domenica 27 aprile 2014

No Alla Discarica Battaglina - Borgia 24 Aprile 2014

https://www.youtube.com/watch?v=euHX4yoO-K8

 Grande manifestazione organizzata dai cittadini di Borgia (CZ) tramite il locale comitato "No Battaglina" per denunciare all'opinione pubblica i pericoli insiti nella realizzazione di una gigantesca discarica privata sul territorio. Un esempio di compostezza e determinazione senza precedenti.



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https://www.youtube.com/watch?v=euHX4yoO-K8

 Grande manifestazione organizzata dai cittadini di Borgia (CZ) tramite il locale comitato "No Battaglina" per denunciare all'opinione pubblica i pericoli insiti nella realizzazione di una gigantesca discarica privata sul territorio. Un esempio di compostezza e determinazione senza precedenti.



lunedì 10 marzo 2014

IMOLA 9 MARZO 2014: MARCIA DI PROTESTA CONTRO IL BIOCIDIO AL SUD



"PER IL LAVORO EMIGRIAMO MA NON DIMENTICHIAMO LA TERRA CHE AMIAMO"

Ieri a Imola (BO) marcia di protesta contro il biocidio nella Campania Felix. 
Dopo Modena il 3 Novembre, Reggio Emilia l'8 Dicembre 2013 e Udine il 1 febbraio 2014 ancora si protesta al nord.

Il Partito del Sud ancora presente, senza bandiere come richiesto dagli organizzatori,insieme ad altre Associazioni, Movimenti e singoli cittadini. 

Il corteo si è snodato per le strade del centro di Imola. Durante il percorso sono stati distribuiti volanti ai passanti. Al termine del corteo hanno preso la parola con interventi applauditi singoli cittadini e rappresentanti di #ioL8 ; è stato inoltre letto un comunicato ove si è posto in evidenza il fatto che i cittadini campani sollevano e  hanno sollevato da anni il problema dell'avvelenamento dei territori ai danni del Sud in generale e della Campania in particolare, il tutto però nel silenzio colpevole  sia degli organi della Stato preposti al controllo dei territori relativi, sia dei mezzi d'informazione, favorendo così nei fatti non solo una distorta visione delle cause e dei veri responsabili del problema nell'opinione pubblica nazionale, ma anche, di riflesso, permettendo che il problema raggiungesse la gravità attuale.

Ancora una volta dimostrato nei fatti l'attaccamento alla propria terra d'origine dei tanti cittadini meridionali emigrati per lavoro al nord.

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"PER IL LAVORO EMIGRIAMO MA NON DIMENTICHIAMO LA TERRA CHE AMIAMO"

Ieri a Imola (BO) marcia di protesta contro il biocidio nella Campania Felix. 
Dopo Modena il 3 Novembre, Reggio Emilia l'8 Dicembre 2013 e Udine il 1 febbraio 2014 ancora si protesta al nord.

Il Partito del Sud ancora presente, senza bandiere come richiesto dagli organizzatori,insieme ad altre Associazioni, Movimenti e singoli cittadini. 

Il corteo si è snodato per le strade del centro di Imola. Durante il percorso sono stati distribuiti volanti ai passanti. Al termine del corteo hanno preso la parola con interventi applauditi singoli cittadini e rappresentanti di #ioL8 ; è stato inoltre letto un comunicato ove si è posto in evidenza il fatto che i cittadini campani sollevano e  hanno sollevato da anni il problema dell'avvelenamento dei territori ai danni del Sud in generale e della Campania in particolare, il tutto però nel silenzio colpevole  sia degli organi della Stato preposti al controllo dei territori relativi, sia dei mezzi d'informazione, favorendo così nei fatti non solo una distorta visione delle cause e dei veri responsabili del problema nell'opinione pubblica nazionale, ma anche, di riflesso, permettendo che il problema raggiungesse la gravità attuale.

Ancora una volta dimostrato nei fatti l'attaccamento alla propria terra d'origine dei tanti cittadini meridionali emigrati per lavoro al nord.

giovedì 6 marzo 2014

Convegno di Carlopoli -"IL MASSACRO DEL TERRITORIO DEL SUD NELL'ECONOMIA COLONIALE ITALIANA." Gli interventi di Franco Gaudio, Franco Gallo e Spadafora Giuseppe del Direttivo Calabria PdelSUD

https://www.youtube.com/watch?v=Vtnp9ob7HS0&feature=youtu.be

 Gi interventi del Coordinatore del Partito del Sud Calabria Giuseppe Spadafora, il Coordinatore Partito del Sud Pr. Cosenza Franco Gaudio. e Franco Gallo Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro.


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https://www.youtube.com/watch?v=Vtnp9ob7HS0&feature=youtu.be

 Gi interventi del Coordinatore del Partito del Sud Calabria Giuseppe Spadafora, il Coordinatore Partito del Sud Pr. Cosenza Franco Gaudio. e Franco Gallo Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro.


martedì 4 marzo 2014

Convegno di Carlopoli -"IL MASSACRO DEL TERRITORIO DEL SUD NELL'ECONOMIA COLONIALE ITALIANA."

L'intervento del Sindaco di Carlopoli Mario Talarico

  https://www.youtube.com/watch?v=TdCkdlN0UlE


 L'intervento del Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente

  https://www.youtube.com/watch?v=V-dVS1C_2Lc&feature=youtu.be




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L'intervento del Sindaco di Carlopoli Mario Talarico

  https://www.youtube.com/watch?v=TdCkdlN0UlE


 L'intervento del Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente

  https://www.youtube.com/watch?v=V-dVS1C_2Lc&feature=youtu.be




lunedì 3 marzo 2014

Centrali a biomasse e pale eoliche. Ci conviene davvero? Convegno di Carlopoli - video

https://www.youtube.com/watch?v=Pd06xJum8eY

 IL MASSACRO DEL TERRITORIO DEL SUD NELL'ECONOMIA COLONIALE ITALIANA
 Dalla cementificazione selvaggia alle centrali a biomasse. Centrali a biomasse e pale eoliche ci conviene davvero?

 S'è parlato di centrali a biomasse, di pale eoliche, di massacro del territorio meridionale all'atteso appuntamento di sabato 1 Marzo ore 17:30 nella sala consiliare del comune di Carlopoli .

 Al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud prov. Catanzaro e dall'Associazione Comunità di Volontariato SS Pietro e Paolo di Lamezia Terme sono intervenuti come relatori i Sindaci; quelli che sopportano in prima persona la drammatica situazione del vertiginoso aumento dei costi dei servizi a danno dei cittadini inermi e inferociti. Presente il Sindaco di Carlopoli Mario Talarico, Il Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente, Il Sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino. Intervenuti al dibattito il presidente della SS Pietro e Paolo Antonio Mangiafave, il Coordinatore del Partito del Sud Calabria Giuseppe Spadafora, il Coordinatore Partito del Sud Pr. Cosenza Franco Gaudio. Moderatore dell'incontro Franco Gallo Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro. L'incontro si è posto in armonia con l'intensa azione territoriale che da qualche tempo il Partito del Sud ha intrapreso per favorire un armonico sviluppo delle potenzialità del Sud basato sulla progettualità e sulle idee innovative. Azione culminata lo scorso sabato 15 febbraio nella sala consiliare di Bari dove i sindaci delle città più importanti del meridione, Napoli e Bari, hanno gettato le basi, col Partito del Sud, per un'intensa collaborazione. Emiliano e De Magistris vogliono un Sud propositivo, alternativo e non clientelare, vogliono l'acqua pubblica, vogliono dire no alle partecipate.

 Concetti importanti ribaditi anche a Carlopoli, da tutti i partecipanti. Il Sud ha in se una quantità enorme di rabbia e insoddisfazione che va raccolta e canalizzata verso la rinascita sociale, politica ed economica dei territori meridionali che chiedono a gran voce una forte infrastrutturazione per poter competere a livello europeo. Le linee ad alta velocità ci spettano, così come le strade, le scuole e gli ospedali. Vogliamo che l'articolo 3 della Costituzione venga applicato da Aosta a Lampedusa e soprattutto vogliamo difendere il nostro martoriato territorio dall'assalto di affaristi senza scrupoli provenienti da ogni parte d'Italia e supportati da una masnada di collaborazionisti che hanno come obiettivo l'arricchimento proprio e dei propri amici e non certo il benessere del popolo meridionale. Il Sud è stanco delle trivellazioni selvagge con royalty del 7% a fronte dell'80% corrisposto alla Libia. E soprattutto siamo stanchi di chi inquina il nostro territorio condannando i nostri figli a morire di tumore. Quanti figli dovremo ancora veder emigrare forzatamente, quante giovani vite dovremo vedere spezzate dalle terribili malattie che gli inquinatori ci infliggono. E' ora di alzare la testa e ribellarsi. E' ora che i Sindaci, a prescindere dalla loro appartenenza politica, comincino a difendere i propri territori ed i propri concittadini ricordando che amministrano in nome e per conto loro, dei cittadini, appunto.

Franco Gallo (Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro)
Antonio Mangiafave presidente associazione SS Pietro e Paolo



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https://www.youtube.com/watch?v=Pd06xJum8eY

 IL MASSACRO DEL TERRITORIO DEL SUD NELL'ECONOMIA COLONIALE ITALIANA
 Dalla cementificazione selvaggia alle centrali a biomasse. Centrali a biomasse e pale eoliche ci conviene davvero?

 S'è parlato di centrali a biomasse, di pale eoliche, di massacro del territorio meridionale all'atteso appuntamento di sabato 1 Marzo ore 17:30 nella sala consiliare del comune di Carlopoli .

