PdelSUD
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sottoscritto e firmato dai Presidenti
COMUNICATO STAMPA Dopo un percorso durato alcuni mesi, anche con incontri diretti sempre all'insegna della cordiale collaborazione...
La campagna di adesione al Partito del Sud è ripresa, con il nuovo tesseramento, da gennaio.
Scopri Perchè sostenerci
I sud del mondo hanno tutti in comune il medesimo destino, sono stati conquistati, sfruttati depredati e abbandonati a loro stessi. Il partito del sud è convinto che la solidarietà e l'accoglienza siano un dovere perchè ogni essere umano ha diritto a vivere una vita dignitosa
Solo 6 euro per ogni 100 di spesa restano alle imprese del sud, diamo ai nostri figli la possibilità di restare nella loro terra. Sei tu a fare la scelta. COMPRA PRODOTTI DEL SUD. Prima di acquistare un prodotto guarda etichetta, scegli aziende con sede e stabilimenti nel sud Italia
Forse sono troppo ingenua, o forse la mia idea di fare politica è distante anni luce da come realmente essa va fatta, piena di sgomitate, pugni sui denti, denigrazioni, colpi bassi, accuse gratuite, per poi dichiarare, con candida ipocrisia, che tutto quanto affermato, in totale dispregio e della mia persona che in quella di mio marito, non corrispondeva a verità. Ripeto forse è cosí che va fatta la politica mentre per me, che sono poco piú di una principiante, era stata affrontata come don Chisciotte contro i mulini a vento, credendo che il mio amore smisurato per Napoli e per il Sud bastasse e mai avrei immaginato simili sconcezze.
Il nemico per me era altro, era tutto quanto era stato perpetrato al Sud e che ancora continua, grazie anche all’aiuto che viene proprio, paradossalmente, da quanti si dichiarano pronti a dare la vita pur di vederne il riscatto, ma che nei fatti dimostrano quanto essi siano distanti da tale idea e che in realtà loro perseguono solo quello che negli animali viene definita come "marcatura del territorio" fosse anche solo per l’idea che l’essere definito capo, magari di una decina di anonimi e inoffensivi adepti, sia per loro sinonimo di conquista.
È strano, ma avevo sempre pensato che chiunque si battesse per i miei stessi ideali non potesse rappresentare il nemico, che riconosco in tutti coloro i quali continuano il saccheggio del Sud, ma evidentemente o avevo sopravvalutato loro o avevo sopravvalutato me, peccando di presunzione, ritenendoli capaci di superare ogni piú basso istinto animale, elevandoli ad un gradino sui quali si collocano molti condottieri che hanno fatto dell’umiltà il loro punto di forza, vedi Gandhi, il Dalai Lama, etc. etc., ma forse mi sono spinta troppo in alto.
Altresí intravvedevo nella mia idea utopistica anche il ringraziamento reciproco per gli sforzi comuni, chi nei Movimenti, chi nei Partiti (piccoli o grandi che siano poco importa), chi in 20 anni di lavoro divulgativo, con conseguenti sbeffeggiamenti e discussioni animate, insomma in una parola credevo davvero che ci sentissimo tutti, "fratelli del Sud", e non "fratelli d’italia" e laddove ce ne fosse stato bisogno, l’uno sarebbe intervenuto a dare man forte all’altro, per il Sud e con il Sud, trovandoci collaborativi e non competitivi.
Comunque per mantenermi piú bassa, fino a quando ci sarà solo sete di protagonismo, fine a sé stesso, la lega nord potrà dormire sonni tranquilli.
Annamaria Pisapia
Fonte: DueSicilie.org
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Forse sono troppo ingenua, o forse la mia idea di fare politica è distante anni luce da come realmente essa va fatta, piena di sgomitate, pugni sui denti, denigrazioni, colpi bassi, accuse gratuite, per poi dichiarare, con candida ipocrisia, che tutto quanto affermato, in totale dispregio e della mia persona che in quella di mio marito, non corrispondeva a verità. Ripeto forse è cosí che va fatta la politica mentre per me, che sono poco piú di una principiante, era stata affrontata come don Chisciotte contro i mulini a vento, credendo che il mio amore smisurato per Napoli e per il Sud bastasse e mai avrei immaginato simili sconcezze.
Il nemico per me era altro, era tutto quanto era stato perpetrato al Sud e che ancora continua, grazie anche all’aiuto che viene proprio, paradossalmente, da quanti si dichiarano pronti a dare la vita pur di vederne il riscatto, ma che nei fatti dimostrano quanto essi siano distanti da tale idea e che in realtà loro perseguono solo quello che negli animali viene definita come "marcatura del territorio" fosse anche solo per l’idea che l’essere definito capo, magari di una decina di anonimi e inoffensivi adepti, sia per loro sinonimo di conquista.
