martedì 21 giugno 2022

NO AUTONOMIA DIFFERENZIATA!

 



Di Antonio Luongo

Sembra ieri, quando ad ottobre scorso, chiedemmo invano che il neo sindaco di Napoli prendesse una posizione netta e chiara contro l'AUTONOMIA DIFFERENZIATA.
Una posizione "politica", laddove l'impianto normativo caldeggiato dai leghisti e protoleghisti non fa altro che fotografare le differenze tra #Nord e #Sud e su quella base condanna i territori deboli a sprofondare, ma soprattutto territoriale perché un primo cittadino non può esimersi dal rappresentare i suoi concittadini. Non può evitare di difenderli se attaccati.
Eppure non è successo.
Napoli è rimasta alla finestra in attesa dell'elemosina governativa.
Un'elemosina con interessi altissimi, tra l'altro e
il "patto per Napoli" è diventato il "PACCO PER NAPOLI"
In questi mesi, nell'inerzia generale dei rappresentanti di comuni e regioni meridionali, la lobby del Nord non è stata a guardare. Ha lavorato dietro le quinte, facendo pressioni, richieste.
Così d'improvviso, ma non senza preavviso per chi come noi si rifiuta di fare lo struzzo e mettere la testa sotto ls sabbia, la Gelmini accelera il DDL per la SECESSIONE DEI RICCHI . Eppure al di là dei rischi intrinseci di un provvedimento che si tradurrà in tagli indiscriminati per il Sud, la manovra è un attacco mascherato all'unità di Italia. Se così non fosse, sapete dirmi dove sono i finiti i #LEP, livelli essenziali di prestazioni, ancora essenziale di equità sociale e territoriale in un sistema federalista, come quello proposto?
Tra federalismo è colonialismo la differenza è proprio nei lep, mai implementati e oggi addirittura spariti dal dibattito.
Noi come Partito del Sud diciamo NO all'autonomia differenziata e ci contrapporremo a questa legge criminale, anche andando contro all'intero arco parlamentare!
Ne va del futuro dei cittadini meridionali.
LA NUOVA QUESTIONE MERIDIONALE ESISTE E QUESTA NON È UNA STERILE RIVENDICAZIONE...come affermò Draghi il 30 marzo scorso.
Ora stanno passando dalle parole ai fatti. Fermiamoli!




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Di Antonio Luongo

Sembra ieri, quando ad ottobre scorso, chiedemmo invano che il neo sindaco di Napoli prendesse una posizione netta e chiara contro l'AUTONOMIA DIFFERENZIATA.
Una posizione "politica", laddove l'impianto normativo caldeggiato dai leghisti e protoleghisti non fa altro che fotografare le differenze tra #Nord e #Sud e su quella base condanna i territori deboli a sprofondare, ma soprattutto territoriale perché un primo cittadino non può esimersi dal rappresentare i suoi concittadini. Non può evitare di difenderli se attaccati.
Eppure non è successo.
Napoli è rimasta alla finestra in attesa dell'elemosina governativa.
Un'elemosina con interessi altissimi, tra l'altro e
il "patto per Napoli" è diventato il "PACCO PER NAPOLI"
In questi mesi, nell'inerzia generale dei rappresentanti di comuni e regioni meridionali, la lobby del Nord non è stata a guardare. Ha lavorato dietro le quinte, facendo pressioni, richieste.
Così d'improvviso, ma non senza preavviso per chi come noi si rifiuta di fare lo struzzo e mettere la testa sotto ls sabbia, la Gelmini accelera il DDL per la SECESSIONE DEI RICCHI . Eppure al di là dei rischi intrinseci di un provvedimento che si tradurrà in tagli indiscriminati per il Sud, la manovra è un attacco mascherato all'unità di Italia. Se così non fosse, sapete dirmi dove sono i finiti i #LEP, livelli essenziali di prestazioni, ancora essenziale di equità sociale e territoriale in un sistema federalista, come quello proposto?
Tra federalismo è colonialismo la differenza è proprio nei lep, mai implementati e oggi addirittura spariti dal dibattito.
Noi come Partito del Sud diciamo NO all'autonomia differenziata e ci contrapporremo a questa legge criminale, anche andando contro all'intero arco parlamentare!
Ne va del futuro dei cittadini meridionali.
LA NUOVA QUESTIONE MERIDIONALE ESISTE E QUESTA NON È UNA STERILE RIVENDICAZIONE...come affermò Draghi il 30 marzo scorso.
Ora stanno passando dalle parole ai fatti. Fermiamoli!




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sabato 18 giugno 2022

PACE E DIRITTI

Di Antonio Luongo

Nel nostro paese c'è assoluto bisogno di riscrivere i confini e i contenuti di un'identità progressista. La giornata nazionale del rifugiato è stata occasione per ribadirlo.

La manifestazione di ieri, cui ho partecipato insieme al Partito del Sud , all'ex sindaco Luigi de Magistris, al Partito della Rifondazione Comunista ed altri movimenti, in quest'ottica ha un altissimo significato valoriale.
L'accoglienza è universale. Non si può ricordarsene solo per chi ha gli occhi azzurri e i capelli biondi!
L'accoglienza non può essere strumentalizzata alle esigenze partitiche del momento.
Esiste la possibilità di scrivere un'altra'Italia che ha nella solidarietà tra popoli e tra individui in una comunità la sua stella polare e non dà la priorità al dogma del mercato e alla santificazione della speculazione del profitto a qualunque costo.
Si possono riempire le piazze gridando NO alla Guerra, NO ai razzismi. Si può proporre una visione aperta e "mediterranea" della vita.
Le forze presenti oggi sia nel Parlamento nazionale che a livello locale stanno riuscendo abilmente ad addormentare la coscienza civica e a scardinare lentamente gli ultimi pilastri di welfare e stato sociale. Il governo tecnico di Draghi è il mandante occulto di un ritorno al passato che altro non faŕà che spianare la strada alle destre, a stretto giro.
Con lo spauracchio dei finanziamenti del PNRR si sta zavorrando il paese con scelte filo conservatrici e lobbystiche
A Napoli ne possiamo osservarne una declinazione plastica, con una giunta telecomandata, orientata a sviluppare una controrivoluzione sia culturale che economica, totalmente scollegata dalle esigenze delle persone.
Fermiamoli e cambiamo questo destino scritto dall'alto.









