Supporta il Partito del Sud
La campagna di adesione al Partito del Sud è ripresa, con il nuovo tesseramento, da gennaio.
Scopri Perchè sostenerci
Il Partito del sud per tutti i sud
I sud del mondo hanno tutti in comune il medesimo destino, sono stati conquistati, sfruttati depredati e abbandonati a loro stessi. Il partito del sud è convinto che la solidarietà e l'accoglienza siano un dovere perchè ogni essere umano ha diritto a vivere una vita dignitosa
Illuminiamo il futuro dei nostri figli
Solo 6 euro per ogni 100 di spesa restano alle imprese del sud, diamo ai nostri figli la possibilità di restare nella loro terra. Sei tu a fare la scelta. COMPRA PRODOTTI DEL SUD. Prima di acquistare un prodotto guarda etichetta, scegli aziende con sede e stabilimenti nel sud Italia
giovedì 1 marzo 2018
Natale Cuccurese all’incontro di Reggio Emilia “Riflessioni sul Programma di Potere al Popolo - Una Nuova Questione Meridionale” [Video]
Reggio Emilia. L’intervento di Natale Cuccurese all’incontro “Riflessioni sul Programma di Potere al Popolo - Una Nuova Questione Meridionale”
28 Febbraio 2018 al Circolo Arci Tunnel di Reggio Emilia con:
-Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, componente di Potere al Popolo
- Andrea Del Monaco, esperto fondi Ue, opinionista televisivo, giornalista, autore del libro "Sud colonia tedesca"
-Vincenzo Tosti, Portavoce della "Rete di Cittadinanza e Comunità", ambientalista, storico attivista in Terra dei Fuochi. Il #Sud alle prossime elezioni non c'è? Non è vero, nel programma di #PoterealPopolo è ben presente. Se vi dicono il contrario è una fake news...
Reggio Emilia. L’intervento di Natale Cuccurese all’incontro “Riflessioni sul Programma di Potere al Popolo - Una Nuova Questione Meridionale”
28 Febbraio 2018 al Circolo Arci Tunnel di Reggio Emilia con:
-Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, componente di Potere al Popolo
- Andrea Del Monaco, esperto fondi Ue, opinionista televisivo, giornalista, autore del libro "Sud colonia tedesca"
-Vincenzo Tosti, Portavoce della "Rete di Cittadinanza e Comunità", ambientalista, storico attivista in Terra dei Fuochi. Il #Sud alle prossime elezioni non c'è? Non è vero, nel programma di #PoterealPopolo è ben presente. Se vi dicono il contrario è una fake news...
sabato 24 febbraio 2018
Incontro con i candidati di Potere al Popolo di Palermo-Bagheria - Domenica 25 Febbraio a Palermo
I candidati della lista Potere al Popolo Giovanni Maniscalco, Pietro Milazzo e Francesca Tuminello, candidati rispettivamente nei collegi uninominali di Senato e Camera, e nel plurinominale Camera incontrano la cittadinanza illustrando i punti salienti del programma con il quale si presentano alle elezioni nazionali del 4 marzo.
Modererà l'incontro Marco Provenzano.
Modererà l'incontro Marco Provenzano.
"I liberatori non esistono: sono i popoli che si liberano da sè" (Ernesto Guevara De la Serna)
I candidati della lista Potere al Popolo Giovanni Maniscalco, Pietro Milazzo e Francesca Tuminello, candidati rispettivamente nei collegi uninominali di Senato e Camera, e nel plurinominale Camera incontrano la cittadinanza illustrando i punti salienti del programma con il quale si presentano alle elezioni nazionali del 4 marzo.
Modererà l'incontro Marco Provenzano.
Modererà l'incontro Marco Provenzano.
"I liberatori non esistono: sono i popoli che si liberano da sè" (Ernesto Guevara De la Serna)
Riflessioni sul Programma di Potere al Popolo - Una Nuova Questione Meridionale - Domenica 25 Febbraio a Castelforte (LT)
Riflessioni sul Programma di Potere al Popolo - Una Nuova Questione Meridionale
Ne parliamo domenica 25 Febbraio a Castelforte (LT) in via Roma 2 dalle ore 11,30 con:
-Antonio Rosato, Candidato uninominale per Potere al Popolo circoscrizione Latina 2 , Coord. Regionale Lazio del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
-Andrea Del Monaco, esperto fondi Ue, opinionista televisivo, giornalista, autore del libro "Sud colonia tedesca"
-Enzo Riccio, Coord. Organizzativo nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
Il #Sud alle prossime elezioni non c'è? Non è vero, nel programma di #PoterealPopolo è ben presente. Se vi dicono il contrario è una fake news...
Potere al Popolo è infatti l'unica lista a parlare di #Sud nel programma, l'unica ad avere la presenza fra le proprie file (e la citazione nel Manifesto politico) dei meridionalisti, ovviamente non è un caso, sono i Meridionalisti Progressisti.
Potere al Popolo, caso unico nel panorama politico, propone (al punto 14 dei 15 previsti nel programma) una «Nuova Questione Meridionale». Da affrontare con «investimenti pubblici nei settori produttivi, che siano mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati per contrastare il ricatto inaccettabile che vorrebbe barattare l’occupazione con la salute e la tutela dell’ambiente, e per permettere alle ragazze e ai ragazzi del Mezzogiorno di avere il pieno diritto allo studio e al lavoro nella propria terra».
Potere al Popolo è infatti l'unica lista a parlare di #Sud nel programma, l'unica ad avere la presenza fra le proprie file (e la citazione nel Manifesto politico) dei meridionalisti, ovviamente non è un caso, sono i Meridionalisti Progressisti.
Potere al Popolo, caso unico nel panorama politico, propone (al punto 14 dei 15 previsti nel programma) una «Nuova Questione Meridionale». Da affrontare con «investimenti pubblici nei settori produttivi, che siano mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati per contrastare il ricatto inaccettabile che vorrebbe barattare l’occupazione con la salute e la tutela dell’ambiente, e per permettere alle ragazze e ai ragazzi del Mezzogiorno di avere il pieno diritto allo studio e al lavoro nella propria terra».
“Il problema meridionale non si risolve dentro lo Stato attuale, né dentro quelli che, senza contraddirlo radicalmente, lo seguiranno”
Carlo Levi
Carlo Levi
Il Programma completo di Potere al popolo : https://poterealpopolo.org/potere-al-popolo/programma/
Riflessioni sul Programma di Potere al Popolo - Una Nuova Questione Meridionale
Ne parliamo domenica 25 Febbraio a Castelforte (LT) in via Roma 2 dalle ore 11,30 con:
-Antonio Rosato, Candidato uninominale per Potere al Popolo circoscrizione Latina 2 , Coord. Regionale Lazio del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
-Andrea Del Monaco, esperto fondi Ue, opinionista televisivo, giornalista, autore del libro "Sud colonia tedesca"
-Enzo Riccio, Coord. Organizzativo nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
Il #Sud alle prossime elezioni non c'è? Non è vero, nel programma di #PoterealPopolo è ben presente. Se vi dicono il contrario è una fake news...
Potere al Popolo è infatti l'unica lista a parlare di #Sud nel programma, l'unica ad avere la presenza fra le proprie file (e la citazione nel Manifesto politico) dei meridionalisti, ovviamente non è un caso, sono i Meridionalisti Progressisti.
Potere al Popolo, caso unico nel panorama politico, propone (al punto 14 dei 15 previsti nel programma) una «Nuova Questione Meridionale». Da affrontare con «investimenti pubblici nei settori produttivi, che siano mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati per contrastare il ricatto inaccettabile che vorrebbe barattare l’occupazione con la salute e la tutela dell’ambiente, e per permettere alle ragazze e ai ragazzi del Mezzogiorno di avere il pieno diritto allo studio e al lavoro nella propria terra».
Potere al Popolo è infatti l'unica lista a parlare di #Sud nel programma, l'unica ad avere la presenza fra le proprie file (e la citazione nel Manifesto politico) dei meridionalisti, ovviamente non è un caso, sono i Meridionalisti Progressisti.
Potere al Popolo, caso unico nel panorama politico, propone (al punto 14 dei 15 previsti nel programma) una «Nuova Questione Meridionale». Da affrontare con «investimenti pubblici nei settori produttivi, che siano mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati per contrastare il ricatto inaccettabile che vorrebbe barattare l’occupazione con la salute e la tutela dell’ambiente, e per permettere alle ragazze e ai ragazzi del Mezzogiorno di avere il pieno diritto allo studio e al lavoro nella propria terra».
“Il problema meridionale non si risolve dentro lo Stato attuale, né dentro quelli che, senza contraddirlo radicalmente, lo seguiranno”
Carlo Levi
Carlo Levi
Il Programma completo di Potere al popolo : https://poterealpopolo.org/potere-al-popolo/programma/
venerdì 9 febbraio 2018
Macerata: Cuccurese, doverosa e giusta la presenza di Potere al Popolo in piazza a Macerata il 10 febbraio contro la deriva razzista in atto nel Paese.
