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giovedì 6 ottobre 2022
IL PARTITO DEL SUD INCONTRA - ANALISI ELETTORALE
lunedì 26 settembre 2022
UN BUON INIZIO PER UNIONE POPOLARE
Poteva andare meglio, ma comunque è un buon inizio per Unione Popolare. Ora l’importante è non disperdere, come purtroppo troppe volte in passato è accaduto, il tanto lavoro fatto in pochissimo tempo e proseguire il lavoro di formazione sui territori di Unione Popolare, anche in vista delle prossime elezioni amministrative. Ovviamente a pari dignità fra le varie componenti.
Poteva andare meglio, ma comunque è un buon inizio per Unione Popolare. Ora l’importante è non disperdere, come purtroppo troppe volte in passato è accaduto, il tanto lavoro fatto in pochissimo tempo e proseguire il lavoro di formazione sui territori di Unione Popolare, anche in vista delle prossime elezioni amministrative. Ovviamente a pari dignità fra le varie componenti.
giovedì 22 settembre 2022
Elezioni, Piera Aiello di Unione Popolare: “Sono qui per il processo Grimilde”. VIDEO
Nei giorni scorsi in città la testimone di giustizia e membro della Commissione parlamentare antimafia. E’ candidata con De Magistris
REGGIO EMILIA – Piera Aiello è una testimone di giustizia. Ha denunciato gli assassini del marito, ammazzato nel 1991 davanti a lei in Sicilia e ha iniziato a collaborare con la magistratura, in particolare con il giudice Paolo Borsellino. Fino al 2018 ha vissuto con un’altra identità. In quell’anno è stata eletta parlamentare con i 5 Stelle, ma è uscita dal Movimento nel 2020.
Componente della commissione Giustizia e della Commissione parlamentare antimafia, ora è candidata con ‘Unione popolare’ l’alleanza che fa capo all’ex magistrato ed ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris. ‘Sono qui per la ripresa del processo Grimilde- spiega- e perchè anche a Reggio si diceva che la mafia non esiste invece è il contrario, Unione popolare vuole giustizia per la gente’
A Reggio nei giorni scorsi per sostenere i candidati sul nostro territorio e sta girando l’Italia per riportare all’attenzione dell’opinione pubblica in campagna elettorale il tema delle infiltrazioni. ‘La devastante crisi che colpisce le famiglie e le aziende, il fiume di risorse in arrivo con il PNRR rischiano di aumentare l’azione criminale fra usura e taglieggiamento’ ha detto.
‘E’ importante andare a votare a prescindere da chi si voti, noi siamo gente del popolo’
Unione Popolare con De Magistris, unisce Rifondazione Comunista, Potere al popolo e Partito del Sud. Sul nostro territorio sono candidati Paola Varesi dell’Istituto Cervi, capolista nel collegio plurinominale del Senato; il segretario regionale di Rifondazione, Stefano Lugli; Natale Cuccurese, candidato all’uninominale a Reggio e Alberto Montelaghi, operaio di Casalgrande.
Capolista nel collegio plurinominale della Camera è Andrea Bui, membro del coordinamento nazionale di Potere al Popolo.
Fonte: Reggioonline
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Nei giorni scorsi in città la testimone di giustizia e membro della Commissione parlamentare antimafia. E’ candidata con De Magistris
REGGIO EMILIA – Piera Aiello è una testimone di giustizia. Ha denunciato gli assassini del marito, ammazzato nel 1991 davanti a lei in Sicilia e ha iniziato a collaborare con la magistratura, in particolare con il giudice Paolo Borsellino. Fino al 2018 ha vissuto con un’altra identità. In quell’anno è stata eletta parlamentare con i 5 Stelle, ma è uscita dal Movimento nel 2020.
Componente della commissione Giustizia e della Commissione parlamentare antimafia, ora è candidata con ‘Unione popolare’ l’alleanza che fa capo all’ex magistrato ed ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris. ‘Sono qui per la ripresa del processo Grimilde- spiega- e perchè anche a Reggio si diceva che la mafia non esiste invece è il contrario, Unione popolare vuole giustizia per la gente’
A Reggio nei giorni scorsi per sostenere i candidati sul nostro territorio e sta girando l’Italia per riportare all’attenzione dell’opinione pubblica in campagna elettorale il tema delle infiltrazioni. ‘La devastante crisi che colpisce le famiglie e le aziende, il fiume di risorse in arrivo con il PNRR rischiano di aumentare l’azione criminale fra usura e taglieggiamento’ ha detto.
