domenica 23 novembre 2008

La Seconda Guerra Mondiale


Tratto da “Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia”



Dalla prima guerra mondiale nasce la Società delle Nazioni, tappa provvisoria verso una maggiore integrazione mondiale; gli imperi tipo teocratico sono cancellati, mentre all'Est il comunismo, -prefigurazione possibile della futura Repubblica Universale, corona l’opera delle società segrete. In Occidente, i vincitori di Versailles suscitano tutta una serie di staterelli senza storia in cui si esasperano nazionalismi e particolarismi, venendo a mancare quell'unità nella diversità che caratterizzava l'Impero Asburgico. Una situazione instabile, potenzialmente esplosiva, nella quale la Germania fungerà da detonatore. Ma perché essa potesse svolgere questa funzione serviva un poderoso riarmo, e a tal fine si richiedevano anzitutto mezzi economici e strutture industriali, poi fabbriche specializzate e truppe addestrate. Ebbene, il rilancio economico venne reso possibile da un massiccio afflusso di capitali, a seguito di un'abile svalutazione del marco: capitali dell'Alta Finanza, naturalmente. I banchieri della Morgan Bank e il direttore della Banca d'Inghilterra Montagu Norman fin dal 1924 avevano, infatti, escogitato il Piano Dawes per porre l'economia tedesca sotto l'amministrazione controllata delle banche anglosassoni.
In tale contesto nel solo periodo 1924-26 Wall Street e la Citv di Londra, vale a dire National City Bank, Chase Manhattan Bank, Morgan Bank, Kuhn & Loeb Bank, Standard Oil dei Rockefeller, General Motors, Paul Warburg, trasferirono all'economia tedesca ben 975 milioni di dollari, dei quali 170 vennero destinati alla creazione di tre grandi cartelli:


- Vereinigte Stahlwerke (acciaio);
- IG-Farben, (chimica) guidata dalla potente famiglia ebraica dei Warburg, che da sola, nel 1938 controllava in Germania ben 380 imprese;
- AEG (settore elettrico).

Nel 1939 le prime due assicureranno dal 50 al 95% della produzione bellica tedesca nei rispettivi settori di produzione, mentre l'A-EG (omologa tedesca della General Electric americana) fornirà parte elettromeccanica. Adolf Hitler, per la sua ascesa al potere riceverà dalla Pilgrims' Society, solamente tra il 1929 e il 1933, 32 milioni di dollari.
Non sarà superfluo inoltre ricordare l'accreditamento concesso dalla Gran Bretagna alla Germania dei 6 milioni di sterline in riserve d'oro ceche depositate a Londra al momento dell'invasione Cecoslovacchia nel marzo 1939. La motivazione addotta dal governo britannico (maggio 1939) fu “di non potere dare ordini alla Banca di Inghilterra".


Più complesso il problema delle fabbriche di armi e dell'addestramento delle truppe: non tutto poteva essere fatto alla luce del giorno; il gioco, per riuscire, non doveva essere troppo scoperto e solo a pochissimi era dato di conoscerlo fino in fondo. Ora, sul suolo tedesco vi erano commissioni interalleate per il controllo del rispetto delle clausole contro il riarmo contenute nel trattato di Versailles. Per eluderle si ricorse, fin dal 1922, e cioè ben prima dell'ascesa al potere di Hitler, alla complicità della Russia comunista.
La collaborazione fra imprese americane e tedesche si fece strettissima al punto che Standard Oil e General Motors - ad esempio - misero a disposizione dell'IG-Farben nel 1917 i loro laboratori del New Jersey e del Texas per la fabbricazione di gas ad uso militare.


La Bendix Aviation , controllata dalla Banca Morgan, fornì attraverso la Siemens tutti i sistemi di pilotaggio e quadri di bordo degli aerei tedeschi, e ciò fino al 19407. Londra dal canto suo, nel solo periodo 1934-35, inviò in Germania 12.000 motori d'aereo ultramoderni, mentre la Luftwaffe riceveva mensilmente da Washington equipaggiamenti e accessori sufficienti per 100 aerei. Le due principali fabbriche di blindati e di carri vennero realizzate dalla Opel, filiale della General Motors, mentre l'ITT, che attraverso il cartello AEG controllava tutte le telecomunicazioni tedesche, cesserà di lavorare per gli armamenti del Reich solo nel 1944. La geografia dei bombardamenti angloamericani che, nel 1944-45 rasero al suolo Dresda e Colonia, è istruttiva a più di un titolo: in quasi nessun caso i settori dove sorgevano le fabbriche a capitale angloamericano subirono rilevanti danni. Uno studio interalleato stabilirà che le perdite in macchinari dell'industria tedesca non superavano, all'inizio del 1946, il 12% del potenziale del Reich.

Le commissioni di controllo del trattato di Versailles non vedevano nulla: e come potevano vedere il principale poligono di tiro in cui si addestravano gli artiglieri tedeschi, se esso era sito a Luga, nei pressi di Leningrado? 0 se i carristi delle “Panzer-Divisionen” imparavano a pilotare i loro blindati, fabbricati dalla Krupp e dalla Rheinmetall, in territorio russo, a Katorg presso Mosca. Tutti gli aviatori tedeschi che combatterono sul fronti di guerra fra il 1939 e il 1942 vennero formati sui campi di Lipetsk, Saratov e della Crimea.

Il trattato di Rapallo in fondo sancì questa semplice verità: senza Stalin, Hitler non sarebbe stato possibile, né Stalin senza Hitler. Washington e Londra dirigevano...
Il denaro, i finanziamenti, provenivano infatti da un'unica fonte, come scrisse uno storico delle società superiori del POTERE, il professor Carroll Quigley, trattando di quel periodo:
(si trattava) "nientemeno che di creare un sistema mondiale di controllo finanziario in mani private, in grado di dominare il sistema politico di ciascun paese e l'economia mondiale".
Perno delle manovre dell'Alta Finanza in Germania non fu Hitler, ma il banchiere protestante e frammassone Hjalmar Horace Greeley Schacht la cui famiglia originava dalla Danimarca. Nato a New York alla fine della prima guerra mondiale, Schacht sì associò ad una delle tre maggiori banche tedesche, la Darmstádter Bank , guidata da quel Jakob Goldschmidt che avrebbe successivamente favorito la sua nomina, avvenuta il 17 marzo 1933, alla guida della Reichsbank.

Il capo della Reichsbank, il massone Hjalmar Horace Greeley Schacht (1877-1970).
Passò indenne dal Processo di Norimberga e proseguì la sua attività nel settore del petrolio come agente dei Rockefeller
Ministro delle Finanze del Reich, legato al Movimento Paneuropeo di Coudenhove-Kalergi e agli ambienti di Wall Street e della City, in particolare al banchiere Norman Montagu, governatore della Banca d'Inghilterra, discendente da una famiglia di banchieri e membro della Pilgrims, nel settembre 1930 Schacht si imbarca per gli Stati Uniti, dove in forma privata incontra i capi dell'Alta Finanza anglosassone.
Schacht ritornerà quindi negli Stati Uniti nel 1933 per ottenere da Roosevelt la garanzia della neutralità americana in caso di riarmo della Germania.

Ma allora, ci si potrebbe chiedere, come fu possibile il successivo rovesciamento delle posizioni? Avvenne lo stesso gioco del 1914, quando le élites angloamericane erano germanofile, ma contemporaneamente firmavano un accordo segreto con la Francia in senso contrario. Infatti, solo nel 1938 le principali concentrazioni della City (dirette dagli ebrei tedeschi Baring, Schroeder, Goschen, Kleinwort, Erlanger, Seligman, Japhet, Rothschild) diventeranno avversarie di Hitler, quando egli farà arrestare uno di loro, chiedendo un forte riscatto per la sua liberazione (Louis de Rothschild).
I tempi erano evidentemente maturi per il 33 Roosevelt e il suo entourage di consiglieri, tutti membri della Pilgrim’s Society e della Round Table (vedi Appendice 2), che affrettarono i preparativi per la guerra.
Essa infatti si può dire che inizi il 7 novembre 1938, quando a Parigi il giovane ebreo Grynspan assassina il terzo segretario dell'ambasciata tedesca. Il 9 e il 10 novembre scatta la rappresaglia in Germania; Roosevelt richiama il suo ambasciatore a Berlino, annuncia la costruzione di 24.000 aerei da combattimento, chiede agli americani di boicottare i prodotti tedeschi e fa pressione sull'Inghilterra, attraverso il Pilgrims Joseph Kennedy, affinché rinunci alla politica di conciliazione con la Germania.

Ultima operazione: poiché la popolazione americana è ostile all'ingresso in guerra a fianco degli alleati, si dovrà attendere il 7 dicembre 1941, l 'attacco aeronavale nipponico alla base americana di Pearl Harbor, che, per il gioco di alleanze tra le potenze dell'Asse consentirà agli Alleati di dichiarare guerra alla Germania.
Quando nel 1939 scoppiò la seconda guerra mondiale il CFR (Consiglio per le Relazioni con l’Estero) valutò attentamente le possibili conseguenze per gli interessi economici americani di una vittoria dell'Asse.
"Nell'estate del 1940 il CFR, sotto la guida del Gruppo Economico-Finanziario, cominciò una vasta ricerca per rispondere a questa domanda, Il mondo fu diviso in blocchi, e per ogni area si calcolò la locazione, la produzione e il trasporto di ogni materia prima e di ogni bene industriale importante. Poi, usando le cifre dell'import-export, si calcolò il grado di autosufficienza dì ognuna delle aree considerate: l'Emisfero occidentale (cioè le due Americhe, N.d.A.), l'Impero Britannico, l'Europa Continentale, l'Area del Pacifico... "Risultò che l'autosufficienza di un'Europa Continentale dominata dalla Germania sarebbe stata molto più alta di quella delle due Americhe insieme."

Similmente, il CFR comprese che, con l'occupazione della Cina, "il Giappone era una potenza espansiva che minacciava i piani del CFR".
Mentre già nel 1937 il Pilgrims arcivescovo anglicano di York, William Temple, figlio dell'arcivescovo di Canterbury, dichiarava:
“Potrebbe essere necessario che si addivenga ad una nuova terribile guerra per ristabilire l'autorità della Società delle Nazioni; potrebbe accadere che la generazione attuale e le future siano decimate, sacrificate, affinché la lega di Ginevra ne esca riaffermata, come l'ultima guerra fu indispensabile alla sua creazione”.

L’ambasciatore polacco a Washington, conte George Potocki, riferendo su un colloquio avuto col Pilgrims William Bullitt, allora ambasciatore americano a Parigi, ma soprattutto agente della potente banca ebraica di New York Kuhn & Loeb, nonché 32° grado del Rito Scozzese e membro del CFR, scriveva il 19 novembre 1939:
"[…] La guerra durerà almeno sei anni e terminerà con un disastro completo in Europa e col trionfo del comunismo”. E la guerra inizia coll'aggressione alla Polonia cristiana, da parte dei due socialismi, tedesco e russo. Era l'ultimo bastione cristiano del vecchio ordine, che doveva soccombere e seguire le vicende del resto dell'Occidente.

Di Bullitt parla anche James Vincent Forrestal, banchiere di Wall Street, sottosegretario al Ministero della Marina sotto Roosevelt e successivamente ministro della Difesa americano con Truman, che, nel suo diario, in data 27 dicembre 1945, riferisce sul colloquio avuto con Joseph Kennedy (padre del futuro Presidente degli Stati Uniti), ex ambasciatore americano a Londra fra il 1937 e il 1940 e membro della Pilgrims' Society:
"Giocavo ieri a golf con Joe Kennedy. Gli chiedevo dei suoi colloqui con Roosevelt e Neville Chamberlain del 1938. Mi diceva che la posizione britannica del 1938 era di non rischiare una guerra con Hitler giacché non aveva nessun mezzo per combatterla. Il punto di vista di Kennedy: Hitler avrebbe combattuto contro la Russia senza entrare poi in conflitto con l'Inghilterra se Bullitt non avesse spinto Roosevelt a umiliare i tedeschi per via della Polonia; né i francesi, né i britannici avrebbero fatto della Polonia un casus belli, se non fossero stati continuamente incitati da Washington. Bullitt, così diceva, faceva continuamente credere a Roosevelt che i tedeschi non avrebbero combattuto, Kermedy stesso sosteneva la tesi che avrebbero combattuto e sopraffatto l'Europa. Chamberlain, così diceva, dichiarò che l'America e Febraismo mondiale avevano obbligato l'Inghilterra alla guerra".

Il massone Winston Churchill - affiliato alla Pilgrims, e perciò stesso perfettamente allineato alle posizioni interventiste di Bullitt - forniva nelle sue memorie sulla seconda guerra mondiale la ragione “storica" della necessità della guerra contro la Germania da parte dei popoli anglosassoni:
“Per quattrocento anni la politica estera dell'Inghilterra è stata quella di opporsi alla più forte, più aggressiva Potenza del continente, e di evitare che i Paesi Bassi cadessero in suo potere [ ... ]. Occorre osservare come la politica inglese non consideri affatto l'identità della nazione che aspira al dominio dell'Europa, non faccia questione se si tratti della Spagna, della Francia monarchica, della Francia imperiale, dell'Impero alemanno o della Germania di Hitler. Questa linea di condotta non è in rapporto coi governanti delle nazioni, ma è soltanto diretta contro il tiranno più forte o capace di prepotenze maggiori".

Altre forze, tuttavia, attive a fianco della Pilgrims, già nel 1938 avevano preavvertito sul possibile esito della guerra:
“[...] E il trio dei non ariani intonerà, come un Requiem, un miscuglio della Marsigliese, del God save the King e dell'Internazionale, terminando con un gran finale, aggressivo, animoso e militante, con l'inno ebraico 'EILI, EILI»23.

Alla fine del 1940 si radunarono a New York 18 personalità, tutte appartenenti alla Pilgrims' Society, per stendere un programma di "istruzione" degli americani in vista della guerra; i vari banchieri - tutti membri della detta società - Morgan, Warburg, Lamont e il B'nai B'rith Lehman, finanziarono con milioni di dollari la propaganda al fine di convincere il popolo americano ad abbandonare la neutralità.
Infine il 14 agosto 1941, prima che gli Stati Uniti entrassero in guerra, venne firmata da Franklin D. Roosevelt e Winston Churchill la "Carta Atlantica", prefigurazione dell'ONU, in cui si stabilivano gli scopi della guerra. E poiché Hitler evitava accuratamente tutto ciò che potesse urtare o provocare gli americani, la Pilgrims agì attraverso il Giappone, mediante una provocazione ben orchestrata. Nel 1940 disconosceva il trattato di commercio col Giappone, ponendo l'embargo su benzina avio, ferramenta, macchine utensili e sui prodotti provenienti dalle Filippine. Il 25 luglio 1941 i beni nipponici negli Stati Uniti, come misura di ritorsione per l'occupazione dell'Indocina, venivano congelati. Il Giappone provò a trattare. Gli Stati Uniti risposero di voler sgelare i beni a condizione che il Giappone si ritirasse dall'Asia e rinnegasse il Tripartito: o battersi o capitolare, in buona sostanza.

Scriveva il "Falco" H. L. Stimson nel suo diario il 25 novembre 1941, il giorno che precedette l'ultimatum americano al Giappone:
"La domanda era come noi avremmo dovuto manovrarli (i giapponesi, N.d.A.) in modo che sparassero il primo colpo".

Henry Lewis Stimson (1867-1950), Segretario americano alla Guerra sia nella prima che nella seconda guerra mondiale, affiliato fin dal 1888 alla società superiore dell'area del potere de L’ORDINE (nota anche come "Skull and Bones"), membro di spicco del CFR, fu attivo in alti incarichi governativi nel mandato di ben sei presidenti americani. Egli si servì di tali incarichi per promuovere gli scopi de L’ORDINE e assicurarne la presenza nel governi americani successivi attraverso personaggi che egli provvide ad introdurre in quel ristretto cenacolo, come Harvey Hollister Bundy, uomo chiave del “Progetto Manhattan" per la fabbricazione dell'arma nucleare, suo figlio McGeorge Bundy (CFR) e, nel 1948, George Herbert Walker Bush Sr. - iniziato all'ORDINE dallo stesso Stimson - che fissarono la politica americana fino praticamente ai nostri giorni.
Nelle sue memorie Stimson riferisce che si accusava Roosevelt e ì suoi consiglieri di avere “Complottato quest'affare" (Pearl Harbor, N.d.A.) per qualche "ragione impenetrabile ma abominevole". E prosegue:

“L’importanza dell'attacco a Pearl Harbor non risiedeva nella vittoria tattica riportata dai giapponesi, ma nel semplice fatto che l'esitazione e l'inazione americane diventavano impossibili. Non si sarebbe meglio potuto agire per stimolare gli americani. Allorché giungevano le prime notizie dell'attacco del Giappone contro di noi, provavo un primo sentimento di sollievo al pensiero che l'indecisione si era dissolta e che la crisi, come si era prodotta, avrebbe unito tutto il nostro popolo”.
Dopo Pearl Harbor la stampa pone strane domande: come si è fatta sorprendere a Pearl Harbor la flotta americana se i servizi segreti americani leggevano a libro aperto i messaggi in codice giapponesi? E non solo il codice di comunicazione diplomatico fra Tokyo e le ambasciate era noto agli americani, ma anche quello adottato nel dispacci della Marina da guerra giapponese. Ciò è stato recentemente portato a conoscenza da Robert B. Stinnett, un veterano della Marina americana che combatté nella seconda guerra mondiale, sulla base di numerosi documenti ufficiali declassificati in virtù di una legge americana sulla libertà di informazione.

Le prove oggi sono abbondanti: un attacco a sorpresa a Pearl Harbor era impossibile.
La guerra, lunga e atroce, si conclude negli immani bagliori della bomba all'uranio di Hiroshima del 6 agosto 1945 e di quella al plutonio di Nagasaki del successivo 9 agosto.
Era stato ancora Stimson a raccomandare lo sgancio della bomba atomica sul Giappone. Il 25 luglio di quell'anno l'israelita Harry Truman, presidente degli Stati Uniti, che nell'ottobre successivo sarebbe stato elevato al 33' grado del Rito Scozzese, nel suo diario riportava:
"Abbiamo scoperto la bomba più terribile della storia umana. Può essere la distruzione di fuoco profetizzata nell'epoca della Valle dell'Eufrate, dopo Noè e la sua arca favolosa. Quest'arma va usata contro il Giappone fra oggi e il 10 agosto...E’ certamente cosa buona per il mondo che la cricca di Hitler o di Stalin non abbia scoperto la bomba atomica. Pare essere la cosa più terribile mai scoperta, ma se ne può fare un ottimo USO".
Diciotto mesi più tardi Truman, ritornando sull’argomento, conveniva: “Ai giapponesi venne fatto pervenire un leale avvertimento e furono offerti dei termini, che alla fine essi accettarono, ben prima della caduta della bomba”.
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Tratto da “Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia”



Dalla prima guerra mondiale nasce la Società delle Nazioni, tappa provvisoria verso una maggiore integrazione mondiale; gli imperi tipo teocratico sono cancellati, mentre all'Est il comunismo, -prefigurazione possibile della futura Repubblica Universale, corona l’opera delle società segrete. In Occidente, i vincitori di Versailles suscitano tutta una serie di staterelli senza storia in cui si esasperano nazionalismi e particolarismi, venendo a mancare quell'unità nella diversità che caratterizzava l'Impero Asburgico. Una situazione instabile, potenzialmente esplosiva, nella quale la Germania fungerà da detonatore. Ma perché essa potesse svolgere questa funzione serviva un poderoso riarmo, e a tal fine si richiedevano anzitutto mezzi economici e strutture industriali, poi fabbriche specializzate e truppe addestrate. Ebbene, il rilancio economico venne reso possibile da un massiccio afflusso di capitali, a seguito di un'abile svalutazione del marco: capitali dell'Alta Finanza, naturalmente. I banchieri della Morgan Bank e il direttore della Banca d'Inghilterra Montagu Norman fin dal 1924 avevano, infatti, escogitato il Piano Dawes per porre l'economia tedesca sotto l'amministrazione controllata delle banche anglosassoni.
In tale contesto nel solo periodo 1924-26 Wall Street e la Citv di Londra, vale a dire National City Bank, Chase Manhattan Bank, Morgan Bank, Kuhn & Loeb Bank, Standard Oil dei Rockefeller, General Motors, Paul Warburg, trasferirono all'economia tedesca ben 975 milioni di dollari, dei quali 170 vennero destinati alla creazione di tre grandi cartelli:


- Vereinigte Stahlwerke (acciaio);
- IG-Farben, (chimica) guidata dalla potente famiglia ebraica dei Warburg, che da sola, nel 1938 controllava in Germania ben 380 imprese;
- AEG (settore elettrico).

Nel 1939 le prime due assicureranno dal 50 al 95% della produzione bellica tedesca nei rispettivi settori di produzione, mentre l'A-EG (omologa tedesca della General Electric americana) fornirà parte elettromeccanica. Adolf Hitler, per la sua ascesa al potere riceverà dalla Pilgrims' Society, solamente tra il 1929 e il 1933, 32 milioni di dollari.
Non sarà superfluo inoltre ricordare l'accreditamento concesso dalla Gran Bretagna alla Germania dei 6 milioni di sterline in riserve d'oro ceche depositate a Londra al momento dell'invasione Cecoslovacchia nel marzo 1939. La motivazione addotta dal governo britannico (maggio 1939) fu “di non potere dare ordini alla Banca di Inghilterra".


