Manifestazione NO Autonomia Differenziata
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mercoledì 28 dicembre 2022
VISIONI MERIDIONALISTE…(VIDEO)
Manifestazione NO Autonomia Differenziata
giovedì 22 dicembre 2022
IL PARTITO DEL SUD A ROMA, CON IL TAVOLO NAZIONALE CONTRO OGNI FORMA DI AUTONOMIA DIFFERENZIATA
Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti presente con i suoi rappresentanti (fra cui in foto Antonio Luongo, Andrew Notarnicola) e con l'intervento del suo dirigente, lo scrittore Valentino Romano, al presidio al Pantheon a Roma, organizzata dal Tavolo No Autonomia Differenziata in occasione della discussione in Parlamento della Legge di Bilancio.
Realtà sociali, sindacali e forze politiche, insieme, per chiedere il ritiro della bozza di legge Calderoli, dell’art. 143 della Legge di Bilancio e la cancellazione del comma 3 dell’art 116 della Costituzione.
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Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti presente con i suoi rappresentanti (fra cui in foto Antonio Luongo, Andrew Notarnicola) e con l'intervento del suo dirigente, lo scrittore Valentino Romano, al presidio al Pantheon a Roma, organizzata dal Tavolo No Autonomia Differenziata in occasione della discussione in Parlamento della Legge di Bilancio.
Realtà sociali, sindacali e forze politiche, insieme, per chiedere il ritiro della bozza di legge Calderoli, dell’art. 143 della Legge di Bilancio e la cancellazione del comma 3 dell’art 116 della Costituzione.
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venerdì 4 marzo 2022
IL PARTITO DEL SUD DOMANI A ROMA: BASTA GUERRA, BASTA IPOCRISIA, BASTA FAKE NEWS DI POLITICANTI E TG!!
Domani saremo in piazza a Roma come Partito del Sud per manifestare contro la guerra, per la pace e per un’altra società. Per il cessate il fuoco immediato in Ucraina e il ritiro delle truppe.
Portare subito le parti in causa al tavolo delle trattative per trovare una soluzione condivisa è l’unica soluzione possibile. Non è utile fomentare la tensione con continue fake news, vista la situazione già esplosiva. Il governo italiano invece di esacerbare la tensione con l’invio di armi, e nei toni, lavori per la pace e per il rispetto dell'Art.11 della Costituzione.
Costruire l’Europa della Pace della Democrazia della Giustizia e dell’Accoglienza, non quella della finanza, delle lobby e dei blocchi militariContro Putin, la NATO e a favore della pace fra i popoli!
#stopwar
Natale Cuccurese-Presidente nazionale Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
Domani saremo in piazza a Roma come Partito del Sud per manifestare contro la guerra, per la pace e per un’altra società. Per il cessate il fuoco immediato in Ucraina e il ritiro delle truppe.
Portare subito le parti in causa al tavolo delle trattative per trovare una soluzione condivisa è l’unica soluzione possibile. Non è utile fomentare la tensione con continue fake news, vista la situazione già esplosiva. Il governo italiano invece di esacerbare la tensione con l’invio di armi, e nei toni, lavori per la pace e per il rispetto dell'Art.11 della Costituzione.
Costruire l’Europa della Pace della Democrazia della Giustizia e dell’Accoglienza, non quella della finanza, delle lobby e dei blocchi militariContro Putin, la NATO e a favore della pace fra i popoli!
#stopwar
Natale Cuccurese-Presidente nazionale Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
martedì 21 dicembre 2021
L'intervento di Enzo Riccio al Presidio di Roma contro L'Autonomia differenziata [VIDEO]
L'intervento di Enzo Riccio, del Comitato Direttivo Nazionale del Partito del Sud, oggi al Presidio di Roma in Piazza Santi Apostoli, convocato dal Tavolo NO AD, composto da partiti, movimenti, sindacati e associazioni, che sono scesi in piazza a difesa dell’integrità della Repubblica e contro l’inserimento del collegato all'autonomia differenziata nella Legge di Bilancio da parte del Governo Draghi, presentato addirittura senza testo.