È strano, ma avevo sempre pensato che chiunque si battesse per i miei stessi ideali non potesse rappresentare il nemico, che riconosco in tutti coloro i quali continuano il saccheggio del Sud, ma evidentemente o avevo sopravvalutato loro o avevo sopravvalutato me, peccando di presunzione, ritenendoli capaci di superare ogni piú basso istinto animale, elevandoli ad un gradino sui quali si collocano molti condottieri che hanno fatto dell’umiltà il loro punto di forza, vedi Gandhi, il Dalai Lama, etc. etc., ma forse mi sono spinta troppo in alto.
Altresí intravvedevo nella mia idea utopistica anche il ringraziamento reciproco per gli sforzi comuni, chi nei Movimenti, chi nei Partiti (piccoli o grandi che siano poco importa), chi in 20 anni di lavoro divulgativo, con conseguenti sbeffeggiamenti e discussioni animate, insomma in una parola credevo davvero che ci sentissimo tutti, "fratelli del Sud", e non "fratelli d’italia" e laddove ce ne fosse stato bisogno, l’uno sarebbe intervenuto a dare man forte all’altro, per il Sud e con il Sud, trovandoci collaborativi e non competitivi.
Comunque per mantenermi piú bassa, fino a quando ci sarà solo sete di protagonismo, fine a sé stesso, la lega nord potrà dormire sonni tranquilli.
Annamaria Pisapia
Fonte: DueSicilie.org
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Un saluto a Pino Aprile che, nonostante le difficoltà della vita ,oggi, è qui con noi, e questo è un segno tangibile di affetto nei confronti del sud, e fatemelo dire, anche del nostro partito.
Ebbene, come
Ebbene 150 anni fa, quando si stabilì il tesoro italiano, che fu praticamente accorpato al Regno di Sardegna e poi al sedicente Regno d’Italia, le casse italiane, il tesoro era composto da 668 milioni di lire, ben 463 di quei 668 milioni appartenevano al Regno delle Due Sicilie.
Da noi la disoccupazione non esisteva, anzi vi era molta immigrazione dai paesi del nord e dall’Europa verso il Sud. La nostra industria era potente allora. Qui in Sicilia vi erano industrie di precisione. Ebbene, ci è stata smantellata quell’industria. Solo nella provincia di Terra di lavoro vi erano 5000 fabbriche, cartiere, industrie tessili con 4500 operai, e la manodopera non era a buon prezzo, era quella di quei tempi, però lavoravano 8 ore al giorno i nostri operai, in Inghilterra ne lavoravano 16. L’Inghilterra è stata quella che ,tramite la massoneria, ha praticamente invaso, insieme ai piemontesi. le nostre terre. Ci hanno tolto la libertà, ci hanno tolto le fabbriche. C’era una ricchissima agricoltura, vi lavoravano 3 milioni di contadini, 2 milioni e mezzo nel continente e 500.000 qui in Sicilia. L’apparato industriale era formato da un 1 milione e 500.000 operai nel continente e 500.000 qui in Sicilia. Quello che ci dicono di un Nord ricco non è vero,
Ecco, perché ho fatto questa introduzione?
Perché dopo poco tempo da questa invasione, è cominciata la ribellione del sud proprio attraverso quella classe contadina, che si è sentita usurpata, perché i piemontesi hanno accorpato prima e poi hanno venduto le terre demaniali ed ecclesiastiche che stavano quaggiù. Ebbene, in 4 anni, hanno espropriato 400 conventi con tutte le proprietà terriere, e le hanno vendute ai latifondisti del tempo. I contadini che lavoravano in quelle terre sono stati cacciati, e sono andati assieme ai soldati, anche se borbonici, a combattere contro l’invasore che li aveva affamati. Ci sono state repressioni inaudite, stragi, stragi inaudite. La mia città Gaeta ,in tre mesi di assedio, ha avuto 3000 morti civili e 1000 soldati borbonici e 41 soldati piemontesi morti, con la città completamente rasa al suolo. E non c’è stata solo Gaeta, perché quando le stragi cominciarono al Nord, a Genova nel 1849 l’esercito piemontese, anzi , Vittorio Emanuele II, quello che chiamavano “Re galantuomo”, il padre della patria, mandò 30.000 bersaglieri a Genova a scannare 700 repubblicani che stavano reclamando l’antica libertà della Repubblica di Genova.
Ecco, la repressione dei repubblicani è stata feroce in tutti i tempi durante il Regno dei Savoia. Quella che vorrei ricordare qui in Sicilia, è quella a Castellamare del Golfo. Nel 1862 c’è stata una rivolta repubblicana. Avanzavano questi dimostranti contadini, con la bandiera rossa, perché rappresentava la repubblica ,a quel tempo. Furono fucilati tutti dal generale dei bersaglieri e fu uccisa una ragazza di 8 anni e 2 mesi perché era parente di un renitente alla leva. Questa è la libertà che ci hanno portato i piemontesi.