 




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Di Antonio Luongo

Nel nostro paese c'è assoluto bisogno di riscrivere i confini e i contenuti di un'identità progressista. La giornata nazionale del rifugiato è stata occasione per ribadirlo.

La manifestazione di ieri, cui ho partecipato insieme al Partito del Sud , all'ex sindaco Luigi de Magistris, al Partito della Rifondazione Comunista ed altri movimenti, in quest'ottica ha un altissimo significato valoriale.
L'accoglienza è universale. Non si può ricordarsene solo per chi ha gli occhi azzurri e i capelli biondi!
L'accoglienza non può essere strumentalizzata alle esigenze partitiche del momento.
Esiste la possibilità di scrivere un'altra'Italia che ha nella solidarietà tra popoli e tra individui in una comunità la sua stella polare e non dà la priorità al dogma del mercato e alla santificazione della speculazione del profitto a qualunque costo.
Si possono riempire le piazze gridando NO alla Guerra, NO ai razzismi. Si può proporre una visione aperta e "mediterranea" della vita.
Le forze presenti oggi sia nel Parlamento nazionale che a livello locale stanno riuscendo abilmente ad addormentare la coscienza civica e a scardinare lentamente gli ultimi pilastri di welfare e stato sociale. Il governo tecnico di Draghi è il mandante occulto di un ritorno al passato che altro non faŕà che spianare la strada alle destre, a stretto giro.
Con lo spauracchio dei finanziamenti del PNRR si sta zavorrando il paese con scelte filo conservatrici e lobbystiche
A Napoli ne possiamo osservarne una declinazione plastica, con una giunta telecomandata, orientata a sviluppare una controrivoluzione sia culturale che economica, totalmente scollegata dalle esigenze delle persone.
Fermiamoli e cambiamo questo destino scritto dall'alto.









 




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Natale Cuccurese: “Col Governo dei ‘migliori’ riesplode il divario Nord-Sud e ci si avvia verso la balcanizzazione del Paese”

 Giorno dopo giorno, la costruzione dell’Italia post-pandemica e post-bellica prende sempre più corpo. E vista da Sud non è un’Italia, così come vorrebbe la Costituzione, incentrata sulla solidarietà, sull’equità e sull’uguaglianza dei diritti, Vista da Sud, invece, è la solita Italia matrigna che distingue tra “figli” residente al Nord e “figliastri” residenti al Sud.

Di recente, è tornato sull’argomento il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che tramite i canali social ha osservato: “Col governo dei ‘migliori’ si continuano a drenare risorse nel Mezzogiorno per portarle al Nord. Infatti, le famiglie in povertà assoluta calano al Nord e aumentano al Sud. Intanto i partiti che sostengono Draghi sono pronti a far partire l’autonomia differenziata, un progetto che porterà presto alla balcanizzazione del Paese”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese


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 Giorno dopo giorno, la costruzione dell’Italia post-pandemica e post-bellica prende sempre più corpo. E vista da Sud non è un’Italia, così come vorrebbe la Costituzione, incentrata sulla solidarietà, sull’equità e sull’uguaglianza dei diritti, Vista da Sud, invece, è la solita Italia matrigna che distingue tra “figli” residente al Nord e “figliastri” residenti al Sud.

Di recente, è tornato sull’argomento il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che tramite i canali social ha osservato: “Col governo dei ‘migliori’ si continuano a drenare risorse nel Mezzogiorno per portarle al Nord. Infatti, le famiglie in povertà assoluta calano al Nord e aumentano al Sud. Intanto i partiti che sostengono Draghi sono pronti a far partire l’autonomia differenziata, un progetto che porterà presto alla balcanizzazione del Paese”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese


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martedì 14 giugno 2022

DOMANI A NAPOLI: BENI IN COMUNE. Presentazione della Mozione di difesa dei Beni dei Cittadini di Napoli.

Domani, 15 giugno dalle 17,00, nei locali dell'Istituto Italiano degli Studi Filosofici a Napoli, presentazione della Mozione di difesa dei Beni dei Cittadini di Napoli. 

Interverrà Andrea Balia per il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti







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Domani, 15 giugno dalle 17,00, nei locali dell'Istituto Italiano degli Studi Filosofici a Napoli, presentazione della Mozione di difesa dei Beni dei Cittadini di Napoli. 

Interverrà Andrea Balia per il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti







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domenica 12 giugno 2022

DE LUCA E MANFREDI: VI ABBIAMO SGAMATO!

Di Antonio Luongo

Ieri si sono tenuti gli stati generali dell'ambiente in Campania, con Bonavitacola, braccio destro di De Luca e deus ex macchina della legge regionale 15/2015 sul riordino del servizio idrico in Regione Campania.
1️⃣ Guarda caso tra gli ospiti con diritto di parola c'erano i rappresentanti della }#Gori e della #Suez.
2️⃣Guarda caso nessuno spazio è stato previsto per i comitati dell'acqua pubblica. In segno di dissenso sono stato in corteo, in rappresentanza del Partito del Sud, da piazza Municipio fino alla Stazione Marittima e solo dopo reiterate proteste siamo riusciti a far avere udienza ad una piccola delegazione guidata da padre Alex Zanotelli. Un evidente atteggiamento di disprezzo del governatore regionale e dei suoi sodali verso i cittadini...come se la gestione dell'acqua fosse "COSA LORO".
3️⃣Guarda caso per la prima volta nella storia del Comune di Napoli , sia in epoca Arin, che in epoca Abc Napoli , il direttore generale della municipalizzata per la gestione della rete idrica napoletana, non sarà scelto in house, tra le risorse umane disponibili.
La scelta spetta al sindaco Manfredi e stavolta avverrà tramite una selezione aperta agli esterni.
Nonostante la presenza di personale con un know how specifico, una conoscenza profonda dell'azienda e dei suoi problemi trasversalmente riconosciuta.
Nonostante la fase critica delle casse comunali.
Guarda caso tra i candidati papabili vi sono personaggi storicamente vicini alla Gori SpA e ACEA SpA
➡️Se tre indizi fanno una prova, cari De Luca, Bonavitacola e Manfredi, vi abbiamo sgamato!
Non si spiegherebbe altrimenti l'ansia di chiudersi nelle segrete stanze da mesi e il rifiuto categorico per qualsiasi forma di confronto con la cittadinanza, su una materia essenziale come la gestione dell'acqua.
A #Napoli la gestione dell'acqua è pubblica e tale deve restare, come stabilito dalla volontà popolare di 26 milioni di persone nei referendum del 2011. Basta giochini!
E ai consiglieri comunali che si sono riempiti la bocca di progresso e lotta alle disuguaglianze durante la campagna elettorale: sveglia!
Per scaldare le poltrone non c'è bisogno di sedere a Palazzo San Giacomo.










