lunedì 31 gennaio 2011

Battiato: “Senza quel viaggio il successo non arriva”


http://www.youtube.com/watch?v=XtXnBL7ndqw

di Veronica Femminino – Molti di loro hanno frequentato con profitto l’università. Anni e anni di studio coronati da una laurea, magari ottenuta con il massimo dei voti. E poi? Nella maggior parte dei casi, il nulla. Da qui la fuga di cervelli. Alias, le migliori intelligenze costrette ad andare via per potere esprimere le proprie potenzialità.

C’è un modo per fermare questa emorragia di preziose risorse? Certo il modo ci sarebbe. Ma al momento non si vede nulla di concreto che vada in questa direzione. Sarà per questo che secondo il cantautore catanese, Franco Battiato “i giovani fanno benissimo a lasciare il Sud Italia”. Una dichiarazione raccolta subito dopo la pubblicazione di un’indagine condotta dal Cerdfos (centro studi della Cgil Sicilia), dalla quale si apprende che ogni anno sono 250.000 i giovani che abbandonano il meridione d’Italia per trasferirsi altrove, nel tentativo di trovare un’occupazione ed affermarsi professionalmente.

Il cantautore siciliano, noto per la ricercatezza della sua dimensione intimistica, per i suoi studi esoterici, per l’interesse verso i temi sociali, sa bene cosa vuol dire lasciare la propria terra. La sua è la storia di un emigrante che prepara i bagagli con il cuore colmo di speranze e di paure.
Costretto a lasciare i luoghi cari per esprimere potenzialità che in Sicilia non avrebbero mai avuto eco. Una storia simile a quella di tanti altri con un epilogo diverso. Lui è tornato. Tra le braccia della sua amata Milo, delizioso centro alle pendici dell’Etna. Perché la voglia di tornare prima o poi irrompe con prepotenza nella mente e nel cuore dei meridionali. Ma come per Battiato, spesso senza “il viaggio” non c’è successo. Il viaggio, dunque, come metafora di un percorso individuale che porta alla crescita lì dove c’è terreno fertile.

Ma c’è una speranza di riscatto per il Sud? “Dovrebbe cambiare qualcosa dal punto di vista cosmico, la razza umana sta peggiorando” risponde Battiato con un pizzico di amarezza. L’amarezza di chi ama profondamente un luogo oltraggiato dalla pochezza umana. La stessa amarezza che si sente vibrare tra le note di “Povera Patria”, una dei suoi testi più conosciuti dove si racconta di un’Italia “schiacciata dagli abusi del potere”. E sebbene qualche mese addietro avesse concesso credito al governo siciliano con una dichiarazione finita su tutti i giornali (“Dicono che ci sono persone rette. Dunque, staremo a vedere”) adesso Battiato non esita a definire la situazione politica italiana “insopportabile”.

Cosa fare allora? “Mai arrendersi ma continuare a lottare in vista della propria auto-realizzazione, cercando il Il Meridione d’Italia: terra di paradossi e contraddizioni, tra opportunità mancate e potenzialità sopite. Suggestivo, selvaggio e incomparabilmente bello. Difficile restare, difficile andare via, come con quegli amori vissuti all’insegna di un odi et amo di catulliana memoria. I giovani continueranno a lottare, alcuni rimar-ranno, altri partiranno e altri ancora, torneranno.

Fonte:Il Sud

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http://www.youtube.com/watch?v=XtXnBL7ndqw

di Veronica Femminino – Molti di loro hanno frequentato con profitto l’università. Anni e anni di studio coronati da una laurea, magari ottenuta con il massimo dei voti. E poi? Nella maggior parte dei casi, il nulla. Da qui la fuga di cervelli. Alias, le migliori intelligenze costrette ad andare via per potere esprimere le proprie potenzialità.

C’è un modo per fermare questa emorragia di preziose risorse? Certo il modo ci sarebbe. Ma al momento non si vede nulla di concreto che vada in questa direzione. Sarà per questo che secondo il cantautore catanese, Franco Battiato “i giovani fanno benissimo a lasciare il Sud Italia”. Una dichiarazione raccolta subito dopo la pubblicazione di un’indagine condotta dal Cerdfos (centro studi della Cgil Sicilia), dalla quale si apprende che ogni anno sono 250.000 i giovani che abbandonano il meridione d’Italia per trasferirsi altrove, nel tentativo di trovare un’occupazione ed affermarsi professionalmente.

Il cantautore siciliano, noto per la ricercatezza della sua dimensione intimistica, per i suoi studi esoterici, per l’interesse verso i temi sociali, sa bene cosa vuol dire lasciare la propria terra. La sua è la storia di un emigrante che prepara i bagagli con il cuore colmo di speranze e di paure.
Costretto a lasciare i luoghi cari per esprimere potenzialità che in Sicilia non avrebbero mai avuto eco. Una storia simile a quella di tanti altri con un epilogo diverso. Lui è tornato. Tra le braccia della sua amata Milo, delizioso centro alle pendici dell’Etna. Perché la voglia di tornare prima o poi irrompe con prepotenza nella mente e nel cuore dei meridionali. Ma come per Battiato, spesso senza “il viaggio” non c’è successo. Il viaggio, dunque, come metafora di un percorso individuale che porta alla crescita lì dove c’è terreno fertile.

Ma c’è una speranza di riscatto per il Sud? “Dovrebbe cambiare qualcosa dal punto di vista cosmico, la razza umana sta peggiorando” risponde Battiato con un pizzico di amarezza. L’amarezza di chi ama profondamente un luogo oltraggiato dalla pochezza umana. La stessa amarezza che si sente vibrare tra le note di “Povera Patria”, una dei suoi testi più conosciuti dove si racconta di un’Italia “schiacciata dagli abusi del potere”. E sebbene qualche mese addietro avesse concesso credito al governo siciliano con una dichiarazione finita su tutti i giornali (“Dicono che ci sono persone rette. Dunque, staremo a vedere”) adesso Battiato non esita a definire la situazione politica italiana “insopportabile”.

Cosa fare allora? “Mai arrendersi ma continuare a lottare in vista della propria auto-realizzazione, cercando il Il Meridione d’Italia: terra di paradossi e contraddizioni, tra opportunità mancate e potenzialità sopite. Suggestivo, selvaggio e incomparabilmente bello. Difficile restare, difficile andare via, come con quegli amori vissuti all’insegna di un odi et amo di catulliana memoria. I giovani continueranno a lottare, alcuni rimar-ranno, altri partiranno e altri ancora, torneranno.

Fonte:Il Sud

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martedì 25 gennaio 2011

Cetto-record, polemica in musica Su "Onda Calabra non c'è da ridere"

Voltarelli non ha apprezzato la rivisitazione fatta dal comico di un suo brano diventato il manifesto del film. E lancia un invito ad Albanese: "Facciamo una tournée nelle scuole calabresi per parlare di qualunquismo e legalità?". Ma il suo gruppo si dissocia. E La Qualunque sbanca al botteghino

di KATIA RICCARDIROMA - Su Youtube i commenti si accavallano. Sotto il video di "Onda calabra", colonna sonora del film di Giulio Manfredonia con Antonio Albanese, Qualunquemente, molti utenti si ribellano. "Non ci rispecchiamo in questo". Molti sono offesi e lo scrivono. Sono stanchi di essere stati scelti per rappresentare un solito, triste, deprimente cliché. Al di là delle risate che Albanese concede. Oltre la satira.

Il film è stato il più visto nel primo fine settimana di uscita. La media è stata di quasi 10mila euro a copia, per un incasso totale di 5.400.000 euro con oltre 800mila presenze. E questi risultati sono stati omogenei da nord a sud. Ma un'onda calabra di malcontento ha preso voce e forza con la delusione manifestata da Peppe Voltarelli, ex cantante de Il Parto delle Nuvole Pesanti, e autore del brano originale che per il film è stato comprato, e poi modificato.

