mercoledì 28 dicembre 2022

VISIONI MERIDIONALISTE…(VIDEO)

 Manifestazione NO Autonomia Differenziata

Roma 21 dicembre 2022
Il lucido e condivisibile intervento di VALENTINO ROMANO per il Partito del Sud e la Carta di Venosa
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 Manifestazione NO Autonomia Differenziata

Roma 21 dicembre 2022
Il lucido e condivisibile intervento di VALENTINO ROMANO per il Partito del Sud e la Carta di Venosa

giovedì 22 dicembre 2022

IL PARTITO DEL SUD A ROMA, CON IL TAVOLO NAZIONALE CONTRO OGNI FORMA DI AUTONOMIA DIFFERENZIATA




Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti presente con i suoi rappresentanti (fra cui in foto Antonio Luongo, Andrew Notarnicola) e con l'intervento del suo dirigente, lo scrittore Valentino Romano, al presidio al Pantheon a Roma, organizzata dal Tavolo No Autonomia Differenziata in occasione della discussione in Parlamento della Legge di Bilancio.

Realtà sociali, sindacali e forze politiche, insieme, per chiedere il ritiro della bozza di legge Calderoli, dell’art. 143 della Legge di Bilancio e la cancellazione del comma 3 dell’art 116 della Costituzione.

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CONTRO OGNI AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Di Antonio Luongo

Ieri siamo stati presenti a Roma, col Partito del Sud, per far sentire la nostra voce e fermare la furia leghista e secessionista.
Per noi ha preso parola lo scrittore Valentino Romano.
Nonostante la data prenatalizia, abbiamo raccolto sotto il "No alla secessione dei ricchi" tantissime sigle e associazioni.
Tutti in difesa dell'Unità di Italia e per le pari opportunità per tutte le Regioni.
Abbiamo ufficialmente chiesto lo stralcio dell'articolo 143 dalla legge di bilancio, quello che rispolvera il contentino dei LEP, ma senza premesse economiche, destinato a fare da foglia di fico per il progetto nordista di Calderoli. Inoltre abbiamo ribadito la necessita di non toccare il reddito di cittadinanza in questo momento storico, azzardo politico che rischia di mandare in crisi tantissime famiglie.
Noi c'eravamo e su questi aspetti ci saremo sempre senza distinguo o tentennamenti, finché i cittadini meridionali non apriranno gli occhi e prenderanno in mano il loro destino!























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Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti presente con i suoi rappresentanti (fra cui in foto Antonio Luongo, Andrew Notarnicola) e con l'intervento del suo dirigente, lo scrittore Valentino Romano, al presidio al Pantheon a Roma, organizzata dal Tavolo No Autonomia Differenziata in occasione della discussione in Parlamento della Legge di Bilancio.

Realtà sociali, sindacali e forze politiche, insieme, per chiedere il ritiro della bozza di legge Calderoli, dell’art. 143 della Legge di Bilancio e la cancellazione del comma 3 dell’art 116 della Costituzione.

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CONTRO OGNI AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Di Antonio Luongo

Ieri siamo stati presenti a Roma, col Partito del Sud, per far sentire la nostra voce e fermare la furia leghista e secessionista.
Per noi ha preso parola lo scrittore Valentino Romano.
Nonostante la data prenatalizia, abbiamo raccolto sotto il "No alla secessione dei ricchi" tantissime sigle e associazioni.
Tutti in difesa dell'Unità di Italia e per le pari opportunità per tutte le Regioni.
Abbiamo ufficialmente chiesto lo stralcio dell'articolo 143 dalla legge di bilancio, quello che rispolvera il contentino dei LEP, ma senza premesse economiche, destinato a fare da foglia di fico per il progetto nordista di Calderoli. Inoltre abbiamo ribadito la necessita di non toccare il reddito di cittadinanza in questo momento storico, azzardo politico che rischia di mandare in crisi tantissime famiglie.
Noi c'eravamo e su questi aspetti ci saremo sempre senza distinguo o tentennamenti, finché i cittadini meridionali non apriranno gli occhi e prenderanno in mano il loro destino!























venerdì 4 marzo 2022

IL PARTITO DEL SUD DOMANI A ROMA: BASTA GUERRA, BASTA IPOCRISIA, BASTA FAKE NEWS DI POLITICANTI E TG!!

Domani saremo in piazza a Roma come Partito del Sud per manifestare contro la guerra, per la pace e per un’altra società. Per il cessate il fuoco immediato in Ucraina e il ritiro delle truppe. 

Portare subito le parti in causa al tavolo delle trattative per trovare una soluzione condivisa è l’unica soluzione possibile. Non è utile fomentare la tensione con continue fake news, vista la situazione già esplosiva. Il governo italiano invece di esacerbare la tensione con l’invio di armi, e nei toni, lavori per la pace e per il rispetto dell'Art.11 della Costituzione.

Costruire l’Europa della Pace della Democrazia della Giustizia e dell’Accoglienza, non quella della finanza, delle lobby e dei blocchi militari
Contro Putin, la NATO e a favore della pace fra i popoli!
#stopwar

Natale Cuccurese-Presidente nazionale Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti 





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Domani saremo in piazza a Roma come Partito del Sud per manifestare contro la guerra, per la pace e per un’altra società. Per il cessate il fuoco immediato in Ucraina e il ritiro delle truppe. 

Portare subito le parti in causa al tavolo delle trattative per trovare una soluzione condivisa è l’unica soluzione possibile. Non è utile fomentare la tensione con continue fake news, vista la situazione già esplosiva. Il governo italiano invece di esacerbare la tensione con l’invio di armi, e nei toni, lavori per la pace e per il rispetto dell'Art.11 della Costituzione.

Costruire l’Europa della Pace della Democrazia della Giustizia e dell’Accoglienza, non quella della finanza, delle lobby e dei blocchi militari
Contro Putin, la NATO e a favore della pace fra i popoli!
#stopwar

Natale Cuccurese-Presidente nazionale Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti 





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martedì 21 dicembre 2021

L'intervento di Enzo Riccio al Presidio di Roma contro L'Autonomia differenziata [VIDEO]

L'intervento di Enzo Riccio, del Comitato Direttivo Nazionale del Partito del Sud, oggi al Presidio di Roma in Piazza Santi Apostoli, convocato dal Tavolo NO AD, composto da partiti, movimenti, sindacati e associazioni, che sono scesi in piazza a difesa dell’integrità della Repubblica e contro l’inserimento del collegato all'autonomia differenziata nella Legge di Bilancio da parte del Governo Draghi, presentato addirittura senza testo.

L'Autonomia differenziata disgrega la Repubblica, aumenta le diseguaglianze e quindi fa male al Paese.
VIDEO COMPLETO DI TUTTI GLI INTERVENTI DI OGGI:
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L'intervento di Enzo Riccio, del Comitato Direttivo Nazionale del Partito del Sud, oggi al Presidio di Roma in Piazza Santi Apostoli, convocato dal Tavolo NO AD, composto da partiti, movimenti, sindacati e associazioni, che sono scesi in piazza a difesa dell’integrità della Repubblica e contro l’inserimento del collegato all'autonomia differenziata nella Legge di Bilancio da parte del Governo Draghi, presentato addirittura senza testo.

L'Autonomia differenziata disgrega la Repubblica, aumenta le diseguaglianze e quindi fa male al Paese.
VIDEO COMPLETO DI TUTTI GLI INTERVENTI DI OGGI:

domenica 5 dicembre 2021

L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA FA MALE AL PAESE

Il 16 dicembre tutti al presidio di Roma in P.zza SS. Apostoli per il ritiro del DDL sull’Autonomia Differenziata dai collegati alla Legge di Bilancio!

Il Partito del Sud ha aderito e ci sarà.






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Il 16 dicembre tutti al presidio di Roma in P.zza SS. Apostoli per il ritiro del DDL sull’Autonomia Differenziata dai collegati alla Legge di Bilancio!

Il Partito del Sud ha aderito e ci sarà.






giovedì 23 settembre 2021

APPELLO AL VOTO MERIDIONALISTA PER “ROMA TI RIGUARDA”

Anche quest’anno, come tutti gli anni, il Partito del Sud persevera sulla strada dell’impegno concreto, democratico e politico diretto, anche elettorale, per dare un’alternativa reale e non velleitaria ai nostri territori, insieme a chi come noi ha una visione politica gramsciana.

