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giovedì 19 dicembre 2019
Catania – Sud-Lab: “La Sicilia non si arrende”
Abolito dalle agende delle principali forze politiche nazionali e vilipeso nella sua dignità storica, civile e culturale anche dal cosiddetto Governo giallo-rosso del “cambiamento”, che, di contro, in continuità coi Governi precedenti e con la complicità del ceto politico meridionale sempre più subalterno alle miopi logiche estrattive, spartitorie e sperequative dei peteri forti del Nord, ha scippato altre decine di milioni di euro destinati alla costruzione degli agli asili nido meridionali (M. Esposito, Il Mattino, 19 dicembre 2019), il Sud, invece, è al centro di una campagna di mobilitazione promossa dal Partito del Sud e da Rifondazione comunista in collaborazione con la rivista Left e con transform! Italia: “Sud-Lab La riscossa del Sud”.
Dopo gli incontri di Lamezia e San Giovanni Rotondo, sabato 20 dicembre, ore 17:30, presso l’Ostello degli Elefanti di Catania, si terrà l’Assemblea pubblica: “La Sicilia non si arrende”.
In qualità di relatori, vi parteciperanno: Loredana Marino, responsabile Mezzogiorno PRC; Natale Cuccurese, del Presidente Partito del Sud; Anna Bonforte, Zero Waste Sicilia; Matteo Iannitti, Calabria Bene Comune; Antonio Mazzeo, giornalista; Giuseppe Nobile, Regione Sicilia; Dario Pruiti, Presidente ARCI Catania; Felice Rappazzo, docente universitario; Tiziana Scandura, Democrazia e Lavoro CGIL; Giorgio Stracquadanio, blogger Vittoria. Coordina Milena Angiletti.
Come ha precisato Cuccurese: “Un laboratorio permanente sul Sud e per il Sud è la risposta che dobbiamo a noi meridionali per migliorare le nostre condizioni sociali, economiche, di lavoro e di vita e per un’Italia unita, solidale, accogliente, senza disuguaglianze e discriminazioni”.
19/12/2019 – Salvatore Lucchese
Fonte: VesuvuanoNews
Abolito dalle agende delle principali forze politiche nazionali e vilipeso nella sua dignità storica, civile e culturale anche dal cosiddetto Governo giallo-rosso del “cambiamento”, che, di contro, in continuità coi Governi precedenti e con la complicità del ceto politico meridionale sempre più subalterno alle miopi logiche estrattive, spartitorie e sperequative dei peteri forti del Nord, ha scippato altre decine di milioni di euro destinati alla costruzione degli agli asili nido meridionali (M. Esposito, Il Mattino, 19 dicembre 2019), il Sud, invece, è al centro di una campagna di mobilitazione promossa dal Partito del Sud e da Rifondazione comunista in collaborazione con la rivista Left e con transform! Italia: “Sud-Lab La riscossa del Sud”.
Dopo gli incontri di Lamezia e San Giovanni Rotondo, sabato 20 dicembre, ore 17:30, presso l’Ostello degli Elefanti di Catania, si terrà l’Assemblea pubblica: “La Sicilia non si arrende”.
In qualità di relatori, vi parteciperanno: Loredana Marino, responsabile Mezzogiorno PRC; Natale Cuccurese, del Presidente Partito del Sud; Anna Bonforte, Zero Waste Sicilia; Matteo Iannitti, Calabria Bene Comune; Antonio Mazzeo, giornalista; Giuseppe Nobile, Regione Sicilia; Dario Pruiti, Presidente ARCI Catania; Felice Rappazzo, docente universitario; Tiziana Scandura, Democrazia e Lavoro CGIL; Giorgio Stracquadanio, blogger Vittoria. Coordina Milena Angiletti.
Come ha precisato Cuccurese: “Un laboratorio permanente sul Sud e per il Sud è la risposta che dobbiamo a noi meridionali per migliorare le nostre condizioni sociali, economiche, di lavoro e di vita e per un’Italia unita, solidale, accogliente, senza disuguaglianze e discriminazioni”.
19/12/2019 – Salvatore Lucchese
Fonte: VesuvuanoNews
martedì 26 febbraio 2019
A Palermo per il lavoro! Su Transform!Italia un testo prodotto dal gruppo di lavoro di Palermo del Partito del Sud.
Riteniamo necessario fare alcune considerazioni sulle politiche del governo dell’Unione Europea, che di fatto condizionano tutti gli stati membri imponendo ai cittadini dell’Unione politiche economiche di austerità che non favoriscono e non tutelano i diritti dei lavoratori e lo stato sociale dei cittadini, ma tutelano gli interessi economici del capitalismo finanziario che ormai governa l’Europa e quasi, tutto il mondo intero (ovvero la globalizzazione dell’economia).
Dal 1989, poi, con il crollo del muro di Berlino, il mondo capitalistico ha cancellato ogni confine che lo limitava entro più o meno precisi confini e si è imposto a livello simbolico, come unica realtà possibile.
L’Unione Europea, come si è visto, segna una tappa ulteriore del costituirsi del capitalismo nella sua forma assoluto-totalitaria: abbattuta la potenza UNIONE SOVIETICA che per ampia parte del “secolo scorso” aveva tenuto a freno il dilagare del capitale, rimaneva solo una realtà da abbattere. Tale realtà era lo stato sovrano nazionale, con annesso primato del politico sull’economico: A QUESTO E’ SERVITA LA POLITICA DELL’ATTUALE UNIONE EUROPEA, momento culminante della spoliticizzazione dell’economico non più limitato, imponendo politiche di austerità, che riducono al minimo gli investimenti statali per lo sviluppo economico del paese, facendo venire meno le opportunità di posti di lavoro.
L’austerità stringe nella sua morsa l’Italia e ancor più il suo Mezzogiorno, aggravando la Questione Meridionale.
I vincoli di bilancio europei allontanano sempre più il sud dal nord Italia. E il sud Europa dal nord Europa.
La crisi in cui versa il nostro paese, da oltre un decennio, colpisce con particolare violenza i territori storicamente più svantaggiati, il Sud e le Isole causando l’emigrazione giovanile verso il nord del nostro paese ed all’estero verso gli altri stati europei.
PROPOSTE PER UN NUOVO SVILUPPO DELL’AREA METROPOLITANA E PROVINCIALE DI PALERMO
La ripresa economica della città metropolitana e della provincia di Palermo deve in primo luogo assolutamente transitare dalla messa in sicurezza, dalla prevenzione e dalla valorizzazione del territorio/paesaggio e del patrimonio edilizio esistente sia pubblico (scuole, edifici pubblici, ecc.) che privato, della innovazione tecnologica e dei materiali, della rigenerazione urbana e della sostenibilità ambientale che da soli rappresentano di per sé un piano straordinario di creazione diretta di lavoro e in secondo luogo dal consolidamento e da un rilancio del manifatturiero, dell’istruzione e della ricerca. Serve un progetto complessivo di riorganizzazione del sistema dell’innovazione, valorizzando le esperienze positive esistenti e creando i presupposti per fare emergere tutte quelle vocazioni presenti nel territorio.
Pertanto è necessario puntare prioritariamente su:
- L’industria manifatturiera nelle aree industriali di Termini Imerese – Carini – Brancaccio. Garantire una fiscalità di vantaggio per le tre aree industriali Palermitane nell’ambito della Z.E.S (zona economica speciale) e definire misure di sostegno alle assunzioni, alla formazione, alla riqualificazione delle competenze, alla ricerca e alla innovazione tecnologica:
- Occorre un disegno organico di politica industriale, che tenga conto delle competenze ( Know how) presenti e delle potenzialità di sviluppo nell’ambito della cosiddetta industria 4.0, dotato di idonee risorse finanziarie, che si ponga chiari e quantificati obbiettivi a medio e lungo termine.
- Occorrono investimenti pubblici dedicati e addizionali rispetto a quelli comunitari e nazionali coerenti con la vocazione manifatturiera del territorio: alimentare, automobilistica, navale, chimica, ecc., e con il potenziamento infrastrutturale a cominciare dal cantiere navale di Palermo.
- L’economia circolarecome nuovo modello economico per il rilancio dell’industria nell’area Palermitana. Puntare sulla produzione secondo il modello di una economia circolare ha due vantaggi: un risparmio sui costi di produzione e l’acquisizione di un vantaggio competitivo. Prolungare l’uso produttivo dei materiali, riutilizzarli e aumentare l’efficienza serve a rafforzare la competitività, a ridurre l’impatto ambientale. Corretta gestione dei rifiuti, prevenzione, riduzione, riutilizzo, riciclaggio e compostaggio attraverso la cosiddetta “strategia rifiuti zero” può avere importanti e positive ricadute occupazionali.
- Reti e innovazione tecnologica:
- Ammodernamento della rete elettrica ad alta media e bassa tensione;
- Ristrutturazione della rete di distribuzione idrica;
- Riassetto normativo in Sicilia per il superamento della frammentazione nella gestione del servizio idrico integrato anche al fine di prevenire le emergenze idriche;
- Banda Larga: Potenziare la connessione digitale è obbiettivo primario per lo sviluppo delle aziende e del territorio.
- Industria Culturale:
- Occorre coniugare le forme differenti di sviluppo con il rispetto del paesaggio: innovazione e valorizzazione del nostro enorme patrimonio storico, artistico e culturale come condizione indispensabile e preliminare per favorire e rafforzare l’industria turistica palermitana.
- Mobilità e Trasporti:
- Interporto di Termini Imerese: è necessaria struttura intermodale per il trasporto delle merci e l’interscambio mare terra di tutta la provincia anche nell’ambito della ZES;
- Raddoppio/ammodernamento delle reti ferroviarie e delle linee del tram a Palermo
- Porto di Palermo: Riqualificazione e definizione della mission produttiva, erilancio nel mediterraneo. Il porto di Palermo è uno dei maggiori porti per traffico passeggieri e per dimensioni del mediterraneo. Le origini del porto di Palermo (fondato dai Fenici) coincidono con quelle della città, perché fu proprio il porto a essere il fulcro centrale dello sviluppo della città. Fu al centro degli scambi commerciali per i Fenici, i Cartaginesi, i Romani e gli Arabi, durante la dominazione musulmana della Sicilia. L’attuale porto ha visto la sua nascita nel 1567 sotto la dominazione Spagnola, quando l’antico porto Fenicio diviene insufficiente per le crescenti esigenze cittadine. L’area del porto andò sempre più spandendosi verso nord con la creazione nel XlX secolo dei cantieri navali, che si sono sviluppati sempre più per la posizione al centro del mediterraneo, punto di passaggio, tra la rotta del canale di Suez e lo stretto di Gibilterra collegando il mar Rosso e l’oceano Atlantico. Allo stato attuale il porto è collegato con servizi regolari di navi traghetto con Napoli, Livorno, Cagliari, Civitavecchia, Genova e Tunisi. Esso inoltre ospita un notevole traffico settimanale di navi da crociera e merci provenienti, via Gioia Tauro (Calabria) da tutte le parti del mondo. Per il futuro è stato approvato il nuovo piano regolatore portuale che prevede nei prossimi dieci anni una quasi dismissione del settore merci che verrà spostato a Termini Imerese (una cittadina a circa 30 Km. Da Palermo e collegata con l’asse autostradale PA-CT), mentre il porto di Palermo si svilupperà nel settore turistico- crocieristico.
- Strade provinciali: Occorre un piano di recupero ed ammodernamento della viabilità secondaria. Lo stato delle vie di comunicazioni in una parte significativa del nostro territorio come l’area delle Madonie, del Corleonese e del Partinicese è a dir poco catastrofica. E’ indispensabile mettere in connessione le aree interne e montane con l’area metropolitana per potere sfruttare al meglio il sistema integrato dei trasporti.
- Semplificazione e sburocratizzazione
- Occorre promuovere ed attuare tutte quelle politiche di semplificazione normativa ed amministrativa al fine di migliorare la qualità dei rapporti tra cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche. Da sempre il livello burocratico è stato considerato da imprese e cittadini come il principale fattore ostativo per la crescita e lo sviluppo. Occorre individuare una struttura che curi l’attività di monitoraggio e al contempo promuova tutte quelle iniziative che migliorino i rapporti tra i cittadini, imprese e pubblica amministrazione.
- Il Cantiere Navale di Palermo
Riteniamo necessario approfondire le problematiche che riguardano il cantiere navale di Palermo che negli anni 60 dava lavoro a circa 5000 operai ed oggi dà lavoro a 330 operai diretti, circa 100 gli impiegati e a circa 100 lavoratori di ditte esterne.
- La società Fincantieri spa (proprietaria del cantiere navale) è in ripresa in Italia e nel mercato mondiale e la sua produzione è a pieno regime.
- Aspetti unici del cantiere di Palermo: la posizione geografica del cantiere al centro del mediterraneo; la profondità dei fondali (20 mt.)
- Si possono ospitare contemporaneamente 4 navi per le opportune lavorazioni.
- Il cantiere di Palermo, come spazio disponibile, è il secondo cantiere più grande d’Italia, dopo Monfalcone e tra i primi del mediterraneo, con il bacino, di 400 mila tonnellate, più grande d’Europa.
- La scelta politica del gruppo, cioè l’aumento degli impiegati, e la costante diminuzione del numero degli operai, è funzionale alla decisione di esternalizzare/delocalizzare le lavorazioni.
- Nell’attuale proposta aziendale di Fincantieri, non è prevista una missione produttiva per il cantiere navale di Palermo, escluse le riparazioni da fare assieme ad altri due cantieri del gruppo.
- Le lavorazioni avvengono solo all’interno del bacino di 400 mila tonnellate essendo gli altri bacini fuori uso: quello da 19 mila t e 52 mila t (di proprietà della Regione Siciliana), mentre si aspetta ancora il finanziamento per il completamento di quello di di 150 mila t.
- E’ evidente la scarsa volontà politica ad una valorizzazione del cantiere di Palermo, puntando maggiormente a sviluppare i cantieri del nord Italia, lontani dalla rotta mediterranea Suez- Gibilterra che collega l’Asia Minore e l’africa orientale con l’oceano Atlantico incluso l’africa occidentale, da secoli rotta principale del mediterraneo dove si sono sviluppati i commerci delle grandi civiltà del bacino mediterraneo.
Palermo può rilanciare la sua economia proprio ripartendo dal porto. E’necessario che questo, che si trova al centro del mediterraneo, sia inserito dalla politica nazionale fra i porti compresi nella cosiddetta “via della seta”, che ad oggi non vede coinvolto nessun porto del Mezzogiorno, a riprova che come sempre il Sud è visto solo come una sorta di “colonia interna” anche dall’attuale governo del “cambiamento”. Un Sud utile per fornire manodopera e sbocco al mercato interno per le merci provenienti dal Nord, tenendo a bella posta bloccati infrastrutturazione e sviluppo. Una visione miope che vive il suo culmine in questi giorni con la cosiddetta “secessione dei ricchi” a tutto vantaggio delle sole Regioni del Nord ea danno di diritti e servizi di tutti gli altri cittadini del paese, ad iniziare da quelli del Sud.
Riteniamo necessario fare alcune considerazioni sulle politiche del governo dell’Unione Europea, che di fatto condizionano tutti gli stati membri imponendo ai cittadini dell’Unione politiche economiche di austerità che non favoriscono e non tutelano i diritti dei lavoratori e lo stato sociale dei cittadini, ma tutelano gli interessi economici del capitalismo finanziario che ormai governa l’Europa e quasi, tutto il mondo intero (ovvero la globalizzazione dell’economia).
Dal 1989, poi, con il crollo del muro di Berlino, il mondo capitalistico ha cancellato ogni confine che lo limitava entro più o meno precisi confini e si è imposto a livello simbolico, come unica realtà possibile.