Macerata: Cuccurese, doverosa e giusta la presenza di Potere al
Popolo in piazza a Macerata il 10 febbraio contro la deriva razzista in atto
nel Paese.
“Sbagliato ed incostituzionale equiparare
manifestazioni fasciste ed antifasciste da parte di chiunque.
Sbagliato e antidemocratico impedire manifestazioni antifasciste dopo un
attentato terroristico a scopi razziali. Saremo a Macerata domani per
manifestare pacificamente, come ci impone un dovere democratico di
partecipazione a cui non è possibile rinunciare. Non è tollerabile per noi
meridionalisti progressisti continuare a subire passivamente
continui attacchi alla civile convivenza anche da parte di
quelle forze che, in barba a decenza e dettato costituzionale,
continuano da anni a propalare idee d’odio, razzismo e discriminazione,
dapprima ai danni dei cittadini del Sud ed ora ai danni dei migranti. Il tutto
nella passività di chi dovrebbe vigilare ed impedire la diffusione
di aberranti teoremi razziali di cui oggi subiamo le tragiche
conseguenze. E’ giunta l’ora di applicare finalmente la Costituzione
nata dalla Resistenza, fino ad oggi in larga parte e
colpevolmente inattesa. Condividiamo la scelta di “Potere al Popolo”
di scendere domani in piazza. Nessuna retromarcia è possibile di fronte al
dilagare del razzismo e della violenza. Dirigenti, militanti e sostenitori del
Partito del Sud saranno pertanto presenti alla manifestazione di domani in
adesione all’iniziativa che è pacifica, democratica e costituzionale!”
Lo dichiara Natale Cuccurese, Presidente del “Partito del
Sud-Meridionalisti Progressisti”, aderente alla lista “Potere al Popolo”.
COMUNICATO STAMPA 9 FEBBRAIO 2018
Macerata: Cuccurese, doverosa e giusta la presenza di Potere al
Popolo in piazza a Macerata il 10 febbraio contro la deriva razzista in atto
nel Paese.
“Sbagliato ed incostituzionale equiparare
manifestazioni fasciste ed antifasciste da parte di chiunque.
Sbagliato e antidemocratico impedire manifestazioni antifasciste dopo un
attentato terroristico a scopi razziali. Saremo a Macerata domani per
manifestare pacificamente, come ci impone un dovere democratico di
partecipazione a cui non è possibile rinunciare. Non è tollerabile per noi
meridionalisti progressisti continuare a subire passivamente
continui attacchi alla civile convivenza anche da parte di
quelle forze che, in barba a decenza e dettato costituzionale,
continuano da anni a propalare idee d’odio, razzismo e discriminazione,
dapprima ai danni dei cittadini del Sud ed ora ai danni dei migranti. Il tutto
nella passività di chi dovrebbe vigilare ed impedire la diffusione
di aberranti teoremi razziali di cui oggi subiamo le tragiche
conseguenze. E’ giunta l’ora di applicare finalmente la Costituzione
nata dalla Resistenza, fino ad oggi in larga parte e
colpevolmente inattesa. Condividiamo la scelta di “Potere al Popolo”
di scendere domani in piazza. Nessuna retromarcia è possibile di fronte al
dilagare del razzismo e della violenza. Dirigenti, militanti e sostenitori del
Partito del Sud saranno pertanto presenti alla manifestazione di domani in
adesione all’iniziativa che è pacifica, democratica e costituzionale!”
Lo dichiara Natale Cuccurese, Presidente del “Partito del
Sud-Meridionalisti Progressisti”, aderente alla lista “Potere al Popolo”.
COMUNICATO STAMPA 9 FEBBRAIO 2018
giovedì 8 febbraio 2018
Brutte notizie per Renzi, Grasso e D’Alema: Potere Al Popolo ha raccolto le firme e sarà presente ovunque
In Sicilia la notizia che Potere Al Popolo sarà presente alle elezioni arriva proprio nel momento in cui tanti dirigenti e tanti militanti del PD sono in rotta di collisione con il partito. Per non parlare di Liberi e Uguali, formazione politica che sta provando a fare eleggere personaggi che nulla hanno a che vedere con la nostra Isola. La notizia è che chi in Sicilia vuole votare a sinistra ha a disposizione un vero partito di sinistra
Brutte notizie per il PD di Matteo Renzi e per Liberi e Uguali di Piero Grasso, Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani. I rappresentanti di Potere Al Popolo – l’unica, vera formazione politica di sinistra – annunciano di aver raccolto e presentato le firme per presentare la lista. Morale: questa compagine politica che unisce tutto il mondo dei centri sociali e del volontariato a sinistra alle elezioni politiche del 4 marzo presenterà candidati in tutto il territorio nazionale.
Di seguito il comunicato stampa della nuova formazione politica:
“Si è chiusa con la consegna – conclusa nella serata di oggi 28 gennaio delle oltre 2700 sottoscrizioni – la Campagna di raccolta firme per la presentazione delle Liste dei candidati dei collegi della Camera Sicilia 1-01 e Sicilia 1-02 e del collegio del Senato Sicilia 1”.
“Per Potere Al Popolo – prosegue il comunicato – è stata una domenica importantissima, in tutti i capoluoghi di regione sono state consegnate decine di migliaia di firme. Anche Palermo ha fatto la sua parte. L’atto burocratico si è trasformato in partecipazione, decine di attivisti di Potere Al Popolo si sono dati appuntamento non solo per accompagnare i ‘presentatori’ nella consegna, ma per testimoniare la voglia di cambiamento.
Adesso è ufficiale, POTERE AL POPOLO non solo #accettalasfida ma vince la prima e sarà in campo nella campagna elettorale e nel voto del 4 marzo in tutto il territorio nazionale”.
Adesso è ufficiale, POTERE AL POPOLO non solo #accettalasfida ma vince la prima e sarà in campo nella campagna elettorale e nel voto del 4 marzo in tutto il territorio nazionale”.
La lista, che è stata votata dall’assemblea del 12 gennaio, vede nei due collegi plurinominali per il proporzionale i capilista Francesca Tumminello, lavoratrice di call center e delegata CGIL, e Frank Ferlisi, dirigente di Rifondazione Comunista.
Nei collegi uninominali per la Camera dei deputati la scelta è ricaduta invece su Maruzza Battaglia, presidente di LabZen2, Pietro Milazzo, attivista delle lotte sociali, Mario Minarda, insegnante e nel gruppo dirigente di PRC.
La lista del Senato invece vede nei collegi uninominali Davide Ficarra, attivista sociale e proprietario del Bar Garibaldi, Maria La Bianca, insegnante cresciuta nel volontariato cristiano che ha operato nel quartiere di Ballarò e Giovanni Maniscalco del partito del Sud e dirigente della CGIL.
Farà parte della lista plurinominale per il proporzionale al Senato Nilde Russo,attivista della zona madonita.
La notizia che Liberi E Uguali sarà presente alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo è molto importante in Sicilia, dove Renzi ha sostanzialmente buttato fuori dalle liste tutti gli esponenti di provenienza post comunista per fare posto ai propri sodali (in realtà, la stessa operazione è stata fatta in tutta l’Italia).
Chi oggi, nel PD siciliano, vuole votare a sinistra, per mettere in difficoltà Renzi – senza cadere nelle braccia di D’Alema, altro esponente del PD che è il vero leader di Liberi e Uguali – può farlo votando Potere Al Popolo.
Lo stesso discorso vale per i tanti dirigenti ed elettori di Liberi e Uguali delusi dalle scelte di Grasso e D’Alema, che hanno candidato in Sicilia soggetti che nulla hanno a che spartire con la Sicilia (eclatante il caso dell’ex segretario della CGIL candidato come capolista nella Sicilia orientale!): anche questi ultimi possono votare Potere Al Popolo.
Fonte: I Nuovi Vespri
.
In Sicilia la notizia che Potere Al Popolo sarà presente alle elezioni arriva proprio nel momento in cui tanti dirigenti e tanti militanti del PD sono in rotta di collisione con il partito. Per non parlare di Liberi e Uguali, formazione politica che sta provando a fare eleggere personaggi che nulla hanno a che vedere con la nostra Isola. La notizia è che chi in Sicilia vuole votare a sinistra ha a disposizione un vero partito di sinistra
Brutte notizie per il PD di Matteo Renzi e per Liberi e Uguali di Piero Grasso, Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani. I rappresentanti di Potere Al Popolo – l’unica, vera formazione politica di sinistra – annunciano di aver raccolto e presentato le firme per presentare la lista. Morale: questa compagine politica che unisce tutto il mondo dei centri sociali e del volontariato a sinistra alle elezioni politiche del 4 marzo presenterà candidati in tutto il territorio nazionale.
Di seguito il comunicato stampa della nuova formazione politica:
“Si è chiusa con la consegna – conclusa nella serata di oggi 28 gennaio delle oltre 2700 sottoscrizioni – la Campagna di raccolta firme per la presentazione delle Liste dei candidati dei collegi della Camera Sicilia 1-01 e Sicilia 1-02 e del collegio del Senato Sicilia 1”.
