sabato 19 novembre 2011

Toronto. Tavolata con Pino Aprile,Damiano, Tony Nardi,Antonino ( II )


http://www.youtube.com/watch?v=ulQZz0w5ew4&feature=channel_video_title

Al Bar Novecento,dopo il bel convegno del Columbus Center, a parlare e discutere.

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http://www.youtube.com/watch?v=ulQZz0w5ew4&feature=channel_video_title

Al Bar Novecento,dopo il bel convegno del Columbus Center, a parlare e discutere.

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venerdì 18 novembre 2011

Toronto. Al Bar Novecento con Tony Nardi, Antonino, Damiano, Rocco e pino aprile


http://www.youtube.com/watch?v=EANLtEdEH8k&feature=channel_video_title

Dopo il convegno al Columbuis center ci siamo ritrovati al bar Novecento e abbiamo parlato del più e del meno...


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http://www.youtube.com/watch?v=EANLtEdEH8k&feature=channel_video_title

Dopo il convegno al Columbuis center ci siamo ritrovati al bar Novecento e abbiamo parlato del più e del meno...


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Intervista a Nik Mancuso (II) e Rocco Galati


http://www.youtube.com/watch?v=XPid9UggFkc

A Toronto ho incontrato Tony Nardi, Nik Mancuso, Rocco Galati, Tonu Figliano. Io e Pino aprile siamo rimasti scioccati dalla loro preparazione professionale,dalla loro cultura. Non hanno mai dimenticato le loro origini calabresi, sono fieri di essere nati nella terra ci Cassiodoro, di Tommaso Campanella. Ascoltate l'intervista, diffondetela a tutti i nostri compatrioti.

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http://www.youtube.com/watch?v=XPid9UggFkc

A Toronto ho incontrato Tony Nardi, Nik Mancuso, Rocco Galati, Tonu Figliano. Io e Pino aprile siamo rimasti scioccati dalla loro preparazione professionale,dalla loro cultura. Non hanno mai dimenticato le loro origini calabresi, sono fieri di essere nati nella terra ci Cassiodoro, di Tommaso Campanella. Ascoltate l'intervista, diffondetela a tutti i nostri compatrioti.

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giovedì 17 novembre 2011

Antonio Ciano intervista Nik Mancuso ( I )


http://www.youtube.com/watch?v=hgC-jNHJ2_4

Nicodemo Antonio Massimo Mancuso è nato in Italia, segnatamente a Mammola, in provincia di Reggio Calabria, il 29 maggio 1948.

Nel 1956[2], si trasferisce con la madre e la sorella[3] in Canada, a Toronto, dove a 16 anni inizia a dedicarsi alla recitazione[4].

Dopo gli studi in psicologia all'Universià di Toronto[2], agli inizi degli anni settanta, inizia ad esibirsi nei teatri del Nord America, in opere scritte dai drammaturghi Tennessee Williams, Michael Ondaatje ed Israel Horowitz.[3][4]

Nel 1974, inizia la propria carriera televisiva, recitando in Doctor Simon Locke e Red Emma.[5] Nello stesso anno, esordisce anche nel grande schermo con il film horror Un Natale rosso sangue (Black Christmas).[5]

Nel 1982, vince un Genie Award per la sua interpretazione in Ticket to Heaven[2][4], interpretazione giudicata dal Los Angeles Times come una delle migliori del decennio.[4]

Nel 1985, rifiuta l'invito, fattogli da Charlton Heston, di diventare membro dell'Academy of Motion Pictures Arts and Sciences, rifiuto che giustifica con delle motivazioni di ordine "filosofico".[4]

Nel 1990, è tra i protagonisti della miniserie televisiva Donna d'onore (Vendetta: Secrets of a Mafia Bride), al fianco di Carol Alt (che ritroverà anche nel film La profezia del 1999.[6]), Eli Wallach ed Eric Roberts.[7]

Recita quindi, tra l'altro, nei film Ballando alla luna di settembre (2002), La terra del ritorno, In the Mix - In mezzo ai guai (2005), ecc.[6]
Filmografia parziale [modifica]
Attore [modifica] 1974: Doctor Simon Locke (TV, 1 episodio) 1974: Red Emma (TV) 1974: Un Natale rosso sangue (Black Christmas) 1979: Le ali della notte 1980: La nave fantasma 1981: Ticket to Heaven 1982: I predatori della vena d'oro 1983: Marie Chapdelaine 1984: Una storia a Los Angeles (Heartbreakers) 1986: L'angelo e il diavolo 1987: Obiettivo amore (TV) 1990: Una stretta al cuore 1991: Donna d'onore (Vendetta: Secrets of a Mafia Bride, miniserie televisiva) 1991: Vacanza con il morto 1992: Drago d'acciaio 1992: Trappola in alto mare 1993: Cartoline dal Vietnam 1993: Reparto farfalle 1994: Occhi sul delitto 1995: Uno yankee alla corte di Re Artù 1996: Il prezzo dell'inganno 1997: Legami pericolosi 1997: The Invader - Il futuro arriva dallo spazio, di Mark Rosman 1998: Razza omicida (Perfect Assassins, TV) 1998: Per amore di Evangeline, di Tymothy Bond 1999: La profezia 2001: Avalanche Alley - Inferno di ghiaccio , di Paul Ziller 2002: Ballando alla luna di settembre 2003: Firestorm 2003: Catastrofe dal cielo (Bolts of Destruction, TV), di Brenton Spencer 2004: Il sogno di Holly (TV) 2004: La terra del ritorno 2005: In the Mix - In mezzo ai guai 2005: Today You Die , di Don E. FauntLeRoy 2006: Night of Terror, di William Tannen 2009: Death Warrior

Produttore [modifica] 2009: Lost Soul 2010: The Last Gamble

Premi & riconoscimenti [modifica] 1982: Genie Award come miglior attore protagonista per Ticket to Heaven 1982: premio come miglior attore allo Houston Film Festival per Ticket to Heaven 1982: premio come miglior attore al Taormina Film Festival per Ticket to Heaven 1982: premio come miglior attore dell'Academy of Family Films and Family Television per Ticket to Heaven 1984: nomination al Genie Award per il film Maria Chapdelaine 1986: premio come miglior attore allo Houston Film Festival per Una storia a Los Angeles

Note [modifica] ^ Nick Mancuso Italy: Biografia ^ a b c d cfr. Actor Database: Nick Mancuso - Biography ^ a b c cfr. The Canadian Encyclopedia: Nick Mancuso ^ a b c d e f g cfr. Nick Mancuso Official Website: Biography ^ a b c cfr. Internet Movie Database: Nick Mancuso ^ a b cfr. Film TV: Nick Mancuso ^ cfr. Internet Movie Database: Vendetta: Secrets of a Mafia Bride

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http://www.youtube.com/watch?v=hgC-jNHJ2_4

Nicodemo Antonio Massimo Mancuso è nato in Italia, segnatamente a Mammola, in provincia di Reggio Calabria, il 29 maggio 1948.

Nel 1956[2], si trasferisce con la madre e la sorella[3] in Canada, a Toronto, dove a 16 anni inizia a dedicarsi alla recitazione[4].

