Supporta il Partito del Sud
La campagna di adesione al Partito del Sud è ripresa, con il nuovo tesseramento, da gennaio.
Scopri Perchè sostenerci
Il Partito del sud per tutti i sud
I sud del mondo hanno tutti in comune il medesimo destino, sono stati conquistati, sfruttati depredati e abbandonati a loro stessi. Il partito del sud è convinto che la solidarietà e l'accoglienza siano un dovere perchè ogni essere umano ha diritto a vivere una vita dignitosa
Illuminiamo il futuro dei nostri figli
Solo 6 euro per ogni 100 di spesa restano alle imprese del sud, diamo ai nostri figli la possibilità di restare nella loro terra. Sei tu a fare la scelta. COMPRA PRODOTTI DEL SUD. Prima di acquistare un prodotto guarda etichetta, scegli aziende con sede e stabilimenti nel sud Italia
domenica 4 ottobre 2009
Nuovi Briganti - Sono siciliano
"Sono siciliano" canzone dei Nuovi Briganti tratto dall'album "Fottuto terrone" del 1993
"Sono siciliano" canzone dei Nuovi Briganti tratto dall'album "Fottuto terrone" del 1993
mercoledì 23 settembre 2009
1^ Festa della Solidarietà a Suzzara (MN) - Serata di musica napoletana
Alcune immagini della serata del 19/09/2009. Canzoni Napoletane.
Alcune immagini della serata del 19/09/2009. Canzoni Napoletane.
domenica 13 settembre 2009
Rionero - Notte Bianca "4. Eugenio Bennato"
SiderurgikaTv (Ass. Vibrazioni Lucane)
SiderurgikaTv (Ass. Vibrazioni Lucane)
sabato 5 settembre 2009
Immagini del Negro Festival 2009
Grotte dell'Angelo a Pertosa - 16^ edizione di Negro Festival,
Grotte dell'Angelo a Pertosa - 16^ edizione di Negro Festival,
lunedì 17 agosto 2009
mercoledì 8 luglio 2009
sabato 20 giugno 2009
La vida tombola (Maradona by Kusturica)
Manu Chao interpretando La vida tombola en la película Maradona de Emir Kusturica.
Manu Chao interpretando La vida tombola en la película Maradona de Emir Kusturica.
mercoledì 10 giugno 2009
Terra mia
Terra mia - Pino Daniele 1a canzone, A città e'pulcinella 2a canzone
Monnezza, spazzatura
Napoli, Bella Napoli, amo Napoli
Ragazzi scusate i piccoli errori del video...e sempre forza Napoli
Terra mia - Pino Daniele 1a canzone, A città e'pulcinella 2a canzone
Monnezza, spazzatura
Napoli, Bella Napoli, amo Napoli
Ragazzi scusate i piccoli errori del video...e sempre forza Napoli
giovedì 21 maggio 2009
domenica 10 maggio 2009
sabato 9 maggio 2009
mercoledì 6 maggio 2009
Domani 21 Aprile 2009 Artisti uniti per l'Abruzzo
Tra le nuvole e i sassi passano i sogni di tutti (Ligabue)
passa il sole ogni giorno senza mai tardare. (Tiziano Ferro)
Dove sarò domani? (Enrico Ruggeri)
Dove sarò? (Gianni Morandi)
Tra le nuvole e il mare c'è una stazione di posta (Franco Battiato)
uno straccio di stella messa lì a consolare (Massimo Ranieri)
sul sentiero infinito (Max Pezzali)
del maestrale (Eugenio Finardi)
Day by day (Zucchero)
Day by day (Cesare Cremonini)
hold me shine on me. (Zucchero)
shine on me (Cesare Cremonini)
Day by day save me shine on me (Zucchero, Carmen Consoli, Mauro Pagani, Cesare Cremonini, Eugenio Finardi)
Ma domani, domani, domani, lo so (Francesco Renga)
Lo so che si passa il confine, (Roberto Vecchioni)
E di nuovo la vita (Mauro Pagani)
sembra fatta per te (Giuliano Palma)
e comincia (Elio)
domani (Elio e Le Storie Tese, Vittorio Cosma )
domani è già qui (Jovanotti)
rap 1 Estraggo un foglio nella risma nascosto scrivo e non riesco forse perché il sisma mha scosso (Caparezza)
rap 2 Ogni vita che salvi, ogni pietra che poggi, fa pensare a domani ma puoi farlo solo oggi (Frankie Hi Energy)
e la vita la vita si fa grande così (Gianluca Grignani)