I PEZZI A CONFRONTO 1
- LA SCHEDA DEL FILM 2

La canzone originale del Parto delle Nuvole Pesanti parla di ragazzi che emigrano in Germania. E' poetico, ironico, lascia una traccia di malinconia mentre cerca un'onda di speranza. 'Mi aspetterai cantando', dice il testo, senza dimenticare. Perché chi va via dev'essere pronto a portarsi dietro immagini nella mente, valige di ricordi senza peso. Occhi, rose, colori, spiagge. Strofa in italiano, ritornello in tedesco, la melodia, come l'anima, ha i suoni del Sud. Voltarelli ha sempre cantato senza drammi, senza denuncie rabbiose, e soprattutto senza cliché. Va avanti, vive in giro per l'Italia facendo concerti, lavora. Per questo brano non vuole soldi. Non è quello il punto. Il suo messaggio è sempre stato ottimista, la parodia non lo è. La canzone non doveva essere così flessibile. Neanche per ridere. E Voltarelli lancia il suo invito ad Albanese: "Facciamo una tournée nelle scuole calabresi per parlare di legalità e qualunquismo?"

Voltarelli non è turbato dalla mancanza di riconoscimento, non è interessato a una guerra tecnica su copyright o permessi. E' deluso invece, dispiaciuto che anni di idee e speranze e lotte e poesie, possano essere comprate, cambiate per diventare parte di un gioco a cui lui non ha mai giocato. Ma la band, dalla quale sei anni fa Voltarelli si è separato, si dissocia.

Lo fa con un comunicato in cui Salvatore De Siena, Mimmo Crudo e Amerigo Sirianni dichiarano: "Ci sia consentito di dissentire totalmente dal giudizio artistico e dalla ricostruzione della vicenda di Peppe Voltarelli, non per spirito polemico ma per tutelare le ragioni del Parto delle Nuvole Pesanti e soprattutto per amore di verità. La versione 'Qualunquemente Onda Calabra', pur essendo una versione parzialmente diversa dall'originale per testo e stile, oltre che funzionale al film, è identica all'originale per lo scopo che persegue, che è quello di denunciare la realtà attuale, con la speranza di un domani milgiore. Siamo convinti - si legge ancora - che la versione del film non pregiudichi affatto lo spirito del brano originale, poiché il film di Albanese, oltre a essere una grande opera cinematografica, é anche un autentico gesto d'amore di Antonio verso il Sud, e ci pare davvero offensivo considerare il film macchiettistico".

Con gli altri membri del gruppo "non ci parliamo da anni", spiega Voltarelli. Dalla separazione in poi il suo messaggio è sempre stato ironico, sorridente, allegro. Critico, ovviamente, perché da lì parte. "Ci siamo divisi perché avevamo idee diverse. Io cerco di portare un messaggio da parte della mia terra. Per ché da noi le cose sono veramente in mano alla malavita. Da noi, quando nasci, sai che dovrai andare via per avere un futuro. Questo tipo di caricatura che fa il film aderisce a tutta l'immagine della Calabria nel mondo. Toglie le speranze". Non ha niente contro il film Voltarelli. Semplicemente è "già molto che si sia creato un dibattito", spiega.

Albanese della canzone ha fatto il manifesto di Cetto ("Cchiù pilu pi tutti"). E' la sua canzone, è il suo motto. La sua denuncia. L'arma melodica della sua caricatura. "Non era nata con questo spirito", dice Voltarelli che l'ha scritta nel 2004. Per lui era una poesia, una rosa, una cosa bella. Non avrebbe avuto la risonanza che sta avendo, certo, ma un suono sussurrato, "mantenedo il suo senso però. Da quando ho lasciato il gruppo sei anni fa, ho cercato di portare un'immagine critica e sorridente del Sud, non è facile relazionarmi con la mia terra quando se ne parla sempre in termini deprimenti. Ora la mia non non è una difesa dello status quo, non è un attacco al film. Ma la canzone era un simbolo di possibilità. E' stata presa e trasformata nel contrario esatto", continua e dice: "C'è una differenza tra una risata di felicità, e una risata amara".

Tecnicamente il 'nuovo' brano dovrebbe essere ridepositato alla Siae con le firme degli autori originali più quella di Albanese. "Vedi, lui, che io stimo molto come attore, fa una critica alla politica italiana, ma la mia canzone non era né di destra né sinistra. Era quanto di più lontano da una connotazione politica potesse esserci. Per me è utile la riflessione. Il fatto che si sia creato un dibattito (ripreso anche da Il Giornale, ndr). Politicamente io sono d'accordo con Albanese al limite, ma Cetto è molto 'anni Sessanta', e la gente calabrese è stanca di essere associata a questi luoghi comuni". In fondo, conclude Voltarelli, "non c'è mica tanto da ridere".

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Voltarelli non ha apprezzato la rivisitazione fatta dal comico di un suo brano diventato il manifesto del film. E lancia un invito ad Albanese: "Facciamo una tournée nelle scuole calabresi per parlare di qualunquismo e legalità?". Ma il suo gruppo si dissocia. E La Qualunque sbanca al botteghino

di KATIA RICCARDIROMA - Su Youtube i commenti si accavallano. Sotto il video di "Onda calabra", colonna sonora del film di Giulio Manfredonia con Antonio Albanese, Qualunquemente, molti utenti si ribellano. "Non ci rispecchiamo in questo". Molti sono offesi e lo scrivono. Sono stanchi di essere stati scelti per rappresentare un solito, triste, deprimente cliché. Al di là delle risate che Albanese concede. Oltre la satira.

Il film è stato il più visto nel primo fine settimana di uscita. La media è stata di quasi 10mila euro a copia, per un incasso totale di 5.400.000 euro con oltre 800mila presenze. E questi risultati sono stati omogenei da nord a sud. Ma un'onda calabra di malcontento ha preso voce e forza con la delusione manifestata da Peppe Voltarelli, ex cantante de Il Parto delle Nuvole Pesanti, e autore del brano originale che per il film è stato comprato, e poi modificato.

I PEZZI A CONFRONTO 1
- LA SCHEDA DEL FILM 2

La canzone originale del Parto delle Nuvole Pesanti parla di ragazzi che emigrano in Germania. E' poetico, ironico, lascia una traccia di malinconia mentre cerca un'onda di speranza. 'Mi aspetterai cantando', dice il testo, senza dimenticare. Perché chi va via dev'essere pronto a portarsi dietro immagini nella mente, valige di ricordi senza peso. Occhi, rose, colori, spiagge. Strofa in italiano, ritornello in tedesco, la melodia, come l'anima, ha i suoni del Sud. Voltarelli ha sempre cantato senza drammi, senza denuncie rabbiose, e soprattutto senza cliché. Va avanti, vive in giro per l'Italia facendo concerti, lavora. Per questo brano non vuole soldi. Non è quello il punto. Il suo messaggio è sempre stato ottimista, la parodia non lo è. La canzone non doveva essere così flessibile. Neanche per ridere. E Voltarelli lancia il suo invito ad Albanese: "Facciamo una tournée nelle scuole calabresi per parlare di legalità e qualunquismo?"

Voltarelli non è turbato dalla mancanza di riconoscimento, non è interessato a una guerra tecnica su copyright o permessi. E' deluso invece, dispiaciuto che anni di idee e speranze e lotte e poesie, possano essere comprate, cambiate per diventare parte di un gioco a cui lui non ha mai giocato. Ma la band, dalla quale sei anni fa Voltarelli si è separato, si dissocia.

Lo fa con un comunicato in cui Salvatore De Siena, Mimmo Crudo e Amerigo Sirianni dichiarano: "Ci sia consentito di dissentire totalmente dal giudizio artistico e dalla ricostruzione della vicenda di Peppe Voltarelli, non per spirito polemico ma per tutelare le ragioni del Parto delle Nuvole Pesanti e soprattutto per amore di verità. La versione 'Qualunquemente Onda Calabra', pur essendo una versione parzialmente diversa dall'originale per testo e stile, oltre che funzionale al film, è identica all'originale per lo scopo che persegue, che è quello di denunciare la realtà attuale, con la speranza di un domani milgiore. Siamo convinti - si legge ancora - che la versione del film non pregiudichi affatto lo spirito del brano originale, poiché il film di Albanese, oltre a essere una grande opera cinematografica, é anche un autentico gesto d'amore di Antonio verso il Sud, e ci pare davvero offensivo considerare il film macchiettistico".

