martedì 8 febbraio 2022

Natale Cuccurese: “Pnrr, disagio sociale, 21 euro pro-capite ai cittadini di Napoli, 555 euro per ogni cittadino di Belluno”




Oramai, è una vergogna civile senza fine. Non ci sono più parole adeguate per esprimere l’indignazione provocata dai continui scippi che il sedicente Governo di ‘unità nazionale’ continua a perpetrare ai danni dei diritti e dei bisogni già ampiamente disattesi, se non calpestati, dei cittadini meridionali.

E l’indignazione diventa somma quando si scopre che per l’ennesima volta nel giro di pochi mesi il Sud viene scippato proprio di quelle risorse finanziarie che l’Europa ha assegnato all’Italia per colmarne gli enormi divari sociali e territoriali che la caratterizzano a livello europeo. Risorse che, invece, all’opposto, il Governo Draghi utilizza proprio per acuire ulteriormente il dualismo Nord-Sud e tutte le altre forme di diseguaglianze.

Uno degli ultimi scippi in ordine di tempo è quello compiuto ai danni dei cittadini napoletani, a cui il Governo dei “migliori” destina 21 euro a testa per contrastare il disagio sociale, a fronte, invece, dei 555 euro pro-capite assegnati ai cittadini di Belluno.

A denunciare l’ennesima sperequazione tra “figli” e “figliastri” è il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

Con il Pnrr – scrive Cuccurese sul suo profilo facebook personale – i ‘migliori’ sono riusciti talmente bene a mescolare le carte per favorire il Nord e danneggiare il Mezzogiorno che, alla voce ‘disagio sociale’, a Belluno sono assegnati 20 milioni di euro così come alla città di Napoli”.

“Se dividiamo la cifra – continua Cuccurese –  fra i 36.000 abitanti totali di Belluno, otteniamo che ad ogni cittadino spetterebbero 555 euro, per i 949.000 abitanti totali di Napoli, otteniamo 21 euro a cittadino”.

Fonte: Vesuvuano News-articolo di Salvatore Lucchese

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Oramai, è una vergogna civile senza fine. Non ci sono più parole adeguate per esprimere l’indignazione provocata dai continui scippi che il sedicente Governo di ‘unità nazionale’ continua a perpetrare ai danni dei diritti e dei bisogni già ampiamente disattesi, se non calpestati, dei cittadini meridionali.

E l’indignazione diventa somma quando si scopre che per l’ennesima volta nel giro di pochi mesi il Sud viene scippato proprio di quelle risorse finanziarie che l’Europa ha assegnato all’Italia per colmarne gli enormi divari sociali e territoriali che la caratterizzano a livello europeo. Risorse che, invece, all’opposto, il Governo Draghi utilizza proprio per acuire ulteriormente il dualismo Nord-Sud e tutte le altre forme di diseguaglianze.

Uno degli ultimi scippi in ordine di tempo è quello compiuto ai danni dei cittadini napoletani, a cui il Governo dei “migliori” destina 21 euro a testa per contrastare il disagio sociale, a fronte, invece, dei 555 euro pro-capite assegnati ai cittadini di Belluno.

A denunciare l’ennesima sperequazione tra “figli” e “figliastri” è il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

Con il Pnrr – scrive Cuccurese sul suo profilo facebook personale – i ‘migliori’ sono riusciti talmente bene a mescolare le carte per favorire il Nord e danneggiare il Mezzogiorno che, alla voce ‘disagio sociale’, a Belluno sono assegnati 20 milioni di euro così come alla città di Napoli”.

“Se dividiamo la cifra – continua Cuccurese –  fra i 36.000 abitanti totali di Belluno, otteniamo che ad ogni cittadino spetterebbero 555 euro, per i 949.000 abitanti totali di Napoli, otteniamo 21 euro a cittadino”.

Fonte: Vesuvuano News-articolo di Salvatore Lucchese

venerdì 28 gennaio 2022

Natale Cuccurese: “Il Governo Draghi regala un altro miliardo di euro ai Comuni più ricchi del Nord”

 Il sistema Nord batte cassa e il Governo Draghi, ad evidente trazione leghista e proto-leghista, subito sgancia gli “schéi”.

A denunciare la chiara natura antimeridionale del Governo dei cosiddetti “migliori”, ancora una volta è stato il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, una delle poche voci critiche che da anni si leva sistematicamente e costantemente in difesa dei bisogni e dei diritti disattesi dei 20 milioni di cittadini meridionali abbandonati da quasi tutte le altre forze politiche sedicenti nazionali al loro “destino” di povertà, disparità, rassegnazione, marginalità ed emigrazione.     

Le risorse PNRR per la rigenerazione urbana – ha osservato Cuccurese sulla sua pagina facebook personale – erano state assegnate ai Comuni più bisognosi anche in base all’indice di vulnerabilità sociale e materiale”. “E per quelli ricchi – ha proseguito sarcasticamente – come da lamentele di Zaia dei giorni scorsi…?!”.

Il Governo Draghi – ha denunciato Cuccurese – infarcito di leghisti e proto-leghisti, immediatamente si attiva per i ricchi e trova quasi un miliardo di euro anche per i Comuni più ricchi del Nord, confermandosi come il Governo più classista ed antimeridionale della storia della Repubblica”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo Salvatore Lucchese



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 Il sistema Nord batte cassa e il Governo Draghi, ad evidente trazione leghista e proto-leghista, subito sgancia gli “schéi”.

A denunciare la chiara natura antimeridionale del Governo dei cosiddetti “migliori”, ancora una volta è stato il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, una delle poche voci critiche che da anni si leva sistematicamente e costantemente in difesa dei bisogni e dei diritti disattesi dei 20 milioni di cittadini meridionali abbandonati da quasi tutte le altre forze politiche sedicenti nazionali al loro “destino” di povertà, disparità, rassegnazione, marginalità ed emigrazione.     

Le risorse PNRR per la rigenerazione urbana – ha osservato Cuccurese sulla sua pagina facebook personale – erano state assegnate ai Comuni più bisognosi anche in base all’indice di vulnerabilità sociale e materiale”. “E per quelli ricchi – ha proseguito sarcasticamente – come da lamentele di Zaia dei giorni scorsi…?!”.

Il Governo Draghi – ha denunciato Cuccurese – infarcito di leghisti e proto-leghisti, immediatamente si attiva per i ricchi e trova quasi un miliardo di euro anche per i Comuni più ricchi del Nord, confermandosi come il Governo più classista ed antimeridionale della storia della Repubblica”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo Salvatore Lucchese



venerdì 17 dicembre 2021

L'Autonomia differenziata fa male al Paese!

Parlamento annichilito mentre il Governo costruisce sotto copertura l’Autonomia Differenziata.

Il Partito del Sud aderisce al presidio contro le discriminazioni, per il confronto democratico e a difesa dell’unità della Repubblica, che si terrà a Roma in piazza Santi Apostoli il prossimo 21 dicembre dalle 14 alle 18,30.
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare

📌 Venerdì 17 dicembre, ore 13:00 - Conferenza stampa di presentazione https://webtv.senato.it/webtv_live

📌 Martedì 21 dicembre, ore 14:00 - Presidio in P.zza SS. Apostoli







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Parlamento annichilito mentre il Governo costruisce sotto copertura l’Autonomia Differenziata.

Il Partito del Sud aderisce al presidio contro le discriminazioni, per il confronto democratico e a difesa dell’unità della Repubblica, che si terrà a Roma in piazza Santi Apostoli il prossimo 21 dicembre dalle 14 alle 18,30.
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare

📌 Venerdì 17 dicembre, ore 13:00 - Conferenza stampa di presentazione https://webtv.senato.it/webtv_live

📌 Martedì 21 dicembre, ore 14:00 - Presidio in P.zza SS. Apostoli







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mercoledì 15 dicembre 2021

La truffa del PNRR

 di Natale Cuccurese

Come si continua a ripetere da mesi il PNRR per il Mezzogiorno è solo una truffa ben congegnata dai soliti centri di potere politico finanziari di quella “Milano Locomotiva” a cui recentemente si è inchinato anche l’ex PdC Conte (tradendo le decine di migliaia di voti avuti al Sud dal M5s). Ora leghisti e protoleghisti di lotta e di governo iniziano a uscire allo scoperto, pronti ad intercettare, come già tante volte in passato, ogni risorsa teoricamente destinata al Mezzogiorno.

Sui giornali del 14 dicembre 2021 troviamo infatti le parole del Sindaco di Milano Sala proferite in occasione del tour ‘Italiadomani’ promosso dal governo, che ha fatto tappa il 13 dicembre a Milano: “Per Sala ‘i fondi per l’edilizia popolare sono insufficienti’. E sul palco fa pressing sul governo perchè riassegni velocemente le risorse che i Comuni del sud non saranno in grado di investire. I bandi riservano il 40% delle risorse al Sud’. Milano ha chiesto 5 miliardi, è in grado di spendere un miliardo all’anno entro il 2026. A chi è in grado di fare di più è giusto che arrivi di più. Offriamo progetti già a livello definitivo, possiamo attivare gare rapidamente e gestire ricorsi – sottolinea -. Non contesto l’idea del 40% al sud, giusto dare a tutti la possibilità di partecipare. Milano si candida a usare i residui, qualora ci siano Comuni non in grado di investire nei tempi corretti”.

Per inquadrare meglio la situazione è utile un breve riassunto delle puntate precedenti di questa vera e propria “truffa” ordita ai danni del Sud.

Lo schema che il governo di turno attua per sottrarre fondi al Sud è sempre lo stesso nei decenni: promesse vane sull’arrivo di fondi, il cui arrivo è progressivamente spostato sempre più in avanti nel tempo per poi non parlarne più.
Dopo il taglio dei fondi del Pnrr, dal 65% da destinare al Sud come indicato dall’Europa, al 40%, senza fornire nessuna giustificazione da parte del Governo, con la ministra del Sud in silenzio complice e il dibattito surreale sul Ponte sullo Stretto usato come “arma di distrazione di massa”, leggendo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) si è scoperto che in realtà solo 35 miliardi, degli 82 miliardi annunciati dal governo, sono effettivamente allocati nel Mezzogiorno, mentre dei restanti 47 miliardi nel testo ufficiale inviato in Europa, controllando misura per misura, non c’è traccia. Di fronte alle polemiche sorte la Ministra per il Sud, Mara Carfagna, ha risposto, che la restante parte degli investimenti verrà ripartita attraverso bandi con quote territoriali con monitoraggio.
Questo aspetto sarebbe stato meglio scriverlo subito nel Piano, visto che su molti bandi non c’è alcuna quota minima territoriale e dove c’è, come il 34% nel bando nidi da 700 milioni, è una quota iniqua, perché il fabbisogno di nidi è per il 90% nel Mezzogiorno. In Italia, in 1 provincia su 4 vengono offerti almeno 33 posti in asili nido ogni 100 bimbi. Nessuna di queste province si trova a Sud. Un bambino del Sud, per questo Stato, ha sì diritto all’asilo nido, ma solo nella misura in cui gli enti locali del suo territorio sono stati capaci di vincere dei bandi competitivi con altri enti locali in luoghi più ricchi più collegati e con più personale (anche grazie ai trasferimenti statali da sempre diseguali). In caso contrario tale diritto decade e lui e la sua famiglia, che paga le stesse tasse delle famiglie che risiedono in territori più ricchi, si devono arrangiare.