Più complesso il problema delle fabbriche di armi e dell'addestramento delle truppe: non tutto poteva essere fatto alla luce del giorno; il gioco, per riuscire, non doveva essere troppo scoperto e solo a pochissimi era dato di conoscerlo fino in fondo. Ora, sul suolo tedesco vi erano commissioni interalleate per il controllo del rispetto delle clausole contro il riarmo contenute nel trattato di Versailles. Per eluderle si ricorse, fin dal 1922, e cioè ben prima dell'ascesa al potere di Hitler, alla complicità della Russia comunista.
La collaborazione fra imprese americane e tedesche si fece strettissima al punto che Standard Oil e General Motors - ad esempio - misero a disposizione dell'IG-Farben nel 1917 i loro laboratori del New Jersey e del Texas per la fabbricazione di gas ad uso militare.


La Bendix Aviation , controllata dalla Banca Morgan, fornì attraverso la Siemens tutti i sistemi di pilotaggio e quadri di bordo degli aerei tedeschi, e ciò fino al 19407. Londra dal canto suo, nel solo periodo 1934-35, inviò in Germania 12.000 motori d'aereo ultramoderni, mentre la Luftwaffe riceveva mensilmente da Washington equipaggiamenti e accessori sufficienti per 100 aerei. Le due principali fabbriche di blindati e di carri vennero realizzate dalla Opel, filiale della General Motors, mentre l'ITT, che attraverso il cartello AEG controllava tutte le telecomunicazioni tedesche, cesserà di lavorare per gli armamenti del Reich solo nel 1944. La geografia dei bombardamenti angloamericani che, nel 1944-45 rasero al suolo Dresda e Colonia, è istruttiva a più di un titolo: in quasi nessun caso i settori dove sorgevano le fabbriche a capitale angloamericano subirono rilevanti danni. Uno studio interalleato stabilirà che le perdite in macchinari dell'industria tedesca non superavano, all'inizio del 1946, il 12% del potenziale del Reich.

Le commissioni di controllo del trattato di Versailles non vedevano nulla: e come potevano vedere il principale poligono di tiro in cui si addestravano gli artiglieri tedeschi, se esso era sito a Luga, nei pressi di Leningrado? 0 se i carristi delle “Panzer-Divisionen” imparavano a pilotare i loro blindati, fabbricati dalla Krupp e dalla Rheinmetall, in territorio russo, a Katorg presso Mosca. Tutti gli aviatori tedeschi che combatterono sul fronti di guerra fra il 1939 e il 1942 vennero formati sui campi di Lipetsk, Saratov e della Crimea.

Il trattato di Rapallo in fondo sancì questa semplice verità: senza Stalin, Hitler non sarebbe stato possibile, né Stalin senza Hitler. Washington e Londra dirigevano...
Il denaro, i finanziamenti, provenivano infatti da un'unica fonte, come scrisse uno storico delle società superiori del POTERE, il professor Carroll Quigley, trattando di quel periodo:
(si trattava) "nientemeno che di creare un sistema mondiale di controllo finanziario in mani private, in grado di dominare il sistema politico di ciascun paese e l'economia mondiale".
Perno delle manovre dell'Alta Finanza in Germania non fu Hitler, ma il banchiere protestante e frammassone Hjalmar Horace Greeley Schacht la cui famiglia originava dalla Danimarca. Nato a New York alla fine della prima guerra mondiale, Schacht sì associò ad una delle tre maggiori banche tedesche, la Darmstádter Bank , guidata da quel Jakob Goldschmidt che avrebbe successivamente favorito la sua nomina, avvenuta il 17 marzo 1933, alla guida della Reichsbank.

Il capo della Reichsbank, il massone Hjalmar Horace Greeley Schacht (1877-1970).
Passò indenne dal Processo di Norimberga e proseguì la sua attività nel settore del petrolio come agente dei Rockefeller
Ministro delle Finanze del Reich, legato al Movimento Paneuropeo di Coudenhove-Kalergi e agli ambienti di Wall Street e della City, in particolare al banchiere Norman Montagu, governatore della Banca d'Inghilterra, discendente da una famiglia di banchieri e membro della Pilgrims, nel settembre 1930 Schacht si imbarca per gli Stati Uniti, dove in forma privata incontra i capi dell'Alta Finanza anglosassone.
Schacht ritornerà quindi negli Stati Uniti nel 1933 per ottenere da Roosevelt la garanzia della neutralità americana in caso di riarmo della Germania.

Ma allora, ci si potrebbe chiedere, come fu possibile il successivo rovesciamento delle posizioni? Avvenne lo stesso gioco del 1914, quando le élites angloamericane erano germanofile, ma contemporaneamente firmavano un accordo segreto con la Francia in senso contrario. Infatti, solo nel 1938 le principali concentrazioni della City (dirette dagli ebrei tedeschi Baring, Schroeder, Goschen, Kleinwort, Erlanger, Seligman, Japhet, Rothschild) diventeranno avversarie di Hitler, quando egli farà arrestare uno di loro, chiedendo un forte riscatto per la sua liberazione (Louis de Rothschild).
I tempi erano evidentemente maturi per il 33 Roosevelt e il suo entourage di consiglieri, tutti membri della Pilgrim’s Society e della Round Table (vedi Appendice 2), che affrettarono i preparativi per la guerra.
Essa infatti si può dire che inizi il 7 novembre 1938, quando a Parigi il giovane ebreo Grynspan assassina il terzo segretario dell'ambasciata tedesca. Il 9 e il 10 novembre scatta la rappresaglia in Germania; Roosevelt richiama il suo ambasciatore a Berlino, annuncia la costruzione di 24.000 aerei da combattimento, chiede agli americani di boicottare i prodotti tedeschi e fa pressione sull'Inghilterra, attraverso il Pilgrims Joseph Kennedy, affinché rinunci alla politica di conciliazione con la Germania.

Ultima operazione: poiché la popolazione americana è ostile all'ingresso in guerra a fianco degli alleati, si dovrà attendere il 7 dicembre 1941, l 'attacco aeronavale nipponico alla base americana di Pearl Harbor, che, per il gioco di alleanze tra le potenze dell'Asse consentirà agli Alleati di dichiarare guerra alla Germania.
Quando nel 1939 scoppiò la seconda guerra mondiale il CFR (Consiglio per le Relazioni con l’Estero) valutò attentamente le possibili conseguenze per gli interessi economici americani di una vittoria dell'Asse.
"Nell'estate del 1940 il CFR, sotto la guida del Gruppo Economico-Finanziario, cominciò una vasta ricerca per rispondere a questa domanda, Il mondo fu diviso in blocchi, e per ogni area si calcolò la locazione, la produzione e il trasporto di ogni materia prima e di ogni bene industriale importante. Poi, usando le cifre dell'import-export, si calcolò il grado di autosufficienza dì ognuna delle aree considerate: l'Emisfero occidentale (cioè le due Americhe, N.d.A.), l'Impero Britannico, l'Europa Continentale, l'Area del Pacifico... "Risultò che l'autosufficienza di un'Europa Continentale dominata dalla Germania sarebbe stata molto più alta di quella delle due Americhe insieme."

Similmente, il CFR comprese che, con l'occupazione della Cina, "il Giappone era una potenza espansiva che minacciava i piani del CFR".
Mentre già nel 1937 il Pilgrims arcivescovo anglicano di York, William Temple, figlio dell'arcivescovo di Canterbury, dichiarava:
“Potrebbe essere necessario che si addivenga ad una nuova terribile guerra per ristabilire l'autorità della Società delle Nazioni; potrebbe accadere che la generazione attuale e le future siano decimate, sacrificate, affinché la lega di Ginevra ne esca riaffermata, come l'ultima guerra fu indispensabile alla sua creazione”.

L’ambasciatore polacco a Washington, conte George Potocki, riferendo su un colloquio avuto col Pilgrims William Bullitt, allora ambasciatore americano a Parigi, ma soprattutto agente della potente banca ebraica di New York Kuhn & Loeb, nonché 32° grado del Rito Scozzese e membro del CFR, scriveva il 19 novembre 1939:
"[…] La guerra durerà almeno sei anni e terminerà con un disastro completo in Europa e col trionfo del comunismo”. E la guerra inizia coll'aggressione alla Polonia cristiana, da parte dei due socialismi, tedesco e russo. Era l'ultimo bastione cristiano del vecchio ordine, che doveva soccombere e seguire le vicende del resto dell'Occidente.

Di Bullitt parla anche James Vincent Forrestal, banchiere di Wall Street, sottosegretario al Ministero della Marina sotto Roosevelt e successivamente ministro della Difesa americano con Truman, che, nel suo diario, in data 27 dicembre 1945, riferisce sul colloquio avuto con Joseph Kennedy (padre del futuro Presidente degli Stati Uniti), ex ambasciatore americano a Londra fra il 1937 e il 1940 e membro della Pilgrims' Society:
"Giocavo ieri a golf con Joe Kennedy. Gli chiedevo dei suoi colloqui con Roosevelt e Neville Chamberlain del 1938. Mi diceva che la posizione britannica del 1938 era di non rischiare una guerra con Hitler giacché non aveva nessun mezzo per combatterla. Il punto di vista di Kennedy: Hitler avrebbe combattuto contro la Russia senza entrare poi in conflitto con l'Inghilterra se Bullitt non avesse spinto Roosevelt a umiliare i tedeschi per via della Polonia; né i francesi, né i britannici avrebbero fatto della Polonia un casus belli, se non fossero stati continuamente incitati da Washington. Bullitt, così diceva, faceva continuamente credere a Roosevelt che i tedeschi non avrebbero combattuto, Kermedy stesso sosteneva la tesi che avrebbero combattuto e sopraffatto l'Europa. Chamberlain, così diceva, dichiarò che l'America e Febraismo mondiale avevano obbligato l'Inghilterra alla guerra".

Il massone Winston Churchill - affiliato alla Pilgrims, e perciò stesso perfettamente allineato alle posizioni interventiste di Bullitt - forniva nelle sue memorie sulla seconda guerra mondiale la ragione “storica" della necessità della guerra contro la Germania da parte dei popoli anglosassoni:
“Per quattrocento anni la politica estera dell'Inghilterra è stata quella di opporsi alla più forte, più aggressiva Potenza del continente, e di evitare che i Paesi Bassi cadessero in suo potere [ ... ]. Occorre osservare come la politica inglese non consideri affatto l'identità della nazione che aspira al dominio dell'Europa, non faccia questione se si tratti della Spagna, della Francia monarchica, della Francia imperiale, dell'Impero alemanno o della Germania di Hitler. Questa linea di condotta non è in rapporto coi governanti delle nazioni, ma è soltanto diretta contro il tiranno più forte o capace di prepotenze maggiori".

Altre forze, tuttavia, attive a fianco della Pilgrims, già nel 1938 avevano preavvertito sul possibile esito della guerra:
“[...] E il trio dei non ariani intonerà, come un Requiem, un miscuglio della Marsigliese, del God save the King e dell'Internazionale, terminando con un gran finale, aggressivo, animoso e militante, con l'inno ebraico 'EILI, EILI»23.

Alla fine del 1940 si radunarono a New York 18 personalità, tutte appartenenti alla Pilgrims' Society, per stendere un programma di "istruzione" degli americani in vista della guerra; i vari banchieri - tutti membri della detta società - Morgan, Warburg, Lamont e il B'nai B'rith Lehman, finanziarono con milioni di dollari la propaganda al fine di convincere il popolo americano ad abbandonare la neutralità.
Infine il 14 agosto 1941, prima che gli Stati Uniti entrassero in guerra, venne firmata da Franklin D. Roosevelt e Winston Churchill la "Carta Atlantica", prefigurazione dell'ONU, in cui si stabilivano gli scopi della guerra. E poiché Hitler evitava accuratamente tutto ciò che potesse urtare o provocare gli americani, la Pilgrims agì attraverso il Giappone, mediante una provocazione ben orchestrata. Nel 1940 disconosceva il trattato di commercio col Giappone, ponendo l'embargo su benzina avio, ferramenta, macchine utensili e sui prodotti provenienti dalle Filippine. Il 25 luglio 1941 i beni nipponici negli Stati Uniti, come misura di ritorsione per l'occupazione dell'Indocina, venivano congelati. Il Giappone provò a trattare. Gli Stati Uniti risposero di voler sgelare i beni a condizione che il Giappone si ritirasse dall'Asia e rinnegasse il Tripartito: o battersi o capitolare, in buona sostanza.

Scriveva il "Falco" H. L. Stimson nel suo diario il 25 novembre 1941, il giorno che precedette l'ultimatum americano al Giappone:
"La domanda era come noi avremmo dovuto manovrarli (i giapponesi, N.d.A.) in modo che sparassero il primo colpo".

Henry Lewis Stimson (1867-1950), Segretario americano alla Guerra sia nella prima che nella seconda guerra mondiale, affiliato fin dal 1888 alla società superiore dell'area del potere de L’ORDINE (nota anche come "Skull and Bones"), membro di spicco del CFR, fu attivo in alti incarichi governativi nel mandato di ben sei presidenti americani. Egli si servì di tali incarichi per promuovere gli scopi de L’ORDINE e assicurarne la presenza nel governi americani successivi attraverso personaggi che egli provvide ad introdurre in quel ristretto cenacolo, come Harvey Hollister Bundy, uomo chiave del “Progetto Manhattan" per la fabbricazione dell'arma nucleare, suo figlio McGeorge Bundy (CFR) e, nel 1948, George Herbert Walker Bush Sr. - iniziato all'ORDINE dallo stesso Stimson - che fissarono la politica americana fino praticamente ai nostri giorni.
Nelle sue memorie Stimson riferisce che si accusava Roosevelt e ì suoi consiglieri di avere “Complottato quest'affare" (Pearl Harbor, N.d.A.) per qualche "ragione impenetrabile ma abominevole". E prosegue:

“L’importanza dell'attacco a Pearl Harbor non risiedeva nella vittoria tattica riportata dai giapponesi, ma nel semplice fatto che l'esitazione e l'inazione americane diventavano impossibili. Non si sarebbe meglio potuto agire per stimolare gli americani. Allorché giungevano le prime notizie dell'attacco del Giappone contro di noi, provavo un primo sentimento di sollievo al pensiero che l'indecisione si era dissolta e che la crisi, come si era prodotta, avrebbe unito tutto il nostro popolo”.
Dopo Pearl Harbor la stampa pone strane domande: come si è fatta sorprendere a Pearl Harbor la flotta americana se i servizi segreti americani leggevano a libro aperto i messaggi in codice giapponesi? E non solo il codice di comunicazione diplomatico fra Tokyo e le ambasciate era noto agli americani, ma anche quello adottato nel dispacci della Marina da guerra giapponese. Ciò è stato recentemente portato a conoscenza da Robert B. Stinnett, un veterano della Marina americana che combatté nella seconda guerra mondiale, sulla base di numerosi documenti ufficiali declassificati in virtù di una legge americana sulla libertà di informazione.

Le prove oggi sono abbondanti: un attacco a sorpresa a Pearl Harbor era impossibile.
La guerra, lunga e atroce, si conclude negli immani bagliori della bomba all'uranio di Hiroshima del 6 agosto 1945 e di quella al plutonio di Nagasaki del successivo 9 agosto.
Era stato ancora Stimson a raccomandare lo sgancio della bomba atomica sul Giappone. Il 25 luglio di quell'anno l'israelita Harry Truman, presidente degli Stati Uniti, che nell'ottobre successivo sarebbe stato elevato al 33' grado del Rito Scozzese, nel suo diario riportava:
"Abbiamo scoperto la bomba più terribile della storia umana. Può essere la distruzione di fuoco profetizzata nell'epoca della Valle dell'Eufrate, dopo Noè e la sua arca favolosa. Quest'arma va usata contro il Giappone fra oggi e il 10 agosto...E’ certamente cosa buona per il mondo che la cricca di Hitler o di Stalin non abbia scoperto la bomba atomica. Pare essere la cosa più terribile mai scoperta, ma se ne può fare un ottimo USO".
Diciotto mesi più tardi Truman, ritornando sull’argomento, conveniva: “Ai giapponesi venne fatto pervenire un leale avvertimento e furono offerti dei termini, che alla fine essi accettarono, ben prima della caduta della bomba”.

sabato 22 novembre 2008

P2

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giovedì 20 novembre 2008

OGM E COMPLOTTI


Contestualmente si volle che in Italia fosse annichilita pure l’autosufficienza alimentare: stroncata la Battaglia del Grano”, svilita l’agricoltura in genere, annullate le produzioni di barbabietole e messi ad arrugginire gli zuccherifici che le avevano lavorate per estrarne ottimo zucchero, azzerata la produzione di canapa e lino, ridotta pure la produzione dell’olio d’oliva e della frutta; il mansueto De Gasperi obbedientemente si affrettò a far emigrare i contadini.

Fu tanta la fame e fu necessario importare, importare…

Se qualcuno fosse indotto a pensare che questi stravolgimenti economici fossero dovuti unicamente alle distruzioni di guerra, gli ricordiamo che gli americani avevano già pianificato tutto, infatti l’autorevole rivista mensile “Mercury”, già l’8 ottobre 1943, a firma del giornalista Kingsbury Smith, così riepilogava il programma del Governo USA:

«…deve essere imposta una completa incorporazione dell’Italia vinta nella sfera degli interessi economici americani. Innanzitutto l’Italia si deve dichiarare disposta a sottoporre la sua produzione e la sua esportazione alle decisioni di un Consiglio Economico straniero. Ogni tentativo dell’Italia per realizzare l’autarchia in qualsiasi campo deve essere stroncato.

Prima di tutto l’Italia deve rinunziare all’aspirazione di raggiungere una sufficiente produzione italiana di grano».

Agghiacciante cinismo. E non si trattava dell’opinione di un singolo giornalista e nemmeno dell’opinione singola del sinistro Franklin Delano Roosevelt;
basti pensare che già dall’aprile 1907 un presidente degli States: Thomas Woodrow Wilson era stato stupefacentemente esplicito e sfacciato in una serie di lezioni tenute alla Columbia University:

«Dal momento che il commercio ignora i confini nazionali e il produttore preme per avere il mondo come mercato, la bandiera della sua nazione deve seguirlo, e le porte delle nazioni chiuse devono essere abbattute... Le concessioni ottenute dai finanzieri devono essere salvaguardate dai ministri dello stato, anche se in questo venisse violata la sovranità delle nazioni recalcitranti... vanno conquistate o impiantate colonie, affinché al mondo non resti un solo angolo utile trascurato o inutilizzato». (sic!)

[dal blog di Beppe Grillo]

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Ogm, dall´Ue segnali preoccupanti

Di Lucia Venturi

Espulsi dalla porta principale, rientrano dalla finestra gli organismi geneticamente modificati.

In Europa nessuno li vuole, i cittadini non si fidano, nonostante i tentativi (ripetuti) di portarli ad esempio ora come unico modo per sconfiggere il drammatico problema della fame nel mondo, ora come miglior sistema per diminuire l'uso dei fertilizzanti chimici usati in agricoltura e quindi per una maggior rispetto dell'ambiente, sino addirittura a vederne una efficace misura preventiva nei confronti del tumore, come nel caso del pomodoro con i geni modificati per produrre antiossidanti.

Ieri [29 ottobre] la Commissione europea, dopo che gli Stati membri non erano riusciti a decidere, né a favore né contro l´approvazione, a maggioranza qualificata, ha adottato essa stessa la decisione che autorizza il cotone Ogm della Bayer (LL25) ad essere importato, trasformato, commercializzato anche ad uso alimentare."Attraverso il meccanismo ipocrita della mancata maggioranza qualificata - ha dichiarato Francesco Ferrante, responsabile agricoltura di Legambiente - la Commissione europea continua a promuovere gli organismi transgenici costringendo milioni di persone contrarie all'uso e alla diffusione di questi alimenti a ritrovarsele nel piatto".

Non solo, aggiunge Legambiente, "tutto ciò con il beneplacito dell'Efsa, l'organo ufficialmente delegato a tutelare la sicurezza alimentare degli europei che, nei fatti, ha sempre e solo sostenuto le richieste delle multinazionali del biotech senza aver mai trovato un motivo di perplessità su queste autorizzazioni".I prodotti tratti dal cotone Ogm potranno quindi essere usati nei mangimi per animali e per qualunque altro uso, anche alimentare previsto per il cotone convenzionale, ma dovranno riportare chiaramente in etichetta l´indicazione Ogm. L´autorizzazione non prevede, invece, la coltivazione di questo cotone transgenico sul suolo dei paesi dell'unione europea.

Hanno votato a favore, durante una riunione del Consiglio Agricoltura, 13 Stati membri: Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Spagna, Germania, Olanda, Portogallo, Romania, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Gran Bretagna; contrari 12 Stati membri: Danimarca, Grecia, Francia, Cipro, Italia, Lussemburgo, Lituania, Ungheria, Austria, Malta, Polonia, Slovenia; due Stati membri si sono astenuti: Irlanda e Lettonia. Non ottenendo la maggioranza qualificata la Commissione ha adottato quindi da sola la decisione.

Ricapitolando, i cittadini europei, come è emerso da svariati sondaggi, sono in ampia maggioranza contrari all'uso di ogm. E lo sono anche le associazioni degli agricoltori e gli operatori dell'agricoltura tradizionale e biologica. C'è un organismo, l'Efsa, che dovrebbe tutelare la sicurezza alimentare degli europei e che nei fatti garantisce più le richieste del mondo biotech.