La verità storica sulla "malaunità" del 1861 sta venendo fuori, non può durare in eterno una "questione" che dura da 160 anni che si è particolarmente aggravata negli ultimi anni con il susseguirsi di governi anti-meridionali , spesso con il predominante appoggio della Lega Nord razzista e xenofoba, come l’attuale. Il Partito del Sud è sorto per contrastare chi diceva (e dice) che non dovevamo essere più produttori ma solo consumatori, improvvisamente non avevamo piu' una storia ricca e tradizioni da difendere, ma ci dovevamo solo vergognare del nostro passato e dovevamo aspettare un po' di elemosina dalla "parte più ricca e progredita del paese" e ancora oggi si parla di nostro fallimento come popolo e siamo diventati "palla al piede" dei nostri "liberatori", è stata fatta nascere, da menti annebbiate, addirittura una "questione settentrionale", ultimamente richiamata anche da Giuseppe Conte in una lettera al Corriere della Sera del 13 agosto scorso, ove ha scritto anche di “Milano Locomotiva”, voltando le spalle al Mezzogiorno che nel 2018 aveva premiato il M5s con un voto quasi plebiscitario. Voto disinvoltamente tradito.

Per cambiare questo stato di cose non bastano certo gli slogan o le urla velleitarie sui social, bisogna invece imparare a confrontarsi seriamente ed organizzarsi concretamente e a schiena dritta, bisogna costruire e perseguire un progetto politico che parta da Sud ed unisca realmente il Paese.
E’ utile ricordare che se l’Italia ha ottenuto 191,5 miliardi di euro di fondi europei del Recovery (la quota più alta far tutti i Paesi Ue) è solo perché il suo Mezzogiorno versa in condizioni di “depressione” spaventosa in infrastrutture e servizi, sia in confronto al Centro-Nord, che verso gli altri Paesi Ue. Non a caso è la Macroarea europea dove è più alto il rischio povertà. Secondo le indicazioni europee al Sud sarebbe dovuto andare il 65% dei fondi dati all’Italia, proprio per iniziare a recuperare il gap territoriale.
Dal documento presentato alla Ue dal governo Draghi si è però scoperto che al Sud dovrebbe andare solo il 16% dei fondi. Infatti, non a caso, i primi 700 milioni di euro destinati ad aumentare il numero di scuole materne e asili nido nelle aree «svantaggiate» del Paese, non finiranno al Sud a “causa di alcuni parametri quantomeno discutibili all’interno dei bandi di assegnazione”; una parte di quei soldi infatti non andrà nelle aree più depresse del Mezzogiorno ma a Milano, a Torino o anche a Belluno.
Notare bene, che quando ci sarà da restituire il debito contratto con la Ue, TUTTI i cittadini saranno chiamati a ripagarlo con le loro tasse in parti eguali, anche se l’84% dei fondi saranno andati al Centro-Nord…
Questa è l’Italia, un Paese dove, come ben sanno anche all’estero, vige un opprimente “razzismo di Stato” contro il 34% della popolazione (percentuale dei cittadini del Mezzogiorno) e dove la Costituzione è ormai carta straccia. In Italia un governo oligarchico calato dall’alto ha commissariato il Parlamento e sta facendo strame della democrazia parlamentare e dei diritti dei cittadini meridionali, considerati da sempre di serie B.
Quando fra pochissimo giorni andrete a votare ricordate bene che TUTTI i partiti che sostengono il governo Draghi (tutti quelli presenti in Parlamento, nessuno escluso) sostengono anche la discriminazione territoriale contro i cittadini del Sud.

Sarà veramente unito questo paese solo quando le possibilità di lavoro saranno le stesse a Napoli come a Milano, quando il livello di servizi e infrastrutture sarà paragonabile a Reggio Calabria e a Reggio Emilia, per questo bisogna battersi democraticamente e concretamente fra la gente con la forza della ragione, a cui seguirà inevitabilmente la forza del numero dei voti.

Per tutti questi motivi saremo presenti con il nostro simbolo anche a Roma, nella capitale d’Italia, nella Lista “Roma ti riguarda” a sostegno di Paolo Berdini Sindaco, per fare sentire sempre più forte la voce di chi si vuole opporre con sempre più vigore a quel “razzismo di Stato” che da sempre inchioda l’intero Paese ad un passato che non vuole passare. In lista con noi anche gli alleati del Partito della Rifondazione Comunista e la lista Roma per l’ecologia integrale. Una coalizione di forze politiche e attivismo civico che si uniscono per dare una speranza al futuro delle nuove generazioni, per combattere i poteri che da decenni hanno governato sia con la destra che con il PD per finire con la effimera esperienza dei 5 stelle, condannando Roma ad un desolante declino.
Una scelta, questa lista, per cambiare davvero, per cambiare il senso di marcia di una politica al servizio del potere economico e finanziario, sorda agli interessi delle persone, come ben sanno i tanti cittadini meridionali che vivono a Roma, ci lavorano, ci studiano e che hanno diritto ad una Capitale che unisce e non divide, che non sia né leghista né liberista.

Se anche tu senti scorrere nelle vene l’orgoglio per le comuni radici, se la passione meridionalista ti infiamma e ti porta a gettare il cuore oltre gli ostacoli che tentano di frenare il tuo impegno volto unicamente al riscatto della nostra terra, ti chiedo di sostenere la lista “Roma ti riguarda” e i nostri candidati Giuseppe Lipari per il Comune ed Enzo Riccio per il Municipio VIII, di diffondere in rete la notizia del loro impegno, di contattare i tuoi amici e conoscenti presenti nel Comune di Roma al voto il prossimo 3 e 4 ottobre e di invitarli a votare i nostri esponenti meridionalisti e di sostenere la lista contenente il simbolo del Partito del Sud. Candidati che anche questa volta, con enorme sacrificio personale e con coraggio, portano la fiaccola dell'ideale meridionalista al voto per dare una possibilità concreta ai nostri concittadini di non doversi rifugiare nella scelta di votare il “meno peggio” o nel non voto, ma finalmente poter votare chi può rappresentare degnamente le comuni istanze per riprenderci, insieme, quella dignità che non abbiamo mai perso, ma che ci vorrebbero persino negare, quei diritti che ci spettano e che pretendiamo !

Avere nel prossimo consiglio comunale di Roma, qualsiasi sia la maggioranza che lo comporrà, la presenza al suo interno di una componente guidata da Paolo Berdini sarà una garanzia per noi tutti. Non solo sarà capace di contrastare i dannosi e sbagliati intendimenti che già si profilano in campagna elettorale, di chi vuole mettere le mani sulla città. ma anche, forse soprattutto, rappresentare un riferimento per tutte le lotte di opposizione ai poteri forti e dare voce alle tante soggettività democratiche della città di Roma.

Natale Cuccurese-Presidente Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti








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Anche quest’anno, come tutti gli anni, il Partito del Sud persevera sulla strada dell’impegno concreto, democratico e politico diretto, anche elettorale, per dare un’alternativa reale e non velleitaria ai nostri territori, insieme a chi come noi ha una visione politica gramsciana.

La verità storica sulla "malaunità" del 1861 sta venendo fuori, non può durare in eterno una "questione" che dura da 160 anni che si è particolarmente aggravata negli ultimi anni con il susseguirsi di governi anti-meridionali , spesso con il predominante appoggio della Lega Nord razzista e xenofoba, come l’attuale. Il Partito del Sud è sorto per contrastare chi diceva (e dice) che non dovevamo essere più produttori ma solo consumatori, improvvisamente non avevamo piu' una storia ricca e tradizioni da difendere, ma ci dovevamo solo vergognare del nostro passato e dovevamo aspettare un po' di elemosina dalla "parte più ricca e progredita del paese" e ancora oggi si parla di nostro fallimento come popolo e siamo diventati "palla al piede" dei nostri "liberatori", è stata fatta nascere, da menti annebbiate, addirittura una "questione settentrionale", ultimamente richiamata anche da Giuseppe Conte in una lettera al Corriere della Sera del 13 agosto scorso, ove ha scritto anche di “Milano Locomotiva”, voltando le spalle al Mezzogiorno che nel 2018 aveva premiato il M5s con un voto quasi plebiscitario. Voto disinvoltamente tradito.