 Al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud prov. Catanzaro e dall'Associazione Comunità di Volontariato SS Pietro e Paolo di Lamezia Terme sono intervenuti come relatori i Sindaci; quelli che sopportano in prima persona la drammatica situazione del vertiginoso aumento dei costi dei servizi a danno dei cittadini inermi e inferociti. Presente il Sindaco di Carlopoli Mario Talarico, Il Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente, Il Sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino. Intervenuti al dibattito il presidente della SS Pietro e Paolo Antonio Mangiafave, il Coordinatore del Partito del Sud Calabria Giuseppe Spadafora, il Coordinatore Partito del Sud Pr. Cosenza Franco Gaudio. Moderatore dell'incontro Franco Gallo Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro. L'incontro si è posto in armonia con l'intensa azione territoriale che da qualche tempo il Partito del Sud ha intrapreso per favorire un armonico sviluppo delle potenzialità del Sud basato sulla progettualità e sulle idee innovative. Azione culminata lo scorso sabato 15 febbraio nella sala consiliare di Bari dove i sindaci delle città più importanti del meridione, Napoli e Bari, hanno gettato le basi, col Partito del Sud, per un'intensa collaborazione. Emiliano e De Magistris vogliono un Sud propositivo, alternativo e non clientelare, vogliono l'acqua pubblica, vogliono dire no alle partecipate.

 Concetti importanti ribaditi anche a Carlopoli, da tutti i partecipanti. Il Sud ha in se una quantità enorme di rabbia e insoddisfazione che va raccolta e canalizzata verso la rinascita sociale, politica ed economica dei territori meridionali che chiedono a gran voce una forte infrastrutturazione per poter competere a livello europeo. Le linee ad alta velocità ci spettano, così come le strade, le scuole e gli ospedali. Vogliamo che l'articolo 3 della Costituzione venga applicato da Aosta a Lampedusa e soprattutto vogliamo difendere il nostro martoriato territorio dall'assalto di affaristi senza scrupoli provenienti da ogni parte d'Italia e supportati da una masnada di collaborazionisti che hanno come obiettivo l'arricchimento proprio e dei propri amici e non certo il benessere del popolo meridionale. Il Sud è stanco delle trivellazioni selvagge con royalty del 7% a fronte dell'80% corrisposto alla Libia. E soprattutto siamo stanchi di chi inquina il nostro territorio condannando i nostri figli a morire di tumore. Quanti figli dovremo ancora veder emigrare forzatamente, quante giovani vite dovremo vedere spezzate dalle terribili malattie che gli inquinatori ci infliggono. E' ora di alzare la testa e ribellarsi. E' ora che i Sindaci, a prescindere dalla loro appartenenza politica, comincino a difendere i propri territori ed i propri concittadini ricordando che amministrano in nome e per conto loro, dei cittadini, appunto.

Franco Gallo (Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro)
Antonio Mangiafave presidente associazione SS Pietro e Paolo



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domenica 2 marzo 2014

Convegno Carlopoli, report del convegno




"Il massacro del territorio del Sud nell'economia coloniale italiana - Dalla cementificazione selvaggia alle centrali a biomasse.

Centrali a biomasse e pale eoliche.
Ci conviene davvero?

S’è parlato di centrali a biomasse, di pale eoliche, di massacro del territorio meridionale all’atteso appuntamento di sabato 1 Marzo ore 17:30nella sala consiliare del comune di Carlopoli .

 Al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud prov. Catanzaro e dall’Associazione Comunità di Volontariato SS Pietro e Paolo di Lamezia Terme sono intervenuti come relatori i Sindaci, quelli che sopportano in prima persona la drammatica situazione del vertiginoso aumento dei costi dei servizi a danno dei cittadini inermi e inferociti.

Presente il Sindaco di Carlopoli Mario Talarico, Il Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente, Il Sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino. 
Intervenuti  al dibattito  il presidente della SS Pietro e Paolo Antonio Mangiafave, il Coordinatore del Partito del Sud Calabria Giuseppe Spadafora, il Coordinatore Partito del Sud Pr. Cosenza Franco Gaudio. Moderatore dell’incontro Franco Gallo Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro.

L’incontro si è posto in armonia con l’intensa azione territoriale che da qualche tempo il Partito del Sud ha intrapreso per favorire un armonico sviluppo delle potenzialità del Sud basato sulla progettualità e sulle idee innovative.
Azione culminata lo scorso sabato 15 febbraio nella sala consiliare di Bari dove i sindaci delle città più importanti del  meridione, Napoli e Bari, hanno gettato le basi, col Partito del Sud,  per un’intensa collaborazione. Emiliano e De Magistris vogliono un Sud propositivo, alternativo e non clientelare, vogliono l’acqua pubblica, vogliono dire no alle partecipate.

 Concetti importanti ribaditi anche a Carlopoli, da tutti i partecipanti. Il Sud ha in se una quantità enorme di rabbia e insoddisfazione che va raccolta e canalizzata verso la rinascita sociale, politica ed economica dei territori meridionali che chiedono a gran voce un forte infrastrutturazione per poter competere a livello europeo. Le linee ad alta velocità ci spettano, così come le strade, le scuole e gli ospedali. Vogliamo che l’articolo 3 venga applicato da Aosta a Lampedusa e soprattutto vogliamo difendere il nostro martoriato territorio dall’assalto di affaristi senza scrupoli provenienti da ogni parte d’Italia e supportati da una masnada di collaborazionisti che hanno come obiettivo l’arricchimento  proprio e dei propri amici e non certo il benessere del popolo meridionale. Siamo stanchi delle trivellazioni selvagge con royalty del 7% a fronte dell’80% corrisposto alla Libia.
E soprattutto siamo stanchi di chi inquina il nostro territorio condannando i nostri figli a morire di tumore. Quanti figli dovremo ancora veder emigrare forzatamente, quante giovani vite dovremo vedere spezzate dalle terribili malattie che gli inquinatori ci infliggono. E’ ora di alzare la testa e ribellarsi.
E’ ora che i Sindaci, a prescindere dalla loro appartenenza politica, comincino a difendere i propri territori ed i propri concittadini ricordando che amministrano in nome e per conto loro, dei cittadini, appunto.

Franco Gallo (Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro)
Antonio Mangiafave presidente associazione SS Pietro e Paolo


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"Il massacro del territorio del Sud nell'economia coloniale italiana - Dalla cementificazione selvaggia alle centrali a biomasse.

Centrali a biomasse e pale eoliche.
Ci conviene davvero?

S’è parlato di centrali a biomasse, di pale eoliche, di massacro del territorio meridionale all’atteso appuntamento di sabato 1 Marzo ore 17:30nella sala consiliare del comune di Carlopoli .

 Al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud prov. Catanzaro e dall’Associazione Comunità di Volontariato SS Pietro e Paolo di Lamezia Terme sono intervenuti come relatori i Sindaci, quelli che sopportano in prima persona la drammatica situazione del vertiginoso aumento dei costi dei servizi a danno dei cittadini inermi e inferociti.

Presente il Sindaco di Carlopoli Mario Talarico, Il Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente, Il Sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino. 
Intervenuti  al dibattito  il presidente della SS Pietro e Paolo Antonio Mangiafave, il Coordinatore del Partito del Sud Calabria Giuseppe Spadafora, il Coordinatore Partito del Sud Pr. Cosenza Franco Gaudio. Moderatore dell’incontro Franco Gallo Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro.

L’incontro si è posto in armonia con l’intensa azione territoriale che da qualche tempo il Partito del Sud ha intrapreso per favorire un armonico sviluppo delle potenzialità del Sud basato sulla progettualità e sulle idee innovative.
Azione culminata lo scorso sabato 15 febbraio nella sala consiliare di Bari dove i sindaci delle città più importanti del  meridione, Napoli e Bari, hanno gettato le basi, col Partito del Sud,  per un’intensa collaborazione. Emiliano e De Magistris vogliono un Sud propositivo, alternativo e non clientelare, vogliono l’acqua pubblica, vogliono dire no alle partecipate.

 Concetti importanti ribaditi anche a Carlopoli, da tutti i partecipanti. Il Sud ha in se una quantità enorme di rabbia e insoddisfazione che va raccolta e canalizzata verso la rinascita sociale, politica ed economica dei territori meridionali che chiedono a gran voce un forte infrastrutturazione per poter competere a livello europeo. Le linee ad alta velocità ci spettano, così come le strade, le scuole e gli ospedali. Vogliamo che l’articolo 3 venga applicato da Aosta a Lampedusa e soprattutto vogliamo difendere il nostro martoriato territorio dall’assalto di affaristi senza scrupoli provenienti da ogni parte d’Italia e supportati da una masnada di collaborazionisti che hanno come obiettivo l’arricchimento  proprio e dei propri amici e non certo il benessere del popolo meridionale. Siamo stanchi delle trivellazioni selvagge con royalty del 7% a fronte dell’80% corrisposto alla Libia.
E soprattutto siamo stanchi di chi inquina il nostro territorio condannando i nostri figli a morire di tumore. Quanti figli dovremo ancora veder emigrare forzatamente, quante giovani vite dovremo vedere spezzate dalle terribili malattie che gli inquinatori ci infliggono. E’ ora di alzare la testa e ribellarsi.
E’ ora che i Sindaci, a prescindere dalla loro appartenenza politica, comincino a difendere i propri territori ed i propri concittadini ricordando che amministrano in nome e per conto loro, dei cittadini, appunto.

Franco Gallo (Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro)
Antonio Mangiafave presidente associazione SS Pietro e Paolo


#ioL8 - Marcia per la vita a Imola ( BO) il 9 Marzo 2014 - Hai il coraggio di far finta di niente?

Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a Imola e dintorni a partecipare alla manifestazione #ioL8 del 9 Marzo per protestare contro l'avvelenamento dei territori.

Esortiamo tutti i nostri simpatizzanti e militanti ad ottemperare a quanto richiesto dagli organizzatori e cioè a partecipare senza bandiere o simboli di partito, ma portando il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e forti del nostro impegno civile.

Da anni come PdelSUD seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincia di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali. Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e siamo vicini alle Associazioni che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici e l'avvelenamento dei territori.

Ora non e' il momento di cavalcare la protesta o di provare a mettere il "cappello", come certamente accadrà già accaduto e come succede sempre in questi casi, ma di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno, poi il nostro compito sarà anche quello di dare risposte politiche nel deserto della politica italiana di oggi perché per noi questo e' il compito del meridionalismo. 



