martedì 26 agosto 2008

Dal Federalismo Fiscale a quello Xenofobo




Noi di "per il SUD" lo avevamo già detto e scritto: tra breve per giustificare un federalismo egoista i partiti del Nord (e i partiti, quelli veri, sono tutti del Nord!), con a capo la Lega, fomenteranno l'Opinione Pubblica italiana contro i meridionali, per intenderci i nati dal fiume Tronto in giù e con questi i loro discendenti dai cognomi inequivocabili.
Dovranno giustificare, i "padroni della vaporiera Italia", il fallimento socio-economico del Paese non certo ammettendo le chiare colpe di un'inadatta "casta dirigente", tutta nordista a partire dal 1860/61 fino ad oggi, bensì individuando nel Sud e nelle sue genti l'ipotetico "cancro" del sistema "Italia".

La cosa non è nuova.

Chi scrive ha vissuto con sofferenza l'inserimento al Nord e come tanti altri milioni di suoi simili può confermare che la discriminazione nei confronti di noi meridionali emigrati nel triangolo industriale è sempre stata praticata a partire dai cartelli "non si affitta ai meridionali" degli anni '50, fino alla preclusione quasi totale, mai scritta nei contratti di lavoro ma sempre praticata, delle mansioni di importanza dirigenziale in ogni tipologia di azienda.

Il meridionale al Nord, insomma, doveva essere relegato a lavori di basso livello; carne da lavoro, punto!

Se ci fu, e tuttora c'è, qualche eccezione, soprattutto nel settore Pubblico, essa conferma la regola.
Ma si rammenti bene: ieri come oggi il Governo del Paese è stato chiaramente e saldamente nelle mani di una stretta oligarchia tutta nordista che affonda le sue radici nella Società Nazionale promotrice del tanto celebrato "risorgimento".Si vedano i dati ministeriali.
A parte Aldo Moro e forse qualche altro raro rappresentante, il Sud ha potuto immettere nel circo "Barnum" della politica italiana solo uomini e donne dedite all'antica costumanza della pulizia del "fondo schiena" del padrone nordista.
Eppure, a parte gli emigrati all'estero, noi del Sud rappresentiamo il 65% della popolazione italiana (20 MLN al SUD e 18 MLN al Centro Nord).
Dunque noi del Sud produciamo il 65% del PIL nazionale ma non abbiamo la maggioranza del Consiglio d'Amministrazione del Paese!
Una situazione aberrante che non si trova in nessun'altro paese.
Oggi la carica pietrificata della presidenza della Repubblica dimostra in modo lampante la logica di acquiescenza del Sud rispetto al Nord.
Ma come!?

Urlano i leghisti incazzatissimi.

Ovunque vai nel Nord sono tutti meridionali: poliziotti, carabinieri, militari di professione, impiegati postali, giudici, negozianti, baristi, ristoratori, meccanici, idraulici, muratori, infermieri, INSEGNANTI!!!
La Lega Nord, che prende assurdamente il 30% dei suoi voti dal meridionale emigrato ( così loro dicono e ci crediamo), lo ripaga con denigranti sbeffeggiamenti.
Ascoltate, per credere, le loro trasmissioni radiofoniche di RadioPadaniaLibera e vergognatevi di essere appunto i-taliani.
E' vero noi del Sud non siamo italiani. Napoleone lo aveva capito bene fermando i confini del Regno d'Italia (1796/1802/1805/1815) proprio al Tronto. Noi del Sud non lo siamo mai stati. Infatti Italiani furono appunto i liberatori nordisti che prima con fattezze garibaldesche e poi savoiarde, conquistarono con il ferro ed il fuoco il ricco e pacifico Stato delle Due Sicilie per farsi "sciur" (signori..benestanti da pezzenti che erano) e diventare ciò che sono ora "ARROGANTI PADRONI" a spese del Sud.

La conquista l'hanno chiamata RISORGIMENTO (del NORD).

I conquistati, noi, abbiamo pagato tutte le spese e continuiamo a farlo ancora oggi.
E' il Sud che paga, Signori miei, il conto salato di una unificazione fatta da orribili avventurieri oggi santificati e proseguita da incapaci banchieri da gioco del "monopoli" ed improvvisati industriali buoni solo a fare officina da "cantina".
Fatta l'unità fu detto: Ora siamo tutti uguali!
Abbiamo provato questa uguaglianza nei banchi di scuola degli anni '50, con pesanti discriminazioni, scherniti ed emarginati.
Le cose cambiarono in meglio solo negli anni '70, quando negli stessi banchi di scuola la maggioranza fu dei ragazzi meridionali...
Cambiarono quando il boom economico voluto dal Nord a spese del Sud, comportò quella orrenda, immorale, incivile, anticostituzionale, emigrazione meridionale di oltre 10 MLN di individui.

Ancora oggi questa assurda diaspora dei meridionali verso il Nord prosegue senza sosta che impoverisce il SUD di oltre sei miliardi di € di PIL/annui, senza menzionare l'indotto, il mancato guadagno futuro ed il pesantissimo ed incalcolabile danno biologico procurato alle famiglie di origine.
Allora vi fu bisogno di aumentare in modo esponenziale il personale scolastico, amministrativo, postale e così via...accadde che la penuria di "figli del Nord" , tanto adorati e sponsorizzati dalla Lega, comportasse l'inevitabile moltiplicazione dei "travet" di sudista provenienza.
Fu quindi una necessità dell'economia del Nord ad imporre l'assunzione dei meridionali.

Fu una scelta da "tregenda" di cui oggi tutti vediamo i risultati fallimentari di un Paese sviluppato solo a metà, funzionante solo al Nord, culturalmente avanzato solo nel bacino delle Alpi con il limite inferiore di Firenze e Bologna.

E' semplicemente stomachevole che nessuno del Sud, che bazzichi anche se da umile servitore le stanze del potere parlamentare, prenda le difese di queste genti emigrate usate e schernite, oggi come non mai sulle pagine dei quotidiani. A già se lo facessero perderebbero il POSTO in men che meno!

Loro tengono famiglia e non è cosa da farsi nè da chiedersi.