Interessante notare che le preoccupazioni per l’ennesima sottrazione di risorse al Sud sono più che giustificate se solo dopo le polemiche sorte la scorsa estate la ministra del Sud, Mara Carfagna, durante il question time al Senato del 15 luglio, ha proposto di introdurre una norma per evitare il pericolo di una sensibile riduzione degli investimenti previsti nel Mezzogiorno con l’introduzione di un “vincolo di destinazione territoriale”. Vincolo che evidentemente prima non c’era e comunque non pare oggi frenare la voracità dei sindaci lombardi. Evidentemente è un vincolo che esiste solo a chiacchiere.

Ricapitolando: secondo le indicazioni della Commissione europea (pag.8 e 9 del regolamento) l’Italia ha ricevuto la quota di fondi del Pnnr più alta di tutti i Paesi d’Europa (191,5 miliardi di euro) soprattutto per risolvere la situazione drammatica (maggiore disoccupazione e PIL inferiore) del Mezzogiorno. Al Sud quindi seguendo tali parametri doveva spettare il 65% del Pnrr, il Governo ha retrocesso a suo insindacabile giudizio questa quota al 40% (pag. 37 Pnrr), ma anche questa rischia di rimanere sulla carta senza target territoriali riducendosi così ulteriormente al 16%.

La Commissione europea al corrente della situazione tace rendendosi complice della sottrazione.

Bisogna ricordare che insieme alla Grecia siamo l’unico Paese ad aver chiesto, oltre ai sussidi, tutta la quota disponibile dei prestiti. Bisognerebbe capire cosa impedisca all’Italia, che quest’anno emetterà titoli per 600 miliardi, di emetterne altri 40 all’anno fino al ‘26 per finanziare investimenti decisi in autonomia e senza controlli della Ue, al fine di evitare di avere un quadro di “riforme” già deciso, come da dettagliato cronoprogramma dettato dall’Europa, punto per punto, per accedere ai fondi del Recovery. Il Parlamento così risulta nei fatti commissariato, l’attuazione del cronoprogramma verrà semestralmente controllato dalla Commissione e l’erogazione dei fondi resterà a rischio. Non a caso all’arrivo ad agosto dall’Europa dell’anticipo di 24,9 miliardi di euro del Recovery, il nostro Tesoro, grazie alle aste di BTP, aveva già in cassa 114,75 miliardi di euro (fonti del Tesoro).

Quando poi arriveranno i fondi bisognerà spenderli velocemente per rientrare nei tempi di utilizzo richiesti dalla Commissione UE, come evidenziato da Sala, ma così facendo è già pronta l’accusa di aver favorito “le mafie italiane”. Se invece faremo opportuni controlli, ci accuseranno di essere lenti o corrotti. Dopo il monito del vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis contro frodi e mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati che bloccherebbero immediatamente i pagamenti, è infatti arrivato poche settimane fa un minaccioso articolo del quotidiano francese Le Figaro che ha titolato “Europa: occhio alle frodi con i fondi del Recovery plan”. Nell’articolo si evidenzia appunto il rischio di frodi ad opera delle “mafie italiane”.
In poche parole, comunque si muoverà l’Italia nell’utilizzo dei fondi del Recovery per l’Europa ci sarà motivo di rimbrotto, se va bene, se va male invece sarà motivo per sospendere l’erogazione dei fondi dopo la prima rata. Tanto valeva fare da soli, senza quota di prestiti.

A maggior ragione se consideriamo che la Commissione europea pur fornendo le indicazioni per l’uso del PNRR non controlla il reale utilizzo geografico dei fondi permettendo così nei fatti che questi vadano, come sempre in Italia, sole aree più ricche. Già in passato la Commissione aveva fatto orecchie da mercante quando negli anni passati i governi a trazione nordista, ad esempio coi fondi FAS teoricamente destinati al Sud, si sono inventati mille cavilli per potere dirottare risorse a Nord (coi FAS si sono pagate le multe delle quote latte degli agricoltori padani, i traghetti sul lago di Como ecc.). Evidentemente prima della possibile separazione del Paese, grazie all’autonomia differenziata, si vuole rinforzare le regioni di interesse economico dell’area franco-tedesca rispetto a quelle del Sud, malgrado le belle parole usate a sostegno teorico dei territori più deboli della UE come il nostro Mezzogiorno.

Ora, come nelle migliori truffe ad opera di veloci e furtivi mariuoli, si passa alla fase due: “Il Pacco”!

Purtroppo senza un supporto alle amministrazioni con minore capacità progettuale soprattutto per scarsità di personale per i tagli imposti da Roma in passato per la spending review, le amministrazioni del Sud, che su questo non hanno colpe, rischiano di andare in difficoltà e non riuscire a rispettare i tempi richiesti per cui questa quota del 16% potrebbe diminuire ulteriormente, come sempre a favore di territori più ricchi, guarda caso come richiesto da Sala e Gori, punta dell’iceberg degli amministratori del Nord che con tutta evidenza sono già a tavola pronti a banchettare con i fondi che saranno distratti al Sud.

È questa una situazione denunciata a più riprese, ad esempio, da de Magistris quando era Sindaco di Napoli, che aveva spesso evidenziato come, nell’arco dei suoi due mandati alla guida della città, il personale in forze al municipio partenopeo si sia ridotto del 60% e come “quelli che dovrebbero correre più veloci, vengano messi in condizione di non poter correre”. In effetti, se si getta uno sguardo alla dotazione organica delle principali città italiane, salta agli occhi come il Comune di Napoli abbia perso – nel solo triennio 2017-2019 – ben 1.654 persone. Ad esempio non è vero, o al limite è vero solo in parte, che della mancata spesa dei fondi europei destinati al Sud per le infrastrutture sono responsabili solo le Regioni del Sud, ma ci sono grosse responsabilità da parte del Governo nazionale. È effetto (dell’imbroglio) del mancato co-finanziamento. Così, ad esempio, ai tempi del Governo Renzi sono stati scippati 10 miliardi di euro al Mezzogiorno, scaricando contemporaneamente la responsabilità della sottrazione sul Sud e sulle sue, spesso presunte, inefficienze.

Ciliegina finale: i cittadini del Sud si troveranno così a dover ripagare il prestito ricevuto dalla UE, tramite le tasse pagate allo Stato, nella stessa percentuale dei cittadini dei territori del Nord che però riceveranno la gran parte dei fondi stanziati.
I territori ricchi del Nord si apprestano così ad incassare quanto dovrebbe essere destinato al Mezzogiorno per il suo rilancio, e questo prossimo furto di risorse emerge pochi giorni prima dell’approvazione, nella Legge di Bilancio, del collegato che darà il via libera all’autonomia differenziata.
Ecco perché, per i cittadini del Sud, si può parlare di vera e propria truffa del PNRR…

Fonte: Transform!italia





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 di Natale Cuccurese

Come si continua a ripetere da mesi il PNRR per il Mezzogiorno è solo una truffa ben congegnata dai soliti centri di potere politico finanziari di quella “Milano Locomotiva” a cui recentemente si è inchinato anche l’ex PdC Conte (tradendo le decine di migliaia di voti avuti al Sud dal M5s). Ora leghisti e protoleghisti di lotta e di governo iniziano a uscire allo scoperto, pronti ad intercettare, come già tante volte in passato, ogni risorsa teoricamente destinata al Mezzogiorno.

Sui giornali del 14 dicembre 2021 troviamo infatti le parole del Sindaco di Milano Sala proferite in occasione del tour ‘Italiadomani’ promosso dal governo, che ha fatto tappa il 13 dicembre a Milano: “Per Sala ‘i fondi per l’edilizia popolare sono insufficienti’. E sul palco fa pressing sul governo perchè riassegni velocemente le risorse che i Comuni del sud non saranno in grado di investire. I bandi riservano il 40% delle risorse al Sud’. Milano ha chiesto 5 miliardi, è in grado di spendere un miliardo all’anno entro il 2026. A chi è in grado di fare di più è giusto che arrivi di più. Offriamo progetti già a livello definitivo, possiamo attivare gare rapidamente e gestire ricorsi – sottolinea -. Non contesto l’idea del 40% al sud, giusto dare a tutti la possibilità di partecipare. Milano si candida a usare i residui, qualora ci siano Comuni non in grado di investire nei tempi corretti”.

Per inquadrare meglio la situazione è utile un breve riassunto delle puntate precedenti di questa vera e propria “truffa” ordita ai danni del Sud.

Lo schema che il governo di turno attua per sottrarre fondi al Sud è sempre lo stesso nei decenni: promesse vane sull’arrivo di fondi, il cui arrivo è progressivamente spostato sempre più in avanti nel tempo per poi non parlarne più.
Dopo il taglio dei fondi del Pnrr, dal 65% da destinare al Sud come indicato dall’Europa, al 40%, senza fornire nessuna giustificazione da parte del Governo, con la ministra del Sud in silenzio complice e il dibattito surreale sul Ponte sullo Stretto usato come “arma di distrazione di massa”, leggendo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) si è scoperto che in realtà solo 35 miliardi, degli 82 miliardi annunciati dal governo, sono effettivamente allocati nel Mezzogiorno, mentre dei restanti 47 miliardi nel testo ufficiale inviato in Europa, controllando misura per misura, non c’è traccia. Di fronte alle polemiche sorte la Ministra per il Sud, Mara Carfagna, ha risposto, che la restante parte degli investimenti verrà ripartita attraverso bandi con quote territoriali con monitoraggio.
Questo aspetto sarebbe stato meglio scriverlo subito nel Piano, visto che su molti bandi non c’è alcuna quota minima territoriale e dove c’è, come il 34% nel bando nidi da 700 milioni, è una quota iniqua, perché il fabbisogno di nidi è per il 90% nel Mezzogiorno. In Italia, in 1 provincia su 4 vengono offerti almeno 33 posti in asili nido ogni 100 bimbi. Nessuna di queste province si trova a Sud. Un bambino del Sud, per questo Stato, ha sì diritto all’asilo nido, ma solo nella misura in cui gli enti locali del suo territorio sono stati capaci di vincere dei bandi competitivi con altri enti locali in luoghi più ricchi più collegati e con più personale (anche grazie ai trasferimenti statali da sempre diseguali). In caso contrario tale diritto decade e lui e la sua famiglia, che paga le stesse tasse delle famiglie che risiedono in territori più ricchi, si devono arrangiare.