“Per Potere Al Popolo – prosegue il comunicato – è stata una domenica importantissima, in tutti i capoluoghi di regione sono state consegnate decine di migliaia di firme. Anche Palermo ha fatto la sua parte. L’atto burocratico si è trasformato in partecipazione, decine di attivisti di Potere Al Popolo si sono dati appuntamento non solo per accompagnare i ‘presentatori’ nella consegna, ma per testimoniare la voglia di cambiamento.
Adesso è ufficiale, POTERE AL POPOLO non solo #accettalasfida ma vince la prima e sarà in campo nella campagna elettorale e nel voto del 4 marzo in tutto il territorio nazionale”.
Adesso è ufficiale, POTERE AL POPOLO non solo #accettalasfida ma vince la prima e sarà in campo nella campagna elettorale e nel voto del 4 marzo in tutto il territorio nazionale”.
La lista, che è stata votata dall’assemblea del 12 gennaio, vede nei due collegi plurinominali per il proporzionale i capilista Francesca Tumminello, lavoratrice di call center e delegata CGIL, e Frank Ferlisi, dirigente di Rifondazione Comunista.
Nei collegi uninominali per la Camera dei deputati la scelta è ricaduta invece su Maruzza Battaglia, presidente di LabZen2, Pietro Milazzo, attivista delle lotte sociali, Mario Minarda, insegnante e nel gruppo dirigente di PRC.
La lista del Senato invece vede nei collegi uninominali Davide Ficarra, attivista sociale e proprietario del Bar Garibaldi, Maria La Bianca, insegnante cresciuta nel volontariato cristiano che ha operato nel quartiere di Ballarò e Giovanni Maniscalco del partito del Sud e dirigente della CGIL.
Farà parte della lista plurinominale per il proporzionale al Senato Nilde Russo,attivista della zona madonita.
La notizia che Liberi E Uguali sarà presente alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo è molto importante in Sicilia, dove Renzi ha sostanzialmente buttato fuori dalle liste tutti gli esponenti di provenienza post comunista per fare posto ai propri sodali (in realtà, la stessa operazione è stata fatta in tutta l’Italia).
Chi oggi, nel PD siciliano, vuole votare a sinistra, per mettere in difficoltà Renzi – senza cadere nelle braccia di D’Alema, altro esponente del PD che è il vero leader di Liberi e Uguali – può farlo votando Potere Al Popolo.
Lo stesso discorso vale per i tanti dirigenti ed elettori di Liberi e Uguali delusi dalle scelte di Grasso e D’Alema, che hanno candidato in Sicilia soggetti che nulla hanno a che spartire con la Sicilia (eclatante il caso dell’ex segretario della CGIL candidato come capolista nella Sicilia orientale!): anche questi ultimi possono votare Potere Al Popolo.
Fonte: I Nuovi Vespri
.
domenica 4 febbraio 2018
Il #Sud alle prossime elezioni non c'è ? Non è vero, nel programma di #PoterealPopolo è ben presente. Se vi dicono il contrario è una fake news...
Nei giorni scorsi si è fatto un gran parlare del fatto che il sud come tema fondamentale per un Paese che vuole ripartire, non è sostanzialmente presente nelle discussioni e nei programmi delle coalizioni e dei partiti che si presentano alle elezioni politiche del 4 marzo. Quindi, alcuni concludono, niente per niente tanto vale votare 5 stelle perché almeno sono una novità e qualche apertura al sud l’hanno fatta.
Diciamo pure che, se anche la vulgata è questa, anche questa può finire tranquillamente tra le tante “fake news” di cui tanto ci si scandalizza sui media nell’ultimo periodo.
Innanzitutto possiamo dire tranquillamente che non è vero perché “Potere la Popolo” ha un intero paragrafo, il numero 14, dedicato al SUD e a una questione meridionale da vedersi non come problema, ma come opportunità per il Paese. Il manifesto di questa lista, che sempre più pare diventare formazione politica, addirittura al suo interno dice che ci sono tante anime, quella comunista, quella progressista, quella ambientalista, quella socialista, quella euroscettica, ma anche quella “meridionalista”. Eh si ! E’ scritto proprio così: “Meridionalista”.
E’ stata mai scritta questa parola in un programma e in un manifesto politico di una forza che si presenta in tutto il territorio nazionale alle elezioni politiche ? Ve lo diciamo noi: NO ! Un po’ è merito del Partito del Sud – meridionalisti progressisti che è nella compagine di Potere al Popolo, un po’ tanto è dovuto al fatto che gli uomini e le donne di “Potere al Popolo” combatteranno per applicare la Costituzione e per abbattere tutte le disuguaglianze, comprese quelle territoriali.
E allora perché a sud non tenerne conto e non continuare quella rivoluzione elettorale nata il 4 dicembre 2016 con i NO che da sud arrivarono a valanga e ad oggi sono quelli che hanno salvato la Costituzione repubblicana.
Perché quel NO, non lo facciamo diventare un SI a politiche diverse e in grado di rendere uguale questo Paese e gli uomini e le donne che lo abitano.
Perché non votare “Potere al Popolo” che, contro ogni pronostico ha raccolto le firme mentre altri più blasonati andavano a cercare il Tabacci di turno per non raccoglierle? Perché non dare fiducia a candidati e candidate scelti in centinaia di assemblee senza i dubbi delle piattaforme on line e senza essere soggetti alle catapulte romane… Sono state 52000 circa le firme raccolte in pochi giorni a fronte delle necessarie 25.000. Potere al Popolo sarà presente in tutta Italia… un miracolo di impegno ed entusiasmo….
Noi sappiamo chi votare il 4 marzo… Potere al Popolo è la vera novità di queste elezioni, nel merito e nel metodo…
Fonte: Con il Sud si Riparte
.
Nei giorni scorsi si è fatto un gran parlare del fatto che il sud come tema fondamentale per un Paese che vuole ripartire, non è sostanzialmente presente nelle discussioni e nei programmi delle coalizioni e dei partiti che si presentano alle elezioni politiche del 4 marzo. Quindi, alcuni concludono, niente per niente tanto vale votare 5 stelle perché almeno sono una novità e qualche apertura al sud l’hanno fatta.
Diciamo pure che, se anche la vulgata è questa, anche questa può finire tranquillamente tra le tante “fake news” di cui tanto ci si scandalizza sui media nell’ultimo periodo.
Innanzitutto possiamo dire tranquillamente che non è vero perché “Potere la Popolo” ha un intero paragrafo, il numero 14, dedicato al SUD e a una questione meridionale da vedersi non come problema, ma come opportunità per il Paese. Il manifesto di questa lista, che sempre più pare diventare formazione politica, addirittura al suo interno dice che ci sono tante anime, quella comunista, quella progressista, quella ambientalista, quella socialista, quella euroscettica, ma anche quella “meridionalista”. Eh si ! E’ scritto proprio così: “Meridionalista”.
E’ stata mai scritta questa parola in un programma e in un manifesto politico di una forza che si presenta in tutto il territorio nazionale alle elezioni politiche ? Ve lo diciamo noi: NO ! Un po’ è merito del Partito del Sud – meridionalisti progressisti che è nella compagine di Potere al Popolo, un po’ tanto è dovuto al fatto che gli uomini e le donne di “Potere al Popolo” combatteranno per applicare la Costituzione e per abbattere tutte le disuguaglianze, comprese quelle territoriali.
E allora perché a sud non tenerne conto e non continuare quella rivoluzione elettorale nata il 4 dicembre 2016 con i NO che da sud arrivarono a valanga e ad oggi sono quelli che hanno salvato la Costituzione repubblicana.
Perché quel NO, non lo facciamo diventare un SI a politiche diverse e in grado di rendere uguale questo Paese e gli uomini e le donne che lo abitano.
Perché non votare “Potere al Popolo” che, contro ogni pronostico ha raccolto le firme mentre altri più blasonati andavano a cercare il Tabacci di turno per non raccoglierle? Perché non dare fiducia a candidati e candidate scelti in centinaia di assemblee senza i dubbi delle piattaforme on line e senza essere soggetti alle catapulte romane… Sono state 52000 circa le firme raccolte in pochi giorni a fronte delle necessarie 25.000. Potere al Popolo sarà presente in tutta Italia… un miracolo di impegno ed entusiasmo….
Noi sappiamo chi votare il 4 marzo… Potere al Popolo è la vera novità di queste elezioni, nel merito e nel metodo…
Fonte: Con il Sud si Riparte
.
sabato 3 febbraio 2018
Antonio Rosato candidato alla Camera con “Potere a popolo”
CASTELFORTE – “Il sud Pontino ha il suo candidato per la Camera dei Deputati”, cosi’ esordisce Antonio Rosato già Consigliere di maggioranza nel comune di Castelforte.
Espressione del Partito del Sud nella imminente tornata Elettorale candidato nella lista Potere al Popolo.
