sabato 4 aprile 2015

BUONA PASQUA A TUTTI DAL PARTITO DEL SUD

In occasione della S. Pasqua a tutti un augurio di felicità e serenità dal Partito del Sud.









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In occasione della S. Pasqua a tutti un augurio di felicità e serenità dal Partito del Sud.









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domenica 8 marzo 2015

Buon 8 Marzo a tutte le nostre Brigantesse.

Buon ‪#‎8marzo‬ a tutte le donne, sperando che il rispetto e la considerazione per loro non si limitino solo a questo giorno ma siano vivi quotidianamente in tutti noi.
Natale Cuccurese


 
https://www.youtube.com/watch?v=1uRkSmLnYro&app=desktop


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Buon ‪#‎8marzo‬ a tutte le donne, sperando che il rispetto e la considerazione per loro non si limitino solo a questo giorno ma siano vivi quotidianamente in tutti noi.
Natale Cuccurese


 
https://www.youtube.com/watch?v=1uRkSmLnYro&app=desktop


mercoledì 7 gennaio 2015

Comunicato : in omaggio al grande Pino Daniele...


COMUNICATO

sez. GUIDO DORSO Partito del Sud- Napoli


Una delegazione della sez. Guido Dorso di Napoli del PARTITO DEL SUD, a nome del partito tutto, ha partecipato ieri sera Martedì 6 Gennaio 2015 al flashmob di Piazza del Plebiscito a Napoli in omaggio al grande musicista Pino Daniele, vanto e simbolo della città, scomparso in questi giorni. Con lo stesso spirito, renderà omaggio al funerale previsto alle ore 19,00 c/o la Basilica di S.Francesco e Paola, sempre nella stessa piazza,che ne ha accolto le sue memorabili esibizioni.
Inoltre il Partito del Sud, tramite i suoi Delegati diretti del Sindaco in Commissione Toponomastica, Andrea Balìa e prof. Vincenzo Caratozzolo, si farà carico di sostenere la proposta (in parte già accennata dal sindaco Luigi de Magistris) d'intitolare un sito al grande artista. 

Partito del Sud -Napoli

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COMUNICATO

sez. GUIDO DORSO Partito del Sud- Napoli


Una delegazione della sez. Guido Dorso di Napoli del PARTITO DEL SUD, a nome del partito tutto, ha partecipato ieri sera Martedì 6 Gennaio 2015 al flashmob di Piazza del Plebiscito a Napoli in omaggio al grande musicista Pino Daniele, vanto e simbolo della città, scomparso in questi giorni. Con lo stesso spirito, renderà omaggio al funerale previsto alle ore 19,00 c/o la Basilica di S.Francesco e Paola, sempre nella stessa piazza,che ne ha accolto le sue memorabili esibizioni.
Inoltre il Partito del Sud, tramite i suoi Delegati diretti del Sindaco in Commissione Toponomastica, Andrea Balìa e prof. Vincenzo Caratozzolo, si farà carico di sostenere la proposta (in parte già accennata dal sindaco Luigi de Magistris) d'intitolare un sito al grande artista. 

Partito del Sud -Napoli

lunedì 5 gennaio 2015

L’UOMO DALLA VOCE DA VIOLINO

Di Bruno Pappalardo
Resta il tuo spirito quaggiù su questo suolo,
…t’ho immaginato con uno straccetto rosso al collo. 
Oddio, no, …a nulla penso di politicante ma di appartenenza .
Non potevano le tue poesie essere diverse perché trasudavano l’umido dei nostri sotterranei monti dove le voci risuonano.
Purissimo, grande ma di colpo sei diventato più alto come se osservassi dalla cima il soffitto, altre latitudini, altri orizzonti.
Moreno il tuo cuore e i tuoi occhi come la tua pelle bianca prestata all’Occidente.
Vagabondavi timido tra l’amore ma non quello dei poemi ma solo i suoi dintorni.
Agire verso l’amare poteva confonderti.
Possedere l’amore era come perdersi.
Ma c’era una castità che non volevi perdere, guastare ch’era la sua conoscenza. Giocherellare intorno
Non sei Nobile per esserlo, … essere forte e bravo ma per essere te stesso.
Curiosa e bella la tua voce che penetrava come il sibilo di un serpente buono.
La nota da violino.
Penetrava il tufo, lo bucava come panna e ritornava conducendo con se i panorami di lontani e segreti , di lontane pianure, di lontani cipressi, di lontani azzurrati rocce dove ancora vivono gli dei.
CIA’ PINU’
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Di Bruno Pappalardo
Resta il tuo spirito quaggiù su questo suolo,
…t’ho immaginato con uno straccetto rosso al collo. 
Oddio, no, …a nulla penso di politicante ma di appartenenza .
Non potevano le tue poesie essere diverse perché trasudavano l’umido dei nostri sotterranei monti dove le voci risuonano.
Purissimo, grande ma di colpo sei diventato più alto come se osservassi dalla cima il soffitto, altre latitudini, altri orizzonti.
Moreno il tuo cuore e i tuoi occhi come la tua pelle bianca prestata all’Occidente.
Vagabondavi timido tra l’amore ma non quello dei poemi ma solo i suoi dintorni.
Agire verso l’amare poteva confonderti.
Possedere l’amore era come perdersi.
Ma c’era una castità che non volevi perdere, guastare ch’era la sua conoscenza. Giocherellare intorno
Non sei Nobile per esserlo, … essere forte e bravo ma per essere te stesso.
Curiosa e bella la tua voce che penetrava come il sibilo di un serpente buono.
La nota da violino.
Penetrava il tufo, lo bucava come panna e ritornava conducendo con se i panorami di lontani e segreti , di lontane pianure, di lontani cipressi, di lontani azzurrati rocce dove ancora vivono gli dei.
CIA’ PINU’

domenica 30 novembre 2014

IL GENIO.

Di Bruno Pappalardo
Ma allora è vero? Napoli è veramente la capitale della falsificazione?
Ma certo che tutti sanno, …che sciocchi.
E’ di qualche giorno fa, infatti, la notizia ma anche la dichiarazione del procuratore della Repubblica che dice : "Non sono emersi legami con la camorra"
Si tratta, infatti di una banda di falsari totalmente estranea ai soliti lacciuoli con le mafie. La banda é stata sgominata. La banda si è fatta chiamare 'Napoli Group' ,… un marchio di qualità”
Hanno messo in circolazione il 90% degli euro contraffati in giro per il mondo. Dalle nostre parti, ad esempio, Caserta, sono stati sequestrati 17 milioni di euro falsi.
II gruppo, la 'Napoli Group', forniva anche specializzanti consulenze sulla falsificazione in giro per il Vecchio Continente. Era addirittura strutturata da ben undici associazioni a delinquere ciascuna delle quali specializzata in un compito: dallo stoccaggio al trasporto, fino alla spendita al minuto delle banconote in Italia come in tutta Europa ma anche in paesi come Algeria, Tunisia e Senegal.
E’ fin troppo ovvio che costoro creano danni ( non facilmente quantificabili e difficile da calcolare) che restano, nella circolazione della moneta all’interno di una collettività, una chiara alterazione del valore della ricchezza del Paese, ossia minore capacità di d’acquisto dei beni di consumo, capitalizzazioni, borsa di titoli. Ecco che scattano una serie di provvedimenti per i reati di associazione per delinquere per introduzione nello Stato di monete falsificate e falsificazione di valori di bollo e contraffazione di sigilli pubblici.
Quindi, delinquenti, quindi sanzione proporzionate e giuste.
Ma, permettetemi, senza voler premere il pedale dell’esaltazione retorica, quella del grande gesto arseniolupiniano del ladro cinico e gentiluomo che ci riporta ad una visione epicale, di uno sdolcinato ‘800 romanzato pel grande gesto sfrontato dell’ uomo lambente l’eroico azzardo ma intenso e pregno di senso, di straordinario segno di genialità, di aseità .
Ditemi la verità, in una storiaccia del genere, la “creazione” di una sola unica, irripetibile banconota di 300 euro e poi, spacciata proprio alla rigoroso, attenta e previdente Germania.
Non ha qualcosa di divino, di arte alta come irripetibili sono quelle opere, quella che sol di poco non raggiunge il cielo per essere pur sempre terrena?
Ditemi non è vera creazione, ovvero di qualcosa che non esiste e mai è esistita e mai esisterà? Non è frutto di un dio? Almeno di un genio?
Quella maniera di voler essere della realtà assoluta, che “non deriva da altro il principio della sua esistenza, bensì l'ha in sé stessa”.
Attributo perciò, della divinità indicante l'assoluta realtà, rispettivamente, della volontà e di un inconscio criptata voglia di riscatto?
Ma certo, scegliere la Germania ha tutto il senso ed il forte sapore della vittoria. Quella su di un paese che sta lucrando sulla pelle di italiani, greci e spagnoli ma soprattutto italiani.
Ecco, allora, il brigante lordo e selvaggio nelle vesti, sorge e rischia tutto . Ma è il vero grande partigiano? Ecco che, al momento opportuno, l' universo di stenti e bisogni e di voglia di vivere nel bello, nella creatività di cervello acceso, - questa volta da un napoletano - ha la necessità di rispondere.
Rimette a posto la tavola; il pane, le stoviglie, il pane e l’acqua e l‘apparecchia con ordine e satollo s’alza soddisfatto.
A quell’artista, a quel genio (che non certo va premiato anzi condannato per il reato ) si dia che almeno il riconoscimento della sfrontata, lazzara prodezza che dovrebbero altri, la politica. Tra ladri,… non so decidermi se meglio il falsario o il falsificatore.
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Di Bruno Pappalardo
Ma allora è vero? Napoli è veramente la capitale della falsificazione?
Ma certo che tutti sanno, …che sciocchi.
E’ di qualche giorno fa, infatti, la notizia ma anche la dichiarazione del procuratore della Repubblica che dice : "Non sono emersi legami con la camorra"
Si tratta, infatti di una banda di falsari totalmente estranea ai soliti lacciuoli con le mafie. La banda é stata sgominata. La banda si è fatta chiamare 'Napoli Group' ,… un marchio di qualità”
Hanno messo in circolazione il 90% degli euro contraffati in giro per il mondo. Dalle nostre parti, ad esempio, Caserta, sono stati sequestrati 17 milioni di euro falsi.
II gruppo, la 'Napoli Group', forniva anche specializzanti consulenze sulla falsificazione in giro per il Vecchio Continente. Era addirittura strutturata da ben undici associazioni a delinquere ciascuna delle quali specializzata in un compito: dallo stoccaggio al trasporto, fino alla spendita al minuto delle banconote in Italia come in tutta Europa ma anche in paesi come Algeria, Tunisia e Senegal.
E’ fin troppo ovvio che costoro creano danni ( non facilmente quantificabili e difficile da calcolare) che restano, nella circolazione della moneta all’interno di una collettività, una chiara alterazione del valore della ricchezza del Paese, ossia minore capacità di d’acquisto dei beni di consumo, capitalizzazioni, borsa di titoli. Ecco che scattano una serie di provvedimenti per i reati di associazione per delinquere per introduzione nello Stato di monete falsificate e falsificazione di valori di bollo e contraffazione di sigilli pubblici.
Quindi, delinquenti, quindi sanzione proporzionate e giuste.
Ma, permettetemi, senza voler premere il pedale dell’esaltazione retorica, quella del grande gesto arseniolupiniano del ladro cinico e gentiluomo che ci riporta ad una visione epicale, di uno sdolcinato ‘800 romanzato pel grande gesto sfrontato dell’ uomo lambente l’eroico azzardo ma intenso e pregno di senso, di straordinario segno di genialità, di aseità .
Ditemi la verità, in una storiaccia del genere, la “creazione” di una sola unica, irripetibile banconota di 300 euro e poi, spacciata proprio alla rigoroso, attenta e previdente Germania.
Non ha qualcosa di divino, di arte alta come irripetibili sono quelle opere, quella che sol di poco non raggiunge il cielo per essere pur sempre terrena?
Ditemi non è vera creazione, ovvero di qualcosa che non esiste e mai è esistita e mai esisterà? Non è frutto di un dio? Almeno di un genio?
Quella maniera di voler essere della realtà assoluta, che “non deriva da altro il principio della sua esistenza, bensì l'ha in sé stessa”.
Attributo perciò, della divinità indicante l'assoluta realtà, rispettivamente, della volontà e di un inconscio criptata voglia di riscatto?
Ma certo, scegliere la Germania ha tutto il senso ed il forte sapore della vittoria. Quella su di un paese che sta lucrando sulla pelle di italiani, greci e spagnoli ma soprattutto italiani.
Ecco, allora, il brigante lordo e selvaggio nelle vesti, sorge e rischia tutto . Ma è il vero grande partigiano? Ecco che, al momento opportuno, l' universo di stenti e bisogni e di voglia di vivere nel bello, nella creatività di cervello acceso, - questa volta da un napoletano - ha la necessità di rispondere.
Rimette a posto la tavola; il pane, le stoviglie, il pane e l’acqua e l‘apparecchia con ordine e satollo s’alza soddisfatto.
A quell’artista, a quel genio (che non certo va premiato anzi condannato per il reato ) si dia che almeno il riconoscimento della sfrontata, lazzara prodezza che dovrebbero altri, la politica. Tra ladri,… non so decidermi se meglio il falsario o il falsificatore.