Ma di fronte ad una quasi parità di posizioni da parte degli Stati, la Commissione si schiera a favore.Ma allora verrebbe da chiedersi a cosa servono i sondaggi e gli organismi di tutela se poi si opta per la scelta che sembra scontentare la maggior parte dei cittadini? Domande forse ingenue, ma che sorgono spontanee di fronte a queste notizie.

Certo rimane sempre l'arma da parte del cittadino della scelta di non acquistare i prodotti in commercio che contengono ogm e che devono essere segnalati in etichetta. Ma che è comunque un'arma spuntata, e che riguarderebbe una minima parte della popolazione.Da un'indagine presentata ieri dalla Fondazione Diritti Genetici risulta che il timore per i rischi sulla salute è tra le principali ragioni della contrarietà agli Ogm espressa dal 78% degli intervistati, ma che solo il 36% dei cittadini intervistati dall'istituto di ricerche emopolis, dichiara che nell´acquisto dei prodotti agro-alimentari si orienta anche" sulla base delle informazioni contenute nelle etichette.

[30/10/2008, GreenReport]
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Contestualmente si volle che in Italia fosse annichilita pure l’autosufficienza alimentare: stroncata la Battaglia del Grano”, svilita l’agricoltura in genere, annullate le produzioni di barbabietole e messi ad arrugginire gli zuccherifici che le avevano lavorate per estrarne ottimo zucchero, azzerata la produzione di canapa e lino, ridotta pure la produzione dell’olio d’oliva e della frutta; il mansueto De Gasperi obbedientemente si affrettò a far emigrare i contadini.

Fu tanta la fame e fu necessario importare, importare…

Se qualcuno fosse indotto a pensare che questi stravolgimenti economici fossero dovuti unicamente alle distruzioni di guerra, gli ricordiamo che gli americani avevano già pianificato tutto, infatti l’autorevole rivista mensile “Mercury”, già l’8 ottobre 1943, a firma del giornalista Kingsbury Smith, così riepilogava il programma del Governo USA:

«…deve essere imposta una completa incorporazione dell’Italia vinta nella sfera degli interessi economici americani. Innanzitutto l’Italia si deve dichiarare disposta a sottoporre la sua produzione e la sua esportazione alle decisioni di un Consiglio Economico straniero. Ogni tentativo dell’Italia per realizzare l’autarchia in qualsiasi campo deve essere stroncato.

Prima di tutto l’Italia deve rinunziare all’aspirazione di raggiungere una sufficiente produzione italiana di grano».

Agghiacciante cinismo. E non si trattava dell’opinione di un singolo giornalista e nemmeno dell’opinione singola del sinistro Franklin Delano Roosevelt;
basti pensare che già dall’aprile 1907 un presidente degli States: Thomas Woodrow Wilson era stato stupefacentemente esplicito e sfacciato in una serie di lezioni tenute alla Columbia University:

«Dal momento che il commercio ignora i confini nazionali e il produttore preme per avere il mondo come mercato, la bandiera della sua nazione deve seguirlo, e le porte delle nazioni chiuse devono essere abbattute... Le concessioni ottenute dai finanzieri devono essere salvaguardate dai ministri dello stato, anche se in questo venisse violata la sovranità delle nazioni recalcitranti... vanno conquistate o impiantate colonie, affinché al mondo non resti un solo angolo utile trascurato o inutilizzato». (sic!)

[dal blog di Beppe Grillo]

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Ogm, dall´Ue segnali preoccupanti

Di Lucia Venturi

Espulsi dalla porta principale, rientrano dalla finestra gli organismi geneticamente modificati.

In Europa nessuno li vuole, i cittadini non si fidano, nonostante i tentativi (ripetuti) di portarli ad esempio ora come unico modo per sconfiggere il drammatico problema della fame nel mondo, ora come miglior sistema per diminuire l'uso dei fertilizzanti chimici usati in agricoltura e quindi per una maggior rispetto dell'ambiente, sino addirittura a vederne una efficace misura preventiva nei confronti del tumore, come nel caso del pomodoro con i geni modificati per produrre antiossidanti.

Ieri [29 ottobre] la Commissione europea, dopo che gli Stati membri non erano riusciti a decidere, né a favore né contro l´approvazione, a maggioranza qualificata, ha adottato essa stessa la decisione che autorizza il cotone Ogm della Bayer (LL25) ad essere importato, trasformato, commercializzato anche ad uso alimentare."Attraverso il meccanismo ipocrita della mancata maggioranza qualificata - ha dichiarato Francesco Ferrante, responsabile agricoltura di Legambiente - la Commissione europea continua a promuovere gli organismi transgenici costringendo milioni di persone contrarie all'uso e alla diffusione di questi alimenti a ritrovarsele nel piatto".

Non solo, aggiunge Legambiente, "tutto ciò con il beneplacito dell'Efsa, l'organo ufficialmente delegato a tutelare la sicurezza alimentare degli europei che, nei fatti, ha sempre e solo sostenuto le richieste delle multinazionali del biotech senza aver mai trovato un motivo di perplessità su queste autorizzazioni".I prodotti tratti dal cotone Ogm potranno quindi essere usati nei mangimi per animali e per qualunque altro uso, anche alimentare previsto per il cotone convenzionale, ma dovranno riportare chiaramente in etichetta l´indicazione Ogm. L´autorizzazione non prevede, invece, la coltivazione di questo cotone transgenico sul suolo dei paesi dell'unione europea.

Hanno votato a favore, durante una riunione del Consiglio Agricoltura, 13 Stati membri: Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Spagna, Germania, Olanda, Portogallo, Romania, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Gran Bretagna; contrari 12 Stati membri: Danimarca, Grecia, Francia, Cipro, Italia, Lussemburgo, Lituania, Ungheria, Austria, Malta, Polonia, Slovenia; due Stati membri si sono astenuti: Irlanda e Lettonia. Non ottenendo la maggioranza qualificata la Commissione ha adottato quindi da sola la decisione.

Ricapitolando, i cittadini europei, come è emerso da svariati sondaggi, sono in ampia maggioranza contrari all'uso di ogm. E lo sono anche le associazioni degli agricoltori e gli operatori dell'agricoltura tradizionale e biologica. C'è un organismo, l'Efsa, che dovrebbe tutelare la sicurezza alimentare degli europei e che nei fatti garantisce più le richieste del mondo biotech.

Ma di fronte ad una quasi parità di posizioni da parte degli Stati, la Commissione si schiera a favore.Ma allora verrebbe da chiedersi a cosa servono i sondaggi e gli organismi di tutela se poi si opta per la scelta che sembra scontentare la maggior parte dei cittadini? Domande forse ingenue, ma che sorgono spontanee di fronte a queste notizie.

Certo rimane sempre l'arma da parte del cittadino della scelta di non acquistare i prodotti in commercio che contengono ogm e che devono essere segnalati in etichetta. Ma che è comunque un'arma spuntata, e che riguarderebbe una minima parte della popolazione.Da un'indagine presentata ieri dalla Fondazione Diritti Genetici risulta che il timore per i rischi sulla salute è tra le principali ragioni della contrarietà agli Ogm espressa dal 78% degli intervistati, ma che solo il 36% dei cittadini intervistati dall'istituto di ricerche emopolis, dichiara che nell´acquisto dei prodotti agro-alimentari si orienta anche" sulla base delle informazioni contenute nelle etichette.

[30/10/2008, GreenReport]

domenica 16 novembre 2008

Prove tecniche di dittatura (mondiale) - Obama, la crisi e il nuovo ordine mondiale


Di Maurizio d’Orlando


L’abisso della crisi economica spinge molti a proporre il governo di un organismo mondiale per l’economia, ma anche per la politica. Il dominio della finanza è assicurato anche dal nuovo gabinetto di Barack Obama, costituito da persone fra i responsabili della crisi. Intanto nessuno rivendica il potere al popolo di battere moneta. La democrazia è uccisa dalla finanza.



Milano (AsiaNews) – Un nuovo ordine mondiale, da tempo programmato, sta per essere reso “inevitabile”. Molti politici ed economisti si affrettano a dire che ciò comporterà gravi sacrifici, ma ad ogni persona “ragionevole” è evidente che si tratta di sofferenze e disagi del tutto “necessari”.Catalizzatore di questa riformulazione del pianeta è la crisi economica di cui siamo vittime.
Questa crisi a fuoco lento, da immobiliare, bancaria e finanziaria, sta ormai toccando l’industria, l’agricoltura e tutta l’economia; dall’epicentro statunitense sta raggiungendo in vari gradi tutto il mondo. Il timore di reazioni a catena su possibili sconvolgimenti economici politici e sociali, la paura di anarchia in ogni campo, forniranno lo strumento necessario per attuare questo nuovo ordine, che i più vedranno come l’unico esito possibile. In tal modo, dovranno essere riformulati il governo; il direttorio mondiale della finanza, dell’economia e della fiscalità; quello dell’ordine pubblico, del sistema penale, della regolamentazione dei rapporti privati dentro e fuori l’ambito familiare; della sovranità di ciascun popolo, della possibilità stessa di esprimere opinioni difformi dal pensiero unico relativista: tutto ciò sarà considerato l’unica soluzione di fatto disponibile ed auspicabile.

Il nuovo ordine e il G 20

Fino a pochi decenni fa, tale nuovo ordine mondiale sarebbe stato considerato con orrore, un incubo, l’anticamera di una dittatura planetaria.
Invece, d’ora in poi i capi delle nazioni saranno lodati per aver dato prova, in un momento difficile, di senso del bene comune per tutti i popoli della terra e di interesse verso tutti gli strati sociali. Beninteso, questo è quanto ci verrà detto - temiamo molto presto - a ben più chiare lettere di quanto oggi possiamo intuire. Del resto, già da tempo, si parla della necessità di “regole”, di una nuova Bretton Woods. L’occasione più probabile in cui ci verrà fornito il nome della medicina “miracolosa” sarà forse la prossima riunione dei vertici politici ed istituzionali del G 20, in programma a Washington il 15 novembre. La “medicina” sarebbe una banca centrale mondiale che regolamenti la moneta unica di riferimento ed i rapporti di questa con le sotto-denominazioni locali del sistema.
Al G 20, dopo una breve lezioncina ed una frettolosa diagnosi sulle difficoltà attuali – “è tutta colpa di quegli scriteriati liberisti di Bush” - la cura per sanare la terribile crisi ci verrà impartita proprio dai maggiori responsabili di questa stessa crisi. Basta vedere chi ha maggiormente finanziato la più dispendiosa campagna elettorale per la presidenza dell’ex superpotenza americana
(oltre un miliardo di dollari, in un momento di pesante recessione).
Come sempre e come è ovvio, chi aveva interesse ha giocato su entrambi i tavoli per ogni evenienza; ma alla fine, come sappiamo, ha prevalso Barack Obama, anche in termini di spese: quasi il doppio in termini assoluti di quelle del candidato repubblicano. Oltre ai soliti settori - il mondo dello spettacolo e del’informazione, quello universitario e dell’istruzione, dell’informatica e di internet - i contributi per il nuovo presidente sono venuti in particolare dai fondi speculativi (“hedge funds”); dagli studi legali [anch’essi traggono risorse dalle complesse alchimie dei contratti di finanza creativa]; dai fondi di “private equity”(1). Per non cambiare nulla, occorreva che all’apparenza cambiasse tutto. In fondo, anzi in superficie, è bastato poco: il colore un po’ più scuro della pelle del nuovo presidente. Per il resto, il governo del nuovo presidente è composto, dai “soliti” responsabili, di fatto irresponsabili. Guardiamo ai nomi in lizza per il ministero del Tesoro: Larry Summers, Tim Geithner e Robert Rubin.
Sono tutti ultra-liberisti, persone che hanno sempre sostenuto la necessità di svincolare la finanza da ogni regola, dei nemici della legge Glass-Steagall(2).
Essi sono coloro che, nel girotondo d’incarichi per i membri del clan – al Fondo Monetario Internazionale, alla Banca Mondiale, nei governi del presidente Clinton, sotto l’ala di Alan Greenspan e di Ben Shalom Bernanke, o addirittura al vertice della Federal Reserve Bank di New York (Geithner) – hanno di fatto pilotato tutti gli sviluppi precedenti e successivi all’emergere della crisi odierna.

I volti vecchi del governo di Obama

Come capo di gabinetto, Obama ha scelto Emanuel Rahm, che vanta una carriera a cavallo tra la politica e le grandi case finanziarie di Wall Street.
Nel suo caso c’è pure dell’altro. Non solo il padre di Rahm era membro dell’Irgun(3), ma lui stesso ha anche la cittadinanza israeliana, ha combattuto per Israele, è il referente per le forze armate israeliane ed ha patrocinato lo scorso 4 giugno la candidatura di Obama ai vertici dell’AIPAC(4) – l’organizzazione sionista americana finanziata anche dallo Stato di Israele e coinvolta in alcuni recenti casi di spionaggio.
In Israele hanno commentato: “[Rahm ] è il nostro uomo alla Casa Bianca”. Questa osservazione ci porta a considerare che forse la scelta tra i due candidati non era equivalente. A lungo in altalena nei sondaggi, dopo un’apparente prodigiosa rimonta, lo schieramento repubblicano, rafforzato nelle propensioni degli elettori dalla vicenda della Georgia, è iniziato a precipitare in modo definitivo da quando il presidente Bush, a fine agosto, ha negato la fornitura di aerei-cisterna necessari all’aviazione israeliana per un’incursione a lungo raggio(5), rifiutando con ciò l’avallo del governo americano ad un attacco contro l’Iran. Pochi giorni dopo anche le quotazioni delle materie prime ed in primo luogo del petrolio, su cui le grandi banche d’affari avevano pesantemente scommesso per compensare le perdite sui mutui immobiliari, hanno iniziato a sgonfiarsi per poi precipitare con le borse di tutto il mondo a partire dai primi di settembre(6).

La democrazia e la moneta
Da tutte queste premesse è chiaro che la presidenza Obama non porterà cambiamenti di rotta nella gestione della crisi finanziaria; al contrario rafforzerà la tendenza a proteggere le grandi istituzioni ed industrie a scapito delle piccole imprese e del cittadino medio che gli ha dato il voto.
Soprattutto è anche chiaro che nel G 20 di Washington non verrà per nulla scalfita la questione centrale dell’attuale crisi finanziaria ed economica – e delle tante altre precedenti crisi della modernità e della postmodernità – cioè la sovranità e legittimità di sistema. Nel mondo a noi contemporaneo, l’unico regime considerato pienamente legittimo, in termini di potere politico ed economico, è quello democratico. Per la diffusione della democrazia nel mondo sono state combattute molte guerre ed in democrazia, per definizione, sovrano è il popolo. Se, però, una democrazia evoluta e complessa come quella americana può essere pilotata – nel senso che all’elettore è lasciata l’illusione di scegliere mentre in realtà è il marketing politico che, come nei supermercati, guida gli orientamenti – da chi dispone di grandi risorse monetarie, non si può più affermare che la legittimità del sistema sta nel consenso popolare.
Questo può essere comprato e, dunque, nella disponibilità stessa di moneta si fonda il consenso ed il potere in democrazia. Non si tratta certo di considerazioni nuove, ma il punto cruciale è che l’emissione della moneta è di per se stessa un atto sovrano, nel senso che la circolazione della moneta è imposta per legge: un creditore non può rifiutare un pagamento in moneta avente corso legale e pretendere invece una diversa prestazione a suo piacimento (oro, argento, o altro), se non l’ha concordato prima. Chi controlla l’emissione della moneta, mediante regole scritte ad hoc, può favorire chi conviene o è più gradito(7).
Il paradosso della moderna democrazia è che il popolo sovrano – nei suoi supposti rappresentanti, i parlamenti, i capi di Stato e di governo – non ha di fatto e di diritto alcun potere all’interno della Fed (ma anche della Bce, la Banca centrale europea) – in riferimento ad un atto sovrano di primaria importanza.
A tutela pubblica e per evitare le intromissioni della politica, l’emissione della moneta è stata privatizzata e sottratta al controllo pubblico. Il Sovrano, nei suoi rappresentanti, è inaffidabile e quindi in concreto non è sovrano. Non tutti sanno infatti che la Fed è un organismo di diritto privato così come ad esempio la Banca d’Italia e molte altre banche centrali nel mondo. È così dagli albori del parlamentarismo, da poco dopo la “Glorious Revolution” nel 1688(8).

1) Vedi ad es. Hedge Funds: Long-Term Contribution Trends OpenSecrets; Lawyers / Law Firms: Long-Term Contribution Trends OpenSecrets; http://www.opensecrets.org/news/2008/11/obamas-pick-for-chief-of-staff.html)

2) La legge Glass-Steagall imponeva la separazione tra l’attività bancaria e quella finanziaria. La legge era stata introdotta nel 1933 per prevenire la possibilità che si riproducessero le condizioni che portarono al crollo di borsa nel 1929 ed alla successiva depressione degli anni Trenta. L’abolizione della Glass-Steagall fu decisa nel 1999 dal governo del presidente Clinton. La finanza “creativa”, causa dei disastri finanziari odierni, è stata resa perciò possibile da un provvedimento non di un’amministrazione del partito repubblicano ma di quello democratico.

3) Organizzazione sionista che tra le due guerre mondiali organizzava attentati cruenti per combattere il mandato sulla Palestina affidato dalla Società delle nazioni, antecedente dell’ONU, all’Impero britannico e per arrivare così a costituire su di essa lo Stato di Israele.

4) Obama's AIPAC Speech, Rahm's Endorsement The New York Observer

5) a) Zionist Organization of America - Press Releases - ZOA Critical Of Bush Administration Decision To Deny Refueling Aircraft To Israel ; b) 'US rejects Barak's Boeing 767 request' Iran news Jerusalem Post

6) Futures chart - Oil price chart

7) Ad esempio solo alle società elencate nella “Primary Dealers list” (storicamente non più di venti nomi, quelli più citati nelle recenti cronache finanziarie) è consentito l’accesso alle transazioni ed alle aste della Fed per i titoli di Stato emessi per importi miliardari. Primary Dealer List - Federal Reserve Bank of New York

8) Anche nel moderno parlamentarismo vi è un forte intreccio tra finanza e politica. Le recenti “rivoluzioni arancioni” nell’Est europeo, sostenute dal finanziere George Soros, si ispirano infatti proprio al precedente storico della “Glorious Revolution”. Il parlamentarismo si era infatti imposto in Gran Bretagna con la “Glorious Revolution” spodestando il cattolico Giacomo II Stuart. Non bisogna però confondere parlamentarismo e costituzionalismo. Giacomo II era Sovrano legittimo e costituzionale perché aveva riconosciuto il potere legislativo del parlamento. Guglielmo d’Orange con un esercito di mercenari olandesi e tedeschi, finanziato dai banchieri di Amsterdam aveva invaso e conquistato l’Inghilterra. ed aveva spodestato Giacomo II. Per sdebitarsi, l’Orange - che fu detto il Re dei banchieri - pochi anni dopo ha concesso il monopolio dell’emissione di moneta avente valore legale a dei privati che costituirono la Bank of England e la Bank of Scotland. Con un capitale di due milioni di sterline oro la Bank of England, da un lato era impegnata a concedere per pari importo un prestito che fruttava un interesse. Dall’altro lato poteva emettere certificati aurei, cioè moneta a quell’epoca, sempre per il medesimo importo. In un certo senso avevano raddoppiato il capitale. L’esercito orangista non dové combattere perché Guglielmo d’Orange ottenne l’aiuto di alcuni influenti notabili che, invece di affrontare l’invasore sul campo, si accordarono con lui e tradirono il loro legittimo sovrano. Il principale di costoro fu il capostipite dei Churchill.
(AsiaNews del 14 novembre 2008)
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Di Maurizio d’Orlando


L’abisso della crisi economica spinge molti a proporre il governo di un organismo mondiale per l’economia, ma anche per la politica. Il dominio della finanza è assicurato anche dal nuovo gabinetto di Barack Obama, costituito da persone fra i responsabili della crisi. Intanto nessuno rivendica il potere al popolo di battere moneta. La democrazia è uccisa dalla finanza.



Milano (AsiaNews) – Un nuovo ordine mondiale, da tempo programmato, sta per essere reso “inevitabile”. Molti politici ed economisti si affrettano a dire che ciò comporterà gravi sacrifici, ma ad ogni persona “ragionevole” è evidente che si tratta di sofferenze e disagi del tutto “necessari”.Catalizzatore di questa riformulazione del pianeta è la crisi economica di cui siamo vittime.
Questa crisi a fuoco lento, da immobiliare, bancaria e finanziaria, sta ormai toccando l’industria, l’agricoltura e tutta l’economia; dall’epicentro statunitense sta raggiungendo in vari gradi tutto il mondo. Il timore di reazioni a catena su possibili sconvolgimenti economici politici e sociali, la paura di anarchia in ogni campo, forniranno lo strumento necessario per attuare questo nuovo ordine, che i più vedranno come l’unico esito possibile. In tal modo, dovranno essere riformulati il governo; il direttorio mondiale della finanza, dell’economia e della fiscalità; quello dell’ordine pubblico, del sistema penale, della regolamentazione dei rapporti privati dentro e fuori l’ambito familiare; della sovranità di ciascun popolo, della possibilità stessa di esprimere opinioni difformi dal pensiero unico relativista: tutto ciò sarà considerato l’unica soluzione di fatto disponibile ed auspicabile.