Proprio stamattina 24 agosto 2008, si leggeva su La Repubblica On-line che la ministra Gelmini (bresciana) proponeva corsi di formazione per gli insegnanti meridionali vincitori di cattedre al Nord in quanto così come sono declasserebbero il livello culturale del Nord!
Che vergogna ho provato nei confronti della Gelmini e di tutti coloro che l'hanno spinta a tale affermazione.
Fosse anche vero che tra le decine di migliaia di docenti meridionali costretti ancora ad emigrare al Nord, perchè il Nord ne ha bisogno, li pretende perchè sennò la sua crescita economica imploderebbe, dovesse anche esserci qualche cialtrone raccomandato tuttora prossimo all'analfabetismo, beh questo non giustificherebbe comunque, e mai, la generalizzazione del declassamento.
Proprio mentre scrivevo, nel pomeriggio di oggi, arrivava puntuale la smentita della Gelmini...si sà antica tattica machiavellica, l'importante è dire ciò che si pensa anche se poi si smentisce; l'importante è che chi ha avuto orecchie per intendere abbia inteso.
Il federalismo fiscale che malcela l'ulteriore spremitura degli ultimi giovani residenti nel nostro Mezzogiorno, dicevamo, ha bisogno, per giustificarsi, di un federalismo parallelo di tipo razziale ovvero xenofobo.

Oggi tocca ai Professori, domani toccherà alle Forze dell'Ordine, poi alla Magistratura, poi ai professionsiti e così via.

I rappresentanti della minoranza dominante del Nord (meno del 30% del popolo i-taliano) hanno intrapreso un conflitto, per ora fortunatamente
ancora ideologico, contro la maggioranza (più del 65% del popolo i-taliano) di remissivi centromeridionali.

Questo conflitto noi sappiamo dove porterà e lo sanno anche loro:
alla disgregazione dell'unità d'Italia.

Noi di "per il SUD" nè ce ne dogliamo nè lo temiamo anzi, speriamo che essa sia la più celere possibile e che porti alla nascita di una nuova classe dirigente sia nel Nord sia nel Sud del Paese, una classe dirigente che pensi meno a sè stessa e più lealmente agli altri e soprattutto alle generazioni future.
Vengano dunque le necessarie dissacrazioni al Sud dei falsi padri della falsa patria...si scioglieranno così le catene del colonialismo nordista.

Domenico Iannantuoni
Partito "per il SUD"
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Noi di "per il SUD" lo avevamo già detto e scritto: tra breve per giustificare un federalismo egoista i partiti del Nord (e i partiti, quelli veri, sono tutti del Nord!), con a capo la Lega, fomenteranno l'Opinione Pubblica italiana contro i meridionali, per intenderci i nati dal fiume Tronto in giù e con questi i loro discendenti dai cognomi inequivocabili.
Dovranno giustificare, i "padroni della vaporiera Italia", il fallimento socio-economico del Paese non certo ammettendo le chiare colpe di un'inadatta "casta dirigente", tutta nordista a partire dal 1860/61 fino ad oggi, bensì individuando nel Sud e nelle sue genti l'ipotetico "cancro" del sistema "Italia".

La cosa non è nuova.

Chi scrive ha vissuto con sofferenza l'inserimento al Nord e come tanti altri milioni di suoi simili può confermare che la discriminazione nei confronti di noi meridionali emigrati nel triangolo industriale è sempre stata praticata a partire dai cartelli "non si affitta ai meridionali" degli anni '50, fino alla preclusione quasi totale, mai scritta nei contratti di lavoro ma sempre praticata, delle mansioni di importanza dirigenziale in ogni tipologia di azienda.

Il meridionale al Nord, insomma, doveva essere relegato a lavori di basso livello; carne da lavoro, punto!

Se ci fu, e tuttora c'è, qualche eccezione, soprattutto nel settore Pubblico, essa conferma la regola.
Ma si rammenti bene: ieri come oggi il Governo del Paese è stato chiaramente e saldamente nelle mani di una stretta oligarchia tutta nordista che affonda le sue radici nella Società Nazionale promotrice del tanto celebrato "risorgimento".Si vedano i dati ministeriali.
A parte Aldo Moro e forse qualche altro raro rappresentante, il Sud ha potuto immettere nel circo "Barnum" della politica italiana solo uomini e donne dedite all'antica costumanza della pulizia del "fondo schiena" del padrone nordista.
Eppure, a parte gli emigrati all'estero, noi del Sud rappresentiamo il 65% della popolazione italiana (20 MLN al SUD e 18 MLN al Centro Nord).
Dunque noi del Sud produciamo il 65% del PIL nazionale ma non abbiamo la maggioranza del Consiglio d'Amministrazione del Paese!
Una situazione aberrante che non si trova in nessun'altro paese.
Oggi la carica pietrificata della presidenza della Repubblica dimostra in modo lampante la logica di acquiescenza del Sud rispetto al Nord.
Ma come!?

Urlano i leghisti incazzatissimi.

Ovunque vai nel Nord sono tutti meridionali: poliziotti, carabinieri, militari di professione, impiegati postali, giudici, negozianti, baristi, ristoratori, meccanici, idraulici, muratori, infermieri, INSEGNANTI!!!
La Lega Nord, che prende assurdamente il 30% dei suoi voti dal meridionale emigrato ( così loro dicono e ci crediamo), lo ripaga con denigranti sbeffeggiamenti.
Ascoltate, per credere, le loro trasmissioni radiofoniche di RadioPadaniaLibera e vergognatevi di essere appunto i-taliani.
E' vero noi del Sud non siamo italiani. Napoleone lo aveva capito bene fermando i confini del Regno d'Italia (1796/1802/1805/1815) proprio al Tronto. Noi del Sud non lo siamo mai stati. Infatti Italiani furono appunto i liberatori nordisti che prima con fattezze garibaldesche e poi savoiarde, conquistarono con il ferro ed il fuoco il ricco e pacifico Stato delle Due Sicilie per farsi "sciur" (signori..benestanti da pezzenti che erano) e diventare ciò che sono ora "ARROGANTI PADRONI" a spese del Sud.

La conquista l'hanno chiamata RISORGIMENTO (del NORD).