venerdì 14 novembre 2014

Mercoledì 19/11/2014 ore 17,30 al PAN di Napoli in anteprima il nuovo libro di Giovanni Cutolo!

Le eccellenze del Partito del Sud, anche nella cultura, al PAN di Napoli !

Mercoledì 19 Novembre 2014 c/o la prestigiosa sede del Museo PAN di Napoli verrà presentato dallo stesso autore Giovanni Cutolo il suo ultimo libro "Breviario di formazione" (Design, Food, Fashion...).
Una lectio magistralis del nostro dirigente e Membro del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud!
Relatori :Salvatore Cozzolino (Architetto, Presidente Adi Campania, Socio della sez. Guido Dorso di Napoli del PdelSUD);
Renato De Fusco (Architetto, Storico,Università Federico II° di Napoli);
Alessio Postiglione (Giornalista,Staff del Sindaco Luigi de Magistris, Socio Onorario del Partito del Sud).

da non perdere !


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Le eccellenze del Partito del Sud, anche nella cultura, al PAN di Napoli !

Mercoledì 19 Novembre 2014 c/o la prestigiosa sede del Museo PAN di Napoli verrà presentato dallo stesso autore Giovanni Cutolo il suo ultimo libro "Breviario di formazione" (Design, Food, Fashion...).
Una lectio magistralis del nostro dirigente e Membro del Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud!
Relatori :Salvatore Cozzolino (Architetto, Presidente Adi Campania, Socio della sez. Guido Dorso di Napoli del PdelSUD);
Renato De Fusco (Architetto, Storico,Università Federico II° di Napoli);
Alessio Postiglione (Giornalista,Staff del Sindaco Luigi de Magistris, Socio Onorario del Partito del Sud).

da non perdere !


domenica 2 novembre 2014

PASOLINI,…

Di Bruno Pappalardo
All’alba del 2 di Novembre del 1975, Pasolini viene trovato ucciso su uno spiazzo presso Fiumicino su uno sfondo di baracche e rifiuti”. Oggi lo vogliamo ricordare. Fu prima poeta e tale rimase anche se scrisse romanzi, articoli, soggetti cinematografici e fu autore e facile regista di se, sensibile ma combattuto e tormentato animo.
D’altronde a che servirebbero altre parole, se tutte sono state scritte da illuminati studiosi di lettere e linguaggio moderno che celebravano le sue opere, e, occasionalmente tantissime, immediatamente dopo la sua morte.
Son sincero, ebbe fama, anche in vita ma ho spesso ritenuto che le lodi post-morte furono così immensamente encomiastiche da stupire tutti il mondo del pensiero libero. Fu come dire:
“ beh, il bel funerale te lo abbiamo fatto, gli epitaffi sono tra le più belli, chiudiamo ora e per sempre la tua storia di intellettuale, di omosessuale, di profeta rompiscatole che tanto a offeso la nostra morale”.
Una specie di coperchio di definizioni pesanti come una spessa lapide, molto più di quella bianca di cartapesta, simulante pietra, che copriva il cavo sepolcro di Cristo nel suo “Il Vangelo secondo Matteo”.
Cristo resuscitò; ma lui, in quanto comune mortale, poteva solo ambire di restare nella memoria dei suoi contemporanei (ancora viventi) e posteri.
No! Domandate, vi prego, a un qualsiasi ragazzo studente di qualsiasi livello di istruzione, pure universitaria, chi fosse Pier Paolo Pasolini, e poi, … chiedetegli un nome, un sol nome di quelle tantissime sue opere; Forse uno su milione saprà rispondere.
Ma domandate ai più colpevoli,- “scribi e farisei ipocriti” ai suoi falsi amici, ai magnificatori d’allora quando lo lodava per le sue provocazioni e perfomance. Dove sono più gli “Osanna, Osanna, Osanna”? Per 40 anni, di lui nulla si è più detto.
Ho un vecchio volumetto,, “le Ceneri di Gramsci, una edizioni del ’57. Fogli gialli ormai slegati che impazzisco tutte le volte per tenerli insieme ma vogliono volare via lo stesso, forse come lui avrebbe voluto.
Pasolini non “Nemo”” Propheta in patria. Quante cose predisse e scrisse poi avveratesi? Ancora ce ne stupiamo e dei napoletani (girò a Napoli il suo “Decameron”) disse cose ma meravigliose.
“… io so questo che i napoletani, oggi, sono una grande tribù che, anziché vivere nel deserto o nella savana, come i Tuareg o i Boja, vive nel ventre di una città di mare. Questa tribù ha deciso, - in quanto tale senza rispondere delle proprie possibili mutazioni coatte – di estinguersi, rifiutando il nuovo potere, ossia quello che chiamiamo la Storia, o altrimenti, la modernità. La stessa cosa fanno nel deserto i Tuareg o nella savana i Boja ( lo fanno anche, da secoli, gli zingari): è un rifiuto, sorto nel cuore della collettività; una negazione fatale contro cui non c’è niente da fare. Finché i veri napoletani ci saranno, ci saranno, quando non ci saranno più, saranno altri. I napoletani hanno deciso di estinguersi, restando fino all'ultimo napoletani, cioè irripetibili, irriducibili ed incorruttibili. E’ unrofonda malinconia, come tutte le tragedie che si compiono lentamente ma, anche una profonda consolazione, perché questo rifiuto, questa negazione alla Storia è giusto, … è sacrosanto!”( citato in Dentro la città, di Andrea Geremicca, Guida Editori, Napoli 1977)
No! Caro amico dei miei sogni oscuri come i miei vicoli e mal profeta;… Napoli non si estinguerà mai e mai morirà, “ irriducibili e incorruttibili ”!
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Di Bruno Pappalardo
All’alba del 2 di Novembre del 1975, Pasolini viene trovato ucciso su uno spiazzo presso Fiumicino su uno sfondo di baracche e rifiuti”. Oggi lo vogliamo ricordare. Fu prima poeta e tale rimase anche se scrisse romanzi, articoli, soggetti cinematografici e fu autore e facile regista di se, sensibile ma combattuto e tormentato animo.
D’altronde a che servirebbero altre parole, se tutte sono state scritte da illuminati studiosi di lettere e linguaggio moderno che celebravano le sue opere, e, occasionalmente tantissime, immediatamente dopo la sua morte.
Son sincero, ebbe fama, anche in vita ma ho spesso ritenuto che le lodi post-morte furono così immensamente encomiastiche da stupire tutti il mondo del pensiero libero. Fu come dire:
“ beh, il bel funerale te lo abbiamo fatto, gli epitaffi sono tra le più belli, chiudiamo ora e per sempre la tua storia di intellettuale, di omosessuale, di profeta rompiscatole che tanto a offeso la nostra morale”.
Una specie di coperchio di definizioni pesanti come una spessa lapide, molto più di quella bianca di cartapesta, simulante pietra, che copriva il cavo sepolcro di Cristo nel suo “Il Vangelo secondo Matteo”.
Cristo resuscitò; ma lui, in quanto comune mortale, poteva solo ambire di restare nella memoria dei suoi contemporanei (ancora viventi) e posteri.
No! Domandate, vi prego, a un qualsiasi ragazzo studente di qualsiasi livello di istruzione, pure universitaria, chi fosse Pier Paolo Pasolini, e poi, … chiedetegli un nome, un sol nome di quelle tantissime sue opere; Forse uno su milione saprà rispondere.
Ma domandate ai più colpevoli,- “scribi e farisei ipocriti” ai suoi falsi amici, ai magnificatori d’allora quando lo lodava per le sue provocazioni e perfomance. Dove sono più gli “Osanna, Osanna, Osanna”? Per 40 anni, di lui nulla si è più detto.
Ho un vecchio volumetto,, “le Ceneri di Gramsci, una edizioni del ’57. Fogli gialli ormai slegati che impazzisco tutte le volte per tenerli insieme ma vogliono volare via lo stesso, forse come lui avrebbe voluto.
Pasolini non “Nemo”” Propheta in patria. Quante cose predisse e scrisse poi avveratesi? Ancora ce ne stupiamo e dei napoletani (girò a Napoli il suo “Decameron”) disse cose ma meravigliose.
“… io so questo che i napoletani, oggi, sono una grande tribù che, anziché vivere nel deserto o nella savana, come i Tuareg o i Boja, vive nel ventre di una città di mare. Questa tribù ha deciso, - in quanto tale senza rispondere delle proprie possibili mutazioni coatte – di estinguersi, rifiutando il nuovo potere, ossia quello che chiamiamo la Storia, o altrimenti, la modernità. La stessa cosa fanno nel deserto i Tuareg o nella savana i Boja ( lo fanno anche, da secoli, gli zingari): è un rifiuto, sorto nel cuore della collettività; una negazione fatale contro cui non c’è niente da fare. Finché i veri napoletani ci saranno, ci saranno, quando non ci saranno più, saranno altri. I napoletani hanno deciso di estinguersi, restando fino all'ultimo napoletani, cioè irripetibili, irriducibili ed incorruttibili. E’ unrofonda malinconia, come tutte le tragedie che si compiono lentamente ma, anche una profonda consolazione, perché questo rifiuto, questa negazione alla Storia è giusto, … è sacrosanto!”( citato in Dentro la città, di Andrea Geremicca, Guida Editori, Napoli 1977)
No! Caro amico dei miei sogni oscuri come i miei vicoli e mal profeta;… Napoli non si estinguerà mai e mai morirà, “ irriducibili e incorruttibili ”!

sabato 1 novembre 2014

TORNATE.