Nel 1860, Garibaldi mandò il generale Nino Bixio a fucilare ancora i nostri contadini, a Bronte, a Niscemi, a Ragalmuto, a Biancavilla, ad Adrano. I contadini siciliani furono trucidati da Garibaldi e da Nino Bixio su ordine del console inglese.
Poi le stragi sono continuate in tutto il continente e nel 1866 qui a Palermo ci sono stati 6-7000 morti, quella che fu chiamata rivolta del 7 e mezzo. Ma in Sicilia scoppiò quella rivolta repubblicana che voleva ribaltare i Savoia.
Ebbene a noi ci fanno festeggiare i 150 anni, noi dovremmo ricordare queste stragi fatte dalla monarchia sabauda, noi siamo repubblicani, e siamo meridionali e siamo siciliani. Quindi dobbiamo difendere la nostra patria, rafforzarla, perché oggi la nostra patria è divisa in due ,economicamente e politicamente.
Guardate c’è una sinistra e c’è una destra: per noi destra e sinistra sono solo indicazioni stradali, per un motivo molto semplice. Quella che chiamano economia italiana, non è italiana, è tosco-padana.
Ecco perché è nato il Partito del Sud, per difendere la nostra economia che non abbiamo più. Purtroppo i contadini sono stati scannati e umiliati.
Nella mia provincia, a Latina, pochi giorni fa c’è stata una dimostrazione con 3.000 trattori in piazza. I pastori e i contadini sardi si stanno rivoltando. In Sicilia vengono scannati dal mercato globale, vendono la farina a 8 centesimi, 10 – 15 centesimi al kilo. Questa è una situazione insostenibile, dovuta alle programmazioni mancate del governo di centro, di sinistra e di destra. Ecco perché diciamo che destra e sinistra sono solo indicazioni stradali, per un fatto economico molto semplice.
Quella che è l’economia toscana-romagnola , legalmente e legittimamente, porta avanti- da sinistra- il discorso della Lega delle cooperative , delle coop, di Conad, di Todis e delle compagnie di assicurazioni come Unipol, di banche come Monte dei Paschi di Siena, e da destra tutto ciò che rimane:supermercati, Standa, Rinascente, Upim. Questi hanno colonizzato il mercato del sud e vendono i loro prodotti in prima istanza in questi mercati e la nostra produzione rimane bloccata, ed ecco la crisi che affiora. E così possiamo dire delle compagnie telefoniche: sono tutte del nord. Le compagnie di assicurazione, quelle mediatiche (televisioni come La7 e Mediaset) . Vi sono le industrie che contano, tutte al nord. Hanno diviso l’Italia in due e noi siamo una colonia del nord, una colonia commerciale, una colonia mediatica, una colonia assicurativa, tutti i nostri soldi vanno li. E poi c’è qualcuno arrogante, razzista, io direi nazista. Ebbene li sentiamo vituperare il sud, vituperare i meridionali che lavorano da loro in padania e che li arricchiscono. Ecco questa è una situazione insostenibile, loro difendono il loro mercato, la loro economia. Ecco,doveva nascere un partito che difendesse la nostra economia, la nostra gente e che desse dignità al nostro popolo.
La dignità è molto importante. Perché in 150 anni, i Savoia ci hanno fucilato un milione di persone di contadini, poi è iniziata un’emigrazione biblica di 20-25 milioni di meridionali, siciliani, calabresi, campani, pugliesi, lucani ,in tutto il mondo. Questa emigrazione noi la subiamo ancora oggi, i nostri figli- in 150 mila ogni anno- devono partire dai loro paesi per trovare un pezzo di pane vero, perché un ragazzo che va a Milano e trova lavoro a mille euro deve pagarne d’affitto 400-500 per una stanza e poi deve pagare la luce, ma per dignità va a lavorare, per non pesare sulle spese del padre e della madre ,che magari sono pensionati. Io dico che noi piangiamo la nostra libertà, ed è tempo di chiamare a raccolta le forze libere e sane del Mezzogiorno, in una lotta a tutto campo contro un sistema intollerabile, nemico della religione cattolica, della tradizione, della storia, della cultura e della legittima prosperità di noi meridionali. Il Mezzogiorno d’Italia deve ritrovare ,con la sua identità religiosa, morale e politica, anche un’identità economica, che si giovi delle risorse locali, comprese l’agricoltura, la piccola industria, la pesca, l’artigianato, il commercio, il turismo. Il sud ha bisogno di liberarsi dal colonialismo instaurato dalla borghesia del nord, ha bisogno di liberarsi del sistema fiscale impostogli dal Piemonte, ha bisogno della sua piena autonomia per far sprigionare la fantasia imprenditoriale dei suoi abitanti ,creandone le condizioni.
