sono quelli che hanno salvato la Costituzione repubblicana.
Perché quel NO, non lo facciamo diventare un SI a politiche diverse e in grado di rendere uguale questo Paese e gli uomini e le donne che lo abitano.
Perché non votare “Potere al Popolo” che, contro ogni pronostico ha raccolto le firme mentre altri più blasonati andavano a cercare il Tabacci di turno per non raccoglierle? Perché non dare fiducia a candidati e candidate scelti in centinaia di assemblee senza i dubbi delle piattaforme on line e senza essere soggetti alle catapulte romane… Sono state 52000 circa le firme raccolte in pochi giorni a fronte delle necessarie 25.000. Potere al Popolo sarà presente in tutta Italia… un miracolo di impegno ed entusiasmo….
Noi sappiamo chi votare il 4 marzo… Potere al Popolo è la vera novità di queste elezioni, nel merito e nel metodo…
Fonte: Con il Sud si Riparte
.
sabato 3 febbraio 2018
Antonio Rosato candidato alla Camera con “Potere a popolo”
CASTELFORTE – “Il sud Pontino ha il suo candidato per la Camera dei Deputati”, cosi’ esordisce Antonio Rosato già Consigliere di maggioranza nel comune di Castelforte.
Espressione del Partito del Sud nella imminente tornata Elettorale candidato nella lista Potere al Popolo.
“Una candidatura condivisa sin da primo momento senza mai un litigio ne un disappunto. Proprio al contrario di quanto si sente in tv e si legge sui giornali in questi giorni. Unico vero movimento di sinistra rinato con forza determinazione ed entusiasmo da moltissimi movimenti e partiti come Rifondazione o i Comunisti italiani per citarne solo qualcuno più rappresentativo. Un partito che mira a raccogliere tutta quella massa di cittadini nauseati da partiti personali che hanno portato il popolo ed in particolar modo il popolo della sinistra a disertare le urne. Adesso – dice Rosato – non dovete più votare il meno peggio. Non c’è più bisogno di tapparvi il naso quando entrate nei seggi. Adesso l’unica scelta sensata che potete fare e a testa alta e quella di ridare “Potere al Popolo” votandolo.
Queste le prime battute del candidato alla Camera dei Deputati Antonio Rosato per Potere al popolo.
Movimento, Potere al Popolo, per nulla intimidito dalla sua giovane nascita (poco più di un mese) il quale punta prepotentemente a superare l’asticella messa al 3%.
Già una prima impresa l’ha compiuta, raccogliendo in meno di una settimana 52.000 firme delle 25.000 previste per poter competere nella corsa elettorale. Personaggi di rilievo già hanno aderito o espresso la loro vicinanza a Potere al Popolo come Giorgio Cremaschi ad esempio, sindacalista candidato per la prima volta e proprio con Potere al Popolo. Oppure il Sindaco di Napoli De Magistris piuttosto che Sabina Guzzanti o il C.T. Renzo Ulivieri per il mondo dello sport. Una campagna appena agli albori e vedremo come andrà a finire. Intanto la notizia e che il sud pontino ha espresso un suo candidato a rappresentare il territorio, Antonio Rosato.
Fonte: Temporeale
CASTELFORTE – “Il sud Pontino ha il suo candidato per la Camera dei Deputati”, cosi’ esordisce Antonio Rosato già Consigliere di maggioranza nel comune di Castelforte.
Espressione del Partito del Sud nella imminente tornata Elettorale candidato nella lista Potere al Popolo.
“Una candidatura condivisa sin da primo momento senza mai un litigio ne un disappunto. Proprio al contrario di quanto si sente in tv e si legge sui giornali in questi giorni. Unico vero movimento di sinistra rinato con forza determinazione ed entusiasmo da moltissimi movimenti e partiti come Rifondazione o i Comunisti italiani per citarne solo qualcuno più rappresentativo. Un partito che mira a raccogliere tutta quella massa di cittadini nauseati da partiti personali che hanno portato il popolo ed in particolar modo il popolo della sinistra a disertare le urne. Adesso – dice Rosato – non dovete più votare il meno peggio. Non c’è più bisogno di tapparvi il naso quando entrate nei seggi. Adesso l’unica scelta sensata che potete fare e a testa alta e quella di ridare “Potere al Popolo” votandolo.