L'intervento di Enzo Riccio, del Comitato Direttivo Nazionale del Partito del Sud, oggi al Presidio di Roma in Piazza Santi Apostoli, convocato dal Tavolo NO AD, composto da partiti, movimenti, sindacati e associazioni, che sono scesi in piazza a difesa dell’integrità della Repubblica e contro l’inserimento del collegato all'autonomia differenziata nella Legge di Bilancio da parte del Governo Draghi, presentato addirittura senza testo.
domenica 5 dicembre 2021
L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA FA MALE AL PAESE
Il 16 dicembre tutti al presidio di Roma in P.zza SS. Apostoli per il ritiro del DDL sull’Autonomia Differenziata dai collegati alla Legge di Bilancio!
Il 16 dicembre tutti al presidio di Roma in P.zza SS. Apostoli per il ritiro del DDL sull’Autonomia Differenziata dai collegati alla Legge di Bilancio!
giovedì 23 settembre 2021
APPELLO AL VOTO MERIDIONALISTA PER “ROMA TI RIGUARDA”
Anche quest’anno, come tutti gli anni, il Partito del Sud persevera sulla strada dell’impegno concreto, democratico e politico diretto, anche elettorale, per dare un’alternativa reale e non velleitaria ai nostri territori, insieme a chi come noi ha una visione politica gramsciana.
La verità storica sulla "malaunità" del 1861 sta venendo fuori, non può durare in eterno una "questione" che dura da 160 anni che si è particolarmente aggravata negli ultimi anni con il susseguirsi di governi anti-meridionali , spesso con il predominante appoggio della Lega Nord razzista e xenofoba, come l’attuale. Il Partito del Sud è sorto per contrastare chi diceva (e dice) che non dovevamo essere più produttori ma solo consumatori, improvvisamente non avevamo piu' una storia ricca e tradizioni da difendere, ma ci dovevamo solo vergognare del nostro passato e dovevamo aspettare un po' di elemosina dalla "parte più ricca e progredita del paese" e ancora oggi si parla di nostro fallimento come popolo e siamo diventati "palla al piede" dei nostri "liberatori", è stata fatta nascere, da menti annebbiate, addirittura una "questione settentrionale", ultimamente richiamata anche da Giuseppe Conte in una lettera al Corriere della Sera del 13 agosto scorso, ove ha scritto anche di “Milano Locomotiva”, voltando le spalle al Mezzogiorno che nel 2018 aveva premiato il M5s con un voto quasi plebiscitario. Voto disinvoltamente tradito.Per cambiare questo stato di cose non bastano certo gli slogan o le urla velleitarie sui social, bisogna invece imparare a confrontarsi seriamente ed organizzarsi concretamente e a schiena dritta, bisogna costruire e perseguire un progetto politico che parta da Sud ed unisca realmente il Paese.
E’ utile ricordare che se l’Italia ha ottenuto 191,5 miliardi di euro di fondi europei del Recovery (la quota più alta far tutti i Paesi Ue) è solo perché il suo Mezzogiorno versa in condizioni di “depressione” spaventosa in infrastrutture e servizi, sia in confronto al Centro-Nord, che verso gli altri Paesi Ue. Non a caso è la Macroarea europea dove è più alto il rischio povertà. Secondo le indicazioni europee al Sud sarebbe dovuto andare il 65% dei fondi dati all’Italia, proprio per iniziare a recuperare il gap territoriale.
Dal documento presentato alla Ue dal governo Draghi si è però scoperto che al Sud dovrebbe andare solo il 16% dei fondi. Infatti, non a caso, i primi 700 milioni di euro destinati ad aumentare il numero di scuole materne e asili nido nelle aree «svantaggiate» del Paese, non finiranno al Sud a “causa di alcuni parametri quantomeno discutibili all’interno dei bandi di assegnazione”; una parte di quei soldi infatti non andrà nelle aree più depresse del Mezzogiorno ma a Milano, a Torino o anche a Belluno.
Notare bene, che quando ci sarà da restituire il debito contratto con la Ue, TUTTI i cittadini saranno chiamati a ripagarlo con le loro tasse in parti eguali, anche se l’84% dei fondi saranno andati al Centro-Nord…
Questa è l’Italia, un Paese dove, come ben sanno anche all’estero, vige un opprimente “razzismo di Stato” contro il 34% della popolazione (percentuale dei cittadini del Mezzogiorno) e dove la Costituzione è ormai carta straccia. In Italia un governo oligarchico calato dall’alto ha commissariato il Parlamento e sta facendo strame della democrazia parlamentare e dei diritti dei cittadini meridionali, considerati da sempre di serie B.