Il meridione piange da 150 anni la sua “libertà”, la sua industria tessile, quella metalmeccanica, quella navale, la sua pesca copiosa, la sua florida agricoltura, i suoi milioni di emigranti, tutto ci è stato derubato e sottratto dal nord ,che è ricco storicamente non è mai stato. Contadini, operai, commercianti, imprenditori, professionisti, il nord ci sta spennando. L’ultima ruberia è stata quella dei fondi Fas, ben 60 miliardi di euro che Bossi tramite Berlusconi ha portato dal sud verso il nord e ci hanno pagato le multe delle quote latte dei lattai padani, ci hanno pagato 100.000 forme di grana padano, i debiti di Malpensa e hanno finanziato la fiera 2015 di Milano ed altre cose.
Costruiamo insieme un partito che raccolga i giovani di una destra pulita, di un centro cattolico, di una sinistra gramsciana, perché il sud è stato maltrattato dalla sinistra e dalla destra.
Non possiamo dir che è stato tutto male. Il governo ha distrutto il sud.Ci sono state anche delle cose positive, ma pochissime. Costruiamo una società neoumanistica, diversa da quella che vogliono farci digerire questi governi del nord, razzisti. Noi dobbiamo promuoverla questa società coinvolgendo nel dibattito e nella vita associativa coloro che vogliono sottrarsi all’ondata razzista.
Giovani, meridionali emigranti, venite a ingrossare questo partito, perché l’Italia ne ha bisogno. L’Italia ha bisogno di un partito che crei le condizioni per una libera politica, per una situazione nuova che si deve costruire in Italia. Dobbiamo trovare il coraggio di spogliarci e presentarci vergini e disponibili al grande appuntamento con la storia da costruire, perché un’epoca è finita, quella che io chiamo, epoca dell’ideologia risorgimentale è arrivata al fine. Questi se ne devono andare, devono andare a governarsi la loro economia in Toscana, in Emilia Romagna, in Veneto, in Lombardia. Il meridione, il centro-meridione deve essere governato da noi,da noi del partito del sud. E guardate, tutti questi movimenti e partiti, ascari dei partiti del nord, saranno destinati a scomparire dall’Italia e dal sud, perché non è possibile che “noi sud”, “io sud”, “loro sud”, feccia sud” ,che è nata pochi giorni fa, debbano ancora governare questo territorio. Non è più possibile più questa situazione. Li dobbiamo cacciare dalla Sicilia, dalla Campania, dalle Puglie, dalla Lucania, dagli Abruzzi, dal Molise e dal Lazio. Questi se ne devono andare. Sta iniziando una nuova stagione politica e loro hanno paura di questo,
Dobbiamo avere la consapevolezza di questo e andare avanti. Garibaldi venne in Sicilia con 752 persone, è arrivato fino a Teano, ha consegnato quella che doveva essere
Io finisco dicendovi che noi siamo nati qui, nelle terre ex delle Due Sicilie, e qui in Sicilia è nata la prima civiltà occidentale, Pitagora, Timeo, Filolao, Archimede, sono nati qui in Sicilia e dalla Sicilia è partita la civiltà verso
Io ho finito e passo la parola a Beppe De Santis. Grazie.
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Un saluto a Pino Aprile che, nonostante le difficoltà della vita ,oggi, è qui con noi, e questo è un segno tangibile di affetto nei confronti del sud, e fatemelo dire, anche del nostro partito.
Ebbene, come
Ebbene 150 anni fa, quando si stabilì il tesoro italiano, che fu praticamente accorpato al Regno di Sardegna e poi al sedicente Regno d’Italia, le casse italiane, il tesoro era composto da 668 milioni di lire, ben 463 di quei 668 milioni appartenevano al Regno delle Due Sicilie.
Da noi la disoccupazione non esisteva, anzi vi era molta immigrazione dai paesi del nord e dall’Europa verso il Sud. La nostra industria era potente allora. Qui in Sicilia vi erano industrie di precisione. Ebbene, ci è stata smantellata quell’industria. Solo nella provincia di Terra di lavoro vi erano 5000 fabbriche, cartiere, industrie tessili con 4500 operai, e la manodopera non era a buon prezzo, era quella di quei tempi, però lavoravano 8 ore al giorno i nostri operai, in Inghilterra ne lavoravano 16. L’Inghilterra è stata quella che ,tramite la massoneria, ha praticamente invaso, insieme ai piemontesi. le nostre terre. Ci hanno tolto la libertà, ci hanno tolto le fabbriche. C’era una ricchissima agricoltura, vi lavoravano 3 milioni di contadini, 2 milioni e mezzo nel continente e 500.000 qui in Sicilia. L’apparato industriale era formato da un 1 milione e 500.000 operai nel continente e 500.000 qui in Sicilia. Quello che ci dicono di un Nord ricco non è vero,
Ecco, perché ho fatto questa introduzione?
