giovedì 16 febbraio 2012

Bocciata dal referendum, la privatizzazione dell’acqua rispunta nel pacchetto Monti


Emendamenti "bipartisan" puntano a rimettere sul mercato i servizi idrici, nonostante l'esito opposto del voto. A guidare l'assalto al Senato, Enzo Ghigo (Pdl) e i democratici Morando e Bosone


Negli emendamenti al decreto privatizzazioni presentati in Senato nei giorni scorsi si nasconde il tentativo – sostenuto soprattutto dal Pdl – di riproporre, ancora una volta, la privatizzazione dell’acqua. La discussione sul pacchetto Monti – che dovrà essere convertito in legge nei prossimi giorni – è la ghiotta occasione per garantire ai grandi gruppi multinazionali dei servizi, veri giganti finanziari, l’apertura del mercato italiano dei beni comuni.

La battaglia parlamentare si sta giocando sull’articolo 25 del decreto Monti, che ha dato seguito agli ultimi provvedimenti sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali del governo Berlusconi. Qui si parla di cultura, di trasporto, di reti e di acqua. Servizi che le stesse grandi corporation chiamano “l’essenziale per la vita”. Per ora nelle due sedute della commissione Bilancio del Senato questo nodo cruciale non è stato ancora affrontato. I lavori di discussione degli emendamenti proseguirà nei prossimi giorni.

La complessa legge sulle liberalizzazioni ha la struttura di una matrioska. Per quanto riguarda i servizi pubblici locali le norme rimandano sostanzialmente al decreto sviluppo del governo Berlusconi, che a sua volta richiama il pacchetto anticrisi varato il 13 agosto. Come dei novelli alchimisti, i senatori hanno dato sfogo alla fantasia, colpendo virgole, singole parole, pezzi di frasi che apparentemente sembrano innocue. In realtà all’interno delle centinaia di pagine depositate in commissione Industria ci sono vere e proprie trappole mortali. E, spesso, incostituzionali, considerando che su questo tema si è svolto un referendum popolare.

Degni di nota sono tre emendamenti, che puntano alla privatizzazione forzata dell’acqua. L’articolo quattro del decreto 138 di Ferragosto introduceva in sostanza l’obbligo per i comuni di cedere ai privati le aziende ancora pubbliche incaricate di gestire i servizi pubblici. In quell’articolo, nell’ultimo comma, il governo escludeva però il servizio idrico dalla ventata di privatizzazioni. Almeno tre emendamenti presentati oggi in Senato puntano ad eliminare questa esclusione, con il conseguente obbligo di cessione della gestione degli acquedotti ai privati.

Particolarmente attivo in questo senso è il senatore del Pdl Enzo Ghigo, firmatario degli emendamenti 25.62 e 25.119. Nel primo emendamento, Ghigo gioca con le parole, parlando di liberalizzazione del servizio idrico, per evitare la parola privatizzazione, da attuare – scrive – “solo qualora l’iniziativa pubblica non risulti idonea a garantire i bisogni della comunità”. Nell’emendamento 25.119 il discorso è invece più diretto: il comma 34 dell’articolo quattro sulle privatizzazioni – richiamato e incluso nel decreto Monti – viene radicalmente cambiato, eliminando l’esclusione dell’acqua dall’obbligo di cessione ai privati. In sostanza si ripropone tout court la legge Ronchi-Fitto, il cui articolo 18bis è stato abrogato dalla consultazione referendaria.

Punta al sodo il senatore del Pd Enrico Morando, firmatario dell’emendamento 25.0.2. Nel testo si chiede l’inserimento di un nuovo articolo nel decreto sulle liberalizzazioni, il 25 bis. Obiettivo dichiarato è la revisione della tariffa dell’acqua, reintroducendo – con altre parole – almeno parte della remunerazione del capitale investito abrogata dal secondo quesito dei referendum di giugno.

Morando, nel testo presentato al Senato, chiede di riconoscere ai gestori il “costo finanziario della fornitura del servizio”, mantenendo sempre e comunque “l’equilibrio economico finanziario” della gestione. Ovvero i due pilastri del sistema privato dell’acqua. E’ firmato dal senatore Daniele Bosone, Pd, un altro emendamento che ripropone una norma contenuta nella bozza del decreto Monti, poi cassata dopo l’opposizione del movimento per l’acqua pubblica. L’emendamento 25.105 prevede in sostanza che i servizi idrici possono essere gestiti solo da società di capitale, azzerando di fatto l’esperienza della giunta De Magistris, che nei mesi scorsi ha deliberato la creazione di un ente non economico – Abc Napoli – per sostituire la Arin Spa nella gestione dell’acqua.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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Emendamenti "bipartisan" puntano a rimettere sul mercato i servizi idrici, nonostante l'esito opposto del voto. A guidare l'assalto al Senato, Enzo Ghigo (Pdl) e i democratici Morando e Bosone


Negli emendamenti al decreto privatizzazioni presentati in Senato nei giorni scorsi si nasconde il tentativo – sostenuto soprattutto dal Pdl – di riproporre, ancora una volta, la privatizzazione dell’acqua. La discussione sul pacchetto Monti – che dovrà essere convertito in legge nei prossimi giorni – è la ghiotta occasione per garantire ai grandi gruppi multinazionali dei servizi, veri giganti finanziari, l’apertura del mercato italiano dei beni comuni.

La battaglia parlamentare si sta giocando sull’articolo 25 del decreto Monti, che ha dato seguito agli ultimi provvedimenti sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali del governo Berlusconi. Qui si parla di cultura, di trasporto, di reti e di acqua. Servizi che le stesse grandi corporation chiamano “l’essenziale per la vita”. Per ora nelle due sedute della commissione Bilancio del Senato questo nodo cruciale non è stato ancora affrontato. I lavori di discussione degli emendamenti proseguirà nei prossimi giorni.

La complessa legge sulle liberalizzazioni ha la struttura di una matrioska. Per quanto riguarda i servizi pubblici locali le norme rimandano sostanzialmente al decreto sviluppo del governo Berlusconi, che a sua volta richiama il pacchetto anticrisi varato il 13 agosto. Come dei novelli alchimisti, i senatori hanno dato sfogo alla fantasia, colpendo virgole, singole parole, pezzi di frasi che apparentemente sembrano innocue. In realtà all’interno delle centinaia di pagine depositate in commissione Industria ci sono vere e proprie trappole mortali. E, spesso, incostituzionali, considerando che su questo tema si è svolto un referendum popolare.