I conquistati, noi, abbiamo pagato tutte le spese e continuiamo a farlo ancora oggi.
E' il Sud che paga, Signori miei, il conto salato di una unificazione fatta da orribili avventurieri oggi santificati e proseguita da incapaci banchieri da gioco del "monopoli" ed improvvisati industriali buoni solo a fare officina da "cantina".
Fatta l'unità fu detto: Ora siamo tutti uguali!
Abbiamo provato questa uguaglianza nei banchi di scuola degli anni '50, con pesanti discriminazioni, scherniti ed emarginati.
Le cose cambiarono in meglio solo negli anni '70, quando negli stessi banchi di scuola la maggioranza fu dei ragazzi meridionali...
Cambiarono quando il boom economico voluto dal Nord a spese del Sud, comportò quella orrenda, immorale, incivile, anticostituzionale, emigrazione meridionale di oltre 10 MLN di individui.

Ancora oggi questa assurda diaspora dei meridionali verso il Nord prosegue senza sosta che impoverisce il SUD di oltre sei miliardi di € di PIL/annui, senza menzionare l'indotto, il mancato guadagno futuro ed il pesantissimo ed incalcolabile danno biologico procurato alle famiglie di origine.
Allora vi fu bisogno di aumentare in modo esponenziale il personale scolastico, amministrativo, postale e così via...accadde che la penuria di "figli del Nord" , tanto adorati e sponsorizzati dalla Lega, comportasse l'inevitabile moltiplicazione dei "travet" di sudista provenienza.
Fu quindi una necessità dell'economia del Nord ad imporre l'assunzione dei meridionali.

Fu una scelta da "tregenda" di cui oggi tutti vediamo i risultati fallimentari di un Paese sviluppato solo a metà, funzionante solo al Nord, culturalmente avanzato solo nel bacino delle Alpi con il limite inferiore di Firenze e Bologna.

E' semplicemente stomachevole che nessuno del Sud, che bazzichi anche se da umile servitore le stanze del potere parlamentare, prenda le difese di queste genti emigrate usate e schernite, oggi come non mai sulle pagine dei quotidiani. A già se lo facessero perderebbero il POSTO in men che meno!

Loro tengono famiglia e non è cosa da farsi nè da chiedersi.

Proprio stamattina 24 agosto 2008, si leggeva su La Repubblica On-line che la ministra Gelmini (bresciana) proponeva corsi di formazione per gli insegnanti meridionali vincitori di cattedre al Nord in quanto così come sono declasserebbero il livello culturale del Nord!
Che vergogna ho provato nei confronti della Gelmini e di tutti coloro che l'hanno spinta a tale affermazione.
Fosse anche vero che tra le decine di migliaia di docenti meridionali costretti ancora ad emigrare al Nord, perchè il Nord ne ha bisogno, li pretende perchè sennò la sua crescita economica imploderebbe, dovesse anche esserci qualche cialtrone raccomandato tuttora prossimo all'analfabetismo, beh questo non giustificherebbe comunque, e mai, la generalizzazione del declassamento.
Proprio mentre scrivevo, nel pomeriggio di oggi, arrivava puntuale la smentita della Gelmini...si sà antica tattica machiavellica, l'importante è dire ciò che si pensa anche se poi si smentisce; l'importante è che chi ha avuto orecchie per intendere abbia inteso.
Il federalismo fiscale che malcela l'ulteriore spremitura degli ultimi giovani residenti nel nostro Mezzogiorno, dicevamo, ha bisogno, per giustificarsi, di un federalismo parallelo di tipo razziale ovvero xenofobo.

Oggi tocca ai Professori, domani toccherà alle Forze dell'Ordine, poi alla Magistratura, poi ai professionsiti e così via.

I rappresentanti della minoranza dominante del Nord (meno del 30% del popolo i-taliano) hanno intrapreso un conflitto, per ora fortunatamente
ancora ideologico, contro la maggioranza (più del 65% del popolo i-taliano) di remissivi centromeridionali.

Questo conflitto noi sappiamo dove porterà e lo sanno anche loro:
alla disgregazione dell'unità d'Italia.

Noi di "per il SUD" nè ce ne dogliamo nè lo temiamo anzi, speriamo che essa sia la più celere possibile e che porti alla nascita di una nuova classe dirigente sia nel Nord sia nel Sud del Paese, una classe dirigente che pensi meno a sè stessa e più lealmente agli altri e soprattutto alle generazioni future.
Vengano dunque le necessarie dissacrazioni al Sud dei falsi padri della falsa patria...si scioglieranno così le catene del colonialismo nordista.

Domenico Iannantuoni
Partito "per il SUD"

lunedì 25 agosto 2008

COMUNICATO STAMPA

Al via una confederazione dei principali partiti meridionalisti, già presenti con proprie liste alle elezioni nazionali del 13-14 Aprile 2008.

Sabato 30 Agosto alle 10,30 al Grand Hotel Lamezia di Lamezia Terme (di fronte la Stazione centrale), si svolgerà un incontro tra i dirigenti del Partito del Sud, Lega Sud e movimenti " Per il Sud", per promuovere un nuovo assetto confederale tra i diversi movimenti e concordare una condivisa strategia di azione finalizzata ad accelerare il processo di riscatto del Sud e del Popolo meridionale.

Il V.Coordinatore nazionale - Erasmo Vecchio.
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Al via una confederazione dei principali partiti meridionalisti, già presenti con proprie liste alle elezioni nazionali del 13-14 Aprile 2008.

Sabato 30 Agosto alle 10,30 al Grand Hotel Lamezia di Lamezia Terme (di fronte la Stazione centrale), si svolgerà un incontro tra i dirigenti del Partito del Sud, Lega Sud e movimenti " Per il Sud", per promuovere un nuovo assetto confederale tra i diversi movimenti e concordare una condivisa strategia di azione finalizzata ad accelerare il processo di riscatto del Sud e del Popolo meridionale.

