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giovedì 26 maggio 2011
De Magistris: "De Laurentiis ha voluto incontrarmi. Remiamo nella stessa direzione"
http://www.youtube.com/watch?v=VZWuQvDqnfo
Tuttonapoli.net
Il candidato a sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, risponde ad alcune domande sul suo incontro con il presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis.
Data: 25/05/2011
Luogo: Via Monterosa, Scampia, Napoli
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http://www.youtube.com/watch?v=VZWuQvDqnfo
Tuttonapoli.net
Il candidato a sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, risponde ad alcune domande sul suo incontro con il presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis.
Data: 25/05/2011
Luogo: Via Monterosa, Scampia, Napoli
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Fare politica per il Sud
Fare politica per il Sud
Quando al condiviso (si spera) desiderio di progresso e riscatto della nostra patria meridionale si aggiungono inutili orpelli (confessionali, dinastici, ideologici) si creano deleterie divisioni tra quelli che si sono autodefiniti "puri" e quelli che invece diventano cosí automaticamente "impuri", e bisogna fare molta attenzione qui, non sulla base dell’impegno meridionalista, della volontà di operare per il progresso del Sud, ma piuttosto in riferimento a vere e proprie "palle al piede" ideologiche a volte addirittura palesemente e antistoricamente clericali (e che poco hanno a che vedere con il Sud).
Non è quindi una divisione tra coloro che amano il Sud e coloro che non lo amano, ma tra visioni diverse della società meridionale, una legata al passato cristallizzato sia esso pre-unitario o peggio fascista (da non confondere con l’attività di revisione storica del periodo pre-unitario che è di grandissima utilità in prospettiva identitaria) ed una, quella del Partito del Sud, che guarda al futuro con proposte concrete per il progresso del sud. Come sempre, l’imposizione di palle al piede ideologiche e clericali (che si sa, sono lí proprio per creare inutili divisioni) sono sempre state utili ai colonizzatori,divide et impera).
Elezioni o... cosa?
Forse sono troppo ingenua, o forse la mia idea di fare politica è distante anni luce da come realmente essa va fatta, piena di sgomitate, pugni sui denti, denigrazioni, colpi bassi, accuse gratuite, per poi dichiarare, con candida ipocrisia, che tutto quanto affermato, in totale dispregio e della mia persona che in quella di mio marito, non corrispondeva a verità. Ripeto forse è cosí che va fatta la politica mentre per me, che sono poco piú di una principiante, era stata affrontata come don Chisciotte contro i mulini a vento, credendo che il mio amore smisurato per Napoli e per il Sud bastasse e mai avrei immaginato simili sconcezze.
Il nemico per me era altro, era tutto quanto era stato perpetrato al Sud e che ancora continua, grazie anche all’aiuto che viene proprio, paradossalmente, da quanti si dichiarano pronti a dare la vita pur di vederne il riscatto, ma che nei fatti dimostrano quanto essi siano distanti da tale idea e che in realtà loro perseguono solo quello che negli animali viene definita come "marcatura del territorio" fosse anche solo per l’idea che l’essere definito capo, magari di una decina di anonimi e inoffensivi adepti, sia per loro sinonimo di conquista.
È strano, ma avevo sempre pensato che chiunque si battesse per i miei stessi ideali non potesse rappresentare il nemico, che riconosco in tutti coloro i quali continuano il saccheggio del Sud, ma evidentemente o avevo sopravvalutato loro o avevo sopravvalutato me, peccando di presunzione, ritenendoli capaci di superare ogni piú basso istinto animale, elevandoli ad un gradino sui quali si collocano molti condottieri che hanno fatto dell’umiltà il loro punto di forza, vedi Gandhi, il Dalai Lama, etc. etc., ma forse mi sono spinta troppo in alto.
Altresí intravvedevo nella mia idea utopistica anche il ringraziamento reciproco per gli sforzi comuni, chi nei Movimenti, chi nei Partiti (piccoli o grandi che siano poco importa), chi in 20 anni di lavoro divulgativo, con conseguenti sbeffeggiamenti e discussioni animate, insomma in una parola credevo davvero che ci sentissimo tutti, "fratelli del Sud", e non "fratelli d’italia" e laddove ce ne fosse stato bisogno, l’uno sarebbe intervenuto a dare man forte all’altro, per il Sud e con il Sud, trovandoci collaborativi e non competitivi.
Comunque per mantenermi piú bassa, fino a quando ci sarà solo sete di protagonismo, fine a sé stesso, la lega nord potrà dormire sonni tranquilli.
Annamaria Pisapia
Fonte: DueSicilie.org
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Fare politica per il Sud
Quando al condiviso (si spera) desiderio di progresso e riscatto della nostra patria meridionale si aggiungono inutili orpelli (confessionali, dinastici, ideologici) si creano deleterie divisioni tra quelli che si sono autodefiniti "puri" e quelli che invece diventano cosí automaticamente "impuri", e bisogna fare molta attenzione qui, non sulla base dell’impegno meridionalista, della volontà di operare per il progresso del Sud, ma piuttosto in riferimento a vere e proprie "palle al piede" ideologiche a volte addirittura palesemente e antistoricamente clericali (e che poco hanno a che vedere con il Sud).