Per cambiare questo stato di cose non bastano certo gli slogan o le urla velleitarie sui social, bisogna invece imparare a confrontarsi seriamente ed organizzarsi concretamente e a schiena dritta, bisogna costruire e perseguire un progetto politico che parta da Sud ed unisca realmente il Paese.
E’ utile ricordare che se l’Italia ha ottenuto 191,5 miliardi di euro di fondi europei del Recovery (la quota più alta far tutti i Paesi Ue) è solo perché il suo Mezzogiorno versa in condizioni di “depressione” spaventosa in infrastrutture e servizi, sia in confronto al Centro-Nord, che verso gli altri Paesi Ue. Non a caso è la Macroarea europea dove è più alto il rischio povertà. Secondo le indicazioni europee al Sud sarebbe dovuto andare il 65% dei fondi dati all’Italia, proprio per iniziare a recuperare il gap territoriale.
Dal documento presentato alla Ue dal governo Draghi si è però scoperto che al Sud dovrebbe andare solo il 16% dei fondi. Infatti, non a caso, i primi 700 milioni di euro destinati ad aumentare il numero di scuole materne e asili nido nelle aree «svantaggiate» del Paese, non finiranno al Sud a “causa di alcuni parametri quantomeno discutibili all’interno dei bandi di assegnazione”; una parte di quei soldi infatti non andrà nelle aree più depresse del Mezzogiorno ma a Milano, a Torino o anche a Belluno.
Notare bene, che quando ci sarà da restituire il debito contratto con la Ue, TUTTI i cittadini saranno chiamati a ripagarlo con le loro tasse in parti eguali, anche se l’84% dei fondi saranno andati al Centro-Nord…
Questa è l’Italia, un Paese dove, come ben sanno anche all’estero, vige un opprimente “razzismo di Stato” contro il 34% della popolazione (percentuale dei cittadini del Mezzogiorno) e dove la Costituzione è ormai carta straccia. In Italia un governo oligarchico calato dall’alto ha commissariato il Parlamento e sta facendo strame della democrazia parlamentare e dei diritti dei cittadini meridionali, considerati da sempre di serie B.
Quando fra pochissimo giorni andrete a votare ricordate bene che TUTTI i partiti che sostengono il governo Draghi (tutti quelli presenti in Parlamento, nessuno escluso) sostengono anche la discriminazione territoriale contro i cittadini del Sud.

Sarà veramente unito questo paese solo quando le possibilità di lavoro saranno le stesse a Napoli come a Milano, quando il livello di servizi e infrastrutture sarà paragonabile a Reggio Calabria e a Reggio Emilia, per questo bisogna battersi democraticamente e concretamente fra la gente con la forza della ragione, a cui seguirà inevitabilmente la forza del numero dei voti.

Per tutti questi motivi saremo presenti con il nostro simbolo anche a Roma, nella capitale d’Italia, nella Lista “Roma ti riguarda” a sostegno di Paolo Berdini Sindaco, per fare sentire sempre più forte la voce di chi si vuole opporre con sempre più vigore a quel “razzismo di Stato” che da sempre inchioda l’intero Paese ad un passato che non vuole passare. In lista con noi anche gli alleati del Partito della Rifondazione Comunista e la lista Roma per l’ecologia integrale. Una coalizione di forze politiche e attivismo civico che si uniscono per dare una speranza al futuro delle nuove generazioni, per combattere i poteri che da decenni hanno governato sia con la destra che con il PD per finire con la effimera esperienza dei 5 stelle, condannando Roma ad un desolante declino.
Una scelta, questa lista, per cambiare davvero, per cambiare il senso di marcia di una politica al servizio del potere economico e finanziario, sorda agli interessi delle persone, come ben sanno i tanti cittadini meridionali che vivono a Roma, ci lavorano, ci studiano e che hanno diritto ad una Capitale che unisce e non divide, che non sia né leghista né liberista.

Se anche tu senti scorrere nelle vene l’orgoglio per le comuni radici, se la passione meridionalista ti infiamma e ti porta a gettare il cuore oltre gli ostacoli che tentano di frenare il tuo impegno volto unicamente al riscatto della nostra terra, ti chiedo di sostenere la lista “Roma ti riguarda” e i nostri candidati Giuseppe Lipari per il Comune ed Enzo Riccio per il Municipio VIII, di diffondere in rete la notizia del loro impegno, di contattare i tuoi amici e conoscenti presenti nel Comune di Roma al voto il prossimo 3 e 4 ottobre e di invitarli a votare i nostri esponenti meridionalisti e di sostenere la lista contenente il simbolo del Partito del Sud. Candidati che anche questa volta, con enorme sacrificio personale e con coraggio, portano la fiaccola dell'ideale meridionalista al voto per dare una possibilità concreta ai nostri concittadini di non doversi rifugiare nella scelta di votare il “meno peggio” o nel non voto, ma finalmente poter votare chi può rappresentare degnamente le comuni istanze per riprenderci, insieme, quella dignità che non abbiamo mai perso, ma che ci vorrebbero persino negare, quei diritti che ci spettano e che pretendiamo !

Avere nel prossimo consiglio comunale di Roma, qualsiasi sia la maggioranza che lo comporrà, la presenza al suo interno di una componente guidata da Paolo Berdini sarà una garanzia per noi tutti. Non solo sarà capace di contrastare i dannosi e sbagliati intendimenti che già si profilano in campagna elettorale, di chi vuole mettere le mani sulla città. ma anche, forse soprattutto, rappresentare un riferimento per tutte le lotte di opposizione ai poteri forti e dare voce alle tante soggettività democratiche della città di Roma.

Natale Cuccurese-Presidente Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti








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sabato 28 agosto 2021

IL 3 E IL 4 OTTOBRE SI VOTA PER LE COMUNALI A ROMA E IL PARTITO DEL SUD SARA' PRESENTE A SOSTEGNO DI PAOLO BERDINI SINDACO!

Ecco il simbolo che troverete nelle schede elettorali a sostegno dalla candidatura di Paolo Berdini a Sindaco di Roma; c'è anche il Partito del Sud.

Una coalizione di forze politiche e attivismo civico che si uniscono per dare una speranza al futuro delle nuove generazioni, per combattere i poteri che da decenni hanno governato sia con la destra che con il PD per finire con la effimera esperienza dei 5 stelle, condannando la nostra città ad un desolante declino.
Una scelta, questa lista, per cambiare davvero, per cambiare il senso di marcia di una politica al servizio del potere economico e finanziario e sorda agli interessi delle persone.









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Ecco il simbolo che troverete nelle schede elettorali a sostegno dalla candidatura di Paolo Berdini a Sindaco di Roma; c'è anche il Partito del Sud.

Una coalizione di forze politiche e attivismo civico che si uniscono per dare una speranza al futuro delle nuove generazioni, per combattere i poteri che da decenni hanno governato sia con la destra che con il PD per finire con la effimera esperienza dei 5 stelle, condannando la nostra città ad un desolante declino.
Una scelta, questa lista, per cambiare davvero, per cambiare il senso di marcia di una politica al servizio del potere economico e finanziario e sorda agli interessi delle persone.









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mercoledì 12 maggio 2021

Elezioni Roma 2021 - facciamole alla rovescia

Abbiamo conosciuto amministrazione di CENTROsinistra, abbiamo visto all’opera il centroDESTRA di Alemanno, stiamo subendo il governo dei 5stelle, abbiamo conosciuto decenni di promesse tradite…

Anno dopo anno abbiamo visto scorrere il tempo della decadenza per Roma e del peggioramento verticale della qualità della vita della classe lavoratrice della città. 
Una decadenza che non riguarda tutte e tutti, ma riguarda ora - appunto - le donne sfruttate nel loro lavoro di produzione e riproduzione, i precari licenziati impunemente con la giustificazione della crisi pandemica, l’impoverimento dei lavoratori e delle lavoratrici, una decadenza che riguarda chi rivendica una casa dignitosa dove vivere e il diritto ad un trasporto pubblico utile a chi abita le periferie di questa città. 
Ma questa è anche una città delle mille ricchezze umane, espressa - ad esempio - nei centri antiviolenza autogestiti, nella solidarietà mostrata durante la pandemia, nelle lotte in difesa degli spazi sottratti all’abbandono e alla speculazione, nelle battaglie antirazziste, nelle decine di vertenze in difesa dei territori e contro la speculazione. 
Un mutualismo e un conflitto di classe, troppo spesso in difesa e frammentato. È un pezzo importante di società in questa città che adesso ha necessità di riscatto. 
Intendiamo agire per mettere al servizio delle cittadine e dei cittadini le ricchezze culturali e ambientali di Roma, vogliamo fare di questa città un polo di attrazione della ricerca a servizio delle persone e di un turismo della conoscenza svincolato dalle logiche del profitto e del consumo. Vogliamo costruire una città della cura e della solidarietà. 
Vogliamo costruire una città che ponga al centro l’ambiente e la qualità della vita. Intendiamo agire dalla parte di chi vive lo sfruttamento, di chi vive l’emarginazione, di chi vive l’assenza di opportunità. Intendiamo agire per rompere il ricatto dell’eterno impossibile, quel ricatto del debito di questa città verso le banche, le stesse che vedono in Draghi, sostenuto da Lega, Partito Democratico e 5Stelle, il salvatore della Patria. 
Intendiamo agire per costruire una frattura, un prima e un dopo, e vogliamo farlo alla rovescia, costruendo, sulle risposte ai bisogni inascoltati di questa città, un programma e una proposta elettorale partecipata, antagonista a quella del PD, dei 5Stelle e delle destre. 
Per fare tutto questo abbiamo prima di tutto messo in discussione noi stessi, la nostra frammentazione, i nostri errori. 
Per partecipare alle prossime elezioni al comune di Roma abbiamo iniziato un lavoro comune, che sarà complesso, articolato e non scontato, che necessita di ogni sforzo possibile e impossibile per costruire una idea di città che vogliamo condivisa, popolare e contaminata dalle culture dell’alternatività, con idee e proposte che nascano dal basso, dai luoghi del conflitto e della resistenza, dalle mille energie disperse che pure in questa città continuano ad esprimersi e lavorare sul piano sociale e politico. Vogliamo - dunque - farlo insieme e vogliamo farlo attraverso assemblee pubbliche, con incontri nei territori e praticando collettivamente il conflitto, con un percorso coinvolgente ed aggregante. Una sfida difficile ma entusiasmante, che deve essere animata dall’ambizione di uscire dalla marginalità introdurre nel dibattito cittadino la necessità e la possibilità dell’alternativa. 
Per farlo serve il contributo ed il sostegno di chi in questi anni ha lottato e di chi ha iniziato a farlo ora. 
Il tempo è ADESSO! Noi abbiamo iniziato. 