Di Bruno Pappalardo

Cari amici, giovani ricercatori, imprenditori ancor più giovani, studenti,  disoccupati, precari, vi prego TORNATE.
Sapeste come la città, Napoli, sta ri-tornando bella, bellissima.  Sapeste qui, nei luoghi che avete lasciato e a quelli dei vostri paesi, nelle vostre piazze quante cose nuove arriveranno. E se non fosse così ritroverete  tutto quanto avete amato.
Tornate, abbiamo un nuovo Sindaco, …è quello di ieri!
Tornate, i nostri terreni incolti e intossicati e furenti di acido fuoco, li lasceremo alle scavatrici e metteremo mano ai quelli sani: olivi, vigne, campi gialli di frijarielli e ...
Ho odiato anch’io questa terra. Mi feriva quel male che non era dei delinquenti ma di quella malevole indifferenza, gonfia, crapulone,  borghese che negli anni settanta cercavamo, giovani, di combattere.
Ricordo una amica, Francesca, colpita da una  giberna di un questurino, un cinturone bianco e largo con un cofanetto sempre bianco per le munizioni, colpita alla testa  e ruzzolata sui gradini dell’Istituto Statale d’Arte Palizzi di piazzetta Salazar.
Si lamentava e accusava e ad ogni accusa corrispondeva un colpo, una capitolazione lenta della forza che metteva nel fiato che, poi, terminò in uno svenimento di dolore . Ci attaccarono al muro con le mani alla gola e due di loro smorzava il suo nome che urlavo.  Non riuscii a soccorrerla.Non dimentico, No!
Lo facemmo il mondo nuovo ma lo lasciammo nelle mani  sbagliate.
Pure il Padreterno fu tradito!
Non capivamo che dietro idea  qualcuno  aveva messo un disegno.
TORNATE, c’è da fare tanto e occorrono le vostre forze, innumerevoli unghie di tante figlie.
Il tradimento è un’ombra, ha “buie viscere” eppure,  deposto la matita e gomma che mi fece inconsapevolmente inquadrato e benestante, ho ricominciato a percorrere le strade di prima.
Quante cose meravigliose sapreste fare voi.
Ridate a Gramsci ancora una speranza, una sola volta ma provateci.
Uniamo stavolta i cervelli e  gli spintoni, non solo contadini ed operai.
Pensate che non sia facile, certo,.. ma non è neppure così arduo.
Lo so vi sentite frammenti, terraglia crepata,  schegge ma ricucitevi, rincollatevi!
TORNATE, perché sono stati tutti assolti gli indagati della morte di Stefano Cucchi; chi combatterà ancora?
Lasciatevi affascinare dai eleganti briganti neri e riportate il vostro seme mestruale qui nei solchi rossi durante la notte in attesa della luce lasciando quel suolo  ammiccante e grigio  che vi lascia vivere ma cosa…? TORNATE! 

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Di Bruno Pappalardo

Cari amici, giovani ricercatori, imprenditori ancor più giovani, studenti,  disoccupati, precari, vi prego TORNATE.
Sapeste come la città, Napoli, sta ri-tornando bella, bellissima.  Sapeste qui, nei luoghi che avete lasciato e a quelli dei vostri paesi, nelle vostre piazze quante cose nuove arriveranno. E se non fosse così ritroverete  tutto quanto avete amato.
Tornate, abbiamo un nuovo Sindaco, …è quello di ieri!
Tornate, i nostri terreni incolti e intossicati e furenti di acido fuoco, li lasceremo alle scavatrici e metteremo mano ai quelli sani: olivi, vigne, campi gialli di frijarielli e ...
Ho odiato anch’io questa terra. Mi feriva quel male che non era dei delinquenti ma di quella malevole indifferenza, gonfia, crapulone,  borghese che negli anni settanta cercavamo, giovani, di combattere.
Ricordo una amica, Francesca, colpita da una  giberna di un questurino, un cinturone bianco e largo con un cofanetto sempre bianco per le munizioni, colpita alla testa  e ruzzolata sui gradini dell’Istituto Statale d’Arte Palizzi di piazzetta Salazar.
Si lamentava e accusava e ad ogni accusa corrispondeva un colpo, una capitolazione lenta della forza che metteva nel fiato che, poi, terminò in uno svenimento di dolore . Ci attaccarono al muro con le mani alla gola e due di loro smorzava il suo nome che urlavo.  Non riuscii a soccorrerla.Non dimentico, No!
Lo facemmo il mondo nuovo ma lo lasciammo nelle mani  sbagliate.
Pure il Padreterno fu tradito!
Non capivamo che dietro idea  qualcuno  aveva messo un disegno.
TORNATE, c’è da fare tanto e occorrono le vostre forze, innumerevoli unghie di tante figlie.
Il tradimento è un’ombra, ha “buie viscere” eppure,  deposto la matita e gomma che mi fece inconsapevolmente inquadrato e benestante, ho ricominciato a percorrere le strade di prima.
Quante cose meravigliose sapreste fare voi.
Ridate a Gramsci ancora una speranza, una sola volta ma provateci.
Uniamo stavolta i cervelli e  gli spintoni, non solo contadini ed operai.
Pensate che non sia facile, certo,.. ma non è neppure così arduo.
Lo so vi sentite frammenti, terraglia crepata,  schegge ma ricucitevi, rincollatevi!
TORNATE, perché sono stati tutti assolti gli indagati della morte di Stefano Cucchi; chi combatterà ancora?
Lasciatevi affascinare dai eleganti briganti neri e riportate il vostro seme mestruale qui nei solchi rossi durante la notte in attesa della luce lasciando quel suolo  ammiccante e grigio  che vi lascia vivere ma cosa…? TORNATE! 

domenica 12 ottobre 2014

lunedì 8 settembre 2014

Stasera, Lunedì 08/09/2014, in anteprima al Metropolitan di Napoli GUADO, il corto di Egidio Carbone!

GUADO, un corto che sarà presentato questa sera. in anteprima, al Metropolitan di Napoli.

Autore e regista EGIDIO CARBONE, musiche di James Senese e con la partecipazione di Eugenio Bennato ed Enzo Gragnaniello .

Noi ci saremo, in omaggio ad un artista del Sud dalla futura luminosa carriera, al suo talento e in quanto nostro amico da sempre e a noi vicino, meridionalista e che, in modo onorario, riteniamo dei nostri. Invitate e presenti le istituzioni locali. Un grande augurio Eugenio!
Andrea Balìa

 Ecco il TRAILER :


  https://www.youtube.com/watch?v=t5_PVHmOKsA



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GUADO, un corto che sarà presentato questa sera. in anteprima, al Metropolitan di Napoli.

Autore e regista EGIDIO CARBONE, musiche di James Senese e con la partecipazione di Eugenio Bennato ed Enzo Gragnaniello .

Noi ci saremo, in omaggio ad un artista del Sud dalla futura luminosa carriera, al suo talento e in quanto nostro amico da sempre e a noi vicino, meridionalista e che, in modo onorario, riteniamo dei nostri. Invitate e presenti le istituzioni locali. Un grande augurio Eugenio!
Andrea Balìa

 Ecco il TRAILER :


  https://www.youtube.com/watch?v=t5_PVHmOKsA



mercoledì 27 agosto 2014

I Bronzi di Riace restino in Calabria !



Di Antonio Rosato


Fortunatamente sembra che i Bronzi restano a casa loro. Questa è sicuramente una ottima notizia. 
I nostri sforzi e le nostre fatiche a sostegno della permanenza dei preziosi tesori di Riace a casa loro non è stata vana.  Mentre tutti si godevano le meritate ferie noi del Partito del Sud non ci siamo risparmiati neanche in agosto per difendere quello che è meridionale. 

Ma a parte questo cappello, volevo focalizzare l’attenzione sul Prof. Vittorio SGARBI. 
Sembra che i bronzi di Riace dovevano essere l’attrazione o se vogliamo il biglietto da visita principale per l’EXPO meneghino. 
Certo, non possiamo negare che queste opere oltre che rare, uniche e preziose hanno un fascino e uno charme artistico che incantano indiscutibilmente il visitatore. 
E che restano tatuati indelebilmente nella mente di chi ha avuto la fortuna di ammirarli. Ma mi chiedo anche perché il Prof. SGARBI non ha chiesto allo stesso modo il DAVID o il BACCO di MICHELANGELO a Firenze. Avrebbero dato altrettanto lustro al suo lavoro e suo evento. 

O perché non arricchire la sua esposizione con i capolavori di TIZIANO  come LA PRESENTAZIONE di MARIA o LA PIETA’ custoditi a VENEZIA. Può ancora trasformare l’EXPO nell’ERMITAGE italiano con capolavori d’arte di bellezza ineguagliabile, e che ogni straniero vorrebbe vedere a MILANO all’EXPO. Potrebbe chiedere a GENOVA “ECCE HOMO” del CARAVAGGIO oppure SUSANNA e i VECCHIONI capolavoro del VERONESE datato 1580. O sempre a GENOVA “LA CIRCONCISIONE” di RUBENS del 1605 o ancora LA MADDALENA PENITENTE del CANOVA, alta solo 90 cm e sicuramente più facile da trasportare. O perché no, VERONA potrebbe mettere a disposizione per l’evento l’ASSUZIONE DELLA VERGINE in compagnia della SACRA FAMIGLIA, capolavori del MANTEGNA straordinari. Sempre del MANTEGNA potrebbe chiedere a BERGAMO la MADONNA con BAMBINO. E sempre a BERGAMO, visto anche la vicinanza geografica, potrebbe chiedere la MADONNA LOCHIS opera del 1508 del TIZIANO e ancora del TIZIANO “ORFEO ed EURIDIGE” e ancora perché no, IL RITRATTO DI GIULIANO DE’ MEDICI, opera del 1478 creata dal BOTTICELLI. Vicenza potrebbe contribuire con LA CENA, sempre del VERONESE, opera del 1572. Quanto piacerebbe ammirare San PETRONIO o San PROCOLO  di MICHELANGELO, i giapponesi impazzirebbero. Basta chiederli a BOLOGNA. 