Il nuovo ordine e il G 20

Fino a pochi decenni fa, tale nuovo ordine mondiale sarebbe stato considerato con orrore, un incubo, l’anticamera di una dittatura planetaria.
Invece, d’ora in poi i capi delle nazioni saranno lodati per aver dato prova, in un momento difficile, di senso del bene comune per tutti i popoli della terra e di interesse verso tutti gli strati sociali. Beninteso, questo è quanto ci verrà detto - temiamo molto presto - a ben più chiare lettere di quanto oggi possiamo intuire. Del resto, già da tempo, si parla della necessità di “regole”, di una nuova Bretton Woods. L’occasione più probabile in cui ci verrà fornito il nome della medicina “miracolosa” sarà forse la prossima riunione dei vertici politici ed istituzionali del G 20, in programma a Washington il 15 novembre. La “medicina” sarebbe una banca centrale mondiale che regolamenti la moneta unica di riferimento ed i rapporti di questa con le sotto-denominazioni locali del sistema.
Al G 20, dopo una breve lezioncina ed una frettolosa diagnosi sulle difficoltà attuali – “è tutta colpa di quegli scriteriati liberisti di Bush” - la cura per sanare la terribile crisi ci verrà impartita proprio dai maggiori responsabili di questa stessa crisi. Basta vedere chi ha maggiormente finanziato la più dispendiosa campagna elettorale per la presidenza dell’ex superpotenza americana
(oltre un miliardo di dollari, in un momento di pesante recessione).
Come sempre e come è ovvio, chi aveva interesse ha giocato su entrambi i tavoli per ogni evenienza; ma alla fine, come sappiamo, ha prevalso Barack Obama, anche in termini di spese: quasi il doppio in termini assoluti di quelle del candidato repubblicano. Oltre ai soliti settori - il mondo dello spettacolo e del’informazione, quello universitario e dell’istruzione, dell’informatica e di internet - i contributi per il nuovo presidente sono venuti in particolare dai fondi speculativi (“hedge funds”); dagli studi legali [anch’essi traggono risorse dalle complesse alchimie dei contratti di finanza creativa]; dai fondi di “private equity”(1). Per non cambiare nulla, occorreva che all’apparenza cambiasse tutto. In fondo, anzi in superficie, è bastato poco: il colore un po’ più scuro della pelle del nuovo presidente. Per il resto, il governo del nuovo presidente è composto, dai “soliti” responsabili, di fatto irresponsabili. Guardiamo ai nomi in lizza per il ministero del Tesoro: Larry Summers, Tim Geithner e Robert Rubin.
Sono tutti ultra-liberisti, persone che hanno sempre sostenuto la necessità di svincolare la finanza da ogni regola, dei nemici della legge Glass-Steagall(2).
Essi sono coloro che, nel girotondo d’incarichi per i membri del clan – al Fondo Monetario Internazionale, alla Banca Mondiale, nei governi del presidente Clinton, sotto l’ala di Alan Greenspan e di Ben Shalom Bernanke, o addirittura al vertice della Federal Reserve Bank di New York (Geithner) – hanno di fatto pilotato tutti gli sviluppi precedenti e successivi all’emergere della crisi odierna.

I volti vecchi del governo di Obama

Come capo di gabinetto, Obama ha scelto Emanuel Rahm, che vanta una carriera a cavallo tra la politica e le grandi case finanziarie di Wall Street.
Nel suo caso c’è pure dell’altro. Non solo il padre di Rahm era membro dell’Irgun(3), ma lui stesso ha anche la cittadinanza israeliana, ha combattuto per Israele, è il referente per le forze armate israeliane ed ha patrocinato lo scorso 4 giugno la candidatura di Obama ai vertici dell’AIPAC(4) – l’organizzazione sionista americana finanziata anche dallo Stato di Israele e coinvolta in alcuni recenti casi di spionaggio.
In Israele hanno commentato: “[Rahm ] è il nostro uomo alla Casa Bianca”. Questa osservazione ci porta a considerare che forse la scelta tra i due candidati non era equivalente. A lungo in altalena nei sondaggi, dopo un’apparente prodigiosa rimonta, lo schieramento repubblicano, rafforzato nelle propensioni degli elettori dalla vicenda della Georgia, è iniziato a precipitare in modo definitivo da quando il presidente Bush, a fine agosto, ha negato la fornitura di aerei-cisterna necessari all’aviazione israeliana per un’incursione a lungo raggio(5), rifiutando con ciò l’avallo del governo americano ad un attacco contro l’Iran. Pochi giorni dopo anche le quotazioni delle materie prime ed in primo luogo del petrolio, su cui le grandi banche d’affari avevano pesantemente scommesso per compensare le perdite sui mutui immobiliari, hanno iniziato a sgonfiarsi per poi precipitare con le borse di tutto il mondo a partire dai primi di settembre(6).

La democrazia e la moneta
Da tutte queste premesse è chiaro che la presidenza Obama non porterà cambiamenti di rotta nella gestione della crisi finanziaria; al contrario rafforzerà la tendenza a proteggere le grandi istituzioni ed industrie a scapito delle piccole imprese e del cittadino medio che gli ha dato il voto.
Soprattutto è anche chiaro che nel G 20 di Washington non verrà per nulla scalfita la questione centrale dell’attuale crisi finanziaria ed economica – e delle tante altre precedenti crisi della modernità e della postmodernità – cioè la sovranità e legittimità di sistema. Nel mondo a noi contemporaneo, l’unico regime considerato pienamente legittimo, in termini di potere politico ed economico, è quello democratico. Per la diffusione della democrazia nel mondo sono state combattute molte guerre ed in democrazia, per definizione, sovrano è il popolo. Se, però, una democrazia evoluta e complessa come quella americana può essere pilotata – nel senso che all’elettore è lasciata l’illusione di scegliere mentre in realtà è il marketing politico che, come nei supermercati, guida gli orientamenti – da chi dispone di grandi risorse monetarie, non si può più affermare che la legittimità del sistema sta nel consenso popolare.
Questo può essere comprato e, dunque, nella disponibilità stessa di moneta si fonda il consenso ed il potere in democrazia. Non si tratta certo di considerazioni nuove, ma il punto cruciale è che l’emissione della moneta è di per se stessa un atto sovrano, nel senso che la circolazione della moneta è imposta per legge: un creditore non può rifiutare un pagamento in moneta avente corso legale e pretendere invece una diversa prestazione a suo piacimento (oro, argento, o altro), se non l’ha concordato prima. Chi controlla l’emissione della moneta, mediante regole scritte ad hoc, può favorire chi conviene o è più gradito(7).
Il paradosso della moderna democrazia è che il popolo sovrano – nei suoi supposti rappresentanti, i parlamenti, i capi di Stato e di governo – non ha di fatto e di diritto alcun potere all’interno della Fed (ma anche della Bce, la Banca centrale europea) – in riferimento ad un atto sovrano di primaria importanza.
A tutela pubblica e per evitare le intromissioni della politica, l’emissione della moneta è stata privatizzata e sottratta al controllo pubblico. Il Sovrano, nei suoi rappresentanti, è inaffidabile e quindi in concreto non è sovrano. Non tutti sanno infatti che la Fed è un organismo di diritto privato così come ad esempio la Banca d’Italia e molte altre banche centrali nel mondo. È così dagli albori del parlamentarismo, da poco dopo la “Glorious Revolution” nel 1688(8).

1) Vedi ad es. Hedge Funds: Long-Term Contribution Trends OpenSecrets; Lawyers / Law Firms: Long-Term Contribution Trends OpenSecrets; http://www.opensecrets.org/news/2008/11/obamas-pick-for-chief-of-staff.html)

2) La legge Glass-Steagall imponeva la separazione tra l’attività bancaria e quella finanziaria. La legge era stata introdotta nel 1933 per prevenire la possibilità che si riproducessero le condizioni che portarono al crollo di borsa nel 1929 ed alla successiva depressione degli anni Trenta. L’abolizione della Glass-Steagall fu decisa nel 1999 dal governo del presidente Clinton. La finanza “creativa”, causa dei disastri finanziari odierni, è stata resa perciò possibile da un provvedimento non di un’amministrazione del partito repubblicano ma di quello democratico.

3) Organizzazione sionista che tra le due guerre mondiali organizzava attentati cruenti per combattere il mandato sulla Palestina affidato dalla Società delle nazioni, antecedente dell’ONU, all’Impero britannico e per arrivare così a costituire su di essa lo Stato di Israele.

4) Obama's AIPAC Speech, Rahm's Endorsement The New York Observer

5) a) Zionist Organization of America - Press Releases - ZOA Critical Of Bush Administration Decision To Deny Refueling Aircraft To Israel ; b) 'US rejects Barak's Boeing 767 request' Iran news Jerusalem Post

6) Futures chart - Oil price chart

7) Ad esempio solo alle società elencate nella “Primary Dealers list” (storicamente non più di venti nomi, quelli più citati nelle recenti cronache finanziarie) è consentito l’accesso alle transazioni ed alle aste della Fed per i titoli di Stato emessi per importi miliardari. Primary Dealer List - Federal Reserve Bank of New York

8) Anche nel moderno parlamentarismo vi è un forte intreccio tra finanza e politica. Le recenti “rivoluzioni arancioni” nell’Est europeo, sostenute dal finanziere George Soros, si ispirano infatti proprio al precedente storico della “Glorious Revolution”. Il parlamentarismo si era infatti imposto in Gran Bretagna con la “Glorious Revolution” spodestando il cattolico Giacomo II Stuart. Non bisogna però confondere parlamentarismo e costituzionalismo. Giacomo II era Sovrano legittimo e costituzionale perché aveva riconosciuto il potere legislativo del parlamento. Guglielmo d’Orange con un esercito di mercenari olandesi e tedeschi, finanziato dai banchieri di Amsterdam aveva invaso e conquistato l’Inghilterra. ed aveva spodestato Giacomo II. Per sdebitarsi, l’Orange - che fu detto il Re dei banchieri - pochi anni dopo ha concesso il monopolio dell’emissione di moneta avente valore legale a dei privati che costituirono la Bank of England e la Bank of Scotland. Con un capitale di due milioni di sterline oro la Bank of England, da un lato era impegnata a concedere per pari importo un prestito che fruttava un interesse. Dall’altro lato poteva emettere certificati aurei, cioè moneta a quell’epoca, sempre per il medesimo importo. In un certo senso avevano raddoppiato il capitale. L’esercito orangista non dové combattere perché Guglielmo d’Orange ottenne l’aiuto di alcuni influenti notabili che, invece di affrontare l’invasore sul campo, si accordarono con lui e tradirono il loro legittimo sovrano. Il principale di costoro fu il capostipite dei Churchill.
(AsiaNews del 14 novembre 2008)

Stati Uniti: "Terra di opportunità" o "Terra di Massoni"?


Di Marcello Pamio



“Il mondo è cambiato” ( La Repubblica )
“4.11.2008 Nuovo Mondo” (Unità)
“Un pianeta migliore” (Unità)
“Il nuovo mondo” (Il Manifesto)
“E’ crollato il muro di Washington” (Liberazione)
“Nulla è impossibile” (Riformista)
“Sembra che parli ma prega” (Riformista)


Questi sono alcuni dei titoli dei quotidiani nazionali che esaltano l’elezione del 44mo presidente degli Stati Uniti d’America. Il mondo intero, o quasi, è in festa, perché Obama Hussein Barack farà rinascere quel Mondo distrutto e sotterrato da decenni di politiche estere guerrafondaie e di politiche economiche di stile mafioso. Il sogno di milioni di americani (spezzato nel 1968 con l’assassinio di Martin Luther King) s’è finalmente realizzato: un uomo di colore dirigerà la Casa Bianca. Non solo di colore, ma anche figlio di un musulmano kenyota. Cosa volete di più?

Nella “Land of opportunity”, nella “terra delle opportunità” le mamme americane potranno continuare a dire ai loro figli che chiunque può diventare Presidente! Ma le cose non stanno veramente così? Pensiamo veramente che l’elezione dell’uomo più potente del mondo sia alla portata di tutti? Crediamo veramente che Caio o Mohammad o Hussein, con un po’ di soldi una buona dialettica, possa entrare nella Storia degli Stati Uniti, comandare l’esercito, intraprendere una guerra o stampare moneta?

In un momento storico come l’attuale era funzionale un evento di forte impatto emotivo: un grande ma soprattutto apparente cambiamento. Coloro che decidono veramente le politiche interne ed estere e mi riferisco alle grandi e potenti famiglie di banchieri internazionali, potevano optare per un altro attentato o una grande pandemia, il tutto per distogliere l’attenzione, come avvenne l’11 settembre del 2001. Infatti nei giorni prima dell’attacco alle Torri Gemelle la situazione economica stava precipitando in maniera molto seria: c'erano già stati segnali chiari di crash borsistici, grandi fallimenti aziendali e l'indice di gradimento di George era sotto la suola delle scarpe. Forse non tutti lo ricorderanno, ma per fortuna ci sono i giornali dell’epoca a testimoniare.

Dopo l’attentato invece, la situazione economica è stata fagocitata dalla paura, dalle lettere all’antrace, dal carbonchio, dalla caccia a bin Laden, dalla guerra in Afghanistan e Iraq: dalla guerra al terrorismo internazionale.Oggi sembrano aver optato per la pillola dolce, che di solito è molto più pericolosa di quella amara, perché il principio attivo è nascosto dallo zucchero… La situazione economica e politica attuale è molto più seria di quella che ha preceduto l’11 settembre. Serviva un espediente mediatico per distogliere facilmente le coscienze addormentate di molti americani. Quale opzione migliore di eleggere un afro-americano alla Casa Bianca?

Da una parte l’illusione di vera e unica democrazia libera, il famoso e deviante “American Dream's” poteva continuare; dall’altra metteva ai comandi un uomo estremamente funzionale, uno di loro. Tutto questo sotto la totale ingenuità degli elettori, di coloro che hanno inviato soldi per sostenere la campagna del candidato democratico. Non sapendo che sarebbe stato eletto lo stesso. Ma perché dico questo?Basta leggere attentamente i dati pubblicati dalla Federal Election Commission per capire chi ha deciso effettivamente l’elezione di Obama: i Burattinai di Wall Street, i veri manipolatori delle coscienze, quella che viene chiamata elite economico-finanziaria internazionale.

Istituti come Goldman Sachs, J.P. Morgan, Citigroup, Morgan Stanley, tanto per citare qualche nome. Questi hanno contribuito con 2.938.556 dollari[1] alla campagna elettorale di Obama, per ricambiare il favore della legge sul salvataggio bancario. Infatti Obama al Congresso ha firmato il pacchetto salva-banche da 900 miliardi di dollari. Dagli speculatori più selvaggi invece, dai tristemente noti Hedge Funds, il neopresidente ha incamerato 2.637.578 dollari.[2] Oltre alle banche, Obama ha ricevuto 1.662.280 dollari dai colossi farmaceutici, quelli che stanno realmente facendo ammalare milioni di persone ogni anno in tutto il mondo. Sarà molto interessante vedere quali saranno le politiche sanitarie del presidente, in debito con le stesse lobbies.

Alla voce “Comunicazioni ed Elettronica”, sempre della Federal Election Commission, il democratico ha ricevuto 21.600.186 dollari![3] Sapete che cosa s’intende per “comunicazioni ed elettronica”? Le industrie legate alle Guerre Stellari, spionaggio, intercettazioni, ecc. Che sia per questo che Obama votò al Congresso la vergognosa legge F.I.S.A. (Foreign Intelligence Surveillance Act), che usa la scusante del terrorismo come pretesto per permettere lo spionaggio di massa. Spionaggio in particolare di immigrati o americani politicamente scomodi. Il neopresidente ha anche confermato, nonostante le finte polemiche mediatiche, la base missilistica in Polonia ...

Pure l’industria bellica fa la sua parte, “donando” (a fondo perduto?) al senatore democratico 870.165 dollari. Il comparto più ricco, o forse quello più generoso, è quello della salute e delle assicurazioni, un connubio deleterio tra “soldi & salute”, visto che nel Paese più democratico del mondo oltre 44 milioni di persone sono prive di assistenza sanitaria. Questo ricchissimo comparto ha donato ad Obama 49.408.792 dollari! Anche in questo caso sarà molto interessante osservare come il Presidente realizzerà quella riforma, tanto decantata in campagna elettorale, che garantisce l’assistenza per tutti gli americani attraverso un programma finanziato con versamenti obbligatori delle aziende allo Stato.[4] Concludo con le lobbies professionali che più contano negli States, come gli studi legali. Questi hanno aiutato il presidente con ben 37.122.161 dollari! Non certo spiccioli.

In totale Obama Barack ha ricevuto la modica cifra di oltre 110 milioni di dollari da lobbies, corporation, banche, assicurazioni e lobbisti di ogni risma. Oltre ovviamente a tutti i soldi di privati cittadini illusi dal miraggio del sogno americano. Pensiamo ancora che un uomo “normale” possa ricevere così tanti soldi dai Padroni del Mondo ed entrare senza problemi alla casa Bianca? Un uomo che ha trasmesso durante la campagna elettorale oltre 7.700 spot televisivi ogni giorno, il doppio rispetto all’altro candidato McCain e che ha acquistato inserzioni pubblicitarie per ben 180 milioni di dollari[5]. In una sola settimana, dal 21 al 28 ottobre, ha sperperato 21,5 milioni di dollari, il triplo rispetto McCain.[6]Ovviamente no: i Poteri Forti avevano già deciso.

Infatti gli uomini scelti da Obama per il suo governo democratico sembrano tutti "cresciuti" all'ombra dell'Impero (Rockefeller). Tanto per citarne un paio: Susan Rice (Consigliere per la Sicurezza Nazionale) è membro del C.F.R. (Consiglio per le Relazioni con l'Estero), della Commissione Trilaterale e dell'Aspen Institute; Paul Volcker (Consigliere Affari Finanziari e Monetari) è membro della Commissione Trilaterale e della Fondazione Rockefeller...

Prima ho detto che Obama è un uomo facente parte del Sistema. Mi spiego.Per comprendere questo passaggio è importante sapere che l’Elite economico-finanziaria usa mettere ai posti di comando persone di un certo tipo, magari con un certo corredo genetico o una certa discendenza… Anche il 44mo presidente non è estraneo a tutto ciò: Obama è cugino di ottavo grado dell’ex vicepresidente Dick Cheney. A rivelare questo “legame di sangue” è la stessa moglie Lynn Cheney nelle colonne del Times. Il portavoce di Obama, per sbollentare la notizia, ha immediatamente commentato che “Dick Cheney è la pecora nera della famiglia” Ma non è tutto. Secondo uno studio genealogico del Waikoloa-based Family Forest Project il Presidente Obama avrebbe collegamenti con i presidenti George Washington, James Madison, Harry Truman e Jimmy Carter.[7] (per maggiori informazioni sulle motivazioni dei legami di sangue “Il Segreto occulto degli Illuminati”).Cosa questa non strana visto che anche George Walker Bush junior era cugino (questa volta di sedicesimo grado) dell’altro candidato alle presidenziali John Forbes Kerry. Ecco perché se quattro anni fa avesse vinto Kerry non sarebbe cambiato nulla, come pure se avesse vinto Albert Arnold Gore junior, come la vittoria di Obama…

Anzi il figlio di uno studente immigrato del Kenya e di una donna del Kansas è riuscito a farsi eleggere Presidente. Cosa volete di più? Viva gli Stati Uniti d’America, viva la “Land of opportunity”!!!


[1] “Obama? Seguite i soldi”, Paolo Barnard[2] Idem[3] Idem[4] “Economia, energia e guerra al terrore, nell’agenda di Obama”, Adnkronos 9/11/2008[5] “Usa 2008 Mega spot televisivo di Obama: cambieremo l’America” Peace Reporter, Virgilio Notizie.[6] ”Usa: spot in tv, Obama ha speso tre volte di più di McCain”, ASCA 31 ottobre 2008[7] “Inquietanti genealogie” a cura di Giorgio Pastore, www.croponline.org

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Di Marcello Pamio



“Il mondo è cambiato” ( La Repubblica )
“4.11.2008 Nuovo Mondo” (Unità)
“Un pianeta migliore” (Unità)
“Il nuovo mondo” (Il Manifesto)
“E’ crollato il muro di Washington” (Liberazione)
“Nulla è impossibile” (Riformista)
“Sembra che parli ma prega” (Riformista)


Questi sono alcuni dei titoli dei quotidiani nazionali che esaltano l’elezione del 44mo presidente degli Stati Uniti d’America. Il mondo intero, o quasi, è in festa, perché Obama Hussein Barack farà rinascere quel Mondo distrutto e sotterrato da decenni di politiche estere guerrafondaie e di politiche economiche di stile mafioso. Il sogno di milioni di americani (spezzato nel 1968 con l’assassinio di Martin Luther King) s’è finalmente realizzato: un uomo di colore dirigerà la Casa Bianca. Non solo di colore, ma anche figlio di un musulmano kenyota. Cosa volete di più?

Nella “Land of opportunity”, nella “terra delle opportunità” le mamme americane potranno continuare a dire ai loro figli che chiunque può diventare Presidente! Ma le cose non stanno veramente così? Pensiamo veramente che l’elezione dell’uomo più potente del mondo sia alla portata di tutti? Crediamo veramente che Caio o Mohammad o Hussein, con un po’ di soldi una buona dialettica, possa entrare nella Storia degli Stati Uniti, comandare l’esercito, intraprendere una guerra o stampare moneta?