e comincia domani (Giuliano Sangiorgi)
Tra le nuvole e il mare si può fare e rifare (Claudio Baglioni)
con un pò di fortuna (Ron)
si può dimenticare. (Luca Carboni)
Dove sarò (Baustelle)
domani? Dove sarò? (Samuele Bersani e Baustelle)
oh oh oh (coro: Carmen Consoli, Antonella Ruggiero, Alioscia, Pacifico, Mango, Massimo Ranieri, Bluvertigo, Nek, Giuliano Palma, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Albano)
rap 3 Dove sarò domani che ne sarà dei miei sogni infranti, dei miei piani
Dove sarò domani, tendimi le mani, tendimi le mani (Marracash)
Tra le nuvole e il mare si può andare e andare (Laura Pausini)
sulla scia delle navi di là del temporale (Carmen Consoli)
e qualche volta si vede (Nek)
domani (Antonello Venditti)
una luce di prua (Nek)
e qualcuno grida: Domani (Antonello Venditti)
rap 4 Come laquila che vola
libera tra il cielo e i sassi siamo sempre diversi e siamo sempre gli stessi,
hai fatto il massimo e il massimo non è bastato e non sapevi piangere e adesso
che hai imparato non bastano le lacrime ad impastare il calcestruzzo
eccoci qua cittadini dAbruzzo
e aumentano dintensità le lampadine una frazione di
secondo prima della finee la tua mamma,
la tua patria da ricostruire,
comu le scole, le case e specialmente lu core
e puru nu postu cu facimu lamore
(Jovanotti, J Ax, Fabri Fibra e in chiusura Sud Sound System)
non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi)
a fare castelli in aria (J Ax e Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi)
sulla stessa barca (J Ax , Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giorgia)
a fare castelli in aria (J Ax e Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giorgia)
a stare bene in Italia (J Ax e Fabri Fibra)
sulla stessa barca (J Ax)
a immaginare un nuovo giorno in Italia (Giorgia, Giusy Ferreri, Dolcenera, Mario Venuti, Jovanotti, J Ax, Fabri Fibra)
Tra le nuvole e il mare si può andare, andare
Sulla scia delle navi di là dal temporale (Piero Pelù)
Qualche volta si vede una luce di prua e qualcuno grida, domani (Morgan)
Non siamo così soli (Giorgia, Mario Venuti, Giusy Ferreri, Dolcenera, Giuliano Sangiorgi)
(tromba solo di Roy Paci)
Domani è già qui
Domani è già qui (Jovanotti, Marracash, FabriFibra, J Ax)
(Assolo violino Mauro Pagani)
Ma domani domani, domani lo so, lo so, che si passa il confine (Gianna Nannini)
E di nuovo la vita sembra fatta per te e comincia (Elisa)
domani (Sud Sound System)
Tra le nuvole e il mare, si può fare e rifare
Con un pò di fortuna si può dimenticare (Manuel Agnelli Afterhours)
E di nuovo la vita, sembra fatta per te (Mango)
E comincia (Niccolò Fabi)
(coro finale)
domani
E domani domani, domani lo so
Lo so che si passa il confine
E di nuovo la vita sembra fatta per te
E comincia domani
(Manuel Agnelli, Dolcenera, Zucchero, Niccolò Fabi, Pacifico, Giusy Ferreri, Alioscia, Pacifico, Max Pezzali, Caparezza, Niccolò Agliardi, Luca Carboni, Roy Paci, Tricarico, Ron, Giuliano Sangiorgi, negramaro, Negrita, Giorgia, Francesco Renga, Malika Ayane, Laura Pausini, Morgan, Jovanotti, Massimo Ranieri, Nek, Enrico Ruggeri, Piero Pelù, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Carmen Consoli, Mango, Cesare Cremonini, Saturnino)
Domani è già qui, domani è già qui (Jovanotti)
(Mauro Pagani)
© Macù Ed. Mus. S.a.s.
(P) 2009 Sugarmusic S.p.a.
Domani 21-04-09 - SALVIAMO L'ARTE IN ABRUZZO
Conto Corrente n° 95882221 intestato al Ministero dei Beni Culturali
IBAN:IT-85-X-07601-03200-000095882221 , BIC / SWIFT: BPPIITRRXXX
Causale "Domani 21-04-09".