E se vogliamo stupire con effetti speciali, e provocatori,  c’è la SACRA SINDONE a Torino, perché non chiederla. Quanti BRONZI di Riace vale per fama in Sindone al cospetto dei bronzi. O alla savoiarda città piemontese potrebbe chiedere DEIANIRA. Straordinario capolavoro di RUBENS, o sempre dello stesso, l’ERCOLE entrambi del 1638. O perché non trasferire il museo dell’ombroso cosi caro a noi meridionali. Tanto sono persone che già in vita sono state trasferite al nord. Potrebbero magari fare da anticamera ad OTZI , la mummia altoatesina. Cosi anche BOLZANO potrebbe dare il suo contributo. Si potrebbe andare avanti per giorni forse. Ma volendo, ed avendo le risorse ovviamente, si potrebbe davvero erigere una sorta di LOUVRE, anzi forse anche più ricco e più interessante. 

Perché proprio i BRONZI ?!
Forse per farli emigrare definitivamente a latitudini più meritevoli? 

Loro non sono emigranti caro SGARBI, Loro non sono disoccupati. 
Non sono costretti ad emigrare come tanti calabresi. Anzi. Loro forse portano a REGGIO CALABRIA qualche turista. Che lascia qualche mancetta piccola a questa città che tanto bisogno ha di turismo. 

Ma ho capito una cosa. Che i BRONZI piacciono. Che si deve dare la possibilità al mondo di poterli ammirare. Su questo concordo e sottoscrivo. 

Allora caro SGARBI. Perché non facciamo una cosa. Perché non ti prendi l’impegno di organizzare a REGGIO CALABRIA una Mostra- Museo. 

Porta a REGGIO opere d’arte a far da cornice ai BRONZI. Porta in Calabria giapponesi russi e americani ad ammirare i sublimi Bronzi e le opere e capolavori che solo l’Italia ha. 

Portiamo fondi per gli aereoporti di Reggio e Lamezia come per l’EXPO. 
Portiamo i turisti con due ore di treno, o poco più, da Roma con l’alta velocità in calabria. 
Colleghiamo REGGIO a ROMA come si è fatto per MILANO ROMA. 
Miglioriamo la SA-RC. Vedrai che il mondo viene in massa a vedere i Bronzi. 

E non solo i bronzi. Allora, Carissimo e Illustrissimo Prof. Vittorio SGARBI, lo prendiamo questo impegno di portare il mondo a poter godere della visita ai Bronzi con un bell’evento culturale? Lo organizziamo? 



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Di Antonio Rosato


Fortunatamente sembra che i Bronzi restano a casa loro. Questa è sicuramente una ottima notizia. 
I nostri sforzi e le nostre fatiche a sostegno della permanenza dei preziosi tesori di Riace a casa loro non è stata vana.  Mentre tutti si godevano le meritate ferie noi del Partito del Sud non ci siamo risparmiati neanche in agosto per difendere quello che è meridionale. 

Ma a parte questo cappello, volevo focalizzare l’attenzione sul Prof. Vittorio SGARBI. 
Sembra che i bronzi di Riace dovevano essere l’attrazione o se vogliamo il biglietto da visita principale per l’EXPO meneghino. 
Certo, non possiamo negare che queste opere oltre che rare, uniche e preziose hanno un fascino e uno charme artistico che incantano indiscutibilmente il visitatore. 
E che restano tatuati indelebilmente nella mente di chi ha avuto la fortuna di ammirarli. Ma mi chiedo anche perché il Prof. SGARBI non ha chiesto allo stesso modo il DAVID o il BACCO di MICHELANGELO a Firenze. Avrebbero dato altrettanto lustro al suo lavoro e suo evento. 

O perché non arricchire la sua esposizione con i capolavori di TIZIANO  come LA PRESENTAZIONE di MARIA o LA PIETA’ custoditi a VENEZIA. Può ancora trasformare l’EXPO nell’ERMITAGE italiano con capolavori d’arte di bellezza ineguagliabile, e che ogni straniero vorrebbe vedere a MILANO all’EXPO. Potrebbe chiedere a GENOVA “ECCE HOMO” del CARAVAGGIO oppure SUSANNA e i VECCHIONI capolavoro del VERONESE datato 1580. O sempre a GENOVA “LA CIRCONCISIONE” di RUBENS del 1605 o ancora LA MADDALENA PENITENTE del CANOVA, alta solo 90 cm e sicuramente più facile da trasportare. O perché no, VERONA potrebbe mettere a disposizione per l’evento l’ASSUZIONE DELLA VERGINE in compagnia della SACRA FAMIGLIA, capolavori del MANTEGNA straordinari. Sempre del MANTEGNA potrebbe chiedere a BERGAMO la MADONNA con BAMBINO. E sempre a BERGAMO, visto anche la vicinanza geografica, potrebbe chiedere la MADONNA LOCHIS opera del 1508 del TIZIANO e ancora del TIZIANO “ORFEO ed EURIDIGE” e ancora perché no, IL RITRATTO DI GIULIANO DE’ MEDICI, opera del 1478 creata dal BOTTICELLI. Vicenza potrebbe contribuire con LA CENA, sempre del VERONESE, opera del 1572. Quanto piacerebbe ammirare San PETRONIO o San PROCOLO  di MICHELANGELO, i giapponesi impazzirebbero. Basta chiederli a BOLOGNA. 

E se vogliamo stupire con effetti speciali, e provocatori,  c’è la SACRA SINDONE a Torino, perché non chiederla. Quanti BRONZI di Riace vale per fama in Sindone al cospetto dei bronzi. O alla savoiarda città piemontese potrebbe chiedere DEIANIRA. Straordinario capolavoro di RUBENS, o sempre dello stesso, l’ERCOLE entrambi del 1638. O perché non trasferire il museo dell’ombroso cosi caro a noi meridionali. Tanto sono persone che già in vita sono state trasferite al nord. Potrebbero magari fare da anticamera ad OTZI , la mummia altoatesina. Cosi anche BOLZANO potrebbe dare il suo contributo. Si potrebbe andare avanti per giorni forse. Ma volendo, ed avendo le risorse ovviamente, si potrebbe davvero erigere una sorta di LOUVRE, anzi forse anche più ricco e più interessante. 

Perché proprio i BRONZI ?!
Forse per farli emigrare definitivamente a latitudini più meritevoli? 

Loro non sono emigranti caro SGARBI, Loro non sono disoccupati. 
Non sono costretti ad emigrare come tanti calabresi. Anzi. Loro forse portano a REGGIO CALABRIA qualche turista. Che lascia qualche mancetta piccola a questa città che tanto bisogno ha di turismo. 

Ma ho capito una cosa. Che i BRONZI piacciono. Che si deve dare la possibilità al mondo di poterli ammirare. Su questo concordo e sottoscrivo. 

Allora caro SGARBI. Perché non facciamo una cosa. Perché non ti prendi l’impegno di organizzare a REGGIO CALABRIA una Mostra- Museo. 

Porta a REGGIO opere d’arte a far da cornice ai BRONZI. Porta in Calabria giapponesi russi e americani ad ammirare i sublimi Bronzi e le opere e capolavori che solo l’Italia ha. 

Portiamo fondi per gli aereoporti di Reggio e Lamezia come per l’EXPO. 
Portiamo i turisti con due ore di treno, o poco più, da Roma con l’alta velocità in calabria. 
Colleghiamo REGGIO a ROMA come si è fatto per MILANO ROMA. 
Miglioriamo la SA-RC. Vedrai che il mondo viene in massa a vedere i Bronzi. 

E non solo i bronzi. Allora, Carissimo e Illustrissimo Prof. Vittorio SGARBI, lo prendiamo questo impegno di portare il mondo a poter godere della visita ai Bronzi con un bell’evento culturale? Lo organizziamo? 



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sabato 9 agosto 2014

CULTURA: il mondo vola, …l’Italia c’ha un piccione in testa.

di Bruno Pappalardo

BENEEEE, …riempitevi pure la bocca, cari politicanti davanti alle telecamere quando – vicini a qualche competizione elettorale – parlate di “CULTURA”, arte, patrimonio artistico, paesaggistico monum…uffa, … sono stufo anche di nominarli!
Gonfiate le vostre gote per sborri di paroloni irresistibili e l’ apprezzamento per l’idea stupenda avuta che salva, tanto sto, tutto il patrimonio mentre son solo orgie di mediocrità e menzogne che sostengono il miracolo di essere eletti.
Oh, non ce l’ho solo con voi, merdaccia, ma con tutti!
Sputate, per dio questa parola dal vostro encefalo: CULTURA.
Fu molto più onesto il pogrom dell’economia italiana, Giulio Tremonti che dichiarò, in un intervento presso l’INUTILE CONFINDUSTRIA che “con l’arte e la cultura non si riempivano i panini, non si mangiava”.
Molto più onesto (intellettualmente) della doppiezza di tutti che invece sostengono il contrario gonfiando i muscoli pelliciai preposti alla mimica facciali, tanto estesi in Armstrong che lo rendeva uno splendido animali quando imboccava la sua cornetta e che par vogliano promuovere, e far fronte forte a chi vi s’oppone.
Animali, dunque, quelle facce deformi dunque, …e so bene di che genere, quelle parole, dunque, abasia della mente, quella strumentalità ditirambo becero.
Ormai lo sostengono anche gli idioti tranne chi può farlo che lo sostiene ma non lo vuole.
Ha, miodio, come sarà bello essere dalla parte del bello, dell’estetica dell’etica …che bello essere così soddisfatti si essere stronzi!
Basta dire che spendiamo per Questo immenso patrimonio solo lo 0,2 del PIL mentre ad esempio in Francia 10 volte di più con un patrimonio inferiore di venti volte inferiore e da cui ricava il quasi 3.0 del PIL.
Significa,…e soprattutto al Sud, che l’Italia, come il territorio meridionale potrebbe campare solo con queste. Stiamo parlando di un profitto minimo in Italia del punto 6.0 del Pil, stiamo parlando di due Fiat del ca..o!
Avremmo, se i governi attuali e quelli alternatosi dagli anni settanta ad oggi si fossero interessati di queste energie, ebbene, gli operai della Fiat avrebbero preso a calci Marchionne insieme alla Uil, Cisl, Cgil,… i precari della Fornero a calci nel sedere, i cinesi a far pippe, gli insegnanti col doppio dello stipendio e non fermi da sei anni, lo Stretto di Messina una bubbola sprofondata nello sterco, le grandi opere strutturali e infrastrutturali inviato in “quel paese”, la ricerca scientifica e tecnologica finanziata, le forze delle scoperte cibernetiche corse in aiuto per il miglioramento dei servizi, il futuro dei giovani già delineato, un indotto turistico che avrebbero coinvolto privati ed enti, scuole di restauro e accademie, conservatori e archeologie e centinaia di palazzi e appartamenti recuperati ad umanità di zombi.
A cosa serve insistere ancora sulla “conservazione”. Gli asini restano asini come eccelsi economisti restano contabili dell’Equitalia
A cosa serve insistere che un movimento d’arte contemporaneo, vale più di un accordo con un altro partito; a cosa serve dire che vanno bene tutti gli eventi ma quelli artistici o filosofici e di forte impatto arrivano in America più veloce di internet e funziona come un tsunami provocato dallo scioglimento improvviso dei ghiacciai ai poli
Sono la vera Storia dell’Umanità, è la Narrazione, è il luogo delle rappresentazioni ideologiche, antropologiche, sociali, della poesia, delle emozioni, dei dolori, delle rivelazioni di nuove visioni orizzontali ideo-cognitive esistenziali di una vita che possiamo credere possibile, dunque, decodificazione dei tempi. PECCATO!
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di Bruno Pappalardo