Con gli altri membri del gruppo "non ci parliamo da anni", spiega Voltarelli. Dalla separazione in poi il suo messaggio è sempre stato ironico, sorridente, allegro. Critico, ovviamente, perché da lì parte. "Ci siamo divisi perché avevamo idee diverse. Io cerco di portare un messaggio da parte della mia terra. Per ché da noi le cose sono veramente in mano alla malavita. Da noi, quando nasci, sai che dovrai andare via per avere un futuro. Questo tipo di caricatura che fa il film aderisce a tutta l'immagine della Calabria nel mondo. Toglie le speranze". Non ha niente contro il film Voltarelli. Semplicemente è "già molto che si sia creato un dibattito", spiega.

Albanese della canzone ha fatto il manifesto di Cetto ("Cchiù pilu pi tutti"). E' la sua canzone, è il suo motto. La sua denuncia. L'arma melodica della sua caricatura. "Non era nata con questo spirito", dice Voltarelli che l'ha scritta nel 2004. Per lui era una poesia, una rosa, una cosa bella. Non avrebbe avuto la risonanza che sta avendo, certo, ma un suono sussurrato, "mantenedo il suo senso però. Da quando ho lasciato il gruppo sei anni fa, ho cercato di portare un'immagine critica e sorridente del Sud, non è facile relazionarmi con la mia terra quando se ne parla sempre in termini deprimenti. Ora la mia non non è una difesa dello status quo, non è un attacco al film. Ma la canzone era un simbolo di possibilità. E' stata presa e trasformata nel contrario esatto", continua e dice: "C'è una differenza tra una risata di felicità, e una risata amara".

Tecnicamente il 'nuovo' brano dovrebbe essere ridepositato alla Siae con le firme degli autori originali più quella di Albanese. "Vedi, lui, che io stimo molto come attore, fa una critica alla politica italiana, ma la mia canzone non era né di destra né sinistra. Era quanto di più lontano da una connotazione politica potesse esserci. Per me è utile la riflessione. Il fatto che si sia creato un dibattito (ripreso anche da Il Giornale, ndr). Politicamente io sono d'accordo con Albanese al limite, ma Cetto è molto 'anni Sessanta', e la gente calabrese è stanca di essere associata a questi luoghi comuni". In fondo, conclude Voltarelli, "non c'è mica tanto da ridere".

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domenica 23 gennaio 2011

DALLA PARTE DEI BRIGANTI - IN DIRETTA ANCHE SU WWW.SKY830.IT


Oggi alle 21.00 - Domani alle 1.00


SUI CANALI SATELLITARI SKY 830 E TIVUSAT 79 E SUL WEB WWW.SKY830.IT


DALLA PARTE DEI BRIGANTI - L'autore del libro "Terroni", Pino Aprile, il cantautore, Eugenio Bennato, l'editorialista della Gazzetta del Mezzogiorno, Lino Patruno, il sindaco di Bari, Michele Emiliano, il presidente del Movimento Neoborbonico, Gennaro De Crescenzo, in un incontro dibattito sulla vera storia del Sud e del risorgimento italiano, condotto da Beppe Stucci. Tra i brani di Eugenio Bennato, da non perdere le interpretazioni di due splendide canzoni dedicate ai briganti Ninco Nanco e Michelina De Cesare. Il gruppo Pizzica Saliente canta e balle brani della taranta salentina. Suona anche l'orchestra di fiati di Conversano.

Se non hai la parabola puoi seguire il programma in diretta sul web www.sky830.it.
Il programma sarà anche l'occasione per pubblicizzare la nascita di una nuova trasmissione dal titolo "Brigante Tv" che sarà in onda a partire da febbraio sui canali satellitari SKY 830 e TIVUSAT 79 e della nuova web-radio, che ha da poco cominciato le trasmissioni, www.regno.fm, con notizie e musiche per riaffermare nel mondo, le canzoni, i valori e la cultura di tutto il territorio che prima dell'unità d'Italia era il Regno di Napoli e delle Due Sicilie.

Importante. Puoi partecipare al programma in diretta inviando i tuoi SMS al numero (0039) 393.9864256.

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Oggi alle 21.00 - Domani alle 1.00


SUI CANALI SATELLITARI SKY 830 E TIVUSAT 79 E SUL WEB WWW.SKY830.IT


DALLA PARTE DEI BRIGANTI - L'autore del libro "Terroni", Pino Aprile, il cantautore, Eugenio Bennato, l'editorialista della Gazzetta del Mezzogiorno, Lino Patruno, il sindaco di Bari, Michele Emiliano, il presidente del Movimento Neoborbonico, Gennaro De Crescenzo, in un incontro dibattito sulla vera storia del Sud e del risorgimento italiano, condotto da Beppe Stucci. Tra i brani di Eugenio Bennato, da non perdere le interpretazioni di due splendide canzoni dedicate ai briganti Ninco Nanco e Michelina De Cesare. Il gruppo Pizzica Saliente canta e balle brani della taranta salentina. Suona anche l'orchestra di fiati di Conversano.

Se non hai la parabola puoi seguire il programma in diretta sul web www.sky830.it.
Il programma sarà anche l'occasione per pubblicizzare la nascita di una nuova trasmissione dal titolo "Brigante Tv" che sarà in onda a partire da febbraio sui canali satellitari SKY 830 e TIVUSAT 79 e della nuova web-radio, che ha da poco cominciato le trasmissioni, www.regno.fm, con notizie e musiche per riaffermare nel mondo, le canzoni, i valori e la cultura di tutto il territorio che prima dell'unità d'Italia era il Regno di Napoli e delle Due Sicilie.

Importante. Puoi partecipare al programma in diretta inviando i tuoi SMS al numero (0039) 393.9864256.

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La mia “Onda Calabra” non è una macchietta.


http://www.youtube.com/watch?v=h51LUDVb-p0



Di Pino Lipari

Quando mia moglie mi chiama al cellulare la suoneria e "Distratto ma
però" di Peppe Voltarelli , quando invece chiama mio figlio suona
"Anarchy in the U.K." dei Sex Pistols quando chiama tutto il resto del
mondo c'è "Onda Calabra" di Peppe Voltarelli insieme al "Parto delle
nuvole pesanti" e quando suonava mi inorgogliva questo motivo che
racconta l'orgoglio degli emigranti Calabresi in Germania , mi sentivo
unico ad averlo poi qualche giorno fa ha cominciato ad impazzare su
internet e persone che non sanno chi sia Peppe Voltarelli o il "Parto"
persone che di musica si fermano a x factor che non sanno la qualità
ma conoscono solo "l'ultima uscita" postavano sulle loro bacheche
facebook l'onda Calabra ferita e storpiata da parte di Antonio
Albanese,e fanno a gara per avere il motivo al giusto tempo che dice
"Onda calabra Qualunquemente Se c'è pilu non ci manca proprio niente"
Peppe Voltarelli si è molto rattristato per la manipolazione subita
dalla sua canzone ed ha scritto una lettera aperta su il giornale
Calabria Ora,chi lo conosce sa che si tratta di un grande della musica
e conosciuto in tutto il mondo dall'europa alle americhe quest'anno ha
vinto la targa Tenco quindi stiamo parlando di qualcuno che da lustro
alla nostra terra, l'unica cosa positiva sarà che in mezzo a milioni
di cerebrolesi forse alcuni vorranno conoscere l'originale e
apprezzare i concerti dal vivo di Peppe Voltarelli , tutti gli altri
spariranno appena esce l'ultima .....

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La mia “Onda Calabra” non è una macchietta.