Perché dopo poco tempo da questa invasione, è cominciata la ribellione del sud proprio attraverso quella classe contadina, che si è sentita usurpata, perché i piemontesi hanno accorpato prima e poi hanno venduto le terre demaniali ed ecclesiastiche che stavano quaggiù. Ebbene, in 4 anni, hanno espropriato 400 conventi con tutte le proprietà terriere, e le hanno vendute ai latifondisti del tempo. I contadini che lavoravano in quelle terre sono stati cacciati, e sono andati assieme ai soldati, anche se borbonici, a combattere contro l’invasore che li aveva affamati. Ci sono state repressioni inaudite, stragi, stragi inaudite. La mia città Gaeta ,in tre mesi di assedio, ha avuto 3000 morti civili e 1000 soldati borbonici e 41 soldati piemontesi morti, con la città completamente rasa al suolo. E non c’è stata solo Gaeta, perché quando le stragi cominciarono al Nord, a Genova nel 1849 l’esercito piemontese, anzi , Vittorio Emanuele II, quello che chiamavano “Re galantuomo”, il padre della patria, mandò 30.000 bersaglieri a Genova a scannare 700 repubblicani che stavano reclamando l’antica libertà della Repubblica di Genova.
Ecco, la repressione dei repubblicani è stata feroce in tutti i tempi durante il Regno dei Savoia. Quella che vorrei ricordare qui in Sicilia, è quella a Castellamare del Golfo. Nel 1862 c’è stata una rivolta repubblicana. Avanzavano questi dimostranti contadini, con la bandiera rossa, perché rappresentava la repubblica ,a quel tempo. Furono fucilati tutti dal generale dei bersaglieri e fu uccisa una ragazza di 8 anni e 2 mesi perché era parente di un renitente alla leva. Questa è la libertà che ci hanno portato i piemontesi.
Nel 1860, Garibaldi mandò il generale Nino Bixio a fucilare ancora i nostri contadini, a Bronte, a Niscemi, a Ragalmuto, a Biancavilla, ad Adrano. I contadini siciliani furono trucidati da Garibaldi e da Nino Bixio su ordine del console inglese.
Poi le stragi sono continuate in tutto il continente e nel 1866 qui a Palermo ci sono stati 6-7000 morti, quella che fu chiamata rivolta del 7 e mezzo. Ma in Sicilia scoppiò quella rivolta repubblicana che voleva ribaltare i Savoia.
Ebbene a noi ci fanno festeggiare i 150 anni, noi dovremmo ricordare queste stragi fatte dalla monarchia sabauda, noi siamo repubblicani, e siamo meridionali e siamo siciliani. Quindi dobbiamo difendere la nostra patria, rafforzarla, perché oggi la nostra patria è divisa in due ,economicamente e politicamente.
Guardate c’è una sinistra e c’è una destra: per noi destra e sinistra sono solo indicazioni stradali, per un motivo molto semplice. Quella che chiamano economia italiana, non è italiana, è tosco-padana.
Ecco perché è nato il Partito del Sud, per difendere la nostra economia che non abbiamo più. Purtroppo i contadini sono stati scannati e umiliati.
Nella mia provincia, a Latina, pochi giorni fa c’è stata una dimostrazione con 3.000 trattori in piazza. I pastori e i contadini sardi si stanno rivoltando. In Sicilia vengono scannati dal mercato globale, vendono la farina a 8 centesimi, 10 – 15 centesimi al kilo. Questa è una situazione insostenibile, dovuta alle programmazioni mancate del governo di centro, di sinistra e di destra. Ecco perché diciamo che destra e sinistra sono solo indicazioni stradali, per un fatto economico molto semplice.
Quella che è l’economia toscana-romagnola , legalmente e legittimamente, porta avanti- da sinistra- il discorso della Lega delle cooperative , delle coop, di Conad, di Todis e delle compagnie di assicurazioni come Unipol, di banche come Monte dei Paschi di Siena, e da destra tutto ciò che rimane:supermercati, Standa, Rinascente, Upim. Questi hanno colonizzato il mercato del sud e vendono i loro prodotti in prima istanza in questi mercati e la nostra produzione rimane bloccata, ed ecco la crisi che affiora. E così possiamo dire delle compagnie telefoniche: sono tutte del nord. Le compagnie di assicurazione, quelle mediatiche (televisioni come La7 e Mediaset) . Vi sono le industrie che contano, tutte al nord. Hanno diviso l’Italia in due e noi siamo una colonia del nord, una colonia commerciale, una colonia mediatica, una colonia assicurativa, tutti i nostri soldi vanno li. E poi c’è qualcuno arrogante, razzista, io direi nazista. Ebbene li sentiamo vituperare il sud, vituperare i meridionali che lavorano da loro in padania e che li arricchiscono. Ecco questa è una situazione insostenibile, loro difendono il loro mercato, la loro economia. Ecco,doveva nascere un partito che difendesse la nostra economia, la nostra gente e che desse dignità al nostro popolo.
