martedì 7 dicembre 2021

16.12.2021 PERCHE' ADERIRE E SOSTENERE LO SCIOPERO CONTRO IL GOVERNO PIU' CLASSISTA ED ANTIMERIDIONALE DELLA STORIA DELLA REPUBBLICA!

Cgil e Uil hanno proclamato lo sciopero generale per il giorno 16 dicembre a "sostegno delle proposte sindacali su precarietà, pensioni, fisco, lavoro e per la modifica della legge di bilancio"

Una scelta sacrosanta, finalmente arrivata, contro la grande offensiva neoliberista portata avanti a suon di licenziamenti e delocalizzazioni proprio a partire dal Mezzogiorno, come insegnano anche le recente vicende Whirlpool e Leonardo, con salari più bassi rispetto a quelli del 1990, caso unico in Europa, precarizzazione totalizzante del lavoro, aumenti delle bollette e carovita, aumento dell'età pensionabile, controllo totalitario di ogni aspetto sociale tramite l'emergenza pandemica, come in un mondo distopico ed orwelliano dove non vi è più nessuna prospettiva di futuro per larghe fasce della popolazione, ma solo incertezza del domani.
Uno sciopero doveroso davanti alle scelte governative, sempre a favore di aziende e benestanti e contro gran parte della popolazione che si dibatte in preda a precarizzazione e sottrazione di welfare e servizi pubblici, sempre a vantaggio dei territori più ricchi e contro quelli più deboli come il Mezzogiorno a cui questo governo, infarcito di leghisti e protoleghisti, si prepara ad assestare la stilettata finale agendo a tenaglia su due direttrici per strozzarne definitivamente i cittadini: tramite il Pnrr e l'Autonomia differenziata.
Non bisogna infatti dimenticare che la finalità prioritaria del Piano sarebbe quella di ridurre le diseguaglianze tra territori. Tra le 527 prescrizioni indicate da Bruxelles la più importante è proprio quella di ridurre le differenze territoriali calando gli investimenti nelle aree più svantaggiate, ma l’Italia che proprio per questo scopo ha ottenuto la quota di fondi più alta d’Europa, essendo le differenze fra il Nord e il Sud del Paese le maggiori del Continente, assiste al taglio dei fondi del Pnrr da destinare al Sud: dal 65% come indicato dall’Europa, al 40%, ad essere molto ottimisti, senza fornire nessuna giustificazione da parte del Governo. Se poi consideriamo anche la recente riproposizione nella Legge di Bilancio del collegato all'Autonomia differenziata e il tentativo di disinnescare la portata dei Lep, contenuta nella stessa Legge di Bilancio in approvazione, è facile capire come l’attacco al Sud, già prostrato da una povertà che non ha eguali in Europa, pone il Governo Draghi in cima alla classifica, non solo fra quelli più classisti, ma anche fra i più antimeridionali della storia della Repubblica.
Lo sciopero generale è scelta obbligata contro questa palude affaristica a vantaggio di pochi che ha messo le grinfie sulle istituzioni e che vedono la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, mai applicata interamente, ridotta ormai a carte straccia.
Come Partito del Sud lavoreremo con tutte le nostre energie perché dopo trent'anni di austerità fallimentare per il Paese e a solo favore di poche Regioni del Nord, la cosiddetta Locomotiva, e dei ceti più abbienti si inverta la rotta e si torni a rivendicare diritti a favore di tutti i cittadini e che sono sanciti dalla Costituzione, piaccia o meno a Draghi e ai suoi accoliti. Vi è la necessità di unire le lotte da Sud a Nord per restituire fiducia ai cittadini e utile ad unificare le lotte di quei soggetti sociali che da decenni pagano le conseguenze di politiche antipopolari e antimeridionali.
Il Partito del Sud condivide la scelta dello SCIOPERO GENERALE presa da CGIL e UIL e impegna tutte le strutture del Partito e tutte le iscritte e gli iscritti a promuovere in tutte le forme la partecipazione allo sciopero.

Natale Cuccurese, Presidente nazionale Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti



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Cgil e Uil hanno proclamato lo sciopero generale per il giorno 16 dicembre a "sostegno delle proposte sindacali su precarietà, pensioni, fisco, lavoro e per la modifica della legge di bilancio"

Una scelta sacrosanta, finalmente arrivata, contro la grande offensiva neoliberista portata avanti a suon di licenziamenti e delocalizzazioni proprio a partire dal Mezzogiorno, come insegnano anche le recente vicende Whirlpool e Leonardo, con salari più bassi rispetto a quelli del 1990, caso unico in Europa, precarizzazione totalizzante del lavoro, aumenti delle bollette e carovita, aumento dell'età pensionabile, controllo totalitario di ogni aspetto sociale tramite l'emergenza pandemica, come in un mondo distopico ed orwelliano dove non vi è più nessuna prospettiva di futuro per larghe fasce della popolazione, ma solo incertezza del domani.
Uno sciopero doveroso davanti alle scelte governative, sempre a favore di aziende e benestanti e contro gran parte della popolazione che si dibatte in preda a precarizzazione e sottrazione di welfare e servizi pubblici, sempre a vantaggio dei territori più ricchi e contro quelli più deboli come il Mezzogiorno a cui questo governo, infarcito di leghisti e protoleghisti, si prepara ad assestare la stilettata finale agendo a tenaglia su due direttrici per strozzarne definitivamente i cittadini: tramite il Pnrr e l'Autonomia differenziata.
Non bisogna infatti dimenticare che la finalità prioritaria del Piano sarebbe quella di ridurre le diseguaglianze tra territori. Tra le 527 prescrizioni indicate da Bruxelles la più importante è proprio quella di ridurre le differenze territoriali calando gli investimenti nelle aree più svantaggiate, ma l’Italia che proprio per questo scopo ha ottenuto la quota di fondi più alta d’Europa, essendo le differenze fra il Nord e il Sud del Paese le maggiori del Continente, assiste al taglio dei fondi del Pnrr da destinare al Sud: dal 65% come indicato dall’Europa, al 40%, ad essere molto ottimisti, senza fornire nessuna giustificazione da parte del Governo. Se poi consideriamo anche la recente riproposizione nella Legge di Bilancio del collegato all'Autonomia differenziata e il tentativo di disinnescare la portata dei Lep, contenuta nella stessa Legge di Bilancio in approvazione, è facile capire come l’attacco al Sud, già prostrato da una povertà che non ha eguali in Europa, pone il Governo Draghi in cima alla classifica, non solo fra quelli più classisti, ma anche fra i più antimeridionali della storia della Repubblica.
Lo sciopero generale è scelta obbligata contro questa palude affaristica a vantaggio di pochi che ha messo le grinfie sulle istituzioni e che vedono la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, mai applicata interamente, ridotta ormai a carte straccia.
Come Partito del Sud lavoreremo con tutte le nostre energie perché dopo trent'anni di austerità fallimentare per il Paese e a solo favore di poche Regioni del Nord, la cosiddetta Locomotiva, e dei ceti più abbienti si inverta la rotta e si torni a rivendicare diritti a favore di tutti i cittadini e che sono sanciti dalla Costituzione, piaccia o meno a Draghi e ai suoi accoliti. Vi è la necessità di unire le lotte da Sud a Nord per restituire fiducia ai cittadini e utile ad unificare le lotte di quei soggetti sociali che da decenni pagano le conseguenze di politiche antipopolari e antimeridionali.
Il Partito del Sud condivide la scelta dello SCIOPERO GENERALE presa da CGIL e UIL e impegna tutte le strutture del Partito e tutte le iscritte e gli iscritti a promuovere in tutte le forme la partecipazione allo sciopero.

Natale Cuccurese, Presidente nazionale Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti



venerdì 18 giugno 2021

L’UCCISIONE DEL SINDACALISTA SICOBAS A DIFESA DEL POSTO DI LAVORO FA CAPIRE CHE IL PAESE È SULL’ORLO DEL PRECIPIZIO

Stamattina il coordinatore del Sicobas di Novara, Adil Belakhdim, è stato travolto e ucciso da un camion che ha forzato il presidio dei lavoratori davanti alla Lidl di Biandrate in occasione dello sciopero nazionale della logistica. 
Dopo le aggressioni subite dai lavoratori a Prato, a San Giuliano Milanese e quella con l’utilizzo di vigilantes di Tavazzano della scorsa settimana, dove solo per un caso fortuito non c’è scappato il morto, appare chiara la volontà padronale di alzare il livello dello scontro. 
Ci chiediamo come sia possibile che l’Italia del 2021 sprofondi ed appaia sempre più simile a quella del 1921. 

Forti le responsabilità governative in quanta deriva antidemocratica, con il Parlamento nei fatti commissariato e con i diritti costituzionali progressivamente svuotati. Draghi con la mossa dell’altro ieri di affidare la valutazione degli investimenti pubblici del Pnrr a un istituto che abolirebbe gli investimenti pubblici, è un esempio clamoroso di trasformismo e di politica (padronale, reazionaria e antimeridionale) spacciata per tecnica. Questi ora sono i risultati. 

Auspichiamo che tutti i sindacati proclamino prima possibile lo sciopero generale a difesa dei posti di lavoro e dei diritti dei lavoratori prima che la situazione nel Paese degeneri ulteriormente. 

Cordoglio alla famiglia del lavoratore ucciso e solidarietà ai compagni di lotta del Sicobas! 

Natale Cuccurese — presidente nazionale, a nome del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti



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Stamattina il coordinatore del Sicobas di Novara, Adil Belakhdim, è stato travolto e ucciso da un camion che ha forzato il presidio dei lavoratori davanti alla Lidl di Biandrate in occasione dello sciopero nazionale della logistica. 
Dopo le aggressioni subite dai lavoratori a Prato, a San Giuliano Milanese e quella con l’utilizzo di vigilantes di Tavazzano della scorsa settimana, dove solo per un caso fortuito non c’è scappato il morto, appare chiara la volontà padronale di alzare il livello dello scontro. 
Ci chiediamo come sia possibile che l’Italia del 2021 sprofondi ed appaia sempre più simile a quella del 1921. 