Partito della Rifondazione Comunista 
Potere al Popolo 
Sinistra Anticapitalista 
Coalizione Sociale Roma 
Partito del Sud 

(adesioni in aggiornamento)



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Abbiamo conosciuto amministrazione di CENTROsinistra, abbiamo visto all’opera il centroDESTRA di Alemanno, stiamo subendo il governo dei 5stelle, abbiamo conosciuto decenni di promesse tradite…

Anno dopo anno abbiamo visto scorrere il tempo della decadenza per Roma e del peggioramento verticale della qualità della vita della classe lavoratrice della città. 
Una decadenza che non riguarda tutte e tutti, ma riguarda ora - appunto - le donne sfruttate nel loro lavoro di produzione e riproduzione, i precari licenziati impunemente con la giustificazione della crisi pandemica, l’impoverimento dei lavoratori e delle lavoratrici, una decadenza che riguarda chi rivendica una casa dignitosa dove vivere e il diritto ad un trasporto pubblico utile a chi abita le periferie di questa città. 
Ma questa è anche una città delle mille ricchezze umane, espressa - ad esempio - nei centri antiviolenza autogestiti, nella solidarietà mostrata durante la pandemia, nelle lotte in difesa degli spazi sottratti all’abbandono e alla speculazione, nelle battaglie antirazziste, nelle decine di vertenze in difesa dei territori e contro la speculazione. 
Un mutualismo e un conflitto di classe, troppo spesso in difesa e frammentato. È un pezzo importante di società in questa città che adesso ha necessità di riscatto. 
Intendiamo agire per mettere al servizio delle cittadine e dei cittadini le ricchezze culturali e ambientali di Roma, vogliamo fare di questa città un polo di attrazione della ricerca a servizio delle persone e di un turismo della conoscenza svincolato dalle logiche del profitto e del consumo. Vogliamo costruire una città della cura e della solidarietà. 
Vogliamo costruire una città che ponga al centro l’ambiente e la qualità della vita. Intendiamo agire dalla parte di chi vive lo sfruttamento, di chi vive l’emarginazione, di chi vive l’assenza di opportunità. Intendiamo agire per rompere il ricatto dell’eterno impossibile, quel ricatto del debito di questa città verso le banche, le stesse che vedono in Draghi, sostenuto da Lega, Partito Democratico e 5Stelle, il salvatore della Patria. 
Intendiamo agire per costruire una frattura, un prima e un dopo, e vogliamo farlo alla rovescia, costruendo, sulle risposte ai bisogni inascoltati di questa città, un programma e una proposta elettorale partecipata, antagonista a quella del PD, dei 5Stelle e delle destre. 
Per fare tutto questo abbiamo prima di tutto messo in discussione noi stessi, la nostra frammentazione, i nostri errori. 
Per partecipare alle prossime elezioni al comune di Roma abbiamo iniziato un lavoro comune, che sarà complesso, articolato e non scontato, che necessita di ogni sforzo possibile e impossibile per costruire una idea di città che vogliamo condivisa, popolare e contaminata dalle culture dell’alternatività, con idee e proposte che nascano dal basso, dai luoghi del conflitto e della resistenza, dalle mille energie disperse che pure in questa città continuano ad esprimersi e lavorare sul piano sociale e politico. Vogliamo - dunque - farlo insieme e vogliamo farlo attraverso assemblee pubbliche, con incontri nei territori e praticando collettivamente il conflitto, con un percorso coinvolgente ed aggregante. Una sfida difficile ma entusiasmante, che deve essere animata dall’ambizione di uscire dalla marginalità introdurre nel dibattito cittadino la necessità e la possibilità dell’alternativa. 
Per farlo serve il contributo ed il sostegno di chi in questi anni ha lottato e di chi ha iniziato a farlo ora. 
Il tempo è ADESSO! Noi abbiamo iniziato. 

Partito della Rifondazione Comunista 
Potere al Popolo 
Sinistra Anticapitalista 
Coalizione Sociale Roma 
Partito del Sud 

(adesioni in aggiornamento)



lunedì 30 settembre 2019

#Roma Seconda Roma-Assemblea Nazionale contro ogni tipo di autonomia differenziata. L’intervento di Natale Cuccurese Presidente del Partito del Sud [Video]

https://youtu.be/BzvC1oRsdYU

Roma 29-09-2019 Natale Cuccurese Presidente del Partito del Sud
#NOSecessionedeiRicchi


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https://youtu.be/BzvC1oRsdYU

Roma 29-09-2019 Natale Cuccurese Presidente del Partito del Sud
#NOSecessionedeiRicchi


lunedì 8 luglio 2019

“Assemblea Nazionale contro ogni Autonomia Differenziata"- Per "la Sinistra" interviene Natale Cuccurese, Presidente nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti [Video]



La Lega sta per raggiungere dopo decenni il suo obiettivo storico : la secessione.
C'è il rischio che l'Italia vada in frantumi a causa dell'autonomia differenziata: un processo decisivo per le sorti del Paese che si sta avviando in maniera caotica, localistica e sottotraccia, mentre le televisioni ignorano appositamente il tema.

Un federalismo iniquo, che divide l'Italia e penalizza il Sud, ma anche il Nord, aprendo alle privatizzazioni a partire da temi fondamentali quali scuola e salute.
Una pessima riforma, voluta nel 2001 dalla Lega, con l’insperato avallo del centrosinistra, che ha portato alla riforma del titolo V della Costituzione, rischia ora di portare alla rottura dell’unità nazionale.
Le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna hanno preso l’iniziativa per realizzare «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia
» secondo il dettato del terzo comma de
ll’art. 116 della Costituzione, inserito appunto nel 2001.
Si tratta di procedure inedite e complesse, mai applicate prima, interpretate in modo diverso dalle tre Regioni che le hanno finora utilizzate. Da allora e grazie alla nascita del governo a trazione leghista, il Regionalismo differenziato ha preso un rapido avvio a tappe forzate.

Un tema che riguarda tutti gli italiani, ma che la Lega ha praticamente sequestrato, recintando accuratamente ogni possibilità di dibattito e di discussione, visto che il progetto una volta approvato, non potrà essere modificato per 10 anni, senza l’assenso delle regioni interessate.

La «secessione dei ricchi» si baserebbe, in realtà, su un equivoco consistente nel ritenere effettivamente esistente nelle pieghe del bilancio dello Stato un residuo fiscale a favore di alcune Regioni "virtuose". Il residuo fiscale, cioè la differenza tra l’ammontare di risorse che lo Stato centrale riceve dai territori e l’entità della spesa pubblica che lo stesso eroga a favore dei cittadini degli stessi territori. 

Saremmo di fronte a un equivoco perché in uno Stato unitario non ci sono residui fiscali dal momento che il rapporto fiscale si svolge tra il cittadino e lo Stato. Inoltre, anche ammettendo l’ipotesi dell’esistenza di un residuo fiscale, vi sarebbe un palese errore di calcolo in quanto non si terrebbe conto del fatto che una parte della differenza di quanto versato all’erario rispetto a quanto trasferito dallo Stato alle Regioni ritornerebbe sul territorio regionale in forma di pagamento degli interessi sui titoli del debito pubblico posseduti dai soggetti residenti in quelle regioni.

Scomputando il pagamento dei relativi interessi, assisteremmo infatti a un’enorme riduzione del presunto residuo fiscale delle Regioni interessate.

In più, visto che nè i Lep né il Fondo Perequativo, previsti entrambi dagli articoli 117 e 119 della Costituzione, sono stati mai realizzati, si è consentito in modo a dir poco miope che andasse avanti un regionalismo fortemente sbilanciato a favore delle zone ricche del paese. 