Tra le nuvole e i sassi passano i sogni di tutti (Ligabue)
passa il sole ogni giorno senza mai tardare. (Tiziano Ferro)
Dove sarò domani? (Enrico Ruggeri)
Dove sarò? (Gianni Morandi)
Tra le nuvole e il mare c'è una stazione di posta (Franco Battiato)
uno straccio di stella messa lì a consolare (Massimo Ranieri)
sul sentiero infinito (Max Pezzali)
del maestrale (Eugenio Finardi)
Day by day (Zucchero)
Day by day (Cesare Cremonini)
hold me shine on me. (Zucchero)
shine on me (Cesare Cremonini)
Day by day save me shine on me (Zucchero, Carmen Consoli, Mauro Pagani, Cesare Cremonini, Eugenio Finardi)
Ma domani, domani, domani, lo so (Francesco Renga)
Lo so che si passa il confine, (Roberto Vecchioni)
E di nuovo la vita (Mauro Pagani)
sembra fatta per te (Giuliano Palma)
e comincia (Elio)
domani (Elio e Le Storie Tese, Vittorio Cosma )
domani è già qui (Jovanotti)
rap 1 Estraggo un foglio nella risma nascosto scrivo e non riesco forse perché il sisma mha scosso (Caparezza)
rap 2 Ogni vita che salvi, ogni pietra che poggi, fa pensare a domani ma puoi farlo solo oggi (Frankie Hi Energy)
e la vita la vita si fa grande così (Gianluca Grignani)
e comincia domani (Giuliano Sangiorgi)
Tra le nuvole e il mare si può fare e rifare (Claudio Baglioni)
con un pò di fortuna (Ron)
si può dimenticare. (Luca Carboni)
Dove sarò (Baustelle)
domani? Dove sarò? (Samuele Bersani e Baustelle)
oh oh oh (coro: Carmen Consoli, Antonella Ruggiero, Alioscia, Pacifico, Mango, Massimo Ranieri, Bluvertigo, Nek, Giuliano Palma, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Albano)
rap 3 Dove sarò domani che ne sarà dei miei sogni infranti, dei miei piani
Dove sarò domani, tendimi le mani, tendimi le mani (Marracash)
Tra le nuvole e il mare si può andare e andare (Laura Pausini)
sulla scia delle navi di là del temporale (Carmen Consoli)
e qualche volta si vede (Nek)
domani (Antonello Venditti)
una luce di prua (Nek)
e qualcuno grida: Domani (Antonello Venditti)
rap 4 Come laquila che vola
libera tra il cielo e i sassi siamo sempre diversi e siamo sempre gli stessi,
hai fatto il massimo e il massimo non è bastato e non sapevi piangere e adesso
che hai imparato non bastano le lacrime ad impastare il calcestruzzo
eccoci qua cittadini dAbruzzo
e aumentano dintensità le lampadine una frazione di
secondo prima della finee la tua mamma,
la tua patria da ricostruire,
comu le scole, le case e specialmente lu core
e puru nu postu cu facimu lamore
(Jovanotti, J Ax, Fabri Fibra e in chiusura Sud Sound System)
non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi)
a fare castelli in aria (J Ax e Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi)
sulla stessa barca (J Ax , Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giorgia)
a fare castelli in aria (J Ax e Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giorgia)
a stare bene in Italia (J Ax e Fabri Fibra)
sulla stessa barca (J Ax)
a immaginare un nuovo giorno in Italia (Giorgia, Giusy Ferreri, Dolcenera, Mario Venuti, Jovanotti, J Ax, Fabri Fibra)
Tra le nuvole e il mare si può andare, andare
Sulla scia delle navi di là dal temporale (Piero Pelù)
Qualche volta si vede una luce di prua e qualcuno grida, domani (Morgan)
Non siamo così soli (Giorgia, Mario Venuti, Giusy Ferreri, Dolcenera, Giuliano Sangiorgi)
(tromba solo di Roy Paci)
Domani è già qui
Domani è già qui (Jovanotti, Marracash, FabriFibra, J Ax)
(Assolo violino Mauro Pagani)
Ma domani domani, domani lo so, lo so, che si passa il confine (Gianna Nannini)
E di nuovo la vita sembra fatta per te e comincia (Elisa)
domani (Sud Sound System)
Tra le nuvole e il mare, si può fare e rifare
Con un pò di fortuna si può dimenticare (Manuel Agnelli Afterhours)
E di nuovo la vita, sembra fatta per te (Mango)
E comincia (Niccolò Fabi)
(coro finale)
domani
E domani domani, domani lo so
Lo so che si passa il confine
E di nuovo la vita sembra fatta per te
E comincia domani
(Manuel Agnelli, Dolcenera, Zucchero, Niccolò Fabi, Pacifico, Giusy Ferreri, Alioscia, Pacifico, Max Pezzali, Caparezza, Niccolò Agliardi, Luca Carboni, Roy Paci, Tricarico, Ron, Giuliano Sangiorgi, negramaro, Negrita, Giorgia, Francesco Renga, Malika Ayane, Laura Pausini, Morgan, Jovanotti, Massimo Ranieri, Nek, Enrico Ruggeri, Piero Pelù, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Carmen Consoli, Mango, Cesare Cremonini, Saturnino)
Domani è già qui, domani è già qui (Jovanotti)
(Mauro Pagani)
© Macù Ed. Mus. S.a.s.
(P) 2009 Sugarmusic S.p.a.
Domani 21-04-09 - SALVIAMO L'ARTE IN ABRUZZO
Conto Corrente n° 95882221 intestato al Ministero dei Beni Culturali
IBAN:IT-85-X-07601-03200-000095882221 , BIC / SWIFT: BPPIITRRXXX
Causale "Domani 21-04-09".
martedì 28 aprile 2009
Angelo Branduardi - Confessioni di un Malandrino
Una versione di questa canzone-capolavoro incisa nel 1972, quando Angelo non era ancora famoso. Le immagini sono tratte dal colossal "Esenin" girato nel 2005 per la TV russa.
