martedì 26 luglio 2011

CleaNap, tornano gli Angeli della Monnezza. Nuovo obiettivo: raccolta differenziata a Napoli


http://www.youtube.com/watch?v=H9b0ySVRNqM

Grande visibilità mediatica per CleaNap, i raduni dei "pulitoni" che hanno suscitato un interesse sempre maggiore negli ultimi due mesi. Così, se in piazza Bellini erano in pochi e le uniche telecamere in giro erano quelle di blogger e filmaker, già per il CleaNap a Porta Capuana le reflex e gli inviati si erano moltiplicati. Dopo la visita del sindaco Luigi De Magistris e la partnership di intenti con il gruppo dei "Friarielli Ribelli" -- che riqualifica le aiuole della città -- il movimento popolare di cittadini che puliscono Napoli è diventato un fenomeno di interesse internazionale, come testimaniano le troupe di giornalisti giunte da tutto il mondo per documentare l'appuntamento a Santa Maria la Nova.

continua su: http://www.fanpage.it/cleanap-tornano-gli-angeli-della-monnezza-nuovo-obietti...
http://www.fanpage.it
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http://www.youtube.com/watch?v=H9b0ySVRNqM

Grande visibilità mediatica per CleaNap, i raduni dei "pulitoni" che hanno suscitato un interesse sempre maggiore negli ultimi due mesi. Così, se in piazza Bellini erano in pochi e le uniche telecamere in giro erano quelle di blogger e filmaker, già per il CleaNap a Porta Capuana le reflex e gli inviati si erano moltiplicati. Dopo la visita del sindaco Luigi De Magistris e la partnership di intenti con il gruppo dei "Friarielli Ribelli" -- che riqualifica le aiuole della città -- il movimento popolare di cittadini che puliscono Napoli è diventato un fenomeno di interesse internazionale, come testimaniano le troupe di giornalisti giunte da tutto il mondo per documentare l'appuntamento a Santa Maria la Nova.

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mercoledì 20 luglio 2011

La rabbia di Napoli: «Facciamo da soli, il decreto non serve più»

MONNEZZA Il comune avvia la raccolta differenziata. Ma in città rispuntano i roghi

NAPOLI

di Adriana Pollice

La conversione del decreto d'urgenza sui rifiuti campani, se mai arriverà, troverà la situazione già avviata a una soluzione. «Al punto in cui siamo, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, il Dl è superato nei fatti - spiega Tommaso Sodano, vicesindaco partenopeo - Quello che avevo chiesto in commissione Ambiente era eliminare il meccanismo del nullaosta preventivo della regione che riceve i rifiuti, sostituendolo con una comunicazione che permetta di tenere sotto controllo quantità e qualità dei conferimenti. Una discussione ormai accademica perché Napoli sta facendo da sola». Insomma, sarebbe servito dare la possibilità alle città metropolitane di stringere accordi con un benestare successivo, di conformità e regolarità, ma è evidente che da mesi non è più di rifiuti che si discute ma di affari per le imprese del nord, di mettere le mani sull'impiantistica da costruire, preferibilmente termovalorizzatori con pochi addetti e molti soldi dai Cip6.

Mentre a Roma si litiga, diventa più tiepida la solidarietà della Liguria: «Il governo chiede di aiutare la Campania - la posizione del governatore Claudio Burlando - ma i suoi partiti locali dicono no. Accoglieremo una ridotta quantità, se avremo risposte positive per le due aziende liguri, ancora in credito per lavori eseguiti durante la prima emergenza, saliremo a 2-3 mila tonnellate». Tra le condizioni poste dalla Liguria anche la predisposizione di un piano campano per uno smaltimento autosufficiente e la solidarietà delle altre regioni, per adesso si sono fatte avanti solo Toscana ed Emilia Romagna. A Palazzo San Giacomo allora si lavora per chiudere entro la settimana l'accordo con il paese estero, accordo che non ha bisogno del decreto legge in discussione. «De Magistris non è capace, ci devo pensare io» dichiarò il 22 giugno Berlusconi, è passato un mese e il governo non ha smosso un sacchetto. I rifiuti campani però sono serviti a far fare vetrina all'orgoglio padano. «Alla Lega - ribatte il sindaco partenopeo - ricordo che nel sud Italia, a Caserta, a Napoli in contrada Pisani nel quartiere Pianura, sono stati sversati da imprenditori criminali del nord rifiuti tossico-nocivi. Il partito di Bossi è stato anche responsabile degli anni di commissariamento e di emergenza ambientale». Dal comune raccontano di richieste da parte di amministratori e imprenditori settentrionali per smaltire i rifiuti napoletani, richieste bloccare dai veti di sapore elettorale.

La città allora prova a fare da sé. Ieri de Magistris era nel carcere di Poggioreale, dove sono stipati quasi 2.800 persone, il doppio del previsto. Si è discusso del reinserimento dei detenuti che possono usufruire di premialità nella manutenzione di parchi e giardini, ma anche di un protocollo per la differenziata nelle strutture detentive cittadine e persino di un sito di compostaggio. Perché per fare a meno del decreto c'è bisogno di liberare le strade con l'invio fuori dei sacchetti ma, soprattutto, di avviare la differenziata spinta. Per questo nell'incontro previsto per domani con il premier si discuterà dello sblocco dei fondi Fas destinati alla Campania. Si vede l'uscita ma il percorso non è agevole. Tre giorni di sciopero degli addetti della Lavajet (la società che lavora alla raccolta in subappalto per Asìa), rimasti senza quattordicesima, hanno rimesso in ginocchio il centro storico. Lunedì notte 22 roghi e, soprattutto, colline di rifiuti maleodoranti a corso Garibaldi, nelle vicinanze c'è un mercato del pesce, e alla Pignasecca. Ieri, a ridosso dell'ospedale Pellegrini, la strada era occupata da una montagna di immondizia che bloccava il traffico. L'intervento dell'Asìa ha permesso di liberare le vie in tarda mattinata ma il clima resta teso. «Ogni volta che la città affonda - il commento del presidente di Asìa, Raphael Rossi - i dipendenti di Lavajet non aiutano». Duro anche il sindaco: «O tutti scendono per strada a lavorare, anche in condizioni difficili perché non sappiamo dove andare a sversare, o prenderemo decisioni drastiche, anche in quella direzione».


Fonte: Il Manifesto


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MONNEZZA Il comune avvia la raccolta differenziata. Ma in città rispuntano i roghi

NAPOLI

di Adriana Pollice

La conversione del decreto d'urgenza sui rifiuti campani, se mai arriverà, troverà la situazione già avviata a una soluzione. «Al punto in cui siamo, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, il Dl è superato nei fatti - spiega Tommaso Sodano, vicesindaco partenopeo - Quello che avevo chiesto in commissione Ambiente era eliminare il meccanismo del nullaosta preventivo della regione che riceve i rifiuti, sostituendolo con una comunicazione che permetta di tenere sotto controllo quantità e qualità dei conferimenti. Una discussione ormai accademica perché Napoli sta facendo da sola». Insomma, sarebbe servito dare la possibilità alle città metropolitane di stringere accordi con un benestare successivo, di conformità e regolarità, ma è evidente che da mesi non è più di rifiuti che si discute ma di affari per le imprese del nord, di mettere le mani sull'impiantistica da costruire, preferibilmente termovalorizzatori con pochi addetti e molti soldi dai Cip6.

Mentre a Roma si litiga, diventa più tiepida la solidarietà della Liguria: «Il governo chiede di aiutare la Campania - la posizione del governatore Claudio Burlando - ma i suoi partiti locali dicono no. Accoglieremo una ridotta quantità, se avremo risposte positive per le due aziende liguri, ancora in credito per lavori eseguiti durante la prima emergenza, saliremo a 2-3 mila tonnellate». Tra le condizioni poste dalla Liguria anche la predisposizione di un piano campano per uno smaltimento autosufficiente e la solidarietà delle altre regioni, per adesso si sono fatte avanti solo Toscana ed Emilia Romagna. A Palazzo San Giacomo allora si lavora per chiudere entro la settimana l'accordo con il paese estero, accordo che non ha bisogno del decreto legge in discussione. «De Magistris non è capace, ci devo pensare io» dichiarò il 22 giugno Berlusconi, è passato un mese e il governo non ha smosso un sacchetto. I rifiuti campani però sono serviti a far fare vetrina all'orgoglio padano. «Alla Lega - ribatte il sindaco partenopeo - ricordo che nel sud Italia, a Caserta, a Napoli in contrada Pisani nel quartiere Pianura, sono stati sversati da imprenditori criminali del nord rifiuti tossico-nocivi. Il partito di Bossi è stato anche responsabile degli anni di commissariamento e di emergenza ambientale». Dal comune raccontano di richieste da parte di amministratori e imprenditori settentrionali per smaltire i rifiuti napoletani, richieste bloccare dai veti di sapore elettorale.

La città allora prova a fare da sé. Ieri de Magistris era nel carcere di Poggioreale, dove sono stipati quasi 2.800 persone, il doppio del previsto. Si è discusso del reinserimento dei detenuti che possono usufruire di premialità nella manutenzione di parchi e giardini, ma anche di un protocollo per la differenziata nelle strutture detentive cittadine e persino di un sito di compostaggio. Perché per fare a meno del decreto c'è bisogno di liberare le strade con l'invio fuori dei sacchetti ma, soprattutto, di avviare la differenziata spinta. Per questo nell'incontro previsto per domani con il premier si discuterà dello sblocco dei fondi Fas destinati alla Campania. Si vede l'uscita ma il percorso non è agevole. Tre giorni di sciopero degli addetti della Lavajet (la società che lavora alla raccolta in subappalto per Asìa), rimasti senza quattordicesima, hanno rimesso in ginocchio il centro storico. Lunedì notte 22 roghi e, soprattutto, colline di rifiuti maleodoranti a corso Garibaldi, nelle vicinanze c'è un mercato del pesce, e alla Pignasecca. Ieri, a ridosso dell'ospedale Pellegrini, la strada era occupata da una montagna di immondizia che bloccava il traffico. L'intervento dell'Asìa ha permesso di liberare le vie in tarda mattinata ma il clima resta teso. «Ogni volta che la città affonda - il commento del presidente di Asìa, Raphael Rossi - i dipendenti di Lavajet non aiutano». Duro anche il sindaco: «O tutti scendono per strada a lavorare, anche in condizioni difficili perché non sappiamo dove andare a sversare, o prenderemo decisioni drastiche, anche in quella direzione».