In uno Stato unitario bisogna assicurare gli stessi servizi in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Lo Stato dovrebbe infatti impiegare i residui fiscali per portare i servizi nelle Regioni deficitarie ai livelli essenziali delle Regioni più efficienti e non per rafforzare quelli delle Regioni più ricche.

Il regionalismo differenziato è costruito su indicatori palesemente sperequati su base territoriale. 
Il cittadino che non risiede in aree ricche, come nel Mezzogiorno, si appresta a ricevere meno servizi, avere meno opportunità, soprattutto in ambito scolastico e sanitario e a diventare così nei fatti un cittadino di serie B, in spregio a Costituzione e decenza. Senza dimenticare gli effetti negativi che avrà comunque anche nel Nord, tramite la destrutturazione neoliberista dei servizi, dei contratti di lavor
o, con la definitiva affermazione della presenza e del ruolo del privato nel pubblico.

La secessione dei ricchi impatterà molto su scuola e sull’università. Tramite la “regionalizzazione” della scuola, a cominciare dal personale, con contratti collettivi regionali, ai programmi scolastici e alle dotazioni. Altrettanto viene previsto per i “fondi statali all’università”. L’obiettivo non è tanto e non è solo quello di introdurre istanze regionalistiche nell’organizzazione e nella stessa didattica, ma anche quello di aumentare lo stipendio del proprio personale, possibilmente autoctone. Chi insegna in una scuola al centro di Milano o di Treviso potrebbe essere pagato di più di chi lavora, con difficoltà molto maggiori, nelle periferie di Roma o di Napoli, in base al principio che i suoi studenti sono più ricchi.

Considerando che il Sud, già attualmente, è afflitto da una serie di drammatiche problematiche ed emergenze, ad esempio: per l’8% delle famiglie curarsi è un lusso, bassi livelli d’investimenti e scarsità di infrastrutture rispetto al nord, una disoccupazione tripla rispetto al Nord, povertà assoluta e relativa che affligge ormai quasi il 50% della popolazione, emigrazione a livelli record e si potrebbe continuare a lungo... 

Domanda: cosa accadrà non appena l’opinione pubblica del Mezzogiorno, che già ribolle come un vulcano pronto ad esplodere, verrà finalmente a conoscenza (visto il mutismo assoluto delle televisioni sull’argomento) della truffa ordita a suo danno e si inizieranno ad avvertire le conseguenze reali nei prossimi mesi del calo di risorse disponibili ? Sicuramente nulla di buono, a essere cauti.

E’ ovvio che questo processo non potrà che peggiorare le già fortissime disuguaglianze sociali che esistono nel Paese. Ai tagli ai servizi pubblici, alle privatizzazioni, alla mancanza di lavoro soprattutto per i giovani, alla precarizzazione dello stesso e al contenimento dei salari che hanno attraversato in questi anni tutto il Paese, ispirati dalle politiche neoliberiste di Bruxelles, si aggiungerà questo “ Regionalismo” come detonatore del malcontento di gran parte del paese, accrescendo le disparità, preparando così un periodo di tensioni e scontri sociali come mai prima d’ora nella storia repubblicana. 

Non esistono forme buone, o attenuate, di autonomia differenziata. Nemmeno nella formula emiliano-romagnola.

A conferma di quanto fin qui detto seppur schematicamente, pochi giorni fa è stato diffuso da alcuni giornali anche il dossier riservato, un appunto, per il Presidente del Consiglio dei Ministri a firma del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi che stronca gli schemi di intesa delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna che sarebbero dovuti arrivare in Consiglio dei Ministri. “Collisione con il dettato costituzionale”, “determinazione di fatto di nuove Regioni a statuto speciale”, “dubbi di costituzionalità”, “presenza di materie strutturalmente non devolvibili”, “ambiti potenzialmente suscettibili di creare disparità di trattamento tra regioni nella libera circolazione di persone e cose”, “limitazioni dell’esercizio del diritto al lavoro”, “ingiustificato trasferimento di risorse verso le regioni ad autonomia differenziata, con conseguente deprivazione delle altre”.

Chi volge il capo dall’altra parte oggi, o addirittura governa insieme o è complice delle mire leghiste, domani porterà la responsabilità della possibile “balcanizzazione” del Paese. Ci chiediamo a questo punto, come lista “la Sinistra”, che cosa ci sia di logico nelle egoistiche richieste portate avanti a spron battuto dal governo su questo tema e preannunciamo sin da oggi la nostra totale opposizione a tali politiche e a tali richieste!




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La Lega sta per raggiungere dopo decenni il suo obiettivo storico : la secessione.
C'è il rischio che l'Italia vada in frantumi a causa dell'autonomia differenziata: un processo decisivo per le sorti del Paese che si sta avviando in maniera caotica, localistica e sottotraccia, mentre le televisioni ignorano appositamente il tema.

Un federalismo iniquo, che divide l'Italia e penalizza il Sud, ma anche il Nord, aprendo alle privatizzazioni a partire da temi fondamentali quali scuola e salute.
Una pessima riforma, voluta nel 2001 dalla Lega, con l’insperato avallo del centrosinistra, che ha portato alla riforma del titolo V della Costituzione, rischia ora di portare alla rottura dell’unità nazionale.
Le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna hanno preso l’iniziativa per realizzare «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia
» secondo il dettato del terzo comma de
ll’art. 116 della Costituzione, inserito appunto nel 2001.
Si tratta di procedure inedite e complesse, mai applicate prima, interpretate in modo diverso dalle tre Regioni che le hanno finora utilizzate. Da allora e grazie alla nascita del governo a trazione leghista, il Regionalismo differenziato ha preso un rapido avvio a tappe forzate.

Un tema che riguarda tutti gli italiani, ma che la Lega ha praticamente sequestrato, recintando accuratamente ogni possibilità di dibattito e di discussione, visto che il progetto una volta approvato, non potrà essere modificato per 10 anni, senza l’assenso delle regioni interessate.

La «secessione dei ricchi» si baserebbe, in realtà, su un equivoco consistente nel ritenere effettivamente esistente nelle pieghe del bilancio dello Stato un residuo fiscale a favore di alcune Regioni "virtuose". Il residuo fiscale, cioè la differenza tra l’ammontare di risorse che lo Stato centrale riceve dai territori e l’entità della spesa pubblica che lo stesso eroga a favore dei cittadini degli stessi territori. 

Saremmo di fronte a un equivoco perché in uno Stato unitario non ci sono residui fiscali dal momento che il rapporto fiscale si svolge tra il cittadino e lo Stato. Inoltre, anche ammettendo l’ipotesi dell’esistenza di un residuo fiscale, vi sarebbe un palese errore di calcolo in quanto non si terrebbe conto del fatto che una parte della differenza di quanto versato all’erario rispetto a quanto trasferito dallo Stato alle Regioni ritornerebbe sul territorio regionale in forma di pagamento degli interessi sui titoli del debito pubblico posseduti dai soggetti residenti in quelle regioni.

Scomputando il pagamento dei relativi interessi, assisteremmo infatti a un’enorme riduzione del presunto residuo fiscale delle Regioni interessate.

In più, visto che nè i Lep né il Fondo Perequativo, previsti entrambi dagli articoli 117 e 119 della Costituzione, sono stati mai realizzati, si è consentito in modo a dir poco miope che andasse avanti un regionalismo fortemente sbilanciato a favore delle zone ricche del paese. 

In uno Stato unitario bisogna assicurare gli stessi servizi in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Lo Stato dovrebbe infatti impiegare i residui fiscali per portare i servizi nelle Regioni deficitarie ai livelli essenziali delle Regioni più efficienti e non per rafforzare quelli delle Regioni più ricche.

Il regionalismo differenziato è costruito su indicatori palesemente sperequati su base territoriale. 
Il cittadino che non risiede in aree ricche, come nel Mezzogiorno, si appresta a ricevere meno servizi, avere meno opportunità, soprattutto in ambito scolastico e sanitario e a diventare così nei fatti un cittadino di serie B, in spregio a Costituzione e decenza. Senza dimenticare gli effetti negativi che avrà comunque anche nel Nord, tramite la destrutturazione neoliberista dei servizi, dei contratti di lavor
o, con la definitiva affermazione della presenza e del ruolo del privato nel pubblico.

La secessione dei ricchi impatterà molto su scuola e sull’università. Tramite la “regionalizzazione” della scuola, a cominciare dal personale, con contratti collettivi regionali, ai programmi scolastici e alle dotazioni. Altrettanto viene previsto per i “fondi statali all’università”. L’obiettivo non è tanto e non è solo quello di introdurre istanze regionalistiche nell’organizzazione e nella stessa didattica, ma anche quello di aumentare lo stipendio del proprio personale, possibilmente autoctone. Chi insegna in una scuola al centro di Milano o di Treviso potrebbe essere pagato di più di chi lavora, con difficoltà molto maggiori, nelle periferie di Roma o di Napoli, in base al principio che i suoi studenti sono più ricchi.