BENEEEE, …riempitevi pure la bocca, cari politicanti davanti alle telecamere quando – vicini a qualche competizione elettorale – parlate di “CULTURA”, arte, patrimonio artistico, paesaggistico monum…uffa, … sono stufo anche di nominarli!
Gonfiate le vostre gote per sborri di paroloni irresistibili e l’ apprezzamento per l’idea stupenda avuta che salva, tanto sto, tutto il patrimonio mentre son solo orgie di mediocrità e menzogne che sostengono il miracolo di essere eletti.
Oh, non ce l’ho solo con voi, merdaccia, ma con tutti!
Sputate, per dio questa parola dal vostro encefalo: CULTURA.
Fu molto più onesto il pogrom dell’economia italiana, Giulio Tremonti che dichiarò, in un intervento presso l’INUTILE CONFINDUSTRIA che “con l’arte e la cultura non si riempivano i panini, non si mangiava”.
Molto più onesto (intellettualmente) della doppiezza di tutti che invece sostengono il contrario gonfiando i muscoli pelliciai preposti alla mimica facciali, tanto estesi in Armstrong che lo rendeva uno splendido animali quando imboccava la sua cornetta e che par vogliano promuovere, e far fronte forte a chi vi s’oppone.
Animali, dunque, quelle facce deformi dunque, …e so bene di che genere, quelle parole, dunque, abasia della mente, quella strumentalità ditirambo becero.
Ormai lo sostengono anche gli idioti tranne chi può farlo che lo sostiene ma non lo vuole.
Ha, miodio, come sarà bello essere dalla parte del bello, dell’estetica dell’etica …che bello essere così soddisfatti si essere stronzi!
Basta dire che spendiamo per Questo immenso patrimonio solo lo 0,2 del PIL mentre ad esempio in Francia 10 volte di più con un patrimonio inferiore di venti volte inferiore e da cui ricava il quasi 3.0 del PIL.
Significa,…e soprattutto al Sud, che l’Italia, come il territorio meridionale potrebbe campare solo con queste. Stiamo parlando di un profitto minimo in Italia del punto 6.0 del Pil, stiamo parlando di due Fiat del ca..o!
Avremmo, se i governi attuali e quelli alternatosi dagli anni settanta ad oggi si fossero interessati di queste energie, ebbene, gli operai della Fiat avrebbero preso a calci Marchionne insieme alla Uil, Cisl, Cgil,… i precari della Fornero a calci nel sedere, i cinesi a far pippe, gli insegnanti col doppio dello stipendio e non fermi da sei anni, lo Stretto di Messina una bubbola sprofondata nello sterco, le grandi opere strutturali e infrastrutturali inviato in “quel paese”, la ricerca scientifica e tecnologica finanziata, le forze delle scoperte cibernetiche corse in aiuto per il miglioramento dei servizi, il futuro dei giovani già delineato, un indotto turistico che avrebbero coinvolto privati ed enti, scuole di restauro e accademie, conservatori e archeologie e centinaia di palazzi e appartamenti recuperati ad umanità di zombi.
A cosa serve insistere ancora sulla “conservazione”. Gli asini restano asini come eccelsi economisti restano contabili dell’Equitalia
A cosa serve insistere che un movimento d’arte contemporaneo, vale più di un accordo con un altro partito; a cosa serve dire che vanno bene tutti gli eventi ma quelli artistici o filosofici e di forte impatto arrivano in America più veloce di internet e funziona come un tsunami provocato dallo scioglimento improvviso dei ghiacciai ai poli
Sono la vera Storia dell’Umanità, è la Narrazione, è il luogo delle rappresentazioni ideologiche, antropologiche, sociali, della poesia, delle emozioni, dei dolori, delle rivelazioni di nuove visioni orizzontali ideo-cognitive esistenziali di una vita che possiamo credere possibile, dunque, decodificazione dei tempi. PECCATO!

domenica 3 agosto 2014

Il nuovo sport : la fabbrica delle fesserie...

I soliti infondati attacchi sul nulla… , puntualmente smentiti dai fatti, cui segue il silenzio…in attesa che i “sudisti” della domenica  si dedichino a formulare nuove frottole e ingiustificate denunce e aggressioni verbali, tese unicamente a screditare le istituzioni cittadine.
Dalle accuse per l’infondata notizia su Piazza Carlo III° che sarebbe stata rititolata a Berlinguer al silenzio…ora, al solito, tutti zitti….

Piazza Carlo III, arrivano i fondi per il restyling: in autunno inizieranno i lavori per cambiare volto alla piazza


La decisione è arrivata durante una riunione con gli assessori Calabrese e Piscopo e i membri del Comitato Civico Carlo III. I lavori per il restyling della piazza inizieranno in autunno
Pensiline per gli autobus, piazzole di sosta per i taxi, nuove panchine nei vialetti pedonali della piazza e un’area giochi per i bambini del quartiere. Sono queste le novità presto in arrivo per la tanto attesa riqualificazione di Piazza Carlo III, per la quale i cittadini della zona si stanno battendo da tanto tempo, grazie al supporto del Comitato Civico Carlo III.

395mila euro stanziati per il restyling: i lavori inizieranno in autunno

I fondi sono finalmente arrivati: 395mila euro da destinare al restyling della piazza. Il primo progetto a partire sarà quello per l’arredo urbano, disegnato dall’architetto Ugramin, che vedrà il rifacimento delle aiuole all’interno della piazza, l’installazione delle panchine e del parco giochi. Ma sono tanti altri gli interventi da effettuare: dalla sistemazione del manto stradale, che purtroppo versa da tempo in condizioni non ottimali, alle aree pedonali, ai nuovi parcheggi e infine a una linea di collegamento veloce con la metropolitana di piazza Cavour. Attorno al tavolo di regia: gli assessori Calabrese e Piscopo a rappresentare la parte politica e il Comitato Civico Carlo III a portare le istanze dei commercianti e dei cittadini della zona che hanno delegato loro di seguire questa fase di avviamento. I lavori inizieranno questo autunno.
 Fonte: www.roaditaliatv.it
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I soliti infondati attacchi sul nulla… , puntualmente smentiti dai fatti, cui segue il silenzio…in attesa che i “sudisti” della domenica  si dedichino a formulare nuove frottole e ingiustificate denunce e aggressioni verbali, tese unicamente a screditare le istituzioni cittadine.
Dalle accuse per l’infondata notizia su Piazza Carlo III° che sarebbe stata rititolata a Berlinguer al silenzio…ora, al solito, tutti zitti….

Piazza Carlo III, arrivano i fondi per il restyling: in autunno inizieranno i lavori per cambiare volto alla piazza


La decisione è arrivata durante una riunione con gli assessori Calabrese e Piscopo e i membri del Comitato Civico Carlo III. I lavori per il restyling della piazza inizieranno in autunno
Pensiline per gli autobus, piazzole di sosta per i taxi, nuove panchine nei vialetti pedonali della piazza e un’area giochi per i bambini del quartiere. Sono queste le novità presto in arrivo per la tanto attesa riqualificazione di Piazza Carlo III, per la quale i cittadini della zona si stanno battendo da tanto tempo, grazie al supporto del Comitato Civico Carlo III.

395mila euro stanziati per il restyling: i lavori inizieranno in autunno

I fondi sono finalmente arrivati: 395mila euro da destinare al restyling della piazza. Il primo progetto a partire sarà quello per l’arredo urbano, disegnato dall’architetto Ugramin, che vedrà il rifacimento delle aiuole all’interno della piazza, l’installazione delle panchine e del parco giochi. Ma sono tanti altri gli interventi da effettuare: dalla sistemazione del manto stradale, che purtroppo versa da tempo in condizioni non ottimali, alle aree pedonali, ai nuovi parcheggi e infine a una linea di collegamento veloce con la metropolitana di piazza Cavour. Attorno al tavolo di regia: gli assessori Calabrese e Piscopo a rappresentare la parte politica e il Comitato Civico Carlo III a portare le istanze dei commercianti e dei cittadini della zona che hanno delegato loro di seguire questa fase di avviamento. I lavori inizieranno questo autunno.
 Fonte: www.roaditaliatv.it

sabato 2 agosto 2014

Maledetto quel giornalaio, ma dove cavolo….( i giornali dimenticano, le coscienze mai)

Di Bruno Pappalardo

Che maledetta confusione, sempre così!
Accidenti ma dove hanno ficcato il cartellone degli orari.
E’ nero ma non lo vedo. Come al solito ogni stazione ferroviaria, di qualsiasi città di questo accidenti di paese, fa a gara con le altre per nasconderli.
Ah, ecco è lì,…dunque ,…’mbè lo sapevo è col solito ritardo!
Che leggo? Binario 23? Ma non doveva essere il 15. Ora non son più sicuro,…mannaggia.
Vabbè, Intanto vado in bagno e poi prendo un caffè!
Per ritornare a casa, nella mia bella casetta bianca sul mare a Maruggio, occorrerà una intera giornata, …maledetti questi treni verso il sud.
Ah, finalmente eccolo, son le 10 e sono anche fortunato, …solo 15 minuti di ritardo.
Dunque, dunque, ecco, …no, ma? Si,Si, è questo il mio posto. Oh bene, proprio vicino al finestrino.
Scusi che dicono all’altoparlante?,
Pare che dicano, appunto che mancano altri dieci minuti per la partenza.
Ah ecco, …beh, allora scendo un attimo a comprare i giornali.
Ma dovìè questìaltro? Ma non dovrebbero stare al solito in posto fisso. Ho visto ch’era un trabiccolo con delle grosse ruote, si sarà mosso, …’ma addò se ‘cchiute ‘a nasconnere’?
? Ma.
…dove sono,…perché quà?
Signore c’è stato un piccolo incidente. Un piccolo incidente? Caro signore, i giornali parlano di 23Kg di esplosivo,… c’è chi dice di mille morti!
23? …ma quello era il mio binario, …o no?
Ma cosa? Ma che giorno è?
E’ qui da due, il fatto è successo Sabato alle 10,25 del 2 Agosto. I giornali titolano “ la Strage di Bologna,  strategia della tensione, i fascisti” insomma un’altra di quelle e, scapezzando il capo e gli occhi verso il cielo, alzò il dito per dire qualcuno in alto, qualcuno che conta.