Non è quindi una divisione tra coloro che amano il Sud e coloro che non lo amano, ma tra visioni diverse della società meridionale, una legata al passato cristallizzato sia esso pre-unitario o peggio fascista (da non confondere con l’attività di revisione storica del periodo pre-unitario che è di grandissima utilità in prospettiva identitaria) ed una, quella del Partito del Sud, che guarda al futuro con proposte concrete per il progresso del sud. Come sempre, l’imposizione di palle al piede ideologiche e clericali (che si sa, sono lí proprio per creare inutili divisioni) sono sempre state utili ai colonizzatori,divide et impera).
Elezioni o... cosa?
Forse sono troppo ingenua, o forse la mia idea di fare politica è distante anni luce da come realmente essa va fatta, piena di sgomitate, pugni sui denti, denigrazioni, colpi bassi, accuse gratuite, per poi dichiarare, con candida ipocrisia, che tutto quanto affermato, in totale dispregio e della mia persona che in quella di mio marito, non corrispondeva a verità. Ripeto forse è cosí che va fatta la politica mentre per me, che sono poco piú di una principiante, era stata affrontata come don Chisciotte contro i mulini a vento, credendo che il mio amore smisurato per Napoli e per il Sud bastasse e mai avrei immaginato simili sconcezze.
Il nemico per me era altro, era tutto quanto era stato perpetrato al Sud e che ancora continua, grazie anche all’aiuto che viene proprio, paradossalmente, da quanti si dichiarano pronti a dare la vita pur di vederne il riscatto, ma che nei fatti dimostrano quanto essi siano distanti da tale idea e che in realtà loro perseguono solo quello che negli animali viene definita come "marcatura del territorio" fosse anche solo per l’idea che l’essere definito capo, magari di una decina di anonimi e inoffensivi adepti, sia per loro sinonimo di conquista.
È strano, ma avevo sempre pensato che chiunque si battesse per i miei stessi ideali non potesse rappresentare il nemico, che riconosco in tutti coloro i quali continuano il saccheggio del Sud, ma evidentemente o avevo sopravvalutato loro o avevo sopravvalutato me, peccando di presunzione, ritenendoli capaci di superare ogni piú basso istinto animale, elevandoli ad un gradino sui quali si collocano molti condottieri che hanno fatto dell’umiltà il loro punto di forza, vedi Gandhi, il Dalai Lama, etc. etc., ma forse mi sono spinta troppo in alto.
Altresí intravvedevo nella mia idea utopistica anche il ringraziamento reciproco per gli sforzi comuni, chi nei Movimenti, chi nei Partiti (piccoli o grandi che siano poco importa), chi in 20 anni di lavoro divulgativo, con conseguenti sbeffeggiamenti e discussioni animate, insomma in una parola credevo davvero che ci sentissimo tutti, "fratelli del Sud", e non "fratelli d’italia" e laddove ce ne fosse stato bisogno, l’uno sarebbe intervenuto a dare man forte all’altro, per il Sud e con il Sud, trovandoci collaborativi e non competitivi.
Comunque per mantenermi piú bassa, fino a quando ci sarà solo sete di protagonismo, fine a sé stesso, la lega nord potrà dormire sonni tranquilli.
Annamaria Pisapia
Fonte: DueSicilie.org
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mercoledì 25 maggio 2011
Gli amici di Lettieri: Dopo Cosentino, Cota e Borghezio....ecco Bertolaso....
http://www.youtube.com/watch?v=aMnzPaGnqjg&feature=channel_video_title
Dimmi con chi vai e ..ti dirò chi sei...
Immagini tratte dalla trasmissione di Lucia Annunziata, su Rai 3, De Magistris-Lettieri sfida televisiva «In mezz'ora 22 05 2011» e dal canale You tube CGIL Funzione Pubblica filmato "Guido Bertolaso e l'eruzione del Vesuvio: "non sarebbe quella grande disgrazia"
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http://www.youtube.com/watch?v=aMnzPaGnqjg&feature=channel_video_title
Dimmi con chi vai e ..ti dirò chi sei...
Immagini tratte dalla trasmissione di Lucia Annunziata, su Rai 3, De Magistris-Lettieri sfida televisiva «In mezz'ora 22 05 2011» e dal canale You tube CGIL Funzione Pubblica filmato "Guido Bertolaso e l'eruzione del Vesuvio: "non sarebbe quella grande disgrazia"
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martedì 24 maggio 2011
Un voto per tornare - Italiani all'estero per De Magistris
https://www.youtube.com/watch?v=PsYV1sXxya8&feature=player_embedded
Il video realizzato dalla comunità di Italiani residenti a Londra in supporto alla candidatura di Luigi De Magistris come sindaco di Napoli.
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https://www.youtube.com/watch?v=PsYV1sXxya8&feature=player_embedded
Il video realizzato dalla comunità di Italiani residenti a Londra in supporto alla candidatura di Luigi De Magistris come sindaco di Napoli.
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La vergogna di FINCANTIERI!


Milano e Napoli, due facce di una stessa battaglia
Editoriale de Il Portale del Sud
Chi, meridionale, vota a destra, si rende complice del tradimento del Sud perpetrato da questo Governo a guida leghista.
La destra al potere è eversiva, secessionistica, antimeridionale (Tremonti: “il Sud è una palla al piede). Coloro che la sostengono “nonostante tutto” sono, nella ipotesi per loro migliore, opportunisti cui interessano solo i fatti propri, e si fanno servi in cambio di una mancia, a discapito della collettività della città che dicono (a parole) di amare.