L’Unione Europea, come si è visto, segna una tappa ulteriore del costituirsi del capitalismo nella sua forma assoluto-totalitaria: abbattuta la potenza UNIONE SOVIETICA che per ampia parte del “secolo scorso” aveva tenuto a freno il dilagare del capitale, rimaneva solo una realtà da abbattere. Tale realtà era lo stato sovrano nazionale, con annesso primato del politico sull’economico: A QUESTO E’ SERVITA LA POLITICA DELL’ATTUALE UNIONE EUROPEA, momento culminante della spoliticizzazione dell’economico non più limitato, imponendo politiche di austerità, che riducono al minimo gli investimenti statali per lo sviluppo economico del paese, facendo venire meno le opportunità di posti di lavoro.
L’austerità stringe nella sua morsa l’Italia e ancor più il suo Mezzogiorno, aggravando la Questione Meridionale.
I vincoli di bilancio europei allontanano sempre più il sud dal nord Italia. E il sud Europa dal nord Europa.
La crisi in cui versa il nostro paese, da oltre un decennio, colpisce con particolare violenza i territori storicamente più svantaggiati, il Sud e le Isole causando l’emigrazione giovanile verso il nord del nostro paese ed all’estero verso gli altri stati europei.
PROPOSTE PER UN NUOVO SVILUPPO DELL’AREA METROPOLITANA E PROVINCIALE DI PALERMO
La ripresa economica della città metropolitana e della provincia di Palermo deve in primo luogo assolutamente transitare dalla messa in sicurezza, dalla prevenzione e dalla valorizzazione del territorio/paesaggio e del patrimonio edilizio esistente sia pubblico (scuole, edifici pubblici, ecc.) che privato, della innovazione tecnologica e dei materiali, della rigenerazione urbana e della sostenibilità ambientale che da soli rappresentano di per sé un piano straordinario di creazione diretta di lavoro e in secondo luogo dal consolidamento e da un rilancio del manifatturiero, dell’istruzione e della ricerca. Serve un progetto complessivo di riorganizzazione del sistema dell’innovazione, valorizzando le esperienze positive esistenti e creando i presupposti per fare emergere tutte quelle vocazioni presenti nel territorio.
Pertanto è necessario puntare prioritariamente su:
- L’industria manifatturiera nelle aree industriali di Termini Imerese – Carini – Brancaccio. Garantire una fiscalità di vantaggio per le tre aree industriali Palermitane nell’ambito della Z.E.S (zona economica speciale) e definire misure di sostegno alle assunzioni, alla formazione, alla riqualificazione delle competenze, alla ricerca e alla innovazione tecnologica:
- Occorre un disegno organico di politica industriale, che tenga conto delle competenze ( Know how) presenti e delle potenzialità di sviluppo nell’ambito della cosiddetta industria 4.0, dotato di idonee risorse finanziarie, che si ponga chiari e quantificati obbiettivi a medio e lungo termine.
- Occorrono investimenti pubblici dedicati e addizionali rispetto a quelli comunitari e nazionali coerenti con la vocazione manifatturiera del territorio: alimentare, automobilistica, navale, chimica, ecc., e con il potenziamento infrastrutturale a cominciare dal cantiere navale di Palermo.
- L’economia circolarecome nuovo modello economico per il rilancio dell’industria nell’area Palermitana. Puntare sulla produzione secondo il modello di una economia circolare ha due vantaggi: un risparmio sui costi di produzione e l’acquisizione di un vantaggio competitivo. Prolungare l’uso produttivo dei materiali, riutilizzarli e aumentare l’efficienza serve a rafforzare la competitività, a ridurre l’impatto ambientale. Corretta gestione dei rifiuti, prevenzione, riduzione, riutilizzo, riciclaggio e compostaggio attraverso la cosiddetta “strategia rifiuti zero” può avere importanti e positive ricadute occupazionali.
- Reti e innovazione tecnologica:
- Ammodernamento della rete elettrica ad alta media e bassa tensione;
- Ristrutturazione della rete di distribuzione idrica;
- Riassetto normativo in Sicilia per il superamento della frammentazione nella gestione del servizio idrico integrato anche al fine di prevenire le emergenze idriche;
- Banda Larga: Potenziare la connessione digitale è obbiettivo primario per lo sviluppo delle aziende e del territorio.
- Industria Culturale:
- Occorre coniugare le forme differenti di sviluppo con il rispetto del paesaggio: innovazione e valorizzazione del nostro enorme patrimonio storico, artistico e culturale come condizione indispensabile e preliminare per favorire e rafforzare l’industria turistica palermitana.
- Mobilità e Trasporti:
- Interporto di Termini Imerese: è necessaria struttura intermodale per il trasporto delle merci e l’interscambio mare terra di tutta la provincia anche nell’ambito della ZES;
- Raddoppio/ammodernamento delle reti ferroviarie e delle linee del tram a Palermo
- Porto di Palermo: Riqualificazione e definizione della mission produttiva, erilancio nel mediterraneo. Il porto di Palermo è uno dei maggiori porti per traffico passeggieri e per dimensioni del mediterraneo. Le origini del porto di Palermo (fondato dai Fenici) coincidono con quelle della città, perché fu proprio il porto a essere il fulcro centrale dello sviluppo della città. Fu al centro degli scambi commerciali per i Fenici, i Cartaginesi, i Romani e gli Arabi, durante la dominazione musulmana della Sicilia. L’attuale porto ha visto la sua nascita nel 1567 sotto la dominazione Spagnola, quando l’antico porto Fenicio diviene insufficiente per le crescenti esigenze cittadine. L’area del porto andò sempre più spandendosi verso nord con la creazione nel XlX secolo dei cantieri navali, che si sono sviluppati sempre più per la posizione al centro del mediterraneo, punto di passaggio, tra la rotta del canale di Suez e lo stretto di Gibilterra collegando il mar Rosso e l’oceano Atlantico. Allo stato attuale il porto è collegato con servizi regolari di navi traghetto con Napoli, Livorno, Cagliari, Civitavecchia, Genova e Tunisi. Esso inoltre ospita un notevole traffico settimanale di navi da crociera e merci provenienti, via Gioia Tauro (Calabria) da tutte le parti del mondo. Per il futuro è stato approvato il nuovo piano regolatore portuale che prevede nei prossimi dieci anni una quasi dismissione del settore merci che verrà spostato a Termini Imerese (una cittadina a circa 30 Km. Da Palermo e collegata con l’asse autostradale PA-CT), mentre il porto di Palermo si svilupperà nel settore turistico- crocieristico.
- Strade provinciali: Occorre un piano di recupero ed ammodernamento della viabilità secondaria. Lo stato delle vie di comunicazioni in una parte significativa del nostro territorio come l’area delle Madonie, del Corleonese e del Partinicese è a dir poco catastrofica. E’ indispensabile mettere in connessione le aree interne e montane con l’area metropolitana per potere sfruttare al meglio il sistema integrato dei trasporti.
- Semplificazione e sburocratizzazione
- Occorre promuovere ed attuare tutte quelle politiche di semplificazione normativa ed amministrativa al fine di migliorare la qualità dei rapporti tra cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche. Da sempre il livello burocratico è stato considerato da imprese e cittadini come il principale fattore ostativo per la crescita e lo sviluppo. Occorre individuare una struttura che curi l’attività di monitoraggio e al contempo promuova tutte quelle iniziative che migliorino i rapporti tra i cittadini, imprese e pubblica amministrazione.
- Il Cantiere Navale di Palermo
Riteniamo necessario approfondire le problematiche che riguardano il cantiere navale di Palermo che negli anni 60 dava lavoro a circa 5000 operai ed oggi dà lavoro a 330 operai diretti, circa 100 gli impiegati e a circa 100 lavoratori di ditte esterne.
- La società Fincantieri spa (proprietaria del cantiere navale) è in ripresa in Italia e nel mercato mondiale e la sua produzione è a pieno regime.
- Aspetti unici del cantiere di Palermo: la posizione geografica del cantiere al centro del mediterraneo; la profondità dei fondali (20 mt.)
- Si possono ospitare contemporaneamente 4 navi per le opportune lavorazioni.
- Il cantiere di Palermo, come spazio disponibile, è il secondo cantiere più grande d’Italia, dopo Monfalcone e tra i primi del mediterraneo, con il bacino, di 400 mila tonnellate, più grande d’Europa.
- La scelta politica del gruppo, cioè l’aumento degli impiegati, e la costante diminuzione del numero degli operai, è funzionale alla decisione di esternalizzare/delocalizzare le lavorazioni.
- Nell’attuale proposta aziendale di Fincantieri, non è prevista una missione produttiva per il cantiere navale di Palermo, escluse le riparazioni da fare assieme ad altri due cantieri del gruppo.
- Le lavorazioni avvengono solo all’interno del bacino di 400 mila tonnellate essendo gli altri bacini fuori uso: quello da 19 mila t e 52 mila t (di proprietà della Regione Siciliana), mentre si aspetta ancora il finanziamento per il completamento di quello di di 150 mila t.
- E’ evidente la scarsa volontà politica ad una valorizzazione del cantiere di Palermo, puntando maggiormente a sviluppare i cantieri del nord Italia, lontani dalla rotta mediterranea Suez- Gibilterra che collega l’Asia Minore e l’africa orientale con l’oceano Atlantico incluso l’africa occidentale, da secoli rotta principale del mediterraneo dove si sono sviluppati i commerci delle grandi civiltà del bacino mediterraneo.
Palermo può rilanciare la sua economia proprio ripartendo dal porto. E’necessario che questo, che si trova al centro del mediterraneo, sia inserito dalla politica nazionale fra i porti compresi nella cosiddetta “via della seta”, che ad oggi non vede coinvolto nessun porto del Mezzogiorno, a riprova che come sempre il Sud è visto solo come una sorta di “colonia interna” anche dall’attuale governo del “cambiamento”. Un Sud utile per fornire manodopera e sbocco al mercato interno per le merci provenienti dal Nord, tenendo a bella posta bloccati infrastrutturazione e sviluppo. Una visione miope che vive il suo culmine in questi giorni con la cosiddetta “secessione dei ricchi” a tutto vantaggio delle sole Regioni del Nord ea danno di diritti e servizi di tutti gli altri cittadini del paese, ad iniziare da quelli del Sud.
sabato 24 febbraio 2018
Incontro con i candidati di Potere al Popolo di Palermo-Bagheria - Domenica 25 Febbraio a Palermo
I candidati della lista Potere al Popolo Giovanni Maniscalco, Pietro Milazzo e Francesca Tuminello, candidati rispettivamente nei collegi uninominali di Senato e Camera, e nel plurinominale Camera incontrano la cittadinanza illustrando i punti salienti del programma con il quale si presentano alle elezioni nazionali del 4 marzo.
Modererà l'incontro Marco Provenzano.
Modererà l'incontro Marco Provenzano.
"I liberatori non esistono: sono i popoli che si liberano da sè" (Ernesto Guevara De la Serna)
I candidati della lista Potere al Popolo Giovanni Maniscalco, Pietro Milazzo e Francesca Tuminello, candidati rispettivamente nei collegi uninominali di Senato e Camera, e nel plurinominale Camera incontrano la cittadinanza illustrando i punti salienti del programma con il quale si presentano alle elezioni nazionali del 4 marzo.
Modererà l'incontro Marco Provenzano.
Modererà l'incontro Marco Provenzano.
"I liberatori non esistono: sono i popoli che si liberano da sè" (Ernesto Guevara De la Serna)
giovedì 8 febbraio 2018
Brutte notizie per Renzi, Grasso e D’Alema: Potere Al Popolo ha raccolto le firme e sarà presente ovunque
In Sicilia la notizia che Potere Al Popolo sarà presente alle elezioni arriva proprio nel momento in cui tanti dirigenti e tanti militanti del PD sono in rotta di collisione con il partito. Per non parlare di Liberi e Uguali, formazione politica che sta provando a fare eleggere personaggi che nulla hanno a che vedere con la nostra Isola. La notizia è che chi in Sicilia vuole votare a sinistra ha a disposizione un vero partito di sinistra
Brutte notizie per il PD di Matteo Renzi e per Liberi e Uguali di Piero Grasso, Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani. I rappresentanti di Potere Al Popolo – l’unica, vera formazione politica di sinistra – annunciano di aver raccolto e presentato le firme per presentare la lista. Morale: questa compagine politica che unisce tutto il mondo dei centri sociali e del volontariato a sinistra alle elezioni politiche del 4 marzo presenterà candidati in tutto il territorio nazionale.
Di seguito il comunicato stampa della nuova formazione politica:
“Si è chiusa con la consegna – conclusa nella serata di oggi 28 gennaio delle oltre 2700 sottoscrizioni – la Campagna di raccolta firme per la presentazione delle Liste dei candidati dei collegi della Camera Sicilia 1-01 e Sicilia 1-02 e del collegio del Senato Sicilia 1”.
“Per Potere Al Popolo – prosegue il comunicato – è stata una domenica importantissima, in tutti i capoluoghi di regione sono state consegnate decine di migliaia di firme. Anche Palermo ha fatto la sua parte. L’atto burocratico si è trasformato in partecipazione, decine di attivisti di Potere Al Popolo si sono dati appuntamento non solo per accompagnare i ‘presentatori’ nella consegna, ma per testimoniare la voglia di cambiamento.
Adesso è ufficiale, POTERE AL POPOLO non solo #accettalasfida ma vince la prima e sarà in campo nella campagna elettorale e nel voto del 4 marzo in tutto il territorio nazionale”.
Adesso è ufficiale, POTERE AL POPOLO non solo #accettalasfida ma vince la prima e sarà in campo nella campagna elettorale e nel voto del 4 marzo in tutto il territorio nazionale”.
La lista, che è stata votata dall’assemblea del 12 gennaio, vede nei due collegi plurinominali per il proporzionale i capilista Francesca Tumminello, lavoratrice di call center e delegata CGIL, e Frank Ferlisi, dirigente di Rifondazione Comunista.
Nei collegi uninominali per la Camera dei deputati la scelta è ricaduta invece su Maruzza Battaglia, presidente di LabZen2, Pietro Milazzo, attivista delle lotte sociali, Mario Minarda, insegnante e nel gruppo dirigente di PRC.
La lista del Senato invece vede nei collegi uninominali Davide Ficarra, attivista sociale e proprietario del Bar Garibaldi, Maria La Bianca, insegnante cresciuta nel volontariato cristiano che ha operato nel quartiere di Ballarò e Giovanni Maniscalco del partito del Sud e dirigente della CGIL.
Farà parte della lista plurinominale per il proporzionale al Senato Nilde Russo,attivista della zona madonita.
La notizia che Liberi E Uguali sarà presente alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo è molto importante in Sicilia, dove Renzi ha sostanzialmente buttato fuori dalle liste tutti gli esponenti di provenienza post comunista per fare posto ai propri sodali (in realtà, la stessa operazione è stata fatta in tutta l’Italia).
Chi oggi, nel PD siciliano, vuole votare a sinistra, per mettere in difficoltà Renzi – senza cadere nelle braccia di D’Alema, altro esponente del PD che è il vero leader di Liberi e Uguali – può farlo votando Potere Al Popolo.
Lo stesso discorso vale per i tanti dirigenti ed elettori di Liberi e Uguali delusi dalle scelte di Grasso e D’Alema, che hanno candidato in Sicilia soggetti che nulla hanno a che spartire con la Sicilia (eclatante il caso dell’ex segretario della CGIL candidato come capolista nella Sicilia orientale!): anche questi ultimi possono votare Potere Al Popolo.