Il V.Coordinatore nazionale - Erasmo Vecchio.

lunedì 28 luglio 2008

Tentano sempre di azzerare il nostro Statuto? - Generalizziamo la questione ai fratelli del "Sud"

Come non concordare con questo comunicato dei fratelli siciliani.
Oggi più che mai serve un soggetto politico forte, unitario e coeso fra i Partiti meridionalisti al di qua e al di la del faro che porti ,con la giusta forza, in sede nazionale, le nostre istanze di libertà e di riscatto.
Questo è ciò che necessita per la rinascita delle nostre Nazioni e per far ritrovare l'orgoglio di appartenenza nazionale alle nostre popolazioni.(PdSUD-ER)



Ormai è quasi certo. Il federalismo di Calderoli sarà una bufala per la Sicilia: niente applicazione del nostro Statuto (alla faccia della costituzione), niente Alta Corte, niente sconti energetici o proventi tributari su questi prodotti, niente di niente. Anzi, forse, persino la minaccia di toglierci il "pezzo di carta", una volta che ne chiediamo l'applicazione. Per il sud continentale poi si profila una vera e propria tragedia nazionale, l'ennesima, l'ultimo saccheggio.

Chi li difenderà? Chi ci difenderà?

Il PD, l'IDV? Non possono, hanno paura che una politica troppo meridionalistica faccia loro perdere voti al nord. Ma a noi non ce ne frega niente dei voti al nord!

L'MPA chiede, va riconosciuto, anche con fermezza, che il federalismo sia al contempo non troppo sfavorevole al sud e rispettoso degli statuti speciali esistenti.

Ma non lo ascoltano, non ne hanno bisogno:la ditta Berlusconi, Bossi e Tremonti va come un rullo compressore a colpi di fiducia, forte di un Parlamento fatto di camerieri e di veline, incapace di dire di no al "padrone" che li ha messi là, non scelti, in quanto individui, da nessuno!

E che può fare allora Lombardo? Impuntarsi, e nulla più. Avrà il coraggio di minacciare realmente ed eventualmente di mettere in atto una sua fuoriuscita dalla maggioranza se non gli concederanno neanche un minimo? Dovrebbe farlo, altrimenti è finita. Già stanno infatti progettando di farlo fuori dalle europee con lo sbarramento: anche se in Sicilia prendesse il 25 % non avrebbe ugualmente alcun diritto di tribuna (e dire che le liste autonomiste alle regionali hanno superato complessivamente il 22 %!).

Questo governo, che si preoccupa (giustamente) del diritto di tribuna della Sardegna e che vuole sopprimere ogni residua rappresentanza al Parlamento Europeo di una nazione (la Sicilia) più grande di metà degli stati europei, non promette nulla di buono.

E del resto lui, come noi, è l'unico che può fregarsene dei "voti al nord", della millantata "questione settentrionale".

Se hanno gli attributi i settentrionali chiedano la secessione, o altrimenti stiano in Italia da persone civili. Nel primo caso non saremo certo noi Siciliani a trattenerli.

Come fare, però, a conciliare la questione meridionale con la questione siciliana?

Come fare a salvare le prerogative e l'identità della Sicilia senza restare isolati dagli stessi meridionali, risultando minima parte elettorale?

Noi un suggerimento l'abbiamo, la carta vincente che risolve finalmente il dualismo italiano. Ne facciano gli autonomisti una bandiera! Escano allo scoperto i tanti pavidi ancora nascosti nei partiti nazionali. E sarà la vittoria.

Come? Semplicissimo: unire le 6 regioni meridionali continentali in un'unica "Macroregione" a statuto speciale CON L'IDENTICO STATUTO AUTONOMO DI CUI OGGI GODE LA SICILIA! Unica modifica potrebbe essere quella di unire la nostra e la loro "Alta Corte" in un'unica "Alta Corte delle Due Sicilie", con sede a Roma, a tutela della nostra e della loro autonomia. Se vogliono unirsi a questa lotta di liberazione i Sardi, ben vengano, ovviamente mantenendo come noi siciliani, ma anche più di noi, la loro autonomia e la loro specificità.In ogni caso mantenendo, come è sempre stata viva aspirazione dei Siciliani, le due regioni-stato distinte, i due Popoli delle Due Sicilie marcerebbero ora loro come un rullo compressore lasciando le briciole a Berlusconi e Veltroni che invece dovrebbero rifugiarsi dai loro tanto amati elettori del centro-nord!

Fratelli Napolitani, raccogliete questo nostro suggerimento!Studiate il nostro Statuto: sarà la Vostra libertà!

Modifichiamo appena l'art.1 Statuto Speciale della REGIONE NAPOLITANA "I Comuni della Repubblica Italiana il cui territorio già era ricompreso nella parte continentale del Regno delle Due Sicilie, ivi compresi Pontecorvo e Benevento, sono costituiti in regione autonoma... La città di Napoli è capoluogo della Regione...." e così via, con una sola modifica in seguito per unificare le due "Alte Corti".

Pensateci: avremo di nuovo Banco di Napoli e Banco di Sicilia rifondati che emetterano moneta pubblica e non soggetta a signoraggio (art. 40 statuto); avremo ciascuno un nostro ordinamento tributario sovrano (36); le imprese che avranno sede fuori dalla regione dovranno versare le imposte in base al reddito prodotto o ai consumi manifestati nella regione (37) e non in base alla sede legale; con la potestà esclusiva nelle scuole elementari potremmo ricreare l'identità negata dei nostri popoli; tutte le funzioni statali nel territorio passerebbero alle regioni che diventerebbero così semi-indipendenti e non continuiamo solo per brevità. E così i "padagni" non rompono più.Chiediamo solo ai cittadini dell'Aquila, di Campobasso, di Bari, di Potenza e di Catanzaro, di mettere da parte i campanilismi che servono solo al malgoverno italiano per mantenere inoffensivi e divisi i "meridionali". Le attuali province possono bene ereditare le funzioni amministrative delle regioni e trasformarsi in "liberi consorzi di comuni" come in Sicilia. Potrete proclamare lingua ufficiale, accanto all'Italiano, il Napoletano (parlato e compreso dappertutto, in diverse varianti, tranne in Calabria e in Salento, dove potreste/dovreste riconoscere il Siciliano nelle sue due varianti locali).