In un momento storico come l’attuale era funzionale un evento di forte impatto emotivo: un grande ma soprattutto apparente cambiamento. Coloro che decidono veramente le politiche interne ed estere e mi riferisco alle grandi e potenti famiglie di banchieri internazionali, potevano optare per un altro attentato o una grande pandemia, il tutto per distogliere l’attenzione, come avvenne l’11 settembre del 2001. Infatti nei giorni prima dell’attacco alle Torri Gemelle la situazione economica stava precipitando in maniera molto seria: c'erano già stati segnali chiari di crash borsistici, grandi fallimenti aziendali e l'indice di gradimento di George era sotto la suola delle scarpe. Forse non tutti lo ricorderanno, ma per fortuna ci sono i giornali dell’epoca a testimoniare.

Dopo l’attentato invece, la situazione economica è stata fagocitata dalla paura, dalle lettere all’antrace, dal carbonchio, dalla caccia a bin Laden, dalla guerra in Afghanistan e Iraq: dalla guerra al terrorismo internazionale.Oggi sembrano aver optato per la pillola dolce, che di solito è molto più pericolosa di quella amara, perché il principio attivo è nascosto dallo zucchero… La situazione economica e politica attuale è molto più seria di quella che ha preceduto l’11 settembre. Serviva un espediente mediatico per distogliere facilmente le coscienze addormentate di molti americani. Quale opzione migliore di eleggere un afro-americano alla Casa Bianca?

Da una parte l’illusione di vera e unica democrazia libera, il famoso e deviante “American Dream's” poteva continuare; dall’altra metteva ai comandi un uomo estremamente funzionale, uno di loro. Tutto questo sotto la totale ingenuità degli elettori, di coloro che hanno inviato soldi per sostenere la campagna del candidato democratico. Non sapendo che sarebbe stato eletto lo stesso. Ma perché dico questo?Basta leggere attentamente i dati pubblicati dalla Federal Election Commission per capire chi ha deciso effettivamente l’elezione di Obama: i Burattinai di Wall Street, i veri manipolatori delle coscienze, quella che viene chiamata elite economico-finanziaria internazionale.

Istituti come Goldman Sachs, J.P. Morgan, Citigroup, Morgan Stanley, tanto per citare qualche nome. Questi hanno contribuito con 2.938.556 dollari[1] alla campagna elettorale di Obama, per ricambiare il favore della legge sul salvataggio bancario. Infatti Obama al Congresso ha firmato il pacchetto salva-banche da 900 miliardi di dollari. Dagli speculatori più selvaggi invece, dai tristemente noti Hedge Funds, il neopresidente ha incamerato 2.637.578 dollari.[2] Oltre alle banche, Obama ha ricevuto 1.662.280 dollari dai colossi farmaceutici, quelli che stanno realmente facendo ammalare milioni di persone ogni anno in tutto il mondo. Sarà molto interessante vedere quali saranno le politiche sanitarie del presidente, in debito con le stesse lobbies.

Alla voce “Comunicazioni ed Elettronica”, sempre della Federal Election Commission, il democratico ha ricevuto 21.600.186 dollari![3] Sapete che cosa s’intende per “comunicazioni ed elettronica”? Le industrie legate alle Guerre Stellari, spionaggio, intercettazioni, ecc. Che sia per questo che Obama votò al Congresso la vergognosa legge F.I.S.A. (Foreign Intelligence Surveillance Act), che usa la scusante del terrorismo come pretesto per permettere lo spionaggio di massa. Spionaggio in particolare di immigrati o americani politicamente scomodi. Il neopresidente ha anche confermato, nonostante le finte polemiche mediatiche, la base missilistica in Polonia ...

Pure l’industria bellica fa la sua parte, “donando” (a fondo perduto?) al senatore democratico 870.165 dollari. Il comparto più ricco, o forse quello più generoso, è quello della salute e delle assicurazioni, un connubio deleterio tra “soldi & salute”, visto che nel Paese più democratico del mondo oltre 44 milioni di persone sono prive di assistenza sanitaria. Questo ricchissimo comparto ha donato ad Obama 49.408.792 dollari! Anche in questo caso sarà molto interessante osservare come il Presidente realizzerà quella riforma, tanto decantata in campagna elettorale, che garantisce l’assistenza per tutti gli americani attraverso un programma finanziato con versamenti obbligatori delle aziende allo Stato.[4] Concludo con le lobbies professionali che più contano negli States, come gli studi legali. Questi hanno aiutato il presidente con ben 37.122.161 dollari! Non certo spiccioli.

In totale Obama Barack ha ricevuto la modica cifra di oltre 110 milioni di dollari da lobbies, corporation, banche, assicurazioni e lobbisti di ogni risma. Oltre ovviamente a tutti i soldi di privati cittadini illusi dal miraggio del sogno americano. Pensiamo ancora che un uomo “normale” possa ricevere così tanti soldi dai Padroni del Mondo ed entrare senza problemi alla casa Bianca? Un uomo che ha trasmesso durante la campagna elettorale oltre 7.700 spot televisivi ogni giorno, il doppio rispetto all’altro candidato McCain e che ha acquistato inserzioni pubblicitarie per ben 180 milioni di dollari[5]. In una sola settimana, dal 21 al 28 ottobre, ha sperperato 21,5 milioni di dollari, il triplo rispetto McCain.[6]Ovviamente no: i Poteri Forti avevano già deciso.

Infatti gli uomini scelti da Obama per il suo governo democratico sembrano tutti "cresciuti" all'ombra dell'Impero (Rockefeller). Tanto per citarne un paio: Susan Rice (Consigliere per la Sicurezza Nazionale) è membro del C.F.R. (Consiglio per le Relazioni con l'Estero), della Commissione Trilaterale e dell'Aspen Institute; Paul Volcker (Consigliere Affari Finanziari e Monetari) è membro della Commissione Trilaterale e della Fondazione Rockefeller...

Prima ho detto che Obama è un uomo facente parte del Sistema. Mi spiego.Per comprendere questo passaggio è importante sapere che l’Elite economico-finanziaria usa mettere ai posti di comando persone di un certo tipo, magari con un certo corredo genetico o una certa discendenza… Anche il 44mo presidente non è estraneo a tutto ciò: Obama è cugino di ottavo grado dell’ex vicepresidente Dick Cheney. A rivelare questo “legame di sangue” è la stessa moglie Lynn Cheney nelle colonne del Times. Il portavoce di Obama, per sbollentare la notizia, ha immediatamente commentato che “Dick Cheney è la pecora nera della famiglia” Ma non è tutto. Secondo uno studio genealogico del Waikoloa-based Family Forest Project il Presidente Obama avrebbe collegamenti con i presidenti George Washington, James Madison, Harry Truman e Jimmy Carter.[7] (per maggiori informazioni sulle motivazioni dei legami di sangue “Il Segreto occulto degli Illuminati”).Cosa questa non strana visto che anche George Walker Bush junior era cugino (questa volta di sedicesimo grado) dell’altro candidato alle presidenziali John Forbes Kerry. Ecco perché se quattro anni fa avesse vinto Kerry non sarebbe cambiato nulla, come pure se avesse vinto Albert Arnold Gore junior, come la vittoria di Obama…

Anzi il figlio di uno studente immigrato del Kenya e di una donna del Kansas è riuscito a farsi eleggere Presidente. Cosa volete di più? Viva gli Stati Uniti d’America, viva la “Land of opportunity”!!!


[1] “Obama? Seguite i soldi”, Paolo Barnard[2] Idem[3] Idem[4] “Economia, energia e guerra al terrore, nell’agenda di Obama”, Adnkronos 9/11/2008[5] “Usa 2008 Mega spot televisivo di Obama: cambieremo l’America” Peace Reporter, Virgilio Notizie.[6] ”Usa: spot in tv, Obama ha speso tre volte di più di McCain”, ASCA 31 ottobre 2008[7] “Inquietanti genealogie” a cura di Giorgio Pastore, www.croponline.org

lunedì 10 novembre 2008

LETTERA APERTA AL CAPO DELLA POLIZIA ANTONIO MANGANELLI



Di Francesco Cossiga

Caro Capo, per alcune dichiarazioni paradossali e provocatorie da me rese sul come gestire l'ordine pubblico in questa ripresa di massicce manifestazioni e come, spengendo tempestivamente i focarelli, si possa evitare che divampino poi gli incendi, mi sono beccato denunzie da molte persone, sacerdoti, frati e suore comprese, e sembra che me sia in arrivo una da parte di S.Em.za il Card. Tettamanzi, firmata anche dai alcuni suoi fedeli adepti dei Centri Sociali, dei No Global e dei Black Bloc.
Ma osando contro l'osabile, caro Capo, vorrei darLe un consiglio. Gli studenti piu' grandi, anche se in qualche caso facendosi scudo con i bambini, hanno cominciato a sfidare le forze di polizia, a lanciare bombe carta e bottiglie contro di esse e a tentare occupazioni di infrastrutture pubbliche, e ovviamente, ma non saggiamente, hanno reagito con cariche d'alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante. E' stato, mi creda! un grande errore strategico.

Io ritengo che, data anche la posizione dell'opposizione (non abbiamo piu' il Partito Comunista e il ferreo servizio d'ordine della CGIL), queste manifestazioni aumenteranno nel numero, in gravita' e nel consenso dell'opposizione. Un'efficace politica dell'ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti. A mio avviso, dato che un lancio di bottiglie contro le forze di polizia, insulti rivolti a poliziotti e carabinieri, a loro madri, figlie e sorelle, l'occupazione di stazioni ferroviarie, qualche automobile bruciata non e' cosa poi tanto grave, il mio consiglio e' che in attesa di tempi peggiori, che certamente verranno, Lei disponga che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino, in modo che qualche commerciante, qualche proprietario di automobili, e anche qualche passante, meglio se donna, vecchio o bambino, siano danneggiati, se fosse possibile la sede dell'arcivescovo di Milano, qualche sede della Caritas o di Pax Christi, da queste manifestazioni,e cresca nella gente comune la paura dei manifestanti e con la paura l'odio verso di essi e i loro mandanti o chi da qualche loft o da qualche redazione, ad esempio quella de L'Unita', li sorregge.

L'ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio come ho gia' detto un vecchio, una donna o un bambino , rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita.
Io aspetterei ancora un po', adottando straordinarie misure di protezione nei confronti delle sedi di organizzazioni di sinistra. E solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di ''Bella ciao'', devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti, ma senza arrestare nessuno.
E il comunicato del Viminale dovrebbe dire che si e' intervenuto contro manifestazioni violente del Blocco Studentesco,di Casa Pound e di altri manifestanti di estrema destra, compresi gruppi di naziskin che manifestavano al grido di ''Hitler! Hitler!''. Questo il mio consiglio.

Cordialmente Francesco Cossiga.

Fonte: www.asca.it 08/11/08
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Di Francesco Cossiga

Caro Capo, per alcune dichiarazioni paradossali e provocatorie da me rese sul come gestire l'ordine pubblico in questa ripresa di massicce manifestazioni e come, spengendo tempestivamente i focarelli, si possa evitare che divampino poi gli incendi, mi sono beccato denunzie da molte persone, sacerdoti, frati e suore comprese, e sembra che me sia in arrivo una da parte di S.Em.za il Card. Tettamanzi, firmata anche dai alcuni suoi fedeli adepti dei Centri Sociali, dei No Global e dei Black Bloc.
Ma osando contro l'osabile, caro Capo, vorrei darLe un consiglio. Gli studenti piu' grandi, anche se in qualche caso facendosi scudo con i bambini, hanno cominciato a sfidare le forze di polizia, a lanciare bombe carta e bottiglie contro di esse e a tentare occupazioni di infrastrutture pubbliche, e ovviamente, ma non saggiamente, hanno reagito con cariche d'alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante. E' stato, mi creda! un grande errore strategico.

Io ritengo che, data anche la posizione dell'opposizione (non abbiamo piu' il Partito Comunista e il ferreo servizio d'ordine della CGIL), queste manifestazioni aumenteranno nel numero, in gravita' e nel consenso dell'opposizione. Un'efficace politica dell'ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti. A mio avviso, dato che un lancio di bottiglie contro le forze di polizia, insulti rivolti a poliziotti e carabinieri, a loro madri, figlie e sorelle, l'occupazione di stazioni ferroviarie, qualche automobile bruciata non e' cosa poi tanto grave, il mio consiglio e' che in attesa di tempi peggiori, che certamente verranno, Lei disponga che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino, in modo che qualche commerciante, qualche proprietario di automobili, e anche qualche passante, meglio se donna, vecchio o bambino, siano danneggiati, se fosse possibile la sede dell'arcivescovo di Milano, qualche sede della Caritas o di Pax Christi, da queste manifestazioni,e cresca nella gente comune la paura dei manifestanti e con la paura l'odio verso di essi e i loro mandanti o chi da qualche loft o da qualche redazione, ad esempio quella de L'Unita', li sorregge.

L'ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio come ho gia' detto un vecchio, una donna o un bambino , rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita.
Io aspetterei ancora un po', adottando straordinarie misure di protezione nei confronti delle sedi di organizzazioni di sinistra. E solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di ''Bella ciao'', devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti, ma senza arrestare nessuno.
E il comunicato del Viminale dovrebbe dire che si e' intervenuto contro manifestazioni violente del Blocco Studentesco,di Casa Pound e di altri manifestanti di estrema destra, compresi gruppi di naziskin che manifestavano al grido di ''Hitler! Hitler!''. Questo il mio consiglio.

Cordialmente Francesco Cossiga.

Fonte: www.asca.it 08/11/08
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domenica 9 novembre 2008

In risposta a Giordano Bruno Guerri....di testa e di petto


Giordano Bruno Guerri ha risposto in modo ineducato, circa la denuncia a casa Savoia da parte dell’assessore al demanio Antonio Ciano, dalle pagine del “Il Giornale”, noto quotidiano liberal-massonico della famiglia del piduista Berlusconi. Ha dimostrato di non conoscere i fatti e gli antefatti della storia, che i suoi libri, al riguardo, sono solo frutto di una scopiazzatura, come fan tutti gli storici di regime, e noi rimandiamo al mittente non solo una cacchina al posto delle bombe, ma un montagna di spazzatura, più grande del Vesuvio e dell’Etna messi assieme, una montagna di merda che il suo regime ha prodotto nel Sud. Una montagna di merda al posto della spazzatura sarebbe meglio, ma siamo educati. L’articolo uscito su ” la Stampa” ha colpito al cuore, ha colpito questi personaggi che vivono una vita inutile, una vita fatta di ruffa ruffa. L’onesto Granzotto, nel leggere l’articolo del Guerri, di sicuro sarà andato al bagno per spernacchiarlo. Comunque Il Guerri ha guadagnato la giornata, la massoneria gli darà un altro lauto lavoro. Guerri, legga queste notizie, forse dormiva quando gli eredi dei Savoia ci han chiesto 260 milioni di Euro per il dorato esilio. A Napoli si dice ” accà nisciuno e fesso” e spero che l’avvocatura di Stato difenda gli interessi di Gaeta e delle città eccidiate del Sud, che sono centinaia. A Roma, caro Guerri, ti farebbero una pernacchia potente, ma per noi sei solo un povero e meschino servitore degli interessi del tuo padrone. Ci fai pena!


Citazione:

I SAVOIA CHIEDONO DANNI ALLO STATO ITALIANO

ROMA - I Savoia chiedono i danni allo stato italiano: è quanto risulta da un servizio che andrà in onda a Ballarò. 170 milioni di euro è la richiesta di Vittorio Emanuele, 90 milioni quella di suo figlio Emanuele Filiberto, più gli interessi. Inoltre i Savoia vogliono la restituzione dei beni confiscati dallo Stato al momento della nascita della Repubblica Italiana.

La richiesta - informano gli autori della trasmissione - è arrivata circa 20 giorni fa con una lettera di sette pagine inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio Romano Prodi dai legali dei Savoia Calvetti e Murgia.

Tra i motivi della richiesta di risarcimento illustrati nella lettera e spiegati da Emanuele Filiberto in un’intervista all’interno del servizio ci sono i danni morali dovuti alla violazione dei diritti fondamentali dell’uomo stabiliti dalla Convenzione Europea per i 54 anni di esilio dei Savoia sanciti dalla Costituzione Italiana. Il segretario generale della presidenza del consiglio Carlo Malinconico spiega, secondo quanto anticipano i responsabili di Ballarò, che il Governo non solo non ritiene di dover pagare nulla ai Savoia ma che pensa di chiedere a sua volta i danni all’ex famiglia reale per le responsabilità legate alle note vicende storiche.

ANSA

Fonte: Partito del Sud-Gaeta
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Giordano Bruno Guerri ha risposto in modo ineducato, circa la denuncia a casa Savoia da parte dell’assessore al demanio Antonio Ciano, dalle pagine del “Il Giornale”, noto quotidiano liberal-massonico della famiglia del piduista Berlusconi. Ha dimostrato di non conoscere i fatti e gli antefatti della storia, che i suoi libri, al riguardo, sono solo frutto di una scopiazzatura, come fan tutti gli storici di regime, e noi rimandiamo al mittente non solo una cacchina al posto delle bombe, ma un montagna di spazzatura, più grande del Vesuvio e dell’Etna messi assieme, una montagna di merda che il suo regime ha prodotto nel Sud. Una montagna di merda al posto della spazzatura sarebbe meglio, ma siamo educati. L’articolo uscito su ” la Stampa” ha colpito al cuore, ha colpito questi personaggi che vivono una vita inutile, una vita fatta di ruffa ruffa. L’onesto Granzotto, nel leggere l’articolo del Guerri, di sicuro sarà andato al bagno per spernacchiarlo. Comunque Il Guerri ha guadagnato la giornata, la massoneria gli darà un altro lauto lavoro. Guerri, legga queste notizie, forse dormiva quando gli eredi dei Savoia ci han chiesto 260 milioni di Euro per il dorato esilio. A Napoli si dice ” accà nisciuno e fesso” e spero che l’avvocatura di Stato difenda gli interessi di Gaeta e delle città eccidiate del Sud, che sono centinaia. A Roma, caro Guerri, ti farebbero una pernacchia potente, ma per noi sei solo un povero e meschino servitore degli interessi del tuo padrone. Ci fai pena!


Citazione:

I SAVOIA CHIEDONO DANNI ALLO STATO ITALIANO

ROMA - I Savoia chiedono i danni allo stato italiano: è quanto risulta da un servizio che andrà in onda a Ballarò. 170 milioni di euro è la richiesta di Vittorio Emanuele, 90 milioni quella di suo figlio Emanuele Filiberto, più gli interessi. Inoltre i Savoia vogliono la restituzione dei beni confiscati dallo Stato al momento della nascita della Repubblica Italiana.

La richiesta - informano gli autori della trasmissione - è arrivata circa 20 giorni fa con una lettera di sette pagine inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio Romano Prodi dai legali dei Savoia Calvetti e Murgia.

Tra i motivi della richiesta di risarcimento illustrati nella lettera e spiegati da Emanuele Filiberto in un’intervista all’interno del servizio ci sono i danni morali dovuti alla violazione dei diritti fondamentali dell’uomo stabiliti dalla Convenzione Europea per i 54 anni di esilio dei Savoia sanciti dalla Costituzione Italiana. Il segretario generale della presidenza del consiglio Carlo Malinconico spiega, secondo quanto anticipano i responsabili di Ballarò, che il Governo non solo non ritiene di dover pagare nulla ai Savoia ma che pensa di chiedere a sua volta i danni all’ex famiglia reale per le responsabilità legate alle note vicende storiche.

ANSA

Fonte: Partito del Sud-Gaeta

Niki non c'è più



Raccogliamo volentieri l'invito del blog A Rarika nel postare questa allucinante vicenda.Dal blog di Beppe Grillo con una piccola aggiunta al come si può di Orazio Vasta:

Come può essere che in un paese "normale e democratico" il Presidente del Consiglio dica da un palco che il defunto (r.i.p.) Sig. Mangano è un eroe..?

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Raccogliamo volentieri l'invito del blog A Rarika nel postare questa allucinante vicenda.Dal blog di Beppe Grillo con una piccola aggiunta al come si può di Orazio Vasta:

Come può essere che in un paese "normale e democratico" il Presidente del Consiglio dica da un palco che il defunto (r.i.p.) Sig. Mangano è un eroe..?

martedì 4 novembre 2008

ESAME DELLA SVISTA...


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venerdì 31 ottobre 2008

Gelli conduttore in tv: «Venerabile Italia»


Dopo le "esternazioni" di Cossiga le "lezioni di storia" del venerabile, è proprio vero al peggio non c'è mai fine.....


Il «Maestro» della loggia massonica segreta P2 condurrà un suo programma.
Ospiti? Andreotti e Dell'Utri
Su Odeon tv da lunedì alle 22.20


MILANO - È ricordato principalmente per essere stato «Maestro Venerabile» della loggia massonica segreta P2. Per cui il titolo della sua trasmissione non può che essere «Venerabile Italia».
Sottotitolo: «La vera storia di Licio Gelli». Quindi Licio Gelli sbarca in tv.
Avrà un programma tutto suo da lunedì, alle 22.20, su Odeon tv .