Fonte: I Nuovi Vespri
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In Sicilia la notizia che Potere Al Popolo sarà presente alle elezioni arriva proprio nel momento in cui tanti dirigenti e tanti militanti del PD sono in rotta di collisione con il partito. Per non parlare di Liberi e Uguali, formazione politica che sta provando a fare eleggere personaggi che nulla hanno a che vedere con la nostra Isola. La notizia è che chi in Sicilia vuole votare a sinistra ha a disposizione un vero partito di sinistra
Brutte notizie per il PD di Matteo Renzi e per Liberi e Uguali di Piero Grasso, Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani. I rappresentanti di Potere Al Popolo – l’unica, vera formazione politica di sinistra – annunciano di aver raccolto e presentato le firme per presentare la lista. Morale: questa compagine politica che unisce tutto il mondo dei centri sociali e del volontariato a sinistra alle elezioni politiche del 4 marzo presenterà candidati in tutto il territorio nazionale.
Di seguito il comunicato stampa della nuova formazione politica:
“Si è chiusa con la consegna – conclusa nella serata di oggi 28 gennaio delle oltre 2700 sottoscrizioni – la Campagna di raccolta firme per la presentazione delle Liste dei candidati dei collegi della Camera Sicilia 1-01 e Sicilia 1-02 e del collegio del Senato Sicilia 1”.
“Per Potere Al Popolo – prosegue il comunicato – è stata una domenica importantissima, in tutti i capoluoghi di regione sono state consegnate decine di migliaia di firme. Anche Palermo ha fatto la sua parte. L’atto burocratico si è trasformato in partecipazione, decine di attivisti di Potere Al Popolo si sono dati appuntamento non solo per accompagnare i ‘presentatori’ nella consegna, ma per testimoniare la voglia di cambiamento.
Adesso è ufficiale, POTERE AL POPOLO non solo #accettalasfida ma vince la prima e sarà in campo nella campagna elettorale e nel voto del 4 marzo in tutto il territorio nazionale”.
Adesso è ufficiale, POTERE AL POPOLO non solo #accettalasfida ma vince la prima e sarà in campo nella campagna elettorale e nel voto del 4 marzo in tutto il territorio nazionale”.
La lista, che è stata votata dall’assemblea del 12 gennaio, vede nei due collegi plurinominali per il proporzionale i capilista Francesca Tumminello, lavoratrice di call center e delegata CGIL, e Frank Ferlisi, dirigente di Rifondazione Comunista.
Nei collegi uninominali per la Camera dei deputati la scelta è ricaduta invece su Maruzza Battaglia, presidente di LabZen2, Pietro Milazzo, attivista delle lotte sociali, Mario Minarda, insegnante e nel gruppo dirigente di PRC.
La lista del Senato invece vede nei collegi uninominali Davide Ficarra, attivista sociale e proprietario del Bar Garibaldi, Maria La Bianca, insegnante cresciuta nel volontariato cristiano che ha operato nel quartiere di Ballarò e Giovanni Maniscalco del partito del Sud e dirigente della CGIL.
Farà parte della lista plurinominale per il proporzionale al Senato Nilde Russo,attivista della zona madonita.
La notizia che Liberi E Uguali sarà presente alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo è molto importante in Sicilia, dove Renzi ha sostanzialmente buttato fuori dalle liste tutti gli esponenti di provenienza post comunista per fare posto ai propri sodali (in realtà, la stessa operazione è stata fatta in tutta l’Italia).
Chi oggi, nel PD siciliano, vuole votare a sinistra, per mettere in difficoltà Renzi – senza cadere nelle braccia di D’Alema, altro esponente del PD che è il vero leader di Liberi e Uguali – può farlo votando Potere Al Popolo.
Lo stesso discorso vale per i tanti dirigenti ed elettori di Liberi e Uguali delusi dalle scelte di Grasso e D’Alema, che hanno candidato in Sicilia soggetti che nulla hanno a che spartire con la Sicilia (eclatante il caso dell’ex segretario della CGIL candidato come capolista nella Sicilia orientale!): anche questi ultimi possono votare Potere Al Popolo.
Fonte: I Nuovi Vespri
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martedì 17 ottobre 2017
A Palermo assemblea elettorale con Ottavio Navarra e Partito del Sud
Domenica 15 ottobre c.a. presso la sede della coop. Prosopon di Palermo, in prossimità delle elezioni per il rinnovo dell’assemblea Siciliana, ha avuto luogo un’assemblea elettorale con Ottavio Navarra candidato alle elezioni Siciliane nella lista “CENTO PASSI” con Claudio Fava presidente e sostenuto dal Partito del Sud.
L’assemblea è stata molto partecipata. Dopo una introduzione da parte del Coord. Regionale del Partito del Sud Giovanni Maniscalco, che ha presentato il programma del Partito e le motivazioni del sostegno elettorale a Navarra, è stata data la parola al candidato. Navarra dopo un’autopresentazione ha esposto il programma elettorale della lista CENTO PASSI che coincide con quello del partito del sud: Lotta alla mafia ch’è fondamentale per lo sviluppo socio-economico della Sicilia; Maggiori infrastrutture e trasporti; rifondare la sanità in sicilia e fare i concorsi per aumentare gli organici, specialmente nei pronto soccorso degli ospedali; Aumentare la spesa pubblica per investimenti in Occupazione giovanile e nell’agricoltura; Moralizzazione della pubblica amministrazione regionale ecc…
Dopo l’intervento di Navarra si è aperto il dibattito con i presenti che hanno posto domande al candidato. L’assemblea si è conclusa con la soddisfazione di tutti i presenti per il dibattito costruttivo e con l’impegno d’intraprendere, anche dopo le elezioni iniziative politiche per lo sviluppo economico-sociale della Sicilia.
Domenica 15 ottobre c.a. presso la sede della coop. Prosopon di Palermo, in prossimità delle elezioni per il rinnovo dell’assemblea Siciliana, ha avuto luogo un’assemblea elettorale con Ottavio Navarra candidato alle elezioni Siciliane nella lista “CENTO PASSI” con Claudio Fava presidente e sostenuto dal Partito del Sud.
L’assemblea è stata molto partecipata. Dopo una introduzione da parte del Coord. Regionale del Partito del Sud Giovanni Maniscalco, che ha presentato il programma del Partito e le motivazioni del sostegno elettorale a Navarra, è stata data la parola al candidato. Navarra dopo un’autopresentazione ha esposto il programma elettorale della lista CENTO PASSI che coincide con quello del partito del sud: Lotta alla mafia ch’è fondamentale per lo sviluppo socio-economico della Sicilia; Maggiori infrastrutture e trasporti; rifondare la sanità in sicilia e fare i concorsi per aumentare gli organici, specialmente nei pronto soccorso degli ospedali; Aumentare la spesa pubblica per investimenti in Occupazione giovanile e nell’agricoltura; Moralizzazione della pubblica amministrazione regionale ecc…
Dopo l’intervento di Navarra si è aperto il dibattito con i presenti che hanno posto domande al candidato. L’assemblea si è conclusa con la soddisfazione di tutti i presenti per il dibattito costruttivo e con l’impegno d’intraprendere, anche dopo le elezioni iniziative politiche per lo sviluppo economico-sociale della Sicilia.
mercoledì 11 ottobre 2017
Palermo, elezioni regionali 2017 - Domenica 15 Ottobre incontro del Partito del Sud con Ottavio Navarra
Domenica 15 Ottobre ore 17.30 presso i locali di Prosopon via Oreto 466-Palermo, Giovanni Maniscalco, Coord. Regionale del Partito del Sud, organizza un aperitivo con Ottavio Navarra, candidato alle elezioni regionali con la lista "Cento Passi" con Claudio Fava presidente.
Tutti i cittadini sono invitati.
Finalmente in Sicilia una sinistra compatta ed unita si batterà per il riscatto socio-economico-culturale della Regione e dei Siciliani.
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Tutti i cittadini sono invitati.
Finalmente in Sicilia una sinistra compatta ed unita si batterà per il riscatto socio-economico-culturale della Regione e dei Siciliani.
Domenica 15 Ottobre ore 17.30 presso i locali di Prosopon via Oreto 466-Palermo, Giovanni Maniscalco, Coord. Regionale del Partito del Sud, organizza un aperitivo con Ottavio Navarra, candidato alle elezioni regionali con la lista "Cento Passi" con Claudio Fava presidente.
Tutti i cittadini sono invitati.
Finalmente in Sicilia una sinistra compatta ed unita si batterà per il riscatto socio-economico-culturale della Regione e dei Siciliani.
Tutti i cittadini sono invitati.
Finalmente in Sicilia una sinistra compatta ed unita si batterà per il riscatto socio-economico-culturale della Regione e dei Siciliani.
lunedì 11 settembre 2017
COMUNICATO STAMPA PARTITO DEL SUD-SICILIA SULLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI 2017
PARTITO DEL SUD SICILIA
Meridionalisti Progressisti
COMUNICATO STAMPA
Domenica 10 Settembre si è svolta l’assemblea dei partiti e movimenti della sinistra Siciliana a cui ha aderito il Partito del Sud.
L’Assemblea ha ratificato all’unanimità, a seguito di un percorso democratico, la candidatura di Claudio Fava a presidente della Regione Sicilia.
Nel suo intervento finale Fava ha descritto alcune linee fondamentali del programma che proporrà per il riscatto della Sicilia, mettendo a primo posto la lotta contro la criminalità mafiosa. Inoltre ha ribadito di volere al suo fianco come vice-presidente Ottavio Navarra.
Il Partito del Sud Sicilia si ritiene soddisfatto del risultato dell’assemblea ed assieme ai compagni di “ Possibile” (di cui è leader nazionale Giuseppe Civati) parteciperà alla stesura del programma elettorale. Finalmente in Sicilia abbiamo una sinistra unita e compatta che si batterà per il riscatto socio-economico-culturale della regione e dei Siciliani.
Palermo li, 11/09/2017
Il coord. Regionale Maniscalco Giovanni
Cell 3662393233
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Meridionalisti Progressisti
COMUNICATO STAMPA
Domenica 10 Settembre si è svolta l’assemblea dei partiti e movimenti della sinistra Siciliana a cui ha aderito il Partito del Sud.
L’Assemblea ha ratificato all’unanimità, a seguito di un percorso democratico, la candidatura di Claudio Fava a presidente della Regione Sicilia.
Nel suo intervento finale Fava ha descritto alcune linee fondamentali del programma che proporrà per il riscatto della Sicilia, mettendo a primo posto la lotta contro la criminalità mafiosa. Inoltre ha ribadito di volere al suo fianco come vice-presidente Ottavio Navarra.
Il Partito del Sud Sicilia si ritiene soddisfatto del risultato dell’assemblea ed assieme ai compagni di “ Possibile” (di cui è leader nazionale Giuseppe Civati) parteciperà alla stesura del programma elettorale. Finalmente in Sicilia abbiamo una sinistra unita e compatta che si batterà per il riscatto socio-economico-culturale della regione e dei Siciliani.
Palermo li, 11/09/2017
Il coord. Regionale Maniscalco Giovanni
Cell 3662393233
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PARTITO DEL SUD SICILIA
Meridionalisti Progressisti
COMUNICATO STAMPA
Domenica 10 Settembre si è svolta l’assemblea dei partiti e movimenti della sinistra Siciliana a cui ha aderito il Partito del Sud.
L’Assemblea ha ratificato all’unanimità, a seguito di un percorso democratico, la candidatura di Claudio Fava a presidente della Regione Sicilia.
Nel suo intervento finale Fava ha descritto alcune linee fondamentali del programma che proporrà per il riscatto della Sicilia, mettendo a primo posto la lotta contro la criminalità mafiosa. Inoltre ha ribadito di volere al suo fianco come vice-presidente Ottavio Navarra.
Il Partito del Sud Sicilia si ritiene soddisfatto del risultato dell’assemblea ed assieme ai compagni di “ Possibile” (di cui è leader nazionale Giuseppe Civati) parteciperà alla stesura del programma elettorale. Finalmente in Sicilia abbiamo una sinistra unita e compatta che si batterà per il riscatto socio-economico-culturale della regione e dei Siciliani.
Palermo li, 11/09/2017
Il coord. Regionale Maniscalco Giovanni
Cell 3662393233
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Meridionalisti Progressisti
COMUNICATO STAMPA
Domenica 10 Settembre si è svolta l’assemblea dei partiti e movimenti della sinistra Siciliana a cui ha aderito il Partito del Sud.
L’Assemblea ha ratificato all’unanimità, a seguito di un percorso democratico, la candidatura di Claudio Fava a presidente della Regione Sicilia.
Nel suo intervento finale Fava ha descritto alcune linee fondamentali del programma che proporrà per il riscatto della Sicilia, mettendo a primo posto la lotta contro la criminalità mafiosa. Inoltre ha ribadito di volere al suo fianco come vice-presidente Ottavio Navarra.
Il Partito del Sud Sicilia si ritiene soddisfatto del risultato dell’assemblea ed assieme ai compagni di “ Possibile” (di cui è leader nazionale Giuseppe Civati) parteciperà alla stesura del programma elettorale. Finalmente in Sicilia abbiamo una sinistra unita e compatta che si batterà per il riscatto socio-economico-culturale della regione e dei Siciliani.
Palermo li, 11/09/2017
Il coord. Regionale Maniscalco Giovanni
Cell 3662393233
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venerdì 8 settembre 2017
Il Partito del Sud si riorganizza in Sicilia con Giovanni Maniscalco, nuovo Coordinatore Regionale
Dopo le dimissioni nei mesi scorsi di Armando Melodia, a cui va il ringraziamento del Partito per il lavoro svolto, il Partito del Sud in Sicilia riparte di slancio con la nomina a nuovo Coordinatore Regionale di Giovanni Maniscalco.
Giovanni Maniscalco, che ha già ricoperto lo stesso incarico per il Partito fino al 2014, conosciuto per l'attività nel mondo sindacale e l'impegno nel sociale, è un dipendente del Ministero dell' Interno presso la Questura di Palermo.
Viste le già note attinenze di competenza e professionali legate ai prossimi importanti impegni ed iniziative che verranno affrontate in Sicilia dal Partito e la lunga militanza ed esperienza politica ed organizzativa, il nuovo Coord. Regionale del Partito del Sud in Sicilia avrà ampia delega sulla nomina di una struttura organizzativa di collaborazione sui territori.
Email per contatti: partitodelsud.siciliano@gmail.com
Comunicato Stampa
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Dopo le dimissioni nei mesi scorsi di Armando Melodia, a cui va il ringraziamento del Partito per il lavoro svolto, il Partito del Sud in Sicilia riparte di slancio con la nomina a nuovo Coordinatore Regionale di Giovanni Maniscalco.
Giovanni Maniscalco, che ha già ricoperto lo stesso incarico per il Partito fino al 2014, conosciuto per l'attività nel mondo sindacale e l'impegno nel sociale, è un dipendente del Ministero dell' Interno presso la Questura di Palermo.
Viste le già note attinenze di competenza e professionali legate ai prossimi importanti impegni ed iniziative che verranno affrontate in Sicilia dal Partito e la lunga militanza ed esperienza politica ed organizzativa, il nuovo Coord. Regionale del Partito del Sud in Sicilia avrà ampia delega sulla nomina di una struttura organizzativa di collaborazione sui territori.