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Di Antonio Luongo

Ieri si sono tenuti gli stati generali dell'ambiente in Campania, con Bonavitacola, braccio destro di De Luca e deus ex macchina della legge regionale 15/2015 sul riordino del servizio idrico in Regione Campania.
1️⃣ Guarda caso tra gli ospiti con diritto di parola c'erano i rappresentanti della }#Gori e della #Suez.
2️⃣Guarda caso nessuno spazio è stato previsto per i comitati dell'acqua pubblica. In segno di dissenso sono stato in corteo, in rappresentanza del Partito del Sud, da piazza Municipio fino alla Stazione Marittima e solo dopo reiterate proteste siamo riusciti a far avere udienza ad una piccola delegazione guidata da padre Alex Zanotelli. Un evidente atteggiamento di disprezzo del governatore regionale e dei suoi sodali verso i cittadini...come se la gestione dell'acqua fosse "COSA LORO".
3️⃣Guarda caso per la prima volta nella storia del Comune di Napoli , sia in epoca Arin, che in epoca Abc Napoli , il direttore generale della municipalizzata per la gestione della rete idrica napoletana, non sarà scelto in house, tra le risorse umane disponibili.
La scelta spetta al sindaco Manfredi e stavolta avverrà tramite una selezione aperta agli esterni.
Nonostante la presenza di personale con un know how specifico, una conoscenza profonda dell'azienda e dei suoi problemi trasversalmente riconosciuta.
Nonostante la fase critica delle casse comunali.
Guarda caso tra i candidati papabili vi sono personaggi storicamente vicini alla Gori SpA e ACEA SpA
➡️Se tre indizi fanno una prova, cari De Luca, Bonavitacola e Manfredi, vi abbiamo sgamato!
Non si spiegherebbe altrimenti l'ansia di chiudersi nelle segrete stanze da mesi e il rifiuto categorico per qualsiasi forma di confronto con la cittadinanza, su una materia essenziale come la gestione dell'acqua.
A #Napoli la gestione dell'acqua è pubblica e tale deve restare, come stabilito dalla volontà popolare di 26 milioni di persone nei referendum del 2011. Basta giochini!
E ai consiglieri comunali che si sono riempiti la bocca di progresso e lotta alle disuguaglianze durante la campagna elettorale: sveglia!
Per scaldare le poltrone non c'è bisogno di sedere a Palazzo San Giacomo.










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venerdì 10 giugno 2022

A Catanzaro e Palermo Domenica 12 non sbagliare a votare....vota i candidati del Partito del Sud Meridionalisti Progressisti

Se vivi a Catanzaro o a Palermo Domenica 12 non sbagliare a votare....per il Partito del Sud Meridionalisti Progressisti a Catanzaro in lista "Insieme Osiamo" (candidato sindaco Francesco Di Lieto) scrivi e vota ANNA MARIA BUFFA ed ELIO ROTUNDO ...a Palermo in lista Rita Barbera sindaco scrivi e vota GIOVANNI MANISCALCO.







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Se vivi a Catanzaro o a Palermo Domenica 12 non sbagliare a votare....per il Partito del Sud Meridionalisti Progressisti a Catanzaro in lista "Insieme Osiamo" (candidato sindaco Francesco Di Lieto) scrivi e vota ANNA MARIA BUFFA ed ELIO ROTUNDO ...a Palermo in lista Rita Barbera sindaco scrivi e vota GIOVANNI MANISCALCO.







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domenica 5 giugno 2022

MANFREDI SVEGLIA, NAPOLI NON PUÒ ASPETTARE!

Di Antonio Luongo

Da sempre nella storia qualsiasi "crisi" non colpisce tutti in modo uguale. Meno reddito hai più sei esposto a rischi sociali perché il margine per cavartela e sopportare un qualsiasi aumento di prezzi è minore, anzi probabilmente inesistente.

1️⃣ Più sei povero, più paghi la crisi.
2️⃣ Più vivi in un territorio in difficoltà socio-economiche, più avresti bisogno di servizi pubblici, di Stato, per sopportare la crisi e non dover reperire sul mercato, pagando di tasca tua, i servizi essenziali (sanità, mobilità, assistenza agli anziani o agli infanti).
➡️ Sommate queste condizioni e vi renderete conto che chi vive al #Sud la crisi la paga tripla: perché ha meno reddito, perché ha meno servizi e perché in tempo di crisi queste condizioni impattano in modo direttamente proporzionale alle possibilità economiche e generano un circolo vizioso:
❗❗❗PIU' SEI POVERO, PIÙ POVERO DIVENTERAI
Eppure solo il Partito del Sud ha il coraggio di raccontare questo punto di vista scomodo. Anche la posizione di presunti partiti di sinistra è annacquata.
La risposta dello Stato è fingere di non vedere. La risposta di #Draghi è fottersene; ricordate le sue parole: quelle del Sud erano "sterili rivendicazioni".
Aspettiamo forse che il supporto alle famiglie in difficoltà arrivi dalla Camorra spa?
E così oggi con l'inflazione che galoppa al +7%, e il governo che regala qualche spicciolo, leggiamo dei primi provvedimenti collegati al "salva Napoli", che non per nulla qualche tempo fa ribattezzai strozza Napoli":

🔴Asili nido concessi in gestione ai privati
🔴Riscossione tributi concessa in gestione ai privati.
🔴Prestito statale non erogabile per la spesa corrente (quella che a un Comune serve a pagare personale e servizi.