Degni di nota sono tre emendamenti, che puntano alla privatizzazione forzata dell’acqua. L’articolo quattro del decreto 138 di Ferragosto introduceva in sostanza l’obbligo per i comuni di cedere ai privati le aziende ancora pubbliche incaricate di gestire i servizi pubblici. In quell’articolo, nell’ultimo comma, il governo escludeva però il servizio idrico dalla ventata di privatizzazioni. Almeno tre emendamenti presentati oggi in Senato puntano ad eliminare questa esclusione, con il conseguente obbligo di cessione della gestione degli acquedotti ai privati.

Particolarmente attivo in questo senso è il senatore del Pdl Enzo Ghigo, firmatario degli emendamenti 25.62 e 25.119. Nel primo emendamento, Ghigo gioca con le parole, parlando di liberalizzazione del servizio idrico, per evitare la parola privatizzazione, da attuare – scrive – “solo qualora l’iniziativa pubblica non risulti idonea a garantire i bisogni della comunità”. Nell’emendamento 25.119 il discorso è invece più diretto: il comma 34 dell’articolo quattro sulle privatizzazioni – richiamato e incluso nel decreto Monti – viene radicalmente cambiato, eliminando l’esclusione dell’acqua dall’obbligo di cessione ai privati. In sostanza si ripropone tout court la legge Ronchi-Fitto, il cui articolo 18bis è stato abrogato dalla consultazione referendaria.

Punta al sodo il senatore del Pd Enrico Morando, firmatario dell’emendamento 25.0.2. Nel testo si chiede l’inserimento di un nuovo articolo nel decreto sulle liberalizzazioni, il 25 bis. Obiettivo dichiarato è la revisione della tariffa dell’acqua, reintroducendo – con altre parole – almeno parte della remunerazione del capitale investito abrogata dal secondo quesito dei referendum di giugno.

Morando, nel testo presentato al Senato, chiede di riconoscere ai gestori il “costo finanziario della fornitura del servizio”, mantenendo sempre e comunque “l’equilibrio economico finanziario” della gestione. Ovvero i due pilastri del sistema privato dell’acqua. E’ firmato dal senatore Daniele Bosone, Pd, un altro emendamento che ripropone una norma contenuta nella bozza del decreto Monti, poi cassata dopo l’opposizione del movimento per l’acqua pubblica. L’emendamento 25.105 prevede in sostanza che i servizi idrici possono essere gestiti solo da società di capitale, azzerando di fatto l’esperienza della giunta De Magistris, che nei mesi scorsi ha deliberato la creazione di un ente non economico – Abc Napoli – per sostituire la Arin Spa nella gestione dell’acqua.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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mercoledì 25 gennaio 2012

Intervista a padre Alex Zanotelli


http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=DW6n6g5QH-g

Il Forum Italiano dei movimenti per l'acqua si è mobilitato temendo che nel decreto sulle liberalizzazione, approvato dal governo Monti, venissero inserite norme riguardanti l'acqua. Di questo e delle proteste che si estendono dal nord al sud del nostro paese Elena Scotoni ne ha parlato con padre Alex Zanotelli, tra i più attivi nella battaglia sul referendum per l'acqua pubblica.


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http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=DW6n6g5QH-g

Il Forum Italiano dei movimenti per l'acqua si è mobilitato temendo che nel decreto sulle liberalizzazione, approvato dal governo Monti, venissero inserite norme riguardanti l'acqua. Di questo e delle proteste che si estendono dal nord al sud del nostro paese Elena Scotoni ne ha parlato con padre Alex Zanotelli, tra i più attivi nella battaglia sul referendum per l'acqua pubblica.


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giovedì 19 gennaio 2012

Salviamo il referendum dell'acqua


Napoli, 13 gennaio 2012 - Era il 13 giugno , esattamente 7 mesi fa ,quando 26 milioni di italiani/e sancivano l’acqua bene comune:”Ubriachi eravamo di gioia… le spalle cariche dei propri covoni!(Salmo,126)

E oggi, 13 gennaio ritorniamo a “seminare nel pianto..” (Salmo,126) perché il governo Monti vuole privatizzare la Madre.

Sapevamo che il governo Monti era un governo di banche e banchieri, ma mai ,mai ci saremmo aspettati che un governo ,cosidetto tecnico, osasse di nuovo mettere le mani sull’acqua ,la Madre di tutta la vita sul pianeta.

E’ quanto emerge oramai con chiarezza dalla fase 2 dell’attuale governo, che impone le liberalizzazioni in tutti i settori.Infatti le dichiarazioni di ministri e sottosegretari, in questi ultimi giorni, sembrano indicare che quella è la strada anche per l’acqua.

Iniziando con le affermazioni di A.Catricalà, sottosegretario alla Presidenza, che ha detto che l’acqua è uno dei settori da aprire al mercato.E C.Passera, ministro all’economia,ha affermato :”Il referendum ha fatto saltare il meccanismo che rende obbligatoria la cessione ai privati del servizio di gestione dell’acqua, ma non ha mai impedito in sé la liberalizzazione del settore.” E ancora più spudoratamente il sottosegretario all’economia G.Polillo ha rincarato la dose: “Il referendum sull’acqua è stato un mezzo imbroglio. Sia chiaro che l’acqua è e rimane un bene pubblico.E’ il servizio di distribuzione che va liberalizzato.”E non meno clamorosa è l’affermazione del ministro dell’ambiente C.Clini:”Il costo dell’acqua oggi in Italia non corrisponde al servizio reso…..La gestione dell’acqua come risorsa pubblica deve corrispondere alla valorizzazione del contenuto economico della gestione.”

Forse tutte queste dichiarazioni preannunciavano il decreto del governo (che sarà votato il 19 gennaio) che all’art.20 afferma che il servizio idrico- considerato servizio di interesse economico generale- potrebbe essere gestito solo tramite gara o da società per azioni, eliminando così la gestione pubblica del servizio idrico. Per dirla ancora più semplicemente, si vuole eliminare l’esperienza che ha iniziato il Comune di Napoli che ha trasformato la società per azioni a totale capitale pubblico(ARIN ) in ABC (Acqua Bene Comune-Ente di diritto pubblico).

E’ il tradimento totale del referendum che prevedeva la gestione pubblica dell’acqua senza scopo di lucro .E’ il tradimento del governo dei professori.E’ il tradimento della democrazia.

Per i potentati economico-finanziari italiani l’acqua è un boccone troppo ghiotto da farselo sfuggire.Per le grandi multinazionali europee dell’acqua(Veolia,Suez,Coca-Cola…) che da Bruxelles spingono il governo Monti verso la privatizzazione, temono e tremano per la nostra vittoria referendaria,soprattutto il contagio in Europa.