Email per contatti: partitodelsud.siciliano@gmail.com
Comunicato Stampa
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lunedì 11 maggio 2015
"Con il Sud si riparte" il servizio di TVM Palermo sulla presentazione del 18 Aprile scorso alla Fonderia Oretea di Palermo.
http://www.tvmpalermo.it/video/1448/con-il-sud-si-riparte
Presentato a Palermo il libro "Con il Sud si riparte", il cui titolo racchiude una convinzione tramutatasi in scritto propositivo che nasce dal lavoro e da un'idea di un sud protagonista del rilancio economico e sociale suo e dell'intero Paese.
http://www.tvmpalermo.it/video/1448/con-il-sud-si-riparte
Presentato a Palermo il libro "Con il Sud si riparte", il cui titolo racchiude una convinzione tramutatasi in scritto propositivo che nasce dal lavoro e da un'idea di un sud protagonista del rilancio economico e sociale suo e dell'intero Paese.
domenica 19 aprile 2015
IERI A PALERMO PRESENTAZIONE DEL LIBRO "CON IL SUD SI RIPARTE! "
Di fronte ad un numeroso ed attento pubblico si è svolta ieri a Palermo la presentazione del libro "Con il Sud si Riparte", evento ottimamente organizzato in una splendida location dal Coordinatore del Partito del Sud -Sicilia Armando Melodia.
Molte e interessanti le considerazioni giunte dai relatori Avv. Marcello Longo ( Presid. VII Circoscrizione - Palermo) e Filippo Occhipinti ( consigliere comunale Palermo IDV ), nonchè gli spunti proposti dal pubblico coinvolto nel dibattito. Il tutto ottimamente diretto dal moderatore Dr. Ignazio Coppola
Espressa da tutti gli intervenuti la massima condivisione e apprezzamento per gli argomenti trattati nel libro e nei confronti del lavoro dei nostri dirigenti locali e nazionali, in particolar modo verso il percorso politico del Partito del Sud e della sua pragmatica concretezza nel posizionarsi in ambito progressista, ben distante da ogni deriva unanimista.
Il nostro Presidente Nazionale Natale Cuccurese ha concluso la presentazione con i ringraziamenti verso gli intervenuti e ha indicato le strategie che potrebbero permettere alle nostre terre di uscire dall'emergenza attuale, strategie e proposte raccolte in larga parte nel volume presentato.
Discorso che ha riscosso approvazione ed un lungo e convinto applauso del pubblico presente.
Una splendida giornata di impegno politico meridionalista svoltasi in una soleggiata e ridente Palermo #conilsudsiriparte
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Molte e interessanti le considerazioni giunte dai relatori Avv. Marcello Longo ( Presid. VII Circoscrizione - Palermo) e Filippo Occhipinti ( consigliere comunale Palermo IDV ), nonchè gli spunti proposti dal pubblico coinvolto nel dibattito. Il tutto ottimamente diretto dal moderatore Dr. Ignazio Coppola
Espressa da tutti gli intervenuti la massima condivisione e apprezzamento per gli argomenti trattati nel libro e nei confronti del lavoro dei nostri dirigenti locali e nazionali, in particolar modo verso il percorso politico del Partito del Sud e della sua pragmatica concretezza nel posizionarsi in ambito progressista, ben distante da ogni deriva unanimista.
Il nostro Presidente Nazionale Natale Cuccurese ha concluso la presentazione con i ringraziamenti verso gli intervenuti e ha indicato le strategie che potrebbero permettere alle nostre terre di uscire dall'emergenza attuale, strategie e proposte raccolte in larga parte nel volume presentato.
Discorso che ha riscosso approvazione ed un lungo e convinto applauso del pubblico presente.
Una splendida giornata di impegno politico meridionalista svoltasi in una soleggiata e ridente Palermo #conilsudsiriparte
Di fronte ad un numeroso ed attento pubblico si è svolta ieri a Palermo la presentazione del libro "Con il Sud si Riparte", evento ottimamente organizzato in una splendida location dal Coordinatore del Partito del Sud -Sicilia Armando Melodia.
Molte e interessanti le considerazioni giunte dai relatori Avv. Marcello Longo ( Presid. VII Circoscrizione - Palermo) e Filippo Occhipinti ( consigliere comunale Palermo IDV ), nonchè gli spunti proposti dal pubblico coinvolto nel dibattito. Il tutto ottimamente diretto dal moderatore Dr. Ignazio Coppola
Espressa da tutti gli intervenuti la massima condivisione e apprezzamento per gli argomenti trattati nel libro e nei confronti del lavoro dei nostri dirigenti locali e nazionali, in particolar modo verso il percorso politico del Partito del Sud e della sua pragmatica concretezza nel posizionarsi in ambito progressista, ben distante da ogni deriva unanimista.
Il nostro Presidente Nazionale Natale Cuccurese ha concluso la presentazione con i ringraziamenti verso gli intervenuti e ha indicato le strategie che potrebbero permettere alle nostre terre di uscire dall'emergenza attuale, strategie e proposte raccolte in larga parte nel volume presentato.
Discorso che ha riscosso approvazione ed un lungo e convinto applauso del pubblico presente.
Una splendida giornata di impegno politico meridionalista svoltasi in una soleggiata e ridente Palermo #conilsudsiriparte
Molte e interessanti le considerazioni giunte dai relatori Avv. Marcello Longo ( Presid. VII Circoscrizione - Palermo) e Filippo Occhipinti ( consigliere comunale Palermo IDV ), nonchè gli spunti proposti dal pubblico coinvolto nel dibattito. Il tutto ottimamente diretto dal moderatore Dr. Ignazio Coppola
Espressa da tutti gli intervenuti la massima condivisione e apprezzamento per gli argomenti trattati nel libro e nei confronti del lavoro dei nostri dirigenti locali e nazionali, in particolar modo verso il percorso politico del Partito del Sud e della sua pragmatica concretezza nel posizionarsi in ambito progressista, ben distante da ogni deriva unanimista.
Il nostro Presidente Nazionale Natale Cuccurese ha concluso la presentazione con i ringraziamenti verso gli intervenuti e ha indicato le strategie che potrebbero permettere alle nostre terre di uscire dall'emergenza attuale, strategie e proposte raccolte in larga parte nel volume presentato.
Discorso che ha riscosso approvazione ed un lungo e convinto applauso del pubblico presente.
Una splendida giornata di impegno politico meridionalista svoltasi in una soleggiata e ridente Palermo #conilsudsiriparte
domenica 12 aprile 2015
Sabato 18 Aprile a Palermo presentazione del libro "Con il Sud si Riparte
Continua la presentazione di Idee, Progetti e programmi per il rilancio del Paese raccolte nel libro #ConilSudsiRiparte a cui hanno dato il loro contributo anche Michele Emiliano e Luigi de Magistris
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Continua la presentazione di Idee, Progetti e programmi per il rilancio del Paese raccolte nel libro #ConilSudsiRiparte a cui hanno dato il loro contributo anche Michele Emiliano e Luigi de Magistris
sabato 14 marzo 2015
Omicidio stradale, investe e uccide 4 ragazzi: assolto perché ubriaco. Un articolo di Armando Melodia ( Coord. Regionale Sicilia PdelSUD ) su AFFARI ITALIANI.IT .
Un articolo di Armando Melodia ( Coord. Regionale Sicilia PdelSUD ) su
AFFARI ITALIANI.IT .
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Percorse 30 chilometri di autostrada contromano. E uccise 4 ragazzi con il suo Suv. Ma ora la Cassazione ha annullato la condanna di un imprenditore albanese. Il motivo? Guidava ubriacoe dunque nella strage non c'è "dolo" ma solo "colpa". E scoppiano le proteste: "Dov'è finitol'omicidio stradale"
Percorse 30 chilometri di autostrada contromano. E uccise 4 ragazzi con il suo Suv. Ma ora la Cassazione ha annullato la condanna di un imprenditore albanese al quale in appello era stata comminata una pena di 21 anni. Il motivo? Guidava ubriaco e dunque nella strage non c'è "dolo" ma solo "colpa". E scoppiano le proteste: "Presidente Renzi, quanto vale la vita di un uomo? Dopo anni di promesse e vane parole è ora di istituire il reato di omicidio stradale".
L'INTERVENTO DI ARMANDO MELODIA
Presidente Renzi, quanto vale la vita di un uomo?
Se lo chiedono le vittime della strada ed i loro familiari. Se lo sono chiesto leggendo della sentenza con la quale la Cassazione ha annullato la condanna a 21 anni per un uomo che ha ucciso quattro persone guidando volontariamente contromano in autostrada, ubriaco.
Una sentenza ingiusta ma che non può fare scandalo perché il quadro normativo al quale la corte di Cassazione ha dovuto fare riferimento non prevede ancora il reato di omicidio stradale.
Non è scandalosa la sentenza è scandaloso il fatto che dopo anni di promesse, di solenni impegni e di vane parole non sia stato ancora istituito il reato di omicidio stradale. Quando il presidente del consiglio, che da sindaco di Firenze è stato primo firmatario della proposta di legge di iniziativa popolare preparata dalla associazione Guarnieri, nel suo discorso di insediamento ha parlato al Senato della istituzione del reato di omicidio stradale, abbiamo creduto di essere vicini alla meta. Ma da allora si è fatto solo un piccolissimo passo in avanti con l’approvazione alla Camera della legge delega sul codice della strada, con le indicazioni per la istituzione del reato di omicidio stradale. Adesso tutto si è fermato, anzi, c’è stato un arretramento che fa esprimere al viceministro Nencini la preoccupazione “per i ritardi accumulati nell’esame del Codice della Strada al Senato e per la bocciatura fatta dalla Commissione Bilancio di una serie di commi, tra cui quello che prevede l’introduzione del reato di omicidio stradale”.
Non sono servite le proteste di tutte le associazioni delle vittime della strada. Non sono serviti gli appelli dei familiari. Ci sono state soltanto altre parole, altre promesse, nuove inutili proposte di legge. Assistiamo increduli ad un indecoroso balletto che può essere fermato soltanto da un atto di responsabilità e di risarcimento morale verso le vittime e i loro familiari, un atto che il può e deve compiere: l’adozione di un decreto legge. Ci sono i presupposti di necessità ed urgenza: le necessità è quella di colmare una lacuna normativa che lascia sostanzialmente impuniti degli assassini; l’urgenza è dettata dall’obbligo di fermare subito la diffusione di comportamenti irresponsabili come l’uso del telefonino o de tablet mentre si guida, l’assunzione di alcol e droghe, la violazione delle norme di sicurezza e dei limiti di velocità.
I dati, pubblicati dall’ISTAT, sugli incidenti stradali provocati dalla distrazione alla guida sono allarmanti. La guida distratta, incosciente, incurante delle conseguenze che il mancato rispetto delle regole può determinare per se e per gli altri, diventa sempre più un pericoloso fenomeno sociale al quale occorre dare risposte immediate sia sul fronte dell’educazione che sul versante delle sanzioni.
Ritorna ancora la domanda: presidente Renzi: quanto vale la vita di un uomo? Si può uccidere un uomo guidando in modo consapevolmente distratto e travolgendolo con il proprio mezzo e non dovere scontare un solo giorno di carcere? È possibile considerare omicidio colposo ciò che invece è un omicidio dovuto all’uso consapevole di alcol e droghe, alla distrazione dovuta all’uso consapevole del cellulare per telefonare o per chattare, o all’uso consapevole di un tablet per vedere un film?
No! Non è giusto! È la negazione della giustizia. Ed è Il senso di giustizia negata a muovere le migliaia di persone che chiedono a gran voce l’istituzione del reato di omicidio stradale e chiedono che di omicidio stradale sia accusato non soltanto chi provoca la morte di qualcuno guidando sotto l’effetto di alcol e droga, ma anche chi uccide guidando in modo consapevolmente distratto.
La vita di un uomo è un valore inestimabile. La sua perdita non è colmabile con un risarcimento pecuniario e neanche comminando pene detentive più pesanti, ma le vittime di incidenti stradali e i loro familiari devono trovare nel risarcimento economico e nella condanna dei responsabili la compensazione del loro senso di giustizia.
Istituire per decreto il reato di omicidio stradale per dare risposta ai genitori dei quattro ragazzi uccisi da chi voleva sfidare la sorte entrando contromano in autostrada e guidando ubriaco, a quelli dei quattro ragazzi uccisi a Salerno mentre sedavano davanti al bar, alla moglie di Roberto ucciso dall’autista di un tir che guidava distratto (dalla visione di un film sul tablet?) e non si é accorto della fila di auto ferme piombando loro addosso.
Un decreto perche preveda in caso di omicidio stradale l’arresto immediato del responsabile, la revoca a vita (ergastolo) della patente e pene detentive da 6 a 16 anni con un massimo di 21 anni nel caso che si procuri la morte di più persone. Presidente Renzi, lei purtroppo non è stato in grado di rispettare le scadenze che lei stesso si era dato a riguardo. Adesso dia almeno prova di rispettare le vittime ed i loro familiari e mantenga l’impegno preso con il discorso fatto al Senato della Repubblica nel giorno del suo insediamento: sblocchi subito l’iter per la istituzione del reato di omicidio stradale, emanando un decreto legge.
Armando Melodia
Se lo chiedono le vittime della strada ed i loro familiari. Se lo sono chiesto leggendo della sentenza con la quale la Cassazione ha annullato la condanna a 21 anni per un uomo che ha ucciso quattro persone guidando volontariamente contromano in autostrada, ubriaco.
Una sentenza ingiusta ma che non può fare scandalo perché il quadro normativo al quale la corte di Cassazione ha dovuto fare riferimento non prevede ancora il reato di omicidio stradale.
Non è scandalosa la sentenza è scandaloso il fatto che dopo anni di promesse, di solenni impegni e di vane parole non sia stato ancora istituito il reato di omicidio stradale. Quando il presidente del consiglio, che da sindaco di Firenze è stato primo firmatario della proposta di legge di iniziativa popolare preparata dalla associazione Guarnieri, nel suo discorso di insediamento ha parlato al Senato della istituzione del reato di omicidio stradale, abbiamo creduto di essere vicini alla meta. Ma da allora si è fatto solo un piccolissimo passo in avanti con l’approvazione alla Camera della legge delega sul codice della strada, con le indicazioni per la istituzione del reato di omicidio stradale. Adesso tutto si è fermato, anzi, c’è stato un arretramento che fa esprimere al viceministro Nencini la preoccupazione “per i ritardi accumulati nell’esame del Codice della Strada al Senato e per la bocciatura fatta dalla Commissione Bilancio di una serie di commi, tra cui quello che prevede l’introduzione del reato di omicidio stradale”.
Non sono servite le proteste di tutte le associazioni delle vittime della strada. Non sono serviti gli appelli dei familiari. Ci sono state soltanto altre parole, altre promesse, nuove inutili proposte di legge. Assistiamo increduli ad un indecoroso balletto che può essere fermato soltanto da un atto di responsabilità e di risarcimento morale verso le vittime e i loro familiari, un atto che il può e deve compiere: l’adozione di un decreto legge. Ci sono i presupposti di necessità ed urgenza: le necessità è quella di colmare una lacuna normativa che lascia sostanzialmente impuniti degli assassini; l’urgenza è dettata dall’obbligo di fermare subito la diffusione di comportamenti irresponsabili come l’uso del telefonino o de tablet mentre si guida, l’assunzione di alcol e droghe, la violazione delle norme di sicurezza e dei limiti di velocità.
I dati, pubblicati dall’ISTAT, sugli incidenti stradali provocati dalla distrazione alla guida sono allarmanti. La guida distratta, incosciente, incurante delle conseguenze che il mancato rispetto delle regole può determinare per se e per gli altri, diventa sempre più un pericoloso fenomeno sociale al quale occorre dare risposte immediate sia sul fronte dell’educazione che sul versante delle sanzioni.
Ritorna ancora la domanda: presidente Renzi: quanto vale la vita di un uomo? Si può uccidere un uomo guidando in modo consapevolmente distratto e travolgendolo con il proprio mezzo e non dovere scontare un solo giorno di carcere? È possibile considerare omicidio colposo ciò che invece è un omicidio dovuto all’uso consapevole di alcol e droghe, alla distrazione dovuta all’uso consapevole del cellulare per telefonare o per chattare, o all’uso consapevole di un tablet per vedere un film?
