giovedì 1 ottobre 2020

Valutazioni del Direttivo Regionale Campania del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti sulle ultime elezioni regionali e il percorso da intraprendere in vista delle prossime elezioni comunali di Napoli, Caserta e Salerno.

 Napoli, 30/09/2020

COMUNICATO STAMPA


Valutazioni del Direttivo Regionale del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti sulle ultime elezioni regionali e il percorso da intraprendere in vista delle prossime elezioni comunali di Napoli, Caserta e Salerno.

TERRA E' L'INIZIO DI UN PERCORSO, SE SI SCEGLIE IL VERO CAMBIAMENTO

Le elezioni per la Regione Campania si sono concluse e purtroppo la Lista "TERRA", a cui il Partito del Sud ha dato il suo sostegno sin dalla prima ora, non è riuscita a entrare i Consiglio Regionale e a superare la soglia di sbarramento del 3%. Sicuramente i 27.000 voti raccolti meno di due mesi, partendo da zero, sono la prova che la nuova proposta è riuscita a intercettare l'interesse di una parte dell'elettorato progressista, ma è evidente che non è abbastanza.

Con Terra abbiamo iniziato a tracciare la differenza mettendo in campo uno slancio davvero riformatore, sui temi e sulle priorità. L'elettorato di sinistra, a partire dalla Campania, è senza riferimenti. A nostro avviso Terra deve andare avanti nel suo percorso, come deciso nell'Assemblea della scorsa settimana, ma radicandosi sui territori e strutturando meglio la sua proposta, rendendola chiara e concreta non solo sui temi ambientali, ma anche sui temi del lavoro, della sanità, del superamento del dualismo Nord - Sud.

Lo sviluppo sostenibile può e deve essere la declinazione pratica di un mondo progressista che si è cullato per troppo tempo nei dogmi del passato, senza saper trovare obiettivi concreti da inseguire, su cui aggregare consensi. E la sostenibilità di un'economia su un territorio non può essere tale se alcuni territori saranno zavorrati dagli sbagli del passato.

LO STATO E' DEBOLE E I TERRITORI HANNO BISOGNO DI NOI

Lo Stato italiano nelle sue burocrazie, nella sue istituzioni, dopo aver indebolito il suo organismo più rappresentativo, il Parlamento, grazie al referendum, sembra ancora meno pronto per questa sfida. E' troppo soggiogato dagli interessi di singole parti, da visioni parziali, poco capace di fare l'interesse generale, che significherebbe avere tutti i suoi territori e i suoi cittadini nelle condizioni di esprimere il massimo del potenziale, soprattutto in vista della prossima, si spera, incisiva ripartenza. Non si tratta di ideali, ma di Prodotto interno lordo. Oggi l'interesse delle lobby, concentrate soprattutto al Centro - Nord, si materializzano nella Conferenza Stato Regioni, che ha un ruolo sempre più egemone e verticistico, un ruolo oligarchico ormai sempre più in conflitto col governo nazionale, come si è visto ampiamente non solo durante tutta la fase d'emergenza Covid, ma anche ultimamente con la vicenda della riapertura al pubblico delle attività sportive. Un'istituzione centrale debole, disorientata presta il fianco a potentati locali. Non ce lo possiamo permettere.

IL MERIDIONALISMO E L'AMBIENTALISMO SONO LA NUOVA SINISTRA

La nostra sfida deve guardare al futuro. Ecco perchè il nostro meridionalismo è rivoluzionario. E' l'unico meridionalismo che punta a rafforzare l'unità del paese. Meridionalisti non in difesa del Sud, in quanto tale, ma in difesa della parte oggettivamente più debole della popolazione. Difendere i deboli non è forse il fondamento di qualsivoglia pensiero che ambisca a definirsi di sinistra? Le forze progressiste che si sono impegnate nell'ultima campagna elettorale hanno intuito la direzione e tracciato un sentiero, scegliendo di patire dalla difesa dell'ambiente. Allargando il significato del termine. Ora la sfida è fare del sentiero un'autostrada, nel minor tempo possibile, partendo dai bisogni oggettivi della società e non da principi calati dall'alto, in cui specchiarsi. Sappiamo dove NON bisogna andare e cosa NON fare : ricerchiamo quindi nuove modalità aggregative e d'azione per non venire percepiti nell'immaginario collettivo come soggetto vintage o autocontemplativo; non ci sarebbe errore peggiore e definitivo.

L'UNITA' E' NECESSITA'

La strada unitaria diventa un'esigenza per tutti, o almeno per chi non intende confluire nel PD o fare opera di mera testimonianza.Si confrontino le sfumature, senza dogmi e con obiettivi concreti. Risolvere i problemi dei cittadini campani : siano essi ambientali, socio - culturali, occupazionali. A queste condizioni il Partito del Sud sarà motore e centro di aggregazione.

I territori son ancora in attesa di essere interpretati, se è vero che lo spirito progressista sembra ritrovarsi solo nei quesiti referendari e si smarrisce alla vista dei programmi elettorali, forse il problema non è nella domanda, ma nell'offerta. Da domani saranno ancora più soli, avranno ancora maggiori difficoltà ad essere ascoltati. La voce più grossa è del Nord, forte, produttivo, iper rappresentato nei centri di potere: Chi vuole cogliere la sfida lo dimostri attaccando a viso aperto l'autonomia differenziata. Non sarà  una battaglia identitaria, ma egualitaria, contro la malcelata deriva neoliberista.

La capacità della sinistra campana di voler fare sul serio passa per questo tema, tanto trasversale quanto strategico. Vediamo chi davvero vuole cogliere la sfida e costruir una vera alternativa.

DIRETTIVO REGIONALE DEL 

PARTITO DEL SUD - MERIDIONALISTI PROGRESSISTI

Napoli, 30 Settembre 2020




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 Napoli, 30/09/2020

COMUNICATO STAMPA


Valutazioni del Direttivo Regionale del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti sulle ultime elezioni regionali e il percorso da intraprendere in vista delle prossime elezioni comunali di Napoli, Caserta e Salerno.

TERRA E' L'INIZIO DI UN PERCORSO, SE SI SCEGLIE IL VERO CAMBIAMENTO

Le elezioni per la Regione Campania si sono concluse e purtroppo la Lista "TERRA", a cui il Partito del Sud ha dato il suo sostegno sin dalla prima ora, non è riuscita a entrare i Consiglio Regionale e a superare la soglia di sbarramento del 3%. Sicuramente i 27.000 voti raccolti meno di due mesi, partendo da zero, sono la prova che la nuova proposta è riuscita a intercettare l'interesse di una parte dell'elettorato progressista, ma è evidente che non è abbastanza.

Con Terra abbiamo iniziato a tracciare la differenza mettendo in campo uno slancio davvero riformatore, sui temi e sulle priorità. L'elettorato di sinistra, a partire dalla Campania, è senza riferimenti. A nostro avviso Terra deve andare avanti nel suo percorso, come deciso nell'Assemblea della scorsa settimana, ma radicandosi sui territori e strutturando meglio la sua proposta, rendendola chiara e concreta non solo sui temi ambientali, ma anche sui temi del lavoro, della sanità, del superamento del dualismo Nord - Sud.