“Una candidatura condivisa sin da primo momento senza mai un litigio ne un disappunto. Proprio al contrario di quanto si sente in tv e si legge sui giornali in questi giorni. Unico vero movimento di sinistra rinato con forza determinazione ed entusiasmo da moltissimi movimenti e partiti come Rifondazione o i Comunisti italiani per citarne solo qualcuno più rappresentativo. Un partito che mira a raccogliere tutta quella massa di cittadini nauseati da partiti personali che hanno portato il popolo ed in particolar modo il popolo della sinistra a disertare le urne. Adesso – dice Rosato – non dovete più votare il meno peggio. Non c’è più bisogno di tapparvi il naso quando entrate nei seggi. Adesso l’unica scelta sensata che potete fare e a testa alta e quella di ridare “Potere al Popolo” votandolo.
Queste le prime battute del candidato alla Camera dei Deputati Antonio Rosato per Potere al popolo.
Movimento, Potere al Popolo, per nulla intimidito dalla sua giovane nascita (poco più di un mese) il quale punta prepotentemente a superare l’asticella messa al 3%.
Già una prima impresa l’ha compiuta, raccogliendo in meno di una settimana 52.000 firme delle 25.000 previste per poter competere nella corsa elettorale. Personaggi di rilievo già hanno aderito o espresso la loro vicinanza a Potere al Popolo come Giorgio Cremaschi ad esempio, sindacalista candidato per la prima volta e proprio con Potere al Popolo. Oppure il Sindaco di Napoli De Magistris piuttosto che Sabina Guzzanti o il C.T. Renzo Ulivieri per il mondo dello sport. Una campagna appena agli albori e vedremo come andrà a finire. Intanto la notizia e che il sud pontino ha espresso un suo candidato a rappresentare il territorio, Antonio Rosato.
Fonte: Temporeale
CASTELFORTE – “Il sud Pontino ha il suo candidato per la Camera dei Deputati”, cosi’ esordisce Antonio Rosato già Consigliere di maggioranza nel comune di Castelforte.
Espressione del Partito del Sud nella imminente tornata Elettorale candidato nella lista Potere al Popolo.
“Una candidatura condivisa sin da primo momento senza mai un litigio ne un disappunto. Proprio al contrario di quanto si sente in tv e si legge sui giornali in questi giorni. Unico vero movimento di sinistra rinato con forza determinazione ed entusiasmo da moltissimi movimenti e partiti come Rifondazione o i Comunisti italiani per citarne solo qualcuno più rappresentativo. Un partito che mira a raccogliere tutta quella massa di cittadini nauseati da partiti personali che hanno portato il popolo ed in particolar modo il popolo della sinistra a disertare le urne. Adesso – dice Rosato – non dovete più votare il meno peggio. Non c’è più bisogno di tapparvi il naso quando entrate nei seggi. Adesso l’unica scelta sensata che potete fare e a testa alta e quella di ridare “Potere al Popolo” votandolo.
Queste le prime battute del candidato alla Camera dei Deputati Antonio Rosato per Potere al popolo.
Movimento, Potere al Popolo, per nulla intimidito dalla sua giovane nascita (poco più di un mese) il quale punta prepotentemente a superare l’asticella messa al 3%.
Già una prima impresa l’ha compiuta, raccogliendo in meno di una settimana 52.000 firme delle 25.000 previste per poter competere nella corsa elettorale. Personaggi di rilievo già hanno aderito o espresso la loro vicinanza a Potere al Popolo come Giorgio Cremaschi ad esempio, sindacalista candidato per la prima volta e proprio con Potere al Popolo. Oppure il Sindaco di Napoli De Magistris piuttosto che Sabina Guzzanti o il C.T. Renzo Ulivieri per il mondo dello sport. Una campagna appena agli albori e vedremo come andrà a finire. Intanto la notizia e che il sud pontino ha espresso un suo candidato a rappresentare il territorio, Antonio Rosato.
Fonte: Temporeale
venerdì 2 febbraio 2018
Mano tesa ai più poveri: questa la priorità di “Potere al Popolo”. A Foggia la presentazione dei candidati
“Un programma scritto collettivamente a partire dai bisogni reali del popolo”. È un po’ questa la differenza tra i candidati di Potere al Popolo, che si sono presentati questa mattina a Palazzo Dogana a Foggia, e gli altri movimenti e partiti. La loro base popolare, dal basso, è indiscutibile. “Non facciamo promesse ma siamo ogni giorno impegnati per migliorare la vita dei nostri territori”, hanno spiegato a l’Immediato il capolista alla Camera, il consulente del lavoro Roberto Cappucci, da sempre in Rifondazione comunista e unico candidato territoriale a San Giovanni Rotondo, e la candidata al maggioritario nel collegio camerale Foggia-Gargano Mary Marchesani. Con loro Antonello Socciocandidato nel collegio senatoriale uninominale locale e dipendente di Casa Sollievo, Maria Rollo detta Lucia candidata al Senato nel Cerignola-Manfredonia-Bat e avvocata del lavoro, il sindacalista Cosimo Damiano Matteucci candidato ad Andria, Soccorsa Sabrina Di Carlo insegnante e coordinatrice del circolo Partito del Sud a San Severo in forza al collegio dei Monti Dauni e Savino Franzi, agente di commercio segretario di circolo di Rifondazione a Cerignola che correrà nel collegio Manfredonia-Cerignola alla Camera. Contro il Jobs Act e la precarizzazione del mondo del lavoro, Potere al Popolo propone una politica di coesione tra le classi sociali.
“In Italia 5 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta, 13 milioni devono rinunciare alle cure mediche, perchè sopravvivono con una pensione minima o non hanno continuità di reddito. Di fronte a questo disastro sociale il governo PD ha deciso di dichiarare guerra ai poveri e non alla povertà, costruendo ed alimentando un clima di odio e rancore, marginalizzando una fetta enorme della popolazione. Nessuna forza politica ha fatto eccezione. M5s, Lega, FI, lo stesso PD, hanno scelto di ridurre l’emergenza sociale a una questione di ordine pubblico e affrontarla con una stretta securitaria senza precedenti. Il DL Minniti, fiore all’occhiello di questa legislatura, è la fotografia di tutto questo. Indecorosi, secondo Minniti e gli altri, sono i senza tetto, chi non riesce ad arrivare alla fine del mese, i migranti rinchiusi nei centri, chi elemosina. Indecorosa, per noi, è la povertà. Se per Minniti decoro vuol dire umiliazione, abbandono e militarizzazione, per noi è solidarietà, è prendersi cura di spazi e di persone, è ricostruire un senso di comunità. Indecorosa, per noi, è una classe dirigente che in tempi di crisi lascia aumentare inesorabilmente il divario tra ricchi e poveri senza puntare sulla redistribuzione della ricchezza e l’allargamento dei diritti”, hanno commentato.
Punta a dar voce alla generazione degli invisibili Mary Marchesani, che si definisce gemminista, antifascista e “terrona”. “L’alternanza scuola-lavoro non forma, non educa, ma fa lavorare gratuitamente minorenni per aziende che invece dovrebbero assumere regolarmente lavoratori per svolgere quella mansione. Il lavoro minorile gratuito è sfruttamento, la scuola è un’altra cosa. Una società che non mette al centro la formazione di individui liberi, coscienti, critici, non ha speranza di sopravvivere”.
Fonte: L'immediato
.
“Un programma scritto collettivamente a partire dai bisogni reali del popolo”. È un po’ questa la differenza tra i candidati di Potere al Popolo, che si sono presentati questa mattina a Palazzo Dogana a Foggia, e gli altri movimenti e partiti. La loro base popolare, dal basso, è indiscutibile. “Non facciamo promesse ma siamo ogni giorno impegnati per migliorare la vita dei nostri territori”, hanno spiegato a l’Immediato il capolista alla Camera, il consulente del lavoro Roberto Cappucci, da sempre in Rifondazione comunista e unico candidato territoriale a San Giovanni Rotondo, e la candidata al maggioritario nel collegio camerale Foggia-Gargano Mary Marchesani. Con loro Antonello Socciocandidato nel collegio senatoriale uninominale locale e dipendente di Casa Sollievo, Maria Rollo detta Lucia candidata al Senato nel Cerignola-Manfredonia-Bat e avvocata del lavoro, il sindacalista Cosimo Damiano Matteucci candidato ad Andria, Soccorsa Sabrina Di Carlo insegnante e coordinatrice del circolo Partito del Sud a San Severo in forza al collegio dei Monti Dauni e Savino Franzi, agente di commercio segretario di circolo di Rifondazione a Cerignola che correrà nel collegio Manfredonia-Cerignola alla Camera. Contro il Jobs Act e la precarizzazione del mondo del lavoro, Potere al Popolo propone una politica di coesione tra le classi sociali.