L'Italia può forse reprimere 5 milioni di Siciliani, ma non potrà mai reprimerne 5 + 14 di DuoSiciliani.

Se non avrete mire "imperialistiche" sulla Sicilia che come in altri tempi ci porterebbero alla rovina, nessuno potrà fermarci.

Noi non siamo poveri per natura, lo siamo perché depredati di tutto. Spezziamo insieme le catene del colonialismo italico.

Viva la Sicilia! Viva la Napolitania! Viva le Due Sicilie!

Ufficio stampa
L'ALTRA SICILIA
- Antudo
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Come non concordare con questo comunicato dei fratelli siciliani.
Oggi più che mai serve un soggetto politico forte, unitario e coeso fra i Partiti meridionalisti al di qua e al di la del faro che porti ,con la giusta forza, in sede nazionale, le nostre istanze di libertà e di riscatto.
Questo è ciò che necessita per la rinascita delle nostre Nazioni e per far ritrovare l'orgoglio di appartenenza nazionale alle nostre popolazioni.(PdSUD-ER)



Ormai è quasi certo. Il federalismo di Calderoli sarà una bufala per la Sicilia: niente applicazione del nostro Statuto (alla faccia della costituzione), niente Alta Corte, niente sconti energetici o proventi tributari su questi prodotti, niente di niente. Anzi, forse, persino la minaccia di toglierci il "pezzo di carta", una volta che ne chiediamo l'applicazione. Per il sud continentale poi si profila una vera e propria tragedia nazionale, l'ennesima, l'ultimo saccheggio.

Chi li difenderà? Chi ci difenderà?

Il PD, l'IDV? Non possono, hanno paura che una politica troppo meridionalistica faccia loro perdere voti al nord. Ma a noi non ce ne frega niente dei voti al nord!

L'MPA chiede, va riconosciuto, anche con fermezza, che il federalismo sia al contempo non troppo sfavorevole al sud e rispettoso degli statuti speciali esistenti.

Ma non lo ascoltano, non ne hanno bisogno:la ditta Berlusconi, Bossi e Tremonti va come un rullo compressore a colpi di fiducia, forte di un Parlamento fatto di camerieri e di veline, incapace di dire di no al "padrone" che li ha messi là, non scelti, in quanto individui, da nessuno!

E che può fare allora Lombardo? Impuntarsi, e nulla più. Avrà il coraggio di minacciare realmente ed eventualmente di mettere in atto una sua fuoriuscita dalla maggioranza se non gli concederanno neanche un minimo? Dovrebbe farlo, altrimenti è finita. Già stanno infatti progettando di farlo fuori dalle europee con lo sbarramento: anche se in Sicilia prendesse il 25 % non avrebbe ugualmente alcun diritto di tribuna (e dire che le liste autonomiste alle regionali hanno superato complessivamente il 22 %!).

Questo governo, che si preoccupa (giustamente) del diritto di tribuna della Sardegna e che vuole sopprimere ogni residua rappresentanza al Parlamento Europeo di una nazione (la Sicilia) più grande di metà degli stati europei, non promette nulla di buono.

E del resto lui, come noi, è l'unico che può fregarsene dei "voti al nord", della millantata "questione settentrionale".

Se hanno gli attributi i settentrionali chiedano la secessione, o altrimenti stiano in Italia da persone civili. Nel primo caso non saremo certo noi Siciliani a trattenerli.

Come fare, però, a conciliare la questione meridionale con la questione siciliana?

Come fare a salvare le prerogative e l'identità della Sicilia senza restare isolati dagli stessi meridionali, risultando minima parte elettorale?

Noi un suggerimento l'abbiamo, la carta vincente che risolve finalmente il dualismo italiano. Ne facciano gli autonomisti una bandiera! Escano allo scoperto i tanti pavidi ancora nascosti nei partiti nazionali. E sarà la vittoria.

Come? Semplicissimo: unire le 6 regioni meridionali continentali in un'unica "Macroregione" a statuto speciale CON L'IDENTICO STATUTO AUTONOMO DI CUI OGGI GODE LA SICILIA! Unica modifica potrebbe essere quella di unire la nostra e la loro "Alta Corte" in un'unica "Alta Corte delle Due Sicilie", con sede a Roma, a tutela della nostra e della loro autonomia. Se vogliono unirsi a questa lotta di liberazione i Sardi, ben vengano, ovviamente mantenendo come noi siciliani, ma anche più di noi, la loro autonomia e la loro specificità.In ogni caso mantenendo, come è sempre stata viva aspirazione dei Siciliani, le due regioni-stato distinte, i due Popoli delle Due Sicilie marcerebbero ora loro come un rullo compressore lasciando le briciole a Berlusconi e Veltroni che invece dovrebbero rifugiarsi dai loro tanto amati elettori del centro-nord!

Fratelli Napolitani, raccogliete questo nostro suggerimento!Studiate il nostro Statuto: sarà la Vostra libertà!

Modifichiamo appena l'art.1 Statuto Speciale della REGIONE NAPOLITANA "I Comuni della Repubblica Italiana il cui territorio già era ricompreso nella parte continentale del Regno delle Due Sicilie, ivi compresi Pontecorvo e Benevento, sono costituiti in regione autonoma... La città di Napoli è capoluogo della Regione...." e così via, con una sola modifica in seguito per unificare le due "Alte Corti".

Pensateci: avremo di nuovo Banco di Napoli e Banco di Sicilia rifondati che emetterano moneta pubblica e non soggetta a signoraggio (art. 40 statuto); avremo ciascuno un nostro ordinamento tributario sovrano (36); le imprese che avranno sede fuori dalla regione dovranno versare le imposte in base al reddito prodotto o ai consumi manifestati nella regione (37) e non in base alla sede legale; con la potestà esclusiva nelle scuole elementari potremmo ricreare l'identità negata dei nostri popoli; tutte le funzioni statali nel territorio passerebbero alle regioni che diventerebbero così semi-indipendenti e non continuiamo solo per brevità. E così i "padagni" non rompono più.Chiediamo solo ai cittadini dell'Aquila, di Campobasso, di Bari, di Potenza e di Catanzaro, di mettere da parte i campanilismi che servono solo al malgoverno italiano per mantenere inoffensivi e divisi i "meridionali". Le attuali province possono bene ereditare le funzioni amministrative delle regioni e trasformarsi in "liberi consorzi di comuni" come in Sicilia. Potrete proclamare lingua ufficiale, accanto all'Italiano, il Napoletano (parlato e compreso dappertutto, in diverse varianti, tranne in Calabria e in Salento, dove potreste/dovreste riconoscere il Siciliano nelle sue due varianti locali).