“Ciao Antonio, ti scrivo a proposito di Onda Calabra. Sapevo che stavi
lavorando su quella canzone, mi era stato detto che sarebbe entrata
nel film era una cosa che mi faceva piacere perché ti stimo, ero
curioso di vedere lo sviluppo.
Ma quando mi è arrivata la tua versione, era già il 22 dicembre, con
un certo imbarazzo ho scritto a Fandango (la produzione del film) per
chiedere chiarimenti, mi è stato risposto che ormai era tutto fatto e
il 3 gennaio il trailer era già un tormentone su internet. Onda
Calabra è un brano che parla di emigrazione in Germania, che descrive
le sofferenza di una terra martoriata ma, per la prima volta nella
storia, lo fa in maniera sorridente positiva allegra e giocosa, con
quel pizzico di ironia amara che non si piange addosso.
Per questo è una canzone amata dalla gente del Sud come una bandiera,
perché è simbolo di speranza. Una speranza seria non è una macchietta
oppure una gag di cabaret. Per questo non ho dato la mia
autorizzazione all’uso del brano e neanche al rideposito in SIAE, ma
ti assicuro non è una questione di soldi, non è soltanto un fatto di
diritti d’autore.
Credimi è qualcosa di più.
Caro Antonio non sai quanta rabbia provo e quanto è triste pensare che
il mio brano più conosciuto nella tua versione ha perso completamente
il suo significato originario.
La sua forza, la sua dignità e il suo coraggio.
Mi viene da pensare a tutto il lavoro fatto negli ultimi vent’anni anni.
Dai concerti nei piccoli paesi dimenticati da Dio, alle traversate
oceaniche, metro dopo metro, per portare avanti un’idea positiva e di
calabresità sostenibile e a quante volte ho litigato con la Calabria
da cartolina becera ottusa arrogante e mafiosa.
Ignazio Butitta diceva che un popolo è povero per sempre quando gli
tolgono la lingua.
Per questo motivo la canzone Qualunquemente mi ha ferito e credo che
abbia ferito tutti quelli che come me coltivano il sogno del
cambiamento.
Ora ti saluto Antonio, goditi il tuo meritato successo.
Spero che la faccenda si risolverà prima possibile, ma appena puoi per
piacere ridammi indietro la mia canzone”.

Peppe Voltarelli

Fonte: Calabria Ora

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http://www.youtube.com/watch?v=h51LUDVb-p0



Di Pino Lipari

Quando mia moglie mi chiama al cellulare la suoneria e "Distratto ma
però" di Peppe Voltarelli , quando invece chiama mio figlio suona
"Anarchy in the U.K." dei Sex Pistols quando chiama tutto il resto del
mondo c'è "Onda Calabra" di Peppe Voltarelli insieme al "Parto delle
nuvole pesanti" e quando suonava mi inorgogliva questo motivo che
racconta l'orgoglio degli emigranti Calabresi in Germania , mi sentivo
unico ad averlo poi qualche giorno fa ha cominciato ad impazzare su
internet e persone che non sanno chi sia Peppe Voltarelli o il "Parto"
persone che di musica si fermano a x factor che non sanno la qualità
ma conoscono solo "l'ultima uscita" postavano sulle loro bacheche
facebook l'onda Calabra ferita e storpiata da parte di Antonio
Albanese,e fanno a gara per avere il motivo al giusto tempo che dice
"Onda calabra Qualunquemente Se c'è pilu non ci manca proprio niente"
Peppe Voltarelli si è molto rattristato per la manipolazione subita
dalla sua canzone ed ha scritto una lettera aperta su il giornale
Calabria Ora,chi lo conosce sa che si tratta di un grande della musica
e conosciuto in tutto il mondo dall'europa alle americhe quest'anno ha
vinto la targa Tenco quindi stiamo parlando di qualcuno che da lustro
alla nostra terra, l'unica cosa positiva sarà che in mezzo a milioni
di cerebrolesi forse alcuni vorranno conoscere l'originale e
apprezzare i concerti dal vivo di Peppe Voltarelli , tutti gli altri
spariranno appena esce l'ultima .....

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La mia “Onda Calabra” non è una macchietta.

“Ciao Antonio, ti scrivo a proposito di Onda Calabra. Sapevo che stavi
lavorando su quella canzone, mi era stato detto che sarebbe entrata
nel film era una cosa che mi faceva piacere perché ti stimo, ero
curioso di vedere lo sviluppo.
Ma quando mi è arrivata la tua versione, era già il 22 dicembre, con
un certo imbarazzo ho scritto a Fandango (la produzione del film) per
chiedere chiarimenti, mi è stato risposto che ormai era tutto fatto e
il 3 gennaio il trailer era già un tormentone su internet. Onda
Calabra è un brano che parla di emigrazione in Germania, che descrive
le sofferenza di una terra martoriata ma, per la prima volta nella
storia, lo fa in maniera sorridente positiva allegra e giocosa, con
quel pizzico di ironia amara che non si piange addosso.
Per questo è una canzone amata dalla gente del Sud come una bandiera,
perché è simbolo di speranza. Una speranza seria non è una macchietta
oppure una gag di cabaret. Per questo non ho dato la mia
autorizzazione all’uso del brano e neanche al rideposito in SIAE, ma
ti assicuro non è una questione di soldi, non è soltanto un fatto di
diritti d’autore.
Credimi è qualcosa di più.
Caro Antonio non sai quanta rabbia provo e quanto è triste pensare che
il mio brano più conosciuto nella tua versione ha perso completamente
il suo significato originario.
La sua forza, la sua dignità e il suo coraggio.
Mi viene da pensare a tutto il lavoro fatto negli ultimi vent’anni anni.
Dai concerti nei piccoli paesi dimenticati da Dio, alle traversate
oceaniche, metro dopo metro, per portare avanti un’idea positiva e di
calabresità sostenibile e a quante volte ho litigato con la Calabria
da cartolina becera ottusa arrogante e mafiosa.
Ignazio Butitta diceva che un popolo è povero per sempre quando gli
tolgono la lingua.
Per questo motivo la canzone Qualunquemente mi ha ferito e credo che
abbia ferito tutti quelli che come me coltivano il sogno del
cambiamento.
Ora ti saluto Antonio, goditi il tuo meritato successo.
Spero che la faccenda si risolverà prima possibile, ma appena puoi per
piacere ridammi indietro la mia canzone”.

Peppe Voltarelli

Fonte: Calabria Ora

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mercoledì 29 dicembre 2010

LE RESISTENZE SONORE SULLE NOTE DEI KALAFRO.

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martedì 19 ottobre 2010

Eugenio Bennato presenta a Roma il libro "Brigante se more"




Domani alle 18.30 a Roma ci sarà una delegazione del Partito del Sud di Roma a salutare il mitico Eugenio Bennato che presenterà il libro: "Brigante se more", con aneddoti sulla famosa canzone che e' diventata uno degli inni del meridionalismo identitario e del nostro movimento, il Partito del Sud di Antonio Ciano e Beppe De Santis.

-------------------------

Al Wine bar "Convoglia" di Roma (Via Giolitti, 36) martedì 19 ottobre alle ore 18.30, con la presentazione del libro di Eugenio Bennato: "Brigante se more", edito da Coniglio editore.
A presentarlo il giornalista Gaetano Menna.
E' uno showcase di presentazione del libro. Eugenio Bennato farà ascoltare qualche canzone alla chitarra mentre parla del libro.

Fonte e altri dettagli sull'evento: Musicalnews.com

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Domani alle 18.30 a Roma ci sarà una delegazione del Partito del Sud di Roma a salutare il mitico Eugenio Bennato che presenterà il libro: "Brigante se more", con aneddoti sulla famosa canzone che e' diventata uno degli inni del meridionalismo identitario e del nostro movimento, il Partito del Sud di Antonio Ciano e Beppe De Santis.

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Al Wine bar "Convoglia" di Roma (Via Giolitti, 36) martedì 19 ottobre alle ore 18.30, con la presentazione del libro di Eugenio Bennato: "Brigante se more", edito da Coniglio editore.
A presentarlo il giornalista Gaetano Menna.
E' uno showcase di presentazione del libro. Eugenio Bennato farà ascoltare qualche canzone alla chitarra mentre parla del libro.

Fonte e altri dettagli sull'evento: Musicalnews.com

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lunedì 11 ottobre 2010

Intervista a Mimmo Cavallo


http://www.youtube.com/watch?v=hm8n8Rf-T50

Mimmo Cavallo è stato tra i primi cantautori a cantare e a suonare il Sud. La sua rabbia di emigrante a Torino è stata espressa nella canzone "Siamo Meridionali. Oggi sta musicando la trasposizione teatrale di "TERRONI", sotto la regia di Roberto D'Alessandro (150 anni di solitudine)


http://www.youtube.com/watch?v=w0LhyZPVeqc&feature=related


http://www.youtube.com/watch?v=L35qDx8vBCg&feature=related
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http://www.youtube.com/watch?v=hm8n8Rf-T50

Mimmo Cavallo è stato tra i primi cantautori a cantare e a suonare il Sud. La sua rabbia di emigrante a Torino è stata espressa nella canzone "Siamo Meridionali. Oggi sta musicando la trasposizione teatrale di "TERRONI", sotto la regia di Roberto D'Alessandro (150 anni di solitudine)


http://www.youtube.com/watch?v=w0LhyZPVeqc&feature=related


http://www.youtube.com/watch?v=L35qDx8vBCg&feature=related
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giovedì 16 settembre 2010

Nord - Sud... Miseria e Nobiltà (Dedicato al Ministro Brunetta)


http://www.youtube.com/watch?v=eKLPWCJd5PA

Nord - Sud... Miseria e Nobiltà [del gruppo musicale M.A.N.]