Lo sviluppo sostenibile può e deve essere la declinazione pratica di un mondo progressista che si è cullato per troppo tempo nei dogmi del passato, senza saper trovare obiettivi concreti da inseguire, su cui aggregare consensi. E la sostenibilità di un'economia su un territorio non può essere tale se alcuni territori saranno zavorrati dagli sbagli del passato.

LO STATO E' DEBOLE E I TERRITORI HANNO BISOGNO DI NOI

Lo Stato italiano nelle sue burocrazie, nella sue istituzioni, dopo aver indebolito il suo organismo più rappresentativo, il Parlamento, grazie al referendum, sembra ancora meno pronto per questa sfida. E' troppo soggiogato dagli interessi di singole parti, da visioni parziali, poco capace di fare l'interesse generale, che significherebbe avere tutti i suoi territori e i suoi cittadini nelle condizioni di esprimere il massimo del potenziale, soprattutto in vista della prossima, si spera, incisiva ripartenza. Non si tratta di ideali, ma di Prodotto interno lordo. Oggi l'interesse delle lobby, concentrate soprattutto al Centro - Nord, si materializzano nella Conferenza Stato Regioni, che ha un ruolo sempre più egemone e verticistico, un ruolo oligarchico ormai sempre più in conflitto col governo nazionale, come si è visto ampiamente non solo durante tutta la fase d'emergenza Covid, ma anche ultimamente con la vicenda della riapertura al pubblico delle attività sportive. Un'istituzione centrale debole, disorientata presta il fianco a potentati locali. Non ce lo possiamo permettere.

IL MERIDIONALISMO E L'AMBIENTALISMO SONO LA NUOVA SINISTRA

La nostra sfida deve guardare al futuro. Ecco perchè il nostro meridionalismo è rivoluzionario. E' l'unico meridionalismo che punta a rafforzare l'unità del paese. Meridionalisti non in difesa del Sud, in quanto tale, ma in difesa della parte oggettivamente più debole della popolazione. Difendere i deboli non è forse il fondamento di qualsivoglia pensiero che ambisca a definirsi di sinistra? Le forze progressiste che si sono impegnate nell'ultima campagna elettorale hanno intuito la direzione e tracciato un sentiero, scegliendo di patire dalla difesa dell'ambiente. Allargando il significato del termine. Ora la sfida è fare del sentiero un'autostrada, nel minor tempo possibile, partendo dai bisogni oggettivi della società e non da principi calati dall'alto, in cui specchiarsi. Sappiamo dove NON bisogna andare e cosa NON fare : ricerchiamo quindi nuove modalità aggregative e d'azione per non venire percepiti nell'immaginario collettivo come soggetto vintage o autocontemplativo; non ci sarebbe errore peggiore e definitivo.

L'UNITA' E' NECESSITA'

La strada unitaria diventa un'esigenza per tutti, o almeno per chi non intende confluire nel PD o fare opera di mera testimonianza.Si confrontino le sfumature, senza dogmi e con obiettivi concreti. Risolvere i problemi dei cittadini campani : siano essi ambientali, socio - culturali, occupazionali. A queste condizioni il Partito del Sud sarà motore e centro di aggregazione.

I territori son ancora in attesa di essere interpretati, se è vero che lo spirito progressista sembra ritrovarsi solo nei quesiti referendari e si smarrisce alla vista dei programmi elettorali, forse il problema non è nella domanda, ma nell'offerta. Da domani saranno ancora più soli, avranno ancora maggiori difficoltà ad essere ascoltati. La voce più grossa è del Nord, forte, produttivo, iper rappresentato nei centri di potere: Chi vuole cogliere la sfida lo dimostri attaccando a viso aperto l'autonomia differenziata. Non sarà  una battaglia identitaria, ma egualitaria, contro la malcelata deriva neoliberista.

La capacità della sinistra campana di voler fare sul serio passa per questo tema, tanto trasversale quanto strategico. Vediamo chi davvero vuole cogliere la sfida e costruir una vera alternativa.

DIRETTIVO REGIONALE DEL 

PARTITO DEL SUD - MERIDIONALISTI PROGRESSISTI

Napoli, 30 Settembre 2020




venerdì 25 settembre 2020

Elezioni regionali in Campania, le considerazioni di Antonio Luongo

Di Antonio Luongo (candidato per il Partito del Sud nella lista Terra)

Le elezioni per la Regione Campania si sono concluse e purtroppo il movimento TERRA non è riuscito a entrare in Consiglio Regionale e a superare la soglia di sbarramento del 3%.

Desidero innanzitutto ringraziare tutte le persone che mi hanno dato fiducia e mi hanno affiancato in questo percorso non solo con il voto, ma con attestazioni concrete di stima e affetto. Ne farò tesoro. Ora è il tempo delle riflessioni. 

Sicuramente i 27.000 voti raccolti i meno di due mesi, partendo da zero, sono la prova che la nuova proposta è riuscita ad intercettare l'interesse nell'elettorato progressista. C'è molto da lavorare e noi non ci produrremo in entusiasmi opinabili, come ha fatto chi ha preso appena 4.000 voti in più. La sinistra deve smettere di guardarsi l'ombelico in modo autoreferenziale e cominciare davvero a guardare avanti. 

Con Terra abbiamo iniziato a tracciare la differenza mettendo in campo uno slancio davvero riformatore, sui temi, sulle priorità, non sulle chiacchiere. L'elettorato di sinistra, soprattutto in Campania è senza riferimenti. Non deve ingannare il 70% di De Luca, visto che è una vittoria costruita "oltre la destra e la sinistra", per sua stessa ammissione. Ció significa aver rinunciato ad una visione comune, a valori condivisi, buttando dentro le liste la qualunque. Unico collante il potere. Ma governare una regione con 6 milioni di abitanti non è come gestire un condominio. 

Occorre un indirizzo politico, altrimenti si sopravvive solo distribuendo favori e ricompense. E su questo punto sono davvero molto preoccupato. Terra deve andare avanti nel suo percorso di rigenerazione della visione di sinistra, radicandosi sui territori e strutturando meglio la sua proposta, rendendola chiara e concreta non solo sui temi ambientali, ma anche sui temi del lavoro, della sanità, del superamento del dualismo nord sud. 

È una sfida che deve guardare al futuro. Perché la modernità non è assegnata dall'anagrafe e le divisioni ideologiche, in difesa miope del simbolo, che abbiamo appena avuto sotto gli occhi, ci hanno indicato dove NON bisogna andare. Unità e linguaggio nuovo: questa la via. E questo sará il mio contributo per Terra e per il domani dei nostri territori. 

Valuteremo con attenzioni le dichiarazioni e le posizioni dei protagonisti dell'universo progressista, alla sinistra del Pd. Vediamo chi davvero vuole cogliere la sfida.



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Di Antonio Luongo (candidato per il Partito del Sud nella lista Terra)

Le elezioni per la Regione Campania si sono concluse e purtroppo il movimento TERRA non è riuscito a entrare in Consiglio Regionale e a superare la soglia di sbarramento del 3%.