Forti le responsabilità governative in quanta deriva antidemocratica, con il Parlamento nei fatti commissariato e con i diritti costituzionali progressivamente svuotati. Draghi con la mossa dell’altro ieri di affidare la valutazione degli investimenti pubblici del Pnrr a un istituto che abolirebbe gli investimenti pubblici, è un esempio clamoroso di trasformismo e di politica (padronale, reazionaria e antimeridionale) spacciata per tecnica. Questi ora sono i risultati. 

Auspichiamo che tutti i sindacati proclamino prima possibile lo sciopero generale a difesa dei posti di lavoro e dei diritti dei lavoratori prima che la situazione nel Paese degeneri ulteriormente. 

Cordoglio alla famiglia del lavoratore ucciso e solidarietà ai compagni di lotta del Sicobas! 

Natale Cuccurese — presidente nazionale, a nome del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti



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giovedì 18 febbraio 2021

L’ITALIA FRA DERIVA BALCANICA ED UNGHERESE: COSTRUIRE L’UNITA’ DELLE SINISTRE PER DARE UN’ALTERNATIVA AL PAESE IN OPPOSIZIONE AL GOVERNO DELLE DESTRE LIBERISTE DEL NORD CHE VOGLIONO DISTRUGGERE L’UNITA’ NAZIONALE E DEFRAUDARE IL MEZZOGIORNO

 




Che succederà all'Italia e al Mezzogiorno con l'avvento del governo Draghi?

Può un governo eterodiretto dai potentati finanziari del Nord Italia ed Europa dare le risposte giuste per risollevare l’intero Paese, e non il solo Nord, dalla crisi finanziaria e pandemica? Noi riteniamo che le solite ricette turbo-liberiste che sicuramente saranno proposte dal governo nei prossimi mesi, vista la storia anche personale di Draghi, unite al sovranismo padano, potrebbero portare ad inutili tensioni territoriali. Il sostegno spesso imbarazzante fornito dai media a Draghi e ai suoi mandarini appare come beneplacito alla riorganizzazione del capitalismo padano e al suo rilancio, dopo che la disastrosa gestione delle “virtuose (coi soldi del Sud) e frugali” Regioni “secessioniste” del Nord hanno mostrato come le privatizzazioni imposte dai cacicchi regionali e dai loro coraggiosi sostenitori negli ultimi anni siano costate il disastro sanitario sotto gli occhi di tutti.

Per fare questo sarà forte il sostegno dell’Europa dei poteri finanziari, mentre la sottolineatura atlantista è utile ad assicurargli il sostegno dell’amico americano.

Un rilancio della richiesta dell'Autonomia differenziata appare scontato. La Lega di Salvini entra infatti nel governo anche per passare all'incasso sul tema, dopo tanta attesa.

Il Pd nel documento presentato durante le consultazioni a Draghi a pagina 26/26 dà il via libera alla Autonomia differenziata, nell'ultima riga, rendendosi così complice delle mire della destra razzista nordica come già da tempo avviene in Emilia Romagna, cercando di dissimularla con una richiesta "di clausola di supremazia". In realtà il tentativo è puerile, sanno benissimo, come tutti, che il Governo nazionale può anche sostituirsi agli organi delle Regioni o degli enti locali nel caso, fra l’altro, di «pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica» (art. 120 della Costituzione); e infatti proprio nel campo della sanità ha negli ultimi anni “commissariato” alcune Regioni i cui bilanci non apparivano in equilibrio. Non c’è bisogno, dunque, di nessuna “clausola di supremazia”.

Inutile dire che l'ennesima sottrazione di risorse ad un Mezzogiorno già boccheggiante e da almeno un ventennio sottoposto a scippi di ogni tipo potrebbe avere come effetto la prossima balcanizzazione del Paese. Come si ripete da tempo l'Autonomia differenziata, progetto che discende dall'Europa, è eversiva dell'unità nazionale. Inoltre le recenti dichiarazioni della ministra per la Disabilità Stefani fanno capire come i leghisti marcheranno da vicino la ministra degli affari Regionali e Autonomie Gelmini, già di suo appassionata sostenitrice della autonomia differenziata, che considera addirittura “un bene anche per il Mezzogiorno”. Praticamente avremo due ministre delle Autonomie, una vicenda che indurrebbe al riso se non riguardasse i disabili ed il Mezzogiorno.

Inoltre lo spostamento quasi unanime del quadro politico verso destra, in nome di un liberismo aristocratico "dei migliori", unito alla riduzione dei parlamentari, grazie al recente referendum costituzionale dello scorso settembre, potrebbe aprire la porta a derive ungheresi. Ricordo che da simulazioni fatte dall’Istituto Cattaneo, ancor prima del referendum, così come dalla Fondazione Einaudi, evidenziano come con soli 267 deputati e 134 senatori (che la destra otterrebbe dai sondaggi attuali) si potrebbe «cambiare la Costituzione in ogni sua parte, senza possibilità per i cittadini di esprimersi con un successivo referendum». Inoltre sottolineamo un argomento che quasi nessuno ha sottolineato a suo tempo e cioè come la riduzione dei parlamentari aggraverà inevitabilmente la mancanza di rappresentanza del Mezzogiorno in Parlamento e approfondirà ancora di più la spaccatura già presente nel Paese.

Doveroso poi ricordare, sui temi della sanità e dell’ambiente, che proprio pochi giorni fa l’Istituto Superiore della Sanità ha finalmente certificato con i propri scienziati che nella Terra dei Fuochi “i tumori sono causati dai rifiuti della camorra”.

Attivisti, cittadini e movimenti lo gridano da anni, in una situazione drammatica per cittadini e territori che ha causato miglia di vittime, anche giovanissime. Ricordiamo che l’allora Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin in visita in quei luoghi nel 2014 addebitò agli “errati stili di vita” degli abitanti, anche dei neonati, l’esplosione dei tumori. Ma dopotutto l’emigrazione sanitaria aiutava e aiuta ancora oggi le “virtuose” regioni leghiste e protoleghiste del Nord a far quadrare i bilanci della loro sanità.

E così mentre i media riprendono a battere sui temi della "locomotiva", ed il Sud è completamente sparito dai giornali che trattano solo dei problemi del Lombardo-Veneto, è semplice prevedere che Draghi cercherà di tamponare in un primo momento le situazioni di maggiore difficoltà sociale, il che unito ad una ovvia ripresa del Pil (di cui si intesterà il merito esclusivo) semplicemente connesso alla ripresa delle attività in virtù dell'avanzamento delle vaccinazioni, gli darà quel consenso utile ad arrivare a fine legislatura, così da terminare la sua missione. Da lì in poi bisognerà valutare il risultato delle successive elezioni politiche.

Ora c'è uno spazio enorme da occupare immediatamente a Sinistra per contrastare nel Paese le derive antipopolari ed antimeridionali di cui sopra. Il sostegno assicurato al governo aristocratico della restaurazione capitalista padana da parte di forze che si definiscono di sinistra così come dai sindacati, fa capire che non servono "draghi" o "maghi", ma dovrebbe essere facile capire che se rappresenti, o vuoi rappresentare, o ancor di più se sei parte dei sacrificabili, del mondo del lavoro, del Sud, dei piccoli produttori o commercianti non puoi che stare fuori dal perimetro di questo governo, e sei costretto ad organizzarti e lottare se vuoi strappare risultati. Va costituita quindi quanto prima una popolare ed unitaria forza di Sinistra che contenga nel suo programma anche le ragioni del Sud e che sappia rappresentarle e sostenerle in un'ottica gramsciana e non generalista!

E così mentre avanzano molteplici crisi: economica, sanitaria, sociale ed il Mezzogiorno, ma non solo, è già una polveriera, appare sempre più evidente come nel Paese vi sia la necessità di una unione di forze realmente popolari che rimettano la questione sociale, dell’uguaglianza e dei diritti al centro dell’agenda politica nazionale. Riaffermando la presenza meridionalista progressista gramsciana che tenga costantemente sotto la lente d’ingrandimento la Questione Meridionale, al fine di risolvere definitivamente le disomogeneità nazionali ormai non più tollerabili, dando risposta alle necessità dei segmenti più deboli della popolazione dell’intero Paese prima che questo collassi verso derive balcaniche o ungheresi. La necessità è quella di ridare luce a quella Costituzione nata dalla Resistenza, da sempre ignorata in più articoli o stravolta in alcuni passaggi fondamentali come il pareggio di bilancio o il regionalismo monoculare, al fine di contrastare lo strapotere di quei potentati economico politici che continuando a sostenere “suprematismi regionali” potrebbero portare, in assenza di contrasto, al definitivo collasso del Paese.


Ribadiamo pertanto la necessità di una non più procrastinabile costituzione d'un soggetto politico unitario di Sinistra, che si batta per il riscatto del popolo nelle sue totali esigenze reali e territoriali. In Italia si pone la necessità di costruire l’alternativa di sinistra, antiliberista, ambientalista, civica e meridionalista gramsciana che già a partire dalle prossime elezioni regionali in Calabria inizi a cooperare mostrandosi coeso e atto a formare una fronte popolare per opporsi con forza alle destre liberiste avanzanti. 

Per tutti questi motivi come Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti rilanciamo e raccogliamo l’appello aperto a tutte le soggettività che condividono l’urgenza di lavorare insieme alla costruzione di un percorso aperto e plurale per l’alternativa sociale, culturale e politica ai poli e agli schieramenti politici esistenti. 

 Se non ora quando...?!

 

Documento politico approvato dal

CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE DEL PARTITO DEL SUD




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Che succederà all'Italia e al Mezzogiorno con l'avvento del governo Draghi?