“In Italia 5 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta, 13 milioni devono rinunciare alle cure mediche, perchè sopravvivono con una pensione minima o non hanno continuità di reddito. Di fronte a questo disastro sociale il governo PD ha deciso di dichiarare guerra ai poveri e non alla povertà, costruendo ed alimentando un clima di odio e rancore, marginalizzando una fetta enorme della popolazione. Nessuna forza politica ha fatto eccezione. M5s, Lega, FI, lo stesso PD, hanno scelto di ridurre l’emergenza sociale a una questione di ordine pubblico e affrontarla con una stretta securitaria senza precedenti. Il DL Minniti, fiore all’occhiello di questa legislatura, è la fotografia di tutto questo. Indecorosi, secondo Minniti e gli altri, sono i senza tetto, chi non riesce ad arrivare alla fine del mese, i migranti rinchiusi nei centri, chi elemosina. Indecorosa, per noi, è la povertà. Se per Minniti decoro vuol dire umiliazione, abbandono e militarizzazione, per noi è solidarietà, è prendersi cura di spazi e di persone, è ricostruire un senso di comunità. Indecorosa, per noi, è una classe dirigente che in tempi di crisi lascia aumentare inesorabilmente il divario tra ricchi e poveri senza puntare sulla redistribuzione della ricchezza e l’allargamento dei diritti”, hanno commentato.
Punta a dar voce alla generazione degli invisibili Mary Marchesani, che si definisce gemminista, antifascista e “terrona”. “L’alternanza scuola-lavoro non forma, non educa, ma fa lavorare gratuitamente minorenni per aziende che invece dovrebbero assumere regolarmente lavoratori per svolgere quella mansione. Il lavoro minorile gratuito è sfruttamento, la scuola è un’altra cosa. Una società che non mette al centro la formazione di individui liberi, coscienti, critici, non ha speranza di sopravvivere”.
Fonte: L'immediato
.
UNA NUOVA QUESTIONE MERIDIONALE
UNA NUOVA QUESTIONE MERIDIONALE
( dal Programma di Potere al Popolo https:// poterealpopolo.org/ potere-al-popolo/programma/)
La crisi in cui versa il nostro Paese da oltre un decennio colpisce con particolare violenza i territori storicamente più svantaggiati, il Sud e le Isole. Il tasso di disoccupazione in queste aree è quasi il doppio di quello nazionale; un giovane meridionale su due è senza lavoro, a fronte di livelli di istruzione e formazione molto alti. I salari sono mediamente più bassi e il lavoro è più precario, a fronte di un costo della vita che negli ultimi anni è salito vertiginosamente, specialmente nelle aree metropolitane. Il disinvestimento dello Stato dai settori strategici, quando non è coinciso con una svendita, come nel caso dell’ILVA, ha trasformato porzioni enormi di territorio, come Bagnoli, in cimiteri industriali, preda di interessi speculativi senza alcuna prospettiva di sviluppo, martoriati da livelli altissimi di inquinamento ambientale. L’inquinamento è l’altro denominatore comune del Sud, da Bagnoli all’ILVA, dalla mega discarica di Terzigno al fiume Sarno, a Priolo; quando i territori non sono inquinati da residui industriali o da discariche, sono selvaggiamente occupati da foreste di pale eoliche, impianti di produzione di energia da CDR, oppure diventano territorio d’elezione per lo stoccaggio di scorie nucleari, o per l’allargamento e la costruzione di nuove basi militari.
I livelli sanitari garantiti sono inferiori alla media nazionale, così come le risorse destinate a istruzione e formazione che nel Sud e nelle isole diminuiscono. In questo contesto è comprensibile la ripresa drammatica dell’emigrazione da Sud a Nord – a volte forzata, come nel caso degli insegnanti – e dell’emigrazione verso l’estero, che vede i meridionali e gli isolani in testa alle classifiche di chi parte per non tornare. Noi riteniamo che la questione meridionale debba tornare ad essere questione centrale sul piano nazionale ed europeo. Va invertita la rotta: il Sud e le Isole non vanno visto più come un problema, ma come una grande opportunità per il paese, liberandone positivamente le energie.
Per questo lottiamo per:
una politica di investimenti pubblici in settori produttivi mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati, contrastando il ricatto inaccettabile che vorrebbe barattare il lavoro con la salute e la tutela dell’ambiente, e perché le ragazze e i ragazzi del Sud abbiamo il pieno diritto di studiare e lavorare nella propria terra;
livelli sanitari realmente equiparati a quelli del resto del paese;
una rete di infrastrutture e trasporti pubblici radicalmente potenziata;
un forte investimento in istruzione e formazione orientato al Sud;
la fine di una strategia che vede nel meridione una mega discarica, o una mega centrale elettrica per il paese;
la difesa dei territori dagli appetiti speculativi di imprenditori nostrani e grandi multinazionali.
l’affermazione di un modello di economia alternativo, che accanto a produzioni qualificate valorizzi la bellezza, la storia, la terra, le nuove tecnologie, la cultura di città che sono da sempre luoghi di pace, crocevia di popoli e culture.
Leggi tutto »
( dal Programma di Potere al Popolo https://
La crisi in cui versa il nostro Paese da oltre un decennio colpisce con particolare violenza i territori storicamente più svantaggiati, il Sud e le Isole. Il tasso di disoccupazione in queste aree è quasi il doppio di quello nazionale; un giovane meridionale su due è senza lavoro, a fronte di livelli di istruzione e formazione molto alti. I salari sono mediamente più bassi e il lavoro è più precario, a fronte di un costo della vita che negli ultimi anni è salito vertiginosamente, specialmente nelle aree metropolitane. Il disinvestimento dello Stato dai settori strategici, quando non è coinciso con una svendita, come nel caso dell’ILVA, ha trasformato porzioni enormi di territorio, come Bagnoli, in cimiteri industriali, preda di interessi speculativi senza alcuna prospettiva di sviluppo, martoriati da livelli altissimi di inquinamento ambientale. L’inquinamento è l’altro denominatore comune del Sud, da Bagnoli all’ILVA, dalla mega discarica di Terzigno al fiume Sarno, a Priolo; quando i territori non sono inquinati da residui industriali o da discariche, sono selvaggiamente occupati da foreste di pale eoliche, impianti di produzione di energia da CDR, oppure diventano territorio d’elezione per lo stoccaggio di scorie nucleari, o per l’allargamento e la costruzione di nuove basi militari.
I livelli sanitari garantiti sono inferiori alla media nazionale, così come le risorse destinate a istruzione e formazione che nel Sud e nelle isole diminuiscono. In questo contesto è comprensibile la ripresa drammatica dell’emigrazione da Sud a Nord – a volte forzata, come nel caso degli insegnanti – e dell’emigrazione verso l’estero, che vede i meridionali e gli isolani in testa alle classifiche di chi parte per non tornare. Noi riteniamo che la questione meridionale debba tornare ad essere questione centrale sul piano nazionale ed europeo. Va invertita la rotta: il Sud e le Isole non vanno visto più come un problema, ma come una grande opportunità per il paese, liberandone positivamente le energie.
Per questo lottiamo per:
una politica di investimenti pubblici in settori produttivi mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati, contrastando il ricatto inaccettabile che vorrebbe barattare il lavoro con la salute e la tutela dell’ambiente, e perché le ragazze e i ragazzi del Sud abbiamo il pieno diritto di studiare e lavorare nella propria terra;
livelli sanitari realmente equiparati a quelli del resto del paese;
una rete di infrastrutture e trasporti pubblici radicalmente potenziata;
un forte investimento in istruzione e formazione orientato al Sud;
la fine di una strategia che vede nel meridione una mega discarica, o una mega centrale elettrica per il paese;
la difesa dei territori dagli appetiti speculativi di imprenditori nostrani e grandi multinazionali.
l’affermazione di un modello di economia alternativo, che accanto a produzioni qualificate valorizzi la bellezza, la storia, la terra, le nuove tecnologie, la cultura di città che sono da sempre luoghi di pace, crocevia di popoli e culture.
UNA NUOVA QUESTIONE MERIDIONALE
( dal Programma di Potere al Popolo https:// poterealpopolo.org/ potere-al-popolo/programma/)
La crisi in cui versa il nostro Paese da oltre un decennio colpisce con particolare violenza i territori storicamente più svantaggiati, il Sud e le Isole. Il tasso di disoccupazione in queste aree è quasi il doppio di quello nazionale; un giovane meridionale su due è senza lavoro, a fronte di livelli di istruzione e formazione molto alti. I salari sono mediamente più bassi e il lavoro è più precario, a fronte di un costo della vita che negli ultimi anni è salito vertiginosamente, specialmente nelle aree metropolitane. Il disinvestimento dello Stato dai settori strategici, quando non è coinciso con una svendita, come nel caso dell’ILVA, ha trasformato porzioni enormi di territorio, come Bagnoli, in cimiteri industriali, preda di interessi speculativi senza alcuna prospettiva di sviluppo, martoriati da livelli altissimi di inquinamento ambientale. L’inquinamento è l’altro denominatore comune del Sud, da Bagnoli all’ILVA, dalla mega discarica di Terzigno al fiume Sarno, a Priolo; quando i territori non sono inquinati da residui industriali o da discariche, sono selvaggiamente occupati da foreste di pale eoliche, impianti di produzione di energia da CDR, oppure diventano territorio d’elezione per lo stoccaggio di scorie nucleari, o per l’allargamento e la costruzione di nuove basi militari.