Desidero innanzitutto ringraziare tutte le persone che mi hanno dato fiducia e mi hanno affiancato in questo percorso non solo con il voto, ma con attestazioni concrete di stima e affetto. Ne farò tesoro. Ora è il tempo delle riflessioni. 

Sicuramente i 27.000 voti raccolti i meno di due mesi, partendo da zero, sono la prova che la nuova proposta è riuscita ad intercettare l'interesse nell'elettorato progressista. C'è molto da lavorare e noi non ci produrremo in entusiasmi opinabili, come ha fatto chi ha preso appena 4.000 voti in più. La sinistra deve smettere di guardarsi l'ombelico in modo autoreferenziale e cominciare davvero a guardare avanti. 

Con Terra abbiamo iniziato a tracciare la differenza mettendo in campo uno slancio davvero riformatore, sui temi, sulle priorità, non sulle chiacchiere. L'elettorato di sinistra, soprattutto in Campania è senza riferimenti. Non deve ingannare il 70% di De Luca, visto che è una vittoria costruita "oltre la destra e la sinistra", per sua stessa ammissione. Ció significa aver rinunciato ad una visione comune, a valori condivisi, buttando dentro le liste la qualunque. Unico collante il potere. Ma governare una regione con 6 milioni di abitanti non è come gestire un condominio. 

Occorre un indirizzo politico, altrimenti si sopravvive solo distribuendo favori e ricompense. E su questo punto sono davvero molto preoccupato. Terra deve andare avanti nel suo percorso di rigenerazione della visione di sinistra, radicandosi sui territori e strutturando meglio la sua proposta, rendendola chiara e concreta non solo sui temi ambientali, ma anche sui temi del lavoro, della sanità, del superamento del dualismo nord sud. 

È una sfida che deve guardare al futuro. Perché la modernità non è assegnata dall'anagrafe e le divisioni ideologiche, in difesa miope del simbolo, che abbiamo appena avuto sotto gli occhi, ci hanno indicato dove NON bisogna andare. Unità e linguaggio nuovo: questa la via. E questo sará il mio contributo per Terra e per il domani dei nostri territori. 

Valuteremo con attenzioni le dichiarazioni e le posizioni dei protagonisti dell'universo progressista, alla sinistra del Pd. Vediamo chi davvero vuole cogliere la sfida.



martedì 25 agosto 2020

Le ragioni della nostra presenza alle prossime elezioni Regionali e Comunali del 20-21 Settembre 2020, in diretta web dalle 19.00 di giovedì 27 Agosto:

Partito del Sud: Le ragioni della nostra presenza alle prossime elezioni Regionali e Comunali del 20-21 Settembre 2020

Ne parleranno, in diretta web dalla pagina fan del Partito del Sud, dalle 19.00 di giovedì 27 Agosto:
-Natale Cuccurese, Presidente nazionale Partito del Sud
-Massimo Cogliandro, Capolista “Reggio non si Lega” elezioni comunali Reggio Calabria
-Michele Dell’Edera, Vicepresidente Nazionale e Candidato lista “ Partito del Sud” elezioni Regionali Puglia
-Antonio Luongo, Candidato lista “Terra”, Circoscrizione di Napoli, elezioni Regionali Campania




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Partito del Sud: Le ragioni della nostra presenza alle prossime elezioni Regionali e Comunali del 20-21 Settembre 2020

Ne parleranno, in diretta web dalla pagina fan del Partito del Sud, dalle 19.00 di giovedì 27 Agosto:
-Natale Cuccurese, Presidente nazionale Partito del Sud
-Massimo Cogliandro, Capolista “Reggio non si Lega” elezioni comunali Reggio Calabria
-Michele Dell’Edera, Vicepresidente Nazionale e Candidato lista “ Partito del Sud” elezioni Regionali Puglia
-Antonio Luongo, Candidato lista “Terra”, Circoscrizione di Napoli, elezioni Regionali Campania




lunedì 24 agosto 2020

LE LISTE DEL PARTITO DEL SUD ALLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI E COMUNALI DEL 20-21 SETTEMBRE 2020. PARTITO DEL SUD UN VOTO MERIDIONALISTA

ELEZIONI REGIONALI PUGLIA

La lista del Partito del Sud sarà presente in tutte le sei province pugliesi alle prossime elezioni regionali, nella coalizione a sostegno del Presidente Michele Emiliano.
Il Partito del Sud dalla sua nascita nel 2007 ogni anno sempre presente ad elezioni nazionali, regionali, comunali, dove serve, quando serve, contro discriminazioni, ingiustizie territoriali, leghisti e populisti destrorsi.

Grazie al nostro Coordinatore Regionale Puglia
Michele Dell'Edera
e a tutti i nostri militanti, ai tesserati e ai candidati per lo sforzo e l’impegno profuso a favore del Partito e del verbo meridionalista.



ELEZIONI COMUNALI REGGIO CALABRIA

Alle prossime elezioni comunali di Reggio Calabria il Partito del Sud sarà presente col proprio simbolo nella lista “Reggio non si Lega-Reggio Bene Comune-Meridionalisti Progressisti”, nella coalizione a sostegno del Sindaco Giuseppe Falcomatà.
A Reggio Calabria era per noi un dovere partecipare in contrasto alla presenza di un candidato sindaco leghista espressione del centro destra. Anche da qui il nome “Reggio non si Lega”...
Grazie al nostro Coordinatore Regionale Calabria
Spadafora Giuseppe
,
al Provinciale di Reggio
Filippo Romeo
e al nostro responsabile Città Metropolitana di Reggio
Massimo Cogliandro
, che sarà il capolista, grazie a tutti i nostri militanti, ai tesserati e ai candidati per lo sforzo e l’impegno profuso a favore del Partito e del verbo meridionalista.



ELEZIONI REGIONALI CAMPANIA

Alle prossime elezioni regionali in Campania il Partito del Sud sarà presente nella lista “TERRA”, in collaborazione con Partiti, Movimenti, Associazioni ambientaliste e territoriali.

Grazie al nostro Coordinatore Regionale Campania
Andrea Balia
e al nostro responsabile Città Metropolitana di Napoli
Antonio Luongo
,
che sarà anche candidato nella Circoscrizione di Napoli, grazie a tutti i nostri militanti, ai tesserati e ai candidati per lo sforzo e l’impegno profuso a favore del Partito e del verbo meridionalista.

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ELEZIONI REGIONALI PUGLIA

La lista del Partito del Sud sarà presente in tutte le sei province pugliesi alle prossime elezioni regionali, nella coalizione a sostegno del Presidente Michele Emiliano.
Il Partito del Sud dalla sua nascita nel 2007 ogni anno sempre presente ad elezioni nazionali, regionali, comunali, dove serve, quando serve, contro discriminazioni, ingiustizie territoriali, leghisti e populisti destrorsi.

Grazie al nostro Coordinatore Regionale Puglia
Michele Dell'Edera
e a tutti i nostri militanti, ai tesserati e ai candidati per lo sforzo e l’impegno profuso a favore del Partito e del verbo meridionalista.