“Un potere immorale e mafioso –ha giustamente scritto Roberto Lessio, nel suo libro All’ombra dell’acqua- si sta impossessando dell’acqua del pianeta.E’ in corso l’ultima guerra per il possesso finale dell’ultima merce:l’acqua.Per i tanti processi di privatizzazione dei servizi pubblici in corso, quello dell’accesso all’acqua è il più criminale.Perchè è il più disonesto, il più sporco, il più pericoloso per l’esistenza umana.”

Per questo dobbiamo reagire tutti con forza a tutti i livelli, mobilitandoci per difendere l’esito referendario, ben sapendo che è in gioco anche la nostra democrazia.
Chiediamo al più presto una mobilitazione nazionale, da tenersi a Roma perché questo governo ascolti la voce di quei milioni di italiani/e che hanno votato perché l’acqua resti pubblica .

Chiediamo altresì che il governo Monti riceva il Forum italiano dei movimenti per l’acqua,ciò che ci è stato negato finora.

Rilanciamo con forza la campagna di “obbedienza al referendum” per trasformare le Spa in Ente di diritto pubblico(disobbedendo così al governo Monti).

Sollecitiamo i Comuni a manifestare la propria disobbedienza alla privatizzazione dell’acqua con striscioni e bandiere dell’acqua.

E infine ai 26 milioni di cittadini/e di manifestare il proprio dissenso esponendo dal proprio balcone ,uno striscione con la scritta :”Giù le mani dall’acqua”!

In piedi , popolo dell’acqua!

Ce l’abbiamo fatta con il referendum, ce la faremo anche adesso !

E di nuovo la nostra bocca esploderà di gioia (Salmo,126)


Alex Zanotelli


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Napoli, 13 gennaio 2012 - Era il 13 giugno , esattamente 7 mesi fa ,quando 26 milioni di italiani/e sancivano l’acqua bene comune:”Ubriachi eravamo di gioia… le spalle cariche dei propri covoni!(Salmo,126)

E oggi, 13 gennaio ritorniamo a “seminare nel pianto..” (Salmo,126) perché il governo Monti vuole privatizzare la Madre.

Sapevamo che il governo Monti era un governo di banche e banchieri, ma mai ,mai ci saremmo aspettati che un governo ,cosidetto tecnico, osasse di nuovo mettere le mani sull’acqua ,la Madre di tutta la vita sul pianeta.

E’ quanto emerge oramai con chiarezza dalla fase 2 dell’attuale governo, che impone le liberalizzazioni in tutti i settori.Infatti le dichiarazioni di ministri e sottosegretari, in questi ultimi giorni, sembrano indicare che quella è la strada anche per l’acqua.

Iniziando con le affermazioni di A.Catricalà, sottosegretario alla Presidenza, che ha detto che l’acqua è uno dei settori da aprire al mercato.E C.Passera, ministro all’economia,ha affermato :”Il referendum ha fatto saltare il meccanismo che rende obbligatoria la cessione ai privati del servizio di gestione dell’acqua, ma non ha mai impedito in sé la liberalizzazione del settore.” E ancora più spudoratamente il sottosegretario all’economia G.Polillo ha rincarato la dose: “Il referendum sull’acqua è stato un mezzo imbroglio. Sia chiaro che l’acqua è e rimane un bene pubblico.E’ il servizio di distribuzione che va liberalizzato.”E non meno clamorosa è l’affermazione del ministro dell’ambiente C.Clini:”Il costo dell’acqua oggi in Italia non corrisponde al servizio reso…..La gestione dell’acqua come risorsa pubblica deve corrispondere alla valorizzazione del contenuto economico della gestione.”

Forse tutte queste dichiarazioni preannunciavano il decreto del governo (che sarà votato il 19 gennaio) che all’art.20 afferma che il servizio idrico- considerato servizio di interesse economico generale- potrebbe essere gestito solo tramite gara o da società per azioni, eliminando così la gestione pubblica del servizio idrico. Per dirla ancora più semplicemente, si vuole eliminare l’esperienza che ha iniziato il Comune di Napoli che ha trasformato la società per azioni a totale capitale pubblico(ARIN ) in ABC (Acqua Bene Comune-Ente di diritto pubblico).

E’ il tradimento totale del referendum che prevedeva la gestione pubblica dell’acqua senza scopo di lucro .E’ il tradimento del governo dei professori.E’ il tradimento della democrazia.

Per i potentati economico-finanziari italiani l’acqua è un boccone troppo ghiotto da farselo sfuggire.Per le grandi multinazionali europee dell’acqua(Veolia,Suez,Coca-Cola…) che da Bruxelles spingono il governo Monti verso la privatizzazione, temono e tremano per la nostra vittoria referendaria,soprattutto il contagio in Europa.

“Un potere immorale e mafioso –ha giustamente scritto Roberto Lessio, nel suo libro All’ombra dell’acqua- si sta impossessando dell’acqua del pianeta.E’ in corso l’ultima guerra per il possesso finale dell’ultima merce:l’acqua.Per i tanti processi di privatizzazione dei servizi pubblici in corso, quello dell’accesso all’acqua è il più criminale.Perchè è il più disonesto, il più sporco, il più pericoloso per l’esistenza umana.”

Per questo dobbiamo reagire tutti con forza a tutti i livelli, mobilitandoci per difendere l’esito referendario, ben sapendo che è in gioco anche la nostra democrazia.
Chiediamo al più presto una mobilitazione nazionale, da tenersi a Roma perché questo governo ascolti la voce di quei milioni di italiani/e che hanno votato perché l’acqua resti pubblica .

Chiediamo altresì che il governo Monti riceva il Forum italiano dei movimenti per l’acqua,ciò che ci è stato negato finora.

Rilanciamo con forza la campagna di “obbedienza al referendum” per trasformare le Spa in Ente di diritto pubblico(disobbedendo così al governo Monti).

Sollecitiamo i Comuni a manifestare la propria disobbedienza alla privatizzazione dell’acqua con striscioni e bandiere dell’acqua.

E infine ai 26 milioni di cittadini/e di manifestare il proprio dissenso esponendo dal proprio balcone ,uno striscione con la scritta :”Giù le mani dall’acqua”!

In piedi , popolo dell’acqua!

Ce l’abbiamo fatta con il referendum, ce la faremo anche adesso !

E di nuovo la nostra bocca esploderà di gioia (Salmo,126)


Alex Zanotelli


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lunedì 16 gennaio 2012

Il primo erogatore d'acqua pubblica


http://www.youtube.com/watch?v=BlFD_8hFx5w

Inaugurato con il sindaco de Magistris, in piazza Municipio, il primo distributore di acqua liscia e gassata.


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http://www.youtube.com/watch?v=BlFD_8hFx5w

Inaugurato con il sindaco de Magistris, in piazza Municipio, il primo distributore di acqua liscia e gassata.