Una versione di questa canzone-capolavoro incisa nel 1972, quando Angelo non era ancora famoso. Le immagini sono tratte dal colossal "Esenin" girato nel 2005 per la TV russa.
martedì 14 aprile 2009
La Musica per l'Abruzzo: il mondo della musica in aiuto alle vittime del sisma
obiettivo del progetto è raccogliere, nel giro dei prossimi 30 giorni, una somma pari a 250.000 euro da devolvere all’associazione che sembrerà - agli occhi dei promotori - più meritevole, pratica, concreta e rapida nel portare soccorso alla popolazione abruzzese, colpita lo scorso 6 aprile da un terribile sisma che - ad oggi - ha causato oltre 250 vittime e decine di migliaia di sfollati.
Tutti i particolari sull'iniziativa, su come donare il proprio contributo o contattare gli organizzatori sono disponibili a questo indirizzo:
http://www.rockol.it/la_mu
obiettivo del progetto è raccogliere, nel giro dei prossimi 30 giorni, una somma pari a 250.000 euro da devolvere all’associazione che sembrerà - agli occhi dei promotori - più meritevole, pratica, concreta e rapida nel portare soccorso alla popolazione abruzzese, colpita lo scorso 6 aprile da un terribile sisma che - ad oggi - ha causato oltre 250 vittime e decine di migliaia di sfollati.
Tutti i particolari sull'iniziativa, su come donare il proprio contributo o contattare gli organizzatori sono disponibili a questo indirizzo:
http://www.rockol.it/la_mu
Federico Salvatore - Il Monumento
Il Monumento
Testo e musica di Federico Salvatore
Brano estratto dal prossimo album "Fare il napoletano... stanca!" per gentile concessione di Arancia Records.
http://www.FedericoSalvatore.net/
Il Monumento
Testo e musica di Federico Salvatore
Brano estratto dal prossimo album "Fare il napoletano... stanca!" per gentile concessione di Arancia Records.
http://www.FedericoSalvatore.net/
giovedì 12 marzo 2009
Siamo tutti colpevoli
Video ufficiale del brano "Siamo tutti colpevoli" del L'ALTROPARLANTE.
Inutile lamentarsi, il male della nostra città e della nostra regione non è solo la camorra, la corruzione e il malgoverno, ma tutto un insieme di cose.
E' inutile trincerarsi e inorgoglirsi dietro alla bellezza, alla storia e alla cultura che abbiamo avuto in passato.
Nell'indifferenza, nella rassegnazione, nell'ignoranza e nel malcostume può nascere solo il degrado, al male noi napoletani e campani abbiamo spianato la strada.
Siamo tutti colpevoli e senza più alibi
Video ufficiale del brano "Siamo tutti colpevoli" del L'ALTROPARLANTE.
Inutile lamentarsi, il male della nostra città e della nostra regione non è solo la camorra, la corruzione e il malgoverno, ma tutto un insieme di cose.
E' inutile trincerarsi e inorgoglirsi dietro alla bellezza, alla storia e alla cultura che abbiamo avuto in passato.
Nell'indifferenza, nella rassegnazione, nell'ignoranza e nel malcostume può nascere solo il degrado, al male noi napoletani e campani abbiamo spianato la strada.
Siamo tutti colpevoli e senza più alibi
venerdì 30 gennaio 2009
Sunday Bloody Sunday
On January 30, 1972, British troops opened fire on unarmed and peaceful civilians in Derry, Ireland during a civil rights march. This music video is a tribute to the 14 killed and others wounded - combining video/music of U2, video from "Bloody Sunday" (2002 movie), and photographs from that terrible day.
****************************************************************************
30 gennaio 1972: Bloody Sunday a Derry
Di Silvia Calamati
Derry, Irlanda del Nord.
Per chi arriva oggi per la prima volta, Derry è sinonimo di una città in grande espansione, facilmente raggiungibile con i voli low cost, circondata da colline e attraversata da un fiume azzurro. Ma chi conosce un po’ la storia irlandese sa dove andare subito a colpo sicuro: nel quartiere di Bogside, a due passi dal centro.
Lì il piccolo monumento a memoria delle vittime, un grande muro bianco, con la sua scritta che dice “You Are Entering Free Derry” e i murales che lo circondano, ricordano quel che accadde 26 anni fa, quel terribile 30 gennaio 1972: un giorno che cambiò la storia dell’Irlanda del Nord. In quella data, nella città di Derry, il NICRA (Northern Ireland Civil Rights Association) organizzò una manifestazione per i diritti civili a cui parteciparono migliaia di persone e che finì nel sangue.
Erano anni di estrema tensione e violenza. Dopo la divisione dell’Isola nel 1921, il potere politico ed economico era rimasto per cinquant’anni nelle mani degli unionisti. I cattolici nazionalisti erano cittadini di serie B all’interno di uno Stato che garantiva solo ai primi casa e lavoro. Per loro l’unica alternativa era prendere il treno per Dublino o emigrare. La legge d’emergenza, in vigore fin dal 1921, dava a soldati e polizia poteri eccezionali di arresto e perquisizione.