I terroni
A Milano gli elettori d’origine meridionale sono tanti. Intuiamo il disagio da ex-terrone. Gli sfottò pesanti cui sono stati perseguitati i loro genitori per decenni (i cani e i meridionali non possono entrare), la conseguente voglia di camuffarsi, confondersi, non essere identificabili, fingere di non conoscere nemmeno il paesello d’origine. Votare Lega Nord. Ritenersi concittadini di Berlusconi, brava persona, solo un po’ troppo ottimista. Poi è arrivata la salvezza, nella fattispecie rappresentata da drappelli di extracomunitari laceri e straccioni, per di più facilmente identificabili per il colore della pelle e per quella loro strana religione, così fanatica, senza parvenza di un santo, di un beato, di un servo di Dio… Vuoi mettere, con noi adoratori del crocifisso, illuminati dalla “ragione” della fede e dalla processione del Santo Patrono, con tanto di sosta della statua (primo Comandamento: “di Me non costruirete né statue né altre raffigurazioni”) sotto casa camorra?
Per i milanesi d’origine meridionale, l’avvento di straccioni ancora più mal messi dei padri fu una grazia insperata. Spostava non solo il tiro dell’odio (sfottò), ma dava l’occasione per partecipare al tiro ad un bersaglio nuovo di zecca, del tutto inerme! Così molti ex-meridionali da comunisti e socialisti diventano xenofobi e fascisti (leghisti), mentre i Milanesi veri restano in pochi e più inclini al fare che all’odiare.
La patria padana diventa sempre più piccola, scade a livello rionale, poi condominiale tendente al millesimale, si cercano le origini… le radici… e si trova lo zio che dal paesello chiede un piccolo favore… che c’è di male? Qui a Milano gli intrecci tra capitale e politica sono di casa: era o non era la città delle mazzette? Sì è vero, poi se ne è in parte liberata… ma lo zio propone cose interessanti, soldi, tanti soldi… ci sono tanti affari su cui mettere le mani!
Le mani sulle città
Magari, signori miei, non è andata proprio così, magari è stato più complicato, o forse l’illegalità era già scontata in Lombardia, nonostante le apparenze e la coltre di maggiore educazione civica. Fatto sta che ‘Ndrangheta e Mafia oggi sono a Milano, non importata, ma impiantata (capace di riprodursi). Ciò, unito alla grande evasione fiscale, quella dei 70 miliardi di Euro per intenderci (non quella da poveri fessi della tassa dei rifiuti di Napoli), rende Milano un pilastro fondamentale della destra illegalitaria di matrice berlusco-bossiana. Se Roma è ladrona, Milano è corrotta. Se Napoli è sudicia, Milano lo è nella sua classe dirigente di destra che l’ha portata a questo.
Milano è stata per anni la Milano da bere di Bettino Craxi, la città che prometteva carriere prestigiose e ricchezza a chi, fosse stato capace di “arrangiarsi”, di essere flessibile edisponibile. Questa Milano è diventata la Milano di Berlusconi, del suo blocco sociale, del suo modello di società e si è trasformata nella città della precarietà giovanile, dove le risorse d’intelligenza, di cultura e professionalità sono disperse in miriadi di contrattini capestro o di partite Iva, tutto a vantaggio di potenti e consolidati “datori di lavoro” arricchitisi illimitatamente senza crescita né dei giovani né delle imprese. È cresciuta così la Milano di San Precario che mortifica le nostre migliori risorse umane e ne favorisce la fuga.
Pisapia, un avvento necessario
Pisapia è perciò una grande speranza di cambiamento. Di buona famiglia, di buon cuore, di idee progressiste, egli è l’espressione di una metropoli che credevamo persa per sempre. Un uomo vero. Non porterà i cosacchi in piazza Duomo, non mangerà i bambini, non abolirà la proprietà privata, non istituirà la dittatura del proletariato! La destra è terrorizzata perché sa benissimo a chi dovrà rendere conto in caso di sconfitta, a gente che non perdona gli sgarri e soprattutto gli impegni sottoscritti.
Insomma, la vera posta in gioco a Milano, con gli appalti dell’Expò, è quella tra chi, come Pisapia, vuole riportare l’economia cittadina in un ambito di legalità e solidarietà, e coloro (Moratti, Berlusconi, Bossi e il ciellino Formigoni ormai in pianta stabile al Pirellone) che da una vita fanno patti col diavolo pur di sopravvivere nello squallore luccicante e dorato della loro solitudine esistenziale, la naturale e fatale condanna dell’egoismo cui hanno dedicato l’esistenza, sprecandola.
Anche a Napoli occorre cambiare
Napoli è l’altra faccia della stessa medaglia (la croce, ovviamente!). Semplificando, come a Milano c’è lo scontro tra uomini forti della legalità ed i poteri forti legati alla ‘Ndragheta, a Napoli c’è da scegliere tra un volto nuovo, De Magistris, di antica famiglia napoletana, non compromesso con i partiti che hanno fallito (Pd al Comune, Destra alla Regione e Provincia) e Lettieri, servo di Cosentino, vice-servo di Berlusconi, vice-vice-servo di Bossi. Non è un’offesa gratuita quella che facciamo, è bensì una verità ragionata, come del resto sempre di nostra abitudine.