Sindaco e giunta approvano e non battono ciglio.
IN PAROLE POVERE MANFREDI, VOTATO PER FARE IL SINDACO, ALTRO NON FA CHE IL COMMISSARIO DI DRAGHI, al solo scopo di evitare tirate d'orecchi europee sul #PNRR. Ad un anno dell'elezione voi avete notizia di qualche iniziativa per provare a risollevare la città?
Di che morte moriranno i concittadini evidentemente non è affar suo.
Ma ora che la crisi inizia ad attanagliare tutt'Italia, possiamo permettere che al governo della terza città di Italia ci sia un passacarte, tra l'altro pagato bene con circa 12.500 euro mensile?
MANFREDI SVEGLIA, NAPOLI NON PUÒ ASPETTARE!

immagine @ilgiorno




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Di Antonio Luongo

Da sempre nella storia qualsiasi "crisi" non colpisce tutti in modo uguale. Meno reddito hai più sei esposto a rischi sociali perché il margine per cavartela e sopportare un qualsiasi aumento di prezzi è minore, anzi probabilmente inesistente.

1️⃣ Più sei povero, più paghi la crisi.
2️⃣ Più vivi in un territorio in difficoltà socio-economiche, più avresti bisogno di servizi pubblici, di Stato, per sopportare la crisi e non dover reperire sul mercato, pagando di tasca tua, i servizi essenziali (sanità, mobilità, assistenza agli anziani o agli infanti).
➡️ Sommate queste condizioni e vi renderete conto che chi vive al #Sud la crisi la paga tripla: perché ha meno reddito, perché ha meno servizi e perché in tempo di crisi queste condizioni impattano in modo direttamente proporzionale alle possibilità economiche e generano un circolo vizioso:
❗❗❗PIU' SEI POVERO, PIÙ POVERO DIVENTERAI
Eppure solo il Partito del Sud ha il coraggio di raccontare questo punto di vista scomodo. Anche la posizione di presunti partiti di sinistra è annacquata.
La risposta dello Stato è fingere di non vedere. La risposta di #Draghi è fottersene; ricordate le sue parole: quelle del Sud erano "sterili rivendicazioni".
Aspettiamo forse che il supporto alle famiglie in difficoltà arrivi dalla Camorra spa?
E così oggi con l'inflazione che galoppa al +7%, e il governo che regala qualche spicciolo, leggiamo dei primi provvedimenti collegati al "salva Napoli", che non per nulla qualche tempo fa ribattezzai strozza Napoli":

🔴Asili nido concessi in gestione ai privati
🔴Riscossione tributi concessa in gestione ai privati.
🔴Prestito statale non erogabile per la spesa corrente (quella che a un Comune serve a pagare personale e servizi.

Sindaco e giunta approvano e non battono ciglio.
IN PAROLE POVERE MANFREDI, VOTATO PER FARE IL SINDACO, ALTRO NON FA CHE IL COMMISSARIO DI DRAGHI, al solo scopo di evitare tirate d'orecchi europee sul #PNRR. Ad un anno dell'elezione voi avete notizia di qualche iniziativa per provare a risollevare la città?
Di che morte moriranno i concittadini evidentemente non è affar suo.
Ma ora che la crisi inizia ad attanagliare tutt'Italia, possiamo permettere che al governo della terza città di Italia ci sia un passacarte, tra l'altro pagato bene con circa 12.500 euro mensile?
MANFREDI SVEGLIA, NAPOLI NON PUÒ ASPETTARE!

immagine @ilgiorno




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mercoledì 1 giugno 2022

Natale Cuccurese: “L’asse Carfagna-Ambrosetti privatizza la questione meridionale”



Dietro la retorica imbonitrice del Governo dei “migliori” sullo storico divario tra Nord e Sud Italia, in realtà, si celano gli interessi dei gruppi imprenditoriali settentrionali, che, grazie alla regia della Ministra per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna da Salerno, si apprestano a trarre profitti dalla “nuova questione meridionale”.

Questo, in estrema sintesi, l’allarme lanciato tramite social dal Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

Nel convegno di Sorrento, – ha osservato Cuccurese – una specie di ‘sagra del piatto di lenticchie’ tutta a vantaggio di prenditori, think tank, multinazionali, politicanti in cerca di visibilità in vista delle prossime elezioni, lobby, multiutility, tutti/e del Nord, evidentemente al fine di ‘svendere’ gli ultimi asset del Mezzogiorno partendo dal settore energetico, Mara Carfagna, sostituendo la Svimez con il forum Ambrosetti, ha dato forse inizio ad una nuova stagione di sfruttamento per il Mezzogiorno, ovvero alla privatizzazione della Questione Meridionale”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese


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Dietro la retorica imbonitrice del Governo dei “migliori” sullo storico divario tra Nord e Sud Italia, in realtà, si celano gli interessi dei gruppi imprenditoriali settentrionali, che, grazie alla regia della Ministra per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna da Salerno, si apprestano a trarre profitti dalla “nuova questione meridionale”.

Questo, in estrema sintesi, l’allarme lanciato tramite social dal Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

Nel convegno di Sorrento, – ha osservato Cuccurese – una specie di ‘sagra del piatto di lenticchie’ tutta a vantaggio di prenditori, think tank, multinazionali, politicanti in cerca di visibilità in vista delle prossime elezioni, lobby, multiutility, tutti/e del Nord, evidentemente al fine di ‘svendere’ gli ultimi asset del Mezzogiorno partendo dal settore energetico, Mara Carfagna, sostituendo la Svimez con il forum Ambrosetti, ha dato forse inizio ad una nuova stagione di sfruttamento per il Mezzogiorno, ovvero alla privatizzazione della Questione Meridionale”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese


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giovedì 26 maggio 2022

FUORI DALLA GUERRA. AUMENTARE SALARI E SPESA SOCIALE


Di Antonio Luongo

Sono mesi che l'Italia si comporta come un paese co-belligerante nascondendosi dietro la giustificazione della solidarietà al popolo ucraino.