I livelli sanitari garantiti sono inferiori alla media nazionale, così come le risorse destinate a istruzione e formazione che nel Sud e nelle isole diminuiscono. In questo contesto è comprensibile la ripresa drammatica dell’emigrazione da Sud a Nord – a volte forzata, come nel caso degli insegnanti – e dell’emigrazione verso l’estero, che vede i meridionali e gli isolani in testa alle classifiche di chi parte per non tornare. Noi riteniamo che la questione meridionale debba tornare ad essere questione centrale sul piano nazionale ed europeo. Va invertita la rotta: il Sud e le Isole non vanno visto più come un problema, ma come una grande opportunità per il paese, liberandone positivamente le energie.
Per questo lottiamo per:
una politica di investimenti pubblici in settori produttivi mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati, contrastando il ricatto inaccettabile che vorrebbe barattare il lavoro con la salute e la tutela dell’ambiente, e perché le ragazze e i ragazzi del Sud abbiamo il pieno diritto di studiare e lavorare nella propria terra;
livelli sanitari realmente equiparati a quelli del resto del paese;
una rete di infrastrutture e trasporti pubblici radicalmente potenziata;
un forte investimento in istruzione e formazione orientato al Sud;
la fine di una strategia che vede nel meridione una mega discarica, o una mega centrale elettrica per il paese;
la difesa dei territori dagli appetiti speculativi di imprenditori nostrani e grandi multinazionali.
l’affermazione di un modello di economia alternativo, che accanto a produzioni qualificate valorizzi la bellezza, la storia, la terra, le nuove tecnologie, la cultura di città che sono da sempre luoghi di pace, crocevia di popoli e culture.
( dal Programma di Potere al Popolo https://
La crisi in cui versa il nostro Paese da oltre un decennio colpisce con particolare violenza i territori storicamente più svantaggiati, il Sud e le Isole. Il tasso di disoccupazione in queste aree è quasi il doppio di quello nazionale; un giovane meridionale su due è senza lavoro, a fronte di livelli di istruzione e formazione molto alti. I salari sono mediamente più bassi e il lavoro è più precario, a fronte di un costo della vita che negli ultimi anni è salito vertiginosamente, specialmente nelle aree metropolitane. Il disinvestimento dello Stato dai settori strategici, quando non è coinciso con una svendita, come nel caso dell’ILVA, ha trasformato porzioni enormi di territorio, come Bagnoli, in cimiteri industriali, preda di interessi speculativi senza alcuna prospettiva di sviluppo, martoriati da livelli altissimi di inquinamento ambientale. L’inquinamento è l’altro denominatore comune del Sud, da Bagnoli all’ILVA, dalla mega discarica di Terzigno al fiume Sarno, a Priolo; quando i territori non sono inquinati da residui industriali o da discariche, sono selvaggiamente occupati da foreste di pale eoliche, impianti di produzione di energia da CDR, oppure diventano territorio d’elezione per lo stoccaggio di scorie nucleari, o per l’allargamento e la costruzione di nuove basi militari.
I livelli sanitari garantiti sono inferiori alla media nazionale, così come le risorse destinate a istruzione e formazione che nel Sud e nelle isole diminuiscono. In questo contesto è comprensibile la ripresa drammatica dell’emigrazione da Sud a Nord – a volte forzata, come nel caso degli insegnanti – e dell’emigrazione verso l’estero, che vede i meridionali e gli isolani in testa alle classifiche di chi parte per non tornare. Noi riteniamo che la questione meridionale debba tornare ad essere questione centrale sul piano nazionale ed europeo. Va invertita la rotta: il Sud e le Isole non vanno visto più come un problema, ma come una grande opportunità per il paese, liberandone positivamente le energie.
Per questo lottiamo per:
una politica di investimenti pubblici in settori produttivi mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati, contrastando il ricatto inaccettabile che vorrebbe barattare il lavoro con la salute e la tutela dell’ambiente, e perché le ragazze e i ragazzi del Sud abbiamo il pieno diritto di studiare e lavorare nella propria terra;
livelli sanitari realmente equiparati a quelli del resto del paese;
una rete di infrastrutture e trasporti pubblici radicalmente potenziata;
un forte investimento in istruzione e formazione orientato al Sud;
la fine di una strategia che vede nel meridione una mega discarica, o una mega centrale elettrica per il paese;
la difesa dei territori dagli appetiti speculativi di imprenditori nostrani e grandi multinazionali.
l’affermazione di un modello di economia alternativo, che accanto a produzioni qualificate valorizzi la bellezza, la storia, la terra, le nuove tecnologie, la cultura di città che sono da sempre luoghi di pace, crocevia di popoli e culture.
martedì 30 gennaio 2018
Potere al Popolo, la nuova lista antagonista
Il nome è affascinante e richiama senza dubbio una certa sinistra ormai tramontata. Ma #Potere al Popolo è una lista che, in fin dei conti, incarna il vero spirito della sinistra storica: quello di dar voce alla collettività. Nata a Napoli da movimenti di base, in primis quello dell'ex OPG Occupato 'Je so' pazzo', di collettivi e centri sociali, in cui però sono confluite realtà partitiche come Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista, Rinnovamento Socialista e Partito del Sud, la nuova lista antagonista mira a dare filo da torcere ai partiti tradizionali nella corsa verso il parlamento [VIDEO] alle #Elezioni politiche del prossimo 4 marzo.
Leader di Potere al Popolo è Viola Carofalo, ricercatrice precaria di 37 anni.
'Formazione plurale di sinistra radicale'
"Non chiamatemi leader, ma portavoce" sottolinea Viola Carofalo in un'intervista rilasciata all'agenzia La Presse. Ed approfitta del richiamo per attaccare il Movimento 5 Stelle. "La nostra è una vera partecipazione di base, qualcun altro come i Cinque Stelle parla di partecipazione popolare, ma poi decidono tutto i vertici". La Carofalo definisce la lista "una formazione plurale di sinistra radicale, accomunata da valori come solidarietà, antirazzismo, antisessismo, lavoro ed ambiente". Potere al Popolo si rivolge a tutti, in particolare agli elettori 'delusi'. "In Italia c'è tanta gente che non va più a votare. Invitiamo queste persone a votare per qualcosa e non contro qualcosa [VIDEO]".
Tra gli spunti della lista anche una ferrea opposizione al Jobs Act. "In realtà il Jobs Act non è l'unico problema, si tratta dell'ultimo capitolo di una precarizzazione in atto da anni, con la Fornero ed il pacchetto Treu. In questi anni i governi hanno alimentato una guerra tra poveri, tra chi vorrebbe andare in pensione e chi non riesce a trovare lavoro. Credo proprio - conclude - che sia stato tutto costruito a regola d'arte".
Fonte: Blastingnews
.
Il nome è affascinante e richiama senza dubbio una certa sinistra ormai tramontata. Ma #Potere al Popolo è una lista che, in fin dei conti, incarna il vero spirito della sinistra storica: quello di dar voce alla collettività. Nata a Napoli da movimenti di base, in primis quello dell'ex OPG Occupato 'Je so' pazzo', di collettivi e centri sociali, in cui però sono confluite realtà partitiche come Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista, Rinnovamento Socialista e Partito del Sud, la nuova lista antagonista mira a dare filo da torcere ai partiti tradizionali nella corsa verso il parlamento [VIDEO] alle #Elezioni politiche del prossimo 4 marzo.
Leader di Potere al Popolo è Viola Carofalo, ricercatrice precaria di 37 anni.
'Formazione plurale di sinistra radicale'
"Non chiamatemi leader, ma portavoce" sottolinea Viola Carofalo in un'intervista rilasciata all'agenzia La Presse. Ed approfitta del richiamo per attaccare il Movimento 5 Stelle. "La nostra è una vera partecipazione di base, qualcun altro come i Cinque Stelle parla di partecipazione popolare, ma poi decidono tutto i vertici". La Carofalo definisce la lista "una formazione plurale di sinistra radicale, accomunata da valori come solidarietà, antirazzismo, antisessismo, lavoro ed ambiente". Potere al Popolo si rivolge a tutti, in particolare agli elettori 'delusi'. "In Italia c'è tanta gente che non va più a votare. Invitiamo queste persone a votare per qualcosa e non contro qualcosa [VIDEO]".
Tra gli spunti della lista anche una ferrea opposizione al Jobs Act. "In realtà il Jobs Act non è l'unico problema, si tratta dell'ultimo capitolo di una precarizzazione in atto da anni, con la Fornero ed il pacchetto Treu. In questi anni i governi hanno alimentato una guerra tra poveri, tra chi vorrebbe andare in pensione e chi non riesce a trovare lavoro. Credo proprio - conclude - che sia stato tutto costruito a regola d'arte".