Prima, però, un inciso. Il problema della monnezza, alimentato dai noti poteri forti napoletani(che ci ricavano milioni) è irrisolvibile con la legge Bossi-Berlusconi che impone lo smaltimento dentro le Provincie. In quella di Napoli, la più densamente popolata d’Europa, ci stanno il Vesuvio, le Isole del Golfo, la Costiera Sorrentina, gli scavi di Pompei, la Solfatara. Ci vogliono degli scienziati per capirlo? Bisogna veramente buttare ed incenerire tutto? Perché Berlusconi ha prima gestito in prima persona la questione, modificando addirittura le competenze dei Tribunali, e facendo scavare con l’esercito una discarica in città, e invece adesso se ne fotte, dando la colpa al Comune che non sa dove sversare?
La verità è sempre una conquista del ragionamento, mentre il pregiudizio è frutto di ideologia contorta. Quando abbiamo sostenuto che Caldoro è un servo di Berlusconi, è stato perché ha detto sì al nucleare di Berlusconi, poi ha detto sì alla moratoria antireferendaria di Berlusconi , e nel frattempo ha detto sì alle scorie nucleari in Campania. Ha detto, lui presidente della Regione, che Berlusconi ha ragione a dire che il problema della monnezza è dovuto all’inefficienza degli enti locali… allora, cosa è chi dice sempre sì, sissignore, servo o padrone?
Del presidente della Provincia, cui competerebbe trovare ed approntare i siti per il conferimento dei rifiuti, ci siamo perfino scordati il nome, tanto che ha inciso sulla quotidianità!
Vogliamo continuare con la politica dei politicanti di professione e mettere un altro servo, Lettieri, a sindaco di Napoli, dopo queste belle prove? Per Lettieri, badate bene, dargli semplicemente del servo è limitativo. Costui è infatti amico di Cosentino! A Milano, dove almeno la cittadinanza legge e si informa più che a Napoli, non sono arrivati a tanto, all’espressione diretta: la Moratti è una principessa sul pisello estranea alla vita, cresciuta nella bambagia, abbastanza insolente da sentirsi superiore a tutto ed a tutti…
A Napoli lo scontro tra legalità e poteri forti di cricca è invece esibito con sfacciataggine, con vanto oserei dire. Lettieri, diventato benestante avendo goduto dei benefici di chi frequenta la giungla degli appalti pubblici che diventano subappalti privati, ha imbarcato persino Bertolaso, quella della cricca degli affidamenti senza gara delle grandi opere, quello della ricostruzione dell’Aquila che ancora deve cominciare! Bertolaso che, al pari di Bassolino, risulta tra gli indagati nell'ambito dell'inchiesta "Rompiballe" per traffico illecito di rifiuti e truffa ai danni dello Stato!
Questo personaggio, Lettieri, rappresenta la parte peggiore della vecchia politica napoletana: ivenduti (non trovo parola più moderata per chi vota per Berlusconi, cioè per il manutengolo di Bossi, votando così contro il Sud), i mastelliani, gli ex-bassoliniani ecc. ecc. Lettieri, suo malgrado, ha persino nei tratti somatici il richiamo guappesco. Nel suo confondersi nei verbi tra congiuntivo e condizionale, dimostra un limite formativo tipico ed evidente. Con il suo sorriso sprezzante ci informa dei compromessi che ha voluto fare per uscire dall’anonimato cui le capacità l’avevano destinato.
Lavoro ('a fatica)
A Napoli la questione lavoro è la priorità per eccellenza. Tutto ruota attorno ad essa: Il lavoro nero, le clientele, le discriminazioni che sfruttano ignobilmente la disoccupazione. Si sono formati in questo humus dei veri e propri “padroni” del lavoro, come denuncia De Magistris, frutto dell’intreccio tra criminalità affaristica e criminalità camorrista. L’attacco ai diritti dei lavoratori e al contratto nazionale che nel Mezzogiorno è un indispensabile bene comune, l’assenza di interventi, piani, programmi di investimento per il lavoro e lo sviluppo degni di questo nome, tutto questo ripropone la questione sociale come la priorità assoluta della città. A Napoli c’è oggi una domanda di riscatto, come hanno dimostrato i lavoratori di Pomigliano, che chiedono solo di poter sperare nel lavoro per sé, per i figli, per il futuro.
Lettieri, l’uomo di Berlusconi, proviene dai meandri della Confindustria napoletana ed è quindi uno dei principali artefici, economici prima che politici, del disastro sociale della città. Come potrebbe rappresentare il nuovo? A Napoli se non si risolve il problema del lavoro non si può lottare per la legalità, il risanamento ambientale o per la democrazia. Non c’è democrazia né legalità dove non c’è lavoro. La riprogettazione e la riorganizzazione della vita della città, dalla raccolta differenziata porta a porta fino al rilancio dei beni comuni e dei beni culturali può realizzarsi solo c’è un profondo cambiamento nei gruppi dirigenti della politica. Ed è questa la speranza che offre De Magistris.
Chi ci legge da tempo conosce i nostri orientamenti e sa che De Magistris non sarebbe stata la nostra scelta in un paese normale, ma oggi è l’unica scelta. Non porterà i Cosacchi a piazza Plebiscito, non mangerà i bambini, non abolirà la proprietà privata, non instaurerà la dittatura del proletariato. Se non ci credete, chiedetelo a loro (ai Cosacchi!).
Napoli con lui avrà una nuova chance di risorgere. Oppure no. Ma tutto è meglio di questa bolgia infernale che è oggi e di cui Lettieri ed amici sono i continuatori perfetti.
Il fallimento di Berlusconi
Milano e Napoli sono solo le due facce di una stessa medaglia: rappresentano il fallimento di quel modello sociale e culturale rappresentato da Berlusconi.