Fonte: Il Manifesto


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Napoli ancora invasa dai rifiuti. E i giochi di palazzo tra Lega e Pdl rallentano l’iter

Napoli, spazzatura nelle strade

Si cammina sul filo, un sottile equilibrio per evitare il baratro. Napoli è ancora invasa dai rifiuti, nonostante gli sforzi dell’Asia, con i camion impegnati 24 ore su 24, e la risposta civile dei quartieri spagnoli dove i cittadini si sono auto-organizzati iniziando una raccolta differenziata fai-da te in attesa di quella ufficiale.

Un equilibrio precario che i giochetti di palazzo di Pdl e Lega potrebbero definitamente spezzare. Il decreto rifiuti doveva tornare nuovamente in commissione, ipotesi bocciata per 6 voti. Ora, poi, l’iniziale astensione della Lega Nord si è trasformata in un no secco che peggiora la situazione. La decisione del consiglio di Stato di ieri ha reso quasi inutile il decreto: i magistrati di Palazzo Spada hanno detto sì agli accordi per portare fuori regione la spazzatura ritenendoli validi e capovolgendo il giudizio negativo del Tar.

Così il decreto del governo, introducendo nuovi sistemi autorizzativi e accordi tra le regioni, potrebbe paradossalmente rendere più complesso portare i rifiuti in uscita dagli Stir fuori dal territorio campano. Ieri il sindaco di Napoli Luigi De Magistris aveva parlato, in conferenza stampa, del rischio sabotaggio. Gli stop e i veti incrociati di certo non aiutano. Per evitare nuovi ostacoli, l’ex pm aveva preferito tenere segreto il paese straniero dove, via nave, saranno portati i rifiuti. Un’idea che ricorda la proposta iniziale di Gianni Lettieri, il candidato al comune per il Pdl, anche se – in quel caso – finalizzata all’incenerimento e non alla differenziata spinta. Un trasferimento fuori nazione che costerà addirittura meno di quello che costa conferire i rifiuti negli impianti provinciali. “Abbiamo ereditato – ha ricordato De Magistris – uno sfascio, non abbiamo un solo impianto e sarebbe preferibile avere un solo Stir da utilizzare per la città”.

L’Asia, la società del comune di Napoli, ha ufficializzato l’apertura (è in corso l’iter autorizzativo) di un sito di stoccaggio provvisorio in città nella zona di via Brin, ma la situazione nelle strade è tragica. A terra ci sono 2520 tonnellate di rifiuti e la raccolta ha subito nuovi stop. Questa notte si è scaricato negli impianti Stir, una parte è stata allocata nell’altro impianto di stoccaggio (nell’ex impianto Icm in zona Napoli Est), ma sono rimaste 300 tonnellate della produzione quotidiana.

Oltre alla vicenda decreto e ai no incrociati di Lega e Pdl, resta difficile anche il rapporto con una ditta che si occupa di raccogliere il pattume nella zona del centro storico: la Lavajet. Da tre giorni la raccolta prosegue a rilento e i rifiuti sono passati da 15 tonnellate, in quell’area, a oltre 190. I lavoratori lamentano il mancato pagamento degli arretrati, una situazione che chiama in causa la precedente gestione Enerambiente, finita sotto la lente di ingrandimento degli investigatori per assunzioni pilotate e possibili giri di mazzette. In queste ore è previsto un vertice tra il vicesindacoTommaso Sodano, il presidente di Asia Raphael Rossi e i vertici dell’azienda per provare a sbloccare la situazione definitivamente, visto che non è la prima volta che i lavoratori incrociano le braccia. Contratto che scade a dicembre quando questi lavoratori dovranno passare da una gestione privata ad una pubblica.

Intanto, a ritmo frenetico si lavora per creare un ciclo di gestione efficiente ed autonomo, a settembre partirà la differenziata porta a porta in altri quartieri della città per raggiungere e superare i 300 mila cittadini coinvolti. Anche quelli dei quartieri spagnoli, dove su iniziativa dei commercianti, è già partita una raccolta auto-gestita. Segnali di luce nella piramide di spazzatura che sommerge ancora la città.


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Napoli, spazzatura nelle strade

Si cammina sul filo, un sottile equilibrio per evitare il baratro. Napoli è ancora invasa dai rifiuti, nonostante gli sforzi dell’Asia, con i camion impegnati 24 ore su 24, e la risposta civile dei quartieri spagnoli dove i cittadini si sono auto-organizzati iniziando una raccolta differenziata fai-da te in attesa di quella ufficiale.

Un equilibrio precario che i giochetti di palazzo di Pdl e Lega potrebbero definitamente spezzare. Il decreto rifiuti doveva tornare nuovamente in commissione, ipotesi bocciata per 6 voti. Ora, poi, l’iniziale astensione della Lega Nord si è trasformata in un no secco che peggiora la situazione. La decisione del consiglio di Stato di ieri ha reso quasi inutile il decreto: i magistrati di Palazzo Spada hanno detto sì agli accordi per portare fuori regione la spazzatura ritenendoli validi e capovolgendo il giudizio negativo del Tar.

Così il decreto del governo, introducendo nuovi sistemi autorizzativi e accordi tra le regioni, potrebbe paradossalmente rendere più complesso portare i rifiuti in uscita dagli Stir fuori dal territorio campano. Ieri il sindaco di Napoli Luigi De Magistris aveva parlato, in conferenza stampa, del rischio sabotaggio. Gli stop e i veti incrociati di certo non aiutano. Per evitare nuovi ostacoli, l’ex pm aveva preferito tenere segreto il paese straniero dove, via nave, saranno portati i rifiuti. Un’idea che ricorda la proposta iniziale di Gianni Lettieri, il candidato al comune per il Pdl, anche se – in quel caso – finalizzata all’incenerimento e non alla differenziata spinta. Un trasferimento fuori nazione che costerà addirittura meno di quello che costa conferire i rifiuti negli impianti provinciali. “Abbiamo ereditato – ha ricordato De Magistris – uno sfascio, non abbiamo un solo impianto e sarebbe preferibile avere un solo Stir da utilizzare per la città”.

L’Asia, la società del comune di Napoli, ha ufficializzato l’apertura (è in corso l’iter autorizzativo) di un sito di stoccaggio provvisorio in città nella zona di via Brin, ma la situazione nelle strade è tragica. A terra ci sono 2520 tonnellate di rifiuti e la raccolta ha subito nuovi stop. Questa notte si è scaricato negli impianti Stir, una parte è stata allocata nell’altro impianto di stoccaggio (nell’ex impianto Icm in zona Napoli Est), ma sono rimaste 300 tonnellate della produzione quotidiana.

Oltre alla vicenda decreto e ai no incrociati di Lega e Pdl, resta difficile anche il rapporto con una ditta che si occupa di raccogliere il pattume nella zona del centro storico: la Lavajet. Da tre giorni la raccolta prosegue a rilento e i rifiuti sono passati da 15 tonnellate, in quell’area, a oltre 190. I lavoratori lamentano il mancato pagamento degli arretrati, una situazione che chiama in causa la precedente gestione Enerambiente, finita sotto la lente di ingrandimento degli investigatori per assunzioni pilotate e possibili giri di mazzette. In queste ore è previsto un vertice tra il vicesindacoTommaso Sodano, il presidente di Asia Raphael Rossi e i vertici dell’azienda per provare a sbloccare la situazione definitivamente, visto che non è la prima volta che i lavoratori incrociano le braccia. Contratto che scade a dicembre quando questi lavoratori dovranno passare da una gestione privata ad una pubblica.

Intanto, a ritmo frenetico si lavora per creare un ciclo di gestione efficiente ed autonomo, a settembre partirà la differenziata porta a porta in altri quartieri della città per raggiungere e superare i 300 mila cittadini coinvolti. Anche quelli dei quartieri spagnoli, dove su iniziativa dei commercianti, è già partita una raccolta auto-gestita. Segnali di luce nella piramide di spazzatura che sommerge ancora la città.


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Rifiuti, dopo lo strappo della Lega il governo verso il ritiro del decreto

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato manca l'accordo nella maggioranza su come modificare il testo del provvedimento. Ipotesi di voto contrario del Carroccio, poi rinvio a domani in Aula

ROMA - E' di nuovo bufera nella maggioranza sul decreto rifiuti per la Campania all'esame dell'aula della Camera, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha sospeso l'ordinanza del Tar del Lazio per lo stop al trasferimento automatico dei rifiuti nelle altre regioni. Da ieri sera, il ministro Stefania Prestigiacomo è impegnata nel tentativo, finora senza successo, di trovare l'accordo fra Lega, Responsabili e parlamentari campani del Pdl su come modificare il testo del provvedimento.

Il Carroccio è contrario ad ogni modifica che faccia venire meno il nulla osta delle altre regioni richieste di ospitare i rifiuti campani mentre a favore, come le opposizioni, sono Responsabili e molti dei parlamentari campani del Pdl che non intendono cedere ancora una volta alla Lega.

Nel tentativo di prendere tempo, il relatore Pdl Agostino Ghiglia ha chiesto il rinvio del provvedimento dall'aula alla commissione, nel timore di una convergenza anti-Lega fra opposizioni, Responsabili e Pdl campano al momento del voto degli emendamenti che, forti della decisione del Consiglio di stato, prevedono la soppressione del 'nulla osta' difeso a spada tratta dal Carroccio. Intanto a Napoli monta la protesta 1per la presenza di rifiuti in tutta la città

Gaffe in aula
-La Lega vota contro il decreto rifiuti? a questo faceva pensare l'intervento in aula alla
Camera del deputato leghista, RenatoTogni, mentre il governo e la maggioranza sono alle prese con il vertice per sbrogliare la matassa. Dal racconto dei suoi colleghi di gruppo emerge invece che quella del deputato è stata solo una gaffe."Vai Togni parla, prendi tempo, c'è una riunione in corso (tra il ministro e i capigruppo Pdl e Lega, ndr)...", Gli dicono. E il deputato leghista non ci pensa due volte. Prende un malloppo di carte che ha lì vicino e comincia a leggere. Si tratta, spiega un deputato del Carroccio, del materiale messo a punto dai funzionari della Camera per i deputati, ad uso internoL ega, dove si spiega la materia che si deve votare e si racconta anche quanto successo durante l'iter partendo dal varo in consiglio dei ministri. Togni legge e... Soltanto alla fine, e in ritardo, si accorge di star leggendo un passaggio dei funzionari che, ricordando l'astensione dei ministri leghisti, presumevano che lo stesso atteggiamento sarebbe stato confermato in aula. Ma la logica della politica segue altre strade e, alla fine, Togni si ritrova al centro di un caso per il 'no' della lega al decreto rifiuti.

