http://www.youtube.com/watch?v=_4UGe1Dird4
Napoli, piazza Municipio (03.06.11)
COMUNICATO STAMPA Dopo un percorso durato alcuni mesi, anche con incontri diretti sempre all'insegna della cordiale collaborazione...
La campagna di adesione al Partito del Sud è ripresa, con il nuovo tesseramento, da gennaio.
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I sud del mondo hanno tutti in comune il medesimo destino, sono stati conquistati, sfruttati depredati e abbandonati a loro stessi. Il partito del sud è convinto che la solidarietà e l'accoglienza siano un dovere perchè ogni essere umano ha diritto a vivere una vita dignitosa
Solo 6 euro per ogni 100 di spesa restano alle imprese del sud, diamo ai nostri figli la possibilità di restare nella loro terra. Sei tu a fare la scelta. COMPRA PRODOTTI DEL SUD. Prima di acquistare un prodotto guarda etichetta, scegli aziende con sede e stabilimenti nel sud Italia
Dopo l'esposto del consigliere comunale del Pdl di Novellara è scattato l'effetto contrario: le bandiere hanno invaso tutta la città. E i sindaci si sono schierati: non faremo le multe
Dopo l'esposto del consigliere comunale del Pdl di Novellara è scattato l'effetto contrario: le bandiere hanno invaso tutta la città. E i sindaci si sono schierati: non faremo le multe
Il decreto Omnibus, la cui discussione è iniziata ieri alla Camera, non sarà votato prima della prossima settimana. Regna dunque sovrana l’incertezza sul referendum del 12/13 giugno. Quando ormai mancano 20 giorni alle votazioni, non sappiamo ancora se troveremo anche il dibattuto tema del ritorno all’atomo in Italia.
In attesa, dei referendum di giugno 2011, il famigerato emendamento sul nucleare contenuto nel decreto, dovrà passare all’esame della Camera. Il Governo, infatti, starebbe valutando la possibilità di modificarne il testo cancellando le norme per fare le centrali. Il passo successivo è la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, in tempi davvero brevi, e poi un nuovo esame, quello dei giudici della Corte di Cassazione, che dovranno approvare o meno se le nuove ed eventuali modifiche introdotte dal Governo potrebbero far saltare il referendum.
Secondo alcune fonti interne, la Camera dovrebbe far passare il testo, lasciando la patata bollente alla Cassazione, che dovrà allora emettere la sentenza. E anche qui possiamo ben sperare visto che, a detta di alcuni esperti giuristi, vi sarebbero “i presupposti per i quali la Corte disponga che il referendum si faccia ugualmente”. Infatti, grazie ad una sentenza del 1978 la Corte Costituzionale avrebbe specificato che “modificando le norme sottoposte a referendum, al Parlamento non è permesso di frustrare gli intendimenti dei promotori e dei sottoscrittori delle richieste di referendum“.
Alle urne, dunque, forse riusciremo a trovare anche il nucleare. Ma da parte del ‘Comitato Vota Sì per fermare il nucleare‘ c’è preoccupazione. Secondo il responsabile della comunicazione, Daniele Di Stefano, il rinvio da parte della Camera e il protrarsi dei tempi potrebbero indebolire la campagna referendaria: “Anche se poi il referendum si farà, il Governo, con questa incertezza, sta ottenendo quello che voleva, cioè intralciare la campagna referendaria contro il nucleare. Si pensi che molti media hanno già detto frettolosamente che il referendum non ci sarà”.
Intanto ieri Greenpeace ha manifestato davanti a Palazzo Montecitorio, e molti altri nomi noti dello spettacolo e della musica sono scesi in campo a favore del voto. Resta da attendere che, in tempi brevi, la questione possa passare alla Cassazione.
Francesca Mancuso
Fonte: http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/4919-referendum-12-13-giugno-2011-nucleare
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Il decreto Omnibus, la cui discussione è iniziata ieri alla Camera, non sarà votato prima della prossima settimana. Regna dunque sovrana l’incertezza sul referendum del 12/13 giugno. Quando ormai mancano 20 giorni alle votazioni, non sappiamo ancora se troveremo anche il dibattuto tema del ritorno all’atomo in Italia.
In attesa, dei referendum di giugno 2011, il famigerato emendamento sul nucleare contenuto nel decreto, dovrà passare all’esame della Camera. Il Governo, infatti, starebbe valutando la possibilità di modificarne il testo cancellando le norme per fare le centrali. Il passo successivo è la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, in tempi davvero brevi, e poi un nuovo esame, quello dei giudici della Corte di Cassazione, che dovranno approvare o meno se le nuove ed eventuali modifiche introdotte dal Governo potrebbero far saltare il referendum.