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martedì 10 gennaio 2012

Non esiste liberalizzazione del servizio idrico che rispetti i referendum


Ormai da giorni il Presidente del Consiglio Monti e i suoi ministri parlano di privatizzazioni alludendo anche ad un intervento sul servizio idrico. Ultimi in ordine di tempo il sottosegretario Polillo secondo cui il referendum è stato “un mezzo imbroglio” e il sottosegretario Catricalà che ha annunciato “modifiche che non vadano contro il voto referendario” alla gestione dell'acqua.

Diciamo chiaramente a Monti, Passera, Catricalà e Polillo che non esiste nessuna liberalizzazione del servizio idrico che rispetti il voto referendario: il 12 e 13 giugno scorsi gli italiani hanno scelto in massa per la gestione pubblica dell'acqua e per la fuoriuscita degli interessi privati dal servizio idrico.

Non pensi il Governo Monti con la scusa di risanare il debito di poter aggirare il voto referendario con trucchi e trucchetti, 27 milioni di italiani si sono espressi per la ripubblicizzazione del servizio idrico e questo ci aspettiamo dal Governo nei prossimi giorni.

Saremo molto attenti alle prossime mosse del Governo Monti sul fronte delle liberalizzazioni, non permetteremo che la volontà popolare venga abbattuta a colpi di decreto, di Antitrust o di direttive europee in stile Bolkestein. Metteremo in campo ogni strumento utile alla difesa dei referendum, a partire dalla campagna di obbedienza civile lanciata da noi del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.

L'applicazione dei referendum è la prima e la più urgente emergenza democratica nel nostro paese, per questo il Forum chiede, come già fatto e sinora senza risposta, un incontro urgente con il Presidente del Consiglio Mario Monti. Nel contempo chiede a tutte le realtà che hanno sostenuto i referendum, ai partiti che da fuori o dentro il Parlamento hanno dato indicazione per il “Sì” ai referendum di giugno, di prendere da subito una netta posizione in difesa del voto democratico del popolo italiano.


Fonte: Acquabenecomune.org



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Ormai da giorni il Presidente del Consiglio Monti e i suoi ministri parlano di privatizzazioni alludendo anche ad un intervento sul servizio idrico. Ultimi in ordine di tempo il sottosegretario Polillo secondo cui il referendum è stato “un mezzo imbroglio” e il sottosegretario Catricalà che ha annunciato “modifiche che non vadano contro il voto referendario” alla gestione dell'acqua.

Diciamo chiaramente a Monti, Passera, Catricalà e Polillo che non esiste nessuna liberalizzazione del servizio idrico che rispetti il voto referendario: il 12 e 13 giugno scorsi gli italiani hanno scelto in massa per la gestione pubblica dell'acqua e per la fuoriuscita degli interessi privati dal servizio idrico.

Non pensi il Governo Monti con la scusa di risanare il debito di poter aggirare il voto referendario con trucchi e trucchetti, 27 milioni di italiani si sono espressi per la ripubblicizzazione del servizio idrico e questo ci aspettiamo dal Governo nei prossimi giorni.

Saremo molto attenti alle prossime mosse del Governo Monti sul fronte delle liberalizzazioni, non permetteremo che la volontà popolare venga abbattuta a colpi di decreto, di Antitrust o di direttive europee in stile Bolkestein. Metteremo in campo ogni strumento utile alla difesa dei referendum, a partire dalla campagna di obbedienza civile lanciata da noi del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.

L'applicazione dei referendum è la prima e la più urgente emergenza democratica nel nostro paese, per questo il Forum chiede, come già fatto e sinora senza risposta, un incontro urgente con il Presidente del Consiglio Mario Monti. Nel contempo chiede a tutte le realtà che hanno sostenuto i referendum, ai partiti che da fuori o dentro il Parlamento hanno dato indicazione per il “Sì” ai referendum di giugno, di prendere da subito una netta posizione in difesa del voto democratico del popolo italiano.


Fonte: Acquabenecomune.org



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sabato 3 dicembre 2011

A Napoli per Costituire una rete europea per l'acqua


Napoli 10 e 11 dicembre 2011 - Comunicato stampa
Fonte: http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/


A Napoli per Costituire una rete europea per l'acqua

Napoli, Castel dell'Ovo, 10 e 11 dicembre 2011

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua organizza per sabato 10 e domenica 11 dicembre a Napoli un incontro per la costituzione della Rete Europea per l'Acqua Pubblica.

La costituzione della rete europea è decisiva affincé l'Europa si muova verso la ripubblicizzazione del servizio idrico e l'affermazione dell'acqua come bene comune.

A Napoli, cioè nella prima città italiana ad avviare un processo di ripubblicizzazione, lanceremo una piattaforma generale basata sui principi secondo cui acqua e servizio idrico non possano essere soggetti a logiche di mercato e vengano ricondotti alla gestione pubblica. Discuteremo anche di come supportare tale piattaforma adottando iniziative, campagne e ricorrendo alla ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei da avanzare alla Commissione Europea), che verrà resa possibile a partire dalla primavera 2012.

L'iniziativa di Napoli sarà anche l'occasione per confermare la nostra opposizione al Forum Mondiale dell'acqua che le grandi multinazionali dell'acqua stanno organizzando a Marsiglia per il prossimo marzo.

All'incontro parteciperanno delegazioni dei movimenti, delle associazioni e dei sindacati di tutti i paesi europei.

Per scaricare il programma http://www.acquabenecomune.org/Programma_Napoli_10,11.pdf

Napoli, 1 dicembre 2011


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Napoli 10 e 11 dicembre 2011 - Comunicato stampa
Fonte: http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/


A Napoli per Costituire una rete europea per l'acqua

Napoli, Castel dell'Ovo, 10 e 11 dicembre 2011

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua organizza per sabato 10 e domenica 11 dicembre a Napoli un incontro per la costituzione della Rete Europea per l'Acqua Pubblica.

La costituzione della rete europea è decisiva affincé l'Europa si muova verso la ripubblicizzazione del servizio idrico e l'affermazione dell'acqua come bene comune.

A Napoli, cioè nella prima città italiana ad avviare un processo di ripubblicizzazione, lanceremo una piattaforma generale basata sui principi secondo cui acqua e servizio idrico non possano essere soggetti a logiche di mercato e vengano ricondotti alla gestione pubblica. Discuteremo anche di come supportare tale piattaforma adottando iniziative, campagne e ricorrendo alla ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei da avanzare alla Commissione Europea), che verrà resa possibile a partire dalla primavera 2012.

L'iniziativa di Napoli sarà anche l'occasione per confermare la nostra opposizione al Forum Mondiale dell'acqua che le grandi multinazionali dell'acqua stanno organizzando a Marsiglia per il prossimo marzo.