ELEZIONI COMUNALI REGGIO CALABRIA

Alle prossime elezioni comunali di Reggio Calabria il Partito del Sud sarà presente col proprio simbolo nella lista “Reggio non si Lega-Reggio Bene Comune-Meridionalisti Progressisti”, nella coalizione a sostegno del Sindaco Giuseppe Falcomatà.
A Reggio Calabria era per noi un dovere partecipare in contrasto alla presenza di un candidato sindaco leghista espressione del centro destra. Anche da qui il nome “Reggio non si Lega”...
Grazie al nostro Coordinatore Regionale Calabria
Spadafora Giuseppe
,
al Provinciale di Reggio
Filippo Romeo
e al nostro responsabile Città Metropolitana di Reggio
Massimo Cogliandro
, che sarà il capolista, grazie a tutti i nostri militanti, ai tesserati e ai candidati per lo sforzo e l’impegno profuso a favore del Partito e del verbo meridionalista.



ELEZIONI REGIONALI CAMPANIA

Alle prossime elezioni regionali in Campania il Partito del Sud sarà presente nella lista “TERRA”, in collaborazione con Partiti, Movimenti, Associazioni ambientaliste e territoriali.

Grazie al nostro Coordinatore Regionale Campania
Andrea Balia
e al nostro responsabile Città Metropolitana di Napoli
Antonio Luongo
,
che sarà anche candidato nella Circoscrizione di Napoli, grazie a tutti i nostri militanti, ai tesserati e ai candidati per lo sforzo e l’impegno profuso a favore del Partito e del verbo meridionalista.

giovedì 23 luglio 2020

REGIONALI, NASCE “TERRA” , LISTA CIVICA AMBIENTALISTA IN CAMPANIA.

CONFERENZA DI PRESENTAZIONE MARTEDI 28 LUGLIO ORE 11 DAVANTI ASSESSORATO AMBIENTE
Conferenza stampa di presentazione di “Terra” , la lista civica ecologista per le regionali in Campania, in programma martedì 28 Luglio alle ore 11.00 davanti all'Assessorato regionale all'ambiente per presentare ufficialmente la lista e i due candidati "copresidenti": Luca Saltalamacchia, avvocato ambientalista e Stefania Fanelli, consigliera comunale di Marano, ma soprattutto storica attivista del movimento antidiscarica dell'area nord di Napoli.
Abbiamo scelto la copresidenza , la candidatura di un uomo e di una donna insieme, seguendo la lezione femminista e democratica del popolo curdo, un popolo per cui Luca ha lottato con le armi del diritto.
"Oggi le grandi mobilitazioni internazionali relative al disastro climatico incombente ridanno centralità a quello che noi diciamo da sempre - spiegano gli attivisti - ossia che ripensare il modello di sviluppo che fa arricchire pochi e ammalare molti va ripensato dalle fondamenta, altrimenti le conseguenze saranno catastrofiche.
La Campania non è un isola. È terra inquinata in un mondo malato.
Con questo progetto vogliamo sfruttare la campagna elettorale per riportare al centro della riflessione pubblica non un tema qualsiasi, ma quello su cui si giocherà il futuro del nostro territorio e delle generazioni a venire. Salute e ambiente oggi sono la posta in gioco più alta della sfida che abbiamo di fronte: noi ci siamo. Ripartiamo da settembre per non fermarci, come mai abbiamo fatto, con la convinzione che questa scommessa ci aiuterà ad intrecciare esperienze, intelligenze, passioni, desideri di cambiamento che non possono che rafforzarsi a vicenda in un orizzonte collettivo. Quello di chi pensa che la terra non sia un regalo scontato, ma la posta in gioco di un guerra contro chi la avvelena in nome del profitto"- concludono.
Terra nasce dal mondo dell'ambientalismo campano che ha l'ambizione di sfidare le compagini di centro-sinistra e centro-destra che storicamente governano la regione. Se il nome e il simbolo di questo progetto sono nuovi, le storie che lo compongono vengono da lontano: si tratta infatti di una coalizione di tante e tanti attivisti che, ormai da anni, si spendono contro inquinamento e eco mafie, in difesa del suolo, dell'acqua pubblica, dei beni comuni, dell'aria, dei diritti violati dei cittadini del Sud: della terra, appunto, in una terra ammalata da ecomafie e mala politica. All'appello nato ormai un mese fa hanno però aderito molte forze, con l'entusiasmo di chi pensa che il destino della regione non sia già scritto: associazioni, collettività, organizzazioni del mondo del lavoro e del non lavoro, forze politiche e anche tante e tanti singoli cittadini che ritengono sia l'ora di mettersi in gioco per non lasciare che tutto sia deciso sempre dai soliti noti.
E’ il mondo di chi non crede che il destino sia già scritto, di chi non ha paura di scendere in campo contro i “giganti” della vecchia politica, contro chi vince a tavolino con le armi del consenso in cambio di promesse e illusioni.


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CONFERENZA DI PRESENTAZIONE MARTEDI 28 LUGLIO ORE 11 DAVANTI ASSESSORATO AMBIENTE
Conferenza stampa di presentazione di “Terra” , la lista civica ecologista per le regionali in Campania, in programma martedì 28 Luglio alle ore 11.00 davanti all'Assessorato regionale all'ambiente per presentare ufficialmente la lista e i due candidati "copresidenti": Luca Saltalamacchia, avvocato ambientalista e Stefania Fanelli, consigliera comunale di Marano, ma soprattutto storica attivista del movimento antidiscarica dell'area nord di Napoli.
Abbiamo scelto la copresidenza , la candidatura di un uomo e di una donna insieme, seguendo la lezione femminista e democratica del popolo curdo, un popolo per cui Luca ha lottato con le armi del diritto.
"Oggi le grandi mobilitazioni internazionali relative al disastro climatico incombente ridanno centralità a quello che noi diciamo da sempre - spiegano gli attivisti - ossia che ripensare il modello di sviluppo che fa arricchire pochi e ammalare molti va ripensato dalle fondamenta, altrimenti le conseguenze saranno catastrofiche.
La Campania non è un isola. È terra inquinata in un mondo malato.
Con questo progetto vogliamo sfruttare la campagna elettorale per riportare al centro della riflessione pubblica non un tema qualsiasi, ma quello su cui si giocherà il futuro del nostro territorio e delle generazioni a venire. Salute e ambiente oggi sono la posta in gioco più alta della sfida che abbiamo di fronte: noi ci siamo. Ripartiamo da settembre per non fermarci, come mai abbiamo fatto, con la convinzione che questa scommessa ci aiuterà ad intrecciare esperienze, intelligenze, passioni, desideri di cambiamento che non possono che rafforzarsi a vicenda in un orizzonte collettivo. Quello di chi pensa che la terra non sia un regalo scontato, ma la posta in gioco di un guerra contro chi la avvelena in nome del profitto"- concludono.
Terra nasce dal mondo dell'ambientalismo campano che ha l'ambizione di sfidare le compagini di centro-sinistra e centro-destra che storicamente governano la regione. Se il nome e il simbolo di questo progetto sono nuovi, le storie che lo compongono vengono da lontano: si tratta infatti di una coalizione di tante e tanti attivisti che, ormai da anni, si spendono contro inquinamento e eco mafie, in difesa del suolo, dell'acqua pubblica, dei beni comuni, dell'aria, dei diritti violati dei cittadini del Sud: della terra, appunto, in una terra ammalata da ecomafie e mala politica. All'appello nato ormai un mese fa hanno però aderito molte forze, con l'entusiasmo di chi pensa che il destino della regione non sia già scritto: associazioni, collettività, organizzazioni del mondo del lavoro e del non lavoro, forze politiche e anche tante e tanti singoli cittadini che ritengono sia l'ora di mettersi in gioco per non lasciare che tutto sia deciso sempre dai soliti noti.
E’ il mondo di chi non crede che il destino sia già scritto, di chi non ha paura di scendere in campo contro i “giganti” della vecchia politica, contro chi vince a tavolino con le armi del consenso in cambio di promesse e illusioni.