Secondo alcune fonti interne, la Camera dovrebbe far passare il testo, lasciando la patata bollente alla Cassazione, che dovrà allora emettere la sentenza. E anche qui possiamo ben sperare visto che, a detta di alcuni esperti giuristi, vi sarebbero “i presupposti per i quali la Corte disponga che il referendum si faccia ugualmente”. Infatti, grazie ad una sentenza del 1978 la Corte Costituzionale avrebbe specificato che “modificando le norme sottoposte a referendum, al Parlamento non è permesso di frustrare gli intendimenti dei promotori e dei sottoscrittori delle richieste di referendum“.
Alle urne, dunque, forse riusciremo a trovare anche il nucleare. Ma da parte del ‘Comitato Vota Sì per fermare il nucleare‘ c’è preoccupazione. Secondo il responsabile della comunicazione, Daniele Di Stefano, il rinvio da parte della Camera e il protrarsi dei tempi potrebbero indebolire la campagna referendaria: “Anche se poi il referendum si farà, il Governo, con questa incertezza, sta ottenendo quello che voleva, cioè intralciare la campagna referendaria contro il nucleare. Si pensi che molti media hanno già detto frettolosamente che il referendum non ci sarà”.
Intanto ieri Greenpeace ha manifestato davanti a Palazzo Montecitorio, e molti altri nomi noti dello spettacolo e della musica sono scesi in campo a favore del voto. Resta da attendere che, in tempi brevi, la questione possa passare alla Cassazione.
Francesca Mancuso
Fonte: http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/4919-referendum-12-13-giugno-2011-nucleare
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La diga dell'Alaco
La diga dell'Alaco
Vi inoltro questo messaggio pregandovi di divulgarlo il più possibile perché sarebbe un peccato perdere l’opportunità di raggiungere il quorum il 12 giugno(referendum per l’acqua, fonte di vita). L’unica possibilità che abbiamo però è quella del passaparola perché, come si evince da quanto dichiarato da questa ricercatrice, non ci sarà nessuna pubblicità istituzionale.
Ciao a tutti,
confermo la necessità di questo passaparola, aggiungendo che si tratta di informazione per ri-affermare i diritti costituzionalmente garantiti . Il dramma è che sembra la maggior parte della popolazione non sia consapevole di quanto sta avvenendo.
Quello che Vi porto è solo un piccolo esempio. Sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell’acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche.
E’ arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l’argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.
Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui “il servizio pubblico” viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della “res publica”. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.
Il referendum è evidentemente anche questo!
Mariachiara Alberton
RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM… perchè il Governo non farà passare gli spot ne’ in Rai ne’ a Mediaset. Sapete perché? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum lo scenario sarebbe drammatico per i governanti ma stupendo per tutti i cittadini italiani.
Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E’ necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone.
Il referendum non sarà pubblicizzato in TV.
I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 12 giugno.
QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum.
Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti.
Passaparola!
Maria Cristina PUTEO
Dipartimento di Scienze Statistiche
Città del Vaticano – Sacerdoti, suore e missionari si raduneranno il 9 giugno a Piazza S.Pietro, a partire dalle 12, per un giorno di digiuno a pane e acqua per “salvare l’acqua”. L’iniziativa, lanciata dai missionari padre Adriano Sella e padre Alex Zanotelli, fa riferimento al referendum del 12 e 13 giugno con i due quesiti contro la privatizzazione dell’acqua.
“Come cristiani – si legge nell’appello – non possiamo accettare la Legge Ronchi, votata dal nostro Parlamento (primo in Europa) il 19 novembre 2009, che dichiara l’acqua come bene di rilevanza economica. Il referendum del 12 e 13 giugno sarà molto importante per bloccare questo processo di privatizzazione dell’acqua e per salvare l’acqua come un grande dono per l’umanità”.
“Ci stanno rubando l’acqua – affermano i missionari – come possiamo permettere che l’acqua, nostra madre, sia violentata e fatta diventare mera merce per il mercato? Per noi cristiani, l’acqua è un grande dono di Dio, che fa parte della sua straordinaria creazione e non può mai essere trasformata in merce”.
L’appello fa riferimento alle parole sull’acqua come bene comune pronunciate più volte da Benedetto XVI, contenute nel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, ed espresse di recente anche dal segretario della Cei, Monsignor Mariano Crociata, durante il convegno ad Assisi su “Sorella Acqua” (aprile 2011).
In quell’occasione Monsignor Crociata aveva affermato: “In questo scenario, conservano tutto il loro peso i processi di privatizzazione, che vedono poche multinazionali trasformare l’acqua in affare, a detrimento dell’accesso alle fonti e quindi dell’approvvigionamento, con conseguente perdita di autonomia da parte degli enti governativi. Il tema va affrontato dalla comunità internazionale, per un uso equo e responsabile di questa risorsa, bene strategico – l’oro blu! – attorno al quale si gioca una delle partite decisive del prossimo futuro. Richiede un impegno comune – proseguiva Crociata – che sappia orientare le scelte e le politiche per l’acqua, concepita e riconosciuta come diritto umano, come bene dalla destinazione universale”.