Quando fra pochissimo giorni andrete a votare ricordate bene che TUTTI i partiti che sostengono il governo Draghi (tutti quelli presenti in Parlamento, nessuno escluso) sostengono anche la discriminazione territoriale contro i cittadini del Sud.
Sarà veramente unito questo paese solo quando le possibilità di lavoro saranno le stesse a Napoli come a Milano, quando il livello di servizi e infrastrutture sarà paragonabile a Reggio Calabria e a Reggio Emilia, per questo bisogna battersi democraticamente e concretamente fra la gente con la forza della ragione, a cui seguirà inevitabilmente la forza del numero dei voti.
Per tutti questi motivi saremo presenti con il nostro simbolo anche a Roma, nella capitale d’Italia, nella Lista “Roma ti riguarda” a sostegno di Paolo Berdini Sindaco, per fare sentire sempre più forte la voce di chi si vuole opporre con sempre più vigore a quel “razzismo di Stato” che da sempre inchioda l’intero Paese ad un passato che non vuole passare. In lista con noi anche gli alleati del Partito della Rifondazione Comunista e la lista Roma per l’ecologia integrale. Una coalizione di forze politiche e attivismo civico che si uniscono per dare una speranza al futuro delle nuove generazioni, per combattere i poteri che da decenni hanno governato sia con la destra che con il PD per finire con la effimera esperienza dei 5 stelle, condannando Roma ad un desolante declino.
Una scelta, questa lista, per cambiare davvero, per cambiare il senso di marcia di una politica al servizio del potere economico e finanziario, sorda agli interessi delle persone, come ben sanno i tanti cittadini meridionali che vivono a Roma, ci lavorano, ci studiano e che hanno diritto ad una Capitale che unisce e non divide, che non sia né leghista né liberista.
Se anche tu senti scorrere nelle vene l’orgoglio per le comuni radici, se la passione meridionalista ti infiamma e ti porta a gettare il cuore oltre gli ostacoli che tentano di frenare il tuo impegno volto unicamente al riscatto della nostra terra, ti chiedo di sostenere la lista “Roma ti riguarda” e i nostri candidati Giuseppe Lipari per il Comune ed Enzo Riccio per il Municipio VIII, di diffondere in rete la notizia del loro impegno, di contattare i tuoi amici e conoscenti presenti nel Comune di Roma al voto il prossimo 3 e 4 ottobre e di invitarli a votare i nostri esponenti meridionalisti e di sostenere la lista contenente il simbolo del Partito del Sud. Candidati che anche questa volta, con enorme sacrificio personale e con coraggio, portano la fiaccola dell'ideale meridionalista al voto per dare una possibilità concreta ai nostri concittadini di non doversi rifugiare nella scelta di votare il “meno peggio” o nel non voto, ma finalmente poter votare chi può rappresentare degnamente le comuni istanze per riprenderci, insieme, quella dignità che non abbiamo mai perso, ma che ci vorrebbero persino negare, quei diritti che ci spettano e che pretendiamo !
Avere nel prossimo consiglio comunale di Roma, qualsiasi sia la maggioranza che lo comporrà, la presenza al suo interno di una componente guidata da Paolo Berdini sarà una garanzia per noi tutti. Non solo sarà capace di contrastare i dannosi e sbagliati intendimenti che già si profilano in campagna elettorale, di chi vuole mettere le mani sulla città. ma anche, forse soprattutto, rappresentare un riferimento per tutte le lotte di opposizione ai poteri forti e dare voce alle tante soggettività democratiche della città di Roma.
Natale Cuccurese-Presidente Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
Anche quest’anno, come tutti gli anni, il Partito del Sud persevera sulla strada dell’impegno concreto, democratico e politico diretto, anche elettorale, per dare un’alternativa reale e non velleitaria ai nostri territori, insieme a chi come noi ha una visione politica gramsciana.