Può un governo eterodiretto dai potentati finanziari del Nord Italia ed Europa dare le risposte giuste per risollevare l’intero Paese, e non il solo Nord, dalla crisi finanziaria e pandemica? Noi riteniamo che le solite ricette turbo-liberiste che sicuramente saranno proposte dal governo nei prossimi mesi, vista la storia anche personale di Draghi, unite al sovranismo padano, potrebbero portare ad inutili tensioni territoriali. Il sostegno spesso imbarazzante fornito dai media a Draghi e ai suoi mandarini appare come beneplacito alla riorganizzazione del capitalismo padano e al suo rilancio, dopo che la disastrosa gestione delle “virtuose (coi soldi del Sud) e frugali” Regioni “secessioniste” del Nord hanno mostrato come le privatizzazioni imposte dai cacicchi regionali e dai loro coraggiosi sostenitori negli ultimi anni siano costate il disastro sanitario sotto gli occhi di tutti.

Per fare questo sarà forte il sostegno dell’Europa dei poteri finanziari, mentre la sottolineatura atlantista è utile ad assicurargli il sostegno dell’amico americano.

Un rilancio della richiesta dell'Autonomia differenziata appare scontato. La Lega di Salvini entra infatti nel governo anche per passare all'incasso sul tema, dopo tanta attesa.

Il Pd nel documento presentato durante le consultazioni a Draghi a pagina 26/26 dà il via libera alla Autonomia differenziata, nell'ultima riga, rendendosi così complice delle mire della destra razzista nordica come già da tempo avviene in Emilia Romagna, cercando di dissimularla con una richiesta "di clausola di supremazia". In realtà il tentativo è puerile, sanno benissimo, come tutti, che il Governo nazionale può anche sostituirsi agli organi delle Regioni o degli enti locali nel caso, fra l’altro, di «pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica» (art. 120 della Costituzione); e infatti proprio nel campo della sanità ha negli ultimi anni “commissariato” alcune Regioni i cui bilanci non apparivano in equilibrio. Non c’è bisogno, dunque, di nessuna “clausola di supremazia”.

Inutile dire che l'ennesima sottrazione di risorse ad un Mezzogiorno già boccheggiante e da almeno un ventennio sottoposto a scippi di ogni tipo potrebbe avere come effetto la prossima balcanizzazione del Paese. Come si ripete da tempo l'Autonomia differenziata, progetto che discende dall'Europa, è eversiva dell'unità nazionale. Inoltre le recenti dichiarazioni della ministra per la Disabilità Stefani fanno capire come i leghisti marcheranno da vicino la ministra degli affari Regionali e Autonomie Gelmini, già di suo appassionata sostenitrice della autonomia differenziata, che considera addirittura “un bene anche per il Mezzogiorno”. Praticamente avremo due ministre delle Autonomie, una vicenda che indurrebbe al riso se non riguardasse i disabili ed il Mezzogiorno.

Inoltre lo spostamento quasi unanime del quadro politico verso destra, in nome di un liberismo aristocratico "dei migliori", unito alla riduzione dei parlamentari, grazie al recente referendum costituzionale dello scorso settembre, potrebbe aprire la porta a derive ungheresi. Ricordo che da simulazioni fatte dall’Istituto Cattaneo, ancor prima del referendum, così come dalla Fondazione Einaudi, evidenziano come con soli 267 deputati e 134 senatori (che la destra otterrebbe dai sondaggi attuali) si potrebbe «cambiare la Costituzione in ogni sua parte, senza possibilità per i cittadini di esprimersi con un successivo referendum». Inoltre sottolineamo un argomento che quasi nessuno ha sottolineato a suo tempo e cioè come la riduzione dei parlamentari aggraverà inevitabilmente la mancanza di rappresentanza del Mezzogiorno in Parlamento e approfondirà ancora di più la spaccatura già presente nel Paese.

Doveroso poi ricordare, sui temi della sanità e dell’ambiente, che proprio pochi giorni fa l’Istituto Superiore della Sanità ha finalmente certificato con i propri scienziati che nella Terra dei Fuochi “i tumori sono causati dai rifiuti della camorra”.

Attivisti, cittadini e movimenti lo gridano da anni, in una situazione drammatica per cittadini e territori che ha causato miglia di vittime, anche giovanissime. Ricordiamo che l’allora Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin in visita in quei luoghi nel 2014 addebitò agli “errati stili di vita” degli abitanti, anche dei neonati, l’esplosione dei tumori. Ma dopotutto l’emigrazione sanitaria aiutava e aiuta ancora oggi le “virtuose” regioni leghiste e protoleghiste del Nord a far quadrare i bilanci della loro sanità.

E così mentre i media riprendono a battere sui temi della "locomotiva", ed il Sud è completamente sparito dai giornali che trattano solo dei problemi del Lombardo-Veneto, è semplice prevedere che Draghi cercherà di tamponare in un primo momento le situazioni di maggiore difficoltà sociale, il che unito ad una ovvia ripresa del Pil (di cui si intesterà il merito esclusivo) semplicemente connesso alla ripresa delle attività in virtù dell'avanzamento delle vaccinazioni, gli darà quel consenso utile ad arrivare a fine legislatura, così da terminare la sua missione. Da lì in poi bisognerà valutare il risultato delle successive elezioni politiche.

Ora c'è uno spazio enorme da occupare immediatamente a Sinistra per contrastare nel Paese le derive antipopolari ed antimeridionali di cui sopra. Il sostegno assicurato al governo aristocratico della restaurazione capitalista padana da parte di forze che si definiscono di sinistra così come dai sindacati, fa capire che non servono "draghi" o "maghi", ma dovrebbe essere facile capire che se rappresenti, o vuoi rappresentare, o ancor di più se sei parte dei sacrificabili, del mondo del lavoro, del Sud, dei piccoli produttori o commercianti non puoi che stare fuori dal perimetro di questo governo, e sei costretto ad organizzarti e lottare se vuoi strappare risultati. Va costituita quindi quanto prima una popolare ed unitaria forza di Sinistra che contenga nel suo programma anche le ragioni del Sud e che sappia rappresentarle e sostenerle in un'ottica gramsciana e non generalista!

E così mentre avanzano molteplici crisi: economica, sanitaria, sociale ed il Mezzogiorno, ma non solo, è già una polveriera, appare sempre più evidente come nel Paese vi sia la necessità di una unione di forze realmente popolari che rimettano la questione sociale, dell’uguaglianza e dei diritti al centro dell’agenda politica nazionale. Riaffermando la presenza meridionalista progressista gramsciana che tenga costantemente sotto la lente d’ingrandimento la Questione Meridionale, al fine di risolvere definitivamente le disomogeneità nazionali ormai non più tollerabili, dando risposta alle necessità dei segmenti più deboli della popolazione dell’intero Paese prima che questo collassi verso derive balcaniche o ungheresi. La necessità è quella di ridare luce a quella Costituzione nata dalla Resistenza, da sempre ignorata in più articoli o stravolta in alcuni passaggi fondamentali come il pareggio di bilancio o il regionalismo monoculare, al fine di contrastare lo strapotere di quei potentati economico politici che continuando a sostenere “suprematismi regionali” potrebbero portare, in assenza di contrasto, al definitivo collasso del Paese.


Ribadiamo pertanto la necessità di una non più procrastinabile costituzione d'un soggetto politico unitario di Sinistra, che si batta per il riscatto del popolo nelle sue totali esigenze reali e territoriali. In Italia si pone la necessità di costruire l’alternativa di sinistra, antiliberista, ambientalista, civica e meridionalista gramsciana che già a partire dalle prossime elezioni regionali in Calabria inizi a cooperare mostrandosi coeso e atto a formare una fronte popolare per opporsi con forza alle destre liberiste avanzanti. 

Per tutti questi motivi come Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti rilanciamo e raccogliamo l’appello aperto a tutte le soggettività che condividono l’urgenza di lavorare insieme alla costruzione di un percorso aperto e plurale per l’alternativa sociale, culturale e politica ai poli e agli schieramenti politici esistenti. 

 Se non ora quando...?!

 

Documento politico approvato dal

CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE DEL PARTITO DEL SUD




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mercoledì 17 giugno 2020

CAMPANIA ELEZIONI REGIONALI 2020 Il PARTITO DEL SUD - MERIDIONALISTI PROGRESSISTI in campo per una presenza antifascista, meridionalista, progressista, ambientalista e antiliberista.