L'Italia può forse reprimere 5 milioni di Siciliani, ma non potrà mai reprimerne 5 + 14 di DuoSiciliani.

Se non avrete mire "imperialistiche" sulla Sicilia che come in altri tempi ci porterebbero alla rovina, nessuno potrà fermarci.

Noi non siamo poveri per natura, lo siamo perché depredati di tutto. Spezziamo insieme le catene del colonialismo italico.

Viva la Sicilia! Viva la Napolitania! Viva le Due Sicilie!

Ufficio stampa
L'ALTRA SICILIA
- Antudo

domenica 27 luglio 2008

31 Luglio 2008 nasce la Confederazione..?


Per il giorno 31 Luglio è stato fissato l’incontro per la sottoscrizione della Confederazione dei partiti:

“Per il SUD”,
“Altra Sicilia”,
“PdSUD”,
”Lega Sud Ausonia”,
“Sud Libero”.

Credo che sia un risultato importante.

Domenico Iannantuoni

www.perilsud.net
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Per il giorno 31 Luglio è stato fissato l’incontro per la sottoscrizione della Confederazione dei partiti:

“Per il SUD”,
“Altra Sicilia”,
“PdSUD”,
”Lega Sud Ausonia”,
“Sud Libero”.

Credo che sia un risultato importante.

Domenico Iannantuoni

www.perilsud.net

lunedì 7 luglio 2008

In merito all' aggregazione.



Noi di "per il SUD" abbiamo tenuto a precisare che ogni iniziativa in merito dovrà essere assunta dal nuovo CD che sarà eletto il 7/9/2008 Seguiranno ulteriori dettagli.
Domenico Iannantuoni
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Noi di "per il SUD" abbiamo tenuto a precisare che ogni iniziativa in merito dovrà essere assunta dal nuovo CD che sarà eletto il 7/9/2008 Seguiranno ulteriori dettagli.
Domenico Iannantuoni

mercoledì 2 luglio 2008

VERSO L'AGGREGAZIONE !!!!


Si è concluso positivamente il secondo incontro tra le forze politiche ad indirizzo meridionalista tenutosi a Napoli presso l’Hotel Terme di Agnano il giorno 28 giugno. Compatibilmente con gli impegni assunti da ogni singola formazione nei confronti della propria base, si ha ragione di ritenere che entro la fine di settembre pv, e forse con un paio di settimane di anticipo, l’aggregazione potrà diventare una realtà. Sono ora allo studio ipotesi di contrassegno da sottoporre ad approvazione nonchè armonizzazioni dei rispettivi programmi politici che saranno oggetto di dibattito durante la prossima assise che si terrà presumibilmente entro la fine di questo mese.

Domenico Iannantuoni
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Si è concluso positivamente il secondo incontro tra le forze politiche ad indirizzo meridionalista tenutosi a Napoli presso l’Hotel Terme di Agnano il giorno 28 giugno. Compatibilmente con gli impegni assunti da ogni singola formazione nei confronti della propria base, si ha ragione di ritenere che entro la fine di settembre pv, e forse con un paio di settimane di anticipo, l’aggregazione potrà diventare una realtà. Sono ora allo studio ipotesi di contrassegno da sottoporre ad approvazione nonchè armonizzazioni dei rispettivi programmi politici che saranno oggetto di dibattito durante la prossima assise che si terrà presumibilmente entro la fine di questo mese.

Domenico Iannantuoni

martedì 1 luglio 2008

VERSO L'AGGREGAZIONE !!!!


COMUNICATO STAMPA

Lega Sud Ausonia, Partito del Sud, Partito “Per il Sud”, L'Altra Sicilia e Sud Libero; formazioni che hanno partecipato alle ultime elezioni politiche 2006 e 2008 sia in Italia sia all'Estero, con proprie liste e con propri mezzi, allo scopo di confermare un impegno politico volto al necessario ed improcrastinabile rinascimento dell'economia Mediterrenea e quindi di tutte le regioni del SUD ITALIA, si sono date convegno Sabato 28 all’Hotel delle Terme di Agnano (Napoli) nel rispetto di quanto già concordato nel precedente incontro di Roma dello scorso 9 Maggio 2008.Le finalità di questo secondo incontro sono state quelle di discutere le linee guida di un comune percorso politico volto a dare al Sud un soggetto meridionalista che, nell’ambito dell'imminente riforma federalista del paese, restituisca al Sud dignità di autonomia decisionale e concretezza di azioni per un suo vero sviluppo economico. Un progetto che vede coinvolte anche le comunità meridionali residenti nel Nord Italia ed all'Estero, nella comune partecipazione alla rinascita di un grande Sud che sappiamo possedere in sé tutte le potenzialità e le energie per diventare cerniera tra l’Europa ed i paesi del Mediterraneo. All’incontro, noto a tutte le formazioni politiche parlamentari, ha partecipato, quale autorevole osservatore, l’On.Giacomo Chiappori, Segretario federale di Alleanza Federalista, un movimento politico a carattere nazionale che intende sostenere le istanze di diritto allo sviluppo del nostro SUD aprendo rapporti di pari dignità con le espressioni meridionaliste del Sud Italia. Stante l'evidente concordia politica dei rispettivi programmi elettorali, Domenico Iannantuoni (PER IL SUD),Francesco Paolo Catania (L'Altra Sicilia), Erasmo Vecchio ed Antonio Ciano (PdSUD), Gianfranco Vestuto (LEGA SUD AUSONIA) e Peppe Quaranta (SUD LIBERO), hanno espresso l’impegno dei loro gruppi a condividere un progetto comune a partire dalle prossime elezioni europee e siglare un patto confederale entro la fine di settembre pv.
Catania, 1 Luglio 2008
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COMUNICATO STAMPA