Rapina dell'oro del Banco di Napoli (1860),
Fondi F.A.S. sottratti al Sud (2010),
Contributo dell'emigrazione meridionale nella crecita del Nord Italia,
Risorse dedicate alle infrastruttire del Nord (la quasi totalità) e del Sud Italia,
Citazioni di personaggi illustri,
Alcuni tra i grandi scandali finanziari Nord...

Questo e altro nel video per distruggere alcuni stereotipi che vedono un Nord produttivo ed un Sud sanguisuga e palla al piede.

Il tutto aspettando le scuse del Ministro Brunetta...

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http://www.youtube.com/watch?v=eKLPWCJd5PA

Nord - Sud... Miseria e Nobiltà [del gruppo musicale M.A.N.]

Rapina dell'oro del Banco di Napoli (1860),
Fondi F.A.S. sottratti al Sud (2010),
Contributo dell'emigrazione meridionale nella crecita del Nord Italia,
Risorse dedicate alle infrastruttire del Nord (la quasi totalità) e del Sud Italia,
Citazioni di personaggi illustri,
Alcuni tra i grandi scandali finanziari Nord...

Questo e altro nel video per distruggere alcuni stereotipi che vedono un Nord produttivo ed un Sud sanguisuga e palla al piede.

Il tutto aspettando le scuse del Ministro Brunetta...

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lunedì 13 settembre 2010

Tre fratelli contadini di Venosa - Stormy Six


http://www.youtube.com/watch?v=wUOruWU8AW4

Tre fratelli contadini di Venosa, la canzone piu' bella e commovente degli Stormy Six. Tutta da ascoltare.



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http://www.youtube.com/watch?v=wUOruWU8AW4

Tre fratelli contadini di Venosa, la canzone piu' bella e commovente degli Stormy Six. Tutta da ascoltare.



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mercoledì 18 agosto 2010

“BRIGANTE SE MORE” IL NUOVO LIBRO DI EUGENIO BENNATO


Di Gino Giammarino

LA COPERTINA DEL LIBRO DI BENNATO
LA COPERTINA DEL LIBRO DI BENNATO

L’avvicinarsi delle celebrazioni per il centocinquantesimo anno della farsa unità d’Italia, in scadenza nel prossimo anno 2011, ma con numerose manifestazioni “apripista” già in questo 2010 in corso, sta partorendo una serie di controeventi che stanno posizionando il boccone di traverso a chi sperava di cavarsela di nuovo con un po’ di retorica a buon mercato per sgraffignare un ennesimo bottino di fondi pubblici. Così, dopo il boom del libro “Terroni” di Pino Aprile, in volo già oltre le 200.000 (leggasi: duecentomila – ndr) copie, è in uscita un nuovo libro a firma di colui che del brigantaggio rappresenta l’anima musicale, culturale ed identitaria: Eugenio Bennato. Sua è, infatti, “Brigante se more”, la ballata scritta insieme a Carlo D’Angiò nel 1979 ed impostasi rapidamente come vero “Inno dei Briganti” al punto che in tanti, impropriamente, la chiamano proprio così. Ma non è questa l’unica storpiatura che la creatura del fine musicista e ricercatore ingiustamente subisce. E se alcuni versi sono stati alterati per dare un senso diverso dall’originale voluto dagli autori, a un certo punto si è addirittura arrivati alla mistificazione pura secondo la quale la ballata sarebbe stata scritta nel lontano 1860.

Eugenio_Bennato“Ormai ad ogni concerto aumentano i giovani. E quando attacchiamo “Brigante se more” sono tutti a cantare: è un trionfo!”

Brillano un attimo gli occhi ad Eugenio quando mi accoglie nel “covo” di Taranta Power nel quartiere napoletano del Vomero. Poi tira fuori la sua ultima creatura fatta libro:“BRIGANTE SE MORE – Viaggio nella musica del Sud”, la apre, sfoglia e mi spiega:“Questo libro racconta la storia di una sigla commissionatami nel 1979 da Anton Giulio Majano per lo sceneggiato RAI “L’eredità della priora”e diventata un inno del Sud che non ci sta…
Ma la cosa più interessante è il modo in cui si è diffusa, il tramandato orale in una sorta di passaparola che si è allargato a macchia d’olio in maniera incontrollabile!”
Come incontrollabili sono state le alterazioni subite dai versi…
“Ma come si può pensare che io possa scrivere cose del genere? Significa non aver capito niente neanche di quello che si sta dicendo. A Crocco e a Ninco Nanco certamente non gliene frega niente dei Savoia che combattono, ma altrettanto vale per i Borbone: è la terra, è il senso della ribellione che parte dal nostro Sud ma vale per tutti i Sud del mondo. Per la strofa finale, poi, vabbe’…quando mai si è sentito che una preghiera si “mena”? E’ una jastemma che si “mena”, ‘na jastemma contro una falsa libertà promessa e mai realizzata!
Divertente è, invece, la voce secondo la quale si tratterebbe di una vecchia canzone che io e D’Angiò avremmo scovato da qualche parte…”
Una voce che Bennato e D’Angiò smontano con alcuni capitoli dal gradevole e simpatico senso dello humor, anche questo tutto meridionale d.o.c.
Ma il libro di Eugenio Bennato (Coniglio Editore, pp 210, € 14,00) pone innanzitutto una questione che travalica ed attualizza, anche in chiave di ribellione ai sistemi del mercato discografico odierno, quella irrisolta meridionale. E costituisce una bussola tracciata nella musica popolare con la chiarezza di idee propria di chi studia e ricerca il passato per ripensare scenari alternativi futuri. E se qualche neoborbonico nostalgico ma impreparato, politico affabulatore o musicista di scarsa fantasia pensa di poter mettere su il cappello, Bennato riporta nella quarta di copertina le seguenti parole:
“Molti si illusero di poterci usare per le rivoluzioni,
le loro rivoluzioni,
ma la libertà non è cambiare padrone,
non è parola vana e astratta.
E’ dire senza timore:
“E’ mio” e sentire forte il “MIO”,
e sentire forte il possesso di qualcosa
a cominciare dall’anima,
è vivere di ciò che si ama,
vento forte ed impetuoso,
che in ogni generazione rinasce.
Così è stato e così sempre sarà”.

La firma è una garanzia senza remore: Carmine Crocco

Fonte:Il Brigante


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Di Gino Giammarino

LA COPERTINA DEL LIBRO DI BENNATO
LA COPERTINA DEL LIBRO DI BENNATO

L’avvicinarsi delle celebrazioni per il centocinquantesimo anno della farsa unità d’Italia, in scadenza nel prossimo anno 2011, ma con numerose manifestazioni “apripista” già in questo 2010 in corso, sta partorendo una serie di controeventi che stanno posizionando il boccone di traverso a chi sperava di cavarsela di nuovo con un po’ di retorica a buon mercato per sgraffignare un ennesimo bottino di fondi pubblici. Così, dopo il boom del libro “Terroni” di Pino Aprile, in volo già oltre le 200.000 (leggasi: duecentomila – ndr) copie, è in uscita un nuovo libro a firma di colui che del brigantaggio rappresenta l’anima musicale, culturale ed identitaria: Eugenio Bennato. Sua è, infatti, “Brigante se more”, la ballata scritta insieme a Carlo D’Angiò nel 1979 ed impostasi rapidamente come vero “Inno dei Briganti” al punto che in tanti, impropriamente, la chiamano proprio così. Ma non è questa l’unica storpiatura che la creatura del fine musicista e ricercatore ingiustamente subisce. E se alcuni versi sono stati alterati per dare un senso diverso dall’originale voluto dagli autori, a un certo punto si è addirittura arrivati alla mistificazione pura secondo la quale la ballata sarebbe stata scritta nel lontano 1860.