All'incontro parteciperanno delegazioni dei movimenti, delle associazioni e dei sindacati di tutti i paesi europei.

Per scaricare il programma http://www.acquabenecomune.org/Programma_Napoli_10,11.pdf

Napoli, 1 dicembre 2011


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domenica 6 novembre 2011

lL Punto Acqua a Gaeta


http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=kySr2eK3TpE

I gaetani non devono più recarsi a Formia per reclami o per avere delucidazioni
sulle bollette, sui consumi dell'acqua, sul rispetto dei contratti con Acqualatina. Da martedì prossimo potranno recarsi presso l'Infopoint di piazza XIX maggio, sotto la torre civica.


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http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=kySr2eK3TpE

I gaetani non devono più recarsi a Formia per reclami o per avere delucidazioni
sulle bollette, sui consumi dell'acqua, sul rispetto dei contratti con Acqualatina. Da martedì prossimo potranno recarsi presso l'Infopoint di piazza XIX maggio, sotto la torre civica.


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mercoledì 26 ottobre 2011

Napoli Capitale dell’Acqua pubblica.


DI ALEX ZANOTELLI


Napoli- E’ un momento questo di gioia e di festa per Napoli perché è diventata la capitale italiana dell’ acqua pubblica, la “Parigi d’Italia”. Infatti oggi 26 ottobre 2011, il Consiglio Comunale di Napoli , in seduta pubblica e solenne al Maschio Angioino, vota la ripubblicizzazione del servizio idrico, che sarà gestito da un Ente di Diritto Pubblico ,”Acqua Bene Comune Napoli “ in sostituzione dell’Arin Spa.

Napoli diventa così la prima grande città italiana che decide di ‘obbedire’ al Referendum sull’acqua (12-13 giugno 2011),ripubblicizzando la propria acqua e ripudiando la formula della Spa.

E’ una grande lezione che questa città così bistrattata dona a tutto il paese.

Per questa vittoria siamo grati al nostro sindaco Luigi De Magistris e al prof. A.Lucarelli, assessore ai Beni Comuni, ma soprattutto dobbiamo dire grazie alla tenacia e alla grinta dei Comitati Campani per l’acqua pubblica.

Sono loro i veri artefici di questa straordinaria vittoria :è la cittadinanza attiva di questa città e regione , che si è impegnata a fondo e per lunghi anni, per difendere la Madre, l’acqua, la madre di tutta la vita. Infatti è dal 2004, quando i 150 comuni di Napoli e Caserta avevano votato la privatizzazione dell’acqua, che i comitati si sono battuti per ottenerne la ripubblicizzazione . Uno straordinario impegno dei comitati è riuscito, in meno di due anni, a rovesciare quella decisione. Il 31 gennaio 2006 i sindaci di Napoli e Caserta ne votarono la ripubblicizzazione .

Fu però una vittoria di Pirro, perché non fu mai tradotta in atto amministrativo per la netta opposizione di Bassolino-Iervolino. Ma il movimento non si è mai arreso e , aiutato da notevoli figure come il prof. A.Lucarelli e l’avv. M. Montalto, è riuscito a contenere le forze privatizzatrici.

La svolta è arrivata con l’elezione di De Magistris a sindaco di Napoli (l’acqua pubblica era uno degli obiettivi della sua campagna elettorale) e con la vittoria del Referendum sull’acqua . Infatti il primo atto da sindaco è stato quello di scegliere il prof. A.Lucarelli come Assessore ai Beni Comuni(il primo in Italia!) con delega sull’acqua .Ed è Lucarelli che ci ha portato a questa grande vittoria .

Dobbiamo celebrare, fare festa, sia per la vittoria del Referendum, sia per questa vittoria tutta napoletana. Invece incomprensioni, sospetti, intolleranze hanno preso il sopravvento nel movimento. Questo è grave perché siamo lo straordinario popolo dell’acqua che ha vinto con il referendum ,una vittoria che tutto il mondo ci invidia. Smettiamola di guardarci l’ombelico, rimbocchiamoci le maniche : il lavoro che ci attende è enorme. E lo faremo se sapremo stare uniti, lavorare insieme, fare rete.

Quando inizieremo a premere su Milano, Torino, Genova, Roma, Caserta, … perché si ripeta il ‘miracolo’ di Napoli? Tocca a noi, ai comitati locali, al Forum nazionale. E’ un compito immenso quello che ci attende:tradurre localmente il Referendum, in barba ai partiti, in barba ai potentati economico-finanziari. Per continuare l’impegno sull’acqua, il FORUM nazionale dei comitati dell’acqua ha indetto una manifestazione nazionale a Roma, il 26 novembre e in questa occasione, lancerà una campagna di “Obbedienza civile”: si invitano tutti i cittadini/e ad “obbedire” alle decisioni referendarie. Una di queste è che non si può guadagnare sull’acqua , per cui chiederemo a tutti i cittadini/e di autoridursi le bollette del 7%.Infatti quel 7% , dato per la remunerazione del capitale , è stato abolito dal Referendum. Il lavoro che ci attende è immenso, e interesserà non solo l’Italia, ma anche l’Unione Europea.

Per questo, proprio sull’onda della grande vittoria napoletana, il 10-11 dicembre 2011 si terrà a Napoli il primo incontro della Rete Europea dei comitati per l’acqua pubblica. Questo per portare un milione di firme al Parlamento Europeo perché dichiari l’acqua un bene comune.(A Bruxelles le multinazionali fanno una pressione enorme sul Parlamento perché dichiari l’acqua una merce). Ma il nostro deve essere un impegno mondiale.

Dobbiamo prepararci ad andare a marzo a Marsiglia dove si terrà il Consiglio Mondiale dell’acqua che è nelle mani della Banca mondiale e delle multinazionali dell’acqua. Noi dobbiamo forzare l’ONU a convocare il suo Consiglio Mondiale dell’Acqua per proclamare al mondo che l’acqua è un diritto fondamentale umano,è un bene comune che deve essere gestito come “patrimonio dell’umanità”.

Con i cambiamenti climatici in atto, con gli scioglimenti di ghiacciai e nevai, con sempre meno acqua potabile disponibile per una crescente popolazione , rischiamo di avere ,oltre ai 50 milioni di morti per fame, 100 milioni di morti per sete all’anno. L’impegno per l’acqua è un impegno per la vita. “Nel nostro pianeta ogni forma di vita può nascere e svilupparsi solo in presenza di acqua-ha scritto molto bene Roberto Lessio- che si tratti di un germoglio di un seme nella terra, dell’incubazione di un uovo,della fecondazione e dello sviluppo di un embrione in utero. L’acqua è il punto di congiunzione tra il nulla, la vita e il Creato.” Diamoci da fare perché vinca la Vita!