Dopo gli studi in psicologia all'Universià di Toronto[2], agli inizi degli anni settanta, inizia ad esibirsi nei teatri del Nord America, in opere scritte dai drammaturghi Tennessee Williams, Michael Ondaatje ed Israel Horowitz.[3][4]

Nel 1974, inizia la propria carriera televisiva, recitando in Doctor Simon Locke e Red Emma.[5] Nello stesso anno, esordisce anche nel grande schermo con il film horror Un Natale rosso sangue (Black Christmas).[5]

Nel 1982, vince un Genie Award per la sua interpretazione in Ticket to Heaven[2][4], interpretazione giudicata dal Los Angeles Times come una delle migliori del decennio.[4]

Nel 1985, rifiuta l'invito, fattogli da Charlton Heston, di diventare membro dell'Academy of Motion Pictures Arts and Sciences, rifiuto che giustifica con delle motivazioni di ordine "filosofico".[4]

Nel 1990, è tra i protagonisti della miniserie televisiva Donna d'onore (Vendetta: Secrets of a Mafia Bride), al fianco di Carol Alt (che ritroverà anche nel film La profezia del 1999.[6]), Eli Wallach ed Eric Roberts.[7]

Recita quindi, tra l'altro, nei film Ballando alla luna di settembre (2002), La terra del ritorno, In the Mix - In mezzo ai guai (2005), ecc.[6]
Filmografia parziale [modifica]
Attore [modifica] 1974: Doctor Simon Locke (TV, 1 episodio) 1974: Red Emma (TV) 1974: Un Natale rosso sangue (Black Christmas) 1979: Le ali della notte 1980: La nave fantasma 1981: Ticket to Heaven 1982: I predatori della vena d'oro 1983: Marie Chapdelaine 1984: Una storia a Los Angeles (Heartbreakers) 1986: L'angelo e il diavolo 1987: Obiettivo amore (TV) 1990: Una stretta al cuore 1991: Donna d'onore (Vendetta: Secrets of a Mafia Bride, miniserie televisiva) 1991: Vacanza con il morto 1992: Drago d'acciaio 1992: Trappola in alto mare 1993: Cartoline dal Vietnam 1993: Reparto farfalle 1994: Occhi sul delitto 1995: Uno yankee alla corte di Re Artù 1996: Il prezzo dell'inganno 1997: Legami pericolosi 1997: The Invader - Il futuro arriva dallo spazio, di Mark Rosman 1998: Razza omicida (Perfect Assassins, TV) 1998: Per amore di Evangeline, di Tymothy Bond 1999: La profezia 2001: Avalanche Alley - Inferno di ghiaccio , di Paul Ziller 2002: Ballando alla luna di settembre 2003: Firestorm 2003: Catastrofe dal cielo (Bolts of Destruction, TV), di Brenton Spencer 2004: Il sogno di Holly (TV) 2004: La terra del ritorno 2005: In the Mix - In mezzo ai guai 2005: Today You Die , di Don E. FauntLeRoy 2006: Night of Terror, di William Tannen 2009: Death Warrior

Produttore [modifica] 2009: Lost Soul 2010: The Last Gamble

Premi & riconoscimenti [modifica] 1982: Genie Award come miglior attore protagonista per Ticket to Heaven 1982: premio come miglior attore allo Houston Film Festival per Ticket to Heaven 1982: premio come miglior attore al Taormina Film Festival per Ticket to Heaven 1982: premio come miglior attore dell'Academy of Family Films and Family Television per Ticket to Heaven 1984: nomination al Genie Award per il film Maria Chapdelaine 1986: premio come miglior attore allo Houston Film Festival per Una storia a Los Angeles

Note [modifica] ^ Nick Mancuso Italy: Biografia ^ a b c d cfr. Actor Database: Nick Mancuso - Biography ^ a b c cfr. The Canadian Encyclopedia: Nick Mancuso ^ a b c d e f g cfr. Nick Mancuso Official Website: Biography ^ a b c cfr. Internet Movie Database: Nick Mancuso ^ a b cfr. Film TV: Nick Mancuso ^ cfr. Internet Movie Database: Vendetta: Secrets of a Mafia Bride

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L’altra verità storica dietro l’Unità d’Italia


«La questione meridionale ha radici storiche e lo Stato non è riuscito in questi anni ad affrontarla e risolverla»

Di CATERINA ROTUNNO
Fonte: CorriereCanadese.com

TORONTO - «Ci sono cose che nessuno ti dirà …sei nato nel Paese delle mezze verità». Così recita una canzone di successo di un cantautore italiano molto famoso tra i giovani. Quante volte la verità su fatti dolorosi, stragi, massacri, attentati è stata nascosta dalla logica del “segreto di Stato” che - come si legge dalla sua definizione - si tratta di un veto posto per “non danneggiare gravemente gli interessi di un Paese”. A volte anche l’analisi storica, a distanza di tanti anni, fa fatica a rivelare e a far conoscere certe verità perché contrastanti con i miti e con un credo storico ormai diffuso che compiace e soddisfa le masse popolari, dando versioni ricche di eroi buoni e di gesta indimenticabili. I segreti e le verità non dette hanno radici lontane per l’Italia e proprio i fatti relativi all’Unità del Paese del 1861 ne sono uno dei tanti esempi.
Questo è stato il tema del Convegno dal titolo “Operazione Terronia” che si è svolto a Toronto, la scorsa domenica 13 novembre presso Villa Colombo. Protagonisti di questo incontro il giornalista Pino Aprile e l’assessore al Comune di Gaeta, Antonio Ciano venuti direttamente dall’Italia, affiancati dall’avvocato Rocco Galati di Toronto che ha svolto un’interessante disamina dei fatti storici italiani di 150 anni fa alla luce degli attuali istituti della moderna giurisprudenza utilizzati per giudicare atti criminali avvenuti durante i conflitti di guerra. Moderatore del convegno e dell’acceso dibattito tenutosi nel pomeriggio tra i relatori e il pubblico presente, il giornalista e scrittore Antonio Nicaso.
Il titolo stesso del convegno ha preso lo spunto dal libro Terroni - Tutto quello che è stato fatto perché gli abitanti del Sud diventassero terroni di Pino Aprile, di recente pubblicazione, a cui si va ad aggiungere il libro I Savoia e il massacro del Sud, scritto da Antonio Ciano.
Al centro degli interventi dei relatori l’annosa “questione meridionale”, che ha le sue origini proprio nel momento in cui si voleva riunificare il territorio italiano diviso tra un Nord dominato dai Savoia e un Sud dove Ferdinando II di Borbone era il re delle Regno delle due Sicilie. «Non esiste un Paese al mondo - ha esordito Pino Aprile - dove ci sia una questione interna irrisolta che duri da così tanto tempo», riferendosi ad esempio a Paesi come l’Irlanda, che hanno saputo affrontare e risolvere problemi interni causati anch’essi da episodi storici di unificazioni dei territori.

Ma da dove prende origine questo dualismo che ancora oggi divide l’Italia tra un Nord ricco e industrializzato e un Sud povero e afflitto da seri problemi sociali, di delinquenza dove le organizzazioni della criminalità organizzata che vanno sotto vario nome con mafia, ndrangheta o camorra, la fanno da padroni?
Le tesi avanzate dai relatori del convegno hanno ribaltano completamente ciò a cui fino ad oggi eravamo stati abituati a credere, perché lo abbiamo appreso dai nostri insegnati, perché i libri scolastici hanno sempre scritto la storia in un certo modo e perché in tutti questi anni non c’è mai stata la volontà di “aggiornare” la verità storica. E perché ci sono «delle verità che fanno fatica ad affermarsi in quanto - dice Aprile - incompatibili con il potere». «Ma forse le oltre 250 mila copie vendute dal libro Terroni - afferma Antonio Ciano - sono il segnale che qualcosa sta cambiando e che il nostro Paese è pronto a conoscere un’altra verità storica».
Da documenti e analisi di studiosi risulta evidente che prima del 1861 non c’era nessun divario tra il Nord e il Sud dell’Italia ma, anzi, il meridione presentava una struttura economica, industriale e uno stato sociale superiore a quello dell’Italia settentrionale. Il prodotto interno lordo pro capite era uguale, così come la quantità degli addetti all’industria, con un numero leggermente più elevato per il Regno delle due Sicilie e con la presenza nelle fabbriche di molte donne. Identico anche il numero degli addetti al settore dell’agricoltura e del terziario. L’industria più sviluppata era quella metalmeccanica e tessile, mentre si contava la presenza di cantieri navali e flotte mercantili tra le più grandi e importanti d’Europa e del mondo. Il meridione d’Italia - prima del 1861 - aveva già un consolidato commercio internazionale e circa l’85% delle sue merci era destinato agli Stati Uniti e ai Paesi del Nord Europa. Già nel 1839 venne costruita la prima ferrovia a Napoli e per gli anni seguenti erano già stati prevista la costruzione di altri tratti ferroviari nell’area campana. «Il Sud d’Italia prima dell’unificazione - fa presente Antonio Ciano - aveva anche un sistema fiscale moderno e all’avanguardia per quell’epoca tanto che lo stesso Conte di Cavour aveva mandato a formare alcuni suoi ragionieri. Quattro erano le tasse che dovevano pagare i cittadini e il fenomeno dell’evasione era molto raro. Venivano realizzate numerose opere pubbliche - continua Ciano - con la costruzione di strade e bonifiche delle terre che poi venivano date in uso ai contadini. Esistevano centrali idroelettriche e l’elettricità era presente in molte case; molte di queste centrali furono distrutte dall’esercito dei Savoia e in tante zone si ritornò alle lampade a petrolio. Anche la scuola pubblica era molto efficiente insieme a numerose iniziative rivolte alla cultura all’arte e alla musica. Il teatro San Carlo venne costruito in 270 giorni e appena i piemontesi entrarono a Napoli lo chiusero immediatamente».