La proposta di rinvio in commissione è stata messa ai voti ma, per sei voti, è stata respinta. Ed ora i lavori in Aula proseguono con continui interventi del centrodestra per tentare di non arrivare al voto che potrebbe sancire la spaccatura definitiva della maggioranza sul decreto. Fuori dall'aula, il ministro Prestigiacomo e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio hanno riunito un vertice con i capigruppo di Pdl e Lega Fabrizio Cicchitto e Marco Reguzzoni nel tentativo di sbloccare l'impasse.

Ufficializzato il rinvio
Il relatore del decreto rifiuti alla Camera, Agostino Ghiglia (pdl), chiede il rinvio "ad altra seduta" dell'esame del decreto rifiuti in Campania. L'esponente di maggioranza spiega che "siccome alle 19 è già previsto che si voti sulle dimissioni di un collega" (si tratta del sindaco di Torino Piero Fassino) tanto vale rinviare il provvedimento. Il Pd si è opposto ma alla fine del decreto si discuterà mercoledì mattina.


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Dopo la sentenza del Consiglio di Stato manca l'accordo nella maggioranza su come modificare il testo del provvedimento. Ipotesi di voto contrario del Carroccio, poi rinvio a domani in Aula

ROMA - E' di nuovo bufera nella maggioranza sul decreto rifiuti per la Campania all'esame dell'aula della Camera, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha sospeso l'ordinanza del Tar del Lazio per lo stop al trasferimento automatico dei rifiuti nelle altre regioni. Da ieri sera, il ministro Stefania Prestigiacomo è impegnata nel tentativo, finora senza successo, di trovare l'accordo fra Lega, Responsabili e parlamentari campani del Pdl su come modificare il testo del provvedimento.

Il Carroccio è contrario ad ogni modifica che faccia venire meno il nulla osta delle altre regioni richieste di ospitare i rifiuti campani mentre a favore, come le opposizioni, sono Responsabili e molti dei parlamentari campani del Pdl che non intendono cedere ancora una volta alla Lega.

Nel tentativo di prendere tempo, il relatore Pdl Agostino Ghiglia ha chiesto il rinvio del provvedimento dall'aula alla commissione, nel timore di una convergenza anti-Lega fra opposizioni, Responsabili e Pdl campano al momento del voto degli emendamenti che, forti della decisione del Consiglio di stato, prevedono la soppressione del 'nulla osta' difeso a spada tratta dal Carroccio. Intanto a Napoli monta la protesta 1per la presenza di rifiuti in tutta la città

Gaffe in aula
-La Lega vota contro il decreto rifiuti? a questo faceva pensare l'intervento in aula alla
Camera del deputato leghista, RenatoTogni, mentre il governo e la maggioranza sono alle prese con il vertice per sbrogliare la matassa. Dal racconto dei suoi colleghi di gruppo emerge invece che quella del deputato è stata solo una gaffe."Vai Togni parla, prendi tempo, c'è una riunione in corso (tra il ministro e i capigruppo Pdl e Lega, ndr)...", Gli dicono. E il deputato leghista non ci pensa due volte. Prende un malloppo di carte che ha lì vicino e comincia a leggere. Si tratta, spiega un deputato del Carroccio, del materiale messo a punto dai funzionari della Camera per i deputati, ad uso internoL ega, dove si spiega la materia che si deve votare e si racconta anche quanto successo durante l'iter partendo dal varo in consiglio dei ministri. Togni legge e... Soltanto alla fine, e in ritardo, si accorge di star leggendo un passaggio dei funzionari che, ricordando l'astensione dei ministri leghisti, presumevano che lo stesso atteggiamento sarebbe stato confermato in aula. Ma la logica della politica segue altre strade e, alla fine, Togni si ritrova al centro di un caso per il 'no' della lega al decreto rifiuti.

La proposta di rinvio in commissione è stata messa ai voti ma, per sei voti, è stata respinta. Ed ora i lavori in Aula proseguono con continui interventi del centrodestra per tentare di non arrivare al voto che potrebbe sancire la spaccatura definitiva della maggioranza sul decreto. Fuori dall'aula, il ministro Prestigiacomo e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio hanno riunito un vertice con i capigruppo di Pdl e Lega Fabrizio Cicchitto e Marco Reguzzoni nel tentativo di sbloccare l'impasse.

Ufficializzato il rinvio
Il relatore del decreto rifiuti alla Camera, Agostino Ghiglia (pdl), chiede il rinvio "ad altra seduta" dell'esame del decreto rifiuti in Campania. L'esponente di maggioranza spiega che "siccome alle 19 è già previsto che si voti sulle dimissioni di un collega" (si tratta del sindaco di Torino Piero Fassino) tanto vale rinviare il provvedimento. Il Pd si è opposto ma alla fine del decreto si discuterà mercoledì mattina.


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venerdì 15 luglio 2011

Nuova decisiva ordinanza di de Magistris!

Partito del Sud - Napoli: Riceviamo direttamente dall' ufficio comunicazione del sindaco Luigi de Magistris e postiamo :



SINDACO VARA NUOVA ORDINANZA PER SITO STOCCAGGIO IN CITTA'


“La lentezza con cui viene tradotta in pratica la solidarietà dichiarata da tante Regioni confligge con la condizione di emergenza vissuta dalla città. Per tanto l'amministrazione comunale ha scelto di muoversi in direzione di una gestione autonoma e indipendente varando un'ordinanza, firmata questo pomeriggio dal sindaco, che individua un altro sito di stoccaggio nell'area cittadina. Un sito che si aggiunge agli altri tre già individuati, di cui uno è pienamente operativo, l'altro sarà in funzione entro qualche giorno, mentre il terzo è in corso di allestimento. Per quanto riguarda il sito oggetto dell'ordinanza odierna (di cui si renderà nota la collocazione specifica lunedì), si tratta di un'area che consentirà il deposito e l'immediato trasferimento dei rifiuti raccolti presso la nave che li trasporterà in un paese estero”.

Lo rendono noto in un comunicato stampa il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e il vicesindaco con delega all'Ambiente Tommaso Sodano. Lunedì alle ore 12 è prevista una conferenza stampa presso la Sala della Giunta proprio sul tema.


Fonte : comunicazione.demagistris.it

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Partito del Sud - Napoli: Riceviamo direttamente dall' ufficio comunicazione del sindaco Luigi de Magistris e postiamo :



SINDACO VARA NUOVA ORDINANZA PER SITO STOCCAGGIO IN CITTA'


“La lentezza con cui viene tradotta in pratica la solidarietà dichiarata da tante Regioni confligge con la condizione di emergenza vissuta dalla città. Per tanto l'amministrazione comunale ha scelto di muoversi in direzione di una gestione autonoma e indipendente varando un'ordinanza, firmata questo pomeriggio dal sindaco, che individua un altro sito di stoccaggio nell'area cittadina. Un sito che si aggiunge agli altri tre già individuati, di cui uno è pienamente operativo, l'altro sarà in funzione entro qualche giorno, mentre il terzo è in corso di allestimento. Per quanto riguarda il sito oggetto dell'ordinanza odierna (di cui si renderà nota la collocazione specifica lunedì), si tratta di un'area che consentirà il deposito e l'immediato trasferimento dei rifiuti raccolti presso la nave che li trasporterà in un paese estero”.

Lo rendono noto in un comunicato stampa il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e il vicesindaco con delega all'Ambiente Tommaso Sodano. Lunedì alle ore 12 è prevista una conferenza stampa presso la Sala della Giunta proprio sul tema.


Fonte : comunicazione.demagistris.it

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martedì 12 luglio 2011

L'ANSA e la Repubblica s'accorgono del comunicato alla cittadinanza del Partito del Sud




Il nostro comunicato alla cittadinanza d'invito a trattenere "il secco", su richiesta fattaci pervenire dal Sindaco e la Giunta, viene diffuso dall'ANSA e sottolineato da "la Repubblica".



RIFIUTI:PARTITO DEL SUD, INCENTIVARE LA DIFFERENZIATA NAPOLI (ANSA) - NAPOLI, 9 LUG - Il Partito del Sud, insieme a L'Altro Sud, e all'associazione civica Insieme per la Rinascita, all'organizzazione sindacale UILTUCS (divisione Commercio e Turismo della UIL), chiede "di praticare in ogni abitazione, ufficio, ecc. la raccolta differenziata al proprio interno, trattenendo - il più possibile - il "secco" fino alle date suddette e depositando all'esterno solo 'l'umido". (ANSA). COM-PO/ S44 QBXO


"...Pare una guerra di trincea, un equilibrio precario, che deve durare fino a martedì sera. Così prescrive l'ordinanza regionale. Martedì infatti sono attesi i primi carichi per l'Emilia, 200 tonnellate al giorno, mentre per domani si attende il nullaosta anche della Toscana. Intanto Francesco Borrelli dei Verdi e Livio Falcone del Pd chiedono ai Comuni "di gettare acqua e disinfettanti sopra i cumuli per diminuire il cattivo odore ed evitare incendi". E il Partito del sud, formazione che ha appoggiato de Magistris, chiede che fino a martedì i cittadini trattengano almeno il secco in casa. "


Fonte: http://www.repubblica.it/



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Il nostro comunicato alla cittadinanza d'invito a trattenere "il secco", su richiesta fattaci pervenire dal Sindaco e la Giunta, viene diffuso dall'ANSA e sottolineato da "la Repubblica".



RIFIUTI:PARTITO DEL SUD, INCENTIVARE LA DIFFERENZIATA NAPOLI (ANSA) - NAPOLI, 9 LUG - Il Partito del Sud, insieme a L'Altro Sud, e all'associazione civica Insieme per la Rinascita, all'organizzazione sindacale UILTUCS (divisione Commercio e Turismo della UIL), chiede "di praticare in ogni abitazione, ufficio, ecc. la raccolta differenziata al proprio interno, trattenendo - il più possibile - il "secco" fino alle date suddette e depositando all'esterno solo 'l'umido". (ANSA). COM-PO/ S44 QBXO


"...Pare una guerra di trincea, un equilibrio precario, che deve durare fino a martedì sera. Così prescrive l'ordinanza regionale. Martedì infatti sono attesi i primi carichi per l'Emilia, 200 tonnellate al giorno, mentre per domani si attende il nullaosta anche della Toscana. Intanto Francesco Borrelli dei Verdi e Livio Falcone del Pd chiedono ai Comuni "di gettare acqua e disinfettanti sopra i cumuli per diminuire il cattivo odore ed evitare incendi". E il Partito del sud, formazione che ha appoggiato de Magistris, chiede che fino a martedì i cittadini trattengano almeno il secco in casa. "


Fonte: http://www.repubblica.it/



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lunedì 11 luglio 2011

Rai News 24 : Rifiuti e camorra

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http://www.youtube.com/watch?v=R1OG6rAaCiM
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http://www.youtube.com/watch?v=s-BKesfcoDk

Il magistrato Alfonso Sabella, Tommaso Sodano autore del libro sull' emergenza rifiuti: "La Peste", il giornalista di "Terra" Giorgio Mottola, discutono in studio con Maurizio Torrealta l'inchiesta di Angelo Saso dal titolo "Il patto della pattumiera" una inchiesta sugli incontri tra servizi segreti, camorra e commisariato per l'emergenza rifiuti.