La verità storica sulla "malaunità" del 1861 sta venendo fuori, non può durare in eterno una "questione" che dura da 160 anni che si è particolarmente aggravata negli ultimi anni con il susseguirsi di governi anti-meridionali , spesso con il predominante appoggio della Lega Nord razzista e xenofoba, come l’attuale. Il Partito del Sud è sorto per contrastare chi diceva (e dice) che non dovevamo essere più produttori ma solo consumatori, improvvisamente non avevamo piu' una storia ricca e tradizioni da difendere, ma ci dovevamo solo vergognare del nostro passato e dovevamo aspettare un po' di elemosina dalla "parte più ricca e progredita del paese" e ancora oggi si parla di nostro fallimento come popolo e siamo diventati "palla al piede" dei nostri "liberatori", è stata fatta nascere, da menti annebbiate, addirittura una "questione settentrionale", ultimamente richiamata anche da Giuseppe Conte in una lettera al Corriere della Sera del 13 agosto scorso, ove ha scritto anche di “Milano Locomotiva”, voltando le spalle al Mezzogiorno che nel 2018 aveva premiato il M5s con un voto quasi plebiscitario. Voto disinvoltamente tradito.Per cambiare questo stato di cose non bastano certo gli slogan o le urla velleitarie sui social, bisogna invece imparare a confrontarsi seriamente ed organizzarsi concretamente e a schiena dritta, bisogna costruire e perseguire un progetto politico che parta da Sud ed unisca realmente il Paese.
E’ utile ricordare che se l’Italia ha ottenuto 191,5 miliardi di euro di fondi europei del Recovery (la quota più alta far tutti i Paesi Ue) è solo perché il suo Mezzogiorno versa in condizioni di “depressione” spaventosa in infrastrutture e servizi, sia in confronto al Centro-Nord, che verso gli altri Paesi Ue. Non a caso è la Macroarea europea dove è più alto il rischio povertà. Secondo le indicazioni europee al Sud sarebbe dovuto andare il 65% dei fondi dati all’Italia, proprio per iniziare a recuperare il gap territoriale.
Dal documento presentato alla Ue dal governo Draghi si è però scoperto che al Sud dovrebbe andare solo il 16% dei fondi. Infatti, non a caso, i primi 700 milioni di euro destinati ad aumentare il numero di scuole materne e asili nido nelle aree «svantaggiate» del Paese, non finiranno al Sud a “causa di alcuni parametri quantomeno discutibili all’interno dei bandi di assegnazione”; una parte di quei soldi infatti non andrà nelle aree più depresse del Mezzogiorno ma a Milano, a Torino o anche a Belluno.
Notare bene, che quando ci sarà da restituire il debito contratto con la Ue, TUTTI i cittadini saranno chiamati a ripagarlo con le loro tasse in parti eguali, anche se l’84% dei fondi saranno andati al Centro-Nord…
Questa è l’Italia, un Paese dove, come ben sanno anche all’estero, vige un opprimente “razzismo di Stato” contro il 34% della popolazione (percentuale dei cittadini del Mezzogiorno) e dove la Costituzione è ormai carta straccia. In Italia un governo oligarchico calato dall’alto ha commissariato il Parlamento e sta facendo strame della democrazia parlamentare e dei diritti dei cittadini meridionali, considerati da sempre di serie B.
Quando fra pochissimo giorni andrete a votare ricordate bene che TUTTI i partiti che sostengono il governo Draghi (tutti quelli presenti in Parlamento, nessuno escluso) sostengono anche la discriminazione territoriale contro i cittadini del Sud.
Sarà veramente unito questo paese solo quando le possibilità di lavoro saranno le stesse a Napoli come a Milano, quando il livello di servizi e infrastrutture sarà paragonabile a Reggio Calabria e a Reggio Emilia, per questo bisogna battersi democraticamente e concretamente fra la gente con la forza della ragione, a cui seguirà inevitabilmente la forza del numero dei voti.
Per tutti questi motivi saremo presenti con il nostro simbolo anche a Roma, nella capitale d’Italia, nella Lista “Roma ti riguarda” a sostegno di Paolo Berdini Sindaco, per fare sentire sempre più forte la voce di chi si vuole opporre con sempre più vigore a quel “razzismo di Stato” che da sempre inchioda l’intero Paese ad un passato che non vuole passare. In lista con noi anche gli alleati del Partito della Rifondazione Comunista e la lista Roma per l’ecologia integrale. Una coalizione di forze politiche e attivismo civico che si uniscono per dare una speranza al futuro delle nuove generazioni, per combattere i poteri che da decenni hanno governato sia con la destra che con il PD per finire con la effimera esperienza dei 5 stelle, condannando Roma ad un desolante declino.