Lega Sud Ausonia, Partito del Sud, Partito “Per il Sud”, L'Altra Sicilia e Sud Libero; formazioni che hanno partecipato alle ultime elezioni politiche 2006 e 2008 sia in Italia sia all'Estero, con proprie liste e con propri mezzi, allo scopo di confermare un impegno politico volto al necessario ed improcrastinabile rinascimento dell'economia Mediterrenea e quindi di tutte le regioni del SUD ITALIA, si sono date convegno Sabato 28 all’Hotel delle Terme di Agnano (Napoli) nel rispetto di quanto già concordato nel precedente incontro di Roma dello scorso 9 Maggio 2008.Le finalità di questo secondo incontro sono state quelle di discutere le linee guida di un comune percorso politico volto a dare al Sud un soggetto meridionalista che, nell’ambito dell'imminente riforma federalista del paese, restituisca al Sud dignità di autonomia decisionale e concretezza di azioni per un suo vero sviluppo economico. Un progetto che vede coinvolte anche le comunità meridionali residenti nel Nord Italia ed all'Estero, nella comune partecipazione alla rinascita di un grande Sud che sappiamo possedere in sé tutte le potenzialità e le energie per diventare cerniera tra l’Europa ed i paesi del Mediterraneo. All’incontro, noto a tutte le formazioni politiche parlamentari, ha partecipato, quale autorevole osservatore, l’On.Giacomo Chiappori, Segretario federale di Alleanza Federalista, un movimento politico a carattere nazionale che intende sostenere le istanze di diritto allo sviluppo del nostro SUD aprendo rapporti di pari dignità con le espressioni meridionaliste del Sud Italia. Stante l'evidente concordia politica dei rispettivi programmi elettorali, Domenico Iannantuoni (PER IL SUD),Francesco Paolo Catania (L'Altra Sicilia), Erasmo Vecchio ed Antonio Ciano (PdSUD), Gianfranco Vestuto (LEGA SUD AUSONIA) e Peppe Quaranta (SUD LIBERO), hanno espresso l’impegno dei loro gruppi a condividere un progetto comune a partire dalle prossime elezioni europee e siglare un patto confederale entro la fine di settembre pv.
Catania, 1 Luglio 2008

sabato 28 giugno 2008

VERSO L'AGGREGAZIONE ?


Si rende noto che il giorno 28/06/2008. alle ore 10,30, presso l'Hotel delle Terme di Agnano (Napoli) i rappresentanti del : partito per il SUD, Partito del SUD, Lega SUD Ausonia, l'Altra Sicilia, SUD libero, terranno una Conferenza Programmatica con lo scopo di promuovere un primo documento riassuntivo di alcune proposte di legge necessarie al rilancio dell'economia del SUD Italia e a tutelare il suo Costituzionale Diritto allo sviluppo. Per informazioni telefonare al 3384146300.
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Si rende noto che il giorno 28/06/2008. alle ore 10,30, presso l'Hotel delle Terme di Agnano (Napoli) i rappresentanti del : partito per il SUD, Partito del SUD, Lega SUD Ausonia, l'Altra Sicilia, SUD libero, terranno una Conferenza Programmatica con lo scopo di promuovere un primo documento riassuntivo di alcune proposte di legge necessarie al rilancio dell'economia del SUD Italia e a tutelare il suo Costituzionale Diritto allo sviluppo. Per informazioni telefonare al 3384146300.

giovedì 19 giugno 2008

VERSO L'AGGREGAZIONE?

Si rende noto che il giorno 28/06/2008. alle ore 10,30, presso l'Hotel delle Terme di Agnano (Napoli) i rappresentanti del : partito per il SUD, Partito del SUD, Lega SUD Ausonia, l'Altra Sicilia, SUD libero, terranno una Conferenza Programmatica con lo scopo di promuovere un primo documento riassuntivo di alcune proposte di legge necessarie al rilancio dell'economia del SUD Italia e a tutelare il suo Costituzionale Diritto allo sviluppo. Per informazioni telefonare al 3384146300.
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Si rende noto che il giorno 28/06/2008. alle ore 10,30, presso l'Hotel delle Terme di Agnano (Napoli) i rappresentanti del : partito per il SUD, Partito del SUD, Lega SUD Ausonia, l'Altra Sicilia, SUD libero, terranno una Conferenza Programmatica con lo scopo di promuovere un primo documento riassuntivo di alcune proposte di legge necessarie al rilancio dell'economia del SUD Italia e a tutelare il suo Costituzionale Diritto allo sviluppo. Per informazioni telefonare al 3384146300.

lunedì 26 maggio 2008

PER IL SUD FAVOREVOLE ALL'AGGREGAZIONE


NAPOLI (NA) 25/05/2008 - L'assemblea del Consiglio Nazionale di "per il SUD", tenutasi a Napoli il 24/05/2008 presso l'hotel Europa ha deliberato a maggioranza assoluta dei presenti l'avallo all'iniziativa di aggregazione promossa da: "per il SUD", Lega Sud Ausonia, L'Altra Sicilia, Sud Libero, Partito del Sud. In tale contesto ha anche stabilito che il Congresso nazionale per la nomina del nuovo Consiglio Nazionale di "per il SUD" si terrà il giorno 7/10/2008.

Seguirà Comunicato Stampa.

Perilsud.it
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NAPOLI (NA) 25/05/2008 - L'assemblea del Consiglio Nazionale di "per il SUD", tenutasi a Napoli il 24/05/2008 presso l'hotel Europa ha deliberato a maggioranza assoluta dei presenti l'avallo all'iniziativa di aggregazione promossa da: "per il SUD", Lega Sud Ausonia, L'Altra Sicilia, Sud Libero, Partito del Sud. In tale contesto ha anche stabilito che il Congresso nazionale per la nomina del nuovo Consiglio Nazionale di "per il SUD" si terrà il giorno 7/10/2008.

Seguirà Comunicato Stampa.