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http://www.youtube.com/watch?v=R1OG6rAaCiM
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http://www.youtube.com/watch?v=s-BKesfcoDk

Il magistrato Alfonso Sabella, Tommaso Sodano autore del libro sull' emergenza rifiuti: "La Peste", il giornalista di "Terra" Giorgio Mottola, discutono in studio con Maurizio Torrealta l'inchiesta di Angelo Saso dal titolo "Il patto della pattumiera" una inchiesta sugli incontri tra servizi segreti, camorra e commisariato per l'emergenza rifiuti.

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venerdì 8 luglio 2011

Napoli : Comunicato alla Cittadinanza



Il Partito del Sud, unitamente agli amici de L'Altro Sud, dell'associazione civica Insieme per la Rinascita e all'organizzazione sindacale UILTUCS (divisione Commercio e Turismo della UIL), su richiesta ed indicazione del Sindaco de Magistris e della sua Giunta


CHIEDE ALLA CITTADINANZA NAPOLETANA :


In previsione dell'inizio dei primi trasferimenti dell'immondizia, presumibilmente tra Martedi 12 e Mercoledì 13 p.v., di praticare in ogni abitazione, ufficio, ecc.. la raccolta differenziata al proprio interno, trattenendo - il più possibile - il "secco" fino alle date suddette e depositando all'esterno solo "l'umido".


Tale collaborazione partecipativa allo scopo di conservare il buon livello attuale anche nei prossimi giorni, cercando di non tornare alla problematica situazione di giorni addietro. Questo sacrificio soltanto per i prossimi 4 o 5 giorni a far data da oggi.

Partito del Sud - Napoli

Venerdì 08 Luglio 2011.



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Il Partito del Sud, unitamente agli amici de L'Altro Sud, dell'associazione civica Insieme per la Rinascita e all'organizzazione sindacale UILTUCS (divisione Commercio e Turismo della UIL), su richiesta ed indicazione del Sindaco de Magistris e della sua Giunta


CHIEDE ALLA CITTADINANZA NAPOLETANA :


In previsione dell'inizio dei primi trasferimenti dell'immondizia, presumibilmente tra Martedi 12 e Mercoledì 13 p.v., di praticare in ogni abitazione, ufficio, ecc.. la raccolta differenziata al proprio interno, trattenendo - il più possibile - il "secco" fino alle date suddette e depositando all'esterno solo "l'umido".


Tale collaborazione partecipativa allo scopo di conservare il buon livello attuale anche nei prossimi giorni, cercando di non tornare alla problematica situazione di giorni addietro. Questo sacrificio soltanto per i prossimi 4 o 5 giorni a far data da oggi.

Partito del Sud - Napoli

Venerdì 08 Luglio 2011.



giovedì 7 luglio 2011

De Magistris: Napoli è pulita, a breve accordi con 15 Comuni

Il sindaco fa il punto sulla situazione della spazzaura

Il neo eletto sindaco di Napoli Luigi De Magistris fa il punto sulla situazione rifiuti e nelle sue parole spira una ventata di ottimismo, anche grazie ai 10-15 comuni che potrebbero dare a breve la loro disponibilità per il trasferimento della spazzatura.Il sindaco si augura che il meccanismo di richiesta del nulla osta alle Regioni non blocchi i contatti diretti presi con i Comuni."In 30 giorni - ha concluso De Magistris - abbiamo fatto cose che non si sono fatte in 15 anni".

Fonte: Tmnews


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Il sindaco fa il punto sulla situazione della spazzaura

Il neo eletto sindaco di Napoli Luigi De Magistris fa il punto sulla situazione rifiuti e nelle sue parole spira una ventata di ottimismo, anche grazie ai 10-15 comuni che potrebbero dare a breve la loro disponibilità per il trasferimento della spazzatura.Il sindaco si augura che il meccanismo di richiesta del nulla osta alle Regioni non blocchi i contatti diretti presi con i Comuni."In 30 giorni - ha concluso De Magistris - abbiamo fatto cose che non si sono fatte in 15 anni".

Fonte: Tmnews


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martedì 5 luglio 2011

EMERGENZA CAMPANIA: I rifiuti speciali , il Sud come pattumiera del Nord ed il silenzio dei politici meridionali

Di Erasmo Venosi
Fonte: Agorà magazine

La strumentale opposizione leghista nei confronti dell’emergenza di Napoli, dovrebbe indurre a una profonda riflessione sulla politica dei rifiuti in Italia, valutando obiettivi programmati, strumenti adottati e risultati conseguiti. Sono trascorsi 26 anni dalla direttiva 75/442, recepita in Italia con il dpr 915/82 e che rappresenta la prima norma organica in tema di rifiuti. Quattordici sono gli anni trascorsi dal decreto 22/97 che, riordinava e innovava tutta la normativa sui rifiuti. In ultimo il Codice Ambiente, che ha introdotto alcune modifiche.


Le priorità fissate nella normativa erano e sono: ridurre la produzione di rifiuti, riciclare ovvero recuperare i materiali recuperabili e infine recuperare il potenziale energetico contenuto nel materiale non recuperabile. L’obiettivo primario di riduzione dei rifiuti è stato mancato!

Siamo passati da una produzione di rifiuti solidi urbani procapite all’anno di 450 Kg nel 1996 a 541 nel 2008.I rifiuti speciali da 70 milioni di tonnellate del 1997 ai 120 di oggi! Il valore medio della raccolta differenziata è pari a circa il 31% con forti differenze tra nord , centro e sud. E proprio sui rifiuti speciali voglio fare delle osservazioni. Nelle province di Napoli e Caserta sono state scaricate nell’ultimo triennio , dieci milioni di rifiuti speciali pericolosi.

Dai Rapporti di Ispra e da quelli della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti emerge che, sono scomparsi 31 milioni di tonnellate di rifiuti speciali nel 2006. Trentuno milioni di tonnellate sono quasi l’equivalente annuo di rifiuti solidi urbani prodotti oggi in Italia. Per avere un’idea “visiva “ possiamo dire che, in termini volumetrici equivalgono a un solido alto 3000 metri con una base di 30.000 metri quadrati. L’incessante susseguirsi di indagini relative alla gestione illegale dei rifiuti speciali : indagine “Emelie” della procura di Pescara su scorie ferrose, “Eurotess” della Procura di Prato , “Terazzamento” della Procura di Reggio Calabria.

La procura di Grosseto ha scoperto che il gruppo Mercegaglia e Lucchinii ha utilizzato una società toscana per “trasformare” un milione di tonnellate di rifiuti speciali in rifiuti normali. E’ stato il Nucleo Ecologico dei Carabinieri a interrompere questa criminale pratica. A Pianura (NA) sono finiti i rifiuti dell’ACNA di Cengio (SV) la industria chimica che ha trasportato al Sud un miliardo e mezzo di fanghi tossici a base di cianuro. Ad Acerra sono stati sversati un milione di tonnellate di fanghi industriali provenienti da Porto Marghera.Tonnellate di toner esausti provenienti da Lombardia e Toscana sono finiti tra Villa Literno e Castelvolturno.

E ancora in Campania sono finiti gli scarti industriali delle industrie siderurgiche di Udine e Brescia. Allora si pone il problema di abolire nella normativa la comoda ed economica distinzione tra rifiuti solidi urbani che , possono essere smaltiti solo nella regione e rifiuti speciali che possono essere smaltiti su tutto il territorio nazionale. Le argomentazioni che confutano tale necessità , come l’esistenza d’impianti dedicati e la difficoltà di monitoraggio dei rifiuti speciali sono superabili e solo una interessata ottica di parte che, antepone una presunta competitività messa in discussione rispetto al diritto ad un ambiente salubre può accampare tali motivazioni.

Resta inoltre chiaro che, difficoltà nel trovare nuove siti per discariche e illusione tipo, quelle del dentista di Bergamo che , si trova a fare il ministro ,” bruciamo tutto” confligge con la realtà e con un minimo di serietà scientifica. Il bilancio di massa del ciclo combustibile da rifiuti/ inceneritore ovvero il rapporto tra il volume di rifiuti che entra nelle varie fasi di trattamento e il volume che, ne esce da stoccare in discarica dice che l’equivalente trasformato in CDR che entra in tre anni nell’inceneritore è restituito in rifiuto nel tempo di quattro anni. L’art 199 del Codice ambiente (dlgs 152/2006) recita che le misure da adottare devono essere tese “ alla riduzione delle quantità, dei volumi e della pericolosità dei rifiuti” e questo è tanto più vero per i rifiuti speciali specialmente quelli pericolosi che provengono dal settore industriale.

Evidente che la norma che rende i rifiuti speciali smaltibili in tutta Italia ha come “utilizzatori finali” il settore manifatturiero e consente di tessere le lodi per i Comuni che presentano altre percentuali di raccolta differenziata ma gli effetti negativi sono trasferiti prevalentemente su altre aree territoriali. L’indagine della Procura di Grosseto dimostra che anche i grandi gruppi guardano unicamente al costo di smaltimento pagando 150 euro a tonnellate alla società toscana per lo smaltimento illegale in luogo dei 500 normalmente richiesti.

Sempre la comoda normativa sui rifiuti speciali consente che il compost e il CDR proveniente dal ciclo degli RSU e rimasto invenduto , diventa rifiuto speciale da smaltire su tutto il territorio nazionale. Il Sud trasformato come pattumiera del Nord attraverso l’esternalizzazione dei costi di smaltimento consente a settori industriali del Nord di restare competitivi. La polemica leghista appare ancora più inaccettabile e forse sarebbe ora che la rappresentanza del sud presente in Parlamento iniziasse dalla modifica della normativa sui rifiuti speciali (regionalizzazione rifiuti speciali, tracciabilità attraverso l’uso delle tecnologie informatiche e bilancio di massa ) per ricondurre in un ambito di equità sociale.