“A dire quanto queste problematiche tocchino la sensibilità comune – affermava il Segretario generale della Cei – la Corte costituzionale ha ammesso a referendum due quesiti, sui quali il popolo italiano sarà chiamato a esprimersi nel prossimo mese di giugno”. Ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose si chiede di scendere in piazza “come hanno fatto i monaci in Myanmar (ex Birmania) contro il regime che opprime il popolo”. “Venite – recita l’appello – con i vostri simboli sacerdotali e religiosi, ma anche con i vostri manifesti pastorali, per gridare a tutto il popolo italiano: ‘Salviamo l’acqua!’”.
Link: http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/05/09/news/acqua_missionari_digiunano-15993973/
Fonte:Stampa Libera
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Vi inoltro questo messaggio pregandovi di divulgarlo il più possibile perché sarebbe un peccato perdere l’opportunità di raggiungere il quorum il 12 giugno(referendum per l’acqua, fonte di vita). L’unica possibilità che abbiamo però è quella del passaparola perché, come si evince da quanto dichiarato da questa ricercatrice, non ci sarà nessuna pubblicità istituzionale.
Ciao a tutti,
confermo la necessità di questo passaparola, aggiungendo che si tratta di informazione per ri-affermare i diritti costituzionalmente garantiti . Il dramma è che sembra la maggior parte della popolazione non sia consapevole di quanto sta avvenendo.
Quello che Vi porto è solo un piccolo esempio. Sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell’acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche.
E’ arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l’argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.
Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui “il servizio pubblico” viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della “res publica”. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.
Il referendum è evidentemente anche questo!
Mariachiara Alberton
RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM… perchè il Governo non farà passare gli spot ne’ in Rai ne’ a Mediaset. Sapete perché? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum lo scenario sarebbe drammatico per i governanti ma stupendo per tutti i cittadini italiani.
Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E’ necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone.
Il referendum non sarà pubblicizzato in TV.
I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 12 giugno.
QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum.
Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti.
Passaparola!
Maria Cristina PUTEO
Dipartimento di Scienze Statistiche
Città del Vaticano – Sacerdoti, suore e missionari si raduneranno il 9 giugno a Piazza S.Pietro, a partire dalle 12, per un giorno di digiuno a pane e acqua per “salvare l’acqua”. L’iniziativa, lanciata dai missionari padre Adriano Sella e padre Alex Zanotelli, fa riferimento al referendum del 12 e 13 giugno con i due quesiti contro la privatizzazione dell’acqua.
“Come cristiani – si legge nell’appello – non possiamo accettare la Legge Ronchi, votata dal nostro Parlamento (primo in Europa) il 19 novembre 2009, che dichiara l’acqua come bene di rilevanza economica. Il referendum del 12 e 13 giugno sarà molto importante per bloccare questo processo di privatizzazione dell’acqua e per salvare l’acqua come un grande dono per l’umanità”.
“Ci stanno rubando l’acqua – affermano i missionari – come possiamo permettere che l’acqua, nostra madre, sia violentata e fatta diventare mera merce per il mercato? Per noi cristiani, l’acqua è un grande dono di Dio, che fa parte della sua straordinaria creazione e non può mai essere trasformata in merce”.
L’appello fa riferimento alle parole sull’acqua come bene comune pronunciate più volte da Benedetto XVI, contenute nel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, ed espresse di recente anche dal segretario della Cei, Monsignor Mariano Crociata, durante il convegno ad Assisi su “Sorella Acqua” (aprile 2011).
In quell’occasione Monsignor Crociata aveva affermato: “In questo scenario, conservano tutto il loro peso i processi di privatizzazione, che vedono poche multinazionali trasformare l’acqua in affare, a detrimento dell’accesso alle fonti e quindi dell’approvvigionamento, con conseguente perdita di autonomia da parte degli enti governativi. Il tema va affrontato dalla comunità internazionale, per un uso equo e responsabile di questa risorsa, bene strategico – l’oro blu! – attorno al quale si gioca una delle partite decisive del prossimo futuro. Richiede un impegno comune – proseguiva Crociata – che sappia orientare le scelte e le politiche per l’acqua, concepita e riconosciuta come diritto umano, come bene dalla destinazione universale”.
“A dire quanto queste problematiche tocchino la sensibilità comune – affermava il Segretario generale della Cei – la Corte costituzionale ha ammesso a referendum due quesiti, sui quali il popolo italiano sarà chiamato a esprimersi nel prossimo mese di giugno”. Ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose si chiede di scendere in piazza “come hanno fatto i monaci in Myanmar (ex Birmania) contro il regime che opprime il popolo”. “Venite – recita l’appello – con i vostri simboli sacerdotali e religiosi, ma anche con i vostri manifesti pastorali, per gridare a tutto il popolo italiano: ‘Salviamo l’acqua!’”.
Link: http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/05/09/news/acqua_missionari_digiunano-15993973/
Fonte:Stampa Libera
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