Abbiamo prodotto questo documento con le altre forze della vera Sinistra, progressista e meridionalista con una nostra doverosa e ulteriore attenzione anche al turismo, la cultura e al tema dell'abbandono scolastico.
Segue testo :
Abbiamo visto emergere, in questi giorni, segnali di resistenza a sinistra rispetto alla coalizione elettorale costruita da Vincenzo De Luca. Registriamo con favore che non tutti se la sentono di chiudere gli occhi sul suo modo di gestire la cosa pubblica, sulle idee che coltiva e sulle frequentazioni politiche che lo caratterizzano.
L’attuale presidente della Regione Campania è effettivamente un uomo che parla un linguaggio di destra, che ossequia i potentati economici e che persegue unicamente il potere per il potere.
Sarebbe davvero una iattura se le elezioni del prossimo settembre divenissero una avvilente “lite a due” tra i seguaci di Salvini, Meloni e Berlusconi e i seguaci di De Luca, Mastella e Cirino Pomicino; se i comitati di lotta e le pratiche di volontariato solidale non facessero sentire la propria voce; e se non fosse attivamente in campo il civismo democratico campano, che ha avuto in questi anni il suo principale punto di forza proprio nella capacità della esperienza amministrativa di Napoli città di interloquire con movimenti e associazioni e dare risposte ai bisogni popolari.
Noi guardiamo con rispetto e fiducia al dibattito serrato che sta oggi attraversando le formazioni politiche, i movimenti sociali e le associazioni culturali normalmente impegnate nelle pratiche di solidarietà e nella difesa dei diritti e dell’ambiente; e confidiamo che si arrivi in tempi rapidi alla definizione di un’ampia, inclusiva alternativa elettorale alle destre e a De Luca.
Noi ci saremo.
E ci saremo sottolineando, in particolare, che una campagna elettorale incentrata sul semplice “No a De Luca” sarebbe riduttiva e poco comprensibile per gli elettori. Noi ci stiamo a costruire assieme ad altri una presenza elettorale contrapposta tanto al centro-destra leghista di Caldoro (o di chiunque altro sarà), quanto al centro-sinistra iperliberista di De Luca; ma non vogliamo una lista (o una alleanza) che si qualifichi semplicemente per contrasto. Vogliamo, invece, una proposta capace di intervenire sulle molte sofferenze della Campania e che dia voce alle classi popolari così duramente colpite dagli effetti sociali della pandemia di Covid 19.
Con questa logica ci siamo rivolti, fin dallo scorso autunno, a tutti coloro che sperano una Nuova Campania e che quotidianamente si battono per una società a misura di essere umano.
E lo abbiamo ripetuto in questi mesi: costruiamo assieme una iniziativa elettorale che metta al centro il risanamento ambientale e la tutela dei beni comuni, che abbia davvero a cuore la sanità e la scuola pubblica, che valorizzi le vocazioni territoriali, a partire dall'agricoltura di qualità, e che rilanci il trasporto pubblico locale, a partire dalla riabilitazione delle linee locali e delle relative stazioni. E che sia in grado, proprio perché non compromessa coi potentati economici, di porsi frontalmente contro il malaffare e la camorra e di difendere e sviluppare il tessuto produttivo che ancora esiste nei nostri territori.
Soprattutto, abbiamo detto, occorre una amministrazione regionale seriamente impegnata in una prospettiva di riequilibrio delle condizioni di vita e di lavoro del nostro Mezzogiorno rispetto al resto d'Italia. Tanto più che le sciagurate ipotesi di autonomia regionale differenziata non sono state archiviate dalla pandemia, e anzi trovano continuamente sponda proprio nei cosiddetti “governatori d'assalto”, De Luca e Zaia in testa. Gli stessi provvedimenti governativi del cosiddetto “Rilancio Italia” mettono esplicitamente in discussione la clausola del 34% degli investimenti statali per il Mezzogiorno, nonché la riserva dell’80% dei fondi europei destinati alla coesione territoriale. Se non ci saranno modifiche in Parlamento, avremo un ennesimo travaso di risorse dal Sud al Nord dell'Italia.
Noi non intendiamo alimentare una contrapposizione tra il Nord e il Sud del nostro Paese; e però vogliamo che valga anche a proposito delle aree territoriali l'articolo 3 della Costituzione, che assegna alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono la reale uguaglianza tra i cittadini. La qual cosa implica il recupero effettivo dei fondi per il Sud, così gravemente penalizzato negli ultimi decenni dallo sciagurato principio dei trasferimenti statali sulla base della cosiddetta “spesa storica”, con la conseguenza che le regioni che hanno avuto di più in passato, hanno continuato ad avere di più; mentre chi avuto meno, ha continuato ad avere costantemente di meno.
Costruire una proposta elettorale in opposizione a De Luca e alle destre significa, per noi, assumere il riscatto del Sud come asse centrale di riferimento; e anzi, considerare il sistema di gestione politica di De Luca, esattamente per quello che è: il governo subalterno di un territorio destinato, dallo stesso sviluppo capitalistico, ad una crudele area di degrado, con produzioni di scarto, emigrazione dei giovani e un basso tenore di vita.
Diciamo dunque, a chiunque voglia costruire un'alternativa progressista e di sinistra a De Luca, che noi ci siamo. Ma ci siamo esattamente per sviluppare l'alternativa generale ad un sistema e non solo ad un uomo.
Pensiamo perciò a una lista antiliberista e antifascista, capace di riannodare in un unico filo le lotte ambientaliste, le rivendicazioni sul reddito e sul lavoro, le pratiche solidaristiche. E la vorremmo costruita in modo aperto, largo e inclusivo, con i movimenti di lotta, le associazioni di volontariato e cultura critica, le strutture sindacali, le formazioni politiche.
Ci pare una proposta non solo utile, ma necessaria, se si vuole contrastare davvero la dinamica di brutale regressione che penalizza la Campania tanto negli scranni della Regione, quanto nei palazzi delle istituzioni politiche nazionali. E siamo fiduciosi che il senso di responsabilità prevarrà e che le forze di sinistra, del civismo democratico e dei movimenti di lotta convergeranno davvero in un'unica proposta politico-elettorale.
Se condivideremo la logica di una contrapposizione frontale tanto alla destra quanto alla coalizione di De Luca basata sui contenuti di programma e non solo sulle modalità di gestione, noi non faremo questioni di primogeniture, nomi o bandiere.
Solo osserviamo che non c’è più tempo per tatticismi e lungaggini.
Andrea Balia (Partito del Sud); Costanza Boccardi (AltraEuropa); Ludovico Chianese (Confederazione Cobas - Napoli); Antonio Frattasi (Partito Comunista Italiano); Rino Malinconico (Partito della Rifondazione Comunista)


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Abbiamo prodotto questo documento con le altre forze della vera Sinistra, progressista e meridionalista con una nostra doverosa e ulteriore attenzione anche al turismo, la cultura e al tema dell'abbandono scolastico.
Segue testo :
Abbiamo visto emergere, in questi giorni, segnali di resistenza a sinistra rispetto alla coalizione elettorale costruita da Vincenzo De Luca. Registriamo con favore che non tutti se la sentono di chiudere gli occhi sul suo modo di gestire la cosa pubblica, sulle idee che coltiva e sulle frequentazioni politiche che lo caratterizzano.
L’attuale presidente della Regione Campania è effettivamente un uomo che parla un linguaggio di destra, che ossequia i potentati economici e che persegue unicamente il potere per il potere.
Sarebbe davvero una iattura se le elezioni del prossimo settembre divenissero una avvilente “lite a due” tra i seguaci di Salvini, Meloni e Berlusconi e i seguaci di De Luca, Mastella e Cirino Pomicino; se i comitati di lotta e le pratiche di volontariato solidale non facessero sentire la propria voce; e se non fosse attivamente in campo il civismo democratico campano, che ha avuto in questi anni il suo principale punto di forza proprio nella capacità della esperienza amministrativa di Napoli città di interloquire con movimenti e associazioni e dare risposte ai bisogni popolari.
Noi guardiamo con rispetto e fiducia al dibattito serrato che sta oggi attraversando le formazioni politiche, i movimenti sociali e le associazioni culturali normalmente impegnate nelle pratiche di solidarietà e nella difesa dei diritti e dell’ambiente; e confidiamo che si arrivi in tempi rapidi alla definizione di un’ampia, inclusiva alternativa elettorale alle destre e a De Luca.
Noi ci saremo.
E ci saremo sottolineando, in particolare, che una campagna elettorale incentrata sul semplice “No a De Luca” sarebbe riduttiva e poco comprensibile per gli elettori. Noi ci stiamo a costruire assieme ad altri una presenza elettorale contrapposta tanto al centro-destra leghista di Caldoro (o di chiunque altro sarà), quanto al centro-sinistra iperliberista di De Luca; ma non vogliamo una lista (o una alleanza) che si qualifichi semplicemente per contrasto. Vogliamo, invece, una proposta capace di intervenire sulle molte sofferenze della Campania e che dia voce alle classi popolari così duramente colpite dagli effetti sociali della pandemia di Covid 19.
Con questa logica ci siamo rivolti, fin dallo scorso autunno, a tutti coloro che sperano una Nuova Campania e che quotidianamente si battono per una società a misura di essere umano.
E lo abbiamo ripetuto in questi mesi: costruiamo assieme una iniziativa elettorale che metta al centro il risanamento ambientale e la tutela dei beni comuni, che abbia davvero a cuore la sanità e la scuola pubblica, che valorizzi le vocazioni territoriali, a partire dall'agricoltura di qualità, e che rilanci il trasporto pubblico locale, a partire dalla riabilitazione delle linee locali e delle relative stazioni. E che sia in grado, proprio perché non compromessa coi potentati economici, di porsi frontalmente contro il malaffare e la camorra e di difendere e sviluppare il tessuto produttivo che ancora esiste nei nostri territori.
Soprattutto, abbiamo detto, occorre una amministrazione regionale seriamente impegnata in una prospettiva di riequilibrio delle condizioni di vita e di lavoro del nostro Mezzogiorno rispetto al resto d'Italia. Tanto più che le sciagurate ipotesi di autonomia regionale differenziata non sono state archiviate dalla pandemia, e anzi trovano continuamente sponda proprio nei cosiddetti “governatori d'assalto”, De Luca e Zaia in testa. Gli stessi provvedimenti governativi del cosiddetto “Rilancio Italia” mettono esplicitamente in discussione la clausola del 34% degli investimenti statali per il Mezzogiorno, nonché la riserva dell’80% dei fondi europei destinati alla coesione territoriale. Se non ci saranno modifiche in Parlamento, avremo un ennesimo travaso di risorse dal Sud al Nord dell'Italia.
Noi non intendiamo alimentare una contrapposizione tra il Nord e il Sud del nostro Paese; e però vogliamo che valga anche a proposito delle aree territoriali l'articolo 3 della Costituzione, che assegna alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono la reale uguaglianza tra i cittadini. La qual cosa implica il recupero effettivo dei fondi per il Sud, così gravemente penalizzato negli ultimi decenni dallo sciagurato principio dei trasferimenti statali sulla base della cosiddetta “spesa storica”, con la conseguenza che le regioni che hanno avuto di più in passato, hanno continuato ad avere di più; mentre chi avuto meno, ha continuato ad avere costantemente di meno.
Costruire una proposta elettorale in opposizione a De Luca e alle destre significa, per noi, assumere il riscatto del Sud come asse centrale di riferimento; e anzi, considerare il sistema di gestione politica di De Luca, esattamente per quello che è: il governo subalterno di un territorio destinato, dallo stesso sviluppo capitalistico, ad una crudele area di degrado, con produzioni di scarto, emigrazione dei giovani e un basso tenore di vita.
Diciamo dunque, a chiunque voglia costruire un'alternativa progressista e di sinistra a De Luca, che noi ci siamo. Ma ci siamo esattamente per sviluppare l'alternativa generale ad un sistema e non solo ad un uomo.
Pensiamo perciò a una lista antiliberista e antifascista, capace di riannodare in un unico filo le lotte ambientaliste, le rivendicazioni sul reddito e sul lavoro, le pratiche solidaristiche. E la vorremmo costruita in modo aperto, largo e inclusivo, con i movimenti di lotta, le associazioni di volontariato e cultura critica, le strutture sindacali, le formazioni politiche.
Ci pare una proposta non solo utile, ma necessaria, se si vuole contrastare davvero la dinamica di brutale regressione che penalizza la Campania tanto negli scranni della Regione, quanto nei palazzi delle istituzioni politiche nazionali. E siamo fiduciosi che il senso di responsabilità prevarrà e che le forze di sinistra, del civismo democratico e dei movimenti di lotta convergeranno davvero in un'unica proposta politico-elettorale.
Se condivideremo la logica di una contrapposizione frontale tanto alla destra quanto alla coalizione di De Luca basata sui contenuti di programma e non solo sulle modalità di gestione, noi non faremo questioni di primogeniture, nomi o bandiere.
Solo osserviamo che non c’è più tempo per tatticismi e lungaggini.
Andrea Balia (Partito del Sud); Costanza Boccardi (AltraEuropa); Ludovico Chianese (Confederazione Cobas - Napoli); Antonio Frattasi (Partito Comunista Italiano); Rino Malinconico (Partito della Rifondazione Comunista)