La dignità è molto importante. Perché in 150 anni, i Savoia ci hanno fucilato un milione di persone di contadini, poi è iniziata un’emigrazione biblica di 20-25 milioni di meridionali, siciliani, calabresi, campani, pugliesi, lucani ,in tutto il mondo. Questa emigrazione noi la subiamo ancora oggi, i nostri figli- in 150 mila ogni anno- devono partire dai loro paesi per trovare un pezzo di pane vero, perché un ragazzo che va a Milano e trova lavoro a mille euro deve pagarne d’affitto 400-500 per una stanza e poi deve pagare la luce, ma per dignità va a lavorare, per non pesare sulle spese del padre e della madre ,che magari sono pensionati. Io dico che noi piangiamo la nostra libertà, ed è tempo di chiamare a raccolta le forze libere e sane del Mezzogiorno, in una lotta a tutto campo contro un sistema intollerabile, nemico della religione cattolica, della tradizione, della storia, della cultura e della legittima prosperità di noi meridionali. Il Mezzogiorno d’Italia deve ritrovare ,con la sua identità religiosa, morale e politica, anche un’identità economica, che si giovi delle risorse locali, comprese l’agricoltura, la piccola industria, la pesca, l’artigianato, il commercio, il turismo. Il sud ha bisogno di liberarsi dal colonialismo instaurato dalla borghesia del nord, ha bisogno di liberarsi del sistema fiscale impostogli dal Piemonte, ha bisogno della sua piena autonomia per far sprigionare la fantasia imprenditoriale dei suoi abitanti ,creandone le condizioni.
Il meridione piange da 150 anni la sua “libertà”, la sua industria tessile, quella metalmeccanica, quella navale, la sua pesca copiosa, la sua florida agricoltura, i suoi milioni di emigranti, tutto ci è stato derubato e sottratto dal nord ,che è ricco storicamente non è mai stato. Contadini, operai, commercianti, imprenditori, professionisti, il nord ci sta spennando. L’ultima ruberia è stata quella dei fondi Fas, ben 60 miliardi di euro che Bossi tramite Berlusconi ha portato dal sud verso il nord e ci hanno pagato le multe delle quote latte dei lattai padani, ci hanno pagato 100.000 forme di grana padano, i debiti di Malpensa e hanno finanziato la fiera 2015 di Milano ed altre cose.
Costruiamo insieme un partito che raccolga i giovani di una destra pulita, di un centro cattolico, di una sinistra gramsciana, perché il sud è stato maltrattato dalla sinistra e dalla destra.
Non possiamo dir che è stato tutto male. Il governo ha distrutto il sud.Ci sono state anche delle cose positive, ma pochissime. Costruiamo una società neoumanistica, diversa da quella che vogliono farci digerire questi governi del nord, razzisti. Noi dobbiamo promuoverla questa società coinvolgendo nel dibattito e nella vita associativa coloro che vogliono sottrarsi all’ondata razzista.
Giovani, meridionali emigranti, venite a ingrossare questo partito, perché l’Italia ne ha bisogno. L’Italia ha bisogno di un partito che crei le condizioni per una libera politica, per una situazione nuova che si deve costruire in Italia. Dobbiamo trovare il coraggio di spogliarci e presentarci vergini e disponibili al grande appuntamento con la storia da costruire, perché un’epoca è finita, quella che io chiamo, epoca dell’ideologia risorgimentale è arrivata al fine. Questi se ne devono andare, devono andare a governarsi la loro economia in Toscana, in Emilia Romagna, in Veneto, in Lombardia. Il meridione, il centro-meridione deve essere governato da noi,da noi del partito del sud. E guardate, tutti questi movimenti e partiti, ascari dei partiti del nord, saranno destinati a scomparire dall’Italia e dal sud, perché non è possibile che “noi sud”, “io sud”, “loro sud”, feccia sud” ,che è nata pochi giorni fa, debbano ancora governare questo territorio. Non è più possibile più questa situazione. Li dobbiamo cacciare dalla Sicilia, dalla Campania, dalle Puglie, dalla Lucania, dagli Abruzzi, dal Molise e dal Lazio. Questi se ne devono andare. Sta iniziando una nuova stagione politica e loro hanno paura di questo,
Dobbiamo avere la consapevolezza di questo e andare avanti. Garibaldi venne in Sicilia con 752 persone, è arrivato fino a Teano, ha consegnato quella che doveva essere
Io finisco dicendovi che noi siamo nati qui, nelle terre ex delle Due Sicilie, e qui in Sicilia è nata la prima civiltà occidentale, Pitagora, Timeo, Filolao, Archimede, sono nati qui in Sicilia e dalla Sicilia è partita la civiltà verso
Io ho finito e passo la parola a Beppe De Santis. Grazie.