Eugenio_Bennato“Ormai ad ogni concerto aumentano i giovani. E quando attacchiamo “Brigante se more” sono tutti a cantare: è un trionfo!”

Brillano un attimo gli occhi ad Eugenio quando mi accoglie nel “covo” di Taranta Power nel quartiere napoletano del Vomero. Poi tira fuori la sua ultima creatura fatta libro:“BRIGANTE SE MORE – Viaggio nella musica del Sud”, la apre, sfoglia e mi spiega:“Questo libro racconta la storia di una sigla commissionatami nel 1979 da Anton Giulio Majano per lo sceneggiato RAI “L’eredità della priora”e diventata un inno del Sud che non ci sta…
Ma la cosa più interessante è il modo in cui si è diffusa, il tramandato orale in una sorta di passaparola che si è allargato a macchia d’olio in maniera incontrollabile!”
Come incontrollabili sono state le alterazioni subite dai versi…
“Ma come si può pensare che io possa scrivere cose del genere? Significa non aver capito niente neanche di quello che si sta dicendo. A Crocco e a Ninco Nanco certamente non gliene frega niente dei Savoia che combattono, ma altrettanto vale per i Borbone: è la terra, è il senso della ribellione che parte dal nostro Sud ma vale per tutti i Sud del mondo. Per la strofa finale, poi, vabbe’…quando mai si è sentito che una preghiera si “mena”? E’ una jastemma che si “mena”, ‘na jastemma contro una falsa libertà promessa e mai realizzata!
Divertente è, invece, la voce secondo la quale si tratterebbe di una vecchia canzone che io e D’Angiò avremmo scovato da qualche parte…”
Una voce che Bennato e D’Angiò smontano con alcuni capitoli dal gradevole e simpatico senso dello humor, anche questo tutto meridionale d.o.c.
Ma il libro di Eugenio Bennato (Coniglio Editore, pp 210, € 14,00) pone innanzitutto una questione che travalica ed attualizza, anche in chiave di ribellione ai sistemi del mercato discografico odierno, quella irrisolta meridionale. E costituisce una bussola tracciata nella musica popolare con la chiarezza di idee propria di chi studia e ricerca il passato per ripensare scenari alternativi futuri. E se qualche neoborbonico nostalgico ma impreparato, politico affabulatore o musicista di scarsa fantasia pensa di poter mettere su il cappello, Bennato riporta nella quarta di copertina le seguenti parole:
“Molti si illusero di poterci usare per le rivoluzioni,
le loro rivoluzioni,
ma la libertà non è cambiare padrone,
non è parola vana e astratta.
E’ dire senza timore:
“E’ mio” e sentire forte il “MIO”,
e sentire forte il possesso di qualcosa
a cominciare dall’anima,
è vivere di ciò che si ama,
vento forte ed impetuoso,
che in ogni generazione rinasce.
Così è stato e così sempre sarà”.

La firma è una garanzia senza remore: Carmine Crocco

Fonte:Il Brigante


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sabato 7 agosto 2010

Mimmo Cavallo, brigante


Scritto da Pietro Fucile
sabato 07 agosto 2010

Parlare oggi, a trent’anni di distanza dei successi discografici di Mimmo Cavallo, può apparire al superficiale un esercizio puramente nostalgico. Invece parlare di questo Cantautore significa inserirsi nel dibattito che sui giornali, col fioretto e con la scimitarra, si fa oggi delle celebrazioni dell’Italia Una. Come tutti quelli che hanno tentato e tentano di parlare del Sud, rinunciando agli ormai stratificati stereotipi, anche Mimmo trova poco spazio in un mercato culturale in mano ai soliti soloni, all’anacronistica difesa di un risorgimento paludato e falso. Mimmo come un nobile Brigante non si piega al conformismo commerciale del politicamente corretto e si rifugia nel più angusto spazio dei concerti dal vivo e nelle collaborazioni con altri autori, Mariella Nava, Fiorella Mannoia, Mia Martini, Gianni Morandi ci hanno raccontato i suoi preziosi e riconoscibili lavori. Dalla sua voce invece riascoltiamo «Uh, mammà!», «Siamo meridionali», «Aria di risorgimento», che rappresentano un geniale tentativo, nuovo all’epoca, di fare luce su una pagina tragica della nostra storia e che ha trovato comunque finora pochi epigoni. L’appartenenza al suo Salento, e al meridione in generale è fortemente rivendicata, talvolta con la rabbia di un rock pulito che nulla concede al compromesso, altre volte con lo stile intimista della più pura canzone d’autore. L’incantautore non rinuncia al suo stile pungente ed ironico col quale denuncia le contraddizioni della nostra società dalle facili carriere e portando alla luce verità scomode, e mai rivelate prima nelle canzoni e raramente nei libri. E non rinuncia neppure, nel proporre «Ninetta», «Anna Anna mia» alla ricerca d’un amore universale, come i ragazzi d’una volta. Negli ultimi anni, le voci di un suo ritorno discografico hanno alimentato l’entusiasmo dei tanti estimatori, ma sono state sempre smentite dai fatti, …è possibile che la guerra al brigantaggio non sia ancora finita!

Fonte:
Dea Notizie

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Scritto da Pietro Fucile
sabato 07 agosto 2010

Parlare oggi, a trent’anni di distanza dei successi discografici di Mimmo Cavallo, può apparire al superficiale un esercizio puramente nostalgico. Invece parlare di questo Cantautore significa inserirsi nel dibattito che sui giornali, col fioretto e con la scimitarra, si fa oggi delle celebrazioni dell’Italia Una. Come tutti quelli che hanno tentato e tentano di parlare del Sud, rinunciando agli ormai stratificati stereotipi, anche Mimmo trova poco spazio in un mercato culturale in mano ai soliti soloni, all’anacronistica difesa di un risorgimento paludato e falso. Mimmo come un nobile Brigante non si piega al conformismo commerciale del politicamente corretto e si rifugia nel più angusto spazio dei concerti dal vivo e nelle collaborazioni con altri autori, Mariella Nava, Fiorella Mannoia, Mia Martini, Gianni Morandi ci hanno raccontato i suoi preziosi e riconoscibili lavori. Dalla sua voce invece riascoltiamo «Uh, mammà!», «Siamo meridionali», «Aria di risorgimento», che rappresentano un geniale tentativo, nuovo all’epoca, di fare luce su una pagina tragica della nostra storia e che ha trovato comunque finora pochi epigoni. L’appartenenza al suo Salento, e al meridione in generale è fortemente rivendicata, talvolta con la rabbia di un rock pulito che nulla concede al compromesso, altre volte con lo stile intimista della più pura canzone d’autore. L’incantautore non rinuncia al suo stile pungente ed ironico col quale denuncia le contraddizioni della nostra società dalle facili carriere e portando alla luce verità scomode, e mai rivelate prima nelle canzoni e raramente nei libri. E non rinuncia neppure, nel proporre «Ninetta», «Anna Anna mia» alla ricerca d’un amore universale, come i ragazzi d’una volta. Negli ultimi anni, le voci di un suo ritorno discografico hanno alimentato l’entusiasmo dei tanti estimatori, ma sono state sempre smentite dai fatti, …è possibile che la guerra al brigantaggio non sia ancora finita!

Fonte:
Dea Notizie

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lunedì 26 luglio 2010

L'altra storia (Sandro Sottile)


http://www.youtube.com/watch?v=wCB5IMft6D0

Sandro Sottile "C'è quel Sud" - "L'altra storia"

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http://www.youtube.com/watch?v=wCB5IMft6D0

Sandro Sottile "C'è quel Sud" - "L'altra storia"

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lunedì 5 luglio 2010

NINCO NANCO


http://www.youtube.com/watch?v=muQF9QFt3us

NINCO NANCO
nuovo brano dei BRIGANTI ELETTRICI (2010)
i Briganti Elettrici:
Michele Sanseverino (voce, effetti elettronici)
Luca Martino (chitarra, voce)
Salvatore Avella (basso)
Silvestro Miele (batteria)
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http://www.youtube.com/watch?v=muQF9QFt3us

NINCO NANCO
nuovo brano dei BRIGANTI ELETTRICI (2010)
i Briganti Elettrici:
Michele Sanseverino (voce, effetti elettronici)
Luca Martino (chitarra, voce)
Salvatore Avella (basso)
Silvestro Miele (batteria)
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venerdì 2 luglio 2010

Eddy Napoli - MALAUNITA' / videoclip ufficiale (sottotitoli in italiano)


http://www.youtube.com/watch?v=aIFzaKrd-pI


Videoclip del brano "Malauntià" di Eddy Napoli

La storia in musica di un'unità d'Italia che fu fatta, che doveva essere si fatta, ma in altra maniera. Il brano precede il nuovo lavoro discografico in uscita ad ottobre, dedicato ai martiri delle Due Sicilie.