mercoledì 1 luglio 2020

Regionali Campania, Partito del Sud aderisce all’appello di Stop Biocidio.


“Aderiamo all’appello di Stop Biocidio”. È quanto dichiara il responsabile area metropolitana del Partito del Sud, Antonio Luongo. Una decisione presa con piena adesione degli attivisti di tutta la regione Campania.
“Da uomo delle periferie – dichiara Luongo – ho un’esperienza, purtroppo vasta, di devastazioni ambientali che vanno a braccetto con le speculazione economica e finanziaria. Proprio sull’immondizia e sugli abusi che si celano dietro il ciclo dei rifiuti ho speso tantissimi anni, a partire dalla bomba ambientale che era la discarica dei Pisani, a Pianura”.
Un impegno sul territorio che oggi si traduce in appoggio ai movimenti di Stop Biocidio.
“Come attivista, prima, e successivamente, come consigliere dell’ente idrico Campano, combatto una battaglia, su cui pure si intrecciano in continuazione grandi interessi capitalisti e sfruttamento, senza mai cedere a pressioni e compromessi al ribasso: la battaglia è quella dell’acqua pubblica.
Non posso e non possiamo quindi non dare sostegno ad un percorso che punta a rompere il cartello di istituzioni deviate, collusione, mafie, degrado ambientale e impoverimento economico, i cittadini campani devono poter scegliere almeno una forza politica che rivendichi un punto di vista altro, un vero cambiamento di registro, un nuovo corso che si smarchi dalle solite logiche espressioni di lobby e interessi”. “Sono sempre gli stessi nomi, le stesse ramificazioni in quella mala politica che ha voluto e decretato la devastazione dei territori sui quali ha sciacallato, o quando ha tentato, ha dimostrato di non sapere nemmeno da dove iniziare per provare a incidere.   Un maldestro remake di un film visto e rivisto, con un finale che, purtroppo, non è mai piaciuto a nessuno”.
Il Partito del Sud, con forza sottolinea quanto questa politica sia in rapporto di sudditanza con i centri di potere che si trovano al settentrione. Rapporto confermato dal fatto che “in nessun programma troverete un NO chiaro e netto all’Autonomia differenziata, che condannerebbe la Campania a sprofondare nel degrado relegandola al ruolo di una colonia da spolpare”. “La presenza di Partito del Sud, in una aggregazione progressista che vedrà presto la luce, alternativa a Caldoro e De Luca, per la candidatura alle regionali, metterà al centro una battaglia: uno sviluppo sano che riparta dal Sud, che si traduce in una equa distribuzione delle risorse da parte dello stato centrale, per scrollarsi di dosso la puzza di vecchio e la convinzione che nulla mai cambierà”.


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“Aderiamo all’appello di Stop Biocidio”. È quanto dichiara il responsabile area metropolitana del Partito del Sud, Antonio Luongo. Una decisione presa con piena adesione degli attivisti di tutta la regione Campania.
“Da uomo delle periferie – dichiara Luongo – ho un’esperienza, purtroppo vasta, di devastazioni ambientali che vanno a braccetto con le speculazione economica e finanziaria. Proprio sull’immondizia e sugli abusi che si celano dietro il ciclo dei rifiuti ho speso tantissimi anni, a partire dalla bomba ambientale che era la discarica dei Pisani, a Pianura”.
Un impegno sul territorio che oggi si traduce in appoggio ai movimenti di Stop Biocidio.
“Come attivista, prima, e successivamente, come consigliere dell’ente idrico Campano, combatto una battaglia, su cui pure si intrecciano in continuazione grandi interessi capitalisti e sfruttamento, senza mai cedere a pressioni e compromessi al ribasso: la battaglia è quella dell’acqua pubblica.
Non posso e non possiamo quindi non dare sostegno ad un percorso che punta a rompere il cartello di istituzioni deviate, collusione, mafie, degrado ambientale e impoverimento economico, i cittadini campani devono poter scegliere almeno una forza politica che rivendichi un punto di vista altro, un vero cambiamento di registro, un nuovo corso che si smarchi dalle solite logiche espressioni di lobby e interessi”. “Sono sempre gli stessi nomi, le stesse ramificazioni in quella mala politica che ha voluto e decretato la devastazione dei territori sui quali ha sciacallato, o quando ha tentato, ha dimostrato di non sapere nemmeno da dove iniziare per provare a incidere.   Un maldestro remake di un film visto e rivisto, con un finale che, purtroppo, non è mai piaciuto a nessuno”.
Il Partito del Sud, con forza sottolinea quanto questa politica sia in rapporto di sudditanza con i centri di potere che si trovano al settentrione. Rapporto confermato dal fatto che “in nessun programma troverete un NO chiaro e netto all’Autonomia differenziata, che condannerebbe la Campania a sprofondare nel degrado relegandola al ruolo di una colonia da spolpare”. “La presenza di Partito del Sud, in una aggregazione progressista che vedrà presto la luce, alternativa a Caldoro e De Luca, per la candidatura alle regionali, metterà al centro una battaglia: uno sviluppo sano che riparta dal Sud, che si traduce in una equa distribuzione delle risorse da parte dello stato centrale, per scrollarsi di dosso la puzza di vecchio e la convinzione che nulla mai cambierà”.