Sull'adesione sostanziale ad una guerra di fatto abbiamo già espresso la nostra totale condanna. Il comportamento vassallo nei confronti dei diktat americani da parte di Italia e Europa ha già trasformato un conflitto regionale in una potenziale guerra mondiale.
In più, nel nostro caso, in totale disprezzo della Costituzione Italiana.
Con la guerra ci portiamo a casa anche un rischio molto più concreto, vicino ed ugualmente drammatico: quello della crisi economica. L'aumento dei costi energetici ha triplicato i prezzi delle utenze delle famiglie italiane. L'ISTAT parla di aumento di spesa media a famiglia per circa 2.500 euro all'anno.
Aggiungiamoci la crisi di interi settori e decine aziende che vacillano e rischiano la chiusura.
È realtà inconfutabile.
Vorrei dire al nostro Parlamento e al governo: se questo avete voluto, ora quanto meno gestite le conseguenze!
L'elemosina governativa con un una tantum di 200 euro è evidentemente una trovata di mera facciata, di fronte alle cifre di cui parlo
È chiaro che serve una presa di posizione netta del governo Draghi che non può limitarsi a fare il decisionista solo per aumentare le spese militari.
Se nulla si può fare per interrompere il conflitto, allora prendiamone atto e attiviamo un piano di sostegno alle famiglie italiane, rimoduliamo la prospettiva strategica del governo.
In questo regime di debolezza e di scarsa tenuta, voi immaginate cosa potrebbe accadere se il governo insistesse su “Ddl Concorrenza” in combinato disposto con l'Autonomia Differenziata?
Si innesterebbe un circuito vizioso che toglierebbe alle zone più deboli del paese qualsiasi tipo di tutela, immettendo sul mercato privato servizi e cittadini senza alcuna tutela. Parliamo di privatizzazioni che hanno un peso enorme nella vita di tutti i giorni come trasporti, acqua, servizi sociali.
Chi è già povero diventerebbe ancora più povero, ancora più marginale in una società che già oggi se ne frega di chi non tiene il passo.
Botte piena e moglie ubriaca non si possono avere. Se l'Italia non é stata in grado di fare nulla per la pace, allora sia coerente: siamo in guerra e un popolo in guerra non si mette a sperimentare riforme così rischiose, con un così elevato costo sociale.
Non si gioca sulla carne viva dei cittadini. Io e il Partito del Sud saremo sempre in piazza a rivendicare questi diritti!









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Di Antonio Luongo

Sono mesi che l'Italia si comporta come un paese co-belligerante nascondendosi dietro la giustificazione della solidarietà al popolo ucraino.

Sull'adesione sostanziale ad una guerra di fatto abbiamo già espresso la nostra totale condanna. Il comportamento vassallo nei confronti dei diktat americani da parte di Italia e Europa ha già trasformato un conflitto regionale in una potenziale guerra mondiale.
In più, nel nostro caso, in totale disprezzo della Costituzione Italiana.
Con la guerra ci portiamo a casa anche un rischio molto più concreto, vicino ed ugualmente drammatico: quello della crisi economica. L'aumento dei costi energetici ha triplicato i prezzi delle utenze delle famiglie italiane. L'ISTAT parla di aumento di spesa media a famiglia per circa 2.500 euro all'anno.
Aggiungiamoci la crisi di interi settori e decine aziende che vacillano e rischiano la chiusura.
È realtà inconfutabile.
Vorrei dire al nostro Parlamento e al governo: se questo avete voluto, ora quanto meno gestite le conseguenze!
L'elemosina governativa con un una tantum di 200 euro è evidentemente una trovata di mera facciata, di fronte alle cifre di cui parlo
È chiaro che serve una presa di posizione netta del governo Draghi che non può limitarsi a fare il decisionista solo per aumentare le spese militari.
Se nulla si può fare per interrompere il conflitto, allora prendiamone atto e attiviamo un piano di sostegno alle famiglie italiane, rimoduliamo la prospettiva strategica del governo.
In questo regime di debolezza e di scarsa tenuta, voi immaginate cosa potrebbe accadere se il governo insistesse su “Ddl Concorrenza” in combinato disposto con l'Autonomia Differenziata?
Si innesterebbe un circuito vizioso che toglierebbe alle zone più deboli del paese qualsiasi tipo di tutela, immettendo sul mercato privato servizi e cittadini senza alcuna tutela. Parliamo di privatizzazioni che hanno un peso enorme nella vita di tutti i giorni come trasporti, acqua, servizi sociali.
Chi è già povero diventerebbe ancora più povero, ancora più marginale in una società che già oggi se ne frega di chi non tiene il passo.
Botte piena e moglie ubriaca non si possono avere. Se l'Italia non é stata in grado di fare nulla per la pace, allora sia coerente: siamo in guerra e un popolo in guerra non si mette a sperimentare riforme così rischiose, con un così elevato costo sociale.
Non si gioca sulla carne viva dei cittadini. Io e il Partito del Sud saremo sempre in piazza a rivendicare questi diritti!









sabato 21 maggio 2022

Natale Cuccurese: “Al Sud le prediche, alle Università del Nord i soldi”

Non è trascorsa neanche una settimana dal Forum sorrentino “Vieni al Sud” promosso dalla Ministra per il Sud e la coesione sociale Mara Carfagna da Salerno che si copre che quello che, grazie ai presunti miracoli di “Santo” Mario Draghi da Roma, è stato propagandisticamente presentato come il “Mezzogiorno capitale del nuovo mondo” continua, invece, a subire “scippi” su “scippi” a tutto vantaggio dell’oramai famigerata locomotiva Nord.

Sul tema è intervenuto il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che, tramite i canali social, ha denunciato: “Fondi alle Università, Sud penalizzato dal meccanismo iniquo che premia un Nord già ricco. Continuano così le prediche a vuoto, come quella del Forum di Sorrento, sulla volontà di fare sviluppare il Mezzogiorno, mentre si procede come sempre quando si tratta di passare dalle parole ai fatti privilegiando una parte, la solita”. “Il sistema – ha concluso Cuccurese – ricalca quello aberrante degli asili nido per cui i soldi pubblici vanno alle realtà in cui le strutture già esistono”.