No! Non è giusto! È la negazione della giustizia. Ed è Il senso di giustizia negata a muovere le migliaia di persone che chiedono a gran voce l’istituzione del reato di omicidio stradale e chiedono che di omicidio stradale sia accusato non soltanto chi provoca la morte di qualcuno guidando sotto l’effetto di alcol e droga, ma anche chi uccide guidando in modo consapevolmente distratto.
La vita di un uomo è un valore inestimabile. La sua perdita non è colmabile con un risarcimento pecuniario e neanche comminando pene detentive più pesanti, ma le vittime di incidenti stradali e i loro familiari devono trovare nel risarcimento economico e nella condanna dei responsabili la compensazione del loro senso di giustizia.
Istituire per decreto il reato di omicidio stradale per dare risposta ai genitori dei quattro ragazzi uccisi da chi voleva sfidare la sorte entrando contromano in autostrada e guidando ubriaco, a quelli dei quattro ragazzi uccisi a Salerno mentre sedavano davanti al bar, alla moglie di Roberto ucciso dall’autista di un tir che guidava distratto (dalla visione di un film sul tablet?) e non si é accorto della fila di auto ferme piombando loro addosso.
Un decreto perche preveda in caso di omicidio stradale l’arresto immediato del responsabile, la revoca a vita (ergastolo) della patente e pene detentive da 6 a 16 anni con un massimo di 21 anni nel caso che si procuri la morte di più persone. Presidente Renzi, lei purtroppo non è stato in grado di rispettare le scadenze che lei stesso si era dato a riguardo. Adesso dia almeno prova di rispettare le vittime ed i loro familiari e mantenga l’impegno preso con il discorso fatto al Senato della Repubblica nel giorno del suo insediamento: sblocchi subito l’iter per la istituzione del reato di omicidio stradale, emanando un decreto legge.
Armando Melodia
Fonte: Affari Italiani
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Un articolo di Armando Melodia ( Coord. Regionale Sicilia PdelSUD ) su
AFFARI ITALIANI.IT .
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Percorse 30 chilometri di autostrada contromano. E uccise 4 ragazzi con il suo Suv. Ma ora la Cassazione ha annullato la condanna di un imprenditore albanese. Il motivo? Guidava ubriacoe dunque nella strage non c'è "dolo" ma solo "colpa". E scoppiano le proteste: "Dov'è finitol'omicidio stradale"
Percorse 30 chilometri di autostrada contromano. E uccise 4 ragazzi con il suo Suv. Ma ora la Cassazione ha annullato la condanna di un imprenditore albanese al quale in appello era stata comminata una pena di 21 anni. Il motivo? Guidava ubriaco e dunque nella strage non c'è "dolo" ma solo "colpa". E scoppiano le proteste: "Presidente Renzi, quanto vale la vita di un uomo? Dopo anni di promesse e vane parole è ora di istituire il reato di omicidio stradale".
L'INTERVENTO DI ARMANDO MELODIA
Presidente Renzi, quanto vale la vita di un uomo?
Se lo chiedono le vittime della strada ed i loro familiari. Se lo sono chiesto leggendo della sentenza con la quale la Cassazione ha annullato la condanna a 21 anni per un uomo che ha ucciso quattro persone guidando volontariamente contromano in autostrada, ubriaco.
Una sentenza ingiusta ma che non può fare scandalo perché il quadro normativo al quale la corte di Cassazione ha dovuto fare riferimento non prevede ancora il reato di omicidio stradale.
Non è scandalosa la sentenza è scandaloso il fatto che dopo anni di promesse, di solenni impegni e di vane parole non sia stato ancora istituito il reato di omicidio stradale. Quando il presidente del consiglio, che da sindaco di Firenze è stato primo firmatario della proposta di legge di iniziativa popolare preparata dalla associazione Guarnieri, nel suo discorso di insediamento ha parlato al Senato della istituzione del reato di omicidio stradale, abbiamo creduto di essere vicini alla meta. Ma da allora si è fatto solo un piccolissimo passo in avanti con l’approvazione alla Camera della legge delega sul codice della strada, con le indicazioni per la istituzione del reato di omicidio stradale. Adesso tutto si è fermato, anzi, c’è stato un arretramento che fa esprimere al viceministro Nencini la preoccupazione “per i ritardi accumulati nell’esame del Codice della Strada al Senato e per la bocciatura fatta dalla Commissione Bilancio di una serie di commi, tra cui quello che prevede l’introduzione del reato di omicidio stradale”.
Non sono servite le proteste di tutte le associazioni delle vittime della strada. Non sono serviti gli appelli dei familiari. Ci sono state soltanto altre parole, altre promesse, nuove inutili proposte di legge. Assistiamo increduli ad un indecoroso balletto che può essere fermato soltanto da un atto di responsabilità e di risarcimento morale verso le vittime e i loro familiari, un atto che il può e deve compiere: l’adozione di un decreto legge. Ci sono i presupposti di necessità ed urgenza: le necessità è quella di colmare una lacuna normativa che lascia sostanzialmente impuniti degli assassini; l’urgenza è dettata dall’obbligo di fermare subito la diffusione di comportamenti irresponsabili come l’uso del telefonino o de tablet mentre si guida, l’assunzione di alcol e droghe, la violazione delle norme di sicurezza e dei limiti di velocità.
I dati, pubblicati dall’ISTAT, sugli incidenti stradali provocati dalla distrazione alla guida sono allarmanti. La guida distratta, incosciente, incurante delle conseguenze che il mancato rispetto delle regole può determinare per se e per gli altri, diventa sempre più un pericoloso fenomeno sociale al quale occorre dare risposte immediate sia sul fronte dell’educazione che sul versante delle sanzioni.
Ritorna ancora la domanda: presidente Renzi: quanto vale la vita di un uomo? Si può uccidere un uomo guidando in modo consapevolmente distratto e travolgendolo con il proprio mezzo e non dovere scontare un solo giorno di carcere? È possibile considerare omicidio colposo ciò che invece è un omicidio dovuto all’uso consapevole di alcol e droghe, alla distrazione dovuta all’uso consapevole del cellulare per telefonare o per chattare, o all’uso consapevole di un tablet per vedere un film?
No! Non è giusto! È la negazione della giustizia. Ed è Il senso di giustizia negata a muovere le migliaia di persone che chiedono a gran voce l’istituzione del reato di omicidio stradale e chiedono che di omicidio stradale sia accusato non soltanto chi provoca la morte di qualcuno guidando sotto l’effetto di alcol e droga, ma anche chi uccide guidando in modo consapevolmente distratto.
La vita di un uomo è un valore inestimabile. La sua perdita non è colmabile con un risarcimento pecuniario e neanche comminando pene detentive più pesanti, ma le vittime di incidenti stradali e i loro familiari devono trovare nel risarcimento economico e nella condanna dei responsabili la compensazione del loro senso di giustizia.
Istituire per decreto il reato di omicidio stradale per dare risposta ai genitori dei quattro ragazzi uccisi da chi voleva sfidare la sorte entrando contromano in autostrada e guidando ubriaco, a quelli dei quattro ragazzi uccisi a Salerno mentre sedavano davanti al bar, alla moglie di Roberto ucciso dall’autista di un tir che guidava distratto (dalla visione di un film sul tablet?) e non si é accorto della fila di auto ferme piombando loro addosso.
Un decreto perche preveda in caso di omicidio stradale l’arresto immediato del responsabile, la revoca a vita (ergastolo) della patente e pene detentive da 6 a 16 anni con un massimo di 21 anni nel caso che si procuri la morte di più persone. Presidente Renzi, lei purtroppo non è stato in grado di rispettare le scadenze che lei stesso si era dato a riguardo. Adesso dia almeno prova di rispettare le vittime ed i loro familiari e mantenga l’impegno preso con il discorso fatto al Senato della Repubblica nel giorno del suo insediamento: sblocchi subito l’iter per la istituzione del reato di omicidio stradale, emanando un decreto legge.
Armando Melodia
Se lo chiedono le vittime della strada ed i loro familiari. Se lo sono chiesto leggendo della sentenza con la quale la Cassazione ha annullato la condanna a 21 anni per un uomo che ha ucciso quattro persone guidando volontariamente contromano in autostrada, ubriaco.
Una sentenza ingiusta ma che non può fare scandalo perché il quadro normativo al quale la corte di Cassazione ha dovuto fare riferimento non prevede ancora il reato di omicidio stradale.
Non è scandalosa la sentenza è scandaloso il fatto che dopo anni di promesse, di solenni impegni e di vane parole non sia stato ancora istituito il reato di omicidio stradale. Quando il presidente del consiglio, che da sindaco di Firenze è stato primo firmatario della proposta di legge di iniziativa popolare preparata dalla associazione Guarnieri, nel suo discorso di insediamento ha parlato al Senato della istituzione del reato di omicidio stradale, abbiamo creduto di essere vicini alla meta. Ma da allora si è fatto solo un piccolissimo passo in avanti con l’approvazione alla Camera della legge delega sul codice della strada, con le indicazioni per la istituzione del reato di omicidio stradale. Adesso tutto si è fermato, anzi, c’è stato un arretramento che fa esprimere al viceministro Nencini la preoccupazione “per i ritardi accumulati nell’esame del Codice della Strada al Senato e per la bocciatura fatta dalla Commissione Bilancio di una serie di commi, tra cui quello che prevede l’introduzione del reato di omicidio stradale”.
Non sono servite le proteste di tutte le associazioni delle vittime della strada. Non sono serviti gli appelli dei familiari. Ci sono state soltanto altre parole, altre promesse, nuove inutili proposte di legge. Assistiamo increduli ad un indecoroso balletto che può essere fermato soltanto da un atto di responsabilità e di risarcimento morale verso le vittime e i loro familiari, un atto che il può e deve compiere: l’adozione di un decreto legge. Ci sono i presupposti di necessità ed urgenza: le necessità è quella di colmare una lacuna normativa che lascia sostanzialmente impuniti degli assassini; l’urgenza è dettata dall’obbligo di fermare subito la diffusione di comportamenti irresponsabili come l’uso del telefonino o de tablet mentre si guida, l’assunzione di alcol e droghe, la violazione delle norme di sicurezza e dei limiti di velocità.
I dati, pubblicati dall’ISTAT, sugli incidenti stradali provocati dalla distrazione alla guida sono allarmanti. La guida distratta, incosciente, incurante delle conseguenze che il mancato rispetto delle regole può determinare per se e per gli altri, diventa sempre più un pericoloso fenomeno sociale al quale occorre dare risposte immediate sia sul fronte dell’educazione che sul versante delle sanzioni.
Ritorna ancora la domanda: presidente Renzi: quanto vale la vita di un uomo? Si può uccidere un uomo guidando in modo consapevolmente distratto e travolgendolo con il proprio mezzo e non dovere scontare un solo giorno di carcere? È possibile considerare omicidio colposo ciò che invece è un omicidio dovuto all’uso consapevole di alcol e droghe, alla distrazione dovuta all’uso consapevole del cellulare per telefonare o per chattare, o all’uso consapevole di un tablet per vedere un film?
No! Non è giusto! È la negazione della giustizia. Ed è Il senso di giustizia negata a muovere le migliaia di persone che chiedono a gran voce l’istituzione del reato di omicidio stradale e chiedono che di omicidio stradale sia accusato non soltanto chi provoca la morte di qualcuno guidando sotto l’effetto di alcol e droga, ma anche chi uccide guidando in modo consapevolmente distratto.
La vita di un uomo è un valore inestimabile. La sua perdita non è colmabile con un risarcimento pecuniario e neanche comminando pene detentive più pesanti, ma le vittime di incidenti stradali e i loro familiari devono trovare nel risarcimento economico e nella condanna dei responsabili la compensazione del loro senso di giustizia.
Istituire per decreto il reato di omicidio stradale per dare risposta ai genitori dei quattro ragazzi uccisi da chi voleva sfidare la sorte entrando contromano in autostrada e guidando ubriaco, a quelli dei quattro ragazzi uccisi a Salerno mentre sedavano davanti al bar, alla moglie di Roberto ucciso dall’autista di un tir che guidava distratto (dalla visione di un film sul tablet?) e non si é accorto della fila di auto ferme piombando loro addosso.
Un decreto perche preveda in caso di omicidio stradale l’arresto immediato del responsabile, la revoca a vita (ergastolo) della patente e pene detentive da 6 a 16 anni con un massimo di 21 anni nel caso che si procuri la morte di più persone. Presidente Renzi, lei purtroppo non è stato in grado di rispettare le scadenze che lei stesso si era dato a riguardo. Adesso dia almeno prova di rispettare le vittime ed i loro familiari e mantenga l’impegno preso con il discorso fatto al Senato della Repubblica nel giorno del suo insediamento: sblocchi subito l’iter per la istituzione del reato di omicidio stradale, emanando un decreto legge.
Armando Melodia
Fonte: Affari Italiani
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sabato 12 luglio 2014
Salvini in visita al CARA di Mineo. Soliti argomenti, solito disprezzo per la Sicilia ed i Siciliani...
Il leghista Salvini in visita al CARA di Mineo, con il suo caratteristico linguaggio xenofobo e razzista, liquida il problema immigrazione come una questione di business.
Prima dice di volere vedere come sono spesi i 50 milioni di euro stanziati per l'accoglienza a persone che richiedono asilo? Bene si accomodi. Forse, però, faceva meglio a vedere come si spendono le decine di miliardi di euro per l'EXPO e per il MOSE
Poi offende la Sicilia ed i siciliani affermando che l'economia dei comuni che accolgono immigrati non può basarsi sul business della carne umana e che la Sicilia non può vivere alle spalle di questi disperati.
Prima dice di volere vedere come sono spesi i 50 milioni di euro stanziati per l'accoglienza a persone che richiedono asilo? Bene si accomodi. Forse, però, faceva meglio a vedere come si spendono le decine di miliardi di euro per l'EXPO e per il MOSE
Poi offende la Sicilia ed i siciliani affermando che l'economia dei comuni che accolgono immigrati non può basarsi sul business della carne umana e che la Sicilia non può vivere alle spalle di questi disperati.
L'immigrazione è una questione complessa che va affrontata con serietà e determinazione, cercando di coniugare razionalità e spirito umanitario e soprattutto coinvolgendo l'Europa e l'intera comunità internazionale per affrontare e risolvere le cause che determinano il fenomeno: i tanti conflitti, la povertà, la fame.
Salvini manifesti pure il suo disprezzo per la Sicilia e i siciliani.
Noi,del Partito del Sud, al contrario, esprimiamo tutto il nostro elogio a tutti gli operatori che con grande impegno si prodigano nel salvare vite umane e nel dare a queste persone la migliore accoglienza possibile.
Salvini manifesti pure il suo disprezzo per la Sicilia e i siciliani.
Noi,del Partito del Sud, al contrario, esprimiamo tutto il nostro elogio a tutti gli operatori che con grande impegno si prodigano nel salvare vite umane e nel dare a queste persone la migliore accoglienza possibile.
Partito del Sud - Sicilia
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Il leghista Salvini in visita al CARA di Mineo, con il suo caratteristico linguaggio xenofobo e razzista, liquida il problema immigrazione come una questione di business.
Prima dice di volere vedere come sono spesi i 50 milioni di euro stanziati per l'accoglienza a persone che richiedono asilo? Bene si accomodi. Forse, però, faceva meglio a vedere come si spendono le decine di miliardi di euro per l'EXPO e per il MOSE
Poi offende la Sicilia ed i siciliani affermando che l'economia dei comuni che accolgono immigrati non può basarsi sul business della carne umana e che la Sicilia non può vivere alle spalle di questi disperati.