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sabato 27 giugno 2020

ELEZIONI REGIONALI CAMPANIA: “TUTTI IN PIAZZA PER L’AMBIENTE”



@Repubblica-Napoli 26.06.2020


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@Repubblica-Napoli 26.06.2020


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Regionali campane, ecologisti in campo Appello alla sinistra da Stop biocidio. Ma Potere al popolo ha già avviato da gennaio un percorso autonomo con assemblee per le liste e il candidato governatore

Di Adriana Pollice
Il Manifesto del 25.06.2020

«La terra sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia»: gli attivisti di Stop biocidio hanno scelto le parole di papa Francesco per convocare l’assemblea del 4 luglio a Taverna del Re (Giugliano) per verificare la possibilità di siglare un patto che porti alle regionali campane, un’alternativa ecologista e di sinistra al governatore dem Vincenzo De Luca.
A settembre si fronteggeranno gli stessi candidati di 5 anni fa: Valeria Ciarambino per i 5S; Stefano Caldoro per il centrodestra; l’uscente De Luca con una decina di liste che andranno dai fuoriusciti di Forza Italia ad Art1 (passando per Clemente Mastella e Ciriaco De Mita). Caldoro e De Luca si erano già sfidati nel 2010 con la vittoria del primo. La pandemia, invece di cambiare il panorama politico, ha innescato l’ennesimo déjà vu ma stravolgendo gli equilibri. Se a febbraio De Luca era dato perdente, adesso veleggia con 12 punti di vantaggio attirando candidati dalla destra e dalla galassia Dema, il movimento del sindaco Luigi de Magistris, che ieri ha chiarito: «Un progetto nazionale, dopo il comune di Napoli, è quello che più mi interessa».
Stop biocidio è una sigla nata con la crisi campana dei rifiuti e i comitati della Terra dei fuochi, dentro ha componenti che fanno parte dell’esperienza arancione (come l’assessora alla Cultura Eleonora de Majo e il presidente di municipalità Ivo Poggiani) ma che stanno provando a costruire un percorso autonomo, anche in vista delle comunali partenopee del 2021. «In Campania manca una forza che rappresenti la tutela della salute e dell’ambiente – spiega Enzo Tosti -, l’invito è rivolto a tutte le forze che vogliono deporre vecchi simboli e accettare la sfida ambientalista a cominciare da una parte dei 5S, Potere al popolo, forze cattoliche, associazioni».
«Partire dalle piramidi di ecoballe di Taverna del Re è giusto» il commento di Tonino Scala, coordinatore regionale di Sinistra italiana, che ha deciso di non correre sotto le insegne di De Luca. Non l’aveva appoggiato neppure 5 anni fa. Il giudizio non è cambiato al punto da bocciare l’offerta di dare vita in Campania a un’esperienza simile alla lista Coraggiosa, su modello emiliano.
Interessati all’appello anche il Partito del Sud, Altra Europa, Cobas, il Partito comunista italiano e Rifondazione comunista che avevano già siglato un documento comune: «Vediamo segnali di resistenza a sinistra rispetto alla coalizione De Luca. Non tutti chiudono gli occhi sul suo modo di gestire la cosa pubblica, sulle idee che coltiva e sulle sue frequentazioni politiche. L’attuale governatore parla un linguaggio di destra, ossequia i potentati economici e persegue unicamente il potere. Sarebbe una iattura se le elezioni divenissero un’avvilente “lite a due” tra i seguaci di Salvini, Meloni e Berlusconi e i seguaci di De Luca, Mastella e Cirino Pomicino». Altra Europa ha dato l’adesione: «È necessaria l’accoglienza dei migranti e la ferma condanna di ogni lavoro senza diritti. Al centro di ogni programma deve esserci la difesa dei beni comuni, primo tra tutti l’acqua pubblica».
Potere al popolo è più avanti nel percorso verso le urne. Lo scorso gennaio sono cominciate le assemblee per discutere programma e lista. In Pap ci saranno gli iscritti ma anche candidature indipendenti: «Persone che partecipano a un processo democratico, dal basso. Siamo stanchi dei soliti cartelli elettorali che spuntano un mese prima delle elezioni. La nostra sfida è costruire un progetto politico coerente, che duri nel tempo». L’assemblea di Napoli ha proposto come candidato governatore Giuliano Granato, «lavoratore e sindacalista Usb». A giorni la scelta definitiva con il voto sui territori.


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Di Adriana Pollice
Il Manifesto del 25.06.2020

«La terra sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia»: gli attivisti di Stop biocidio hanno scelto le parole di papa Francesco per convocare l’assemblea del 4 luglio a Taverna del Re (Giugliano) per verificare la possibilità di siglare un patto che porti alle regionali campane, un’alternativa ecologista e di sinistra al governatore dem Vincenzo De Luca.
A settembre si fronteggeranno gli stessi candidati di 5 anni fa: Valeria Ciarambino per i 5S; Stefano Caldoro per il centrodestra; l’uscente De Luca con una decina di liste che andranno dai fuoriusciti di Forza Italia ad Art1 (passando per Clemente Mastella e Ciriaco De Mita). Caldoro e De Luca si erano già sfidati nel 2010 con la vittoria del primo. La pandemia, invece di cambiare il panorama politico, ha innescato l’ennesimo déjà vu ma stravolgendo gli equilibri. Se a febbraio De Luca era dato perdente, adesso veleggia con 12 punti di vantaggio attirando candidati dalla destra e dalla galassia Dema, il movimento del sindaco Luigi de Magistris, che ieri ha chiarito: «Un progetto nazionale, dopo il comune di Napoli, è quello che più mi interessa».
Stop biocidio è una sigla nata con la crisi campana dei rifiuti e i comitati della Terra dei fuochi, dentro ha componenti che fanno parte dell’esperienza arancione (come l’assessora alla Cultura Eleonora de Majo e il presidente di municipalità Ivo Poggiani) ma che stanno provando a costruire un percorso autonomo, anche in vista delle comunali partenopee del 2021. «In Campania manca una forza che rappresenti la tutela della salute e dell’ambiente – spiega Enzo Tosti -, l’invito è rivolto a tutte le forze che vogliono deporre vecchi simboli e accettare la sfida ambientalista a cominciare da una parte dei 5S, Potere al popolo, forze cattoliche, associazioni».
«Partire dalle piramidi di ecoballe di Taverna del Re è giusto» il commento di Tonino Scala, coordinatore regionale di Sinistra italiana, che ha deciso di non correre sotto le insegne di De Luca. Non l’aveva appoggiato neppure 5 anni fa. Il giudizio non è cambiato al punto da bocciare l’offerta di dare vita in Campania a un’esperienza simile alla lista Coraggiosa, su modello emiliano.
Interessati all’appello anche il Partito del Sud, Altra Europa, Cobas, il Partito comunista italiano e Rifondazione comunista che avevano già siglato un documento comune: «Vediamo segnali di resistenza a sinistra rispetto alla coalizione De Luca. Non tutti chiudono gli occhi sul suo modo di gestire la cosa pubblica, sulle idee che coltiva e sulle sue frequentazioni politiche. L’attuale governatore parla un linguaggio di destra, ossequia i potentati economici e persegue unicamente il potere. Sarebbe una iattura se le elezioni divenissero un’avvilente “lite a due” tra i seguaci di Salvini, Meloni e Berlusconi e i seguaci di De Luca, Mastella e Cirino Pomicino». Altra Europa ha dato l’adesione: «È necessaria l’accoglienza dei migranti e la ferma condanna di ogni lavoro senza diritti. Al centro di ogni programma deve esserci la difesa dei beni comuni, primo tra tutti l’acqua pubblica».
Potere al popolo è più avanti nel percorso verso le urne. Lo scorso gennaio sono cominciate le assemblee per discutere programma e lista. In Pap ci saranno gli iscritti ma anche candidature indipendenti: «Persone che partecipano a un processo democratico, dal basso. Siamo stanchi dei soliti cartelli elettorali che spuntano un mese prima delle elezioni. La nostra sfida è costruire un progetto politico coerente, che duri nel tempo». L’assemblea di Napoli ha proposto come candidato governatore Giuliano Granato, «lavoratore e sindacalista Usb». A giorni la scelta definitiva con il voto sui territori.


mercoledì 17 giugno 2020

CAMPANIA ELEZIONI REGIONALI 2020 Il PARTITO DEL SUD - MERIDIONALISTI PROGRESSISTI in campo per una presenza antifascista, meridionalista, progressista, ambientalista e antiliberista.