mercoledì 22 aprile 2020

COMUNICATO STAMPA-L'ATTACCO AI MERIDIONALI DI VITTORIO FELTRI NON PUO' PASSARE SOTTO SILENZIO!




COMUNICATO STAMPA


Ci reputiamo, come membri del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, offesi, indignati, sconcertati, stupiti da quanto  dichiarato  ieri sera, nel corso della trasmissione di Rete 4 “Fuori dal Coro”, da Vittorio Feltri direttore del quotidiano Libero nei confronti del popolo meridionale: “Molta gente che è nutrita da un sentimento di invidia, rabbia nei nostri confronti perchè subisce una sorta di complesso di inferiorità. Io non credo ai complessi di inferiorità ma credo che i meridionali, in molti casi, siano inferiori".

Mediaset ha veicolato in diretta parole di assoluta gravità, mentre il conduttore della trasmissione, Mario Giordano,  ha fatto ben poco per dissociarsi e condannare sufficientemente parole cosi gravi.

Ricordiamo, in merito, cosa dice la nostra costituzione citandone alcuni passaggi ; L’Art. 3 della Costituzione stabilisce che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale”.

 Quindi l’Art.3 riconosce il diritto all’eguaglianza e alla non discriminazione come riferita a tutte le persone che risiedono in Italia, e chi fa comunicazione dovrebbe saperlo.
Il nostro ordinamento punisce la discriminazione razziale a partire dalla ratifica della Convenzione di New York del 7 marzo 1966, intervenuta con la legge n. 654/ 1975, la c.d. «legge Reale», mediante la quale, con gli altri Stati firmatari, si prese anche l’impegno politico di eliminare ogni forma di razzismo, assumendosi l’obbligo di:
1.      a) non attuare pratiche di discriminazione razziale verso individui, gruppi o istituzioni e lavorare affinché tutte le istituzioni pubbliche, nazionali e locali si uniformino;
2.      b) non incoraggiare, non difendere e non appoggiare la discriminazione razziale attuata da individui o organizzazioni;
3.      c) adottare misure nuove ed efficaci per rivedere le politiche governative nazionali e locali e per modificare, abrogare o annullare ogni legge ed ogni normativa che crei o mantenga una discriminazione razziale;
4.      d) vietare e porre fine con ogni mezzo – compresi nuovi strumenti normativi – alla discriminazione razziale praticata da individui, gruppi o organizzazioni;
5.      e) favorire le organizzazioni e i movimenti integrazionisti multietnici impegnati ad eliminare le barriere razziali e combattere tutto quanto rafforzi la separazione razziale.

Ricordiamo che per  “propaganda razzista” si  intende una condotta di manifestazione pubblica di personali convinzioni con fine di condizionare l’opinione pubblica e modificare le idee e i comportamenti dei destinatari e questa divulgazione costituisce reato perché è suscettibile di ingenerare sentimenti di avversione e di odio sociale mediante una  “induzione” ed una continua “persuasione” che  li  giustifichi ed in qualche modo li legittimi ed è punita dall’articolo 3 della  legge  13  ottobre  1975  con modifiche applicative giugno 1993.

-Si chiedono pertanto a Mediaset le scuse ufficiali e la totale dissociazione dalle offese gratuite dell’ospite Vittorio Feltri.

-Si chiede la radiazione di Vittorio Feltri dalle trasmissioni Mediaset per non incorrere ancora in  possibili gravi ed offensive affermazioni verso la Costituzione e il popolo meridionale.

-Si chiedono altresì, le scuse, la dissociazione, oltre che i provvedimenti del caso, a nostro avviso non più  rimandabili, da parte dell’Ordine nazionale dei Giornalisti a salvaguardia del buon nome  e della immagine della categoria, messi a rischio  dalle parole irresponsabili di uno dei suoi iscritti.

In questo momento così drammatico, in piena Pandemia mondiale, ci sarebbe ben altro a cui pensare piuttosto che rincorrere le dichiarazione vergognose di chi incita all’odio verso il “meridionale” visto come razza inferiore.   


IL CDN DEL PARTITO DEL SUD      



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COMUNICATO STAMPA


Ci reputiamo, come membri del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, offesi, indignati, sconcertati, stupiti da quanto  dichiarato  ieri sera, nel corso della trasmissione di Rete 4 “Fuori dal Coro”, da Vittorio Feltri direttore del quotidiano Libero nei confronti del popolo meridionale: “Molta gente che è nutrita da un sentimento di invidia, rabbia nei nostri confronti perchè subisce una sorta di complesso di inferiorità. Io non credo ai complessi di inferiorità ma credo che i meridionali, in molti casi, siano inferiori".

Mediaset ha veicolato in diretta parole di assoluta gravità, mentre il conduttore della trasmissione, Mario Giordano,  ha fatto ben poco per dissociarsi e condannare sufficientemente parole cosi gravi.

Ricordiamo, in merito, cosa dice la nostra costituzione citandone alcuni passaggi ; L’Art. 3 della Costituzione stabilisce che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale”.

 Quindi l’Art.3 riconosce il diritto all’eguaglianza e alla non discriminazione come riferita a tutte le persone che risiedono in Italia, e chi fa comunicazione dovrebbe saperlo.
Il nostro ordinamento punisce la discriminazione razziale a partire dalla ratifica della Convenzione di New York del 7 marzo 1966, intervenuta con la legge n. 654/ 1975, la c.d. «legge Reale», mediante la quale, con gli altri Stati firmatari, si prese anche l’impegno politico di eliminare ogni forma di razzismo, assumendosi l’obbligo di:
1.      a) non attuare pratiche di discriminazione razziale verso individui, gruppi o istituzioni e lavorare affinché tutte le istituzioni pubbliche, nazionali e locali si uniformino;
2.      b) non incoraggiare, non difendere e non appoggiare la discriminazione razziale attuata da individui o organizzazioni;
3.      c) adottare misure nuove ed efficaci per rivedere le politiche governative nazionali e locali e per modificare, abrogare o annullare ogni legge ed ogni normativa che crei o mantenga una discriminazione razziale;
4.      d) vietare e porre fine con ogni mezzo – compresi nuovi strumenti normativi – alla discriminazione razziale praticata da individui, gruppi o organizzazioni;
5.      e) favorire le organizzazioni e i movimenti integrazionisti multietnici impegnati ad eliminare le barriere razziali e combattere tutto quanto rafforzi la separazione razziale.

Ricordiamo che per  “propaganda razzista” si  intende una condotta di manifestazione pubblica di personali convinzioni con fine di condizionare l’opinione pubblica e modificare le idee e i comportamenti dei destinatari e questa divulgazione costituisce reato perché è suscettibile di ingenerare sentimenti di avversione e di odio sociale mediante una  “induzione” ed una continua “persuasione” che  li  giustifichi ed in qualche modo li legittimi ed è punita dall’articolo 3 della  legge  13  ottobre  1975  con modifiche applicative giugno 1993.

-Si chiedono pertanto a Mediaset le scuse ufficiali e la totale dissociazione dalle offese gratuite dell’ospite Vittorio Feltri.

-Si chiede la radiazione di Vittorio Feltri dalle trasmissioni Mediaset per non incorrere ancora in  possibili gravi ed offensive affermazioni verso la Costituzione e il popolo meridionale.

-Si chiedono altresì, le scuse, la dissociazione, oltre che i provvedimenti del caso, a nostro avviso non più  rimandabili, da parte dell’Ordine nazionale dei Giornalisti a salvaguardia del buon nome  e della immagine della categoria, messi a rischio  dalle parole irresponsabili di uno dei suoi iscritti.

In questo momento così drammatico, in piena Pandemia mondiale, ci sarebbe ben altro a cui pensare piuttosto che rincorrere le dichiarazione vergognose di chi incita all’odio verso il “meridionale” visto come razza inferiore.   


IL CDN DEL PARTITO DEL SUD      



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domenica 9 dicembre 2018

ORA E SEMPRE RESISTENZA!