Fonte: Blastingnews
.
lunedì 29 gennaio 2018
Potere al Popolo, Carofalo: "Con noi vera alternativa, anche a M5S"
Potere al Popolo, Carofalo: "Con noi vera alternativa, anche a M5S"
Parla la leader della formazione nata a Napoli all'ex-Opg Occupato-Je so' pazzo
"Io capo politico? E' una denominazione che il Rosatellum impone per partecipare alle elezioni. Ma Potere al Popolo non ha leader, per noi la politica è dare voce e forza a una collettività". Viola Carofalo, 37 anni, ricercatrice precaria, parla a nome della lista che, il 4 marzo, potrebbe dare filo da torcere ai big della politica. "Chiamatemi portavoce, piuttosto", ribatte. "Di certo - attacca - la nostra è una partecipazione reale, non come i 5 stelle che parlano di protagonismo dal basso, ma poi decide tutto chi sta sopra, Casaleggio padre prima, Junior e Grillo ora".
Qual è l'identità politica di Potere al Popolo? Siamo una formazione plurale di sinistra radicale. Quello che ci accomuna sono i principi e i valori della solidarietà, la possibilità di decidere per sé e per il proprio futuro, l'antirazzismo, l'antisessismo e il lavoro. La difesa del territorio è centrale: nella composizione della lista sono presenti comitati e associazioni ambientaliste.
Chi c'è dentro Potere al Popolo? Realtà organizzate, con una struttura partitica come Rifondazione Comunista, il Pci, il Partito del sud, Rinnovamento socialista e Sinistra anticapitalista. La gran parte però sono realtà di base: comitati, collettivi, centri sociali. Parte tutto da Napoli con noi dell'ex-Opg Occupato-Je so' pazzo.
Vi rivolgete anche ai delusi del M5S? Per noi è fondamentale che in Italia si ritorni alla partecipazione politica, che ovviamente passa per il voto ma non si esaurisce quel giorno. Vorremmo che tra i nostri elettori ci fosse chi non ha mai votato, chi ha smesso di votare per disillusione e disincanto, ma anche chi ha votato formazioni come il Movimento 5 Stelle per mera protesta. Quello che noi diciamo è: fate un voto utile, cioè un voto propositivo. Non solo contro qualcosa, ma per qualcosa. Di certo la nostra è una partecipazione reale, non come i 5 stelle che parlano di partecipazione dal basso, ma poi decide tutto chi sta sopra, Casaleggio padre prima, Junior e Grillo ora.
Nel programma dite no al Jobs Act. Cosa prevedete per il futuro? Vogliamo lavoro stabile e sicuro. Sicuro dal punto di vista della salute: non si può andare a lavorare alla mattina e morire o rimanere infortunati perché le regole ci sono, sono poche e non vengono rispettate. Stabile dal punto di vista contrattuale. Il problema non è solo il Jobs Act, che è l'ultima espressione della precarizzazione del lavoro; il problema c'è da prima, con la riforma Fornero e il pacchetto Treu, tutti quei provvedimenti che negli anni hanno alimentato una guerra tra poveri, tra persone che vorrebbero andare in pensione e chi non riesce ad entrare nel mercato del lavoro. E questo è costruito ad arte.
C'è stata una polemica su uno dei punti del programma, il numero 15 sotto la voce Giustizia. Chiedete "l'abolizione del 41 bis (…) adottando al suo posto misure di controllo, per i reati di stampo mafioso, allo stesso tempo efficaci ed umane, che non permettano la continuità di rapporto con l'esterno".. Per noi il 41 bis non va bene, non perché i boss debbano essere lasciati liberi, ma perché è tortura. Lo dice l'Onu: è una vendetta nei confronti di chi commette un crimine, che è comunque un essere umano. Intendiamo il carcere come strumento di reinserimento sociale, convinti che ci siano alternative e misure differenti. Ovviamente non stiamo parlando di gravi crimini di mafia, ma ad esempio i reati predatori per cui oggi, con il carcere, il tasso di recidiva è alto.
Come si combatte il crimine organizzato? Un'antimafia efficacie non è fatta solo di misure repressive. La si fa a livello sociale, dal basso. Sia criminalità comune sia la criminalità organizzata si fondano su condizioni materiali. La prima si basa sul disagio, sull'impotenza, sulla mancanza di lavoro e prospettive; la seconda sulla possibilità che i clan hanno di fare profitti e grandi affari in tanti settori, uno su tutti quello dell'accoglienza ai migranti. In questo caso specifico, se si ferma la speculazione e se si ricostruisce il tessuto sociale, i territori si recuperano.
Qual è la vostra forza? Fare rete tra realtà territoriali e politiche diverse, che prima erano ciascuna per la propria strada e non riuscivano a riconnettersi. Con noi, insieme, portiamo a livello nazionale le battaglie di ciascun gruppo. Questo è il nostro patrimonio. Neanche con una bacchetta magica avremmo potuto pensare di costruire assemblee in 150 posti d'Italia.
Fonte: La presse
.
Potere al Popolo, Carofalo: "Con noi vera alternativa, anche a M5S"
Parla la leader della formazione nata a Napoli all'ex-Opg Occupato-Je so' pazzo
"Io capo politico? E' una denominazione che il Rosatellum impone per partecipare alle elezioni. Ma Potere al Popolo non ha leader, per noi la politica è dare voce e forza a una collettività". Viola Carofalo, 37 anni, ricercatrice precaria, parla a nome della lista che, il 4 marzo, potrebbe dare filo da torcere ai big della politica. "Chiamatemi portavoce, piuttosto", ribatte. "Di certo - attacca - la nostra è una partecipazione reale, non come i 5 stelle che parlano di protagonismo dal basso, ma poi decide tutto chi sta sopra, Casaleggio padre prima, Junior e Grillo ora".
Qual è l'identità politica di Potere al Popolo? Siamo una formazione plurale di sinistra radicale. Quello che ci accomuna sono i principi e i valori della solidarietà, la possibilità di decidere per sé e per il proprio futuro, l'antirazzismo, l'antisessismo e il lavoro. La difesa del territorio è centrale: nella composizione della lista sono presenti comitati e associazioni ambientaliste.
Chi c'è dentro Potere al Popolo? Realtà organizzate, con una struttura partitica come Rifondazione Comunista, il Pci, il Partito del sud, Rinnovamento socialista e Sinistra anticapitalista. La gran parte però sono realtà di base: comitati, collettivi, centri sociali. Parte tutto da Napoli con noi dell'ex-Opg Occupato-Je so' pazzo.
Vi rivolgete anche ai delusi del M5S? Per noi è fondamentale che in Italia si ritorni alla partecipazione politica, che ovviamente passa per il voto ma non si esaurisce quel giorno. Vorremmo che tra i nostri elettori ci fosse chi non ha mai votato, chi ha smesso di votare per disillusione e disincanto, ma anche chi ha votato formazioni come il Movimento 5 Stelle per mera protesta. Quello che noi diciamo è: fate un voto utile, cioè un voto propositivo. Non solo contro qualcosa, ma per qualcosa. Di certo la nostra è una partecipazione reale, non come i 5 stelle che parlano di partecipazione dal basso, ma poi decide tutto chi sta sopra, Casaleggio padre prima, Junior e Grillo ora.
Nel programma dite no al Jobs Act. Cosa prevedete per il futuro? Vogliamo lavoro stabile e sicuro. Sicuro dal punto di vista della salute: non si può andare a lavorare alla mattina e morire o rimanere infortunati perché le regole ci sono, sono poche e non vengono rispettate. Stabile dal punto di vista contrattuale. Il problema non è solo il Jobs Act, che è l'ultima espressione della precarizzazione del lavoro; il problema c'è da prima, con la riforma Fornero e il pacchetto Treu, tutti quei provvedimenti che negli anni hanno alimentato una guerra tra poveri, tra persone che vorrebbero andare in pensione e chi non riesce ad entrare nel mercato del lavoro. E questo è costruito ad arte.
C'è stata una polemica su uno dei punti del programma, il numero 15 sotto la voce Giustizia. Chiedete "l'abolizione del 41 bis (…) adottando al suo posto misure di controllo, per i reati di stampo mafioso, allo stesso tempo efficaci ed umane, che non permettano la continuità di rapporto con l'esterno".. Per noi il 41 bis non va bene, non perché i boss debbano essere lasciati liberi, ma perché è tortura. Lo dice l'Onu: è una vendetta nei confronti di chi commette un crimine, che è comunque un essere umano. Intendiamo il carcere come strumento di reinserimento sociale, convinti che ci siano alternative e misure differenti. Ovviamente non stiamo parlando di gravi crimini di mafia, ma ad esempio i reati predatori per cui oggi, con il carcere, il tasso di recidiva è alto.
Come si combatte il crimine organizzato? Un'antimafia efficacie non è fatta solo di misure repressive. La si fa a livello sociale, dal basso. Sia criminalità comune sia la criminalità organizzata si fondano su condizioni materiali. La prima si basa sul disagio, sull'impotenza, sulla mancanza di lavoro e prospettive; la seconda sulla possibilità che i clan hanno di fare profitti e grandi affari in tanti settori, uno su tutti quello dell'accoglienza ai migranti. In questo caso specifico, se si ferma la speculazione e se si ricostruisce il tessuto sociale, i territori si recuperano.