Già voce solista dell'Orchestra Italiana di Renzo Arbore e figlio dell'autore della famosissima "Luna rossa" (Vincenzo De Crescenzo), Eddy Napoli è impegnato in una battaglia per il riconoscimento della verità storica e nella valorizzazione della Napoletanità.

In questo lavoro, Eddy canta finalmente la protesta sudista nell'anno delle celebrazioni per il centocinquantenario dell'unificazione italiana che porterà in giro (anche nelle scuole), insieme ad una musicalità mediterranea e coinvolgente, le verità spesso ignorate dalla "storia ufficiale" e da celebrazioni che si preannunciano all'insegna di una retorica ormai sempre più lontana dai sentimenti soprattutto dei nostri giovani.

Dice l'artista:

"Nella mia vita ho avuto l'opportunità e la fortuna di girare il mondo, ho conosciuto emigranti meridionali negli Stati Uniti, in Australia, in Canada, in Argentina, in Germania, in Inghilterra, in Brasile, insomma ovunque.

Ciò che ho sempre letto negli occhi di quelle persone è un insieme di sentimenti e di identità ancora confusi da un gene atavico, ma soprattutto uno stato d'animo "ricco" di tristezza. Ciò ha incentivato una mia necessità pregressa relativa ad una domanda alla quale non trovavo una giusta risposta e cioè: perché e come è potuto succedere che in tutto il mondo ci fossero tanti emigranti meridionali? Quindi ho cominciato le mie ricerche che mi hanno portato alla scoperta di molte "verità nascoste".

Oggi sono qui con una volontà irrefrenabile di raccontare, ma soprattutto con la mia coscienza che mi detta la necessità di onorare e ricordare i nostri eroi, i fatti che ci hanno nascosto con una storia bugiarda scritta da "quei vincitori" che ancora oggi colonizzano la nostra terra".
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http://www.youtube.com/watch?v=aIFzaKrd-pI


Videoclip del brano "Malauntià" di Eddy Napoli

La storia in musica di un'unità d'Italia che fu fatta, che doveva essere si fatta, ma in altra maniera. Il brano precede il nuovo lavoro discografico in uscita ad ottobre, dedicato ai martiri delle Due Sicilie.

Già voce solista dell'Orchestra Italiana di Renzo Arbore e figlio dell'autore della famosissima "Luna rossa" (Vincenzo De Crescenzo), Eddy Napoli è impegnato in una battaglia per il riconoscimento della verità storica e nella valorizzazione della Napoletanità.

In questo lavoro, Eddy canta finalmente la protesta sudista nell'anno delle celebrazioni per il centocinquantenario dell'unificazione italiana che porterà in giro (anche nelle scuole), insieme ad una musicalità mediterranea e coinvolgente, le verità spesso ignorate dalla "storia ufficiale" e da celebrazioni che si preannunciano all'insegna di una retorica ormai sempre più lontana dai sentimenti soprattutto dei nostri giovani.

Dice l'artista:

"Nella mia vita ho avuto l'opportunità e la fortuna di girare il mondo, ho conosciuto emigranti meridionali negli Stati Uniti, in Australia, in Canada, in Argentina, in Germania, in Inghilterra, in Brasile, insomma ovunque.

Ciò che ho sempre letto negli occhi di quelle persone è un insieme di sentimenti e di identità ancora confusi da un gene atavico, ma soprattutto uno stato d'animo "ricco" di tristezza. Ciò ha incentivato una mia necessità pregressa relativa ad una domanda alla quale non trovavo una giusta risposta e cioè: perché e come è potuto succedere che in tutto il mondo ci fossero tanti emigranti meridionali? Quindi ho cominciato le mie ricerche che mi hanno portato alla scoperta di molte "verità nascoste".

Oggi sono qui con una volontà irrefrenabile di raccontare, ma soprattutto con la mia coscienza che mi detta la necessità di onorare e ricordare i nostri eroi, i fatti che ci hanno nascosto con una storia bugiarda scritta da "quei vincitori" che ancora oggi colonizzano la nostra terra".

venerdì 25 giugno 2010

Brigante se more (Libertà) - Napoli Incanto


http://www.youtube.com/watch?v=ybCnZoQQE1Y

Gianni Aversano ha incantato la Piazza a Gaeta il 18 giugno del 2010...Napoli Incanto sono dei fuoriclasse della musica napoletana, classica e popolare.


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http://www.youtube.com/watch?v=ybCnZoQQE1Y

Gianni Aversano ha incantato la Piazza a Gaeta il 18 giugno del 2010...Napoli Incanto sono dei fuoriclasse della musica napoletana, classica e popolare.


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sabato 22 maggio 2010

The Cranberries - Zombie (Traduzione)



Zombie è una canzone dei The Cranberries, tratta dall'album del 1994 No Need to Argue. Il tema della canzone è particolare riferimento all'insurrezione irlandese del 1916, nota come "Sollevazione di Pasqua".

Rappresenta il maggior successo del gruppo irlandese, vendendo in tutto il globo oltre due milioni di copie. È stata eseguita in tutti tour della band sin dalla sua pubblicazione nel 1994. L'anno seguente vince il MTV Europe Music Award come "Miglior canzone dell'anno".

Il video di Zombie fu messo in onda a partire dal 1995. Diretto da Samuel Bayer, fu prodotto da Doug Friedman e la H.S.I. Productions. Nel video, Dolores O'Riordan è completamente dipinta di una tinta dorata, circondata da bambini: reminiscenza dell'immagine classica di San Sebastiano. La canzone è stata inoltre remixata dagli A.D.A.M., in chiave eurodance, che riscosse un grande successo.
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Zombie è una canzone dei The Cranberries, tratta dall'album del 1994 No Need to Argue. Il tema della canzone è particolare riferimento all'insurrezione irlandese del 1916, nota come "Sollevazione di Pasqua".

Rappresenta il maggior successo del gruppo irlandese, vendendo in tutto il globo oltre due milioni di copie. È stata eseguita in tutti tour della band sin dalla sua pubblicazione nel 1994. L'anno seguente vince il MTV Europe Music Award come "Miglior canzone dell'anno".

Il video di Zombie fu messo in onda a partire dal 1995. Diretto da Samuel Bayer, fu prodotto da Doug Friedman e la H.S.I. Productions. Nel video, Dolores O'Riordan è completamente dipinta di una tinta dorata, circondata da bambini: reminiscenza dell'immagine classica di San Sebastiano. La canzone è stata inoltre remixata dagli A.D.A.M., in chiave eurodance, che riscosse un grande successo.
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giovedì 20 maggio 2010

VENERDI 21 MAGGIO ore 20.30 PEPPE VOLTARELLI IN CONCERTO - AULA MAGNA RESIDENZA UNIVERSITARIA MONTERONE - VIA PONTANO 36 NAPOLI


http://www.youtube.com/watch?v=b9drLBuwK5w


I Cani:Tratto dall'album e dall'omonimo lavoro teatrale "Roccu u Stortu", musicato dal Parto delle Nuvole Pesanti.

Su facebook
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http://www.youtube.com/watch?v=b9drLBuwK5w


I Cani:Tratto dall'album e dall'omonimo lavoro teatrale "Roccu u Stortu", musicato dal Parto delle Nuvole Pesanti.