Interessante notare che le preoccupazioni per l’ennesima sottrazione di risorse al Sud sono più che giustificate se solo dopo le polemiche sorte la scorsa estate la ministra del Sud, Mara Carfagna, durante il question time al Senato del 15 luglio, ha proposto di introdurre una norma per evitare il pericolo di una sensibile riduzione degli investimenti previsti nel Mezzogiorno con l’introduzione di un “vincolo di destinazione territoriale”. Vincolo che evidentemente prima non c’era e comunque non pare oggi frenare la voracità dei sindaci lombardi. Evidentemente è un vincolo che esiste solo a chiacchiere.

Ricapitolando: secondo le indicazioni della Commissione europea (pag.8 e 9 del regolamento) l’Italia ha ricevuto la quota di fondi del Pnnr più alta di tutti i Paesi d’Europa (191,5 miliardi di euro) soprattutto per risolvere la situazione drammatica (maggiore disoccupazione e PIL inferiore) del Mezzogiorno. Al Sud quindi seguendo tali parametri doveva spettare il 65% del Pnrr, il Governo ha retrocesso a suo insindacabile giudizio questa quota al 40% (pag. 37 Pnrr), ma anche questa rischia di rimanere sulla carta senza target territoriali riducendosi così ulteriormente al 16%.

La Commissione europea al corrente della situazione tace rendendosi complice della sottrazione.

Bisogna ricordare che insieme alla Grecia siamo l’unico Paese ad aver chiesto, oltre ai sussidi, tutta la quota disponibile dei prestiti. Bisognerebbe capire cosa impedisca all’Italia, che quest’anno emetterà titoli per 600 miliardi, di emetterne altri 40 all’anno fino al ‘26 per finanziare investimenti decisi in autonomia e senza controlli della Ue, al fine di evitare di avere un quadro di “riforme” già deciso, come da dettagliato cronoprogramma dettato dall’Europa, punto per punto, per accedere ai fondi del Recovery. Il Parlamento così risulta nei fatti commissariato, l’attuazione del cronoprogramma verrà semestralmente controllato dalla Commissione e l’erogazione dei fondi resterà a rischio. Non a caso all’arrivo ad agosto dall’Europa dell’anticipo di 24,9 miliardi di euro del Recovery, il nostro Tesoro, grazie alle aste di BTP, aveva già in cassa 114,75 miliardi di euro (fonti del Tesoro).

Quando poi arriveranno i fondi bisognerà spenderli velocemente per rientrare nei tempi di utilizzo richiesti dalla Commissione UE, come evidenziato da Sala, ma così facendo è già pronta l’accusa di aver favorito “le mafie italiane”. Se invece faremo opportuni controlli, ci accuseranno di essere lenti o corrotti. Dopo il monito del vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis contro frodi e mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati che bloccherebbero immediatamente i pagamenti, è infatti arrivato poche settimane fa un minaccioso articolo del quotidiano francese Le Figaro che ha titolato “Europa: occhio alle frodi con i fondi del Recovery plan”. Nell’articolo si evidenzia appunto il rischio di frodi ad opera delle “mafie italiane”.
In poche parole, comunque si muoverà l’Italia nell’utilizzo dei fondi del Recovery per l’Europa ci sarà motivo di rimbrotto, se va bene, se va male invece sarà motivo per sospendere l’erogazione dei fondi dopo la prima rata. Tanto valeva fare da soli, senza quota di prestiti.

A maggior ragione se consideriamo che la Commissione europea pur fornendo le indicazioni per l’uso del PNRR non controlla il reale utilizzo geografico dei fondi permettendo così nei fatti che questi vadano, come sempre in Italia, sole aree più ricche. Già in passato la Commissione aveva fatto orecchie da mercante quando negli anni passati i governi a trazione nordista, ad esempio coi fondi FAS teoricamente destinati al Sud, si sono inventati mille cavilli per potere dirottare risorse a Nord (coi FAS si sono pagate le multe delle quote latte degli agricoltori padani, i traghetti sul lago di Como ecc.). Evidentemente prima della possibile separazione del Paese, grazie all’autonomia differenziata, si vuole rinforzare le regioni di interesse economico dell’area franco-tedesca rispetto a quelle del Sud, malgrado le belle parole usate a sostegno teorico dei territori più deboli della UE come il nostro Mezzogiorno.

Ora, come nelle migliori truffe ad opera di veloci e furtivi mariuoli, si passa alla fase due: “Il Pacco”!

Purtroppo senza un supporto alle amministrazioni con minore capacità progettuale soprattutto per scarsità di personale per i tagli imposti da Roma in passato per la spending review, le amministrazioni del Sud, che su questo non hanno colpe, rischiano di andare in difficoltà e non riuscire a rispettare i tempi richiesti per cui questa quota del 16% potrebbe diminuire ulteriormente, come sempre a favore di territori più ricchi, guarda caso come richiesto da Sala e Gori, punta dell’iceberg degli amministratori del Nord che con tutta evidenza sono già a tavola pronti a banchettare con i fondi che saranno distratti al Sud.

È questa una situazione denunciata a più riprese, ad esempio, da de Magistris quando era Sindaco di Napoli, che aveva spesso evidenziato come, nell’arco dei suoi due mandati alla guida della città, il personale in forze al municipio partenopeo si sia ridotto del 60% e come “quelli che dovrebbero correre più veloci, vengano messi in condizione di non poter correre”. In effetti, se si getta uno sguardo alla dotazione organica delle principali città italiane, salta agli occhi come il Comune di Napoli abbia perso – nel solo triennio 2017-2019 – ben 1.654 persone. Ad esempio non è vero, o al limite è vero solo in parte, che della mancata spesa dei fondi europei destinati al Sud per le infrastrutture sono responsabili solo le Regioni del Sud, ma ci sono grosse responsabilità da parte del Governo nazionale. È effetto (dell’imbroglio) del mancato co-finanziamento. Così, ad esempio, ai tempi del Governo Renzi sono stati scippati 10 miliardi di euro al Mezzogiorno, scaricando contemporaneamente la responsabilità della sottrazione sul Sud e sulle sue, spesso presunte, inefficienze.

Ciliegina finale: i cittadini del Sud si troveranno così a dover ripagare il prestito ricevuto dalla UE, tramite le tasse pagate allo Stato, nella stessa percentuale dei cittadini dei territori del Nord che però riceveranno la gran parte dei fondi stanziati.
I territori ricchi del Nord si apprestano così ad incassare quanto dovrebbe essere destinato al Mezzogiorno per il suo rilancio, e questo prossimo furto di risorse emerge pochi giorni prima dell’approvazione, nella Legge di Bilancio, del collegato che darà il via libera all’autonomia differenziata.
Ecco perché, per i cittadini del Sud, si può parlare di vera e propria truffa del PNRR…

Fonte: Transform!italia





mercoledì 3 novembre 2021

Natale Cuccurese: “La Corte dei Conti denuncia il divario Nord-Sud e il Governi dei migliori punta all’autonomia differenziata”

 Dal 2017 al 2020, la spesa sanitaria corrente pro-capite ha acuito le diseguaglianze tra cittadini italiani di serie A, residenti al Nord, e cittadini italiani di serie B, residenti al Sud.

A denunciarlo non è una nostalgica e piagnona associazione neoborbonica, bensì un organo di rilevanza costituzionale dello Stato italiano: la Corte dei Conti.

Di recente, sull’argomento è intervenuto il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che, dalla sua pagina facebook personale, ha commentato: “Per la Corte dei conti il Servizio Sanitario Nazionale non garantisce un’assistenza adeguata al Sud. I divari territoriali sono soprattutto diseguaglianze nei diritti fondamentali  – istruzione e sanità – che possono essere ridotti solo attraverso una visione unitaria del Paese e non certo dividendolo ulteriormente con l’Autonomia differenziata, che il Governo dei migliori ha recuperato nottetempo nella Nadef della Legge di Bilancio”.

Fonte immagine: Corriere della Sera del 3 novembre 2021

Fonte articolo: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



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 Dal 2017 al 2020, la spesa sanitaria corrente pro-capite ha acuito le diseguaglianze tra cittadini italiani di serie A, residenti al Nord, e cittadini italiani di serie B, residenti al Sud.

A denunciarlo non è una nostalgica e piagnona associazione neoborbonica, bensì un organo di rilevanza costituzionale dello Stato italiano: la Corte dei Conti.

Di recente, sull’argomento è intervenuto il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che, dalla sua pagina facebook personale, ha commentato: “Per la Corte dei conti il Servizio Sanitario Nazionale non garantisce un’assistenza adeguata al Sud. I divari territoriali sono soprattutto diseguaglianze nei diritti fondamentali  – istruzione e sanità – che possono essere ridotti solo attraverso una visione unitaria del Paese e non certo dividendolo ulteriormente con l’Autonomia differenziata, che il Governo dei migliori ha recuperato nottetempo nella Nadef della Legge di Bilancio”.

Fonte immagine: Corriere della Sera del 3 novembre 2021

Fonte articolo: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



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venerdì 15 ottobre 2021

Natale Cuccurese: “Green Pass, arma di distrazione di massa dal Pnrr e dall’autonomia differenziata”

Il clamore mediatico-politico sul Green Pass come arma di distrazione di massa dai temi strategici per la tenuta unitaria dell’intero sistema Paese: Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), Legge di stabilità ed autonomia differenziata.

Questa, in estrema sintesi, la tesi del Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che, sul suo profilo facebook, ha scritto: “L’Italia è tra i Paesi al mondo con la percentuale più alta di persone vaccinate, eppure da settimane si parla solo di Green Pass (unico Paese al mondo che lo ha introdotto come obbligatorio per poter lavorare) e parleremo di questo chissà ancora per quanto tempo, lasciando sempre più sullo sfondo quello di cui dovremmo parlare, visti gli interessi economici in gioco per lo sviluppo dei territori, come il PNRR o l’Autonomia differenziata collegata alla Legge di bilancio”.