9 Marzo, dopo Modena, Reggio Emilia e Udine l'appuntamento per tutti è a Imola.

Partito del Sud - Coord. Nord Italia

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A seguire Il Comunicato di #ioL8

Marcia per la vita a Imola - Hai il coraggio di far finta di niente?

Partiremo alle ore 11:00 da via Antonio Pacinotti, presso il giardino ten. col. Aurelio Barnabè, per giungere alla conclusione del corteo in piazza Matteotti.

Il 9 Marzo si terrà la marcia per informare e sensibilizzare la popolazione sul dramma della “terra dei fuochi”. Possiamo affermare “l’Italia dei fuochi”, termine coniato dalla trasmissione “Presa Diretta” il 10 Febbraio scorso. Questo perché non ci sono solo le province di Napoli e Caserta colpite, ma il fenomeno è una realtà su scala nazionale se non internazionale. Dopo #fiumeinpiena a Napoli, Modena (la prima al Nord), Reggio Emilia e Udine, toccherà alla cittadinanza di Imola partecipare numerosa e con passione al corteo. Tutti insieme, uniti dal dovere-diritto alla vita, saremo un’unica voce atta ad esternare quel sentimento di amore per la propria terra e il creato che appartiene alla collettività e deve rimanere tale e salubre per le future generazioni!

La nostra passione ci spinge a valorizzare e rompere un muro di paura che sta mettendo letteralmente in ginocchio le aziende agricole e di trasformazione campane. Le analisi compiute dalla Coop Adriatica, rivelano e certificano la salubrità dei prodotti agroalimentari nell’occhio del ciclone; inoltre ciò è affermato da un’inchiesta firmata da “la Repubblica” in collaborazione con l’università Federco II di Napoli e dal Gen. del Corpo Forestale Sergio Costa, promosso a generale per merito straordinario (primo caso in Italia di promozione per merito a un comandante provinciale), affermando con fermezza come gli ortaggi vantino di una doppia sicurezza alimentare, in quanto i più controllati d’Italia.


 https://www.facebook.com/events/1479784532249113/






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Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a Imola e dintorni a partecipare alla manifestazione #ioL8 del 9 Marzo per protestare contro l'avvelenamento dei territori.

Esortiamo tutti i nostri simpatizzanti e militanti ad ottemperare a quanto richiesto dagli organizzatori e cioè a partecipare senza bandiere o simboli di partito, ma portando il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e forti del nostro impegno civile.

Da anni come PdelSUD seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincia di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali. Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e siamo vicini alle Associazioni che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici e l'avvelenamento dei territori.

Ora non e' il momento di cavalcare la protesta o di provare a mettere il "cappello", come certamente accadrà già accaduto e come succede sempre in questi casi, ma di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno, poi il nostro compito sarà anche quello di dare risposte politiche nel deserto della politica italiana di oggi perché per noi questo e' il compito del meridionalismo. 



9 Marzo, dopo Modena, Reggio Emilia e Udine l'appuntamento per tutti è a Imola.

Partito del Sud - Coord. Nord Italia

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A seguire Il Comunicato di #ioL8

Marcia per la vita a Imola - Hai il coraggio di far finta di niente?

Partiremo alle ore 11:00 da via Antonio Pacinotti, presso il giardino ten. col. Aurelio Barnabè, per giungere alla conclusione del corteo in piazza Matteotti.

Il 9 Marzo si terrà la marcia per informare e sensibilizzare la popolazione sul dramma della “terra dei fuochi”. Possiamo affermare “l’Italia dei fuochi”, termine coniato dalla trasmissione “Presa Diretta” il 10 Febbraio scorso. Questo perché non ci sono solo le province di Napoli e Caserta colpite, ma il fenomeno è una realtà su scala nazionale se non internazionale. Dopo #fiumeinpiena a Napoli, Modena (la prima al Nord), Reggio Emilia e Udine, toccherà alla cittadinanza di Imola partecipare numerosa e con passione al corteo. Tutti insieme, uniti dal dovere-diritto alla vita, saremo un’unica voce atta ad esternare quel sentimento di amore per la propria terra e il creato che appartiene alla collettività e deve rimanere tale e salubre per le future generazioni!

La nostra passione ci spinge a valorizzare e rompere un muro di paura che sta mettendo letteralmente in ginocchio le aziende agricole e di trasformazione campane. Le analisi compiute dalla Coop Adriatica, rivelano e certificano la salubrità dei prodotti agroalimentari nell’occhio del ciclone; inoltre ciò è affermato da un’inchiesta firmata da “la Repubblica” in collaborazione con l’università Federco II di Napoli e dal Gen. del Corpo Forestale Sergio Costa, promosso a generale per merito straordinario (primo caso in Italia di promozione per merito a un comandante provinciale), affermando con fermezza come gli ortaggi vantino di una doppia sicurezza alimentare, in quanto i più controllati d’Italia.


 https://www.facebook.com/events/1479784532249113/






domenica 2 febbraio 2014

UDINE 1° FEBBRAIO 2014: CORTEO DI PROTESTA CONTRO IL BIOCIDIO AL SUD




"PER IL LAVORO EMIGRIAMO MA NON DIMENTICHIAMO LA TERRA CHE AMIAMO"

Ieri a Udine corteo di protesta contro il biocidio nella Campania Felix. 
Dopo Modena il 3 Novembre e Reggio Emilia l'8 Dicembre 2013 ancora si protesta al nord.

Il Partito del Sud ancora presente, senza bandiere come richiesto dagli organizzatori,insieme ad altre Associazioni, Movimenti e singoli cittadini. 

Il corteo si è snodato per le strade del centro di Udine sotto una fitta ed incessante pioggia che comunque non ha distolto i partecipanti dal proprio intento. Durante il percorso sono stati distribuiti volanti ai passanti, ricevendone condivisione e solidarietà. 

Al termine del corteo hanno preso la parola con interventi applauditi singoli cittadini e rappresentanti di movimenti per portare la propria opinione sulla significativa manifestazione, fra gli altri molto toccante la lettura della lettera inviata recentemente al Presidente della Repubblica da parte delle madri dei bambini che non diventeranno mai grandi... Particolare condivisione ha suscitato l'intervento del nostro Presidente Nazionale, Natale Cuccurese ( nella foto il primo a dx), che fra l'altro ha posto con forza l'accento sul fatto che i cittadini campani sollevano e  hanno sollevato da anni il problema dell'avvelenamento dei territori ai danni del Sud in generale e della Campania in particolare, il tutto però nel silenzio colpevole  sia degli organi della Stato preposti al controllo dei territori relativi, sia dei mezzi d'informazione, favorendo così nei fatti una distorta visione delle cause e dei veri responsabili del problema nell'opinione pubblica nazionale e conseguenzialmente il perpetuarsi, in parte della stessa, dei soliti stereotipi ai danni degli abitanti del Sud .

Ancora una volta dimostrato nei fatti l'attaccamento alla propria terra d'origine dei tanti cittadini meridionali emigrati per lavoro al nord.

Ringraziamo il Coord. territoriale di Udine di #ioL'8, nella persona del responsabile Dr. Ferdinando Luisi, per l'ottima organizzazione dell'evento.

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"PER IL LAVORO EMIGRIAMO MA NON DIMENTICHIAMO LA TERRA CHE AMIAMO"

Ieri a Udine corteo di protesta contro il biocidio nella Campania Felix. 
Dopo Modena il 3 Novembre e Reggio Emilia l'8 Dicembre 2013 ancora si protesta al nord.

Il Partito del Sud ancora presente, senza bandiere come richiesto dagli organizzatori,insieme ad altre Associazioni, Movimenti e singoli cittadini. 

Il corteo si è snodato per le strade del centro di Udine sotto una fitta ed incessante pioggia che comunque non ha distolto i partecipanti dal proprio intento. Durante il percorso sono stati distribuiti volanti ai passanti, ricevendone condivisione e solidarietà. 

Al termine del corteo hanno preso la parola con interventi applauditi singoli cittadini e rappresentanti di movimenti per portare la propria opinione sulla significativa manifestazione, fra gli altri molto toccante la lettura della lettera inviata recentemente al Presidente della Repubblica da parte delle madri dei bambini che non diventeranno mai grandi... Particolare condivisione ha suscitato l'intervento del nostro Presidente Nazionale, Natale Cuccurese ( nella foto il primo a dx), che fra l'altro ha posto con forza l'accento sul fatto che i cittadini campani sollevano e  hanno sollevato da anni il problema dell'avvelenamento dei territori ai danni del Sud in generale e della Campania in particolare, il tutto però nel silenzio colpevole  sia degli organi della Stato preposti al controllo dei territori relativi, sia dei mezzi d'informazione, favorendo così nei fatti una distorta visione delle cause e dei veri responsabili del problema nell'opinione pubblica nazionale e conseguenzialmente il perpetuarsi, in parte della stessa, dei soliti stereotipi ai danni degli abitanti del Sud .

Ancora una volta dimostrato nei fatti l'attaccamento alla propria terra d'origine dei tanti cittadini meridionali emigrati per lavoro al nord.

Ringraziamo il Coord. territoriale di Udine di #ioL'8, nella persona del responsabile Dr. Ferdinando Luisi, per l'ottima organizzazione dell'evento.

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venerdì 24 gennaio 2014

#ioL8 - Manifestazione a Udine il 1° Febbraio 2014. Giornata di mobilitazione generale contro il biocidio nella Terra dei Fuochi e non solo...

Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a Udine e dintorni a partecipare alla manifestazione #ioL8 del 1° Febbraio per protestare contro l'avvelenamento dei territori.

Esortiamo tutti i nostri simpatizzanti e militanti ad ottemperare a quanto richiesto dagli organizzatori e cioè a partecipare senza bandiere o simboli di partito, ma portando il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e forti del nostro impegno civile.

Da anni come PdelSUD seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincia di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali. Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e siamo vicini alle Associazioni che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici e l'avvelenamento dei territori.

Ora non e' il momento di cavalcare la protesta o di provare a mettere il "cappello", come certamente accadrà già accaduto e come succede sempre in questi casi, ma di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno, poi il nostro compito sarà anche quello di dare risposte politiche nel deserto della politica italiana di oggi perché per noi questo e' il compito del meridionalismo. 