Il NICRA, come anche altre organizzazioni quali People’s Democracy, fu creata per chiedere, tramite pacifiche dimostrazioni per le strade, che in Irlanda del Nord venissero attuate le riforme più elementari: il diritto al voto per ogni persona, l’abolizione della legge d’emergenza e del gerrymandering (lo stratagemma elettorale che garantiva i seggi agli unionisti anche nelle circoscrizioni in cui non avevano la maggioranza) e una legislazione che ponesse fine alla discriminazione nel lavoro.
Brutale fu la reazione dello Stato nord-irlandese alle manifestazioni organizzate dal NICRA: in quegli anni le telecamere di tutto il mondo, puntate su Belfast e Derry, ripresero la polizia e i soldati mentre attaccavano i dimostranti, appoggiati da provocatori unionisti.
Il 5 ottobre 1968 una pacifica dimostrazione del NICRA a Derry fu attaccata dalle forze dell’ordine con il placet di William Craig, Ministro degli Interni al Parlamento nord-irlandese di Stormont. Il 4 gennaio 1969 duecento unionisti, armati di spranghe, bastoni e pietre, attaccarono un’altra pacifica marcia che si stava svolgendo da Belfast a Derry, mentre la polizia stava a guardare. Tre giorni dopo estremisti unionisti e le forze dell’ordine lanciarono un attacco al quartiere nazionalista di Bogside.
Una forte reazione a questa situazione esplosiva si venne a creare tra la gente dei ghetti nazionalisti, che cercarono di tenere lontani soldati e polizia erigendo barricate a difesa dei loro quartieri. A Derry crearono le no-go areas, zone in cui militari e forze dell’ordine non riuscivano a entrare.
La spirale di violenza raggiunse il culmine con un nuovo brutale attacco a Bogside, che provocò una forte reazione da parte degli abitanti (The Battle of Bogside, la “Battaglia di Bogside”, 12-14 agosto 1969). Dal 13 al 15 agosto 1969 vi fu l’assalto a interi quartieri nazionalisti, a Belfast e in altri centri. Il bilancio fu di 500 case incendiate, 1.500 persone costrette ad abbandonare le loro abitazioni e nove morti.
Fu proprio allora, dopo i pogrom scatenati contro i quartieri nazionalisti da gruppi orangisti, che i soldati britannici furono inviati sul suolo irlandese a proteggere la popolazione nazionalista (15 agosto 1969). Nel giro di breve tempo, tuttavia, da portatori di pace si trasformarono in coloro che appoggiavano la “mano forte” della polizia. Nell’agosto 1971, pochi mesi prima del Bloody Sunday, fu introdotto l’internamento senza processo. Nel giro di pochi anni migliaia di persone finirono in carcere, senza essere state processate.
Quel tragico 30 gennaio 1972 il governo britannico aveva deciso che bisognava dare una severa lezione a Derry al Movimento per i Diritti Civili e usare il pugno di ferro nel caso l’IRA fosse intervenuto. Poche ore prima della manifestazione un reggimento speciale, i parà, fu portato a Derry. Furono costoro ad aprire il fuoco sulla folla: 13 civili innocenti, di cui otto tra i 17 e i 20 anni, rimasero uccisi. Una quattordicesima vittima morì nel giugno 1972 per le ferite riportate.
Il Bloody Sunday fu un punto di non ritorno nella storia dell’Irlanda del Nord. Quella stessa sera moltissimi uomini e ragazzi, anche giovanissimi, si arruolarono nelle file dell’IRA: il Bloody Sunday aveva dimostrato che nessuno strumento democratico sarebbe servito a cambiare quello stato di apartheid che Londra aveva creato in Irlanda del Nord.
All’indomani del massacro il governo britannico aprì un’inchiesta, presieduta da Lord Widgery. Nell’aprile 1972 fu reso pubblico il “Rapporto Widgery”, nel quale i soldati responsabili del massacro furono assolti dall’accusa di omicidio. Alcuni dei militari di alto grado furono premiati dalla Regina d’Inghilterra.
Negli anni seguenti un giornalista di Derry, Don Mullan, raccolse prove e centinaia di testimonianze schiaccianti nei confronti dei soldati. Fu il suo libro, Eyewitness Bloody Sunday, a costringere nel 1998 il primo ministro britannico Tony Blair a far riaprire l’inchiesta.
Iniziata nel 2000, l’inchiesta Saville (dal nome di Lord Saville, che l’ha presieduta, affiancato da altri due giudici internazionali) rappresenta la più importante e lunga indagine che sia mai stata svolta nel Regno Unito. Ha coinvolto centinaia di persone. Interrogati 505 civili, 49 tra giornalisti e fotografi, 245 militari, 35 membri di gruppi paramilitari, 7 preti, 39 tra politici e membri dell’intelligence, 33 membri del RUC, la polizia nord-irlandese di allora.