Una scelta, questa lista, per cambiare davvero, per cambiare il senso di marcia di una politica al servizio del potere economico e finanziario, sorda agli interessi delle persone, come ben sanno i tanti cittadini meridionali che vivono a Roma, ci lavorano, ci studiano e che hanno diritto ad una Capitale che unisce e non divide, che non sia né leghista né liberista.
Se anche tu senti scorrere nelle vene l’orgoglio per le comuni radici, se la passione meridionalista ti infiamma e ti porta a gettare il cuore oltre gli ostacoli che tentano di frenare il tuo impegno volto unicamente al riscatto della nostra terra, ti chiedo di sostenere la lista “Roma ti riguarda” e i nostri candidati Giuseppe Lipari per il Comune ed Enzo Riccio per il Municipio VIII, di diffondere in rete la notizia del loro impegno, di contattare i tuoi amici e conoscenti presenti nel Comune di Roma al voto il prossimo 3 e 4 ottobre e di invitarli a votare i nostri esponenti meridionalisti e di sostenere la lista contenente il simbolo del Partito del Sud. Candidati che anche questa volta, con enorme sacrificio personale e con coraggio, portano la fiaccola dell'ideale meridionalista al voto per dare una possibilità concreta ai nostri concittadini di non doversi rifugiare nella scelta di votare il “meno peggio” o nel non voto, ma finalmente poter votare chi può rappresentare degnamente le comuni istanze per riprenderci, insieme, quella dignità che non abbiamo mai perso, ma che ci vorrebbero persino negare, quei diritti che ci spettano e che pretendiamo !
Avere nel prossimo consiglio comunale di Roma, qualsiasi sia la maggioranza che lo comporrà, la presenza al suo interno di una componente guidata da Paolo Berdini sarà una garanzia per noi tutti. Non solo sarà capace di contrastare i dannosi e sbagliati intendimenti che già si profilano in campagna elettorale, di chi vuole mettere le mani sulla città. ma anche, forse soprattutto, rappresentare un riferimento per tutte le lotte di opposizione ai poteri forti e dare voce alle tante soggettività democratiche della città di Roma.
Natale Cuccurese-Presidente Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
sabato 28 agosto 2021
IL 3 E IL 4 OTTOBRE SI VOTA PER LE COMUNALI A ROMA E IL PARTITO DEL SUD SARA' PRESENTE A SOSTEGNO DI PAOLO BERDINI SINDACO!
Ecco il simbolo che troverete nelle schede elettorali a sostegno dalla candidatura di Paolo Berdini a Sindaco di Roma; c'è anche il Partito del Sud.
Ecco il simbolo che troverete nelle schede elettorali a sostegno dalla candidatura di Paolo Berdini a Sindaco di Roma; c'è anche il Partito del Sud.
mercoledì 12 maggio 2021
Elezioni Roma 2021 - facciamole alla rovescia
lunedì 30 settembre 2019
#Roma Seconda Roma-Assemblea Nazionale contro ogni tipo di autonomia differenziata. L’intervento di Natale Cuccurese Presidente del Partito del Sud [Video]
Roma 29-09-2019 Natale Cuccurese Presidente del Partito del Sud
#NOSecessionedeiRicchi
Roma 29-09-2019 Natale Cuccurese Presidente del Partito del Sud
#NOSecessionedeiRicchi
lunedì 8 luglio 2019
“Assemblea Nazionale contro ogni Autonomia Differenziata"- Per "la Sinistra" interviene Natale Cuccurese, Presidente nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti [Video]
Un federalismo iniquo, che divide l'Italia e penalizza il Sud, ma anche il Nord, aprendo alle privatizzazioni a partire da temi fondamentali quali scuola e salute.
Una pessima riforma, voluta nel 2001 dalla Lega, con l’insperato avallo del centrosinistra, che ha portato alla riforma del titolo V della Costituzione, rischia ora di portare alla rottura dell’unità nazionale.
Le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna hanno preso l’iniziativa per realizzare «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia
Si tratta di procedure inedite e complesse, mai applicate prima, interpretate in modo diverso dalle tre Regioni che le hanno finora utilizzate. Da allora e grazie alla nascita del governo a trazione leghista, il Regionalismo differenziato ha preso un rapido avvio a tappe forzate.