Vi invitiamo a non votare per i candidati di questa destra, appoggiati da Berlusconi e Bossi perché l’intero Paese ha bisogno di un segnale di svolta morale e politica.
Abbiamo completato in questi giorni, noi del Portale del Sud, la monografia su Salvo D’Aquisto, eroe di umanità, altruismo, solidarietà. Lungi da noi lo sfruttare la memoria di un simile personaggio a fini elettorali, noi che tra l’altro non siamo iscritti ad alcun partito. Ma c’è un messaggio che Salvo ha consegnato con il suo sacrificio a tutto il mondo, e vorremmo qui semplicemente ricordarlo. Se il Sud è stato capace di generare un tale figlio, pronto ad immolarsi per la giustizia e per la solidarietà umana contro la ferocia e la prepotenza fascista, allora c’è ancora speranza nel domani. Basta esserne degni.
Fara Misuraca e Alfonso Grasso
Maggio 2011
Gli editoriali del sito sono scritti congiuntamente da Fara Misuraca ed Alfonso Grasso
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Editoriale de Il Portale del Sud
Chi, meridionale, vota a destra, si rende complice del tradimento del Sud perpetrato da questo Governo a guida leghista.
La destra al potere è eversiva, secessionistica, antimeridionale (Tremonti: “il Sud è una palla al piede). Coloro che la sostengono “nonostante tutto” sono, nella ipotesi per loro migliore, opportunisti cui interessano solo i fatti propri, e si fanno servi in cambio di una mancia, a discapito della collettività della città che dicono (a parole) di amare.
I terroni
A Milano gli elettori d’origine meridionale sono tanti. Intuiamo il disagio da ex-terrone. Gli sfottò pesanti cui sono stati perseguitati i loro genitori per decenni (i cani e i meridionali non possono entrare), la conseguente voglia di camuffarsi, confondersi, non essere identificabili, fingere di non conoscere nemmeno il paesello d’origine. Votare Lega Nord. Ritenersi concittadini di Berlusconi, brava persona, solo un po’ troppo ottimista. Poi è arrivata la salvezza, nella fattispecie rappresentata da drappelli di extracomunitari laceri e straccioni, per di più facilmente identificabili per il colore della pelle e per quella loro strana religione, così fanatica, senza parvenza di un santo, di un beato, di un servo di Dio… Vuoi mettere, con noi adoratori del crocifisso, illuminati dalla “ragione” della fede e dalla processione del Santo Patrono, con tanto di sosta della statua (primo Comandamento: “di Me non costruirete né statue né altre raffigurazioni”) sotto casa camorra?
Per i milanesi d’origine meridionale, l’avvento di straccioni ancora più mal messi dei padri fu una grazia insperata. Spostava non solo il tiro dell’odio (sfottò), ma dava l’occasione per partecipare al tiro ad un bersaglio nuovo di zecca, del tutto inerme! Così molti ex-meridionali da comunisti e socialisti diventano xenofobi e fascisti (leghisti), mentre i Milanesi veri restano in pochi e più inclini al fare che all’odiare.
La patria padana diventa sempre più piccola, scade a livello rionale, poi condominiale tendente al millesimale, si cercano le origini… le radici… e si trova lo zio che dal paesello chiede un piccolo favore… che c’è di male? Qui a Milano gli intrecci tra capitale e politica sono di casa: era o non era la città delle mazzette? Sì è vero, poi se ne è in parte liberata… ma lo zio propone cose interessanti, soldi, tanti soldi… ci sono tanti affari su cui mettere le mani!
Le mani sulle città
Magari, signori miei, non è andata proprio così, magari è stato più complicato, o forse l’illegalità era già scontata in Lombardia, nonostante le apparenze e la coltre di maggiore educazione civica. Fatto sta che ‘Ndrangheta e Mafia oggi sono a Milano, non importata, ma impiantata (capace di riprodursi). Ciò, unito alla grande evasione fiscale, quella dei 70 miliardi di Euro per intenderci (non quella da poveri fessi della tassa dei rifiuti di Napoli), rende Milano un pilastro fondamentale della destra illegalitaria di matrice berlusco-bossiana. Se Roma è ladrona, Milano è corrotta. Se Napoli è sudicia, Milano lo è nella sua classe dirigente di destra che l’ha portata a questo.
Milano è stata per anni la Milano da bere di Bettino Craxi, la città che prometteva carriere prestigiose e ricchezza a chi, fosse stato capace di “arrangiarsi”, di essere flessibile edisponibile. Questa Milano è diventata la Milano di Berlusconi, del suo blocco sociale, del suo modello di società e si è trasformata nella città della precarietà giovanile, dove le risorse d’intelligenza, di cultura e professionalità sono disperse in miriadi di contrattini capestro o di partite Iva, tutto a vantaggio di potenti e consolidati “datori di lavoro” arricchitisi illimitatamente senza crescita né dei giovani né delle imprese. È cresciuta così la Milano di San Precario che mortifica le nostre migliori risorse umane e ne favorisce la fuga.
Pisapia, un avvento necessario
Pisapia è perciò una grande speranza di cambiamento. Di buona famiglia, di buon cuore, di idee progressiste, egli è l’espressione di una metropoli che credevamo persa per sempre. Un uomo vero. Non porterà i cosacchi in piazza Duomo, non mangerà i bambini, non abolirà la proprietà privata, non istituirà la dittatura del proletariato! La destra è terrorizzata perché sa benissimo a chi dovrà rendere conto in caso di sconfitta, a gente che non perdona gli sgarri e soprattutto gli impegni sottoscritti.