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Forse ci siamo: via l’individualismo, i mille movimenti che si ispirano al meridionalismo, sì ad un soggetto unico o almeno “federato”. Uno dei pochi tentativi di aggregazione al Sud si chiama “Progetto Napoli” e riunisce i movimenti Insieme per la Rinascita, Cambiamo Napoli, Partito del Sud, Questione Meridionale. A queste sigle potrebbe aggiungersi nei prossimi giorni il Movimento 5 Stelle.
“Progetto Napoli nasce dall’unione di diverse realtà ed esperienze, che hanno come minimo comune multiplo l’amore per la propria terra, il voler essere “briganti e non emigranti”, dichiara il leader di Cambiamo Napoli Francesco Forzati. Il movimento è aperto a tutti, ma Andrea Balia, coordinatore campano del Partito del Sud, sottolinea che l’obiettivo è di evitare che si iscriva chi ha già militato nei “vecchi partiti”.
In campo anche Insieme per la Rinascita. Il presidente del movimento, Stefano Lo Passo, invita soprattutto i giovani a ribellarsi: “siamo stanchi – dice – di questa classe politica che mortifica la nostra dignità meridionale”. Al di là dei numeri, è sicuramente apprezzabile lo sforzo di queste associazioni di mettere da parte protagonismi ed individualismi per lavorare per il bene comune del Meridione.
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Forse ci siamo: via l’individualismo, i mille movimenti che si ispirano al meridionalismo, sì ad un soggetto unico o almeno “federato”. Uno dei pochi tentativi di aggregazione al Sud si chiama “Progetto Napoli” e riunisce i movimenti Insieme per la Rinascita, Cambiamo Napoli, Partito del Sud, Questione Meridionale. A queste sigle potrebbe aggiungersi nei prossimi giorni il Movimento 5 Stelle.
“Progetto Napoli nasce dall’unione di diverse realtà ed esperienze, che hanno come minimo comune multiplo l’amore per la propria terra, il voler essere “briganti e non emigranti”, dichiara il leader di Cambiamo Napoli Francesco Forzati. Il movimento è aperto a tutti, ma Andrea Balia, coordinatore campano del Partito del Sud, sottolinea che l’obiettivo è di evitare che si iscriva chi ha già militato nei “vecchi partiti”.
In campo anche Insieme per la Rinascita. Il presidente del movimento, Stefano Lo Passo, invita soprattutto i giovani a ribellarsi: “siamo stanchi – dice – di questa classe politica che mortifica la nostra dignità meridionale”. Al di là dei numeri, è sicuramente apprezzabile lo sforzo di queste associazioni di mettere da parte protagonismi ed individualismi per lavorare per il bene comune del Meridione.
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Si lotta quotidianamente in mille fronti, ci si arrabbia di fronte a certe notizie, si vuole più democrazia, più rispetto per l’ambiente e per la salute dei cittadini, più legalità, più società a dimensione umana, ma non basta tutto questo, ci deve essere un’APPROCCIO diverso riguardo l’impegno sociale e politico che ognuno di noi può avere.
Questo approccio non può essere “ideologico”, le ideologie “fottono la gente” perché tendono a dividerla, divide et impera, che c’entrano la destra e la sinistra con i concetti legati al bene comune o alla sostenibilità ambientale, parolaccia peraltro ampiamente abusata, infatti usata anche dalle multinazionali del petrolio e dell’energie fossili e nucleari, come da quelle della chimica, in un greenwashing di cui anche i peggiori politici si mostra propugnatori.
Sapendo che c’è di mezzo la salute ed il futuro dei propri figli le differenze ideologiche perdono di significato, è solo la mancata conoscenza e la disinformazione imperante che portano molte persone a disinteressarsi di questi argomenti.
C’è bisogno quindi di un approccio totalmente nuovo, nel mondo si sono formati vari gruppi , che perseguendo strade diverse, arrivano magicamente alle stesse conclusione. Parliamo, ad esempio dei gruppi della “Transition” (transizione) che dal Regno Unito si sono sparsi nel mondo, parliamo di quelli della “Decrescita Felice”, e ce ne sono molti altri.