1° Febbraio, l'appuntamento per tutti dopo Modena e Reggio Emilia è a Udine.
Partito del Sud - Coord. Nord Italia


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Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a Udine e dintorni a partecipare alla manifestazione #ioL8 del 1° Febbraio per protestare contro l'avvelenamento dei territori.

Esortiamo tutti i nostri simpatizzanti e militanti ad ottemperare a quanto richiesto dagli organizzatori e cioè a partecipare senza bandiere o simboli di partito, ma portando il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e forti del nostro impegno civile.

Da anni come PdelSUD seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincia di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali. Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e siamo vicini alle Associazioni che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici e l'avvelenamento dei territori.

Ora non e' il momento di cavalcare la protesta o di provare a mettere il "cappello", come certamente accadrà già accaduto e come succede sempre in questi casi, ma di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno, poi il nostro compito sarà anche quello di dare risposte politiche nel deserto della politica italiana di oggi perché per noi questo e' il compito del meridionalismo. 



1° Febbraio, l'appuntamento per tutti dopo Modena e Reggio Emilia è a Udine.
Partito del Sud - Coord. Nord Italia


lunedì 20 gennaio 2014

SAGGI,…geni che offrono idee ai cretini solo dopo gli accadimenti…


di Bruno Pappalardo

Siamo tutti presi, in questi maledetti giorni, dalle storie di accordi  tra Renzi e Berlusconi, sulle uova cadute sull’auto dell’ex Cav. prima di entrare al Nazareno ( un po di colore aumenta del 20% la vendita) …poi Letta, Alfano e i bersaniani come Fassina.
Mentre ci incolliamo con la lingua per effetto di elettromagnetismo al televisore e sbaviamo su questi fatti,    invisibilmente ci stanno fottendo! Ci raggirano sempre quando qualcosa sui media va gonfiandosi. Qualcuno, da qualche altra parte, sta sodomizzandoci.
Perdonatemi la scurrilità ma quando una cosa è sozza, va chiamata con  parole equivalenti a quella volgarità.
Penso a quanto sta succedendo in Calabria. A cosa dovrà ancora subire questa Regione.
Si parla spesso degli amministratori pubblici, …sindaci, consiglieri, assessori, presidenti … che pensando ai propri sporchi interessi, distruggono il proprio territorio rubando a man bassa, insieme alle mafie, mentre dovrebbero, al contrario, proteggere e sanare. E’ tutto vero, come negarlo? E, tutto avviene dalle Alpi alla Sicilia. Negli ultimi anni, però,abbiamo assistito ad una progressione verso il basso nelle Regioni del centro-nord.
Il caso del Porto di Gioia Tauro e della cosiddetta “isola ecolgica Battaglina” sono due casi di questi giorni assai emblematici.
Il Primo, riguarda il trasbordo delle armi chimiche di Assad.  Le autorità, OSSIA LO STATO, senza alcun confronto o avviso con la popolazione o col semplice personale operante del porto e istituzioni, hanno agito, senza alcun piano di sicurezza ambientale e evacuazione delle circa 100 mila persone.  Il Ministro Lupi,  per sminuire la cosa, ha dichiarato:  “ Tra il 2012 e il 2013 lo scalo ha trattato prodotti analoghi movimentando 3000 container,…ora perché vi lamentate? ” Ma la Bonino, più ingenua, confessa ma con lo stesso scopo di Lupi: “ Voi sindaci non avete tutte le informazioni, nel 2013, nel porto sono state trattati 29.802 tonnellate, su 1508 container di sostanze tossiche…”
I sindacati, i caposquadra, operai e amministratori locali, come potevano sapere del contenuto?   Tutto è stato stabilito dall’alto! Solo la Regione Calabria sapeva e il suo Governatore Scopelliti che prima firma e poi, falso, si affianca alle proteste dei cittadini.    
Le vere propaggine dello Stato, il largo palmo della mano d’esso, sul territorio, sono proprio le Regioni, ecco perché in questi enti nascono i grandi scandali, il magna-magna! E’dalla loro nascita che la nazione è andata verso la corruzione e dissolutezza morale generale delle istituzioni. E’ dalla nascita di esse che la Cassa del Mezzogiorno non funzionò mai più, dissolvendo tutti i benefici dei primi dieci anni nello spreco vigliacco dei loro amministratori perché, ripeto, doctu docem, ossia lo Stato.  
Il Secondo, la falsa “ isola ecologica” presso una bella zona di uliveti e aranceti, detta Battaglina, sempre di Gioia Tauro,  sarà completamente distrutta e diventerà la più grande discarica d'Europa su cui  nessuno degli amministratori locali ne sapeva nulla tranne la Regione pur trattandosi di una vera bomba ecologica. Verrà realizzato l’ecomostro che potrebbe inquinare due falde acquifere poste proprio tra l’enorme discarica e il nuovo impianto di pirolisi. Bisognerà diboscare centinaia di ettari quando un piano precedente delle autorità locali, stava rimboschendoli da qualche anno. Si tratteranno anche rifiuti di amianto le cui polveri, per ragioni di correnti meteoriche diventerebbero sicuramente pericolose per la via verso i centri abitati.
ORA VORREI PARLARE A QUEI SAPIENTONI CHE SI DICHIARANO DALLA PARTE DEL SUD (taluni si dicono anche di origine meridionale Merlo, Stella, Rizzo, Massimo Panebianco o il defunto Bocca et cetera) CHE CHIEDONO COME MAI LA GENTE E LE ISTITUZIONI  NON FANNO NULLA?
Che fare? Lottare? Come lottare contro lo Stato? Con un monumentino che ricorda la sconfitta davanti ad esso e mostrarsi superiori? Ma quali  e quanti sono i tipi di LOTTA?
1)      Scendere in strada e spingere la popolazione per una rivoluzione e assaltare il Quirinale? Chi sarebbe disposto?
2)      Affidarsi ad una corrente politica e portare lo scandalo in parlamento. Va bene Scilipoti?
3)      Manifestare pacificamente per sensibilizzare le autorità, già molto avanti con i progetti come la TAV?
4)      Manifestare come un esemplare gandhiano, ovvero con la “resistenza civile nonviolenta” facendoci passare i carri armati sui nostri corpi?
Scegliessero allora i Saggi ma senza rifilarci la storia delle infiltrazione mafiose - oppure "...peccato avremmo potuto far meglio"  - tra le manifestazioni cittadine perché quella vera è negli appalti occulti regionali e dello Stato...e mal che vada festeggeremo a Gaeta le nostre sconfitte!    


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di Bruno Pappalardo

Siamo tutti presi, in questi maledetti giorni, dalle storie di accordi  tra Renzi e Berlusconi, sulle uova cadute sull’auto dell’ex Cav. prima di entrare al Nazareno ( un po di colore aumenta del 20% la vendita) …poi Letta, Alfano e i bersaniani come Fassina.
Mentre ci incolliamo con la lingua per effetto di elettromagnetismo al televisore e sbaviamo su questi fatti,    invisibilmente ci stanno fottendo! Ci raggirano sempre quando qualcosa sui media va gonfiandosi. Qualcuno, da qualche altra parte, sta sodomizzandoci.
Perdonatemi la scurrilità ma quando una cosa è sozza, va chiamata con  parole equivalenti a quella volgarità.
Penso a quanto sta succedendo in Calabria. A cosa dovrà ancora subire questa Regione.
Si parla spesso degli amministratori pubblici, …sindaci, consiglieri, assessori, presidenti … che pensando ai propri sporchi interessi, distruggono il proprio territorio rubando a man bassa, insieme alle mafie, mentre dovrebbero, al contrario, proteggere e sanare. E’ tutto vero, come negarlo? E, tutto avviene dalle Alpi alla Sicilia. Negli ultimi anni, però,abbiamo assistito ad una progressione verso il basso nelle Regioni del centro-nord.
Il caso del Porto di Gioia Tauro e della cosiddetta “isola ecolgica Battaglina” sono due casi di questi giorni assai emblematici.
Il Primo, riguarda il trasbordo delle armi chimiche di Assad.  Le autorità, OSSIA LO STATO, senza alcun confronto o avviso con la popolazione o col semplice personale operante del porto e istituzioni, hanno agito, senza alcun piano di sicurezza ambientale e evacuazione delle circa 100 mila persone.  Il Ministro Lupi,  per sminuire la cosa, ha dichiarato:  “ Tra il 2012 e il 2013 lo scalo ha trattato prodotti analoghi movimentando 3000 container,…ora perché vi lamentate? ” Ma la Bonino, più ingenua, confessa ma con lo stesso scopo di Lupi: “ Voi sindaci non avete tutte le informazioni, nel 2013, nel porto sono state trattati 29.802 tonnellate, su 1508 container di sostanze tossiche…”
I sindacati, i caposquadra, operai e amministratori locali, come potevano sapere del contenuto?   Tutto è stato stabilito dall’alto! Solo la Regione Calabria sapeva e il suo Governatore Scopelliti che prima firma e poi, falso, si affianca alle proteste dei cittadini.    
Le vere propaggine dello Stato, il largo palmo della mano d’esso, sul territorio, sono proprio le Regioni, ecco perché in questi enti nascono i grandi scandali, il magna-magna! E’dalla loro nascita che la nazione è andata verso la corruzione e dissolutezza morale generale delle istituzioni. E’ dalla nascita di esse che la Cassa del Mezzogiorno non funzionò mai più, dissolvendo tutti i benefici dei primi dieci anni nello spreco vigliacco dei loro amministratori perché, ripeto, doctu docem, ossia lo Stato.  
Il Secondo, la falsa “ isola ecologica” presso una bella zona di uliveti e aranceti, detta Battaglina, sempre di Gioia Tauro,  sarà completamente distrutta e diventerà la più grande discarica d'Europa su cui  nessuno degli amministratori locali ne sapeva nulla tranne la Regione pur trattandosi di una vera bomba ecologica. Verrà realizzato l’ecomostro che potrebbe inquinare due falde acquifere poste proprio tra l’enorme discarica e il nuovo impianto di pirolisi. Bisognerà diboscare centinaia di ettari quando un piano precedente delle autorità locali, stava rimboschendoli da qualche anno. Si tratteranno anche rifiuti di amianto le cui polveri, per ragioni di correnti meteoriche diventerebbero sicuramente pericolose per la via verso i centri abitati.
ORA VORREI PARLARE A QUEI SAPIENTONI CHE SI DICHIARANO DALLA PARTE DEL SUD (taluni si dicono anche di origine meridionale Merlo, Stella, Rizzo, Massimo Panebianco o il defunto Bocca et cetera) CHE CHIEDONO COME MAI LA GENTE E LE ISTITUZIONI  NON FANNO NULLA?
Che fare? Lottare? Come lottare contro lo Stato? Con un monumentino che ricorda la sconfitta davanti ad esso e mostrarsi superiori? Ma quali  e quanti sono i tipi di LOTTA?
1)      Scendere in strada e spingere la popolazione per una rivoluzione e assaltare il Quirinale? Chi sarebbe disposto?
2)      Affidarsi ad una corrente politica e portare lo scandalo in parlamento. Va bene Scilipoti?
3)      Manifestare pacificamente per sensibilizzare le autorità, già molto avanti con i progetti come la TAV?
4)      Manifestare come un esemplare gandhiano, ovvero con la “resistenza civile nonviolenta” facendoci passare i carri armati sui nostri corpi?
Scegliessero allora i Saggi ma senza rifilarci la storia delle infiltrazione mafiose - oppure "...peccato avremmo potuto far meglio"  - tra le manifestazioni cittadine perché quella vera è negli appalti occulti regionali e dello Stato...e mal che vada festeggeremo a Gaeta le nostre sconfitte!    