Fonte: Vesuvianonews- articolo di Salvatore Lucchese


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Il Post su Facebook completo:

FATEVI UNA DOMANDA E DATEVI UNA RISPOSTA…
La percentuale dei lavoratori vaccinati nei #porti italiani: in testa Gioia Tauro, Bari-Brindisi, Sardegna e Taranto, in coda Trieste…
L’Italia è tra i Paesi al mondo con la percentuale più alta di persone vaccinate, eppure da settimane si parla solo di Green Pass (unico Paese al mondo che lo ha introdotto come obbligatorio per poter lavorare) e parleremo di questo chissà ancora per quanto tempo, lasciando sempre più sullo sfondo quello di cui dovremmo parlare, visti gli interessi economici in gioco per lo sviluppo dei territori, come il PNRR o l’Autonomia differenziata collegata alla Legge di bilancio…


tabella tratta dal Sole 24 ore del 15 ottobre 2021







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Il clamore mediatico-politico sul Green Pass come arma di distrazione di massa dai temi strategici per la tenuta unitaria dell’intero sistema Paese: Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), Legge di stabilità ed autonomia differenziata.

Questa, in estrema sintesi, la tesi del Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che, sul suo profilo facebook, ha scritto: “L’Italia è tra i Paesi al mondo con la percentuale più alta di persone vaccinate, eppure da settimane si parla solo di Green Pass (unico Paese al mondo che lo ha introdotto come obbligatorio per poter lavorare) e parleremo di questo chissà ancora per quanto tempo, lasciando sempre più sullo sfondo quello di cui dovremmo parlare, visti gli interessi economici in gioco per lo sviluppo dei territori, come il PNRR o l’Autonomia differenziata collegata alla Legge di bilancio”.

Fonte: Vesuvianonews- articolo di Salvatore Lucchese


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Il Post su Facebook completo:

FATEVI UNA DOMANDA E DATEVI UNA RISPOSTA…
La percentuale dei lavoratori vaccinati nei #porti italiani: in testa Gioia Tauro, Bari-Brindisi, Sardegna e Taranto, in coda Trieste…
L’Italia è tra i Paesi al mondo con la percentuale più alta di persone vaccinate, eppure da settimane si parla solo di Green Pass (unico Paese al mondo che lo ha introdotto come obbligatorio per poter lavorare) e parleremo di questo chissà ancora per quanto tempo, lasciando sempre più sullo sfondo quello di cui dovremmo parlare, visti gli interessi economici in gioco per lo sviluppo dei territori, come il PNRR o l’Autonomia differenziata collegata alla Legge di bilancio…


tabella tratta dal Sole 24 ore del 15 ottobre 2021







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lunedì 11 ottobre 2021

Natale Cuccurese: “Governo Draghi, il Governo più classista ed antimeridionale della storia della Repubblica”

Prima vi azzoppo e poi vi obbligo a gareggiare contro atleti sani, robusti ed iperallenati alle stesse Olimpiadi. Subito dopo avere perso inevitabilmente tutte le competizioni vi bullizzo, accusandovi di essere i soliti atleti fannulloni, incapaci e buoni a nulla.

Fuori metafora, questo è il trattamento riservato alle Regioni e ai Comuni meridionali dallo Stato patrigno italiano, che da circa venti anni li ha ancora di più azzoppati a tutto vantaggio delle Regioni e dei Comuni settentrionale tramite il “piede di porco” della spesa storica, per poi farli competere gli uni contro gli altri per accedere ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

In questo modo, i bandi per i diritti bandiscono i diritti al Sud, ma la “colpa” sarà sempre e solo la sua, e trasformano gli stessi diritti in privilegi al Nord, ma il “merito” sarà sempre e soltanto il suo.

Su questo argomento è intervenuto via social il Presidente del Partito del Sud,  Natale Cuccurese. Il Governo – ha scritto – sottovaluta gravemente la condizione degli Enti Locali. Afferma che i soldi ci sono e ora bisogna progettare e spendere. Ma è risaputo che ai Comuni, in modo particolare a quelli del Sud, causa i tagli degli anni passati, mancano le risorse umane e tecniche. Il Governo finge di ignorarlo. Al Comune di Napoli la situazione è drammatica da tempo, come denunciato da sempre da Luigi de Magistris, mentre solo ora improvvisamente se ne accorgono anche media locali e burattini senza fili inviati da Roma per normalizzare la città. Il Comune di Lecce ad esempio ha 373 dipendenti su una pianta organica di 722”.

Bisogna solo capire – ha proseguito Cuccurese – se anche questa situazione, voluta nel passato, fa parte di un unico progetto che mira a defraudare il Mezzogiorno della quota di fondi del Pnrr che gli dovrebbero essere riservati, per spostare così più soldi possibili al Nord, in attesa dell’autonomia differenziata. Anche questo possibile inganno serve a creare un clima dove sguazzano liberamente fascisti e razzisti, mentre la Lega resta al governo, servita e riverita”.

Fonte: Vesuvianonews - articolo Salvatore Lucchese



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Prima vi azzoppo e poi vi obbligo a gareggiare contro atleti sani, robusti ed iperallenati alle stesse Olimpiadi. Subito dopo avere perso inevitabilmente tutte le competizioni vi bullizzo, accusandovi di essere i soliti atleti fannulloni, incapaci e buoni a nulla.

Fuori metafora, questo è il trattamento riservato alle Regioni e ai Comuni meridionali dallo Stato patrigno italiano, che da circa venti anni li ha ancora di più azzoppati a tutto vantaggio delle Regioni e dei Comuni settentrionale tramite il “piede di porco” della spesa storica, per poi farli competere gli uni contro gli altri per accedere ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

In questo modo, i bandi per i diritti bandiscono i diritti al Sud, ma la “colpa” sarà sempre e solo la sua, e trasformano gli stessi diritti in privilegi al Nord, ma il “merito” sarà sempre e soltanto il suo.

Su questo argomento è intervenuto via social il Presidente del Partito del Sud,  Natale Cuccurese. Il Governo – ha scritto – sottovaluta gravemente la condizione degli Enti Locali. Afferma che i soldi ci sono e ora bisogna progettare e spendere. Ma è risaputo che ai Comuni, in modo particolare a quelli del Sud, causa i tagli degli anni passati, mancano le risorse umane e tecniche. Il Governo finge di ignorarlo. Al Comune di Napoli la situazione è drammatica da tempo, come denunciato da sempre da Luigi de Magistris, mentre solo ora improvvisamente se ne accorgono anche media locali e burattini senza fili inviati da Roma per normalizzare la città. Il Comune di Lecce ad esempio ha 373 dipendenti su una pianta organica di 722”.

Bisogna solo capire – ha proseguito Cuccurese – se anche questa situazione, voluta nel passato, fa parte di un unico progetto che mira a defraudare il Mezzogiorno della quota di fondi del Pnrr che gli dovrebbero essere riservati, per spostare così più soldi possibili al Nord, in attesa dell’autonomia differenziata. Anche questo possibile inganno serve a creare un clima dove sguazzano liberamente fascisti e razzisti, mentre la Lega resta al governo, servita e riverita”.

Fonte: Vesuvianonews - articolo Salvatore Lucchese



giovedì 7 ottobre 2021

Natale Cuccurese: “Pnrr, progetti irrigui: 29% al Sud e 71% al Nord. Ditelo alla Carfagna”

 


Il Governo di “unità nazionale” altro non è che il Governo unitario del “Grande Nord”, come dimostrano le continue, sistematiche e reiterate sottrazioni di risorse operate ai danni del Sud. L’ultimo scippo subito dai cittadini meridionali, prima sedotti e poi abbandonati da tutti i partiti sedicenti nazionali, è stato denunciato dal Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che, dati alla mano, via social, ha osservato: “Pnrr altro che 40% di fondi al Mezzogiorno come garantito dalla ministra per il Sud (?) Mara Carfagna. Progetti irrigui recentemente approvati dal Mipaaf: 29% al Mezzogiorno 71% al Centro-Nord”.





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Il Governo di “unità nazionale” altro non è che il Governo unitario del “Grande Nord”, come dimostrano le continue, sistematiche e reiterate sottrazioni di risorse operate ai danni del Sud. L’ultimo scippo subito dai cittadini meridionali, prima sedotti e poi abbandonati da tutti i partiti sedicenti nazionali, è stato denunciato dal Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che, dati alla mano, via social, ha osservato: “Pnrr altro che 40% di fondi al Mezzogiorno come garantito dalla ministra per il Sud (?) Mara Carfagna. Progetti irrigui recentemente approvati dal Mipaaf: 29% al Mezzogiorno 71% al Centro-Nord”.





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venerdì 23 luglio 2021

Natale Cuccurese: “La Ministra per il Sud (?) fa leva sui soliti clichés antimeridionali”



Di recente, facendo leva sul solito cliché di un Meridione inefficace e sprecone, la Ministra per il Sud e la coesione territoriale, Mara Carfagna, ha dichiarato: “I soldi del Pnrr destinati al Sud resteranno al Sud, ma non va sprecato neanche un centesimo”.

A questo proposito, via social, è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che ha osservato: “La ministra del Sud (?) Mara Carfagna ha un senso di colpa immotivato nei confronti dei fondi del Pnrr che (giustamente) arriveranno al Sud e che comunque sono già scontati dall’iniziale 65%”.

Giusto vigilare – ha proseguito – sul corretto utilizzo dei fondi al Sud ma anche al Nord. Non bisogna infatti dimenticare le decine di esempi di fondi sprecati al Nord e per cui nessun politico (del Nord) ha mai pensato di mettersi la cenere in testa. Mose, Expo, Bre.Be.Mi, fondi distratti da Formigoni, Galan (ecc. ecc.), Tangentopoli, Rimborsopoli e chi più ne ha più ne metta”.

La ministra del Sud (?) – ha concluso Cuccurese – deve capire che al Sud i cittadini non sono dei sudditi, ma hanno diritti costituzionali. Se ne faccia una ragione invece di alimentare i soliti stereotipi contro il Mezzogiorno e prestare il fianco, con simili dichiarazioni, a eventuali prossimi tentativi di scippo a favore del Nord di questi fondi che, dati i precedenti, probabilmente non mancheranno”.