Dalla fine del settembre 2002 gli oltre 200 soldati britannici che dovevano essere ascoltati nel corso dell’indagine hanno ottenuto dall’Alta Corte di dare la propria testimonianza (alcuni di essi da dietro uno schermo) a Londra anziché a Derry. Così l’aula bunker dell’inchiesta è stata trasferita nella Methodist Hall, nel cuore della capitale britannica, a fianco dell’abbazia di Westminster. Nell’ottobre 2003 l’aula del tribunale è stata nuovamente trasferita a Derry, dove l’ultimo testimone è stato interrogato nel febbraio 2005.
Tra i soldati ascoltati da Lord Saville vi è stato anche il parà 027, la cui testimonianza non fu presa in considerazione al tempo dell’inchiesta Widgery. Questo soldato ha sempre sostenuto che i suoi colleghi aprirono il fuoco su civili innocenti. Interrogato anche il generale Ford, che al tempo del massacro era il capo delle forze di terra dell’esercito britannico di stanza in Irlanda del Nord. E, infine, testimoni eccellenti, quali l’allora Ministro della Difesa Lord Carrington e lo stesso Edward Heath, a quel tempo primo ministro britannico.
La verità che è emersa nel corso delle udienze è agghiacciante: la responsabilità del massacro non sarebbe infatti imputabile solo a qualche “mela marcia” all’interno dell’esercito britannico, ma la decisione di aprire il fuoco contro civili innocenti sarebbe stata presa ad alto livello. La sentenza del Tribunale Saville, attesa per la fine del 2004, dovrebbe giungere quest’anno: un rapporto verrà inviato al Governo britannico, ma nessuno sa cosa accadrà poi. Per i parenti delle 14 vittime, marchiate per lungo tempo da Londra come “terroristi”, non rimane che attendere ancora.
Negli ultimi anni il cinema ha dato un contributo fondamentale a mantenere viva la memoria di questa sconvolgente pagina di storia irlandese. Oltre all’indimenticabile Bloody Sunday (che ha vinto il Festival del Cinema di Berlino e il Sundance Festival negli USA), nel 2002 è stato prodotto un altro eccellente film: Sunday (del regista Jimmy McGovern), prodotto dalla televisione inglese Channel 4, che nel 2002 ha vinto il Prix Italia. Nella pellicola, forse più forte e sconvolgente dello stesso Bloody Sunday, vengono riproposte in tutta la loro drammaticità anche le diverse fasi dell’inchiesta Widgery, conclusasi, come già si è detto, con un totale oscuramento della verità sul massacro del 1972.
* Giornalista, scrittrice e collaboratrice di RaiNews 24, ha scritto il libro pluripremiato Figlie di Erin. Voci di donne dall’Irlanda del Nord. Ha tradotto il libro di Bobby Sands Un giorno della mia vita e ha curato la pubblicazione del volume Irlanda del Nord. Una colonia in Europa.
Fonte:Il ReporterOn January 30, 1972, British troops opened fire on unarmed and peaceful civilians in Derry, Ireland during a civil rights march. This music video is a tribute to the 14 killed and others wounded - combining video/music of U2, video from "Bloody Sunday" (2002 movie), and photographs from that terrible day.
****************************************************************************
30 gennaio 1972: Bloody Sunday a Derry
Di Silvia Calamati
Derry, Irlanda del Nord.
Per chi arriva oggi per la prima volta, Derry è sinonimo di una città in grande espansione, facilmente raggiungibile con i voli low cost, circondata da colline e attraversata da un fiume azzurro. Ma chi conosce un po’ la storia irlandese sa dove andare subito a colpo sicuro: nel quartiere di Bogside, a due passi dal centro.
Lì il piccolo monumento a memoria delle vittime, un grande muro bianco, con la sua scritta che dice “You Are Entering Free Derry” e i murales che lo circondano, ricordano quel che accadde 26 anni fa, quel terribile 30 gennaio 1972: un giorno che cambiò la storia dell’Irlanda del Nord. In quella data, nella città di Derry, il NICRA (Northern Ireland Civil Rights Association) organizzò una manifestazione per i diritti civili a cui parteciparono migliaia di persone e che finì nel sangue.
Erano anni di estrema tensione e violenza. Dopo la divisione dell’Isola nel 1921, il potere politico ed economico era rimasto per cinquant’anni nelle mani degli unionisti. I cattolici nazionalisti erano cittadini di serie B all’interno di uno Stato che garantiva solo ai primi casa e lavoro. Per loro l’unica alternativa era prendere il treno per Dublino o emigrare. La legge d’emergenza, in vigore fin dal 1921, dava a soldati e polizia poteri eccezionali di arresto e perquisizione.