L'esplosivo, di fabbricazione militare, era in una valigia, sistemata a circa 50 centimetri d'altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell'ala ovest, allo scopo di aumentarne l'effetto

Mi chiesi perché io, perché sono vivo? Perché non tanti di quei giovani che ho visto salire sul treno?
decine di uomini e donne continuano a farsi quella stessa tormentosa domanda che non ha risposta, la domanda del sopravvissuto, la domanda che nutre ferocemente il suo inevitabile, ingiusto, insuperabile senso di colpa: perché non io?
Non è comprensibile che il giovane nipote che accompagna la madre e l’anziana nonna, ebbene restino vive  e il giovanotto di 20 anni, abbia lasciato sui fili calati tra due pali, la sua scarpa penzoloni in un equilibrio innaturale.
Non è il solito destino ma un preciso disegno che ogni giorno s’aspettava di esserne vittima per mano di giovani estremisti.   
Fu la mano fascista? Forse, Certo? Pare di Si!
I meridionali/sti onesti, sani quelli per la legalità e giustizia oggi salutano con un fazzoletto d’oro le 80 vittime innocenti di quell’agghiacciante  crimine.
Un crimine neppure pari alla determinazione scellerata de missili lanciati su Gaza, premeditato e freddo e con una precisa volontà di uccidere molto di più di quanto sia veramente stato.
Il dolore e i  valori non hanno confini, non si fermano a Gaeta
Ogni uomo o donna è mio fratello, ogni morto è uguale all’altro, un amico vivo nella mia infinita stagione di testimone di inumana Storia che resta nelle nostre coscienze collettive macchia infame priva di sogni e futuro
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Di Bruno Pappalardo

Che maledetta confusione, sempre così!
Accidenti ma dove hanno ficcato il cartellone degli orari.
E’ nero ma non lo vedo. Come al solito ogni stazione ferroviaria, di qualsiasi città di questo accidenti di paese, fa a gara con le altre per nasconderli.
Ah, ecco è lì,…dunque ,…’mbè lo sapevo è col solito ritardo!
Che leggo? Binario 23? Ma non doveva essere il 15. Ora non son più sicuro,…mannaggia.
Vabbè, Intanto vado in bagno e poi prendo un caffè!
Per ritornare a casa, nella mia bella casetta bianca sul mare a Maruggio, occorrerà una intera giornata, …maledetti questi treni verso il sud.
Ah, finalmente eccolo, son le 10 e sono anche fortunato, …solo 15 minuti di ritardo.
Dunque, dunque, ecco, …no, ma? Si,Si, è questo il mio posto. Oh bene, proprio vicino al finestrino.
Scusi che dicono all’altoparlante?,
Pare che dicano, appunto che mancano altri dieci minuti per la partenza.
Ah ecco, …beh, allora scendo un attimo a comprare i giornali.
Ma dovìè questìaltro? Ma non dovrebbero stare al solito in posto fisso. Ho visto ch’era un trabiccolo con delle grosse ruote, si sarà mosso, …’ma addò se ‘cchiute ‘a nasconnere’?
? Ma.
…dove sono,…perché quà?
Signore c’è stato un piccolo incidente. Un piccolo incidente? Caro signore, i giornali parlano di 23Kg di esplosivo,… c’è chi dice di mille morti!
23? …ma quello era il mio binario, …o no?
Ma cosa? Ma che giorno è?
E’ qui da due, il fatto è successo Sabato alle 10,25 del 2 Agosto. I giornali titolano “ la Strage di Bologna,  strategia della tensione, i fascisti” insomma un’altra di quelle e, scapezzando il capo e gli occhi verso il cielo, alzò il dito per dire qualcuno in alto, qualcuno che conta.

L'esplosivo, di fabbricazione militare, era in una valigia, sistemata a circa 50 centimetri d'altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell'ala ovest, allo scopo di aumentarne l'effetto

Mi chiesi perché io, perché sono vivo? Perché non tanti di quei giovani che ho visto salire sul treno?
decine di uomini e donne continuano a farsi quella stessa tormentosa domanda che non ha risposta, la domanda del sopravvissuto, la domanda che nutre ferocemente il suo inevitabile, ingiusto, insuperabile senso di colpa: perché non io?
Non è comprensibile che il giovane nipote che accompagna la madre e l’anziana nonna, ebbene restino vive  e il giovanotto di 20 anni, abbia lasciato sui fili calati tra due pali, la sua scarpa penzoloni in un equilibrio innaturale.
Non è il solito destino ma un preciso disegno che ogni giorno s’aspettava di esserne vittima per mano di giovani estremisti.   
Fu la mano fascista? Forse, Certo? Pare di Si!
I meridionali/sti onesti, sani quelli per la legalità e giustizia oggi salutano con un fazzoletto d’oro le 80 vittime innocenti di quell’agghiacciante  crimine.
Un crimine neppure pari alla determinazione scellerata de missili lanciati su Gaza, premeditato e freddo e con una precisa volontà di uccidere molto di più di quanto sia veramente stato.
Il dolore e i  valori non hanno confini, non si fermano a Gaeta
Ogni uomo o donna è mio fratello, ogni morto è uguale all’altro, un amico vivo nella mia infinita stagione di testimone di inumana Storia che resta nelle nostre coscienze collettive macchia infame priva di sogni e futuro

giovedì 31 luglio 2014

Leghisti di sinistra

Risposta alle esternazioni di Oliviero Beha sul "Fatto Quotidiano", poi riprese nel suo blog a questo link http://www.olivierobeha.it/primopiano/2014/07/ventimiglia-forse-meno.





Ventimiglia e una graziosa cittadina di confine la conosco da sempre ho più parenti lì che in Calabria, nel cimitero di Ventimiglia ci sono sepolti i fratelli di mio padre, nonni, cugini prematuramente scomparsi  per dei mali incurabili,  fratelli e sorelle di mia nonna paterna  insomma per me e una seconda casa quando ci vado è un tuffarsi nell’infanzia come  quando su una 127 in 5 partivamo dalla Calabria  per fare mille miglia e vedere  mio padre e i suoi fratelli  e tutti gli amici riunirsi in quella Calabria virtuale, ricordo che era uno strano nord,si parlava il calabrese.  
I negozi avevano i prodotti tipici calabresi come i “biscotti” meglio conosciuti come friselle, l’ultima volta andai per la morte di mio cugino Antonio  un brutto male a 40 se lo portò via,  dopo un anno morì un mio cugino, mio omonimo, Giuseppe  e pochi mesi fa una mia cugina Maria, e non a tutti i funerali  ho avuto la possibilità di partecipare,  e questo aumenta il dolore  come per gli zii Nato, Mico, Nino etc etc e tutti loro hanno lavorato duramente partendo prima da soli e poi chiamando la famiglia  vivendo insieme e ospitandosi aiutandosi dividendo il cibo.  

Beha  accende una miccia,  fa rumore e tutto per vendere libri e per vedere aumentare il numero  di visitatori del suo  blog,   e così sulla dignità di un popolo, quello Calabrese,  colpito da una emigrazione senza fine  che ha il suo inizio nel 1861; dico a Beha quello che dissi a Venditti   quando insultò pesantemente la Calabria : "cosa ne sanno dell'essere calabrese e avere i parenti sparsi per tutto il mondo, dell'essersi perse le gioie del sentire i primi vagiti di un cugino nato migliaia di chilometri lontano, cosa ne sanno del ricevere una telefonata in cui ti dicono che è morto un tuo parente e tu lontano non hai potuto stringergli la mano per salutarlo nell'ultimo viaggio ?!".

Per Beha provo rabbia e pena,  la rabbia dovuta al suo bullismo da blog  dove lui colpisce  e si nasconde  e la pena che  porta un essere umano  ad usare modi miserabili per vendicarsi forse di un calabrese  che gli rubò la donna amata o del compagno di banco che lo picchiò .

Giuseppe Lipari


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Risposta alle esternazioni di Oliviero Beha sul "Fatto Quotidiano", poi riprese nel suo blog a questo link http://www.olivierobeha.it/primopiano/2014/07/ventimiglia-forse-meno.





Ventimiglia e una graziosa cittadina di confine la conosco da sempre ho più parenti lì che in Calabria, nel cimitero di Ventimiglia ci sono sepolti i fratelli di mio padre, nonni, cugini prematuramente scomparsi  per dei mali incurabili,  fratelli e sorelle di mia nonna paterna  insomma per me e una seconda casa quando ci vado è un tuffarsi nell’infanzia come  quando su una 127 in 5 partivamo dalla Calabria  per fare mille miglia e vedere  mio padre e i suoi fratelli  e tutti gli amici riunirsi in quella Calabria virtuale, ricordo che era uno strano nord,si parlava il calabrese.  
I negozi avevano i prodotti tipici calabresi come i “biscotti” meglio conosciuti come friselle, l’ultima volta andai per la morte di mio cugino Antonio  un brutto male a 40 se lo portò via,  dopo un anno morì un mio cugino, mio omonimo, Giuseppe  e pochi mesi fa una mia cugina Maria, e non a tutti i funerali  ho avuto la possibilità di partecipare,  e questo aumenta il dolore  come per gli zii Nato, Mico, Nino etc etc e tutti loro hanno lavorato duramente partendo prima da soli e poi chiamando la famiglia  vivendo insieme e ospitandosi aiutandosi dividendo il cibo.  

Beha  accende una miccia,  fa rumore e tutto per vendere libri e per vedere aumentare il numero  di visitatori del suo  blog,   e così sulla dignità di un popolo, quello Calabrese,  colpito da una emigrazione senza fine  che ha il suo inizio nel 1861; dico a Beha quello che dissi a Venditti   quando insultò pesantemente la Calabria : "cosa ne sanno dell'essere calabrese e avere i parenti sparsi per tutto il mondo, dell'essersi perse le gioie del sentire i primi vagiti di un cugino nato migliaia di chilometri lontano, cosa ne sanno del ricevere una telefonata in cui ti dicono che è morto un tuo parente e tu lontano non hai potuto stringergli la mano per salutarlo nell'ultimo viaggio ?!".