Considerando che il Sud, già attualmente, è afflitto da una serie di drammatiche problematiche ed emergenze, ad esempio: per l’8% delle famiglie curarsi è un lusso, bassi livelli d’investimenti e scarsità di infrastrutture rispetto al nord, una disoccupazione tripla rispetto al Nord, povertà assoluta e relativa che affligge ormai quasi il 50% della popolazione, emigrazione a livelli record e si potrebbe continuare a lungo... 

Domanda: cosa accadrà non appena l’opinione pubblica del Mezzogiorno, che già ribolle come un vulcano pronto ad esplodere, verrà finalmente a conoscenza (visto il mutismo assoluto delle televisioni sull’argomento) della truffa ordita a suo danno e si inizieranno ad avvertire le conseguenze reali nei prossimi mesi del calo di risorse disponibili ? Sicuramente nulla di buono, a essere cauti.

E’ ovvio che questo processo non potrà che peggiorare le già fortissime disuguaglianze sociali che esistono nel Paese. Ai tagli ai servizi pubblici, alle privatizzazioni, alla mancanza di lavoro soprattutto per i giovani, alla precarizzazione dello stesso e al contenimento dei salari che hanno attraversato in questi anni tutto il Paese, ispirati dalle politiche neoliberiste di Bruxelles, si aggiungerà questo “ Regionalismo” come detonatore del malcontento di gran parte del paese, accrescendo le disparità, preparando così un periodo di tensioni e scontri sociali come mai prima d’ora nella storia repubblicana. 

Non esistono forme buone, o attenuate, di autonomia differenziata. Nemmeno nella formula emiliano-romagnola.

A conferma di quanto fin qui detto seppur schematicamente, pochi giorni fa è stato diffuso da alcuni giornali anche il dossier riservato, un appunto, per il Presidente del Consiglio dei Ministri a firma del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi che stronca gli schemi di intesa delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna che sarebbero dovuti arrivare in Consiglio dei Ministri. “Collisione con il dettato costituzionale”, “determinazione di fatto di nuove Regioni a statuto speciale”, “dubbi di costituzionalità”, “presenza di materie strutturalmente non devolvibili”, “ambiti potenzialmente suscettibili di creare disparità di trattamento tra regioni nella libera circolazione di persone e cose”, “limitazioni dell’esercizio del diritto al lavoro”, “ingiustificato trasferimento di risorse verso le regioni ad autonomia differenziata, con conseguente deprivazione delle altre”.

Chi volge il capo dall’altra parte oggi, o addirittura governa insieme o è complice delle mire leghiste, domani porterà la responsabilità della possibile “balcanizzazione” del Paese. Ci chiediamo a questo punto, come lista “la Sinistra”, che cosa ci sia di logico nelle egoistiche richieste portate avanti a spron battuto dal governo su questo tema e preannunciamo sin da oggi la nostra totale opposizione a tali politiche e a tali richieste!




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Roma 7 Luglio 2019-“Assemblea Nazionale contro ogni Autonomia Differenziata": Contributo del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti. Intervento contro la secessione dei ricchi


Carissime e carissimi,
con questa idea criminogena del “federalismo differenziato”, meglio conosciuto come “secessione dei ricchi”, si dà un ulteriore colpo alla Costituzione della Repubblica Italiana esaltando l’idea che la Repubblica non debba rimuovere le differenze e le discriminazioni, ma le debba esaltare.
Con questa idea si lavora, dopo “l’abolizione per decreto della povertà” con relativa sceneggiata dal balcone. all’abolizione della solidarietà e all’idea alta dei padri costituenti di un Paese unito e soprattutto uguale.
Con l’idea di creare, con la secessione dei ricchi e delle regioni del nord a cui si è aggiunto buon ultimo il Piemonte, una sorta di lavagna virtuale dove sono iscritti da una parte i “buoni”, le regioni del nord, e dall’altra “I cattivi” le regioni e i cittadini del sud si compie di fatto un attentato alla Costituzione andando a decidere che una parte degli italiani è più italiana degli altri.
Il referendum del 4 dicembre 2016 ha lanciato un chiaro segnale alla classe politica:
La Costituzione va bene così com’è, anzi va applicata e resa carta fondamentale per tutte le parti del Paese  
Ciò che ci lasciò quel referendum quindi è:
      innanzitutto la Costituzione
     Un Paese ancora attento ai territori
     Una Costituzione tutta da applicare
     La sovranità appartiene al popolo
     Non esistono differenze di razza, religione, posizione geografica
     La Repubblica è attenta alla salute dei cittadini e al lavoro

La “secessione dei ricchi” impone a tutti noi di non abbandonare per nessun motivo la lotta per i giovani costretti a fuggire dalle nostre regioni o mettersi in proprio nella speranza di un lavoro, per quelli sottopagati, per le startup, per coloro che tra mille difficoltà si tolgono dal mercato del lavoro, per coloro che decidono di restare nei luoghi d’origine, che scelgono di andare via o che scelgono di tornare.
La “secessione dei ricchi” ci impone di lottare per un Paese che non può dimenticare il proprio Sud e che rimetta al centro la questione meridionale non per aumentare le differenze territoriali, ma per ridurle.
C’è bisogno di un Paese che aspiri all’uguaglianza che tradotto significa: dare di più a chi ha meno per metterlo in condizione di ottenere uguali opportunità
Bisogna tornare al pensiero alto del meridionalismo alto e progressista nato dalla visione di Gramsci…
Altro che differenziazione, c’è bisogno di rendere uguali e competitivi: Università, Trasporti, Infrastrutture, Sanità, Scuola, tutela dell’ambiente e dei territori, lotta contro l’illegalità e l’ingiustizia, non più slogan, ma azioni concrete, non più parole d’ordine, ma coinvolgimento delle persone attorno a un progetto di Governo che si esalti nell’annullare le differenze non nell’aumentarle.
Per noi del Partito del Sud Meridionalisti Progressisti c’è da lavorare insieme  a tutti coloro che credono a un modello di Paese e di Europa, non come un progetto ad escludere, ma come un’idea che punti ad aprirsi al mondo reale e che possa riconoscersi negli ideali di uguaglianza.
Contro tutte le idee di secessione e disuguaglianza legalizzata, Andiamo avanti !

Michele Dell’Edera
Vicepresidente nazionale  del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti





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Carissime e carissimi,
con questa idea criminogena del “federalismo differenziato”, meglio conosciuto come “secessione dei ricchi”, si dà un ulteriore colpo alla Costituzione della Repubblica Italiana esaltando l’idea che la Repubblica non debba rimuovere le differenze e le discriminazioni, ma le debba esaltare.
Con questa idea si lavora, dopo “l’abolizione per decreto della povertà” con relativa sceneggiata dal balcone. all’abolizione della solidarietà e all’idea alta dei padri costituenti di un Paese unito e soprattutto uguale.
Con l’idea di creare, con la secessione dei ricchi e delle regioni del nord a cui si è aggiunto buon ultimo il Piemonte, una sorta di lavagna virtuale dove sono iscritti da una parte i “buoni”, le regioni del nord, e dall’altra “I cattivi” le regioni e i cittadini del sud si compie di fatto un attentato alla Costituzione andando a decidere che una parte degli italiani è più italiana degli altri.
Il referendum del 4 dicembre 2016 ha lanciato un chiaro segnale alla classe politica:
La Costituzione va bene così com’è, anzi va applicata e resa carta fondamentale per tutte le parti del Paese  
Ciò che ci lasciò quel referendum quindi è:
      innanzitutto la Costituzione
     Un Paese ancora attento ai territori
     Una Costituzione tutta da applicare
     La sovranità appartiene al popolo
     Non esistono differenze di razza, religione, posizione geografica
     La Repubblica è attenta alla salute dei cittadini e al lavoro

La “secessione dei ricchi” impone a tutti noi di non abbandonare per nessun motivo la lotta per i giovani costretti a fuggire dalle nostre regioni o mettersi in proprio nella speranza di un lavoro, per quelli sottopagati, per le startup, per coloro che tra mille difficoltà si tolgono dal mercato del lavoro, per coloro che decidono di restare nei luoghi d’origine, che scelgono di andare via o che scelgono di tornare.
La “secessione dei ricchi” ci impone di lottare per un Paese che non può dimenticare il proprio Sud e che rimetta al centro la questione meridionale non per aumentare le differenze territoriali, ma per ridurle.
C’è bisogno di un Paese che aspiri all’uguaglianza che tradotto significa: dare di più a chi ha meno per metterlo in condizione di ottenere uguali opportunità
Bisogna tornare al pensiero alto del meridionalismo alto e progressista nato dalla visione di Gramsci…
Altro che differenziazione, c’è bisogno di rendere uguali e competitivi: Università, Trasporti, Infrastrutture, Sanità, Scuola, tutela dell’ambiente e dei territori, lotta contro l’illegalità e l’ingiustizia, non più slogan, ma azioni concrete, non più parole d’ordine, ma coinvolgimento delle persone attorno a un progetto di Governo che si esalti nell’annullare le differenze non nell’aumentarle.
Per noi del Partito del Sud Meridionalisti Progressisti c’è da lavorare insieme  a tutti coloro che credono a un modello di Paese e di Europa, non come un progetto ad escludere, ma come un’idea che punti ad aprirsi al mondo reale e che possa riconoscersi negli ideali di uguaglianza.
Contro tutte le idee di secessione e disuguaglianza legalizzata, Andiamo avanti !