Insomma, la vera posta in gioco a Milano, con gli appalti dell’Expò, è quella tra chi, come Pisapia, vuole riportare l’economia cittadina in un ambito di legalità e solidarietà, e coloro (Moratti, Berlusconi, Bossi e il ciellino Formigoni ormai in pianta stabile al Pirellone) che da una vita fanno patti col diavolo pur di sopravvivere nello squallore luccicante e dorato della loro solitudine esistenziale, la naturale e fatale condanna dell’egoismo cui hanno dedicato l’esistenza, sprecandola.
Anche a Napoli occorre cambiare
Napoli è l’altra faccia della stessa medaglia (la croce, ovviamente!). Semplificando, come a Milano c’è lo scontro tra uomini forti della legalità ed i poteri forti legati alla ‘Ndragheta, a Napoli c’è da scegliere tra un volto nuovo, De Magistris, di antica famiglia napoletana, non compromesso con i partiti che hanno fallito (Pd al Comune, Destra alla Regione e Provincia) e Lettieri, servo di Cosentino, vice-servo di Berlusconi, vice-vice-servo di Bossi. Non è un’offesa gratuita quella che facciamo, è bensì una verità ragionata, come del resto sempre di nostra abitudine.
Prima, però, un inciso. Il problema della monnezza, alimentato dai noti poteri forti napoletani(che ci ricavano milioni) è irrisolvibile con la legge Bossi-Berlusconi che impone lo smaltimento dentro le Provincie. In quella di Napoli, la più densamente popolata d’Europa, ci stanno il Vesuvio, le Isole del Golfo, la Costiera Sorrentina, gli scavi di Pompei, la Solfatara. Ci vogliono degli scienziati per capirlo? Bisogna veramente buttare ed incenerire tutto? Perché Berlusconi ha prima gestito in prima persona la questione, modificando addirittura le competenze dei Tribunali, e facendo scavare con l’esercito una discarica in città, e invece adesso se ne fotte, dando la colpa al Comune che non sa dove sversare?
La verità è sempre una conquista del ragionamento, mentre il pregiudizio è frutto di ideologia contorta. Quando abbiamo sostenuto che Caldoro è un servo di Berlusconi, è stato perché ha detto sì al nucleare di Berlusconi, poi ha detto sì alla moratoria antireferendaria di Berlusconi , e nel frattempo ha detto sì alle scorie nucleari in Campania. Ha detto, lui presidente della Regione, che Berlusconi ha ragione a dire che il problema della monnezza è dovuto all’inefficienza degli enti locali… allora, cosa è chi dice sempre sì, sissignore, servo o padrone?
Del presidente della Provincia, cui competerebbe trovare ed approntare i siti per il conferimento dei rifiuti, ci siamo perfino scordati il nome, tanto che ha inciso sulla quotidianità!
Vogliamo continuare con la politica dei politicanti di professione e mettere un altro servo, Lettieri, a sindaco di Napoli, dopo queste belle prove? Per Lettieri, badate bene, dargli semplicemente del servo è limitativo. Costui è infatti amico di Cosentino! A Milano, dove almeno la cittadinanza legge e si informa più che a Napoli, non sono arrivati a tanto, all’espressione diretta: la Moratti è una principessa sul pisello estranea alla vita, cresciuta nella bambagia, abbastanza insolente da sentirsi superiore a tutto ed a tutti…
A Napoli lo scontro tra legalità e poteri forti di cricca è invece esibito con sfacciataggine, con vanto oserei dire. Lettieri, diventato benestante avendo goduto dei benefici di chi frequenta la giungla degli appalti pubblici che diventano subappalti privati, ha imbarcato persino Bertolaso, quella della cricca degli affidamenti senza gara delle grandi opere, quello della ricostruzione dell’Aquila che ancora deve cominciare! Bertolaso che, al pari di Bassolino, risulta tra gli indagati nell'ambito dell'inchiesta "Rompiballe" per traffico illecito di rifiuti e truffa ai danni dello Stato!
Questo personaggio, Lettieri, rappresenta la parte peggiore della vecchia politica napoletana: ivenduti (non trovo parola più moderata per chi vota per Berlusconi, cioè per il manutengolo di Bossi, votando così contro il Sud), i mastelliani, gli ex-bassoliniani ecc. ecc. Lettieri, suo malgrado, ha persino nei tratti somatici il richiamo guappesco. Nel suo confondersi nei verbi tra congiuntivo e condizionale, dimostra un limite formativo tipico ed evidente. Con il suo sorriso sprezzante ci informa dei compromessi che ha voluto fare per uscire dall’anonimato cui le capacità l’avevano destinato.
Lavoro ('a fatica)
A Napoli la questione lavoro è la priorità per eccellenza. Tutto ruota attorno ad essa: Il lavoro nero, le clientele, le discriminazioni che sfruttano ignobilmente la disoccupazione. Si sono formati in questo humus dei veri e propri “padroni” del lavoro, come denuncia De Magistris, frutto dell’intreccio tra criminalità affaristica e criminalità camorrista. L’attacco ai diritti dei lavoratori e al contratto nazionale che nel Mezzogiorno è un indispensabile bene comune, l’assenza di interventi, piani, programmi di investimento per il lavoro e lo sviluppo degni di questo nome, tutto questo ripropone la questione sociale come la priorità assoluta della città. A Napoli c’è oggi una domanda di riscatto, come hanno dimostrato i lavoratori di Pomigliano, che chiedono solo di poter sperare nel lavoro per sé, per i figli, per il futuro.