Qual è la vostra forza? Fare rete tra realtà territoriali e politiche diverse, che prima erano ciascuna per la propria strada e non riuscivano a riconnettersi. Con noi, insieme, portiamo a livello nazionale le battaglie di ciascun gruppo. Questo è il nostro patrimonio. Neanche con una bacchetta magica avremmo potuto pensare di costruire assemblee in 150 posti d'Italia.
Fonte: La presse
.
sabato 23 dicembre 2017
IL PARTITO DEL SUD ADERISCE AL PERCORSO DI "POTERE AL POPOLO".
COMUNICATO STAMPA
Il Partito del
Sud-Meridionalisti Progressisti aderisce alla presentazione di una lista della
sinistra antiliberista che propone un programma di rottura
radicale con le politiche dei governi degli ultimi 25 anni, soprattutto di
quelle politiche che hanno definitivamente devastato il Sud e i suoi cittadini,
condannandoli alla povertà, all’emigrazione, alla minorità.
Un
programma alla cui definizione abbiamo partecipato, in particolare con proposte
meridionaliste per il Sud, tenendo bene a mente le parole di Carlo Levi: “Il
problema meridionale non si risolve dentro lo Stato attuale, né dentro quelli che,
senza contraddirlo radicalmente, lo seguiranno”. Un Manifesto che non a caso contiene fra gli altri il termine “meridionalista”, inserito su nostra richiesta.
Abbiamo negli ultimi mesi lavorato nel percorso del Brancaccio,
per costruire un vasto schieramento popolare, capace di parlare a milioni di
persone che non vanno più a votare o sono ormai disamorate di una politica non
rappresentativa delle esigenze dei territori, grazie anche all’utilizzo di leggi
elettorali incostituzionali, al fine di intercettare il malcontento popolare generato
da politiche neoliberiste e di austerity che hanno ristretto gli spazi
democratici nel Paese a danno soprattutto di lavoratori e cittadini. Abbiamo quindi
coerentemente continuato a procedere sulla strada di costruzione alternativa e
radicale alle politiche neoliberiste degli ultimi governi, a differenza di
altre forze politiche che, pur avevano a suo tempo aderito al percorso
alternativo del Brancaccio, ora ne hanno accantonato le idee base.
Lavoreremo quindi, insieme a Movimenti e Partiti che hanno
aderito al percorso di “Potere al Popolo” per una lista che dia voce alle
classi popolari, grazie ad una sinistra sociale e politica che torni a porsi
come priorità i beni comuni, l’ambiente, la giustizia sociale, la solidarietà,
la pace, lo sviluppo dei territori. Che respinga con decisione il ricatto
occupazionale lavoro o salute e che
abbia come priorità assoluta il rispetto e l’applicazione puntuale degli
articoli della Costituzione, anche al Sud. Una Costituzione che non è mai stata
realmente applicata e il cui rispetto sia riportato necessariamente al centro
del dibattito politico.
Per questo ci siamo
trovati in sintonia con la proposta di una lista popolare per le prossime
elezioni. In tutta Europa spira un forte vento favorevole a proposte politiche alternative
che uniscono sinistra radicale e esperienze di movimento. E’giunta l’ora anche
in Italia di dare voce a chi oggi non si sente più rappresentato da forze che
hanno fatto dell’ingiustizia sociale e territoriale, dello sfruttamento dell’ambiente,
dell’asservimento verso centri di potere sovranazionale, una bandiera e una
ragione di sopravvivenza.
La logica
governativa resta quella di sempre, sfruttare indistintamente i lavoratori del
Paese e relegare il sud ad una grande area di consumo dei prodotti del nord, senza
dotarlo di infrastrutture e senza svilupparne le specificità in campo
paesaggistico, turistico, culturale. Alquanto riduttivo e miope per un
territorio che rappresenta la metà del Paese e che potrebbe fungere da volano
per l’economia dell’intero Paese. Ecco perché, oltre a politiche di
investimento e supporto, serve uscire al più presto da questa situazione, nell’interesse
di tutto il Paese, combattendo le politiche di austerity e pareggio di bilancio
che deprimono ed impoveriscono il nostro Mezzogiorno così come tutti i Sud
Europa, di cui comunque l’Italia nella sua interezza fa parte. Urge quindi rigettare
i Trattati che violano la Costituzione, programmare politiche alternative di
sviluppo, rifondare il Paese su basi realmente democratiche e partecipate.
Solo
unendo le varie voci dei senza potere, alternative all'attuale sistema,
possiamo cambiare il nostro destino ed il nostro Paese partendo questa volta da
sud, per prendere parte a quella “rivoluzione dal basso”, pacifica e
democratica, che sola può cambiare il destino del Sud, dell’Italia e
dell’Europa.
Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
Info@partitodelsud.eu
.
COMUNICATO STAMPA
Il Partito del
Sud-Meridionalisti Progressisti aderisce alla presentazione di una lista della
sinistra antiliberista che propone un programma di rottura
radicale con le politiche dei governi degli ultimi 25 anni, soprattutto di
quelle politiche che hanno definitivamente devastato il Sud e i suoi cittadini,
condannandoli alla povertà, all’emigrazione, alla minorità.
Un
programma alla cui definizione abbiamo partecipato, in particolare con proposte
meridionaliste per il Sud, tenendo bene a mente le parole di Carlo Levi: “Il
problema meridionale non si risolve dentro lo Stato attuale, né dentro quelli che,
senza contraddirlo radicalmente, lo seguiranno”. Un Manifesto che non a caso contiene fra gli altri il termine “meridionalista”, inserito su nostra richiesta.
Abbiamo negli ultimi mesi lavorato nel percorso del Brancaccio,
per costruire un vasto schieramento popolare, capace di parlare a milioni di
persone che non vanno più a votare o sono ormai disamorate di una politica non
rappresentativa delle esigenze dei territori, grazie anche all’utilizzo di leggi
elettorali incostituzionali, al fine di intercettare il malcontento popolare generato
da politiche neoliberiste e di austerity che hanno ristretto gli spazi
democratici nel Paese a danno soprattutto di lavoratori e cittadini. Abbiamo quindi
coerentemente continuato a procedere sulla strada di costruzione alternativa e
radicale alle politiche neoliberiste degli ultimi governi, a differenza di
altre forze politiche che, pur avevano a suo tempo aderito al percorso
alternativo del Brancaccio, ora ne hanno accantonato le idee base.
Lavoreremo quindi, insieme a Movimenti e Partiti che hanno
aderito al percorso di “Potere al Popolo” per una lista che dia voce alle
classi popolari, grazie ad una sinistra sociale e politica che torni a porsi
come priorità i beni comuni, l’ambiente, la giustizia sociale, la solidarietà,
la pace, lo sviluppo dei territori. Che respinga con decisione il ricatto
occupazionale lavoro o salute e che
abbia come priorità assoluta il rispetto e l’applicazione puntuale degli
articoli della Costituzione, anche al Sud. Una Costituzione che non è mai stata
realmente applicata e il cui rispetto sia riportato necessariamente al centro
del dibattito politico.
Per questo ci siamo
trovati in sintonia con la proposta di una lista popolare per le prossime
elezioni. In tutta Europa spira un forte vento favorevole a proposte politiche alternative
che uniscono sinistra radicale e esperienze di movimento. E’giunta l’ora anche
in Italia di dare voce a chi oggi non si sente più rappresentato da forze che
hanno fatto dell’ingiustizia sociale e territoriale, dello sfruttamento dell’ambiente,
dell’asservimento verso centri di potere sovranazionale, una bandiera e una
ragione di sopravvivenza.
La logica
governativa resta quella di sempre, sfruttare indistintamente i lavoratori del
Paese e relegare il sud ad una grande area di consumo dei prodotti del nord, senza
dotarlo di infrastrutture e senza svilupparne le specificità in campo
paesaggistico, turistico, culturale. Alquanto riduttivo e miope per un
territorio che rappresenta la metà del Paese e che potrebbe fungere da volano
per l’economia dell’intero Paese. Ecco perché, oltre a politiche di
investimento e supporto, serve uscire al più presto da questa situazione, nell’interesse
di tutto il Paese, combattendo le politiche di austerity e pareggio di bilancio
che deprimono ed impoveriscono il nostro Mezzogiorno così come tutti i Sud
Europa, di cui comunque l’Italia nella sua interezza fa parte. Urge quindi rigettare
i Trattati che violano la Costituzione, programmare politiche alternative di
sviluppo, rifondare il Paese su basi realmente democratiche e partecipate.
Solo
unendo le varie voci dei senza potere, alternative all'attuale sistema,
possiamo cambiare il nostro destino ed il nostro Paese partendo questa volta da
sud, per prendere parte a quella “rivoluzione dal basso”, pacifica e
democratica, che sola può cambiare il destino del Sud, dell’Italia e
dell’Europa.
Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
Info@partitodelsud.eu
.
Iscriviti a:
Post (Atom)