Michele Dell’Edera
Vicepresidente nazionale  del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti





martedì 13 febbraio 2018

Il Partito del Sud alla manifestazione di solidarietà ai Curdi del 17 febbraio a Roma!



Il Partito del Sud parteciperà con una sua delegazione, insieme alle altre di "Potere al Popolo", alla manifestazione del 17 febbraio a Roma #DefendAfrin, per portare la nostra solidarietà ai curdi e protestare contro l'aggressione militare turca!

Abbiamo comunicato la nostra adesione e partecipazione al corteo agli organizzatori e siamo citati tra gli aderenti nella relativa pagina di Rete Kurdistan Italia.

Tutti gli iscritti e simpatizzanti che vogliono prendere parte alla manifestazione di Roma sono invitati a darcene informazione  per tempo inviando una mail a :
partitodelsud.roma@gmail.com


Segreteria Organizzativa Nazionale Partito del Sud




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Il Partito del Sud parteciperà con una sua delegazione, insieme alle altre di "Potere al Popolo", alla manifestazione del 17 febbraio a Roma #DefendAfrin, per portare la nostra solidarietà ai curdi e protestare contro l'aggressione militare turca!

Abbiamo comunicato la nostra adesione e partecipazione al corteo agli organizzatori e siamo citati tra gli aderenti nella relativa pagina di Rete Kurdistan Italia.

Tutti gli iscritti e simpatizzanti che vogliono prendere parte alla manifestazione di Roma sono invitati a darcene informazione  per tempo inviando una mail a :
partitodelsud.roma@gmail.com


Segreteria Organizzativa Nazionale Partito del Sud




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mercoledì 13 dicembre 2017

Il Partito del Sud partecipa alla manifestazione del 16/12 a Roma

Il Partito del Sud aderisce alla manifestazione antirazzista del 16 dicembre 2017 a Roma, manifestazione promossa dalla Rete dei Numeri Pari di Don Ciotti e da altri movimenti, partiti ed associazioni con un appello contro tutti i razzismi e contro tutte le ghettizzazioni. Un appello al quale non possiamo non aderire, un appello giusto per l'uguaglianza, la solidarietà e la giustizia sociale.


Per rimarcare ancor di più la nostra concezione di meridionalismo progressista, e la differenza con altri movimenti che parlano solo di una generica difesa del Sud, ma ammettono e a volte nascondono tentazioni e confusioni reazionarie o grilline...Basta con le logiche  "PRIMA IL NORD" o "PRIMA GLI ITALIANI"...una delegazione del Partito del Sud di Roma ci sarà per essere in piazza, per gridare senza paura e senza remore...per reclamare i nostri diritti e i diritti dei nostri fratelli tutti...
Per il nostro SUD e per tutti i SUD del mondo!


#FightRight #16D #dirittisenzaconfini
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Il Partito del Sud aderisce alla manifestazione antirazzista del 16 dicembre 2017 a Roma, manifestazione promossa dalla Rete dei Numeri Pari di Don Ciotti e da altri movimenti, partiti ed associazioni con un appello contro tutti i razzismi e contro tutte le ghettizzazioni. Un appello al quale non possiamo non aderire, un appello giusto per l'uguaglianza, la solidarietà e la giustizia sociale.


Per rimarcare ancor di più la nostra concezione di meridionalismo progressista, e la differenza con altri movimenti che parlano solo di una generica difesa del Sud, ma ammettono e a volte nascondono tentazioni e confusioni reazionarie o grilline...Basta con le logiche  "PRIMA IL NORD" o "PRIMA GLI ITALIANI"...una delegazione del Partito del Sud di Roma ci sarà per essere in piazza, per gridare senza paura e senza remore...per reclamare i nostri diritti e i diritti dei nostri fratelli tutti...
Per il nostro SUD e per tutti i SUD del mondo!


#FightRight #16D #dirittisenzaconfini

mercoledì 29 novembre 2017

Intervento di Enzo Riccio all'assemblea a Roma #accettolasfida #poterealpopolo del 28/11/2017

Intervento di Enzo Riccio del Partito del Sud all'assemblea territoriale di Roma il 28/11 dei movimenti e associazioni che hanno riposto positivamente alla sfida lanciata dai compagni di Napoli di Ex Opg - Je so' pazzo

#accettolasfida #poterealpopolo





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Intervento di Enzo Riccio del Partito del Sud all'assemblea territoriale di Roma il 28/11 dei movimenti e associazioni che hanno riposto positivamente alla sfida lanciata dai compagni di Napoli di Ex Opg - Je so' pazzo

#accettolasfida #poterealpopolo





venerdì 10 novembre 2017

NO al fascismo NO alle mafie NO al razzismo - Il Partito del Sud di Roma c'è

Il Partito del Sud di Roma aderisce alla manifestazione organizzata da ANPI Roma e domani sabato 11 novembre, ore 10, sarà in Piazza Re di Roma insieme ad altri partiti, associazioni e movimenti antifascisti.

Il PdSUD aderisce anche alla manifestazione ad Ostia ed in generale partecipa a tutte le iniziative contro la violenza razzista e fascista che, dall'aggressione notturna vigliacca di una gang di balordi al venditore ambulante del Bangladesh alla oramai famosa testata al giornalista davanti alle telecamere da parte dell'amico mafioso dei neofascisti di CasaPound, negli ultimi giorni a Roma e provincia è pericolosamente in aumento e merita una risposta, democratica e popolare.



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Il Partito del Sud di Roma aderisce alla manifestazione organizzata da ANPI Roma e domani sabato 11 novembre, ore 10, sarà in Piazza Re di Roma insieme ad altri partiti, associazioni e movimenti antifascisti.

Il PdSUD aderisce anche alla manifestazione ad Ostia ed in generale partecipa a tutte le iniziative contro la violenza razzista e fascista che, dall'aggressione notturna vigliacca di una gang di balordi al venditore ambulante del Bangladesh alla oramai famosa testata al giornalista davanti alle telecamere da parte dell'amico mafioso dei neofascisti di CasaPound, negli ultimi giorni a Roma e provincia è pericolosamente in aumento e merita una risposta, democratica e popolare.



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venerdì 13 ottobre 2017

Il Partito del Sud alla manifestazione a Roma contro tutte le disuguaglianze del 14 ottobre



Per l'articolo 3 della nostra Costituzione repubblicana, per i diritti e contro tutte le disuguaglianze tra cui quelle tra Sud e resto del paese...una delegazione romana del Partito del Sud ci sarà a Piazza Don Bosco!

La manifestazione organizzata dalla Rete dei numeri pari di Don Ciotti prevede la mobilitazione di diverse piazze italiane.

Qui il programma di Roma dove invitiamo iscritti e simpatizzanti
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Per l'articolo 3 della nostra Costituzione repubblicana, per i diritti e contro tutte le disuguaglianze tra cui quelle tra Sud e resto del paese...una delegazione romana del Partito del Sud ci sarà a Piazza Don Bosco!

La manifestazione organizzata dalla Rete dei numeri pari di Don Ciotti prevede la mobilitazione di diverse piazze italiane.