Per Beha provo rabbia e pena,  la rabbia dovuta al suo bullismo da blog  dove lui colpisce  e si nasconde  e la pena che  porta un essere umano  ad usare modi miserabili per vendicarsi forse di un calabrese  che gli rubò la donna amata o del compagno di banco che lo picchiò .

Giuseppe Lipari


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domenica 6 luglio 2014

GRILL DAY SPC A BOLOGNA, UNA BELLA SERATA FRA AMICI DEL SUD.

Si è tenuto sabato 05 luglio presso il parco dei laghetti di Castenaso (BO) il Grill Day - Sud in tavola, evento firmato Sud Project Camp.
L'evento  ha visto la partecipazione di numerosi amici che hanno potuto gustare prodotti del Sud in un clima conviviale.
Ringraziamo Fabrizio Bensai che ha organizzato ottimamente questa tappa del SPC.



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Si è tenuto sabato 05 luglio presso il parco dei laghetti di Castenaso (BO) il Grill Day - Sud in tavola, evento firmato Sud Project Camp.
L'evento  ha visto la partecipazione di numerosi amici che hanno potuto gustare prodotti del Sud in un clima conviviale.
Ringraziamo Fabrizio Bensai che ha organizzato ottimamente questa tappa del SPC.



mercoledì 2 luglio 2014

Il Marchese del Grillo

Di Antonio Rosato

Per chi conosce o simpatizza per il Partito del Sud sa benissimo che la storia e la cultura occupano un posto d’onore nei programmi, nelle attività e nello statuto. E quest’oggi giochiamo con una parodia tra cultura cinematografica e attualità.

Il Marchese del Grillo, straordinario lavoro di Comencini, è ambientato nella Roma papalina dei primi anni del ‘800. Onofrio Del Grillo era il suo nome ed era un buffone che si divertiva con scherni e canzonature usando spesso Gasperino (sue perfetto sosia alcolizzato) come mezzo e strumento delle stesse. Il Marchese , nobile reazionario, dileggia e ridicolizza spesso l’aristocrazia Romana. Senza però mai minarla sul serio o metterla minimamente in pericolo. Neanche quando scappò al Nord per vendersi alle truppe napoleoniche riuscì a scalfirne in alcun modo un bel niente.

Mi è venuto in mente questo capolavoro osservando cosa succede in italia negli ultimi periodi. Altri Grillo per farla breve.

Eppure anche lui aveva iniziato bene. Buoni propositi, buoni argomenti seppur populisti, buone idee, e il tutto condito da giornate dedicate al “VAFFA….” Passando per le burle da palco o da piazze condite di colore e sano umorismo urlato che spesso ha potere ipotizzante. Un po come il Marchese di due secoli prima. Passi che il Grillo moderno abbia litigato con il mondo intero e che tutti devono andare a casa. Per lui sono vecchi anche i nuovi spesso, ma ci stà. Passi la prepotenza con cui si presenta innanzi a Bersani con lo streaming o a Renzi  al quale poteva telefonarli se voleva solo cantarle o litigare senza portare proposte o ascoltarne eventualmente. Passi che non si sa ancora che ci sta a fare in parlamento visto che si scalda solo il banchetto visto che gli italiani non usufruiscono di miglioramenti sulla qualità della vita economica e sociale dettata da sue idee messe in pratica. Passi che a Napoli grida al ritorno dei Borbone e chiede scusa come cittadino del nord per i torti storici. Passi la sua traversata calabro siciliana dello stretto per prendere i voti meridionali o meglio….SUDici (ma arriveremo a spiegare anche questo). Passi che dopo le batoste elettorali mandi alle ortiche i suoi principi fermi e chiede umilmente di incontrare RENZI andando contro tutti i principi tanto sbandierati un attimo prima. Passi per il no euro e no europa sul quale ci sarebbe da dire molte incongruenze del marchese punto zero (.0) , passi che parli di Berlinguer quasi fosse il suo degno erede per poi fare accordi in europa incomprensibili dalla logica umana. Passi per mille altre cose (chi più ne ha più ne metta). Ma non può passare inosservato il suo discorso di insediamento europeo. Non date soldi a Campania Calabria e Sicilia perché sono mafiosi camorristi e n’dranghetisti. Questo offende la memoria di persone che hanno dato la vita per il sud. Offende le loro famiglie. Offende milioni di persone per bene. Offendono il Partito del Sud e tutti noi. Non date soldi a queste regioni perché mafiose, e quindi rubano i soldi. Parole forti, inaudite, senza senno ne logica.

Mi salta in mente Francesco BELSITO o la Rosi MAURO che ben sappiamo a quale partito appartengono. La vicenda MOSE a Venezia ha poi dell’incredibile, e Venezia, basta controllare il parallelo su una qualsiasi cartina geografica, non risulta al sud. La Fondazione MAUGERI, il SAN RAFFAELE, la Sanità Lombarda, Tanzi che ha rovinato migliaia di famiglie. Tangentopoli, l’EXPO a Milano. La giunta regione lombardia al suo completo, o quasi, e tutta indagata o in galera, Zaia, e sindaci nordici coinvolti e indagati. Il tutto condito da infiltrazioni mafiose. Se solo si legge l’ultimo libro di Filippo ASTONE “La disfatta del NORD, corruzione, clientelismo, mala gestione” c’è da mettersi le mani nei capelli e chiedersi se la parte sana non sta davvero in meridione invece. Si potrebbe andare avanti con mille esempi e riportare mille documenti. Ma chiedo al Marchese .0 : ma se tutte queste cose fossero successe al sud?”.

Tornando al Grillo di Comencini…beh lui avrebbe risposto “ ah…me dispiace, ma io so io…e voi non siete un (BIP)”

Peccato. Si un vero peccato. Molti campani calabresi e siciliani credevano in Grillo come ultima spiaggia. Fortunatamente c’è il Partito del SUD. 


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Di Antonio Rosato

Per chi conosce o simpatizza per il Partito del Sud sa benissimo che la storia e la cultura occupano un posto d’onore nei programmi, nelle attività e nello statuto. E quest’oggi giochiamo con una parodia tra cultura cinematografica e attualità.

Il Marchese del Grillo, straordinario lavoro di Comencini, è ambientato nella Roma papalina dei primi anni del ‘800. Onofrio Del Grillo era il suo nome ed era un buffone che si divertiva con scherni e canzonature usando spesso Gasperino (sue perfetto sosia alcolizzato) come mezzo e strumento delle stesse. Il Marchese , nobile reazionario, dileggia e ridicolizza spesso l’aristocrazia Romana. Senza però mai minarla sul serio o metterla minimamente in pericolo. Neanche quando scappò al Nord per vendersi alle truppe napoleoniche riuscì a scalfirne in alcun modo un bel niente.

Mi è venuto in mente questo capolavoro osservando cosa succede in italia negli ultimi periodi. Altri Grillo per farla breve.

Eppure anche lui aveva iniziato bene. Buoni propositi, buoni argomenti seppur populisti, buone idee, e il tutto condito da giornate dedicate al “VAFFA….” Passando per le burle da palco o da piazze condite di colore e sano umorismo urlato che spesso ha potere ipotizzante. Un po come il Marchese di due secoli prima. Passi che il Grillo moderno abbia litigato con il mondo intero e che tutti devono andare a casa. Per lui sono vecchi anche i nuovi spesso, ma ci stà. Passi la prepotenza con cui si presenta innanzi a Bersani con lo streaming o a Renzi  al quale poteva telefonarli se voleva solo cantarle o litigare senza portare proposte o ascoltarne eventualmente. Passi che non si sa ancora che ci sta a fare in parlamento visto che si scalda solo il banchetto visto che gli italiani non usufruiscono di miglioramenti sulla qualità della vita economica e sociale dettata da sue idee messe in pratica. Passi che a Napoli grida al ritorno dei Borbone e chiede scusa come cittadino del nord per i torti storici. Passi la sua traversata calabro siciliana dello stretto per prendere i voti meridionali o meglio….SUDici (ma arriveremo a spiegare anche questo). Passi che dopo le batoste elettorali mandi alle ortiche i suoi principi fermi e chiede umilmente di incontrare RENZI andando contro tutti i principi tanto sbandierati un attimo prima. Passi per il no euro e no europa sul quale ci sarebbe da dire molte incongruenze del marchese punto zero (.0) , passi che parli di Berlinguer quasi fosse il suo degno erede per poi fare accordi in europa incomprensibili dalla logica umana. Passi per mille altre cose (chi più ne ha più ne metta). Ma non può passare inosservato il suo discorso di insediamento europeo. Non date soldi a Campania Calabria e Sicilia perché sono mafiosi camorristi e n’dranghetisti. Questo offende la memoria di persone che hanno dato la vita per il sud. Offende le loro famiglie. Offende milioni di persone per bene. Offendono il Partito del Sud e tutti noi. Non date soldi a queste regioni perché mafiose, e quindi rubano i soldi. Parole forti, inaudite, senza senno ne logica.

Mi salta in mente Francesco BELSITO o la Rosi MAURO che ben sappiamo a quale partito appartengono. La vicenda MOSE a Venezia ha poi dell’incredibile, e Venezia, basta controllare il parallelo su una qualsiasi cartina geografica, non risulta al sud. La Fondazione MAUGERI, il SAN RAFFAELE, la Sanità Lombarda, Tanzi che ha rovinato migliaia di famiglie. Tangentopoli, l’EXPO a Milano. La giunta regione lombardia al suo completo, o quasi, e tutta indagata o in galera, Zaia, e sindaci nordici coinvolti e indagati. Il tutto condito da infiltrazioni mafiose. Se solo si legge l’ultimo libro di Filippo ASTONE “La disfatta del NORD, corruzione, clientelismo, mala gestione” c’è da mettersi le mani nei capelli e chiedersi se la parte sana non sta davvero in meridione invece. Si potrebbe andare avanti con mille esempi e riportare mille documenti. Ma chiedo al Marchese .0 : ma se tutte queste cose fossero successe al sud?”.

Tornando al Grillo di Comencini…beh lui avrebbe risposto “ ah…me dispiace, ma io so io…e voi non siete un (BIP)”

Peccato. Si un vero peccato. Molti campani calabresi e siciliani credevano in Grillo come ultima spiaggia. Fortunatamente c’è il Partito del SUD. 