«Dopo il 1861, con l’unificazione del territorio italiano, si apre quella forbice tra nord e sud: per circa 12 anni il meridione d’Italia - ricorda Pino Aprile - è stato oggetto di razzie e ruberie da parte degli eserciti del Nord. Vengono uccisi e massacrati cittadini inermi. Viene rubato l’oro e ogni genere di prodotti della terra che gli eserciti raziavano al loro passaggio nelle campagne. La grande flotta mercantile, come quella dei Florio di Napoli, venne subito nordizzata. Inizia un processo di desertificazione del territorio: vengono chiuse tutte le fabbriche e i macchinari vengono portati al Nord. La prima tassa che viene messa dalla nuova autorità statale - continua Aprile - è una tassa sulla guerra, una guerra che gli abitanti non avevano certo voluto e per la quale dovevano pagare, secondo quanto aveva anche stabilito l’allora presidente della Confindustria, il genovese Costa che pretese che questi indennizzi andassero alle aziende del Nord. Quando successivamente Di Vittorio in Parlamento denunciò questa ingiustizia, Costa gli rispose che se volevano mangiare la gente del Sud poteva emigrare al nord».
Furono proprio in quegli anni che inizia, nelle terre del meridione d’Italia, il fenomeno dell’emigrazione praticamente inesistente prima del 1861. E sempre allora «inizia la “rabbia del sud” - tiene a precisare Antonio Ciano - con il fenomeno del brigantaggio, che può essere visto come un movimento partigiano della nostra gente che cercava di fronteggiare le barbarie e le stragi dell’esercito invasore dei Savoia».
«Il risultato e l’obiettivo del processo di unificazione del 1861 - secondo Pino Aprile - è stato quello di colonizzare il Sud dell’Italia ovvero creare un territorio che rispondesse alle caratteristiche tipiche di una colonia: nessuna produzione di beni e reddito creato attravero l’incremento spropositato dell’impiego pubblico, producendo quel fenomeno di ipertrofia amministrativa tipico di tutte le colonie ed ex-colonie. Tutto ciò va ad influire negativamente sull’efficienza facendo crescere nel contempo la corruzione. Per cui lo Stato procura alla popolazione il reddito necessario per comprare le sue merci ma, allo stesso tempo, attraverso il forte apparato brocratico mantiene un ampio controllo di tutto il sistema. Ma c’è un’industria che non può essere portata fuori ed è quella della violenza e coloro che tra la popolazione hanno “doti” particolari e sono senza scrupoli, sottomettono gli altri creando sistemi di organizzazioni criminali. Tutte le colonie ed ex colonie hanno sempre prodotto potenti mafie che sono appunto il risultato di grossi apparati burocratici, corruzione e assistenzialismo. E io conosco un Paese che è fatto così: è casa mia».

Fonte: CorriereCanadese.com


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«La questione meridionale ha radici storiche e lo Stato non è riuscito in questi anni ad affrontarla e risolverla»

Di CATERINA ROTUNNO
Fonte: CorriereCanadese.com

TORONTO - «Ci sono cose che nessuno ti dirà …sei nato nel Paese delle mezze verità». Così recita una canzone di successo di un cantautore italiano molto famoso tra i giovani. Quante volte la verità su fatti dolorosi, stragi, massacri, attentati è stata nascosta dalla logica del “segreto di Stato” che - come si legge dalla sua definizione - si tratta di un veto posto per “non danneggiare gravemente gli interessi di un Paese”. A volte anche l’analisi storica, a distanza di tanti anni, fa fatica a rivelare e a far conoscere certe verità perché contrastanti con i miti e con un credo storico ormai diffuso che compiace e soddisfa le masse popolari, dando versioni ricche di eroi buoni e di gesta indimenticabili. I segreti e le verità non dette hanno radici lontane per l’Italia e proprio i fatti relativi all’Unità del Paese del 1861 ne sono uno dei tanti esempi.
Questo è stato il tema del Convegno dal titolo “Operazione Terronia” che si è svolto a Toronto, la scorsa domenica 13 novembre presso Villa Colombo. Protagonisti di questo incontro il giornalista Pino Aprile e l’assessore al Comune di Gaeta, Antonio Ciano venuti direttamente dall’Italia, affiancati dall’avvocato Rocco Galati di Toronto che ha svolto un’interessante disamina dei fatti storici italiani di 150 anni fa alla luce degli attuali istituti della moderna giurisprudenza utilizzati per giudicare atti criminali avvenuti durante i conflitti di guerra. Moderatore del convegno e dell’acceso dibattito tenutosi nel pomeriggio tra i relatori e il pubblico presente, il giornalista e scrittore Antonio Nicaso.
Il titolo stesso del convegno ha preso lo spunto dal libro Terroni - Tutto quello che è stato fatto perché gli abitanti del Sud diventassero terroni di Pino Aprile, di recente pubblicazione, a cui si va ad aggiungere il libro I Savoia e il massacro del Sud, scritto da Antonio Ciano.
Al centro degli interventi dei relatori l’annosa “questione meridionale”, che ha le sue origini proprio nel momento in cui si voleva riunificare il territorio italiano diviso tra un Nord dominato dai Savoia e un Sud dove Ferdinando II di Borbone era il re delle Regno delle due Sicilie. «Non esiste un Paese al mondo - ha esordito Pino Aprile - dove ci sia una questione interna irrisolta che duri da così tanto tempo», riferendosi ad esempio a Paesi come l’Irlanda, che hanno saputo affrontare e risolvere problemi interni causati anch’essi da episodi storici di unificazioni dei territori.

Ma da dove prende origine questo dualismo che ancora oggi divide l’Italia tra un Nord ricco e industrializzato e un Sud povero e afflitto da seri problemi sociali, di delinquenza dove le organizzazioni della criminalità organizzata che vanno sotto vario nome con mafia, ndrangheta o camorra, la fanno da padroni?
Le tesi avanzate dai relatori del convegno hanno ribaltano completamente ciò a cui fino ad oggi eravamo stati abituati a credere, perché lo abbiamo appreso dai nostri insegnati, perché i libri scolastici hanno sempre scritto la storia in un certo modo e perché in tutti questi anni non c’è mai stata la volontà di “aggiornare” la verità storica. E perché ci sono «delle verità che fanno fatica ad affermarsi in quanto - dice Aprile - incompatibili con il potere». «Ma forse le oltre 250 mila copie vendute dal libro Terroni - afferma Antonio Ciano - sono il segnale che qualcosa sta cambiando e che il nostro Paese è pronto a conoscere un’altra verità storica».
Da documenti e analisi di studiosi risulta evidente che prima del 1861 non c’era nessun divario tra il Nord e il Sud dell’Italia ma, anzi, il meridione presentava una struttura economica, industriale e uno stato sociale superiore a quello dell’Italia settentrionale. Il prodotto interno lordo pro capite era uguale, così come la quantità degli addetti all’industria, con un numero leggermente più elevato per il Regno delle due Sicilie e con la presenza nelle fabbriche di molte donne. Identico anche il numero degli addetti al settore dell’agricoltura e del terziario. L’industria più sviluppata era quella metalmeccanica e tessile, mentre si contava la presenza di cantieri navali e flotte mercantili tra le più grandi e importanti d’Europa e del mondo. Il meridione d’Italia - prima del 1861 - aveva già un consolidato commercio internazionale e circa l’85% delle sue merci era destinato agli Stati Uniti e ai Paesi del Nord Europa. Già nel 1839 venne costruita la prima ferrovia a Napoli e per gli anni seguenti erano già stati prevista la costruzione di altri tratti ferroviari nell’area campana. «Il Sud d’Italia prima dell’unificazione - fa presente Antonio Ciano - aveva anche un sistema fiscale moderno e all’avanguardia per quell’epoca tanto che lo stesso Conte di Cavour aveva mandato a formare alcuni suoi ragionieri. Quattro erano le tasse che dovevano pagare i cittadini e il fenomeno dell’evasione era molto raro. Venivano realizzate numerose opere pubbliche - continua Ciano - con la costruzione di strade e bonifiche delle terre che poi venivano date in uso ai contadini. Esistevano centrali idroelettriche e l’elettricità era presente in molte case; molte di queste centrali furono distrutte dall’esercito dei Savoia e in tante zone si ritornò alle lampade a petrolio. Anche la scuola pubblica era molto efficiente insieme a numerose iniziative rivolte alla cultura all’arte e alla musica. Il teatro San Carlo venne costruito in 270 giorni e appena i piemontesi entrarono a Napoli lo chiusero immediatamente».