Un tema che riguarda tutti gli italiani, ma che la Lega ha praticamente sequestrato, recintando accuratamente ogni possibilità di dibattito e di discussione, visto che il progetto una volta approvato, non potrà essere modificato per 10 anni, senza l’assenso delle regioni interessate.
La «secessione dei ricchi» si baserebbe, in realtà, su un equivoco consistente nel ritenere effettivamente esistente nelle pieghe del bilancio dello Stato un residuo fiscale a favore di alcune Regioni "virtuose". Il residuo fiscale, cioè la differenza tra l’ammontare di risorse che lo Stato centrale riceve dai territori e l’entità della spesa pubblica che lo stesso eroga a favore dei cittadini degli stessi territori.
Scomputando il pagamento dei relativi interessi, assisteremmo infatti a un’enorme riduzione del presunto residuo fiscale delle Regioni interessate.
In più, visto che nè i Lep né il Fondo Perequativo, previsti entrambi dagli articoli 117 e 119 della Costituzione, sono stati mai realizzati, si è consentito in modo a dir poco miope che andasse avanti un regionalismo fortemente sbilanciato a favore delle zone ricche del paese.
In uno Stato unitario bisogna assicurare gli stessi servizi in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Lo Stato dovrebbe infatti impiegare i residui fiscali per portare i servizi nelle Regioni deficitarie ai livelli essenziali delle Regioni più efficienti e non per rafforzare quelli delle Regioni più ricche.
Il regionalismo differenziato è costruito su indicatori palesemente sperequati su base territoriale.
Considerando che il Sud, già attualmente, è afflitto da una serie di drammatiche problematiche ed emergenze, ad esempio: per l’8% delle famiglie curarsi è un lusso, bassi livelli d’investimenti e scarsità di infrastrutture rispetto al nord, una disoccupazione tripla rispetto al Nord, povertà assoluta e relativa che affligge ormai quasi il 50% della popolazione, emigrazione a livelli record e si potrebbe continuare a lungo...
E’ ovvio che questo processo non potrà che peggiorare le già fortissime disuguaglianze sociali che esistono nel Paese. Ai tagli ai servizi pubblici, alle privatizzazioni, alla mancanza di lavoro soprattutto per i giovani, alla precarizzazione dello stesso e al contenimento dei salari che hanno attraversato in questi anni tutto il Paese, ispirati dalle politiche neoliberiste di Bruxelles, si aggiungerà questo “ Regionalismo” come detonatore del malcontento di gran parte del paese, accrescendo le disparità, preparando così un periodo di tensioni e scontri sociali come mai prima d’ora nella storia repubblicana.
A conferma di quanto fin qui detto seppur schematicamente, pochi giorni fa è stato diffuso da alcuni giornali anche il dossier riservato, un appunto, per il Presidente del Consiglio dei Ministri a firma del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi che stronca gli schemi di intesa delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna che sarebbero dovuti arrivare in Consiglio dei Ministri. “Collisione con il dettato costituzionale”, “determinazione di fatto di nuove Regioni a statuto speciale”, “dubbi di costituzionalità”, “presenza di materie strutturalmente non devolvibili”, “ambiti potenzialmente suscettibili di creare disparità di trattamento tra regioni nella libera circolazione di persone e cose”, “limitazioni dell’esercizio del diritto al lavoro”, “ingiustificato trasferimento di risorse verso le regioni ad autonomia differenziata, con conseguente deprivazione delle altre”.
Chi volge il capo dall’altra parte oggi, o addirittura governa insieme o è complice delle mire leghiste, domani porterà la responsabilità della possibile “balcanizzazione” del Paese. Ci chiediamo a questo punto, come lista “la Sinistra”, che cosa ci sia di logico nelle egoistiche richieste portate avanti a spron battuto dal governo su questo tema e preannunciamo sin da oggi la nostra totale opposizione a tali politiche e a tali richieste!
Un federalismo iniquo, che divide l'Italia e penalizza il Sud, ma anche il Nord, aprendo alle privatizzazioni a partire da temi fondamentali quali scuola e salute.
Una pessima riforma, voluta nel 2001 dalla Lega, con l’insperato avallo del centrosinistra, che ha portato alla riforma del titolo V della Costituzione, rischia ora di portare alla rottura dell’unità nazionale.