Lettieri, l’uomo di Berlusconi, proviene dai meandri della Confindustria napoletana ed è quindi uno dei principali artefici, economici prima che politici, del disastro sociale della città. Come potrebbe rappresentare il nuovo? A Napoli se non si risolve il problema del lavoro non si può lottare per la legalità, il risanamento ambientale o per la democrazia. Non c’è democrazia né legalità dove non c’è lavoro. La riprogettazione e la riorganizzazione della vita della città, dalla raccolta differenziata porta a porta fino al rilancio dei beni comuni e dei beni culturali può realizzarsi solo c’è un profondo cambiamento nei gruppi dirigenti della politica. Ed è questa la speranza che offre De Magistris.
Chi ci legge da tempo conosce i nostri orientamenti e sa che De Magistris non sarebbe stata la nostra scelta in un paese normale, ma oggi è l’unica scelta. Non porterà i Cosacchi a piazza Plebiscito, non mangerà i bambini, non abolirà la proprietà privata, non instaurerà la dittatura del proletariato. Se non ci credete, chiedetelo a loro (ai Cosacchi!).
Napoli con lui avrà una nuova chance di risorgere. Oppure no. Ma tutto è meglio di questa bolgia infernale che è oggi e di cui Lettieri ed amici sono i continuatori perfetti.
Il fallimento di Berlusconi
Milano e Napoli sono solo le due facce di una stessa medaglia: rappresentano il fallimento di quel modello sociale e culturale rappresentato da Berlusconi.
Vi invitiamo a non votare per i candidati di questa destra, appoggiati da Berlusconi e Bossi perché l’intero Paese ha bisogno di un segnale di svolta morale e politica.
Abbiamo completato in questi giorni, noi del Portale del Sud, la monografia su Salvo D’Aquisto, eroe di umanità, altruismo, solidarietà. Lungi da noi lo sfruttare la memoria di un simile personaggio a fini elettorali, noi che tra l’altro non siamo iscritti ad alcun partito. Ma c’è un messaggio che Salvo ha consegnato con il suo sacrificio a tutto il mondo, e vorremmo qui semplicemente ricordarlo. Se il Sud è stato capace di generare un tale figlio, pronto ad immolarsi per la giustizia e per la solidarietà umana contro la ferocia e la prepotenza fascista, allora c’è ancora speranza nel domani. Basta esserne degni.
Fara Misuraca e Alfonso Grasso
Maggio 2011
Gli editoriali del sito sono scritti congiuntamente da Fara Misuraca ed Alfonso Grasso
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Il Partito del Sud, unico vero partito di meridionalisti presente in citta', continua il suo cammino alla conquista della dignita'!!
Il Partito del Sud, unico vero partito di meridionalisti presente in citta' continua il suo cammino alla conquista della dignita'!!
Grazie a tutti
il Presidente Provinciale del Partito del Sud
ANTONIO DE FALCO
Il Partito del Sud, unico vero partito di meridionalisti presente in citta' continua il suo cammino alla conquista della dignita'!!
Grazie a tutti
il Presidente Provinciale del Partito del Sud
ANTONIO DE FALCO
lunedì 23 maggio 2011
22-05-11 Piazza Dante (NA) Luigi de Magistris esalta la piazza!
http://www.youtube.com/watch?v=n4Gx7eWF5fc
l 29 ed il 30 maggio riprendiamoci Napoli votando Luigi De Magistris! Lottiamo per riprenderci il diritto di vivere nella città che abbiamo sempre sognato!
ADOTTA UN ASTENUTO E SPIEGAGLI CHE QUESTA E' L'ULTIMA POSSIBILITA' CHE HA NAPOLI PER RIPRENDERE A VOLARE!
http://www.youtube.com/watch?v=57PMIC5yYvE
Piazza Dante a Napoli gremita dai sostenitori di Luigi De Magistris per il concerto di Roberto Vecchioni. "Rimettere in sesto il bilancio, ridare legalità alla città per non consegnarla a Cosentino", dice la piazza. di Nello Trocchia
http://www.youtube.com/watch?v=5YWwLdFfjeY&NR=1
Il futuro sindaco per Napoli e il cantautore insieme sul palco di piazza Dante
http://www.youtube.com/watch?v=1u0M5xA85cE
Gran finale a piazza Dante con Luigi de Magistris, Enzo Avitabile e i Bottari
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http://www.youtube.com/watch?v=n4Gx7eWF5fc
l 29 ed il 30 maggio riprendiamoci Napoli votando Luigi De Magistris! Lottiamo per riprenderci il diritto di vivere nella città che abbiamo sempre sognato!