Insomma, altro che “Mezzogiorno capitale del nuovo mondo”. Purtroppo, il Sud continua ad essere trattato, invece, come la solita colonia estrattiva interna di risorse ad opera di un sistema Nord sempre più bulimico.

Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese




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Non è trascorsa neanche una settimana dal Forum sorrentino “Vieni al Sud” promosso dalla Ministra per il Sud e la coesione sociale Mara Carfagna da Salerno che si copre che quello che, grazie ai presunti miracoli di “Santo” Mario Draghi da Roma, è stato propagandisticamente presentato come il “Mezzogiorno capitale del nuovo mondo” continua, invece, a subire “scippi” su “scippi” a tutto vantaggio dell’oramai famigerata locomotiva Nord.

Sul tema è intervenuto il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che, tramite i canali social, ha denunciato: “Fondi alle Università, Sud penalizzato dal meccanismo iniquo che premia un Nord già ricco. Continuano così le prediche a vuoto, come quella del Forum di Sorrento, sulla volontà di fare sviluppare il Mezzogiorno, mentre si procede come sempre quando si tratta di passare dalle parole ai fatti privilegiando una parte, la solita”. “Il sistema – ha concluso Cuccurese – ricalca quello aberrante degli asili nido per cui i soldi pubblici vanno alle realtà in cui le strutture già esistono”.

Insomma, altro che “Mezzogiorno capitale del nuovo mondo”. Purtroppo, il Sud continua ad essere trattato, invece, come la solita colonia estrattiva interna di risorse ad opera di un sistema Nord sempre più bulimico.

Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese




mercoledì 18 maggio 2022

Forum del Sud: come ti finanzio il Nord

 di Natale Cuccurese

Con la foto fra il sorridente ministro Brunetta (il più acerrimo nemico del South working) che ha dichiarato che non c’è una questione meridionale, ma mediterranea e la ministra Gelmini, che sul tavolo nazionale vuole mettere in “soffitta” i LEP (Livelli essenziali delle prestazioni) a proposito di Autonomia differenziata (sul tema segnalo l’interrogazione da poco presentata dalla Capogruppo di ManifestA alla Camera, On. Simona Suriano, realizzata in collaborazione con il Laboratorio la Riscossa del Sud), la ministra del Sud Carfagna ci ha deliziato il fine settimana organizzando il Forum del Sud di Sorrento.

Una specie di “sagra del piatto di lenticchie” tutta a vantaggio di prenditori, think tank, multinazionali, politicanti in cerca di visibilità in vista delle prossime elezioni, lobby, multiutility, tutti/e del Nord, evidentemente al fine di “svendere” gli ultimi asset del Mezzogiorno partendo dal settore energetico, in questo momento quanto mai prezioso. Intendiamoci, è sempre bene che il Governo si interessi al Mezzogiorno e ne discuta, ma indicare i rigassificatori come priorità non pare proprio il massimo.

Particolarmente preoccupante il riferimento alla “sostituzione da parte della cabina di regia delle amministrazioni lente o inadempienti” a proposito di PNRR. Eppure da mesi denunciamo la situazione delle amministrazioni del Sud in condizioni di emergenza, con poco personale tecnico e impossibilitate a rispettati i tempi stretti richiesti nella presentazione dei progetti, causa i tagli imposti dai governi da più di un decennio causa austerity e spending review. Tagli che hanno colpito in misura molto maggiore le amministrazioni del Sud.

Inutile richiamare i poteri sostitutivi previsti dall’art. 120 di una Costituzione che con tutta evidenza non è più in vigore da tempo in Italia. Certo sarebbe stato carino avvisare i cittadini che, per i fondi del PNRR, fra bandi che spariscono, allocazioni che cambiano, criteri che mancano, sarà molto difficile raggiungere quel 40% di fondi destinati al Mezzogiorno dal totale di 191,5 miliardi in arrivo dalla UE. Percentuale che la ministra del Sud però continua a ripetere che arriverà a destinazione, come un mantra autoassolutorio. Questo a maggior ragione se improvvisamente le “ferree” regole del PNRR, oggi con la guerra in Ucraina, pare diventino carta straccia. Si finanzieranno infatti anche opere inquinanti legate a petrolio e gas, ovviamente partendo dai nuovi rigassificatori da collocarsi nel Mezzogiorno, così come detto dalla ministra Carfagna a Sorrento. E la transizione ecologica? Ma, figuriamoci, il Sud dietro le belle parole, è solo e come sempre visto esclusivamente come colonia estrattiva e se si inquina e sfrutta, poco male.

Eppure il ministro Franco ha snocciolato tutte le problematiche che da sempre affliggono il Mezzogiorno e che da sempre denunciamo e nel suo caso non è neppure la prima volta. Problematiche che con tutta evidenza sono quindi ben conosciute dal Governo, quello che manca sono le soluzioni o forse la volontà di ricercarle e applicarle. Dice infatti il ministro Franco: “Il PIL pro capite è al Sud il 55% di quello del Nord. È un divario enorme”. Per conseguire tassi di crescita più robusti è cruciale imprimere una forte accelerazione all’economia del Mezzogiorno e riavviare la convergenza tra le due aree del Paese. Il PNRR è un’opportunità nuova”, ma da solo non basta. Bisogna utilizzare tutti i fondi a disposizione e “saper spendere” le risorse, con una capacità “adeguata” di realizzare i progetti. L’ampiezza dei divari e il loro perdurare nel tempo indicano che i ritardi del Mezzogiorno non possono essere riassorbiti solo con un piano di 6 anni, per quanto ben congegnato. Il PNRR è fondamentale, ma non basta, dobbiamo esserne consapevoli. Per un tema di questa portata serve una strategia politica economica del Paese che utilizzi tutti gli strumenti a disposizione. A partire dai Fondi strutturali europei e dai fondi Sviluppo e coesione in un’ottica di complementarietà che vada oltre l’orizzonte temporale del Piano.

Tutto corretto, ma tutte cose che se restano solo proclami, si rivelano per quello che sono: propaganda utile solo a dare speranze ai cittadini meridionali così da raccattare qualche “voto ingenuo”.