Fonte: Agorà magazine


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Di Erasmo Venosi
Fonte: Agorà magazine

La strumentale opposizione leghista nei confronti dell’emergenza di Napoli, dovrebbe indurre a una profonda riflessione sulla politica dei rifiuti in Italia, valutando obiettivi programmati, strumenti adottati e risultati conseguiti. Sono trascorsi 26 anni dalla direttiva 75/442, recepita in Italia con il dpr 915/82 e che rappresenta la prima norma organica in tema di rifiuti. Quattordici sono gli anni trascorsi dal decreto 22/97 che, riordinava e innovava tutta la normativa sui rifiuti. In ultimo il Codice Ambiente, che ha introdotto alcune modifiche.


Le priorità fissate nella normativa erano e sono: ridurre la produzione di rifiuti, riciclare ovvero recuperare i materiali recuperabili e infine recuperare il potenziale energetico contenuto nel materiale non recuperabile. L’obiettivo primario di riduzione dei rifiuti è stato mancato!

Siamo passati da una produzione di rifiuti solidi urbani procapite all’anno di 450 Kg nel 1996 a 541 nel 2008.I rifiuti speciali da 70 milioni di tonnellate del 1997 ai 120 di oggi! Il valore medio della raccolta differenziata è pari a circa il 31% con forti differenze tra nord , centro e sud. E proprio sui rifiuti speciali voglio fare delle osservazioni. Nelle province di Napoli e Caserta sono state scaricate nell’ultimo triennio , dieci milioni di rifiuti speciali pericolosi.

Dai Rapporti di Ispra e da quelli della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti emerge che, sono scomparsi 31 milioni di tonnellate di rifiuti speciali nel 2006. Trentuno milioni di tonnellate sono quasi l’equivalente annuo di rifiuti solidi urbani prodotti oggi in Italia. Per avere un’idea “visiva “ possiamo dire che, in termini volumetrici equivalgono a un solido alto 3000 metri con una base di 30.000 metri quadrati. L’incessante susseguirsi di indagini relative alla gestione illegale dei rifiuti speciali : indagine “Emelie” della procura di Pescara su scorie ferrose, “Eurotess” della Procura di Prato , “Terazzamento” della Procura di Reggio Calabria.

La procura di Grosseto ha scoperto che il gruppo Mercegaglia e Lucchinii ha utilizzato una società toscana per “trasformare” un milione di tonnellate di rifiuti speciali in rifiuti normali. E’ stato il Nucleo Ecologico dei Carabinieri a interrompere questa criminale pratica. A Pianura (NA) sono finiti i rifiuti dell’ACNA di Cengio (SV) la industria chimica che ha trasportato al Sud un miliardo e mezzo di fanghi tossici a base di cianuro. Ad Acerra sono stati sversati un milione di tonnellate di fanghi industriali provenienti da Porto Marghera.Tonnellate di toner esausti provenienti da Lombardia e Toscana sono finiti tra Villa Literno e Castelvolturno.

E ancora in Campania sono finiti gli scarti industriali delle industrie siderurgiche di Udine e Brescia. Allora si pone il problema di abolire nella normativa la comoda ed economica distinzione tra rifiuti solidi urbani che , possono essere smaltiti solo nella regione e rifiuti speciali che possono essere smaltiti su tutto il territorio nazionale. Le argomentazioni che confutano tale necessità , come l’esistenza d’impianti dedicati e la difficoltà di monitoraggio dei rifiuti speciali sono superabili e solo una interessata ottica di parte che, antepone una presunta competitività messa in discussione rispetto al diritto ad un ambiente salubre può accampare tali motivazioni.

Resta inoltre chiaro che, difficoltà nel trovare nuove siti per discariche e illusione tipo, quelle del dentista di Bergamo che , si trova a fare il ministro ,” bruciamo tutto” confligge con la realtà e con un minimo di serietà scientifica. Il bilancio di massa del ciclo combustibile da rifiuti/ inceneritore ovvero il rapporto tra il volume di rifiuti che entra nelle varie fasi di trattamento e il volume che, ne esce da stoccare in discarica dice che l’equivalente trasformato in CDR che entra in tre anni nell’inceneritore è restituito in rifiuto nel tempo di quattro anni. L’art 199 del Codice ambiente (dlgs 152/2006) recita che le misure da adottare devono essere tese “ alla riduzione delle quantità, dei volumi e della pericolosità dei rifiuti” e questo è tanto più vero per i rifiuti speciali specialmente quelli pericolosi che provengono dal settore industriale.

Evidente che la norma che rende i rifiuti speciali smaltibili in tutta Italia ha come “utilizzatori finali” il settore manifatturiero e consente di tessere le lodi per i Comuni che presentano altre percentuali di raccolta differenziata ma gli effetti negativi sono trasferiti prevalentemente su altre aree territoriali. L’indagine della Procura di Grosseto dimostra che anche i grandi gruppi guardano unicamente al costo di smaltimento pagando 150 euro a tonnellate alla società toscana per lo smaltimento illegale in luogo dei 500 normalmente richiesti.

Sempre la comoda normativa sui rifiuti speciali consente che il compost e il CDR proveniente dal ciclo degli RSU e rimasto invenduto , diventa rifiuto speciale da smaltire su tutto il territorio nazionale. Il Sud trasformato come pattumiera del Nord attraverso l’esternalizzazione dei costi di smaltimento consente a settori industriali del Nord di restare competitivi. La polemica leghista appare ancora più inaccettabile e forse sarebbe ora che la rappresentanza del sud presente in Parlamento iniziasse dalla modifica della normativa sui rifiuti speciali (regionalizzazione rifiuti speciali, tracciabilità attraverso l’uso delle tecnologie informatiche e bilancio di massa ) per ricondurre in un ambito di equità sociale.

Fonte: Agorà magazine


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lunedì 4 luglio 2011

RIFIUTI, DE MAGISTRIS: SITUAZIONE MIGLIORA GIORNO DOPO GIORNO

"La situazione sta migliorando giorno dopo giorno, con sforzi enormi portati avanti quasi in solitudine dopo che il governo ha approvato un decreto legge pilatesco. Esprimo grande soddisfazione per l'intesa avuta con il Comune di Genova. Stiamo facendo un grande lavoro per uscire dall'emergenza che abbiamo ereditato e per attuare il nostro piano rivoluzionario in materia ambientale, che si fonda sulla raccolta differenziata porta a porta e sul compostaggio". Lo ha dichiarato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ai microfoni di SkyTg 24.


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"La situazione sta migliorando giorno dopo giorno, con sforzi enormi portati avanti quasi in solitudine dopo che il governo ha approvato un decreto legge pilatesco. Esprimo grande soddisfazione per l'intesa avuta con il Comune di Genova. Stiamo facendo un grande lavoro per uscire dall'emergenza che abbiamo ereditato e per attuare il nostro piano rivoluzionario in materia ambientale, che si fonda sulla raccolta differenziata porta a porta e sul compostaggio". Lo ha dichiarato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ai microfoni di SkyTg 24.


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domenica 3 luglio 2011

Rifiuti/ De Magistris: Napoli non ha bisogno di Calderoli

Parole ministro mix di razzismo, miopia e allucinazione

Rifiuti/ De Magistris: Napoli non ha bisogno di Calderoli

Napoli, 2 lug. (TMNews) - "Napoli ha già sofferto a sufficienza per l´incapacità politico-amministrativa nazionale e locale, non si merita anche il ministro Calderoli nella versione epuratore padano". Lo scrive su Facebook il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che aggiunge: "L´intervista rilasciata a La Repubblica è un mix di razzismo, miopia, allucinazione. Parole offensive e pericolose, completamente estranee alla realtà dei fatti. Voglio, dunque, rassicurare il ministro Calderoli: Napoli - aggiunge il sindaco - non ha bisogno di lui né tantomeno di una nuova stagione emergenziale, che lo veda magari anche commissario ai rifiuti".

Per de Magistris: "Sarebbe un doppio danno per i cittadini e le cittadine della nostra città. Napoli non ha bisogno - ribadisce - delle discariche e degli inceneritori che distruggono l´ambiente e la salute pubblica. Napoli non ha bisogno del livore xenofobo di Calderoli e simili".

Al contrario, Napoli e i napoletani "conoscono perfettamente ciò di cui hanno bisogno e lo realizzeranno, offrendo al Paese una lezione di coraggio e dignità. Si tratta di un ciclo nuovo ed ecocompatibile, fondato sulla raccolta differenziata avanzata e diffusa (che estenderemo a tutta la città per arrivare, entro l´anno, al 70%) e - aggiunge de Mahistris - sugli impianti di compostaggio, che procederemo a realizzare prima di quanto Calderoli stesso possa immaginare. Napoli, in questo momento, ha solo bisogno della solidarietà momentanea delle altre Regioni per poter uscire dalla criticità che sta vivendo e che, come nuovi amministratori, abbiamo ereditato. Napoli infatti lavorerà alla costruzione di una sua autonomia nella gestione dei rifiuti per non dipendere più da nessuno", conclude.

Fonte: TMnews

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Parole ministro mix di razzismo, miopia e allucinazione

Rifiuti/ De Magistris: Napoli non ha bisogno di Calderoli

Napoli, 2 lug. (TMNews) - "Napoli ha già sofferto a sufficienza per l´incapacità politico-amministrativa nazionale e locale, non si merita anche il ministro Calderoli nella versione epuratore padano". Lo scrive su Facebook il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che aggiunge: "L´intervista rilasciata a La Repubblica è un mix di razzismo, miopia, allucinazione. Parole offensive e pericolose, completamente estranee alla realtà dei fatti. Voglio, dunque, rassicurare il ministro Calderoli: Napoli - aggiunge il sindaco - non ha bisogno di lui né tantomeno di una nuova stagione emergenziale, che lo veda magari anche commissario ai rifiuti".

Per de Magistris: "Sarebbe un doppio danno per i cittadini e le cittadine della nostra città. Napoli non ha bisogno - ribadisce - delle discariche e degli inceneritori che distruggono l´ambiente e la salute pubblica. Napoli non ha bisogno del livore xenofobo di Calderoli e simili".

Al contrario, Napoli e i napoletani "conoscono perfettamente ciò di cui hanno bisogno e lo realizzeranno, offrendo al Paese una lezione di coraggio e dignità. Si tratta di un ciclo nuovo ed ecocompatibile, fondato sulla raccolta differenziata avanzata e diffusa (che estenderemo a tutta la città per arrivare, entro l´anno, al 70%) e - aggiunge de Mahistris - sugli impianti di compostaggio, che procederemo a realizzare prima di quanto Calderoli stesso possa immaginare. Napoli, in questo momento, ha solo bisogno della solidarietà momentanea delle altre Regioni per poter uscire dalla criticità che sta vivendo e che, come nuovi amministratori, abbiamo ereditato. Napoli infatti lavorerà alla costruzione di una sua autonomia nella gestione dei rifiuti per non dipendere più da nessuno", conclude.