‘E’ importante andare a votare a prescindere da chi si voti, noi siamo gente del popolo’
Unione Popolare con De Magistris, unisce Rifondazione Comunista, Potere al popolo e Partito del Sud. Sul nostro territorio sono candidati Paola Varesi dell’Istituto Cervi, capolista nel collegio plurinominale del Senato; il segretario regionale di Rifondazione, Stefano Lugli; Natale Cuccurese, candidato all’uninominale a Reggio e Alberto Montelaghi, operaio di Casalgrande.
Capolista nel collegio plurinominale della Camera è Andrea Bui, membro del coordinamento nazionale di Potere al Popolo.
Fonte: Reggioonline
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UP, Cuccurese: “Al Sud non si voti il Partito Unico del Nord”
Purtroppo, da più di centosessanta anni l’Italia è un paese letteralmente spaccato in due. Da un lato, un Nord colonizzatore, relativamente più sviluppato. Dall’altro, un Sud colonia estrattiva interna, da sempre in ritardo di sviluppo.
Pertanto, l’Italia a due velocità non è soltanto una metafora per indicare lo storico divario tra le due parti di un paese sempre più diviso e diseguale, ma anche la descrizione di un paese letteralmente spaccato in due per l’offerta di treni sulla rete ferroviaria sedicente nazionale: oltre 150 treni al giorni al Centro-Nord e meno di 15 treni al giorno al Sud.
nazionale per lo sviluppo del Sud è scesa ulteriormente. Dimenticando che il miracolo economico italiano si è avuto quando con la Cassa del Mezzogiorno si è incluso il Sud nello sviluppo, confermando che l’unica maniera per crescere è includere il Sud, non escluderlo. Che il motore del Paese può essere anche il Sud”.
“Ora – denuncia – per predare ancora e disintegrare il Paese arriva l’Autonomia differenziata, a cui solo Unione Popolare è contraria”.
“Un voto – conclude Cuccurese – a Unione Popolare è un voto per il Sud, tutto il resto sono chiacchiere, razzismo e furti di Stato da parte dei soliti politicanti del centrosinistradestra anche del Sud, con la testa rivolta esclusivamente a Nord”.
Fonte: VesuvianoNews - articolo di Salvatore Lucchese
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Purtroppo, da più di centosessanta anni l’Italia è un paese letteralmente spaccato in due. Da un lato, un Nord colonizzatore, relativamente più sviluppato. Dall’altro, un Sud colonia estrattiva interna, da sempre in ritardo di sviluppo.
Pertanto, l’Italia a due velocità non è soltanto una metafora per indicare lo storico divario tra le due parti di un paese sempre più diviso e diseguale, ma anche la descrizione di un paese letteralmente spaccato in due per l’offerta di treni sulla rete ferroviaria sedicente nazionale: oltre 150 treni al giorni al Centro-Nord e meno di 15 treni al giorno al Sud.
nazionale per lo sviluppo del Sud è scesa ulteriormente. Dimenticando che il miracolo economico italiano si è avuto quando con la Cassa del Mezzogiorno si è incluso il Sud nello sviluppo, confermando che l’unica maniera per crescere è includere il Sud, non escluderlo. Che il motore del Paese può essere anche il Sud”.
“Ora – denuncia – per predare ancora e disintegrare il Paese arriva l’Autonomia differenziata, a cui solo Unione Popolare è contraria”.
“Un voto – conclude Cuccurese – a Unione Popolare è un voto per il Sud, tutto il resto sono chiacchiere, razzismo e furti di Stato da parte dei soliti politicanti del centrosinistradestra anche del Sud, con la testa rivolta esclusivamente a Nord”.