IL PROGRAMMA - Sarà proprio il maestro della P2 la «voce narrante», assieme a Lucia Leonessi, di una «ricostruzione inedita della storia dell’ultimo secolo, «dalla Guerra di Spagna agli anni ’80, dai salotti di Roma alle rive del lago di Como, dall’epoca fascista al crac del Banco Ambrosiano». Il programma, presentato venerdì ufficialmente a Firenze, vedrà anche la partecipazione di personaggi politici e storici come Giulio Andreotti, Marcello Veneziani e Marcello Dell’Utri. Nella prima puntuta perlerà di fascismo.

CHI È GELLI - È ricordato principalmente per essere stato «Maestro Venerabile» della loggia massonica segreta P2. È stato camicia nera, ha aderito alla Repubblicà di Salò, qualcuno ipotizza che Gelli era molto vicino alla Cia. È stato accusato di aver un ruolo in «Gladio», amico stretto del leader argentino Peròn. Dopo la scoperta della P2, fuggi in Svizzera dove fu arrestato mentre cercava di ritirare decine di migliaia di dollari a Ginevra, ma riuscì ad evadere dalla prigione. Fuggì quindi in Sudamerica, prima di costituirsi nel 1987.

Licio Gelli è stato condannato con sentenza definitiva per i seguenti reati: procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato, calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola, tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna e Bancarotta fraudolenta (per il fallimento del Banco Ambrosiano è stato condannato a 12 anni).

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Dopo le "esternazioni" di Cossiga le "lezioni di storia" del venerabile, è proprio vero al peggio non c'è mai fine.....


Il «Maestro» della loggia massonica segreta P2 condurrà un suo programma.
Ospiti? Andreotti e Dell'Utri
Su Odeon tv da lunedì alle 22.20


MILANO - È ricordato principalmente per essere stato «Maestro Venerabile» della loggia massonica segreta P2. Per cui il titolo della sua trasmissione non può che essere «Venerabile Italia».
Sottotitolo: «La vera storia di Licio Gelli». Quindi Licio Gelli sbarca in tv.
Avrà un programma tutto suo da lunedì, alle 22.20, su Odeon tv .

IL PROGRAMMA - Sarà proprio il maestro della P2 la «voce narrante», assieme a Lucia Leonessi, di una «ricostruzione inedita della storia dell’ultimo secolo, «dalla Guerra di Spagna agli anni ’80, dai salotti di Roma alle rive del lago di Como, dall’epoca fascista al crac del Banco Ambrosiano». Il programma, presentato venerdì ufficialmente a Firenze, vedrà anche la partecipazione di personaggi politici e storici come Giulio Andreotti, Marcello Veneziani e Marcello Dell’Utri. Nella prima puntuta perlerà di fascismo.

CHI È GELLI - È ricordato principalmente per essere stato «Maestro Venerabile» della loggia massonica segreta P2. È stato camicia nera, ha aderito alla Repubblicà di Salò, qualcuno ipotizza che Gelli era molto vicino alla Cia. È stato accusato di aver un ruolo in «Gladio», amico stretto del leader argentino Peròn. Dopo la scoperta della P2, fuggi in Svizzera dove fu arrestato mentre cercava di ritirare decine di migliaia di dollari a Ginevra, ma riuscì ad evadere dalla prigione. Fuggì quindi in Sudamerica, prima di costituirsi nel 1987.

Licio Gelli è stato condannato con sentenza definitiva per i seguenti reati: procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato, calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola, tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna e Bancarotta fraudolenta (per il fallimento del Banco Ambrosiano è stato condannato a 12 anni).

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sabato 18 ottobre 2008

Rose rosse per Jorg Haider


Di Stefania Nicoletti

La notte tra il 10 e l’11 ottobre Jörg Haider, governatore della Carinzia e leader dell’estrema destra austriaca, muore in un incidente stradale a sud di Klagenfurt, nella valle chiamata Rosenthal, Valle delle Rose.

Le autorità dichiarano che Haider è morto sul colpo, e la notizia venne così riportata anche dagli organi di informazione. In realtà, come dichiararono anche i medici che per primi sono giunti sul luogo dell’incidente, al momento dell’arrivo dei primi soccorsi Haider era ancora vivo: anche se gravemente ferito, mostrava ancora dei, seppur deboli, segni di vita. Mentre invece il direttore dell’ospedale di Klagenfurt ha dichiarò che Haider è morto sul colpo. Anche l’autopsia ha “confermato” la morte istantanea. Perché queste due versioni così diverse?

Ma questa è solo una delle anomalie di un “incidente” che di stranezze ne ha molte.
Partendo proprio dall’autopsia, un’altra anomalia è che essa è stata effettuata a Graz e non a Klagenfurt.
Il giorno dopo l’incidente, la procura di Klagenfurt afferma che Haider viaggiava a 142 km orari, dove il limite era 70. Il procuratore di Klagenfurt dichiara: “Cade così ogni eventuale illazione su altre possibili cause dell’incidente”. Come mai le autorità, in questo caso il procuratore capo, “mettono le mani avanti” e si affrettano a fare simili dichiarazioni?

L’ipotesi che subito prende piede è quella di un attentato ad opera delle minoranze slovene, che Haider aveva attaccato il giorno prima in un discorso. Inutile dire che questa tesi, più che essere basata su analisi, riflessioni e dati di fatto, fa leva sui sentimenti della popolazione ed è stata creata ad arte e diffusa proprio per spostare l’attenzione su un presunto “nemico pubblico”.

Poche ore dopo l’incidente, quindi durante la giornata di sabato, molti giornali stranieri danno la notizia titolando “Haider KILLED in a crash”. Haider UCCISO in un incidente.
L’agenzia di stampa AGI riporta: Vox populi in Carinzia, “Lo hanno ammazzato”.

Proprio il giorno dell’incidente mortale, l’11 ottobre, sul quotidiano della Carinzia Kleine Zeitung è uscita un’intervista ad Haider. L’agenzia Ansa dice “per pura coincidenza”. L’intervista spazia un po’ tutti i temi: dalla politica interna, alle recenti elezioni, alla crisi finanziaria. Tema, quest’ultimo, a cui viene dato molto spazio, tanto che il giornale titola: “Questi manager devono essere puliti”. Lo stesso concetto che Haider aveva espresso due settimane fa in un’intervista televisiva, dicendo che il sistema bancario corrotto e “mafioso” (lo chiama “Banken Mafia”) deve essere fermato, perché le banche vendono prodotti finanziari “nocivi” che avvelenano il mondo intero. In quell’occasione promise di “ripulire il fango delle manipolazioni bancarie”.

Tornando alla notte dell’11 ottobre, ciò che salta subito all’occhio è che la scena dell'incidente è stata ampiamente alterata.Confrontando le fotografie scattate durante la notte e quelle scattate il giorno dopo (sabato), si nota che molti oggetti sono stati spostati, aggiunti o modificati.Dopo l’incidente, le due portiere del lato sinistro sono state spostate, così come la stessa auto. In particolare, le due portiere si sono staccate dall’auto e sono quasi intatte; ma, nelle diverse foto, si trovano in punti diversi.Non c’è alcuna traccia di sangue sul luogo dell’incidente, neppure sul sedile di guida.Haider stava sorpassando una donna e sterzò rapidamente dopo la manovra. Di questa misteriosa donna, però, non c’è traccia. Ma c’è da aspettarsi che fra non molto uscirà allo scoperto e rilascerà un’intervista “esclusiva” in cui racconterà come sono andati i fatti (o più probabilmente qualcuno la istruirà a dovere su cosa dire).Come non c’è alcuna deposizione o testimonianza degli abitanti del luogo. Un incidente così, in piena notte, in un paesino tranquillo, non dovrebbe passare inosservato. Eppure pare che nessuno abbia visto né sentito nulla. Neppure la famiglia che abita nella casa il cui recinto è stato distrutto dall’impatto, ha sentito nulla. Il giorno dopo hanno dichiarato alla stampa di aver saputo dell’incidente soltanto la mattina, ricevendo la visita della polizia.

L’auto sulla quale viaggiava Haider è completamente computerizzata: è dotata di sofisticate apparecchiature elettroniche e, con un semplice GPS, è possibile registrare la posizione dell’auto e controllare le sue funzioni essenziali, come l’accensione, i freni, l’acceleratore… In pratica, il computer di bordo può essere controllato dall’esterno. Per fare un esempio: qualcuno dall’esterno può accelerare la velocità dell’auto in un determinato punto. E, analizzando la dinamica dell’incidente di Haider, non è difficile intuire che sia andata proprio così, se si considera che l’auto ha sterzato esattamente nel punto in cui il maggior danno potesse essere arrecato. O precedentemente programmato?

Infine, è di ieri l’annuncio che “Haider era ubriaco al momento dell’incidente”. Più propriamente, aveva un alto tasso di alcol nel sangue, pari a 1,8 grammi: superava perciò il limite consentito dalla legge austriaca (che è di 0,5 grammi). Anche qui però c’è qualcosa che non quadra: il tasso alcolico è stato “accertato” dai medici legali, e abbiamo già visto come siano molte le anomalie nelle modalità dell’autopsia. Ma, anche ammesso che ciò sia vero, il fatto che il tasso alcolico fosse elevato non significa che Haider fosse ubriaco. Invece, ed è ciò che colpisce di più, tutti i giornali e le agenzie di stampa titolano “Haider era ubriaco”.
Inoltre l’annuncio è stato dato da Stefan Petzner, il quale non è solo, come hanno riportato alcuni giornali, il portavoce di Haider. Ma è soprattutto, da qualche giorno, il suo successore alla guida del partito. Curioso che ad annunciare una notizia così importante sia proprio lui e non, come sarebbe più logico e opportuno, la famiglia o le autorità.
Verrebbe anche da chiedersi come mai tutta questa fretta nel fare dichiarazioni. Le autorità avevano già dichiarato giorni fa che “Haider guidava a velocità elevata”, attribuendo quindi l’incidente all’alta velocità. Dunque che bisogno c’era di uscire con una nuova “rivelazione”? Il fine non sarà per caso quello di mettere una pietra sopra all’accaduto? La vicenda è chiara e limpida: Haider andava a 140 all’ora e per giunta era ubriaco. E’ stato inequivocabilmente un incidente. Nessun attentato. Nessun complotto. Non indagate oltre.
Emblematico di questa volontà di archiviare definitivamente la vicenda, è un articolo apparso sul sito del TG5, dal titolo "Haider si schiantò perché era ubriaco e correva a folle velocità" (http://www.tg5.mediaset.it/esteri/articoli/2008/10/articolo8054.shtml)

In conclusione… Troppe rose in questo incidente, troppi dubbi, troppe cose che non quadrano. Impossibile capire il movente dell’omicidio; forse ha ragione Abate Vella nel suo blog “Il consiglio”, nel suo articolo intitolato “L’Europa nuoce gravemente alla salute (dei suoi avversari)”. Forse la verità è altrove. Forse, come spesso capita, ci sono stati più moventi. C’è una sola certezza. Il caso verrà archiviato come incidente e i mandanti non verranno mai trovati.

Fonte:Paolo Franceschetti
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Di Stefania Nicoletti

La notte tra il 10 e l’11 ottobre Jörg Haider, governatore della Carinzia e leader dell’estrema destra austriaca, muore in un incidente stradale a sud di Klagenfurt, nella valle chiamata Rosenthal, Valle delle Rose.

Le autorità dichiarano che Haider è morto sul colpo, e la notizia venne così riportata anche dagli organi di informazione. In realtà, come dichiararono anche i medici che per primi sono giunti sul luogo dell’incidente, al momento dell’arrivo dei primi soccorsi Haider era ancora vivo: anche se gravemente ferito, mostrava ancora dei, seppur deboli, segni di vita. Mentre invece il direttore dell’ospedale di Klagenfurt ha dichiarò che Haider è morto sul colpo. Anche l’autopsia ha “confermato” la morte istantanea. Perché queste due versioni così diverse?

Ma questa è solo una delle anomalie di un “incidente” che di stranezze ne ha molte.
Partendo proprio dall’autopsia, un’altra anomalia è che essa è stata effettuata a Graz e non a Klagenfurt.
Il giorno dopo l’incidente, la procura di Klagenfurt afferma che Haider viaggiava a 142 km orari, dove il limite era 70. Il procuratore di Klagenfurt dichiara: “Cade così ogni eventuale illazione su altre possibili cause dell’incidente”. Come mai le autorità, in questo caso il procuratore capo, “mettono le mani avanti” e si affrettano a fare simili dichiarazioni?

L’ipotesi che subito prende piede è quella di un attentato ad opera delle minoranze slovene, che Haider aveva attaccato il giorno prima in un discorso. Inutile dire che questa tesi, più che essere basata su analisi, riflessioni e dati di fatto, fa leva sui sentimenti della popolazione ed è stata creata ad arte e diffusa proprio per spostare l’attenzione su un presunto “nemico pubblico”.

Poche ore dopo l’incidente, quindi durante la giornata di sabato, molti giornali stranieri danno la notizia titolando “Haider KILLED in a crash”. Haider UCCISO in un incidente.
L’agenzia di stampa AGI riporta: Vox populi in Carinzia, “Lo hanno ammazzato”.

Proprio il giorno dell’incidente mortale, l’11 ottobre, sul quotidiano della Carinzia Kleine Zeitung è uscita un’intervista ad Haider. L’agenzia Ansa dice “per pura coincidenza”. L’intervista spazia un po’ tutti i temi: dalla politica interna, alle recenti elezioni, alla crisi finanziaria. Tema, quest’ultimo, a cui viene dato molto spazio, tanto che il giornale titola: “Questi manager devono essere puliti”. Lo stesso concetto che Haider aveva espresso due settimane fa in un’intervista televisiva, dicendo che il sistema bancario corrotto e “mafioso” (lo chiama “Banken Mafia”) deve essere fermato, perché le banche vendono prodotti finanziari “nocivi” che avvelenano il mondo intero. In quell’occasione promise di “ripulire il fango delle manipolazioni bancarie”.

Tornando alla notte dell’11 ottobre, ciò che salta subito all’occhio è che la scena dell'incidente è stata ampiamente alterata.Confrontando le fotografie scattate durante la notte e quelle scattate il giorno dopo (sabato), si nota che molti oggetti sono stati spostati, aggiunti o modificati.Dopo l’incidente, le due portiere del lato sinistro sono state spostate, così come la stessa auto. In particolare, le due portiere si sono staccate dall’auto e sono quasi intatte; ma, nelle diverse foto, si trovano in punti diversi.Non c’è alcuna traccia di sangue sul luogo dell’incidente, neppure sul sedile di guida.Haider stava sorpassando una donna e sterzò rapidamente dopo la manovra. Di questa misteriosa donna, però, non c’è traccia. Ma c’è da aspettarsi che fra non molto uscirà allo scoperto e rilascerà un’intervista “esclusiva” in cui racconterà come sono andati i fatti (o più probabilmente qualcuno la istruirà a dovere su cosa dire).Come non c’è alcuna deposizione o testimonianza degli abitanti del luogo. Un incidente così, in piena notte, in un paesino tranquillo, non dovrebbe passare inosservato. Eppure pare che nessuno abbia visto né sentito nulla. Neppure la famiglia che abita nella casa il cui recinto è stato distrutto dall’impatto, ha sentito nulla. Il giorno dopo hanno dichiarato alla stampa di aver saputo dell’incidente soltanto la mattina, ricevendo la visita della polizia.

L’auto sulla quale viaggiava Haider è completamente computerizzata: è dotata di sofisticate apparecchiature elettroniche e, con un semplice GPS, è possibile registrare la posizione dell’auto e controllare le sue funzioni essenziali, come l’accensione, i freni, l’acceleratore… In pratica, il computer di bordo può essere controllato dall’esterno. Per fare un esempio: qualcuno dall’esterno può accelerare la velocità dell’auto in un determinato punto. E, analizzando la dinamica dell’incidente di Haider, non è difficile intuire che sia andata proprio così, se si considera che l’auto ha sterzato esattamente nel punto in cui il maggior danno potesse essere arrecato. O precedentemente programmato?

Infine, è di ieri l’annuncio che “Haider era ubriaco al momento dell’incidente”. Più propriamente, aveva un alto tasso di alcol nel sangue, pari a 1,8 grammi: superava perciò il limite consentito dalla legge austriaca (che è di 0,5 grammi). Anche qui però c’è qualcosa che non quadra: il tasso alcolico è stato “accertato” dai medici legali, e abbiamo già visto come siano molte le anomalie nelle modalità dell’autopsia. Ma, anche ammesso che ciò sia vero, il fatto che il tasso alcolico fosse elevato non significa che Haider fosse ubriaco. Invece, ed è ciò che colpisce di più, tutti i giornali e le agenzie di stampa titolano “Haider era ubriaco”.
Inoltre l’annuncio è stato dato da Stefan Petzner, il quale non è solo, come hanno riportato alcuni giornali, il portavoce di Haider. Ma è soprattutto, da qualche giorno, il suo successore alla guida del partito. Curioso che ad annunciare una notizia così importante sia proprio lui e non, come sarebbe più logico e opportuno, la famiglia o le autorità.
Verrebbe anche da chiedersi come mai tutta questa fretta nel fare dichiarazioni. Le autorità avevano già dichiarato giorni fa che “Haider guidava a velocità elevata”, attribuendo quindi l’incidente all’alta velocità. Dunque che bisogno c’era di uscire con una nuova “rivelazione”? Il fine non sarà per caso quello di mettere una pietra sopra all’accaduto? La vicenda è chiara e limpida: Haider andava a 140 all’ora e per giunta era ubriaco. E’ stato inequivocabilmente un incidente. Nessun attentato. Nessun complotto. Non indagate oltre.
Emblematico di questa volontà di archiviare definitivamente la vicenda, è un articolo apparso sul sito del TG5, dal titolo "Haider si schiantò perché era ubriaco e correva a folle velocità" (http://www.tg5.mediaset.it/esteri/articoli/2008/10/articolo8054.shtml)

In conclusione… Troppe rose in questo incidente, troppi dubbi, troppe cose che non quadrano. Impossibile capire il movente dell’omicidio; forse ha ragione Abate Vella nel suo blog “Il consiglio”, nel suo articolo intitolato “L’Europa nuoce gravemente alla salute (dei suoi avversari)”. Forse la verità è altrove. Forse, come spesso capita, ci sono stati più moventi. C’è una sola certezza. Il caso verrà archiviato come incidente e i mandanti non verranno mai trovati.

Fonte:Paolo Franceschetti

martedì 14 ottobre 2008

A COSA SERVE LA CRISI FINANZIARIA ? E A CHI GIOVA ?


DI PAOLO FRANCESCHETTI


1. Premessa

Come tutti sanno questo blog parla di argomenti vari, Mostro di Firenze, Moby Prince, Ustica Moro, ma tutti accomunati da un nesso comune.