Infatti, resta evidente che a Sorrento ha giocato a tutto campo, ma sempre a favore del Partito Unico del Nord, la ministra del Sud Mara Carfagna. Incalzata (come raramente accade) dalle domande dei giornalisti, ha rassicurato su ogni fronte, spostando l’arrivo di fondi per il Sud in un prossimo immaginifico futuro, ma garantendo sempre e comunque la quota del 40% al Sud, mentre le dichiarazioni del presidente Mario Draghi, che ha affermato di evitare le “pigre interpretazioni sul Sud” sono consolatorie, ma bisogna capire, appunto, se saranno foriere di iniziative concrete anche sulle infrastrutture, dato che adesso il Mezzogiorno è visto come hub del gas, anche questo principalmente nell’interesse del Nord, data la crisi in corso. Comunque, nel caso, ben vengano infrastrutture e collegamenti migliori che si aspettavano da decenni, anche se ancora una volta si nota il disinteresse riguardo le vocazioni produttive del Mezzogiorno.

Manca ad esempio dal dibattito il potenziamento della capacità produttiva di industria e servizi avanzati al Sud. Il PNRR destina a questo risorse per oltre 13 miliardi a Industria 4.0, che sarà utilizzata in larga parte al Nord, nei soli territori della cosiddetta “locomotiva”. Bisognerebbe accompagnare la transizione digitale ed energetica, non coi rigassificatori, ma con grandi iniziative di politiche pubbliche favorendo la nascita di occupazione di qualità nel Meridione. Non a caso tra le cinque Regioni di Paesi europei nelle quali il tasso d’occupazione è peggiore, ben 4, secondo i dati Eurostat di dieci giorni fa, sono italiane. Si tratta, nell’ordine, di Sicilia (con un tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni del 41,1%), Campania (41,3%), Calabria (42%) e Puglia (46,7%), mentre il tasso medio per l’Ue a 27 è del 68,4%. Assieme alle quattro regioni italiane c’è anche la Guyana francese, che si trova però in Sudamerica, a testimoniare la condizione coloniale che affligge il Sud. Così si favoriscono solo la fuga dei cervelli e la desertificazione demografica.

Non a caso pochi giorni fa il presidente della SVIMEZ, Adriano Giannola ha denunciato senza mezzi termini un’altra emergenza: “I bandi PNRR sulla scuola sono anti-costituzionali”. Per poi continuare: “Quando lo Stato individua un’esigenza su un diritto fondamentale, che sia la salute come l’istruzione, non può mica mettere a gara la sua attuazione mettendo in competizione gli enti locali. È lo Stato che deve organizzare l’offerta dei servizi”.

Inoltre, senza tanti giri di parole, sempre Giannola ha dichiarato: “C’è un concetto da sbattere in faccia al governo finché non lo comprende: il suo ruolo non è l’arbitro che garantisce il rispetto delle regole, è quello del regista, che individua i fabbisogni e poi coordina le risorse del Paese per realizzare i servizi dove necessario”.

L’immagine più distorta che arriva da Sorrento è ancora quella leghista, cioè del Meridione come un luogo d’elezione dell’impiego pubblico, mentre come detto abbiamo il problema opposto: le strutture statali del Sud sono sotto organico e andrebbero potenziate. Bisognerebbe assumere negli uffici di programmazione come negli asili, mentre il MIUR formula una norma che scaverà un enorme fossato tra università del Nord e del Sud. E così, come da decenni, ancora si parla per il solo Mezzogiorno di investimenti a rischio mafie, pericolo sicuramente vero, ma anche al Nord le mafie sono ben presenti come dimostra, fra gli altri il processo AEmilia. E poi, diciamocelo, perché discriminare e penalizzare solo i territori del Sud quando “la linea della palma” ha da tempo scavalcato le Alpi. Ma, poi, queste mafie non dovrebbe sconfiggerle lo Stato?! Perché non lo fa?!

Fonte: Transform!italia



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 di Natale Cuccurese

Con la foto fra il sorridente ministro Brunetta (il più acerrimo nemico del South working) che ha dichiarato che non c’è una questione meridionale, ma mediterranea e la ministra Gelmini, che sul tavolo nazionale vuole mettere in “soffitta” i LEP (Livelli essenziali delle prestazioni) a proposito di Autonomia differenziata (sul tema segnalo l’interrogazione da poco presentata dalla Capogruppo di ManifestA alla Camera, On. Simona Suriano, realizzata in collaborazione con il Laboratorio la Riscossa del Sud), la ministra del Sud Carfagna ci ha deliziato il fine settimana organizzando il Forum del Sud di Sorrento.

Una specie di “sagra del piatto di lenticchie” tutta a vantaggio di prenditori, think tank, multinazionali, politicanti in cerca di visibilità in vista delle prossime elezioni, lobby, multiutility, tutti/e del Nord, evidentemente al fine di “svendere” gli ultimi asset del Mezzogiorno partendo dal settore energetico, in questo momento quanto mai prezioso. Intendiamoci, è sempre bene che il Governo si interessi al Mezzogiorno e ne discuta, ma indicare i rigassificatori come priorità non pare proprio il massimo.

Particolarmente preoccupante il riferimento alla “sostituzione da parte della cabina di regia delle amministrazioni lente o inadempienti” a proposito di PNRR. Eppure da mesi denunciamo la situazione delle amministrazioni del Sud in condizioni di emergenza, con poco personale tecnico e impossibilitate a rispettati i tempi stretti richiesti nella presentazione dei progetti, causa i tagli imposti dai governi da più di un decennio causa austerity e spending review. Tagli che hanno colpito in misura molto maggiore le amministrazioni del Sud.