«Dopo il 1861, con l’unificazione del territorio italiano, si apre quella forbice tra nord e sud: per circa 12 anni il meridione d’Italia - ricorda Pino Aprile - è stato oggetto di razzie e ruberie da parte degli eserciti del Nord. Vengono uccisi e massacrati cittadini inermi. Viene rubato l’oro e ogni genere di prodotti della terra che gli eserciti raziavano al loro passaggio nelle campagne. La grande flotta mercantile, come quella dei Florio di Napoli, venne subito nordizzata. Inizia un processo di desertificazione del territorio: vengono chiuse tutte le fabbriche e i macchinari vengono portati al Nord. La prima tassa che viene messa dalla nuova autorità statale - continua Aprile - è una tassa sulla guerra, una guerra che gli abitanti non avevano certo voluto e per la quale dovevano pagare, secondo quanto aveva anche stabilito l’allora presidente della Confindustria, il genovese Costa che pretese che questi indennizzi andassero alle aziende del Nord. Quando successivamente Di Vittorio in Parlamento denunciò questa ingiustizia, Costa gli rispose che se volevano mangiare la gente del Sud poteva emigrare al nord».
Furono proprio in quegli anni che inizia, nelle terre del meridione d’Italia, il fenomeno dell’emigrazione praticamente inesistente prima del 1861. E sempre allora «inizia la “rabbia del sud” - tiene a precisare Antonio Ciano - con il fenomeno del brigantaggio, che può essere visto come un movimento partigiano della nostra gente che cercava di fronteggiare le barbarie e le stragi dell’esercito invasore dei Savoia».
«Il risultato e l’obiettivo del processo di unificazione del 1861 - secondo Pino Aprile - è stato quello di colonizzare il Sud dell’Italia ovvero creare un territorio che rispondesse alle caratteristiche tipiche di una colonia: nessuna produzione di beni e reddito creato attravero l’incremento spropositato dell’impiego pubblico, producendo quel fenomeno di ipertrofia amministrativa tipico di tutte le colonie ed ex-colonie. Tutto ciò va ad influire negativamente sull’efficienza facendo crescere nel contempo la corruzione. Per cui lo Stato procura alla popolazione il reddito necessario per comprare le sue merci ma, allo stesso tempo, attraverso il forte apparato brocratico mantiene un ampio controllo di tutto il sistema. Ma c’è un’industria che non può essere portata fuori ed è quella della violenza e coloro che tra la popolazione hanno “doti” particolari e sono senza scrupoli, sottomettono gli altri creando sistemi di organizzazioni criminali. Tutte le colonie ed ex colonie hanno sempre prodotto potenti mafie che sono appunto il risultato di grossi apparati burocratici, corruzione e assistenzialismo. E io conosco un Paese che è fatto così: è casa mia».

Fonte: CorriereCanadese.com


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martedì 15 novembre 2011

Quelle menzogne per l’ Unità d’Italia - intervista a Pino Aprile

NEW YORK (November 4, 2011) - Intervista al giornalista Pino Aprile, autore del fortunato quanto discusso caso editoriale ’Terroni’ sul conflitto tra Nord e Sud e l’Unità d’Italia. L’immagine di copertina del libro ne comunica efficacemente il contenuto: un’Italia meridionale rovesciata con la Sicilia sopra. Lo scrittore ci anticipa i temi che verranno affrontati nel prossimo dibattito a New York che lo vedrà parlare insieme a Lorenzo Del Boca (autore di un altro libro controverso "Polentoni") con la moderazione del Prof. Anthony J. Tamburri
Com’è nata l’idea di scrivere Terroni "Tutto quello che è stato fatto perche gli Italiani del Sud diventassero meridionali? Quanto studio c’è dietro?
Avevo sempre creduto ai libri di storia. Ma qualcosa non quadrava: perché, se i meridionali erano poveri, arretrati e oppressi, quando li hanno liberati, modernizzati e arricchiti, invece di essere contenti, si sono opposti per anni, armi in mano? Davvero tutti quei briganti, al Sud? E perché, quando la risposta delle armi è risultata perdente, piuttosto che godersi il “paradiso di importazione”, se ne sono andati a milioni, mentre prima non emigrava nessuno? Più trovavo risposte, più crescevano le domande. Ho cominciato a scrivere, ma senza ancora l’idea di ricavarne un libro (avrebbe dovuto essere il mio primo, è venuto fuori ottavo): dopo trent’anni, duranti i quali, fortunatamente, ho anche fatto altro..., è nato “Terroni”.
La storia del Risorgimento va riscritta secondo te. Stiamo vivendo su delle menzogne quindi.... Puoi anticiparci qualcosa...
Ogni popolo, ogni Stato, ogni grande impresa ha bisogno di miti fondanti, sintesi fiabesche e un po’ bugiarde, ma facilmente trasmissibili: che ne dite di Guglielmo Tell, del Cid Campeador, di Rolando, paladino di Francia? Teniamoci pure Garibaldi e la favola di mille idealisti che sconfiggono, da soli, un regno di nove milioni di persone, un esercito di oltre centomila uomini; poi raccontiamoci come sono andate davvero le cose: una congiuntura storica di entusiasmi e interessi che offre al Piemonte l’opportunità di allargarsi oltremisura, in nome dell’Unità d’Italia, e mettere le mani nelle casse dei vari Stati preunitari, via via annessi. L’Italia andava fatta; anche gli Stati Uniti, il Giappone, si unificavano, negli stessi anni, con guerre e stragi; ma dopo, eroi e ragioni delle parti opposte sono approdate con pari dignità nei libri di storia e nella memoria della nazione. In Italia, il Sud continua a essere diffamato, prima per giustificare l’invasione, oggi la discriminazione: meno soldi, meno strade, meno ferrovie, meno aeroporti, meno opportunità, meno potere, meno rispetto.
Il tuo libro provoca subito una forte reazione emotiva. Da una parte o dall’altra. Immagino che però il tuo intento sia quello di portare chi ti legge a riflettere. Hai qualche consiglio di metodo?
Finito il libro, mi sono chiesto come mai opere ben più valide, di giganti come Salvemini, Dorso e tanti altri, non avessero prodotto i risultati che, non solo secondo me, meritavano. Mi sono detto che forse erano troppo attenti a esporre con la distanza del professore (e sì che alcuni, vedi Salvemini, erano dotati di grande ironia e humor). Così, ho deciso di raccontare anche i miei sentimenti, la dolorosa meraviglia, la rabbia, il senso dell’essere stati traditi. E mi sono accorto che reagivo come un lettore del mio libro. Questo mi ha reso uno di loro.
Terroni, ha riscosso un gran successo di vendite e ha suscitato un forte dibattito in Italia. Ora è tradotto anche in inglese. Che cosa ti aspetti dal lettore americano, italoamericano? Hai già dei feedback?
Lo racconto con un episodio: lessi una recensione al mio libro, da parte di un italo americano (appresi dopo che lavora alla Nato, a Bagnoli). Era un testo molto ragionato e ben scritto, al di là delle lusinghiere cose che diceva di “Terroni”. Scrissi all’autore per ringraziarlo. Lui mi rispose che era lui a dirmi grazie, per aver finalmente capito perché, pur chiamandosi Quattrone, lui, come suo padre, è nato a New York, e in Italia è un extracomunitario.
Non credi che l’orgoglio meridionalista rischi di creare un’anti lega del Nord, insomma una nuova lega del Sud?
Assolutamente no. La Lega è un partito razzista (ma non significa che lo sono tutti quelli che la votano, in buona fede); e si è inventata una identità e una patria, la Padania, mai esistita, per continuare a pretendere privilegi per una parte del Paese, a danno della parte più svantaggiata. Il Sud chiede equità, pari trattamento e questo vale per qualsiasi area del Paese cui non si offrano le stesse possibilità di viaggiare, studiare, curarsi, trasformare in opportunità di sviluppo le proprie doti.
Attualizziamo il tuo discorso storico. Quanto è importante il messaggio del tuo libro per i giovani?
Sapere come è nato davvero il nostro Paese è il primo passo per distruggere i pregiudizi che lo dividono. La verità unisce. I giovani di oggi, paradossalmente, conoscono meglio il resto del mondo (grandi possibilità di comunicazione, internet, social network, viaggi facili a poco prezzo, un’Europa senza frontiere e con una moneta unita), che il proprio Paese, del quale credono di sapere già tutto quel che serve. Guardando al proprio Paese con la meraviglia del forestiero, lo riscoprono: il recupero della memoria tradita rende curiosi.
Oggi la distanza nord-sud è sempre più acutizzata dalla crisi economica. Chiaramente non riguarda solo il nostro Paese. Cosa ha di specifico secondo te l’esperienza italiana?
Qualunque sia il periodo della storia umana che si voglia considerare, l’Italia vi è presente, al massimo livello, dalla preistoria alla storia (etruschi, greci, fenici, romani, rimescolamento di genti con le invasioni barbariche, Rinascimento... e ancora oggi, il nostro è uno dei primi dieci Paesi al mondo). Per rendere meglio l’idea: la Mesopotamia fu grande, poi non fu; l’Egitto fu grandissimo, poi non più; la Grecia fu immensa, poi scomparve... L’Italia c’è sempre. Con il Risorgimento, l’Italia ricorse alla creazione di una colonia interna, il Sud, per avviare il suo sviluppo industriale al Nord e inseguire i Paesi europei già molto avanti su quella strada (Gran Bretagna, Francia). Sino a raggiungerli. Ma quella divisione, Nord-Sud, è rimasta e viene ancora usata, allo stesso scopo. In questo, il nostro Paese è rappresentazione e sintesi del mondo. Ex colonie o Paesi sottomessi con le armi o l’economia si sono affrancati e hanno preso slancio (Cina, India, Brasile, Polonia), recuperando la consapevolezza del loro diritto a stare alla pari con gli altri attori nel mondo. Riappropriarsi della propria storia può portare allo stesso risultato, in Italia. Dico Italia, non Sud.
Nella presentazione al Calandra Institute, dove hai avuto un grande successo di pubblico, tra le tante cose hai detto: “L´Italia è nata nel sangue. Anche gli Usa sono nati nel sangue. Tutti i paesi nascono nel sangue. Anche noi, ognuno di noi é nato nel sangue, quello di nostra madre. Ma poi ci hanno pulito, allattato, coccolato, cresciuti... siamo diventati parte della famiglia. Ma il Sud é nato nel sangue e non é mai diventato della famiglia". Forse si può partire proprio da questo confronto per capire.... Perché è così diverso il percorso storico italiano rispetto a quello americano?
Non credo di essere in grado di spiegarlo. Ma non si può non notare che gli Stati Uniti sono nati dall’incontro (e dallo scontro) di scampoli di popoli e culture, in tempi brevissimi e cominciando, in un certo senso, da zero; in Italia, ha pesato l’opera di millenni e di molte idee. E quando le idee, le vie possibili sono troppe, solo una grandissima, condivisa intelligenza può ordinarle in un disegno unico; o una spaventosa violenza, che poi va giustificata, incolpando il vinto. Io credo che l’Italia non abbia avuto tutta l’intelligenza necessaria, nel momento giusto. Accorgendosene, si può rimediare: il 14 agosto scorso, anniversario della strage di Pontelandolfo e Casalduni (mille bersaglieri con diritto di stupro e di saccheggio cancellarono due paesi di 5000 e 3000 abitanti, per rappresaglia), con un suo messaggio, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiedeva perdono del massacro, a nome del Paese. Un passo importante, il più difficile, per cominciare mille miglia.