Il NICRA, come anche altre organizzazioni quali People’s Democracy, fu creata per chiedere, tramite pacifiche dimostrazioni per le strade, che in Irlanda del Nord venissero attuate le riforme più elementari: il diritto al voto per ogni persona, l’abolizione della legge d’emergenza e del gerrymandering (lo stratagemma elettorale che garantiva i seggi agli unionisti anche nelle circoscrizioni in cui non avevano la maggioranza) e una legislazione che ponesse fine alla discriminazione nel lavoro.
Brutale fu la reazione dello Stato nord-irlandese alle manifestazioni organizzate dal NICRA: in quegli anni le telecamere di tutto il mondo, puntate su Belfast e Derry, ripresero la polizia e i soldati mentre attaccavano i dimostranti, appoggiati da provocatori unionisti.
Il 5 ottobre 1968 una pacifica dimostrazione del NICRA a Derry fu attaccata dalle forze dell’ordine con il placet di William Craig, Ministro degli Interni al Parlamento nord-irlandese di Stormont. Il 4 gennaio 1969 duecento unionisti, armati di spranghe, bastoni e pietre, attaccarono un’altra pacifica marcia che si stava svolgendo da Belfast a Derry, mentre la polizia stava a guardare. Tre giorni dopo estremisti unionisti e le forze dell’ordine lanciarono un attacco al quartiere nazionalista di Bogside.
Una forte reazione a questa situazione esplosiva si venne a creare tra la gente dei ghetti nazionalisti, che cercarono di tenere lontani soldati e polizia erigendo barricate a difesa dei loro quartieri. A Derry crearono le no-go areas, zone in cui militari e forze dell’ordine non riuscivano a entrare.
La spirale di violenza raggiunse il culmine con un nuovo brutale attacco a Bogside, che provocò una forte reazione da parte degli abitanti (The Battle of Bogside, la “Battaglia di Bogside”, 12-14 agosto 1969). Dal 13 al 15 agosto 1969 vi fu l’assalto a interi quartieri nazionalisti, a Belfast e in altri centri. Il bilancio fu di 500 case incendiate, 1.500 persone costrette ad abbandonare le loro abitazioni e nove morti.
Fu proprio allora, dopo i pogrom scatenati contro i quartieri nazionalisti da gruppi orangisti, che i soldati britannici furono inviati sul suolo irlandese a proteggere la popolazione nazionalista (15 agosto 1969). Nel giro di breve tempo, tuttavia, da portatori di pace si trasformarono in coloro che appoggiavano la “mano forte” della polizia. Nell’agosto 1971, pochi mesi prima del Bloody Sunday, fu introdotto l’internamento senza processo. Nel giro di pochi anni migliaia di persone finirono in carcere, senza essere state processate.
Quel tragico 30 gennaio 1972 il governo britannico aveva deciso che bisognava dare una severa lezione a Derry al Movimento per i Diritti Civili e usare il pugno di ferro nel caso l’IRA fosse intervenuto. Poche ore prima della manifestazione un reggimento speciale, i parà, fu portato a Derry. Furono costoro ad aprire il fuoco sulla folla: 13 civili innocenti, di cui otto tra i 17 e i 20 anni, rimasero uccisi. Una quattordicesima vittima morì nel giugno 1972 per le ferite riportate.
Il Bloody Sunday fu un punto di non ritorno nella storia dell’Irlanda del Nord. Quella stessa sera moltissimi uomini e ragazzi, anche giovanissimi, si arruolarono nelle file dell’IRA: il Bloody Sunday aveva dimostrato che nessuno strumento democratico sarebbe servito a cambiare quello stato di apartheid che Londra aveva creato in Irlanda del Nord.
All’indomani del massacro il governo britannico aprì un’inchiesta, presieduta da Lord Widgery. Nell’aprile 1972 fu reso pubblico il “Rapporto Widgery”, nel quale i soldati responsabili del massacro furono assolti dall’accusa di omicidio. Alcuni dei militari di alto grado furono premiati dalla Regina d’Inghilterra.
Negli anni seguenti un giornalista di Derry, Don Mullan, raccolse prove e centinaia di testimonianze schiaccianti nei confronti dei soldati. Fu il suo libro, Eyewitness Bloody Sunday, a costringere nel 1998 il primo ministro britannico Tony Blair a far riaprire l’inchiesta.
Iniziata nel 2000, l’inchiesta Saville (dal nome di Lord Saville, che l’ha presieduta, affiancato da altri due giudici internazionali) rappresenta la più importante e lunga indagine che sia mai stata svolta nel Regno Unito. Ha coinvolto centinaia di persone. Interrogati 505 civili, 49 tra giornalisti e fotografi, 245 militari, 35 membri di gruppi paramilitari, 7 preti, 39 tra politici e membri dell’intelligence, 33 membri del RUC, la polizia nord-irlandese di allora.
Dalla fine del settembre 2002 gli oltre 200 soldati britannici che dovevano essere ascoltati nel corso dell’indagine hanno ottenuto dall’Alta Corte di dare la propria testimonianza (alcuni di essi da dietro uno schermo) a Londra anziché a Derry. Così l’aula bunker dell’inchiesta è stata trasferita nella Methodist Hall, nel cuore della capitale britannica, a fianco dell’abbazia di Westminster. Nell’ottobre 2003 l’aula del tribunale è stata nuovamente trasferita a Derry, dove l’ultimo testimone è stato interrogato nel febbraio 2005.