ADOTTA UN ASTENUTO E SPIEGAGLI CHE QUESTA E' L'ULTIMA POSSIBILITA' CHE HA NAPOLI PER RIPRENDERE A VOLARE!
http://www.youtube.com/watch?v=57PMIC5yYvE
Piazza Dante a Napoli gremita dai sostenitori di Luigi De Magistris per il concerto di Roberto Vecchioni. "Rimettere in sesto il bilancio, ridare legalità alla città per non consegnarla a Cosentino", dice la piazza. di Nello Trocchia
http://www.youtube.com/watch?v=5YWwLdFfjeY&NR=1
Il futuro sindaco per Napoli e il cantautore insieme sul palco di piazza Dante
http://www.youtube.com/watch?v=1u0M5xA85cE
Gran finale a piazza Dante con Luigi de Magistris, Enzo Avitabile e i Bottari
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Dalla Annunziata, de Magistris-Lettieri sfida televisiva «In mezz'ora 22 05 2011»
http://www.youtube.com/watch?v=FLax060XWCM&feature=related
2
http://www.youtube.com/watch?v=QwPoli_9eIE&feature=channel_video_title
3
http://www.youtube.com/watch?v=KLeVp90oags
Nessuna stretta di mano o contatto fisico. È un duello a distanza quello tra Luigi de Magistris e Gianni Lettieri. In collegamento da Napoli, i due aspiranti sindaco in corsa per la successione a Rosa Russo Iervolino si contrappongono nella trasmissione «In mezz'ora», condotta da Lucia Annunziata. I toni si surriscaldano poco dopo il primo blocco di domande. Si parte da alleanze e apparentamenti, per poi passare a rifiuti, senza dimenticare gli "sponsor" scomodi. «Nessuno dei due si è definito di centrodestra e centrosinistra», ha precisato la giornalista Lucia Annunziata.
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http://www.youtube.com/watch?v=FLax060XWCM&feature=related
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http://www.youtube.com/watch?v=QwPoli_9eIE&feature=channel_video_title
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http://www.youtube.com/watch?v=KLeVp90oags
Nessuna stretta di mano o contatto fisico. È un duello a distanza quello tra Luigi de Magistris e Gianni Lettieri. In collegamento da Napoli, i due aspiranti sindaco in corsa per la successione a Rosa Russo Iervolino si contrappongono nella trasmissione «In mezz'ora», condotta da Lucia Annunziata. I toni si surriscaldano poco dopo il primo blocco di domande. Si parte da alleanze e apparentamenti, per poi passare a rifiuti, senza dimenticare gli "sponsor" scomodi. «Nessuno dei due si è definito di centrodestra e centrosinistra», ha precisato la giornalista Lucia Annunziata.
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"Luci a San Siro" - Roberto Vecchioni
https://www.facebook.com/video/video.php?v=10150187015338167&comments
22 maggio 2011 - Piazza Dante - Napoli
https://www.facebook.com/video/video.php?v=10150187015338167&comments
22 maggio 2011 - Piazza Dante - Napoli
AVANTI FINO ALLA VITTORIA !!
La bandiera del Partito del Sud sotto il palco di Luigi de Magistris assieme a quelle delle altre formazioni che stanno appoggiando il candidato sindaco per Napoli.
La bandiera del Partito del Sud sotto il palco di Luigi de Magistris assieme a quelle delle altre formazioni che stanno appoggiando il candidato sindaco per Napoli.domenica 22 maggio 2011
sabato 21 maggio 2011
Lettieri-De Magistris: (ballottaggio amministrative Napoli 20/05/2011)
http://www.youtube.com/watch?v=HcXCMBiX_VY
Continua in televisione la campagna elettorale per le città finite ai ballottaggi. In particolare, questa mattina è andato in onda il confronto tra i candidati a sindaco di Napoli: Gianni Lettieri per il centro-destra e Luigi De Magistris per il centro-sinistra. Il confronto-scontro, non privo di spunti polemici e accuse reciproche, è stato trasmesso da Sky Tg 24.
"Io non mi accompagno con Cosentino, sul quale pende una richiesta di arresto per concorso esterno in associazione camorristica" attacca il candidato sindaco di Napoli De Magistris. L'esponente del Pdl: "La mia giunta sarà competente e trasparente"
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http://www.youtube.com/watch?v=HcXCMBiX_VY
Continua in televisione la campagna elettorale per le città finite ai ballottaggi. In particolare, questa mattina è andato in onda il confronto tra i candidati a sindaco di Napoli: Gianni Lettieri per il centro-destra e Luigi De Magistris per il centro-sinistra. Il confronto-scontro, non privo di spunti polemici e accuse reciproche, è stato trasmesso da Sky Tg 24.
"Io non mi accompagno con Cosentino, sul quale pende una richiesta di arresto per concorso esterno in associazione camorristica" attacca il candidato sindaco di Napoli De Magistris. L'esponente del Pdl: "La mia giunta sarà competente e trasparente"
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Il ringraziamento di Luigi de Magistris per il nostro lavoro e il nostro entusiasmo!


Vota Luigi de Magistris
https://www.youtube.com/watch?v=48bc2LdnI50&feature=player_embedded#at=45
Mini spot per Luigi de Magistris realizzato da Marco Rossano in vista del ballottaggio del 29 e 30 maggio 2011.
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https://www.youtube.com/watch?v=48bc2LdnI50&feature=player_embedded#at=45
Mini spot per Luigi de Magistris realizzato da Marco Rossano in vista del ballottaggio del 29 e 30 maggio 2011.
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venerdì 20 maggio 2011
Faccia a faccia De Magistris - Lettieri su Sky tg24
http://www.sindacopernapoli.it/index.php?menuor=2498&t=n
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http://www.sindacopernapoli.it/index.php?menuor=2498&t=n
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Luigi de Magistris, ancora cento passi per palazzo San Giacomo
https://www.youtube.com/watch?v=JMyYtVjt2mE&feature=player_embedded#at=31
https://www.youtube.com/watch?v=JMyYtVjt2mE&feature=player_embedded#at=31