Fonte: TMnews

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venerdì 1 luglio 2011

Ma dal Nord Italia continuano a giungere rifiuti speciali al Sud

“Il perpetuarsi del conferimento dal nord verso la Campania di rifiuti speciali è a dir poco paradossale”.
Lo affermano, riprendendo l’allarme dell’Isde, medici per l’ambiente e alcuni organi di stampa, i componenti della commissione regionale sulle ecomafie e siti smaltimento rifiuti al termine della riunione svoltasi nelle ultime ore cui erano presenti il Presidente Amato, il vicepresidente Amente, il segretario Gabriele, i commissari Aveta, Consoli, Mucciolo e Valiante Presidente della Commissione Anticamorra.
“Apprendiamo che mentre si continua a fare dietrologia e becero propagandismo sul conferimento dei rifiuti urbani napoletani fuori regione, i rifiuti speciali e pericolosi continuano ad essere sversati “legalmente” in Campania.

Flussi a cui si aggiungono quelli tristemente noti delle ecomafie” affermano i consiglieri regionali.
“Intendiamo fare chiarezza su questa vicenda con l’Assessore all’ambiente e gli uffici dell’Arpac - aggiungono - anche per capire luoghi, procedure e modalità di questi sversamenti”.
“Di certo - concludono i componenti della commissione - appare paradossale che mentre dal nord si affrettano a puntare il dito contro le nostre inefficienze, siano poi tanto zelanti a inviarci i loro rifiuti speciali. C’é bisogno allora di una grande operazione verità”.


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“Il perpetuarsi del conferimento dal nord verso la Campania di rifiuti speciali è a dir poco paradossale”.
Lo affermano, riprendendo l’allarme dell’Isde, medici per l’ambiente e alcuni organi di stampa, i componenti della commissione regionale sulle ecomafie e siti smaltimento rifiuti al termine della riunione svoltasi nelle ultime ore cui erano presenti il Presidente Amato, il vicepresidente Amente, il segretario Gabriele, i commissari Aveta, Consoli, Mucciolo e Valiante Presidente della Commissione Anticamorra.
“Apprendiamo che mentre si continua a fare dietrologia e becero propagandismo sul conferimento dei rifiuti urbani napoletani fuori regione, i rifiuti speciali e pericolosi continuano ad essere sversati “legalmente” in Campania.

Flussi a cui si aggiungono quelli tristemente noti delle ecomafie” affermano i consiglieri regionali.
“Intendiamo fare chiarezza su questa vicenda con l’Assessore all’ambiente e gli uffici dell’Arpac - aggiungono - anche per capire luoghi, procedure e modalità di questi sversamenti”.
“Di certo - concludono i componenti della commissione - appare paradossale che mentre dal nord si affrettano a puntare il dito contro le nostre inefficienze, siano poi tanto zelanti a inviarci i loro rifiuti speciali. C’é bisogno allora di una grande operazione verità”.


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Luigi de Magistris, da Napoli riguardo i rifiuti presto daremo dispiaceri alla Lega


http://www.youtube.com/watch?v=1bI19yoeDFc


Napoli, 30 giu. - (Adnkronos) - Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris definisce «inaccettabili» le dichiarazioni del leader della Lega Umberto Bossi «sui napotelani che non hanno capito la lezione». «A Bossi daremo dispiaceri nei prossimi mesi. Dimostreremo che il Sud non è la palla al piede del Paese. È quello che temono la Lega e gli imprenditori legati alla Lega», aggiunge de Magistris.
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http://www.youtube.com/watch?v=1bI19yoeDFc


Napoli, 30 giu. - (Adnkronos) - Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris definisce «inaccettabili» le dichiarazioni del leader della Lega Umberto Bossi «sui napotelani che non hanno capito la lezione». «A Bossi daremo dispiaceri nei prossimi mesi. Dimostreremo che il Sud non è la palla al piede del Paese. È quello che temono la Lega e gli imprenditori legati alla Lega», aggiunge de Magistris.

giovedì 30 giugno 2011

De Magistris, Sodano, Del Giudice e Rossi raccontano i primi 15 giorni di emergenza della Napoli liberata


Luigi De Magistris, Tommaso Sodano, Raphael Rossi e Raffaele Del Giudice: quattro uomini per mettere fine a diciotto anni di emergenza rifiuti. Riusciranno gli ambientalisti di palazzo San Giacomo a vincere le lobby della spazzatura e le cricche dell' immondizia?













Il primo round sembra averlo vinto Luigi De Magistris, il nuovo sindaco di Napoli, ma il lungo match dell’ emergenza rifiuti – che va avanti quasi da diciotto anni – è ben lungi dall’ essere vinto. L’ex-pm è fiducioso e dichiara a tutti i microfoni “Napoli diventerà autonoma” emancipandosi da Provincia, Regione e Governo per la gestione della spazzatura. Fa affidamento allo storico orgoglio napoletano e alla capacità dei cittadini partenopei di “darsi da fare”, ma soprattutto sulla task-force ambientalista che ha messo in piedi per combattere il primo dramma della terza città d’ Italia.

Tutti gli uomini del Sindaco

Oggi, il centro di Napoli è pulito. La periferia, invece, soffre ancora sotto tonnellate di rifiuti, 1380 la giacenza non raccolta. Per il sesto giorno di fila, come rende noto il neo-presidente di Asia, Rapahel Rossi, vi è stata la diminuzione della quantità di spazzatura in strada. Grazie alla possibilità di sversare negli impianti di Chiaiano, Giugliano, Tufino, e nei siti di trasferenza a Caivano e Acerra, la società municipalizzata addetta alla raccolta dei rifiuti è riuscita – lavorando 24 ore su 24 – a dare respiro all’ intera città. Rimane critica la situazione a Soccavo e Pianura, con 200 tonnellate a terra, altrettante a Fuorigrotta. Difficile la situazione anche a Napoli est: tra i quartieri di Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio si registrano ancora 250 tonnellate non raccolte.

Miracolo napoletano? Luigi De Magistris ne va fiero, ma l’ allerta è per domani, quando gli Stir saranno nuovamente saturi. Regione e Provincia, che hanno la responsabilità sulla gestione dei flussi e degli impianti, non hanno ancora reso note soluzioni. Nel Consiglio di Ministri di domani, nonostante le polemiche per la mancata messa all’ordine del giorno del decreto rifiuti, il ministro dell’ ambienteStefania Prestigiacomo ha assicurato che la questione sarà discussa.

Al momento, sono quattro gli uomini su cui grava il peso di risolvere l’ emergenza rifiuti a Napoli. Il primo, ovviamente, è proprio Luigi De Magistris – che ha incentrato parte della sua campagna elettorale proprio sulla necessità di realizzare un ciclo virtuoso dei rifiuti in città. Subito sotto troviamo il vice-sindaco e assessore all’ Ambiente, Tommaso Sodano. Infine, ci sono due pezzi da novanta dell’ ambientalismo – Rapahel Rossi, presidente di Asia voluto direttamente dal sindaco e al centro di una rara vicenda di legalità all’ Amiat di Torino (dove denunciò mazzete e spreco di denaro pubblico per milioni di euro) a cui si affianca Raffaele Del Giudice, il direttore di Legambiente Campania e volto carismatico delle battaglie contro discariche e inceneritori. Il nodo gordiano è la messa in atto dellaraccolta differenziata spinta: un progetto ambizioso in una città come Napoli, dove finanche la raccolta del “tal quale” sembra impossibile.

Autonomia” è la parola d’ ordine per Luigi De Magistris. Dopo il colpo basso leghista, dopo che Napoli è stata lasciata a marcire sotto tonnellate di rifiuti per giorni senza che il Governo accennasse a intervenire – e dopo i sospetti di boicottaggio del piano di raccolta differenziata – il primo cittadino decide di imboccare la strada della gestione indipendente del ciclo dei rifiuti. L’ ex-pm è convinto di aver portato una rivoluzione a palazzo San Giacomo, di aver rotto i rapporti tra la politica napoletana e la camorra e di aver scatenato la reazione tremenda delle lobby economiche e dei potentati locali, che stanno facendo di tutto per mettere in difficoltà la sua amministrazione.

Il vice-sindaco Tommaso Sodano, ex-presidente della Commissione Ambiente del Senato, ha da subito predisposto un piano di emergenza per l’ inizio della raccolta differenziata in tutti i quartieri di Napoli, anche in quelli dove non sarà da subito disponibile il servizio Porta a Porta. Si tratta delle isole ecologiche mobili, postazioni in grado di essere spostate in città e che permettono il riciclo di carta, plastica, multimateriale, ma anche pile e farmaci scaduti. Insomma, come afferma l’ assessore all’ Ambiente, si tratta di “educare gradualmente la popolazione a effettuare la differenziata”. Una grande sfida in vista dell’ allargamento del Porta a Porta a tutta la città.

La nomina di Raphael Rossi come nuovo presidente di Asia è stata uno dei primi atti della Giunta Comunale, segno della forte volontà di dare una sterzata alla gestione della società che per anni Daniele Fortini aveva guidato nella scellerata gestione di discariche e il tentativo di costruire inceneritori. Rossi viene da Torino, dove era stato vice-presidente dell’ Amiat (Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino) e dove aveva denunciato l’ acquisto di macchinari inutili e costosi per i cittadini. La vicenda fu al centro di una puntata di Report, la trasmissione giornalistica di Raitre condotta da Milena Gabanelli, in cui si ricostruì anche il licenziamento di Raphael Rossi a seguito del rifiuto di una mazzetta per il suo silenzio sull’ illecito. Si tratta anche di un tecnico di notevole spessore, grazie al quale la raccolta differenziata Porta a Porta ha raggiunto enormi livelli di incidenza a Torino. Rossi aveva già preso parte, nel 2007, all’ elaborazione di un piano per la Raccolta Differenziata a Napoli, soltanto parzialmente attuato dalla precedente amministrazione. Ora tocca a lui metterlo in pratica.



continua su: http://www.fanpage.it/la-task-force-de-magistris-contro-i-rifiuti-e-il-piano-per-la-raccolta-differenziata-a-napoli/#ixzz1Qlka7jNN
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Luigi De Magistris, Tommaso Sodano, Raphael Rossi e Raffaele Del Giudice: quattro uomini per mettere fine a diciotto anni di emergenza rifiuti. Riusciranno gli ambientalisti di palazzo San Giacomo a vincere le lobby della spazzatura e le cricche dell' immondizia?