Prima dice di volere vedere come sono spesi i 50 milioni di euro stanziati per l'accoglienza a persone che richiedono asilo? Bene si accomodi. Forse, però, faceva meglio a vedere come si spendono le decine di miliardi di euro per l'EXPO e per il MOSE
Poi offende la Sicilia ed i siciliani affermando che l'economia dei comuni che accolgono immigrati non può basarsi sul business della carne umana e che la Sicilia non può vivere alle spalle di questi disperati.
L'immigrazione è una questione complessa che va affrontata con serietà e determinazione, cercando di coniugare razionalità e spirito umanitario e soprattutto coinvolgendo l'Europa e l'intera comunità internazionale per affrontare e risolvere le cause che determinano il fenomeno: i tanti conflitti, la povertà, la fame.
Salvini manifesti pure il suo disprezzo per la Sicilia e i siciliani.
Noi,del Partito del Sud, al contrario, esprimiamo tutto il nostro elogio a tutti gli operatori che con grande impegno si prodigano nel salvare vite umane e nel dare a queste persone la migliore accoglienza possibile.
Salvini manifesti pure il suo disprezzo per la Sicilia e i siciliani.
Noi,del Partito del Sud, al contrario, esprimiamo tutto il nostro elogio a tutti gli operatori che con grande impegno si prodigano nel salvare vite umane e nel dare a queste persone la migliore accoglienza possibile.
Partito del Sud - Sicilia
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venerdì 27 giugno 2014
Il Partito del Sud Sicilia a fianco dei lavoratori dell' AMAP di Palermo
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giovedì 28 novembre 2013
COMUNICATO STAMPA SULLA TARES DAL PDELSUD SICILIA
In questi giorni i Cittadini Palermitani hanno ricevuto o riceveranno i bollettini postali per il pagamento della TARES, i cui importi sono eccessivi per le tasche dei Palermitani, e aggravano le già precarie condizioni economiche dei lavoratori, pensionati, disoccupati ecc.
La TARES sostituisce la tassa sui rifiuti urbani con l’aggiunta di una tassa per i servizi. Ma di quali servizi si parla se Palermo è una città dove non funziona niente?????? Non a caso è penultima nella graduatoria delle città Italiane per la qualità della vita.
A Palermo non funziona l’illuminazione pubblica, parecchi quartieri sono al buio; Non funzionano i trasporti urbani; le strade sono tutte dissestate e piene di buche; Non ci sono asili nido; Le scuole versano in gravi condizioni di pericolo; I cantieri dei lavori pubblici ( vedi tram e metropolitana) non si finiscono nei tempi previsti; I lavori per Il raddoppio del ponte Corleone alla circonvallazione sono stati bloccati e mai ripresi; Quando ci sono forti piogge la città si allaga perché la rete fognaria è vecchia; Il traffico automobilistico è il più caotico d’Italia anche per la mancanza di controlli; Si potrebbe continuare all’infinito l’elenco dei problemi di questa Città.
Inoltre i Cittadini pagano già l’addizionale IRPEF al comune per i servizi di cui dovrebbero usufruire e che non hanno.
Il Partito del SUD si oppone fortemente a questa tassa imposta dal Sindaco Orlando e propone ai Cittadini l’organizzazione di comitati di quartiere per protestare contro la mancanza dei servizi che dovrebbe erogare il comune.
Palermo li, 25/11/2013
Maniscalco Giovanni
Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti – Sicilia
In questi giorni i Cittadini Palermitani hanno ricevuto o riceveranno i bollettini postali per il pagamento della TARES, i cui importi sono eccessivi per le tasche dei Palermitani, e aggravano le già precarie condizioni economiche dei lavoratori, pensionati, disoccupati ecc.
La TARES sostituisce la tassa sui rifiuti urbani con l’aggiunta di una tassa per i servizi. Ma di quali servizi si parla se Palermo è una città dove non funziona niente?????? Non a caso è penultima nella graduatoria delle città Italiane per la qualità della vita.
A Palermo non funziona l’illuminazione pubblica, parecchi quartieri sono al buio; Non funzionano i trasporti urbani; le strade sono tutte dissestate e piene di buche; Non ci sono asili nido; Le scuole versano in gravi condizioni di pericolo; I cantieri dei lavori pubblici ( vedi tram e metropolitana) non si finiscono nei tempi previsti; I lavori per Il raddoppio del ponte Corleone alla circonvallazione sono stati bloccati e mai ripresi; Quando ci sono forti piogge la città si allaga perché la rete fognaria è vecchia; Il traffico automobilistico è il più caotico d’Italia anche per la mancanza di controlli; Si potrebbe continuare all’infinito l’elenco dei problemi di questa Città.
Inoltre i Cittadini pagano già l’addizionale IRPEF al comune per i servizi di cui dovrebbero usufruire e che non hanno.
Il Partito del SUD si oppone fortemente a questa tassa imposta dal Sindaco Orlando e propone ai Cittadini l’organizzazione di comitati di quartiere per protestare contro la mancanza dei servizi che dovrebbe erogare il comune.
Palermo li, 25/11/2013
Maniscalco Giovanni
Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti – Sicilia
venerdì 21 giugno 2013
DAL PARTITO DEL SUD SOLIDARIETA' AL COMITATO "NO MUOS"

Volantino Partito del Sud Sicilia
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Volantino Partito del Sud Sicilia
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martedì 17 marzo 2009
CATANIA,REPORT,IL GIORNO DOPO...
Le reazioni dei politici catanesi
CATANIA - "La nostra è una città dove molte cose non vanno, ma Catania non è quella vista ieri sera a Report". Così il sindaco Raffaele Stancanelli commenta la puntata della trasmissione di Raitre dedicata quasi interamente a Catania.
"L'immagine che è uscita dalla trasmissione è devastante e deve mettere a disagio tutta la collettività - ha aggiunto il sindaco -, un'immagine brutta a livello nazionale e chi amministra la città se ne deve fare carico".
Su Report Stancanelli ha rilevato che "molte cose sono fatte per suscitare un impatto negativo, ma altre - ha riconosciuto - sono vere". Secondo Stancanelli "occorre ricreare un clima di credibilità e fiducia nei confronti delle Istituzioni" e trasformare Catania in "una città dove si rispettano le regole, anche le più piccole, perché l'assenza porta alla decadenza".
Per il sindaco "la situazione non dipende da buchi di cassa. I soldi negli anni scorsi sono arrivati, ma se si spendono senza rispetto delle regole cominciano i problemi. Non sono pessimista, anzi, ma per 'tornar a riveder le stelle' occorre lavorare insieme sette giorni su sette. E io già lo faccio...".
Il segretario provinciale del Pd di Catania, Luca Spataro: "L'inchiesta di 'Report' ha dato rilievo nazionale sul malgoverno di Catania che il centrosinistra denuncia da anni. Oggi il sindaco Stancanelli dice che Catania non è la città rappresentata su Report. È vero, Catania non è quella città, o meglio non è solo quella. Ma chi l'ha governata in questi anni è peggio di quella descrizione".
Secondo Spataro "Catania è stata umiliata, offesa e mortificata non da chi ne ha giustamente, in questi anni, denunciato i guasti, ma da una classe dirigente che dovrebbe avere il pudore di stare in silenzio, chiedere scusa e andarsene".
"Non c'è differenza - conclude il segretario del Pd etneo - tra l'ex sindaco Scapagnini e l'attuale Stancanelli. Tutto il centrodestra porta su di sè le stesse responsabilità".
Per l'eurodeputato Nello Musumeci, vicesegretario nazionale de La Destra e capogruppo del partito al Comune etneo, "la Catania vista dai servizi di Report è senza dubbio quella più vera, quella che la classe dirigente attuale tende a occultare".
"Ho amministrato questa Provincia per dieci anni - aggiunge Musumeci - e posso dire con orgoglio di aver contribuito a segnare l'immagine di una città diversa: era la Catania prima stazione appaltante del Mezzogiorno d'Italia, nella quale abbiamo speso settecento miliardi di lire per lavori pubblici, realizzato i più importanti eventi culturali degli ultimi venti anni, dato dignità alle Istituzioni restituendole alla trasparenza e all'efficienza".
Secondo Musumeci "se da un lato va riconosciuto alla trasmissione di aver detto, sulla gestione del Comune, cose che in tanti conoscevano ma che solo in pochi da tempo continuiamo a ripetere, alcune generalizzazioni e significative omissioni hanno trasmesso all'Italia intera il messaggio di una città irredimibile".
"Non è così - conclude l'esponente de La Destra - ma tutti oggi ancora più di prima dobbiamo spingere verso un'operazione di verità, senza la quale sarà impossibile liberare le energie di Catania e guarire dalla sindrome di Stoccolma quanti ancora premiano col voto i responsabili, nella ininterrotta continuità, di questo sfascio".
"Non mi sento più cittadino di questa Catania. Non mi sento più cittadino di questa che, purtroppo, è la Catania reale". Orazio Licandro, ex parlamentare del Pdci, nato, residente ed eletto a Catania, reagisce così dopo aver visto la puntata di Report.
"E' stata non uno, ma tre pugni nello stomaco. Anche per chi come me lotta da anni duramente contro un sistema di potere, un formidabile intreccio di affari, mafia, politica, che inquina palazzi vari e che è diventato un modello sociale condiviso dall'80% degli elettori".
"Non voglio più la cittadinanza catanese", prosegue Licandro, oggi responsabile nazionale dell'organizzazione del Pdci. "Vergogna, frustrazione, sgomento mi convincono a rinunciare alla cittadinanza catanese. E mi piacerebbe che tanti dicessero: io non sono catanese. Lo dico con una grande pena nel cuore, ma è necessario scrollarsi tutta l'angoscia che attanaglia, raggiungere una dimensione fredda e di distanza, insomma di estraneità per poter continuare una durissima battaglia di civiltà, democrazia e legalità anche soltanto con una sparuta minoranza di catanesi in una città feroce. Grazie a Saviano gli italiani hanno conosciuto Gomorra, oggi sanno che in Italia esiste anche Sodoma: Catania".
16/03/2009
Fonte:www.lasicilia.it
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CATANIA - "La nostra è una città dove molte cose non vanno, ma Catania non è quella vista ieri sera a Report". Così il sindaco Raffaele Stancanelli commenta la puntata della trasmissione di Raitre dedicata quasi interamente a Catania.
"L'immagine che è uscita dalla trasmissione è devastante e deve mettere a disagio tutta la collettività - ha aggiunto il sindaco -, un'immagine brutta a livello nazionale e chi amministra la città se ne deve fare carico".
Su Report Stancanelli ha rilevato che "molte cose sono fatte per suscitare un impatto negativo, ma altre - ha riconosciuto - sono vere". Secondo Stancanelli "occorre ricreare un clima di credibilità e fiducia nei confronti delle Istituzioni" e trasformare Catania in "una città dove si rispettano le regole, anche le più piccole, perché l'assenza porta alla decadenza".
Per il sindaco "la situazione non dipende da buchi di cassa. I soldi negli anni scorsi sono arrivati, ma se si spendono senza rispetto delle regole cominciano i problemi. Non sono pessimista, anzi, ma per 'tornar a riveder le stelle' occorre lavorare insieme sette giorni su sette. E io già lo faccio...".
Il segretario provinciale del Pd di Catania, Luca Spataro: "L'inchiesta di 'Report' ha dato rilievo nazionale sul malgoverno di Catania che il centrosinistra denuncia da anni. Oggi il sindaco Stancanelli dice che Catania non è la città rappresentata su Report. È vero, Catania non è quella città, o meglio non è solo quella. Ma chi l'ha governata in questi anni è peggio di quella descrizione".
Secondo Spataro "Catania è stata umiliata, offesa e mortificata non da chi ne ha giustamente, in questi anni, denunciato i guasti, ma da una classe dirigente che dovrebbe avere il pudore di stare in silenzio, chiedere scusa e andarsene".
"Non c'è differenza - conclude il segretario del Pd etneo - tra l'ex sindaco Scapagnini e l'attuale Stancanelli. Tutto il centrodestra porta su di sè le stesse responsabilità".
Per l'eurodeputato Nello Musumeci, vicesegretario nazionale de La Destra e capogruppo del partito al Comune etneo, "la Catania vista dai servizi di Report è senza dubbio quella più vera, quella che la classe dirigente attuale tende a occultare".
"Ho amministrato questa Provincia per dieci anni - aggiunge Musumeci - e posso dire con orgoglio di aver contribuito a segnare l'immagine di una città diversa: era la Catania prima stazione appaltante del Mezzogiorno d'Italia, nella quale abbiamo speso settecento miliardi di lire per lavori pubblici, realizzato i più importanti eventi culturali degli ultimi venti anni, dato dignità alle Istituzioni restituendole alla trasparenza e all'efficienza".
Secondo Musumeci "se da un lato va riconosciuto alla trasmissione di aver detto, sulla gestione del Comune, cose che in tanti conoscevano ma che solo in pochi da tempo continuiamo a ripetere, alcune generalizzazioni e significative omissioni hanno trasmesso all'Italia intera il messaggio di una città irredimibile".
"Non è così - conclude l'esponente de La Destra - ma tutti oggi ancora più di prima dobbiamo spingere verso un'operazione di verità, senza la quale sarà impossibile liberare le energie di Catania e guarire dalla sindrome di Stoccolma quanti ancora premiano col voto i responsabili, nella ininterrotta continuità, di questo sfascio".
"Non mi sento più cittadino di questa Catania. Non mi sento più cittadino di questa che, purtroppo, è la Catania reale". Orazio Licandro, ex parlamentare del Pdci, nato, residente ed eletto a Catania, reagisce così dopo aver visto la puntata di Report.
"E' stata non uno, ma tre pugni nello stomaco. Anche per chi come me lotta da anni duramente contro un sistema di potere, un formidabile intreccio di affari, mafia, politica, che inquina palazzi vari e che è diventato un modello sociale condiviso dall'80% degli elettori".
"Non voglio più la cittadinanza catanese", prosegue Licandro, oggi responsabile nazionale dell'organizzazione del Pdci. "Vergogna, frustrazione, sgomento mi convincono a rinunciare alla cittadinanza catanese. E mi piacerebbe che tanti dicessero: io non sono catanese. Lo dico con una grande pena nel cuore, ma è necessario scrollarsi tutta l'angoscia che attanaglia, raggiungere una dimensione fredda e di distanza, insomma di estraneità per poter continuare una durissima battaglia di civiltà, democrazia e legalità anche soltanto con una sparuta minoranza di catanesi in una città feroce. Grazie a Saviano gli italiani hanno conosciuto Gomorra, oggi sanno che in Italia esiste anche Sodoma: Catania".
16/03/2009
Fonte:www.lasicilia.it
Le reazioni dei politici catanesi
CATANIA - "La nostra è una città dove molte cose non vanno, ma Catania non è quella vista ieri sera a Report". Così il sindaco Raffaele Stancanelli commenta la puntata della trasmissione di Raitre dedicata quasi interamente a Catania.
"L'immagine che è uscita dalla trasmissione è devastante e deve mettere a disagio tutta la collettività - ha aggiunto il sindaco -, un'immagine brutta a livello nazionale e chi amministra la città se ne deve fare carico".
Su Report Stancanelli ha rilevato che "molte cose sono fatte per suscitare un impatto negativo, ma altre - ha riconosciuto - sono vere". Secondo Stancanelli "occorre ricreare un clima di credibilità e fiducia nei confronti delle Istituzioni" e trasformare Catania in "una città dove si rispettano le regole, anche le più piccole, perché l'assenza porta alla decadenza".