Queste le prime battute del candidato alla Camera dei Deputati Antonio Rosato per Potere al popolo.
Movimento, Potere al Popolo, per nulla intimidito dalla sua giovane nascita (poco più di un mese) il quale punta prepotentemente a superare l’asticella messa al 3%.
Già una prima impresa l’ha compiuta, raccogliendo in meno di una settimana 52.000 firme delle 25.000 previste per poter competere nella corsa elettorale. Personaggi di rilievo già hanno aderito o espresso la loro vicinanza a Potere al Popolo come Giorgio Cremaschi ad esempio, sindacalista candidato per la prima volta e proprio con Potere al Popolo. Oppure il Sindaco di Napoli De Magistris piuttosto che Sabina Guzzanti o il C.T. Renzo Ulivieri per il mondo dello sport. Una campagna appena agli albori e vedremo come andrà a finire. Intanto la notizia e che il sud pontino ha espresso un suo candidato a rappresentare il territorio, Antonio Rosato.
Fonte: Temporeale
venerdì 2 febbraio 2018
Mano tesa ai più poveri: questa la priorità di “Potere al Popolo”. A Foggia la presentazione dei candidati
“Un programma scritto collettivamente a partire dai bisogni reali del popolo”. È un po’ questa la differenza tra i candidati di Potere al Popolo, che si sono presentati questa mattina a Palazzo Dogana a Foggia, e gli altri movimenti e partiti. La loro base popolare, dal basso, è indiscutibile. “Non facciamo promesse ma siamo ogni giorno impegnati per migliorare la vita dei nostri territori”, hanno spiegato a l’Immediato il capolista alla Camera, il consulente del lavoro Roberto Cappucci, da sempre in Rifondazione comunista e unico candidato territoriale a San Giovanni Rotondo, e la candidata al maggioritario nel collegio camerale Foggia-Gargano Mary Marchesani. Con loro Antonello Socciocandidato nel collegio senatoriale uninominale locale e dipendente di Casa Sollievo, Maria Rollo detta Lucia candidata al Senato nel Cerignola-Manfredonia-Bat e avvocata del lavoro, il sindacalista Cosimo Damiano Matteucci candidato ad Andria, Soccorsa Sabrina Di Carlo insegnante e coordinatrice del circolo Partito del Sud a San Severo in forza al collegio dei Monti Dauni e Savino Franzi, agente di commercio segretario di circolo di Rifondazione a Cerignola che correrà nel collegio Manfredonia-Cerignola alla Camera. Contro il Jobs Act e la precarizzazione del mondo del lavoro, Potere al Popolo propone una politica di coesione tra le classi sociali.
“In Italia 5 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta, 13 milioni devono rinunciare alle cure mediche, perchè sopravvivono con una pensione minima o non hanno continuità di reddito. Di fronte a questo disastro sociale il governo PD ha deciso di dichiarare guerra ai poveri e non alla povertà, costruendo ed alimentando un clima di odio e rancore, marginalizzando una fetta enorme della popolazione. Nessuna forza politica ha fatto eccezione. M5s, Lega, FI, lo stesso PD, hanno scelto di ridurre l’emergenza sociale a una questione di ordine pubblico e affrontarla con una stretta securitaria senza precedenti. Il DL Minniti, fiore all’occhiello di questa legislatura, è la fotografia di tutto questo. Indecorosi, secondo Minniti e gli altri, sono i senza tetto, chi non riesce ad arrivare alla fine del mese, i migranti rinchiusi nei centri, chi elemosina. Indecorosa, per noi, è la povertà. Se per Minniti decoro vuol dire umiliazione, abbandono e militarizzazione, per noi è solidarietà, è prendersi cura di spazi e di persone, è ricostruire un senso di comunità. Indecorosa, per noi, è una classe dirigente che in tempi di crisi lascia aumentare inesorabilmente il divario tra ricchi e poveri senza puntare sulla redistribuzione della ricchezza e l’allargamento dei diritti”, hanno commentato.