COMUNICATO STAMPA

La segreteria nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti esprime sdegno e riprovazione per l’attacco di ieri di appartenenti alla formazione neofascista Forza Nuova contro la sede nazionale dell'ANPI a Roma. 

Richiediamo che le forze di polizia si attivino immediatamente per individuare i responsabili di questo ignobile episodio affinché siano perseguiti a termini di legge, visto che l’apologia del fascismo è un reato, e che, nel rispetto dell’Art. XII comma 1 Disp. trans. Cost., si provveda a sciogliere parallelamente tutte le organizzazioni neofasciste. 

Ci auguriamo che tutte le più alte cariche dello Stato prendano posizione al più presto su questo preoccupante episodio. 

Esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà all' Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI, e alla sua Presidente Carla Nespolo, che da sempre opera nel rispetto dei valori della Resistenza, della Costituzione, dell'antifascismo, della legalità e della libertà. 

È dovere di ogni cittadino difendere questi valori ed il nostro Partito da sempre basa la sua azione politica sulla richiesta dell’applicazione puntuale del dettato Costituzionale, che troppo spesso è stato, ed è, impunemente disatteso.

Segreteria Politica Nazionale PdSUD-MP



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COMUNICATO STAMPA

La segreteria nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti esprime sdegno e riprovazione per l’attacco di ieri di appartenenti alla formazione neofascista Forza Nuova contro la sede nazionale dell'ANPI a Roma. 

Richiediamo che le forze di polizia si attivino immediatamente per individuare i responsabili di questo ignobile episodio affinché siano perseguiti a termini di legge, visto che l’apologia del fascismo è un reato, e che, nel rispetto dell’Art. XII comma 1 Disp. trans. Cost., si provveda a sciogliere parallelamente tutte le organizzazioni neofasciste. 

Ci auguriamo che tutte le più alte cariche dello Stato prendano posizione al più presto su questo preoccupante episodio. 

Esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà all' Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI, e alla sua Presidente Carla Nespolo, che da sempre opera nel rispetto dei valori della Resistenza, della Costituzione, dell'antifascismo, della legalità e della libertà. 

È dovere di ogni cittadino difendere questi valori ed il nostro Partito da sempre basa la sua azione politica sulla richiesta dell’applicazione puntuale del dettato Costituzionale, che troppo spesso è stato, ed è, impunemente disatteso.

Segreteria Politica Nazionale PdSUD-MP



mercoledì 7 novembre 2018

DISPONIBILITÀ’ APPELLO DI LUIGI DE MAGISTRIS




C O M U N I C A T O


Il PARTITO DEL SUD - MERIDIONALISTI PROGRESSISTI accoglie e dà la sua disponibilità all'appello del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, condividendone obiettivi, motivazioni ed idealità, confermando sostegno, rapporti e collaborazione già in essere dal 2011.
Saremo presenti il 1 Dicembre a Roma anche per dare il nostro contributo.

Il CDN del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti





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C O M U N I C A T O


Il PARTITO DEL SUD - MERIDIONALISTI PROGRESSISTI accoglie e dà la sua disponibilità all'appello del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, condividendone obiettivi, motivazioni ed idealità, confermando sostegno, rapporti e collaborazione già in essere dal 2011.
Saremo presenti il 1 Dicembre a Roma anche per dare il nostro contributo.

Il CDN del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti





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lunedì 17 settembre 2018

CUCCURESE ( PDELSUD): «PROSEGUIAMO FIDUCIOSI IL PERCORSO POLITICO CON DE MAGISTRIS »


COMUNICATO STAMPA 

CUCCURESE (PDELSUD): «PROSEGUIAMO FIDUCIOSI IL PERCORSO POLITICO CON DE MAGISTRIS»

“ Sabato scorso positiva riunione a Roma con Luigi De Magistris. La terza da fine giugno. Continua il confronto, in ambito progressista, sulle possibili modalità e sulla necessità di costruire un polo di forte alternativa politica nel nostro Paese, al quale de Magistris e demA han dato disponibilità. Un polo di opposizione alle politiche neoliberiste e classiste degli ultimi governi compreso l’attuale.
Come sempre nell'ambito della riunione abbiamo posto in rilievo i temi Sud a noi cari, temi totalmente recepiti nel documento proposto all’assemblea. Condividiamo con de Magistris un percorso che, dalle elezioni comunali  2011, passando per i giorni della “sospensione” del 2014, sino ad arrivare alle ultime comunali del 2016, ha visto il Partito del Sud sempre a sostegno del Sindaco di Napoli e a difesa degli ideali meridionalisti progressisti.
Il percorso va avanti, fiduciosi nella formazione di un largo e coeso Fronte Popolare in Italia ed in Europa, alternativo a destre, neoliberisti, razzisti e qualunquisti, che si batta per gli ideali di libertà incarnati nella difesa e attuazione del dettato costituzionale nato dalla Resistenza”

17 settembre 2018



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COMUNICATO STAMPA 

CUCCURESE (PDELSUD): «PROSEGUIAMO FIDUCIOSI IL PERCORSO POLITICO CON DE MAGISTRIS»

“ Sabato scorso positiva riunione a Roma con Luigi De Magistris. La terza da fine giugno. Continua il confronto, in ambito progressista, sulle possibili modalità e sulla necessità di costruire un polo di forte alternativa politica nel nostro Paese, al quale de Magistris e demA han dato disponibilità. Un polo di opposizione alle politiche neoliberiste e classiste degli ultimi governi compreso l’attuale.
Come sempre nell'ambito della riunione abbiamo posto in rilievo i temi Sud a noi cari, temi totalmente recepiti nel documento proposto all’assemblea. Condividiamo con de Magistris un percorso che, dalle elezioni comunali  2011, passando per i giorni della “sospensione” del 2014, sino ad arrivare alle ultime comunali del 2016, ha visto il Partito del Sud sempre a sostegno del Sindaco di Napoli e a difesa degli ideali meridionalisti progressisti.
Il percorso va avanti, fiduciosi nella formazione di un largo e coeso Fronte Popolare in Italia ed in Europa, alternativo a destre, neoliberisti, razzisti e qualunquisti, che si batta per gli ideali di libertà incarnati nella difesa e attuazione del dettato costituzionale nato dalla Resistenza”

17 settembre 2018



giovedì 15 giugno 2017

Il Partito del Sud risponde presente all’appello di Anna Falcone e Tommaso Montanari e parteciperà all’assemblea di Roma del 18 giugno.




Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, ha deciso di rispondere positivamente all’appello lanciato da Anna Falcone e Tommaso Montanari e di partecipare attivamente all’”Assemblea Nazionale - per la democrazia e l’eguaglianza” che si terrà il 18 giugno a Roma presso il teatro Brancaccio.

Da sempre convinti che la chiave di volta per l’Italia sia l’applicazione completa e capillare della nostra Carta Costituzionale, soprattutto nella sua parte dedicata ai “principi” e con una fortissima attenzione all’articolo 3, abbiamo partecipato attivamente ai Comitati Nazionale per il “NO” del referendum del 4 dicembre, realizzando numerose iniziative territoriali, e vedendo in questa iniziativa di Anna e Tommaso la normale prosecuzione di un percorso verso un Paese “più equo e più giusto”. 

Se pensiamo che l’appello del 18 giugno è finalizzato a creare un movimento di popolo che crei un programma attento “alla parte più fragile di questo Paese, ai giovani e meno giovani, a coloro che hanno subito pesantemente la crisi, a chi è scivolato nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di futuro e di prospettive” e se ci aggiungiamo che, quasi sempre, le persone e le fasce deboli del Paese sono ancora più deboli nelle aree geograficamente più disagiate, allora non possiamo che essere con Anna e Tommaso.

Siamo con loro e con tutti coloro che ci “staranno” perché riteniamo che le finalità del meridionalismo progressista e i suoi ideali, da Gramsci, a Dorso, a Salvemini non possono non essere nel DNA di questo nuovo che cammino che andremo, speriamo, a intraprendere domenica. Siamo certi che, se affrontata, la “questione meridionale” diventi un’opportunità per tutto il Paese e che il sud possa essere uno degli attori della ripresa e della giustizia sociale che vorremo attuare.

Anche noi non crediamo alla combinazione di sigle, né alla riproposizione di leader dall’alto, ma ad un processo di partecipazione ampio e soprattutto in un ritorno attivo tra la gente.


Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti

Andrea Balìa e Michele Dell’Edera
Vicepresidenti Nazionali del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti

Enzo Riccio
Segretario Organizzativo Nazionale del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti


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Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, ha deciso di rispondere positivamente all’appello lanciato da Anna Falcone e Tommaso Montanari e di partecipare attivamente all’”Assemblea Nazionale - per la democrazia e l’eguaglianza” che si terrà il 18 giugno a Roma presso il teatro Brancaccio.

Da sempre convinti che la chiave di volta per l’Italia sia l’applicazione completa e capillare della nostra Carta Costituzionale, soprattutto nella sua parte dedicata ai “principi” e con una fortissima attenzione all’articolo 3, abbiamo partecipato attivamente ai Comitati Nazionale per il “NO” del referendum del 4 dicembre, realizzando numerose iniziative territoriali, e vedendo in questa iniziativa di Anna e Tommaso la normale prosecuzione di un percorso verso un Paese “più equo e più giusto”. 

Se pensiamo che l’appello del 18 giugno è finalizzato a creare un movimento di popolo che crei un programma attento “alla parte più fragile di questo Paese, ai giovani e meno giovani, a coloro che hanno subito pesantemente la crisi, a chi è scivolato nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di futuro e di prospettive” e se ci aggiungiamo che, quasi sempre, le persone e le fasce deboli del Paese sono ancora più deboli nelle aree geograficamente più disagiate, allora non possiamo che essere con Anna e Tommaso.