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giovedì 26 giugno 2014

Feriti a morte...

di  Andrea Balìa
Fonte: Partito del Sud-Napoli

Chi legge questo titolo e non è di ultimo pelo, come il sottoscritto, ricorderà il famoso libro d’un grande scrittore napoletano, Raffaele La Capria, intitolato “Ferito a morte”, e penserà ad un facile furto dell’idea di questo best seller. Così non è anche se è innegabile che lo spunto arrivi da là. 

Il libro di La Capria si contraddistinse per la mirabile descrizione della “bella giornata” e dell’arpionamento d’un pesce nel golfo di Napoli, per l’appunto “ferito a morte”, come allegoria di quanto un’ammaliatrice città come Napoli possa marchiare indelebilmente, ferire un suo cittadino, inebriandolo ma condannarlo, in un certo senso tarpandogli le ali con un’appartenenza struggente ma vincolante.

Ben altre motivazioni meno liriche ma più “terrene” e drammatiche ci spingono a questa titolazione. 
Una brutta parte finale del mese di Giugno ha colpito chi ama il Sud con due tristi eventi. Prima la dipartita d’un ragazzone, dal peso improponibile ma comunque non sufficiente a contenere il suo grande e semplice cuore : Gennaro Brandolini Palumbo. Innamorato della sua terra, in modo nostalgico ma genuino. Aveva compreso che il segreto sta nel darsi da fare, superando la fase del “lamento”. Aveva messo su una piccola società con relativo marchio con cui confezionava e 
distribuiva prodotti alimentari del meridione. Questo lo distingueva da un certo “borbonismo” di maniera, talvolta solo pesante, folklorico e carente in propositività. Era rispettoso e semplice nei rapporti, e ciò lo rendeva simpatico tanto da lasciare molto amareggiati e con un vuoto notevole per la sua prematura dipartita. Non sarà semplice ritrovare e ricreare un altro Brandolini. Non a caso gli abbiamo fatto una dedica : “Addio Gennaro…riposa in pace, e che un cavallo bianco ti porti dal tuo Re, come alfiere della nostra terra”.
Il secondo triste evento è stata la morte di Ciro Esposito, il tifoso napoletano deceduto dopo 53 giorni per essere stato sparato a Roma, prima della finale di Coppa Italia. Un odio e una violenza inaccettabile che contraddistinguono il tifo calcistico in tutt’Italia, con un’aggravante insopportabile : l’odio perpetrato in modo costante e diffuso ovunque contro i napoletani e la sua tifoseria. Liquidare ciò solo con una deriva generica della violenza nello sport, ci sembra insufficiente, parziale e poco onesto e rispettoso in primis per questo povero ragazzo e per Napoli. Che anche nel calcio, in un tifo violento, Napoli, il Sud, debbano costituire la vittima prefigurata e designata è inaccettabile. E poichè la reazione con altra violenza non è ipotizzabile, si adoperi una giustizia celere e ferma che individui e punisca colpevoli e inadempienti come monito e doveroso risarcimento alla famiglia di Ciro Esposito e alla sua città; così come, puntualmente e doverosamente, ha richiesto Napoli col suo sindaco.

Insomma che non siano sottratte ai napoletani, ai meridionali tutti, le ragioni – storicamente già faticose – per, se non intonare, ma almeno ascoltare con sofferenza ma quantomeno senza vergogna un “fratelli d’italia…”

E che sia chiaro…..”feriti a morte”….ma non ancora morti!

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di  Andrea Balìa
Fonte: Partito del Sud-Napoli

Chi legge questo titolo e non è di ultimo pelo, come il sottoscritto, ricorderà il famoso libro d’un grande scrittore napoletano, Raffaele La Capria, intitolato “Ferito a morte”, e penserà ad un facile furto dell’idea di questo best seller. Così non è anche se è innegabile che lo spunto arrivi da là. 

Il libro di La Capria si contraddistinse per la mirabile descrizione della “bella giornata” e dell’arpionamento d’un pesce nel golfo di Napoli, per l’appunto “ferito a morte”, come allegoria di quanto un’ammaliatrice città come Napoli possa marchiare indelebilmente, ferire un suo cittadino, inebriandolo ma condannarlo, in un certo senso tarpandogli le ali con un’appartenenza struggente ma vincolante.

Ben altre motivazioni meno liriche ma più “terrene” e drammatiche ci spingono a questa titolazione. 
Una brutta parte finale del mese di Giugno ha colpito chi ama il Sud con due tristi eventi. Prima la dipartita d’un ragazzone, dal peso improponibile ma comunque non sufficiente a contenere il suo grande e semplice cuore : Gennaro Brandolini Palumbo. Innamorato della sua terra, in modo nostalgico ma genuino. Aveva compreso che il segreto sta nel darsi da fare, superando la fase del “lamento”. Aveva messo su una piccola società con relativo marchio con cui confezionava e 
distribuiva prodotti alimentari del meridione. Questo lo distingueva da un certo “borbonismo” di maniera, talvolta solo pesante, folklorico e carente in propositività. Era rispettoso e semplice nei rapporti, e ciò lo rendeva simpatico tanto da lasciare molto amareggiati e con un vuoto notevole per la sua prematura dipartita. Non sarà semplice ritrovare e ricreare un altro Brandolini. Non a caso gli abbiamo fatto una dedica : “Addio Gennaro…riposa in pace, e che un cavallo bianco ti porti dal tuo Re, come alfiere della nostra terra”.
Il secondo triste evento è stata la morte di Ciro Esposito, il tifoso napoletano deceduto dopo 53 giorni per essere stato sparato a Roma, prima della finale di Coppa Italia. Un odio e una violenza inaccettabile che contraddistinguono il tifo calcistico in tutt’Italia, con un’aggravante insopportabile : l’odio perpetrato in modo costante e diffuso ovunque contro i napoletani e la sua tifoseria. Liquidare ciò solo con una deriva generica della violenza nello sport, ci sembra insufficiente, parziale e poco onesto e rispettoso in primis per questo povero ragazzo e per Napoli. Che anche nel calcio, in un tifo violento, Napoli, il Sud, debbano costituire la vittima prefigurata e designata è inaccettabile. E poichè la reazione con altra violenza non è ipotizzabile, si adoperi una giustizia celere e ferma che individui e punisca colpevoli e inadempienti come monito e doveroso risarcimento alla famiglia di Ciro Esposito e alla sua città; così come, puntualmente e doverosamente, ha richiesto Napoli col suo sindaco.

Insomma che non siano sottratte ai napoletani, ai meridionali tutti, le ragioni – storicamente già faticose – per, se non intonare, ma almeno ascoltare con sofferenza ma quantomeno senza vergogna un “fratelli d’italia…”

E che sia chiaro…..”feriti a morte”….ma non ancora morti!

sabato 7 giugno 2014

Il 'Garantista' di Sansonetti, primo giornale a diffusione nazionale Made in Calabria, per sdoganare meridionalismo e garantismo...

https://www.youtube.com/watch?v=2hGVbtkuEYA&feature=youtu.be




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https://www.youtube.com/watch?v=2hGVbtkuEYA&feature=youtu.be




giovedì 15 maggio 2014

L'articolo di Andrea Balìa di Maggio 2014 su Webnapoli24.com

Per il Sud?... o per il Suo?
Vanno bene gli ideali....però...

di  Andrea Balìa

Ecco Per il Sud?...o per il Suo…? Vanno bene gli ideali….però…
Tv, giornali, arte, libri, prodotti evocativi, poesie….e tutto quello che ne consegue : royalties, diritti d’immagine, percentuali, gettoni, ricarichi, diritti editoriali, ecc… tutta una serie di prodotti legati al Sud, alla sua storia, analisi, video, simbologia evocativa, disquisizioni, conferenze, interviste sui quali vanno bene gli ideali ma che producono anche e spesso un mercato che fa comodo alle finanze di chi naviga per questi mari.
 Intendiamoci il tutto è lecito e inevitabile, un po’ meno gradevole se altresì finisce per creare canali e/o clienti preferenziali del momento, o addirittura un’equidistanza per certi versi giusta ma ugualmente criticabile che porta a non premiare o prendere le distanze da nessuno o all’inverso – come si diceva sopra - privilegiare qualcuno.
 Il Sud ha bisogno di visibilità, che le sue ragioni siano ascoltate da tanti, da tutti, e quindi ben vengano voci che attraverso i mezzi mediatici più attuali o anche canonici le comunichino in modo vasto e diffuso. 
La medaglia riteniamo abbia due facce e se il racconto della verità storica, e anche dell’attualità, le giuste lamentazioni e recriminazioni ne coprono una, sarebbe certamente e inevitabilmente utile ricoprire e dar corpo anche all’altra faccia : quella della propositività, del fare che molti attori trascurano presi dall’altra o interpretano in modo sognante e fantasioso con soluzioni e proposte all’antitesi del pragmatismo e dell’attuabilità. 
Vanno bene gli ideali….ma un po’ meno per il Suo e un po’ più per il Sud assieme a una sana concretezza non guasterebbe!
 Ammesso lo si voglia…
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Per il Sud?... o per il Suo?
Vanno bene gli ideali....però...

di  Andrea Balìa

Ecco Per il Sud?...o per il Suo…? Vanno bene gli ideali….però…
Tv, giornali, arte, libri, prodotti evocativi, poesie….e tutto quello che ne consegue : royalties, diritti d’immagine, percentuali, gettoni, ricarichi, diritti editoriali, ecc… tutta una serie di prodotti legati al Sud, alla sua storia, analisi, video, simbologia evocativa, disquisizioni, conferenze, interviste sui quali vanno bene gli ideali ma che producono anche e spesso un mercato che fa comodo alle finanze di chi naviga per questi mari.
 Intendiamoci il tutto è lecito e inevitabile, un po’ meno gradevole se altresì finisce per creare canali e/o clienti preferenziali del momento, o addirittura un’equidistanza per certi versi giusta ma ugualmente criticabile che porta a non premiare o prendere le distanze da nessuno o all’inverso – come si diceva sopra - privilegiare qualcuno.
 Il Sud ha bisogno di visibilità, che le sue ragioni siano ascoltate da tanti, da tutti, e quindi ben vengano voci che attraverso i mezzi mediatici più attuali o anche canonici le comunichino in modo vasto e diffuso. 
La medaglia riteniamo abbia due facce e se il racconto della verità storica, e anche dell’attualità, le giuste lamentazioni e recriminazioni ne coprono una, sarebbe certamente e inevitabilmente utile ricoprire e dar corpo anche all’altra faccia : quella della propositività, del fare che molti attori trascurano presi dall’altra o interpretano in modo sognante e fantasioso con soluzioni e proposte all’antitesi del pragmatismo e dell’attuabilità. 
Vanno bene gli ideali….ma un po’ meno per il Suo e un po’ più per il Sud assieme a una sana concretezza non guasterebbe!
 Ammesso lo si voglia…

 
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