Punta a dar voce alla generazione degli invisibili Mary Marchesani, che si definisce gemminista, antifascista e “terrona”. “L’alternanza scuola-lavoro non forma, non educa, ma fa lavorare gratuitamente minorenni per aziende che invece dovrebbero assumere regolarmente lavoratori per svolgere quella mansione. Il lavoro minorile gratuito è sfruttamento, la scuola è un’altra cosa. Una società che non mette al centro la formazione di individui liberi, coscienti, critici, non ha speranza di sopravvivere”.
Fonte: L'immediato
.
“Un programma scritto collettivamente a partire dai bisogni reali del popolo”. È un po’ questa la differenza tra i candidati di Potere al Popolo, che si sono presentati questa mattina a Palazzo Dogana a Foggia, e gli altri movimenti e partiti. La loro base popolare, dal basso, è indiscutibile. “Non facciamo promesse ma siamo ogni giorno impegnati per migliorare la vita dei nostri territori”, hanno spiegato a l’Immediato il capolista alla Camera, il consulente del lavoro Roberto Cappucci, da sempre in Rifondazione comunista e unico candidato territoriale a San Giovanni Rotondo, e la candidata al maggioritario nel collegio camerale Foggia-Gargano Mary Marchesani. Con loro Antonello Socciocandidato nel collegio senatoriale uninominale locale e dipendente di Casa Sollievo, Maria Rollo detta Lucia candidata al Senato nel Cerignola-Manfredonia-Bat e avvocata del lavoro, il sindacalista Cosimo Damiano Matteucci candidato ad Andria, Soccorsa Sabrina Di Carlo insegnante e coordinatrice del circolo Partito del Sud a San Severo in forza al collegio dei Monti Dauni e Savino Franzi, agente di commercio segretario di circolo di Rifondazione a Cerignola che correrà nel collegio Manfredonia-Cerignola alla Camera. Contro il Jobs Act e la precarizzazione del mondo del lavoro, Potere al Popolo propone una politica di coesione tra le classi sociali.
“In Italia 5 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta, 13 milioni devono rinunciare alle cure mediche, perchè sopravvivono con una pensione minima o non hanno continuità di reddito. Di fronte a questo disastro sociale il governo PD ha deciso di dichiarare guerra ai poveri e non alla povertà, costruendo ed alimentando un clima di odio e rancore, marginalizzando una fetta enorme della popolazione. Nessuna forza politica ha fatto eccezione. M5s, Lega, FI, lo stesso PD, hanno scelto di ridurre l’emergenza sociale a una questione di ordine pubblico e affrontarla con una stretta securitaria senza precedenti. Il DL Minniti, fiore all’occhiello di questa legislatura, è la fotografia di tutto questo. Indecorosi, secondo Minniti e gli altri, sono i senza tetto, chi non riesce ad arrivare alla fine del mese, i migranti rinchiusi nei centri, chi elemosina. Indecorosa, per noi, è la povertà. Se per Minniti decoro vuol dire umiliazione, abbandono e militarizzazione, per noi è solidarietà, è prendersi cura di spazi e di persone, è ricostruire un senso di comunità. Indecorosa, per noi, è una classe dirigente che in tempi di crisi lascia aumentare inesorabilmente il divario tra ricchi e poveri senza puntare sulla redistribuzione della ricchezza e l’allargamento dei diritti”, hanno commentato.
Punta a dar voce alla generazione degli invisibili Mary Marchesani, che si definisce gemminista, antifascista e “terrona”. “L’alternanza scuola-lavoro non forma, non educa, ma fa lavorare gratuitamente minorenni per aziende che invece dovrebbero assumere regolarmente lavoratori per svolgere quella mansione. Il lavoro minorile gratuito è sfruttamento, la scuola è un’altra cosa. Una società che non mette al centro la formazione di individui liberi, coscienti, critici, non ha speranza di sopravvivere”.
Fonte: L'immediato
.
Iscriviti a:
Post (Atom)