Le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna hanno preso l’iniziativa per realizzare «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia
Si tratta di procedure inedite e complesse, mai applicate prima, interpretate in modo diverso dalle tre Regioni che le hanno finora utilizzate. Da allora e grazie alla nascita del governo a trazione leghista, il Regionalismo differenziato ha preso un rapido avvio a tappe forzate.
Un tema che riguarda tutti gli italiani, ma che la Lega ha praticamente sequestrato, recintando accuratamente ogni possibilità di dibattito e di discussione, visto che il progetto una volta approvato, non potrà essere modificato per 10 anni, senza l’assenso delle regioni interessate.
La «secessione dei ricchi» si baserebbe, in realtà, su un equivoco consistente nel ritenere effettivamente esistente nelle pieghe del bilancio dello Stato un residuo fiscale a favore di alcune Regioni "virtuose". Il residuo fiscale, cioè la differenza tra l’ammontare di risorse che lo Stato centrale riceve dai territori e l’entità della spesa pubblica che lo stesso eroga a favore dei cittadini degli stessi territori.
Scomputando il pagamento dei relativi interessi, assisteremmo infatti a un’enorme riduzione del presunto residuo fiscale delle Regioni interessate.
In più, visto che nè i Lep né il Fondo Perequativo, previsti entrambi dagli articoli 117 e 119 della Costituzione, sono stati mai realizzati, si è consentito in modo a dir poco miope che andasse avanti un regionalismo fortemente sbilanciato a favore delle zone ricche del paese.
In uno Stato unitario bisogna assicurare gli stessi servizi in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Lo Stato dovrebbe infatti impiegare i residui fiscali per portare i servizi nelle Regioni deficitarie ai livelli essenziali delle Regioni più efficienti e non per rafforzare quelli delle Regioni più ricche.
Il regionalismo differenziato è costruito su indicatori palesemente sperequati su base territoriale.
Considerando che il Sud, già attualmente, è afflitto da una serie di drammatiche problematiche ed emergenze, ad esempio: per l’8% delle famiglie curarsi è un lusso, bassi livelli d’investimenti e scarsità di infrastrutture rispetto al nord, una disoccupazione tripla rispetto al Nord, povertà assoluta e relativa che affligge ormai quasi il 50% della popolazione, emigrazione a livelli record e si potrebbe continuare a lungo...
E’ ovvio che questo processo non potrà che peggiorare le già fortissime disuguaglianze sociali che esistono nel Paese. Ai tagli ai servizi pubblici, alle privatizzazioni, alla mancanza di lavoro soprattutto per i giovani, alla precarizzazione dello stesso e al contenimento dei salari che hanno attraversato in questi anni tutto il Paese, ispirati dalle politiche neoliberiste di Bruxelles, si aggiungerà questo “ Regionalismo” come detonatore del malcontento di gran parte del paese, accrescendo le disparità, preparando così un periodo di tensioni e scontri sociali come mai prima d’ora nella storia repubblicana.
A conferma di quanto fin qui detto seppur schematicamente, pochi giorni fa è stato diffuso da alcuni giornali anche il dossier riservato, un appunto, per il Presidente del Consiglio dei Ministri a firma del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi che stronca gli schemi di intesa delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna che sarebbero dovuti arrivare in Consiglio dei Ministri. “Collisione con il dettato costituzionale”, “determinazione di fatto di nuove Regioni a statuto speciale”, “dubbi di costituzionalità”, “presenza di materie strutturalmente non devolvibili”, “ambiti potenzialmente suscettibili di creare disparità di trattamento tra regioni nella libera circolazione di persone e cose”, “limitazioni dell’esercizio del diritto al lavoro”, “ingiustificato trasferimento di risorse verso le regioni ad autonomia differenziata, con conseguente deprivazione delle altre”.
Chi volge il capo dall’altra parte oggi, o addirittura governa insieme o è complice delle mire leghiste, domani porterà la responsabilità della possibile “balcanizzazione” del Paese. Ci chiediamo a questo punto, come lista “la Sinistra”, che cosa ci sia di logico nelle egoistiche richieste portate avanti a spron battuto dal governo su questo tema e preannunciamo sin da oggi la nostra totale opposizione a tali politiche e a tali richieste!