Fonte: Vesuvianonews -Articolo di Salvatore Lucchese



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Di recente, facendo leva sul solito cliché di un Meridione inefficace e sprecone, la Ministra per il Sud e la coesione territoriale, Mara Carfagna, ha dichiarato: “I soldi del Pnrr destinati al Sud resteranno al Sud, ma non va sprecato neanche un centesimo”.

A questo proposito, via social, è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che ha osservato: “La ministra del Sud (?) Mara Carfagna ha un senso di colpa immotivato nei confronti dei fondi del Pnrr che (giustamente) arriveranno al Sud e che comunque sono già scontati dall’iniziale 65%”.

Giusto vigilare – ha proseguito – sul corretto utilizzo dei fondi al Sud ma anche al Nord. Non bisogna infatti dimenticare le decine di esempi di fondi sprecati al Nord e per cui nessun politico (del Nord) ha mai pensato di mettersi la cenere in testa. Mose, Expo, Bre.Be.Mi, fondi distratti da Formigoni, Galan (ecc. ecc.), Tangentopoli, Rimborsopoli e chi più ne ha più ne metta”.

La ministra del Sud (?) – ha concluso Cuccurese – deve capire che al Sud i cittadini non sono dei sudditi, ma hanno diritti costituzionali. Se ne faccia una ragione invece di alimentare i soliti stereotipi contro il Mezzogiorno e prestare il fianco, con simili dichiarazioni, a eventuali prossimi tentativi di scippo a favore del Nord di questi fondi che, dati i precedenti, probabilmente non mancheranno”.

Fonte: Vesuvianonews -Articolo di Salvatore Lucchese



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mercoledì 21 luglio 2021

NAPOLI: SIAMO AL FIANCO DEGLI OPERAI DELLA WHIRLPOOL!

Di Antonio Luongo

(Responsabile Città Metropolitana di Napoli del Partito del Sud)

L'altro giorno ho partecipato con una delegazione del Partito del Sud e insieme ad Alessandra Clemente e ai partiti della sua coalizione all'assemblea cittadina degli operai della Whirpool.

In una fase in cui ormai sono rimaste pochissime certezze e in cui siamo consapevoli di essere governati da una coalizione variegata che può dire tutto e il contrario di tutto dalla sera alla mattina, una linea di chiarezza la tracciamo noi: SIAMO AL FIANCO DEGLI OPERAI DELLA WHIRLPOOL!
Non so quante altre forze politiche oggi a Napoli possono assumere la stessa posizione netta senza turbare gli equilibristi "romani", ma fare politica deve innanzitutto significare ribadire dei principi da cui far derivare delle azioni.
Principi saldi e azioni concrete, non soltanto chiacchiere da facile propaganda.
Quindi andremo avanti e chiederemo a Draghi di intervenire in prima persona per risolvere questa drammatica questione industriale che sta per l'ennesima volta scegliendo il Sud come agnello sacrificale.
E visto che non siamo per i proclami e le richieste sconsiderate, tracciamo già la strada possibile, in modo che non ci venga risposto con una scrollata di spalle: la Whirpool sorge su un S.I.N., un sito di interesse nazionale, nella periferia Est di Napoli. Sono classificate così le aree che necessitano di intervento pubblico per bonifica.
Significa che o riparte la Whirpool, o non c'è spazio per inserire nella partita nessuna altra azienda privata.
Lo Stato quindi, col coordinamento del Ministero della Transizione Ecologica, sfrutti la situazione e con percorsi di formazione dedicati, riconverta la forza lavoro Whirpool per avviare lavori di bonifica, attesi da decenni e faccia ripartire una periferia.
Le soluzioni per non buttare centinaia di famiglie in strada ci sono. Basta volerlo!




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Di Antonio Luongo

(Responsabile Città Metropolitana di Napoli del Partito del Sud)

L'altro giorno ho partecipato con una delegazione del Partito del Sud e insieme ad Alessandra Clemente e ai partiti della sua coalizione all'assemblea cittadina degli operai della Whirpool.

In una fase in cui ormai sono rimaste pochissime certezze e in cui siamo consapevoli di essere governati da una coalizione variegata che può dire tutto e il contrario di tutto dalla sera alla mattina, una linea di chiarezza la tracciamo noi: SIAMO AL FIANCO DEGLI OPERAI DELLA WHIRLPOOL!
Non so quante altre forze politiche oggi a Napoli possono assumere la stessa posizione netta senza turbare gli equilibristi "romani", ma fare politica deve innanzitutto significare ribadire dei principi da cui far derivare delle azioni.
Principi saldi e azioni concrete, non soltanto chiacchiere da facile propaganda.
Quindi andremo avanti e chiederemo a Draghi di intervenire in prima persona per risolvere questa drammatica questione industriale che sta per l'ennesima volta scegliendo il Sud come agnello sacrificale.
E visto che non siamo per i proclami e le richieste sconsiderate, tracciamo già la strada possibile, in modo che non ci venga risposto con una scrollata di spalle: la Whirpool sorge su un S.I.N., un sito di interesse nazionale, nella periferia Est di Napoli. Sono classificate così le aree che necessitano di intervento pubblico per bonifica.
Significa che o riparte la Whirpool, o non c'è spazio per inserire nella partita nessuna altra azienda privata.
Lo Stato quindi, col coordinamento del Ministero della Transizione Ecologica, sfrutti la situazione e con percorsi di formazione dedicati, riconverta la forza lavoro Whirpool per avviare lavori di bonifica, attesi da decenni e faccia ripartire una periferia.
Le soluzioni per non buttare centinaia di famiglie in strada ci sono. Basta volerlo!




venerdì 18 giugno 2021

L’UCCISIONE DEL SINDACALISTA SICOBAS A DIFESA DEL POSTO DI LAVORO FA CAPIRE CHE IL PAESE È SULL’ORLO DEL PRECIPIZIO

Stamattina il coordinatore del Sicobas di Novara, Adil Belakhdim, è stato travolto e ucciso da un camion che ha forzato il presidio dei lavoratori davanti alla Lidl di Biandrate in occasione dello sciopero nazionale della logistica. 
Dopo le aggressioni subite dai lavoratori a Prato, a San Giuliano Milanese e quella con l’utilizzo di vigilantes di Tavazzano della scorsa settimana, dove solo per un caso fortuito non c’è scappato il morto, appare chiara la volontà padronale di alzare il livello dello scontro. 
Ci chiediamo come sia possibile che l’Italia del 2021 sprofondi ed appaia sempre più simile a quella del 1921. 

Forti le responsabilità governative in quanta deriva antidemocratica, con il Parlamento nei fatti commissariato e con i diritti costituzionali progressivamente svuotati. Draghi con la mossa dell’altro ieri di affidare la valutazione degli investimenti pubblici del Pnrr a un istituto che abolirebbe gli investimenti pubblici, è un esempio clamoroso di trasformismo e di politica (padronale, reazionaria e antimeridionale) spacciata per tecnica. Questi ora sono i risultati. 

Auspichiamo che tutti i sindacati proclamino prima possibile lo sciopero generale a difesa dei posti di lavoro e dei diritti dei lavoratori prima che la situazione nel Paese degeneri ulteriormente. 

Cordoglio alla famiglia del lavoratore ucciso e solidarietà ai compagni di lotta del Sicobas! 

Natale Cuccurese — presidente nazionale, a nome del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti



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Stamattina il coordinatore del Sicobas di Novara, Adil Belakhdim, è stato travolto e ucciso da un camion che ha forzato il presidio dei lavoratori davanti alla Lidl di Biandrate in occasione dello sciopero nazionale della logistica. 
Dopo le aggressioni subite dai lavoratori a Prato, a San Giuliano Milanese e quella con l’utilizzo di vigilantes di Tavazzano della scorsa settimana, dove solo per un caso fortuito non c’è scappato il morto, appare chiara la volontà padronale di alzare il livello dello scontro. 
Ci chiediamo come sia possibile che l’Italia del 2021 sprofondi ed appaia sempre più simile a quella del 1921. 

Forti le responsabilità governative in quanta deriva antidemocratica, con il Parlamento nei fatti commissariato e con i diritti costituzionali progressivamente svuotati. Draghi con la mossa dell’altro ieri di affidare la valutazione degli investimenti pubblici del Pnrr a un istituto che abolirebbe gli investimenti pubblici, è un esempio clamoroso di trasformismo e di politica (padronale, reazionaria e antimeridionale) spacciata per tecnica. Questi ora sono i risultati. 

Auspichiamo che tutti i sindacati proclamino prima possibile lo sciopero generale a difesa dei posti di lavoro e dei diritti dei lavoratori prima che la situazione nel Paese degeneri ulteriormente. 

Cordoglio alla famiglia del lavoratore ucciso e solidarietà ai compagni di lotta del Sicobas! 

Natale Cuccurese — presidente nazionale, a nome del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti



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domenica 18 aprile 2021

Natale Cuccurese: “Il Governo Draghi rilancia la balcanizzazione del Paese”

Oramai, in piena pandemia i fallimenti del federalismo estrattivo all’italiana sono sotto gli occhi di tutti: frammentazione della catena di governo, sviluppo territoriale dualistico, diseguaglianze crescenti, venti sistemi sanitari che taroccano i numeri per avere più vaccini da somministrare agli amici degli amici, etc..

Insomma, lo Stato Arlecchino che tutela i forti, i ricchi ed i potenti ed abbandona i poveri al loro destino di peste, fame e carestia. E il Governo dei “Migliori” cosa fa? Pone un argine a questa pericolosa deriva di frammentazione e di istituzionalizzazione definitiva dello storico dualismo tra il Nord e il Sud di un Paese sempre più diviso e diseguale?

Giammai! La cura, si fa per dire, prevista dal nuovo uomo della provvidenza, Mario Draghi, è peggio del male: si scrive autonomia regionale differenziata e si legge secessione dei ricchi.

A lanciare l’allarme è il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che sulla sua pagina facebook personale scrive: “Per chi si illudeva che con il Governo Draghi il percorso dell’autonomia differenziata avrebbe subito uno stop, allego la pag. 14 del testo del DEF 2021, punto 1.5, (approvato l’altro ieri) da cui si evince che per la prossima legge di bilancio (2022-2024) il DDL sull’autonomia differenziata sarà tra le leggi collegate alla decisione di bilancio”.

Ogni commento – prosegue – è a questo punto superfluo, la destrutturazione dello Stato proseguirà al termine della pandemia più forte di prima, così come le conseguenti privatizzazioni, al Nord come al Sud”.