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giovedì 16 gennaio 2014

Armi chimiche siriane verso il porto di Gioia Tauro.Nessuna consultazione con le autorità e la popolazione locale.La protesta del Partito del Sud.




Di Natale Cuccurese


Confermate le peggiori previsioni, sarà il porto calabrese di Gioia Tauro quello nel quale transiteranno le armi chimiche provenienti dalla Siria che si trovano a bordo di quattro navi danesi e norvegesi. Annunciato dal capo dell'Opac (l'Organizzazione per la proibizione delle Armi Chimiche), Ahmet Uzumcu, la conferma è stata data dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi alle Commissioni riunite Affari esteri e Difesa di Camera e Senato. Il transito di circa 560 tonnellate di sostanze chimiche letali dovrebbe avvenire tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio e in non più che 48 ore. Il diplomatico turco ha assicurato che "è stata presa ogni misura possibile per un trasferimento sicuro: i rischi sono molto evidenti e abbiamo preso tutte le misure per ridurli al minimo".

 Ma il sindaco di Gioia Tauro non ne sapeva nulla. "Non mi avevano informato. Mettono a repentaglio la mia vita. Se succede qualcosa la popolazione mi viene a prendere con un forcone", ha affermato il sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore. "E' gravissimo, forse il ministro Bonino non sa cos'è la democrazia. E' la solita scelta calata dall'alto. Siamo considerati una popolazione di serie B. Tra l'altro, qui non c'è un'ospedale attrezzato". Preoccupato anche Domenico Madaffari, sindaco di San Ferdinando, il comune in cui ricade il 75% del porto, tutte le banchine: "Stiamo valutando di emettere un'ordinanza per chiudere il porto", ha detto.

Si apprende da fonti militari che la scelta sarebbe caduta su Gioia Tauro in quanto ritenuta una location particolarmente “tranquilla” sotto il profilo dell’ordine pubblico. Pare infatti che la principale preoccupazione delle autorità militari riguarderebbe il pericolo di contestazioni ed eventuali azioni di disturbo delle operazioni da parte dei movimenti pacifisti. Il porto reggino infatti sarebbe stato preferito ad altre località definite più “calde” come Livorno o Taranto. Per ogni evenienza le autorità militari sembrano aver individuato anche una soluzione alternativa a Gioia Tauro che dovrebbe essere il porto siciliano di Augusta, in provincia di Siracusa. Per le autorità invece sono pochi i timori legati ad incidenti nelle operazioni di trasbordo delle armi chimiche. Non è chiaro se domani, dopo l’annuncio ufficiale da parte del Ministro degli Esteri Emma Bonino, si conosceranno anche le eventuali misure di sicurezza che saranno adottate dalle autorità italiane in materia di tutela dell’ambiente e sicurezza dei cittadini. L’operazione resta infatti senza precedenti nel bacino del Mediterraneo e per ritrovare un carico di armi di questo tipo in transito dai porti italiani bisogna andare indietro alla guerra del Vietnam ed all’agente orange.

Questi i fatti riportati dalla stampa nazionale in questo concitato pomeriggio, resta evidente a tutti una realtà incontrovertibile, ancora una volta un'operazione ad alto rischio, come ammesso dal capo dell'Opac, sia per l'ambiente che per la popolazione locale, viene bellamente indirizzata verso Sud, cioè verso la colonia interna già usata infatti per l'incontrastato sversamento di miriadi di sostanze inquinanti negli ultimi vent'anni, come sta a dimostrare la vicenda della "Terra dei Fuochi" con le accuse nei confronti di organi dello stato e le dichiarazioni , ancora oggi senza nessuna smentita, del pentito Schiavone.
Addirittura fonti militari dicono apertamente che siamo considerati pecore ormai addomesticate e impossibilitate a reagire da 153 anni di repressione.

In tutto questo i parlamentari meridionali e calabresi presenti in parlamento non hanno nulla da obiettare, si adeguano vergognosamente, come sempre, accettando a capo chino e senza proferire parola i rischi per la popolazione.

Ci  auguriamo solo che le parole delle autorità locali non siano solo di prammatica ma che venga messo in atto, con  ogni possibile strumento democratico, un piano volto ad impedire questa ennesima imposizione dall'alto Mai come oggi risulta evidente la necessità di una presa di coscienza delle popolazioni dei propri diritti e della propria storia, nonchè  della crescita rapida del nostro Partito su quei comuni, cioè un partito territoriale nato esclusivamente per fare gli interessi della propria gente non dovendo rispondere a logiche romane o del nord, al fine di far cessare al più presto questo stato di cose ed ogni tipo di prevaricazione.

Ci credono pecore, torneremo lupi!!


SEGRETERIA NAZIONALE PARTITO DEL SUD 
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Di Natale Cuccurese


Confermate le peggiori previsioni, sarà il porto calabrese di Gioia Tauro quello nel quale transiteranno le armi chimiche provenienti dalla Siria che si trovano a bordo di quattro navi danesi e norvegesi. Annunciato dal capo dell'Opac (l'Organizzazione per la proibizione delle Armi Chimiche), Ahmet Uzumcu, la conferma è stata data dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi alle Commissioni riunite Affari esteri e Difesa di Camera e Senato. Il transito di circa 560 tonnellate di sostanze chimiche letali dovrebbe avvenire tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio e in non più che 48 ore. Il diplomatico turco ha assicurato che "è stata presa ogni misura possibile per un trasferimento sicuro: i rischi sono molto evidenti e abbiamo preso tutte le misure per ridurli al minimo".

 Ma il sindaco di Gioia Tauro non ne sapeva nulla. "Non mi avevano informato. Mettono a repentaglio la mia vita. Se succede qualcosa la popolazione mi viene a prendere con un forcone", ha affermato il sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore. "E' gravissimo, forse il ministro Bonino non sa cos'è la democrazia. E' la solita scelta calata dall'alto. Siamo considerati una popolazione di serie B. Tra l'altro, qui non c'è un'ospedale attrezzato". Preoccupato anche Domenico Madaffari, sindaco di San Ferdinando, il comune in cui ricade il 75% del porto, tutte le banchine: "Stiamo valutando di emettere un'ordinanza per chiudere il porto", ha detto.

Si apprende da fonti militari che la scelta sarebbe caduta su Gioia Tauro in quanto ritenuta una location particolarmente “tranquilla” sotto il profilo dell’ordine pubblico. Pare infatti che la principale preoccupazione delle autorità militari riguarderebbe il pericolo di contestazioni ed eventuali azioni di disturbo delle operazioni da parte dei movimenti pacifisti. Il porto reggino infatti sarebbe stato preferito ad altre località definite più “calde” come Livorno o Taranto. Per ogni evenienza le autorità militari sembrano aver individuato anche una soluzione alternativa a Gioia Tauro che dovrebbe essere il porto siciliano di Augusta, in provincia di Siracusa. Per le autorità invece sono pochi i timori legati ad incidenti nelle operazioni di trasbordo delle armi chimiche. Non è chiaro se domani, dopo l’annuncio ufficiale da parte del Ministro degli Esteri Emma Bonino, si conosceranno anche le eventuali misure di sicurezza che saranno adottate dalle autorità italiane in materia di tutela dell’ambiente e sicurezza dei cittadini. L’operazione resta infatti senza precedenti nel bacino del Mediterraneo e per ritrovare un carico di armi di questo tipo in transito dai porti italiani bisogna andare indietro alla guerra del Vietnam ed all’agente orange.

Questi i fatti riportati dalla stampa nazionale in questo concitato pomeriggio, resta evidente a tutti una realtà incontrovertibile, ancora una volta un'operazione ad alto rischio, come ammesso dal capo dell'Opac, sia per l'ambiente che per la popolazione locale, viene bellamente indirizzata verso Sud, cioè verso la colonia interna già usata infatti per l'incontrastato sversamento di miriadi di sostanze inquinanti negli ultimi vent'anni, come sta a dimostrare la vicenda della "Terra dei Fuochi" con le accuse nei confronti di organi dello stato e le dichiarazioni , ancora oggi senza nessuna smentita, del pentito Schiavone.
Addirittura fonti militari dicono apertamente che siamo considerati pecore ormai addomesticate e impossibilitate a reagire da 153 anni di repressione.

In tutto questo i parlamentari meridionali e calabresi presenti in parlamento non hanno nulla da obiettare, si adeguano vergognosamente, come sempre, accettando a capo chino e senza proferire parola i rischi per la popolazione.