Fonte: VesuvianoNews - articolo di Salvatore Lucchese
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mercoledì 14 settembre 2022
Lo scippo di parlamentari a danno del Mezzogiorno
Tra candidati del Nord paracadutati nelle regioni del Meridione e il taglio dei parlamentari che colpisce in particolare alcuni territori del Sud, le prossime elezioni provocheranno un’ulteriore spaccatura territoriale del Paese
Di Natale Cuccurese
Il taglio dei parlamentari a seguito del referendum del settembre 2020, fortemente voluto dal Movimento 5 stelle, unito all’attuale e deleteria legge elettorale, priva i territori del Mezzogiorno di una rappresentanza parlamentare degna di questo nome. Già lo avevamo previsto su queste pagine. Il Partito consociativo del Nord non si accontenta più di sfruttare il Mezzogiorno, di opprimere i suoi cittadini con i tanti, continui, scippi di fondi, ma adesso occupa, esautora e soppianta con propri candidati paracadutati in collegi “sicuri” da altri territori del Centro-Nord, anche le liste elettorali, proprio come si fa con una colonia, con l’effetto che i cittadini di molti territori del Sud resteranno senza una propria rappresentanza politica territoriale diretta. A meno che non si pensi davvero che un Franceschini, un Salvini o una Boschi, fra gli altri, abbiano a cuore e conoscano le problematiche dei territori nei quali sono stati paracadutati.
Analizziamo le conseguenze per il Mezzogiorno della riduzione dei parlamentari, in quello che potrebbe essere l’ultimo imbroglio, forse quello definitivo, per il Sud ed i suoi cittadini, approfondendo la spaccatura già presente nel Paese. La densità di popolazione, parametro per l’assegnazione del numero dei seggi alla Camera e al Senato, al Sud è più bassa che al Nord, mentre la desertificazione demografica causata dall’emigrazione cresce di anno in anno. La conseguenza è che il Sud, in un Parlamento ridotto, avrà un peso politico ancora minore del precedente.
Sicilia e Sardegna, ad esempio, avranno una più pesante riduzione dei rappresentanti in termini percentuali al Senato rispetto ad altre Regioni a Statuto speciale come il Trentino Alto Adige e la Val d’Aosta. La Basilicata e l’Umbria subiscono il taglio maggiore al Senato, i rappresentanti passano dagli attuali 7 a soli 3 (-57,1%) e qualsiasi partito sotto il 20% dei voti non eleggerà alcun rappresentante, inoltre visto che il Senato è eletto su base regionale, la Sardegna finisce per avere un senatore ogni 328mila abitanti, mentre il Trentino-Alto Adige uno ogni 172mila (a causa della legge che taglia i parlamentari, che tutela particolarmente la rappresentatività delle province autonome di Bolzano e Trento, ndr) rendendo evidente la sperequazione per cui il voto di un cittadino trentino vale il doppio di quello di un cittadino sardo.
Bisogna poi considerare che, in linea generale, gli attuali collegi sono diventati grandissimi, soprattutto al Senato, e che con la riduzione dei seggi il rischio, o meglio la certezza, è che solo il maggior partito riuscirà ad eleggere, soprattutto nelle regioni più piccole, così con questo meccanismo mancherà una rappresentanza di tutte le opposizioni al Senato non solo in Basilicata e Umbria, ma anche in Calabria, Abruzzo, Sardegna oltre a Liguria, Friuli, Marche, Umbria e Trentino.
Inoltre la riduzione degli eletti al Sud comporterà una loro minore autonomia, visto che sui pochi eletti graverà una maggiore pressione dei gruppi di potere economico e delle varie lobby, che come è noto sono concentrate al Nord. In altre parole, i già minori eletti del Sud saranno sottoposti a pressioni di ogni tipo per spingerli a scelte che spesso potrebbero essere contro l’interesse dei territori che devono rappresentare, inoltre l’inevitabile riduzione degli eletti del territorio a favore dei paracadutati sposterà ulteriormente il piatto della bilancia politica e di rappresentanza verso Nord.
Dunque, considerato che il numero dei seggi è minore di prima e che le liste dei candidati sono, come si è visto, compilate dalle segreterie di partito, e fatta salva la buonafede di tutti, la domanda che si pone è: sono stati candidati, al Sud come al Nord, i personaggi più autonomi, quelli che maggiormente possono fare gli interessi dei propri elettori oppure il rischio è quello che siano stati candidati quelli più propensi ad obbedire alle direttive del partito, a maggior ragione di fronte all’evidenza che, come visto, solo i maggiori partiti avranno possibilità di eleggere? Forse sarebbe stato il caso di procedere, parallelamente alla riduzione dei parlamentari a seguito del referendum, ad un ritorno ad una legge elettorale proporzionale, così come aveva detto durante la campagna referendaria l’allora segretario del Pd Zingaretti, ma purtroppo le cose non sono andate così.