La composizione del Governo, infarcito di leghisti, protoleghisti e “liberisti bocconiani”, così come l’elezione di Fedriga a capo della Conferenza Stato Regioni, – conclude Cuccurese – non lasciava presagire nulla di buono per il Sud ed infatti ecco un altro tassello andare al suo posto”.


Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese






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Oramai, in piena pandemia i fallimenti del federalismo estrattivo all’italiana sono sotto gli occhi di tutti: frammentazione della catena di governo, sviluppo territoriale dualistico, diseguaglianze crescenti, venti sistemi sanitari che taroccano i numeri per avere più vaccini da somministrare agli amici degli amici, etc..

Insomma, lo Stato Arlecchino che tutela i forti, i ricchi ed i potenti ed abbandona i poveri al loro destino di peste, fame e carestia. E il Governo dei “Migliori” cosa fa? Pone un argine a questa pericolosa deriva di frammentazione e di istituzionalizzazione definitiva dello storico dualismo tra il Nord e il Sud di un Paese sempre più diviso e diseguale?

Giammai! La cura, si fa per dire, prevista dal nuovo uomo della provvidenza, Mario Draghi, è peggio del male: si scrive autonomia regionale differenziata e si legge secessione dei ricchi.

A lanciare l’allarme è il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che sulla sua pagina facebook personale scrive: “Per chi si illudeva che con il Governo Draghi il percorso dell’autonomia differenziata avrebbe subito uno stop, allego la pag. 14 del testo del DEF 2021, punto 1.5, (approvato l’altro ieri) da cui si evince che per la prossima legge di bilancio (2022-2024) il DDL sull’autonomia differenziata sarà tra le leggi collegate alla decisione di bilancio”.

Ogni commento – prosegue – è a questo punto superfluo, la destrutturazione dello Stato proseguirà al termine della pandemia più forte di prima, così come le conseguenti privatizzazioni, al Nord come al Sud”.

La composizione del Governo, infarcito di leghisti, protoleghisti e “liberisti bocconiani”, così come l’elezione di Fedriga a capo della Conferenza Stato Regioni, – conclude Cuccurese – non lasciava presagire nulla di buono per il Sud ed infatti ecco un altro tassello andare al suo posto”.


Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese






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venerdì 26 marzo 2021

Natale Cuccurese: “Pur di danneggiare il Sud, le aziende del Nord sono pronte a tutto”

Dalla sua pagina facebook personale, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese riprende e rilancia l’allarme lanciato dalle pagine del “Mattino” del 25 marzo dall’antropologo Marino Niola sulla mancata candidatura del caffè italiano all’Unesco.

Pur di danneggiare il Sud, per mantenerlo colonia e mercato interno dei loro prodotti, –  denuncia Cuccurese – le aziende del Nord sono pronte a tutto. Come ha osservato il grande antropologo Marino Niola: ‘Quella delle torrefazioni del Nord contro il caffè napoletano, boicottando la proposta di renderlo patrimonio Unesco è parte di una guerra del Nord contro il Sud. La ricchezza del territorio di Napoli fa paura’”.


Fonte: Vesuvianonews-articolo Salvatore Lucchese




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Dalla sua pagina facebook personale, il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese riprende e rilancia l’allarme lanciato dalle pagine del “Mattino” del 25 marzo dall’antropologo Marino Niola sulla mancata candidatura del caffè italiano all’Unesco.

Pur di danneggiare il Sud, per mantenerlo colonia e mercato interno dei loro prodotti, –  denuncia Cuccurese – le aziende del Nord sono pronte a tutto. Come ha osservato il grande antropologo Marino Niola: ‘Quella delle torrefazioni del Nord contro il caffè napoletano, boicottando la proposta di renderlo patrimonio Unesco è parte di una guerra del Nord contro il Sud. La ricchezza del territorio di Napoli fa paura’”.


Fonte: Vesuvianonews-articolo Salvatore Lucchese




venerdì 19 marzo 2021

Natale Cuccurese: “Le Università del Nord virtuose con i soldi sottratti alle Università del Sud”

Nel proporre sulla sua pagina facebook personale la tabella relativa alla ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario per Università e Ricerca elaborata dall’economista Gianfranco Viesti dell’Università di Bari, il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, ha argutamente osservato: “Ormai il gioco di leghisti, protoleghisti e neo liberisti al seguito è scoperto: concentrare sempre di più i finanziamenti alle Università del Nord, per poi poter dire “noi che siamo i virtuosi (coi soldi sottratti agli altri) adesso vi chiudiamo perché non meritate di esistere, rappresentare culture, istanze, idee altre rispetto al (nostro) pensiero unico”.

È lo stesso lurido gioco – ha concluso Cuccurese – che stanno perseguendo da tempo con l’Autonomia differenziata, un imbroglio orami chiaro a tutti. Non a caso il Governo Draghi ha fra i suoi consiglieri anche Giavazzi che da tempo teorizza dalle pagine del Corriere della Sera la chiusura delle Università del Centro-Sud”.



Fonte: Vesuvianonews-articolo Salvatore Lucchese





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Nel proporre sulla sua pagina facebook personale la tabella relativa alla ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario per Università e Ricerca elaborata dall’economista Gianfranco Viesti dell’Università di Bari, il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, ha argutamente osservato: “Ormai il gioco di leghisti, protoleghisti e neo liberisti al seguito è scoperto: concentrare sempre di più i finanziamenti alle Università del Nord, per poi poter dire “noi che siamo i virtuosi (coi soldi sottratti agli altri) adesso vi chiudiamo perché non meritate di esistere, rappresentare culture, istanze, idee altre rispetto al (nostro) pensiero unico”.

È lo stesso lurido gioco – ha concluso Cuccurese – che stanno perseguendo da tempo con l’Autonomia differenziata, un imbroglio orami chiaro a tutti. Non a caso il Governo Draghi ha fra i suoi consiglieri anche Giavazzi che da tempo teorizza dalle pagine del Corriere della Sera la chiusura delle Università del Centro-Sud”.



Fonte: Vesuvianonews-articolo Salvatore Lucchese





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sabato 6 marzo 2021

Natale Cuccurese: “Recovery Plan scritto da multinazionali? Una grave emergenza democratica. Draghi riferisca subito in Parlamento”



L’Articolo 1 della nostra carta costituzionale recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

E tra le “forme” ed i “limiti” all’esercizio della sovranità popolare previsti dalla Costituzione non è assolutamente contemplata la delega a società multinazionali che dia loro il potere di redigere e valutare piani economici che riguardano l’intera collettività. Anzi, l’esatto opposto!

La contraddizione tra quanto prevede la Costituzione e quanto sembra stia facendo, invece, il Governo Draghi per la stesura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Nazionale è grande quanto una trave nell’occhio. Contraddizione che non fa altro che confermare l’attualità della lettura engelo-marxiana dello Stato liberale come comitato d’affari della borghesia capitalista.

A lanciare l’allarme sul pericolo di un vero e proprio colpo di Stato bianco a tutto uso e consumo dei biechi e miopi interessi dei poteri forti nazionali ed internazionali, che, sia detto per inciso, sulla base dell’effetto agglomerazione, cancellerebbero definitivamente il Mezzogiorno dall’agenda dei vari Governi sedicenti nazionali, è il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, il quale, attraverso la sua pagina facebook, ha denunciato: “Draghi ingaggia come ‘consulenti’ le multinazionali che così potranno governare direttamente loro e spremerci meglio. Il tutto scritto nelle segrete stanze insieme ai suoi consiglieri leghisti, protoleghisti e bocconiani. Senza informare il Parlamento e i cittadini, senza nessun parere, senza nessuna discussione. Una grave emergenza democratica”.

È invece indispensabile – ha proseguito – un grande dibattito pubblico, Draghi deve capire che non è l’amministratore unico di una azienda privata. Non è possibile presentarsi in Parlamento a cose fatte solo per una ratifica o addirittura a piano già inviato alla commissione europea”.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi – ha concluso Cuccurese – può riferire immediatamente al Parlamento o pensa di essere l’amministratore unico di una Srl?!


Fonte: VesuvianoNews - articolo Salvatore Lucchese




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L’Articolo 1 della nostra carta costituzionale recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

E tra le “forme” ed i “limiti” all’esercizio della sovranità popolare previsti dalla Costituzione non è assolutamente contemplata la delega a società multinazionali che dia loro il potere di redigere e valutare piani economici che riguardano l’intera collettività. Anzi, l’esatto opposto!

La contraddizione tra quanto prevede la Costituzione e quanto sembra stia facendo, invece, il Governo Draghi per la stesura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Nazionale è grande quanto una trave nell’occhio. Contraddizione che non fa altro che confermare l’attualità della lettura engelo-marxiana dello Stato liberale come comitato d’affari della borghesia capitalista.

A lanciare l’allarme sul pericolo di un vero e proprio colpo di Stato bianco a tutto uso e consumo dei biechi e miopi interessi dei poteri forti nazionali ed internazionali, che, sia detto per inciso, sulla base dell’effetto agglomerazione, cancellerebbero definitivamente il Mezzogiorno dall’agenda dei vari Governi sedicenti nazionali, è il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, il quale, attraverso la sua pagina facebook, ha denunciato: “Draghi ingaggia come ‘consulenti’ le multinazionali che così potranno governare direttamente loro e spremerci meglio. Il tutto scritto nelle segrete stanze insieme ai suoi consiglieri leghisti, protoleghisti e bocconiani. Senza informare il Parlamento e i cittadini, senza nessun parere, senza nessuna discussione. Una grave emergenza democratica”.

È invece indispensabile – ha proseguito – un grande dibattito pubblico, Draghi deve capire che non è l’amministratore unico di una azienda privata. Non è possibile presentarsi in Parlamento a cose fatte solo per una ratifica o addirittura a piano già inviato alla commissione europea”.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi – ha concluso Cuccurese – può riferire immediatamente al Parlamento o pensa di essere l’amministratore unico di una Srl?!