Siamo con loro e con tutti coloro che ci “staranno” perché riteniamo che le finalità del meridionalismo progressista e i suoi ideali, da Gramsci, a Dorso, a Salvemini non possono non essere nel DNA di questo nuovo che cammino che andremo, speriamo, a intraprendere domenica. Siamo certi che, se affrontata, la “questione meridionale” diventi un’opportunità per tutto il Paese e che il sud possa essere uno degli attori della ripresa e della giustizia sociale che vorremo attuare.

Anche noi non crediamo alla combinazione di sigle, né alla riproposizione di leader dall’alto, ma ad un processo di partecipazione ampio e soprattutto in un ritorno attivo tra la gente.


Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti

Andrea Balìa e Michele Dell’Edera
Vicepresidenti Nazionali del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti

Enzo Riccio
Segretario Organizzativo Nazionale del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti


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mercoledì 26 aprile 2017

Il Partito del Sud aderisce alla manifestazione di Ventimiglia del 30 aprile 2017 per la solidarietà e contro l'intolleranza

L’ordinanza emanata l’11 agosto 2016 a Ventimiglia, in base alla quale sono stati incriminati alcuni volontari francesi, «colpevoli» di avere distribuito del cibo a migranti bisognosi, non ci lascia insensibili in quanti tradisce un principio elementare di umanità e solidarietà che dalla notte dei tempi è figlio della civiltà mediterranea. Inoltre riteniamo che quando avvenuto sia indice di ristrettezza culturale, umana e soprattutto di una rimozione storica che ci riporta con la mente ai periodi più bui della storia europea.

L'Occidente deve mirare, anche ricordando il proprio passato coloniale, a porre rimedio all'emergenza emigrazione sia con politiche di accoglienza e inclusione a livello nazionale ed europeo, sia ripristinando condizioni di vita dignitose nei Paesi sfruttati, impoveriti o in guerra, affinché le persone non siano più costrette a partire o fuggire.

Questo anche in rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, la Convenzione di Ginevra sui rifugiati e la nostra Costituzione, per cui anche recentemente ci siamo battuti per la difesa e applicazione.

La strada indicata dalla Costituzione è quella della tutela “dei diritti inviolabili dell’uomo” e di “inderogabili doveri di solidarietà”, a questi bisogna attenersi!
Per questi motivi aderiamo alla manifestazione del 30 aprile a Ventimiglia.

Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti


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L’ordinanza emanata l’11 agosto 2016 a Ventimiglia, in base alla quale sono stati incriminati alcuni volontari francesi, «colpevoli» di avere distribuito del cibo a migranti bisognosi, non ci lascia insensibili in quanti tradisce un principio elementare di umanità e solidarietà che dalla notte dei tempi è figlio della civiltà mediterranea. Inoltre riteniamo che quando avvenuto sia indice di ristrettezza culturale, umana e soprattutto di una rimozione storica che ci riporta con la mente ai periodi più bui della storia europea.

L'Occidente deve mirare, anche ricordando il proprio passato coloniale, a porre rimedio all'emergenza emigrazione sia con politiche di accoglienza e inclusione a livello nazionale ed europeo, sia ripristinando condizioni di vita dignitose nei Paesi sfruttati, impoveriti o in guerra, affinché le persone non siano più costrette a partire o fuggire.

Questo anche in rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, la Convenzione di Ginevra sui rifugiati e la nostra Costituzione, per cui anche recentemente ci siamo battuti per la difesa e applicazione.

La strada indicata dalla Costituzione è quella della tutela “dei diritti inviolabili dell’uomo” e di “inderogabili doveri di solidarietà”, a questi bisogna attenersi!
Per questi motivi aderiamo alla manifestazione del 30 aprile a Ventimiglia.

Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti


mercoledì 15 febbraio 2017

Il Partito del Sud a Rimini per il Congresso di Sinistra Italiana




COMUNICATO STAMPA

Il Partito del Sud a Rimini per il Congresso di Sinistra Italiana


Il Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti sarà parte attiva al Congresso di Sinistra Italiana che si terrà a Rimini i giorni 17, 18 e 19 Febbraio 2016. Invitata ufficialmente, una delegazione del Partito del Sud porterà all’attenzione del Congresso le ragioni del proprio meridionalismo progressista, nazionale ed europeo, in una costituenda forza di vera sinistra, con l’augurio che questo possa essere l’inizio di un grande cammino collettivo.


Partito del Sud- Segreteria Nazionale Organizzativa



Per informazioni:

Iolanda Siracusano
Responsabile Ufficio Stampa
ufficiostampa.pdelsud@virgilio.it
mob. 3481640030


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COMUNICATO STAMPA

Il Partito del Sud a Rimini per il Congresso di Sinistra Italiana


Il Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti sarà parte attiva al Congresso di Sinistra Italiana che si terrà a Rimini i giorni 17, 18 e 19 Febbraio 2016. Invitata ufficialmente, una delegazione del Partito del Sud porterà all’attenzione del Congresso le ragioni del proprio meridionalismo progressista, nazionale ed europeo, in una costituenda forza di vera sinistra, con l’augurio che questo possa essere l’inizio di un grande cammino collettivo.


Partito del Sud- Segreteria Nazionale Organizzativa



Per informazioni:

Iolanda Siracusano
Responsabile Ufficio Stampa
ufficiostampa.pdelsud@virgilio.it
mob. 3481640030


mercoledì 6 agosto 2014

6 Agosto...PIETRARSA...una data e un luogo da non dimenticare!

COMUNICATO

6 Agosto 2014




PIETRARSA  NEL  CUORE  DEL  SUD

Il PARTITO DEL SUD invita al ricordo in omaggio alla memoria degli operai (ufficialmente 4, ma probabilmente circa una decina) fucilati a Pietrarsa , vicino Napoli, fuori la gloriosa fabbrica di locomotive vanto dell’ex Regno delle Due Sicilie e leader in Europa. La fabbrica fu smantellata per favorire la crescita dell’Ansaldo di Genova. L’opera iniziò riducendo le maestranze, inasprendo l’orario lavorativo e tagliando parte della retribuzione. Vi fu la prima rivolta operaia d’Italia, repressa il 6 Agosto 1863 con la fucilazione di alcuni operai, prime vittime dell’industria del neonato Regno d’Italia.

Il PARTITO DEL SUD, come da comunicato del 13 Giugno 2013 u.s., a fronte della nomina, come delegato del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, di Andrea Balìa nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli per nomina diretta, ha ottenuto l’ importante risultato nella prima seduta del 12 Giugno 2013 su relative proposte dello stesso partito :

    - la titolazione di strada/piazza ai “Martiri di Pietrarsa”.

   La strada, in zona Pietrarsa, dopo studi di ricerca del tecnico incaricato del Comune in commissione dott. Sirigatti, è stata individuata ma attualmente soggetta a lavori. Terminati i quali verrà calendarizzata la cerimonia di titolazione con ufficializzazione relativa targa.

  Tra i commissari incaricati e votanti della Commissione Toponomastica anche il prof. Vincenzo Caratazzolo (docente universitario in 3 Atenei, ex alto dirigente Alitalia, esperto di trasporti e in merito a ciò membro di relative commissioni parlamentarie ) , che ha chiesto – con nostra grande soddisfazione - d’iscriversi come Socio Sostenitore al Partito del Sud. Sez. Guido Dorso di Napoli.
  Di conseguenza i rappresentanti del Partito del Sud nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli sono 2 su 9!

Il PARTITO DEL SUD ritiene che il pensiero di tale triste evento debba essere ben presente nella memoria d’ogni meridionale e vada omaggiato in modo concreto come da nostro impegno ad ottenere la titolazione d’una strada che renda costante e tangibile il segno dell’omaggio in memoria del sacrificio dei nostri fratelli. Condivisibile ogni cerimonia in merito, pur ritenendo il Partito del Sud più fattivi e concreti contributi reali come quello ottenuto dal lavoro di cui si fa carico il partito a fronte d’un impegno costante e al riconoscimento che riceve da nomine e collaborazioni politiche che ne permettono l’attuazione.

PARTITO DEL SUD

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COMUNICATO

6 Agosto 2014




PIETRARSA  NEL  CUORE  DEL  SUD

Il PARTITO DEL SUD invita al ricordo in omaggio alla memoria degli operai (ufficialmente 4, ma probabilmente circa una decina) fucilati a Pietrarsa , vicino Napoli, fuori la gloriosa fabbrica di locomotive vanto dell’ex Regno delle Due Sicilie e leader in Europa. La fabbrica fu smantellata per favorire la crescita dell’Ansaldo di Genova. L’opera iniziò riducendo le maestranze, inasprendo l’orario lavorativo e tagliando parte della retribuzione. Vi fu la prima rivolta operaia d’Italia, repressa il 6 Agosto 1863 con la fucilazione di alcuni operai, prime vittime dell’industria del neonato Regno d’Italia.

Il PARTITO DEL SUD, come da comunicato del 13 Giugno 2013 u.s., a fronte della nomina, come delegato del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, di Andrea Balìa nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli per nomina diretta, ha ottenuto l’ importante risultato nella prima seduta del 12 Giugno 2013 su relative proposte dello stesso partito :

    - la titolazione di strada/piazza ai “Martiri di Pietrarsa”.

   La strada, in zona Pietrarsa, dopo studi di ricerca del tecnico incaricato del Comune in commissione dott. Sirigatti, è stata individuata ma attualmente soggetta a lavori. Terminati i quali verrà calendarizzata la cerimonia di titolazione con ufficializzazione relativa targa.

  Tra i commissari incaricati e votanti della Commissione Toponomastica anche il prof. Vincenzo Caratazzolo (docente universitario in 3 Atenei, ex alto dirigente Alitalia, esperto di trasporti e in merito a ciò membro di relative commissioni parlamentarie ) , che ha chiesto – con nostra grande soddisfazione - d’iscriversi come Socio Sostenitore al Partito del Sud. Sez. Guido Dorso di Napoli.
  Di conseguenza i rappresentanti del Partito del Sud nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli sono 2 su 9!