Stupisce che l’artefice primo di questa manovra di riduzione dei parlamentari e di rappresentanza sia proprio il M5s che al Sud ha avuto un grande risultato alle ultime elezioni del 2018. L’ennesima giravolta, dopo il governo con la Lega, che mortifica i territori del Sud e ne tradisce le aspettative.
Ciliegina sulla torta in questa sottrazione di rappresentanza è il fatto che, non potendo comunque vietare il voto ai cittadini meridionali, lo si impedisce nei fatti ad oltre 4,9 milioni di cittadini “fuori sede”, cioè domiciliati in Italia ma che per motivi di studio, lavoro o perché devono curarsi, hanno momentaneamente il domicilio lontano dal Comune di residenza. Infatti, mentre un italiano che vive all’estero può votare con facilità, uno studente, un lavoratore, un malato in Italia deve necessariamente tornare al Comune di residenza per poter esprimere il suo voto. Inutile dire che la stragrande maggioranza di questi cittadini, privati così di un diritto costituzionale, sono meridionali.
Una vergogna indegna di un Paese civile che (a chiacchiere) si definisce democratico. L’ennesima evidente prova di una sottrazione di rappresentanza voluta e dettata da un razzismo di Stato che opprime da decenni il Mezzogiorno, tramutato così sempre di più in una colonia interna in cui larga parte dei cittadini non hanno, nei fatti, nemmeno più il diritto di voto. Politicanti e media mainstream come sempre diranno dopo le lezioni che nel Mezzogiorno l’astensionismo è molto alto, segno di un disinteresse per la politica. Insomma al danno si aggiungerà come sempre la beffa del pubblico ludibrio.
Ecco perché per il Sud si prepara l’ennesimo scippo. Uno scippo di rappresentanza e di democrazia che prelude consequenzialmente all’ennesimo furto di risorse.
* In foto: il ministro della Cultura Dario Franceschini, candidato al Senato nel collegio di Napoli nella lista del Pd
L’autore: Natale Cuccurese è presidente del Partito del Sud
Fonte: Left
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Tra candidati del Nord paracadutati nelle regioni del Meridione e il taglio dei parlamentari che colpisce in particolare alcuni territori del Sud, le prossime elezioni provocheranno un’ulteriore spaccatura territoriale del Paese
Di Natale Cuccurese
Il taglio dei parlamentari a seguito del referendum del settembre 2020, fortemente voluto dal Movimento 5 stelle, unito all’attuale e deleteria legge elettorale, priva i territori del Mezzogiorno di una rappresentanza parlamentare degna di questo nome. Già lo avevamo previsto su queste pagine. Il Partito consociativo del Nord non si accontenta più di sfruttare il Mezzogiorno, di opprimere i suoi cittadini con i tanti, continui, scippi di fondi, ma adesso occupa, esautora e soppianta con propri candidati paracadutati in collegi “sicuri” da altri territori del Centro-Nord, anche le liste elettorali, proprio come si fa con una colonia, con l’effetto che i cittadini di molti territori del Sud resteranno senza una propria rappresentanza politica territoriale diretta. A meno che non si pensi davvero che un Franceschini, un Salvini o una Boschi, fra gli altri, abbiano a cuore e conoscano le problematiche dei territori nei quali sono stati paracadutati.
Analizziamo le conseguenze per il Mezzogiorno della riduzione dei parlamentari, in quello che potrebbe essere l’ultimo imbroglio, forse quello definitivo, per il Sud ed i suoi cittadini, approfondendo la spaccatura già presente nel Paese. La densità di popolazione, parametro per l’assegnazione del numero dei seggi alla Camera e al Senato, al Sud è più bassa che al Nord, mentre la desertificazione demografica causata dall’emigrazione cresce di anno in anno. La conseguenza è che il Sud, in un Parlamento ridotto, avrà un peso politico ancora minore del precedente.