Abbiamo prodotto questo documento con le altre forze della vera Sinistra, progressista e meridionalista con una nostra doverosa e ulteriore attenzione anche al turismo, la cultura e al tema dell'abbandono scolastico.
Segue testo :
Abbiamo visto emergere, in questi giorni, segnali di resistenza a sinistra rispetto alla coalizione elettorale costruita da Vincenzo De Luca. Registriamo con favore che non tutti se la sentono di chiudere gli occhi sul suo modo di gestire la cosa pubblica, sulle idee che coltiva e sulle frequentazioni politiche che lo caratterizzano.
L’attuale presidente della Regione Campania è effettivamente un uomo che parla un linguaggio di destra, che ossequia i potentati economici e che persegue unicamente il potere per il potere.
Sarebbe davvero una iattura se le elezioni del prossimo settembre divenissero una avvilente “lite a due” tra i seguaci di Salvini, Meloni e Berlusconi e i seguaci di De Luca, Mastella e Cirino Pomicino; se i comitati di lotta e le pratiche di volontariato solidale non facessero sentire la propria voce; e se non fosse attivamente in campo il civismo democratico campano, che ha avuto in questi anni il suo principale punto di forza proprio nella capacità della esperienza amministrativa di Napoli città di interloquire con movimenti e associazioni e dare risposte ai bisogni popolari.
Noi guardiamo con rispetto e fiducia al dibattito serrato che sta oggi attraversando le formazioni politiche, i movimenti sociali e le associazioni culturali normalmente impegnate nelle pratiche di solidarietà e nella difesa dei diritti e dell’ambiente; e confidiamo che si arrivi in tempi rapidi alla definizione di un’ampia, inclusiva alternativa elettorale alle destre e a De Luca.
Noi ci saremo.
E ci saremo sottolineando, in particolare, che una campagna elettorale incentrata sul semplice “No a De Luca” sarebbe riduttiva e poco comprensibile per gli elettori. Noi ci stiamo a costruire assieme ad altri una presenza elettorale contrapposta tanto al centro-destra leghista di Caldoro (o di chiunque altro sarà), quanto al centro-sinistra iperliberista di De Luca; ma non vogliamo una lista (o una alleanza) che si qualifichi semplicemente per contrasto. Vogliamo, invece, una proposta capace di intervenire sulle molte sofferenze della Campania e che dia voce alle classi popolari così duramente colpite dagli effetti sociali della pandemia di Covid 19.
Con questa logica ci siamo rivolti, fin dallo scorso autunno, a tutti coloro che sperano una Nuova Campania e che quotidianamente si battono per una società a misura di essere umano.
E lo abbiamo ripetuto in questi mesi: costruiamo assieme una iniziativa elettorale che metta al centro il risanamento ambientale e la tutela dei beni comuni, che abbia davvero a cuore la sanità e la scuola pubblica, che valorizzi le vocazioni territoriali, a partire dall'agricoltura di qualità, e che rilanci il trasporto pubblico locale, a partire dalla riabilitazione delle linee locali e delle relative stazioni. E che sia in grado, proprio perché non compromessa coi potentati economici, di porsi frontalmente contro il malaffare e la camorra e di difendere e sviluppare il tessuto produttivo che ancora esiste nei nostri territori.
Soprattutto, abbiamo detto, occorre una amministrazione regionale seriamente impegnata in una prospettiva di riequilibrio delle condizioni di vita e di lavoro del nostro Mezzogiorno rispetto al resto d'Italia. Tanto più che le sciagurate ipotesi di autonomia regionale differenziata non sono state archiviate dalla pandemia, e anzi trovano continuamente sponda proprio nei cosiddetti “governatori d'assalto”, De Luca e Zaia in testa. Gli stessi provvedimenti governativi del cosiddetto “Rilancio Italia” mettono esplicitamente in discussione la clausola del 34% degli investimenti statali per il Mezzogiorno, nonché la riserva dell’80% dei fondi europei destinati alla coesione territoriale. Se non ci saranno modifiche in Parlamento, avremo un ennesimo travaso di risorse dal Sud al Nord dell'Italia.
Noi non intendiamo alimentare una contrapposizione tra il Nord e il Sud del nostro Paese; e però vogliamo che valga anche a proposito delle aree territoriali l'articolo 3 della Costituzione, che assegna alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono la reale uguaglianza tra i cittadini. La qual cosa implica il recupero effettivo dei fondi per il Sud, così gravemente penalizzato negli ultimi decenni dallo sciagurato principio dei trasferimenti statali sulla base della cosiddetta “spesa storica”, con la conseguenza che le regioni che hanno avuto di più in passato, hanno continuato ad avere di più; mentre chi avuto meno, ha continuato ad avere costantemente di meno.
Costruire una proposta elettorale in opposizione a De Luca e alle destre significa, per noi, assumere il riscatto del Sud come asse centrale di riferimento; e anzi, considerare il sistema di gestione politica di De Luca, esattamente per quello che è: il governo subalterno di un territorio destinato, dallo stesso sviluppo capitalistico, ad una crudele area di degrado, con produzioni di scarto, emigrazione dei giovani e un basso tenore di vita.
Diciamo dunque, a chiunque voglia costruire un'alternativa progressista e di sinistra a De Luca, che noi ci siamo. Ma ci siamo esattamente per sviluppare l'alternativa generale ad un sistema e non solo ad un uomo.
Pensiamo perciò a una lista antiliberista e antifascista, capace di riannodare in un unico filo le lotte ambientaliste, le rivendicazioni sul reddito e sul lavoro, le pratiche solidaristiche. E la vorremmo costruita in modo aperto, largo e inclusivo, con i movimenti di lotta, le associazioni di volontariato e cultura critica, le strutture sindacali, le formazioni politiche.
Ci pare una proposta non solo utile, ma necessaria, se si vuole contrastare davvero la dinamica di brutale regressione che penalizza la Campania tanto negli scranni della Regione, quanto nei palazzi delle istituzioni politiche nazionali. E siamo fiduciosi che il senso di responsabilità prevarrà e che le forze di sinistra, del civismo democratico e dei movimenti di lotta convergeranno davvero in un'unica proposta politico-elettorale.
Se condivideremo la logica di una contrapposizione frontale tanto alla destra quanto alla coalizione di De Luca basata sui contenuti di programma e non solo sulle modalità di gestione, noi non faremo questioni di primogeniture, nomi o bandiere.
Solo osserviamo che non c’è più tempo per tatticismi e lungaggini.
Andrea Balia (Partito del Sud); Costanza Boccardi (AltraEuropa); Ludovico Chianese (Confederazione Cobas - Napoli); Antonio Frattasi (Partito Comunista Italiano); Rino Malinconico (Partito della Rifondazione Comunista)