Il PARTITO DEL SUD ritiene che il pensiero di tale triste evento debba essere ben presente nella memoria d’ogni meridionale e vada omaggiato in modo concreto come da nostro impegno ad ottenere la titolazione d’una strada che renda costante e tangibile il segno dell’omaggio in memoria del sacrificio dei nostri fratelli. Condivisibile ogni cerimonia in merito, pur ritenendo il Partito del Sud più fattivi e concreti contributi reali come quello ottenuto dal lavoro di cui si fa carico il partito a fronte d’un impegno costante e al riconoscimento che riceve da nomine e collaborazioni politiche che ne permettono l’attuazione.

PARTITO DEL SUD

venerdì 1 agosto 2014

Sottoscritto a Roma Protocollo d’intesa fra il Partito del Sud ed il Partito Nazionale dei Diritti - Asse comune contro il blocco degli stipendi pubblico impiego - Comunicato stampa






Comunicato Stampa

E’ stato sottoscritto nei giorni scorsi a Roma un protocollo d’intesa fra il Partito del Sud ed il Partito Nazionale dei Diritti che fissa un percorso che mira al raggiungimento di obiettivi di comune interesse. L’accordo, che prevede anche eventuale collaborazione in vista delle prossime elezioni regionali ed amministrative sul territorio nazionale, verrà illustrato alla stampa, a fine agosto a Roma, dai due Segretari Nazionali, Natale Cuccurese per il PdelSud e Girolamo Foti per il PND.

Nel corso delle conferenza stampa, che sarà visibile anche in diretta streaming, sarà inoltre illustrata la prima iniziativa comune prevista in autunno a Roma, organizzata dal PND a cui il PdelSUD garantirà sostegno, una grande manifestazione di protesta contro il blocco degli stipendi del pubblico impiego.

 Il Partito del Sud ripudia qualsiasi forma di violenza, razzismo e di ideologie che si rifanno a concetti xenofobi, discriminatori e antimeridionali. Di conseguenza esclude alleanze di qualsiasi tipo con partiti che sono stati alleati, o lo sono ancor oggi, con espressioni politiche che fanno o hanno fatto di questo antimeridionalismo bandiera. Il pensiero di riferimento è quello di grandi maestri come Dorso, Gramsci e Salvemini, che prevedevano un sano e solidale federalismo, il rinnovamento della classe politica dirigente e di saldare e gestire il potere intorno a un senso comune condiviso, dove il Sud abbia pari dignità ed opportunità delle altre parti del paese, nel rispetto del dettato costituzionale.

Il Partito Nazionale dei Diritti si propone di creare una giusta alternativa per il paese con lo scopo di adoperarsi per lo sviluppo della nazione, al fine di vedere riconosciuti ed affermati i propri diritti. Tale organizzazione si propone di perseguire e affermare i propri principi, attraverso l’uso di strumenti di tutela dei diritti offerti dalle moderne democrazie, quali la partecipazione popolare, la manifestazione del dissenso verso le scelte poco attente al cittadino e ai loro bisogni. Lo scopo del PND è quello di rappresentare le necessità della popolazione che oggi, più di ieri, viene tenuta lontana dalla gestione della cosa comune, a causa di talune egemonie che generano oscurantismo culturale e sudditanza della politica.


Segreteria Politica Nazionale Partito del Sud

info@partitodelsud.eu
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Comunicato Stampa

E’ stato sottoscritto nei giorni scorsi a Roma un protocollo d’intesa fra il Partito del Sud ed il Partito Nazionale dei Diritti che fissa un percorso che mira al raggiungimento di obiettivi di comune interesse. L’accordo, che prevede anche eventuale collaborazione in vista delle prossime elezioni regionali ed amministrative sul territorio nazionale, verrà illustrato alla stampa, a fine agosto a Roma, dai due Segretari Nazionali, Natale Cuccurese per il PdelSud e Girolamo Foti per il PND.

Nel corso delle conferenza stampa, che sarà visibile anche in diretta streaming, sarà inoltre illustrata la prima iniziativa comune prevista in autunno a Roma, organizzata dal PND a cui il PdelSUD garantirà sostegno, una grande manifestazione di protesta contro il blocco degli stipendi del pubblico impiego.

 Il Partito del Sud ripudia qualsiasi forma di violenza, razzismo e di ideologie che si rifanno a concetti xenofobi, discriminatori e antimeridionali. Di conseguenza esclude alleanze di qualsiasi tipo con partiti che sono stati alleati, o lo sono ancor oggi, con espressioni politiche che fanno o hanno fatto di questo antimeridionalismo bandiera. Il pensiero di riferimento è quello di grandi maestri come Dorso, Gramsci e Salvemini, che prevedevano un sano e solidale federalismo, il rinnovamento della classe politica dirigente e di saldare e gestire il potere intorno a un senso comune condiviso, dove il Sud abbia pari dignità ed opportunità delle altre parti del paese, nel rispetto del dettato costituzionale.

Il Partito Nazionale dei Diritti si propone di creare una giusta alternativa per il paese con lo scopo di adoperarsi per lo sviluppo della nazione, al fine di vedere riconosciuti ed affermati i propri diritti. Tale organizzazione si propone di perseguire e affermare i propri principi, attraverso l’uso di strumenti di tutela dei diritti offerti dalle moderne democrazie, quali la partecipazione popolare, la manifestazione del dissenso verso le scelte poco attente al cittadino e ai loro bisogni. Lo scopo del PND è quello di rappresentare le necessità della popolazione che oggi, più di ieri, viene tenuta lontana dalla gestione della cosa comune, a causa di talune egemonie che generano oscurantismo culturale e sudditanza della politica.


Segreteria Politica Nazionale Partito del Sud

info@partitodelsud.eu

giovedì 19 giugno 2014

Il Partito del Sud esprime vicinanza e solidarietà al giornalista Guido Scarpino per il vile atto intimidatorio subito

                                               


                                                CIRCOLO PARTITO DEL SUD - LONGOBARDI



Spett.le Sig. Guido Scarpino
Spett.le redazione il Garantista


Il Partito del Sud nell’esprimere vicinanza e solidarietà all’amico e giornalista Guido Scarpino per l’atto intimidatorio subito, vuole stigmatizzare l’ennesimo attacco vile al vivere civile di questo nostro Sud sempre più frontiera e sempre più abbandonato.  Il PdelSUD esorta ad urlare l’ indignazione che tutti i Calabresi provano alla notizia di ogni atto simile nei confronti di chiunque e della libera stampa, auspicando che si riveli quella ribellione  sociale che brucia nel cuore di ogni uomo onesto del Sud.
                                                                                                      
 Longobardi lì 19/06/2014

Il Circolo del PdelSUD di Longobardi





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                                                CIRCOLO PARTITO DEL SUD - LONGOBARDI



Spett.le Sig. Guido Scarpino
Spett.le redazione il Garantista


Il Partito del Sud nell’esprimere vicinanza e solidarietà all’amico e giornalista Guido Scarpino per l’atto intimidatorio subito, vuole stigmatizzare l’ennesimo attacco vile al vivere civile di questo nostro Sud sempre più frontiera e sempre più abbandonato.  Il PdelSUD esorta ad urlare l’ indignazione che tutti i Calabresi provano alla notizia di ogni atto simile nei confronti di chiunque e della libera stampa, auspicando che si riveli quella ribellione  sociale che brucia nel cuore di ogni uomo onesto del Sud.
                                                                                                      
 Longobardi lì 19/06/2014

Il Circolo del PdelSUD di Longobardi





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venerdì 30 maggio 2014

14 GIUGNO 2014 - GAETA, RIUNIONE CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE

CONVOCAZIONE CDN
E' convocato per sabato 14 giugno 2014 alle ore 16,00 c/o l'Hotel Flamingo, Corso Italia 109 - Gaeta (LT) il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud con il seguente Ordine del Giorno

1) Analisi elezioni appena trascorse, approfondimenti, testimonianze
2) Condivisione strategie politico organizzative
3) Organizzazione e sviluppo territoriale
4) Analisi preparatoria prossime elezioni amministrative
5) Obiettivi 2014


La riunione è aperta come sempre alla partecipazione di tutti i tesserati del Partito e terminerà entro le ore 20,00

Si raccomanda la presenza e la puntualità

Il Presidente Nazionale
Natale Cuccurese


info prenotazioni per eventuale pernottamento convenzionato 

Hotel Flamingo*** del ROYAL ALBERGO S.R.L. Corso Italia, 109 – 04024 GAETA (LT) Tel. 0771.740438 – fax. 0771.741284 web: http://www.hotelflamingogaeta.com www.hotelflamingogaeta.com www.hotelflamingogaeta.com
www.hotelflamingogaeta.it/infoecontatti.htm






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CONVOCAZIONE CDN
E' convocato per sabato 14 giugno 2014 alle ore 16,00 c/o l'Hotel Flamingo, Corso Italia 109 - Gaeta (LT) il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud con il seguente Ordine del Giorno

1) Analisi elezioni appena trascorse, approfondimenti, testimonianze
2) Condivisione strategie politico organizzative
3) Organizzazione e sviluppo territoriale
4) Analisi preparatoria prossime elezioni amministrative
5) Obiettivi 2014


La riunione è aperta come sempre alla partecipazione di tutti i tesserati del Partito e terminerà entro le ore 20,00

Si raccomanda la presenza e la puntualità

Il Presidente Nazionale
Natale Cuccurese


info prenotazioni per eventuale pernottamento convenzionato 

Hotel Flamingo*** del ROYAL ALBERGO S.R.L. Corso Italia, 109 – 04024 GAETA (LT) Tel. 0771.740438 – fax. 0771.741284 web: http://www.hotelflamingogaeta.com www.hotelflamingogaeta.com www.hotelflamingogaeta.com
www.hotelflamingogaeta.it/infoecontatti.htm






 
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