Sicilia e Sardegna, ad esempio, avranno una più pesante riduzione dei rappresentanti in termini percentuali al Senato rispetto ad altre Regioni a Statuto speciale come il Trentino Alto Adige e la Val d’Aosta. La Basilicata e l’Umbria subiscono il taglio maggiore al Senato, i rappresentanti passano dagli attuali 7 a soli 3 (-57,1%) e qualsiasi partito sotto il 20% dei voti non eleggerà alcun rappresentante, inoltre visto che il Senato è eletto su base regionale, la Sardegna finisce per avere un senatore ogni 328mila abitanti, mentre il Trentino-Alto Adige uno ogni 172mila (a causa della legge che taglia i parlamentari, che tutela particolarmente la rappresentatività delle province autonome di Bolzano e Trento, ndr) rendendo evidente la sperequazione per cui il voto di un cittadino trentino vale il doppio di quello di un cittadino sardo.
Bisogna poi considerare che, in linea generale, gli attuali collegi sono diventati grandissimi, soprattutto al Senato, e che con la riduzione dei seggi il rischio, o meglio la certezza, è che solo il maggior partito riuscirà ad eleggere, soprattutto nelle regioni più piccole, così con questo meccanismo mancherà una rappresentanza di tutte le opposizioni al Senato non solo in Basilicata e Umbria, ma anche in Calabria, Abruzzo, Sardegna oltre a Liguria, Friuli, Marche, Umbria e Trentino.
Inoltre la riduzione degli eletti al Sud comporterà una loro minore autonomia, visto che sui pochi eletti graverà una maggiore pressione dei gruppi di potere economico e delle varie lobby, che come è noto sono concentrate al Nord. In altre parole, i già minori eletti del Sud saranno sottoposti a pressioni di ogni tipo per spingerli a scelte che spesso potrebbero essere contro l’interesse dei territori che devono rappresentare, inoltre l’inevitabile riduzione degli eletti del territorio a favore dei paracadutati sposterà ulteriormente il piatto della bilancia politica e di rappresentanza verso Nord.
Dunque, considerato che il numero dei seggi è minore di prima e che le liste dei candidati sono, come si è visto, compilate dalle segreterie di partito, e fatta salva la buonafede di tutti, la domanda che si pone è: sono stati candidati, al Sud come al Nord, i personaggi più autonomi, quelli che maggiormente possono fare gli interessi dei propri elettori oppure il rischio è quello che siano stati candidati quelli più propensi ad obbedire alle direttive del partito, a maggior ragione di fronte all’evidenza che, come visto, solo i maggiori partiti avranno possibilità di eleggere? Forse sarebbe stato il caso di procedere, parallelamente alla riduzione dei parlamentari a seguito del referendum, ad un ritorno ad una legge elettorale proporzionale, così come aveva detto durante la campagna referendaria l’allora segretario del Pd Zingaretti, ma purtroppo le cose non sono andate così.
Stupisce che l’artefice primo di questa manovra di riduzione dei parlamentari e di rappresentanza sia proprio il M5s che al Sud ha avuto un grande risultato alle ultime elezioni del 2018. L’ennesima giravolta, dopo il governo con la Lega, che mortifica i territori del Sud e ne tradisce le aspettative.
Ciliegina sulla torta in questa sottrazione di rappresentanza è il fatto che, non potendo comunque vietare il voto ai cittadini meridionali, lo si impedisce nei fatti ad oltre 4,9 milioni di cittadini “fuori sede”, cioè domiciliati in Italia ma che per motivi di studio, lavoro o perché devono curarsi, hanno momentaneamente il domicilio lontano dal Comune di residenza. Infatti, mentre un italiano che vive all’estero può votare con facilità, uno studente, un lavoratore, un malato in Italia deve necessariamente tornare al Comune di residenza per poter esprimere il suo voto. Inutile dire che la stragrande maggioranza di questi cittadini, privati così di un diritto costituzionale, sono meridionali.
Una vergogna indegna di un Paese civile che (a chiacchiere) si definisce democratico. L’ennesima evidente prova di una sottrazione di rappresentanza voluta e dettata da un razzismo di Stato che opprime da decenni il Mezzogiorno, tramutato così sempre di più in una colonia interna in cui larga parte dei cittadini non hanno, nei fatti, nemmeno più il diritto di voto. Politicanti e media mainstream come sempre diranno dopo le lezioni che nel Mezzogiorno l’astensionismo è molto alto, segno di un disinteresse per la politica. Insomma al danno si aggiungerà come sempre la beffa del pubblico ludibrio.