Perilsud.it

martedì 13 maggio 2008

UN'UNICA GRANDE BANDIERA DEL SUD E PER IL SUD


Si è parlato tanto, per troppi anni, senza mai arrivare ad un momento di aggregazione come questo. Tutti lo immaginavamo in cuor nostro e speravano che ciò accadesse da un momento all’altro. Finalmente questo momento è giunto.

Seduti al tavolo della discussione, spogliati di ogni pregiudizio, abbiamo scoperto la nostra uguaglianza di intenti, riscontrato il medesimo progetto politico ed un pari entusiasmo per il lavoro fatto e che ci aspetta ancora per il rinascimento del nostro SUD. Nessun distinguo, nessuno screzio. Nessun “capo” a quel tavolo, solo semplici guide, tra loro uguali, che lungo diversi e difficili percorsi hanno portato ad una prima meta, la stessa, i loro compagni di viaggio. Riuniti sotto diverse bandiere che dichiarano gli stessi ideali, abbiamo segnato un nuovo comune punto di partenza. Siamo certi che questi cinque contrassegni tra di loro mischiati non resteranno soli, insieme a tanti altri formeranno tra breve un’unica grande bandiera del SUD e per il SUD.

Iannantuoni, Catania, Vecchio, Vestuto, Quaranta

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Si è parlato tanto, per troppi anni, senza mai arrivare ad un momento di aggregazione come questo. Tutti lo immaginavamo in cuor nostro e speravano che ciò accadesse da un momento all’altro. Finalmente questo momento è giunto.

Seduti al tavolo della discussione, spogliati di ogni pregiudizio, abbiamo scoperto la nostra uguaglianza di intenti, riscontrato il medesimo progetto politico ed un pari entusiasmo per il lavoro fatto e che ci aspetta ancora per il rinascimento del nostro SUD. Nessun distinguo, nessuno screzio. Nessun “capo” a quel tavolo, solo semplici guide, tra loro uguali, che lungo diversi e difficili percorsi hanno portato ad una prima meta, la stessa, i loro compagni di viaggio. Riuniti sotto diverse bandiere che dichiarano gli stessi ideali, abbiamo segnato un nuovo comune punto di partenza. Siamo certi che questi cinque contrassegni tra di loro mischiati non resteranno soli, insieme a tanti altri formeranno tra breve un’unica grande bandiera del SUD e per il SUD.

Iannantuoni, Catania, Vecchio, Vestuto, Quaranta

UNA ASSEMBLEA COSTITUENTE PER UN GRANDE MOVIMENTO DEL SUD


13/05/2008

COMUNICATO STAMPA


Roma 9/05/2008 - "Il Sud non è rappresentato dall'attuale classe dirigente e deve dotarsi immediatamente di un nuovo e forte soggetto politico capace di esprimere un progetto autonomista di valenza europea, che metta in moto nuovi processi produttivi in sintonia con le naturali vocazioni territoriali del Mezzogiorno e del Mediterraneo e che restituisca a quest'area e ai suoi popoli quel diritto allo sviluppo finora negato". A questo comune convincimento è giunta la prima "assise" dei principali movimenti e partiti autonomisti del Sud, tenutasi a Roma (Venerdì 9 maggio 2008). Presenti Domenico Iannantuoni (Per il Sud), Erasmo Vecchio e Antonio Ciano (Partito del Sud), Giuseppe Quaranta (Sud Libero), Francesco Paolo Catania (L'Altra Sicilia) e Gianfranco Vestuto (Lega Sud Ausonia).
I convenuti hanno deciso di dar vita ad un coordinamento unitario dei vari movimenti autonomisti,indipendentisti e federalisti del Sud, al fine di arrivare rapidamente all'assemblea costituente del nuovo soggetto politico anche in prospettiva delle prossime elezioni europee del 2009.

Coordinamento Costituente "Movimento Meridionalista"

ufficio stampa 348.7237078 - 338.4146300 - 337.957144 - 328.0562581 - 0032475810756
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13/05/2008

COMUNICATO STAMPA


Roma 9/05/2008 - "Il Sud non è rappresentato dall'attuale classe dirigente e deve dotarsi immediatamente di un nuovo e forte soggetto politico capace di esprimere un progetto autonomista di valenza europea, che metta in moto nuovi processi produttivi in sintonia con le naturali vocazioni territoriali del Mezzogiorno e del Mediterraneo e che restituisca a quest'area e ai suoi popoli quel diritto allo sviluppo finora negato". A questo comune convincimento è giunta la prima "assise" dei principali movimenti e partiti autonomisti del Sud, tenutasi a Roma (Venerdì 9 maggio 2008). Presenti Domenico Iannantuoni (Per il Sud), Erasmo Vecchio e Antonio Ciano (Partito del Sud), Giuseppe Quaranta (Sud Libero), Francesco Paolo Catania (L'Altra Sicilia) e Gianfranco Vestuto (Lega Sud Ausonia).
I convenuti hanno deciso di dar vita ad un coordinamento unitario dei vari movimenti autonomisti,indipendentisti e federalisti del Sud, al fine di arrivare rapidamente all'assemblea costituente del nuovo soggetto politico anche in prospettiva delle prossime elezioni europee del 2009.

Coordinamento Costituente "Movimento Meridionalista"

ufficio stampa 348.7237078 - 338.4146300 - 337.957144 - 328.0562581 - 0032475810756

lunedì 12 maggio 2008

COLLOQUI IN CORSO......












Il giorno 9 Maggio, a Roma, presso l'Hotel Villa Pamphli, si sono riuniti i presidenti e segretari di "per il SUD", Lega SUD, SUD libero e Partito del SUD, per verificare l'esistenza dei presupposti politici ed organizzativi volti ad una eventuale aggregazione tra i diversi soggetti citati. Seguirà a breve un congiunto Comunicato Stampa.
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Il giorno 9 Maggio, a Roma, presso l'Hotel Villa Pamphli, si sono riuniti i presidenti e segretari di "per il SUD", Lega SUD, SUD libero e Partito del SUD, per verificare l'esistenza dei presupposti politici ed organizzativi volti ad una eventuale aggregazione tra i diversi soggetti citati. Seguirà a breve un congiunto Comunicato Stampa.

 
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