Fonte: VesuvianoNews - articolo Salvatore Lucchese




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lunedì 25 gennaio 2021

LAB SUD: RECOVERY PLAN E SUD - IN DIRETTA VENERDI' 29 GENNAIO ORE 19,00

 Ne parleremo in diretta venerdì 29 gennaio alle 19 dalla pagina fan del Laboratorio Sud https://www.facebook.com/LaboratorioSud

con:

-Giovanni Russo Spena, Roberto Musacchio, Natale Cuccurese, Paola Nugnes, Luca Saltalamacchia, Loredana Marino.
- Moderatore, Roberto Morea

LA UE SUL NEXT GENERATION PLAN
“Dovranno essere destinate maggiori risorse a quei territori con più residenti, con maggiore disoccupazione e prodotto interno lordo inferiore”.
Seguendo i criteri europei, il governo Conte dei 209 miliardi del Recovery Fund dovrebbe investire al Nord Italia il 21,20% dei 65,4 miliardi a fondo perduto previsti dal Piano nazionale ripresa e resilienza; il 12,81% al Centro e il 65,99% al Sud.
Al Mezzogiorno dovrebbero pertanto andare 43,15 miliardi; al Centro-Nord, dovrebbero essere destinati 22,24 miliardi.
MA LA REALTÀ CHE SI STA PREPARANDO È BEN DIVERSA
considerando l’inserimento anche di 21 miliardi del Fondo sviluppo e coesione (già dovuti), il piano “promette” solo il 50% degli investimenti pubblici, contro il 65,99% (al netto dei fondi aggiuntivi) indicato dall'Europa: è già iniziata la sottrazione.
MA NOI CI BATTIAMO PER QUESTO
La Next generation Ue invece deve essere l’occasione per riunire le due parti dell’Italia sempre più distanti fra di loro, per iniziare (finalmente) a colmare il divario infrastrutturale fra Nord e Sud (che col Regionalismo si vorrebbe addirittura istituzionalizzare) rilanciando gli investimenti pubblici, il welfare, investendo nell’istruzione e nella sanità in maniera equa, cancellando anni di sottofinanziamento al Sud certificato anche dalla Corte dei Conti, nella “Memoria sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale”.




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 Ne parleremo in diretta venerdì 29 gennaio alle 19 dalla pagina fan del Laboratorio Sud https://www.facebook.com/LaboratorioSud

con:

-Giovanni Russo Spena, Roberto Musacchio, Natale Cuccurese, Paola Nugnes, Luca Saltalamacchia, Loredana Marino.
- Moderatore, Roberto Morea

LA UE SUL NEXT GENERATION PLAN
“Dovranno essere destinate maggiori risorse a quei territori con più residenti, con maggiore disoccupazione e prodotto interno lordo inferiore”.
Seguendo i criteri europei, il governo Conte dei 209 miliardi del Recovery Fund dovrebbe investire al Nord Italia il 21,20% dei 65,4 miliardi a fondo perduto previsti dal Piano nazionale ripresa e resilienza; il 12,81% al Centro e il 65,99% al Sud.
Al Mezzogiorno dovrebbero pertanto andare 43,15 miliardi; al Centro-Nord, dovrebbero essere destinati 22,24 miliardi.
MA LA REALTÀ CHE SI STA PREPARANDO È BEN DIVERSA
considerando l’inserimento anche di 21 miliardi del Fondo sviluppo e coesione (già dovuti), il piano “promette” solo il 50% degli investimenti pubblici, contro il 65,99% (al netto dei fondi aggiuntivi) indicato dall'Europa: è già iniziata la sottrazione.
MA NOI CI BATTIAMO PER QUESTO
La Next generation Ue invece deve essere l’occasione per riunire le due parti dell’Italia sempre più distanti fra di loro, per iniziare (finalmente) a colmare il divario infrastrutturale fra Nord e Sud (che col Regionalismo si vorrebbe addirittura istituzionalizzare) rilanciando gli investimenti pubblici, il welfare, investendo nell’istruzione e nella sanità in maniera equa, cancellando anni di sottofinanziamento al Sud certificato anche dalla Corte dei Conti, nella “Memoria sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale”.




martedì 19 gennaio 2021

Natale Cuccurese: “Il Recovery Plan è così sbilanciato a favore del Nord che addirittura Carlo Bonomi si sente in dovere di segnalarlo”

 Questa volta il Governo “giallo-rosso”, il Governo Conte bis, l’ha fatta veramente grossa.

Nella stesura della seconda bozza del Piano di Rinascita e Resilienza nazionale, meglio conosciuto come Recovery Plan, ha proposto di stanziare il grosso dei finanziamenti europei, sempre che questi ci vengano erogati dall’UE, per la solita onnivora, anche se malandata, “locomotiva” Nord.

La sperequazione di finanziamenti è tale, evidenzia Natale Cuccurese, da indurre persino il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, a sentirsi in dovere di segnalarla.

Fonte: Vesuvianonews del 19/01/2021 – articolo Salvatore Lucchese




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 Questa volta il Governo “giallo-rosso”, il Governo Conte bis, l’ha fatta veramente grossa.

Nella stesura della seconda bozza del Piano di Rinascita e Resilienza nazionale, meglio conosciuto come Recovery Plan, ha proposto di stanziare il grosso dei finanziamenti europei, sempre che questi ci vengano erogati dall’UE, per la solita onnivora, anche se malandata, “locomotiva” Nord.

La sperequazione di finanziamenti è tale, evidenzia Natale Cuccurese, da indurre persino il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, a sentirsi in dovere di segnalarla.

Fonte: Vesuvianonews del 19/01/2021 – articolo Salvatore Lucchese




mercoledì 6 gennaio 2021

Recovery plan: nel cambiamento tutto rimane come è

 



di Natale Cuccurese

L’ennesima sottrazione di risorse ai danni del  si sta concretizzando fra bonus, ristori e giravolte.

“Gli Stati membri potranno beneficiare di un contributo finanziario sotto forma di un sostegno non rimborsabile. L’importo massimo per Stato membro sarà stabilito in base a un criterio di ripartizione definito”.

Alle pagine 8 e 9 della proposta di regolamento, il parlamento europeo fissa i paletti sui criteri di ripartizione delle risorse a fondo perduto del 

“Dovranno essere destinate maggiori risorse a quei territori con più residenti, con maggiore disoccupazione e prodotto interno lordo inferiore”.

Seguendo i criteri Ue, il governo Conte dei 209 miliardi del Recovery Fund dovrebbe investire al Nord Italia il 21,20% dei 65,4 miliardi a fondo perduto previsti dal Piano nazionale ripresa e resilienza; il 12,81% al Centro e il 65,99% al Sud, ben oltre, quindi, il 34% previsto dal piano dell’Esecutivo nazionale. Quasi il doppio.

Anziché 22,23 miliardi, quindi, al Mezzogiorno dovrebbero andare 43,15 miliardi, una differenza di 20,9 miliardi; mentre al Centro-Nord, anziché 43,16 miliardi dovrebbero essere destinati 22,24 miliardi, sempre secondo i criteri Ue. Anche perché se il Sud non soffrisse di un così grave stato di prostrazione, causato dalle politiche monoculari a favore del Nord degli ultimi governi, mai all’Italia sarebbero spettati 209 miliardi.

Ricordo, solo ad esempio, che per le infrastrutture abbiamo alle spalle un ventennio di spesa iniqua. Gli ultimi dati, al 2019, danno, per infatti per il Sud – un’area dove vive il 34% della popolazione – un livello di spesa in opere pubbliche pari al 19% del totale.

Purtroppo il Piano di Rilancio non ha al momento alcuna clausola che garantisca una equilibrata allocazione territoriale delle sue risorse. Lo conferma l’intervista del Ministro Amendola al Messaggero del 20 novembre. Andrebbe inserita, soprattutto a garanzia delle aree più deboli del Paese, che comunque non sono solo al Sud.

Il governatore De Luca ha convocato circa un mese fa in videoconferenza i presidenti di regione del Sud, di ogni colore politico, chiamandoli a resistere al “vero e proprio furto in danno del Sud e delle sue Regioni” che si prepara nel riparto dei fondi Ue.

Uno studioso autorevole come Giannola parla di “presa in giro”, e di taglio di fondi che spetterebbero al Mezzogiorno sul Mattino del 15 dicembre. Un giornale non sospetto di simpatie meridionaliste come il Foglio ci informa, il 17 dicembre, che “esiste, almeno nelle ansie dei parlamentari meridionali del Pd, il tema delle scarse risorse destinate alle infrastrutture da Napoli in giù”.

Dalle notizie che filtrano, non è infondato trarre che nel piano in elaborazione l’obiettivo strategico di ridurre il divario con il Nord e rilanciare il Sud non c’è. Conte, intervenendo il mese scorso a un convegno, sul Recovery Plan al Sud ha dedicato qualche parola ad alta velocità, agricoltura di precisione, rete idrica e poli di ricerca.

Non sappiamo se l’iniziativa dei presidenti avrà seguito, e dove porterà. Nel 2015 già propose la stessa iniziativa Michele Emiliano, appena eletto, ma senza successo. Da lì iniziò il contrasto con l’allora PdC Renzi, contrasto da allora mai sopito.

La prima domanda è: a parte Emiliano, gli altri Presidenti delle Regioni del Sud, legati in alleanza a doppio filo con la Lega se non direttamente leghisti e come tali portatori diretti di interessi a difesa dello status quo a solo vantaggio del Nord potranno mai aderire?

Appare difficile, infatti non hanno partecipato alla prima riunione i leghisti Spirlì e Solinas, del P.S.d’Az. alleato della Lega, declinando l’invito per precedenti impegni.

Appare così ancora più chiaro cosa c’è in gioco, fra le altre cose, alle prossime elezioni regionali calabresi.

Purtroppo però gli eventi a danno del Sud incalzano, c’è un ulteriore problema e cioè quanto riportato da alcuni giornali il 24 dicembre. Sarebbe arrivata una nota riservata da Bruxelles che mette sotto accusa i conti italiani. Ipotizzando che dei 209 miliardi totali del Recovery Fund il governo ne avrebbe utilizzati già oltre 75 per i suoi bonus (rubinetti, mobili, occhiali, telefoni, bonus 110% ecc. ) e i suoi ristori. Governo che, da queste anticipazioni, vorrebbe sostituire i titoli del debito pubblico già emessi con equivalenti titoli europei. Ma la Commissione europea non permetterebbe partite di giro contabili. Lo spazio in bilancio disponibile sui saldi programmati consente così all’Italia di spendere al massimo 110 miliardi aggiuntivi, metà dei quali sempre comunque a debito. In ogni caso molto meno dei 209 sbandierati…

Questo, se confermato è il pericolo maggiore, per il Sud e per il Paese tutto, che lentamente sta emergendo, come avevo anticipato nel corso dell’ultimo dibattito video del 27 dicembre del Lab-Sud (Laboratorio per la Riscossa del Sud) che vede la partecipazione fra gli altri di Transform!italia

(https://www.facebook.com/transform.italia/videos/254774859318506/).