Ecco perché per il Sud si prepara l’ennesimo scippo. Uno scippo di rappresentanza e di democrazia che prelude consequenzialmente all’ennesimo furto di risorse.
* In foto: il ministro della Cultura Dario Franceschini, candidato al Senato nel collegio di Napoli nella lista del Pd
L’autore: Natale Cuccurese è presidente del Partito del Sud
Fonte: Left
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martedì 30 agosto 2022
Emilia Romagna - Unione Popolare si presenta con il suo capo politico Luigi de Magistris, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese e tanti altri candidate e candidati:
Venerdì 2 settembre Unione Popolare si presenta in piazza con il suo capo politico Luigi de Magistris, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, Marta Collot, Paolo Ferrero e tanti altri candidate e candidati:
-A Reggio Emilia ai Chiostri della Ghiara dalle 14,30
-A Bologna in piazza dell'Unità dalle 18
Venerdì 2 settembre Unione Popolare si presenta in piazza con il suo capo politico Luigi de Magistris, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, Marta Collot, Paolo Ferrero e tanti altri candidate e candidati:
-A Reggio Emilia ai Chiostri della Ghiara dalle 14,30
-A Bologna in piazza dell'Unità dalle 18
domenica 21 agosto 2022
LA DEMOCRAZIA HA VINTO!
Traguardo raggiunto! Più di 60.000 firme per Unione Popolare con de Magistris
Oggi e domani saranno presentate le liste dell'Unione Popolare con de Magistris nei collegi di tutta Italia.
Nel ringraziare le tante e i tanti che hanno fatto la fila ad agosto per venire a firmare per noi in difesa dei principi della Costituzione nata dalla Resistenza, troppo spesso taciuti o negati soprattutto a danno dei cittadini del Mezzogiorno, è doveroso denunciare l'oscuramento che ha subito e continua a subire la nostra coalizione sui media e i telegiornali, segno evidente che Unione Popolare rappresenta l’unica vera lista alternative alla casta politica al potere in Italia. Casta che vuole imporre l’Agenda Draghi, cioè l’agenda del partito consociativo della guerra, delle privatizzazioni, della precarizzazione del lavoro e dell’Autonomia differenziata.Opponiamoci con forza alle logiche leghiste e protoleghiste al potere da un trentennio sostenendo e votando il 25 settembre Unione Popolare.
Ringrazio le attiviste e gli attivisti del Partito del Sud che dal Sud al Nord del Paese hanno contribuito e si sono impegnati generosamente in questa impresa democratica a difesa dei diritti costituzionali e per dare finalmente al Mezzogiorno una rappresentanza politica a schiena dritta così da far cessare definitivamente le distorte politiche causa del razzismo di Stato.
Natale Cuccurese, presidente nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
Oggi e domani saranno presentate le liste dell'Unione Popolare con de Magistris nei collegi di tutta Italia.
Nel ringraziare le tante e i tanti che hanno fatto la fila ad agosto per venire a firmare per noi in difesa dei principi della Costituzione nata dalla Resistenza, troppo spesso taciuti o negati soprattutto a danno dei cittadini del Mezzogiorno, è doveroso denunciare l'oscuramento che ha subito e continua a subire la nostra coalizione sui media e i telegiornali, segno evidente che Unione Popolare rappresenta l’unica vera lista alternative alla casta politica al potere in Italia. Casta che vuole imporre l’Agenda Draghi, cioè l’agenda del partito consociativo della guerra, delle privatizzazioni, della precarizzazione del lavoro e dell’Autonomia differenziata.Opponiamoci con forza alle logiche leghiste e protoleghiste al potere da un trentennio sostenendo e votando il 25 settembre Unione Popolare.
Ringrazio le attiviste e gli attivisti del Partito del Sud che dal Sud al Nord del Paese hanno contribuito e si sono impegnati generosamente in questa impresa democratica a difesa dei diritti costituzionali e per dare finalmente al Mezzogiorno una rappresentanza politica a schiena dritta così da far cessare definitivamente le distorte politiche causa del razzismo di Stato.
Natale Cuccurese, presidente nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
sabato 13 agosto 2022
ANCHE A REGGIO EMILIA PARLANO DI NOI...