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Abbiamo prodotto questo documento con le altre forze della vera Sinistra, progressista e meridionalista con una nostra doverosa e ulteriore attenzione anche al turismo, la cultura e al tema dell'abbandono scolastico.
Segue testo :
Abbiamo visto emergere, in questi giorni, segnali di resistenza a sinistra rispetto alla coalizione elettorale costruita da Vincenzo De Luca. Registriamo con favore che non tutti se la sentono di chiudere gli occhi sul suo modo di gestire la cosa pubblica, sulle idee che coltiva e sulle frequentazioni politiche che lo caratterizzano.
L’attuale presidente della Regione Campania è effettivamente un uomo che parla un linguaggio di destra, che ossequia i potentati economici e che persegue unicamente il potere per il potere.
Sarebbe davvero una iattura se le elezioni del prossimo settembre divenissero una avvilente “lite a due” tra i seguaci di Salvini, Meloni e Berlusconi e i seguaci di De Luca, Mastella e Cirino Pomicino; se i comitati di lotta e le pratiche di volontariato solidale non facessero sentire la propria voce; e se non fosse attivamente in campo il civismo democratico campano, che ha avuto in questi anni il suo principale punto di forza proprio nella capacità della esperienza amministrativa di Napoli città di interloquire con movimenti e associazioni e dare risposte ai bisogni popolari.
Noi guardiamo con rispetto e fiducia al dibattito serrato che sta oggi attraversando le formazioni politiche, i movimenti sociali e le associazioni culturali normalmente impegnate nelle pratiche di solidarietà e nella difesa dei diritti e dell’ambiente; e confidiamo che si arrivi in tempi rapidi alla definizione di un’ampia, inclusiva alternativa elettorale alle destre e a De Luca.
Noi ci saremo.
E ci saremo sottolineando, in particolare, che una campagna elettorale incentrata sul semplice “No a De Luca” sarebbe riduttiva e poco comprensibile per gli elettori. Noi ci stiamo a costruire assieme ad altri una presenza elettorale contrapposta tanto al centro-destra leghista di Caldoro (o di chiunque altro sarà), quanto al centro-sinistra iperliberista di De Luca; ma non vogliamo una lista (o una alleanza) che si qualifichi semplicemente per contrasto. Vogliamo, invece, una proposta capace di intervenire sulle molte sofferenze della Campania e che dia voce alle classi popolari così duramente colpite dagli effetti sociali della pandemia di Covid 19.
Con questa logica ci siamo rivolti, fin dallo scorso autunno, a tutti coloro che sperano una Nuova Campania e che quotidianamente si battono per una società a misura di essere umano.
E lo abbiamo ripetuto in questi mesi: costruiamo assieme una iniziativa elettorale che metta al centro il risanamento ambientale e la tutela dei beni comuni, che abbia davvero a cuore la sanità e la scuola pubblica, che valorizzi le vocazioni territoriali, a partire dall'agricoltura di qualità, e che rilanci il trasporto pubblico locale, a partire dalla riabilitazione delle linee locali e delle relative stazioni. E che sia in grado, proprio perché non compromessa coi potentati economici, di porsi frontalmente contro il malaffare e la camorra e di difendere e sviluppare il tessuto produttivo che ancora esiste nei nostri territori.
Soprattutto, abbiamo detto, occorre una amministrazione regionale seriamente impegnata in una prospettiva di riequilibrio delle condizioni di vita e di lavoro del nostro Mezzogiorno rispetto al resto d'Italia. Tanto più che le sciagurate ipotesi di autonomia regionale differenziata non sono state archiviate dalla pandemia, e anzi trovano continuamente sponda proprio nei cosiddetti “governatori d'assalto”, De Luca e Zaia in testa. Gli stessi provvedimenti governativi del cosiddetto “Rilancio Italia” mettono esplicitamente in discussione la clausola del 34% degli investimenti statali per il Mezzogiorno, nonché la riserva dell’80% dei fondi europei destinati alla coesione territoriale. Se non ci saranno modifiche in Parlamento, avremo un ennesimo travaso di risorse dal Sud al Nord dell'Italia.
Noi non intendiamo alimentare una contrapposizione tra il Nord e il Sud del nostro Paese; e però vogliamo che valga anche a proposito delle aree territoriali l'articolo 3 della Costituzione, che assegna alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono la reale uguaglianza tra i cittadini. La qual cosa implica il recupero effettivo dei fondi per il Sud, così gravemente penalizzato negli ultimi decenni dallo sciagurato principio dei trasferimenti statali sulla base della cosiddetta “spesa storica”, con la conseguenza che le regioni che hanno avuto di più in passato, hanno continuato ad avere di più; mentre chi avuto meno, ha continuato ad avere costantemente di meno.
Costruire una proposta elettorale in opposizione a De Luca e alle destre significa, per noi, assumere il riscatto del Sud come asse centrale di riferimento; e anzi, considerare il sistema di gestione politica di De Luca, esattamente per quello che è: il governo subalterno di un territorio destinato, dallo stesso sviluppo capitalistico, ad una crudele area di degrado, con produzioni di scarto, emigrazione dei giovani e un basso tenore di vita.
Diciamo dunque, a chiunque voglia costruire un'alternativa progressista e di sinistra a De Luca, che noi ci siamo. Ma ci siamo esattamente per sviluppare l'alternativa generale ad un sistema e non solo ad un uomo.
Pensiamo perciò a una lista antiliberista e antifascista, capace di riannodare in un unico filo le lotte ambientaliste, le rivendicazioni sul reddito e sul lavoro, le pratiche solidaristiche. E la vorremmo costruita in modo aperto, largo e inclusivo, con i movimenti di lotta, le associazioni di volontariato e cultura critica, le strutture sindacali, le formazioni politiche.
Ci pare una proposta non solo utile, ma necessaria, se si vuole contrastare davvero la dinamica di brutale regressione che penalizza la Campania tanto negli scranni della Regione, quanto nei palazzi delle istituzioni politiche nazionali. E siamo fiduciosi che il senso di responsabilità prevarrà e che le forze di sinistra, del civismo democratico e dei movimenti di lotta convergeranno davvero in un'unica proposta politico-elettorale.
Se condivideremo la logica di una contrapposizione frontale tanto alla destra quanto alla coalizione di De Luca basata sui contenuti di programma e non solo sulle modalità di gestione, noi non faremo questioni di primogeniture, nomi o bandiere.
Solo osserviamo che non c’è più tempo per tatticismi e lungaggini.
Andrea Balia (Partito del Sud); Costanza Boccardi (AltraEuropa); Ludovico Chianese (Confederazione Cobas - Napoli); Antonio Frattasi (Partito Comunista Italiano); Rino Malinconico (Partito della Rifondazione Comunista)


 
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