Alla luce di quanto riportato da un articolo del Sole 24 ore del 2 gennaio 2021, che conferma quanto sopra aggiungendo ulteriori dettagli, risultano ancora più chiare e preoccupanti le parole del Ministro Provenzano, che avevo riportato sempre nel corso della diretta Lab-Sud del 27 dicembre: “il ministro Provenzano ha affermato pochi minuti fa durante una diretta dal Senato che il consiglio dei Ministri, in realtà, ad oggi non ha ancora discusso la bozza del Recovery Fund e nemmeno è stata fissata una data di discussione”.

Ora con la consapevolezza che i ristori a d alcune categorie, visto l’andamento negativo della pandemia in corso, dovranno continuare anche nei prossimi mesi, per cui ai miliardi già previsti se ne dovranno aggiungere altri, come riportato dai giornali del 5 gennaio 2021, appare sempre più chiaro come questo Recovery Plan stia diventando un tip plan. Ricordando però che in inglese tip significa sia mancia che discarica.

In un quadro drammatico come se già la pandemia non fosse bastata a mandare al tappeto decine di migliaia di imprese e attività, dal primo gennaio il colpo definitivo per la parte più fragile del sistema economico e sociale del Paese, cioè principalmente quello del Mezzogiorno, potrebbe arrivare dalle nuove regole europee sul credito. I debitori in difficoltà rischiano di soccombere per la coincidenza tra l’entrata in vigore dell’identificazione dei crediti deteriorati e la stretta del cosiddetto calendar provisioning sulla copertura obbligatoria per le banche dei finanziamenti a rischio. Sono 2,7 milioni i clienti del sistema bancario con il fiato sospeso, quelli che, con la crisi Covid, hanno presentato richieste di moratoria su prestiti, mutui e finanziamenti per un valore totale di 302 miliardi. Ma questa gragnuola di colpi rischia anche di innescare una nuova stretta creditizia potenzialmente letale per il sistema economico messo in ginocchio dal coronavirus.

E come se questo non bastasse il Corriere della Sera del 3 gennaio ci informa con toni trionfalistici che per i Fondi Ue, “l’Italia recupera e raggiunge gli obiettivi di spesa”. Riprogrammati ben 11 miliardi per contrasto Covid. Interventi spesso sostitutivi (quando avrebbero dovuto essere aggiuntivi) di mancata spesa ordinaria. Risultato: sottratti altri 11 miliardi di € al Sud, ma questo l’articolo non lo dice…

E per concludere alle porte si profila una crisi di governo dagli esiti incerti. Si direbbe proprio che questo 2021 non inizi sotto i migliori auspici per il Mezzogiorno.

 Fonte: Transform!italia



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di Natale Cuccurese

L’ennesima sottrazione di risorse ai danni del  si sta concretizzando fra bonus, ristori e giravolte.

“Gli Stati membri potranno beneficiare di un contributo finanziario sotto forma di un sostegno non rimborsabile. L’importo massimo per Stato membro sarà stabilito in base a un criterio di ripartizione definito”.

Alle pagine 8 e 9 della proposta di regolamento, il parlamento europeo fissa i paletti sui criteri di ripartizione delle risorse a fondo perduto del 

“Dovranno essere destinate maggiori risorse a quei territori con più residenti, con maggiore disoccupazione e prodotto interno lordo inferiore”.

Seguendo i criteri Ue, il governo Conte dei 209 miliardi del Recovery Fund dovrebbe investire al Nord Italia il 21,20% dei 65,4 miliardi a fondo perduto previsti dal Piano nazionale ripresa e resilienza; il 12,81% al Centro e il 65,99% al Sud, ben oltre, quindi, il 34% previsto dal piano dell’Esecutivo nazionale. Quasi il doppio.

Anziché 22,23 miliardi, quindi, al Mezzogiorno dovrebbero andare 43,15 miliardi, una differenza di 20,9 miliardi; mentre al Centro-Nord, anziché 43,16 miliardi dovrebbero essere destinati 22,24 miliardi, sempre secondo i criteri Ue. Anche perché se il Sud non soffrisse di un così grave stato di prostrazione, causato dalle politiche monoculari a favore del Nord degli ultimi governi, mai all’Italia sarebbero spettati 209 miliardi.

Ricordo, solo ad esempio, che per le infrastrutture abbiamo alle spalle un ventennio di spesa iniqua. Gli ultimi dati, al 2019, danno, per infatti per il Sud – un’area dove vive il 34% della popolazione – un livello di spesa in opere pubbliche pari al 19% del totale.

Purtroppo il Piano di Rilancio non ha al momento alcuna clausola che garantisca una equilibrata allocazione territoriale delle sue risorse. Lo conferma l’intervista del Ministro Amendola al Messaggero del 20 novembre. Andrebbe inserita, soprattutto a garanzia delle aree più deboli del Paese, che comunque non sono solo al Sud.

Il governatore De Luca ha convocato circa un mese fa in videoconferenza i presidenti di regione del Sud, di ogni colore politico, chiamandoli a resistere al “vero e proprio furto in danno del Sud e delle sue Regioni” che si prepara nel riparto dei fondi Ue.

Uno studioso autorevole come Giannola parla di “presa in giro”, e di taglio di fondi che spetterebbero al Mezzogiorno sul Mattino del 15 dicembre. Un giornale non sospetto di simpatie meridionaliste come il Foglio ci informa, il 17 dicembre, che “esiste, almeno nelle ansie dei parlamentari meridionali del Pd, il tema delle scarse risorse destinate alle infrastrutture da Napoli in giù”.

Dalle notizie che filtrano, non è infondato trarre che nel piano in elaborazione l’obiettivo strategico di ridurre il divario con il Nord e rilanciare il Sud non c’è. Conte, intervenendo il mese scorso a un convegno, sul Recovery Plan al Sud ha dedicato qualche parola ad alta velocità, agricoltura di precisione, rete idrica e poli di ricerca.

Non sappiamo se l’iniziativa dei presidenti avrà seguito, e dove porterà. Nel 2015 già propose la stessa iniziativa Michele Emiliano, appena eletto, ma senza successo. Da lì iniziò il contrasto con l’allora PdC Renzi, contrasto da allora mai sopito.

La prima domanda è: a parte Emiliano, gli altri Presidenti delle Regioni del Sud, legati in alleanza a doppio filo con la Lega se non direttamente leghisti e come tali portatori diretti di interessi a difesa dello status quo a solo vantaggio del Nord potranno mai aderire?

Appare difficile, infatti non hanno partecipato alla prima riunione i leghisti Spirlì e Solinas, del P.S.d’Az. alleato della Lega, declinando l’invito per precedenti impegni.

Appare così ancora più chiaro cosa c’è in gioco, fra le altre cose, alle prossime elezioni regionali calabresi.

Purtroppo però gli eventi a danno del Sud incalzano, c’è un ulteriore problema e cioè quanto riportato da alcuni giornali il 24 dicembre. Sarebbe arrivata una nota riservata da Bruxelles che mette sotto accusa i conti italiani. Ipotizzando che dei 209 miliardi totali del Recovery Fund il governo ne avrebbe utilizzati già oltre 75 per i suoi bonus (rubinetti, mobili, occhiali, telefoni, bonus 110% ecc. ) e i suoi ristori. Governo che, da queste anticipazioni, vorrebbe sostituire i titoli del debito pubblico già emessi con equivalenti titoli europei. Ma la Commissione europea non permetterebbe partite di giro contabili. Lo spazio in bilancio disponibile sui saldi programmati consente così all’Italia di spendere al massimo 110 miliardi aggiuntivi, metà dei quali sempre comunque a debito. In ogni caso molto meno dei 209 sbandierati…

Questo, se confermato è il pericolo maggiore, per il Sud e per il Paese tutto, che lentamente sta emergendo, come avevo anticipato nel corso dell’ultimo dibattito video del 27 dicembre del Lab-Sud (Laboratorio per la Riscossa del Sud) che vede la partecipazione fra gli altri di Transform!italia

(https://www.facebook.com/transform.italia/videos/254774859318506/).

Alla luce di quanto riportato da un articolo del Sole 24 ore del 2 gennaio 2021, che conferma quanto sopra aggiungendo ulteriori dettagli, risultano ancora più chiare e preoccupanti le parole del Ministro Provenzano, che avevo riportato sempre nel corso della diretta Lab-Sud del 27 dicembre: “il ministro Provenzano ha affermato pochi minuti fa durante una diretta dal Senato che il consiglio dei Ministri, in realtà, ad oggi non ha ancora discusso la bozza del Recovery Fund e nemmeno è stata fissata una data di discussione”.

Ora con la consapevolezza che i ristori a d alcune categorie, visto l’andamento negativo della pandemia in corso, dovranno continuare anche nei prossimi mesi, per cui ai miliardi già previsti se ne dovranno aggiungere altri, come riportato dai giornali del 5 gennaio 2021, appare sempre più chiaro come questo Recovery Plan stia diventando un tip plan. Ricordando però che in inglese tip significa sia mancia che discarica.

In un quadro drammatico come se già la pandemia non fosse bastata a mandare al tappeto decine di migliaia di imprese e attività, dal primo gennaio il colpo definitivo per la parte più fragile del sistema economico e sociale del Paese, cioè principalmente quello del Mezzogiorno, potrebbe arrivare dalle nuove regole europee sul credito. I debitori in difficoltà rischiano di soccombere per la coincidenza tra l’entrata in vigore dell’identificazione dei crediti deteriorati e la stretta del cosiddetto calendar provisioning sulla copertura obbligatoria per le banche dei finanziamenti a rischio. Sono 2,7 milioni i clienti del sistema bancario con il fiato sospeso, quelli che, con la crisi Covid, hanno presentato richieste di moratoria su prestiti, mutui e finanziamenti per un valore totale di 302 miliardi. Ma questa gragnuola di colpi rischia anche di innescare una nuova stretta creditizia potenzialmente letale per il sistema economico messo in ginocchio dal coronavirus.

E come se questo non bastasse il Corriere della Sera del 3 gennaio ci informa con toni trionfalistici che per i Fondi Ue, “l’Italia recupera e raggiunge gli obiettivi di spesa”. Riprogrammati ben 11 miliardi per contrasto Covid. Interventi spesso sostitutivi (quando avrebbero dovuto essere aggiuntivi) di mancata spesa ordinaria. Risultato: sottratti altri 11 miliardi di € al Sud, ma questo l’articolo non lo dice…

E per concludere alle porte si profila una crisi di governo dagli esiti incerti. Si direbbe proprio che questo 2021 non inizi sotto i migliori auspici per il Mezzogiorno.

 Fonte: Transform!italia



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