FONTE: agoramagazine.it

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NEW YORK (November 4, 2011) - Intervista al giornalista Pino Aprile, autore del fortunato quanto discusso caso editoriale ’Terroni’ sul conflitto tra Nord e Sud e l’Unità d’Italia. L’immagine di copertina del libro ne comunica efficacemente il contenuto: un’Italia meridionale rovesciata con la Sicilia sopra. Lo scrittore ci anticipa i temi che verranno affrontati nel prossimo dibattito a New York che lo vedrà parlare insieme a Lorenzo Del Boca (autore di un altro libro controverso "Polentoni") con la moderazione del Prof. Anthony J. Tamburri
Com’è nata l’idea di scrivere Terroni "Tutto quello che è stato fatto perche gli Italiani del Sud diventassero meridionali? Quanto studio c’è dietro?
Avevo sempre creduto ai libri di storia. Ma qualcosa non quadrava: perché, se i meridionali erano poveri, arretrati e oppressi, quando li hanno liberati, modernizzati e arricchiti, invece di essere contenti, si sono opposti per anni, armi in mano? Davvero tutti quei briganti, al Sud? E perché, quando la risposta delle armi è risultata perdente, piuttosto che godersi il “paradiso di importazione”, se ne sono andati a milioni, mentre prima non emigrava nessuno? Più trovavo risposte, più crescevano le domande. Ho cominciato a scrivere, ma senza ancora l’idea di ricavarne un libro (avrebbe dovuto essere il mio primo, è venuto fuori ottavo): dopo trent’anni, duranti i quali, fortunatamente, ho anche fatto altro..., è nato “Terroni”.
La storia del Risorgimento va riscritta secondo te. Stiamo vivendo su delle menzogne quindi.... Puoi anticiparci qualcosa...
Ogni popolo, ogni Stato, ogni grande impresa ha bisogno di miti fondanti, sintesi fiabesche e un po’ bugiarde, ma facilmente trasmissibili: che ne dite di Guglielmo Tell, del Cid Campeador, di Rolando, paladino di Francia? Teniamoci pure Garibaldi e la favola di mille idealisti che sconfiggono, da soli, un regno di nove milioni di persone, un esercito di oltre centomila uomini; poi raccontiamoci come sono andate davvero le cose: una congiuntura storica di entusiasmi e interessi che offre al Piemonte l’opportunità di allargarsi oltremisura, in nome dell’Unità d’Italia, e mettere le mani nelle casse dei vari Stati preunitari, via via annessi. L’Italia andava fatta; anche gli Stati Uniti, il Giappone, si unificavano, negli stessi anni, con guerre e stragi; ma dopo, eroi e ragioni delle parti opposte sono approdate con pari dignità nei libri di storia e nella memoria della nazione. In Italia, il Sud continua a essere diffamato, prima per giustificare l’invasione, oggi la discriminazione: meno soldi, meno strade, meno ferrovie, meno aeroporti, meno opportunità, meno potere, meno rispetto.
Il tuo libro provoca subito una forte reazione emotiva. Da una parte o dall’altra. Immagino che però il tuo intento sia quello di portare chi ti legge a riflettere. Hai qualche consiglio di metodo?
Finito il libro, mi sono chiesto come mai opere ben più valide, di giganti come Salvemini, Dorso e tanti altri, non avessero prodotto i risultati che, non solo secondo me, meritavano. Mi sono detto che forse erano troppo attenti a esporre con la distanza del professore (e sì che alcuni, vedi Salvemini, erano dotati di grande ironia e humor). Così, ho deciso di raccontare anche i miei sentimenti, la dolorosa meraviglia, la rabbia, il senso dell’essere stati traditi. E mi sono accorto che reagivo come un lettore del mio libro. Questo mi ha reso uno di loro.
Terroni, ha riscosso un gran successo di vendite e ha suscitato un forte dibattito in Italia. Ora è tradotto anche in inglese. Che cosa ti aspetti dal lettore americano, italoamericano? Hai già dei feedback?
Lo racconto con un episodio: lessi una recensione al mio libro, da parte di un italo americano (appresi dopo che lavora alla Nato, a Bagnoli). Era un testo molto ragionato e ben scritto, al di là delle lusinghiere cose che diceva di “Terroni”. Scrissi all’autore per ringraziarlo. Lui mi rispose che era lui a dirmi grazie, per aver finalmente capito perché, pur chiamandosi Quattrone, lui, come suo padre, è nato a New York, e in Italia è un extracomunitario.
Non credi che l’orgoglio meridionalista rischi di creare un’anti lega del Nord, insomma una nuova lega del Sud?
Assolutamente no. La Lega è un partito razzista (ma non significa che lo sono tutti quelli che la votano, in buona fede); e si è inventata una identità e una patria, la Padania, mai esistita, per continuare a pretendere privilegi per una parte del Paese, a danno della parte più svantaggiata. Il Sud chiede equità, pari trattamento e questo vale per qualsiasi area del Paese cui non si offrano le stesse possibilità di viaggiare, studiare, curarsi, trasformare in opportunità di sviluppo le proprie doti.
Attualizziamo il tuo discorso storico. Quanto è importante il messaggio del tuo libro per i giovani?
Sapere come è nato davvero il nostro Paese è il primo passo per distruggere i pregiudizi che lo dividono. La verità unisce. I giovani di oggi, paradossalmente, conoscono meglio il resto del mondo (grandi possibilità di comunicazione, internet, social network, viaggi facili a poco prezzo, un’Europa senza frontiere e con una moneta unita), che il proprio Paese, del quale credono di sapere già tutto quel che serve. Guardando al proprio Paese con la meraviglia del forestiero, lo riscoprono: il recupero della memoria tradita rende curiosi.
Oggi la distanza nord-sud è sempre più acutizzata dalla crisi economica. Chiaramente non riguarda solo il nostro Paese. Cosa ha di specifico secondo te l’esperienza italiana?
Qualunque sia il periodo della storia umana che si voglia considerare, l’Italia vi è presente, al massimo livello, dalla preistoria alla storia (etruschi, greci, fenici, romani, rimescolamento di genti con le invasioni barbariche, Rinascimento... e ancora oggi, il nostro è uno dei primi dieci Paesi al mondo). Per rendere meglio l’idea: la Mesopotamia fu grande, poi non fu; l’Egitto fu grandissimo, poi non più; la Grecia fu immensa, poi scomparve... L’Italia c’è sempre. Con il Risorgimento, l’Italia ricorse alla creazione di una colonia interna, il Sud, per avviare il suo sviluppo industriale al Nord e inseguire i Paesi europei già molto avanti su quella strada (Gran Bretagna, Francia). Sino a raggiungerli. Ma quella divisione, Nord-Sud, è rimasta e viene ancora usata, allo stesso scopo. In questo, il nostro Paese è rappresentazione e sintesi del mondo. Ex colonie o Paesi sottomessi con le armi o l’economia si sono affrancati e hanno preso slancio (Cina, India, Brasile, Polonia), recuperando la consapevolezza del loro diritto a stare alla pari con gli altri attori nel mondo. Riappropriarsi della propria storia può portare allo stesso risultato, in Italia. Dico Italia, non Sud.