Ci  auguriamo solo che le parole delle autorità locali non siano solo di prammatica ma che venga messo in atto, con  ogni possibile strumento democratico, un piano volto ad impedire questa ennesima imposizione dall'alto Mai come oggi risulta evidente la necessità di una presa di coscienza delle popolazioni dei propri diritti e della propria storia, nonchè  della crescita rapida del nostro Partito su quei comuni, cioè un partito territoriale nato esclusivamente per fare gli interessi della propria gente non dovendo rispondere a logiche romane o del nord, al fine di far cessare al più presto questo stato di cose ed ogni tipo di prevaricazione.

Ci credono pecore, torneremo lupi!!


SEGRETERIA NAZIONALE PARTITO DEL SUD 

giovedì 12 dicembre 2013

Convegno sui Terra dei Fuochi : rischi per ambiente e filiera agroalimentare a Portici (Na). Presente il nostro Dirigente Emiddio de Franciscis di Casanova

Ospite e invitato al prestigioso convegno il nostro Dirigente e Responsabile regionale Campania PdelSUD

dott. cav. agr. Emiddio de Franciscis di Casanova

Divulgatore Agricolo Specializzato in Marketing Agroalimentare.
Referente PSR Campania 2007/2013. Misura 124
Resp. P.O. Registrazione e tutela denominazioni comunitarie e marchi collettivi, supporto attività di ricerca, sviluppo e diffusione delle innovazioni nell'agroalimentare.

Dipartimento della Salute e delle Risorse Naturali

Direzione Generale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (06)
UOD (09) Tutela della Qualità, Tracciabilità dei prodotti agricoli e zootecnici, Servizi di Sviluppo Agricolo
Centro Direzionale Isola A/6 - 80143 Napoli





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Ospite e invitato al prestigioso convegno il nostro Dirigente e Responsabile regionale Campania PdelSUD

dott. cav. agr. Emiddio de Franciscis di Casanova

Divulgatore Agricolo Specializzato in Marketing Agroalimentare.
Referente PSR Campania 2007/2013. Misura 124
Resp. P.O. Registrazione e tutela denominazioni comunitarie e marchi collettivi, supporto attività di ricerca, sviluppo e diffusione delle innovazioni nell'agroalimentare.

Dipartimento della Salute e delle Risorse Naturali

Direzione Generale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (06)
UOD (09) Tutela della Qualità, Tracciabilità dei prodotti agricoli e zootecnici, Servizi di Sviluppo Agricolo
Centro Direzionale Isola A/6 - 80143 Napoli





lunedì 9 dicembre 2013

REGGIO EMILIA 8 DICEMBRE 2013: CORTEO DI PROTESTA CONTRO IL BIOCIDIO AL SUD



"PER IL LAVORO EMIGRIAMO MA NON DIMENTICHIAMO LA TERRA CHE AMIAMO"

Ieri a Reggio Emilia per il corteo di protesta contro il biocidio nella Terra dei Fuochi. Dopo Modena il 3 Novembre 2013 ancora si protesta in Emilia.

Il Partito del Sud ancora presente, senza bandiere come richiesto dagli organizzatori, con donne e uomini delle sue sezioni al nord insieme ad altre Associazioni, Movimenti e singoli cittadini. Presenti fra gli altri il Presidente Nazionale del Partito del Sud Natale Cuccurese, il Coord. Regionale Emilia Romagna Fabrizio Bensai, Giovanni Cutolo e Domenico Summa.

Il corteo si è snodato per le strade del centro di Reggio Emilia, durante il percorso sono stati distribuiti volanti ai passanti, ricevendo condivisione e solidarietà da parte dei cittadini reggiani. Al termine del corteo rilasciati nel cielo palloncini bianchi a rappresentare le anime innocenti dei bambini morti per malattia nella Terra dei Fuochi.Ancora una volta dimostrato nei fatti l'attaccamento alla propria terra d'origine dei tanti cittadini meridionali emigrati per lavoro al nord.

Ringraziamo il Coord. territoriale Comitati Fuochi Nord.

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Riportiamo il Comunicato del Coord.Comitati Fuochi Nord di ieri :



Stamattina, a Reggio Emilia, le sezioni settentrionali del Coordinamento Comitato Fuochi sono scese un'altra volta in piazza per dar vita a un nuovo significativo corteo, fatto di informazione e di protesta.
Organizzata dal Coordinamento Comitato Fuochi di Reggio Emilia, la marcia è partita alle ore 11 da Piazza Vittoria, dove ha fatto ritorno dopo aver sfilato per le vie più importanti del centro cittadino.
Tanti i temi toccati, ma principalmente si è informata la cittadinanza locale sul terribile nesso causa-effetto, che a partire dall'avvelenamento dei territori campani con i rifiuti tossici sta facendo registrare, in quella stessa zona, un'aumento di tumori di rilevante gravità.
"Guardati nel piatto. Non solo made in sud" lo slogan più scandito dai tanti manifestanti, che hanno distribuito almeno un migliaio di piattini con un teschio incollato sul fondo e con la stessa dicitura.
Un modo forte per toccare le coscienze e informare i cittadini che la non tracciabilità dei prodotti alimentari rende tutti ugualmente esposti al rischio di avvelenamento, su tutto il territorio nazionale e non solo a causa dei prodotti campani.
Prodotti campani che sono stati, invece, strenuamente difesi mettendo in guardia sul rischio di cadere in attacchi mediatici che già stanno fortemente danneggiando il comparto agroalimentare campano.
Perchè oggi, più che mai, bisogna stare al fianco dei tantissimi produttori campani onesti e dei loro prodotti sani, difendendoli dalla speculazione e chiedendo allo stesso tempo, alle autorità, un impegno serio a favore della tracciabilità dei prodotti e dello stop alle colture nei campi avvelenati dagli sversamenti.
 Ma non solo di questo si è trattato: largo spazio è stato dato ai dieci punti programmatici del #fiumeinpiena, dallo stop ai roghi tossici, al no alla militarizzazione del territorio senza dimenticare la democrazia reale, con la partecipazione e il controllo diffuso preteso dai Comitati e dalle stesse associazioni popolari presenti sul territorio da sempre impegnate contro l'ecocidio.
Quella stessa democrazia reale puntualmente disattesa e ignorata anche nell'ultimo, propagandistico e inadeguato decreto "speciale" sulla terra dei fuochi.
Quella che è scesa stamattina per le strade di Reggio è stata una rappresentanza che con indignazione ha gridato la propria denuncia (tra gli slogan più scanditi "imprenditore mandante, camorrista esecutore, stato complice): la voce dirompente di chi ora sa e non ha intenzione di essere zittito. Non solo provenienti da più parti dell'Emilia, ma anche dalla Lombardia e dal lontano Friuli.
In conclusione, dopo tanti passi di rabbia scanditi dai nomi dei comuni che non devono morire, il corteo si è sciolto con un ulteriore breve sit in di informazione, al termine del quale sono stati lasciati volare in cielo i palloncini bianchi, che fin dalla prima marcia di Modena simboleggiano le anime innocenti che ci hanno lasciato troppo presto.
Da Terra dei Fuochi al ritorno della Campania Felix, forse lo slogan più speranzoso della giornata.
Per questa speranza e questo sogno siamo disposti a organizzare mille altre marce e iniziative, in aiuto e in concerto coi nostri fratelli che protestano in Campania, finchè non saremo veramente ascoltati e la nostra terra non sarà risanata.

#ioL8!

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"PER IL LAVORO EMIGRIAMO MA NON DIMENTICHIAMO LA TERRA CHE AMIAMO"

Ieri a Reggio Emilia per il corteo di protesta contro il biocidio nella Terra dei Fuochi. Dopo Modena il 3 Novembre 2013 ancora si protesta in Emilia.

Il Partito del Sud ancora presente, senza bandiere come richiesto dagli organizzatori, con donne e uomini delle sue sezioni al nord insieme ad altre Associazioni, Movimenti e singoli cittadini. Presenti fra gli altri il Presidente Nazionale del Partito del Sud Natale Cuccurese, il Coord. Regionale Emilia Romagna Fabrizio Bensai, Giovanni Cutolo e Domenico Summa.

Il corteo si è snodato per le strade del centro di Reggio Emilia, durante il percorso sono stati distribuiti volanti ai passanti, ricevendo condivisione e solidarietà da parte dei cittadini reggiani. Al termine del corteo rilasciati nel cielo palloncini bianchi a rappresentare le anime innocenti dei bambini morti per malattia nella Terra dei Fuochi.Ancora una volta dimostrato nei fatti l'attaccamento alla propria terra d'origine dei tanti cittadini meridionali emigrati per lavoro al nord.

Ringraziamo il Coord. territoriale Comitati Fuochi Nord.