La Permacultura, di cui proprio in questi giorni mi stò avvicinando leggendo un libro di uno dei suoi “ideatori”, è una “filosofia”, un “approccio”, una visione di vita “solistica” che si contrappone radicalmente a questa civiltà industriale energeticamente onnivora che stà man mano distruggendo il pianeta con la follia della “crescita economica infinita”: sempre più consumi, più produzione, più automobili, più ciminiere, più PIL, mentre la gente stà sempre peggio, la qualità della vita peggiora, economicamente si fa fatica a tirare avanti, le (false) sicurezze che ti da questo sistema te le toglie subito dopo. E le risorse fossili che hanno permesso la rivoluzione industriale del 1800 sono al loro futuro declino.
Invece servirebbe parlare di BIL, Benessere Interno Lordo, come segnale di civiltà e di progresso di una Nazione.
Bene, non voglio spingermi oltre, questo era solo uno stimolo ad approfondire maggiormente questi argomenti.
Ecco allora qui sopra una tabella tratta dal libro “Permacultura” di David Holmgren che spiega bene le caratteristiche della civiltà “sostenibile” nei confronti di quella “industriale” odierna. Una filosofia completamente diversa che può essere applicata in ogni campo delle attività umane…
Fonte: Tra il reale e l' immaginario
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Si lotta quotidianamente in mille fronti, ci si arrabbia di fronte a certe notizie, si vuole più democrazia, più rispetto per l’ambiente e per la salute dei cittadini, più legalità, più società a dimensione umana, ma non basta tutto questo, ci deve essere un’APPROCCIO diverso riguardo l’impegno sociale e politico che ognuno di noi può avere.
Questo approccio non può essere “ideologico”, le ideologie “fottono la gente” perché tendono a dividerla, divide et impera, che c’entrano la destra e la sinistra con i concetti legati al bene comune o alla sostenibilità ambientale, parolaccia peraltro ampiamente abusata, infatti usata anche dalle multinazionali del petrolio e dell’energie fossili e nucleari, come da quelle della chimica, in un greenwashing di cui anche i peggiori politici si mostra propugnatori.
Sapendo che c’è di mezzo la salute ed il futuro dei propri figli le differenze ideologiche perdono di significato, è solo la mancata conoscenza e la disinformazione imperante che portano molte persone a disinteressarsi di questi argomenti.
C’è bisogno quindi di un approccio totalmente nuovo, nel mondo si sono formati vari gruppi , che perseguendo strade diverse, arrivano magicamente alle stesse conclusione. Parliamo, ad esempio dei gruppi della “Transition” (transizione) che dal Regno Unito si sono sparsi nel mondo, parliamo di quelli della “Decrescita Felice”, e ce ne sono molti altri.
La Permacultura, di cui proprio in questi giorni mi stò avvicinando leggendo un libro di uno dei suoi “ideatori”, è una “filosofia”, un “approccio”, una visione di vita “solistica” che si contrappone radicalmente a questa civiltà industriale energeticamente onnivora che stà man mano distruggendo il pianeta con la follia della “crescita economica infinita”: sempre più consumi, più produzione, più automobili, più ciminiere, più PIL, mentre la gente stà sempre peggio, la qualità della vita peggiora, economicamente si fa fatica a tirare avanti, le (false) sicurezze che ti da questo sistema te le toglie subito dopo. E le risorse fossili che hanno permesso la rivoluzione industriale del 1800 sono al loro futuro declino.
Invece servirebbe parlare di BIL, Benessere Interno Lordo, come segnale di civiltà e di progresso di una Nazione.
Bene, non voglio spingermi oltre, questo era solo uno stimolo ad approfondire maggiormente questi argomenti.
Ecco allora qui sopra una tabella tratta dal libro “Permacultura” di David Holmgren che spiega bene le caratteristiche della civiltà “sostenibile” nei confronti di quella “industriale” odierna. Una filosofia completamente diversa che può essere applicata in ogni campo delle attività umane…
Fonte: Tra il reale e l' immaginario
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Mentre a Pontida, durante il raduno nazionale della Lega, i vari leaders, da Bossi a Castelli, gridavano alla secessione e chiamavano alle armi il popolo dei fucili nordici, sulla costa laziale, in un’assolata località turistica, il 19 e 20 giugno si svolgeva il primo congresso nazionale della Confederazione Sud Euromediterranea, movimento politico nato a Sud e proiettato come anti Lega per eccellenza.
LINK RADIO RADICALE: http://www.radioradicale.it/scheda/306082/primo-congresso-nazionale-della-confederazione-del-sud-e-del-mediterraneo
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Mentre a Pontida, durante il raduno nazionale della Lega, i vari leaders, da Bossi a Castelli, gridavano alla secessione e chiamavano alle armi il popolo dei fucili nordici, sulla costa laziale, in un’assolata località turistica, il 19 e 20 giugno si svolgeva il primo congresso nazionale della Confederazione Sud Euromediterranea, movimento politico nato a Sud e proiettato come anti Lega per eccellenza.
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