Nella presentazione al Calandra Institute, dove hai avuto un grande successo di pubblico, tra le tante cose hai detto: “L´Italia è nata nel sangue. Anche gli Usa sono nati nel sangue. Tutti i paesi nascono nel sangue. Anche noi, ognuno di noi é nato nel sangue, quello di nostra madre. Ma poi ci hanno pulito, allattato, coccolato, cresciuti... siamo diventati parte della famiglia. Ma il Sud é nato nel sangue e non é mai diventato della famiglia". Forse si può partire proprio da questo confronto per capire.... Perché è così diverso il percorso storico italiano rispetto a quello americano?
Non credo di essere in grado di spiegarlo. Ma non si può non notare che gli Stati Uniti sono nati dall’incontro (e dallo scontro) di scampoli di popoli e culture, in tempi brevissimi e cominciando, in un certo senso, da zero; in Italia, ha pesato l’opera di millenni e di molte idee. E quando le idee, le vie possibili sono troppe, solo una grandissima, condivisa intelligenza può ordinarle in un disegno unico; o una spaventosa violenza, che poi va giustificata, incolpando il vinto. Io credo che l’Italia non abbia avuto tutta l’intelligenza necessaria, nel momento giusto. Accorgendosene, si può rimediare: il 14 agosto scorso, anniversario della strage di Pontelandolfo e Casalduni (mille bersaglieri con diritto di stupro e di saccheggio cancellarono due paesi di 5000 e 3000 abitanti, per rappresaglia), con un suo messaggio, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiedeva perdono del massacro, a nome del Paese. Un passo importante, il più difficile, per cominciare mille miglia.

FONTE: agoramagazine.it

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lunedì 14 novembre 2011

La contro-storia dell’Operazione Terronica!


Di Tony Nardi


TORONTO - Sono passati 150 anni dall’Unità d’Italia ma ancora non è ben chiaro come sia avvenuto e, se sia avvenuto, il processo di italianizzazione per la popolazione che prima del 1860 abitava nel sud della penisola nel Regno Borbonico delle due Sicilie.
Una rivisitazione e rilettura critica di quel periodo da parte di alcuni autori, contrappone al termine “unifi cazione” quello di “invasione” di un Sud Italia che fi no ad allora presentava un’economia fl orida, una struttura industriale con impianti siderurgici e cantieri navali e un commercio estero che per
l’85% era destinato al mercato degli Stati Uniti e dell’Europa. Tutto questo viene cancellato dal processo di unifi cazione del Paese ad opera dei Padri della Patria come Garibaldi, Mazzini e Cavour e da allora ha inizio la contrapposizione tra il Nord e il Sud dell’Italia e l’emigrazione di massa delle popolazioni meridionali. Di questi argomenti si discuterà a Toronto, domenica 13 novembre nella sala Caboto a Villa Colombo. Protagonisti di questo incontro tre autori e scrittori italiani: Pino Aprile, Lorenzo del Boca e Antonio Ciano - a cui si affi ancherà l’avvocato Rocco Galati. Oltre ad animare il dibattito dal titolo “Operazione Terronica!”, gli ospiti italiani risponderanno alle domande del pubblico presente . Moderatore del dibattito il giornalista Antonio Nicaso. Gli autori italiani :

Lorenzo del Boca, giornalista e scrittore, giornalista e scrittore, nato in Piemonte, è stato presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti in Italia dal 2001 al 2010 ed ha iniziato la sua carriera come scrittore per il quotidiano La Stampa a Novara. La sua attività di storico e scrittore si è concentrata sul periodo del Risorgimento con la pubblicazione di due saggi Maledetti Savoia del 1998 e Indietro Savoia del 2003. Il suo ultimo libro si intitola Polentoni - come e perché il Nord è stato tradito.

Pino Aprile, giornalista ed autore di numerosi libri, è nato in Puglia ed ha lavorato per molti anni a Milano. È stato direttore di “Gente” e vice direttore di “Oggi”. Ha lavorato in televisione con Sergio Zavoli nell’inchiesta a puntate “Viaggio nel sud”. Nel marzo del 2010 ha pubblicato il suo libro Terroni - Tutto quello che è stato fatto
perché gli abitanti del Sud diventassero terroni. È il suo primo libro tradotto in inglese.

Antonio Ciano, del Partito del Sud è anche autore del libro Le stragi e gli eccidi dei Savoia. (c.r.)


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Di Tony Nardi


TORONTO - Sono passati 150 anni dall’Unità d’Italia ma ancora non è ben chiaro come sia avvenuto e, se sia avvenuto, il processo di italianizzazione per la popolazione che prima del 1860 abitava nel sud della penisola nel Regno Borbonico delle due Sicilie.
Una rivisitazione e rilettura critica di quel periodo da parte di alcuni autori, contrappone al termine “unifi cazione” quello di “invasione” di un Sud Italia che fi no ad allora presentava un’economia fl orida, una struttura industriale con impianti siderurgici e cantieri navali e un commercio estero che per
l’85% era destinato al mercato degli Stati Uniti e dell’Europa. Tutto questo viene cancellato dal processo di unifi cazione del Paese ad opera dei Padri della Patria come Garibaldi, Mazzini e Cavour e da allora ha inizio la contrapposizione tra il Nord e il Sud dell’Italia e l’emigrazione di massa delle popolazioni meridionali. Di questi argomenti si discuterà a Toronto, domenica 13 novembre nella sala Caboto a Villa Colombo. Protagonisti di questo incontro tre autori e scrittori italiani: Pino Aprile, Lorenzo del Boca e Antonio Ciano - a cui si affi ancherà l’avvocato Rocco Galati. Oltre ad animare il dibattito dal titolo “Operazione Terronica!”, gli ospiti italiani risponderanno alle domande del pubblico presente . Moderatore del dibattito il giornalista Antonio Nicaso. Gli autori italiani :

Lorenzo del Boca, giornalista e scrittore, giornalista e scrittore, nato in Piemonte, è stato presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti in Italia dal 2001 al 2010 ed ha iniziato la sua carriera come scrittore per il quotidiano La Stampa a Novara. La sua attività di storico e scrittore si è concentrata sul periodo del Risorgimento con la pubblicazione di due saggi Maledetti Savoia del 1998 e Indietro Savoia del 2003. Il suo ultimo libro si intitola Polentoni - come e perché il Nord è stato tradito.