Tra i soldati ascoltati da Lord Saville vi è stato anche il parà 027, la cui testimonianza non fu presa in considerazione al tempo dell’inchiesta Widgery. Questo soldato ha sempre sostenuto che i suoi colleghi aprirono il fuoco su civili innocenti. Interrogato anche il generale Ford, che al tempo del massacro era il capo delle forze di terra dell’esercito britannico di stanza in Irlanda del Nord. E, infine, testimoni eccellenti, quali l’allora Ministro della Difesa Lord Carrington e lo stesso Edward Heath, a quel tempo primo ministro britannico.
La verità che è emersa nel corso delle udienze è agghiacciante: la responsabilità del massacro non sarebbe infatti imputabile solo a qualche “mela marcia” all’interno dell’esercito britannico, ma la decisione di aprire il fuoco contro civili innocenti sarebbe stata presa ad alto livello. La sentenza del Tribunale Saville, attesa per la fine del 2004, dovrebbe giungere quest’anno: un rapporto verrà inviato al Governo britannico, ma nessuno sa cosa accadrà poi. Per i parenti delle 14 vittime, marchiate per lungo tempo da Londra come “terroristi”, non rimane che attendere ancora.
Negli ultimi anni il cinema ha dato un contributo fondamentale a mantenere viva la memoria di questa sconvolgente pagina di storia irlandese. Oltre all’indimenticabile Bloody Sunday (che ha vinto il Festival del Cinema di Berlino e il Sundance Festival negli USA), nel 2002 è stato prodotto un altro eccellente film: Sunday (del regista Jimmy McGovern), prodotto dalla televisione inglese Channel 4, che nel 2002 ha vinto il Prix Italia. Nella pellicola, forse più forte e sconvolgente dello stesso Bloody Sunday, vengono riproposte in tutta la loro drammaticità anche le diverse fasi dell’inchiesta Widgery, conclusasi, come già si è detto, con un totale oscuramento della verità sul massacro del 1972.
* Giornalista, scrittrice e collaboratrice di RaiNews 24, ha scritto il libro pluripremiato Figlie di Erin. Voci di donne dall’Irlanda del Nord. Ha tradotto il libro di Bobby Sands Un giorno della mia vita e ha curato la pubblicazione del volume Irlanda del Nord. Una colonia in Europa.
Fonte:Il Reportermercoledì 28 gennaio 2009
Addio a Mino Reitano - L'artista si è spento nella sua casa di Agrate Brianza dopo lunga malattia
Anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, ha espresso il cordoglio suo personale e di tutta la comunità reggina: «Mino Reitano era un amico e un artista di Reggio Calabria che ha dato lustro alla città e all’intera regione». «Ogni volta che avevamo occasione di incontrarci o sentirci -racconta il sindaco di Reggio Calabria- faceva sempre menzione del suo attaccamento a questa terra e al suo modo di esportare la calabresità nel mondo. Sono vicino -conclude Scopelliti- alla moglie Patrizia e ai due figli per questa grave perdita che noi come calabresi, ma soprattutto come reggini, piangiamo in maniera veramente dolorosa».
Anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, ha espresso il cordoglio suo personale e di tutta la comunità reggina: «Mino Reitano era un amico e un artista di Reggio Calabria che ha dato lustro alla città e all’intera regione». «Ogni volta che avevamo occasione di incontrarci o sentirci -racconta il sindaco di Reggio Calabria- faceva sempre menzione del suo attaccamento a questa terra e al suo modo di esportare la calabresità nel mondo. Sono vicino -conclude Scopelliti- alla moglie Patrizia e ai due figli per questa grave perdita che noi come calabresi, ma soprattutto come reggini, piangiamo in maniera veramente dolorosa».
lunedì 12 gennaio 2009
So Crocc
Brano tratto dal cd Canti briganteschi. Crocco era il generale dei briganti del Vulture Melfese e rappresenta chi non si e' arreso allo strapotere e predominio dei Savoia nell'Unita' d'Italia che qui in Basilicata non e' stato come ci hanno insegnato il Risorgimento sui libri di storia....Crocco è l'eroe della poverta', il Robin Hood della Lucania...E' l'inno di tutti gli oppressi del mondo.....So Crocc!
Brano tratto dal cd Canti briganteschi. Crocco era il generale dei briganti del Vulture Melfese e rappresenta chi non si e' arreso allo strapotere e predominio dei Savoia nell'Unita' d'Italia che qui in Basilicata non e' stato come ci hanno insegnato il Risorgimento sui libri di storia....Crocco è l'eroe della poverta', il Robin Hood della Lucania...E' l'inno di tutti gli oppressi del mondo.....So Crocc!