La massoneria.
Cosa c’entrano questi argomenti con il crack finanziario? Centrano. Centrano.
Se avrete la pazienza di seguirmi per un po’ ve lo chiarisco, cercando di spiegare il motivo di questo crack finanziario quasi globale, che è solo prodromico ad altri ancora peggiori, questa volta globali. Cercheremo di capire cioè chi l’ha innestato e perché.
Ho iniziato a capire la potenza della massoneria e i suoi fini, non da complottista fissato, non da appassionato di gialli ed esoterismo. I complotti non mi avevano mai interessato e non ho mai avuto fiuto per i rebus o per i gialli.
Certo, avevo intuito che dietro tutte le morti sospette nei testimoni dei processi, dietro agli infarti, agli incidenti, c’era qualcosa di potente. Avevo intuito che se tutte le stragi italiane erano rimaste impunite qualcuno manovrava dall’alto.
Ma non avevo capito chi c’era dietro, e soprattutto non avevo capito perché. Poi ho iniziato a capire, dopo l’inchiesta Cordova, la potenza della massoneria, cioè una forza in grado di legare tra sé, e subordinare ad essa, mafie, servizi segreti, e poteri illeciti vari. Fin qui OK. Ma restava una domanda…
Se esiste un’organizzazione così potente da condizionare la politica degli Stati, organizzare guerre, organizzare stragi e farla sempre franca, uccidere tutti coloro che si oppongono al sistema, qual è il fine ultimo di questa organizzazione? Il fine era quello che mancava.Poi ho capito
2. Il sistema.
Ho iniziato a capirlo studiando le leggi del sistema bancario. Studiando - da giurista e non da esoterista – il mondo delle banche, il suo funzionamento e i suoi riflessi sulla vita di tutti noi cittadini. Banca d’Italia, BCE, Fondo Monetario internazionale… E ho capito che è quello il cuore di tutti problemi: il mondo bancario. Vediamo di riassumere i punti salienti della mia ricerca:
1) Anzitutto una prima anomalia che si palesa subito a chi studia l’argomento, è il funzionamento della Banca D’Italia e della BCE. La Banca d’Italia è per il 95 per cento in mano ai capitali privati, ovverosia Intesa-San Paolo, Generali, Monte dei Paschi di Siena, ecc…. La quota più rilevante è quella di Intesa San Paolo che è una vera e propria quota di controllo. Quindi ecco un primo grosso problema della politica e finanza italiane: la moneta non viene emessa dallo stato, ma dalla banche private; il controllo della moneta e degli istituti di credito è in mano alle banche private e non allo stato. Cioè i controllati si controllano da soli.
Questo significa una cosa sola: che sono le banche a governare il paese, e non la politica, e che i politici sono asserviti ai bancheri e agli imprenditori. Ciò è confermato dalle leggi che disciplinano le banche, ove è evidente che il governo non ha nessun potere su Banca D’Italia, né di controllo né di nomina degli amministratori.
2) La seconda anomalia è europea. Noi dipendiamo dalla BCE. E la BCE è un istituzione indipendente dalla Comunità europea, con più poteri addirittura dello stesso parlamento europeo. Gli amministratori della BCE son svincolati dai governi, non rispondono praticamente a nessuno e godono addirittura di immunità superiori a quelle, già corpose, dei parlamentari europei.
In poche parole: la finanza europea dipende dalla BCE.
3) La cosa che salta agli occhi è che la Banca d’Inghilterra ha il 17 per cento del capitale della BCE. Ma l’Inghilterra è fuori dall’euro, quindi non ha senso che una nazione straniera fuori dal circuito dell’euro possa controllare i destini dei paesi dell’area Euro. Ora, se i geni dell’anticomplottismo saltano subito su a precisare che quel 17 (superiore pure alle quote italiane, francesi, spagnole) è solo formale, basta un minimo di intelligenza per capire che un’istituzione come la Banca d’Inghilterra non si insedia certo in un organismo importante e potente come la BCE solo formalmente. In realtà “sostanzialmente” le banche inglesi hanno un potere enorme sulle banche europee. Vediamo come.
4) Facendo una breve ricerca che chiunque può fare da solo su Internet, risulta che il vertice della massoneria mondiale, il vertice UFFICIALE, è nella corona inglese. Ora, siccome la corona inglese nomina i dirigenti della Banca d’inghilterra (è sufficiente controllare sul sito ufficiale della banca) ne consegue che la Banca d’Inghilterra è controllata dalla massoneria. E questo non lo diciamo noi, ma lo dicono i siti ufficiali di queste istituzioni.
5) Considerando l’importanza e la potenza della massoneria a livello mondiale ci vuole poco a capire quindi chi, veramente, detiene il potere nella BCE, e per quale motivo i vertici della BCE non rispondono penalmente e civilmente neanche nei confronti del parlamento europeo. Ma la vera anomalia non è neanche questa.
6) La cosa più assurda è che controllando il flusso degli investimenti delle banche italiane, si nota che molte, tante, troppe azioni e troppi milioni di euro, sono investiti in… banche inglesi e americane. Barclays, Rockfeller, Morgan Stanley, ecc., creando un conflitto di interessi pauroso. In altre parole, il nostro destino è legato a filo doppio alle sorti delle banche inglesi e americane. In questo modo si crea però un conflitto di interessi, perché le leggi o le manovre finanziarie che rafforzano l’Euro danneggiano le altre monete, ma rafforzando la nostra moneta paradossalmente allo stesso tempo danneggiamo anche le nostre banche e i nostri investimenti, e viceversa. Analizzando quindi i flussi di capitali e la ricchezza ci si accorge che tutto il potere del mondo è concentrato in poche mani, di pochi gruppi bancari e industriali il cui destino è legato a filo doppio dalle stesse vicende.
A questo punto si capisce perché la politica sia assoggettata alle banche e perché chi prova a toccare le banche muore. Si capisce cioè perché, gira e rigira, tutti quelli che si sono avvicinati alla massoneria e/o alle banche sono morti, da Falcone, ad Ambrosoli, a persone meno conosciute come Arrigo Molinari che avevano provato a portare alla luce il problema del Signoraggio (Arrigo Molinari che, ricordiamolo, morirà in un lago di sangue, secondo il copione più classico dei delitti della Rosa Rossa, in una data il cui valore numerico è, non a caso.
7)Ma ancora non si capisce il fine di tutto ciò. Controllare tutto va bene. Ma perché? Studiando i meccanismo del sistema bancario la cosa appare chiara e risulta evidente il motivo della crisi di questi giorni.
Anche qui occorre procedere per punti.
1) Le banche prestano denaro virtuale ed inesistente a fronte di beni reali. Spieghiamo meglio. Per prestare denaro una banca non fa alcuna fatica, deve solo scrivere una cifra sullo schermo di un PC. Si digita: 1.000.000.000 di euro e voilà… come per magia la banca ha prestato un miliardo di euro. Quando l’azienda, il privato, o lo stato estero, non possono restituire, la banca fa un’operazione molto semplice: chiede all’azienda mezzo miliardo di azioni in cambio dell’azzeramento del prestito; chiede al privato i suoi beni in cambio dell’azzeramento del prestito; oppure chiede allo stato estero del terzo mondo una miniera di diamanti, di oro, ecc….
Non è un caso che la maggior parte delle miniere di diamanti dell’Africa siano di proprietà di banche europee. Il meccanismo è semplice: se Tizio non può pagare un debito di 100, la banca si accontenta di un bene che vale 50. Tizio ci guadagna. La banca, contabilmente, ci rimette. In realtà, dal punto vista reale, la banca non ha perso nulla, ma al contrario ha guadagnato una miniera, il controllo di una società, i beni di Tizio. Cioè in altre parole la banca non ha perso nulla, tranne una cifra scritta sullo schermo di un PC; ma in cambio ha acquistato petrolio, diamanti, oro, terreni, case.
Ricordiamoci poi che da Bretton Woods in poi, nel 1944, il sistema bancario mondiale non è più vincolato all’oro, ma è poco più che carta straccia. Il suo valore infatti è dato da un complesso di calcoli e di variabili che in sostanza fanno dipendere il suo valore dalla fiducia che in un dato momento il mondo accorda a quella moneta. La banca cioè (o il suo prestanome) a fronte di un esborso pari a 0, acquista beni reali, diamanti, oro, terreni, case, società.
Inoltre, allo stato attuale, non esiste neanche una quantità di cartamoneta sufficiente a coprire tutti i conti correnti e i debiti della banche. Questo significa che se domani tutti i risparmiatori si recassero a prelevare contanti, in circolazione non ci sarebbe neanche un numero di monete sufficiente a restituire il tutto. Il denaro, in altre parole, è diventato meno che carta straccia. E’ diventato un numero scritto sullo schemo di un PC. Quindi è sbagliato dire che la banche “falliscono”. Fallimento implica l’idea di sconfitta. Sarebbe più corretto dire che la banca “termina il suo lavoro”. Quando la banca fallisce, in realtà non fallisce affatto, ma ha completato la sua opera: che è quella di acquisire beni reali a fronte della cessione di beni inesistenti. Avere un bilancio in passivo, per una banca, equivale ad avere in mano un documento con calcoli e cifre… ma avere in mano anche beni materiali di ingente valore acquistati per poter arrivare a questo buco di bilancio.
2) L’altro strumento di questa immensa operazione è stato il fenomeno delle privatizzazioni. Ci avevano detto che la provatizzazione serviva per rendere più efficiente il sistema dell’energia, il telefono, l’acqua, tutto. All’inizio ci avevamo creduto. Ma oggi abbiamo capito che non è così. Telecom è più inefficiente di prima, quando la società si chiamava SIP. Mentre l’Enel, in questi anni, ha moltiplicato gli “errori” sulla bolletta e sui contatori, che sono all’ordine del giorno e si traducono una truffa sistematica ai danni dei cittadini, con un meccanismo che prima, quando questi enti erano in mano statale, non accadeva. Per non parlare delle società di riscossione delle tasse degli enti locali, che diventano private. Cioè si affida un servizio pubblico impositivo ad un ente privato che mediante le cosiddette cartelle esattoriali pazze, incamera illegalmente milioni di euro. Come poi sappiamo, è in atto un processo di privatizzazione degli altri servizi pubblici essenziali, come l’energia e l’acqua. E chi controlla l’acqua, l'energia e il cibo, controlla il pianeta.
3. Conclusioni
Studiando il sistema bancario, si spiega la ragione dell’intoccabilità delle banche. Ecco perché nessun partito, da destra a sinistra, salvo pochissime eccezioni, ha sollevato il problema. Neanche i paladini dei poveri come Rifondazione Comunista lo hanno fatto; né i paladini del nazionalismo e della forza dello stato, lega e AN, hanno denunciato questo stato di cose. Perché la parole d’ordine della politica è occuparsi di temi solo secondari, dall’aborto ai Pacs. Ma mai, in nessun caso, occuparsi della banche (che poi significherebbe risanare il bilancio dello stato e evitare il crack economico e finanziario). Da queste leggi, e dalla situazione economica e finanziaria, si risale al gruppo Bilderberg., alla P2, alla Rosa Rossa e a tutto il resto. Rosa rossa che è il cuore del potere bancario, finanziario, e politico.
E allora non ci si stupisce più del motivo per cui, ad esempio, si trova il simbolo della rosa non solo nei simboli dei partiti; ma lo stilema di una rosa, compare nel sito di una delle istituzioni bancarie più importante del mondo, Euroclear (l’ex Cedel). E non deve stupire che tale stilema, in quel sito, sia immerso nel colore rosso, che altro non è che il lago di sangue che è stato versato in tutti questi decenni per arrivare alla situazione attuale; una situazione che è stata preparata con cura nei decenni, dai politici e dai finanzieri, in un legame indissolubile in cui nessuno poteva fare a meno dell’altro, e che ha richiesto un enorme dispendio di energie affinchè il piano finale potesse realizzarsi.
Infatti per arrivare ad un’operazione del genere era necessario che nessun politico potesse dissentire dal programma globale; e che tutta la grande finanza, col tempo, si fosse assoggettata ad esso. Ecco allora che i pochi politici onesti col tempo sono stati allontanati. Ecco che chiunque arrivava alla verità moriva.
Ecco le stragi di stato, per poter permettere il passaggio all’attuale sistema bipolare sull’onda della paura. Ed ecco le ragioni di questo crack finanziario globale: far crollare il sistema bancario, per far perdere al denaro il suo valore, ma affinchè i beni, siano essi terreni, oro, diamanti, abitazioni, continuino a valere. E quelli sono in mano ai grandi gruppi bancari e finanziari. Se a questo crack aggiungiamo la privatizzazione di tutti i servizi pubblici, compresa l’acqua, la luce, il quadro è completo. Tutto ciò rientra nel progetto di controllo globale delle risorse: i grandi gruppi bancari e industriali, nonostante il fallimento (anzi… proprio grazie a questo) avranno in mano non solo beni materiali come oro diamanti petrolio, ma anche risorse primarie, come acqua e energia elettrica.Riassunto per domande e risposte.
Riassumiamo il tutto con semplici domande e risposte.
1) Chi ha voluto il crack? Le grandi banche. I grandi banchieri ovverosia il vertice della massoneria internazionale. BCE, Banca D’inghilterra e Federal Reserve in testa.
2) Perché? Per arricchirsi. Loro hanno acquisito e acquisiranno beni reali, mentre perderanno solo denario, ovverosia una posta virtuale che non vale niente. Il fallimento, infatti, arricchirà queste persone, e non le indebolirà. Sono loro che hanno le materie prime.
3) Di chi è la colpa? Della politica che lo ha permesso. Dei banchieri e della finanza internazionale che in questi decenni hanno corrotto e/o ucciso tutti quelli che si sono opposti a questo progetto.
4) Quali mezzi hanno usato? Il trattato di Lisbona, l’Unione Europea, i sistemi politici bipolari (non a caso fortemente voluti dalla P2). Questi sono solo i mezzi per accentrare tutti i poteri in poche mani, e allontanare i centri decisionali del potere dalla gente. E sono uno strumento per permettere questo crack finanziario, che diversamente non sarebbe stato possibile, se la politica avesse fatto il suo dovere e se ciascina nazione avesse curato i propri interessi anziché quelli dell’Unione Europea.
5) Ma cosa c’entra la Rosa Rossa con il crack finanziario, con Cogne, Erba, e il Mostro di Firenze? La massoneria rosacrociana, per poter attuare un piano decennale come quello che si può vedere in atto, è (e non può che essere) potentissima. Se qualcuno dei suoi membri commette delitti di natura esoterica, per finalità specifiche interne all’ordine, questi vengono coperti da tutti gli affiliati all’organizzazione. Si tratta di un’organizzazione che ha il potere di unificare l’europa e poter programmare un crack finanziario che era risaputo in tutti gli ambienti; un crack cioè che è stato voluto dalla elite bancaria e finaziaria, e appoggiato dalla maggior parte dei politici al governo che sono i meri esecutori materiali di questi gruppi. Un organizzazione così ha logicamente il potere di controllare e intervenire anche nelle vicende apparentemente marginali, come i delitti di sangue commessi dai suoi affiliati.
In effetti, da questo punto di vista, hanno ragione Berlusconi e Tremonti. La situazione è sana: le banche infatti, non “falliscono” se non vitualmente, ma hanno raggiunto il loro obiettivo. E, dal loro punto di vista, non c’è certo di che preoccuparsi. Chi si deve preoccupare sono solo le persone che avevano accumulato, orgogliose, quelle decine di migliaia di euro in banca.
“Loro”, i potenti, comunque vada cascheranno in piedi e si rialzeranno addirittura più forti di prima, con il controllo delle risorse economiche del pianeta.
PS. L'articolo, per essere comprensibile, è volutamente generico. Altrove, in passato, ho trattato in modo più approfondito il problema della Banca d'Italia e dei legami tra massoneria e Banca d'Inghilterra con i riferimenti legislativi precisi.http://www.altalex.com/index.php?idnot=37581 http://www.altalex.com/index.php?idnot=38143 Per il problema delle banche si possono consultare i siti http://www.signoraggio.com/, Disinformazione, e il sito di Larouche http://www.movisol.org/, che da anni anticipavano il crack finanziario che oggi è sotto gli occhi di tutti. Da anni. Ma si sa... quelli sono siti complottisti. Meglio leggere il Corriere della Sera, che è equilibrato ed equidistante, Repubblica per chi è un po' a sinistra, e il Giornale per chi è un po' a destra.

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DI PAOLO FRANCESCHETTI


1. Premessa

Come tutti sanno questo blog parla di argomenti vari, Mostro di Firenze, Moby Prince, Ustica Moro, ma tutti accomunati da un nesso comune.