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Riportiamo il Comunicato del Coord.Comitati Fuochi Nord di ieri :



Stamattina, a Reggio Emilia, le sezioni settentrionali del Coordinamento Comitato Fuochi sono scese un'altra volta in piazza per dar vita a un nuovo significativo corteo, fatto di informazione e di protesta.
Organizzata dal Coordinamento Comitato Fuochi di Reggio Emilia, la marcia è partita alle ore 11 da Piazza Vittoria, dove ha fatto ritorno dopo aver sfilato per le vie più importanti del centro cittadino.
Tanti i temi toccati, ma principalmente si è informata la cittadinanza locale sul terribile nesso causa-effetto, che a partire dall'avvelenamento dei territori campani con i rifiuti tossici sta facendo registrare, in quella stessa zona, un'aumento di tumori di rilevante gravità.
"Guardati nel piatto. Non solo made in sud" lo slogan più scandito dai tanti manifestanti, che hanno distribuito almeno un migliaio di piattini con un teschio incollato sul fondo e con la stessa dicitura.
Un modo forte per toccare le coscienze e informare i cittadini che la non tracciabilità dei prodotti alimentari rende tutti ugualmente esposti al rischio di avvelenamento, su tutto il territorio nazionale e non solo a causa dei prodotti campani.
Prodotti campani che sono stati, invece, strenuamente difesi mettendo in guardia sul rischio di cadere in attacchi mediatici che già stanno fortemente danneggiando il comparto agroalimentare campano.
Perchè oggi, più che mai, bisogna stare al fianco dei tantissimi produttori campani onesti e dei loro prodotti sani, difendendoli dalla speculazione e chiedendo allo stesso tempo, alle autorità, un impegno serio a favore della tracciabilità dei prodotti e dello stop alle colture nei campi avvelenati dagli sversamenti.
 Ma non solo di questo si è trattato: largo spazio è stato dato ai dieci punti programmatici del #fiumeinpiena, dallo stop ai roghi tossici, al no alla militarizzazione del territorio senza dimenticare la democrazia reale, con la partecipazione e il controllo diffuso preteso dai Comitati e dalle stesse associazioni popolari presenti sul territorio da sempre impegnate contro l'ecocidio.
Quella stessa democrazia reale puntualmente disattesa e ignorata anche nell'ultimo, propagandistico e inadeguato decreto "speciale" sulla terra dei fuochi.
Quella che è scesa stamattina per le strade di Reggio è stata una rappresentanza che con indignazione ha gridato la propria denuncia (tra gli slogan più scanditi "imprenditore mandante, camorrista esecutore, stato complice): la voce dirompente di chi ora sa e non ha intenzione di essere zittito. Non solo provenienti da più parti dell'Emilia, ma anche dalla Lombardia e dal lontano Friuli.
In conclusione, dopo tanti passi di rabbia scanditi dai nomi dei comuni che non devono morire, il corteo si è sciolto con un ulteriore breve sit in di informazione, al termine del quale sono stati lasciati volare in cielo i palloncini bianchi, che fin dalla prima marcia di Modena simboleggiano le anime innocenti che ci hanno lasciato troppo presto.
Da Terra dei Fuochi al ritorno della Campania Felix, forse lo slogan più speranzoso della giornata.
Per questa speranza e questo sogno siamo disposti a organizzare mille altre marce e iniziative, in aiuto e in concerto coi nostri fratelli che protestano in Campania, finchè non saremo veramente ascoltati e la nostra terra non sarà risanata.

#ioL8!

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Il Convegno del PdelSUD di sabato 14 dicembre 2013 a Lamezia Terme sui giornali calabresi


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lunedì 2 dicembre 2013

ACQUA, FUOCO, …INFERNO

di Bruno Pappalardo

Vorrei parlare di certi insetti.
Esiste una superfamiglia di insetti Coleotteri Polifagi. Hanno antenne con gli ultimi articoli provvisti ciascuno di un processo laminare, e che, nell’insieme, prendono l’aspetto di un ventaglio. Vi appartengono 13 famiglie tra le quali: Giornaruvidi, Mercenarianidi e le Trojogide
La famiglia più numerosa e interessante è dell’ordine Polifagi, ovvero quelli che divorano di tutto, quelli che fanno una ingestione sproporzionata di quantità di cibo. Viene chiamata anche iperfagia connessa a turbe dei meccanismi fisiologici che contribuiscono a regolare l’appetito, insomma dei classici parassiti ma questi, però, insaziabili. 


Con oltre 30.000 specie, di cui 350 nelle riviste nazionali che si interessano particolarmente di Napoli e del Sud ( ma solo in fatti negativissimi come delitti, reati, ‘ndraghetisti, sacracoronaunitaristi, camorristi e inquinamenti, soprattutto quelli falsi)
A quelli veri, esempio la “Terra dei Fuochi”, invece, non danno alcun peso.
L’eccidio etnico, pianificato e studiato come sistema, in Campania e nel Sud, non prende che pochi trafiletti interni dalla sesta pagina,…a volte anche ottava. Ci sarà un perché?
Un rigurgito si è sentito solo qualche settimana fa per un grosso corteo proprio a Napoli.
Un corteo che ne ha precorso un altro tanto da decidere presso la Commissione sicurezza europea non ha creduto di finanziare una parte della bonifica.


Pare che la notizia abbia interessato, per un sol giorno, solo pochi quotidiani.
L’habitat naturale dove crescono e si nascondono questi giornaruvidi sono negli archivi etti delle segreterie politiche, polverosi ne escono e si celano, lasciando le proprie uova negli interstizi murari tra le pareti crepate del Parlamento a Roma. Doveroso, perché vero,…non dire di tutti loro, di farne un sol fascio)
Come agiscono e come possono essere nocivi per l’uomo o in queste prolificate zone di disoccupati del SUD? Come sempre, rastrellando il fondo del barile e per farlo calunniare, diffamare, accusare!
Subito un esempio; l’infame attacco portato, come tanti altri, alla città di Napoli, capitale del Sud (intendo come simbolo) dalla rivista “L’Espresso editando in copertina “bevi Napoli e poi muori” denunciando lo stato delle acque in Campania “TUTTE INQUINATE. ERA FALSO! 


Ecco quei “giornaruvidi “ che seguirono la notizia, arricchendola di particolari e dati insussistenti, sono i classici professionisti della bustarella. Lo scoop-scandalo genere veline inventate è il loro vero cibo. Stesso maniere usate da quella rivista per l’uso vergognoso della copertina (2001-2002) “spacciando” continue foto di donne, troppo osé, per vendere il periodico . Questi venderebbero le madri!
E’ il caso del Manfellotti, il responsabile, che essendo napoletano dovrebbe considerare la propria città come una complessa e difficile realtà ma amata genitrice. 


La scusa adoperata di dare con la sua copertina un colpo-choc per il bene di Napoli e del Sud il Maffellotto la può vendere solo ad un suo simile meridionale juventino ( metafora)
E’proprio vero che i primi nemici del meridione sono proprio quei meridionali obiettivi, lucidi, neutri, indice e pollice; i cosiddetti ascari nascosti nei cuscini gonfi dei salotti dabbene.
De Magistris incontrò il comandante della Sesta Flotta Nato, Ammiraglio Philip Davidson facendo giungere il rapporto sull'acqua condotto dalla Us. Navy che confermava la falsità. Un chiaro disegno per chissà progetti politici-imprenditoriali (mia personale opinione).
Sono quelli che sostengono subdolamente i Riva, i padroni di tutto e servi di se stessi, l’ILVA, ovvero il capitalismo di relazioni che uccide l'Italia e primariamente in maniera drammatica il SUD e generatore di malattie inesorabili ma col dito indice contro la magistratura. Quelli che tacciono.


Chi di questi scriverà di quella madre mezza romana e napoletana, Dove sono i cosiddetti garantisti pronti a difendere il politico di turno e salvarlo dalla galera? Il figlio, il detenuto Federico Perna, le scriveva “Mamma mi stanno uccidendo”. Federico aveva la Cirrosi epatica, epatite C e aveva bisogno di cure urgenti che attendeva da tre anni. La malattia l’aveva contratta in quell’inferno. In carcere, se sei stato un tossico ti odiano perché dai troppo fastidio! Era a Poggioreale. Nessuno ha parlato davanti alle foto orrende di Federico CHE NON AVEVA IL CELLULARE DELLA CANCELLIERI? 


Si abbia il coraggio, da parte di tutti, sostenitori di qualsiasi teoria o fede politica, filosofica o storica, di ammettere il rivoltante, schifoso divario umano e non piagnucoloso degli onesti meridionalisti che reclamano giustizia sulla scelleratezza.



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di Bruno Pappalardo

Vorrei parlare di certi insetti.
Esiste una superfamiglia di insetti Coleotteri Polifagi. Hanno antenne con gli ultimi articoli provvisti ciascuno di un processo laminare, e che, nell’insieme, prendono l’aspetto di un ventaglio. Vi appartengono 13 famiglie tra le quali: Giornaruvidi, Mercenarianidi e le Trojogide
La famiglia più numerosa e interessante è dell’ordine Polifagi, ovvero quelli che divorano di tutto, quelli che fanno una ingestione sproporzionata di quantità di cibo. Viene chiamata anche iperfagia connessa a turbe dei meccanismi fisiologici che contribuiscono a regolare l’appetito, insomma dei classici parassiti ma questi, però, insaziabili. 


Con oltre 30.000 specie, di cui 350 nelle riviste nazionali che si interessano particolarmente di Napoli e del Sud ( ma solo in fatti negativissimi come delitti, reati, ‘ndraghetisti, sacracoronaunitaristi, camorristi e inquinamenti, soprattutto quelli falsi)
A quelli veri, esempio la “Terra dei Fuochi”, invece, non danno alcun peso.
L’eccidio etnico, pianificato e studiato come sistema, in Campania e nel Sud, non prende che pochi trafiletti interni dalla sesta pagina,…a volte anche ottava. Ci sarà un perché?
Un rigurgito si è sentito solo qualche settimana fa per un grosso corteo proprio a Napoli.
Un corteo che ne ha precorso un altro tanto da decidere presso la Commissione sicurezza europea non ha creduto di finanziare una parte della bonifica.


Pare che la notizia abbia interessato, per un sol giorno, solo pochi quotidiani.
L’habitat naturale dove crescono e si nascondono questi giornaruvidi sono negli archivi etti delle segreterie politiche, polverosi ne escono e si celano, lasciando le proprie uova negli interstizi murari tra le pareti crepate del Parlamento a Roma. Doveroso, perché vero,…non dire di tutti loro, di farne un sol fascio)
Come agiscono e come possono essere nocivi per l’uomo o in queste prolificate zone di disoccupati del SUD? Come sempre, rastrellando il fondo del barile e per farlo calunniare, diffamare, accusare!
Subito un esempio; l’infame attacco portato, come tanti altri, alla città di Napoli, capitale del Sud (intendo come simbolo) dalla rivista “L’Espresso editando in copertina “bevi Napoli e poi muori” denunciando lo stato delle acque in Campania “TUTTE INQUINATE. ERA FALSO! 