Per il sindaco "la situazione non dipende da buchi di cassa. I soldi negli anni scorsi sono arrivati, ma se si spendono senza rispetto delle regole cominciano i problemi. Non sono pessimista, anzi, ma per 'tornar a riveder le stelle' occorre lavorare insieme sette giorni su sette. E io già lo faccio...".
Il segretario provinciale del Pd di Catania, Luca Spataro: "L'inchiesta di 'Report' ha dato rilievo nazionale sul malgoverno di Catania che il centrosinistra denuncia da anni. Oggi il sindaco Stancanelli dice che Catania non è la città rappresentata su Report. È vero, Catania non è quella città, o meglio non è solo quella. Ma chi l'ha governata in questi anni è peggio di quella descrizione".
Secondo Spataro "Catania è stata umiliata, offesa e mortificata non da chi ne ha giustamente, in questi anni, denunciato i guasti, ma da una classe dirigente che dovrebbe avere il pudore di stare in silenzio, chiedere scusa e andarsene".
"Non c'è differenza - conclude il segretario del Pd etneo - tra l'ex sindaco Scapagnini e l'attuale Stancanelli. Tutto il centrodestra porta su di sè le stesse responsabilità".
Per l'eurodeputato Nello Musumeci, vicesegretario nazionale de La Destra e capogruppo del partito al Comune etneo, "la Catania vista dai servizi di Report è senza dubbio quella più vera, quella che la classe dirigente attuale tende a occultare".
"Ho amministrato questa Provincia per dieci anni - aggiunge Musumeci - e posso dire con orgoglio di aver contribuito a segnare l'immagine di una città diversa: era la Catania prima stazione appaltante del Mezzogiorno d'Italia, nella quale abbiamo speso settecento miliardi di lire per lavori pubblici, realizzato i più importanti eventi culturali degli ultimi venti anni, dato dignità alle Istituzioni restituendole alla trasparenza e all'efficienza".
Secondo Musumeci "se da un lato va riconosciuto alla trasmissione di aver detto, sulla gestione del Comune, cose che in tanti conoscevano ma che solo in pochi da tempo continuiamo a ripetere, alcune generalizzazioni e significative omissioni hanno trasmesso all'Italia intera il messaggio di una città irredimibile".
"Non è così - conclude l'esponente de La Destra - ma tutti oggi ancora più di prima dobbiamo spingere verso un'operazione di verità, senza la quale sarà impossibile liberare le energie di Catania e guarire dalla sindrome di Stoccolma quanti ancora premiano col voto i responsabili, nella ininterrotta continuità, di questo sfascio".
"Non mi sento più cittadino di questa Catania. Non mi sento più cittadino di questa che, purtroppo, è la Catania reale". Orazio Licandro, ex parlamentare del Pdci, nato, residente ed eletto a Catania, reagisce così dopo aver visto la puntata di Report.
"E' stata non uno, ma tre pugni nello stomaco. Anche per chi come me lotta da anni duramente contro un sistema di potere, un formidabile intreccio di affari, mafia, politica, che inquina palazzi vari e che è diventato un modello sociale condiviso dall'80% degli elettori".
"Non voglio più la cittadinanza catanese", prosegue Licandro, oggi responsabile nazionale dell'organizzazione del Pdci. "Vergogna, frustrazione, sgomento mi convincono a rinunciare alla cittadinanza catanese. E mi piacerebbe che tanti dicessero: io non sono catanese. Lo dico con una grande pena nel cuore, ma è necessario scrollarsi tutta l'angoscia che attanaglia, raggiungere una dimensione fredda e di distanza, insomma di estraneità per poter continuare una durissima battaglia di civiltà, democrazia e legalità anche soltanto con una sparuta minoranza di catanesi in una città feroce. Grazie a Saviano gli italiani hanno conosciuto Gomorra, oggi sanno che in Italia esiste anche Sodoma: Catania".
16/03/2009
Fonte:www.lasicilia.it
CATANIA - "La nostra è una città dove molte cose non vanno, ma Catania non è quella vista ieri sera a Report". Così il sindaco Raffaele Stancanelli commenta la puntata della trasmissione di Raitre dedicata quasi interamente a Catania.
"L'immagine che è uscita dalla trasmissione è devastante e deve mettere a disagio tutta la collettività - ha aggiunto il sindaco -, un'immagine brutta a livello nazionale e chi amministra la città se ne deve fare carico".
Su Report Stancanelli ha rilevato che "molte cose sono fatte per suscitare un impatto negativo, ma altre - ha riconosciuto - sono vere". Secondo Stancanelli "occorre ricreare un clima di credibilità e fiducia nei confronti delle Istituzioni" e trasformare Catania in "una città dove si rispettano le regole, anche le più piccole, perché l'assenza porta alla decadenza".
Per il sindaco "la situazione non dipende da buchi di cassa. I soldi negli anni scorsi sono arrivati, ma se si spendono senza rispetto delle regole cominciano i problemi. Non sono pessimista, anzi, ma per 'tornar a riveder le stelle' occorre lavorare insieme sette giorni su sette. E io già lo faccio...".
Il segretario provinciale del Pd di Catania, Luca Spataro: "L'inchiesta di 'Report' ha dato rilievo nazionale sul malgoverno di Catania che il centrosinistra denuncia da anni. Oggi il sindaco Stancanelli dice che Catania non è la città rappresentata su Report. È vero, Catania non è quella città, o meglio non è solo quella. Ma chi l'ha governata in questi anni è peggio di quella descrizione".
Secondo Spataro "Catania è stata umiliata, offesa e mortificata non da chi ne ha giustamente, in questi anni, denunciato i guasti, ma da una classe dirigente che dovrebbe avere il pudore di stare in silenzio, chiedere scusa e andarsene".
"Non c'è differenza - conclude il segretario del Pd etneo - tra l'ex sindaco Scapagnini e l'attuale Stancanelli. Tutto il centrodestra porta su di sè le stesse responsabilità".
Per l'eurodeputato Nello Musumeci, vicesegretario nazionale de La Destra e capogruppo del partito al Comune etneo, "la Catania vista dai servizi di Report è senza dubbio quella più vera, quella che la classe dirigente attuale tende a occultare".
"Ho amministrato questa Provincia per dieci anni - aggiunge Musumeci - e posso dire con orgoglio di aver contribuito a segnare l'immagine di una città diversa: era la Catania prima stazione appaltante del Mezzogiorno d'Italia, nella quale abbiamo speso settecento miliardi di lire per lavori pubblici, realizzato i più importanti eventi culturali degli ultimi venti anni, dato dignità alle Istituzioni restituendole alla trasparenza e all'efficienza".
Secondo Musumeci "se da un lato va riconosciuto alla trasmissione di aver detto, sulla gestione del Comune, cose che in tanti conoscevano ma che solo in pochi da tempo continuiamo a ripetere, alcune generalizzazioni e significative omissioni hanno trasmesso all'Italia intera il messaggio di una città irredimibile".
"Non è così - conclude l'esponente de La Destra - ma tutti oggi ancora più di prima dobbiamo spingere verso un'operazione di verità, senza la quale sarà impossibile liberare le energie di Catania e guarire dalla sindrome di Stoccolma quanti ancora premiano col voto i responsabili, nella ininterrotta continuità, di questo sfascio".
"Non mi sento più cittadino di questa Catania. Non mi sento più cittadino di questa che, purtroppo, è la Catania reale". Orazio Licandro, ex parlamentare del Pdci, nato, residente ed eletto a Catania, reagisce così dopo aver visto la puntata di Report.
"E' stata non uno, ma tre pugni nello stomaco. Anche per chi come me lotta da anni duramente contro un sistema di potere, un formidabile intreccio di affari, mafia, politica, che inquina palazzi vari e che è diventato un modello sociale condiviso dall'80% degli elettori".
"Non voglio più la cittadinanza catanese", prosegue Licandro, oggi responsabile nazionale dell'organizzazione del Pdci. "Vergogna, frustrazione, sgomento mi convincono a rinunciare alla cittadinanza catanese. E mi piacerebbe che tanti dicessero: io non sono catanese. Lo dico con una grande pena nel cuore, ma è necessario scrollarsi tutta l'angoscia che attanaglia, raggiungere una dimensione fredda e di distanza, insomma di estraneità per poter continuare una durissima battaglia di civiltà, democrazia e legalità anche soltanto con una sparuta minoranza di catanesi in una città feroce. Grazie a Saviano gli italiani hanno conosciuto Gomorra, oggi sanno che in Italia esiste anche Sodoma: Catania".
16/03/2009
Fonte:www.lasicilia.it
martedì 18 novembre 2008
"SUGNU SICILIANU"

Turi Lima:"Chiddu ch'è certu, sugnu: e sugnu sicilianu"...
Nasceva il 18 agosto 1925, in Sicilia, nella contadina Catenanuova, da Carmelo e Giuseppina Muni, Venero Maccarrone, che, alla fine degli anni settanta, con lo pseudomino Turi Lima, ha dato vita ad una "poesia rivoluzionaria" in lingua siciliana, tutta votata alla Sicilia, Sicilia intesa come Patria del Popolo Siciliano, come Nazione cancellata, che, attraverso un'opera si sensibilizzazione culturale tesa al recupero della specificità dell'identità degli Isolani, poteva essere riconquistata dai Siciliani:
"Si sugnu lava o sùrfuru / si sugnu aranciu o pala / si sugnu jnestra o mènnulu ju non lu pozzu diri. Chiddu ch'è certu, sugnu: e sugnu sicilianu" ("Se sono lava o zolfo/se sono albero d'arancio o foglia di fico d'India/se sono ginestra o albero di mandorlo, io non lo posso dire, Quello chè è certo, sono: e sono siciliano").
Turi Lima,secondo il professore Salvatore Camilleri:
Turi Lima, come ha scritto qualche anno fa il professore Salvatore Camilleri,
"non era certamente uno di quei poeti cui si deve consigliare l'esortazione del Feuerbach a non accettare passivamente la realtà, ma a inserirsi in essa per mutarla, non lo è stato perchè nella realtà si era calato tutt'intero e vi sosteneva la sua battaglia in nome della sicilianità; non lo è stato per il perenne suo impegno umano, per il suo impegno civile che quotidianamente ha sostenuto con la sola arma di cui disponeva, la poesia...
Ma, l'impegno di Turi Lima non nasceva, come in Argon o in Neruda, da una ideologia, né da una considerazione filosofica; nasceva da uno sconfinato amore per la sua Terra natale, alimentato dalla passione più ribollente, anche se non erano estranei motivi sociali e politici".
Turi Lima,secondo lo scrittore Emanuele Gagliano:
Emanuele Gagliano, compianto poeta e scrittore siciliano, nel lontano 1984, nell'introduzione ad un libro di poesie di Turi Lima ,scrisse: "La nota dominante di questa raccolta di Turi Lima "Sicilia celu e terra" è senz'altro l'identità: il segno inconfondibile che distingue il vero poeta dagli oscuri epigoni e che lo porta allo scontro con una società e una cultura.
Muovendosi dietro tutte le sensazioni di un universo umano per molti aspetti nuovo, Turi Lima sviluppa una tematica libertaria che trova il suo epicentro nel processo evolutivo del tempo e della storia.
Evidente è la frattura con la poesia agrario-cattolica tradizionale, ma anche con tanta poesia odierna polarizzata su una stessa frequenza di suoni, di voci, di echi. Le occasioni dell'autore s'incentrano nel dissidio della storia e della mistificazione della storia, della giustizia e dell'ingiustizia, della libertà e della coercizione, dell'intransigenza etica dell'uomo forte e del conformismo degli animi servili.
E rinviano a Turi Lima preoccupato, più che di accusare e di gridare (sarebbe, questa, la soluzione più ovvia), di spingersi nei gorghi della coscienza inquieta e di chiamarla in causa con un atteggiamento di netta rimozione rispetto ad ogni acquiscenza umbratile ed esaustiva.
L'apporto ideologico è qui accolto come elemento-base del proprio orientamento culturale ed estetico, mentre il tema della socialità, che da Rapisardi a Quasimodo, da Brecht a Hikmet, da Whitman a Cardenal, ha sempre costituito una componente viva e partecipe del destino dell'uomo, è presente come sostanza e come ritmo in un'osmosi dialettica tra la soggettività dell'autore e il dato esistenziale".
Turi Lima come Aristofane:
"Chiunque è un uomo libero non può starsene a dormire",scriveva Aristofane sullo scorcio del V secolo a.C., e il modello di realtà prescelto da Turi Lima é stato di quelli che coinvolgono la coscienza di tutti e che inducono a "vegliare": "Tu non canusci lu scuru di li notti, stiddati di duluri, di cù vosi spizzari li catini e truvau lami e focu/ e ancora curri,nudu e dispiratu, tra celi e inferni...Sunò lu cornu Eunu e ancora pi li strati l'omu camina mpintu a lu juvu..." ("Tu non conosci il buoio delle notti,stellate di dolore,di chi ha voluto spezzare le catene e ha trovato lame e fuoco/e ancora corre,nudo e disperato, tra cieli e inferno...Suonò il corno Euno e ancora oggi,per le strade,l'uomo cammina appeso al chiodo...".
Ma perchè scelse lo psudonimo "Turi Lima"?:
Lo psudonimo "Turi Lima", era, in realtà, un gioco di parole, legato all'idea di sensibilizzazione dei siciliani alla sana sicilianità attraverso la poesia.
Infatti, "Turi Lima", nell'idea del poeta, era il "limaturi", il fabbro, che, con tanta pazienza "Lima", per correggere e perfezionare,un pezzo di ferro deformato.
Turi Lima, militante e Dirigente "separatista":
A causa della guerra, la famiglia Maccarrone si trasferì a Catania,dove il giovane Venero aderì alla Lega Giovanile Separatista,organizzazione giovanile e paramilitare del Mis (Movimento per l'Indipendenza della Sicilia), divenendone subito un dirigente e collaborando alla realizzazione dei periodici quali "Sicilia Martire","La libertà", "Sicilia Rossa" e "Sicilia Indipendente".
Turi Lima fonda "Antenna Trinacria":
Nel 1961 ha ideato e diretto la rivista mensile "Sicilia indipendente" e, nel 1978, ha fondato e diretto a Catania la radio "Antenna Trinacria", la "radio d'assalto", che ha polarizzato l'attenzione e l'adesione di tantissimi cittadini attorno alle tematiche neo-sicilianiste, democratiche,socialiste,internazionaliste e antimafiose.
Negli anni sessanta, era stato fra i fondatori del "Fronte Nazionale Siciliano-Sicilia Indipendente" e negli anni ottanta del "Movimento popolare per la Liberazione della Sicilia". Inoltre, nel 1970,con l'avvocato Natale Turco,aveva dato vita al "Centro Studi Storico-Sociali Siciliani".
Turi Lima e il suo patrimonio ideale:
Purtroppo, a 72 anni, il 10 dicembre 1996, dopo dieci giorni di atroci sofferenze, vissute con una dignità impressionante, Turi Lima finiva di vivere, lasciando a noi siciliani un grande patrimonio ideale per continuare l'opera di "limatura".
Ma, il patrimonio ideale lasciato da Turi Lima appartiene a tutti i Popoli in lotta per l'Indipendenza Nazionale, anche perchè, dai microfoni di Antenna Trinacria -chi scrive faceva parte dello staff della radio- aveva sostenuto la lotta dei Popoli oppressi, dai Palestinesi ai Kosovari.