Oggi sul @Carlino_Reggio, c’è spazio (anche) per @unione_popolare, per Luigi de Magistris e per i Partiti che compongono la coalizione, compreso il Partito del Sud …
Oggi sul @Carlino_Reggio, c’è spazio (anche) per @unione_popolare, per Luigi de Magistris e per i Partiti che compongono la coalizione, compreso il Partito del Sud …
Unione popolare: si parte dal popolo e dalle periferie
Un gommista, un artigiano pasticciere e la Casa del Popolo. Categorie simbolo di un Paese e di una città Napoli, per la raccolta firme di Unione Popolare con De Magistris Presidente. Tre categorie, quelle scelte per la raccolta firme, rappresentative di quelle professioni maggiormente colpite dalla crisi, e per le quali l’attuale governo, non ha previsto alcun tipo di aiuto. Una forza politica popolare che si rivolge ai giovani alle categorie ignorate dalla politica, e dalle istituzioni. Un conglomerato popolare senza Conte, finte sinistre e finti ambientalisti che riunisce diverse forze della sinistra radicale: il gruppo parlamentare Manifesta, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Partito del Sud, Risorgimento Socialista, DeMa.
“Abbiamo iniziato simbolicamente da Soccavo e dal Rione Traiano – spiega Antonio Luongo, responsabile cittadino del Partito del Sud – luoghi simbolo della città di Napoli, periferia viva che chiede a gran voce il proprio riscatto”. La politica sta mostrando ogni giorno la propria incapacità di ragionare su seri programmi politici. “Serve una alternativa all’agenda Draghi – spiega ancora Antonio Luongo – il Paese ha bisogno di recuperare serenità anche rispetto a questo clima belligerante fuori e dentro la nazione. Città come Napoli chiedono risposte concrete alle problematiche, per cui oggi ci ritroviamo con tantissimi delusi del Pd e del M5S”.
Fonte: Terroniananmagazine
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Un gommista, un artigiano pasticciere e la Casa del Popolo. Categorie simbolo di un Paese e di una città Napoli, per la raccolta firme di Unione Popolare con De Magistris Presidente. Tre categorie, quelle scelte per la raccolta firme, rappresentative di quelle professioni maggiormente colpite dalla crisi, e per le quali l’attuale governo, non ha previsto alcun tipo di aiuto. Una forza politica popolare che si rivolge ai giovani alle categorie ignorate dalla politica, e dalle istituzioni. Un conglomerato popolare senza Conte, finte sinistre e finti ambientalisti che riunisce diverse forze della sinistra radicale: il gruppo parlamentare Manifesta, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Partito del Sud, Risorgimento Socialista, DeMa.
“Abbiamo iniziato simbolicamente da Soccavo e dal Rione Traiano – spiega Antonio Luongo, responsabile cittadino del Partito del Sud – luoghi simbolo della città di Napoli, periferia viva che chiede a gran voce il proprio riscatto”. La politica sta mostrando ogni giorno la propria incapacità di ragionare su seri programmi politici. “Serve una alternativa all’agenda Draghi – spiega ancora Antonio Luongo – il Paese ha bisogno di recuperare serenità anche rispetto a questo clima belligerante fuori e dentro la nazione. Città come Napoli chiedono risposte concrete alle problematiche, per cui oggi ci ritroviamo con tantissimi delusi del Pd e del M5S”.
Fonte: Terroniananmagazine
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venerdì 10 giugno 2022
A Catanzaro e Palermo Domenica 12 non sbagliare a votare....vota i candidati del Partito del Sud Meridionalisti Progressisti
Se vivi a Catanzaro o a Palermo Domenica 12 non sbagliare a votare....per il Partito del Sud Meridionalisti Progressisti a Catanzaro in lista "Insieme Osiamo" (candidato sindaco Francesco Di Lieto) scrivi e vota ANNA MARIA BUFFA ed ELIO ROTUNDO ...a Palermo in lista Rita Barbera sindaco scrivi e vota GIOVANNI MANISCALCO.
Se vivi a Catanzaro o a Palermo Domenica 12 non sbagliare a votare....per il Partito del Sud Meridionalisti Progressisti a Catanzaro in lista "Insieme Osiamo" (candidato sindaco Francesco Di Lieto) scrivi e vota ANNA MARIA BUFFA ed ELIO ROTUNDO ...a Palermo in lista Rita Barbera sindaco scrivi e vota GIOVANNI MANISCALCO.