(da p. Alex Zanotelli, missionario comboniano)

Fonte: Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”


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DI ALEX ZANOTELLI


Napoli- E’ un momento questo di gioia e di festa per Napoli perché è diventata la capitale italiana dell’ acqua pubblica, la “Parigi d’Italia”. Infatti oggi 26 ottobre 2011, il Consiglio Comunale di Napoli , in seduta pubblica e solenne al Maschio Angioino, vota la ripubblicizzazione del servizio idrico, che sarà gestito da un Ente di Diritto Pubblico ,”Acqua Bene Comune Napoli “ in sostituzione dell’Arin Spa.

Napoli diventa così la prima grande città italiana che decide di ‘obbedire’ al Referendum sull’acqua (12-13 giugno 2011),ripubblicizzando la propria acqua e ripudiando la formula della Spa.

E’ una grande lezione che questa città così bistrattata dona a tutto il paese.

Per questa vittoria siamo grati al nostro sindaco Luigi De Magistris e al prof. A.Lucarelli, assessore ai Beni Comuni, ma soprattutto dobbiamo dire grazie alla tenacia e alla grinta dei Comitati Campani per l’acqua pubblica.

Sono loro i veri artefici di questa straordinaria vittoria :è la cittadinanza attiva di questa città e regione , che si è impegnata a fondo e per lunghi anni, per difendere la Madre, l’acqua, la madre di tutta la vita. Infatti è dal 2004, quando i 150 comuni di Napoli e Caserta avevano votato la privatizzazione dell’acqua, che i comitati si sono battuti per ottenerne la ripubblicizzazione . Uno straordinario impegno dei comitati è riuscito, in meno di due anni, a rovesciare quella decisione. Il 31 gennaio 2006 i sindaci di Napoli e Caserta ne votarono la ripubblicizzazione .

Fu però una vittoria di Pirro, perché non fu mai tradotta in atto amministrativo per la netta opposizione di Bassolino-Iervolino. Ma il movimento non si è mai arreso e , aiutato da notevoli figure come il prof. A.Lucarelli e l’avv. M. Montalto, è riuscito a contenere le forze privatizzatrici.

La svolta è arrivata con l’elezione di De Magistris a sindaco di Napoli (l’acqua pubblica era uno degli obiettivi della sua campagna elettorale) e con la vittoria del Referendum sull’acqua . Infatti il primo atto da sindaco è stato quello di scegliere il prof. A.Lucarelli come Assessore ai Beni Comuni(il primo in Italia!) con delega sull’acqua .Ed è Lucarelli che ci ha portato a questa grande vittoria .

Dobbiamo celebrare, fare festa, sia per la vittoria del Referendum, sia per questa vittoria tutta napoletana. Invece incomprensioni, sospetti, intolleranze hanno preso il sopravvento nel movimento. Questo è grave perché siamo lo straordinario popolo dell’acqua che ha vinto con il referendum ,una vittoria che tutto il mondo ci invidia. Smettiamola di guardarci l’ombelico, rimbocchiamoci le maniche : il lavoro che ci attende è enorme. E lo faremo se sapremo stare uniti, lavorare insieme, fare rete.

Quando inizieremo a premere su Milano, Torino, Genova, Roma, Caserta, … perché si ripeta il ‘miracolo’ di Napoli? Tocca a noi, ai comitati locali, al Forum nazionale. E’ un compito immenso quello che ci attende:tradurre localmente il Referendum, in barba ai partiti, in barba ai potentati economico-finanziari. Per continuare l’impegno sull’acqua, il FORUM nazionale dei comitati dell’acqua ha indetto una manifestazione nazionale a Roma, il 26 novembre e in questa occasione, lancerà una campagna di “Obbedienza civile”: si invitano tutti i cittadini/e ad “obbedire” alle decisioni referendarie. Una di queste è che non si può guadagnare sull’acqua , per cui chiederemo a tutti i cittadini/e di autoridursi le bollette del 7%.Infatti quel 7% , dato per la remunerazione del capitale , è stato abolito dal Referendum. Il lavoro che ci attende è immenso, e interesserà non solo l’Italia, ma anche l’Unione Europea.

Per questo, proprio sull’onda della grande vittoria napoletana, il 10-11 dicembre 2011 si terrà a Napoli il primo incontro della Rete Europea dei comitati per l’acqua pubblica. Questo per portare un milione di firme al Parlamento Europeo perché dichiari l’acqua un bene comune.(A Bruxelles le multinazionali fanno una pressione enorme sul Parlamento perché dichiari l’acqua una merce). Ma il nostro deve essere un impegno mondiale.

Dobbiamo prepararci ad andare a marzo a Marsiglia dove si terrà il Consiglio Mondiale dell’acqua che è nelle mani della Banca mondiale e delle multinazionali dell’acqua. Noi dobbiamo forzare l’ONU a convocare il suo Consiglio Mondiale dell’Acqua per proclamare al mondo che l’acqua è un diritto fondamentale umano,è un bene comune che deve essere gestito come “patrimonio dell’umanità”.

Con i cambiamenti climatici in atto, con gli scioglimenti di ghiacciai e nevai, con sempre meno acqua potabile disponibile per una crescente popolazione , rischiamo di avere ,oltre ai 50 milioni di morti per fame, 100 milioni di morti per sete all’anno. L’impegno per l’acqua è un impegno per la vita. “Nel nostro pianeta ogni forma di vita può nascere e svilupparsi solo in presenza di acqua-ha scritto molto bene Roberto Lessio- che si tratti di un germoglio di un seme nella terra, dell’incubazione di un uovo,della fecondazione e dello sviluppo di un embrione in utero. L’acqua è il punto di congiunzione tra il nulla, la vita e il Creato.” Diamoci da fare perché vinca la Vita!

(da p. Alex Zanotelli, missionario comboniano)

Fonte: Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”


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domenica 19 giugno 2011

L'acqua di Napoli, «modello Parigi»

«Napoli sarà il primo comune italiano, dopo il referendum, a procedere verso la ripubblicizzazione dell'acqua». Il neoassessore ai Beni comuni, Alberto Lucarelli (tra gli estensori dei due quesiti sulle risorse idriche) si è presentato ieri in sala Giunta con la delibera approvata ad appena cinque giorni dallo spoglio delle schede. Nelle premesse si cita il Forum mondiale dell'acqua del 2006 con il richiamo alla «gestione partecipativa», gli utenti coinvolti «nella definizione delle politiche» e poi il Parlamento europeo: «La gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme di mercato interne». L'orizzonte dell'amministrazione diventa quello del Forum dei movimenti dell'acqua, e così l'Arin spa, ente in house del comune che gestisce il servizio idrico integrato, da società di capitali tornerà a essere soggetto giuridico di diritto pubblico «con le caratteristiche di azienda improntata a criteri di economicità, efficienza, trasparenza e partecipazione».