Ecco quei “giornaruvidi “ che seguirono la notizia, arricchendola di particolari e dati insussistenti, sono i classici professionisti della bustarella. Lo scoop-scandalo genere veline inventate è il loro vero cibo. Stesso maniere usate da quella rivista per l’uso vergognoso della copertina (2001-2002) “spacciando” continue foto di donne, troppo osé, per vendere il periodico . Questi venderebbero le madri!
E’ il caso del Manfellotti, il responsabile, che essendo napoletano dovrebbe considerare la propria città come una complessa e difficile realtà ma amata genitrice. 


La scusa adoperata di dare con la sua copertina un colpo-choc per il bene di Napoli e del Sud il Maffellotto la può vendere solo ad un suo simile meridionale juventino ( metafora)
E’proprio vero che i primi nemici del meridione sono proprio quei meridionali obiettivi, lucidi, neutri, indice e pollice; i cosiddetti ascari nascosti nei cuscini gonfi dei salotti dabbene.
De Magistris incontrò il comandante della Sesta Flotta Nato, Ammiraglio Philip Davidson facendo giungere il rapporto sull'acqua condotto dalla Us. Navy che confermava la falsità. Un chiaro disegno per chissà progetti politici-imprenditoriali (mia personale opinione).
Sono quelli che sostengono subdolamente i Riva, i padroni di tutto e servi di se stessi, l’ILVA, ovvero il capitalismo di relazioni che uccide l'Italia e primariamente in maniera drammatica il SUD e generatore di malattie inesorabili ma col dito indice contro la magistratura. Quelli che tacciono.


Chi di questi scriverà di quella madre mezza romana e napoletana, Dove sono i cosiddetti garantisti pronti a difendere il politico di turno e salvarlo dalla galera? Il figlio, il detenuto Federico Perna, le scriveva “Mamma mi stanno uccidendo”. Federico aveva la Cirrosi epatica, epatite C e aveva bisogno di cure urgenti che attendeva da tre anni. La malattia l’aveva contratta in quell’inferno. In carcere, se sei stato un tossico ti odiano perché dai troppo fastidio! Era a Poggioreale. Nessuno ha parlato davanti alle foto orrende di Federico CHE NON AVEVA IL CELLULARE DELLA CANCELLIERI? 


Si abbia il coraggio, da parte di tutti, sostenitori di qualsiasi teoria o fede politica, filosofica o storica, di ammettere il rivoltante, schifoso divario umano e non piagnucoloso degli onesti meridionalisti che reclamano giustizia sulla scelleratezza.



martedì 19 novembre 2013

Manifestazione a Reggio Emilia l' 8 Dicembre 2013. Giornata di mobilitazione generale contro il biocidio nella Terra dei Fuochi e non solo...

Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a Reggio Emilia e dintorni a partecipare alla manifestazione #Stopbiocidio del 8 Dicembre per protestare contro l'avvelenamento dei territori.

Esortiamo tutti i nostri simpatizzanti e militanti ad ottemperare a quanto richiesto dagli organizzatori e cioè a partecipare senza bandiere o simboli di partito, distinguendoci anche in questo da altri che cercano di "metter cappello" su tutto per rivendicare una visibilità fine a se stessa, ma portando il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e forti del nostro impegno civile.

 Da anni come PdelSUD seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincia di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali. Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e siamo vicini alle Associazioni che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici e l'avvelenamento dei territori.

Ora non e' il momento di cavalcare la protesta o di provare a mettere il "cappello", come certamente accadrà già accaduto e come succede sempre in questi casi, ma di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno, poi il nostro compito sarà anche quello di dare risposte politiche nel deserto della politica italiana di oggi perché per noi questo e' il compito del meridionalismo.



8 Dicembre, l'appuntamento per tutti dopo Modena e Napoli è a Reggio Emilia.
Partito del Sud - Coord. Nord Italia




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Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a Reggio Emilia e dintorni a partecipare alla manifestazione #Stopbiocidio del 8 Dicembre per protestare contro l'avvelenamento dei territori.

Esortiamo tutti i nostri simpatizzanti e militanti ad ottemperare a quanto richiesto dagli organizzatori e cioè a partecipare senza bandiere o simboli di partito, distinguendoci anche in questo da altri che cercano di "metter cappello" su tutto per rivendicare una visibilità fine a se stessa, ma portando il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e forti del nostro impegno civile.

 Da anni come PdelSUD seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincia di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali. Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e siamo vicini alle Associazioni che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici e l'avvelenamento dei territori.

Ora non e' il momento di cavalcare la protesta o di provare a mettere il "cappello", come certamente accadrà già accaduto e come succede sempre in questi casi, ma di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno, poi il nostro compito sarà anche quello di dare risposte politiche nel deserto della politica italiana di oggi perché per noi questo e' il compito del meridionalismo.



8 Dicembre, l'appuntamento per tutti dopo Modena e Napoli è a Reggio Emilia.
Partito del Sud - Coord. Nord Italia




Nicola Picenna, grande giornalista lucano, coraggioso e indipendente, intervistato da Pino Aprile e Antonio Ciano

https://www.youtube.com/watch?v=R5Dqkoo1Klg&feature=youtu.be

Nicola Picenna, grande giornalista lucano, coraggioso e indipendente, intervistato da Pino Aprile e Antonio Ciano


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https://www.youtube.com/watch?v=R5Dqkoo1Klg&feature=youtu.be

Nicola Picenna, grande giornalista lucano, coraggioso e indipendente, intervistato da Pino Aprile e Antonio Ciano


domenica 17 novembre 2013

LA TERRA DEI FUOCHI E' LA TERRA MIA!

Bruno Pappalardo, 

E’ già grigia la piazza per il tramonto.
Erano presenti anche la luce flebile e il buio delle anime.
Accidenti, sono solo le 16.50 e si  entra in Largo Palazzo (una volta piazza del plebiscito) che pioviggina.
Non si pensava facesse tanto freddo.

Durante il corteo, abbiamo cantato l’inno dei briganti
Ma non è solo la loro terra, è di tutti,…anche dei giacobini morti per leucemie     
Scende una bruma nordica!
Ancora qui?...anche ora tra noi che vi chiedono giustizia e qualcuno la corda?
No, grazie a dio,… sono solo i fumogeni bianchi ma anche rossi di un lato della piazza.
“’A terra è ‘a nosta e non s’adda tuccà”
E’ antico il canto ma non è la via d’uscita,…la salveza è ancora da cercare.
Un sistema politico o una città può anche perdersi ed è fatale che si perda ma la terra mai!
Chesta ‘ è ‘a terra mia!

Partito del Sud, c’era per la sua terra incendiata dalle mani di carogne!

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Bruno Pappalardo, 

E’ già grigia la piazza per il tramonto.
Erano presenti anche la luce flebile e il buio delle anime.
Accidenti, sono solo le 16.50 e si  entra in Largo Palazzo (una volta piazza del plebiscito) che pioviggina.
Non si pensava facesse tanto freddo.

Durante il corteo, abbiamo cantato l’inno dei briganti
Ma non è solo la loro terra, è di tutti,…anche dei giacobini morti per leucemie     
Scende una bruma nordica!
Ancora qui?...anche ora tra noi che vi chiedono giustizia e qualcuno la corda?
No, grazie a dio,… sono solo i fumogeni bianchi ma anche rossi di un lato della piazza.
“’A terra è ‘a nosta e non s’adda tuccà”
E’ antico il canto ma non è la via d’uscita,…la salveza è ancora da cercare.
Un sistema politico o una città può anche perdersi ed è fatale che si perda ma la terra mai!
Chesta ‘ è ‘a terra mia!

Partito del Sud, c’era per la sua terra incendiata dalle mani di carogne!

giovedì 14 novembre 2013

Il Partito del Sud presente a #Fiumeinpiena a Napoli il 16 Novembre, per una mobilitazione generale di protesta contro l'avvelenamento dei territori.

Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a Napoli e dintorni a partecipare alla manifestazione Fiumeinpiena del 16 novembre per protestare contro l'avvelenamento dei territori. Esortiamo tutti i nostri simpatizzanti e militanti ad ottemperare a quanto richiesto dagli organizzatori e cioè a partecipare senza bandiere o simboli di partito, distinguendoci anche in questo da altri che cercano di "metter cappello" su tutto per rivendicare una visibilità fine a se stessa, ma portando il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e forti del nostro impegno civile.

Da anni come PdelSUD seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincia di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali. Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e siamo vicini alle Associazioni che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici e l'avvelenamento dei territori.

Ora non e' il momento di cavalcare la protesta o di provare a mettere il "cappello" come certamente accadrà , già accaduto e come succede sempre in questi casi, ma di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno, poi il nostro compito sarà anche quello di dare risposte politiche nel deserto della politica italiana di oggi perché per noi questo e' il compito del meridionalismo.

PdelSUD



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Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a Napoli e dintorni a partecipare alla manifestazione Fiumeinpiena del 16 novembre per protestare contro l'avvelenamento dei territori. Esortiamo tutti i nostri simpatizzanti e militanti ad ottemperare a quanto richiesto dagli organizzatori e cioè a partecipare senza bandiere o simboli di partito, distinguendoci anche in questo da altri che cercano di "metter cappello" su tutto per rivendicare una visibilità fine a se stessa, ma portando il nostro orgoglio calpestato per una tragedia troppo a lungo passata sotto silenzio e forti del nostro impegno civile.

Da anni come PdelSUD seguiamo la questione dei roghi tossici nella provincia di Napoli e Caserta, questione che si intreccia con il traffico illegale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi nelle nostre terre e con le tante emergenze ambientali. Da anni, prima che si accendessero finalmente i riflettori sulla "Terra dei Fuochi" ed arrivassero le TV, abbiamo parlato di queste vicende e siamo vicini alle Associazioni che da anni denunciano i quotidiani roghi tossici e l'avvelenamento dei territori.

Ora non e' il momento di cavalcare la protesta o di provare a mettere il "cappello" come certamente accadrà , già accaduto e come succede sempre in questi casi, ma di manifestare insieme al nostro popolo ferito e che si ammala sempre più gravemente di giorno in giorno, poi il nostro compito sarà anche quello di dare risposte politiche nel deserto della politica italiana di oggi perché per noi questo e' il compito del meridionalismo.

PdelSUD



 
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