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mercoledì 12 maggio 2010

MALUNITA' la nuova canzone di Eddy Napoli!!!



http://www.youtube.com/watch?v=e99-_vlsRvQ


MALAUNITÀ
(Eddy Napoli)

NUIE SIMMO FIGLIE D’’O SOLE E D’’A NEVE,
NUIE SIMMO CIELO NUIE SIMMO ‘STI PPRETE.
‘N’ARRAGGIA ‘N’CUORPO ‘A ‘NU TIEMPO LUNTANO
C’‘A CCHIÙ ‘E CIENT’ANNE C’ABBRUCIA ‘INT’‘E MMANE.

TIEMPO ‘E ‘NU VIENTO CHE ‘NQUIETA ‘STI FRONNE,
TIEMPO ‘E ‘NU MARE CHE SMOVE CHEST’ONNE,
TIEMPE PASSATE, TIEMPE ‘E ‘STI IUORNE,
TIEMPO C’ASCIUTTA E TIEMPO CHE ‘NFONNE.

MANE CHE SCRIVONO E SPORCANO ‘A STORIA,
‘NFAME E ASSASSINI CHE SAGLIENO ‘N GLORIA.
MANE C’ARROBBANO FEMMENE E TERRE,
E CHE PRETENNENO ‘E TASSE ‘E ‘NA GUERRA.

GUERRA C’ACCIRE CRIATURE E ‘NNUCENTE
E C’HA REDUTTO ‘STA GENTE PEZZENTE,
GENTE D’AMMORE ISTRUITA E BRILLANTE
PRIMMA BRIGANTE E DOPPO EMIGRANTE.

OÈ !
ME SÌ FRATO TU A MME ?!
E DIMME PECCHÈ
FIERRO E FUOCO PE MME.

OÈ !
… E SÌ FRATO TU A MME ?!
E NUN DIRME CHE D’È
‘STA BANDIERA, PECCHÈ
NUN TENGO NIENTE ‘A VEDÈ !

TU PIEMONTESE, ‘NU MIEZO FRANCESE,
STIVE ‘GUAIATO FRA DIEBETE E SPESE.
SÌ ADDEVENTATO GRAND’ OMMO E SOVRANO
CU ‘E SORDE D’’E BANCHE NAPULITANE.

NUN CUNUSCIVE NE’ ONORE E CRIANZA
PENZAVE SULO A TE REGNERE ‘A PANZA,
DICIVE CA IO NUN TENEVO ‘NU DIO
MENTRE T’ARRUBBAVE TUTT’‘O SANGHE MIO.

SÌ STATO BRAVO A ‘NVENTARTE ‘NA GUERRA
CU ‘A SCUSA CA SIMMO TUTTE FRATELLI,
E SENZA MANCO ‘NA DICHIARAZIONE
CACCIASTE FORE CHI ERA ‘O PADRONE.

TE SÌ PIGLIATO CERTEZZE E SPERANZE
E ‘NCE DATO SULO MISERIA E ‘NGURANZA,
PO’ ‘NCE LASSATO ‘NA GRANDA ZAVORRA:
‘NDRANGHETA MAFIA MUNNEZZA E CAMORRA.

MALAUNITÀ MALAUNITÀ
MALAUNITÀ MALAUNITÀ
MALAUNITÀ MALAUNITÀ
MALAUNITÀ MALAUNITÀ.

OÈ !
ME SÌ FRATO TU A MME ?!
E DIMME PECCHÈ
FIERRO E FUOCO PE MME.

OÈ !
… E SÌ FRATO TU A MME ?!
E NUN DIRME CHE D’È
‘STA BANDIERA, PECCHÈ
NUN TENGO NIENTE ‘A VEDÈ !


CHI ‘NCE LEVAIE VITA, AMMORE E MEMORIA,
SO’ EROI ABUSIVI ‘INT’’E LIBRE D’’A STORIA,
STORIA CAROGNA CHE SPORCA CHEST’ARIA,
STORIA BUCIARDA ‘E CHI HA FATTO ‘ST’ITALIA

MALAUNITÀ !
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http://www.youtube.com/watch?v=e99-_vlsRvQ


MALAUNITÀ
(Eddy Napoli)

NUIE SIMMO FIGLIE D’’O SOLE E D’’A NEVE,
NUIE SIMMO CIELO NUIE SIMMO ‘STI PPRETE.
‘N’ARRAGGIA ‘N’CUORPO ‘A ‘NU TIEMPO LUNTANO
C’‘A CCHIÙ ‘E CIENT’ANNE C’ABBRUCIA ‘INT’‘E MMANE.

TIEMPO ‘E ‘NU VIENTO CHE ‘NQUIETA ‘STI FRONNE,
TIEMPO ‘E ‘NU MARE CHE SMOVE CHEST’ONNE,
TIEMPE PASSATE, TIEMPE ‘E ‘STI IUORNE,
TIEMPO C’ASCIUTTA E TIEMPO CHE ‘NFONNE.

MANE CHE SCRIVONO E SPORCANO ‘A STORIA,
‘NFAME E ASSASSINI CHE SAGLIENO ‘N GLORIA.
MANE C’ARROBBANO FEMMENE E TERRE,
E CHE PRETENNENO ‘E TASSE ‘E ‘NA GUERRA.

GUERRA C’ACCIRE CRIATURE E ‘NNUCENTE
E C’HA REDUTTO ‘STA GENTE PEZZENTE,
GENTE D’AMMORE ISTRUITA E BRILLANTE
PRIMMA BRIGANTE E DOPPO EMIGRANTE.

OÈ !
ME SÌ FRATO TU A MME ?!
E DIMME PECCHÈ
FIERRO E FUOCO PE MME.

OÈ !
… E SÌ FRATO TU A MME ?!
E NUN DIRME CHE D’È
‘STA BANDIERA, PECCHÈ
NUN TENGO NIENTE ‘A VEDÈ !

TU PIEMONTESE, ‘NU MIEZO FRANCESE,
STIVE ‘GUAIATO FRA DIEBETE E SPESE.
SÌ ADDEVENTATO GRAND’ OMMO E SOVRANO
CU ‘E SORDE D’’E BANCHE NAPULITANE.

NUN CUNUSCIVE NE’ ONORE E CRIANZA
PENZAVE SULO A TE REGNERE ‘A PANZA,
DICIVE CA IO NUN TENEVO ‘NU DIO
MENTRE T’ARRUBBAVE TUTT’‘O SANGHE MIO.

SÌ STATO BRAVO A ‘NVENTARTE ‘NA GUERRA
CU ‘A SCUSA CA SIMMO TUTTE FRATELLI,
E SENZA MANCO ‘NA DICHIARAZIONE
CACCIASTE FORE CHI ERA ‘O PADRONE.

TE SÌ PIGLIATO CERTEZZE E SPERANZE
E ‘NCE DATO SULO MISERIA E ‘NGURANZA,
PO’ ‘NCE LASSATO ‘NA GRANDA ZAVORRA:
‘NDRANGHETA MAFIA MUNNEZZA E CAMORRA.

MALAUNITÀ MALAUNITÀ
MALAUNITÀ MALAUNITÀ
MALAUNITÀ MALAUNITÀ
MALAUNITÀ MALAUNITÀ.

OÈ !
ME SÌ FRATO TU A MME ?!
E DIMME PECCHÈ
FIERRO E FUOCO PE MME.

OÈ !
… E SÌ FRATO TU A MME ?!
E NUN DIRME CHE D’È
‘STA BANDIERA, PECCHÈ
NUN TENGO NIENTE ‘A VEDÈ !


CHI ‘NCE LEVAIE VITA, AMMORE E MEMORIA,
SO’ EROI ABUSIVI ‘INT’’E LIBRE D’’A STORIA,
STORIA CAROGNA CHE SPORCA CHEST’ARIA,
STORIA BUCIARDA ‘E CHI HA FATTO ‘ST’ITALIA

MALAUNITÀ !

giovedì 6 maggio 2010

Eugenio Bennato - Brigante se more


http://www.youtube.com/watch?v=qx4ewUPiwEI

— Eugenio Bennato allo Yacht Med Festival di Gaeta
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http://www.youtube.com/watch?v=qx4ewUPiwEI

— Eugenio Bennato allo Yacht Med Festival di Gaeta

martedì 27 aprile 2010

Kalafro Sound Power - Assetto Da Battaglia


http://www.youtube.com/watch?v=EFN64u2Eqh8
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http://www.youtube.com/watch?v=EFN64u2Eqh8

 
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