L'Arin era già un'azienda speciale, prima che l'innamoramento per il mercato diventasse una fede assoluta. Ma la novità sta nel punto che anticipa Lucarelli: «Introdurremo il modello pubblico che si sta seguendo anche a Parigi, i movimenti entreranno nella governance e anche nei comitati di controllo. Il percorso giuridico verrà costruito con il Forum dell'acqua» ma anche con la consultazione di esperti, a partire però dall'assunto che si tratta di un diritto umano universale, da sfruttare secondo i criteri di «solidarietà e nel rispetto degli equilibri ecologici». Consultazione e condivisione si struttureranno anche attraverso l'utilizzo del web. A dare maggior peso alle affermazioni la presenta in sala di padre Alex Zanotelli, come rappresentante dei comitati che in anni di lotte hanno costruito la vittoria referendaria, e dell'assessore Riccardo Realfonzo, a cui spetterà costruire il bilancio. Al tavolo anche il sindaco per introdurre altri aspetti legati al tema: apertura di almeno 10 beverini di acqua, refrigerata e addizionata di anidride carbonica, per disincentivarne l'acquisto in bottiglia, politica di riduzione dei bicchieri in plastica negli esercizi pubblici a favore di quelli in vetro.
Niente bicchieri usa e getta, perché il problema più grande resta quello dei rifiuti.

Il vicesindaco Tommaso Sodano è l'ultimo a prendere la parola, nella giornata in cui i parlamentari campani del Pdl hanno provato a fare la voce grossa contro la Lega, che si mette di traverso all'invio dei rifiuti napoletani in altre regioni. Ennesimo paradosso italiano: la regione preme per uscire dalla crisi con la costruzione di megatermovalorizzatori, mentre le amministrazioni venete preferiscono acquistare legname da bruciare nei loro impianti piuttosto che guadagnare con i rifiuti campani. Dal summit in prefettura è venuta fuori una lista di siti in cui sistemare momentaneamente la spazzatura per liberare gli impianti Stir di tritovagliatura e, passato il vento di Pontida, rimandare fuori i rifiuti. Per l'ultima volta, si spera: a breve verranno sbloccati da Palazzo Santa Lucia gli 8.250 milioni di euro per estendere entro 90 giorni la differenziata. La prossima settimana governo, regione e comune saranno a Bruxelles per cercare di sbloccare anche i 150 milioni di euro, fermi per la procedura di infrazione. Il governatore si presenterà con la sua idea sull'impiantistica e la necessità di altre discariche (quelle esistenti hanno appena 6 mesi di vita), l'assessore Sodano con idee opposte: niente sversatoi, differenziata spinta e impianti di compostaggio.
Braccio operativo l'Asìa, municipalizzata addetta al servizio, al centro però di una nuova polemica a causa della riconferma come ad di Daniele Fortini, convinto inceneritorista. Dal comune rassicurano: sarà il garante solo della parte gestionale. Ma i movimenti ormai sui rifiuti hanno un know how che hanno imparato a mettere a valore anche da soli: «Al corso Vittorio Emanuele - spiega Gianni Morra - è già operativo un progetto costato 3 euro a famiglia per l'acquisto di una compostiera da 120 euro, che sta dando grandi risultati visto che il materiale conferito è circa il 40% dei rifiuti prodotti. Basta estendere questa buona pratica al maxi condominio della città di Napoli».


Fonte:Il Manifesto


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«Napoli sarà il primo comune italiano, dopo il referendum, a procedere verso la ripubblicizzazione dell'acqua». Il neoassessore ai Beni comuni, Alberto Lucarelli (tra gli estensori dei due quesiti sulle risorse idriche) si è presentato ieri in sala Giunta con la delibera approvata ad appena cinque giorni dallo spoglio delle schede. Nelle premesse si cita il Forum mondiale dell'acqua del 2006 con il richiamo alla «gestione partecipativa», gli utenti coinvolti «nella definizione delle politiche» e poi il Parlamento europeo: «La gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme di mercato interne». L'orizzonte dell'amministrazione diventa quello del Forum dei movimenti dell'acqua, e così l'Arin spa, ente in house del comune che gestisce il servizio idrico integrato, da società di capitali tornerà a essere soggetto giuridico di diritto pubblico «con le caratteristiche di azienda improntata a criteri di economicità, efficienza, trasparenza e partecipazione».


L'Arin era già un'azienda speciale, prima che l'innamoramento per il mercato diventasse una fede assoluta. Ma la novità sta nel punto che anticipa Lucarelli: «Introdurremo il modello pubblico che si sta seguendo anche a Parigi, i movimenti entreranno nella governance e anche nei comitati di controllo. Il percorso giuridico verrà costruito con il Forum dell'acqua» ma anche con la consultazione di esperti, a partire però dall'assunto che si tratta di un diritto umano universale, da sfruttare secondo i criteri di «solidarietà e nel rispetto degli equilibri ecologici». Consultazione e condivisione si struttureranno anche attraverso l'utilizzo del web. A dare maggior peso alle affermazioni la presenta in sala di padre Alex Zanotelli, come rappresentante dei comitati che in anni di lotte hanno costruito la vittoria referendaria, e dell'assessore Riccardo Realfonzo, a cui spetterà costruire il bilancio. Al tavolo anche il sindaco per introdurre altri aspetti legati al tema: apertura di almeno 10 beverini di acqua, refrigerata e addizionata di anidride carbonica, per disincentivarne l'acquisto in bottiglia, politica di riduzione dei bicchieri in plastica negli esercizi pubblici a favore di quelli in vetro.
Niente bicchieri usa e getta, perché il problema più grande resta quello dei rifiuti.