Pino Aprile, giornalista ed autore di numerosi libri, è nato in Puglia ed ha lavorato per molti anni a Milano. È stato direttore di “Gente” e vice direttore di “Oggi”. Ha lavorato in televisione con Sergio Zavoli nell’inchiesta a puntate “Viaggio nel sud”. Nel marzo del 2010 ha pubblicato il suo libro Terroni - Tutto quello che è stato fatto
perché gli abitanti del Sud diventassero terroni. È il suo primo libro tradotto in inglese.

Antonio Ciano, del Partito del Sud è anche autore del libro Le stragi e gli eccidi dei Savoia. (c.r.)


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domenica 13 novembre 2011

OPERAZIONE TERRONICA! Antonio Ciano

1

http://www.youtube.com/watch?v=68qYzLK9rKs&feature=related
2

http://www.youtube.com/watch?v=GLCUnukyhsg&feature=related
3

http://www.youtube.com/watch?v=9REDTEFj5yw&feature=player_embedded#!

"OPERAZIONE TERRONICA" ~ Facebook: http://goo.gl/FOT7O

OPERAZIONE TERRONICA!
Conference on the 1861 "Unification" of Italy The Untold Story

Sunday, November 13, 2011 - 9:30 a.m. to 5:00 p.m.
Sala Caboto at Villa Colombo (40 Playfair Avenue, Toronto)
Free admission

Guest Speakers
Pino Aprile -- Italian journalist and author of Terroni and Giu' Al Sud
Antonio Ciano -- Italian author of Il Massacro del Sud
Lorenzo Del Boca -- Italian journalist and author of Maledetti Savoia and Polentoni: Come e perche' il Nord e' stato tradito
Rocco Galati -- Canadian constitutional lawyer

Moderator
Antonio Nicaso -- Canadian journalist and author of Bloodlines and Io e la Mafia

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1

http://www.youtube.com/watch?v=68qYzLK9rKs&feature=related
2

http://www.youtube.com/watch?v=GLCUnukyhsg&feature=related
3

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OPERAZIONE TERRONICA!
Conference on the 1861 "Unification" of Italy The Untold Story

Sunday, November 13, 2011 - 9:30 a.m. to 5:00 p.m.
Sala Caboto at Villa Colombo (40 Playfair Avenue, Toronto)
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Guest Speakers
Pino Aprile -- Italian journalist and author of Terroni and Giu' Al Sud
Antonio Ciano -- Italian author of Il Massacro del Sud
Lorenzo Del Boca -- Italian journalist and author of Maledetti Savoia and Polentoni: Come e perche' il Nord e' stato tradito
Rocco Galati -- Canadian constitutional lawyer

Moderator
Antonio Nicaso -- Canadian journalist and author of Bloodlines and Io e la Mafia

.

OPERAZIONE TERRONICA! Nov 13, 2011 - Rocco Galati


http://www.youtube.com/watch?NR=1&v=HtAxYmdUc5I

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OPERAZIONE TERRONICA!
Conference on the 1861 "Unification" of Italy The Untold Story

Sunday, November 13, 2011 - 9:30 a.m. to 5:00 p.m.
Sala Caboto at Villa Colombo (40 Playfair Avenue, Toronto)
Free admission

Guest Speakers
Pino Aprile -- Italian journalist and author of Terroni and Giu' Al Sud
Antonio Ciano -- Italian author of Il Massacro del Sud
Lorenzo Del Boca -- Italian journalist and author of Maledetti Savoia and Polentoni: Come e perche' il Nord e' stato tradito
Rocco Galati -- Canadian constitutional lawyer

Moderator
Antonio Nicaso -- Canadian journalist and author of Bloodlines and Io e la Mafia

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OPERAZIONE TERRONICA!
Conference on the 1861 "Unification" of Italy The Untold Story

Sunday, November 13, 2011 - 9:30 a.m. to 5:00 p.m.
Sala Caboto at Villa Colombo (40 Playfair Avenue, Toronto)
Free admission

Guest Speakers
Pino Aprile -- Italian journalist and author of Terroni and Giu' Al Sud
Antonio Ciano -- Italian author of Il Massacro del Sud
Lorenzo Del Boca -- Italian journalist and author of Maledetti Savoia and Polentoni: Come e perche' il Nord e' stato tradito
Rocco Galati -- Canadian constitutional lawyer

Moderator
Antonio Nicaso -- Canadian journalist and author of Bloodlines and Io e la Mafia

OPERAZIONE TERRONICA! ~ Nick Mancuso


http://www.youtube.com/watch?v=lkFUQm7wgfc&feature=player_embedded

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OPERAZIONE TERRONICA!
Conference on the 1861 "Unification" of Italy The Untold Story

Sunday, November 13, 2011 - 9:30 a.m. to 5:00 p.m.
Sala Caboto at Villa Colombo (40 Playfair Avenue, Toronto)
Free admission

Guest Speakers
Pino Aprile -- Italian journalist and author of Terroni and Giu' Al Sud
Antonio Ciano -- Italian author of Il Massacro del Sud
Lorenzo Del Boca -- Italian journalist and author of Maledetti Savoia and Polentoni: Come e perche' il Nord e' stato tradito
Rocco Galati -- Canadian constitutional lawyer

Moderator
Antonio Nicaso -- Canadian journalist and author of Bloodlines and Io e la Mafia

.
Meeting Antonio Ciano early yesterday evening (with Rocco Galati and Nick Mancuso) immediately after his arrival from the airport and an 8 hour flight and listening to him chat on the "unification" of Italy, of his challenges when writing and exposing the story behind the story, being one of the first (in recent times - the 1990s) to reignite the debate in a big way with his book "I SAVOIA E IL MASSACRO DEL SUD"... the book that paved the way for other books on the subject ... it's amazing how what we call debate in this country (and especially in the Italian community) pales miserably compared to what takes place in Italy and what writers go through, are willing to go through, when exposing a truth many would rather keep buried.

(The combined number of books sold by Antonio Ciano, Pino Aprile and Lorenzo del Boca hover around the 1 million mark. That is astronomical even in Italy and especially in Canada where a best seller constitutes 5000 copies sold.)

Ciano hit institutional and 'official' Italy where it hurt most: it's raison d’être or lack of it.

Ciano's work has influenced the work of others, including Pino Aprile and Giordano Bruno Guerri (who initially took issue with Ciano until he did some research of his own resulting in the writing his own book on the subject: IL SANGUE DEL SUD).

The resistance Ciano had to deal with (apart from the state sponsored legal charges and accusations) is actually no different (in quality) than the fear-infested resistance I personally met during the the Letters presentations (albeit that my experience was relatively smaller. You can't get smaller and "smaller minded" than our theatre, film and Italian-Canadian communities... that are for the most part in-circle cesspools of cultural mediocrity and irrelevance). The resistance is certainly no different than what Rocco Galati has had to contend with in the real world of security certificates and 'terrorist' cases.

And no different than the resistance we have met in the last several months discussing and (in the last few weeks) organizing this upcoming conference.

The proof is not only in the emails and people dismissing the validity of the upcoming conference, exercising some perceived moral right to 'blackball' the event, but also in the ZERO amount of people, except for Rocco Galat, Pal DiUlio and myself, contributing to the organization of this upcoming conference. (There are those of course who have given generously of their time, and I include moderator Antonio Nicaso, actor Nick Mancuso, and the speakers themselves).

There is a consistent common perception (and historical proof) that it is far easier to make money and a living on lies than on exposing the truth. Those engaged in exposing the truth are always - historically - enemies of the state, or the community. (Ibsen ushered in modern day drama with his plays including his 1882, The Enemy of the People).