Inutile richiamare i poteri sostitutivi previsti dall’art. 120 di una Costituzione che con tutta evidenza non è più in vigore da tempo in Italia. Certo sarebbe stato carino avvisare i cittadini che, per i fondi del PNRR, fra bandi che spariscono, allocazioni che cambiano, criteri che mancano, sarà molto difficile raggiungere quel 40% di fondi destinati al Mezzogiorno dal totale di 191,5 miliardi in arrivo dalla UE. Percentuale che la ministra del Sud però continua a ripetere che arriverà a destinazione, come un mantra autoassolutorio. Questo a maggior ragione se improvvisamente le “ferree” regole del PNRR, oggi con la guerra in Ucraina, pare diventino carta straccia. Si finanzieranno infatti anche opere inquinanti legate a petrolio e gas, ovviamente partendo dai nuovi rigassificatori da collocarsi nel Mezzogiorno, così come detto dalla ministra Carfagna a Sorrento. E la transizione ecologica? Ma, figuriamoci, il Sud dietro le belle parole, è solo e come sempre visto esclusivamente come colonia estrattiva e se si inquina e sfrutta, poco male.

Eppure il ministro Franco ha snocciolato tutte le problematiche che da sempre affliggono il Mezzogiorno e che da sempre denunciamo e nel suo caso non è neppure la prima volta. Problematiche che con tutta evidenza sono quindi ben conosciute dal Governo, quello che manca sono le soluzioni o forse la volontà di ricercarle e applicarle. Dice infatti il ministro Franco: “Il PIL pro capite è al Sud il 55% di quello del Nord. È un divario enorme”. Per conseguire tassi di crescita più robusti è cruciale imprimere una forte accelerazione all’economia del Mezzogiorno e riavviare la convergenza tra le due aree del Paese. Il PNRR è un’opportunità nuova”, ma da solo non basta. Bisogna utilizzare tutti i fondi a disposizione e “saper spendere” le risorse, con una capacità “adeguata” di realizzare i progetti. L’ampiezza dei divari e il loro perdurare nel tempo indicano che i ritardi del Mezzogiorno non possono essere riassorbiti solo con un piano di 6 anni, per quanto ben congegnato. Il PNRR è fondamentale, ma non basta, dobbiamo esserne consapevoli. Per un tema di questa portata serve una strategia politica economica del Paese che utilizzi tutti gli strumenti a disposizione. A partire dai Fondi strutturali europei e dai fondi Sviluppo e coesione in un’ottica di complementarietà che vada oltre l’orizzonte temporale del Piano.

Tutto corretto, ma tutte cose che se restano solo proclami, si rivelano per quello che sono: propaganda utile solo a dare speranze ai cittadini meridionali così da raccattare qualche “voto ingenuo”.

Infatti, resta evidente che a Sorrento ha giocato a tutto campo, ma sempre a favore del Partito Unico del Nord, la ministra del Sud Mara Carfagna. Incalzata (come raramente accade) dalle domande dei giornalisti, ha rassicurato su ogni fronte, spostando l’arrivo di fondi per il Sud in un prossimo immaginifico futuro, ma garantendo sempre e comunque la quota del 40% al Sud, mentre le dichiarazioni del presidente Mario Draghi, che ha affermato di evitare le “pigre interpretazioni sul Sud” sono consolatorie, ma bisogna capire, appunto, se saranno foriere di iniziative concrete anche sulle infrastrutture, dato che adesso il Mezzogiorno è visto come hub del gas, anche questo principalmente nell’interesse del Nord, data la crisi in corso. Comunque, nel caso, ben vengano infrastrutture e collegamenti migliori che si aspettavano da decenni, anche se ancora una volta si nota il disinteresse riguardo le vocazioni produttive del Mezzogiorno.

Manca ad esempio dal dibattito il potenziamento della capacità produttiva di industria e servizi avanzati al Sud. Il PNRR destina a questo risorse per oltre 13 miliardi a Industria 4.0, che sarà utilizzata in larga parte al Nord, nei soli territori della cosiddetta “locomotiva”. Bisognerebbe accompagnare la transizione digitale ed energetica, non coi rigassificatori, ma con grandi iniziative di politiche pubbliche favorendo la nascita di occupazione di qualità nel Meridione. Non a caso tra le cinque Regioni di Paesi europei nelle quali il tasso d’occupazione è peggiore, ben 4, secondo i dati Eurostat di dieci giorni fa, sono italiane. Si tratta, nell’ordine, di Sicilia (con un tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni del 41,1%), Campania (41,3%), Calabria (42%) e Puglia (46,7%), mentre il tasso medio per l’Ue a 27 è del 68,4%. Assieme alle quattro regioni italiane c’è anche la Guyana francese, che si trova però in Sudamerica, a testimoniare la condizione coloniale che affligge il Sud. Così si favoriscono solo la fuga dei cervelli e la desertificazione demografica.

Non a caso pochi giorni fa il presidente della SVIMEZ, Adriano Giannola ha denunciato senza mezzi termini un’altra emergenza: “I bandi PNRR sulla scuola sono anti-costituzionali”. Per poi continuare: “Quando lo Stato individua un’esigenza su un diritto fondamentale, che sia la salute come l’istruzione, non può mica mettere a gara la sua attuazione mettendo in competizione gli enti locali. È lo Stato che deve organizzare l’offerta dei servizi”.

Inoltre, senza tanti giri di parole, sempre Giannola ha dichiarato: “C’è un concetto da sbattere in faccia al governo finché non lo comprende: il suo ruolo non è l’arbitro che garantisce il rispetto delle regole, è quello del regista, che individua i fabbisogni e poi coordina le risorse del Paese per realizzare i servizi dove necessario”.

L’immagine più distorta che arriva da Sorrento è ancora quella leghista, cioè del Meridione come un luogo d’elezione dell’impiego pubblico, mentre come detto abbiamo il problema opposto: le strutture statali del Sud sono sotto organico e andrebbero potenziate. Bisognerebbe assumere negli uffici di programmazione come negli asili, mentre il MIUR formula una norma che scaverà un enorme fossato tra università del Nord e del Sud. E così, come da decenni, ancora si parla per il solo Mezzogiorno di investimenti a rischio mafie, pericolo sicuramente vero, ma anche al Nord le mafie sono ben presenti come dimostra, fra gli altri il processo AEmilia. E poi, diciamocelo, perché discriminare e penalizzare solo i territori del Sud quando “la linea della palma” ha da tempo scavalcato le Alpi. Ma, poi, queste mafie non dovrebbe sconfiggerle lo Stato?! Perché non lo fa?!

Fonte: Transform!italia



 
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