Turi Lima e il sole della pace e della libertà:
"Suli" ("Sole"), la poesia che conclude questo mio intervento, è l'essenza dell'opera di Turi Lima:
"Suli, ca supra st'Isula sfruttata di centu razzi, tu passi vasciu cu li raggi ardenti e nfochi petri e ciumie duni vita a mennuli e frumentu; c'abbruci li ramigni e li ristuccie la nivi ti porti nfinu a mari;suli, ca fai sbucciarili zagari d'aranci e di lumei, e di spiranza tingilu celu cilistrinu;suli, c'alluminasti lu caminudi lu granni Duceziu e di li Vespri; suli, c'ha' vistu nasciri pueti, scienti e analfabeti, c'ha vistu curaggiusi e tradituri c'hannu fattu la storia di sta terra azziccata nta lu mari; suli ca po' parrari ppi diri li turmenti e li dulurie la putenti carrica d'amurica ci avi la me genti ca sapi stari povera e cuntenti; tu ca nascisti cu la terra mia, fermati 'ncelu ppi tri jorna sani e nfocacci lu sangu ntra li vinia lu populu miu, ch'è nta li spini.Dacci curaggiu e forza, e jinculu di luci nta la menti,pi truvari la strata, tuttu unitu, pi conquistari paci e libirtà".
("Sole, che su quest'Isola sfruttata da cento razze, tu passi basso con i raggi ardentie infuochi pietre e fiumie dai vita a mandorle e frumento; bruci la gramigna e le respuccee la neve ti porta fino al mare;sole, che fai sbocciarele zagare degli aranci e dei limoni, e di speranza colori il cielo azzurro;sole, che illuminasti il cammino del grande Ducezio e dei Vespri;sole, che hai visto nascere poeti,scienziati ed analfabeti, che hai visto coraggiosi e traditoriche hanno fatto la storiadi questa terra inserita nel mare; sole che puoi parlare per raccontare i tormenti e i dolori e la forte carica d'amore che ha la mia gente che sa vivere povera e contenta; tu che sei nato con la mia terra,fermati in cielo per tre giorni interie infuoca il sangue nelle vene al mio popolo, che è tra le spine. Dagli coraggio e forza, e illuminagli la mente,per trovare la strada, tutto unito, per conquistare pace e libertà".
Orazio Vasta
Fonte: Cavalieri di Sicilia

Turi Lima:"Chiddu ch'è certu, sugnu: e sugnu sicilianu"...
Nasceva il 18 agosto 1925, in Sicilia, nella contadina Catenanuova, da Carmelo e Giuseppina Muni, Venero Maccarrone, che, alla fine degli anni settanta, con lo pseudomino Turi Lima, ha dato vita ad una "poesia rivoluzionaria" in lingua siciliana, tutta votata alla Sicilia, Sicilia intesa come Patria del Popolo Siciliano, come Nazione cancellata, che, attraverso un'opera si sensibilizzazione culturale tesa al recupero della specificità dell'identità degli Isolani, poteva essere riconquistata dai Siciliani:
"Si sugnu lava o sùrfuru / si sugnu aranciu o pala / si sugnu jnestra o mènnulu ju non lu pozzu diri. Chiddu ch'è certu, sugnu: e sugnu sicilianu" ("Se sono lava o zolfo/se sono albero d'arancio o foglia di fico d'India/se sono ginestra o albero di mandorlo, io non lo posso dire, Quello chè è certo, sono: e sono siciliano").
Turi Lima,secondo il professore Salvatore Camilleri:
Turi Lima, come ha scritto qualche anno fa il professore Salvatore Camilleri,
"non era certamente uno di quei poeti cui si deve consigliare l'esortazione del Feuerbach a non accettare passivamente la realtà, ma a inserirsi in essa per mutarla, non lo è stato perchè nella realtà si era calato tutt'intero e vi sosteneva la sua battaglia in nome della sicilianità; non lo è stato per il perenne suo impegno umano, per il suo impegno civile che quotidianamente ha sostenuto con la sola arma di cui disponeva, la poesia...
Ma, l'impegno di Turi Lima non nasceva, come in Argon o in Neruda, da una ideologia, né da una considerazione filosofica; nasceva da uno sconfinato amore per la sua Terra natale, alimentato dalla passione più ribollente, anche se non erano estranei motivi sociali e politici".
Turi Lima,secondo lo scrittore Emanuele Gagliano:
Emanuele Gagliano, compianto poeta e scrittore siciliano, nel lontano 1984, nell'introduzione ad un libro di poesie di Turi Lima ,scrisse: "La nota dominante di questa raccolta di Turi Lima "Sicilia celu e terra" è senz'altro l'identità: il segno inconfondibile che distingue il vero poeta dagli oscuri epigoni e che lo porta allo scontro con una società e una cultura.
Muovendosi dietro tutte le sensazioni di un universo umano per molti aspetti nuovo, Turi Lima sviluppa una tematica libertaria che trova il suo epicentro nel processo evolutivo del tempo e della storia.
Evidente è la frattura con la poesia agrario-cattolica tradizionale, ma anche con tanta poesia odierna polarizzata su una stessa frequenza di suoni, di voci, di echi. Le occasioni dell'autore s'incentrano nel dissidio della storia e della mistificazione della storia, della giustizia e dell'ingiustizia, della libertà e della coercizione, dell'intransigenza etica dell'uomo forte e del conformismo degli animi servili.
E rinviano a Turi Lima preoccupato, più che di accusare e di gridare (sarebbe, questa, la soluzione più ovvia), di spingersi nei gorghi della coscienza inquieta e di chiamarla in causa con un atteggiamento di netta rimozione rispetto ad ogni acquiscenza umbratile ed esaustiva.
L'apporto ideologico è qui accolto come elemento-base del proprio orientamento culturale ed estetico, mentre il tema della socialità, che da Rapisardi a Quasimodo, da Brecht a Hikmet, da Whitman a Cardenal, ha sempre costituito una componente viva e partecipe del destino dell'uomo, è presente come sostanza e come ritmo in un'osmosi dialettica tra la soggettività dell'autore e il dato esistenziale".
Turi Lima come Aristofane:
"Chiunque è un uomo libero non può starsene a dormire",scriveva Aristofane sullo scorcio del V secolo a.C., e il modello di realtà prescelto da Turi Lima é stato di quelli che coinvolgono la coscienza di tutti e che inducono a "vegliare": "Tu non canusci lu scuru di li notti, stiddati di duluri, di cù vosi spizzari li catini e truvau lami e focu/ e ancora curri,nudu e dispiratu, tra celi e inferni...Sunò lu cornu Eunu e ancora pi li strati l'omu camina mpintu a lu juvu..." ("Tu non conosci il buoio delle notti,stellate di dolore,di chi ha voluto spezzare le catene e ha trovato lame e fuoco/e ancora corre,nudo e disperato, tra cieli e inferno...Suonò il corno Euno e ancora oggi,per le strade,l'uomo cammina appeso al chiodo...".
Ma perchè scelse lo psudonimo "Turi Lima"?:
Lo psudonimo "Turi Lima", era, in realtà, un gioco di parole, legato all'idea di sensibilizzazione dei siciliani alla sana sicilianità attraverso la poesia.
Infatti, "Turi Lima", nell'idea del poeta, era il "limaturi", il fabbro, che, con tanta pazienza "Lima", per correggere e perfezionare,un pezzo di ferro deformato.
Turi Lima, militante e Dirigente "separatista":
A causa della guerra, la famiglia Maccarrone si trasferì a Catania,dove il giovane Venero aderì alla Lega Giovanile Separatista,organizzazione giovanile e paramilitare del Mis (Movimento per l'Indipendenza della Sicilia), divenendone subito un dirigente e collaborando alla realizzazione dei periodici quali "Sicilia Martire","La libertà", "Sicilia Rossa" e "Sicilia Indipendente".
Turi Lima fonda "Antenna Trinacria":
Nel 1961 ha ideato e diretto la rivista mensile "Sicilia indipendente" e, nel 1978, ha fondato e diretto a Catania la radio "Antenna Trinacria", la "radio d'assalto", che ha polarizzato l'attenzione e l'adesione di tantissimi cittadini attorno alle tematiche neo-sicilianiste, democratiche,socialiste,internazionaliste e antimafiose.
Negli anni sessanta, era stato fra i fondatori del "Fronte Nazionale Siciliano-Sicilia Indipendente" e negli anni ottanta del "Movimento popolare per la Liberazione della Sicilia". Inoltre, nel 1970,con l'avvocato Natale Turco,aveva dato vita al "Centro Studi Storico-Sociali Siciliani".
Turi Lima e il suo patrimonio ideale:
Purtroppo, a 72 anni, il 10 dicembre 1996, dopo dieci giorni di atroci sofferenze, vissute con una dignità impressionante, Turi Lima finiva di vivere, lasciando a noi siciliani un grande patrimonio ideale per continuare l'opera di "limatura".
Ma, il patrimonio ideale lasciato da Turi Lima appartiene a tutti i Popoli in lotta per l'Indipendenza Nazionale, anche perchè, dai microfoni di Antenna Trinacria -chi scrive faceva parte dello staff della radio- aveva sostenuto la lotta dei Popoli oppressi, dai Palestinesi ai Kosovari.
Turi Lima e il sole della pace e della libertà:
"Suli" ("Sole"), la poesia che conclude questo mio intervento, è l'essenza dell'opera di Turi Lima:
"Suli, ca supra st'Isula sfruttata di centu razzi, tu passi vasciu cu li raggi ardenti e nfochi petri e ciumie duni vita a mennuli e frumentu; c'abbruci li ramigni e li ristuccie la nivi ti porti nfinu a mari;suli, ca fai sbucciarili zagari d'aranci e di lumei, e di spiranza tingilu celu cilistrinu;suli, c'alluminasti lu caminudi lu granni Duceziu e di li Vespri; suli, c'ha' vistu nasciri pueti, scienti e analfabeti, c'ha vistu curaggiusi e tradituri c'hannu fattu la storia di sta terra azziccata nta lu mari; suli ca po' parrari ppi diri li turmenti e li dulurie la putenti carrica d'amurica ci avi la me genti ca sapi stari povera e cuntenti; tu ca nascisti cu la terra mia, fermati 'ncelu ppi tri jorna sani e nfocacci lu sangu ntra li vinia lu populu miu, ch'è nta li spini.Dacci curaggiu e forza, e jinculu di luci nta la menti,pi truvari la strata, tuttu unitu, pi conquistari paci e libirtà".
("Sole, che su quest'Isola sfruttata da cento razze, tu passi basso con i raggi ardentie infuochi pietre e fiumie dai vita a mandorle e frumento; bruci la gramigna e le respuccee la neve ti porta fino al mare;sole, che fai sbocciarele zagare degli aranci e dei limoni, e di speranza colori il cielo azzurro;sole, che illuminasti il cammino del grande Ducezio e dei Vespri;sole, che hai visto nascere poeti,scienziati ed analfabeti, che hai visto coraggiosi e traditoriche hanno fatto la storiadi questa terra inserita nel mare; sole che puoi parlare per raccontare i tormenti e i dolori e la forte carica d'amore che ha la mia gente che sa vivere povera e contenta; tu che sei nato con la mia terra,fermati in cielo per tre giorni interie infuoca il sangue nelle vene al mio popolo, che è tra le spine. Dagli coraggio e forza, e illuminagli la mente,per trovare la strada, tutto unito, per conquistare pace e libertà".
Orazio Vasta
Fonte: Cavalieri di Sicilia
sabato 18 ottobre 2008
PdSud:moratoria delle ipoteche immobiliari per le persone ele imprese residenti in Sicilia.

Il Partito del Sud chiede alla Regione siciliana la moratoria delle ipoteche immobiliari per le persone e le imprese residenti in Sicilia.
Ciò ampiamente giustificato dalla grave situazione economica in cui versano diverse centinaia di migliaia di famiglie e decine di migliaia di imprese.
Una moratoria servirebbe a dare respiro a tanta gente che, si trova nella impossibilità di assolvere al pagamento dei tributi e della cartelle esattoriali emesse, forse con troppa generosità, dalla SERIT SICILIA S.p.A, la Società - soggetta all'attività di direzione e coordinamento di Riscossione Sicilia S.p.A. - incaricata di gestire la riscossione dei tributi e delle altre entrate nella Regione Sicilia.
Una moratoria servirebbe a dare respiro a tanta gente che, si trova nella impossibilità di assolvere al pagamento dei tributi e della cartelle esattoriali emesse, forse con troppa generosità, dalla SERIT SICILIA S.p.A, la Società - soggetta all'attività di direzione e coordinamento di Riscossione Sicilia S.p.A. - incaricata di gestire la riscossione dei tributi e delle altre entrate nella Regione Sicilia.
Per Il PdSUD una moratoria consentirebbe ai soggetti debitori di potere assolvere al debito contratto in tempi più compatibili con le proprie attuali disponibilità e sospendere, altresì, gli aggravi a carico dei contribuenti con sovratasse, interessi e spese.
Oltretutto la moratoria servirebbe a stabilire regole certe, a garanzia di cittadini ed imprese, stante che le iscrizioni ipotecarie spesso vengono eseguite illegittimamente dalla Conservatoria dei Registri Immobiliari di Catania, senza una preventiva disamina dei titoli prodotti dalla Serit, non sempre costituenti titolo esecutivo.
Oltretutto la moratoria servirebbe a stabilire regole certe, a garanzia di cittadini ed imprese, stante che le iscrizioni ipotecarie spesso vengono eseguite illegittimamente dalla Conservatoria dei Registri Immobiliari di Catania, senza una preventiva disamina dei titoli prodotti dalla Serit, non sempre costituenti titolo esecutivo.
Segreteria provinciale Catania PdSUD
-Salvo Attardo
-Salvo Attardo
Fonte: A Rarika

Il Partito del Sud chiede alla Regione siciliana la moratoria delle ipoteche immobiliari per le persone e le imprese residenti in Sicilia.
Ciò ampiamente giustificato dalla grave situazione economica in cui versano diverse centinaia di migliaia di famiglie e decine di migliaia di imprese.
Una moratoria servirebbe a dare respiro a tanta gente che, si trova nella impossibilità di assolvere al pagamento dei tributi e della cartelle esattoriali emesse, forse con troppa generosità, dalla SERIT SICILIA S.p.A, la Società - soggetta all'attività di direzione e coordinamento di Riscossione Sicilia S.p.A. - incaricata di gestire la riscossione dei tributi e delle altre entrate nella Regione Sicilia.
Una moratoria servirebbe a dare respiro a tanta gente che, si trova nella impossibilità di assolvere al pagamento dei tributi e della cartelle esattoriali emesse, forse con troppa generosità, dalla SERIT SICILIA S.p.A, la Società - soggetta all'attività di direzione e coordinamento di Riscossione Sicilia S.p.A. - incaricata di gestire la riscossione dei tributi e delle altre entrate nella Regione Sicilia.
Per Il PdSUD una moratoria consentirebbe ai soggetti debitori di potere assolvere al debito contratto in tempi più compatibili con le proprie attuali disponibilità e sospendere, altresì, gli aggravi a carico dei contribuenti con sovratasse, interessi e spese.
Oltretutto la moratoria servirebbe a stabilire regole certe, a garanzia di cittadini ed imprese, stante che le iscrizioni ipotecarie spesso vengono eseguite illegittimamente dalla Conservatoria dei Registri Immobiliari di Catania, senza una preventiva disamina dei titoli prodotti dalla Serit, non sempre costituenti titolo esecutivo.
Oltretutto la moratoria servirebbe a stabilire regole certe, a garanzia di cittadini ed imprese, stante che le iscrizioni ipotecarie spesso vengono eseguite illegittimamente dalla Conservatoria dei Registri Immobiliari di Catania, senza una preventiva disamina dei titoli prodotti dalla Serit, non sempre costituenti titolo esecutivo.
Segreteria provinciale Catania PdSUD
-Salvo Attardo
-Salvo Attardo
Fonte: A Rarika
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