Il primo round sembra averlo vinto Luigi De Magistris, il nuovo sindaco di Napoli, ma il lungo match dell’ emergenza rifiuti – che va avanti quasi da diciotto anni – è ben lungi dall’ essere vinto. L’ex-pm è fiducioso e dichiara a tutti i microfoni “Napoli diventerà autonoma” emancipandosi da Provincia, Regione e Governo per la gestione della spazzatura. Fa affidamento allo storico orgoglio napoletano e alla capacità dei cittadini partenopei di “darsi da fare”, ma soprattutto sulla task-force ambientalista che ha messo in piedi per combattere il primo dramma della terza città d’ Italia.

Tutti gli uomini del Sindaco

Oggi, il centro di Napoli è pulito. La periferia, invece, soffre ancora sotto tonnellate di rifiuti, 1380 la giacenza non raccolta. Per il sesto giorno di fila, come rende noto il neo-presidente di Asia, Rapahel Rossi, vi è stata la diminuzione della quantità di spazzatura in strada. Grazie alla possibilità di sversare negli impianti di Chiaiano, Giugliano, Tufino, e nei siti di trasferenza a Caivano e Acerra, la società municipalizzata addetta alla raccolta dei rifiuti è riuscita – lavorando 24 ore su 24 – a dare respiro all’ intera città. Rimane critica la situazione a Soccavo e Pianura, con 200 tonnellate a terra, altrettante a Fuorigrotta. Difficile la situazione anche a Napoli est: tra i quartieri di Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio si registrano ancora 250 tonnellate non raccolte.

Miracolo napoletano? Luigi De Magistris ne va fiero, ma l’ allerta è per domani, quando gli Stir saranno nuovamente saturi. Regione e Provincia, che hanno la responsabilità sulla gestione dei flussi e degli impianti, non hanno ancora reso note soluzioni. Nel Consiglio di Ministri di domani, nonostante le polemiche per la mancata messa all’ordine del giorno del decreto rifiuti, il ministro dell’ ambienteStefania Prestigiacomo ha assicurato che la questione sarà discussa.

Al momento, sono quattro gli uomini su cui grava il peso di risolvere l’ emergenza rifiuti a Napoli. Il primo, ovviamente, è proprio Luigi De Magistris – che ha incentrato parte della sua campagna elettorale proprio sulla necessità di realizzare un ciclo virtuoso dei rifiuti in città. Subito sotto troviamo il vice-sindaco e assessore all’ Ambiente, Tommaso Sodano. Infine, ci sono due pezzi da novanta dell’ ambientalismo – Rapahel Rossi, presidente di Asia voluto direttamente dal sindaco e al centro di una rara vicenda di legalità all’ Amiat di Torino (dove denunciò mazzete e spreco di denaro pubblico per milioni di euro) a cui si affianca Raffaele Del Giudice, il direttore di Legambiente Campania e volto carismatico delle battaglie contro discariche e inceneritori. Il nodo gordiano è la messa in atto dellaraccolta differenziata spinta: un progetto ambizioso in una città come Napoli, dove finanche la raccolta del “tal quale” sembra impossibile.

Autonomia” è la parola d’ ordine per Luigi De Magistris. Dopo il colpo basso leghista, dopo che Napoli è stata lasciata a marcire sotto tonnellate di rifiuti per giorni senza che il Governo accennasse a intervenire – e dopo i sospetti di boicottaggio del piano di raccolta differenziata – il primo cittadino decide di imboccare la strada della gestione indipendente del ciclo dei rifiuti. L’ ex-pm è convinto di aver portato una rivoluzione a palazzo San Giacomo, di aver rotto i rapporti tra la politica napoletana e la camorra e di aver scatenato la reazione tremenda delle lobby economiche e dei potentati locali, che stanno facendo di tutto per mettere in difficoltà la sua amministrazione.

Il vice-sindaco Tommaso Sodano, ex-presidente della Commissione Ambiente del Senato, ha da subito predisposto un piano di emergenza per l’ inizio della raccolta differenziata in tutti i quartieri di Napoli, anche in quelli dove non sarà da subito disponibile il servizio Porta a Porta. Si tratta delle isole ecologiche mobili, postazioni in grado di essere spostate in città e che permettono il riciclo di carta, plastica, multimateriale, ma anche pile e farmaci scaduti. Insomma, come afferma l’ assessore all’ Ambiente, si tratta di “educare gradualmente la popolazione a effettuare la differenziata”. Una grande sfida in vista dell’ allargamento del Porta a Porta a tutta la città.

La nomina di Raphael Rossi come nuovo presidente di Asia è stata uno dei primi atti della Giunta Comunale, segno della forte volontà di dare una sterzata alla gestione della società che per anni Daniele Fortini aveva guidato nella scellerata gestione di discariche e il tentativo di costruire inceneritori. Rossi viene da Torino, dove era stato vice-presidente dell’ Amiat (Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino) e dove aveva denunciato l’ acquisto di macchinari inutili e costosi per i cittadini. La vicenda fu al centro di una puntata di Report, la trasmissione giornalistica di Raitre condotta da Milena Gabanelli, in cui si ricostruì anche il licenziamento di Raphael Rossi a seguito del rifiuto di una mazzetta per il suo silenzio sull’ illecito. Si tratta anche di un tecnico di notevole spessore, grazie al quale la raccolta differenziata Porta a Porta ha raggiunto enormi livelli di incidenza a Torino. Rossi aveva già preso parte, nel 2007, all’ elaborazione di un piano per la Raccolta Differenziata a Napoli, soltanto parzialmente attuato dalla precedente amministrazione. Ora tocca a lui metterlo in pratica.



continua su: http://www.fanpage.it/la-task-force-de-magistris-contro-i-rifiuti-e-il-piano-per-la-raccolta-differenziata-a-napoli/#ixzz1Qlka7jNN
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mercoledì 29 giugno 2011

Luigi de Magistris, con i lavoratori della Asia per l'avvio della raccolta


http://www.youtube.com/watch?v=icdCZxi5-A4

Questa mattina ho incontrato i lavoratori dell'Asia presso l'area di rimessaggio di via Volpicella, nella zona di Barra, insieme al vicesindaco e assessore all'Ambiente Tommaso Sodano. E' stata un'occasione importante per esprimere la gratitudine dell'amministrazione comunale nei confronti dei lavoratori dell'Asia, che stanno mettendo in atto uno sforzo straordinario per liberare Napoli dall'immondizia. Da settimane si sta procedendo ad una raccolta eccezionale 24 ore su 24, attuata tra mille difficoltà e boicottaggi secondo quanto stabilito dall'ordinanza sindacale della scorsa settimana. Napoli DEVE essere pulita e DEVE diventare protagonista di una svolta nel ciclo dei rifiuti, che consenta di realizzare una raccolta differenziata estesa, superando la filiera discariche-inceneritori.


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http://www.youtube.com/watch?v=icdCZxi5-A4

Questa mattina ho incontrato i lavoratori dell'Asia presso l'area di rimessaggio di via Volpicella, nella zona di Barra, insieme al vicesindaco e assessore all'Ambiente Tommaso Sodano. E' stata un'occasione importante per esprimere la gratitudine dell'amministrazione comunale nei confronti dei lavoratori dell'Asia, che stanno mettendo in atto uno sforzo straordinario per liberare Napoli dall'immondizia. Da settimane si sta procedendo ad una raccolta eccezionale 24 ore su 24, attuata tra mille difficoltà e boicottaggi secondo quanto stabilito dall'ordinanza sindacale della scorsa settimana. Napoli DEVE essere pulita e DEVE diventare protagonista di una svolta nel ciclo dei rifiuti, che consenta di realizzare una raccolta differenziata estesa, superando la filiera discariche-inceneritori.


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martedì 28 giugno 2011

Presidio piazza del Plebiscito Napoli per de Magistris


https://www.youtube.com/watch?v=3jtePYJyB8I&feature=player_embedded#at=46
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https://www.youtube.com/watch?v=3jtePYJyB8I&feature=player_embedded#at=46

Attendono il colera per Napoli .

Fonte: www.nuovasocieta.it

di Diego Novelli

D'altra parte da chi pensa che i disgraziati che fuggono dal Nord Africa per raggiungere Lampedusa attraverso il canale della morte vanno fermati con le mitragliatrici, cosa possiamo ancora aspettarci? E questi personaggi seggono sui banchi del Governo della nostra Repubblica.

Ciò che sta accadendo a Napoli ne è una ennesima conferma.

Il Consiglio dei Ministri deve da giorni votare un decreto legge che autorizzi il trasporto dell'immondizia che giace nelle strade del capoluogo partenopeo, all'esterno della regione campana.

Questo atto, sicuramente di carattere emergenziale, non risolutivo, ma comunque valido per alleggerire la disperata situazione esistente (siamo di fronte al rischio di gravi epidemie) è stato bloccato da giorni dal ministro leghista Calderoli, quello che ha la faccia da Gianduja, caratterizzata da un permanente sorriso ebete.

Nessun ministro di questo sciagurato governo è insorto, se non altro per respingere un volgare, disgustoso ricatto, cinicamente messo in atto (per usare il raffinato linguaggio di Bossi) per verificare se Berlusconi tiene "oppure se se la fa sotto".

Di fronte al rischio del colera che può colpire una città (Napoli questa triste esperienza l'ha già conosciuta) ci sono dei miserabili individui che giocano le loro ultime carte sulla pelle di centinaia di migliaia di esseri umani.

Dietro ai fatti gravi di Napoli è più che evidente che si muovono interessi sporchi pilotati dalla camorra.

L'intrepido ministro dell'Interno, osannato a Pontida, invocato come futuro Presidente del Consiglio, tace.

Ma non ci sono sufficienti motivi di ordine pubblico per intervenire onde sbloccare la situazione?

La televisione ci mostra ogni giorno scene sconcertanti. Gruppi di persone, giovani e non, che tranquillamente davanti agli occhi impassibili della polizia in assetto anti-sommossa, cospargono per protesta le strade della città di immondizia. Rovesciano cassonetti, incendiano cumuli di rifiuti, provocando il diffondersi di velenose nuvole di diossina.

Se il governo ricattato dalla Lega è irresponsabilmente immobile, non si può dire che di fronte allo squallore che oggi offre Napoli, terza città d'Italia, ci sia stata l'indignazione, la ribellione civile che ci si poteva attendere soprattutto dalle forze politiche.