Ciano, of course, is not an enemy of Italy, as he was initially depicted when he first released his book, notwithstanding that he explained this in the actual book. He has been striving for truth and accountability and exposing the story that was known and documented mainly and primarily by the Piemontesi themselves (for years proud of their "southern" conquest) with files kept hidden for many years. Ciano is actually well respected (today) by many northerners including Lorenzo Del Boca who will join him in Toronto on Sunday Nov 13.

It's very difficult to hear Ciano talk so eloquently and knowledgeably on the subject of the so-called unification, on Italian and European history and to imagine even for a minute that the likes of Corrado Paina (campaigning against this conference), Luciano Iaocobelli (who apparently sees no value in attending this conference) and John Romano (who maintained that my raising what happened in 1861 was simply some pathological manifestation of anger in overdrive or perhaps sign of my arrested development) live in the same world. It is utterly difficult to comprehend. That the three "amigos" from Toronto (Paina, Iacobelli and Romano) are artists makes it even moire difficult to understand.

But the truth is they are not alone. Many members in this so-called Italian community are actually not interested in such a conference. Too many of their precious years on Canadian soil have been built and toiled on lies.

The minor-league level of Italian-Canadian cultural engagement (more like bantam league) only ensures that history will repeat itself wherever people like the 'three amigos" choose to live.

In listening to Ciano speak, I think Rocco Galati and I were rather reserved in our June reaction to the utter arrogance and willful ignorance of those who organized and celebrated Piazza Italia.

In history those organizers, those deniers, those crusaders, those who now actively campaign against this upcoming conference would have manned the gates of every hell in every concentration camp maintaining they did not really know what was going behind the walls or in the ovens. Today, they represent a culturally comatose Italian community largely built on Italian-Canadian-made menofreghismo and community opportunism.

Hearing Ciano describe the southern situation today with the southern youth constituting a major part of the Italian armed forces took me back to reading about the vietnam war (with mainly blacks and white working class 19-year olds dying for "their" country in Indochina while the wealthy white boys managed to stay home). But the youth in Italy is waking up to the history, especially the youth in the south, thanks to the internet and facebook.

Gaeta, Antonio Ciano's home town in Italy, the last fortress to give in to the Savoian invasion of the South in the 1860s now holds an annual event/discussion not as commemorative ritual but as a continuous peeling of the onion of truth (La verita' in unita' being their motto).

Ciano sees hope in the youth of the world, and in those, including parents, grandparents and great-grandparents, who were forced to leave their homeland for foreign shores from 1861 to 1965.


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http://www.youtube.com/watch?v=lkFUQm7wgfc&feature=player_embedded

"OPERAZIONE TERRONICA" ~ Facebook: http://goo.gl/FOT7O

OPERAZIONE TERRONICA!
Conference on the 1861 "Unification" of Italy The Untold Story

Sunday, November 13, 2011 - 9:30 a.m. to 5:00 p.m.
Sala Caboto at Villa Colombo (40 Playfair Avenue, Toronto)
Free admission

Guest Speakers
Pino Aprile -- Italian journalist and author of Terroni and Giu' Al Sud
Antonio Ciano -- Italian author of Il Massacro del Sud
Lorenzo Del Boca -- Italian journalist and author of Maledetti Savoia and Polentoni: Come e perche' il Nord e' stato tradito
Rocco Galati -- Canadian constitutional lawyer

Moderator
Antonio Nicaso -- Canadian journalist and author of Bloodlines and Io e la Mafia

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Meeting Antonio Ciano early yesterday evening (with Rocco Galati and Nick Mancuso) immediately after his arrival from the airport and an 8 hour flight and listening to him chat on the "unification" of Italy, of his challenges when writing and exposing the story behind the story, being one of the first (in recent times - the 1990s) to reignite the debate in a big way with his book "I SAVOIA E IL MASSACRO DEL SUD"... the book that paved the way for other books on the subject ... it's amazing how what we call debate in this country (and especially in the Italian community) pales miserably compared to what takes place in Italy and what writers go through, are willing to go through, when exposing a truth many would rather keep buried.

(The combined number of books sold by Antonio Ciano, Pino Aprile and Lorenzo del Boca hover around the 1 million mark. That is astronomical even in Italy and especially in Canada where a best seller constitutes 5000 copies sold.)

Ciano hit institutional and 'official' Italy where it hurt most: it's raison d’être or lack of it.

Ciano's work has influenced the work of others, including Pino Aprile and Giordano Bruno Guerri (who initially took issue with Ciano until he did some research of his own resulting in the writing his own book on the subject: IL SANGUE DEL SUD).

The resistance Ciano had to deal with (apart from the state sponsored legal charges and accusations) is actually no different (in quality) than the fear-infested resistance I personally met during the the Letters presentations (albeit that my experience was relatively smaller. You can't get smaller and "smaller minded" than our theatre, film and Italian-Canadian communities... that are for the most part in-circle cesspools of cultural mediocrity and irrelevance). The resistance is certainly no different than what Rocco Galati has had to contend with in the real world of security certificates and 'terrorist' cases.

And no different than the resistance we have met in the last several months discussing and (in the last few weeks) organizing this upcoming conference.

The proof is not only in the emails and people dismissing the validity of the upcoming conference, exercising some perceived moral right to 'blackball' the event, but also in the ZERO amount of people, except for Rocco Galat, Pal DiUlio and myself, contributing to the organization of this upcoming conference. (There are those of course who have given generously of their time, and I include moderator Antonio Nicaso, actor Nick Mancuso, and the speakers themselves).

There is a consistent common perception (and historical proof) that it is far easier to make money and a living on lies than on exposing the truth. Those engaged in exposing the truth are always - historically - enemies of the state, or the community. (Ibsen ushered in modern day drama with his plays including his 1882, The Enemy of the People).

Ciano, of course, is not an enemy of Italy, as he was initially depicted when he first released his book, notwithstanding that he explained this in the actual book. He has been striving for truth and accountability and exposing the story that was known and documented mainly and primarily by the Piemontesi themselves (for years proud of their "southern" conquest) with files kept hidden for many years. Ciano is actually well respected (today) by many northerners including Lorenzo Del Boca who will join him in Toronto on Sunday Nov 13.

It's very difficult to hear Ciano talk so eloquently and knowledgeably on the subject of the so-called unification, on Italian and European history and to imagine even for a minute that the likes of Corrado Paina (campaigning against this conference), Luciano Iaocobelli (who apparently sees no value in attending this conference) and John Romano (who maintained that my raising what happened in 1861 was simply some pathological manifestation of anger in overdrive or perhaps sign of my arrested development) live in the same world. It is utterly difficult to comprehend. That the three "amigos" from Toronto (Paina, Iacobelli and Romano) are artists makes it even moire difficult to understand.

But the truth is they are not alone. Many members in this so-called Italian community are actually not interested in such a conference. Too many of their precious years on Canadian soil have been built and toiled on lies.

The minor-league level of Italian-Canadian cultural engagement (more like bantam league) only ensures that history will repeat itself wherever people like the 'three amigos" choose to live.

In listening to Ciano speak, I think Rocco Galati and I were rather reserved in our June reaction to the utter arrogance and willful ignorance of those who organized and celebrated Piazza Italia.

In history those organizers, those deniers, those crusaders, those who now actively campaign against this upcoming conference would have manned the gates of every hell in every concentration camp maintaining they did not really know what was going behind the walls or in the ovens. Today, they represent a culturally comatose Italian community largely built on Italian-Canadian-made menofreghismo and community opportunism.

Hearing Ciano describe the southern situation today with the southern youth constituting a major part of the Italian armed forces took me back to reading about the vietnam war (with mainly blacks and white working class 19-year olds dying for "their" country in Indochina while the wealthy white boys managed to stay home). But the youth in Italy is waking up to the history, especially the youth in the south, thanks to the internet and facebook.

Gaeta, Antonio Ciano's home town in Italy, the last fortress to give in to the Savoian invasion of the South in the 1860s now holds an annual event/discussion not as commemorative ritual but as a continuous peeling of the onion of truth (La verita' in unita' being their motto).

Ciano sees hope in the youth of the world, and in those, including parents, grandparents and great-grandparents, who were forced to leave their homeland for foreign shores from 1861 to 1965.


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