Qui il programma di Roma dove invitiamo iscritti e simpatizzanti

venerdì 6 ottobre 2017

Il Partito del Sud all'incontro dei Comitati per la Democrazia Costituzionale a Roma il 7 ottobre, per la modifica art. 81 e la LIP Scuola

Il Partito del Sud parteciperà ad un incontro a Roma il 7 ottobre, organizzato dai Comitati per la Democrazia Costituzionale che, dopo la battaglia vinta lo scorso 4 dicembre 2016 sul Referendum Costituzionale dove tra i Comitati del NO c’era anche la nostra presenza, hanno deciso di continuare la battaglia per difendere i valori e i principi della nostra Costituzione Repubblicana democratica ed antifascista.
Come già detto più volte, noi meridionalisti progressisti abbiamo sempre difeso e continueremo a difendere la nostra Costituzione, chiedendone l’applicazione integrale che soprattutto con l’articolo 3 comma 2 avrebbe risolto da tempo la “questione meridionale”.
Oggi a proposito di valori costituzionali, inizia a delinearsi un’altra battaglia su due fronti, quello della modifica dell’articolo 81 (quello recentemente modificato con l’introduzione del principio del pareggio di bilancio) e la Legge di Iniziativa Popolare sulla Scuola.
Iniziamo ad approfondire il primo tema, quello dell’articolo 81 che è stato modificato, quasi di nascosto e senza un dibattito pubblico, nel 2012 su chiaro pressing della UE e della sua politica di “austerity”. Queste politiche che stanno funzionando un po’ da Robin Hood al contrario continuando ad impoverire sempre di più tra gli Stati Europei quelli più deboli e in tutti gli stati le fasce più deboli e povere, sono accompagnate da una crescita impressionante della finanza globale. Mentre cresce l'ondata di razzismo e le barriere contro le migrazioni di uomini, nessuna barriera o confine o sovranità nazionale per la migrazione di merci e per la speculazione finanziaria, oramai l’illusione di una globalizzazione felice per tutti, e della famosa “mano invisibile del mercato” che aggiustava tutto e avrebbe reso tutti più ricchi e felici, è svanita da tempo in tutti i paesi occidentali.
C’è bisogno chiaramente di un’inversione di rotta rispetto alle politiche neoliberiste e di una lotta alla speculazione finanziaria, agendo su più fronti, su alcuni dei quali si discute da tempo sia nel nostro paese che in Europa, ricordiamo quelli per me principali:
  • Sovranità monetaria e ritorno del controllo delle Banche centrali nazionali e della Banca Centrale Europea al popolo e non alle banche private, ricordiamo che la Banca d’Italia divorziò dal Ministero del Tesoro che la controllava negli anni ’80 e proprio da quel momento è iniziato l’aumento vertiginoso del Debito pubblico italiano;
  • Separazione tra banche commerciali e banche d’investimento o d'affari;
  • Spostare la tassazione in modo progressivo dal lavoro alle rendite, soprattutto quelle finanziarie;
  • Ritorno a politiche macroeconomiche Keynesiane espansive ed agli investimenti pubblici, abbandonando austerity, fiscal compact e assurdi vincoli su astrusi indicatori o bilancio.
Come giustamente osserva l’amico Andrea Del Monaco in un recente articolo sull’Huffington Post queste politiche di austerity e riduzione spesa, insieme alla scelta di lasciare il nostro debito in mano al “mercato” e quindi alla speculazione finanziaria, hanno massacrato il paese intero negli ultimi anni, in particolare con la riduzione degli investimenti hanno penalizzato l'intero paese e ancor di più il Sud aggravando quindi la “questione meridionale” , quindi sono state esattamente il contrario di quello che serviva!
Per invertire la rotta, serve una sinistra vera che abbandoni queste politiche neo-liberiste anzi iper-liberiste, di cui Renzi e' solo uno degli ultimi protagonisti dell'ultimo ventennio ma c'è una linea continua e ininterrotta lungo tutti i governi (almeno nominalmente) di centro-sinistra e quelli di centro-destra per non parlare ovviamente di quelli "tecnici" o "di coalizione, un paese che si è spostato sempre più a destra con politiche che rendono il lavoro sempre più scarso e precario con meno diritti, con tagli al welfare e allo stato sociale, con un aumento spaventoso delle disuguaglianze…e ben vengano quindi tutte le iniziative di lotta a questa Italia e queste Europa della finanza, iniziando dall'assurdo vincolo introdotto nel 2012  (che ricordo fu votato nel silenzio generale a maggioranza assoluta, da quasi tutti da Bersani e Renzi fino a Berlusconi e i suoi…con solo qualche astenuto al diktat europeo e finanziario, forse per quel briciolo di dignità…).
Iniziamo quindi questa nuova lotta, sapendo che e’ una lotta per un paese pià giusto e più uguale, da Nord a Sud.




Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud

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Il Partito del Sud parteciperà ad un incontro a Roma il 7 ottobre, organizzato dai Comitati per la Democrazia Costituzionale che, dopo la battaglia vinta lo scorso 4 dicembre 2016 sul Referendum Costituzionale dove tra i Comitati del NO c’era anche la nostra presenza, hanno deciso di continuare la battaglia per difendere i valori e i principi della nostra Costituzione Repubblicana democratica ed antifascista.
Come già detto più volte, noi meridionalisti progressisti abbiamo sempre difeso e continueremo a difendere la nostra Costituzione, chiedendone l’applicazione integrale che soprattutto con l’articolo 3 comma 2 avrebbe risolto da tempo la “questione meridionale”.
Oggi a proposito di valori costituzionali, inizia a delinearsi un’altra battaglia su due fronti, quello della modifica dell’articolo 81 (quello recentemente modificato con l’introduzione del principio del pareggio di bilancio) e la Legge di Iniziativa Popolare sulla Scuola.
Iniziamo ad approfondire il primo tema, quello dell’articolo 81 che è stato modificato, quasi di nascosto e senza un dibattito pubblico, nel 2012 su chiaro pressing della UE e della sua politica di “austerity”. Queste politiche che stanno funzionando un po’ da Robin Hood al contrario continuando ad impoverire sempre di più tra gli Stati Europei quelli più deboli e in tutti gli stati le fasce più deboli e povere, sono accompagnate da una crescita impressionante della finanza globale. Mentre cresce l'ondata di razzismo e le barriere contro le migrazioni di uomini, nessuna barriera o confine o sovranità nazionale per la migrazione di merci e per la speculazione finanziaria, oramai l’illusione di una globalizzazione felice per tutti, e della famosa “mano invisibile del mercato” che aggiustava tutto e avrebbe reso tutti più ricchi e felici, è svanita da tempo in tutti i paesi occidentali.
C’è bisogno chiaramente di un’inversione di rotta rispetto alle politiche neoliberiste e di una lotta alla speculazione finanziaria, agendo su più fronti, su alcuni dei quali si discute da tempo sia nel nostro paese che in Europa, ricordiamo quelli per me principali:
  • Sovranità monetaria e ritorno del controllo delle Banche centrali nazionali e della Banca Centrale Europea al popolo e non alle banche private, ricordiamo che la Banca d’Italia divorziò dal Ministero del Tesoro che la controllava negli anni ’80 e proprio da quel momento è iniziato l’aumento vertiginoso del Debito pubblico italiano;
  • Separazione tra banche commerciali e banche d’investimento o d'affari;
  • Spostare la tassazione in modo progressivo dal lavoro alle rendite, soprattutto quelle finanziarie;
  • Ritorno a politiche macroeconomiche Keynesiane espansive ed agli investimenti pubblici, abbandonando austerity, fiscal compact e assurdi vincoli su astrusi indicatori o bilancio.
Come giustamente osserva l’amico Andrea Del Monaco in un recente articolo sull’Huffington Post queste politiche di austerity e riduzione spesa, insieme alla scelta di lasciare il nostro debito in mano al “mercato” e quindi alla speculazione finanziaria, hanno massacrato il paese intero negli ultimi anni, in particolare con la riduzione degli investimenti hanno penalizzato l'intero paese e ancor di più il Sud aggravando quindi la “questione meridionale” , quindi sono state esattamente il contrario di quello che serviva!
Per invertire la rotta, serve una sinistra vera che abbandoni queste politiche neo-liberiste anzi iper-liberiste, di cui Renzi e' solo uno degli ultimi protagonisti dell'ultimo ventennio ma c'è una linea continua e ininterrotta lungo tutti i governi (almeno nominalmente) di centro-sinistra e quelli di centro-destra per non parlare ovviamente di quelli "tecnici" o "di coalizione, un paese che si è spostato sempre più a destra con politiche che rendono il lavoro sempre più scarso e precario con meno diritti, con tagli al welfare e allo stato sociale, con un aumento spaventoso delle disuguaglianze…e ben vengano quindi tutte le iniziative di lotta a questa Italia e queste Europa della finanza, iniziando dall'assurdo vincolo introdotto nel 2012  (che ricordo fu votato nel silenzio generale a maggioranza assoluta, da quasi tutti da Bersani e Renzi fino a Berlusconi e i suoi…con solo qualche astenuto al diktat europeo e finanziario, forse per quel briciolo di dignità…).
Iniziamo quindi questa nuova lotta, sapendo che e’ una lotta per un paese pià giusto e più uguale, da Nord a Sud.




Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud

 
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