Ma coloro che ci rappresentano in Parlamento non hanno nulla da dire, da fare, da smuovere sia a Palazzo Chigi sia al Quirinale?

Qualcuno di questi "impiegati della politica" (non sono stati eletti, ma nominati dai vertici dei loro partiti) per le vicende della Tav è giunto a chiedere la militarizzazione della zona della Valle di Susa interessata al primo "buco di servizio".

Ora, di fronte ad una città che corre addirittura il pericolo del colera, voltano la faccia dall'altra parte. Non avvertono un senso di vergogna?

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Fonte: www.nuovasocieta.it

di Diego Novelli

D'altra parte da chi pensa che i disgraziati che fuggono dal Nord Africa per raggiungere Lampedusa attraverso il canale della morte vanno fermati con le mitragliatrici, cosa possiamo ancora aspettarci? E questi personaggi seggono sui banchi del Governo della nostra Repubblica.

Ciò che sta accadendo a Napoli ne è una ennesima conferma.

Il Consiglio dei Ministri deve da giorni votare un decreto legge che autorizzi il trasporto dell'immondizia che giace nelle strade del capoluogo partenopeo, all'esterno della regione campana.

Questo atto, sicuramente di carattere emergenziale, non risolutivo, ma comunque valido per alleggerire la disperata situazione esistente (siamo di fronte al rischio di gravi epidemie) è stato bloccato da giorni dal ministro leghista Calderoli, quello che ha la faccia da Gianduja, caratterizzata da un permanente sorriso ebete.

Nessun ministro di questo sciagurato governo è insorto, se non altro per respingere un volgare, disgustoso ricatto, cinicamente messo in atto (per usare il raffinato linguaggio di Bossi) per verificare se Berlusconi tiene "oppure se se la fa sotto".

Di fronte al rischio del colera che può colpire una città (Napoli questa triste esperienza l'ha già conosciuta) ci sono dei miserabili individui che giocano le loro ultime carte sulla pelle di centinaia di migliaia di esseri umani.

Dietro ai fatti gravi di Napoli è più che evidente che si muovono interessi sporchi pilotati dalla camorra.

L'intrepido ministro dell'Interno, osannato a Pontida, invocato come futuro Presidente del Consiglio, tace.

Ma non ci sono sufficienti motivi di ordine pubblico per intervenire onde sbloccare la situazione?

La televisione ci mostra ogni giorno scene sconcertanti. Gruppi di persone, giovani e non, che tranquillamente davanti agli occhi impassibili della polizia in assetto anti-sommossa, cospargono per protesta le strade della città di immondizia. Rovesciano cassonetti, incendiano cumuli di rifiuti, provocando il diffondersi di velenose nuvole di diossina.

Se il governo ricattato dalla Lega è irresponsabilmente immobile, non si può dire che di fronte allo squallore che oggi offre Napoli, terza città d'Italia, ci sia stata l'indignazione, la ribellione civile che ci si poteva attendere soprattutto dalle forze politiche.

Ma coloro che ci rappresentano in Parlamento non hanno nulla da dire, da fare, da smuovere sia a Palazzo Chigi sia al Quirinale?

Qualcuno di questi "impiegati della politica" (non sono stati eletti, ma nominati dai vertici dei loro partiti) per le vicende della Tav è giunto a chiedere la militarizzazione della zona della Valle di Susa interessata al primo "buco di servizio".

Ora, di fronte ad una città che corre addirittura il pericolo del colera, voltano la faccia dall'altra parte. Non avvertono un senso di vergogna?

lunedì 27 giugno 2011

Rifiuti: a Napoli migliora la situazione, ma solo in alcuni quartieri. De Magistris: "Meraviglieremo tutti"

Va lentamente migliorando la situazione in alcuni quartieri di Napoli. Continuano a diminuire le tonnellate di rifiuti in giacenza e sono 1.550 le tonnellate di immondizia non raccolte contro le 1.720 di domenica. Il centro del capoluogo campano appare oggi più pulito anche se la situazione resta critica nelle periferie. Secondo quanto rende noto l'Asia, la partecipata del Comune che provvede alla raccolta dei rifiuti in città, ci sono alcuni quartiere come il Vomero e l'Arenella in cui le giacenze sono quasi azzerate. Situazione più difficile, invece, nella zona occidentale, ossia nei quartieri Pianura, Soccavo, Fuorigrotta, Bagnoli e San Pietro a Patierno. Difficile anche la zona orientale, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio e Barra e nella municipalità Stella-San Carlo all'Arena che coprono la zona del centro storico e dei Quartieri Spagnoli. La raccolta straordinaria che prosegue 24 ore su 24, disposta da una ordinanza del sindaco Luigi De Magistris, sta dando i suoi risultati anche se certamente non si può sostenere che Napoli sia pulita. Anche lo stesso primo cittadino oggi, parlando con i giornalisti, ha affermato che occorre continuare a lavorare non anticipando quali saranno i prossimi passi dell'amministrazione comunale.
De Magistris: "Stiamo lavorando, Napoli meraviglierà tutti" - Il Comune di Napoli sta lavorando senza sosta per risolvere l'emergenza rifiuti e per fare in modo che si attui una "rivoluzione" nel modo di governare che desti in tutti meraviglia. Il progetto è ambizioso anche se il sindaco Luigi De Magistris soprattutto in merito all'emergenza rifiuti preferisce non spiegare nei minimi particolari le azioni adottate dalla sua giunta sperando in un risultato finale più che positivo e confidando in una sorta di "rivoluzione". "Stiamo lavorando e la situazione in città migliora. I napoletani si renderanno conto, un po' alla volta, del lavoro che stiamo facendo. Non intendo informare preventivamente di tutti i passi che facciamo perché sono passi importanti e rivoluzionari e, siccome gli ostacoli non sono pochi, vogliamo che i cittadini sappiano un po' alla volta. Poi - ha aggiunto De Magistris - anche i risultati di questi giorni preferisco non commentarli perché dobbiamo consolidare e assestare il lavoro che stiamo facendo".

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Va lentamente migliorando la situazione in alcuni quartieri di Napoli. Continuano a diminuire le tonnellate di rifiuti in giacenza e sono 1.550 le tonnellate di immondizia non raccolte contro le 1.720 di domenica. Il centro del capoluogo campano appare oggi più pulito anche se la situazione resta critica nelle periferie. Secondo quanto rende noto l'Asia, la partecipata del Comune che provvede alla raccolta dei rifiuti in città, ci sono alcuni quartiere come il Vomero e l'Arenella in cui le giacenze sono quasi azzerate. Situazione più difficile, invece, nella zona occidentale, ossia nei quartieri Pianura, Soccavo, Fuorigrotta, Bagnoli e San Pietro a Patierno. Difficile anche la zona orientale, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio e Barra e nella municipalità Stella-San Carlo all'Arena che coprono la zona del centro storico e dei Quartieri Spagnoli. La raccolta straordinaria che prosegue 24 ore su 24, disposta da una ordinanza del sindaco Luigi De Magistris, sta dando i suoi risultati anche se certamente non si può sostenere che Napoli sia pulita. Anche lo stesso primo cittadino oggi, parlando con i giornalisti, ha affermato che occorre continuare a lavorare non anticipando quali saranno i prossimi passi dell'amministrazione comunale.
De Magistris: "Stiamo lavorando, Napoli meraviglierà tutti" - Il Comune di Napoli sta lavorando senza sosta per risolvere l'emergenza rifiuti e per fare in modo che si attui una "rivoluzione" nel modo di governare che desti in tutti meraviglia. Il progetto è ambizioso anche se il sindaco Luigi De Magistris soprattutto in merito all'emergenza rifiuti preferisce non spiegare nei minimi particolari le azioni adottate dalla sua giunta sperando in un risultato finale più che positivo e confidando in una sorta di "rivoluzione". "Stiamo lavorando e la situazione in città migliora. I napoletani si renderanno conto, un po' alla volta, del lavoro che stiamo facendo. Non intendo informare preventivamente di tutti i passi che facciamo perché sono passi importanti e rivoluzionari e, siccome gli ostacoli non sono pochi, vogliamo che i cittadini sappiano un po' alla volta. Poi - ha aggiunto De Magistris - anche i risultati di questi giorni preferisco non commentarli perché dobbiamo consolidare e assestare il lavoro che stiamo facendo".

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Il Codacons contro la Lega Nord per il no al decreto rifiuti

di: Rosario Scavetta

ROMA - Il Codacons presentera' una denuncia al Tribunale dei ministri e alla Procura della Repubblica di Napoli contro i ministri della Lega Nord, ipotizzando i reati di concorso in omissione di atti dovuti ed epidemia colposa. "La strenua opposizione della Lega al decreto del Governo sull'emergenza rifiuti, rappresenta un atto amministrativo, che si concretizzera' all'interno di un organo non politico quale e' il Consiglio dei ministri e come tale puo' essere contestato nelle sedi opportune - spiega il Codacons -. Di fronte alla gravissima situazione di Napoli, opporsi al trasferimento dei rifiuti nelle altre regioni italiane contribuisce ad alimentare l'emergenza e ad accrescere il pericolo di epidemie e danni alla salute per i cittadini. Per tale motivo domani depositeremo una denuncia contro la decisione della Lega e dei ministri che appartengono al partito di non votare il decreto in Consiglio dei ministri, e chiederemo alla Procura e al Tribunale dei ministri di indagare per concorso in omissione di atti dovuti ed epidemia colposa.

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di: Rosario Scavetta

ROMA - Il Codacons presentera' una denuncia al Tribunale dei ministri e alla Procura della Repubblica di Napoli contro i ministri della Lega Nord, ipotizzando i reati di concorso in omissione di atti dovuti ed epidemia colposa. "La strenua opposizione della Lega al decreto del Governo sull'emergenza rifiuti, rappresenta un atto amministrativo, che si concretizzera' all'interno di un organo non politico quale e' il Consiglio dei ministri e come tale puo' essere contestato nelle sedi opportune - spiega il Codacons -. Di fronte alla gravissima situazione di Napoli, opporsi al trasferimento dei rifiuti nelle altre regioni italiane contribuisce ad alimentare l'emergenza e ad accrescere il pericolo di epidemie e danni alla salute per i cittadini. Per tale motivo domani depositeremo una denuncia contro la decisione della Lega e dei ministri che appartengono al partito di non votare il decreto in Consiglio dei ministri, e chiederemo alla Procura e al Tribunale dei ministri di indagare per concorso in omissione di atti dovuti ed epidemia colposa.

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