Il vicesindaco Tommaso Sodano è l'ultimo a prendere la parola, nella giornata in cui i parlamentari campani del Pdl hanno provato a fare la voce grossa contro la Lega, che si mette di traverso all'invio dei rifiuti napoletani in altre regioni. Ennesimo paradosso italiano: la regione preme per uscire dalla crisi con la costruzione di megatermovalorizzatori, mentre le amministrazioni venete preferiscono acquistare legname da bruciare nei loro impianti piuttosto che guadagnare con i rifiuti campani. Dal summit in prefettura è venuta fuori una lista di siti in cui sistemare momentaneamente la spazzatura per liberare gli impianti Stir di tritovagliatura e, passato il vento di Pontida, rimandare fuori i rifiuti. Per l'ultima volta, si spera: a breve verranno sbloccati da Palazzo Santa Lucia gli 8.250 milioni di euro per estendere entro 90 giorni la differenziata. La prossima settimana governo, regione e comune saranno a Bruxelles per cercare di sbloccare anche i 150 milioni di euro, fermi per la procedura di infrazione. Il governatore si presenterà con la sua idea sull'impiantistica e la necessità di altre discariche (quelle esistenti hanno appena 6 mesi di vita), l'assessore Sodano con idee opposte: niente sversatoi, differenziata spinta e impianti di compostaggio.
Braccio operativo l'Asìa, municipalizzata addetta al servizio, al centro però di una nuova polemica a causa della riconferma come ad di Daniele Fortini, convinto inceneritorista. Dal comune rassicurano: sarà il garante solo della parte gestionale. Ma i movimenti ormai sui rifiuti hanno un know how che hanno imparato a mettere a valore anche da soli: «Al corso Vittorio Emanuele - spiega Gianni Morra - è già operativo un progetto costato 3 euro a famiglia per l'acquisto di una compostiera da 120 euro, che sta dando grandi risultati visto che il materiale conferito è circa il 40% dei rifiuti prodotti. Basta estendere questa buona pratica al maxi condominio della città di Napoli».


Fonte:Il Manifesto


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mercoledì 15 giugno 2011

"Libertà e' partecipazione" di Alfonso Grasso



Il 5 aprile scorso 314 deputati, presente la squadra di governo al completo, votarono a favore del “conflitto di attribuzione” per il caso Ruby, sostenendo la tesi che Berlusconi ritenesse “veramente” la minorenne “nipote di Mubarak” al momento dell’arresto della stessa da parte della Polizia, e che egli fosse intervenuto per “evitare una crisi internazionale”.

Quei 314 deputati erano liberi da vincoli di mandato, protetti da norme di salvaguardia, pagati profumatamente e coperti di agi e privilegi per rappresentare gli elettori, ma con quel voto scelsero di essere servi di un uomo senza scrupoli.

Il 12-13 giugno, 27 milioni di Italiani è andata alle urne per abrogare delle leggi, nonostante l’evidente boicottaggio compiuto dal c.d. “premier” e dai suoi scagnozzi. Trattasi della maggioranza assoluta degli elettori, non del “40% dell’80%” meno le schede nulle meno le schede bianche ecc.ecc. della “investitura popolare” di cui blatera da anni il Vecchio Macaco di Arcore.

Libertà è partecipazione. In Italia le donne e gli uomini che hanno partecipato al voto sono liberi, e sono ancora la maggioranza assoluta: questa è l’evidenza più bella emersa dal referendum!


Alfonso Grasso


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Il 5 aprile scorso 314 deputati, presente la squadra di governo al completo, votarono a favore del “conflitto di attribuzione” per il caso Ruby, sostenendo la tesi che Berlusconi ritenesse “veramente” la minorenne “nipote di Mubarak” al momento dell’arresto della stessa da parte della Polizia, e che egli fosse intervenuto per “evitare una crisi internazionale”.

Quei 314 deputati erano liberi da vincoli di mandato, protetti da norme di salvaguardia, pagati profumatamente e coperti di agi e privilegi per rappresentare gli elettori, ma con quel voto scelsero di essere servi di un uomo senza scrupoli.

Il 12-13 giugno, 27 milioni di Italiani è andata alle urne per abrogare delle leggi, nonostante l’evidente boicottaggio compiuto dal c.d. “premier” e dai suoi scagnozzi. Trattasi della maggioranza assoluta degli elettori, non del “40% dell’80%” meno le schede nulle meno le schede bianche ecc.ecc. della “investitura popolare” di cui blatera da anni il Vecchio Macaco di Arcore.

Libertà è partecipazione. In Italia le donne e gli uomini che hanno partecipato al voto sono liberi, e sono ancora la maggioranza assoluta: questa è l’evidenza più bella emersa dal referendum!


Alfonso Grasso


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venerdì 10 giugno 2011

AGRIGENTO ACQUA IN MANO AI PRIVATI, E' LA CITTA' DOVE L'ACQUA COSTA DI PIU'


http://www.youtube.com/watch?v=nBpF_1bqBBE&feature=feedu

Agrigento è la città italiana dove l'acqua costa di più. Sì, proprio così. Agrigento, dove l'acqua giunge nella case sporca e con turni settimanali, anche nel 2008 ha conquistato questo paradossale e vergognoso primato negativo.
Il capoluogo dove l'acqua costa di meno è Milano.
Secondo lo studio nel 2008 gli esborsi più elevati per un'utenza standard di 200 mila litri di acqua sono stati registrati ad Agrigento, con una spesa annua di 440 euro, seguita da Arezzo (410) e Pesaro e Urbino (409 euro).http://www.repubblica.it/2006/a/rubriche/piccolaitalia/acqua-agrigento/acqua-


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http://www.youtube.com/watch?v=nBpF_1bqBBE&feature=feedu

Agrigento è la città italiana dove l'acqua costa di più. Sì, proprio così. Agrigento, dove l'acqua giunge nella case sporca e con turni settimanali, anche nel 2008 ha conquistato questo paradossale e vergognoso primato negativo.
Il capoluogo dove l'acqua costa di meno è Milano.
Secondo lo studio nel 2008 gli esborsi più elevati per un'utenza standard di 200 mila litri di acqua sono stati registrati ad Agrigento, con una spesa annua di 440 euro, seguita da Arezzo (410) e Pesaro e Urbino (409 euro).http://www.repubblica.it/2006/a/rubriche/piccolaitalia/acqua-agrigento/acqua-


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Battiquorum..

Chiunque, domenica e lunedì abbia bisogno di un passaggio o di essere
accompagnato al seggio per votare i referendum, scriva a battiquorum2011@gmail.com o telefoni al 377.3197008 specificando la città;
il servizio di TaxiQuorum è gratuito, si regge sul lavoro di volontari ed è attivo in ogni parte d'Italia.



http://www.youtube.com/watch?v=kuLj6c5OhMk

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Chiunque, domenica e lunedì abbia bisogno di un passaggio o di essere
accompagnato al seggio per votare i referendum, scriva a battiquorum2011@gmail.com o telefoni al 377.3197008 specificando la città;
il servizio di TaxiQuorum è gratuito, si regge sul lavoro di volontari ed è attivo in ogni parte d'Italia.



http://www.youtube.com/watch?v=kuLj6c5OhMk

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VICENZA - VOLANTINAGGIO DEL PARTITO DEL SUD A FAVORE DI 4 SI REFERENDUM DI GIUGNO



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