Roma 7 Luglio 2019-“Assemblea Nazionale contro ogni Autonomia Differenziata": Contributo del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti. Intervento contro la secessione dei ricchi
martedì 13 febbraio 2018
Il Partito del Sud alla manifestazione di solidarietà ai Curdi del 17 febbraio a Roma!
Il Partito del Sud parteciperà con una sua delegazione, insieme alle altre di "Potere al Popolo", alla manifestazione del 17 febbraio a Roma #DefendAfrin, per portare la nostra solidarietà ai curdi e protestare contro l'aggressione militare turca!
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Il Partito del Sud parteciperà con una sua delegazione, insieme alle altre di "Potere al Popolo", alla manifestazione del 17 febbraio a Roma #DefendAfrin, per portare la nostra solidarietà ai curdi e protestare contro l'aggressione militare turca!
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mercoledì 13 dicembre 2017
Il Partito del Sud partecipa alla manifestazione del 16/12 a Roma
#FightRight #16D #dirittisenzaconfini
#FightRight #16D #dirittisenzaconfini
mercoledì 29 novembre 2017
Intervento di Enzo Riccio all'assemblea a Roma #accettolasfida #poterealpopolo del 28/11/2017
#accettolasfida #poterealpopolo
#accettolasfida #poterealpopolo
venerdì 10 novembre 2017
NO al fascismo NO alle mafie NO al razzismo - Il Partito del Sud di Roma c'è
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venerdì 13 ottobre 2017
Il Partito del Sud alla manifestazione a Roma contro tutte le disuguaglianze del 14 ottobre
Per l'articolo 3 della nostra Costituzione repubblicana, per i diritti e contro tutte le disuguaglianze tra cui quelle tra Sud e resto del paese...una delegazione romana del Partito del Sud ci sarà a Piazza Don Bosco!
La manifestazione organizzata dalla Rete dei numeri pari di Don Ciotti prevede la mobilitazione di diverse piazze italiane.
Qui il programma di Roma dove invitiamo iscritti e simpatizzanti
Per l'articolo 3 della nostra Costituzione repubblicana, per i diritti e contro tutte le disuguaglianze tra cui quelle tra Sud e resto del paese...una delegazione romana del Partito del Sud ci sarà a Piazza Don Bosco!
La manifestazione organizzata dalla Rete dei numeri pari di Don Ciotti prevede la mobilitazione di diverse piazze italiane.
Qui il programma di Roma dove invitiamo iscritti e simpatizzanti
venerdì 6 ottobre 2017
Il Partito del Sud all'incontro dei Comitati per la Democrazia Costituzionale a Roma il 7 ottobre, per la modifica art. 81 e la LIP Scuola
- Sovranità monetaria e ritorno del controllo delle Banche centrali nazionali e della Banca Centrale Europea al popolo e non alle banche private, ricordiamo che la Banca d’Italia divorziò dal Ministero del Tesoro che la controllava negli anni ’80 e proprio da quel momento è iniziato l’aumento vertiginoso del Debito pubblico italiano;
- Separazione tra banche commerciali e banche d’investimento o d'affari;
- Spostare la tassazione in modo progressivo dal lavoro alle rendite, soprattutto quelle finanziarie;
- Ritorno a politiche macroeconomiche Keynesiane espansive ed agli investimenti pubblici, abbandonando austerity, fiscal compact e assurdi vincoli su astrusi indicatori o bilancio.
Iniziamo quindi questa nuova lotta, sapendo che e’ una lotta per un paese pià giusto e più uguale, da Nord a Sud.
- Sovranità monetaria e ritorno del controllo delle Banche centrali nazionali e della Banca Centrale Europea al popolo e non alle banche private, ricordiamo che la Banca d’Italia divorziò dal Ministero del Tesoro che la controllava negli anni ’80 e proprio da quel momento è iniziato l’aumento vertiginoso del Debito pubblico italiano;
- Separazione tra banche commerciali e banche d’investimento o d'affari;
- Spostare la tassazione in modo progressivo dal lavoro alle rendite, soprattutto quelle finanziarie;
- Ritorno a politiche macroeconomiche Keynesiane espansive ed agli investimenti pubblici, abbandonando austerity, fiscal compact e assurdi vincoli su astrusi indicatori o bilancio.
Iniziamo quindi questa nuova lotta, sapendo che e’ una lotta per un paese pià giusto e più uguale, da Nord a Sud.

