La massoneria.
Cosa c’entrano questi argomenti con il crack finanziario? Centrano. Centrano.
Se avrete la pazienza di seguirmi per un po’ ve lo chiarisco, cercando di spiegare il motivo di questo crack finanziario quasi globale, che è solo prodromico ad altri ancora peggiori, questa volta globali. Cercheremo di capire cioè chi l’ha innestato e perché.
Ho iniziato a capire la potenza della massoneria e i suoi fini, non da complottista fissato, non da appassionato di gialli ed esoterismo. I complotti non mi avevano mai interessato e non ho mai avuto fiuto per i rebus o per i gialli.
Certo, avevo intuito che dietro tutte le morti sospette nei testimoni dei processi, dietro agli infarti, agli incidenti, c’era qualcosa di potente. Avevo intuito che se tutte le stragi italiane erano rimaste impunite qualcuno manovrava dall’alto.
Ma non avevo capito chi c’era dietro, e soprattutto non avevo capito perché. Poi ho iniziato a capire, dopo l’inchiesta Cordova, la potenza della massoneria, cioè una forza in grado di legare tra sé, e subordinare ad essa, mafie, servizi segreti, e poteri illeciti vari. Fin qui OK. Ma restava una domanda…
Se esiste un’organizzazione così potente da condizionare la politica degli Stati, organizzare guerre, organizzare stragi e farla sempre franca, uccidere tutti coloro che si oppongono al sistema, qual è il fine ultimo di questa organizzazione? Il fine era quello che mancava.Poi ho capito
2. Il sistema.
Ho iniziato a capirlo studiando le leggi del sistema bancario. Studiando - da giurista e non da esoterista – il mondo delle banche, il suo funzionamento e i suoi riflessi sulla vita di tutti noi cittadini. Banca d’Italia, BCE, Fondo Monetario internazionale… E ho capito che è quello il cuore di tutti problemi: il mondo bancario. Vediamo di riassumere i punti salienti della mia ricerca:
1) Anzitutto una prima anomalia che si palesa subito a chi studia l’argomento, è il funzionamento della Banca D’Italia e della BCE. La Banca d’Italia è per il 95 per cento in mano ai capitali privati, ovverosia Intesa-San Paolo, Generali, Monte dei Paschi di Siena, ecc…. La quota più rilevante è quella di Intesa San Paolo che è una vera e propria quota di controllo. Quindi ecco un primo grosso problema della politica e finanza italiane: la moneta non viene emessa dallo stato, ma dalla banche private; il controllo della moneta e degli istituti di credito è in mano alle banche private e non allo stato. Cioè i controllati si controllano da soli.
Questo significa una cosa sola: che sono le banche a governare il paese, e non la politica, e che i politici sono asserviti ai bancheri e agli imprenditori. Ciò è confermato dalle leggi che disciplinano le banche, ove è evidente che il governo non ha nessun potere su Banca D’Italia, né di controllo né di nomina degli amministratori.
2) La seconda anomalia è europea. Noi dipendiamo dalla BCE. E la BCE è un istituzione indipendente dalla Comunità europea, con più poteri addirittura dello stesso parlamento europeo. Gli amministratori della BCE son svincolati dai governi, non rispondono praticamente a nessuno e godono addirittura di immunità superiori a quelle, già corpose, dei parlamentari europei.
In poche parole: la finanza europea dipende dalla BCE.
3) La cosa che salta agli occhi è che la Banca d’Inghilterra ha il 17 per cento del capitale della BCE. Ma l’Inghilterra è fuori dall’euro, quindi non ha senso che una nazione straniera fuori dal circuito dell’euro possa controllare i destini dei paesi dell’area Euro. Ora, se i geni dell’anticomplottismo saltano subito su a precisare che quel 17 (superiore pure alle quote italiane, francesi, spagnole) è solo formale, basta un minimo di intelligenza per capire che un’istituzione come la Banca d’Inghilterra non si insedia certo in un organismo importante e potente come la BCE solo formalmente. In realtà “sostanzialmente” le banche inglesi hanno un potere enorme sulle banche europee. Vediamo come.
4) Facendo una breve ricerca che chiunque può fare da solo su Internet, risulta che il vertice della massoneria mondiale, il vertice UFFICIALE, è nella corona inglese. Ora, siccome la corona inglese nomina i dirigenti della Banca d’inghilterra (è sufficiente controllare sul sito ufficiale della banca) ne consegue che la Banca d’Inghilterra è controllata dalla massoneria. E questo non lo diciamo noi, ma lo dicono i siti ufficiali di queste istituzioni.
5) Considerando l’importanza e la potenza della massoneria a livello mondiale ci vuole poco a capire quindi chi, veramente, detiene il potere nella BCE, e per quale motivo i vertici della BCE non rispondono penalmente e civilmente neanche nei confronti del parlamento europeo. Ma la vera anomalia non è neanche questa.
6) La cosa più assurda è che controllando il flusso degli investimenti delle banche italiane, si nota che molte, tante, troppe azioni e troppi milioni di euro, sono investiti in… banche inglesi e americane. Barclays, Rockfeller, Morgan Stanley, ecc., creando un conflitto di interessi pauroso. In altre parole, il nostro destino è legato a filo doppio alle sorti delle banche inglesi e americane. In questo modo si crea però un conflitto di interessi, perché le leggi o le manovre finanziarie che rafforzano l’Euro danneggiano le altre monete, ma rafforzando la nostra moneta paradossalmente allo stesso tempo danneggiamo anche le nostre banche e i nostri investimenti, e viceversa. Analizzando quindi i flussi di capitali e la ricchezza ci si accorge che tutto il potere del mondo è concentrato in poche mani, di pochi gruppi bancari e industriali il cui destino è legato a filo doppio dalle stesse vicende.
A questo punto si capisce perché la politica sia assoggettata alle banche e perché chi prova a toccare le banche muore. Si capisce cioè perché, gira e rigira, tutti quelli che si sono avvicinati alla massoneria e/o alle banche sono morti, da Falcone, ad Ambrosoli, a persone meno conosciute come Arrigo Molinari che avevano provato a portare alla luce il problema del Signoraggio (Arrigo Molinari che, ricordiamolo, morirà in un lago di sangue, secondo il copione più classico dei delitti della Rosa Rossa, in una data il cui valore numerico è, non a caso.
7)Ma ancora non si capisce il fine di tutto ciò. Controllare tutto va bene. Ma perché? Studiando i meccanismo del sistema bancario la cosa appare chiara e risulta evidente il motivo della crisi di questi giorni.
Anche qui occorre procedere per punti.
1) Le banche prestano denaro virtuale ed inesistente a fronte di beni reali. Spieghiamo meglio. Per prestare denaro una banca non fa alcuna fatica, deve solo scrivere una cifra sullo schermo di un PC. Si digita: 1.000.000.000 di euro e voilà… come per magia la banca ha prestato un miliardo di euro. Quando l’azienda, il privato, o lo stato estero, non possono restituire, la banca fa un’operazione molto semplice: chiede all’azienda mezzo miliardo di azioni in cambio dell’azzeramento del prestito; chiede al privato i suoi beni in cambio dell’azzeramento del prestito; oppure chiede allo stato estero del terzo mondo una miniera di diamanti, di oro, ecc….
Non è un caso che la maggior parte delle miniere di diamanti dell’Africa siano di proprietà di banche europee. Il meccanismo è semplice: se Tizio non può pagare un debito di 100, la banca si accontenta di un bene che vale 50. Tizio ci guadagna. La banca, contabilmente, ci rimette. In realtà, dal punto vista reale, la banca non ha perso nulla, ma al contrario ha guadagnato una miniera, il controllo di una società, i beni di Tizio. Cioè in altre parole la banca non ha perso nulla, tranne una cifra scritta sullo schermo di un PC; ma in cambio ha acquistato petrolio, diamanti, oro, terreni, case.
Ricordiamoci poi che da Bretton Woods in poi, nel 1944, il sistema bancario mondiale non è più vincolato all’oro, ma è poco più che carta straccia. Il suo valore infatti è dato da un complesso di calcoli e di variabili che in sostanza fanno dipendere il suo valore dalla fiducia che in un dato momento il mondo accorda a quella moneta. La banca cioè (o il suo prestanome) a fronte di un esborso pari a 0, acquista beni reali, diamanti, oro, terreni, case, società.
Inoltre, allo stato attuale, non esiste neanche una quantità di cartamoneta sufficiente a coprire tutti i conti correnti e i debiti della banche. Questo significa che se domani tutti i risparmiatori si recassero a prelevare contanti, in circolazione non ci sarebbe neanche un numero di monete sufficiente a restituire il tutto. Il denaro, in altre parole, è diventato meno che carta straccia. E’ diventato un numero scritto sullo schemo di un PC. Quindi è sbagliato dire che la banche “falliscono”. Fallimento implica l’idea di sconfitta. Sarebbe più corretto dire che la banca “termina il suo lavoro”. Quando la banca fallisce, in realtà non fallisce affatto, ma ha completato la sua opera: che è quella di acquisire beni reali a fronte della cessione di beni inesistenti. Avere un bilancio in passivo, per una banca, equivale ad avere in mano un documento con calcoli e cifre… ma avere in mano anche beni materiali di ingente valore acquistati per poter arrivare a questo buco di bilancio.
2) L’altro strumento di questa immensa operazione è stato il fenomeno delle privatizzazioni. Ci avevano detto che la provatizzazione serviva per rendere più efficiente il sistema dell’energia, il telefono, l’acqua, tutto. All’inizio ci avevamo creduto. Ma oggi abbiamo capito che non è così. Telecom è più inefficiente di prima, quando la società si chiamava SIP. Mentre l’Enel, in questi anni, ha moltiplicato gli “errori” sulla bolletta e sui contatori, che sono all’ordine del giorno e si traducono una truffa sistematica ai danni dei cittadini, con un meccanismo che prima, quando questi enti erano in mano statale, non accadeva. Per non parlare delle società di riscossione delle tasse degli enti locali, che diventano private. Cioè si affida un servizio pubblico impositivo ad un ente privato che mediante le cosiddette cartelle esattoriali pazze, incamera illegalmente milioni di euro. Come poi sappiamo, è in atto un processo di privatizzazione degli altri servizi pubblici essenziali, come l’energia e l’acqua. E chi controlla l’acqua, l'energia e il cibo, controlla il pianeta.
3. Conclusioni
Studiando il sistema bancario, si spiega la ragione dell’intoccabilità delle banche. Ecco perché nessun partito, da destra a sinistra, salvo pochissime eccezioni, ha sollevato il problema. Neanche i paladini dei poveri come Rifondazione Comunista lo hanno fatto; né i paladini del nazionalismo e della forza dello stato, lega e AN, hanno denunciato questo stato di cose. Perché la parole d’ordine della politica è occuparsi di temi solo secondari, dall’aborto ai Pacs. Ma mai, in nessun caso, occuparsi della banche (che poi significherebbe risanare il bilancio dello stato e evitare il crack economico e finanziario). Da queste leggi, e dalla situazione economica e finanziaria, si risale al gruppo Bilderberg., alla P2, alla Rosa Rossa e a tutto il resto. Rosa rossa che è il cuore del potere bancario, finanziario, e politico.
E allora non ci si stupisce più del motivo per cui, ad esempio, si trova il simbolo della rosa non solo nei simboli dei partiti; ma lo stilema di una rosa, compare nel sito di una delle istituzioni bancarie più importante del mondo, Euroclear (l’ex Cedel). E non deve stupire che tale stilema, in quel sito, sia immerso nel colore rosso, che altro non è che il lago di sangue che è stato versato in tutti questi decenni per arrivare alla situazione attuale; una situazione che è stata preparata con cura nei decenni, dai politici e dai finanzieri, in un legame indissolubile in cui nessuno poteva fare a meno dell’altro, e che ha richiesto un enorme dispendio di energie affinchè il piano finale potesse realizzarsi.
Infatti per arrivare ad un’operazione del genere era necessario che nessun politico potesse dissentire dal programma globale; e che tutta la grande finanza, col tempo, si fosse assoggettata ad esso. Ecco allora che i pochi politici onesti col tempo sono stati allontanati. Ecco che chiunque arrivava alla verità moriva.
Ecco le stragi di stato, per poter permettere il passaggio all’attuale sistema bipolare sull’onda della paura. Ed ecco le ragioni di questo crack finanziario globale: far crollare il sistema bancario, per far perdere al denaro il suo valore, ma affinchè i beni, siano essi terreni, oro, diamanti, abitazioni, continuino a valere. E quelli sono in mano ai grandi gruppi bancari e finanziari. Se a questo crack aggiungiamo la privatizzazione di tutti i servizi pubblici, compresa l’acqua, la luce, il quadro è completo. Tutto ciò rientra nel progetto di controllo globale delle risorse: i grandi gruppi bancari e industriali, nonostante il fallimento (anzi… proprio grazie a questo) avranno in mano non solo beni materiali come oro diamanti petrolio, ma anche risorse primarie, come acqua e energia elettrica.Riassunto per domande e risposte.
Riassumiamo il tutto con semplici domande e risposte.
1) Chi ha voluto il crack? Le grandi banche. I grandi banchieri ovverosia il vertice della massoneria internazionale. BCE, Banca D’inghilterra e Federal Reserve in testa.
2) Perché? Per arricchirsi. Loro hanno acquisito e acquisiranno beni reali, mentre perderanno solo denario, ovverosia una posta virtuale che non vale niente. Il fallimento, infatti, arricchirà queste persone, e non le indebolirà. Sono loro che hanno le materie prime.
3) Di chi è la colpa? Della politica che lo ha permesso. Dei banchieri e della finanza internazionale che in questi decenni hanno corrotto e/o ucciso tutti quelli che si sono opposti a questo progetto.
4) Quali mezzi hanno usato? Il trattato di Lisbona, l’Unione Europea, i sistemi politici bipolari (non a caso fortemente voluti dalla P2). Questi sono solo i mezzi per accentrare tutti i poteri in poche mani, e allontanare i centri decisionali del potere dalla gente. E sono uno strumento per permettere questo crack finanziario, che diversamente non sarebbe stato possibile, se la politica avesse fatto il suo dovere e se ciascina nazione avesse curato i propri interessi anziché quelli dell’Unione Europea.
5) Ma cosa c’entra la Rosa Rossa con il crack finanziario, con Cogne, Erba, e il Mostro di Firenze? La massoneria rosacrociana, per poter attuare un piano decennale come quello che si può vedere in atto, è (e non può che essere) potentissima. Se qualcuno dei suoi membri commette delitti di natura esoterica, per finalità specifiche interne all’ordine, questi vengono coperti da tutti gli affiliati all’organizzazione. Si tratta di un’organizzazione che ha il potere di unificare l’europa e poter programmare un crack finanziario che era risaputo in tutti gli ambienti; un crack cioè che è stato voluto dalla elite bancaria e finaziaria, e appoggiato dalla maggior parte dei politici al governo che sono i meri esecutori materiali di questi gruppi. Un organizzazione così ha logicamente il potere di controllare e intervenire anche nelle vicende apparentemente marginali, come i delitti di sangue commessi dai suoi affiliati.
In effetti, da questo punto di vista, hanno ragione Berlusconi e Tremonti. La situazione è sana: le banche infatti, non “falliscono” se non vitualmente, ma hanno raggiunto il loro obiettivo. E, dal loro punto di vista, non c’è certo di che preoccuparsi. Chi si deve preoccupare sono solo le persone che avevano accumulato, orgogliose, quelle decine di migliaia di euro in banca.
“Loro”, i potenti, comunque vada cascheranno in piedi e si rialzeranno addirittura più forti di prima, con il controllo delle risorse economiche del pianeta.
PS. L'articolo, per essere comprensibile, è volutamente generico. Altrove, in passato, ho trattato in modo più approfondito il problema della Banca d'Italia e dei legami tra massoneria e Banca d'Inghilterra con i riferimenti legislativi precisi.http://www.altalex.com/index.php?idnot=37581 http://www.altalex.com/index.php?idnot=38143 Per il problema delle banche si possono consultare i siti http://www.signoraggio.com/, Disinformazione, e il sito di Larouche http://www.movisol.org/, che da anni anticipavano il crack finanziario che oggi è sotto gli occhi di tutti. Da anni. Ma si sa... quelli sono siti complottisti. Meglio leggere il Corriere della Sera, che è equilibrato ed equidistante, Repubblica per chi è un po' a sinistra, e il Giornale per chi è un po' a destra.

martedì 16 settembre 2008

Il trattato di Lisbona. La rivincita dei templari e la maledizione di Jacques de Molay.


Di Paolo Franceschetti


1. Il Trattato di Lisbona.

Introduzione.

Per lungo tempo ho pensato di scrivere un articolo sul trattato di Lisbona.

Ma alla fine qualcosa mi bloccava. Era più che altro la rabbia per una legge assurda, una legge che non conosce nessuno, ma che tutti i politici hanno votato e approvato in massa, lasciando all’oscuro la gente sulla sua reale portata e sul suo contenuto.D’altronde neanche i politici la conoscono.

Hanno troppo da fare per potersi leggere 400 pagine di leggi scritte in una forma volutamente pesante e incomprensibile.

Questa legge rappresenta una delle ultime tappe del coronamento del sogno massonico del Nuovo Ordine mondiale, cioè il piano di far transitare tutte le nazioni occidentali verso un mondo in cui gli stati deleghino i loro poteri a delle istituzioni centrali che governeranno il mondo intero.

E’ noto che il progetto del nuovo ordine mondiale prevede diverse tappe, tra cui il rafforzamento dell’ONU, la perdita di sovranità degli stati centrali europei, con il rafforzamento della CE, e la creazione di una moneta unica elettronica.

Il Trattato di Lisbona si inserisce in questo piano, prevedendo (a parte l’assurda reintroduzione della pena di morte, di cui hanno parlato abbondantemente altri commentatori come La Rouche o Blondet) i seguenti punti essenziali:

1) l’aumento dei poteri del consiglio; un consiglio che nessuno conosce.

Se provate a chiedere a qualcuno i nomi dei consiglieri europei, vedrete che avrete un cento per cento di risposte negative. Nessun italiano, e nessun cittadino europeo in genere, conosce i componenti del Consiglio. Figuriamoci se gli chiedete cosa fanno e quali provvedimento prendono.

2) La diminuzione dei poteri del Parlamento europeo.

3) L’ulteriore perdita di sovranità degli stati centrali in alcune materie chiave.<<..>>

La distruzione degli stati sovrani.

L’opera della massoneria è proseguita parallelamente anche per distruggere le sovranità nazionali.

Sono infatti i massoni che fecero le varie rivoluzioni, da quella Francese a quella Russa, e sono ancora una volta loro che unificarono l’Italia.

Ricordiamo che Garibaldi e Mazzini furono due Maestri del Grande oriente d’Italia e che anche lo sbarco dei mille è, in sostanza, una realizzazione massonica.Ma abbattute le monarchie l’opera era solo all’inizio.

Occorreva realizzare quella comunità mondiale che era nel progetto Rosacrociano. Quindi occorreva transitare gli stati europei verso l’Unione Europea, il che doveva essere realizzato principalmente con questi strumenti:

1) la centralizzazione degli stati, creando l’attuale Unione Europea

2) l’instaurazione di forme di governo bipolari.

3) tre guerre mondiali che avrebbero portato progressivamente ad un “Nuovo ordine mondiale”.

Vediamo in dettaglio perché.

1) Il motivo della creazione dell’Unione Europea è ovvio. Accentrando tutti i poteri dei vari stati in un organismo unico è più facile controllare la situazione; quindi sono stati creati dapprima i vari organismi preparatori della Ceca e dell’Euratom.Poi si è arrivati alla CEE e infine all’attuale UE, che nei prossimi anni si rafforzerà sempre di più. Contemporaneamente si rafforzeranno l’ONU e tutti gli organismi sovranazionali, così lontani dalle esigenze del cittadino, ma così vicini all’idea di Comenio, teologo e filosofo Rosacrociano che già nel 1600 auspicava un "Nuovo ordine mondiale".

In tal senso quindi il Trattato di Lisbona è una della tappe finali di questa unificazione degli stati sotto l’egida massonica perché è una legge, sconosciuta pure ai giuristi, che dà un colpo quasi mortale alle varie sovranità statali.

Per rendersi conto di come l’ONU, la UE, l’Unesco, e tutte le altre organizzazioni internazionali sono in realtà organizzazioni massoniche in funzione della realizzazione del Nuovo Ordine Mondiale, è sufficiente rammentare che l’Unesco definì Comenio un grande antenato spirituale, uno dei primi propagatori delle idee alle quali si è ispirata l’Unesco.

E altresì rammentiamo che secondo uno studio di qualche anno fa 2/3 dei rappresentati dell’ONU sono massoni.

2) L’instaurazione di forme di governo bipolari rende più facilmente controllabili i vertici. Se in uno stato esistono venti partiti, è più difficile controllarli tutti ed è alto il rischio che a seguito delle elezioni possa vincere un partito pulito.

Con una forma di governo bipolare, invece, controllando i due leader degli schieramenti si controlla tutto.

Non a caso il bipolarismo era nel progetto politico della P2.

Questo risultato in Italia è stato raggiunto mediante la cosiddetta strategia della tensione. Tutte le stragi degli anni di piombo, rosse e nere, fino alla stragi del 92, avevano infatti la regia unica di Gladio e della P2, con l’intento di trasformare il sistema Italia da multipartitico a bipartitico.

3) L’idea di tre guerre mondiali non si sa quando sia nata e chi la partorì. Tuttavia se vogliamo attenerci a fonti certe, essa compare già nel carteggio tra Mazzini e Albert Pike del 1870, ove si poteva leggere, con decenni di anticipo, il futuro dell’Europa.

Ovverosia, una prima guerra mondiale per “abbattere il potere degli zar di Russia e trasformare questo paese nella roccaforte del comunismo ateo…. Comunismo che verrà utilizzato per distruggere altri governi e indebolire le religioni”.

Una seconda guerra mondiale che avrebbe dovuto consentire la creazione dello stato di Israele.

Infine, una terza guerra mondiale che sarà occasionata dagli scontri tra sionisti politici e mondo islamico e che innescherà il conflitto anche tra gli altri stati.

(il carteggio tra Mazzini e Pike è a pag 165 del libro “Massoneria e sette segrete, la faccia occulta della storia”)

E’ facile osservare come la maggior parte del piano è realizzata.

Il bipolarismo è stato introdotto nella maggioranza degli stati; col Trattato di Lisbona l’Europa assomiglia sempre più ad uno stato federale, e due guerre mondiali sono state già combattute.

La terza è in arrivo, perché è chiaro a chiunque che presto si scatenerà un conflitto con l’Iran e questo non potrà che incrementare l’odio e la rivalità tra mondo arabo e mondo occidentale.<<...>>


Brani estratti da: PaoloFrancescetti blog
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Di Paolo Franceschetti


1. Il Trattato di Lisbona.

Introduzione.

Per lungo tempo ho pensato di scrivere un articolo sul trattato di Lisbona.

Ma alla fine qualcosa mi bloccava. Era più che altro la rabbia per una legge assurda, una legge che non conosce nessuno, ma che tutti i politici hanno votato e approvato in massa, lasciando all’oscuro la gente sulla sua reale portata e sul suo contenuto.D’altronde neanche i politici la conoscono.

Hanno troppo da fare per potersi leggere 400 pagine di leggi scritte in una forma volutamente pesante e incomprensibile.

Questa legge rappresenta una delle ultime tappe del coronamento del sogno massonico del Nuovo Ordine mondiale, cioè il piano di far transitare tutte le nazioni occidentali verso un mondo in cui gli stati deleghino i loro poteri a delle istituzioni centrali che governeranno il mondo intero.

E’ noto che il progetto del nuovo ordine mondiale prevede diverse tappe, tra cui il rafforzamento dell’ONU, la perdita di sovranità degli stati centrali europei, con il rafforzamento della CE, e la creazione di una moneta unica elettronica.

Il Trattato di Lisbona si inserisce in questo piano, prevedendo (a parte l’assurda reintroduzione della pena di morte, di cui hanno parlato abbondantemente altri commentatori come La Rouche o Blondet) i seguenti punti essenziali:

1) l’aumento dei poteri del consiglio; un consiglio che nessuno conosce.

Se provate a chiedere a qualcuno i nomi dei consiglieri europei, vedrete che avrete un cento per cento di risposte negative. Nessun italiano, e nessun cittadino europeo in genere, conosce i componenti del Consiglio. Figuriamoci se gli chiedete cosa fanno e quali provvedimento prendono.

2) La diminuzione dei poteri del Parlamento europeo.

3) L’ulteriore perdita di sovranità degli stati centrali in alcune materie chiave.<<..>>

La distruzione degli stati sovrani.

L’opera della massoneria è proseguita parallelamente anche per distruggere le sovranità nazionali.

Sono infatti i massoni che fecero le varie rivoluzioni, da quella Francese a quella Russa, e sono ancora una volta loro che unificarono l’Italia.

Ricordiamo che Garibaldi e Mazzini furono due Maestri del Grande oriente d’Italia e che anche lo sbarco dei mille è, in sostanza, una realizzazione massonica.Ma abbattute le monarchie l’opera era solo all’inizio.

Occorreva realizzare quella comunità mondiale che era nel progetto Rosacrociano. Quindi occorreva transitare gli stati europei verso l’Unione Europea, il che doveva essere realizzato principalmente con questi strumenti:

1) la centralizzazione degli stati, creando l’attuale Unione Europea

2) l’instaurazione di forme di governo bipolari.

3) tre guerre mondiali che avrebbero portato progressivamente ad un “Nuovo ordine mondiale”.

Vediamo in dettaglio perché.

1) Il motivo della creazione dell’Unione Europea è ovvio. Accentrando tutti i poteri dei vari stati in un organismo unico è più facile controllare la situazione; quindi sono stati creati dapprima i vari organismi preparatori della Ceca e dell’Euratom.Poi si è arrivati alla CEE e infine all’attuale UE, che nei prossimi anni si rafforzerà sempre di più. Contemporaneamente si rafforzeranno l’ONU e tutti gli organismi sovranazionali, così lontani dalle esigenze del cittadino, ma così vicini all’idea di Comenio, teologo e filosofo Rosacrociano che già nel 1600 auspicava un "Nuovo ordine mondiale".

In tal senso quindi il Trattato di Lisbona è una della tappe finali di questa unificazione degli stati sotto l’egida massonica perché è una legge, sconosciuta pure ai giuristi, che dà un colpo quasi mortale alle varie sovranità statali.

Per rendersi conto di come l’ONU, la UE, l’Unesco, e tutte le altre organizzazioni internazionali sono in realtà organizzazioni massoniche in funzione della realizzazione del Nuovo Ordine Mondiale, è sufficiente rammentare che l’Unesco definì Comenio un grande antenato spirituale, uno dei primi propagatori delle idee alle quali si è ispirata l’Unesco.

E altresì rammentiamo che secondo uno studio di qualche anno fa 2/3 dei rappresentati dell’ONU sono massoni.

2) L’instaurazione di forme di governo bipolari rende più facilmente controllabili i vertici. Se in uno stato esistono venti partiti, è più difficile controllarli tutti ed è alto il rischio che a seguito delle elezioni possa vincere un partito pulito.

Con una forma di governo bipolare, invece, controllando i due leader degli schieramenti si controlla tutto.

Non a caso il bipolarismo era nel progetto politico della P2.

Questo risultato in Italia è stato raggiunto mediante la cosiddetta strategia della tensione. Tutte le stragi degli anni di piombo, rosse e nere, fino alla stragi del 92, avevano infatti la regia unica di Gladio e della P2, con l’intento di trasformare il sistema Italia da multipartitico a bipartitico.

3) L’idea di tre guerre mondiali non si sa quando sia nata e chi la partorì. Tuttavia se vogliamo attenerci a fonti certe, essa compare già nel carteggio tra Mazzini e Albert Pike del 1870, ove si poteva leggere, con decenni di anticipo, il futuro dell’Europa.

Ovverosia, una prima guerra mondiale per “abbattere il potere degli zar di Russia e trasformare questo paese nella roccaforte del comunismo ateo…. Comunismo che verrà utilizzato per distruggere altri governi e indebolire le religioni”.

Una seconda guerra mondiale che avrebbe dovuto consentire la creazione dello stato di Israele.

Infine, una terza guerra mondiale che sarà occasionata dagli scontri tra sionisti politici e mondo islamico e che innescherà il conflitto anche tra gli altri stati.

(il carteggio tra Mazzini e Pike è a pag 165 del libro “Massoneria e sette segrete, la faccia occulta della storia”)

E’ facile osservare come la maggior parte del piano è realizzata.

Il bipolarismo è stato introdotto nella maggioranza degli stati; col Trattato di Lisbona l’Europa assomiglia sempre più ad uno stato federale, e due guerre mondiali sono state già combattute.

La terza è in arrivo, perché è chiaro a chiunque che presto si scatenerà un conflitto con l’Iran e questo non potrà che incrementare l’odio e la rivalità tra mondo arabo e mondo occidentale.<<...>>


Brani estratti da: PaoloFrancescetti blog

 
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